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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘coesione sociale’

PA: Sottoscritto il Patto Innovazione e coesione sociale

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2021

Arriva a compimento l’accordo tra amministrazione pubblica e Confederazioni sindacali, presso l’Aran, degli gli atti di indirizzo sul riavvio della stagione contrattuale: un rinnovo, relativo al triennio 2019-2021, che interessa oltre tre milioni di dipendenti pubblici e che prevede anche di far confluire l’elemento perequativo delle retribuzioni all’interno della retribuzione fondamentale. Sarà compito del Governo, successivamente, individuare le misure legislative utili a promuovere la contrattazione decentrata e a superare il sistema dei tetti ai trattamenti economici accessori. L’accordo fa anche riferimento al lavoro agile: nei futuri contratti collettivi nazionali dovrà essere definita una disciplina normativa ed economica che garantisca condizioni di lavoro trasparenti, che favorisca la produttività e l’orientamento ai risultati, conciliando le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori con le esigenze organizzative delle PA. Saranno quindi disciplinati aspetti di tutela dei diritti sindacali, delle relazioni sindacali e del rapporto di lavoro quali il diritto alla disconnessione, le fasce di reperibilità, il diritto alla formazione specifica, la protezione dei dati personali, i permessi e le assenze dal lavoro.Con i contratti collettivi del triennio 2019-2021, si procederà anche alla successiva rivisitazione degli ordinamenti professionali del personale, ricorrendo a risorse aggiuntive con la legge di bilancio per il 2022 e adeguando la disciplina contrattuale ai fabbisogni di nuove professionalità e competenze. Lo stesso vale per le specifiche professionalità non dirigenziali dotate di competenze specialistiche e per l’estensione dei sistemi di riconoscimento delle competenze acquisite negli anni, anche tramite opportune modifiche legislative.Con questo accordo, inoltre, il Governo si impegna a definire politiche formative di ampio respiro, con particolare riferimento al miglioramento delle competenze digitali e di specifiche competenze avanzate di carattere professionale: questo significa che formazione e riqualificazione assumeranno il rango di investimento strategico e non saranno più considerati come mera voce di costo. All’interno dei nuovi Ccnl saranno adeguati i sistemi di partecipazione sindacale, valorizzando gli strumenti di partecipazione organizzativa e il ruolo della contrattazione integrativa. Si concorda, infine, sulla necessità di implementare gli istituti di welfare contrattuale, con riferimento al sostegno alla genitorialità e all’estensione al pubblico impiego di agevolazioni fiscali già riconosciute al settore privato, relative alla previdenza complementare e ai sistemi di premialità finalizzati a migliorare i servizi e a valorizzare il personale meritevole.

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Le politiche della felicità per la crescita delle nazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Maggio 2016

Reggio Emilia dal 26 al 28 maggio Internazionale sulla Coesione Sociale. E’ un evento che promuove il dibattito tra politici, ricercatori, Organizzazioni e società civile e una riflessione condivisa su quali siano le politiche, gli indirizzi e le necessità della società contemporanea. Quest’anno, non senza una punta di ironia, questa tre giorni di dibattiti, lezioni e spettacoli è dedicata a “Le Politiche della Felicità” per ricordare che il benessere della società è qualcosa che va costruito con lungimiranza e attenzione a tutte le parti sociali. E che una società felice è, in prima istanza, una società coesa.La crisi economica indica che siamo al capolinea di un paradigma culturale: è necessario costruire un nuovo modello di sviluppo, e poterlo misurare attraverso nuovi indicatori del progresso. Il festival si apre con un confronto tra Benjamin Radcliff e Alexander Pacek, due economisti statunitensi. Tre giornate di confronto e oltre 20 dibattiti – tutti gratuiti – con grandi nomi: da Romano Prodi e François Bourguignon a De Bortoli, Iacona e Lerner. La serata è all’insegna dello spettacolo teatrale “Potevo essere io” con l’attrice Arianna Scommegna. L’Italia si piazza al 50esimo posto nella classifica delle nazioni più felici

politiche della felicità

del mondo. È quanto emerge dal rapporto annuale dell’ONU che vede il nostro Paese confermare la posizione dello scorso anno, ma è tra i dieci paesi con il maggiore calo della felicità nel periodo considerato, mentre Danimarca, Svizzera, Islanda e Norvegia rimangono stabili ai primi posti. Condotta dal 2011, la ricerca ha lo scopo di mostrare come il benessere e la felicità possano essere usati per valutare i progressi delle nazioni. Per questa ragione molti governi, comunità e organizzazioni stanno usando i dati sulla felicità e i risultati delle ricerche sul benessere soggettivo, al fine di promuovere politiche che supportino il miglioramento della qualità della vita.
Il programma di giovedì 26 maggio
“La politica della felicità”, non a caso, è anche il dibattito di apertura del festival. Economisti, politologi e studiosi di scienze sociali indagano su cosa serva per avere una vita appagante: non siamo noi, dunque, gli artefici della nostra felicità? Se ci impegniamo con tutte le nostre forze non potremo raggiungerla? Ma la felicità sembrerebbe avere più un carattere sociale che psicologico. Le società con un forte welfare, infatti, registrano livelli alti di soddisfazione: più alto lo stato sociale più alta la soddisfazione. Insomma dalle politiche più umane deriva una maggiore possibilità di godersi la vita. Non bisogna quindi concentrarsi solo sulla crescita economica, ma dare spazio anche e soprattutto ai beni sociali. Come le politiche sociali concorrano a creare relazioni in grado di garantire benessere alla società, permettendo ai cittadini un progetto di vita dignitoso e responsabile parla il politologo statunitense Benjamin Radcliff, una delle voci più autorevoli nel campo dell’Economia della felicità, assieme allo studioso Alexander Pacek, la cui ricerca si focalizza sul rapporto tra life-satisfaction e politica. A moderare l’incontro il giornalista Ferruccio de Bortoli (10.15, Teatro Cavallerizza).
La giornata prosegue all’insegna dei dati: la seconda edizione dei Social Cohesion Days lancia le attività dell’Osservatorio internazionale sulla Coesione e Inclusione Sociale (OCIS), in grado di monitorare e interpretare questa complessa realtà anche attraverso i numeri. Annachiara Cerri del Consiglio d’Europa, insieme a Paolo Roberto Graziano dell’Università di Padova spiegano come “Misurare la coesione sociale: Regioni italiane a confronto” (11.30, Teatro Cavallerizza).
L’indennità di accompagnamento (IDA) rappresenta una dei più importanti risultati ottenuti nel campo della disabilità grave e non autosufficienza in Italia in quasi un quarantennio. Le risorse investite in questo programma non sono assolutamente trascurabili e superano in maniera consistente i 10 miliardi di euro. Oggi occorre aprire una riflessione congiunta per migliorare l’efficienza del sistema garantendo una maggiore integrazione tra questo strumento e la rete dei servizi. Se ne parla nel corso dell’incontro “L’indennità di accompagnamento 35 anni dopo: i motivi di una riforma” in cui interviene anche Luca Vecchi, Sindaco Città Reggio Emilia e Responsabile della delega “Welfare e Politiche Sociali” ANCI (15.30, Musei Civici, Portico dei Marmi).
Il 28.3% degli individui e il 32.1% dei minori sotto i 18 sono a rischio di povertà ed esclusione sociale: cifre che collocano l’Italia all’ottavo e al settimo posto tra i paesi dell’UE28 con più elevata incidenza della povertà. Per fare fronte a questa situazione, a livello sub-nazionale l’ultimo decennio ha visto alcune regioni varare schemi sperimentali di Reddito Minimo per fronteggiare l’emergenza e tassi di deprivazione materiale che variano tra il 26% della Sicilia e il 2.8% nella Provincia di Trento. Ma come funzionano gli schemi di Reddito Minimo introdotti nelle regioni italiane? Chi ne beneficia e quali effetti producono? Come si può evitare che i beneficiari rimangano “intrappolati” nella condizione di povertà? L’incontro “Il reddito minimo: una scelta di civiltà” tenta di rispondere a queste domande (17.30, Teatro Cavallerizza); modera Luca Mattiucci, della sezione Sociale del Corriere della Sera, media partner del festival.
La serata di apertura propone lo spettacolo teatrale “Potevo essere io” di Renata Ciaravino, interpretato da Arianna Scommegna (Teatro Cavallerizza, ore 21). E’ il racconto di una bambina e di un bambino che tra gli anni ’70 e gli ’80 diventano grandi partendo dallo stesso cortile alla periferia nord di Milano. Bambini che giocavano in cortile a lanciarsi palloncini con dentro le lamette, i genitori “terroni”, le mamme che facevano le pulizie negli ospedali. Le ragazze che al parco si sputavano in faccia dopo essersi tirate i capelli in una piscina comunale. I ragazzi che facevano la tangenziale contromano per scommessa. Quei bambini e ragazzi poi sono cresciuti: ognuno a procedere alla cieca cercando di salvarsi. Ma cosa ci fa salvare? E se uno si salva, veramente si è salvato? Cosa ci fa andare da una parte o dall’altra? Quante volte abbiamo detto: “potevo essere io, e invece, poi, no”? Lo spettacolo è un monologo tragicomico di grande impatto emotivo, con una protagonista che, come un vero ciclone, rapisce il pubblico con la sua energia e non lo lascia mai solo. (foto: politiche della felicità)

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Coesione sociale nazionale

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2010

“Quale segnale sta inviando la Lega Nord riunita a Pontida, quando Ministri e Sottosegretari della Repubblica Italiana parlano di secessione?” Questo il commento perplesso dell’On. Scilipoti, deputato IDV. “La platealità delle argomentazioni stride fortemente con i veri problemi del Paese. E come se noi dell’IDV organizzassimo convegni per la riannessione di Nizza, della Savoia e della Corsica, dell’Istria e della Dalmazia, anziché parlare di una crisi economica che sta strozzando il popolo italiano tutto”. Continua il deputato di Italia dei valori: “L’assenza di una coesa volontà politica è palese; il Governo (Leghisti compresi) doveva avviare quel recupero di produttività necessario in un momento di crisi finanziaria ed economica, che avrebbe riacceso la speranza fattiva di un futuro meno difficile. Si dovevano fare scelte politiche che avrebbero affrancato le aree del Mezzogiorno, esposte più di altre all’insidia criminale. L’occupazione e lo sviluppo del Sud necessitano, anche a Pontida, – conclude l’On. Scilipoti (IDV) – del più favorevole clima sociale nazionale e della consapevolezza delle responsabilità“.

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L’economia sociale ha bisogno di un credito su misura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 aprile 2009

In Toscana si parla di oltre 3600 soggetti, operanti nel Terzo Settore, quello dell’economia sociale. Un mondo apparentemente tranquillo, che bada alla sostanza delle cose più che all’immagine: ma proprio per questo ha problemi nel reperire fondi per finanziare le proprie iniziative.  Per questo l’Osservatorio dell’Economia Civile della Camera di Commercio di Firenze ha organizzato il convegno dal titolo “Risultati economico-finanziari e strumenti di finanza innovativa nell’economia sociale” presso il Dipartimento di economia aziendale dell’Università di Firenze. “La Camera di Commercio di Firenze” – fa notare Enrico Bocci, presidente dell’Osservatorio – “è consapevole delle difficoltà che l’attuale crisi riversa anche sulle imprese sociali: questi due studi sono un contributo perché il sistema pubblico e quello del credito consentano al Terzo Settore di mantenere il suo ruolo così determinante in aree di intervento delicate e importanti per la crescita civile e la coesione sociale.”

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