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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘coisp’

Moro, scritta BR sul monumento, non sottovalutare certi segnali

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

“Viviamo un momento storico in cui la violenza dello scontro politico si accompagna a manifestazioni varie e diffuse di aggressione e violazione delle regole, legali, civili, e di comune senso del rispetto e dell’equilibrio. Il nuovo oltraggio che, arrecato al monumento dei caduti in via Fani, è rivolto nel suo significato a figure politiche e istituzionali, comprese le nostre Vittime in divisa, è l’ennesimo grave episodio che interviene in un clima reso a tratti irrespirabile da chiari rigurgiti eversivi che, con troppo agio, vengono tradotti in gesti violenti, verbali o fisici, nelle strade, nelle manifestazioni di piazza, ai tavoli di certi convegni o presentazioni di libri, e persino sui media dove non di rado trova spazio chi pensa di poter rendere spiegabile, o peggio condivisibile, l’aggressione di Vittime che hanno avuto la sola colpa di incarnare il rispetto delle Istituzioni democratiche. Oggi da noi parte l’ennesimo allarme a non sottovalutare tutto questo”.
Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, nel giorno in cui, è stato nuovamente imbrattato il monumento che ricorda le vittime dell’agguato avvenuto in via Fani, quando fa fu rapito dalle brigate rosse il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro. Sulla stele, che ricorda i nomi dei cinque uomini della scorta uccisi – Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi -, è stata dipinta la sigla BR di colore rosso. Già un mese fa la targa era stata imbrattata e poi ripulita. Sulla base era stato scritto “Morte alle guardie” ed erano state disegnate due svastiche ai lati con spray nero. La scritta fu poi rimossa prima dell’anniversario della strage, quando il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inaugurato il monumento.
“Condividiamo pienamente – aggiunge Pianese – quanto affermato nei giorni scorsi da Lorenzo Biagi, figlio del giuslavorista Marco Biagi, ucciso dalle Nuove Brigate rosse, e rilanciamo in chiave più generale il suo appello a non sottovalutare il pericolo, strisciante ma serio, che può annidarsi in certi contesti di odio profondissimo verso lo Stato e chi lo rappresenta”.

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Contratto: il Coisp alla FP denuncia niente soldi per la parte normativa

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2018

“L’Avevamo già detto che questo rinnovo contrattuale sarebbe stato pessimo nei modi, nei tempi e nei risultati, e che sarebbe stato un pessimo affare per il Governo che ce lo ha imposto, a soli fini elettorali, e siamo stati facili profeti visto il risultato delle urne. Oggi questa coda contrattuale ci lascia ancor più perplessi, perché ci troviamo di fronte a numeri che dimostrano quanto sia letteralmente ridicolo lo stanziamento per la parte normativa, e che ci spingono pretendere che si chiarisca chi si assume la responsabilità politica di fronte a impegni assunti evidentemente senza la minima intenzione di rispettarli”.
E’ questo, in estrema sintesi, il contenuto dell’intervento di Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, nell’ambito della riunione che si è tenuta ieri presso il ministero della Funzione pubblica.
“Ci saremmo aspettati – ha aggiunto Pianese – di sentire ministri che in conferenza stampa avessero parlato di 2 milioni e 550mila euro da destinare alla parte normativa per il rinnovo di questo contratto.
Oggi c’è una riunione programmatica, e allora diteci a cosa dovrebbero essere destinati questi 2 milioni e 550mila euro, e quindi il ministero della Funzione pubblica quale programma ha”.
“Noi – ha argomentato il Segretario generale del Coisp – abbiamo consegnato ben due piattaforme contrattuali, a luglio e a dicembre, rispetto alle quali non c’è stata data la possibilità di entrare nel merito e discutere. Siamo arrivati fin qui con una firma che ci è stata letteralmente estorta per il rinnovo e, oggi, rispetto ai contenti di questo addendum abbiamo fatto una semplice divisione: 2 milioni e 550mila euro divisi per 93.000 appartenenti alla Polizia di Stato, sottratte le ritenute, la somma che risulta è 1 euro e 24 centesimi al mese per dipendente”.
“E’ inevitabile – ha insistito Pianese – che ci domandiamo, allora, quale responsabilità politica c’è rispetto a un Governo che si è assunto la responsabilità di firmare un addendum in cui si parla di riformare indennità di missione, accessorie, di servizio, addirittura di introdurne di nuove, e poi lo stanziamento è ridicolo rispetto agli impegni dichiarati. Allora la linea del ministero della Funzione pubblica qual è rispetto a questa coda contrattuale? Noi non accettiamo che la coda contrattuale venga limitata dallo stanziamento che questo Governo ha in modo colpevolmente ridicolo destinato all’interno del contratto nazionale di lavoro. Pretendiamo che ci si assumano le responsabilità politiche rispetto a quello che si è scritto, agli impegni assunti e a quello che si vuole realizzare. Altrimenti vorrà dire che si è trattato per l’ennesima volta di un tentativo mal riuscito di fare campagna elettorale alla vigilia delle elezioni”.
“Ma noi – ha concluso Pianese – non facciamo attività elettorale in funzione del colore del Governo che ci troviamo di fronte. A noi interessano i fatti, che fino a questo momento non ci sono”.

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Contratti, il Coisp denuncia: “Menzogne del Governo smentite dagli stessi atti che sottoscrive

Posted by fidest press agency su domenica, 28 gennaio 2018

ministero interni“Ma quale storico risultato nel rinnovo del contratto? Ma quale aumento di 132 euro mensili? Ma quale glorioso impegno da parte del Governo per le Forze di Polizia? Sono tutte menzogne. I 450mila lavoratori del Comparto Sicurezza e difesa apparentemente elogiati in occasione dell’accordo siglato nella notte di venerdì al ministero della Funzione pubblica sono stati in realtà ancora una volta umiliati, calpestati nella propria professionalità, offesi nella propria dignità, senza alcun ritegno, senza che si sia in concreto riconosciuto alcun valore alla specificità del loro lavoro. Il rinnovo del contratto, doveroso e ineludibile dopo nove anni di illegittimo blocco, non è affatto un risultato di cui gioire come alcuni vergognosamente non esitano a fare per mero opportunismo politico. E’ un contratto per noi povero di diritti, povero di denari, povero di tutele, povero di risorse, che in concreto, al netto di tutto, si tradurrà in un aumento mensile di circa 40 euro. Ciò significa 1 euro al giorno in più, dopo nove anni, per donne e uomini che rischiano la vita quotidianamente e che sono chiamati a carichi psico-fisici di lavoro e a condizioni esistenziali inimmaginabili per qualsiasi altro lavoratore. Una vergona senza fine”.
Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo la sottoscrizione al ministero della Funzione pubblica dell’accordo negoziale riguardante le Forze armate, di sicurezza e di polizia, siglato alla presenza dei ministri competenti: Minniti per gli Interni, Madia per la Funzione pubblica, Pinotti per la Difesa, Orlando per la Giustizia; il sottosegretario Baretta per l’Economia e il sottosegretario Rughetti che ha la delega dal Governo alla trattativa. “Di fronte alle sfacciate menzogne del Governo – insiste Pianese -, che rappresenta al pubblico attraverso i media fatti così irreali da non essere sostenuti neppure dal contratto che i suoi rappresentanti hanno sottoscritto nella notte di venerdì, e che ha raccolto una sottoscrizione ‘estorta’ al Coisp, lanciamo una sfida al confronto, aperto, quando e dove sarà stabilito. Sempre che qualcuno abbia il coraggio di far emergere la verità”.

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A Napoli scontri con le Forze dell’Ordine dopo l’accensione dei fuochi in strada per Sant’Antonio

Posted by fidest press agency su sabato, 20 gennaio 2018

napoli“Napoli assediata dalle baby gang? Napoli è assediata da una subcultura dell’illegalità e dell’inciviltà che governa le vite di pochi e stritola quelle di molti. Una situazione talmente stratificata da richiedere sforzi straordinari, perché con gli strumenti ordinari non si riesce più a fronteggiare la diffusa criminalità che inquina una delle più belle città italiane, popolata da una maggioranza di persone perbene desiderose di essere liberate dalla soffocante e schiacciante prevaricazione di chi vive letteralmente al di fuori di ogni regola legale e civile, che frena ogni decisivo sviluppo economico e sociale. Lo Stato deve fare un investimento strategico su Napoli sul piano della sicurezza in termini di uomini e di mezzi, e soprattutto anche nel sociale. Ecco perché il Coisp propone un arruolamento straordinario di mille poliziotti per disarticolare i sistemi criminali e rinforzare in modo corposo e permanente il controllo del territorio”.
Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo che ieri notte, a Napoli, la ricorrenza di SantAntonio Abate si è trasformata nell’ennesima occasione di scontri e aggressioni contro le Forze dell’Ordine intervenute per via dei numerosi fuochi accesi per le strade cittadine secondo una vecchia tradizione ormai fuori controllo. Polizia e Carabinieri, però, sono stati accolti dalla reazione violenta non solo dei numerosi giovani che avevano appiccato gli incendi e che hanno fra l’altro scagliato contro di loro dei sassi, ma anche di molti residenti che dai balconi hanno lanciato oggetti di vario genere. Nella confusione una poliziotta è stata colpita a un piede da una pietra, mentre un carabiniere è caduto provocandosi delle contusioni per le quali è stato necessario medicarli in ospedale, mentre alla fine gli operatori hanno sequestrato ingenti quantitativi di legname e altro materiale.
“I fatti accaduti nella notte – insiste Pianese -, sono di una gravità assoluta e denotano un profondo spregio di ogni regola, al di là di ogni insostenibile richiamo a presunte tradizioni religiose. A Napoli, stanotte, sono stati commessi dei reati, e non di poco conto, che vanno a sommarsi agli episodi di violenza che quotidianamente riempiono le cronache e giungono, oltre tutto, proprio all’indomani della visita del Ministro Minniti in città, dove si è recato per discutere dell’emergenza criminalità. Sono la risposta che si fa beffe delle dichiarazioni di impegno di uno Stato che deve fare di più, molto molto di più di quanto si è fin qui prefisso, di fronte a un problema che non si può circoscrivere al fenomeno baby-gang, solo adesso esploso sul piano mediatico, espressione di una questione di cultura dell’illegalità e del mancato rispetto persino di ogni civile convenzione profondamente radicate e diffuse”.(n.r. L’emergenza criminalità si combatte, a nostro avviso, in un solo modo: rendendo certa la pena e con sentenze emesse in tempi brevissimi. Quante volte sentiamo i commenti dei poliziotti che arrestano qualcuno in flagranza di reato e se lo ritrovano il giorno dopo allo stesso posto a deriderli. Inoltre non si tratta solo di condannarli ad una pena detentiva ma per i reati minori, e per i minorenni nello specifico, è necessario non solo prevedere un periodo di tempo da assegnare ai servizi sociali ma anche la frequenza a lezioni di educazione civica.)

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Malpensa, uomo muore dopo intervento della Polizia, la famiglia denuncia e il Coisp insorge

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 dicembre 2017

malpensa“Non tolleriamo più i continui attacchi all’operato di poliziotti che in tutto il Paese si fanno in quattro a costo di enormi sacrifici per difendere la sicurezza dei cittadini. Di fronte all’ennesima denuncia, ai nostri occhi puramente strumentale, seguita alla morte di un uomo intossicato da cocaina a Malpensa vogliamo ribadire con forza che nessuno deve osare puntare il dito contro i colleghi che hanno agito del tutto correttamente per proteggere gli altri cittadini terrorizzati, e oltretutto in un contesto, quello aeroportuale, che è oggetto di particolari misure di sicurezza. E’ ora di dire basta a queste continue torture piscologiche e fisiche subite dai poliziotti che continuamente vengono esposti a ritorsioni e conseguenze pesantissime sul piano personale, economico e familiare, solo per aver fatto il proprio dovere”. Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a seguito della notizia del procedimento giudiziario a carico di cinque poliziotti intervenuti all’aeroporto di Malpensa per fermare un cittadino albanese di 44 anni che, sotto l’effetto della cocaina, aveva cominciato a dare in escandescenza fra la gente. Nelle riprese delle telecamere di sorveglianza si vede l’uomo che si aggira freneticamente e a tratti corre tra passeggeri, mentre i poliziotti cercano di calmarlo e di fermarlo. Alla fine gli agenti lo bloccano a terra e in quei concitati minuti il 44enne si sente male e muore per arresto cardiaco. I suoi familiari hanno sporto denuncia perché a loro dire nonostante lo stato di alterazione dell’uomo, la morte sarebbe stata “causata direttamente, o abbia avuto come concausa, l’aggressione subita dalle forze dell’ordine che hanno partecipato al fermo”. La procura di Busto Arsizio ha chiesto invece l’archiviazione dell’inchiesta perché “ non sono emerse lesività imputabili a condotte violente di terzi”, mentre “le indagini tossicologiche hanno evidenziato che il decesso è da ricondursi ad un autoavvelenamento acuto da cocaina”, ma la famiglia ha presentato opposizione. “Quando un poliziotto è costretto a intervenire per fermare qualcuno che rappresenta un pericolo – insiste Pianese – la sua non è un’aggressione! E siamo davvero stufi di sentire ancora una volta queste assurdità. Bloccare una persona fuori di sé è una cosa delicata, difficile e pericolosa per chi interviene, questo è bene chiarirlo e farlo presente a tutti ancora una volta. E chi non ha mai dovuto fermare un soggetto fuori controllo senza neppure sapere cosa abbia in mente, in un contesto affollato che rappresenta anche un obiettivo sensibile sotto il profilo della sicurezza, non può capire cosa significhi”.

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Coisp: emergenza criminalità a Napoli

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 novembre 2017

domenico pianeseA due mesi dal suo ultima viaggio in città, il Segretario Generale del Sindacato Indipendente di Polizia è tornato a Napoli per analizzare assieme ai Dirigenti del Coisp della Campania le problematiche relative alle drammatiche condizioni in cui versa la sicurezza sul territorio.
Domenico Pianese di nuovo nel capoluogo campano, trascinato dalla necessità di un incalzante confronto con i colleghi in tema di “quella che non si può più chiamare ‘emergenza criminalità’ – spiega – perché la violenza e l’illegalità diffusa che spadroneggiano a tratti sul territorio hanno i connotati di un fenomeno endemico. Un fenomeno che continua quotidianamente a manifestarsi con episodi efferati, tutti generati da una mentalità che promana dall’esistenza di realtà criminali che, nel corso del tempo, hanno continuato a incidere profondamente nella vita della comunità”.
“Ho detto a settembre – aggiunge Pianese – che questa battaglia contro la criminalità e l’illegalità diffusa lo Stato deve decidere di vincerla e deve dimostrarlo con una risposta ferma, severa, organizzata, lungimirante. E lo ripeto oggi che, purtroppo, ci troviamo a dover rispondere alla medesima gravissima situazione, ancora senza i numeri, i mezzi, le dotazioni e le risorse adeguate. In queste stesse ore il Capo della Polizia, a pochi chilometri da qui, ribadisce come le risposte che la cittadinanza chiede e che le circostanze impongono debbano manifestarsi sul territorio, con la presenza delle Forze dell’Ordine. E nello stesso contesto, però, Gabrielli non può che rilevare quanto pesi il fatto che abbiamo organici ‘non più aderenti ai tempi’, e che paghiamo problemi che vengono da lontano e ancora si trascinano. Ebbene, riportare ordine e sicurezza in territori in cui la civile convivenza è talmente compromessa obbliga ad adottare contromisure massicce. Non è possibile c
he continuiamo a parlare di ‘emergenza’ criminalità senza che si reagisca di conseguenza. I colleghi che pure si sacrificano al limite della resistenza, mettendo continuamente a rischio la propria incolumità per rispondere al loro senso del dovere, hanno bisogno di un sostegno forte ed evidente delle Istituzioni, che non possono mettere la sicurezza fra le voci dei ‘costi’ per lo Stato. E’ tempo di investimenti straordinari che rispondano a un preciso ordine di priorità in cui la sicurezza, da cui dipende il funzionamento e lo sviluppo in tutti gli altri settori, deve essere al primo posto. Il nostro dovere di appartenenti alle Forze dell’Ordine – conclude Pianese – è fare del nostro meglio per garantire ordine e sicurezza. Il dovere di chi prende decisioni per l’intero Paese è metterci in condizione di farlo al meglio”.

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Grande successo a Roma per il Convegno nazionale del Coisp

Posted by fidest press agency su sabato, 21 ottobre 2017

domenico pianeseRoma il Sindacato Indipendente di Polizia, su “L’utilizzo consapevole dei nuovi mezzi di comunicazione e socializzazione”. L’incontro, moderato dai giornalisti Antonio Pascotto di Newsmediaset e Vincenzo Spagnolo di Avvenire, è stato introdotto dal Segretario Generale del Coisp Domenico Pianese, il quale ha evidenziato che “l’importanza di confrontarsi con le nuove tecnologie e dei mezzi di comunicazione è un aspetto centrale per la vita di ogni cittadino, ancor più se rappresenta una importante istituzione quale la Polizia di Stato. E’ molto importante sentire sempre la responsabilità di ciò che rappresentiamo, anche quando non indossiamo l’uniforme”. Dopo gli apprezzati interventi del Segretario Generale Aggiunto del Coisp Marcello La Bella e della prof. Anna Maria Giannini, ordinaria di Psicologia Sperimentale Applicata presso l’Università La Sapienza di Roma, ha preso la parola, per trarre le conclusioni del dibattito, il Capo della Polizia prefetto Franco Gabrielli, alla presenza dei vertici di molte Direzioni Centrali del Dipartimento di Pubblica Sicurezza e di tanti illustri ospiti che hanno arricchito la cornice importante costituita dai segretari provinciali e regionali del Coisp d’Italia. Il prefetto Gabrielli ha messo in evidenza come sia essenziale lo sviluppo della consapevolezza di rappresentare una importante istituzione: “Nei recenti sondaggi di gradimento – ha detto Gabrielli – i cittadini pongono la Polizia di Stato ai vertici della classifica, e questa fiducia ci deve ulteriormente responsabilizzare. Iniziative come questa del Coisp meritano grande apprezzamento”.

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Migranti, il Coisp condivide l’azione di Minniti

Posted by fidest press agency su sabato, 12 agosto 2017

marco minniti“Se c’è qualcosa che non può che essere riconosciuta a tutte le latitudini, indipendentemente dal colore dell’appartenenza politica, e per il bene della collettività in nome della quale si amministra, quel qualcosa sono competenza ed equilibrio. Cose che certamente non difettano al Ministro dell’Interno, Marco Minniti. Ebbene il valore di un tale bagaglio di conoscenza e perizia, e tanta affidabilità non possono essere riconosciute al Ministro dell’Interno a giorni alterni. Né le materie sulle quali interviene il Ministro che ha in mano le sorti della sicurezza nazionale possono essere oggetto di personalismi, di scontri politici, e meno che mai di campagne mediatiche basate sui luoghi comuni e sui ‘buoni sentimenti’ a scopi pubblicitari. In tutte le materie di sua competenza, e certamente dunque anche sul fronte migranti, il ministro Minniti ha gli strumenti necessari per suggerire, ed anzi per dettare una linea che però deve essere poi seguita, altrimenti è il caos più totale”.
Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, interviene così sul tema “caldo” dell’accoglienza migranti, dopo che i media hanno dato risalto a presunti contrasti rispetto alla linea espressa dal Ministro dell’Interno, in particolare relativamente al codice di comportamento delle Ong, che Minniti sostiene con assoluta decisione e di cui ha chiesto un’applicazione rigorosa. “Il Codice crea un rapporto di fiducia tra le Ong e la democrazia italiana – ha detto ieri in tarda serata il Ministro Minniti -. Il dovere che ho io è di avere un rapporto più forte con chi lo ha firmato”. Una posizione, peraltro, sostenuta anche dal Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che sempre ieri sera ha affermato al Tg1: “Il codice sulle Ong è un pezzo fondamentale di una strategia di insieme che il governo ha sui temi dell’immigrazione. Il codice dei migranti è un pezzo fondamentale di una strategia d’insieme sull’immigrazione: questa strategia di collaborazione anche con le autorità libiche sta producendo piano piano risultati. I flussi si stanno gradualmente riducendo, vince lo Stato e perdono gli scafisti. È uno spiraglio, ma uno spiraglio su cui insistere”.
“Le attività di contrasto all’immigrazione clandestina, ai trafficanti di esseri umani, poste in essere dal Ministro Minniti devono essere sostenute – conclude Pianese – e auspichiamo che la coerenza, il senso di responsabilità e la costante ricerca del bene dei cittadini prevalgano sempre e comunque perché su certe questioni non ci si può permettere nulla meno di questo”.

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Statua di Falcone decapitata a Palermo

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 luglio 2017

statua falcone“Il gravissimo gesto commesso a Palermo dove la statua di Giovanni Falcone è stata orribilmente mutilata, proprio in occasione del 25°anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio, ha un significato ben preciso e inquietante. Racchiude in sé tutto ciò che noi combattiamo giorno dopo giorno in ogni angolo del paese. Quella violenza, quella brutalità, quella sottocultura che in ogni gesto, più o meno simbolico, traduce in brutale realtà l’insofferenza verso lo Stato e le sue leggi, verso le regole del vivere civile e chi le rappresenta e ne garantisce la concreta applicazione. Ma la riprovazione, lo sdegno e la caparbia volontà da parte nostra di condannare tutto questo è pari alla convinzione e alla forza con cui continuiamo ad andare in strada, ancora e ancora, ieri per difendere l’uomo e il giudice, oggi per difenderne la memoria e l’onore, sempre per difendere i principi e la fede che condividevamo e condividiamo. Non c’è oltraggio, non c’è prepotenza, non c’è viltà che possa stare al pari della feroce convinzione con cui continueremo per sempre a difendere legalità e sicurezza, senza se e senza ma, mantenendo saldo e robusto quell’assetto democratico e civile che Falcone ha contribuito a rinsaldare pianesecontro la criminalità”. Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a proposito del grave episodio avvenuto a Palermo dove ignoti hanno decapitato la statua del giudice Giovanni Falcone. “Fra pochi giorni ricorrerà il venticinquesimo dell’altro evento che, assieme all’eccidio di Capaci, stravolse l’Italia – ricorda Pianese facendo riferimento alla strage di via D’Amelio -. Il Coisp si onorerà di ricordare ed esaltare in tutta Italia il giudice Paolo Borsellino, come ha sempre fatto e sempre farà con la figura del giudice Falcone, e assieme a loro i tanti colleghi che hanno dato la propria vita per tenere fede a una promessa e al dovere verso la comunità. La Polizia di Stato ha pagato un tributo di sangue troppo alto nella lotta alla delinquenza e alla criminalità per non reagire con pari decisione e fermezza anche di fronte al danneggiamento di una statua. La speranza è che presto vengano individuati i responsabili di tanta barbarie e che vengano chiamati a pagare duramente le proprie responsabilità, perché un affronto alla memoria di Falcone è un attacco a tutto ciò in cui crediamo e che vogliamo stia alla base del futuro di ogni comunità”.

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Il Coisp dopo il fenomeno Blue Whale: “Miope chiudere gli uffici della Polizia Postale”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 maggio 2017

domenico pianese“Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza si appresta a chiudere tantissimi Uffici della Polizia Postale sul territorio ma, nel frattempo, questa Specialità della Polizia di Stato è chiamata ad intervenire in ogni parte d’Italia per il fenomeno Blue Whale, così come in ogni città la stessa Polizia Postale è chiamata al contrasto delle varie forme di cyberbullismo. Ma è possibile tale miopia da parte dell’Amministrazione?!”
Lo afferma Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo le cronache che da giorni si rincorrono sulle pratiche di Blue Whale e sui rischi per i minori e dopo la notizia che a Milano i carabinieri hanno siglato un accordo con il Fatebenefratelli e con l’Ufficio scolastico provinciale contro il cyberbullismo.
“Le nuove tecnologie possono rappresentare un rischio e scatenare conseguenze drammatiche. Solo a Milano le Stazioni dell’Arma sono 106 un numero che ci consente di essere sempre presenti e vigili anche quando si parla di sicurezza in Rete. Noi lavoriamo per la comunità e la nostra gratifica sono i ringraziamenti dei cittadini dei giovani e delle famiglie”. Così a margine dell’accordo il Colonnello Canio Giuseppe La Gala comandante provinciale dei Carabinieri di Milano.“Ecco – ha aggiunto Domenico Pianese- questa è la conferma dell’allarme che proprio oggi abbiamo lanciato sulla chiusure di uffici, in un momento in cui la Polizia è tra le istituzioni verso cui i cittadini hanno più fiducia. Quando noi arretriamo da spazi così importanti il danno maggiore è per la comunità ed è dimostrato dal fatto che c’è qualcun altro, invece, è pronto a occuparli. Rivolgiamo un appello al Ministro dell’Interno Marco Minniti ed al Capo della Polizia Franco Gabrielli, uomini di grande intelligenza e lungimiranza, affinché rivedano alla luce delle nuove esigenze il piano di razionalizzazione degli Uffici della Polizia di Stato, ed in particolare della Polizia Postale, sul territorio.”

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Il Coisp dopo le parole del Capo della Polizia sulla perfetta riuscita del G7

Posted by fidest press agency su martedì, 30 maggio 2017

franco gabrielli“Un impegno di straordinaria importanza, delicatezza e difficoltà come il G7 ha trovato un altrettanto straordinaria risposta delle Forze dell’Ordine a cui esprimiamo orgogliosi la nostra massima soddisfazione, facendo eco al riconoscimento già tributato dal Ministro dell’Interno, Marco Minniti, e dal Capo della Polizia, Franco Gabrielli. La Forze che compongono il Comparto Sicurezza sono e restano il fiore all’occhiello dell’Italia intera, sempre e comunque, nonostante tutto, e siamo grati al nostro Capo per la sua volontà di ribadire questa cosa alla ‘sua gente’ ed anche a tutti gli altri ad ogni occasione”. Lo afferma Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, facendo eco ai commenti del Capo della Polizia a seguito del perfetto svolgimento del G7 a Taormina. “Con altrettanta convinzione – aggiunge Pianese – ci uniamo al Prefetto Gabrielli con feroce critica nei confronti non solo dei pochi sciocchi che hanno pensato di poter riuscire a creare qualche problema di ordine pubblico in un’occasione la cui riuscita poteva e doveva essere solo un vanto per il nostro Paese, e così è stato; ma soprattutto nei confronti di chi ha sollevato le solite sterili e strumentali critiche, che tuttavia non hanno gettato alcuna ombra sul volenteroso ed impeccabile lavoro di donne e uomini in divisa. A loro – conclude il Segretario Generale del Coisp – ribadiamo i nostri complimenti, ancora una volta onorati che il Ministro ed il Capo lo abbiano fatto pubblicamente perché i cittadini non sempre sanno quale sacrificio stia dietro a una macchina che opera così fedelmente e perfettamente, ed inoltre perché la condivisione, la comprensione e l’apprezzamento altrui è la più grande gratificazione su cui dobbiamo poter contare”.

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Domenico Pianese è il nuovo Segretario Generale del COISP

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 maggio 2017

domenico pianeseIl Coisp è il Sindacato Indipendente di Polizia. E’ stato eletto per acclamazione al termine del Congresso Nazionale tenuto a Roma, al quale sono intervenuti, tra gli altri, il ministro dell’Interno Marco Minniti, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il Capo della Polizia prefetto Franco Gabrielli, oltre a numerosi esponenti politici, rappresentanti della magistratura, della stampa, dell’associazionismo. Nel corso dei lavori congressuali sono stati affrontati temi di particolare attualità, dall’emergenza terrorismo, al governo del fenomeno immigratorio, anche sotto il profilo sanitario, al dibattito sul reato di tortura, fino alle questioni legate al riordino delle carriere, alla attuazione e alle proposte di riforma della legge 121 sulla pubblica sicurezza.
Pianese, fino ad oggi Segretario Generale Aggiunto, raccoglie il testimone dell’uscente Franco Maccari, che ha lasciato la Segreteria ed è stato eletto Presidente del Sindacato. Nel suo intervento Pianese ha ripercorso gli ultimi 12 anni di storia del COISP, un percorso entusiasmante di continua crescita dell’organizzazione nel segno della difesa dei Poliziotti e del bisogno di sicurezza dei cittadini. “Declinare la parola sicurezza nel modo più completo – ha detto Pianese nel suo intervento – significa coinvolgere tante componenti. Un’unica squadra che si chiama Stato deve servire a far sì che il sistema sicurezza sia sempre più funzionale ed efficace. In questo noi dobbiamo essere i principali attori. Abbiamo il compito di garantire la sicurezza dei cittadini, ma abbiamo soprattutto la responsabilità di essere un elemento sostanziale della democrazia di questo Paese”.Il Congresso, al quale hanno preso parte circa 350 delegati provenienti da tutta Italia, ha eletto anche la Segreteria, composta dal Segretario Generale Aggiunto Marcello La Bella, e dai Segretari Nazionali Mario Vattone, Sergio Bognanno e Giuseppe Brugnano. Accanto al Presidente Maccari sono stati eletti i Vice Presidenti Umberto De Angelis e Fulvio Coslovi. (foto: domenico pianese)

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7° Congresso Nazionale del Coisp Sindacato Indipendente di Polizia

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

Franco-Maccari-Coisp-300x213Roma 24 e 25 maggio, presso l’Hotel Villa Carpegna. Mercoledì 24, a partire dalle ore 15.00, si terrà il Convegno sul tema “1981-2017 L’evoluzione dalla Legge 121 della Pubblica Sicurezza al DL Sicurezza. Il Poliziotto protagonista del modello civile della Sicurezza italiana”. “Un tema che abbraccia le argomentazioni vitali e di straordinaria attualità per i Poliziotti italiani.E che ci consentirà di raccogliere le più dotte ed approfondite analisi da parte di vere e proprie Autorità nel campo” afferma il Segretario Generale del Coisp, Franco Maccari, che introdurrà i lavori.
Al Convegno, moderato dalla Conduttrice televisiva, Manila Nazzaro, e dal Direttore de “Il Tempo”, Gian Marco Chiocci, la vasta platea vedrà riuniti Ministri e Vertici della Magistratura e della Polizia di Stato assieme a professionisti di indiscussa fama.
La prima relazione sarà affidata al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. A lei appartiene il primato di essere l’esponente politico che più a lungo ha ricoperto tale Ufficio, alla cui guida è stata confermata da tre Governi di seguito, per via di una competenza, un impegno e qualità di un lavoro unanimemente riconosciutigli dai diversi schieramenti politici. Nel corso dei diversi mandati si è trovata ad affrontare non poche emergenze, come certamente fu l’allarme legato al virus Ebola scoppiato nel 2015, nonché scottanti quanto fondamentali questioni nel settore di sua competenza sempre soggetto ad una continua evoluzione legata alla mutevolezza di costumi ed esigenze della società civile. Sorella di Poliziotto, ben avvezza ai sacrifici cui è esposta la categoria e da sempre empaticamente vicina alle Forze dell’Ordine, il Ministro Lorenzin non è nuova alla partecipazione ad appuntamenti che la riguardano – anche a scopi di beneficenza -, sempre nell’ottica di una granitica collaborazione istituzionale che porti a migliori condizioni per donne e uomini in divisa e ad un sempre migliore servizio ai cittadini.
marco minnitiSeguirà la relazione del Ministro dell’Interno, Marco Minniti. Figura di assoluta autorevolezza, Minniti opera di fatto da 25 anni al servizio dell’Interno e ha accumulato un’esperienza irrinunciabile per un Comparto esposto a nuove sfide, sconosciute, insidiose, dalle quali dipende la tenuta non solo dell’apparato Sicurezza ma dell’intero sistema democratico. Come unanimemente riconosciuto, Minniti coniuga la competenza nel proprio settore con una non comune conoscenza degli apparati dello Stato, all’interno dei quali si è distinto per oculatezza, equilibrio e capacità di interventi di lungo respiro che hanno contribuito a rafforzare il sistema. Ne è un esempio lampante tutto l’enorme lavoro svolto dall’attuale Ministro in tema di prevenzione in materia di terrorismo fin dal 2001, ed una riforma dei Servizi Segreti – nel 2007 – con un sostanziale abbandono di una sorta di autoreferenzialità a vantaggio di una strategica “apertura” al mondo circostante, dimostratasi fin qui assolutamente vincente. Via via fino all’ultimo provvedimento in tema di Sicurezza che reca in calce la sua firma, e con il quale il Ministro Minniti è tornato a dare nuovo respiro a un Comparto che necessita di continui aggiornamenti ed adeguamenti. Immigrazione e Sicurezza urbana le due grandi direttrici su cui si dirama il Decreto basato su due principi complementari di accoglienza ed allo stesso tempo di severità, in vista di un unico orizzonte che è quello della sicurezza.
franco gabrielliPoi la relazione del Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli. Il Prefetto la cui carriera abbraccia un arco talmente vasto e composito da renderlo quasi un’incarnazione del tema oggetto del Convegno nazionale del Coisp: un Poliziotto protagonista del modello civile della Sicurezza italiana. Dopo l’ingresso nel Corpo della Polizia di Stato,Gabrielli ha seguito un percorso professionale inarrestabile, passando da indagini che hanno fatto la storia italiana, via via fino alla gestione dell’Ufficio di Protezione per i pentiti di Cosa Nostra, al Servizio Centrale di Protezione della Direzione centrale polizia criminale, alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, alla direzione del Sisde poi divenuto Aisi, alla cattedra di Analisi criminale presso la Facoltà di Psicologia dell’Università dell’Aquila, fino all’incarico di Capo del Dipartimento della Protezione Civile nazionale, alla nomina a Prefetto della Capitale ed infine, a Capo della Polizia. Gabrielli ha conquistato in questi anni la stima di Istituzioni e Politica di ogni colore e, soprattutto, la stima totale ed indiscussa dei suoi Uomini cui ha fin qui mostrato di saper stare accanto in ogni modo e sede.
Ed, ancora, la relazione del Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Roma, Giovanni Salvi. Magistrato da quarant’anni, Salvi è stato Pubblico ministero in molti grandi processi: Ustica, Gladio, il memoriale Moro, il delitto Pecorelli. Vanta una comprovata esperienza in tema di anti-terrorismo, campo in cui è considerato un riferimento essendosi occupato fra l’altro di Nar, Avanguardia nazionale, Ordine nuovo. La fama del Procuratore è inoltre legata alla sua grande esperienza in tema di criminalità organizzata, contro cui ha portato avanti inchieste storiche, nonché, da ultimo, per la guerra al traffico di esseri umani: una lotta iniziata davanti ai sei cadaveri della Playa di Catania del 10 agosto 2013, dove Salvi è stato a capo della Procura prima di arrivare nella Capitale. Con lui quello di Catania è diventato un modello investigativo per le Dda d’Italia che sono delegate ad occuparsi degli orrendi crimini legati all’immigrazione clandestina, specie dopo che il porto etneo è finito letteralmente al centro dell’universo mediatico quando nell’aprile 2015 il mar Mediterraneo ha inghiottito oltre 750 vittime in quella tragedia umanitaria che ha investito le Istituzioni, dando il via ad un’inchiesta che ha superato le barriere giudiziarie e sollevato questioni destinate ad andare ben oltre le aule di tribunale. Infine, la relazione dello Psichiatra e Criminologo, Alessandro Meluzzi. Medico Psichiatra, Psicologo Clinico, Psicoterapeuta, docente e scrittore, Meluzzi ha accumulato una tale quantità di esperienze professionali da rendere impossibile riassumerle, fra cui spiccano, oltre alle numerose docenze universitarie, anche incarichi come quello di Presidente della Società Italiana di Criminologia Investigativa di Roma, o di Consulente per Psichiatria e Psichiatria forense del Gruppo Sanitalia Service, Torino, o ancora di Consulente per Scienze del Comportamento e Sicurezza percepita, Gruppo Gecom – Arezzo. Un bagaglio di conoscenza al servizio, soprattutto, della legalità e della giustizia, che fa di Meluzzi un interlocutore d’eccezione nell’analisi del ruolo unico del Poliziotto quale attore principale della Sicurezza inteso anche e soprattutto come Operatore capace di interazioni sociali finalizzate all’educazione, alla prevenzione, alla formazione. Le conclusioni saranno affidate al Segretario Generale Aggiunto del Coisp, Domenico Pianese, nel corso degli anni affermatosi sempre più a pieno titolo come uno dei pilastri del Vertice Nazionale del Sindacato e con ciò dell’intera famiglia del Coisp. “Un dovuto ringraziamento – conclude Maccari – va agli straordinari ospiti di questo grande evento. Ed allo stesso modo, all’altrettanto straordinaria macchina organizzativa degli Appartenenti al Coisp che, con il loro instancabile impegno, ancora una volta hanno dato prova di rappresentare un Sindacato sempre all’altezza del proprio ruolo ogni giorno più autorevole e, certamente, alle sfide sempre nuove che lo aspettano”.

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Legittima difesa: provvedimento raffazzonato

Posted by fidest press agency su sabato, 6 maggio 2017

volanti-polizia-di-stato“Un provvedimento raffazzonato, incoerente, ingarbugliato che, di fatto, contiene un chiaro invito: di giorno più liberi di delinquere! Ecco come appare il testo sulla legittima difesa che ha superato l’esame alla Camera, e che dimostra ancora una volta che oggi, ormai, non è più lecito attendersi risposte serie e ponderate ai problemi ed alle aspettative della gente, ma solo interventi di matrice puramente pubblicitaria dettati da esigenze di accattonaggio politico. Il grave problema della percezione della sicurezza da parte dei cittadini ormai in caduta libera, delle carenze di uomini e di mezzi per le Forze dell’Ordine non può certamente essere affrontato in questo modo, con queste frettolose, improvvide e contorte iniziative che appaiono più come una presa in giro che altro”. Molto critico Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a proposito del Ddl sulla legittima difesa che oggi ha ottenuto l’ok della Camera, con 225 Sì, e dovrà adesso passare al Senato. Gli emendamenti approvati hanno ampliato la possibilità di ricorrere all’uso delle armi da parte della vittima. Il primo emendamento, infatti, prevede che per la vittima di un’aggressione la reazione è considerata legittima difesa, con la possibilità anche di usare le armi, quando l’aggressione si verifichi “di notte”, con “violenza sulle persone o sulle cose”. Il secondo, invece, precisa l’esclusione della colpa di chi reagisce “in situazioni di pericolo attuale per la vita, per l’integrità fisica, per la libertà personale o sessuale”. Infine, nel caso in cui chi ha esercitato la legittima difesa sia stato indagato ma venga assolto, tutte le spese processuali ed i compensi degli avvocati saranno a carico dello Stato. Un onere per l’erario stimato in 295.200 euro a decorrere dal 2017.
“Ci sono passaggi inspiegabili e contorti che in pratica rendono le nuove previsioni inutili – insiste Maccari -, ma di tutte la cosa certamente più ridicola è aver inquadrato i comportamenti che legittimano la reazione della vittima ad uno spicchio della giornata! Come se qui si trattasse di legiferare a vantaggio di un branco di sciocchi che hanno paura del buio. Come se di giorno la paura, il terrore, il panico, l’assoluto sconcerto di chi si trova in una situazione di abuso, di pericolo e di violenza non fossero le medesime. Ci sarebbe da ridere se non fosse tragico! Qui si parla della sicurezza, della vita, dei sacrosanti diritti della gente, che dovrebbero essere presi un pochino più sul serio. Proprio come le reali e fondate e continue richieste di intervento che provengono da noi Operatori del Comparto quando denunciamo di non essere nelle migliori condizioni possibili per fare il nostro lavoro. La sicurezza non è materia di scontro politico, di raccolta di voti, o di manovre pubblicitarie. La sicurezza è una cosa seria”. (n.r. Niente da aggiungere a quanto già detto molto bene dal Coisp se non che il problema è un altro e lo sanno molto bene gli addetti ai lavori: ciò che non funzione è la filiera giustizia. Occorre restituire dignità alle forze di polizia e alla stessa giustizia con processi rapidi e condanne certe. Oggi la delinquenza sa di poterla far franca e di riuscire a beffeggiare i tutori dell’ordine).

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Coisp: “La politica continua a litigare e noi ed il Paese ad annaspare”

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2016

polizia“La politica, tanto per cambiare, continua a litigare ed il Paese, tanto per cambiare, continua ad annaspare, la sicurezza continua a risentirne e noi combattiamo contro i mulini a vento. Ieri il referendum, oggi il futuro di chi deve conservare o trovare una poltrona e domani qualcos’altro, ma problematiche serissime, prima fra tutte quella dell’immigrazione di massa senza controllo e senza regole che compromette la sicurezza dei cittadini e porta le Forze dell’Ordine allo stremo ancora non trovano soluzioni, né alcuno che se ne preoccupi minimamente”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, all’indomani di notizie di cronaca che dalla Sardegna, e non solo, parlano di una sfilza di arresti di immigrati che, non appena arrivati sull’isola, hanno commesso reati di ogni genere. “Questo – lamenta il leader del Coisp – mentre gli sbarchi intanto proseguono e le Forze dell’Ordine sono sempre più costrette a una lotta quasi impari nella gestione di un fenomeno che devono arginare senza numeri e senza mezzi”.
Appena ieri i resoconti dei 13 arresti di algerini irregolari avvenuti a Cagliari nelle 48 ore precedenti per furti, scippi e violenza sessuale, cui sono seguiti altri due arresti della Polizia. Si tratta del brillante risultato del lavoro dei poliziotti delle Volanti della Questura di Cagliari, in seguito allo sbarco dei 167 algerini di sabato e domenica scorsa. Sempre ieri, l’ultima notizia di un ulteriore fermo di un altro cittadino algerino, anch’esso facente parte del folto gruppo appena sbarcato ed immediatamente colpito dall’ordine di espulsione emesso dalla Questura il 3 dicembre scorso, anch’esso resosi responsabile del furto. E stamattina, infine, ancora l’arresto di un altro algerino che dopo essersi presentato nella notte al Pronto soccorso dell’ospedale Marino ha dato di matto insultando medici e infermieri e tentando di aggredire un addetto alla sicurezza (un Carabiniere è rimasto contuso con una prognosi di 10 giorni). Notizie allarmanti anche da Potenza dove un nigeriano e due gambiani ospiti di un centro di accoglienza sono stati arrestati dalla Polizia per aver sequestrato il responsabile della struttura ed un collaboratore di quest’ultimo attuando una protesta violenta. I clandestini avevano chiuso in una stanza le due vittime chiedendogli il denaro (“alcune migliaia di euro”) che gli avevano visto maneggiare e minacciandoli “dateci più soldi o vi decapitiamo”. “Notizie gravissime che passano quasi inosservate nella bagarre politica, mentre molte regioni sono letteralmente sature di immigrati e non riescono più a fronteggiare i problemi che ne derivano, e mentre in tutta Italia la gente è assillata da una delinquenza incalzante, a cui oltre tutto sul piano giudiziario non corrisponde una risposta ferma e severa – incalza Maccari -. Nelle stesse ore a Jesolo veniva arrestato un tunisino irregolare che con un compare banchettava da giorni all’interno di una villa privata. L’uomo è stato arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale e furto in abitazione e denunciato in stato di libertà per lesioni personali, concorso in violazione di domicilio, furto di energia elettrica e ricettazione di uno smartphone. Il clandestino ha numerosi precedenti di polizia per spaccio e furto, era appena stato scarcerato dalla casa circondariale di Perugia dove aveva finito di scontare una condanna per la quale era già stato arrestato sempre a Jesolo, risulta non ottemperante all’ordine del Questore di Perugia di abbandonare il territorio nazionale tanto che è stato per questo ulteriormente denunciato, ma il Giudice di Venezia, dopo aver convalidato l’arresto condannando l’imputato ad un anno e otto mesi e 300 euro di multa, gli ha concesso la sospensione della pena in base alla legge, applicandogli solo la misura del divieto di dimora in Veneto. La domanda è ineludibile: ma così dove vogliamo andare? Ma così come possiamo fare? Ma fare sicurezza in questo stato di cose come è possibile?”.

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Il Coisp sui costi delle assicurazioni per i Deputati italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2016

camera deputati“Come è vero che a questo mondo tutto è relativo! Prendiamo il concetto di colpa, ad esempio: esso in Italia significa una cosa e il suo esatto contrario, perché i nostri Parlamentari evidentemente godono di qualche pregio soprannaturale… In Italia se un Poliziotto fa male a se stesso o ad altri per colpa semplice viene chiamato a risarcire lo Stato o spedito nella cella di un carcere (siamo gli unici in Italia a finire in galera per mera colpa); ma se un Parlamentare tiene una certa condotta con colpa grave allora saranno i cittadini a pagare l’assicurazione che lo indennizzerà per eventuali danni che lui stesso subisca! In Italia se un cittadino va in giro ubriaco e oltre tutto fa male a se stesso o ad altri compie comunque un reato; ma se un Parlamentare va in giro ubriaco e si fa male sono i cittadini a pagargli l’assicurazione che lo indennizzerà. In Italia non ci sono soldi sufficienti a pagare alle Forze dell’Ordine gli stipendi, che infatti sono da anni illegittimamente bloccati (e ciò significa che ci stanno rubando ciò che ci è dovuto), ma ci sono abbastanza soldi per pagare ai Parlamentari un’assicurazione che li possa indennizzare in caso contraggano malattie tropicali andando in vacanza all’estero, o vengano punti da insetti, o prendano un colpo di calore mentre stanno sotto il sole a bordo delle rispettive imbarcazioni al mare, o se si slogano una caviglia non scendendo le scale della Camera, ma passeggiando in montagna, e altre robette simili!!! E mi fermo qui perché la mia divisa mi impedisce di aggiungere altro…”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo la discussione in Parlamento relativo alle voci di spesa del bilancio della Camera per l’esercizio 2013, il cui capitolo 1130 prevede una spesa di 350.000 euro per l’assicurazione vita invalidità ed infortuni dei Deputati. “Ripeto a me stesso ed agli altri – insiste Maccari – perché mi pare troppo assurdo per essere vero, che paghiamo la copertura assicurativa a questi signori persino quando si fanno male per essersi comportati con colpa grave, o quando sono ubriachi, o per patologie contratte mentre erano in ferie e simili. Se penso che i Poliziotti non hanno garantita neppure la tutela legale mi viene davvero da gridare allo scandalo. Se penso che noi subiamo torture mediatiche di ogni genere e dobbiamo vendere tutto il vendibile se durante il servizio capita che un arrestato si senta male o muoia, persino se ubriaco o drogato. Se uno di noi muore di infarto mentre è in servizio chi se ne frega, se un arrestato muore di infarto via alle sfilate in Parlamento e Poliziotti sotto inchiesta… molto presto per tortura!”. “Ricordo con orrore – insiste Maccari -, come esempio su tutti, la vergognosa vicenda di un collega chiamato dalla Corte dei conti a risarcire lo Stato delle spese per le cure mediche di cui aveva avuto bisogno quando si era involontariamente ferito con la propria arma di ordinanza mentre la puliva… Ricordo con raccapriccio le gogne mediatiche, disciplinari, penali, di tanti colleghi incappati nelle disgrazie che questo nostro lavoro porta spesso con se. Ricordo con sdegno le continue ed ignobili spese di politici e Rappresentanti istituzionali italiani che scialacquano a destra ed a manca mentre il popolo soffre e le Forze dell’Ordine arrancano. Siamo Poliziotti e terremo fede per sempre al nostro impegno verso lo Stato, ma impedirci di dire che tutto questo è letteralmente scioccante ed indegno non si può”.

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Immigrazione, il Coisp: “Portiamo i clandestini a spasso per il Paese”

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2016

immigrati“Soldi, mezzi e uomini impegnati in una lotta impari non solo contro i problemi dovuti all’entità del fenomeno immigrazione, ma soprattutto contro l’incapacità, l’approssimazione, il ridicolo modo di gestire la cosa da parte di chi, in Italia, continua solo a perpetuare una situazione che sta mettendo in seria difficoltà la popolazione, e che certamente sta ulteriormente portando allo stremo le Forze di Polizia, lasciate sole a gestire un problema mastodontico senza mezzi, senza uomini, senza una programmazione logica ed efficiente. Le chiacchiere degli inutili buonisti ad ogni costo stanno a zero: in Italia portiamo a spasso i clandestini di qua e di là per il Paese solo per poi scoprire che non hanno i requisiti per restare e devono essere espulsi ed oltre tutto, beffa delle beffe, che neppure ci vogliono stare, tanto che non chiedono alcuna protezione o sostegno. Ma noi le gite in aereo a spese dei contribuenti con vitto e alloggio negli alberghi e con frotte di Poliziotti al seguito gliele facciamo fare comunque, no? Una bella gita non si nega a nessuno…”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo quella che ha definito “l’ennesima pagliacciata” verificatasi a Cagliari, dove sono atterrati 44 immigrati clandestini provenienti da Ventimiglia, che lì si trovavano in attesa di poter entrare in Francia, senza che, peraltro, aspirassero neppure a ottenere lo status di rifugiati. In 44 sono giunti a Cagliari su un aereo ovviamente pagato dallo Stato e con un’assistenza di 40 Poliziotti impegnati per ore e ore solo per scoprire che a Cagliari non ci possono state e neppure in Italia possono stare. Ben 36 di loro, infatti, non hanno chiesto “protezione internazionale”, non avendo i requisiti per lo status di rifugiato e cioè la necessità di fuggire da situazioni di grave bisogno come guerre, persecuzioni o altro, ma essendo solo dei “migranti economici”, cioè in cerca di una situazione economica migliore di quella che già avevano. A questi 36 immigrati – oltre l’80 per cento del gruppo “portato in gita in Sardegna” ha tuonato Maccari -, è stato dunque notificato un decreto di espulsione, cioè un provvedimento che dovrebbe obbligarli a lasciare l’Italia a entro 7-15 giorni a spese proprie (!), e grazie al quale sono in condizioni di viaggiare anche se privi di documenti di riconoscimento. “La prassi assolutamente consolidata – insiste il Segretario Generale del Coisp – è quella che praticamente nessuno ottempera a quest’obbligo, e meno che mai riesce a farlo chi si trova su un’isola! E dunque questi, come tantissimi altri ‘fantasmi’, cominceranno a vagare sul territorio, e prima o poi manifesteranno tutti i disagi dovuti a una tale situazione senza capo né coda, e nasceranno i ben noti problemi. Problemi che in ogni angolo d’Italia stanno rendendo sempre più invivibili interi quartieri cittadini… certo, mai quelli in cui risiedono politici e governanti vari! E noi di fronte a tutto questo non possiamo fare assolutamente nulla. Possiamo continuare a notificare e notificare e notificare decine di provvedimenti di espulsione che vengono reiterati all’infinito a questi soggetti, che però li mettono in tasca assieme ai precedenti e ricominciano il loro peregrinare. Possiamo tentare di correre di qua e di là a tutte le chiamate di gente esasperata da convivenze troppo difficili con persone che non vogliono o non possono integrarsi, che non hanno la più vaga idea di cosa fare delle loro vite e che semplicemente trascorrono un giorno dopo l’altro bivaccando a spese degli italiani. Possiamo solo impazzire dietro a turni senza orario e servizi senza logica per scortare clandestini di qua e di là. Possiamo solo assistere, attoniti, all’assurdità di un sistema che, lungi dall’avvicinarsi al concetto di efficienza, sta trascinando tutti ancora più in basso”.

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Forestale, il Coisp ancora contro l’accorpamento nell’Arma dei Carabinieri

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2016

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“Certamente diciamo sì all’efficienza, sì al taglio degli sprechi. Ma mai e poi mai diremo sì al sacrificio dell’eredità di professionalità e competenze che gli uomini e le donne dei vari Corpi che operano nello Stato hanno messo insieme con anni e anni di sacrifici. E meno che mai potremo acconsentire che si calpestino le libertà ed i diritti conquistati in un tempo ancor più lungo e sofferto, fra i quali la smilitarizzazione rappresenta il diamante più prezioso. Ci battiamo da mesi per dire che il risultato contabile non si può in alcun caso raggiungere con operazioni che rappresentano un gravissimo abuso sui lavoratori. Sappiamo che non siamo i soli a pensarla così, ma oggi è sempre più raro sentire qualcuno che ha il coraggio di dire le cose come stanno senza badare all’opportunità politica di assumere determinate posizioni, anche se si tratta di posizioni in difesa dell’identità, dell’integrità e della professionalità dei più fedeli Servitori dello Stato. Franco Gabrielli lo ha fatto, con ciò confermando ulteriormente l’immagine di assoluta affidabilità che ci ha dato fin da subito. E lo ha fatto su un argomento spinoso quanto fondamentale:l’ipotesi dell’accorpamento del Corpo Forestale nell’Arma dei Carabinieri, che di fatto concretizza una pericolosissima deriva militarista nell’epoca in cui il mondo intero viaggia nella direzione opposta”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, torna a intervenire contro il progetto di accorpare il Corpo Forestale dello Stato con l’Arma dei Carabinieri, e ribadisce i concetti sostenuti in ogni modo da mesi dal Sindacato Indipendente di Polizia esprimendo, inoltre, il massimo apprezzamento per le affermazioni del Capo della Polizia, Franco Gabrielli, che a proposito della norma della legge Madia che prevede l’accorpamento ha commentato: “Credo che non sia stata una scelta felice, la rispettiamo, ma credo che la forza del nostro sistema sia nella diversità che si fa sintesi, non nelle acritiche, ragionieristiche operazioni di fusione. Quando ero giovane anche io pensavo che fosse economicamente più redditizio fare semplificazioni, ragionieristicamente è perfetto, ma si perde di vista che dietro ogni organizzazione, ogni storia, ci sono dei vissuti e dei saperi. Nel nostro paese la pluralità delle forze di polizia non è un elemento di inciampo, una sottrazione di risorse o un appesantimento del sistema, ma semplicemente una risorsa”. “Quasi un anno fa – insiste Maccari – abbiamo protestato che tornare all’obbligo di arruolamento militare di personale civile con un salto indietro nel tempo di 100 anni è un colpo di mano che attenta, con concreta durezza, ad un processo di democratizzazione conquistato con il sacrificio e la volontà di uomini e donne che ci hanno preceduto ed hanno avuto la forza di ottenere ciò che davvero la collettività voleva. Imporre oggi nuovamente una volontà di pochi calata dall’alto e diametralmente opposta a quella dei cittadini che si dovrebbero governare nel loro stesso nome rasenta, anzi rappresenta un tradimento gravissimo della funzione di chi svolge ruoli che dovrebbero essere di pubblico servizio. Oggi ripetiamo queste parole con ancora maggiore convinzione, consci come siamo che non è concepibile imporre lo stile di vita personale e professionale di tipo militare a chi militare non è e non vuole essere. Non si può radere al suolo un Corpo come la Forestale e rimescolarne le macerie in un altro Corpo che ha struttura ed organizzazione e modalità operative diverse, perché ciò significherebbe, nei fatti, depauperare un patrimonio di professionalità e competenze di cui un Paese come l’Italia con la sua conformazione e le sue tradizioni non può fare a meno da una parte, ed incidere fortemente anche sulla struttura della stessa Arma dall’altra parte. Imporre la coesistenza fra militari e non militari non farà che creare enormi problemi ad entrambi, con relative enormi problematiche di gestione dello personale. E’ clamorosamente evidente che, ancora una volta, di fronte alle necessità economiche, ai problemi ed alle inefficienze createsi nel tempo a causa soprattutto dell’incompetenza e delle scelte sbagliate della politica, si vogliono applicare soluzioni ancor più sbagliate il cui prezzo ricadrà sulla qualità e sul livello di tutela che si garantiscono ai cittadini, e oltre tutto con l’ennesimo grave abuso su migliaia di onesti e leali lavoratori dello Stato”.
“Ci sembra quasi impossibile, perché non ci siamo più abituati da troppo tempo – conclude Maccari -, che il Capo della Polizia abbia avuto l’onestà intellettuale di chiarire pubblicamente la propria contrarietà a questo folle progetto contrariando l’attuale squadra di Governo che pretende solo posizioni perfettamente allineate. Quella di Gabrielli è una posizione motivata, fondata e massimamente autorevole. Ma siamo certi che anche chi non gode della sua altissima preparazione in materia possa arrivare a comprendere con una certa facilità quanto inopportuno possa essere pensare di imporre a migliaia di lavoratori civili di diventare magicamente militari, e come sia prevedibile che la maggior parte di loro, per non dire tutti, non ci staranno senza colpo ferire”.

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Coisp: lettera aperta al capo della polizia

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 maggio 2016

franco gabrielli“In questi anni è mancato un Capo vero che ci aiutasse a difendere i Poliziotti, che avesse a cuore le loro legittime aspettative e richieste di attenzione e giustizia. Oggi però siamo convinti, ma soprattutto lo vogliamo tutti quanti, che tale Capo sia arrivato”.
E’ questo il “cuore” della lettera che Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, ha scritto al Prefetto Franco Gabrielli, neo Capo della Polizia, per porgere il benvenuto e l’augurio ad un uomo che la maggioranza dei Poliziotti aveva sperato fortemente fosse investito del delicato incarico, come ampiamente dimostrato dal risultato del sondaggio che il Coisp ha lanciato nei mesi scorsi.
E nella missiva Maccari ripercorre molti dei passaggi dell’apprezzatissimo discorso tenuto da Gabrielli nel corso della cerimonia per il suo insediamento e per la Festa della Polizia, per ribadire la vibrata speranza che davvero lui sia l’uomo del cambiamento rispetto a una realtà che ha visto il progressivo ed incalzante deterioramento del rapporto fra gli Appartenenti al Corpo e la stessa Amministrazione di riferimento, nonché una gravissima compromissione delle prerogative del Sindacato. “È realtà, infatti – si legge nella lettera sottoscritta da Maccari – che da anni il ruolo primario del Sindacato, che è quello di ottenere per i propri iscritti condizioni di lavoro migliori e migliore trattamento economico, viene distratto dalla necessità di vigilare sulle continue violazioni di norme e leggi seppur consolidate anche da anni, sui comportamenti di vari dirigenti che, nella più totale indifferenza del Dipartimento della P.S. (spesso addirittura vile complice) continuano con protervia ad ignorare i diritti dei poliziotti arrivando finanche a palesi violazioni di leggi di Stato con comportamenti che, non di rado, sarebbero sanzionabili per responsabilità quantomeno disciplinari. Una continua serie di violazioni di norme poste deliberatamente in atto con l’unico disegno di umiliare il personale: questa da anni e sino ad oggi è stata la Polizia di Stato. Una insistente volontà di negare le prerogative del Sindacato e la pretesa, manifestata vessandone platealmente e di continuo i propri rappresentanti, di assoggettarlo per impedirne lo svolgimento delle peculiari funzioni. È l’irrinunciabile conquista della Riforma dell’81 che finora doveva essere eliminata per impedire che i Poliziotti, attraverso i propri Rappresentanti Sindacali, denunciassero l’inadeguatezza e l’incapacità di non pochi individui ai quali non dovrebbe essere consentito di indossare la divisa della Polizia di Stato: questa da anni e sino ad oggi è stata la nostra Amministrazione”.
E poi ancora: “Se chi rappresenta l’Amministrazione a così altissimi livelli crede di poter bistrattare il personale ed infischiarsene del Sindacato, Le lasciamo immaginare cosa da anni succede nei vari Uffici di Polizia di tutt’Italia, Le lasciamo immaginare come da anni il Dipartimento è stato parte attiva di disinteresse e prepotenze nei riguardi dei Poliziotti”.
“Queste sono le ‘cose che possono essere cambiate’ e che devono essere cambiate!” è l’epilogo del Segretario Generale del Coisp, che poi torna sull’auspicio proprio e di tutto il Sindacato Indipendente: “siamo certi che predisporrà il Dipartimento di cui Lei adesso è il Capo in maniera che gli uomini e le donne della Polizia di Stato non debbano ancora continuamente avere a che fare con un’Amministrazione predisposta alla continua negazione dei loro diritti e delle loro esigenze anche quando è assolutamente possibile concederli, ma che possano finalmente contare, almeno dentro l’ambiente lavorativo, su quella tranquillità di cui hanno bisogno per espletare le peculiari funzioni cui sono obbligati, per espletare quella ‘missione’ che Lei ci ha ricordato”.

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Franco Gabrielli è il capo della polizia

Posted by fidest press agency su sabato, 30 aprile 2016

franco gabrielliLa spuntano i Poliziotti. Il risultato del sondaggio “Siamo senza Capo della Polizia … tu chi preferisci?”, proposto sulla home page del sito http://www.coisp.it anche per biasimare lo stato di abbandono da parte del Dipartimento della P.S. in cui si sono trovati gli uomini e le donne della Polizia di Stato negli ultimi 3 anni, non ha mai lasciato chance ad altri.
Da oltre due mesi il Prefetto Franco Gabrielli è sempre stato saldamente in testa alle preferenze dei Poliziotti e stasera, mentre il Consiglio dei Ministri si riuniva per decidere, tra le altre,la nomina del nuovo Capo della Polizia, la sua posizione di leader della classifica ha anche registrato una incredibile impennata. Franco Gabrielli è il Capo indiscusso che noi Poliziotti vorremmo: questo è il risultato del nostro sondaggio.E Franco Gabrielli adesso è davvero il nostro Capo. Il Consiglio dei Ministri ha deciso: il Prefetto di Roma Franco Gabrielli è nominato Capo della Polizia! Ebbene, la Segreteria Nazionale del COISP ha avuto il piacere di incontrare il Prefetto Gabrielli il 2 marzo u.s. ed il 1° aprile ci ha gratificato della sua presenza e di un suo intervento al nostro Convegno sui 35 anni della Riforma della Polizia di Stato e sul tema Sicurezza: in entrambi i casi abbiamo avuto conferma di aver fatto bene ad averne sempre apprezzato le qualità.

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