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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘collaboratori’

ANCoDiS: è il tempo di prevedere nei moduli di iscrizione ai webinar ed ai corsi in presenza anche i Collaboratori del DS

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2020

In questo periodo di sospensione delle attività didattiche in aula, uno degli impegni che sta interessando gran parte dei docenti è quello relativo alla formazione per la Didattica a distanza inerente, in particolare, l’uso delle piattaforme, le modalità di esecuzione, la conoscenza dei punti di forza e delle inevitabili criticità.
Le piattaforme di iscrizione in genere (webinair, e-learning, corsi in presenza) prevedono – tra i campi obbligatori da dichiarare – oltre i dati personali anche il ruolo svolto nell’ambito della propria Istituzione scolastica.
Può essere facilmente verificabile che di norma leggiamo “Dirigente scolastico oppure Direttore amministrativo oppure Insegnante/Docente (posto comune, sostegno, potenziamento) oppure animatore digitale/componente del team digitale oppure educatore oppure ATA oppure…… altro”.
E’ il caso di ricordare – ma solo a chi ha poca conoscenza del funzionamento di una scuola – che un importante ruolo organizzativo e di coordinamento è svolto dai Collaboratori dei DS che – al fianco dei Dirigenti scolastici ed in collaborazione con i DSGA – si adoperano sulla base di specifiche mansioni allo svolgimento esecutivo anche della DaD – nella veste di docenti disciplinari – cercando di trovare risposte ai problemi che quotidianamente si presentano e provando a ricercare soluzioni alle diverse sollecitazioni che arrivano dal personale, dagli alunni e dalle loro famiglie.
Per queste ragioni chiediamo a chi propone attività di formazione per la scuola di oggi e di domani di prevedere alla voce RUOLO la categoria “Collaboratore del DS o Componente dello Staff”.
Sarebbe un modo certamente apprezzato per riconoscere – a partire dalla formazione alla quale gran parte dei Collaboratori dedicano tempo, risorse economiche ed energie – che queste figure di sistema (almeno 80000 docenti) esistono e meritano attenzione al pari di tutte le altre. E potrebbe essere l’inizio di quella innovazione culturale che Ancodis auspica a tutti i livelli.

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Cari studenti, docenti, collaboratori ed amici

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2020

auguri pasqua giottoOggi nella solennità della resurrezione di Gesù, mi faccio portavoce del messaggio dell’Apostolo Paolo nell’Epistola ai Romani: “Ora, ciò che si spera, se visto, non è più speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe ancora sperarlo? Ma se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza” (Romani 8. 24-25).Questo è il momento di ricordarci che nella speranza c’è la salvezza. Vi auguro di passare una felice Pasqua con i vostri cari nella speranza di rivederci presto più consapevoli come ci invita Papa Francesco, “che non siamo soli, ma amati, perché il Signore non ci abbandona e non si dimentica di noi, mai.”Buona Pasqua di Risurrezione!
Dear students, professors, collaborators and friends
Today, on the Solemnity of the Resurrection of our Lord, I echo the witness of the Apostle Paul in his Epistle to the Romans: “Now, what is hoped for, if seen, is no longer hope; in fact, what one already sees, how could one still hope for? But if we hope for what we do not see, we wait for it with perseverance” (Romans 8:24-25).This is the time to be reminded that in hope there is salvation. I wish you to have a happy Easter with your loved ones in the hope of seeing us again soon more aware as Pope Francis invites us, “that we are not alone, but loved, because the Lord does not abandon us and never forgets us”. Blessed Easter!

Queridos estudiantes, profesores, colaboradores y amigos
Hoy, en la solemnidad de la resurrección de Jesús, me hago portavoz del mensaje del apóstol Pablo en la epístola a los Romanos: “Ahora bien, lo que se espera, si se ve, ya no es esperanza; de hecho, lo que ya se ve, ¿cómo podría esperarse todavía? Pero si esperamos lo que no vemos, lo esperamos con perseverancia” (Romanos 8. 24-25).Este es el momento de recordarnos a nosotros mismos que en la esperanza hay salvación. Les deseo que pasen una feliz Pascua con sus familiares con la esperanza de volver a vernos pronto más conscientes, como nos invita el Papa Francisco, “de que no estamos solos, sino que somos amados, porque el Señor no nos abandona y nunca nos olvida”.ìFeliz Pascua! (by P. José E. Oyarzún, LC, Rettore) (n.r. Riportiamo questo messaggio facendolo anche nostro e rivolgendolo ai nostri lettori perchè di là della figura del suo estensore vi è il richiamo ad una fratellanza umana che non dovrebbe mai venir meno e soprattutto quando i tempi si rendono difficili. Buona Pasqua di speranza e di fede.) (photo: Giotto, Resurrezione e Noli me tangere (1303-1305)

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Visibile su NOIPA l’importo per le attività aggiuntive A.S. 2018-2019

Posted by fidest press agency su domenica, 15 settembre 2019

E’ da oggi visibile seppur con un ritardo che a memoria di molti non si è mai avuto. Il lavoro delle Collaboratrici e dei Collaboratori del DS che hanno contribuito nello scorso anno scolastico al funzionamento (programmazione, organizzazione, gestione) di ciascuna autonoma istituzione scolastica ha avuto finalmente il riconoscimento economico che è stato oggetto di contrattazione con le RSU di istituto. Si tratta di un riconoscimento economico – fondato sul vigente Fondo MOF – commisurato alle responsabilità, alle mansioni, alle deleghe, al tempo impiegato? Abbiamo la ragionevole certezza di poter affermare che si tratta di una competenza accessoria inadeguata al valore ed alla qualità del lavoro che i docenti Collaboratori espletano nelle scuole al fianco del DS e del DSGA con l’unico obiettivo di migliorare la qualità dell’organizzazione e della gestione di un servizio scolastico in favore degli alunni di tutte le età unitamente a servizi efficienti per le famiglie.
Comprendiamo bene che oggi sono tante le attese di tutte le componenti della scuola ma non possiamo non affermare che quella rappresentata dai Collaboratori del DS è stata – a partire dall’istituzione dell’autonomia scolastica – particolarmente “ferita” sul piano giuridico (dalla finanziaria 2004 alla legge 107/2015) e “mortificata” sul piano contrattuale (nessuna evoluzione rispetto all’art. 31 del CCNL 2003!). Lo denunciamo senza incertezze: parlare di riconoscimento economico oggi per il lavoro delle cosiddette “figure di sistema o middle management” significa affermare che un’ora di attività nella collaborazione per MIUR ed OO.SS. vale meno di 10 Euro/ora!!! Semplicemente IMMORALE per un lavoro di alto profilo qualitativo, di responsabilità, di impegno quotidiano. Non è più possibile accettare questo INIQUO trattamento di uno Stato che sa bene l’importanza del lavoro che svolgiamo a diverso titolo nelle nostre scuole e ci ripaga con una “discriminazione” contrattuale (non esistiamo!) unitamente ad una retribuzione economica che non è affatto commisurata al lavoro che svolgiamo. Tutti devono conoscere la condizione lavorativa dei Collaboratori del DS che quotidianamente e per le diverse ragioni incontrano nelle scuole! Continuiamo ad affermare la necessità di cambiare il paradigma di una scuola fondata su docenti che insegnano e su non docenti che operano nei diversi ruoli: la scuola moderna ha bisogno anche delle figure di sistema o quadri intermedi – il terzo anello oltre i docenti ed in non docenti – che contribuiscono con la quotidiana attività professionale, con un grande spirito di servizio e di appartenenza alla realizzazione dell’offerta formativa e dell’azione pedagogica che restano le uniche finalità della scuola. Dallo Stato italiano, dalle OO.SS., dalle Associazioni dei DS ci aspettiamo la necessaria attenzione. Ancodis non si stancherà mai di affermarlo perché nessuno riuscirà mettere a tacere la nostra “immeritata discriminazione”. (Rosolino Cicero, Presidente ANCODIS Palermo)

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ANCoDiS: accordo Governo-OO.SS. Insoddisfatti i Collaboratori dei DS

Posted by fidest press agency su martedì, 7 maggio 2019

Dopo aver preso atto delle ufficiali dichiarazioni del Governo e delle OO.SS. in seguito al raggiunto accordo notturno del 24 aprile, i Collaboratori dei DS di Ancodis ritengono necessario fare alcune considerazioni. Conseguenza dell’accordo sottoscritto da CGIL, CISL, UIL, GILDA e SNALS è stata la decisione di sospendere (e non revocare?) lo sciopero indetto per Venerdi 17 maggio rimandando la decisione finale dopo il confronto nei tavoli tecnici che si apriranno nei prossimi giorni. Dai toni manifestati nei media e dai contenuti dell’accordo – seppur sommari – risulta evidente la soddisfazione delle parti nel sottoscrivere un documento che ai nostri occhi appare generico, rasserenante, con argomentazioni rivolte in particolare ai docenti precari, al personale ATA, ai DS (rinnovo contrattuale con graduale recupero del potere d’acquisto degli stipendi (?), stabilizzazione del rapporto di lavoro dei docenti precari (?), riconoscimento e valorizzazione del personale ATA facente funzione dei DSGA, pieno riconoscimento del ruolo e delle connesse responsabilità dei DS). Si tratta – per le OO.SS. firmatarie – di un accordo idoneo a dare una risposta alle loro rivendicazioni e necessario ad evitare lo sciopero proclamato il giorno 17 maggio.
Ma è proprio così? O piuttosto si tratta di un grande bluff mediatico finalizzato a provare a rendere l’atmosfera del mondo scuola più serena e meno conflittuale? Ebbene, qualche elemento di perplessità resta:
– alle menti lucide, ai ben informati, non sfugge che il sospirato aumento, semmai vedrà luce nella
finanziaria del 2020, si tradurrà in circa 40 euro nette mensili: soglia affatto paragonabile alla “media
dei livelli salariali degli altri Paesi europei”;
– il timore della regionalizzazione permane perché, facendo l’esplicito riferimento alla “salvaguardia dell’unità e l’identità culturale del sistema nazionale di istruzione del paese” (ci mancherebbe altro!),
non si scongiura affatto un’autonomia a livello regionale (gli USR che diventeranno USRA?… non dimentichiamo il sistema sanitario nazionale quale esempio da non ripetere!); Per l’ Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici,
– consideriamo positivo il riferimento al personale ATA, l’attenzione alla volontà di “progressione di carriera” a partire dai “facenti funzione DSGA”, come pure il rimarcare “il ruolo e la funzione dei dirigenti scolastici” e lo sforzo di “valorizzare le professionalità dei settori dell’Università e della ricerca”: la linea che emerge è, di fatto, quella di un “Management” (termine ripudiato nei fatti ma usato nella sostanza) legato alle capacità e alla progressione di carriera in relazione ai ruoli, alle capacità e alle responsabilità. Questa posizione meritocratica certamente condivisibile per quale motivo non si può estendere anche alle altre figure determinanti e significative del comparto scuola? Perché un docente che assume oneri e responsabilità legate alla funzione di Collaboratore del DS non deve avere la medesima prospettiva di un facente funzione DSGA o un Ata che “aspiri a progredire nella carriera professionale” con l’istituzione di un middle management scolastico quale terza area nel comparto scuola?
Proprio su quest’ultimo punto, i Collaboratori di Ancodis dichiarano la totale insoddisfazione per la permanente indifferenza registrata anche nel corso della “proficua notte bianca”: nei documenti ufficiali, infatti, non è stata data alcuna attenzione verso questa fondamentale e insostituibile componente nella scuola italiana.
Sono state chiamate in causa tutte le figure operanti nel comparto scuola, tutte tranne quelle che, come le altre ed a volte più delle altre, ne determinano il buon funzionamento organizzativo in contesti spesso fatiscenti o proibitivi! I Collaboratori dei Dirigenti Scolastici ed i Responsabili di plesso iscritti ad Ancodis non possono più tacere il FORTE DISAGIO per l’assenza della meritata attenzione al pari delle altre componenti! Ancora una volta Governo ed OO.SS. continuano ad ignorarli ed a trattarli quali “figli di un dio minore”! Devono prendere atto, invece, che oggi non è più sostenibile un ruolo dirigenziale in un sistema complesso qual è un’autonoma Istituzione scolastica senza la collaborazione di figure di sistema intermedie che coadiuvano il DS nella redazione, nella gestione e nella esecuzione del progetto educativo e formativo (organizzazione del quotidiano servizio, governance nella gestione didattica, capacità nel risolvere emergenze e problematiche quotidiane, servizio in assenza del DS, gestione plessi distaccati). Del lavoro instancabile e sommerso dei Vicari, dei Responsabili di plesso, dei Collaboratori del Ds non si fa alcun cenno, quasi essi (intorno alle 50.000 unità) non fossero rilevanti, dei lavoratori INVISIBILI la cui attività, spesso sommersa eppure di grande responsabilità, è ritenuta irrilevante e ininfluente proprio dai Sindacati che sarebbero invece chiamati a tutelare e garantirne il riconoscimento (come giustamente fatto per gli ATA facenti funzioni di DSGA!). ANCODIS – con la sua seppur breve ma innovativa presenza nel sistema scolastico italiano – propone una visione non in contrapposizione alle altre azioni urgenti e necessarie ma propositiva con soluzioni ritenute necessarie per una moderna governance della scuola italiana.
Per queste ragioni, ANCODIS si dichiara delusa dall’indifferenza ancora oggi ripetuta e chiede una formale attenzione al Governo ed alle OO. SS nei prossimi tavoli di confronto con la possibilità di poter discutere – come già fatto con rappresentanti delle diverse forze politiche – le proprie proposte. Ove nei tavoli tecnici dovesse essere confermata l’indifferenza nei nostri confronti, ANCODIS inviterà i Collaboratori dei DS ed i Responsabili dei plessi distaccati ad aderire convintamente allo sciopero del prossimo 17 maggio. (Prof. Rosolino Cicero, Presidente ANCODIS Palermo)

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Il ruolo dei collaboratori parlamentari

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2013

Il coordinamento dei collaboratori parlamentari (Co.co.parl.) ha scritto una lettera ai presidenti della Camere, Piero Grasso e Laura Boldrini, “per sottoporre una questione che rientra in quelle iniziative finalizzate alla razionalizzazione e alla riduzione delle spese per l’attività istituzionale e per una maggiore trasparenza nell’utilizzo dei fondi pubblici a ciò destinati”. Esprimendo vivo apprezzamento per le prime prese di posizione dei Presidenti, il Cocoparl sottolinea come “la questione dei collaboratori parlamentari sia diventata in qualche modo una cartina al tornasole per l’opinione pubblica circa la reale volontà (o la mancanza) di cambiamento all’interno del Parlamento.“Crediamo – prosegue il Cocoparl – che siano maturi i tempi perché anche il nostro Paese proceda ad una regolamentazione del rapporto fra parlamentare e collaboratore attraverso l’adozione del cosiddetto ‘modello europeo’. In estrema sintesi, si tratta di identificare uno specifico “fondo per lo staff”, a disposizione di ciascun parlamentare, vincolandone rigidamente l’erogazione all’effettivo instaurarsi di un rapporto di lavoro regolare con i collaboratori e far sì che questo rapporto sia amministrato direttamente dal Parlamento, anche attraverso l’individuazione di contratti tipo che superi l’attuale giungla contrattuale.In Italia, invece, tale fondo viene erogato direttamente ai parlamentari in maniera di fatto forfettaria, indipendentemente cioè dal suo effettivo utilizzo per i fini ai quali è destinato. Per fare un esempio, secondo gli ultimi dati resi pubblici, nel 2010 i contratti regolarmente registrati presso la Camera dei deputati erano circa 230. Ciò significa che circa 400 deputati non utilizzavano per la stipula di un contratto con il collaboratore il fondo (pari a 3690 euro). In questa situazione, che ad oggi non risulta essersi modificata sostanzialmente, l’adozione del ‘modello europeo’ porterebbe ad un risparmio per la sola Camera di circa 17 milioni di euro l’anno (3690 euro per 400 deputati moltiplicati per 12 mensilità) e comunque, costituirebbe un formidabile incentivo alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro.Il risultato sarebbe un immediato impatto sui costi, un innegabile vantaggio in termini di trasparenza e, soprattutto, rimuoverebbe alla radice il dubbio che, proprio nel cuore delle istituzioni, possano sussistere rapporti lavorativi poco nitidi e poco equi”.

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Rinnovo contratto, collaboratori farmacia pubblica in sciopero

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 febbraio 2012

Un giorno di sciopero (il 30 marzo) per gli oltre 3.000 addetti delle farmacie pubbliche dopo la fumata nera dell’incontro per il rinnovo del contratto nazionale, rimasto fermo da 14 mesi, tra Assofarm e le sigle sindacali Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil. Secondo quanto dichiarano le sigle sindacali ad alcune agenzie, il mancato accordo sarebbe derivato dalla posizione del rappresentante delle farmacie comunali preoccupato dagli effetti degli interventi in tema di liberalizzazione. «Pur condividendo le perplessità sugli effetti del provvedimento varato dal Governo» è la dichiarazione alle agenzie del segretario nazionale della Fisascat, Rosetta Raso, «siamo convinti che rinnovare il contratto di lavoro rappresenti anche un messaggio politico dal momento che proprio attraverso la contrattazione sarà possibile gestire le conseguenza di una norma che danneggerà gli stessi lavoratori, coinvolti in misura crescente da una flessibilità dell’orario di lavoro e dalla diminuzione delle maggiorazioni applicate sul lavoro straordinario, domenicale e festivo».(fonte farmacista33)

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Protocollo d’intesa Bcc e Facoltà di Agraria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2011

Ha le caratteristiche dell’unicità il contenuto del protocollo d’intesa sottoscritto tra la Federazione delle Bcc del Friuli Vg e la Facoltà di Agraria di Udine. Lo hanno sottolineato congiuntamente il presidente della Federazione, Giuseppe Graffi Brunoro e il preside, Roberto Pinton. «La collaborazione camminerà su due binari – dice Graffi Brunoro -. Da un lato, grazie al modello messo a punto dal dottor Giovanni Battista Cipolotti e dai suoi collaboratori, l’erogazione del credito non avverrà più valutando principalmente il patrimonio immobiliare delle aziende agricole, ma sulla capacità dell’impresa stessa a produrre reddito. Dall’altro, sarà avviato un percorso formativo specifico per i collaboratori del Credito Cooperativo». «Il modello è un unicum nel sistema creditizio nazionale – sottolinea Giorgio Candusso, responsabile del Servizio crediti della Federazione – che segue l’evoluzione del comparto. La valutazione del rischio, dunque, diventa più raffinata e, nel contempo, sollecita le imprese a produrre una maggiore quantità e una migliore qualità di dati economici». Un nuovo strumento per le 15 Bcc regionali, dunque, utile a testimoniare la fedeltà alle loro radici storiche che affondano nella ruralità. Infatti, già oggi, al settore agricolo sono destinati l’11 per cento dei crediti alle imprese, per complessivi 300 milioni di euro e, tra l’altro, attraverso il sistema del Credito Cooperativo regionale, passa il 35 per cento dei contributi complessivi messi a disposizione dal Fondo di rotazione agricolo.(pinton)

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Roma: i collaboratori del sindaco

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2011

Roma. “Sarà un caso, ma da quando è entrato in carica, il sindaco di Roma, si è circondato di personaggi strani e discutibili assunti come suoi collaboratori e incappati in arresti e vicende giudiziarie che hanno costretto l’on.Alemanno a giustificazioni, come nel caso di Giorgio Magliocca, deboli e soprattutto non convincenti”. Lo dichiara il senatore del PD Raffaele Ranucci a proposito dell’arresto di Giorgio Magliocca, membro della segreteria politica del sindaco di Roma Gianni Alemanno.  “L’elenco – prosegue Ranucci – è lungo: da Stefano Andrini, accusato di terrorismo, a don Ruggero Conti, già suo garante per le periferie in campagna elettorale, condannato per pedofilia, dal consigliere comunale del Pdl Francesco Orsi, accusato di traffico di stupefacenti, fino appunto a Magliocca, inquisito per reati di camorra”.  “Non si capisce – conclude il parlamentare del PD – perché Alemanno non debba avvalersi di dirigenti e collaboratori limpidi e cristallini. E poco vale cercare di scaricare su altri la responsabilità, come ha fatto oggi con il suo ex capo di gabinetto. Anche da questo si giudica un leader. Fossi un collaboratore del sindaco, non starei sereno”.

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Giornalisti e collaboratori

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2010

Di Paola Pirogalli e Franco Marelli Coppola. Pubblicisti e professionisti secondo l’Ordine, collaboratori e professionali secondo il sindacato. Qualcuno è convinto che di una complicazione così non si sentiva il bisogno; comunque la FNSI ha deciso, anni fa, di accomunare ai professionisti quei pubblicisti – e non sono pochi – che vivono soltanto giornalismo. “Collaboratori” per il sindacato sono coloro che non hanno un’attività giornalistica esclusiva, o comunque che non hanno ritenuto di scegliere questo accorpamento con i professionisti. Con poche eccezioni, i nostri collaboratori sono la categoria più esposta ai soprusi degli editori e anche delle direzioni di giornali, agenzie, radio, tv e siti internet. Senza dimenticare gli uffici stampa quando li ingaggiano come fornitori di lavoro dall’esterno. La crisi, che ha colpito duramente le redazioni e ha ridotto i posti di lavoro, per i collaboratori ha fatto piovere sul bagnato. Compensi ridicoli, pagamenti a distanza di mesi e mesi (quando arrivano). E’ anche per questo che la fiducia nel sindacato è scarsa, e le adesioni sono limitate. Eppure qualcosa si può e si deve fare. Agire più ancora che con il contratto – dove gli editori insistono a dire che un collaboratore esterno non è un dipendente ma un lavoratore autonomo – sul fronte delle norme legislative. Governo e Parlamento devono essere pressati perché diano corso e forza di legge ad alcune regole che vengono sistematicamente eluse. Come quella disposizione dell’Unione Europea che stabilisce il pagamento delle prestazioni libero-professionali entro 30 giorni. La norma esiste, ma nessuno o quasi la rispetta, perché non ci sono sanzioni efficaci contro chi contravviene. Non è impossibile fare davvero qualcosa, è solo questione, come si dice, di “volontà politica”. Basterebbe che le provvidenze e agevolazioni, anche fiscali, che spettano alle aziende del settore editoriale venissero sospese o proprio cancellate se non si rispettano tempi e modi dei pagamenti. Poi ci vuole una autentica repressione del lavoro nero; e di quello gratuito. Ispezioni e penalità per chi fa lavorare gratis parecchi giovani, magari con la foglia di fico dello stage, o anche semplicemente nella speranza, quasi sempre vana, di farsi notare e conoscere in vista di qualche benevolenza od opportunità futura. Il principio è chiaro, ed è sempre stato rispettato nelle sedi sindacali dai giornalisti di Stampa Democratica: nessuna prestazione di lavoro può essere ammessa senza una congrua retribuzione (concetto che, tra l’altro, risponde alla Costituzione della Repubblica Italiana); e inoltre “a pari lavoro deve corrispondere pari remunerazione”.  Nella grande famiglia dei giornalisti ha sempre avuto spazio una guerra, spesso esplicita e altre volte sotterranea, tra i due rami della categoria: professionisti contro pubblicisti ( o professionali contro collaboratori). Con la vecchia idea che il collaboratore tolga opportunità, risorse e contenuti alle redazioni. E, specularmente, la convinzione che i “contrattualizzati” pensino soltanto a se stessi lasciando che gli esterni siano massacrati e sfruttati (anzi, qualche volta, facendosi parte attiva nello sfruttamento). Stampa Democratica, animata fin dalle origini da una concezione rigorosamente sindacale degli organismi di categoria – concezione che ha sempre escluso quelle pratiche di parte, tali da prevedere da un lato favori agli amici aziendali e politici, dall’altro guerra ideologica  ai “nemici” – ha lavorato, con le idee e con le opere, perché si superi quella rissa interna che non fa che indebolire tutti quanti di fronte alle controparti. E’ per questo che attorno alle proposte di Walter Tobagi, nate e radicate tra i professionisti delle redazioni, si ritrovarono i soggetti più combattivi e coscienti dei pubblicisti. Citiamo per tutti persone come Pier Bellini delle Stelle e Isotta Gaeta, che tanto hanno dato con l’iniziativa e l’esempio ai giornalisti di Lombardia e di tutta Italia.  La battaglia per la dignità e la giusta considerazione dei collaboratori è difficilissima. Stampa Democratica non ha mai promesso la luna a nessuno; non è mai scaduta nella demagogia. Forte della sua storia è però in grado di garantire che continuerà a battersi al servizio di una parte sola: l’interesse materiale e morale dei colleghi. (Paola Pirogalli e Franco Marelli Coppola)

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Strategie del lavoro internazionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2010

Secondo lo studio “Up or out: next moves for the modern expatriate”, condotto da The Economist Intelligence Unit e sponsorizzato da Regus, le aziende internazionali prevedono di creare più posizioni all’estero nei prossimi cinque anni. A causa del ristagno della domanda nei mercati occidentali, s’intensifica la corsa allo sviluppo in Cina, in India e in altri mercati emergenti. Secondo uno studio realizzato su 418 dirigenti internazionali, quasi quattro aziende su dieci (il 39%) prevedono di destinare più personale all’estero nei prossimi cinque anni.  “Le strategie relative all’invio all’estero di collaboratori mettono in evidenza le tendenze della globalizzazione; sia che si tratti di strategie legate ai mercati in cui si insediano le aziende o di sfide quotidiane dovute alla creazione di nuove filiali”, ha dichiarato Paul Lewis, Direttore Executive Briefing presso The Economist Intelligence Unit e caporedattore della relazione.
Avere la persona giusta, al posto giusto, al momento giusto comporta una serie di decisioni e di sperimentazioni circa la sua mission, la sua posizione e la natura delle sue funzioni. Highlights della ricerca
•    I dirigenti sono motivati dall’idea di un incarico internazionale e flessibile. Quattro dirigenti su cinque ritengono che il loro trasferimento in un “importante mercato emergente” sia un vantaggio per la loro carriera.
•    Le aziende preferiscono destinare i propri collaboratori in Cina, in India e in Asia rispetto ad altri mercati emergenti del mondo. Il Medio Oriente, la Russia e l’Europa dell’Est sono le altre destinazioni più ricorrenti.
•    Di quelli che lavorano all’estero, tre su cinque ritengono che la loro azienda madre non tenga sufficientemente conto delle specificità dell’ambiente professionale in cui lavorano. Una persona su tre lamenta un’eccessiva ingerenza.
•    Più della metà dei dirigenti all’estero riceve incarichi all’estero per un periodo che va da due a cinque anni. Ma le pratiche flessibili, come gli incarichi a breve o a brevissimo termine, sono in netto aumento.
•    Quasi tre quarti degli intervistati ritiene che la “sensibilità interculturale” sia la qualità più importante per chi ha incarichi all’estero.

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Regione Lazio e sprechi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2010

Nel 2009 la Regione Lazio ha speso in compensi per consulenti e collaboratori esterni ben 135 milioni di euro (esattamente 135.329.275 euro) per 23.698 incarichi. Considerato che i dipendenti della regione sono circa 3.000, ci sono 8 consulenti per ogni dipendente. L’anno precedente, 2008, la spesa è stata di 120 milioni di euro (esattamente 120.744.864 euro) per 21.308 consulenti.
Tra il 2008 e il 2009 c’è stato un aumento dell’11%. Chissà perchè l’anno precedente alle elezioni regionali del 2010  sono aumentati i consulenti; a rigor di logica dovrebbero diminuire, avendo svolto il loro compito o, perlomeno, rimanere stabili nel numero. Invece, si sono accresciuti. A cosa servissero  e’ poco o troppo chiaro.  Qualcuno chiede una riduzione delle indennità dei consiglieri regionali, risparmiando cosi’ una manciata di milioni di euro: si fa fumo mentre l’arrosto e’ da un’altra parte, nelle consulenze, appunto. Abbiamo scritto alla presidente della regione Lazio, Renata Polverini, chiedendo un intervento risolutore: mentre si chiedono sacrifici ai cittadini non e’ possibile continuare a sperperare in consulenze e collaborazioni.

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Taglio spettanze ai parlamentari e collaboratori

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2010

“I Presidenti delle Camere, nell’ambito delle loro prerogative, e nel rispetto dei regolamenti hanno operato come meglio hanno ritenuto  per dare un segnale al Paese sul contenimento dei costi della politica. Commette un gravissimo errore di valutazione chi vuole utilizzare tale segnale di rigore dato dai Presidenti Schifani e Fini, strumentalizzandolo a fini politici di parte”. Lo afferma Francesco Comellini, presidente di Ancoparl, l’Associazione Nazionale Collaboratori Parlamentari. “Il taglio di 500 euro operato sul ‘rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori’  (che per i deputati ammonta a 4190 euro al mese)  non potrà colpire in alcun modo il rapporto lavorativo di natura economica, ove esistente, tra Parlamentare e Collaboratore, gia’ che non sta scritto da nessuna parte che tali somme siano destinate al pagamento di eventuali collaboratori, infatti la delibera n. 472 del 2/5/1997 a firma dell’allora Presidente della Camera, riformava l’istituto del gettone per le spese di segreteria, cancellando magicamente il ruolo del collaboratore parlamentare a favore di non meglio precisate spese di rapporto tra eletto ed elettori. Oggi quindi e’ pertanto errato, e fuorviante, anche il solo ipotizzare che tali tagli vengano scaricati sui Collaboratori dei Deputati che, fino a prova contraria, ad essi sono legati da un rapporto di tipo fiduciario regolato da un contratto economico tra privati stipulato ai sensi di legge e avallato dall’Amministrazione della Camera o del Senato per il rilascio dei titoli di accesso ai palazzi. Il problema e’ semmai quello di dare una soluzione puntuale e concreta al problema dei Collaboratori dei Parlamentari, così come lo ha gia’ fatto il Parlamento Europeo, dando esecuzione all’ordine del giorno a firma dell’On. Aldo Di Biagio (9/Doc. VIII, n. 4/19.) approvato nella seduta del 7 luglio 2009 insede di discussione del progetto di bilancio della Camera. Per il resto le polemiche strumentali intorno ai tagli decisi dai Presidenti delle Camere, soprattutto se mosse da Collaboratori che scimmiottano certa politica, sono solo parole in liberta’”

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Sicilia: gravi timori per l’occupazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2010

“La nostra Regione presenta una situazione molto particolare, nella quale circa l’85% degli iscritti agli Ordini trova occupazione nelle farmacie di comunità” si premette nella dichiarazione elaborata dal presidente della Consulta, Antonino Abate, presidente dell’Ordine di Messina e dai componenti Maurizio Pace (Agrigento), Maria Ippolito (Caltanissetta) Giovanni Puglisi (Catania), Sigismondo Rizzo (Enna), Antonino D’Alessandro (Palermo) Carmelo Vitale (Ragusa), Francesco Gibiino (Siracusa) e Leonardo Galatioto (Trapani). “Questo fa sì che la riduzione dei margini delle farmacia, in una fase di prezzi calanti, rende più che concreta la possibilità di una diminuzione dei farmacisti collaboratori, in una situazione che non offre altri sbocchi ai laureati in farmacia”. La questione occupazionale, peraltro gravissima, non esaurisce però le preoccupazioni degli Ordini siciliani: “Mettendo a rischio la stabilità economica della farmacie si mette a rischio anche la varietà e la qualità dei servizi offerti, vanificando i positivi effetti che la Legge 69/2009 avrebbe avuto sui livelli di assistenza nel territorio. In realtà le misure che incidono sulle farmacie di comunità mettono in forse tutto il disegno, sostenuto dal Ministro della Salute Ferruccio Fazio, di spostare sul territorio il fulcro dell’assistenza sanitaria”.
Un concetto, quest’ultimo, sottolineato anche dal presidente della Federazione degli Ordini Andrea Mandelli: «Minare la stabilità economica della farmacia rischia di compromettere la capillarità del servizio, cioè una delle caratteristiche, unita all’alto livello di professionalità, che ne fa uno degli elementi fondamentali del nuovo modello di assistenza territoriale che aveva trovato nella Legge 69 sulla farmacia dei servizi una prima importante concretizzazione».(fonte farmacista33)

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Il problema dei collaboratori parlamentari

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 maggio 2010

“Spiace vedere che l’on. Enrico Letta si ricordi dei Collaboratori Parlamentari solo oggi, mentre nella passata legislatura c’era il Governo di centro-sinistra e l’on. Bertinotti e il Sen. Marini sedevano sugli scranni piu’ alti delle Camere ma poco venne fatto in merito” lo afferma Francesco Comellini, presidente di Ancoparl – Associazione Nazionale Collaboratori Parlamentari – che aggiunge “Crediamo che il ruolo dei Collaboratori Parlamentari sia essenziale per coadiuvare il Parlamentare nelle sue funzioni ma non può e non deve essere strumentalizzato a fini politici di parte poichè sappiamo bene tutti che non sono questi i veri costi della politica, ma la stratificazione delle Istituzioni che, nel replicare se stesse, fanno lievitare in modo esponenziale il numero, e il costo a carico dello Stato, delle cariche elettive. Infine apprendiamo con  piacere che il Co.Co.Parl e’ concorde con la nostra proposta originaria di vedere, anche nel Parlamento italiano, applicato ai Collaboratori Parlamentari il medesimo regime contrattuale in vigore presso il Parlamento Europeo, sul quale peraltro l’on. Aldo Di Biagio del Pdl fece approvare un ordine del giorno al bilancio della Camera. Speriamo – conclude l’Ancoparl – che questa legislatura sia quella buona per dare uno status giuridico chiaro ai Collaboratori Parlamentari”.

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I guadagni dei collaboratori dei deputati

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2010

“Giuseppe Cascini, il Segretario dell’ANM, dalle pagine del quotidiano La Repubblica,  in un articolo dal titolo “I Giudici guadagnano meno dei commessi della Camera” afferma che “Un giudice guadagna meno di un commesso della camera e meno di un portaborse di un parlamentare.” , pur non entrando  nel merito delle rivendicazioni salariali dell’ANM – afferma Francesco Comellini, Presidente di Ancoparl, l’Associazione Nazionale Collaboratori Parlamentari – vorrei precisare a Cascini che i Collaboratori dei deputati non sono “portaborse” ne’ sono “Commessi della Camera” che hanno invece altre funzioni ma sono persone  altamente qualificate, per le quali la nostra Associazione si batte da tempo per ottenere il riconoscimento del loro status giuridico e professionale che al Parlamento Europeo, ad esempio, è oramai un dato di fatto.  Sul piano delle retribuzioni invece vorrei proporre a Cascini, poichè sostiene che i Collaboratori Parlamentari guadagnano di più di un Giudice, che la retribuzione di questi ultimi sia agganciata alla retribuzione dei primi, i Collaboratori. Per inciso un esempio interno all’ANCOPARL è quello del nostro Revisore dei Conti, che ha un contratto a progetto con un deputato, per un compenso di 650 euro lordi al mese. Credo – conclude Comellini – che Cascini dovrebbe documentarsi sul profilo lavorativo e retributivo dei Collaboratori Parlamentari prima di fare le classiche contestazioni sindacali “di stile” che rischierebbero di accreditare nell’immaginario collettivo fatti non corrispondenti alla realta’ sui loro compensi che comunque, se pur nella generalita’ dignitosi salvo rari casi come quello citato, non sono paragonabili ai 3.500 euro al mese percepiti, secondo quanto affermato da Cascini, da un Giudice con 15 anni di anzianita’. Resto quindi disponibile per Cascini – conclude Comellini – ad un confronto, se mai lo vorra’ fare, tra i nostri redditi di lavoro”.

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Temi teologici della Bibbia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2010

Un’edizione completamente nuova – con 240 voci e 140 Autori – che tiene conto dei più recenti studi e dà spazio ai temi e alle grandi sezioni della Scrittura, accostata in chiave teologica. L’opera si segnala per il taglio internazionale dei suoi collaboratori. Sono infatti coinvolti, oltre ai numerosi italiani, anche Autori tedeschi, inglesi, francesi, portoghesi e spagnoli. a cura di Romano Penna – Giacomo Perego – Gianfranco Ravasi Edizioni San Paolo 1640 pagine – € 160,00

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Collaboratori Parlamentari: Ancoparl

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2010

“La professionalità dei Collaboratori Parlamentari al Parlamento Italiano dovrebbe essere riconosciuta dalle Istituzioni preposte così come già avviene in altri Paesi e al Parlamento Europeo”. Lo afferma in una nota Francesco Comellini, presidente dell’Associazione nazionale Collaboratori Parlamentari, che ha chiesto ad Assoprofessioni, l’associazione dei professionisti che raggruppa le maggiori sigle di categoria delle professioni non regolamentate, e alla quale Ancoparl ha aderito nei mesi scorsi, di curare l’iter per l’ottenimento di una norma UNI ad-hoc. “L’esigenza di una Norma UNI per i Collaboratori parlamentari – afferma Comellini –  nasce per favorire una regolamentazione che uniformi la nostra professione in tutta l’Europa”. La concomitanza della richiesta di normazione che Assoprofessioni avanzera’ all’UNI, anche per altre professioni non regolamentate quali chinesiologo (laureato in scienze motorie), naturopata e tributarista, oltre a quella dei Collaboratori Parlamentari, con il prosieguo dell’iter per il parere parlamentare sul recepimento da parte dell’Italia della Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa ai servizi nel mercato interno, non e’ casuale rendendosi necessaria una risposta concreta per quelle professioni non regolamentate che si troverebbero a disagio sul mercato europeo. “Auspichiamo quindi – conclude Comellini – che la norma UNI sui Collaboratori Parlamentari, possa favorire il loro riconoscimento anche da parte del Parlamento italiano, tenendo anche conto delle posizioni favorevoli a suo tempo espresse sia dal Presidente del Senato Schifani sia da altri esponenti politici che, inoltre, dall’ordine del giorno approvato al bilancio della Camera per il corrente anno, sulla figura del Collaboratore Parlamentare, e presentato nel luglio scorso dall’On. Aldo Di Biagio”.

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Collaboratori Parlamentari

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2009

La sentenza del Giudice del Lavoro di Roma dr. Michele Forziati, di cui parla Sergio Rizzo dalle pagine del Corriere della Sera, che condanna una deputata in carica del Parlamento Italiano e riconosce il rapporto di lavoro intercorso con la propria ex-collaboratrice come subordinato inquadrabile con il ‘contratto collettivo nazionale dipendenti di studi professionali’ , e’ una pietra miliare” lo afferma in una nota l’Associazione Nazionale Collaboratori Parlamentari. “La sentenza infatti – prosegue la nota diramata – e’ la prima del suo genere e assume una rilevanza fondamentale nell’annosa questione del riconoscimento della professione di collaboratore parlamentare,  laddove identifica chiaramente la tipologia di lavoro svolto dalla ricorrente e il tipo di contratto applicabile. La sentenza Forziati – fa notare Ancoparl – evidenzia come  la dove il legislatore non interviene definendo la norma di carattere generale ed in linea con il dettato costituzionale, il Giudice di merito con la sua decisione assume in se il gravoso onere di scrivere quella stessa norma,  colmando il vuoto legislativo.  La sentenza “Celestina”, dal nome della collaboratrice che ha vinto la causa contro la deputata, – prosegue Ancoparl – ha inoltre un aspetto molto importante che non deve assere sottovalutato dalle istituzioni parlamentari italiane. Infatti, da quanto Ancoparl ha appreso direttamente dal legale di parte ricorrente, il Giudice nel valutare il caso di specie si e’ ispirato alla giurispudenza e alle norme europee in materia. Ancoparl – prosegue il comunicato – da sempre sostiene, e lo ha sostenuto anche negli incontri istituzionali avuti, come anche il Parlamento Italiano debba adottare le norme e le regole statuite dal Parlamento Europeo lo scorso dicembre in materia di collaboratori parlamentari, che affermano come  il collaboratore di un deputato, fatto salvo il rapporto fiduciario (ovvero quello che si instaura tra deputato e collaboratore lavoratore) e’ funzionale alla struttura del Parlamento e strumentale alle attivita’ del parlamentare stesso. Per questo il Parlamento Europeo, sulla base delle norme e della giurisprudenza di merito, ha riconosciuto ai collaboratori degli eurodeputati un ruolo ed uno status giuridico precisi, determinando nel contempo la loro equiparazione – anche da un punto di vista contrattuale e retributivo – agli agenti temporanei, e quindi ne ha sancito l’assunzione direttamente dall’istituzione Parlamentare. Al di la dell’appartenenza politica della deputata condannata che non ci interessa essendo Ancoparl apolitica e apartitica, la sentenza  deve spingere rapidamente le istituzioni parlamentari ad avviare un tavolo di confronto tra le parti al fine di giungere ad una soluzione condivisa e condivisibile in merito al riconoscimento professionale dei collaboratori parlamentari, anche e soprattutto in ossequio all’articolo 36 della Carta Costituzionale” ha concluso Ancoparl.

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Nessun contrasto tra dipendenti e collaboratori parlamentari

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2009

A seguito di un articolo apparso nei giorni scorsi sul quotidiano Avvenire con il quale Giancarlo C. (questa la firma) rappresentava la contrarietà del personale delle Camere ad ogni forma di regolarizzazione dei collaboratori parlamentari ed esprimeva perplessità sul c.d. ‘modello europeo’ ossia quella forma di inquadramento temporaneo attraverso la quale lo stesso Parlamento Europeo, e le altre Assemblee parlamentari dell’Unione, hanno già regolarizzato il rapporto tra Parlamentari e collaboratori, in quanto possibile presupposto di “sanatorie”, dando così la chiara impressione che l’intera Istituzione Parlamentare sia effettivamente contro ogni forma di regolarizzazione di tale particolare rapporto di lavoro tra Collaboratori e Parlamentari. Ancoparl, l’Associazione Nazionale Collaboratori Parlamentari e la O.S.A. – Organizzazione Sindacale Autonoma della Camera, in un comunicato congiunto sottoscritto da Francesco Comellini, Presidente di Ancoparl e Amerigo Rivieccio, Segretario dell’ OSA, precisano che “Non è in atto nessuno ‘scontro’ tra collaboratori parlamentari e dipendenti delle Camere, come l’articolo invece lascerebbe strumentalmente presupporre. Anzi – precisa la nota congiunta – il dialogo avviato tra Ancoparl e Osa, dimostra come sia in atto un percorso di fattiva collaborazione tra dipendenti delle Camere e Collaboratori Parlamentari, non solo per quanto riguarda le fasi piu’ strettamente attinenti allo svolgimento dei rispettivi compiti  e funzioni all’interno delle Camere, comunque riconducibili all’esercizio del mandato parlamentare dei Deputati e dei Senatori, ma anche per quanto riguarda la ricerca delle giuste tutele delle differenti forme di lavoro che si svolgono presso le Istituzioni dello Stato”. Il Segretario dell’Osa, Amerigo Rivieccio, fa notare come “sia singolare da parte di una Istituzione Parlamentare farsi, apparentemente, rappresentare nell’esprimere considerazioni in ordine ad una questione tanto delicata e dibattuta come quella dei collaboratori parlamentari, al di la della giustezza o meno delle tesi esposte, da tale Giancarlo C., ovvero da chi non trova opportuno sottoscrivere con nome e cognome le posizioni espresse, arrivando quasi a deleggittimare in tal modo la stessa Istituzione alla quale dichiara di appartenere”. Per contro il Presidente di Ancoparl, Comellini, non comprendendo le motivazioni delle affermazioni di Giancarlo C. sul quotidiano Avvenire che “sembrerebbero essere dettate tutt’altro che da inopponibili motivazioni giuridiche che peraltro non trovano fondamento dopo le decisioni assunte dal Parlamento Europeo in ordine all’inquadramento temporaneo dei Collaboratori dei Deputati”, esprime “ viva soddisfazione per il rapporto avviato con l’Osa e, dunque, con il personale delle Camere. Tale collaborazione – aggiunge Comellini – non può che produrre positive sinergie e ricadute sull’effettivo svolgimento delle funzioni e compiti istituzionali dei differenti ruoli, del quale non può che beneficiarne il Cittadino ed il Paese, in termini di qualità del servizio reso ai Parlamentari e al mandato da questi esercitato. Continuare a configurare il rapporto tra parlamentari e personale delle Camere, escludendo la figura del Collaboratore, non solo appare oramai fuori luogo e in controtendenza a quanto avviene negli altri Parlamenti europei ma, anzi, rischia ancor più  di prestare il fianco delle Istituzioni Parlamentari a severe critiche da parte dell’opinione pubblica e della stampa che non giovano all’immagine complessiva delle Istituzioni. Per questo – conclude Comellini – riteniamo sia fondamentale aprire un confronto sereno con le Istituzioni Parlamentari nelle loro diverse articolazioni al fine di ricercare una soluzione non solo condivisa ma perfettamente in linea con i principi Costituzionali di tutela di ogni forma di lavoro”.

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Collaboratori parlamentari ma senza strumentalizzazioni

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2009

“Prendiamo atto con interesse delle dichiarazioni del deputato del PD Andrea Sarubbi che dalle pagine del quotidiano Avvenire interviene sulla annosa e irrisolta,  questione dei collaboratori parlamentari” riferisce  in una nota l’Associazione Nazionale Collaboratori Parlamentari – ANCOPARL che aggiunge “Sarubbi afferma che la soluzione migliore ‘è a portata di mano: basta guardare al Parlamento europeo, dove non esistono lavoratori in nero’ e ha ragione.  Ma gli chiediamo – prosegue Ancoparl – come mai il PD non ha posto la questione del ‘modello europeo’ nel consiglio di presidenza delle Camere ove invece si è deciso di optare, almeno questo traspare dalle comunicazioni inviate ai deputati e senatori, per la disastrosa linea Marini-Bertinotti attuata nella passata legislatura. Speriamo che l’on. Sarubbi, per coerenza, si dia attivamente da fare affinche’ anche presso il Parlamento italiano sia attuato già da questa legislatura il ‘modello europeo’ da più parti indicato. E’ in gioco – conclude ANCOPARL – il rispetto, la dignita’ e la professionalita’ del lavoro di tante persone. Se così non dovesse essere la lettera di Sarubbi resterà solo una boutade elettorale, come tante”. (n.r. la questione dei collaboratori parlamentari è di vecchia data. Già la Fidest ben 15 anni fa ne parlò ma tutto fu messo a tacere. Ora di nuovo i politici nel parlano ma solo a determinate scadenze. La nostra impressione è che tutto continuerà a cadere nell’oblio. Vorremmo sbagliarci anche perché questa volta ci sono persone che vogliono seriamente fare qualcosa. Da parte nostra, per quanto possa essere modesta, tutta la nostra disponibilità mediatica.)

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