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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

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Tecniche di ringiovanimento per affrontare i problemi dell’invecchiamento del collo

Posted by fidest press agency su martedì, 20 luglio 2021

By professoressa Carla Scesa, docente di Cosmetologia dell’Università degli Studi di Siena e della dottoressa Loredana Cavalieri, chirurgo plastico e Consigliere della SIME. Il sogno di un collo da cigno deve far i conti con l’invecchiamento, che spesso lascia a questo livello i suoi segni in maniera più precoce che in altre parti del corpo. Ecco dunque i consigli delle esperte per migliorare l’estetica del collo. Quando si parla di questa parte così in vista e delicata, bisogna tenere a mente che ci sono diverse tipologie di invecchiamento del collo: Le cosiddette collane di Venere.L’invecchiamento del collo (collo ‘da tartaruga’ o ‘da tacchino’). Collo tecnico (o da webinar) Collo ‘ansioso’. Le ‘collane di Venere’ possono essere presenti in età molto giovane e di solito vengono ereditate, sono quelle linee sul collo che, di solito, hanno anche mamma e nonna. L’invecchiamento, invece, è dovuto all’età e si tratta di accumulo di grasso locale e rilassamento dei tessuti. Colpisce soprattutto gli uomini e già prima dei 40 anni. Per questo, si richiede una maggiore prevenzione. Il ‘collo tecnico’ (o da webinar), invece, è un fenomeno abbastanza nuovo che si è notato soprattutto con il Covid-19 e l’aumento delle ore che ci tengono impegnati in posizioni da scrivania, al pc oppure al cellulare. La postura sbagliata ha inciso moltissimo sul collo, dando vita a questo fenomeno. Ma a volte c’è bisogno di un trattamento più energico per ritrovare un collo da cigno, e contrastare il collo da ‘tacchino’ o da ‘tartaruga’, regalo degli anni che passano. “Per contrastare quelle due ‘corde’ verticali (dovute alla contrazione del muscolo platisma) che si formano nella parte centrale del collo, conferendo un aspetto teso e ansioso – spiega la dottoressa Loredana Cavalieri – si può ricorrere all’infiltrazione di pochissime unità di tossina botulinica lungo le cosiddette bande platismatiche, per indurne il rilasciamento. Un’altra metodica, introdotta di recente anche per il collo, è il cosiddetto Endolift, un raggio laser a diodi, emesso dalla punta sottilissima di una fibra ottica (più sottile di un ago) che viene inserita nel derma superficiale, subito sotto la superficie cutanea. Questa metodica sfrutta l’effetto termico del laser per creare una lieve retrazione del derma (effetto ‘tightening’ o di tiraggio), che crea un ‘lifting’ dall’interno, stimolando allo stesso tempo la produzione di neo-collagene da parte dei fibroblasti. L’effetto dell’Endolift si manifesta a partire da un mese dopo il trattamento e dura almeno 12 mesi”. “E non dimentichiamo mai di proteggere il collo dal sole applicando filtri solari ad alta protezione – commenta il presidente della SIME Emanuele Bartoletti – La medicina estetica può fare molto con terapie mirate come peeling, radiofrequenza, filler, biostimolazione, laser endodermici, ma la cosmesi e la prevenzione rimangono capitoli importantissimi”.

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Tumori testa-collo

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

bruxelles-1Bruxelles. In Europa, i tumori testa-collo sono ancora una patologia molto sottovalutata: il 60% dei pazienti si presenta infatti alla diagnosi con una neoplasia ad uno stadio localmente avanzato1. Proprio per aumentare l’attenzione dell’opinione pubblica e migliorare la conoscenza su questi tumori, la European Head and Neck Society (EHNS) organizza dal 18 al 22 settembre 2017 la quinta edizione della Head and Neck Cancer Awareness Week, nell’ambito della “Make Sense Campaign” (www.makesensecampaign.eu).Tra gli obiettivi della campagna, l’educazione alla prevenzione e l’informazione sul riconoscimento di segni e sintomi della patologia, che rappresentano gli strumenti fondamentali al fine di migliorare gli esiti terapeutici. Rivolgersi tempestivamente ad un medico specialista permette infatti ai pazienti con un tumore diagnosticato ad uno stadio precoce di raggiungere un tasso di sopravvivenza dell’80-90%1. Questi numeri cambiano notevolmente se il tumore viene diagnosticato quando è già ad uno stadio avanzato: purtroppo il 60% di questi pazienti non supera i 5 anni.In Italia, l’Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica (AIOCC) sostiene la campagna internazionale con il lancio, sui propri canali social e web, di un video animato per favorire la conoscenza sui tumori testa-collo, realizzato con il contributo non condizionato di Merck.Nel nostro Paese, questa neoplasia rappresenta il sesto tipo di tumore più diffuso. Ogni anno vengono diagnosticati circa 10.000 nuovi casi e il totale dei pazienti colpiti da un tumore della testa e del collo è 113.165. Sia l’incidenza, sia la prevalenza sono più alte al Nord rispetto al Centro-Sud2.
Il video animato vede impegnato il protagonista-paziente in un “viaggio” di approfondimento sulle caratteristiche dei tumori della testa e del collo. Nelle varie tappe conoscitive del viaggio, il paziente viene accompagnato dal suo medico e dai “personaggi testa-collo”, rappresentati dagli organi che vengono colpiti da queste neoplasie. Attraverso le spiegazioni del medico, il paziente verrà a conoscenza dei fattori di rischio, comprenderà quali sono i principali sintomi e capirà come la diagnosi precoce e la giusta prevenzione possano incidere notevolmente sui tassi di guarigione. Il video si conclude con un messaggio molto chiaro: è importante affrontare il tumore con l’aiuto di un team multidisciplinare di esperti. I canali AIOCC sui quali verrà diffuso il video sono il sito web dell’Associazione (www.aiocc.it) e la pagina Facebook AIOCC – IHNS Associazione Italiana di Oncologia Cervico Cefalica.
“Merck sostiene l’AIOCC nel suo impegno contro i tumori testa-collo, sin da quando l’Associazione è stata fondata nel 2010” – dichiara il Dott. Antonio Messina, a capo del business biofarmaceutico di Merck. “Siamo stati felici di supportare la realizzazione del video di animazione sui tumori testa-collo. Oggi l’utilizzo di nuovi linguaggi, del web e dei social, è sempre più importante per raggiungere il maggior numero di persone possibile, informandole adeguatamente e con semplicità sui temi della salute e della prevenzione”.
Si tratta di neoplasie che possono colpire le cellule epiteliali di tipo squamoso degli organi del distretto cervico-facciale (lingua, bocca, orofaringe, rinofaringe, ipofaringe, laringe e seni paranasali. Circa 3 tumori testa-collo su 4 sono causati dal tabacco e dall’alcool. Le persone che usano sia alcool sia tabacco rischiano maggiormente di sviluppare questi tumori. Anche le infezioni da papilloma virus umano (HPV), soprattutto HPV-16, aumentano il rischio di sviluppare alcuni tipi di tumore testa-collo, in particolare i tumori dell’orofaringe che coinvolgono le tonsille o la base della lingua.

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Tumori testa-collo

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2016

tumore testaChicago. Il 36% dei pazienti colpiti da tumore della testa e del collo in fase avanzata è vivo a un anno grazie al trattamento con nivolumab, nuova molecola immuno-oncologica. Un miglioramento sostanziale rispetto al 16,6% ottenuto con la chemioterapia di confronto (metotressato, docetaxel o cetuximab). Il dato emerge dallo studio di fase III CheckMate -141 che ha coinvolto 361 pazienti colpiti da carcinoma a cellule squamose della testa e del collo in progressione dopo terapia a base di platino, presentato oggi al 52° Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) in corso a Chicago. “Nel 2015 in Italia sono stati stimati 9.200 nuovi casi e circa 113.500 persone vivono dopo la diagnosi – spiega la prof.ssa Lisa Licitra, responsabile del Reparto di Medicina Oncologica del Capo e del Collo all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. Riguardano in particolare la laringe, la bocca, la lingua e la faringe. Il 75% dei casi è riconducibile al fumo di sigaretta e all’abuso di alcol. Chi fuma ha infatti un rischio 15 volte più alto di sviluppare la neoplasia, probabilità che aumenta ulteriormente se al tabacco si associa il consumo di alcol. Quando la malattia è individuata in fase precoce, le possibilità di guarigione variano dal 75% al 100%. Troppo spesso però le diagnosi avvengono in stadio avanzato, soprattutto per una sottovalutazione dei sintomi, ad esempio bruciore o lesioni nel cavo orale, mal di gola, raucedine persistente, deglutizione dolorosa e fastidiosa o gonfiore al collo. In fase avanzata, la sopravvivenza a cinque anni si attesta intorno al 40%”. Nello studio CheckMate -141, i pazienti trattati con nivolumab hanno evidenziato una riduzione del rischio di morte del 30%, con una sopravvivenza globale mediana di 7,5 mesi rispetto a 5,1 mesi del braccio di confronto. “Il carcinoma a cellule squamose costituisce il 90% del totale dei casi. Nivolumab rappresenta la nuova arma efficace in questa istologia e la portata del suo carattere innovativo è dimostrata dal fatto di aver ricevuto la designazione di ‘Breakthrought Therapy’ da parte dell’FDA (Food and Drug Administration), l’agenzia regolatoria statunitense. Sono definite in questo modo solo quelle terapie che hanno evidenziato un potenziale beneficio clinico in patologie gravi, per poterne accelerare le fasi di approvazione e renderle disponibili per i pazienti in breve tempo”. Nivolumab ha ottenuto per 5 volte la ‘Breakthrought Therapy Designation’, oltre che nei tumori della testa e del collo, nel linfoma di Hodgkin, nel melanoma, nel tumore del polmone non a piccole cellule non squamoso e nel carcinoma a cellule renali. “Lo scorso gennaio lo studio CheckMate -141 – conclude la prof.ssa Licitra – è stato interrotto perché ha raggiunto in anticipo l’obiettivo ambizioso di un aumento della sopravvivenza. E per la quinta volta in poco più di un anno un trial su questa molecola è stato interrotto proprio perché ha ottenuto l’obiettivo: nel melanoma, nel tumore del polmone non a piccole cellule (nelle due istologie, squamoso e non squamoso), nel carcinoma a cellule renali e nei tumori della testa e del collo”.

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Tumori della testa e del collo

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2015

tumore metastatico2Merck Serono S.p.A., affiliata italiana di Merck (Darmstadt, Germania), prosegue il proprio impegno a sostegno della ricerca scientifica in Oncologia. L’Azienda supporta infatti l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) con un contributo in occasione del Premio per il miglior progetto di management multidisciplinare dei tumori della testa e del collo. Al Premio possono partecipare i soci AIOM che, entro il 30 settembre 2015, invieranno il proprio progetto, in formato pdf, alla Segreteria Nazionale dell’Associazione (elena.moro@aiom.it), corredato da un breve curriculum vitae. Un’apposita Commissione ad hoc valuterà i lavori pervenuti ed il Premio sarà consegnato nel corso della Cerimonia Inaugurale del Congresso Nazionale AIOM (a Roma dal 23 al 25 ottobre 2015). Il Premio, del valore di 15.000 euro, sarà conferito al termine del Presidential Address. “L’iniziativa – ha affermato il Dottor Carmine Pinto, Presidente AIOM e Direttore dell’Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma – intende riconoscere la rilevanza scientifica dell’approccio multidisciplinare ed i numerosi benefici che questa comporta per i pazienti colpiti da tumore del distretto cervico-facciale. I tumori della testa e del collo sono neoplasie complesse ed eterogenee che richiedono strategie di trattamento diversificate da affrontare con il contributo di numerosi specialisti”.In Italia i tumori della testa e del collo rappresentano il quinto tumore più diffuso e si stima che siano 106.727 le persone colpite da questa patologia con circa 10.432 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e 1.980 tra le donne. Nelle donne l’incidenza è in crescita, legata soprattutto ad un aumento dei tumori della cavità orale e della faringe1.“Supportare la ricerca scientifica e promuovere l’approccio multidisciplinare nel trattamento dei tumori della testa e del collo – ha sottolineato Antonio Messina, Presidente e Amministratore Delegato di Merck Serono S.p.A. – è un impegno che Merck Serono persegue con costanza. Il nostro sostegno all’iniziativa dell’AIOM sottolinea ancora una volta l’importanza e la volontà di individuare nuove strategie di trattamento per i pazienti, in stretta collaborazione con la comunità scientifica.”

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Coisp polizia: veglia sotto Montecitorio

Posted by fidest press agency su martedì, 27 luglio 2010

Roma 27/7/2010. “Se qualcuno ci chiederà il perché di una veglia sotto il Palazzo di Montecitorio sapremo cosa rispondere. Perché questo Governo ha ucciso la “sicurezza”, che con una pugnalata ha trafitto la funzionalità di tutte le Forze di Polizia, e noi stiamo vegliando su di essa”. E’ questa l’ultima provocazione di lotta e di protesta che lancia Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia.
“Un Governo che vive di apparenza, parole, che getta fumo negli occhi e che non riesce a stabilire quali siano le vere priorità per un intero Paese. Un Governo che necessariamente deve essere smascherato – continua il Segretario Generale del Coisp – ed al quale non smetteremo di far sentire il nostro fiato sul collo. Quindi, chi pensa che le nostre proteste terminino qui, si sbaglia. E di grosso!! La pausa estiva servirà solo per rigenerarci, per segnare un nuovo punto di partenza e per organizzare nuove forme di lotta da mettere in atto in autunno. Annunciamo già da ora un autunno caldo e di piazza del Sindacato di Polizia per continuare a sbugiardare il Governo Berlusconi con un vero e proprio braccio di ferro per far capire concretamente ai cittadini che Ci hanno pugnalato alle spalle!”.  “Se qualcuno ha pensato con la sicurezza e la legalità di poter fare il gioco delle tre carte – conclude  Franco Maccari – si sbaglia: noi i bari siamo abituati a scoprirli ed a smascherare il loro gioco falso. E lo faremo anche questa volta”.

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Hpv insidia anche per gli uomini

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2010

Papillomavirus umano (Hpv), un nemico non solo delle donne: oltre che del cancro al collo dell’utero, è infatti causa di forme tumorali che interessano altri organi dell’area genitale, anche maschile. «Quello che oggi possiamo affermare – spiega Carlo Liverani, ginecologo oncologo alla Clinica Mangiagalli di Milano, in una nota diffusa in occasione della quarta edizione del Congresso europeo di Virologia, in corso in questi giorni a Cernobbio – è che l’Hpv è responsabile di quasi tutti i carcinomi dell’ano e di quasi la metà di quelli del pene, di alcuni tumori di testa e collo, oltre alla quasi totalità delle condilomatosi floride anogenitali, malattie benigne, ma gravate da notevole morbilità, ansia e costi economici molto elevati. Negli studi clinici i ragazzi dai 10 ai 15 anni hanno dimostrato una risposta immunitaria al vaccino Hpv simile a quella delle ragazze, supportando così l’efficacia del vaccino nei maschi». «Per limitare drasticamente la circolazione di questo virus – prosegue l’esperto – il fine da portare avanti è una strategia vaccinale che non si rivolga solo alle donne, ma che interessi anche gli uomini. Lo scopo della vaccinazione profilattica anti-Hpv dovrebbe essere quello di ridurre l’incidenza di tutte le patologie genitali Hpv-correlate, compresi i tumori e le lesioni pre-neoplastiche di cervice, vagina, vulva, ano e pene. Inoltre, per le pazienti che ricevono il vaccino quadrivalente, ci si attende una riduzione dell’incidenza dei condilomi genitali». Un esempio pratico arriva dall’Austria dove, già da tempo, viene raccomandata anche la vaccinazione dei ragazzi all’interno del programma di prevenzione anti-Hpv. «La vaccinazione nei ragazzi – spiega Elmar Joura, professore associato presso la Divisione di Ginecologia e Ostetricia dell’università di Vienna – può effettivamente ridurre il tasso di condilomatosi negli uomini e probabilmente in futuro ridurrà anche il tasso di altri tumori Hpv-correlati nel tratto genitale e orofaringeo. Vaccinare entrambi i sessi interromperà la trasmissione del virus con più efficacia e potrà aumentare l’adesione ai programmi vaccinali». (fonte doctor news)

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Tumore della testa e del collo

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 aprile 2010

Darmstadt (Germania)  I nuovi risultati appena pubblicati dall’Annals of Oncology confermano il ruolo della terapia mirata Cetuximab come nuovo standard di cura nel trattamento di prima linea del tumore recidivante e/o metastatico (R/M, recurrent/metastatic) a cellule squamose della testa e del collo (SCCHN, Squamous Cell Carcinoma of the Head and Neck). Lo studio clinico di fase III Extreme, una pietra miliare in questo ambito, ha dimostrato come Cetuximab sia la prima terapia negli ultimi trent’anni a migliorare la sopravvivenza dei pazienti colpiti da SCCHN recidivante e/o metastatico quando associata alla chemioterapia a base di platino. Sulla base di questi risultati, nel 2008 Cetuximab è stato approvato nel trattamento dei pazienti colpiti da SCCHN recidivante e/o metastatico.  La nuova analisi ha valutato l’impatto di Cetuximab sulla qualità di vita (QoL, Quality of Life) e ha dimostrato che l’associazione dell’anticorpo anti-EGFR (Epidermal Growth Factor Receptor) alla chemioterapia standard a base di platino può migliorare i sintomi legati alla patologia, senza incidere negativamente sulla qualità di vita dei pazienti.1 Circa l’80% della popolazione ITT (Intention To Treat) ha completato almeno uno dei questionari di valutazione, mostrando che: •Non sono mai emerse differenze significative tra i due bracci di trattamento in nessuna delle scale o sotto-scale della QoL, (questionario QLQ-C30). Questo significa che i risultati relativi al gruppo trattato con Cetuximab sono stati generalmente favorevoli e non peggiori, in modo significativo, dei risultati del gruppo trattato con la sola chemioterapia • Nell’analisi pattern-mixture, una differenza significativa nel punteggio dello stato di salute globale/QoL è stata dimostrata tra i gruppi di trattamento, a vantaggio del gruppo trattato con Cetuximab (p=0,0415)• Le scale relative ai sintomi (dolore e problemi con la deglutizione, il parlare e il mangiare) sono state considerevolmente a favore del gruppo trattato con Cetuximab al ciclo 3 (questionario QLQ-H&N35)
Si stima che, solo in Europa, vi siano circa 143.000 nuovi casi ogni anno di tumori della testa e del collo e che più di 68.000 decessi siano dovuti a questa patologia3. Circa il 40% dei pazienti colpiti da un tumore della testa e del collo, ha una forma recidivante e/o metastatica4. Per tumori della testa e del collo si intende quelli che colpiscono la  lingua, la  bocca, le ghiandole salivari, la faringe, la laringe, i seni paranasali e altre zone situate nel settore cervico-facciale. Nel 90% circa dei casi, i tumori della testa e del collo sono a cellule squamose5 e quasi tutti esprimono l’EGFR, fattore cruciale per la crescita del tumore.

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I tumori della testa e del collo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Rappresentano il 15% della totalità dei tumori maligni. In Italia si riscontrano dai 13mila ai 15mila nuovi casi all’anno, con Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige in cima alla lista delle regioni più colpite. A Nordest si calcola infatti un’incidenza di 180 nuovi casi per 100mila abitanti ogni anno, percentuale cinque volte superiore rispetto alle altre regioni e inferiore solo a quella dei tumori al polmone. Tra le principali cause di questa gravissima patologia, abitudini di vita scorrette quali l’assunzione di alcool e fumo di sigaretta (molto diffusi a Nordest), situazioni critiche conseguenti a traumatismi dentari e un elevato tasso di inquinamento ambientale. I dati assegnano dunque al Nordest la “maglia nera” per i casi di tumori della testa e del collo: anche per questo è nata nel territorio la SVO (Scuola Veneta Ospedaliera di Discipline Otorinolaringoiatriche), presieduta da Francesco Lunghi e Roberto Spinato, che nei prossimi giorni ha convocato a Mestre i più importanti specialisti italiani di otorinolaringoiatria e ospiti da Usa, Europa, Hong Kong per l’8th International SVO Conference on Head and Neck Cancer.  Dopo una prima parte formativa, nell’ambito della quale è previsto un interessante approfondimento sullo snoring (il comune russare) che può diventare una patologia del sonno e di conseguenza generare pericolo per la vita di chi ne soffre, giovedì 4 settembre si apriranno i lavori della conferenza internazionale. Le tematiche affrontate avranno uno spettro ampio. Dal’utilizzo chirurgico delle radiofrequenze ai trattamenti di salvataggio chirurgico post-chemioterapia, dai nuovi approcci alle neoplasie della lingua alle tecniche diagnostiche più avanzate (e meno invasive) per rilevare i tumori in uno stadio iniziale. “La prevenzione e la diagnosi precoce di queste forme tumorali è fondamentale – chiarisce Roberto Spinato, direttore della divisione chirurgica e di ORL a Mirano, oltre che vicepresidente della SVO -, perché nel caso in cui si intervenga all’inizio si riscontra il superamento della malattia con guarigione nell’80-90% dei casi, mentre se il tumore viene identificato in fase avanzata la sopravvivenza è del 30-40% a cinque anni, con peggioramento in caso di metastasi. Eppure i pazienti arrivano ancora troppo spesso tardi da noi: per una sottovalutazione dei sintomi, per disattenzione, per paura. Invece un controllo frequente consentirebbe di accertare e contrastare la malattia con ottime possibilità di successo”. Anche per questo la SVO promuove periodicamente la International Conference on Head and Neck Cancer, un’occasione per richiamare l’attenzione sulle forme neoplastiche, ma anche e soprattutto sugli stili di vita che ne generano l’insorgenza.

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