Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘collocamento’

Emissione e collocamento di titoli obbligazionari

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

CRIF S.p.A. – azienda globale con headquarters a Bologna e specializzata in sistemi di informazioni creditizie e di business information, servizi di outsourcing e processing e soluzioni per il credito – ha completato l’emissione e il collocamento di titoli obbligazionari attraverso Pricoa Private Capital – facente parte del gruppo Prudential Financial, Inc. of the United States (NYSE:PRU), uno dei principali operatori nel mercato internazionale del private placement – per un valore di 30 milioni di euro all’interno di uno Shelf Facility che prevede la possibilità di collocare nuove emissioni fino ad un valore complessivo di 125 milioni di dollari USD (o equivalente in euro).
Questo nuovo private placement segue quello di 50 milioni di Euro realizzato nel luglio 2016 e si traduce nell’estensione per altri tre anni dell’attuale Shelf Facility. I titoli da 30 milioni di Euro sono stati emessi in un’unica tranche con un piano di ammortamento di 12 anni e un tasso di interesse fisso. Lo Shelf Facility offre a CRIF S.p.A. la possibilità di richiedere a Pricoa Private Capital di sottoscrivere nuove emissioni nei prossimi tre anni fino a un valore complessivo di 125 milioni USD (o equivalente in EUR). “Attraverso questo US private placement, CRIF continua a diversificare le proprie fonti di finanziamento ed estenderà il proprio profilo di indebitamento – commenta Carlo Gherardi, CEO di CRIF -. Le risorse derivanti da questa operazione saranno utilizzate per finanziare la strategia di espansione internazionale che viene confermata anche in questa fase di incertezza derivante dall’emergenza Covid-19, come testimoniato dalla recente acquisizione di Strands INC., società FinTech specializzata in soluzioni avanzate di digital banking e uffici negli USA, Spagna, Asia e Sud America. Lo Shelf Facility che CRIF ha sottoscritto con Pricoa Private Capital conferma la nostra elevata solidità, che ci consente di emettere un bond sui mercati internazionali, addirittura in quello Usa, anche in una fase così delicata”.Con un fatturato consolidato di quasi 560 milioni di Euro nel 2019, CRIF è attualmente il primo fornitore nel continente europeo di informazioni bancarie e creditizie e uno dei principali player mondiali nei sistemi integrati di informazioni commerciali e di business e alla gestione del credito e marketing. Greenberg Traurig Santa Maria ha affiancato CRIF come consulente legale mentre Akin Gump Strauss Hauer & Feld come consulente legale dell’investitore.

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Il sistema del collocamento mirato per persone con disabilità

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

E’ stato introdotto 20 anni fa dalla legge n.68/1999, pur rappresentando un prezioso strumento di inclusione lavorativa e sociale delle persone con disabilità, non è più in grado da solo di impedire che questi soggetti si ritrovino confinati ai margini del mercato del lavoro e, quindi, della società. Dal report “L’inclusione lavorativa delle persone con disabilità in Italia”, presentato oggi dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro in occasione della conferenza stampa organizzata al Ministero del Lavoro per la Giornata Internazionale
delle Persone con Disabilità, è emerso uno spaccato di questa realtà, che nel 2018 poteva contare quasi su 360mila lavoratori, per la maggior parte uomini (58,7% contro il 41,3% delle donne) e concentrati al Nord d’Italia, con la regione Lombardia che da sola occupa il 21,5% del totale. Un universo in cui il 53,7% degli occupati ha più di 50 anni, il 93,7% ha un contratto a tempo indeterminato ma ad alta incidenza di part time, soprattutto negli “under 30” (49,3%). Ma c’è un elemento nella ricerca – condotta sui dati resi per la prima volta disponibili dal Dicastero di via Veneto e relativi alle dichiarazioni PID (Prospetto Informativo Disabili) che le aziende con più di 14 dipendenti devono inviare ai fini del rispetto dell’obbligo normativo – che più di ogni altro sorprende. A fronte dei 360mila occupati dichiarati dalle aziende in ottemperanza alla Legge, ci sono 145mila posti di lavoro “vacanti”. C’è, inoltre, una forte sproporzione tra la domanda e l’offerta di lavoro. Il numero degli iscritti alle liste di collocamento ammonterebbe a 775mila unità e sarebbe in aumento per le difficoltà riscontrate nel promuovere inserimenti stabili. Negli ultimi anni, complice la crisi economica, il sistema si è dimostrato sempre più in affanno e incapace di dare risposta ad un’offerta di lavoro che solo nel 30% dei casi riesce a collocarsi. Un’altra conferma giunge dall’audizione dell’Istat sulla legge di Bilancio 2020, durante la quale è emerso che i più penalizzati sono i giovani e i giovanissimi con disabilità: nella fascia d’età tra i 25 e i 44 anni il 31,2% è in cerca di occupazione, quasi il doppio rispetto al 16,8% della fascia dei 45-64enni. Nel 2015, a fronte di quasi 92mila persone iscritte per la prima volta nelle liste di collocamento mirato, gli avviamenti al lavoro sono stati 27.468, vale a dire il 29,9%. L’Istituto di statistica ha, inoltre, precisato che su 100 persone di 15-64 anni che, pur avendo limitazioni funzionali motorie o disturbi intellettivi sono comunque abili al lavoro, solo il 35,8% è occupato, il 20% è in cerca di un’occupazione e il 43,5% risulta inattivo. Alla conferenza stampa è intervenuto il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo. “Vi è necessità di riequilibrare il versante delle politiche attive – ha dichiarato in conferenza stampa la Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine, Marina Calderone – con interventi che potenzino l’incrocio tra domanda e offerta, ma prima ancora l’occupabilità delle persone con disabilità e, quindi, la loro formazione. Serve per le aziende un percorso di accompagnamento e assistenza per definire un piano condiviso di inserimento dei lavoratori con disabilità. Tra i protagonisti del mondo del lavoro – ha continuato la Presidente – deve crescere la sensibilità su questo tema con un vero e proprio salto culturale. Una crescita che i Consulenti del Lavoro si pongono come obiettivo immediato, affiancando imprese e istituzioni nel creare questo circuito virtuoso”. Dai dati emerge, peraltro, che nell’ultimo decennio circa il 10% degli avviamenti al lavoro tramite collocamento mirato è avvenuto in aziende al di sotto dei 15 dipendenti, non sottoposte quindi all’obbligo di riserva. “Si tratta di una domanda spontanea e consapevole che potrebbe essere ulteriormente ampliata se supportata da meccanismi incentivanti o premiali”, ha concluso la Presidente.

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Sanlorenzo Spa: collocamento azioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 novembre 2019

Sanlorenzo S.p.A., marchio leader a livello mondiale per numero di yacht di lunghezza superiore ai 30 metri, (“Sanlorenzo” o la “Società”) rende noto di aver individuato l’intervallo di valorizzazione indicativo delle azioni nell’ambito del collocamento istituzionale (l’“Offerta”) finalizzata all’ammissione alle negoziazioni delle azioni della Società sul Mercato Telematico Azionario – ricorrendone i presupposti, sul segmento STAR – (“MTA”) organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A. (“Borsa Italiana”).
L’intervallo di valorizzazione indicativa del capitale economico della Società, ante Aumento di Capitale (come di seguito definito), è compreso tra Euro 480 milioni ed Euro 570 milioni, pari ad un prezzo minimo di Euro 16,00 per azione ed un prezzo massimo di Euro 19,00 per azione a cui corrisponde una capitalizzazione post Aumento di Capitale compresa tra Euro 552 milioni e circa Euro 656 milioni.
È previsto che l’Offerta abbia per oggetto massime n. 11.000.000 azioni della Società, corrispondenti al 31,9% circa del capitale sociale (post Aumento di Capitale). In particolare, l’Offerta sarà composta da (i) massime n. 4.500.000 azioni di nuova emissione rivenienti da un aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Società in data 16 novembre 2019, nell’esercizio della delega deliberata dall’Assemblea della Società in data 9 novembre 2019 (l’“Aumento di Capitale”) e da (ii) massime n. 6.500.000 azioni poste in vendita da Holding Happy Life S.r.l. (l’”Azionista Venditore” o “HHL”), azionista di maggioranza della Società e controllata da Massimo Perotti, Presidente Esecutivo di Sanlorenzo. È inoltre prevista la concessione da parte dell’Azionista Venditore ai Joint Global Coordinator dell’opzione greenshoe di ulteriori massime n. 1.100.000 azioni della Società, pari al 10% del numero massimo di azioni oggetto dell’Offerta. In caso di integrale esercizio dell’opzione greenshoe, l’Offerta avrà ad oggetto massime n. 12.100.000 azioni della Società, corrispondenti al 35,1% circa del capitale sociale (post Aumento di Capitale).L’Offerta sarà riservata a investitori qualificati in Italia e a investitori istituzionali all’estero ai sensi della Regulation S dello United States Securities Act del 1933, come successivamente modificato (il “Securities Act”) e negli Stati Uniti d’America, limitatamente ai qualified institutional buyers ai sensi della Rule 144A dello Securities Act, con esclusione di quei Paesi, in particolare Stati Uniti d’America, Australia, Giappone e Canada, nei quali l’Offerta non è consentita in assenza di specifiche autorizzazioni da parte delle autorità competenti, in conformità alle leggi applicabili o in deroga a tali disposizioni.

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A proposito del turn-over della polizia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2009

Per quanto ci è dato di sapere il governo nella sua collegialità e il Ministro Maroni, nello specifico sono impegnati in una difficile quadratura del cerchio. Nei prossimi mesi, il governo si troverà davanti ad una “resa dei conti”. A dover gestire il collocamento a riposo di migliaia di agenti di polizia e carabinieri arruolanti “di tutta fretta” negli anni del terrorismo e che si stanno avvicinando all’età del pensionamento. Lo scenario dell’intero comparto sicurezza è complicato da risolvere. Sul piatto ci sono problemi strutturali di rilievo come la riforma della sicurezza, delle carriere e del sistema previdenziale. Sarà necessario quindi trovare una soluzione adeguata e senza costi aggiuntivi per i cittadini che già lamentano l’eccessivo costo per una sicurezza fatta di doppioni e di sovrapposizioni che creano diseconomie. Nel quadro generale in cui si dovrà necessariamente rinunciare all’esperienza ed alla professionalità di quei numerosi operatori di polizia, bisognerà trovare una soluzione che possa garantire continuità  nell’impegno. Le ristrutturazioni, gli accorpamenti, il recupero di risorse, le nuove tecnologie, anche informatiche, certamente potranno essere di aiuto ma la centralità dell’uomo inserito nei contesti sociali, la sua esperienza e la sua professionalità non potranno certamente essere marginali in un progetto così importante che riguarda il futuro della nostra sicurezza. Le ronde, di cui si parla molto e troppo spesso a sproposito in questi giorni, sono figlie di questa insicurezza sempre più percepita fra i cittadini. E’ necessario tornare a valorizzare un “volontariato D.O.C.” Fatto da persone non improvvisate. Che possano comportarsi, sul territorio con la giusta misura e professionalità che potrebbe essere garantita, ad esempio, dagli appartenenti alle FF.OO. in pensione con la voglia di rendersi utili alla società anche a “part time”. L’auspicio è che il governo riesca in questa “impresa” non facile. Ci si dovrà confrontare con persone animate da interessi particolari o di appartenenza che faranno di tutto per mantenere lo “status quo”. Occorre ricercare un’intesa tra i vari corpi di polizia affinché taluni compiti come quelli di intelligence, di polizia scientifica e altre specialità si avvalgano di strutture unificate. Con questi accorgimenti si potrebbero, a nostro avviso, fare interessanti recuperi di risorse economiche, umane, organizzative e logistiche. A questo riguardo il Centro studi della Fidest aveva già messo, da anni, a punto uno studio di fattibilità e un progetto pilota che suscitò attenzione e interesse tra gli addetti ai lavori ma non se ne fece nulla. Sembra quasi che le iniziative che comportino economie di gestione siano viste dai politici come “fumo negli occhi (M.F)

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