Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘colon’

Tumore del colon e i batteri del microbiota responsabili delle metastasi al fegato

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2021

Perché i pazienti con tumore del colon spesso sviluppano metastasi al fegato anche dopo la chirurgia e senza altri campanelli d’allarme? Come prevedere questa evoluzione? Da questi quesiti clinici è partito lo studio di Humanitas, in collaborazione con l’Unità Operativa di Chirurgia del Colon-Retto di Humanitas e lo IEO, i cui risultati sono stati da poco pubblicati sulla rivista Cancer Cell.La ricerca rientra nel programma ‘Immunity in Cancer Spreading and Metastasis’ (ISM) coordinato dal professor Alberto Mantovani e sostenuto da AIRC tramite i contributi del 5×1000. Gli studi hanno portato inoltre all’identificazione del batterio responsabile della migrazione dal colon al fegato e del biomarcatore che segnala le modificazioni a livello vascolare. Questo consentirà, in futuro, di predire se una persona potrà sviluppare metastasi al fegato, e decidere di conseguenza il tipo di trattamento più adatto e quanto distanziare i controlli di follow up.La metastatizzazione di un tumore del colon avviene normalmente attraverso i linfonodi drenanti nel fegato o nei polmoni. Per questo, dopo l’operazione per rimuovere il tumore, i medici controllano se i linfonodi drenanti sono interessati dalla malattia. In caso affermativo si considera il paziente metastatico e si avvia una terapia più aggressiva. Il problema si pone quando il paziente, anche se non ha mostrato metastasi nel linfonodo, in seguito sviluppa metastasi al fegato. L’ipotesi di partenza dello studio è che le cellule non arrivino nel fegato attraverso i vasi linfatici, ma tramite i vasi sanguigni. Il passo successivo è stato chiedersi: l’aumento dei batteri nel sito tumorale del colon può modificare la barriera intestinale e favorire le metastasi? A guidare questo passaggio, le conoscenze pregresse sulla capacità dei batteri di modificare la permeabilità intestinale. «Abbiamo così verificato che i batteri sono in grado di “entrare” nel tumore, modificare la barriera del colon, migrare nel fegato e creare una nicchia pre-metastatica che fa da ‘richiamo’ per le cellule tumorali. Si tratta di una scoperta molto importante, che ha permesso di identificare il batterio in grado di innescare questo processo», osserva l’autrice dello studio.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tumore del colon: Uno dei grandi big killer

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 agosto 2019

L’implementazione degli esami di screening per il cancro del colon-retto ha dimostrato di essere in grado di ridurre l’incidenza e la mortalità nelle popolazioni screenate: in Italia quelle tra i 50 e i 69 anni. “Ma non è il caso di cantare vittoria – afferma il professor Luigi Ricciardiello, professore associato di Gastroenterologia dell’Università di Bologna, Chairman del Research Committee, United European Gastroenterology – il tumore del colon retto resta, tuttavia, uno dei grandi big killer: secondo dati Aiom-Airtum nel 2018 nel nostro paese sono circa 28.800 i nuovi casi di colon retto negli uomini e 22.500 nelle donne”. Un elemento di preoccupazione è rappresentato dall’aumento di incidenza di questa forma di tumore nei giovani. A dimostrare questo trend arrivano i risultati di uno studio statunitense effettuato su circa 500 mila uomini e donne che dimostra, accanto ad una riduzione dell’incidenza del cancro del colon-retto nei soggetti di età pari o superiore ai 55 anni (merito dei programmi di screening), un aumento di questo tumore al di sotto dei 50 anni con un picco di aumento soprattutto nella fascia di età compresa tra i 20 e i 29 anni.
Risultati analoghi sono emersi da uno studio condotto in 20 paesi europei tra 188 mila giovani adulti, che dimostra un aumento dell’incidenza del cancro del colon retto nella fascia tra i 20 e i 39 anni. Conferme arrivano anche dal nostro paese: uno studio condotto di recente a Milano dimostra un aumento dell’incidenza di questa forma tumorale nei soggetti al di sotto dei 50 anni nel periodo compreso tra il 1999 e il 2015.
Negli ultimi 40 anni la prevalenza dell’obesità nei bambini è drasticamente aumentata. Dati relativi a 2.416 studi di popolazione a livello mondiale per i quali erano disponibili misurazioni di altezza e peso, hanno dimostrato un significativo aumento dell’indice di massa corporea nella fascia di età 5-19 anni tra il 1975 e il 2016. E’ stato stimato che nel 2016 ci fossero a livello mondiale 124 milioni di bambini e adolescenti obesi (NCD Risk Factor Collaboration (NCD-RisC) et al. 2017). Uno studio condotto in 21 paesi Europei dalla Childhood Obesity Surveillance Initiative (Cosi) dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) su bambini di età compresa tra i 6 e i 9 anni, ha stimato che 398 mila bambini su 13,7 milioni fossero affetti da obesità grave (2,9 per cento). Ma a preoccupare ulteriormente è la distribuzione della prevalenza di obesità infantile: in molto paesi ad essere affetto da obesità grave è un bambino su 4, e i livelli più elevati di obesità si registrano nell’Europa meridionale, soprattutto tra i maschietti. Secondo le ultime statistiche in Italia la prevalenza complessiva di sovrappeso, obesità e obesità grave nei bambini tra 6 e 9 anni è intorno al 43 per cento. Peggio di noi stanno solo Spagna (circa 44 per cento) e Grecia (circa 48 per cento).
A guidare la classifica delle regioni meno virtuose c’è la Campania, dove il 26,2 per cento dei bambini in questa fascia d’età è in sovrappeso, il 13,22 per cento è obeso e il 4,7 per cento è affetto da obesità grave. Nella parte alta di questa preoccupante classifica si collocano anche Calabria, Molise, Basilicata, Sicilia, Puglia, Lazio, Abbruzzo e Marche. La media italiana rivela che il 21,3 per cento dei bambini è in sovrappeso, il 7,2 per cento obeso e l’1,2 per cento affetto da obesità grave. Alla luce di questi dati epidemiologici relativi all’obesità in età infantile e ’precoce’ adolescenziale edal possibile legame causale tra obesità e carcinoma del colon retto al di sotto dei 50 anni di età è fondamentale puntare su programmi di prevenzione dell’obesità mirati ai giovani e ai giovanissimi.
E’ stato dimostrato che l’obesità severa è più comune nei bambini le cui madri hanno un livello di istruzione medio-basso rispetto a quelli con madri con un elevato livello di istruzione. Anche i bambini non allattati al seno per almeno 6 mesi hanno una prevalenza di sovrappeso/obesità molto maggiore di chi è stato allattato al seno (16,8 per cento contro il 9,3 per cento). Obesità e sovrappeso che compaiono in età evolutiva adolescenziale tendono a persistere in età adulta e possono favorire la comparsa di patologie quali le malattie cardiovascolari, il diabete tipo 2 ed alcuni tumori, tra cui il cancro del colon-retto. Considerati i danni alla salute a breve e lungo termine causati dall’obesità, sono auspicabili strategie volte a prevenire l’obesità inclusi programmi e iniziative nei bambini e giovani che aiutino ad effettuare scelte salutari. Nel caso di obesità grave bisogna garantire anche i servizi per aiutare questi bambini e le loro famiglie a contrastarla. Secondo il presidente della Sige professor Domenico Alvaro “a scendere in campo per queste iniziative devono essere non solo le società scientifiche ma anche le scuole, dove sono diventanti improcrastinabili programmi educazionali volti ad insegnare ai nostri bambini ed adolescenti i corretti stili di vita oltre che le nozioni basilari di come si possono prevenire malattie ad alto impatto sociale”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Acoi e J&J realizzano la prima Academy di Chirurgia Mininvasiva del Colon

Posted by fidest press agency su sabato, 14 luglio 2018

Roma Mercoledì 18 luglio – ore 13:00 c/o ACOI – Viale Pasteur 65 Nasce la prima Academy di Chirurgia Mininvasiva del Colon (Colon MIS Academy) , dedicata alla formazione dei chirurghi per il raggiungimento degli standard europei, nel rispetto della sicurezza del paziente, della qualità delle cure, dell’efficacia dei trattamenti e dell’efficienza di sistema. L’Associazione dei Chirurghi Ospedalieri Italiani, la più grande società scientifica di chirurgia in Italia con una chiara vocazione alla formazione e alla valorizzazione delle chirurgia ospedaliera, in collaborazione con Johnson &Johnson, ha sentito la necessità di colmare un vulnus preoccupante, che vede l’Italia ancora fanalino di coda negli interventi di chirurgia laparoscopica del colon.
È ormai riconosciuto in ambito internazionale che la laparoscopia porti a numerosi vantaggi, sia per il paziente, che avrà un decorso post operatorio meno problematico e un evidente miglioramento della qualità della vita, sia per il Sistema Sanitario Nazionale, con degenze significativamente più brevi e riduzione delle complicanze. Illustreranno il progetto Pierluigi Marini, presidente dell’Associazione dei Chirurghi Ospedalieri Italiani, Silvia De Dominicis, amministratore delegato di Johnson & Johnson Medical e Fabrizio D’Alba, Direttore Generale Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, Tonino Aceti, Coordinatore Nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato ed un rappresentante Agenas. È un progetto ambizioso, un lungo percorso che ha lo scopo di sviluppare e applicare a livello nazionale una metodologia standardizzata di formazione avanzata in chirurgia laparoscopica del colon

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sindrome del colon irritabile

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

colon-retto tumoreIn inglese Irritable Bowel Syndrome (IBS), nel gergo comune “colite” o “colite spastica”, è un disturbo molto diffuso, caratterizzato primariamente da dolore addominale e alterazioni della funzione intestinale, che compromette in modo significativo la qualità di vita.
Essa è caratterizzata da sintomi di dolore addominale, o discomfort, associato a un’alterazione della funzione intestinale con cambiamenti relativi alla forma e consistenza delle feci ed episodi variabili di diarrea e/o costipazione. Tale condizione ha impatto non solo a livello individuale, ma anche a livello collettivo, producendo un aumento dei costi sociali sia diretti (incremento della spesa farmaceutica) che indiretti, dovuti cioè alla perdita della produttività e all’assenteismo dal lavoro.
In Italia ne soffre il 10-20% della popolazione (Ministero della Salute, 2011) e soltanto il 50% si rivolge al proprio medico di famiglia. L’IBS colpisce soprattutto le persone che lavorano nel mondo manageriale, industriale, politico, accademico, imprenditoriale, finanziario, bancario, ovvero in contesti lavorativi particolarmente stressanti nei quali vi sono alti livelli di competizione, standard molto elevati e focalizzazione sulla carriera e sui risultati da raggiungere.
Questa sindrome può essere considerata una “malattia di genere”, poiché diffusa soprattutto nel mondo femminile. Le donne riferiscono infatti sintomi di IBS il 67% delle volte in più rispetto agli uomini, forse perché la società attuale, sempre più spesso, pone al genere femminile richieste altamente stressanti.I trattamenti farmacologici hanno dimostrato efficacia limitata e numerosi studi hanno evidenziato il ruolo dei fattori psicosociali nella genesi e nel mantenimento del disturbo. È stata infatti ampiamente dimostrata l’utilità di trattamenti psicologici mirati, uniti a un attento stile alimentare. Ecco quindi l’ultimo libro di Antonella Montano e Sara Vitali, “La sindrome del colon irritabile. Affrontare la colite con la terapia cognitivo comportamentale”, che con un linguaggio semplice ma scientifico, tramite esempi illustrativi e numerosi esercizi, accompagna il lettore passo per passo in un percorso di auto-aiuto psicologico volto a modificare comportamenti e stili di pensiero che alimentano il problema, nonché a gestire lo stress e le emozioni che scatenano i sintomi gastrointestinali.L’autrice, Dott.ssa Antonella Montano, Psicologa e Psicoterapeuta, Direttrice dell’Istituto A.T. Beck di Roma, è disponibile su richiesta, per eventuali interviste o articoli sull’argomento, che riteniamo possano suscitare l’interesse del grande pubblico.Per ulteriori informazioni sul volume: http://www.eclipsi.it

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Lo stile di vita corretto può salvare il colon

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2009

La modifica dello stile di vita può prevenire più decessi da tumore colorettale rispetto all’implementazione di strategie di screening: modifiche realistiche che coinvolgano dieta ed esercizio fisico porterebbero ad una riduzione del 26 percento nel numero di casi di tumore colorettale, il che in base alle proiezioni porterebbe ad un declino almeno equivalente nei decessi. Si tratta di un decremento molto superiore a quello che ci si attende con i programmi di screening: si stima infatti che l’implementazione di un programma che preveda il test del sangue occulto nelle feci due volte all’anno porti ad una riduzione della mortalità da tumore colorettale del 13-15 percento nell’arco di 20 anni fra i soggetti che vi hanno preso parte. L’approccio basato sulla modifica dello stile di vita inoltre comporta anche il vantaggio di poter prevenire la mortalità da altre cause, fra cui tumori della mammella o del tratto gastrointestinale superiore, malattie cardiovascolari e diabete. (Eur J Cancer Prev online 2009, pubblicato il 4/4)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »