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Posts Tagged ‘colonna vertebrale’

“The intelligent spinal correction”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 ottobre 2011

spinal immobilization

Image by raindrift via Flickr

Milano 19 Ottobre, ore 12.00 – 13.30 Orange Room n. 3 Milano Convention Centre oltre 15 milioni di italiani soffrono di dolore lombare; alla base del problema, vi è spesso una degenerazione dei dischi intervertebrali. Con l’invecchiamento della popolazione, le patologie dei dischi (presenti soprattutto negli over 50) sono destinate ad avere un impatto sempre maggiore sulla nostra spesa sanitaria, anche in termini di aumento degli interventi chirurgici richiesti. Sempre più evidenze cliniche dimostrano che il successo a lungo termine di un intervento sulla colonna vertebrale è strettamente collegato alla possibilità di ripristinarne l’anatomia originaria, diversa da individuo a individuo: solo una precisa correzione del segmento alterato può infatti ridurre il rischio di una degenerazione dei segmenti spinali adiacenti. A differenza della chirurgia del ginocchio o dell’articolazione dell’anca, per la colonna vertebrale non è stato possibile finora calcolare esattamente la correzione chirurgica necessaria in ogni singolo caso e le sue conseguenze sulle sezioni confinanti della spina dorsale. Con l’obiettivo di rispondere a questa esigenza, che caratterizzerà sempre più il futuro della chirurgia vertebrale, l’azienda tedesca spontech ha sviluppato il pionieristico sistema CSS, costituito da procedure diagnostiche, dispositivi impiantabili e da un software di calcolo rivoluzionario, a breve disponibile anche in Italia: il Verta-Plan. Il sistema consente al medico di pianificare con estrema precisione un’operazione, fornisce assistenza intra-operatoria e permette il ripristino ottimale della geometria spinale individuale.

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Dolori alla colonna vertebrale

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2010

In Italia si stima siano circa 15 milioni le persone che soffrono di dolori alla colonna vertebrale. Il progressivo invecchiamento della popolazione, in particolar modo nei Paesi più sviluppati, unito alle aumentate esigenze funzionali, fanno sì che le problematiche mediche legate alle patologie discali abbiano subito un vertiginoso incremento in termini numerici e non solo. L’impatto sociale di questo fenomeno e gli effetti sulla qualità della vita, infatti, sono estremamente negativi se si pensa che 1/3 dei casi deve sospendere temporaneamente l’attività lavorativa. E’ evidente che le cause del mal di schiena sono diverse, ma i fattori “meccanici” come discopatie, stenosi, ernie del disco e fratture sono di gran lunga l’origine più diffusa del disturbo (dall’85% al 90% secondo le statistiche). Non tutte le cause possono essere rimosse efficacemente con i trattamenti conservativi come fisioterapia, busto o la terapia farmacologica. Quando questi approcci, infatti, risultano fallimentari è possibile fare ricorso al trattamento chirurgico che, grazie alla continua evoluzione dei dispositivi utilizzati, è diventato sempre meno invasivo.
Le nuove tecniche consentono la stabilizzazione dei segmenti vertebrali lesionati attraverso l’impianto, per via percutanea, di una barra di connessione collegata ai segmenti vertebrali tramite viti peduncolari. La tecnica mininvasiva percutanea viene eseguita attraverso un’incisione minima, al massimo di 1,5 cm, sotto controllo radiologico intraoperatorio. Con questa tecnica si limita notevolmente l’insulto alle logge muscolari e di conseguenza il dolore postchirurgico e si accorciano i tempi di degenza (mediamente 3 giorni).  Un altro problema molto diffuso, trattabile con tecnica chirurgica mininvasiva percutanea sono le fratture vertebrali causate da osteoporosi. Questo problema  affligge in particolar modo le donne in età post-menopausale (si stimano circa 100.000 casi l’anno in Italia).
L’equipe del Dottor Chioffi ha eseguito negli ultimi anni numerosi trattamenti mininvasivi di cifoplastica con palloncino.Sono stati trattati sia pazienti affetti da crolli singoli sia multipli del tratto dorsale e lombare della colonna vertebrale. I buoni risultati ottenuti confermano l’efficacia di questa tecnica. In conclusione esistono oggi strumentazioni chirurgiche che consentono di trattare per via percutanea alcuni tipi di patologie vertebrali e di poter inserire sofisticati sistemi di stabilizzazione vertebrale che richiedevano fino a pochissimi anni fa interventi “ a cielo aperto”, molto più estesi ed invasivi.

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Chirurgia colonna vertebrale

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2010

L’Ospedale Ulss n.4 “Alto Vicentino” di Schio si conferma polo d’eccellenza per il Nord Italia nel trattamento delle patologie della colonna vertebrale. Presso l’ambulatorio dell’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia, Centro Regionale Specializzato per la Chirurgia Vertebrale, diretta dal Professor Massimo Balsano, vengono visitati circa 900 pazienti l’anno e, grazie ai progressi delle tecniche chirurgiche, sono trattati con altissime percentuali di successo i difetti dei vari distretti della colonna vertebrale: dalle discopatie, alle ernie discali, alle fratture vertebrali, alle patologie oncologiche, alle deformità del rachide come la scoliosi.
La scoliosi non va mai trascurata: il problema più grave collegato a questa patologia, infatti, è la progressione della curvatura della colonna e gli effetti collaterali che ne derivano, che possono interessare anche l’apparato cardio-circolatorio. Le terapie variano in base alle cause e alla gravità della curva scoliotica: nei casi meno gravi può essere sufficiente l’esercizio fisico, in quelli più severi viene indicato il trattamento ortesico (busto/tutore). Quando, invece, il valore angolare (misurato in gradi Cobb) supera i 40 gradi, la terapia è chirurgica. In questi casi, infatti, se non si interviene, può permanere un aggravamento lento e progressivo per tutto l’arco della vita. La correzione chirurgica della scoliosi ha assistito negli ultimi anni ad una notevole evoluzione. “Le moderne procedure – spiega il professore – si basano sull’uso di barre, solitamente in titanio o in acciaio , precedentemente sagomate al fine di riprodurre la curvatura fisiologica del rachide, fissate  prevalentemente mediante viti al rachide. Il loro utilizzo permette di ottenere una correzione immediatamente stabile, senza la necessità di ricorrere a corsetti /tutori o busti gessati nella fase post-operatoria. Il paziente può, infatti, alzarsi dopo tre-quattro giorni dall’intervento senza il sostegno di un busto ortopedico, riprendendo a svolgere gradualmente qualsiasi attività”.

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In funzione il neuronavigatore

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2010

Roma – “Nell’ammodernamento costante delle strutture e della tecnologia – ha dichiarato Luigi D’Elia, Direttore Generale dell’Azienda ospedaliera San Giovanni – Addolorata – il Complesso ospedaliero ha posto l’accento su uno degli strumenti più innovativi nel campo della neurochirurgia: il neuronavigatore. Già oltre 30 pazienti selezionati sono stati trattati chirurgicamente con il neuronavigatore per neoplasie alla base del cranio e per patologie della colonna vertebrale. I vantaggi che ne derivano al paziente – ha proseguito D’Elia – sia in termini di stress chirurgico, sia di degenza ospedaliera drasticamente ridotta, sia di morbidità post-operatoria con significativa riduzione delle complicanze legate alla procedura chirurgica sono notevoli rispetto alle tecniche chirurgiche più tradizionali. Peraltro, – ha concluso D’Elia – con il neurionavigatore gli eventuali errori di localizzazione da parte del neurochirurgo nella rimozione delle lesioni encefaliche o nel posizionamento di viti e barre nella chirurgia strumentata della colonna vertebrale sono completamente escluse a seguito della guida computerizzata del procedimento chirurgico fornito dal neuronavigatore. E’ attivo, presso la sala operatoria di Neurochirurgia dell’Azienda ospedaliera San Giovanni – Addolorata di Roma, il Neuronavigatore StealthStation® S7™ (MEDTRONIC, Louisville, CO. USA), nella versione più recente e tecnologicamente avanzata. Tale dispositivo, utilizzato dall’equipe medica dell’U.O.C. Neurochirurgia, diretta dal prof. Stefano Esposito, permette di sottoporre i pazienti ad interventi chirurgici sull’encefalo e sulla colonna vertebrale controllando “real time” la posizione degli strumenti chirurgici in relazione alla patologia che in quel momento si sta trattando, in poche parole di avere tutte le informazioni di cui si ha bisogno “nel posto giusto, al momento giusto”.  E’, inoltre, possibile utilizzare il neuronavigatore anche nel trattamento delle patologie della colonna vertebrale utilizzando sia un sistema in 2D, con l’utilizzo di immagini radiografiche immediatamente elaborate attraverso l’interfaccia neuronavigatore-amplificatore di brillanza, sia un sistema in 3D con l’utilizzo di immagini TC e/o R.M..Questo sistema, ormai ampiamente utilizzato nelle sale operatorie neurochirurgiche tecnologicamente più attrezzate, consente di visualizzare in tempo reale, proprio basandosi sulle immagini neuroradiologiche, la posizione intraoperatoria corretta risolvendo così il primo problema della chirurgia: l’orientamento spaziale anatomico.
Il neuronavigatore consente inoltre di identificare il miglior tragitto per aggredire la lesione in considerazione del suo aspetto tridimensionale e degli spostamenti dalle strutture contigue. Può  essere, quindi, valutato un bersaglio chirurgico, elaborato il punto di entrata ed il bersaglio da raggiungere e considerato l’aspetto tridimensionale della massa da aggredire.  Con questi principi una lesione può essere asportata praticamente da qualsiasi sede.

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Le novità dal mondo della colonna vertebrale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2009

Premio internazionale SOSORT Award vinto da ISICO con una ricerca sull’efficacia dei corsetti nella cura della scoliosi • Nell’ambito del VI Congresso Internazionale sul Trattamento Conservativo delle Deformità Spinali, che si è svolto a Lione (Francia) dal 21 al 23 maggio, i ricercatori di ISICO hanno vinto il premio SOSORT Award per il miglior lavoro di ricerca, replicando il successo già ottenuto nel 2008 ad Atene. Alla presenza di centinaia di ricercatori provenienti da 37 Paesi, è stata presentata una ricerca sull’efficacia dei corsetti nel trattamento della scoliosi, premiata dal Comitato Scientifico del Congresso.

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