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Posts Tagged ‘colpa’

“I Mercoledì del Diritto”: la colpa medica

Posted by fidest press agency su sabato, 24 novembre 2018

Parma 28 novembre ore 17 nell’Aula dei Filosofi dell’Ateneo (via Università, 12) si parlerà della colpa medica nel prossimo appuntamento di “I Mercoledì del Diritto”, rassegna d’incontri su temi giuridici organizzata dal Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali dell’Università di Parma. L’incontro “Le Sezioni Unite e la colpa medica dopo la Legge Gelli-Bianco: un nuovo caso di diritto penale giurisprudenziale”. Relatore sarà Stefano Putinati, docente di Diritto penale all’Università di Parma.
“La responsabilità penale del medico e, più in generale, dell’operatore sanitario, è stata oggetto di due importanti interventi legislativi nel corso degli ultimi cinque anni – spiega il prof Putinati -. Il decreto Balduzzi (n. 158/12) prima e la recente legge Gelli-Bianco (n. 24/17) hanno, infatti, ridisegnato i profili di responsabilità penale (e civile) in ambito sanitario. La legge Gelli-Bianco ha introdotto l’art. 590-sexies c.p., Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario, norma che avrebbe dovuto nelle intenzioni del legislatore restringere i contorni della colpa medica. In senso contrario si è espressa da subito la IV Sezione della Suprema Corte negando alla nuova norma penale la natura stessa di causa di non punibilità pur nei limiti previsti dalla fattispecie. La medesima Sezione, pochi mesi dopo, ha effettuato un revirement e la decisione ha dato luogo a un vero e proprio contrasto “sincronico” che ha richiesto l’immediato intervento delle Sezioni Unite. Con un’opera di cesello, la decisione delle Sezioni Unite, cercando di mediare tra i due versanti interpretativi, ha sancito un allargamento del perimetro di potenziale responsabilità penale colposa del medico rispetto al decreto Balduzzi. Nel delicato settore medico, insomma, gli operatori sanitari sono destinati ancora a vagare tra comprensibili esigenze di “medicina difensiva” e il ruolo da attribuire al rispetto di linee guida e best practice ai fini della esclusione della responsabilità penale”.
L’iniziativa, patrocinata dall’Ordine degli Avvocati e dal Consiglio Notarile di Parma, si rivolge a docenti e studenti dell’Ateneo, a operatori del diritto ma anche a un pubblico più vasto, dai docenti e studenti delle scuole superiori a tutti gli interessati.

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Ma cosa ho fatto di male?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2011

Pushkin (Russia), Catherine Palace, Italian Pr...

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Sbattuto in prima pagina dalle inchieste delle varie procure nazionali per aver fatto “sesso” mercenario o non o con minorenni (non si sa bene ma la magistratura indaga e fra dieci anni forse lo sapremo per sicuro se qualche processo riuscirà a superare i due, per ora, insormontabili scogli: le leggi ad personam e la prescrizione), il nostro presidente del consiglio sembra più stupito che colpito da qualche senso di colpa. D’altra parte sappiamo bene che il nostro sport nazionale è il sesso. Le statistiche ci dicono che gli italiani ogni anno spendono per questa nostra “lodevole inclinazione” qualcosa come tre miliardi di euro e la cifra pare sia in difetto perché non sono stati inclusi i viaggi del sesso, quello deviato (pederastia) ecc. Insomma un business al quale non poteva sottrarsi il nostro amato Silvio. Ma ora vogliamo dirla tutta cogliendo al volo le parole dell’onle Mario Mauro parlamentare europeo del Pdl che dai microfoni di Radio 24 ci dice “questo pezzo della nostra storia non può essere demonizzato. Si tratta di un bilancio sereno della nostra storia. Disconoscerla è un errore, bella o brutta che sia” E se poi ci si mette di traverso il cardinale Bagnasco allora è sempre l’on.le Mauro ad erudirci: “Berlusconi non ha bisogno di un giudice ma di un prete perché questi sono peccati. Chi è cristiano sa che i peccati sono presenti nella nostra vita e il richiamo di Bagnasco è per tutti”. Una bella confessione e tutto si rimette a posto. E i magistrati? Che ci azzeccano? Lui, il presidente, deve solo rispondere a Dio. E le escort? “Queste persone hanno tutte uguale dignità come il presidente e come me” soggiunge Mauro con aria di sufficienza. Che aggiungere di più? Anche il più smaliziato dei cronisti non sa più cosa dire: resta senza parole. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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E’ colpa tua o anche mia?

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2011

Giuliano Amato, Italian politician. Festival d...

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Editoriale Fidest. L’ex presidente del consiglio Giuliano Amato in un suo passaggio nella trasmissione di La7 con Lillli Gruber ha osservato che gli italiano sono più propensi ad attribuire le colpe agli altri ma si rivelano incapaci di autocritica. Il riferimento, a mio avviso, mi pare chiaro. Quando Bersani chiede a gran voce, e lo fa oramai da oltre un anno, le dimissioni di Berlusconi attribuendogli tutti i mali del Paese dovrebbe per primo riconoscere i propri limiti politici e di leadership. Un argomento che il Presidente del consiglio ha reso inoppugnabile dimostrando che lui solo è capace di mettere alla fine tutti d’accordo nella sua coalizione mentre le opposizioni navigano a vista. Ho avuto già modo d’osservare che l’attuale leadership di centro destra non è il frutto di un carisma o di un consenso elettorale ma solo la conseguenza di un vuoto politico che copre tutto l’arco partitico ovvero dalla maggioranza alle opposizioni. E la vista corta, in questo caso, non sembra avere limiti. Non figura convincente alle nomenclature di partito il segnale lanciato nel voto delle comunali di Milano e Napoli dove due outsider l’hanno spuntata a dispetto dei loro stessi alleati. Casini ha affermato, in un suo intervento pubblico, che dobbiamo dire basta a chi si tiene stretta la poltrona per “resistere, resistere, resistere” mentre tutti noi abbiamo bisogno di chi “governa, governa, governa”. Giusto, ma chi dovrebbe governare? E ancora una volta Berlusconi ha ragione allorchè rimanda al mittente la possibilità di costituire un “governo tecnico”. Qui le decisioni sono politiche prima ancora che tecniche. Ma gli elettori sanno bene dei limiti del loro presidente del Consiglio e dei condizionamenti che i poteri forti esercitano su di lui. Ma dobbiamo dire grazie, ancora una volta, se la situazione resta di stallo, ai D’Alema, Casini, Fini, Bersani et similia perché non fanno nulla per costruire le premesse per governare, ma cercano anche loro di “resistere, resistere e ancora resistere”. E’ questo il vero dramma dell’Italia, paese di una politica da mantenuti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Campagna elettorale senza interruzioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 giugno 2011

4 SI non sono altro che la logica prosecuzione delle ultimissime amministrative. Certo che con la Carfagna a Napoli, la Minetti a Milano, e poi scatenando le varie Brambilla, Santranchè, Gelmini, Prestigiacomo, Biancofiore, Ruby (a Cagliari per neutralizzare il più giovane sindaco d’Italia) + varie ed eventuali, dislocate nelle città strategiche, avrebbe vinto le elezioni, trasformando l’Italia, già popolo di santi, poeti e navigatori, in un unico grande… e qui mi fermo per non scadere in un linguaggio scurrile. Avrebbe potuto vincere tutto, possibilmente anche il superenalotto, che gli farebbe proprio comodo in vista della sentenza d’appello sul Lodo Mondadori. Ma la campagna elettorale non deve subire soste; bisogna far entrare nel cervello (anche di quelli che secondo il cavaliere ne sono sprovvisti!) degli elettori l’importanza di negare la maggioranza politica nel 2013, perchè verrebbe usata solo ed esclusivamente, per scalare il Colle e chiudersi nel bunker della impunibilità. Oggi dispone di una maggioranza numerica, con una raccolta indifferenziata allettati da cariche politiche e altro.
Questa ricerca disperata della impunibilità certifica la consapevolezza di colpa; sa bene di essere colpevole, e lo sanno anche i suoi avvocati. Per questo il cavaliere cerca l’impunità, mentre i suoi avvocati esercitano la difesa, non attraverso il Codice Penale, bensì attraverso la Procedura Penale, per una disperata difesa DAL processo, vista l’inutile e impossibile difesa NEL processo.
Far capire ciò agli elettori deve diventare la priorità assoluta della tecnica di comunicazione di massa; neanche i più fedeli esecutori di ordini dovrebbero cedere alla scandalosa pretesa di permettere a Berlusconi di ricoprire la più alta carica dello Stato, che verrebbe infangata e ridotta ad un circolo chiuso per afficionados del bunga-bunga. (Rosario Amico Roxas)

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ll prestigio di un Presidente

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 Mag 2011

Un ministro italiano in carica si indigna in quanto a suo dire il capo dell’opposizione on.le Bersani ha osato esprimere giudizi poco rispettosi nei riguardi del Presidente del Consiglio. Mi verrebbe da rispondergli con una sola battuta: chi è causa del suo mal pianga se stesso. A questo punto cosa dovrebbero dire i magistrati tacciati dal presidente del consiglio da brigatisti rossi avendo avuto la sola colpa di fare il loro dovere? Cosa dovrebbero dire i membri dell’opposizione accusati di non lavarsi e di non avere cervello, e poi ancora tutti quei cittadini che sono per definizione moderati ma che hanno la gravissima colpa di votare il centro sinistra, alias, comunisti? E non sono risparmiati né il parlamento né le istituzioni (pensiamo alla campagna denigratoria messa in piedi nei confronti del Presidente della Camera) dalla corte costituzionale al presidente della repubblica, né chi osa contraddire, giornalisti compresi, il dogma berlusconiano. Chiede rispetto il capo del governo. E’ giusto, è sacrosanto. Ma il rispetto non permette la libertà di offendere, e di aspettarsi una supina accettazione di chi è oggetto di tali tracotanti definizioni e accuse. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Eroi di tutti i santi giorni

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Mag 2011

E’ trascorso qualche anno, acqua ne è passata molta sotto i ponti che accolgono e accompagnano i riesami, i mutamenti, le nuove condotte sociali. Il delitto è chiaramente un crimine odioso, inaccettabile, per cui occorre una Giustizia giusta, ma che rappresenti la pena come un tragitto di vita, che al suo declinare espliciti forza e umanità sufficienti, per ricomporre quell’inalienabile istanza che lega e salda le persone: la solidarietà sociale. Giustizia come trasformazione che coinvolge l’interezza della persona, dell’ultimo degli uomini, dalla sua colpa e dal suo rimorso, quale anticamera di ben altra dimensione. Giustizia che non veste l’abito del mito, ma consente di aiutarmi e farmi aiutare, e possibilmente di essere di aiuto agli altri, ai meno fortunati, affinché non abbiano a scavarsi la fossa con le proprie mani. Forse quel prete conosciuto tanti anni fa intendeva dire proprio questo, richiamando la nostra attenzione alla necessità di una cultura della legalità, nel rispetto di tutte le persone. In quella sorta di terra di nessuno che è il carcere, Don Giuseppe Baschiazzorre è stato un movimento lento, ma inarrestabile, soprattutto inalienabile, nonostante le contorsioni perverse prodotte dai meccanismi spersonalizzanti che si sprigionano da quel pianeta sconosciuto. Don Giuseppe ha dimesso gli abiti di Cappellano del carcere di Voghera, non lo incontri più nelle sezioni, a colloquio nei corridoi, nelle celle, oppure nei passeggi cementati. Da qualche tempo Don Giuseppe non c’è più, è finalmente a riposo, in una di quelle stanze confortevoli in Paradiso. Ricordo quell’uomo con le croci degli altri ben cucite addosso, tanto da farle proprie. Rammento l’uomo e poi il Sacerdote; l’uomo con lo sguardo in alto, sebbene tra l’incudine e il martello; dei vertici penitenziari distanti, dei detenuti inchiodati alle loro colpe. Ancor oggi ritrovo intatta la sua capacità di credere e sperare nell’uomo nuovo, insieme agli antichi insegnamenti: “occorre riesaminare continuamente il passato per approdare a un mutamento interiore che costruisca civiltà nell’amore”. Patrimonio, questo, di quella sua cristianità che non regala facili ammende, o percorsi illusoriamente in discesa. Rimangono le sue parole che non sono mai di ieri, parole di Giustizia, anche per gli ultimi, in un carcere ancora troppo lontano dalla parabola evangelica del figliol prodigo, ancora troppo a misura ( o peggio dismisura ) di una mentalità che considera il pagare una regola che va onorata, ma disinteressandosi dell’assenza e dello spirito della Costituzione, quindi dello stesso Vangelo. Mentre rimango ad ascoltarmi ed a parlare con l’Uomo, rivivo i giorni in cui il Papa ha messo insieme come una Trinità: Pace-Giustizia-Perdono. Persino all’interno di una prigione, di una solitudine imposta, di uno spazio angusto, non c’è solo l’eternità della penitenza, ma il bisogno di un aiuto, la necessità di un recupero che riconduca alla propria dignità tra gli uomini. E’ con questi pensieri che oggi saluto Don Giuseppe, con la gratitudine di chi sta imparando che Giustizia e Perdono vanno conquistati e meritati, con cura e attenzione, nella fatica e negli impegni assunti in tutti i giorni. (Vincenzo Andraous)

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Il peggio deve ancora arrivare

Posted by fidest press agency su sabato, 16 aprile 2011

Pur assistendo ad un momento di alta tensione, sembra proprio che si tratti solo dell’inizio o dei primi passi, e che il peggio deve ancora arrivare. Il processo breve appena approvato dalla Camera, non è la panacea per tutti i reati in cui Berlusconi è attore principale; se approvato dal Senato e firmato dal capo dello Stato, vanificherebbe il processo Milss, nel quale il cavaliere si proclama innocente, ma che cerca di sfuggire come dalla peste, con una fuga che diventa una implicita ammissione di colpa, cercando la difesa dal processo, consapevole di non potersi difendere nel processo. E se il capo dello Stato non dovesse firmare quella norma personalizzata su misura per il cavaliere? L’opinione pubblica capirebbe che l’insistenza del cavaliere proclama le sue colpe, dalle quali pretende l’assoluzione convinto di essere il solo intoccabile della nazione, un po’ come le vacche sacre dell’India. Ma poi c’è il processo Ruby, per il quale è in corso di discussione in Senato un’altra legge per prolungare i termini processuali, in attesa della consueta prescrizione; si discute, infatti, di una norma che permetterebbe alla difesa di interrogare tutti i testimoni che crede, ovviamente allo scopo di rimandare ad libitum l’analisi del merito e l’elenco telefonico è pieno di nomi e i testimoni disponibili sarebbero tantissimi, dipende dal prezzo! Ci è dato pensare che non sono solo i quattro processi in corso a terrorizzare ilo cavaliere e che ben altro esiste ben conservato in qualche cassetto di una qualche Procura; altri reati ben più gravi che disarcionerebbero questo cavaliere con ignominia e aggressione ad un patrimonio, nato con aspetti dubbi per i quali lo stesso cavaliere si è avvalso della facoltà di non rispondere, e dilatato con leggi di comodo da parte di interessati amici politici, e, quindi, con la personale esposizione in politica, dove ha promosso lo stravolgimento della politica economica, privilegiando l’economia della finanza a discapito dell’economia del lavoro, secondo la sola legge che conosce: la legge del più forte che impone la propria volontà. Ora diventa tangibile un pericolo gravissimo da non sottovalutare. Nell’ipotesi che possa diventare concreto il rischio di una condanna penale, allo scopo del cavaliere servirebbe una emergenza nazionale da dover neutralizzare, anche con la sospensione delle garanzie costituzionali; una rivolta di piazza da sedare anche con risvolti autoritari. Il pericolo è dietro l’angolo e non va sottovalutato! (Rosario Amico Roxas)

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Tutta colpa degli uomini

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2010

Roma dal 16 febbraio al 7 marzo 2010 Teatro De’ Servi – Via del Mortaro, 22. Giunge per la prima volta sul palcoscenico romano del Teatro De’ Servi  “Tutta colpa degli uomini” la brillante commedia  firmata e diretta da Francesco Brandi interpretata da Margot Sikabony, Angelo Colosimo, Federico Palombarini, Silvia Paoli, Roberto Turchetta e Marianna Valentino.Cosa succede quando Cecilia si trova alla prese con il compleanno dei suoi trent’anni? Quel momento della vita che quando era piccola si immaginava con un marito meraviglioso, tre bambini e un cane… oggi lo passa da single (ancora!!!), in una deprimente situazione di precariato lavorativo, con un ottimisticamente definito “fidanzato” che continua a rimandare convivenza e responsabilità, con un fratello debosciato abbandonato sull’altare, e la sua inseparabile amica Laura, eterosessuale fino a un minuto prima, che si dichiara perdutamente innamorata di lei? “Tutta colpa degli uomini” è una tragedia buffa dove tre giovani donne si arrabattano comicamente alla ricerca di un equilibrio sentimentale che non trovano, di un punto di riferimento esistenziale che manca, o se non manca è comunque il meno convincente dei compromessi, quello che non basta mai per sentirsi veramente felici. Cecilia cerca le sue risposte ai continui fallimenti amorosi nella saggistica psicological-trash, Laura in fuga totale dagli uomini prova a inventarsi un’improvvisata omosessualità, Martina provoca continui shock emotivi al futuro sposo per testare se si stia sposando per amore o per inerzia. Tre donne insoddisfatte, vittime e carnefici dei propri uomini, cui attribuiscono ovviamente qualsiasi tipo di colpa, ma teneramente e disperatamente innamorate dell’amore cui sono pronte a sacrificare tutto purché dia loro un segno miracoloso della sua esistenza e le “porti via”.

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Fedra e “Fedre”: la passione fra colpa e innocenza

Posted by fidest press agency su martedì, 19 Mag 2009

Parma 20 maggio, alle ore 16.30, presso l’Aula K1 (Aule didattiche Kennedy del Plesso D’Azeglio – Via Massimo D’Azeglio,85), il Prof. Giuseppe Gilberto Biondi, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia e ordinario di Letteratura latina presso l’Università di Parma, terrà una lezione sul tema Fedra e “Fedre”: la passione tra colpa e innocenza. La lezione è programmata nell’ambito delle attività della Delegazione AICC di Parma in sinergia con il corso di Dottorato di Ricerca in Filologia greca e latina. L’invito è inoltre rivolto a docenti e studenti (in particolare maturandi) dei Licei e delle scuole superiori di Parma.

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