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Posts Tagged ‘combattenti’

Fermare i combattenti stranieri alle frontiere dell’UE

Posted by fidest press agency su sabato, 18 febbraio 2017

senza frontiereGrazie al regolamento approvato giovedì, tutti i cittadini dell’UE e di Paesi terzi che entrano o escono dall’UE saranno sistematicamente controllati tramite la consultazione di banche dati, ad esempio quella sui documenti persi oppure rubati. Le nuove norme sono state già state informalmente concordate dai negoziatori del Parlamento e dal Consiglio dei Ministri del 5 dicembre 2016.La relatrice Monica Macovei (ECR, RO) ha detto: “Proteggere le nostre frontiere esterne significa costruire una forte scudo contro il terrorismo in Europa e preservare il diritto alla vita, che è il corollario di tutti i diritti. Ogni vita che salviamo, scoprendo un potenziale combattente straniero vale lo sforzo, e i controlli sistematici tramite banche dati sono un passaggio obbligatorio per questa protezione minima che abbiamo il dovere di garantire ai nostri cittadini”.
Il nuovo regolamento, che modifica il Codice frontiere Schengen (SBC), è stato presentato dalla Commissione europea nel dicembre 2015 e impone agli Stati membri di effettuare controlli sistematici su tutte le persone che attraversano le frontiere esterne dell’Unione europea tramite la consultazione di banche dati di documenti rubati o smarriti, del Sistema di informazione Schengen (SIS) e di altre banche dati europee. I controlli saranno obbligatori a tutte le frontiere sterne dell’UE, aeree, marittime e terrestri, sia in entrata sia in uscita.
Questa legislazione è una delle risposte alle minacce terroristiche in Europa, come i recenti attacchi a Bruxelles, Parigi e Berlino, per far fronte al fenomeno dei “combattenti stranieri “, ad esempio i cittadini dell’Unione europea che aderiscono a gruppi terroristici nelle zone di conflitto, come Daesh in Siria e in Iraq.
Tuttavia, se tali controlli sistematici dovessero rallentare in maniera eccessiva il traffico frontaliero via terra o via mare, i Paesi dell’UE possono decidere di effettuare solo controlli “mirati”, a condizione che una valutazione del rischio abbia dimostrato che ciò non comporterebbe minacce per la sicurezza interna o per la pubblica politica.Le persone che non sono sottoposte a un controllo “mirato” dovrebbero almeno essere sottoposte a un controllo ordinario per accertare che il loro documento di viaggio sia valido e per stabilirne l’identità.
Alle frontiere aeree, gli Stati membri possono utilizzare i controlli mirati per un periodo transitorio di sei mesi dall’entrata in vigore del nuovo regolamento. Questo periodo può essere prolungato per un massimo di 18 mesi in casi eccezionali, ad esempio qualora gli aeroporti non fossero dotati di strutture per effettuare controlli sistematici tramite banche di dati e avessero bisogno di più tempo per adattarsi.
Il regolamento entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Le norme saranno quindi immediatamente esecutive e, nella maggior parte degli Stati membri, contemporaneamente. Danimarca, Regno Unito e l’Irlanda hanno scelto di non essere escluse dalle nuove regole.

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UNICEF su Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2016

unicefIn occasione della Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato (oggi) l’UNICEF ricorda che decine di migliaia di bambini vengono reclutati e utilizzati nei conflitti in tutto il mondo. Soltanto in Sud Sudan dall’inizio del conflitto (nel dicembre 2013) 16.000 bambini sono stati reclutati e utilizzati dalle forze armate e da gruppi di tutte le parti coinvolte nel conflitto in corso; in Yemen tutti i gruppi coinvolti nel conflitto hanno ampiamente reclutato bambini; nella Repubblica Centrafricana tra i 6 e i 10 mila bambini sono stati reclutati da gruppi armati durante la crisi.
Secondo il Rapporto UNICEF UK “Ending the Recruitment and the Use of Children in Armed Conflict”, i bambini vengono utilizzati in vari modi dalle forze e dai gruppi armati, come combattenti, cuochi, facchini, messaggeri, spie o sono sottoposti a sfruttamento sessuale. In Iraq e in Siria, la proliferazione di gruppi armati e l’avanzamento militare dell’ISIS hanno reso i bambini ancora più vulnerabili al reclutamento. Bambini di 12 anni subiscono l’addestramento militare, oltre ad essere utilizzati come informatori e guardie ai posti di blocco e in altri luoghi strategici. In altri conflitti gruppi armati rapiscono i bambini in Afghanistan, Repubblica Democratica del Congo, Nigeria, Somalia e Sud Sudan. Nella Repubblica Centrafricana oltre 2.800 bambini sono stati rilasciati nel 2014, tra cui 646 ragazze. Nel maggio 2015, i leader dei gruppi armati hanno firmato un accordo per liberare tutti i bambini e per porre fine a qualsiasi nuovo reclutamento. Da allora più di 600 bambini sono stati rilasciati. In Myanmar, dalla firma di un piano d’azione nel giugno 2012 quasi 700 bambini sono stati liberati dalle forze armate. In Sud Sudan: a seguito ad un accordo di pace locale, il gruppo armato Cobra Faction ha rilasciato 1.755 bambini.
Nel 2015, l’UNICEF ha assicurato il rilascio di più di 10.000 bambini da forze o gruppi armati e ha contribuito a reintegrare 8.000 bambini. L’UNICEF lavora per ottenere la liberazione dei bambini soldato da parte delle forze e dei gruppi armati e per reintegrarli nelle loro società.”Non possiamo aspettare la pace per aiutare i bambini intrappolati nelle guerre. Dobbiamo investire in interventi concreti per tenerli lontani dalle linee di combattimento, soprattutto attraverso l’istruzione e il sostegno economico. Dobbiamo ricordarci che sono anche queste le situazioni da cui tanti bambini e adolescenti fuggono per cercare protezione in Europa” – ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera – “Fino a quando queste gravi violazioni continueranno, la comunità internazionale non avrà onorato la sua promessa di porre fine, una volta per tutte, al reclutamento e all’impiego di bambini nei conflitti armati”.
La Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato ricorda il giorno in cui nel 2002 è entrato in vigore il Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti dell’infanzia sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati. Attualmente il protocollo è stato ratificato da 159 Stati.

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Affrontare la crescente minaccia dei “combattenti stranieri dell’UE” BruxelIes Parlamento europeo

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

parlamento europeoBruxelIes Parlamento europeo. I deputati chiedono un approccio articolato in vari livelli per affrontare la radicalizzazione, invitando gli Stati membri a:Investire in programmi sociali ed educativi che affrontino alla radice le cause della radicalizzazioneControbilanciare l’incitamento in rete a compiere atti terroristici. Prevenire il reclutamento e gli espatri mirati all’adesione a organizzazioni terroristiche. Smantellare il sostegno finanziario alle organizzazioni terroristiche e il traffico di armi da fuoco. Impostare programmi di “disimpegno e de-radicalizzazione” I deputati invitano gli Stati membri a prevenire la circolazione di sospetti terroristi rafforzando i controlli alle frontiere esterne. Escludono la possibilità di prendere in considerazione proposte volte a sospendere il sistema Schengen, ma incoraggiano gli Stati membri a rendere più severe le regole vigenti e a fare un miglior uso del sistema di informazione di Schengen (SIS) e del sistema di informazione anticipata sui passeggeri (APIS). Ribadiscono, inoltre, che è già possibile effettuare alcuni controlli mirati sulle persone che attraversano le frontiere esterne. Gli Stati membri dovrebbero migliorare lo scambio di informazioni tra le autorità preposte all’applicazione della legge e le agenzie dell’UE. In particolare, essi dovrebbero garantire che le proprie unità nazionali forniscano a Europol le informazioni pertinenti, hanno aggiunto i deputati. Essi osservano che solo il 50% delle informazioni riguardanti il terrorismo e la criminalità organizzata sono fornite dagli Stati membri a Europol e Eurojust. Sostengono infine la creazione di una piattaforma europea antiterrorismo all’interno di Europol, così da ottimizzare le sue capacità operative, tecniche e di scambio di intelligence.

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Aldo Cazzullo: “Viva l’Italia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 novembre 2010

Cherasco 14 novembre 2010, ore 21 – Sala del Consiglio comunale  (via Vittorio Emanuele 79), l’Associazione culturale People presenta il libro “Viva l’Italia” del giornalista Aldo Cazzullo. A dialogare con lui Rodolfo Aschiero, segretario generale FLC Piemonte; letture a cura di Irene Bottero. Ingresso libero. “Viva l’Italia” è un libro di storia e, insieme, politico: il racconto -privo di retorica e ricco di tanti dettagli curiosi- dell’idea di patria, dei protagonisti del Risorgimento e della Resistenza, dei combattenti che sono morti gridando “Viva l’Italia”; con un capitolo sulla Grande Guerra – Ungaretti in uniforme, Gadda indignato da “La grande guerra” di Monicelli, che considera antipatriottico- e un capitolo sui caduti dell’Iraq e dell’ Afghanistan. Come la Resistenza, anche il Risorgimento, a 150 anni dall’Unità d’Italia, è negato. Dalla sinistra, che con il Risorgimento è sempre stata critica, dalla Lega e dalla destra di Berlusconi. Ma oggi è in dubbio perfino la sopravvivenza stessa della nazione, stemperata nell’Europa e nel mondo globale, frammentata dai particolarismi, dai campanili. Accanto al racconto, una forte tesi politica in difesa dell’Unità nazionale e di un dato storico: in epoche diverse gli italiani hanno dimostrato di saper combattere per un’idea di Italia che non fosse solo quella del Belpaese e del “tengo famiglia”.
Aldo Cazzullo Nato ad Alba nel 1966, dopo quindici anni a “La Stampa” Aldo Cazzullo è ora inviato del Corriere della Sera. Si occupa di politica interna ed estera, di cultura e di società. Tra i suoi libri: “I ragazzi di via Po” (Mondadori 1997), “I ragazzi che volevano fare la rivoluzione” (Mondadori 1998), “Testamento di un anticomunista. Dalla Resistenza al golpe bianco” scritto con Edgardo Sogno (Mondadori 2000), “I torinesi” (Laterza, 2002), “Il caso Sofri” (Mondadori 2004) e “Il mistero di Torino” scritto con Vittorio Messori (Mondadori 2004), “Outlet Italia” (Mondadori, 2008) e “L’Italia de’ noantri” (Mondadori, 2009).

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Praga: 65 anni dalla Liberazione

Posted by fidest press agency su sabato, 17 aprile 2010

Praga 26 Aprile 2010 alle ore 17.30 all’Istituto Italiano di Cultura – Šporkova 14 proiezione del film “Il Partigiano Johnny” di Guido Chiesa; interventi (Sacrario di Lidice, Associazione Combattenti Cechi, Romea.cz); letture e musica dell’Istituto Italiano di Istruzione; rinfresco. Introdurrà S.E. l’Ambasciatore d’Italia a Praga Fabio Pigliapoco
Praha Český výbor A.N.P.I. a I.I.C. v Praze Vás zvou na oslavu 65 let od Osvobození Italský kulturní institut – Šporkova 14 V pondělí 26. dubna 2010 v 17.30 hod projekce filmu “IL PARTIGIANO JOHNNY” (režie: Guido Chiesa); proslovy (Památník Lidice, Český svaz bojovníků za svobodu, Romea.cz); projevy a hudba od Istituto Italiano di Istruzione; občerstvení. Zahájení: velvyslanec Italské republiky v Praze, J.E. Fabio Pigliapoco

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