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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘comitati’

Comitati ambientalisti verso la Marcia per il Clima

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 marzo 2019

Roma sabato 23 Marzo ore 14 piazza della Repubblica. Saranno presenti i comitati ambientalisti della Val di Susa, della Terra dei Fuochi, della Laguna di Venezia, del quartiere Tamburi di Taranto e della città di Roma, diversi attivisti locali del movimento Fridays For Future. Ogni comitato porterà un dono simbolico al Ministro Costa che rappresenti la sofferenza che la crisi climatica produce nei rispettivi territori, per denunciare l’insufficienza delle politiche adottate in tema ambientale anche al solo rispetto degli obiettivi degli Accordi di Parigi 2015.E’ ora di dare voce alle vittime dell’azione climalterante e inquinante, subita per scelte politiche troppo attente a favorire le imprese a discapito del diritto alla salute e alla tutela ambientale, da invertire immediatamente per la salvaguardia del pianeta.

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Referendum: Comitati per il No

Posted by fidest press agency su sabato, 23 luglio 2016

referendum“Comincia da Torino il giro d’Italia del nostro Comitato per il No, il Comitato del centrodestra unito, costituito da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. Ci sono già Comitati regionali, Comitati provinciali, dobbiamo far nascere un Comitato per il No in ogni Comune italiano”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo alla conferenza stampa “Le ragioni del No al referendum costituzionale”, organizzata dal Comitato Regionale e Grande Città di Torino di Forza Italia, nel capoluogo piemontese.“Questo referendum è una benedizione, diventa il catalizzatore per il rilancio del centrodestra e per il rilancio del nostro partito. Questa è una guerra di liberazione da Renzi e dal renzismo. Dalla vittoria del ‘no’ al referendum passa il rilancio della nostra azione politica. È la battaglia decisiva per la democrazia nel nostro Paese, se dovesse malauguratamente vincere il ‘sì’ siamo al capolinea, è finita. Dobbiamo dire un grande ‘no’ per mandare a casa Renzi e ripristinare la democrazia nel nostro Paese”.

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Sicilia: Solidarietà e sostegno alle Mamme

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2013

No Muos e ai comitati No Muos in mobilitazione contro il mostro Usa e contro il colpo basso di CrocettaUna vera e propria beffa ai cittadini siciliani la decisione del Presidente della Regione Rosario Crocetta, che dopo aver, nel marzo scorso, revocato la concessione per l’installazione del Muos a Niscemi, ha pensato bene, nei giorni scorsi, di fare marcia indietro revocando a sua volta, nell’imbarazzo generale, la revoca imposta ai lavori.Una decisione incomprensibile, che tradisce ogni fiducia riposta nelle istituzioni dai tanti cittadini, comitati, organizzazioni locali e non che in questi mesi hanno sostenuto la battaglia contro la costruzione del potente (e nocivo) sistema satellitare di difesa targato Usa sul territorio della Trinacria.Dal canto nostro, considerata l’emblematicità della vertenza contro il Muos, il suo potente impatto sulla salute e le questioni sottese che esso solleva (dalla sovranità nazionale, alle politiche di difesa, al diritto di autodeterminazione delle comunità locali sul proprio territorio) avevamo disposto che, nell’ambito della 2° edizione del Premio Donne Pace Ambiente Wangari Maathai, promosso dall’Associazione A Sud in collaborazione con la Casa Internazionale delle Donne e con il patrocinio della Commissione delle Elette del Comune di Roma, che ha l’obiettivo di visibilizzare l’impegno delle donne nella difesa del territorio e dei diritti, uno dei premi fosse assegnato proprio ad una attivista del comitato Mamme No Muos di Niscemi, Concetta Gualato.Un contributo simbolico al sostegno di una lotta che ci vede tutte e tutti al fianco delle comunità siciliane nel tentativo di sventare l’ennesimo attacco al diritto alla salute e alla salubrità del territorio.La recente decisione del presidente Crocetta, che ci lascia senza parole, dimostra una volta ancora l’assoluta cecità delle istituzioni politiche rispetto alle richieste che giungono dai territori e dai cittadini e conferma la pericolosissima tendenza a sovra ordinare al rispetto di diritti inviolabili e costituzionalmente garantiti altri tipi di interessi affatto generali.Ancor più scandaloso che il dietro front della Regione faccia riferimento al contestato parere emesso nelle scorse settimane dall’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui il Muos non farebbe male alla salute di chi vi abita accanto. Parere considerato dai comitati e dai tanti tecnici che in questi anni hanno lavorato a dimostrare il contrario, basato su presupposti scientifici tutt’altro che inattaccabili.Per queste ragioni, e considerando il diritto alla salute e dunque alla vita il più inviolabile e sacro dei diritti umani, esprimiamo la nostra solidarietà e il nostro incondizionato appoggio alle cittadine e ai cittadini siciliani, ai comitati No Muos e al Comitato Mamme No Muos di Niscemi, in mobilitazione da giorni contro quest’ennesimo attacco alla sovranità popolare e alla giustizia sociale ed ambientale che dovrebbe invece orientare ogni scelta di buon governo.

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Gay: Palermo per il pride 2013

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 marzo 2012

Flags of the Italian gay organisation Arcigay ...

Flags of the Italian gay organisation Arcigay at the Italian national Gay Pride march at Grosseto (2004). Picture by Giovanni Dall'Orto (User:G.dallorto). (Photo credit: Wikipedia)

Si è chiusa alle 17, a Bologna, la due giorni di Consiglio nazionale di Arcigay. L’assemblea , molto partecipata, oltre all’approvazione del bilancio, ha dato il via alle procedure che anticiperanno il XIV Congresso al 23, 24 e 25 novembre 2012 nella città di Ferrara. Per la maggior associazione lgbt italiana, con oltre 130 mila soci, si profila così un percorso congressuale di alcuni mesi che determinerà, nel serrato confronto interno, decisioni fondamentali per il proprio futuro in una delicatissima fase economica, politica e istituzionale.
Il viaggio verso l’assise anticiperà un 2013 che vedrà sciogliere, con le elezioni politiche, importanti nodi nazionali. Sullo sfondo la persistenza della crisi economica ancora in corso e le importanti novità nelle battaglie della militanza lgbt che vengono soprattutto dal dibattito pubblico e giuridico.
E al futuro congresso Arcigay si presenterà rafforzata, grazie ad un fruttuoso triennio di attività, sul piano dei rapporti politico-istituzionali e cresciuta nei numeri (il consiglio ha ratificato la nascita di cinque nuovi comitati provinciali: Vercelli, Catanzaro, Campobasso, Teramo e Brindisi) e nell’iniziativa politica, progettuale e pubblica. L’assise ha infine individuato all’unanimità la candidatura della città di Palermo quale sede del Pride nazionale del 2013. La candidatura sarà discussa con l’associazionismo lgbt italiano.
Nei prossimi mesi l’associazione vedrà concentrare i suoi sforzi per il successo del Bologna Pride 2012 del 9 giugno e nella gestione ordinaria delle proprie attività.

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Rifiuti: A Roma l’indignazione partenopea

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 giugno 2011

Roma 28 giugno Piazza Monte Citorio. La federazione regionale della Campania dell’USB (Unione Sindacale di Base) sarà alla Manifestazione a Roma, promossa dai Comitati e dalle Reti di movimento, contro la politica antisociale del Governo Berlusconi, in materia di rifiuti, che sta contribuendo, in queste ultime settimane, all’ulteriore devastazione ambientale dell’area metropolitana partenopea. Già nei giorni scorsi è detto in un comunicato sindacale – attraverso un manifesto pubblico diffuso in città e nei posti di lavoro – “abbiamo ribadito la nostra decisa opposizione ad ogni provvedimento che dovesse riperpetuare la sciagurata politica dello smaltimento dei rifiuti basato sul perverso intreccio tra apertura di nuove discariche e la costruzione degli inceneritori. In tale contesto chiediamo all’Amministrazione Comunale di non farsi strumento di decisioni antipopolari richiedendo – immediatamente – al Governo Nazionale di onorare gli impegni assunti a partire dallo sblocco dei fondi pubblici già impegnati”. “Nel contempo, si ribadisce. occorre consolidare la ferma opposizione alla ventilata costruzione dell’Inceneritore a Napoli/Est, e avviare una seria e rigorosa Raccolta Differenziata, utilizzando la forza/lavoro qualificata dei Precari Bros. Inoltre, come recentemente hanno affermato gli scienziati intervenuti al Convegno dell’USB “Per non morire di rifiuti”, và affrontato il grande tema delle Bonifiche territoriali per salvaguardare la salute dei cittadini e la qualità della vita nei nostri territori. Su questi temi, in naturale continuità con le mobilitazione di questi anni, l’USB partecipa convintamente a questo appuntamento ed invita i propri delegati ed iscritti alla Manifestazione a Roma”.

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Arcigay: protesta per degrado del Paese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 novembre 2010

Arcigay sarà impegnata, da qui a lunedì prossimo, con la sua ampia articolazione territoriale di cinquanta comitati provinciali ad esprimere nitidamente disagio, indignazione e protesta. Da Roma a Torino oggi, poi Napoli, Bergamo, Firenze, Agrigento, fino a Milano, lunedì 8 novembre per la Conferenza nazionale della Famiglia che sarà aperta proprio da Berlusconi, saranno decine le città o cittadine ove i volontari di arcigay stanno organizzeranno sit-in, conferenze, flash mob, kiss in e incontri pubblici. Sarà una risposta alle dichiarazioni omofobe  di Silvio Berlusconi, che non possono essere ridimensionate qualificandole come una battuta, perché nella loro gravità , definiscono il senso di un disprezzo nei confronti delle donne e delle persone omosessuali e manifestano un profondo  retaggio machista , carico di pregiudizi, ed inaccettabile in chiunque ma ancor più nel Capo del Governo di un Paese civile come l’Italia. Arcigay con questa mobilitazione vuole lanciare un segnale di preoccupato allarme per lo sconcertante degrado della politica nel nostro Paese; per questo imbarbarimento del linguaggio pubblico che vede nell’omofobia di quelle affermazioni il paradigma di un più generale travalicamento del senso etico del ruolo delle Istituzioni e di quella divisione dei poteri che è logorata dagli attacchi reiterati alla Magistratura, alla Stampa e a tanta parte della Società civile. Ancora una volta le donne , le persone lgbt, come anche le categorie più deboli di questo Paese: le famiglie, i lavoratori, i migranti rischiano di pagare il prezzo più alto a questo esercizio tracotante della politica. Le offese rivolte dal Presidente del Consiglio alle persone gay finiscono così per diventare il volto deforme di un oltraggio al nostro Paese a cui diciamo BASTA una volta per tutte. L’Italia, le tante persone per bene che ne costruiscono con fatica il futuro, e la comunità gay lesbica e transessuale, desiderosa soltanto di giustizia, ed eguaglianza, non meritano tanta sconcezza. (Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay)

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I comitati itineranti dell’Unioncamere Puglia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 Maggio 2010

Proseguono le riunioni itineranti del comitato direttivo di Unioncamere Puglia, finalizzate ad una maggiore presenza dell’associazione delle 5 Camere di Commercio pugliesi nei territori ed alla valorizzazione delle eccellenze produttive.  Ieri il Comitato  si è riunito presso la Camera di Commercio di Taranto. “L’iniziativa di rendere le riunioni itineranti – spiega il presidente di Unioncamere Puglia, Luigi Farace – si sta rivelando di impatto sulle aziende e sui contesti territoriali. Per gli imprenditori è un momento di dialogo con le istituzioni, tramite le Camere di Commercio, direttamente nelle proprie aziende. Questi incontri ci offrono l’occasione per valutare e decidere insieme le azioni di valorizzazione delle produzioni locali sui mercati esteri e nazionali di Unioncamere Puglia”. Al termine della riunione il Comitato Direttivo di Unioncamere Puglia ha visitato alcune prestigiose realtà produttive del tarantino. A Grottaglie, città delle ceramiche d’autore, i vertici delle Camere di Commercio della Puglia hanno visitato la bottega d’arte Del Monaco, nata nel 1416 con il maestro maiolicaro Leonardo Del Monaco. “Un’attività che attraversa più secoli, – dice il presidente di Unioncamere Puglia, Luigi Farace – tramandata di generazione in generazione e che ancora oggi si distingue per la qualità del prodotto, sempre teso a cogliere i valori più significativi della tradizione artistica locale, con una produzione in serie limitata, talvolta unica. Vincenzo del Monaco è stato maestro non solo dei suoi figli Giuseppe e Orazio, ma anche di molti giovani ceramisti grottagliesi che continuano a produrre manufatti ceramici chiaramente ispirati dalla produzione artistica del maestro”. Sempre a Grottaglie il Comitato Direttivo di Unioncamere Puglia ha fatto tappa all’azienda  Bernardi, che ha iniziato nel 1974 in un piccolo laboratorio di pasticceria ed è oggi una delle più importanti realtà del settore dolciario, rinomata per la produzione di ottimo cioccolato, dolciumi, morbide e gustosissime gelatine di frutta, in varie forme e gusti. Ed ancora, i Panettoni e le “colombe” a lievitazione naturale e senza conservanti.Tappa conclusiva la masseria “Quis ut Deus” di Crispiano, fra le più prestigiose strutture per l’accoglienza turistica nel tarantino: eretta nel 700, sotto il regno di Filippo V di Borbone è stata restaurata in modo da conservare il fascino antico del proprio patrimonio culturale e artistico. La struttura, immersa fra gli ulivi, è un centro per il benessere fisico e spirituale.

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Ex terrorista Moller

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2010

Dichiarazione dell’On. Stefano Esposito (PD): Credo che il Prefetto e il Questore di Torino non debbano consentire lo svolgimento dell’incontro dibattito in programma per il 28 febbraio che vede tra i partecipanti l’ex terrorista della Raf Irmgard Möller. Ragioni di ordine pubblico rendono inopportuna una simile iniziativa,  che peraltro ha tra i promotori una persona che proprio questa mattina è stata arrestata nell’ambito del blitz della Digos. Non è  accettabile che incontri promossi da comitati e associazioni fiancheggiatrici del mondo anarco-insurrezionalista possano trovare ospitalità presso sedi istituzionali della Città di Torino. Il 20 novembre scorso avevo avanzato analoga richiesta a fronte del convegno promosso da Forza Nuova al quale era stato invitato l’esponente politico inglese di estrema destra Nick Griffin, noto per le posizioni dichiaratamente razziste e negazioniste dell’Olocausto e già condannato per incitamento all’odio razziale. Un conto è un convegno dove si riflette sui fatti degli anni Settanta, anche ascoltando testimoni diretti, altro è promuovere un’iniziativa con l’obiettivo di “ricordare, conoscere e unire le lotte di allora e quelle di oggi”. Perché tra le lotte di allora – che il fantomatico ente falso pacifista che si autodefinisce ’Comitato spontaneo contro le guerre’ vorrebbe ricordare – ci sarebbe anche la bomba fatta esplodere al Circolo ufficiali di Heidelberg che costò la vita a tre militari.   Abbiamo necessità di ascoltare parole di tolleranza e rispetto e non propaganda filo-terrorista da parte di chi continua a non capire che quel passato non era una lotta di liberazione, ma una pagina tragica per la nostra democrazia”.

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“Ricchi e poveri”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2009

Lo stesso accade in politica dove vi è chi afferma che gli italiani, dopo tutto, ma proprio tutto, sono “ricchi e felici”, ma i poveri e gli infelici, c’è da chiedersi, dove sono andati a finire? E’ senza dubbio un modo bizzarro per affrontare il problema italiano per sua stessa natura molto più complesso di quanto non si voglia affermare e peggio ancora definire. E’ anche vero che “piangersi addosso” non è certo un modo per risolvere le proprie ed altrui difficoltà. Ma riteniamo, dopo tutto, di essere abbastanza adulti come “popolo” per capire talune difficoltà e saperle affrontare con mezzi adeguati. Il primo, fra tutti, a nostro avviso, è quello di individuare e sostenere gli interessi generali del Paese facendo perdere potere agli interessi di parte, alle lobby, ai vari comitati di affari, alle facili e lucrose speculazioni. Un economista, qualche giorno fa, ci spiegava, cifre alla mano, che potremmo agevolmente ridurre molti prodotti di prima necessità del 20% rispetto a quanto li paghiamo oggi, se solo lo volessimo e questo, senza ridurre di molto il margine dei profitti individuali e societari. Questo ragionamento ci porta ad un altro che ci appare più praticabile rispetto agli ottimisti o ai pessimisti ad oltranza. Vuol dire prospettare una terza soluzione legata alla necessità di rivedere con decisione quella parte che incide sui costi unitari e che si può correggere evitando gli sprechi, una migliore distribuzione dei beni ed ancorando gli aumenti ad un proporzionale introito fiscale: in pratica se un bene costa X e tu me lo vendi X+1 io ti faccio pagare le tasse  per X+1. In pratica significa avere una leva fiscale elastica per contenere certe esagerazioni come capita di osservare a Roma in talune bancarelle di frutta, per lo più di stagione, dove le ciliegie sono vendute a 15 euro al chilo, i fichi a 18 e via di questo passo mentre in taluni esercizi, ad esempio, del centro e della periferia le angurie, frutto di stagione, oscillano dai 30 centesimi al chilo ai novanta. A questo punto non basta dire che occorre comprare dove costa di meno, ma far pagare più tasse a chi esce dalle regole di mercato e se aumenta i prezzi e trova lo stesso dei compratori vuol dire che vi sono ragioni che lo permettono ma che lo Stato ha il dovere d’intervenire in modo adeguato e non bisogna solo partire dall’idea che il tutto vada lasciato alle regole di mercato.

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L’era ghedaffiana

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2009

(Sesta parte) Ma procedo con ordine. Prima di tutto cerco di capire la dimensione culturale prodotta da questo vasto movimento d’opinione. Mi chiedo il perché sia uscito dai ristretti confini di una nazione e si è espanso un po’ ovunque. Mi sembra, in proposito, più confacente cogliere nelle parole espresse dal Sen. Giulio Andreotti, in una sua breve nota di presentazione del lavoro condotto da Abdelsalam Salh‘Arafa titolato “Le organizzazioni regionali arabe africane e islamiche” (Istituto per l’Oriente C. A. Ballino), il senso che intendo dare al mio lavoro. “Innanzi tutto – precisa Andreotti – credo che sia sempre più necessario per noi italiani, ma non solo per noi, conoscere non superficialmente il mondo islamico e specificamente l’arabo, anche nelle strutture collettive inter statali che ne coltivano le tradizioni e curano le convergenze. E’ inoltre più che evidente quanto questo sia utile per alimentare correnti di reciproca comprensione nell’area mediterranea e nel rapporto euro-africano, di cui avvertiamo l’indispensabilità e l’urgenza.” Questo sforzo è imposto dalla “crescente tendenza alla generalizzazione.” Essa sta creando un “clima di demonizzazione che dall’estremismo fondamentalista può scivolare in un atteggiamento di condanna dell’universo musulmano, con l’ag-gravante di veder confuso il contrasto socio-economico mondiale Nord-Sud con l’antitesi Cristianesimo-Islam.” Devo anche annotare, a questo punto, il “calo” della popolarità di Gheddafi nel mondo arabo in quest’ultimo decennio. Altre figure gli hanno rubato la scena, hanno cercato, e a volte con successo, di strappare un applauso in nome di una causa che vuole andare oltre il contingente e votarsi alla lotta per un primato, al tempo stesso, religioso e laico. Tutto ciò cosa significa? La risposta più ovvia, in specie per un occidentale, è che abbiamo aperto il classico vaso di Pandora e liberato le passioni in luogo della ragione, abbiamo messo da parte la dialettica per l’esercizio della forza e della violenza. In effetti si è trattato di altro. Noi oggi, tutti noi, stiamo pagando il debito lasciato dai nostri padri. Un peso, a volte, intollerabile. Abbiamo creato dei mostri per combattere quelli che ritenevamo i nostri nemici e ora si stanno rivolgendo ai loro creatori con la stessa famelica crudeltà. Mostri come il colonialismo, il post-colonialismo, i governi fantoccio, la corruzione, il consumismo, i facili arricchimenti, il potere elargito sulla punta delle baionette, il fanatismo e l’integralismo religioso. Abbiamo perso di vista la vera ragione che può condurci sulla strada giusta, quella maestra, quella dei valori consolidati, quella che può garantirci un futuro, quella che può riscattarci dalle miserie e dalle emarginazioni.  In quel tempo l’idea del grande documento verde dei diritti dell’uomo nell’era delle masse fermentava nella sua mente e nel suo cuore, era oggetto di profonde e serene discussioni e dibattiti nelle menti degli intellettuali, professori universitari e membri dei congressi e dei comitati popolari.

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