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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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Comment on the next general election in Brazil

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

From Tim Jagger, Head of Emerging Market Debt, e Ilan Furman, Portfolio Manager, Global Emerging Markets Equities di Columbia Threadneedle Investments. Since former President’s Dilma Rousseff’s impeachment in December 2015, the Brazilian administration has been pushing measures aimed at stabilising Brazil’s fiscal path and turning around state-owned companies. However, the country experienced a deep recession in 2015 and 2016, with GDP contracting by 3.5% each year. Since then the Government’s reform agenda, coupled with a recovery in commodity prices (such as iron and oil) have helped Brazil’s recovery as evident in GDP growth resumption coupled with low inflation and low interest rates.
Brazil’s general election starts this weekend with the first round of voting taking place on 7 October. The outcome is particularly hard to predict given the country’s very polarised political landscape. The current administration, PSDB, led by Geraldo Alkmin, has little public support, even though it brought about positive reform for the country and the politician with the most support, Lula, has been ruled out of the process by the courts as he is current serving time in jail.The Brazilian election process takes place in two rounds and two main candidates have emergedFernando Haddad, the former mayor of Sao Paulo, is supported by the popular Lula and represents the worker’s party (PT) Jair Bolsonaro, often referred to as the Brazilian Donald Trump, is a relatively controversial figure in Brazil due to some of his far right views. However, he is the favoured candidate by the markets, due to his choice of economics team, led by Pulo Guedes, a Chicago trained economist and a successful entrepreneur in Brazil’s financial markets. We expect there to be no winner during the first round of elections on 7 October, with Jair Bolsonaro likely to face Fernando Haddad in the second round on 28 October. However, there is no clear leader between them in the polls.While the election uncertainty is high, the country’s macroeconomics and corporate sector are in good shape, especially when compared to two or three years ago. Brazil’s corporate sector has many high-quality companies with strong balance sheets and strong market positioning. This has led to high structural profitability and attractive dividend yields.Several companies in Brazil are exposed to secular growth, where trends are driven by factors such as lower banking penetration and labour force formalisation. This is resulting in high growth in sectors such as asset management and insurance; and digitalization of the retail sector, reflected by high growth rates of digital payments companies. In our portfolios we continue to focus on high-quality names, using election volatility to our benefit. (by BC Communication)

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Non abbiate paura, non abbiamo paura

Posted by fidest press agency su sabato, 8 ottobre 2016

beppe_grillo-fonte-wikipediadi Beppe Grillo. La paura è qualcosa che non lascia spazio a commenti. Lo scopo biologico, la funzione della paura, è di fermarti e per lo più funziona. Non ci sono santi questa è la paura però ci sono le persone: tanto è perfetta la paura quanto è miracolosa la soluzione. Noi non abbiamo geni migliori per gestirla. Non abbiamo geni a 5 stelle o cazzate del genere, e la paura ci accomuna tutti in qualunque luogo e situazione, ci accomuna meglio di una preghiera oppure della fame. Essere in tanti vicini a chi sta sotto minaccia la farà scomparire, meglio del più perfetto dei balsami miracolosi.Le minacce che riceviamo e la paura che evocano, hanno tre conseguenze logiche:
1) significa che siamo sulla strada giusta, questo è certo quanto ovvio;
2) significa che siamo umanamente normali, se abbiamo timori per noi ed i nostri cari;
3) vuol dire che è arrivato il momento di scoprire se stiamo qui per effetto della curiosità elettorale del “stiamo a vedere come va a finire” oppure di un vero desiderio di cambiamento.
Non possiamo scroccare la solidarietà, soltanto riceverla, non è una delle tante frasi fatte della vita la solidarietà: se ci sarete vicini senza aspettare il giorno delle lacrime di coccodrillo vorrà dire che le minacce continue noi nostri confronti sono solo una freccia che indica la direzione da percorrere per liberare il Paese da queste mostruose sanguisughe.
Senza i cittadini le minacce, le malversazioni di opinionisti da mezzo soldo e le isterie dei giornalisti ci potranno condizionare? Non lo so, preferirei non doverlo scoprire.Con i cittadini al nostro fianco diventeranno semplicemente la parte brutta, la più odiosa, di un sogno che si sta concretizzando.Non abbiamo bisogno di scudi umani, ma di umanità. Siamo davvero così votati e, al contempo abbandonati? Non credo proprio, non posso e non voglio crederci! Se volete il cambiamento, se votate il movimento, stiamo uniti.

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Expert comment on how Brexit will impact the UK economy

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2016

The UK economy Daniele Bianchi, of warwick_campus_2_large, is an Assistant Professor of Finance and researches financial econometrics, asset pricing and commodity markets. Dr Daniele Bianchi said: “On the whole, the negative impact of Brexit on exchanges rates, on the political landscape, and on international trade agreements, will cause short-term damage to the UK economy, which will be unlikely to thrive in the longer run either. “If the UK votes for leave we should expect a substantial depreciation of sterling across major currencies in the very short-term. Volatility of the exchange rate against the euro and US Dollar is likely to increase as well, reflecting market uncertainty on the consequences, both politically and economically, of leaving the EU with a potential sell-off in sterling denominated assets.”The pound reacted quickly to opinion polls over the last week and will probably keep doing that as news on how the transition procedure to leave the EU unfolds.”Another source of uncertainty that a leave vote could trigger is political uncertainty. Brexit campaigners are a minority in the current government and a vote for Brexit could lead to political turmoil and a call for a new general election.”In the short to medium-term, this could also be reflected in the volatility of sterling against major currencies and financial markets as a whole, making the sterling devaluation persistent in the medium term. “In the longer term the economic consequences of a vote for Brexit are more difficult to estimate although a negative effect is to be expected. Indeed, 55% of the UK’s trade is with EU countries and 30% with countries that have agreements with the EU, agreements which should be re-visited in case of a Brexit. Arguably, leaving the single market would place the UK in a worse situation in discussing trade agreements.”

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Morte di Gianroberto Casaleggio

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2016

casaleggio-beppe-grillo“La morte di Gianroberto Casaleggio mi ha sorpreso questa mattina come un evento imprevisto e imprevedibile. Ho pensato: non è possibile. Sono così giovani e pieni di vita i colleghi del M5S, sempre così pronti alla protesta, alla reazione rapida di denuncia, alla sceneggiata incisiva sul piano mediatico, anche se a volte un po’ buffonesca: ma sono i giovani del Parlamento italiano. Giovani per età, per freschezza, perfino per ingenuità quando lanciano programmi così innovativi da far credere che nessuno prima di loro possa aver pensato quelle cose e addirittura possa aver provato a farle. Giovani con cui il mondo ricomincia, ma giovani che avevano alle spalle Grillo e Casaleggio, un uomo di spettacolo e uno di comunicazione. Il loro assist vincente. Distante da loro in molte battaglie, ma non in tutte, non se ne poteva non apprezzare la genialità comunicativa; l’evento spot che obbligava alla critica ma anche ad un sincero apprezzamento per la capacità di bucare lo schermo della pubblica opinione. Oggi che Gianroberto Casaleggio non c’è più, con un certo rammarico anche noi ci stringiamo accanto alla sua famiglia naturale, ma anche accanto a questa sua famiglia politica. E nel silenzio che meritano i fatti rilevanti, ci auguriamo che quella tradizione così efficace sul piano comunicativo non vada perduta”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Dispiacere e amarezza per la morte di Casaleggio. Cordoglio ai familiari e ai suoi affetti più cari”. Lo scrive su Twitter Simone Baldelli, deputato di Forza Italia e vice presidente della Camera.
“Casaleggio era certamente un innovatore, un innovatore in chiave antipolitica”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio. “Penso che un movimento di popolo possa continuare anche senza il fondatore. Auguro al Movimento 5 Stelle di continuare nella propria azione politica, nella lezione di Casaleggio. Tutto ci divide dal Movimento 5 Stelle, ma in queste situazioni, come dicono, ‘dei morti non si può che parlar bene’”. “Preferisco non fare calcoli politici in momenti del genere”, ha risposto Brunetta a chi gli chiedeva i possibili contraccolpi nello scenario politico nazionale dopo la scomparsa di Casaleggio. “Preferisco – ha sottolineato – rispettare il dolore di tutti i militanti e gli eletti del Movimento 5 Stelle, dolore a cui mi unisco come persona, come capogruppo di Forza Italia alla Camera e come collega dei deputati del Movimento 5 Stelle, che ricordo essere il primo partito italiano. Il primo partito italiano non è il Partito cosiddetto democratico. Come non rispettare il fondatore del maggior partito italiano? Questo è il nostro stile”, ha concluso Brunetta.
«La prematura scomparsa di Casaleggio colpisce tutti. Il mio cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia in questo momento difficile». È quanto scrive su Twitter il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Expert comment on the Bank of Japan holding interest rates at minus 0.1

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2016

Warwick Business SchoolBen Knight of Warwick Business School is a Professor of Economics and has researched the Japanese economy.Professor Ben Knight said: “The prospects for Japan’s exports are not good at the moment so the Bank is relying on domestic demand to maintain the economy’s momentum but it its questionable as to whether that is likely to happen “There was a sharp fall in consumer confidence reported in the monthly index produced by the Cabinet Office in February. If this is followed by a further fall in March and compounded by a fall in the quarterly Tankan index of business confidence in April the next meeting at the Central Bank may decide a further easing of monetary policy is needed.”The unchanged policy stance of Japan’s Central Bank is unsurprising after recent ‘big deal’ changes, but it is questionable whether it can persist with this ‘steady as you go’ approach.”

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Expert comment: AB InBev Q3 figures look good, but emphasise the need for SAB Miller deal

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2015

An expert comment on the latest Q3 figures from AB InBev as the deadline for its impending merger with rival SAB Miller looms, John Colley, a Professor of Practice at Warwick Business School and expert on large scale mergers, has made the following statement: “A working rule of acquisition or disposal projects is to at least achieve expectations during the period that the bid is ‘open’. AB InBev has achieved expectations in quarter 3 with some volume growth in Mexico and North Latin America, and continued earnings growth.”However, good third quarter results mask year to date figures which emphasise the continuing need for the SAB Miller acquisition. Volumes overall are declining as mature markets such as Europe, North America and North Latin America contract more rapidly than growth in markets such as Mexico and Southern Latin America. Craft beer brands and the continuing shift towards wine and spirits consumption is at the root of the problem. Costs are rising but in concentrated markets with few players the ability to raise prices and sell higher margin premium beers ensures that earnings before interest, taxes, depreciation, and amortisation (EBITDA) continues to progress.”Big brand beer brewing and distribution is a very profitable business indeed with EBITDA margins approaching a dizzying 40%. However with declining volumes there comes a limit to progressing earnings through price rises and cost savings. AB InBev does need an acquisition to continue earnings growth. This is likely to be through cost savings rather than access to growth markets, although AB InBev is promoting the bid as acquiring access to the African growth market. “However AB InBev is starting to look more like the conglomerates of the 1970s and 80s who successfully achieved earnings growth through acquisition and aggressive cost savings but were unable to organically grow businesses. A time came when they were worth more as separate businesses with dedicated management than a conglomerate.”

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Expert comment on Bank of England Inflation Report

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 Mag 2015

banking“The Bank’s revised economic forecasts paint a far from gloomy picture of the UK economy: growth is still predicted to be above 2.5% or more for the next three years, inflation is flat, the cost of borrowing is at an all-time low and unemployment is at its lowest level for several years.”But with productivity – total output for every hour worked – 17% below where it would be if we had maintained pre-financial crisis trend, living standards on average are still a long below where they should be. “The failure of productivity growth to pick up reflects underlying uncertainties in the economy. The massive policy uncertainties surrounding the outcome of the recent UK general election depressed investment in the second half of 2014. “While the Bank of England’s research suggests that investment intentions by UK firms are now strengthening, this has yet to materialise in strong and sustained business investment growth. In my view, the Bank is underplaying the considerable uncertainty remaining in the business environment and its effect on business investment. “Half of our trade is with the rest of Europe and with a patchy recovery across continental Europe, the very real potential of a Greek exit from the Eurozone and an upcoming UK referendum on whether we should stay in the European Union at all, many firms will be biding their time rather than spending a large amount of money on capital equipment that may lie idle when European order books run thin, no matter how cheap it is to borrow for investment. It’s much cheaper and far less risky simply to take on extra workers to increase short-term output. “Until those uncertainties are behind us and business confidence is restored, investment will remain depressed, productivity will fail to pick up and average UK living standards will still be depressed.”

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Commenti che offendono l’intelligenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 febbraio 2011

Lettera al direttore. Gentile direttore, alle volte mi viene voglia di non inviarle più miei scritti, per non leggere commenti insulsi. Ovviamente è solo un pensiero fugace, anche perché so perfettamente che lei non può eliminare commenti per il solo fatto che offendono l’intelligenza.
Mi riferisco al commento al mio articolo “Il Vaticano separa la Chiesa dal Cristo”. Vittorio Messori, giornalista e scrittore, non è uno sprovveduto, conosce bene il Vangelo, e le pare che se avesse potuto scusare la Chiesa, citando le parole di Gesù: «Date dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio», non lo avrebbe fatto?. E le pare che non farebbero altrettanto coloro che giustificano in qualche modo il silenzio (vero o presunto, non posso entrare qui nel merito) della Chiesa davanti ai crimini nazisti? “Gesù, andando molto di là della grettezza dei suoi avversari che avrebbero voluto prenderlo in trappola, chiedendogli: «Maestro…Dicci dunque il tuo parere: è lecito o no pagare il tributo a Casare?», enuncia un principio di enorme importanza nella storia religiosa non solo della nazione eletta, ma di tutta l’umanità: la chiara distinzione fra i poteri politici e quelli spirituali, tra Stato e religione. In concreto: pagando il tributo all’autorità romana non si compromette affatto l’autorità di Dio, perché l’ordine religioso come è voluto da Cristo non viene necessariamente limitato da quello politico” (Angelo Lancellotti – Nuovissima Versione della Bibbia – Ed. Paoline).
Vittorio Messori ha detto la verità. La Chiesa è obbligata ad osservare la diplomazia (fa rima con ipocrisia), poiché ha uno Stato (in realtà, esistono anche altre ragioni di puro interesse).  Il sottoscritto ha osservato che questo è il guaio della Chiesa, giacché non può apostrofare i potenti che vanno contro la legge di Dio, con le parole aspre di Gesù (non era un diplomatico!): “Serpenti, razza di vipere, come sfuggirete al castigo della Geenna?” (Mt 23, 33); “Guai a voi che siete ricchi…” (Lc 6,24). Un saluto cordiale (Renato Pierri) (n.d. Penso sia superfluo confermarle la mia stima e considerazione per quanto mi scrive e che non li considero solo una “lettera al direttore” ma dei piccoli saggi di riflessione religiosa che io leggo senza commentare poiché non c’è nulla da commentare ma inducono ad una maggiore riflessione. La ringrazio se, nonostante tutto, non mi fa mancare il suo contributo di idee. Come dire? Guarda e passa e non di curar di loro. D’altra parte  il “critico” citato è un genere di persona che non si rende nemmeno conto delle enormità che dice e della confusione che ha nella testa per sperare in un rinsavimento. Ma non credo sia del tutto colpa sua. Se non altro dimostra i danni che provocano certi insegnamenti capaci di generare un giudizio critico).

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Perché ho parlato di scisma strisciante?

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2010

Gli amici (virtuali) che leggono i miei, quasi, quotidiani commenti alla cronaca, si sono chiesti e mi hanno chiesto, se non trovo esagerato aver parlato di una scisma strisciante che  si sta verificando nella Chiesa cattolica e cristiana. Devo rispondere con crudezza, usando i termini che vanno usati, senza il falso pudore delle mezze parole. E’ impresa ardua concentrare in poche righe il contenuto, che andrebbe meglio  descritto citando le fonti che ne motivano le affermazioni. Cosa che ho fatto in svariate note, regolarmente inviate ai miei amici, basterebbe andare e ritrovarle per ottenere una dettagliata motivazione. Il momento  centrale che  lascia intravedere uno scisma nel mondo cattolico è dato dalle scelte che sono state operate;  scelte a seguito di una opzione che è stata esaltata: da una parte una sclta di Cristo e dall’altra quella che riguarda Berlusconi. Ratzinger ha scelto Berlusconi e lo si evidenzia in maniera non discutibile nella presentazione, a firma pontificale, al libro di Marcello Pera “Perché dobbiamo dirci cristiani”, visionabile nel lik qui riportato; si tratta di una scelta di liberismo, paragonato al cristianesimo, come se Cristo fosse stato  un antesignano della violenza del libero mercato.
http://www.calabresi.net/20081127834/nuovo-evento/presentazione-del-libro-perche-dobbiamo-dirci-cristiani.html Quanto poi al cattolicesimo “originale di Ratzinger, rimando al successivo link http://www.blogsicilia.it/blog/il-cattolicesimo-di-ratzinger/14672/ Il popolo dei fedeli è rimasto fedele a Cristo; da qui l’allontanamento dai vertici vaticani, che restano isolati dal reale mondo dei fedeli. Scegliendo Berlusconi, Ratzinger ha privilegiato lo Stato città del vaticano, del quale è il sovrano assoluto e ne gode dei vantaggi, al “Tu es Petrus”  e “Il mio regno non è di questo mondo”, optando per l8 per mille, per i finanziamenti alle scuole cattoliche, all’esenzione dall’ICI e a tutti i benefit che vengono elargiti, per ottenere quella primogenitura che permette di governare sul popolo dei fedeli. (Rosario Amico Roxas)

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Scontro in aula: errata interpretazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2010

Lettera al direttore. “Ho avuto modo di leggere sulla versione digitale del quotidiano “La Stampa” e riportata dal sito “Dagospia” in merito all’episodio verificatosi nella giornata di ieri nell’aula di Montecitorio, di un mio presunto commento in merito al sottosegretario Daniela Santanché, che avrebbe fatto scaturire lo “scontro” tra me ed il collega Martinelli. Il riferimento a questi miei presunti commenti mi amareggia profondamente poiché non sono mai stati proferiti dal sottoscritto commenti, illazioni o quant’altro nei confronti di un referente politico che rispetto, malgrado i recenti posizionamenti politici. Quello che si è verificato nella giornata di ieri, ampiamente amplificato dai media, si è limitato ad essere un confronto, sebbene animato, tra due colleghi, dove il livello di tensione sollecitato dai turbamenti politici di questi giorni, ha sollecitato una piccola ma controllata deriva. In ragione di tali aspetti, provvedo a chiedere una repentina rettifica di quanto espresso negli articoli citati, al fine di evitare che si inquadrino in una cornice di frivolezza, questioni di pregnante natura politica.  (On. Aldo Di Biagio)

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Il Pdl non esiste più?

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2010

Insieme a lui il governo. L’allontanamento dell’area finiana ne ha determinato la morte. Oggi, quello di Berlusconi è un altro partito. E anche la maggioranza, ammesso che ci sia ancora una maggioranza, è un’altra maggioranza rispetto a quella che gli elettori italiani hanno votato nel 2008. Per questo ritengo che andare alle urne sia la soluzione più utile al Paese, oltre ad essere un dovere democratico. Leggendo i commenti alla crisi, invece, mi accorgo che il ritorno alle urne non è fra le priorità della classe politica italiana. In Italia, oggi, le priorità sono altre, dicono. Non è la governabilità, non è la crisi economica, non sono i problemi dei precari e dei disoccupati. Mi domando in quale Paese si sveglino la mattina i politici italiani. Nel centrodestra è in corso una scellerata conta per determinare potere e poltrone. Così, la presa di coscienza dell’area finiana, rischia di rivelarsi del tutto inutile e più che una ciambella di salvataggio per il Paese rischia di trasformarsi in uno sterile dibattito politico per allontanarsi ulteriormente dai problemi reali dell’Italia. Ho già lanciato il mio appello a Fini e a Bersani, per votare una mozione di sfiducia e tornare nuovamente alle urne. Non ho ricevuto risposte. Ribadisco che non può esserci, da parte dell’Italia dei Valori, un eventuale appoggio ad un governo delle riforme. Perché, con questa maggioranza al potere, non possono esistere riforme utili al Paese ma solo ai loro interessi. Ritengo che andare alle urne per mandare a casa, definitivamente, il Governo e la sua cricca, sia un dovere per tutti quei partiti che tengono ancora al bene del Paese. Allungare i tempi è utile solo a chi deve trovare il modo di riorganizzarsi e al Presidente del Consiglio per portare a termine il suo disegno di illegalità e impunità, per sé, le sue aziende e i suoi sodali. (Antonio Di Pietro) (n.r. caro onorevole, non mi preoccuperai tanto di quanto accade in casa Pdl quanto in quella del Pd dove non esiste una leadership e il programma è di là da venire, In queste condizioni la vittoria di Berlusconi è assicurata e se fossi un suo consigliere gli suggerirei di andare alle urne subito. Ne uscirebbe un Fini a pezzi, un maggiore successo del Pdl e dei leghisti e un altro tonfo del Pd che alla fine non troverà di meglio che “spaccarsi” per ritrovarsi come oggi si trova il Pdl. Persino l’Udc ne uscirebbe con le ossa rotte.)

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I Promessi sposi

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2010

Brescia 27 aprile 2010 ore 20.45  Auditorium San Barnaba,  Corso Magenta 44/A I Promessi sposi di Alessandro Manzoni Letture teatrali con Massimiliano Finazzer Flory voce narrante  con la partecipazione di Gianmarco Gaspari, direttore del Centro Nazionale Studi Manzoniani, Milano e Caterina Demetz al pianoforte  Ingresso libero fino ad esaurimento posti  Con il patrocinio del comune di Brescia. A guidare lo spettatore alla comprensione del panorama storico-culturale nel quale si inseriscono “I promessi sposi” saranno le introduzioni e i commenti critici di Gianmarco Gaspari, direttore del Centro Nazionale Studi Manzoniani, ospitato presso la Casa del Manzoni in Milano. A fare da contrappunto alle letture le musiche di Bach, Beethoven, Prokofiev, Schubert eseguite al pianoforte dalla giovane Caterina Demetz. (Finazzer)

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Haiti: Save the Children

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2010

A due settimane dal devastante terremoto che ha colpito Haiti, Save the Children ha raggiunto più di 105.000 fra adulti e bambini, assicurando loro cibo, medicine e generi di prima necessità. Inoltre l’organizzazione sta garantendo protezione a migliaia di minori attraverso le 13 aree “a misura di bambino” messe in piedi e le attività di rintraccio e ricongiungimento dei minori con i genitori e i familiari. “Sono bastati meno di 40 secondi a cambiare la vita di centinaia di migliaia di bambini haitiani, che hanno perso amici, famiglia, maestri, e hanno assistito alla distruzione della loro casa e di tutti i loro beni”, commenta Filippo Ungaro, Responsabile Comunicazione di Save the Children, da poco rientrato da Haiti. “Save the Children sta correndo contro il tempo per dare risposta ai bisogni più urgenti dei minori e delle loro famiglie, distribuendo cibo, acqua, kit igienici e familiari e allestendo latrine e bagni. Data l’enormità del disastro l’intervento si protrarrà nei mesi e anni futuri”. Gli operatori di Save the Children a Port-au-Prince, Léogâne e Jacmel stanno lavorando notte e giorno per garantire salute, protezione ed istruzione alle migliaia di bambini sfollati in campi provvisori e spontanei: in particolare è stata fornita acqua potabile e latrine a 2.200 persone nei campi di Lakou Issa a del Teatro Nazionale a Port-au-Prince. Oggi sono state distribuite razioni bisettimanali di cibo a 600 famiglie di Léogâne, dove sono state anche portate coperte, teli di plastica e taniche per l’acqua. 2 cliniche mobili stanno assicurando cure e assistenza ad ammalati e feriti a Jacmel e Léogâne. Oltre 6.000 bambini stanno partecipando alle attività nelle 13 aree “a misura di bambino” messe su da Save the Children a Jacmel e Port-au-Prince. E oggi si è conclusa la formazione di altri 25 operatori in grado di allestirne altre 3 nei prossimi giorni, con l’obiettivo di aprirne 150 nell’arco delle prossime settimane.
Save the Children è presente ad Haiti dal 1978 con un ampio programma di prevenzione dei disastri, di educazione, salute, protezione, uno staff di circa 220 persone, un ufficio centrale a Port-au-Prince e altri uffici a Jacmel, Massaide e Gonaives.

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Carabinieri si nasce

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2009

Roma 22 dicembre 2009 – 10 gennaio 2010 Teatro Ghione Via delle Fornaci 37  Ercole Palmieri e Roma Spettacoli presentano Pino Ammendola in Carabinieri si nasce con Giorgio Gobbi, Vania Della Bidia, Bruno Bilotta, Andrea Manzalini, Patrizia Pezza,  con la partecipazione di Roberto Posse  E’ la sera di capodanno, nella piccola tenenza dei carabinieri del- l’isola di Ginestra, il maresciallo Sicchietta si appresta a recarsi in terra ferma, per partecipare al prestigioso veglione del circolo ufficiali. Tirato a “lucido” nella sua divisa migliore, subisce i  commenti dei suoi sottoposti, invidiosi di non poter condividere una così grande fortuna, del resto loro sono semplici appuntati o al massimo brigadieri e come ricorda spesso Sicchietta: “marescialli non si diventa… si nasce!”. Il maltempo però, inaspettatamente, blocca i collegamenti tra l’isola ed il continente,  nemmeno gli amici della Marina Militare possono aiutare Sicchietta, l’unica motovedetta disponibile è impegnata nella ricerca di una barca a vela dispersa. Così il povero sottufficiale è costretto a passare insieme ai suoi sottoposti l’ultima notte dell’anno. Ma un imprevisto turba la quiete della piccolissima isola: una lite nell’osteria del molo, unico esercizio aperto del posto.  Sicchietta ed il suo aiutante accorrono, mentre nella tenenza arriva una giovane donna terrorizzata. La sconosciuta  sentendosi in pericolo di vita chiede al giovane e ingenuo militare, rimasto in caserma, di arrestarla, perché solo la camera di sicurezza le sembra un luogo sufficientemente protetto.  La donna è molto bella e sembra disperata, ma il carabiniere non può di certo contravvenire alla regole arrestandola, l’unica cosa che si sente di fare è nasconderla nella sua stanza spacciandola per sua sorella. Il ritorno di Sicchietta con un uomo che potrebbe essere il persecutore della ragazza, scatena una serie di esilaranti equivoci che aumentano la sua confusione.  Alla fine, nessuno è quello che sembra, ma con un pizzico di fortuna il maresciallo riuscirà a dipanare il bandolo della intricata matassa, perché anche nelle situazioni più difficili: Carabinieri si nasce!

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Anniversario caduta dei regimi

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2009

Roma 16 novembre ore 15,00 Parlamento europeo Sala delle Bandiere Via Quattro Novembre 149 Testimonianze e commenti Intervengono: Emilio Colombo : Senatore a vita e già presidente del Parlamento europeo Arrigo Levi: Consulente personale del Presidente della Repubblica  Gianni Pittella: Vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli: Vicepresidente del Parlamento europeo Antonio Tajani  Vicepresidente della Commissione europea Modera: Dino Pesole – Il Sole 24 ore.

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Influenza suina e vaccino

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2009

(Informazioni dalla rete) Questo messaggio non vuole turbare nessuno, né dimostrare alcuna verità preconcetta, ma vuole essere d’aiuto a quanti stanno cercando di informarsi prima di vaccinarsi contro l’influenza A. Un aiuto necessario, visto che le informazioni che seguono in una buona percentuale dei casi risulteranno nuove rispetto a quanto media radiotelevisivi e quotidiani hanno fin ad oggi divulgato. Da quando il virus influenzale ha fatto la sua comparsa in Messico ad Aprile, siamo stati bombardati da commenti e considerazioni allarmanti sulla pericolosità di questo virus che nelle statistiche però ha dimostrato essere circa 100 volte meno virulento della normale influenza di stagione. Il vaccino distribuito in Italia al momento è stato prodotto dal colosso svizzero Novartis. I normali tempi di preparazione di un vaccino prevedono diversi anni di ricerca: bisogna isolare il virus, studiarlo, riprodurlo in laboratorio, mutarlo per ottenere la versione depotenziata, produrre il prototipo di vaccino, testarlo sugli animali e infine sugli uomini. La Novartis lo ha prodotto in soli 4 mesi, non ha avuto il tempo di testarlo adeguatamente, ed ha impiegato immuno-adiuvanti come l’alluminio e lo squalene, che lo rendono più potente e permettono di venderne una quantità di dosi che risponde alla richiesta di una vaccinazione così estesa. Lo squalene fu ritenuto responsabile della cosidetta “Sindrome della guerra del golfo” in 180.000 soldati (il 25% dei soldati vaccinati contro l’antrace), e collegato a malattie devastanti e autoimmuni come artrite, irritazioni e lesioni cutanee croniche, fatica cronica, emicranie croniche, perdita abnorme di peli, vertigini, debolezza, perdita di memoria, attacchi epilettici, problemi neuropsichiatrici, effetti antitiroidei, anemia, sclerosi multipla ecc.  I vaccini in distribuzione nel mondo in questo momento sono prodotti principalmente da GlaxoSmithKline, da Sanofi e Baxter. E’ stato riscontrato che Glaxo e Baxter avevano depositato i brevetti del vaccino già nel 2007, molti mesi prima della comparsa del nuovo virus.  L’influenza suina non è una assoluta novità. Nel 1976, negli Stati Uniti il Presidente Gerald Ford avviò una vasta campagna di vaccinazione contro il virus dell’influenza A che aveva fatto un morto e colpito, con sintomi leggeri, 240 soldati di stanza a Fort Dix, NJ. La temuta epidemia non arrivò, ma 500 americani soffrirono di effetti neurologici secondari da vaccino, la cui produzione era stata affrettata, e furono segnalati 25 decessi da sindrome di Guillain-Barré. Il vaccino venne ritirato immediatamente dal mercato in seguito a questi eventi. Oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità, un organismo fortemente permeabile alle pressioni delle grandi corporations dell’industria farmaceutica, ha scatenato una vera e propria isteria collettiva su quella che è a tutti gli effetti una influenza minore, di per sé incapace di propagarsi con forza tra la popolazione. Ha attribuito sorprendentemente il valore più alto di pericolosità a questa “pandemia”, chiedendo agli stati membri di dotarsi di strumenti normativi adeguati ad imporre (se necessario) vaccinazioni obbligatorie e ogni altra forma di limitazione della libertà personale al fine di affrontare il “tremendo flagello”. I quantitativi di vaccino che i governi hanno prenotato presso le multinazionali del farmaco dovrebbero essere somministrati in due tornate, la prima è stata appena avviata, la seconda dovrebbe avvenire intorno a Gennaio e coinvolgere la popolazione in maniera molto più capillare. Si prevede infatti per quel momento una diffusione molto più importante del virus. Uno studio del Dott. Mercola del Natural Health Center (Illinois) dimostra come i casi di influenza A censiti dalle autorità sanitarie negli stati uniti siano in realtà attribuibili al nuovo virus solo per il 15%. E’ molto importante vincere il condizionamento mediatico che è attualmente in atto e incoraggiare le persone a formarsi un’opinione critica in merito all’assunzione del vaccino, attingendo le proprie informazioni da fonti indipendenti, affidabili e non compromesse.  Confrontiamo sempre le informazioni che riceviamo cercando di riscontrarle per mezzo di fonti diverse. Rivendichiamo il diritto di poter decidere sulla nostra pelle: questa è l’unica garanzia che abbiamo per difendere la nostra salute, e la nostra vita ! (in sintesi)

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Contraccezione. Metodo già previsto in legge

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2009

Intervento della sen. Donatella Poretti, Radicali – Pd. segretaria commissione Igiene e Sanità La decisione dell’Aifa era un atto dovuto vista la procedura del mutuo riconoscimento di un farmaco sperimentato e utilizzato in alcuni Paesi europei da oltre 10 anni. La notizia in realta’ non c’e’ nonostante il susseguirsi di commenti: la legge 194/78 prevede l’interruzione volontaria di gravidanza e prevedeva anche la possibilita’ che le tecniche si aggiornassero e quindi non solo non prevedeva il solo intervento chirurgico, ma anzi promuoveva altre modalita’ tra cui appunto quello farmacologico. Chi decide di interrompere una gravidanza non desiderata non lo fara’ perche’ esiste anche la possibilita’ della Ru486, l’immagine di una donna che decide di non essere madre perche’ c’e’ una pillola e’ quanto di più maschilista e idiota possa essere detto. Se vogliamo parlare di aborto e di come fare a proseguire nel trend di calo di ricorso all’aborto, e’ bene parlare di contraccezione e di procreazione responsabile pensando anche di coinvolgere la scuola con momenti di informazione sessuale e le donne immigrate che sono quelle i cui numeri sono in controtendenza rispetto alle italiane. Dati tuttavia raccolti prima dell’entrata in vigore del reato di clandestinita’. Se infine vogliamo parlare di aborto sarebbe bene capire il dato inquietante dell’obiezione di coscienza da parte dei medici e dei sanitari ad una legge che pur con i suoi difetti ha dimostrato di funzionare. Capire perche’ gli obiettori aumentano fino ad arrivare nell’ultima relazione al Parlamento al dato complessivo di 70,5 per cento di ginecologi che fanno obiezione con punte nell’Italia meridionale di neppure due medici ogni dieci che realizza interventi di aborti nel rispetto della legge. La maglia nera e’ tuttavia del Lazio con l’85,6 per cento di obiettori, non sara’ un caso che e’ la stessa regione che ospita la citta’-stato del Vaticano che gia’ preannuncia scomuniche e quindi mancate commesse?

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Forche caudine si rinnova

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2009

E’ on-line il sito rinnovato (www.forchecaudine.com), frutto di un intenso lavoro per renderlo ancora più chiaro, bello e soprattutto in linea con le tecnologie più avanzate. Il suo nuovo look merita d’essere apprezzato e incoraggiato. “Forche Caudine” è nata – è detto in una nota di presentazione dell’associazione –  a Roma nel 1989 come rivista cartacea, promossa  da un gruppo di giovani professionisti – tra cui diversi operatori della comunicazione – accomunati dalle origini sannite, dalla passione per lo scrivere e dall’impegno civile e culturale. Oggi “Forche Caudine” è un qualificato quotidiano on-line di notizie e commenti su argomenti nazionali e internazionali, affidati a giornalisti ed esperti appartenenti per lo più alla comunità d’origine molisana ramificata nel mondo. Fa parte delle fonti giornalistiche di Google News ed è presente con una propria voce su Wikipedia. Giornale e associazione, diretti dal giornalista Giampiero Castellotti, promuovono da anni, con continuità, un fitto calendario di iniziative culturali, in particolare a Roma”. Presidente dell’associazione è Giampiero Castellotti. E’ nato a Roma nel 1964 da padre romano e da madre d’origine molisana. Iscritto all’Ordine dei giornalisti dal 1983, è giornalista professionista. E’ laureato con lode presso la facoltà di Lettere e filosofia, indirizzo comunicazione (Lumsa). Attualmente dirige la rivista Agricoltura Moderna, leader di settore, collaborando con diverse testate, tra cui il sito internet del Comune di Roma. Vice presidente è Donato Iannonenato a Napoli nel 1965 da genitori molisani di Sant’Elena Sannita. Avvocato. Ha svolto la libera professione presso il Foro di Napoli. Attualmente è funzionario amministrativo del Comune di Roma. Ha collaborato con il prof. Eugenio Romanelli Grimaldi presso la cattedra di Diritto finanziario alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Cassino. E’ relatore a convegni sull’emigrazione meridionale (in particolare, molisana) ed è autore di articoli su riviste molisane. Altre notizie possono essere attinte direttamente sul sito.

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Sicurezza alimentare

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2009

Il documento finale sulla sicurezza alimentare redatto e approvato da G8+5, più alcuni Paesi africani più un pattuglione di organizzazioni internazionali – FAO, IEA, IFAD, ILO, IMF, OCSE, UN High Level Task Force on the Global Food Security Crisis, WFP, World Bank, WTO a alcune realtà private e miste come Alliance for a Green Revolution in Africa (AGRA), Bioversity/Consultative Group on International Agricultural Research (CGIAR), Global Donor Platform for Rural Development, Global Forum on Agricultural Research (GFAR), non può fare a meno di riconoscere e di assumere le parole d’ordine e le richieste dei movimenti. I Grandi hanno riconosciuto che una sicurezza alimentare sostenibile, un’alimentazione sufficiente e un’agricoltura anch’essa sostenibile devono essere affermate come priorità nell’agenda politica, e per assicurarle debbono essere coinvolti tutti gli attori sociali rilevanti, – dalle istituzioni, ai piccoli produttori, al settore privato, a livello globale, regionale e nazionale. La cattiva notizia, secondo la coalizione Help Local Trade – che coordina ong Crocevia, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Fair, Mani Tese, ong Mais e Servizio Civile Internazionale e lavora per la promozione delle economie locali e solidali in risposta alla crisi della globalizzazione – è che questo testo mantiene al centro, in parallelo, i vecchi attori e modelli: una nuova spinta al libero commercio e alla WTO per risolvere la crisi, che Berlusconi stesso ha indicato come strumento strategico per permettere ai paesi poveri di battere la povertà, annunciando una mini-ministeriale per i primi di settembre che dovrebbe portare la WTO fuori dalle secche presenti. http://www.helplocaltrade.org

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Elezioni europee

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 giugno 2009

Questi sono i dati complessivi rilevati alle 8 di stamani tra i dati letti dal Viminale e da quelli forniti da altre fonti:
PdL : Il Popolo della Libertà 35,02%   29 seggi,
PD : Partito Democratico 26,1%        22 seggi
LN : Lega Nord 10,3%                           8 seggi
IdV-Lista Di Pietro 7,9%                        7 seggi
UDC :  6,5%                                          6 seggi
PRC-PdCI-S2-CU : 3,3%                     0 seggi
Sinistra e Libertà R.Sinistra 3,2%        0 seggi
Bonino/Pannella  2,7%                         0 seggi
Autonomia 2,1%                                   0 seggi
Altri 3,6%
Abbiamo la conferma che è stata scarsa l’affluenza alle urne in tutta l’Ue tanto che si parla di un 43,01% contro il precedente dato del 45,47%. In Italia non siamo da meno. Questo può avere un significato politico? E se si come dobbiamo interpretarlo? A nostro avviso esso denota una certa stanchezza dell’elettorato per una Europa comunitaria fatta di stati ma non di popoli. L’Europa ha perso mordente in molte cose: non si esprime all’unisono in politica estera, continua ad essere individualista in economia e nell’industria e nel welfare e nel lavoro. Non riesce ad avere una forza militare comune che si sottragga dalla logica degli eserciti nazionali. In definitiva ci troviamo con un’Europa che non decide e se lo fa rischia d’avere poco credito e si contraddice nel corso d’opera. Per quanto riguarda l’Italia il voto è stato, più semplicemente, un test per saggiare la forza dei rispettivi partiti politici. Abbiamo sommerso di accuse il leader del Pdl e i suoi oppositori erano convinti che la reazione dell’elettore sarebbe stata quella di abbandonarlo. Non è stato così. I più scontenti hanno preferito non andare a votare mentre gli altri hanno ritenuto, in massima parte, che il nostro capo del governo vada giudicato in modo diverso e appoggiandolo hanno voluto lanciare un segnale alle opposizioni. La vera sconfitta di questa competizione è la sinistra che avrebbe potuto diventare complessivamente una forza credibile, diciamo tra il 6 e il 7%, ed invece con il suo esasperato frazionismo è rimasta sotto la soglia del 3%. Una riflessione a parte andrebbe fatta per gli altri due partiti l’Udc di Casini e l’Idv di Di Pietro. Hanno raggiunto complessivamente circa il 16% dei voti ma rischiano di non riuscire a “monetizzare” il consenso avuto in quanto si sono collocati in una posizione ora rigida, quella di Di Pietro ed ora elastica quella di Casini che li ha lasciati in una condizione di stallo con un voto cuscinetto che rischia di penalizzarli in futuro se non cambiano strategia. Vi è poi la Lega di Bossi che con il suo 10% rappresenta lo zoccolo duro del Nord e spinge il Pdl su posizioni più nazionaliste ed egocentriste. L’Unione di centro, a nostro avviso, non fa storia. E’ un’aggregazione che vorrebbe avere la pretesa di rappresentare l’lter ego della lega nord al sud ma si fonda solo sull’exploit del suo leader Lombardo e sui maneggi siciliani. Vi escono sconfitti, soprattutto, i due movimenti politici storici quali il Partito Pensionati di Fatuzzo e la Dc di Angelo Sandri.

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