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Commento sul pre-meeting della BCE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 settembre 2021

A cura di Konstantin Veit, Senior Portfolio Manager European Rates di PIMCO. La BCE si riunisce giovedì. Attualmente la BCE acquista 80 miliardi di euro al mese nell’ambito del programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP) più 20 miliardi di euro al mese nell’ambito dei regolari programmi di acquisto di asset (APP) e in questa riunione il Consiglio direttivo rivedrà l’andamento dell’acquisto del PEPP a fronte di una nuova serie di proiezioni macroeconomiche trimestrali. Se la BCE probabilmente segnalerà un ritmo di acquisto del PEPP un po’ più basso nel trimestre successivo sulla base di rendimenti più bassi e di un miglioramento dei dati sull’attività, le continue preoccupazioni sull’evoluzione della pandemia e una prospettiva di inflazione a medio termine ancora debole rendono improbabile una riduzione più materiale del sostegno ai flussi.Continuiamo ad aspettarci un nuovo andamento per gli acquisti nell’ambito del PEPP di 60 miliardi di euro al mese, in linea con il ritmo di acquisto di inizio anno e con la nostra opinione secondo cui la BCE ridurrà nel tempo il ritmo degli acquisti mensili netti di asset, dagli attuali 100 miliardi di euro al mese a 60 miliardi di euro al mese nel 2° trimestre 2022. Non ci aspettiamo una significativa revisione al rialzo delle previsioni sull’inflazione IACP dell’1,4% per il 2023, e per maggiori dettagli sul futuro del PEPP oltre la sua prima data di conclusione a marzo 2022 dovremo probabilmente attendere la riunione di dicembre.Il sostegno persistente della BCE rimane un vento di coda per gli asset di rischio, ma le valutazioni attuali offrono poco spazio per una compressione significativa degli spread. Inoltre, i rischi per le prospettive macroeconomiche rimangono elevati e un regime di forte dominio fiscale sfuggente.L’attuale prassi di condurre una valutazione congiunta completa dello stato prevalente delle condizioni di finanziamento rispetto alle prospettive di inflazione nelle riunioni in cui sono disponibili nuove proiezioni rende il meeting di settembre uno dei più rilevanti, poiché il risultato di tale valutazione caratterizzerà il ritmo di acquisto del PEPP nel trimestre successivo. Per quanto riguarda la crescita, anche se è probabile che la BCE riconosca i continui rischi derivanti dalla variante delta, alla luce del miglioramento dei dati sull’attività è probabile una revisione al rialzo delle proiezioni di crescita a breve termine della BCE e probabilmente l’istituto di Francoforte continuerà a considerare i rischi per le prospettive economiche come ampiamente bilanciati. Per quanto riguarda l’inflazione, il verbale della riunione di luglio ha accennato a rischi al rialzo rispetto alle proiezioni di giugno, in particolare per quanto riguarda il breve termine. Per quanto una valutazione in base ai prezzi di mercato probabilmente vedrà una revisione al rialzo delle previsioni per il 2021 e il 2022, riteniamo improbabile che le aspettative per la fine dell’orizzonte di previsione vengano alterate in modo significativo. La proiezione dell’inflazione IACP più rilevante per il 2023 rimarrà invariata all’1,4% o vedrà un lieve aumento all’1,5%. Al momento, l’inflazione dell’area dell’euro è guidata quasi interamente dagli effetti di base dei prezzi dell’energia e non c’è stato alcun segno di una ripresa sostenuta delle pressioni sui prezzi sottostanti. Anche una piccola revisione al rialzo vedrebbe la BCE continuare a stimare un sostanziale undershoot rispetto all’obiettivo di stabilità dei prezzi nell’orizzonte di riferimento della politica. A dicembre la BCE pubblicherà le proiezioni economiche inaugurali del 2024, che probabilmente serviranno a caratterizzare la decisione sulla configurazione della politica di acquisto di asset nel 2022.Prospettive nel medio periodo. Attualmente la BCE acquista 80 miliardi di euro al mese nell’ambito del PEPP e 20 miliardi di euro al mese nell’ambito dell’APP. Una volta che gli effetti legati alla pandemia sul trend dell’inflazione saranno sufficientemente neutralizzati attraverso misure politiche temporanee come il PEPP e le disposizioni in materia di liquidità controllata, riteniamo che gli strumenti di acquisto di attività ordinarie torneranno alla ribalta per mettere a punto la politica monetaria post-pandemia a partire dal 2022, mentre i tagli dei tassi di interesse rimarranno in secondo piano. A nostro avviso, i risultati della revisione della strategia istituzionalizzano il recente passaggio della BCE dall’intensità alla durata del sostegno di politica monetaria, che si riflette in un focus sulla persistenza dell’azione di politica monetaria vicino al limite minimo dei tassi di interesse. Ciò che conta per la politica monetaria è l’ammontare totale degli acquisti di asset, mentre la divisione tra i programmi è in gran parte una decisione politica. Ci aspettiamo che il PEPP giunga al termine l’anno prossimo, potenzialmente già a marzo 2022, e che l’APP venga aumentato da 20 a 60 miliardi di euro al mese in cambio, dato che i progressi verso l’obiettivo del 2% di inflazione a medio termine rimangono scarsi. Ci aspetteremmo anche che la BCE mantenga la prassi delle periodiche valutazioni congiunte delle condizioni di finanziamento e delle prospettive di inflazione per determinare le quantità di acquisto di asset, e che enfatizzi le flessibilità dell’APP esistenti, in particolare in relazione a un meccanismo di trasmissione indebolito che dovrebbe dissipare le preoccupazioni sulla capacità e volontà di deviare dal capital key, se necessario. Crediamo che la nuova strategia sia sostanzialmente una vecchia politica e rafforzi la chiara volontà di mantenere più a lungo l’attuale impostazione di politica monetaria invece di allentare le proprie politiche in modo aggressivo. La BCE prevede attualmente un’inflazione IACP dell’1,4% per il 2023, e spostando il suo obiettivo di inflazione a medio termine a un simmetrico 2%, la BCE spinge al seguente quesito: come potrà raggiungere questo obiettivo più ambizioso da un punto di partenza così basso, utilizzando gli stessi vecchi strumenti? E in effetti, la revisione della strategia non ha interessato metodi o impostazioni specifiche per raggiungere il nuovo obiettivo del 2%. Fissare un obiettivo di inflazione più alto da solo, senza alterare il policy mix, non aiuta molto a dissipare i dubbi sul fatto che la BCE possa raggiungere o meno il suo nuovo obiettivo. Riteniamo che la nuova forward guidance sui tassi di interesse serva principalmente a evitare gli errori del passato, a tenere il Consiglio direttivo al palo e a evitare un irrigidimento prematuro (APT) della politica monetaria. Crediamo che la nuova forward guidance sui tassi di interesse implichi che la BCE dovrebbe ora prevedere l’inflazione al 2% per i due anni successivi all’anno in corso, e probabilmente l’inflazione core al di sopra dell’1,6% e con una tendenza all’aumento, prima di considerare un aumento dei tassi di interesse. Mentre l’APT della BCE ha lo scopo di rassicurare i mercati che la BCE rimarrà paziente e non ripeterà gli errori “hawkish” del 2008 e del 2011, questa strategia difensiva suggerisce inoltre che non ci sarà alcun serio tentativo di chiudere il profondo divario tra l’obiettivo di inflazione e l’inflazione prevista. Come la Banca del Giappone, la BCE è ora fermamente concentrata di più sulla stabilità e sostenibilità delle sue misure di politica monetaria e molto meno sul raggiungimento dell’obiettivo di inflazione in un orizzonte ragionevole.

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Commento post-BCE

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

A cura di Fabio Castaldi, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. Le aspettative di una riunione con potenziali novità importanti sul lato della riduzione degli acquisti del PEPP erano già venute meno nelle ultime settimane, in virtu’ dalla comunicazione aggressiva delle “colombe” del direttorio dell’ECB (Philippe Lane, Panetta e Villeroy de Galhau in testa) circa la necessità di mantenere condizioni finanziare accomodanti nella fase di uscita dell’economia europea dalla crisi pandemica. I mercati obbligazionari dell’area Euro e gli spread dei mercati periferici, in deciso recupero nelle settimane recenti, si erano pertanto riposizionati per un’ulteriore riunione di transizione. E tale è stato l’esito del meeting odierno. Revisioni al rialzo delle previsioni di crescita (ampiamente previste) e d’inflazione per il 2021 e 2022 ma invariate per il 2023. Sul lato inflazione buona parte delle revisioni al rialzo vengono attribuite ad effetti base o comunque temporanei con proiezioni a medio termine (1,4%) ancora ben al di sotto dell’obbiettivo di policy del 2%. In conclusione, gli acquisti di titoli obbligazionari da parte dell’ECB sotto il programma del PEPP continueranno al ritmo significativamente superiore rispetto ad inizio anno (ed incrementato nel secondo trimestre), con la dovuta flessibilità richiesta dal periodo estivo. L’attesa si sposta quindi alla riunione del 9 di settembre (il meeting di luglio non ci aspettiamo possa riservare novità importanti), quando anche la “revisione strategica della politica monetaria” da parte della ECB potrebbe essere in dirittura d’arrivo.

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Il commento post-BCE

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 marzo 2021

A cura di Adrian Hilton, Responsabile tassi globali e debito dei mercati emergenti di Columbia Threadneedle Investments. Mentre la Fed e la Banca d’Inghilterra sono state rassicurate dal riprezzamento reflazionistico dei mercati obbligazionari dall’inizio dell’anno, la BCE si è distinta per aver tentato di ridurre l’aumento dei rendimenti a lunga scadenza. Con la decisione odierna di
aumentare gli acquisti di obbligazioni nel prossimo trimestre, la banca ha mostrato la volontà di fare qualcosa di concreto.
Presiedere il consiglio direttivo deve essere come provare a riportare le pecore all’ovile, e l’apparizione di Christine Lagarde alla conferenza stampa post-riunione ha lasciato la netta sensazione che il consenso ottenuto sia fragile. Aumentando il ritmo di acquisto ma mantenendo la dimensione complessiva della dotazione del PEPP, e impegnandosi a mantenere le condizioni di finanziamento favorevoli (nonostante il suo lapsus verbale suggerisse il contrario), la decisione rivela un certo disaccordo che
potrebbe complicare comunicazioni future.

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Un commento al libro di Francesco Giubilei, ‘Conservare la natura’

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2020

“E’ un prodotto editoriale innovativo che toglie il silenziatore alla rumorosa storia dell’ecologismo non conformista.La destra e la causa ambientalista vanno d’accordo perché condividono una visione spirituale della vita e del mondo che porta a rappresentare la natura come l’altra faccia del sacro. Sentimenti ed emozioni affiancano in una visione romantica le nuove conquiste tecnologiche e per questo danno alla destra maggiore credibilità. Non ci fosse stata quella spinta non avremmo mai vinto la battaglia per salvaguardare il più suggestivo e irripetibile parco archeologico del mondo, quello dell’Appia antica, sconfiggendo un coacervo di poteri che erano stati autorizzati dalla sinistra a scaricare 2 milioni di metri cubi di cemento nella Tenuta di Tormarancia. Ora giace in Parlamento una proposta di legge di Fdi per dichiararlo parco nazionale.L’ambiente è una delle sfide presenti e future, ma occorrerà salvarlo dalle ricette globaliste e dalle loro influenze economiche. L’Europa, per esempio, non può dirci come dobbiamo spendere i soldi del Recovery Fund, visto che siamo i terzi contribuenti dell’Ue. Se uno degli argomenti è quello di tutelare l’ambiente la declinazione del principio non può essere uguale dalla Svezia all’Italia. La modalità per tenere insieme qui tutela ambientale e sviluppo economico non passa tanto per i pannelli fotovoltaici di fabbricazione tedesca con materie prime cinesi, ma per la realizzazione di infrastrutture utili a trasferire i trasporti dalla gomma al ferro, a realizzare il collegamento in elevazione o in tunnel tra la Sicilia e la penisola, a portare l’alta velocità a Palermo e a Pescara.Si faccia valere questo principio altrimenti il rischio è che le risorse del Recovery Fund finiscano per rappresentare solo nuovo debito improduttivo che peserà sulle nuove generazioni come un macigno”.È quanto ha dichiarato Fabio Rampelli vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenendo ad Ostia alla prestazione del libro ‘Conservare la natura’ di Francesco Giubilei.

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“Commento sulla sterlina”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 dicembre 2019

A cura di Alex Batten, currency expert and portfolio manager, fixed income. Il mercato ha prezzato particolarmente la maggioranza conservatrice. Le cicatrici dei sondaggi del passato significano che l’attuale vantaggio del 10% per i conservatori, che implicherebbe una solida maggioranza conservatrice, non è prezzata del tutto. Nel caso in cui venga restituita una maggioranza conservatrice, un passaggio in GBPUSD a 1,34-1,35 sembra ragionevole. È stato scritto molto sull’importanza per la sterlina di una maggioranza ampia di qualunque schieramento sia, cosa su cui siamo meno inclini a concordare. Qualsiasi maggioranza per i conservatori vedrà la firma di un accordo di recesso e il completamento della prima fase della Brexit.Una minoranza conservatrice sembra improbabile in quanto i conservatori hanno alienato i loro partner naturali (DUP) così come è avvenuto nel caso del hung parliament, cioè il DUP rappresenta l’ago della bilancia sia per i conservatori sia per il Labour/SNP/Lib-Dem ed è questo lo scenario in cui un no deal ha maggiori probabilità di verificarsi. Inizialmente ci aspetteremmo un calo del 3-4%. L’unica eccezione a questo sarebbe un governo a minoranza conservatrice sostenuto dai Liberal-democratici a condizione di un secondo referendum. Questo sembra molto improbabile data l’opposizione conservatrice al secondo referendum, ma sarebbe l’esito più favorevole al mercato e un passaggio a 1,40 in breve tempo sarebbe ragionevole.Un governo di minoranza laburista, presumibilmente sostenuto da Liberal-democratici & SNP, genererebbe molta incertezza nel breve termine ed è improbabile che sia di supporto alla sterlina. A più lungo termine, ci aspettiamo un rimbalzo in sterline poiché un secondo referendum è una delle poche aree di accordo all’interno di questa coalizione e le politiche più radicali (e ostili alla sterlina) del Labour sarebbero annacquate.Una maggioranza laburista sembra molto improbabile e la sterlina reagirebbe molto negativamente a questo risultato con un calo di circa il 4-5%.

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Commenti nomina Lagarde a Presidente BCE

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

By Michael Browne, co-gestore della strategia Equity Long/Short di Martin Currie (gruppo Legg Mason): La nomina di Christine Lagarde – e quella di Ursula von Der Leyen a capo della Commissione – da poco annunciata significa che il rischio di una hard Brexit è aumentato.Queste nomine sembrano echeggiare la tesi che “il problema dell’Europa è il suo non essere abbastanza integrata”, e mi aspetto che la Gran Bretagna sarà tra i primi paesi a trovarsi in difficoltà in questo senso, dovendo rinegoziare la Brexit. L’Europa sembra infatti serrare i ranghi.I rischi di conflitto arriveranno anche dalle varie fazioni populiste, che nelle ultime elezioni sono andate bene ma che in queste nomine sono state ignorate. L’Italia e gli stati dell’Europa Orientale non hanno ottenuto i posti di vertice, e hanno quindi perso influenza. Il rischio di tensioni è palese, e crediamo che nei prossimi cinque anni il rischio di una crisi del debito italiano sia alto. Queste nomine devono ancora passare per il Parlamento europeo, in cui potrebbe emergere il risentimento da parte dei principali gruppi politici (oltre che da quelli populisti) che non saranno d’accordo con la fine del sistema degli “Spitzenkandidaten” – dove il partito più grande nel Parlamento Europeo nomina i suoi candidati per le principali posizioni.
Lagarde ha assunto la direzione del FMI nel giugno 2011 al culmine della crisi greca, sostituendo il francese Dominic Strauss-Kahn. Durante quel periodo ha dimostrato fermezza e ha svolto un ruolo di figura istituzionale, lasciando il lavoro di rinegoziare il debito greco ai tecnici della Banca Centrale.Venendo da una formazione giuridica, è riuscita a negoziare i problemi – anche se adoperando spesso un pugno di ferro in un guanto di velluto. Il ruolo della BCE è diverso, essendo tanto tecnico quanto “presidenziale”. Per la BCE questa è una scelta di continuità e, poiché l’incarico durerà otto anni, si tratta di una decisione importante. Il mercato l’ha certamente vista come pro-accomodamento monetario, e ha reagito favorevolmente.
Andreas Billmeier, research analyst di Western Asset (gruppo Legg Mason): Con Christine Lagarde al timone della BCE subentrerebbe a Mario Draghi un altro esperto comunicatore e gestore di crisi. Il suo background come ministro dell’economia francese potrebbe essere d’aiuto nel persuadere i suoi ex colleghi ad una politica di bilancio più espansiva, laddove appropriato, alleviando in tal modo il peso gravante sulla politica monetaria – un punto sostenuto più volte anche da Draghi nel recente passato. In merito alla politica monetaria, pensiamo che sarà analogamente accomodante, e certamente Lagarde non ostacolerà il riavvio del programma di acquisto di asset se il bisogno diventasse (più) ovvio. Speriamo che la sua mancanza di competenze istituzionali – Duisenberg, Trichet e Draghi avevano tutti guidato banche centrali nazionali prima di diventare presidenti della BCE, e conoscevano dunque bene le procedure europee – non porti ad una maggiore volatilità nelle comunicazioni – un rischio che abbiamo visto verificarsi recentemente con il mandato di Jerome Powell presso la Federal Reserve Bank.”
Francis Scotland, Portfolio Manager e Co-Director Global Macro Research di Brandywine Global (gruppo Legg Mason): Presto avremo persone che hanno studiato legge gestire tre delle maggiori banche centrali del mondo: la Banca del Giappone, la Federal Reserve Bank ed ora la BCE con la nomina di Lagarde. È un bene o un male? Chiedere ad un esperto di legge di gestire la politica monetaria è come chiedere ad un economista di esercitare la funzione di giudice alla Corte Suprema? Vedremo quale sarà il nuovo orientamento nella politica monetaria europea. Kuroda ha legato il proprio destino a quello del Primo Ministro Abe e ha comprato metà del debito nazionale del Giappone. Draghi ha ribaltato la stretta monetaria di Trichet e ha fatto rizzare i capelli ai rigidi sostenitori del denaro difficile comprando debito sovrano. Powell è partito lancia in resta con la normalizzazione prima di venir ridimensionato dai mercato a fine 2018. Lagarde era a capo di un’organizzazione che aveva il compito di imporre sobrietà fiscale ai paesi in cambio di piani di salvataggio. Potrebbe rivelarsi un’antagonista dei teorici monetari moderni che sostengono la necessità di un’elevata spesa pubblica finanziata dall’emissione di moneta.

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Commento post elezioni europee

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

A cura di Andrea Delitala, Head of investment advisory di Pictet Asset Management. Le ultime proiezioni sulla formazione del prossimo Parlamento europeo mostrano che i partiti europeisti, Popolari, Socialisti, Liberali, Verdi e Sinistra, mantengono la maggioranza seppure con una maggiore frammentazione. I sovranisti crescono, ma non si è verificata l’ondata euroscettica che tanti paventavano. Qualunque sarà l’effettiva aggregazione di Governo, rimarrà un Parlamento di impronta europeista, dove le voci di dissenso difficilmente potranno influenzare sensibilmente le politiche. È evidente, però, che ora Popolari e Socialdemocratici, avendo perso la maggioranza assoluta delle preferenze, dovranno cercare nuove alleanze, includendo Liberali, Verdi o entrambi.
I Liberali includono i francesi di En Marche, mentre i Verdi hanno sfondato soprattutto in Germania. Quindi, è evidente che Merkel e Macron, potrebbero spingere in due direzioni diverse: l’inclusione dei Verdi presuppone nuovi equilibri anche interni alla Germania, Macron, invece, punterebbe a superare la logica tedesca del partito ‘dominante’ (e trovare sponda nella nuova ‘Lega Anseatica’). Al momento, non è semplice capire come si chiuderanno i giochi dei raggruppamenti e delle nomine. Il sospetto è che per il candidato dei Popolari Manfred Weber alla Commissione gli spazi si stiano restringendo. L’Italia, il cui governo sarebbe rappresentato solo all’opposizione nel Parlamento Europeo, rischia l’emarginazione e questo non agevolerà il dialogo, in vista della legge di bilancio.
Sul fronte interno, il rovesciamento dei rapporti di forza tra Lega e M5S apre interrogativi sulla tenuta del governo e dello stesso Parlamento: l’ipotesi delle elezioni anticipate resta percorribile, ma deve tenere in considerazione i tempi per l’approvazione della prossima legge di bilancio. Storicamente non ci sono state tornate elettorali politiche in Italia in autunno, pertanto lo scenario centrale è che l’attuale maggioranza possa essere la medesima che discuterà i vincoli di bilancio con la (nuova) Commissione. Si è già visto che quando l’Europa non concede spazi, il livello del confronto interno sale. Quindi si ritenta di forzare questi limiti, ma probabilmente senza grande possibilità di successo. A questo punto un rimpasto di governo a breve o anche nuove elezioni nel 2020 sono più probabili.Dal punto di vista dei mercati, questo voto non cambia in modo rilevante le prospettive europee. Si può immaginare una lieve indicazione positiva per gli asset rischiosi europei per aver superato un (possibile) momento difficile senza traumi. Per un effetto di medio-lungo periodo, però, bisognerà aspettare e vedere se e cosa cambierà nei prossimi giorni, fino alle prime nomine. L’evento più “temibile” sarebbe la nomina di un Presidente non mediterraneo (Weidmann?) alla guida della BCE. L’incidenza negativa, più che sugli asset europei in aggregato, si avrebbe su quelli periferici e l’Italia in particolare. È comunque troppo presto per poter fare delle ipotesi certe.
Sugli asset italiani, invece, i prossimi mesi rischiano di essere volatili: da un lato l’affermazione della Lega a spese del M5S dovrebbe indurla ad avanzare richieste in Europa per aggiungere capacità di spese infrastrutturali o riduzione delle tasse (flat tax). Dall’altro lato l’atteggiamento dell’Europa non sarà accondiscendente, poiché la posizione italiana risulta isolata: la notizia di ieri (lunedì 27 maggio), ad urne appena chiuse, è che la Commissione, il prossimo 5 giugno, potrebbe aprire una procedura d’infrazione all’Italia per mancato raggiungimento degli obiettivi di deficit del 2018. Dejà vu o scontro definitivo? Gli asset azionari europei in questo momento sono meno preoccupati rispetto alla primavera del 2018 sul rischio geopolitico poiché il rischio macro derivante dalle tensioni commerciali è preponderante. Un fattore positivo sia per BTP che per i mercati azionari è che il posizionamento risulta essere molto ridotto rispetto a un anno fa: non ci sono posizioni rilevanti di carry sul BTP da parte di investitori esteri e l’azionario europeo continua a osservare importanti deflussi settimanali (superiori ai €100miliardi cumulativi su fondi ed ETF). Il fattore più preoccupante è che il punto di partenza dello spread (270bp) è molto più vicino alle soglie di allarme (350bp) rispetto al 2018 (in questo momento lo spread del BTP e solo 40bp inferiore a quello del decennale greco).

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“Fed si mostrerà meno falco di quanto molti credano”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

Commento di John Bellows, portfolio manager di Western Asset (gruppo Legg Mason) sul meeting della Fed. La Fed si sta avvicinando ad un livello dei tassi considerato “neutrale”, e ciò potrebbe portare ad un cambiamento di strategia. In questo meeting è probabile che il FOMC – oltre a rialzare i tassi – modifichi la sua forward guidance, cancellando ad esempio l’affermazione sul fatto che i tassi resteranno al di sotto del livello previsto nel lungo periodo. Anche la descrizione della politica monetaria potrebbe venir ridimensionata da “accomodante” a “moderatamente accomodante”. Questi cambiamenti sarebbero un prendere atto che, dopo tre anni e sette rialzi dei tassi, la politica monetaria è molto più vicina ad un livello neutrale. È un segnale importante, che potrebbe presagire un cambiamento d’approccio da parte del FOMC. Ogni rialzo “oltre” il livello neutrale, infatti, non potrebbe più essere giustificato come parte della normalizzazione: dovrà invece rappresentare una risposta ai dati economici. Giunta alla neutralità, la Fed dovrà essere ancora più attenta alle sue dichiarazioni sulle future politiche monetarie.A giudicare dai prezzi, i mercati sembrano credere che il prossimo anno la politica monetaria della Fed andrà oltre la neutralità. Dopo quello di questo meeting, il mercato sta prezzando altri tre rialzi da qui a fine 2019: ciò porterebbe i tassi Fed Funds oltre il 2,75%. Si tenga a mente che John Williams ha dichiarato recentemente che a suo parere la “neutralità” sarebbe attorno al 2,5%. E colpisce ancora di più il fatto che il tasso quinquennale previsto tra cinque anni si attesti oggi al 3,15%: insomma, il mercato si aspetta 5 anni in cui il tasso medio venga mantenuto ben oltre la neutralità. Sarebbe una prolungata fase di restringimento, come mai avvenuto prima nella storia della Fed. Ci sono stati periodi di politiche restrittive, certo, ma mai per 5 anni consecutivi. Per giustificare un simile andamento dei tassi ci vorrebbe uno scenario di inflazione molto diverso da quello attuale.Le argomentazioni a favore di una politica restrittiva sono poco chiare, e non è affatto scontato che la Fed decida di restringere la politica monetaria oltre la neutralità. Negli Stati Uniti la crescita ha accelerato, dopo un Q1 leggermente al di sotto delle aspettative, e il tasso di disoccupazione è sceso dello 0,3% rispetto al meeting di maggio. La crescita dovrebbe rimanere solida quest’anno, grazie anche allo stimolo fiscale, ma non è chiaro se la dinamica di crescita sottostante sia cambiata, e ci sono buone ragioni per dubitare che sia così. Cosa ancor più importante, lo scenario dell’inflazione sembra molto lontano dall’essere minaccioso. La misura dell’inflazione preferita dalla Fed è ancora al di sotto dell’obiettivo del 2%, e la crescita dei salari resta a sua volta sotto il 3%. I rischi al ribasso per l’inflazione rimangono significativi, come hanno dimostrato i 5 anni di inflazione inferiore agli obiettivi negli USA, per non parlare della bassa inflazione in Europa e Giappone. A meno che il rischio di inflazione in aumento non diventi più serio, la Fed potrebbe decidere di mantenere una politica più o meno neutrale, per non mettere i bastoni fra le ruote alla ripresa economica in corso.
Il messaggio più importante di questo meeting riguarderà dunque le intenzioni della Fed una volta raggiunta la neutralità. Il rialzo dei tassi infatti è ampiamente previsto e non sorprenderà nessuno. La cosa più importante, invece, sarà il modo in cui il FOMC descriverà le sue intenzioni programmatiche ora che i tassi si avvicinano ad un livello neutrale. Come detto, i mercati sembrano aspettarsi che la Fed andrà oltre la neutralità, portando poi avanti per diversi anni una politica restrittiva. A nostro parere invece, a meno che lo scenario dell’inflazione non cambi radicalmente, la Fed non sentirà il bisogno di andare oltre il livello neutrale. Se la Fed si mostrerà cauta da questo punto di vista, molti operatori di mercato potrebbero restare sopresi. Sarebbe infatti il segnale che la Fed non è così “falco” come molti avevano temuto.

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Elezioni italiane: commento flash di Investec AM

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2018

Commento a cura di John Stopford, Head of Multi-Asset Income di Investec AM. Le elezioni italiane si sono concluse senza che vi sia nessuno schieramento ben posizionato per formare un governo stabile. Se una sorpresa v’è stata, questa è rappresentata dai grandi risultati ottenuti dai partiti populisti euroscettici: il Movimento 5 Stelle e la Lega Nord. Questo esito rafforzerà lo scetticismo degli investitori sulle prospettive di lungo periodo per l’Italia nell’area Euro, considerata una certa mancanza di competitività e crescita, insieme a un debito pubblico troppo alto. Nel breve periodo, prevediamo che verrà formato un governo instabile, probabilmente con un mandato per alleggerire la politica fiscale per provare a sostenere la crescita, ma è abbastanza probabile che si terranno nuove elezioni il prossimo anno. I mercati prezzano solo un modesto premio di rischio sugli asset italiani, e prevediamo che i BTP e i titoli orientati al mercato domestico, comprese le banche, resteranno relativamente deboli rispetto agli omologhi europei.

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Antonio Tajani commenta il possibile ritiro USA dall’accordo di Parigi

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 giugno 2017

european parliamentBruxelles. Dopo un incontro con i rappresentanti dell’associazione Green 10 in cui si è discusso di lotta ai cambiamenti climatici, di obiettivi di sviluppo sostenibile e del futuro dell’Europa, il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha dichiarato:”Sono molto preoccupato per il possibile ritiro dell’amministrazione statunitense dall’accordo di Parigi sul cambiamento climatico. La lotta contro il riscaldamento globale è una sfida essenziale che riguarda tutte le nazioni. È nostro dovere anche morale lasciare alle generazioni future un pianeta in salute e sicuro.Il cambiamento climatico non è una favola. È una realtà che colpisce la vita quotidiana degli abitanti della terra. Ogni giorno esseri umani muoiono o sono costretti a lasciare le loro case per colpa della desertificazione, della mancanza di acqua, dell’esposizione alle malattie, di fenomeni climatici estremi. La biodiversità e la sopravvivenza di centinaia di specie di flora e fauna sono minacciate. Non agire adesso significa far aumentare questo enorme costo umano, ambientale ed economico.L’UE deve continuare ad essere all’avanguardia sul fronte del clima. Il nostro impegno e la nostra determinazione devono continuare ad essere un esempio per le altre nazioni. La nostra strategia di azione sul clima rappresenta un’opportunità per creare nuovi posti di lavoro, attirare investimenti, promuovere nuove tecnologie verdi. Se vogliamo che l’accordo di Parigi abbia successo, l’Unione europea deve essere un leader mondiale dell’innovazione in questo settore. Dalla transizione energetica all’efficienza delle rinnovabili e ad un sistema di trasporto più sostenibile, possiamo fare in modo che la nostra industria e le PMI siano la spina dorsale della trasformazione ad un’economia a basse emissioni di carbonio come stabilito dall’accordo di Parigi.

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Sentenza Berlusconi commentata da Brunetta

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2013

“Questa sentenza fa paura. Fa paura non solo e non tanto perché cerca di assassinare moralmente e politicamente Berlusconi, ma perché mostra agli italiani in che mani sia oggi la giustizia. Quello contro il presidente del Popolo della libertà, Silvio Berlusconi, è un atto eversivo dei principi di legalità e del buon senso, sproporzionato e inaccettabile, messo in piedi da una parte della magistratura, ormai apertamente e sfacciatamente politicizzata.La sentenza sul ‘caso Ruby’ è l’ennesimo episodio deplorevole e incommentabile di una giustizia, quella italiana, davanti alla quale l’intero Paese dovrebbe interrogarsi e indignarsi. Costruire un castello accusatorio basato sul nulla cosmico, e smentito più volte dai protagonisti stessi della vicenda, oltre ad essere estremamente grave è preoccupante per la democrazia della nostra Repubblica.Da ormai vent’anni si tenta di eliminare un competitor politico di altissimo calibro usando, di volta in volta, i processi, le sentenze, la mala giustizia.Tutto ciò non è più accettabile. È arrivato il momento di dire definitivamente basta a questo attacco alla libertà. Il Pdl sarà al fianco del suo leader per combattere questa ennesima battaglia”.

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Berlusconi: abbiamo perso ma vinceremo

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 Maggio 2011

“Abbiamo perso, è evidente. Ma io sono un combattente e ogni volta che perdo triplico le forze. L’unica strada è tenere i nervi saldi e andare avanti. La maggioranza è coesa e determinata, ci restano alcune riforme da fare, tra cui quella fiscale, della giustizia e il piano per il Sud. Questo il primo commento di Silvio Berlusconi, dopo i risultati delle elezioni amministrative.

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Commento nuova giunta Alemanno

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 gennaio 2011

StefanoTersigni (Segretario Romano e Dirigente fiamma tricolore destra sociale) dichiara a proposito rimpasto Alemanno: “Il Sindaco Alemanno ha dichiarato che nelle nuove nomine assessorili imprimerà una svolta tesa a garantire maggior qualità, facendo fronte così alle sfide che deve e dovrà sostenere Roma Capitale. E’ proprio nel ricercare queste qualità che dovrebbe tendere la mano alla Fiamma Tricolore. La volontà del Sindaco di aprire alla Destra di Storace sarebbe cosa gradita se tenesse conto del fatto che la lista che ha concorso alle ultime comunali era : “La Destra – Fiamma Tricolore”(e di questo dovrebbe tener conto anche Storace che è stato eletto con i voti della Fiamma pure se non lo ha mai riconosciuto ufficialmente). Aggiungo che la Fiamma Tricolore ,a differenza dell’Udc,diede poi indicazioni di voto su Alemanno al ballottaggio. Considerando questi aspetti Alemanno, nel riformare la giunta, deve considerare la Fiamma Tricolore al pari della Destra di Storace e con una certa priorità morale rispetto all’Udc.

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Lettere al direttore in “libera uscita”

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 gennaio 2011

Lettere al direttore. Che brutta abitudine, quella di alcuni giornali, di pubblicare lettere contenenti notizie false, o concetti basati su una falsa morale. Sarebbe giusto cestinarle, oppure pubblicarle, sì, ma necessariamente non prive di commento da parte del giornalista che cura la rubrica. Scrive un  lettore, su un noto quotidiano del 5 gennaio: “Nei Paesi dove l’eutanasia è stata legalizzata, non poche persone sole e abbandonate sono state persuase a ricorrere a questo mezzo per disperazione, quando non siano gli stessi parenti a spingere il malato in quella direzione. L’eutanasia dovrebbe essere respinta non solo per motivi religiosi, ma soprattutto per motivi umani”. Passa il messaggio che in molti paesi la legge sull’eutanasia è stata così mal concepita da permettere ai delinquenti di ricorrervi per liberarsi del malato scomodo. Non si entra nel merito della giustezza o meno dell’eutanasia in sé, ma nel merito dell’uso improprio che alcuni delinquenti potrebbero farne. Passa il messaggio che esistano giusti motivi religiosi e umani in base ai quali è lecito privare un individuo della libertà di porre fine alla propria esistenza, qualora questa sia diventata per lui inutile e insopportabile. (Miriam Della Croce)

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25 arresti per droga e armi nel Casertano

Posted by fidest press agency su martedì, 7 dicembre 2010

“Rivolgo il mio solidale ringraziamento all’operato delle forze dell’ordine che ancora una volta hanno sventato un’attività criminale dai risvolti estremamente gravi”. Questo è il primo commento a caldo del vicepresidente dell’Italia dei Diritti, Roberto Soldà, alla notizia dei 25 arresti eseguiti per i responsabili di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e alla detenzione e porto di armi, anche da guerra, messi a segno dalla Polizia di Caserta, in collaborazione con le Squadre Mobili di Arezzo, Napoli e Pordenone. “Ritengo che il risultato prodotto dagli inquirenti debba considerarsi di maggior pregio – afferma il numero due del movimento presieduto da Antonello De Pierro –, considerando anche le innumerevoli difficoltà che questi uomini, i quali lavorano per garantire la sicurezza di tutti i cittadini, devono sopportare ogni giorno a causa dell’inammissibile mancanza di fondi destinati al servizio d’ordine nel nostro Paese. Mi chiedo – conclude Soldà – quali obiettivi potremo finalmente raggiungere se il Governo collocasse al posto giusto i soldi sborsati da tutti gli italiani”.

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Le ambasce di Mara Carfagna

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2010

Da il Messaggero del  20 novembre apprendiamo che Mara Carfagna intende prima votare la fiducia e poi dimettersi da ministro e qualcuno aggiunge: “forse anche dal Pdl e da parlamentare”. Da questa notizia ci giunge puntuale il commento di Rosario Amico Roxas: “Non accenna a lasciare il partito; vada per il ministero, vada per il Parlamento, ma niente del partito che poi è quello che ha fatto scatenare la sua ira. Il cavaliere ostenta sicurezza; ritiene di poter usare il suo irresistibile fascino per far tornare la fuggiasca all’ovile (sic.). Il vitello grasso che era pronto per Casini, adesso è diventato un vecchio manzo, neanche buono per la riproduzione. Ma la povera Carfagna adesso si ritrova afflitta da grave problema di scelta dove andare a parare; abbandonare il patinato mondo della casta sarebbe troppo, per cui deve decidersi. Con i Finiani non può per via di Italo Bocchino, i suoi detrattori e detrattrici (buone quelle!) cederebbero a facili ironie; meno che meno potrà avvicinarsi all’UDC, sempre le sue detrattrici insinuerebbero che è tornata a casa… stante il presidente che si ritrovano. Alla Lega non la vorrebbero per non urtare la suscettibilità del cavaliere, ma poi con quel ministro degli interni le ironie non mancherebbero. Sarà questo il tormentone invernale, almeno fino al 15 dicembre… poi vacanze di Natale”.

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Marta: il dolore non proviene da Dio

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Lettera al direttore. L’editoriale a pag. 5 del settimanale Tempi, diretto da Luigi Amicone, riporta le parole di Marta Bellavista, morta dopo lunga malattia, all’età di 27 anni, appuntate dal padre al suo capezzale, e lette durante il funerale. Leggo, fra l’altro: “La vita è gioia e dolore ed è così perché l’ha fatta così Gesù, è per questo che dico sì alla mia malattia… Questo succede per grazia…”. L’autore dell’articolo, scrive: “Niente da aggiungere e nulla da commentare”. Io, in verità, un piccolo commento avrei da farlo. La povera Marta, infatti, s’ingannava. Gesù non ha fatto la vita così. Un’errata interpretazione del Vangelo, ha fatto diffondere la credenza che il dolore degli uomini sia quasi una grazia di Dio. Ma il dolore, la malattia, la morte non possono venire da Dio. Ce lo dicono le Scritture, e lo conferma la ragione. Giovanni Paolo II, nell’Enciclica Evangelium vitae (1, 7), scriveva: “Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi… Il Vangelo della vita, risuonato al principio con la creazione dell’uomo a immagine di Dio per un destino di vita piena e perfetta, viene contraddetto dall’esperienza lacerante della morte che entra nel mondo e getta l’ombra del non senso sull’intera esistenza dell’uomo”. Del resto, com’è possibile attribuire a Dio il dolore immenso dell’umanità, il “non senso”, l’ingiustizia, soprattutto, della distribuzione  della sofferenza nel mondo? Non significa offenderlo? (Renato Pierri)

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Appello anticaccia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 settembre 2010

Una forte presa di posizione, un sentimento che si va diffondendo sempre di più nella pubblica opinione. Questo il commento della LIPU-BirdLife Italia all’appello anticaccia della cantante Giorgia, pubblicato oggi sul portale web Il Respiro.eu, alla vigilia della nuova stagione venatoria che prenderà il via da domani in quasi tutte le regioni italiane. L’appello esprime, con toni forti, una posizione contro la caccia che è largamente condivisa nella società, come dimostrano i numerosi sondaggi pubblicati negli ultimi due anni e che hanno sempre espresso una netta contrarietà di larga parte dell’opinione pubblica.“Giorgia – dichiara Elena D’Andrea, Direttore Generale LIPU – pone attenzione su aspetti chiave come la fragilità dell’ecosistema, già minato dalla distruzione dell’habitat e dall’inquinamento, l’utilizzo di richiami vivi, una delle pratiche più crudeli diffuse nell’attività venatoria, o la caccia ludica, che si esprime soprattutto con la caccia in deroga ai piccoli uccelli protetti. Battaglie giuste – prosegue il Direttore LIPU – sulle quali anche la nostra associazione è impegnata da tempo attraverso appelli e campagne. Nel nostro sostegno all’appello di Giorgia – conclude – vogliamo ribadire l’importanza  di tutelare la natura e del rispetto delle norme vigenti, che purtroppo, anche in questi giorni di avvio della nuova stagione venatoria, vediamo venir meno”.

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Le musiche di Remo Anzovino a doc3

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2010

Mercoledì 28 luglio alle 23.30 va in onda su RaiTre, nell’ambito della nuova stagione del programma Doc3, l’appuntamento settimanale con il documentario d’autore, il film Il Lupo in Calzoncini Corti di Nadia Dalle Vedove e Lucia Stano, un viaggio alla scoperta della realtà delle famiglie omogenitoriali in Italia. Tra i vari brani del commento musicale al film, ne sono stati scelti tre scritti dal compositore Remo Anzovino. “Le musiche di Remo Anzovino  – dichiarano le registe – riescono a dare potenza a momenti del racconto filmico, entrando in perfetta sintonia con il vissuto dei protagonisti e le loro storie”.
Che cosa sono le famiglie omogenitoriali? Le due famiglie protagoniste del documentario Il Lupo in Calzoncini Corti  rispondono a questa domanda, lasciandoci entrare nelle loro vite. Luca e Francesco stanno insieme da 13 anni, e il loro desiderio di essere padri può diventare realtà  grazie ad una clinica canadese e a una donna che si è offerta di portare avanti la gravidanza al posto loro.  Joshua, 7 anni, ha due mamme, ed è lui, con i suoi fratelli, a raccontare la sua vita e il mondo che lo circonda. Telecamera alla mano ci stupirà come solo la naturalezza dei bambini può fare. (remo anzovino)

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Luglio Romano

Posted by fidest press agency su martedì, 6 luglio 2010

Ventimiglia. E’ la manifestazione estiva organizzata dal Comune. Questa è la prima edizione con la direzione artistica di Pepi Morgia. Saranno presenti personaggi di fama nazionale che si alterneranno nello splendido scenario dell’anfiteatro romano, uno dei più piccoli che si conoscano e unico in Liguria.Di seguito il calendario:
20 luglio: David Riondino presenterà “Alatiel” (dal Decamerone di Boccaccio) con commento musicale di Christian Gullone
24 luglio: ” Ricordi sbocciavano le viole”, omaggio a Fabrizio De Andrè. Voce narrante l’attrice Valentina di Donna. Accompagnamento musicale del trio “Creuza de ma” formato da Nicoletta Valesini, Mauro Crespi e Daniele Ducci
26 luglio: Mario Luzzato Fegiz, giornalista del Corriere della Sera, presenterà “Fatti e misfatti della musica italiana”. Parteciperà Roberto Santoro.  Tutti gli incontri sono a ingresso libero

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