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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

Posts Tagged ‘commerciale’

Fare Impresa: come salvare l’attività commerciale

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Fare Impresa: come salvare l’attività commerciale, di Emanuele Rizzo e Osvaldo Duilio Rossi, IFOR, 86 pagine, ISBN 979-85-5715-178-8, 2020. Un libro di microeconomia pratica per i piccoli imprenditori che hanno bisogno di capire quali elementi della propria azienda subiscono o innescano la crisi d’impresa: perché le disfunzioni economiche di un’attività commerciale dipendono anche dall’impresa stessa (da come l’imprenditore alloca le risorse), oltreché dai fattori esterni (come i fallimenti dei mercati). Il libro spiega al piccolo imprenditore come svolgere le rilevazioni econometriche più utili, con un approccio pratico, partendo dai dati contabili essenziali: come compilare la prima nota; quali criteri adottare per catalogare i fattori produttivi e gli output; come confrontare gli input più significativi con i prodotti più o meno performanti; come distinguere un periodo di crescita da uno di ripresa o da uno di indebitamento; come ragionare in termini di bilancio in pareggio, perciò di sopravvivenza dell’impresa, e di riprogrammazione dei costi; e come (e perché) coinvolgere i dipendenti e i collaboratori nelle decisioni sulla conduzione dell’azienda. La CoViD-19 ha intensificato i rischi di crisi economica per le piccole imprese (dai commercianti ai lavoratori autonomi, agli artigani, ecc.): il ritorno degli investimenti (ROI) risulta negativo per varie ragioni, come il dovere di sospendere certe attività, nonostante le spese sostenute per adeguare le misure anticontagio, così ottemperando ai vari D.P.C.M. del 2020, ma indebolendo la performance imprenditoriale. Molti prendono la decisione di chiudere l’impresa o di tagliare i costi più alti o, peggio, di indebitarsi, per provare a uscire da una trappola (anti)economica. Però, anche prima della pandemia da coronavirus, molti imprenditori di piccole dimensioni tentavano una di quelle strade (debito, tagli o chiusura) per reagire alle difficoltà o per provare a incrementare gli utili. Fare Impresa spiega che l’attività economica si può salvare anche in altri modi – intervenendo sugli indicatori sensibili – e che, d’altra parte, certe decisioni intuitive – come tagliare i costi – possono rivelarsi più disastrose di quanto si creda. Per esempio: la regressione lineare può rivelare che un risultato operativo attivo “nasconde” una tendenza generale all’indebitamento, se poche raffiche di ricavi notevoli compensano serie costanti di costi. Gli imprenditori “navigati” potrebbero considerare banali alcune indicazioni fornite nel libro, ma tanti altri imprenditori – soprattutto quelli “alle prime armi” – potrebbero avere bisogno di una cultura imprenditoriale più tecnica (microeconomica), benché possano avere capacità aziendali eccellenti nel proprio settore di attività. L’econometria per la piccola impresa consente di pianificare strategie aziendali razionali ed efficaci. Una logica tecnica (per interpretare i dati) si deve affiancare a una serie di strumenti pratici (per elaborare e per estrarre i dati economici): il libro fornisce questi strumenti teorici e pratici, “pretendendo” che l’imprenditore investa innanzitutto su sé stesso – sulla propria cultura imprenditoriale e sul proprio coinvolgimento critico – anziché delegare ad altri una serie di consulenze che, a volte, possono risultare antieconomiche.

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Politique commerciale protectionniste agressive

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

L’accord signé par les Etats-Unis et la Chine le 15 janvier 2020 a capté toute l’attention médiatique. En ce début d’année d’élection présidentielle américaine, Donald Trump claironne que son Phase one deal démontre l’efficacité de sa politique commerciale protectionniste agressive. Sa volonté de réduire un déficit commercial, qui a encore fortement augmenté sous sa présidence, se focalise d’abord sur des parts de marché gagnées à base de menaces tarifaires. […] Mais au-delà du doigt, il faut regarder la lune. […] C’est donc bien plutôt à l’accord signé la veille du Phase one deal, le 14 janvier, qu’il faut prêter attention. Le signal envoyé par la Trilatérale rassemblant les Etats-Unis, l’Union européenne et le Japon pour limiter les subventions industrielles est un pas important et pourrait s’avérer un tournant s’il ouvrait la voie à une réforme du multilatéralisme à l’OMC qui permette de rétablir une concurrence loyale.

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Il nuovo negoziato commerciale con gli USA

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 febbraio 2020

Roma, 11 febbraio 2020 ore 10 @ Sala Stampa Camera dei Deputati, via della Missione 8 Intervengono: Associazione rurale italiana – Antonio Onorati; Associazione biodinamica – Carlo Triarico, CGIL – Giacomo Barbieri, Movimento Terra Contadina – Elisa d’Aloisio, Federbio – Maria Grazia Mammuccini, Greenpeace – Federica Ferrario; Slow Food; Terra! – Fabio Ciconte e i Parlamentari firmatari di interrogazioni e mozioni sul tema: alla Camera: Sara Cunial (Misto), Stefano Fassina (LeU), Lorenzo Fioramonti (Misto), Rossella Muroni (LeU) al Senato: Saverio De Bonis (Misto), Loredana De Petris (LeU), Carlo Martelli (Misto), Paola Nugnes (Misto) modera Monica Di Sisto
Fairwatch – Campagna StopTTIP/CETA Italia. Nel 2015 un’imponente mobilitazione di organizzazioni ambientaliste, associazioni della società civile, sindacati, movimenti contadini, produttori e consumatori di tutta Europa e negli Stati Uniti portò all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni i rischi per la salute pubblica, l’occupazione, l’ambiente, il cibo, la produzione italiana, la biodiversità e la democrazia presentati dal Trattato transatlantico di liberalizzazione commerciale tra USA e UE TTIP. Il negoziato subì una pausa con l’elezione di Trump, ma proseguì sotto traccia fino all’estate scorsa, quando Junker volò a Washington e sottoscrisse un accordo di principio per ricominciare a negoziare, sotto la minaccia di una pioggia di dazi.Ora la nuova commissaria Ursula von der Leyen non soltanto accelera per un nuovo accordo, ma appoggia la richiesta di Trump perché si negozi sull’agricoltura, argomento escluso nel mandato conferitole dai Governi dell’UE. In assenza di alcun impegno concreto sui dazi già imposti da parte di Trump, l’UE sembra disposta a cedere su un trattato che disinneschi per sempre il Principio di precauzione, forzi le regole europee attualmente in vigore su pesticidi, OGM e NBT, apra un canale permanente di negoziato transatlantico sugli standard di protezione sociale, ambientale e di sicurezza alimentare che sono il più grande ostacolo, attualmente, all’arrivo di merci USA nel mercato europeo.Il Governo italiano precedente non ha discusso la sua posizione con le parti sociali – neanche con il Parlamento italiano – prima di concedere il nuovo mandato negoziale, e quello attuale tace sull’accelerazione presente. La ministro dell’agricoltura Bellanova, incontrando il collega americano Perdue, si è addirittura mossa al di fuori del perimetro del mandato europeo che esclude l’agricoltura dalle trattative.
Questa mancanza di trasparenza è inaccettabile per le organizzazioni della società civile: ci appelliamo al Parlamento perché insieme a noi ottenga un vero dialogo, che tenga conto delle preoccupazioni dei cittadini e delle parti sociali, e maggiore trasparenza su temi così importanti che colpiscono il cuore del sistema dei diritti e delle regole condivise e difese nel nostro Paese.

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Impatto della guerra commerciale USA-Cina

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

A cura di Luca Paolini, Chief Strategist e Patrick Zweifel, Chief Economist. Quando il commercio smette di funzionare, ci perdono tutti. Quindi gli investitori dovrebbero prepararsi alle conseguenze del recente tira e molla nella disputa commerciale tra Cina e Stati Uniti, in cui Pechino ha annunciato tariffe di ritorsione in risposta alla mossa di Washington di aumentare i dazi su 200 miliardi di dollari di merci cinesi. I nostri calcoli indicano che una guerra commerciale su larga scala tra la prima e la seconda economia al mondo ha il potenziale di far entrare l’economia globale in recessione e condurre ad un brusco crollo dei titoli mondiali.Il nostro modello indica che se un dazio del 10% sul commercio statunitense fosse trasferito al consumatore, l’inflazione mondiale salirebbe di circa 0,7 punti percentuale.Ciò, a sua volta, potrebbe diminuire gli utili societari del 2,5% e tagliare i price-to-earnings ratio delle azioni globali fino al 15%. Tutto ciò significa che le azioni globali potrebbero perdere il 15-20%. Il che, in effetti, riporterebbe indietro di tre anni l’orologio del mercato azionario mondiale. I rendimenti delle obbligazioni statunitensi possono crollare, ma la portata della flessione sarà limitata per via di un impatto inflazionistico dovuto ai dazi.
Washington e Pechino potrebbero ancora raggiungere un accordo alla riunione di giugno del G-20. Ma se così non fosse, gli aumenti dei dazi previsti potrebbero causare sofferenza ad entrambe le economie: riteniamo che i provvedimenti commerciali esistenti potrebbero ridurre la crescita cinese dello 0,5% e quella degli Stati Uniti di circa lo 0,2%.A peggiorare le cose, l’impatto di una guerra commerciale sarebbe percepito ben oltre i confini delle prime due potenze economiche mondiali. Economie aperte, come Singapore e Taiwan in Asia e Ungheria, Repubblica ceca e Irlanda in Europa sono potenzialmente più vulnerabili rispetto a Stati Uniti e Cina.

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Verso la Brexit: Toscana protagonista dei rapporti con Regno Unito e Irlanda

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Firenze. E’ di oltre 34 miliardi di euro, in netta crescita, l’interscambio commerciale dell’ultimo anno fra Italia e Regno Unito, di questi un decimo (3,8 miliardi) passa dalla Toscana, con il nostro Paese che vanta un surplus di circa 11 miliardi. Con l’Irlanda l’import-export è arrivato a quasi 6 miliardi, in grande crescita nell’ultimo anno (+13,8%) e la Toscana che ha una quota superiore al 5%. E’ partendo dalla realtà di questi numeri e di fronte allo scenario dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea fissata per il 29 marzo 2019 che la Camera di Commercio italiana per il Regno Unito (ICCIUK), con il patrocinio di Camera di Commercio, Comune e Città metropolitana di Firenze, ha organizzato il Forum Italy-UK-Irlanda. Fra gli altri, hanno partecipato alla mattina di discussioni l’ambasciatore irlandese a Roma Colm Ó Floinn, il responsabile del dossier EU Exit all’ambasciata britannica a Roma Jakob Lund, la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, la vicensindaca di Firenze Cristina Giachi, il presidente della Camera di Commercio di Firenze Leonardo Bassilichi e il presidente di Confindustria Firenze Luigi Salvadori, insieme a esponenti del mondo imprenditoriali, ai senatori Laura Garavini, Vito Rosario Petrocelli e al sottosegretario agli Esteri Guglielmo Picchi. I panel tecnici dopo l’intervento iniziale di Massimo Messeri si sono concentrati su sanità, cibo e turismo, manifattura, settore bancario e finanziario, cultura e innovazione. Ha chiuso la mattinata il presidente di ICCIUK Leonardo Simonelli. Al centro della discussione come rafforzare la competitività delle imprese in un momento in cui sembrano vincenti le strategie «glocal», che puntano a valorizzare le opportunità della globalizzazione pur tutelando identità, tradizioni e realtà locali, e le testimonianze delle aziende che sono riuscite a consolidare gli storici legami con il Regno Unito e quelli più recenti, ma in costante crescita, con la Repubblica d’Irlanda. Fra i settori dove gli scambi sono maggiormente attivi fra il nostro Paese e la Gran Bretagna nell’export il tessile, l’’abbigliamento, la pelle, gli accessori (13,3% del totale) e i prodotti alimentari (13,1%), nell’import i mezzi di trasporto (22,9%), il farmaceutico (10,3%) e il chimico (9,2%). Con l’’Irlanda è il settore farmaceutico il più vivace: rappresenta il 51,3% nell’import e il 40,5% nell’export, seguito dal chimico (16,1% nell’import, 12,4% nell’export).

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Dazi: Si profila una guerra commerciale globale?

Posted by fidest press agency su sabato, 9 giugno 2018

“Fa bene l’Unione Europea a rispondere alla follia dei dazi americani con i contro-dazi per difendere le nostre produzioni, dall’acciaio ai prodotti agroalimentari, ma, come ha giustamente detto il Presidente Tajani, nessuno può permettersi una guerra commerciale.E’ quindi assolutamente necessario che il Governo italiano faccia di tutto con i partner europei per scongiurare questo enorme pericolo. Da questo dossier, si capisce che l’Europa è necessaria e ci indica l’importanza di una Europa unita e compatta, che sia in grado di dialogare con il Governo americano ribadendo la necessità che, anche su questi temi, ci sia un ‘patto’ atlantico vero e forte, altrimenti poi come ci può chiedere l’America di essere duri sulle sanzioni alla Russia?”. Lo afferma in una nota Raffaele Nevi, deputato di Forza Italia. (n.r. Questa guerra era nell’aria ed è la diretta conseguenza delle disomogeneità economiche, finanziarie e retributive del mondo del lavoro. La globalizzazione le ha messe a nudo e ora è necessario andare alla radice del problema se non vogliamo che ci travolga)

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Artico: Protezione dalla pesca commerciale

Posted by fidest press agency su sabato, 2 dicembre 2017

Copenhagen-docksÈ stato raggiunto a Washington uno storico accordo internazionale per proteggere da ogni attività di pesca commerciale la parte centrale del Mar Glaciale Artico. Gli Stati Uniti, il Canada, la Norvegia, la Russia, la Danimarca, l’Islanda, il Giappone, la Corea del Sud, la Cina e l’Unione europea hanno infatti firmato una moratoria di 16 anni sulla pesca commerciale in acque internazionali, in un’area più grande del Mediterraneo, di circa 2,8 milioni di chilometri quadrati.«Questa è una vittoria storica per la protezione dell’Artico. Grazie ai milioni di persone di tutto il mondo che hanno sostenuto la campagna Save the Arctic, quest’area unica sarà al sicuro dalle attività di pesca distruttiva», dichiara Jon Burgwald di Greenpeace Nordic. «Ci congratuliamo con i Paesi che hanno firmato questo accordo e ci aspettiamo che nei prossimi 16 anni venga concordata una protezione permanente per la parte centrale del Mar Glaciale Artico, sia dalla pesca commerciale che dalle attività estrattive».L’accordo, legalmente vincolante, sarà automaticamente rinnovato ogni cinque anni, a meno che un Paese non si opponga o non venga adottato un piano di gestione della pesca basato su criteri scientifici. È vitale che tutti i Paesi coinvolti ratifichino l’accordo.Negli ultimi anni il Mar Glaciale Artico centrale ha attirato l’interesse dell’industria della pesca, che tenta di trarre profitto dallo scioglimento dei ghiacci. A causa dei cambiamenti climatici il quaranta percento di quest’area, storicamente coperta di ghiaccio, negli ultimi anni ha visto estati senza ghiaccio.«Nonostante siano stati fatti passi da gigante per proteggere la parte centrale del Mar Glaciale Artico, alcuni dei Paesi che hanno sottoscritto l’accordo, come Stati Uniti, Russia e Norvegia, continuano a voler bloccare alcuni importanti progressi di cui si discute alle Nazioni Unite. Il processo delle Nazioni Unite ha un grande potenziale per riuscire a salvaguardare tutti gli oceani: questi Paesi dovrebbero impegnarsi maggiormente e sostenere un accordo globale e ambizioso per la protezione del mare», conclude Jon Burgwald.Questo accordo sull’Artico arriva in contemporanea con l’entrata in vigore di un altro accordo sulla protezione del Mare di Ross, in Antartide, dove è stata riconfermata un’area marina protetta che si estende per 1,5 milioni di chilometri quadrati.

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Roma: Lotta all’abusivismo commerciale

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

bancarelleGli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale hanno scoperto e chiuso una ‘fabbrica del falso’ in zona Casalotti. L’operazione è stata possibile grazie ad un’ottima attività di intelligence che ha permesso di scovare un laboratorio illegale in cui venivano prodotti e assemblati capi di abbigliamento contraffatti. Questa è l’azione di lotta all’abusivismo commerciale che stiamo perseguendo ogni giorno. Sul campo contro i venditori abusivi, ma soprattutto all’origine, per recidere i canali che li riforniscono di merce contraffatta”. Lo dichiara in una nota l’assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro Adriano Meloni.“I vigili hanno individuato locali nei quali otto persone erano dedite al confezionamento di prodotti illegali. Dentro il magazzino c’erano attrezzature e circa 30.000 capi di abbigliamento pronti a finire nella rete del commercio illegale che si avvale della manovalanza di venditori abusivi. La merce è stata posta sotto sequestro” continua. “Ringrazio gli agenti di GSSU e SPE e il vicecomandante Lorenzo Botta che ha coordinato le operazioni. La linea della legalità va difesa, anche a tutela di chi svolge ogni giorno, dalla mattina alla sera e onestamente, il proprio lavoro nel commercio” conclude.

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Abusivismo commerciale a Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

Roma “La Polizia Locale sta portando avanti un lavoro costante di contrasto all’abusivismo commerciale. Nel mese di aprile sono stati conclusi 18.231 controlli che hanno condotto a 1.282 sequestri amministrativi, 82 sequestri penali e 506 sanzioni amministrative pari a 2,5 milioni di euro”. Lo dichiara l’assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro Adriano Meloni. “Risultati che rappresentano lo sforzo quotidiano degli agenti nell’assicurare la legalità e nel contrastare ogni forma di abusivismo, tra cui quelle che inquinano il commercio sano della città. Lo dimostrano gli interventi di questi giorni condotti dal Reparto amministrativo del V Gruppo che hanno interessato le aree di Tor Pignattara, via Tor De Schiavi, via Prenestina, via Casilina, con un sequestro di circa 28.000 articoli illegali e sanzioni a cosiddetti “itineranti” che vendevano in sede fissa contro le regole” continua. “Abbiamo incontrato i gruppi municipali e il Comandante Lorenzo Botta che guida le unità GSSU e SPE specializzate anche nel contrasto all’abusivismo commerciale. Sono state illustrate linee guida e di intervento in grado di garantire un’azione efficace rivolta ad aree di maggiore criticità, al centro e in periferia, e che coincidono spesso con quelle a più alta concentrazione di attività commerciali” prosegue.“E’ importante, infatti, colpire all’origine la rete che alimenta, con prodotti molto spesso contraffatti, i venditori abusivi presenti sul territorio, terminali di organizzazioni dedite alla contraffazione internazionale delle merci che vedono in Roma un mercato altamente appetibile” conclude.

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Approvazione dell’accordo commerciale e dell’accordo di partenariato strategico con il Canada

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2017

parlamento europeoIl Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha accolto con favore l’esito della votazione odierna in Aula sull’accordo economico e commerciale globale UE-Canada (CETA) e sull’accordo di partenariato strategico con il Canada. La votazione si è conclusa con una chiara maggioranza dopo una discussione ampia e approfondita.Il Presidente Tajani ha dichiarato: “Si tratta di un buon accordo per i nostri cittadini. Permetterà di creare nuovi posti di lavoro e di stimolare la crescita portando vantaggi a imprese e consumatori e tenendo conto delle loro preoccupazioni. L’accordo garantisce standard UE elevati di protezione della salute, dell’ambiente e del lavoro.Gli imprenditori europei sono leader dell’eccellenza e della qualità. Molte delle nostre PMI esportano nei mercati globali. L’Unione europea ha un forte interesse a promuovere una politica commerciale intelligente che punti all’apertura dei mercati nel rispetto delle regole e a parità di condizioni.Grazie all’eliminazione delle tariffe e degli ostacoli normativi e amministrativi, oltre che all’apertura degli appalti pubblici, questo accordo crea opportunità di crescita – in particolare per le PMI – e le rende più concorrenziali. L’intera economia reale, inclusi gli investimenti, la manifattura, i servizi, il commercio elettronico, l’agricoltura o la pesca, trarrà importanti vantaggi dall’accordo.La nostra amicizia di lunga data con il Canada va ben al di là del commercio: si fonda su radici culturali comuni e valori condivisi, su una società aperta, diritti umani, Stato di diritto e sviluppo sostenibile, che sono alla base dell’accordo di partenariato strategico.Abbiamo dato ai nostri cittadini quello che chiedevano: un’Unione europea forte che affronta con successo le sfide globali, attraverso regole comuni e un solido partenariato in grado di offrire soluzioni efficaci.Affinché l’Europa possa beneficiare pienamente del CETA, invito gli Stati membri a ratificarlo al più presto. Nel commercio, così come nella cooperazione politica, uniti siamo più forti.”

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“Siamo il primo partner commerciale della Serbia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 ottobre 2016

serbia“L’interscambio nel 2015 ha sfiorato 3 miliardi 700 milioni di euro. Oltre a esportare auto, macchinari e prodotti tessili, l’Italia sta rapidamente recuperando terreno anche sul mercato delle costruzioni e delle infrastrutture, dopo gli anni bui della guerra. Con la nostra missione vogliamo aprire prospettive e favorire opportunità per le piccole e medie imprese altamente qualificate del costruito made in Italy”. Gerardo Biancofiore, Presidente del Gruppo Pmi Internazionale dell’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori, è convinto che la missione Serbia, in programma mercoledì 19 e giovedì 20 ottobre a Belgrado, possa innescare una dinamica di notevole interesse per il comparto edile e le sue pmi.“Vogliamo verificare sul campo la possibilità di intrecciare partnership italo-serbe”, spiega Biancofiore. “Approfondiremo le opzioni connesse a interventi e progetti di organismi internazionali come Bers e Bei, le implicazioni finanziarie e legali, i programmi legati alle infrastrutture di trasporto, ospedaliere, turistico-alberghiere, e alle reti energetiche”. Numerosi gli interventi previsti per la due giorni, etichettata “Italy & Serbia: Building Together”: tra gli altri, quelli di Massimo Rustico (Ministero Affari esteri – Cooperazione internazionale), di Gabriele Scicolone (Presidente Oice), di Giuseppe Manzo (Ambasciatore d’Italia in Serbia), del Vice Primo Ministro, Ministro delle Costruzioni, Trasporti e Infrastrutture, di Milan Vranic (Direttore Generale della Camera di Commercio di Serbia) di Jovan Krstovic (Segretario Associazione costruttori serbi). Modererà i lavori il Direttore Ice Agenzia Belgrado, Giovanni Mafodda.“Ritengo- conclude Biancofiore- che l’articolazione delle attività in cui operano le aziende del settore costruzioni italiane possa consentire un dialogo fecondo con le imprese serbe e favorire la nascita di partnership in quasi tutti i segmenti di azione. In particolare, siamo in grado di offrire sicuramente un contributo importante nei programmi di investimento infrastrutturale che saranno esaminati nel corso della due giorni di Belgrado: dalle infrastrutture di trasporto, a quelle ospedaliere, dal comparto turistico-alberghiero alle reti energetiche.”

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L’accordo commerciale tra Ue e Canada non convince

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

BruxellesBRUXELLES. Greenpeace ritiene che l’applicazione accelerata del CETA – accordo commerciale tra Ue e Canada – proposta oggi dalla Commissione europea rischia di aumentare la sfiducia nella politica europea, con l’adozione di misure che potrebbero minacciare la democrazia e la tutela dell’ambiente.La Commissione sta infatti premendo per una rapida entrata in vigore del CETA prima che i Parlamenti nazionali abbiano il tempo di votare il testo finale. Questo nonostante sia la stessa Commissione a riconoscere che un accordo di tale rilevanza necessiti dell’approvazione dei singoli Parlamenti di tutti gli Stati membri.«Dato il diffuso malcontento nei confronti della politica esemplificato dalla Brexit, i nostri politici dovrebbero essere più consapevoli della crescente sfiducia dei cittadini verso accordi commerciali come il CETA e il TTIP. L’applicazione del CETA prima dell’approvazione dei Parlamenti nazionali non farebbe che aggiungere benzina sul fuoco», dichiara Jennifer Morgan, Direttore Esecutivo di Greenpeace International.
Uno degli aspetti più discussi del CETA è il cosiddetto Investment Court System (ICS), un trattamento privilegiato per gli investitori stranieri che darebbe alle multinazionali il potere di citare in giudizio gli Stati in corti speciali, al di fuori dei nostri sistemi giudiziari.«Chiediamo ai governi dell’Unione europea di opporsi ad accordi commerciali come CETA e TTIP», dichiara Federica Ferrario, responsabile della campagna Agricoltura di Greenpeace Italia. «Gli interessi privati delle grandi aziende non possono essere anteposti alla tutela della salute, dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori», conclude.I ministri del commercio dell’Unione europea sono tenuti a votare la proposta della Commissione per la ratifica CETA durante i prossimi Consigli di settembre e ottobre.Il CETA è considerato da molti come un banco di prova in vista del controverso TTIP – l’accordo commerciale tra Ue e Stati Uniti – che è attualmente in fase di negoziazione.

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Accordo commerciale Eu-Canada distruggerà economia europea

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2016

Conseil européen1Il voto sulla Brexit della scorsa settimana è stato un grande shock per molti di noi. Ma è stato anche un campanello d’allarme per la democrazia in Europa. Se i cittadini non vengono presi sul serio, l’unità politica viene a mancare e, con essa, la capacità di progresso. Vogliamo che i nostri diritti vengano rispettati e le nostre voci ascoltate. Voci che il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, sta visibilmente ignorando.Juncker ha appena annunciato che il CETA (l’accordo commerciale tra l’UE e il Canada simile al TTIP) potrebbe andare avanti solo con l’approvazione dei leader europei e del Parlamento europeo, aggirando i parlamenti nazionali. Questo contraddice direttamente la legge dell’UE, in cui si afferma che la decisione sul CETA (come per tutti gli accordi che influenzano la legislazione nazionale) dovrebbe essere presa anche dai parlamenti nazionali. Questo è un vergognoso tentativo di minare i nostri diritti democratici.Le cose stanno evolvendo rapidamente. Questo giovedì il Collegio dei commissari specificherà la sua proposta di come il CETA verrà adottato, attraverso i rappresentanti nazionali da noi eletti o le istituzioni UE soltanto. Juncker ha fretta perché sa che se questo accordo controverso fosse sottoposto ai parlamenti nazionali andrebbe tutto in fumo. Ma i nostri capi di governo possono prevalere su Juncker. Diversi governi hanno già dichiarato che non ci sarà alcun CETA senza il coinvolgimento dei parlamenti nazionali. Se riusciamo a mantenere alta la pressione, dovranno tenere fede alle loro dichiarazioni.
Il CETA, come il TTIP, è un pericoloso accordo commerciale che darebbe a potenti corporazioni il diritto di fare causa ai nostri governi in tribunali privati. I servizi pubblici essenziali, come la sanità o l’istruzione, sarebbero aperti alla privatizzazione. I nostri diritti democratici, sociali e di consumatori verrebbero intaccati. Dobbiamo essere in grado di dire la nostra su un accordo che potrebbe potenzialmente avere un impatto così vasto sulle nostre vite. Non si tratta di chiedere una devoluzione delle responsabilità dell’UE verso gli Stati membri, ma di pretendere di essere governati secondo i regolamenti già esistenti.
Juncker vuole disperatamente realizzare questo accordo commerciale e non vuole sottoporlo alla ratifica dei parlamenti nazionali perché teme che questo potrebbe mettere fine all’accordo. E per una buona ragione: il Belgio si è già dichiarato contrario al CETA, la Francia ha espresso esplicitamente la sua opposizione al TTIP e la Germania sta affrontando delle dispute interne su tali accordi.
I nostri capi di governo possono prevalere su Juncker e sulla Commissione. Dobbiamo tenere alta la pressione e dire a Juncker e ai nostri capi di governo che in questa nuova Unione europea post-Brexit non sono accettabili degli accordi presi in segreto quando sono in gioco i nostri diritti democratici! (n.r. E’ questa l’Europa che intendiamo costruire? Un’Europa che si fa beffa della volontà popolare ma cura solo gli interessi dei soliti comitati d’affari?)

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Accordo commerciale Ue-Canada

Posted by fidest press agency su domenica, 12 giugno 2016

ottawa-panorama1L’Italia si starebbe preparando a rompere il fronte con gli altri governi dell’Unione europea in merito al diritto per i Parlamenti nazionali di approvare o respingere il CETA, il controverso accordo commerciale tra Unione europea e Canada. Greenpeace invita l’Italia a riconsiderare la propria posizione: sostenere una proposta della Commissione Europea che bypassi i parlamenti nazionali sarebbe anti-democratico.Secondo quanto riportato dalla Reuters e dall’agenzia di stampa austriaca APA, il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, in una lettera indirizzata al Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker e al Commissario Cecilia Malmström, avrebbe garantito il supporto dell’Italia per una gestione dell’accordo “EU-only”, che escluderebbe di fatto il voto sulla ratifica dell’accordo da parte dei singoli Parlamenti nazionali. Nel corso del Consiglio dei ministri Ue del commercio dello scorso 13 maggio, invece, Calenda si era espresso a favore di un accordo misto (Ue più Parlamenti nazionali), insieme ad altri 17 Paesi.
«Le implicazioni del CETA sono enormi, per questo i Parlamenti nazionali devono avere l’ultima parola e ciò ovviamente deve avvenire prima che l’accordo entri in vigore», dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia. «Il CETA darebbe alle multinazionali il potere di citare in giudizio gli Stati, al di fuori dei nostri sistemi giuridici. È una minaccia per le leggi e le norme che tutelano l’ambiente, la nostra salute e i nostri diritti, e per questo va fermato».
A inizio luglio, la Commissione dovrebbe presentare un piano per l’approvazione del CETA che potrebbe escludere lo scrutinio da parte dei Parlamenti nazionali. Questo piano avrebbe bisogno del sostegno di una maggioranza qualificata, composta da almeno il 55 per cento degli Stati membri e dal 65 per cento della popolazione dell’Ue.Da più parti si guarda alla ratifica del CETA come a un banco di prova in vista dell’eventuale entrata in vigore del TTIP, il contestatissimo accordo commerciale tra Ue e Stati Uniti attualmente in fase di negoziazione. Secondo Greenpeace, il CETA e il TTIP darebbero alle multinazionali dei poteri senza precedenti, soprattutto per quanto concerne la possibilità di citare in giudizio i governi davanti a speciali collegi arbitrali, bypassando le Corti nazionali e comunitarie.Nel mandato negoziale definito nel 2011, i governi dell’UE hanno chiaramente evidenziato che il CETA includerebbe “aree di competenza mista [EU-nazionale]” in materia di investimenti, tra cui la “risoluzione delle controversie”, il che significa che l’accordo richiede la ratifica da parte dei parlamenti nazionali. Il mandato sottolineava, inoltre, il diritto per i governi di poter disciplinare questioni importanti come la protezione dell’ambiente o dei consumatori.A oggi sono circa 42 mila le aziende già operanti nell’Ue che appartengono a società statunitensi con filiali in Canada: uno stratagemma attraverso cui – grazie al CETA – potrebbero trascinare in giudizio gli Stati membri della UE, anche senza l’entrata in vigore del TTIP.

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Il Centro Commerciale più grande d’Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 maggio 2016

centro areseArese. Dove nasce un’eccellenza, Wood Beton c’è. Ad Arese è stato da poco inaugurato il Nuovo Centro Commerciale di Arese, interamente disegnato da Davide Padoa, Michele De Lucchi e Arnaldo Zappa.
La struttura, che ha una superficie di 120.000 mq e comprenderà ben 230 negozi, ha guadagnato il primato di centro commerciale più grande d’Europa.
Wood Beton, sempre in prima linea quando si tratta di realizzare opere innovative, belle e semplicemente uniche, si è occupata della realizzazione della copertura della PIAZZA ESAGONALE (circa 2.000 mq), della PENSILINA esterna (circa 600 mq), delle PARETI PERIMETRALI (circa 4.500 mq), dei SOLAI del porticato sud (circa 6.000 mq) e delle velette dell’Ipermercato realizzate con pannelli decorativi (persiane). La piazza esagonale, è stata interamente preassemblata a terra e successivamente installata.
Il taglio del nastro è avvenuto il 13 aprile, alla presenza dell’ Ing. Giovanni Spatti, Amministratore Delegato e Direttore Tecnico di Wood Beton Spa. (foto: centro arese)

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Droni: linee guida su regole per uso commerciale e ricreativo e sulla sicurezza

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2015

droniNella risoluzione approvata giovedì su iniziativa della commissione per i trasporti del Parlamento, i deputati sottolineano che, poiché i servizi commerciali che utilizzano droni sono sempre più popolari e il loro uso ricreativo lo sta diventando ancora di più, è necessario garantire che i droni non costituiscano una minaccia per la sicurezza pubblica o per la privacy.La relatrice Jacqueline Foster (ECR, UK) ha dichiarato: “Il punto principale è nel titolo del documento, rendere sicuro l’uso sicuro dei droni. Non è nostra intenzione legare le mani alle autorità di regolamentazione e essere troppo prescrittivi, ma desideriamo fornire un quadro su come possano procedere la Commissione, i Paesi UE e le altre parti interessate”.I droni, che potrebbero essere usati per fornire servizi vari come il monitoraggio dei tracciati ferroviari, delle dighe e degli impianti energetici, la valutazione di disastri naturali, le operazioni agricole di precisione, la produzione mediatica e la consegna di pacchi, rappresentano un grande potenziale per stimolare la crescita economica e la creazione di impiego, hanno dichiarato i deputati nella risoluzione che è stata approvata con 581 voti favorevoli, 31 voti contrati e 21 astensioni. Tuttavia, hanno aggiunto, dovranno essere affrontate le tematiche relative alla sicurezza, alla privacy, alla protezione dei dati e alla responsabilità civile.
Per i deputati, le regole dovrebbero garantire innanzitutto la protezione dei dati. I droni dovrebbero essere dotati di un chip d’identità e registrati per facilitare la cattura dei criminali che li utilizzano per violare le norme sulla privacy o per commettere altri crimini. I chip d’identità faciliterebbero inoltre le inchieste sugli incidenti e contribuirebbero a risolvere i problemi legati alla responsabilità.Il documento invita la Commissione a sostenere la ricerca, come ad esempio lo sviluppo di sistemi anticollisione “detect and avoid”, per permettere ai droni di evitare collisioni con altri utilizzatori dello spazio aereo o con oggetti al suolo. I droni capaci di volare oltre la distanza di visibilità ottica dovrebbero dunque essere dotati di tale tecnologia. Inoltre, bisognerebbe sviluppare la tecnologia del “geo-fencing” da utilizzare per evitare che i droni entrino in zone con divieto di sorvolo quali aeroporti e impianti nucleari.
Le vigenti autorizzazioni nazionali per i droni e per i loro operatori non formano oggetto di reciproco riconoscimento negli Stati membri e ciò impedisce lo sviluppo di un mercato europeo per i droni e per i servizi correlati, come pure la loro competitività globale.
I deputati sostengono quindi l’intenzione della Commissione di proporre norme europee che permettano alle autorità nazionali e alle autorità competenti di procedere alle convalide e alle attività di sorveglianza.
Poiché i rischi legati ai droni possono differire, per esempio in base alle dimensioni del drone oppure se questi sorvolano aree popolose, le norme dovrebbero essere adattate ai vari livelli di rischio e distinte per “uso professionale” e “uso ricreativo”.

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Contrastare l’abusivismo commerciale

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2015

raffaele ioriaIn questi giorni molte imprese Associate a Fenailp Imprese Cotronei hanno voluto mettere in risalto un problema che oramai possiamo definire come un cancro: L’ABUSIVISMO COMMERCIALE. Questo fenomeno che colpisce tanti settore merceologici, estetisti, acconciatori, fotografi, commercianti di abbigliamento e commercianti del settore alimentare non può essere più trascurato. Con rabbia tutti questi operatori economici ci hanno voluto dire che sono disgustati da questa concorrenza sleale. Siamo in una fase molto delicata, in primis per la difficile situazione economica del paese, poi per il costante e incremento del carico fiscale e burocratico sulle nostre aziende, e ancora per la forte attenzione degli organi di controllo sia di natura amministrativa che fiscale sugli esercizi commerciali. In questo quadro, le imprese ci stanno giorno dopo giorno chiedendo come possano le istituzioni tollerare senza alcun cenno di intervento, l’abusivismo commerciale che in questi anni è cresciuto in modo esponenziale. SIAMO pienamente consapevoli di alcuni risvolti sociali del fenomeno ed è infatti lontano dalla nostra cultura ogni lettura qualunquistica o atteggiamento razzista. Comprendiamo la mancanza di lavoro, le difficoltà ad avviare un impresa, ma questa attenzione non deve impedirci di affermare che il rispetto delle regole è un valore fondamentale se è condiviso, rispettato, affermato verso tutti e non solo verso alcuni. Il fenomeno dell’abusivismo non è ormai più relegato a qualche venditore di borse e vestiti, ma a un numero importante di venditori abusivi di ogni tipo di merceologia.
La Fenailp si appella «alle istituzioni del territorio, al Comune competente in materia commerciale ma anche agli altri organi competenti con l’obiettivo concreto di ottenere almeno due risultati: un freno alla crescita del fenomeno in generale e una lotta senza deroghe all’abusivismo stanziale che può e deve essere impedito. Non a caso il sottoscritto unitamente al Presidente Fenailp Cotronei Giovanni Baffa chiederà un incontro al Sindaco Nicola Belcastro per avviare una campagna volta alla PREVENZIONE E AL CONTRASTO DEL FENOMENO. Non vogliamo far nascere una campagna di repressione, ma bensì di informazione preventiva, secondo noi è doveroso informarli, orientarli, agevolarli e tutelarli per favorirne l’accesso al mercato del lavoro, rendendoli coscienti dei diritti e dei doveri che li riguardano e soprattutto fargli capire perché è meglio non accettare o effettuare un lavoro in Nero. Imparare a muoversi nel mondo del lavoro contribuisce a conferire valore a ciò che si produce. Siamo sicuri che questo intervento possa portare dei vantaggi a tutti. La Fenailp non ha paura di trattare temi così delicati, ma nel contempo possiamo affermare con sicurezza che il silenzio e il menefreghismo alimentano tutti i problemi e il nostro territorio non può più permettersi di perdere strada. (foto: raffaele ioria)

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Pratica commerciale scorretta. Conviene, tanto costa proprio poco…

Posted by fidest press agency su martedì, 20 gennaio 2015

pubblicità ingannevoleLe pratiche commerciali scorrette, le pubblicita’ ingannevoli, le clausole vessatorie… queste e altre sono le motivazioni su cui interviene l’Antitrust per sanzionare chi ha ingannato i consumatori e gli utenti. Funziona? L’Autorita’ ha una intensa attivita’ e -in linea di massima- sanziona e blocca, anche se -spesso- quando gli illeciti sono stati gia’ perpetrati.
Tutto bene, quindi? Per niente. Il problema piu’ importante e’ che le sanzioni che l’Antitrust commina spesso sono microscopiche rispetto a chi ha commesso l’illecito e al tipo di illecito stesso. Il caso piu’ recente e’ quello delle acque minerali Uliveto e Rocchetta. Per diverso tempo sono state presenti sui media con la loro pubblicita’ sui presunti benefici medici del consumo dei loro prodotti; una presenza di notevole impegno finanziario per la societa’ proprietaria, la Co.ge.di International S.p.A., per la quanita’ di passaggi pubblicitari, per i media di grande diffusione che hanno scelto e per i testimonial degli spot. L’Autorita’ ha sanzionato questa azienda per 10.000 euro (la sanzione prevista va da 5.000 a 500.000 euro) quindi poco piu’ del minimo, perche’ la pratica commerciale e’ stata messa in pratica “solo” tra il 2012 e il 2014 e, dopo l’avviso di apertura dell’istruttoria da parte dell’Autorita’, sono stati levati i riferimenti alle associazionimediche sponsor e la parola “salute” e’ stata sostituita con “benessere”.
Cosa e’ accaduto in pratica e quali sono le conseguenze? Che chiunque puo’ fare una campagna pubblicitaria intrisa di pratiche commerciali scorrette, spendendo milioni di euro e pagando “la tassa” all’Antitrust di 10.000 euro!
Non e’ la prima volta che accade una cosa del genere (Tim, Vodafone e Wind, ne hanno beneficiato di recente . Visto che niente si e’ modificato rispetto a modi e quantita’ delle sanzioni, tutto ci fa pensare che continueremo ancora ad essere investiti di messaggi pubblicitari ingannevoli e scorretti… basta pagare l’esigua tassa e/o prendere impegni di non essere piu’ cattivi!
Noi crediamo che per modificare questi andazzi illeciti si dovrebbe agganciare la quantita’ delle sanzioni ad una percentuale del fatturato di chi si rende colpevole, e quindi prima di farlo uno ci penserebbe due vole. Ma sembra che a questa nostra reiterata richiesta il legislatore sia disattento….(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Europa-Russia: una guerra commerciale alle porte?

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 ottobre 2014

tesoro cremlinoDi seguito una sintesi delle principali evidenze:
Ø L’escalation delle sanzioni reciproche adottate da Stati Uniti e UE e la Russia rischia di determinare un calo delle esportazioni italiane nel paese compreso tra € 1,8 miliardi e € 3 miliardi nel biennio 2014-2015, secondo le stime SACE, in peggioramento rispetto alle previsioni elaborate ad agosto.
Ø La meccanica strumentale, principale settore di esportazione Made in Italy verso il paese, sarebbe la più colpita: nel biennio potrebbe registrare un calo di vendite in Russia compreso tra € 650 milioni e € 1,1 miliardi.
Ø Gli impatti delle sanzioni sull’economia italiana potrebbero non essere limitati all’export. Un’eventuale “guerra commerciale” tra Europa e Russia avrebbe un impatto rilevante sull’Italia anche in termini di investimenti di aziende russe nel paese ed entrate da turismo (quest’ultimo si stima che abbia generato introiti nel 2013 per circa € 1,3 miliardi).
Ø La questione energetica resta un ulteriore fattore di incertezza, alla luce dell’imminente stagione invernale. L’Unione Europea infatti importa circa il 35% del proprio fabbisogno di gas dalla Russia, sebbene con dinamiche differenziate tra i vari paesi. Una riduzione delle forniture di gas russo verso l’Europa si tradurrebbe in un aumento della bolletta energetica per famiglie e imprese, con conseguenze negative su consumi e produzione industriale, ancora deboli in Europa.
Ø Nonostante l’attuale fase di incertezza, la Russia resta un mercato ad alto potenziale per le aziende italiane, che hanno registrato una quota di mercato nel paese costantemente al di sopra del 4% negli ultimi anni. Interessanti opportunità sono offerte sia dai grandi settori dell’industria dove la presenza italiana è consolidata (come oil&gas e minerario) sia in settori “minori” con quote di esportazioni relativamente contenute, ma con tassi di crescita dinamici e una penetrazione sempre maggiore nel mercato russo (come cosmetica e farmaceutica).

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La mediazione civile e commerciale, un’a opportunità per tutti

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 maggio 2012

Pozzuoli (Na) Martedì 29 maggio (dalle ore 15,00 alle 18,00) all’Istituto “Pareto” seminario “La mediazione civile e commerciale, un’opportunità per tutti. Al convegno, aperto a tutti, intervengono: professoressa Donatella Mascagna, (Dirigente scolastico Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Vilfredo Pareto”) su “la mediazione quale alternativa professionale di lungo periodo”; professor Francesco De Rosa (Dirigente scolastico dell’Ipia “Marconi” Giugliano in Campania): “mediazione come strumento di risoluzione delle controversie in ambito scolastico”; avvocato Raffaele Barone (Docente di Mediazione e Conciliazione presso Università degli studi di Napoli “Parthenope” Facoltà di Giurisprudenza): “Normativa della Mediazione Civile e Commerciale e sua evoluzione”, “Procedura della mediazione”; “Il funzionamento degli Organismi di mediazione accreditati al Ministero di Giustizia (la conciliazione nella Pubblica Amministrazione, le camere di conciliazione presso le Istituzioni Pubbliche)”; dottor Giovanni Passaro (Economista e Formatore – esperto nell’analisi dei fabbisogni e percorsi formativi – Mediatore Professionista): “Titoli e competenze di accesso alla professione di mediatore professionista. “Aggiornamento professionale del Mediatore Professionista”; dottor Francesco Ferraro (Commissario ex Corecom Campania – Cultore della materia “Diritto dell’Economia” Università Pegaso, mediatore professionista): “La mediazione nel settore delle telecomunicazioni” e “L’imparzialità nella mediazione”; dottor Daniele Passaro (Avvocato e Mediatore professionista): “Il ruolo e la posizione dell’avvocato nella mediazione civile e commerciale”. Al termine del convegno previsto spazio per le domande e dibattito. Segue rinfresco e consegna attestati di partecipazione. Iniziativa organizzata dall’Istituto “Pareto” in collaborazione con Arbiter – Alternative Dispute Resolution

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