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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘commercio’

Huawei: Inserimento nella black list del Dipartimento del Commercio statunitense

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 agosto 2019

“L’inserimento di Huawei Italia e del suo laboratorio di ricerca milanese nella black list del Dipartimento del Commercio statunitense, così come descritto da formiche.net, è un chiaro segnale che l’Italia deve valutare attentamente per la propria sicurezza. FdI, prima fra le forze politiche, denunciò la reticenza di Huawei Italia: durante l’audizione dei vertici aziendali in commissione Trasporti, chiedemmo di specificare gli ambiti d’applicazione della legge cinese sull’intelligence, che impone alle compagnie cinesi di condividere le informazioni con le autorità militari e politici. Abbiamo ricevuto risposte elusive e omissive, sia su questo dossier che sulle richieste di chiarezza sulla catena di comando fra Huawei e il suo ramo italiano.
 Ci chiediamo chi custodisca i dati, dato che Huawei Italia ha dichiarato di non occuparsene. 
Invitiamo l’azienda a spiegare questi aspetti, garantendo i consumatori e i cittadini nei loro diritti. Troviamo, a fronte della mancata conversione in legge del dl sul golden power, urgente e necessario un rafforzamento della legislazione in merito per garantire la nostra sicurezza nazionale.” È quanto dichiara il deputato capogruppo di FDI in commissione Cultura, componente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, componente dell’Intergruppo Innovazione e responsabile Innovazione del partito, Federico Mollicone.

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Commercio: approvate in Giunta modifiche convenzione Associazione Gestione Servizi

Posted by fidest press agency su domenica, 9 giugno 2019

Roma Approvate in Giunta modifiche allo schema di convenzione tra Roma Capitale e le AGS, Associazioni Gestione Servizi Mercati, che hanno in affido circa l’80% del totale dei mercati rionali coperti e plateatici. Considerata l’importanza delle realtà di vendita diretta nel tessuto cittadino, sia in termini economici che socio-culturali, si è ritenuto opportuno procedere a dei correttivi al fine di accogliere le istanze degli operatori con i quali il confronto in questi mesi si è dimostrato proficuo e collaborativo.
L’attuale convenzione, per andare incontro alle criticità emerse, va a migliorare il meccanismo per la determinazione delle fasce previste per il pagamento del canone. Oltre al controllo contabile dei bilanci, tutte le attività saranno valutate nel merito da una commissione apposita affinché gli operatori più virtuosi possano godere di un abbattimento dei costi dovuti all’Amministrazione.Inoltre, le attuali modifiche vanno a rideterminare l’importo inizialmente previsto a garanzia della gestione dei servizi, ritenendo congruo un trimestre del canone di posteggio annuale.“I mercati rionali costituiscono l’anima pulsante della nostra città. Lavorare per individuare gli interventi necessari alla riqualificazione di tutte le realtà, in primis di quelle maggiormente in sofferenza, è un impegno che questa Amministrazione sta portando avanti con serietà e coerenza. A tal proposito, ritengo fondamentale il percorso di confronto avviato con gli operatori perché solo insieme si può raggiungere l’obiettivo comune di offrire un servizio di qualità ai cittadini e di premiare il merito, nel rispetto delle regole e della legalità”, dichiara Carlo Cafarotti, Assessore allo Sviluppo economico, Commercio e Lavoro di Roma Capitale.
A breve il Dipartimento Sviluppo economico e Attività Produttive inizierà le convocazioni di ciascuna AGS per procedere alla sottoscrizione della convenzione.

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Commercio: vendite ferme rispetto a marzo

Posted by fidest press agency su sabato, 8 giugno 2019

“Ad aprile si registra una sostanziale stazionarietà delle vendite al dettaglio”: questo il bollettino dell’Istat sull’andamento del commercio nel nostro Paese.Rispetto a marzo la variazione registrata è nulla, su base annua si registra invece un aumento del 4,2% in valore e del 4,6% in volume, incremento avvenuto sulla spinta delle vendite legate alle festività pasquali.Forte impennata per l’e-commerce, che segna un aumento del +17,2%.
Nonostante le spinte positive è importante notare come l’andamento delle vendite si stia attestando su livelli invariati rispetto al mese precedente. Segnale che indica il clima di preoccupazione e incertezza in cui vivono molte famiglie, sicuramente destinato ad aggravarsi alla luce di alcuni importanti fattori sul piano economico.
Il primo in termini di incidenza è sicuramente l’allarme relativo all’aumento dell’IVA dal prossimo anno: misura che avrà un impatto catastrofico sulle condizioni delle famiglie e sull’intero sistema economico, con la prospettiva di ricadute di 831 Euro annui a famiglia.Altro elemento di preoccupazione è senz’altro lo stato di salute della nostra economia, con il PIL a “crescita zero”, una manovra correttiva in vista e le minacce di speculazione sui mercati internazionali sempre più vicine (Moody’s ieri è stata molto chiara in proposito n.d.r.).“Di fronte a questa situazione l’atteggiamento arrogante assunto del Governo, che ottusamente intende proseguire sulla strada delle misure ‘fabbrica consensi’ non aiuta il Paese.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori. – “Per questo rinnoviamo il nostro invito alla responsabilità, rivendicando un piano straordinario per il lavoro e per la crescita. Un piano capace di rilanciare lo sviluppo e determinare una ripresa del potere di acquisto e della domanda interna su basi stabili e durature, senza limitarsi a provvedimenti di carattere assistenzialistico e demagogico.”

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Crif: Programma potenziamento organici

Posted by fidest press agency su sabato, 23 febbraio 2019

CRIF – società globale specializzata in sistemi di informazioni creditizie e commerciali e soluzioni per la gestione del credito, con headquarter a Bologna e oltre 4.400 professionisti che operano in sedi dislocate in più di 30 paesi di 4 continenti – prosegue anche nel 2019 i piani di potenziamento dell’organico per sostenere progetti di sviluppo globale dell’azienda.A conclusione del biennio 2017-2018, che per le sole società italiane ha visto l’inserimento in organico di circa 350 dipendenti e più di 300 tirocinanti, per l’anno in corso sono infatti previste 150 nuove assunzioni, al netto delle sostituzioni e degli inserimenti legati all’avviamento di nuovi progetti. I nuovi inserimenti sono previsti principalmente per le sedi di Bologna e Milano ma 30 dei nuovi assunti avranno come sede di lavoro il CRIF Campus di Varignana, nel comune di Castel San Pietro alle porte di Bologna, dove nel 2018 è stato inaugurato un nuovo polo operativo che già oggi ospita un centinaio di dipendenti che stanno sperimentando un’esperienza di smart work di riferimento per l’intera community aziendale, italiana ed internazionale.Per le nuove assunzioni CRIF focalizzerà la ricerca principalmente su profili di Business Analyst, Data Analyst, Data Scientist, Consultant, Software Developer tecnologia .net e java, System Engineer, Network Engineer e Project Manager che verranno inseriti nelle aree:
– BUSINESS ANALYSIS: chi lavora in quest’area si occupa di gestire il ciclo di vita dei prodotti/servizi CRIF. Dallo studio di fattibilità fino all’analisi funzionale, interfacciandosi sia con il mercato per coglierne le esigenze che con i colleghi dell’Information Technologies per lo sviluppo SW.
– CONSULTING: chi lavora in quest’area si occupa di gestire progetti di consulenza riguardanti l’implementazione di strategie/policy di analisi e valutazione del credito, di pianificazione commerciale e di marketing presso banche, istituti finanziari e imprese.
– SALES: chi lavora in quest’area si occupa di promuovere i prodotti/servizi CRIF presso la clientela, assicurando una elevata soddisfazione del cliente.
– INFORMATION TECHNOLOGY: chi lavora in quest’area si occupa dello sviluppo informatico dei progetti/prodotti, nel rispetto dei tempi/costi pianificati e delle specifiche di sicurezza definite a livello aziendale.
In linea generale i candidati ideali sono in possesso di una laurea triennale o magistrale in finance, ingengeria gestionale, ingegneria infomatica, data science e business informatics, matematica e fisica. Completano il profilo una buona conoscenza della lingua inglese, un approccio smart, innovativo e proattivo al lavoro, oltre alla capacità di pensare fuori dagli schemi e di essere goal oriented.

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Commercio su Area Pubblica, approvata delibera per istituzione Osservatorio

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2019

Roma Semaforo verde dell’Assemblea Capitolina alla delibera attuativa dell’istituzione dell’Osservatorio del Commercio su Area Pubblica, come già previsto dall’art. 49 del Regolamento di settore.Al via quindi la costituzione di un organismo di natura consultiva partecipato dalle associazioni di categoria e dei cittadini più rappresentative, dai Municipi per il tramite delle rispettive consulte territoriali e naturalmente dall’Amministrazione.
Scopo dell’Osservatorio, il confronto costruttivo sulle tematiche del commercio: uno strumento prezioso a supporto dei processi decisionali che verranno attuati nei luoghi preposti – ovvero Assemblea Capitolina, Commissione Commercio e Assessorato – che potranno valersi di pareri utili ma non vincolanti. Ma anche un importante canale di comunicazione a duplice valenza: se da un lato l’Amministrazione potrà contare su considerazioni e approfondimenti da parte di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti, dall’altro questi ultimi potranno spontaneamente proporre argomenti d’interesse, alternative e soluzioni.
“L’Osservatorio del Commercio su Area Pubblica è molto importante: un terreno di confronto strategico tra associazioni di categoria, associazioni dei cittadini e istituzioni. Tutti attori della dimensione commercio, che partecipano alla discussione dei diversi temi e cooperano per l’elaborazione di nuove soluzioni. Un’estensione sistemica della vision, cui i cittadini conferiscono valore aggiunto sia in rapporto alla qualità dell’analisi, sia in fatto di decoro cittadino”, dichiara Carlo Cafarotti, Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale.“Finalmente Roma avrà un organismo di supporto agli organi decisionali in materia di Commercio su area pubblica. La delibera approvata oggi ne disciplina il ruolo, le finalità e le funzioni attraverso un Regolamento ad hoc. L’obiettivo principale è quello di aumentare la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali anche in questo settore. E’ prevista infatti l’elezione di un rappresentante dei cittadini o dei comitati di quartiere. E’ importante sottolineare che tutti i membri dell’Osservatorio, sia interni che esterni all’organizzazione, non riceveranno alcun compenso, né rimborso, né spese di collaborazione o gettoni per le presenze alle riunioni. I rappresentanti saranno nominati entro 60 giorni dalla data di pubblicazione della delibera e resteranno in carica fino allo scioglimento dell’Assemblea Capitolina”, spiega Andrea Coia, Presidente Commissione Commercio Roma Capitale.

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“Crescita contro commercio: la battaglia continua”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 dicembre 2018

A cura di Anwiti Bahuguna, Gestore di portafoglio senior, Asset allocation globale di Columbia Threadneedle Investments. All’inizio dell’anno l’amministrazione Trump ha imboccato la strada dell’aumento dei dazi nei confronti della Cina con l’annuncio di tariffe doganali sulle importazioni di acciaio e alluminio e dazi ex Section 301 su USD 50 miliardi di importazioni cinesi. Quindi, il 24 settembre, Washington ha introdotto ulteriori dazi su altri USD 200 miliardi di merci cinesi. Riteniamo probabile una continuazione di questo processo, che nei prossimi mesi potrebbe condurre all’imposizione di dazi su tutti i prodotti di provenienza cinese.Secondo le stime di consenso, le tariffe doganali rallenteranno la crescita statunitense dello 0,2% circa. Anche l’impatto sull’inflazione sarà verosimilmente gestibile, ma nell’eventualità di un continuo aumento dei dazi e di un’escalation delle tensioni ci sarebbero ben pochi motivi di ottimismo.I dazi sono essenzialmente imposte sulle importazioni che accrescono i prezzi delle merci importate negli Stati Uniti, tra cui quelli dei beni intermedi utilizzati per creare i prodotti e i servizi finali venduti ai consumatori e alle imprese. Se i produttori statunitensi decidono di trasferire sugli acquirenti l’aumento dei costi dei fattori di produzione, il probabile risultato sarà un aumento dell’inflazione.
Al contempo, i dati economici statunitensi continuano a segnalare una solida espansione:
La crescita dell’occupazione rimane sostenuta e favorisce una continua riduzione del tasso disoccupazione
Gli indicatori futuri di crescita, come l’indice dei responsabili degli acquisti (PMI) compilato dall’ISM, rimangono elevati, al pari della fiducia di consumatori e imprese
La crescita dei salari è aumentata, benché al 3% circa sia ancora moderata rispetto alla media storicaIl Presidente del Federal Reserve Board Jerome Powell ha recentemente dichiarato che il contesto economico non potrebbe essere migliore di quello attuale, caratterizzato da una crescita vigorosa e un’inflazione moderata. La Fed ritiene inoltre che, con il tasso di disoccupazione al 3,7%, il mercato del lavoro presenti una scarsa capacità inutilizzata. La banca centrale è dunque intenzionata ad innalzare gradualmente il tasso overnight, salvo uno shock esogeno all’economia. Nonostante l’aumento dei rendimenti obbligazionari, l’acuirsi delle tensioni commerciali e il rallentamento della crescita globale, le condizioni finanziarie statunitensi hanno continuato a sostenere questa linea d’azione.
Il mercato sembra inoltre aver concluso che, sul fronte dei dazi, gli Stati Uniti si trovano in una posizione più forte rispetto al resto del mondo, in particolare alla Cina. Ciò si riflette nella diversa performance dei mercati azionari statunitensi e cinesi.
Gli Stati Uniti fanno registrare una crescita robusta, che dovrebbe continuare nel quarto trimestre per poi subire un probabile rallentamento nel 2019, al venir meno degli effetti positivi dei tagli alle imposte e dello stimolo fiscale. Riteniamo che le tensioni commerciali e gli aumenti del tasso sui federal fund siano ormai una realtà e che saranno una fonte di persistente volatilità sui mercati nel breve termine.
Columbia Threadneedle Investments è un gruppo di asset management leader a livello globale che offre un’ampia gamma di strategie d’investimento a gestione attiva e soluzioni per clienti individuali, istituzionali e corporate in tutto il mondo. Con l’ausilio di oltre 2.000 collaboratori tra cui più di 450 professionisti nella gestione degli investimenti operanti nel Nord America, in Europa e Asia, la società gestisce un patrimonio pari a Euro 418 miliardi che copre azioni dei mercati sviluppati ed emergenti, reddito fisso, soluzioni multi-asset e strumenti alternativi. Columbia Threadneedle Investments è la società di asset management appartenente al Gruppo Ameriprise Financial, Inc. (NYSE: AMP), uno dei principali fornitori statunitensi di servizi finanziari, tra le principali società di servizi finanziari al mondo.www.columbiathreadneedle.com

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“Discussioni sul commercio e politica della Fed”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

A cura di Colin Lundgren, Responsabile reddito fisso globale di Columbia Threadneedle Investments. Il commercio potrebbe essere un’importante preoccupazione per molti investitori, ma lo è anche per la Federal Reserve? I recenti cambiamenti della politica commerciale statunitense costituiscono una deviazione significativa dalla tendenza alla riduzione dei dazi in atto dagli anni ‘30 del secolo scorso. Come dovrebbero posizionarsi gli investitori alla luce dei rischi e delle opportunità associati a questo nuovo panorama politico? Esaminiamo l’impatto sul reddito fisso attraverso la lente della politica della Fed. Le recenti dichiarazioni della Federal Reserve suggeriscono che la banca centrale statunitense è molto attenta a comunicare la transizione dalla forward guidance alla dipendenza dai dati con l’approssimarsi della politica monetaria al livello neutrale il prossimo anno. In aggiunta, spesso gli esponenti della Fed si esprimono sull’impatto dell’appiattimento della curva dei rendimenti e sui rischi per l’inflazione e la stabilità finanziaria derivanti da un’economia che cresce più rapidamente del tasso potenziale a causa dello stimolo fiscale di fine ciclo. Come si inserisce dunque la politica commerciale in questo mix? Ci aspettiamo che il Federal Open Market Committee (FOMC) verifichi i rischi al ribasso posti dal commercio per le condizioni finanziarie, l’occupazione, la crescita e l’inflazione prima di modificare l’attuale ritmo dell’inasprimento monetario. Il Presidente della Fed Jerome Powell ha sottolineato questo punto di vista durante un’audizione dinnanzi al Congresso nel corso dell’estate: “…è difficile prevedere l’esito finale delle attuali discussioni sulla politica commerciale… riteniamo che il rischio di un indebolimento inaspettato dell’economia sia grosso modo bilanciato dalla possibilità che la crescita economica superi il livello attualmente previsto.” Riteniamo che sia prematuro trarre qualsiasi conclusione, ma gli accordi commerciali potrebbero incidere sui tassi di cambio, sull’inflazione e sulle aspettative di crescita globale, influenzando potenzialmente anche le decisioni politiche della Fed. Con un alto grado di incertezza, ci lasciamo guidare dalla Federal Reserve e ci atteniamo a ciò che sappiamo per formulare le nostre opinioni e la nostra strategia.Il presidente Trump sembra determinato a rinegoziare i termini degli scambi con un’ampia schiera di partner commerciali allo scopo di promuovere condizioni competitive paritetiche. Detto questo, i termini proposti e le tattiche negoziali non devono necessariamente essere presi alla lettera; in effetti, è probabile che vadano soggetti a significativi cambiamenti. Gli Stati Uniti sono un’economia relativamente chiusa (le importazioni rappresentano circa il 15% del PIL e meno del 20% della spesa per consumi), il che suggerisce che le ripercussioni dirette di qualsiasi accordo su crescita e inflazione nei prossimi 12 mesi saranno verosimilmente contenute. Le potenziali ricadute sulla fiducia delle imprese e dei consumatori e sulla stabilità finanziaria complessiva, tuttavia, potrebbero essere molto maggiori. Ma come ha detto Powell nel corso della sua audizione di giugno, “in realtà nella mia vita non ci sono precedenti per questo genere di ampi negoziati commerciali”. Questo commento dovrebbe smorzare la fiducia di chiunque in merito alle discussioni sul commercio.
In uno scenario favorevole si giungerebbe probabilmente a un compromesso significativo o all’eliminazione dei dazi in programma, con la conseguente scomparsa della maggior parte dei timori per gli scambi internazionali. Ciò potrebbe condurre a un miglioramento delle previsioni sulla crescita globale, a un indebolimento del dollaro e a un potenziale rally dei mercati emergenti e delle materie prime. Gli investitori potrebbero rivedere al rialzo le aspettative sulla Fed, come tuttavia sembrano fare comunque al momento (a suggerire forse che una “distensione commerciale” è più vicina allo scenario di riferimento del mercato?). Inoltre, un simile sviluppo deporrebbe a favore di una maggiore ripidità della curva dei rendimenti, dato che i premi a termine nei mercati sviluppati tenderebbero a ridursi e la domanda di beni rifugio a diminuire. Per gli investitori obbligazionari la reazione sarebbe probabilmente un’ulteriore tornata di propensione al rischio e di tassi in aumento.
Finora le dichiarazioni della Fed lasciano supporre che la banca centrale continuerà a osservare i cambiamenti della politica commerciale finché questi non diverranno visibili nei dati relativi all’occupazione, alla produzione industriale e all’inflazione. Guardando al futuro, tale impatto sarà verosimilmente modesto e la Fed continuerà probabilmente a innalzare i tassi fino al 2019. I mercati non scontano pienamente quattro aumenti dei tassi (cfr. Figura 2) il prossimo anno, il che, a nostro avviso, lascia spazio per una variazione positiva della attese se la Fed conferma la sua fiducia nei rischi al rialzo per la crescita e l’inflazione PCE core rimane ferma al 2%.

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Commercio: Campidoglio, “made in Rome” alla conquista del web

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 luglio 2018

Prodotti “made in Rome” alla conquista del web. Via libera alla memoria di Giunta che inaugura la promozione on line di artigianato, manifattura e gastronomia locali. Scopo del provvedimento, quello di valorizzare, sostenere e incentivare lo sviluppo territoriale delle produzioni d’eccellenza.Protagoniste dell’iniziativa, saranno le aziende del tessuto produttivo capitolino, che l’amministrazione intende supportare agevolandone il lancio e la presenza su piattaforme e-commerce leader di settore, massimizzandone promozione e diffusione in ambito internazionale.
“In fatto di commercio, ‘visibilità’ e ‘presenza’ delle imprese sui mercati internazionali sono determinanti. Il fatturato nazionale dell’e-commerce è in crescita, con una previsione che nel 2018 il Consorzio del Commercio Digitale Italiano stima sui 27 miliardi di euro. Un’occasione imperdibile per l’artigianato d’eccellenza romano. Il nostro obiettivo è quello di creare un reale punto d’incontro fra produttori e pubblico internazionale, in modo da stimolare la domanda di tipicità territoriali e incentivare lo sviluppo delle imprese locali. Qualità come punta di diamante del nostro export nel mondo, vetrine virtuali per potenziarne competitività e successo”, dichiara la Sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi.Tenuto conto della natura strategica dell’e-commerce, soprattutto in relazione alla domanda di articoli di nicchia, produzioni tipiche o particolarmente pregiate, Roma Capitale coinvolgerà le associazioni di categoria più rappresentative del commercio e della produzione locali, in un dialogo con gli operatori di vendita on-line, per la realizzazione di specifici spazi vetrina dedicati al “made in Rome”.“Lo standard qualitativo delle nostre produzioni è elevatissimo, riconosciuto a livelli internazionali. Stando all’ICE, nel 2017 l’export italiano è cresciuto del +7,4% per un totale di 448 miliardi, con picchi nei settori dell’alimentare (+7,5%), della moda (4,7%), della conceria (5,9%) e dell’artigianato in generale. Tutte produzioni che a Roma – dalla sartoria alla gastronomia, passando per l’artigianato – si valgono di una tradizione senza precedenti, con un’incidenza significativa sul turismo di settore. Ma dobbiamo innovare: le nuove frontiere del commercio e dello sviluppo sono la digitalizzazione dell’offerta, la disponibilità on line, la facilitazione dei contatti b2c. Il web moltiplica le opportunità e velocizza le risposte, ottimizzando costi e benefici. La nostra eccellenza ne ha bisogno”, aggiunge Carlo Cafarotti, Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale.

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Commercio: Coop, rivedere legge sulle aperture festive

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 luglio 2018

La Coop ha chiesto al Governo di partecipare al tavolo per una revisione della legislazione nazionale delle aperture dei negozi alla domenica e nei giorni di festa perché occorre “un nuovo equilibrio tra le esigenze dei consumatori e quelle dei lavoratori”.”La tutela dei lavoratori non c’entra nulla con le aperture dei negozi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Nessuno contesta il sacrosanto diritto del lavoratore al riposo settimanale. Ma lo sfruttamento si combatte con i contratti collettivi, aumentando le tutele, denunciando gli abusi, non chiudendo per legge negozi e fabbriche” prosegue Dona.”Non solo molti esercizi sono senza dipendenti, ma ricordiamo che esiste il part time verticale e che ci sono tanti lavoratori che sono stati felicemente assunti per lavorare nel solo weekend. Insomma, le aperture domenicali non sono sinonimo di sfruttamento, ma di più occupazione!” prosegue Dona. “Auspichiamo che attorno al tavolo del Governo ci siano anche i rappresentanti dei consumatori, che sono ben felici delle aperture domenicali” conclude Dona.

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ゲームオンがライムライト・ネットワークスのCDNサービスを採用し、マルチCDNを稼働

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 novembre 2017

pechino世界最大規模のプライベート・ネットワーク経由で配信されるコンテンツ・デリバリー・ネットワーク(CDN)を提供するライムライト・ネットワークスの日本法人であるライムライト・ネットワークス・ジャパン株式会社(本社:東京都港区、代表:田所 隆幸)は、この度、株式会社ゲームオン(以下、ゲームオン)がライムライト・ネットワークスのCDNサービスを採用し、運用していることを発表しました。オンラインゲームを提供するゲームオンは、ライムライトのCDNを導入したマルチCDN化で、さらに安定したサービスを供給し続けるインフラを構築しました。
PC、スマートフォン、タブレット向けのオンラインゲームを提供・運営するゲームオンは、『BLESS』『黒い砂漠』『Alliance of Valiant Arms(AVA)』など人気ゲームを数多くリリースしている業界大手企業です。ユーザーが常に快適にゲームを楽しめるよう、安定した配信を常時、維持することが必須となっています。
オンラインゲームの普及に伴い、よりリアリティを追求したグラフィックや映像効果が求められるようになり、ユーザーがダウンロードして利用するゲームクライアントのファイルサイズは年々拡大しています。現在、ゲームクライアントのファイル容量は50GB程度に達しており、6、7年前と比較して約10倍に拡大しています。今後ますます大容量化が予測されるファイルを安定且つ効率的に配信するために、ゲームオンは複数のCDNを併用するマルチCDNの採用を検討することとなりました。
CDNベンダーの選定に関しては、安定性、性能、トラフィックの分散機能などが評価項目となりました。大容量ファイルを配信する十分な基盤を整えている点に加えて、手厚いサポート体制が高く評価され複数のCDNベンダー候補からライムライト・ネットワークスが選ばれました。また世界各国の著名なゲーム会社による採用実績も採用の後押しとなりました。ゲームオンが求めていた、DNSを基にトラフィックを振り分けるトラフィックダイレクターなどの基本機能を備えている点も重要視されました。
ゲームオン 技術部インフラグループネットワークチーム チーム長の新山源樹氏は下記のように選定理由を語りました。
「CDNサービスとしての機能や性能に加え、上級エンジニアによるサポート力や信頼性、即時対応性などを総合的に評価し、マルチCDNを実現するためのベンダーとしてライムライト・ネットワークスを選択しました」
ライムライト・ネットワークスのCDNサービスは、ゲームオンの期待通りの性能を発揮し、安定して稼働しています。ライムライト・ネットワークスの導入により、ゲームオンは様々な利便性を享受し、その結果、運用管理者の負荷軽減にもつながりました。シンプルで使いやすい管理用Webコンソールにより、CDNサービスに熟知していない技術者でも操作できるため、業務の一部を運用チームに任せられるようになりました。例えば、古いコンテンツのキャッシュの削除は、リアルタイムでキャッシュの削除(パージ)が可能な機能を利用して数秒で削除できるようになりました。ゲームオンは、マルチCDN化を今後、段階的に他のサービスでも取り入れていく予定です。全社的なマルチCDN化を進めていく際にも、ライムライト・ネットワークスからのサポートを期待しています。 実際の事例はこちらから

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Il Made in Italy arriva in Ghana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 ottobre 2017

ghanaCon il supporto di SACE, che insieme a SIMEST costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, l’azienda Macchi – leader nella produzione di impianti per la lavorazione della plastica – ha esportato nel Paese africano i suoi prodotti per un valore di 1 milione e 300mila euro. L’intervento di SACE – che in Lombardia è presente con gli uffici di Milano, Monza e Brescia – ha consentito all’azienda di offrire al cliente ghanese soluzioni di pagamento competitive, assicurandosi contro il mancato incasso della fornitura di macchinari.
Attraverso questa operazione SACE e SIMEST confermano il proprio sostegno a tutte quelle imprese che rappresentano un’eccellenza del tessuto industriale italiano e che, giorno dopo giorno, operano in mercati emergenti, dove diventa fondamentale avvalersi dell’esperienza e delle soluzioni messe a disposizione da un partner affidabile come il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP. Dal 2007 ad oggi Macchi, infatti, si è avvalsa in diverse occasioni degli strumenti messi a disposizione da SACE-SIMEST a supporto dei piani di crescita in vari mercati ad alto potenziale per l’export nel settore della plastica.

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La base per un ordine politico ed economico mondiale

Posted by fidest press agency su martedì, 10 ottobre 2017

moneteDal XX secolo a oggi vi è stato un crescendo di eventi tecnologicamente importanti che hanno, in pratica, accorciato le distanze dal punto di vista del trasporto di merci e di persone sia per quanto concerne, le comunicazioni di natura pubblica e informativa sia privata, con la possibilità di stabilire transazioni commerciali e finanziarie praticamente in tempo reale. Siffatta evoluzione non ha, purtroppo, fatto il paio con il diritto internazionale favorendo, di conseguenza, la presenza di “isole di privilegio” e incoraggiando l’instaurarsi di sistemi speculativi di varia natura ivi compresa quella criminale, dal riciclaggio al “denaro sporco”. Vi è stato anche qualcosa di peggio se si pensa che “questo vuoto normativo” sia stato colto con un interesse speculativo dagli stessi Stati per ragioni di convenienza politica ed anche per avvantaggiare le esportazioni dei propri prodotti e le penetrazioni commerciali a danno dei concorrenti in aree solitamente poco permissive. Il tutto ci rende più consapevoli del fatto che sia oramai giunto il momento di fare un discorso serio, in proposito, e porre le basi non tanto e non solo con la regolamentazione parziale di alcune attività, vedesi il commercio estero, ma di affrontarle nel loro insieme mettendo le basi per una normativa comune che eviti, come già accaduto e continua a verificarsi, che le maglie del diritto internazionale si sfilaccino, persino vistosamente, a fronte delle tante legislazioni nazionali.
Quest’organizzazione generale delle funzioni ha una sua chiara ragione d’essere e per la quale siamo convinti abbiamo dei forti oppositori che non mancheranno di insinuare timori di ogni genere dai più generali con la perdita della sovranità nazionale per talune questioni di natura economica, finanziaria e giudiziaria, a quelli più spicce derivanti dal sospetto che si vogliono mettere legacci e legacciuli ai piccoli commerci. Dobbiamo convincerci che non è solo una questione che può riguardare le multinazionali ma che con esse o senza la loro presenza l’esercizio di una tutela sovranazionale non solo è utile ma spesso necessaria per evitare abusi grandi e piccoli.

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L’UE lancerà un’Alleanza globale per un commercio libero da tortura

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 settembre 2017

bruxelles-1Bruxelles. La Commissaria UE per il Commercio Cecilia Malmström ha annunciato oggi che l’UE lancerà un’Alleanza internazionale per un commercio libero da tortura. L’iniziativa, frutto di uno sforzo congiunto con Argentina e Mongolia, mira a porre fine agli scambi di merci utilizzate per la pena di morte e la tortura e sarà lanciata ufficialmente il 18 settembre nel corso della settimana dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. L’Alleanza per un commercio libero da tortura è un’iniziativa congiunta di paesi di tutto il mondo intesa ad arrestare gli scambi di merci utilizzate per la tortura e la pena di morte. Nonostante il diritto internazionale vieti la tortura in qualsiasi circostanza, gli strumenti utilizzati per infliggere dolore e morte sono tuttora commercializzati in tutto il pianeta. Tra questi figurano manganelli chiodati, cinture a scarica elettrica e aste che tengono bloccata la vita o un arto infliggendo shock elettrici, nonché sostanze chimiche e sistemi di iniezione automatici utilizzati per l’esecuzione di sentenze capitali.
“L’unico fine di questi prodotti è infliggere dolori atroci e uccidere esseri umani. Non possiamo permettere che siano commercializzati come fossero merci qualsiasi. È giunto il momento di intraprendere azioni concrete per dire una volta per tutte ‘basta’ a questo commercio esecrabile”, ha dichiarato la Commissaria Malmström. “Le norme dell’UE in questo campo hanno ottenuto risultati positivi, ma i produttori di queste merci cercano di eludere la legislazione. Più paesi aderiscono, più la nostra cooperazione sarà efficace. Nella mia carriera di Commissaria e deputata al Parlamento europeo, ho incontrato in varie occasioni vittime di tortura: rifugiati, detenuti politici, condannati a morte. Credo fermamente che la politica commerciale possa contribuire a rafforzare i diritti umani in tutto il mondo”, ha aggiunto la Commissaria Malmström.
In occasione del lancio dell’iniziativa, che si terrà il 18 settembre presso il quartier generale delle Nazioni Unite ed è frutto dello sforzo congiunto di UE, Argentina e Mongolia, i paesi aderenti firmeranno una dichiarazione politica comune (il sito web dell’Alleanza – http://www.torturefreetrade.org – è già online). Nella giornata inaugurale è attesa complessivamente l’adesione di circa 50 paesi membri delle Nazioni Unite in tutto il mondo (Africa, America, Asia ed Europa). L’Alleanza potrebbe costituire una base per ampliare la cooperazione a livello dell’ONU in questo campo.

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Commercio online business-to-business

Posted by fidest press agency su domenica, 3 settembre 2017

londraLondra. E’ sull’orlo di grandi cambiamenti poiché la crescita della tecnologia, dei clienti e dei modelli di business utilizzati pongono una sfida ai paradigmi di commercio online esistenti. Per restare competitivi, aumentare la visibilità tra gli altri soggetti interessati e creare servizi software e infrastrutture forti, i venditori devono dare priorità alle strategie mobili e omnichannel. Devono inoltre investire in modo aggressivo nell’esperienza dei clienti B2B, offrendo servizi personalizzati concentrandosi su ipermercati, vendite assistite e presenza omnichannel.
L’analisi di Frost & Sullivan intitolata “Future of B2B Online Retailing” prevede che le transazioni B2B online dei produttori raggiungeranno quota 3,68 trilioni di dollari in economie chiave come Stati Uniti, Cina, Regno Unito, Germania e Giappone entro il 2025, guidate da funzionalità esclusivamente online tra cui piattaforme digitali di vendita, possibilità di raggiungere istantaneamente i clienti, accessibilità transfrontaliera, capacità di adempimento innovativa e compatibilità dei siti web (per dispositivi mobili e altre piattaforme). Oltre a ciò, lo studio esamina le vendite online nel settore manifatturiero e classifica le relazioni B2B e i modelli di lavoro. Si focalizza sulle tecniche necessarie a migliorare l’efficienza delle operazioni online e dei servizi clienti per migliorare le future opportunità di crescita. Fornisce inoltre profili di casi di successo in ambito B2B.“Il mercato dell’eCommerce B2B sta diventando più complesso nel vasto ambiente online ora che la velocità di fornitura e l’esperienza degli utenti emergono come fattori critici. Infatti, l’utilizzo di tecnologie innovative e di soluzioni uniche e personalizzate sono ora fattori chiave di differenziazione dei servizi”, spiega Vidhya L. Ved, ricercatore del gruppo per l’Innovazione Visionaria di Frost & Sullivan. “Le aziende devono ripensare le proprie strategie e definire modelli più agili che sfruttano le economie di scala rispondendo alle richieste dei consumatori.” Dal punto di vista regionale, la Cina diventerà il leader mondiale del mercato dell’eCommerce B2B raggiungendo quota 1,25 trilioni di dollari di vendite entro il 2025. Il tasso di adozione sopra la media registrato in Cina può essere attribuito al superamento delle difficoltà associate con i sistemi e le tecnologie legacy e al successo di marketplace B2B locali come Alibaba e JD.com che hanno automatizzato il processo per molte piccole e medie imprese. Altri sviluppi regionali notevoli sono:
Forte crescita degli Stati Uniti, l’attuale leader del mercato con vendite per 0,75 trilioni di dollari
Priorità allo sviluppo di un marketplace di eCommerce B2B negli Stati Uniti
Impegno verso le nuove tecnologie e adozione di soluzioni open-source da parte delle aziende europee, specialmente in Germania
Integrazione con venditori di terze parti, come il leader locale – Rakuten – in Giappone “Le strategie di crescita B2B devono chiaramente incorporare le innovazioni dei modelli business-to-consumer (B2C) nei propri siti web per rispondere adeguatamente alle crescenti richieste e aspettative e degli acquirenti business”, osserva Ved. “I giganti come Alibaba e Amazon forniscono servizi quali il miglioramento del percorso di acquisto attraverso le proprie piattaforme cloud, fornendo una differenziazione unica dei prodotti attraverso l’innovazione, aumentando le scelte di prodotti e offrendo prezzi competitivi. Queste strategie sono destinate a plasmare il futuro dell’eCommerce B2B.”
Lo studio “Future of B2B Online Retailing” fa parte del programma Visionary Innovation (Mega Trends) Growth Partnership Service di Frost & Sullivan.

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L’UE risponde all’ascesa del protezionismo contrastando con successo gli ostacoli agli scambi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

confcommercio consumiBruxelles. In tutto il mondo si registrano 372 ostacoli agli scambi, con un aumento del 10% nel 2016 Gli esportatori europei hanno segnalato un aumento del 10% nel solo 2016 del numero degli ostacoli agli scambi incontrati nella loro attività. Alla fine dello scorso anno si registravano 372 ostacoli agli scambi in oltre 50 destinazioni commerciali nel mondo. I 36 ostacoli introdotti nel 2016 potrebbero avere ripercussioni su esportazioni dell’UE il cui valore ammonta attualmente a circa 27 miliardi di EURO.
La relazione sugli ostacoli al commercio e agli investimenti pubblicata oggi dalla Commissione europea evidenzia che quest’ultima, grazie alla sua efficace strategia di accesso ai mercati, è riuscita lo scorso anno a eliminare ben 20 diversi ostacoli che frenavano le esportazioni europee. Cecilia Malmström, Commissaria europea responsabile per il Commercio, ha dichiarato a proposito della relazione: “Assistiamo al diffondersi del flagello del protezionismo, che colpisce le imprese europee e i loro lavoratori. È preoccupante che siano i paesi del G20 ad applicare il maggior numero di ostacoli agli scambi. Nel prossimo vertice del G20 ad Amburgo l’UE solleciterà i leader a uniformare i comportamenti alle dichiarazioni e a opporsi al protezionismo. L’Europa non resterà a guardare e non esiterà a impiegare gli strumenti disponibili nei confronti dei paesi che non rispetteranno le regole.”
La relazione sugli ostacoli al commercio e agli investimenti è pubblicata ogni anno dall’inizio della crisi economica del 2008. L’edizione di quest’anno è totalmente incentrata sulle denunce effettivamente presentate alla Commissione da imprese europee. Le denunce riguardano un’ampia gamma di prodotti in tutti i settori, dalle industrie agroalimentari alla cantieristica. Tra i paesi che hanno istituito il maggior numero di ostacoli all’importazione spiccano alcuni membri del G20: Russia, Brasile, Cina e India guidano la classifica. Russia e India sono anche i paesi che hanno introdotto la maggior parte delle nuove misure protezionistiche segnalate nel 2016; seguono Svizzera, Cina, Algeria ed Egitto. La Commissione difende con vigore le imprese europee dall’intensificarsi delle tendenze protezionistiche. Nel 2016 il suo impegno si è tradotto in risultati tangibili. La Commissione è riuscita a ripristinare condizioni commerciali normali in 20 diversi casi che interessavano esportazioni UE del valore di 4,2 miliardi di EUR. Corea del Sud, Cina, Israele e Ucraina guidano la classifica dei paesi di cui l’UE ha contrastato con successo gli ostacoli agli scambi.Ad aver tratto il maggior beneficio dai recenti interventi dell’UE sono stati l’industria alimentare e delle bevande e i settori automobilistico e dei cosmetici. Ad esempio, a seguito dell’azione dell’UE, la Cina ha sospeso gli obblighi in materia di etichettatura che altrimenti si ripercuoterebbero negativamente sulle esportazioni di prodotti cosmetici dell’UE il cui valore ammonta a 680 milioni di EUR; la Corea ha accettato di allineare le sue norme relative alle dimensioni dei sedili delle automobili a quelle internazionali e Israele ha consentito a imprese di tutta l’Unione di chiedere l’autorizzazione a immettere in commercio e a esportare i loro prodotti farmaceutici. Tutto ciò è stato possibile grazie all’efficace cooperazione tra la Commissione, gli Stati membri dell’UE e i rappresentanti delle imprese europee nel quadro della strategia di accesso ai mercati dell’UE e grazie al miglioramento delle relazioni con i partner commerciali nell’ambito degli accordi di commerciali recentemente conclusi dall’UE. La strategia di accesso ai mercati costituisce un elemento essenziale dell’impegno con il quale l’UE punta a creare le migliori condizioni possibili per le esportazioni delle imprese europee in tutto il mondo e a garantire un’applicazione efficace delle norme del commercio internazionale. Le misure di cui si occupa la relazione non sono le misure di difesa commerciale. I dazi antidumping e antisovvenzioni, istituiti sulla base di disposizioni dell’OMC, sono strumenti che servono a ripristinare condizioni di scambio eque. L’UE e molti dei suoi partner commerciali se ne avvalgono per garantire condizioni di parità.

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Dati Istat e commercio tradizionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

istat“I dati Istat sul commercio sono preoccupanti e mostrano come a soffrire siano, ancora una volta, i piccoli negozi del commercio tradizionale. Il segnale lievemente positivo di aprile è illusorio perché alterato dall’effetto Pasqua. Non siamo di fronte ad un incremento dei consumi da parte della famiglie, ma semmai ad una
domanda interna che non riesce a consolidarsi.Tra tasse nazionali e locali, concorrenza della grande distribuzione e, diciamocelo, concorrenza sleale da parte di piccole attività commerciali gestite da stranieri che eludono fisco e norme amministrative con piccoli escamotage, gli esercizi commerciali di piccole dimensioni sono destinati a scomparire dai nostri centri storici e dalle nostre città, aumentando quella sensazione di abbandono e di degrado in cui troppo spesso moltissimi italiani sono costretti a vivere. Finché non si interverrà con incisive politiche che rafforzino la crescita del potere d’acquisto delle famiglie, la ripresa del nostro Paese rimarrà,
purtroppo, una pia illusione.” Così Mariastella Gelmini, vice capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera e coordinatrice lombarda.

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Campidoglio: approvato il nuovo Regolamento del Commercio su Aree Pubbliche

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 giugno 2017

campidoglioRoma. “Approvata oggi in Assemblea Capitolina la proposta di deliberazione 23/2017 del M5S che regolamenta il commercio su aree pubbliche. Abbiamo riportato il decoro nella Capitale sconfiggendo il più becero degli ostruzionismi. L’opposizione ha presentato 210 emendamenti con il solo scopo di ritardare i lavori dell’Aula. Mezzucci inutili che puntavano a ritardare il nostro lavoro al massimo di una settimana senza che nessuna delle parti ne traesse vantaggio. Noi abbiamo resistito assistendo a un teatrino in cui gli esponenti di Fdi sostenevano addirittura i discutibili emendamenti presentati da Fassina e dal Partito Democratico rappresentati durante la notte solo dal consigliere Palumbo. Al termine della scorsa seduta, che è durata circa 18 ore, le opposizioni hanno deposto le armi e ritirato 130 emendamenti permettendoci di sospendere e di terminare oggi la discussione dei pochi emendamenti residui per arrivare finalmente all’approvazione. Hanno tentato come al solito di cambiare la versione dei fatti sostenendo che siamo stati noi a costringere l’Assemblea ad un assurdo ‘tour de force’ con costi ingenti di personale e vigilanza. Noi abbiamo invece ringraziato gli uffici, che ci hanno affiancato e supportato nella lunga notte di martedì e che ci hanno consentito di non piegarci al loro gioco”. E’ quanto dichiara in una nota il Gruppo M5S del Campidoglio.

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Coia (M5S), facciamo chiarezza sul nuovo Regolamento del Commercio su Aree Pubbliche

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 giugno 2017

campidoglioRoma. “Il regolamento del Commercio su Aree Pubbliche del M5S introdurrà molte novità che vanno dai progetti di partecipazione attiva per il rilancio dei mercati alla limitazione del numero delle licenze per un medesimo soggetto giuridico anche nell’ambito della stessa famiglia anagrafica. Un medesimo soggetto, infatti, non potrà essere titolare o possessore di più di 4 posteggi (2 nel settore alimentare e 2 nel settore non alimentare) nelle aree mercatali con un numero complessivo di posteggi inferiore o pari a cento, oppure 6 (3+3) nelle aree con più di 100 posteggi mentre nell’ambito della medesima famiglia anagrafica il numero delle concessioni non potrà essere superiore a 10 (5 nel settore alimentare e 5 nel settore non alimentare). L’obiettivo del regolamento è innanzitutto quello di ripristinare il decoro nella Capitale attraverso bandi finalizzati a preservarne la qualità con criteri di dettaglio, fideiussioni a garanzia del pagamento delle sanzioni e mediante il divieto di uso di gruppi elettrogeni a combustibile fossile ed eccessiva illuminazione per la tutela ambientale.Sul regime sanzionatorio occorre dire che, con la regolamentazione attuale, se ci sono degli operatori che lavorano con una residenza fittizia, la multa viene inviata al finto domicilio e, di conseguenza, il sistema sanzionatorio non è efficace. Invece la presenza delle fideiussioni permetterà la decurtazione della sanzione direttamente alla fonte. Questo sicuramente dà fastidio a molte associazioni di categoria che forse hanno usato questo metodo per eludere le sanzioni. Sono previsti inoltre criteri di decadenza più stringenti ed efficaci e la possibilità di revocare i posteggi per motivi di pubblico interesse. Abbiamo realizzato il programma del M5S rilanciando i mercati, estendendo la somministrazione e richiamando i progetti di partecipazione attiva: un’apertura alla cittadinanza che può presentare le proprie proposte, perché, a parer nostro, il mercato oggi deve cambiare, non deve essere più solo una realtà commerciale ma anche una realtà sociale. Per quanto riguarda la somministrazione, partendo da una percentuale minima del 10 per cento, diamo la possibilità ai Municipi di scegliere la percentuale di consumo sul posto.Le autorizzazioni cosiddette anomale decadono secondo quanto previsto dal D. Lgs n. 59/2010 e riportato nella conferenza Stato-Regioni del 5/7/2012. Le stesse se giudicata legittime verranno trasformate in altrettanti posteggi fissi da identificare con una conferenza di servizi entro 90 giorni. Tra le altre novità introdotte vi sono il divieto di attività di vendita in forma itinerante su aree estese dei municipi e la lotta ai ‘falsi itineranti’ ovvero ai furbetti dei banchi a rotelle. Il controllo degli itineranti avverrà con verifica preliminare presso gli uffici del comune”.E’ quanto dichiara in una nota Andrea Coia, Presidente della Commissione Commercio di Roma Capitale.

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I lavoratori del commercio aeroportuale protestano contro i licenziamenti

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

aeroporto-romaI lavoratori Dufry Italia del settore commercio dell’aeroporto di Fiumicino hanno manifestato contro i licenziamenti per cambio di concessione. Un settore in continua crescita in cui i lavoratori sono perennemente precari perché legati al tempo di durata delle concessioni. USB da sempre impegnata nella richiesta di un sistema di regole che preservi l’occupazione e i diritti dei lavoratori oggi lancia l’ennesimo allarme: oltre la situazione drammatica dei lavoratori Alitalia e dell’indotto collegato ad Alitalia, nel settore commercio, in continua crescita di spazi, nel mese di giugno si verificheranno un centinaio di licenziamenti dove il lavoro c’è. Il sistema delle gare per le concessioni adottato da Aeroporti di Roma non prevede nessuna regola di tutela occupazionale.
La protesta ha visto la partecipazione del Sindaco di Fiumicino, Montino, oltre che dell’assessora Anselmi impegnati a livello istituzionale all’avvio di un tavolo alla Regione Lazio che metta al centro il problema occupazionale dell’aeroporto di Fiumicino.
La società Aeroporti di Roma vista l’iniziativa dei lavoratori ha convocato USB insieme ad una delegazione di lavoratori e l’Assessora Anselmi. Nella riunione Aeroporti di Roma si è impegnata a trovare una soluzione al problema occupazionale e a proseguire il confronto con le istituzioni in merito alla creazione di un bacino di ricollocazione dei lavoratori aeroportuali. USB continuerà a sostenere la battaglia dei lavoratori per l’occupazione e i diritti e a chiedere alle istituzioni di aprire una discussione sulle regole per evitare il susseguirsi continuo di vertenze ed espulsioni a fronte di nuova occupazione precaria e sfruttata.

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Trump: commercio, protezionismo e mercati

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

borsaNel bel libro Culture and Inflation in Weimar del professore del Mit Bernd Widding molte pagine sono dedicate al valore simbolico della carriola. L’autore ricorda di quando, da bambino, passeggiava per i boschi con il nonno. Tra i molti aneddoti che l’anziano signore raccontava al nipote, testimonianze dei molti drammi del Novecento, immancabile era la storia di quando, a causa dell’inflazione che raggiunse il suo picco nel 1923, i tedeschi si trovarono costretti ad andare a fare la spesa con carriole piene di banconote.Il fenomeno, conseguenza degli enormi debiti da cui la Germania di Weimar si trovava gravata dopo la Grande Guerra, contribuì a generare discredito nelle istituzioni repubblicane e aprì la strada allo spettro del nazional-socialismo. Questo “trauma” è rimasto così impresso nella memoria di un’intera generazione da essere tramandato a figli e nipoti entrando nel bagaglio di convinzioni che costituisce la cultura popolare del paese. A volte le storie raccontate dai “grandi” durante i pranzi di famiglia hanno molta più efficacia nel forgiare l’orizzonte ideale di un popolo che le testimonianze di giganti della letteratura come Thomas Mann o Hans Fallada.La carriola è diventata un simbolo potente che simboleggia la fatica quotidiana della povertà e la disintegrazione dell’ordine economico che furono il risultato di una gestione sconsiderata della politica monetaria. Questo vale, ovviamente, per tutti i tedeschi, compresi coloro che occupano le posizioni chiave del Governo e della Banca Centrale. Il ricordo della carriola ha contribuito non poco a condizionare le posizioni della Germania rispetto alla gestione dell’inflazione e di conseguenza al valore della moneta. Apparentemente ignaro di ciò, la scorsa settimana Peter Navarro – nominato da Trump alla guida del National Trade Council – ha accusato la Germania di manipolare l’Euro per favorire le sue esportazioni.La nuova amministrazione americana è molto concentrata sul commercio e sulle sue conseguenze per i lavoratori statunitensi. Se le merci provenienti dall’estero sono più economiche di quelle prodotte in patria i posti di lavoro rischiano di migrare nella direzione inversa. Gli Usa attualmente hanno un deficit commerciale rispetto alla Germania: le famiglie americane comprano più prodotti tedeschi di quanto le famiglie tedesche comprino beni americani.Ovviamente il valore delle varie valute ha un peso importantissimo per definire il prezzo delle merci quando si parla di commercio internazionale. Più una valuta è debole più le merci provenienti da quel paese sono economiche. Se guardate oltreoceano, noterete che in questo momento il dollaro è forte per via dell’aspettativa di un incremento della spesa pubblica e di un’economia già molto robusta.
richard-flaxOra si potrebbe argomentare che la Germania stia godendo i benefici di un Euro debole. C’è sicuramente del merito in questa visione, condivisa da molti nostri connazionali. Se la Germania tornasse al marco si troverebbe probabilmente ad avere una moneta fortissima esportando di meno. La politica dell’eurozona ha certamente contribuito, tra molti altri fattori, al surplus commerciale della Germania.
Da qui, però, a sostenere che la Germania stia manipolando la valuta ce ne vuole. Se la Bundesbank potesse decidere da sola le politiche monetaria dell’Eurozona certamente opterebbe per una strada meno espansiva. Ignorare questo fatto vuol dire non conoscere nulla della cultura tedesca e della storia recente della politica monetaria europea.L’Euro è forse svalutato se ci si focalizza solo sulla Germania ma è invece troppo forte quando si considera l’economia di altri paesi dell’area Euro, compresa l’Italia. Gli Usa hanno ancora difficoltà a valutare la politica monetaria europea, che già di per sé si basa su compromessi ed equilibri difficilissimi, nel suo insieme. Immaginate se pretendessimo un dollaro californiano. Che effetto avrebbe sulle esportazioni di quel singolo stato?Nell’attesa che questa nuova disputa commerciale si sbrogli, consiglio a tutti di munirsi di una carriola. Gli investitori invece stiano attenti: la retorica sul commercio e il focus sul deficit da parte di Trump potrebbe portare burrasca sul mercato delle valute, aspettate volatilità. (A cura di Richard Flax, Chief investment Officer di Moneyfarm) (foto: Richard Flax)

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