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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

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I lavoratori del commercio aeroportuale protestano contro i licenziamenti

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

aeroporto-romaI lavoratori Dufry Italia del settore commercio dell’aeroporto di Fiumicino hanno manifestato contro i licenziamenti per cambio di concessione. Un settore in continua crescita in cui i lavoratori sono perennemente precari perché legati al tempo di durata delle concessioni. USB da sempre impegnata nella richiesta di un sistema di regole che preservi l’occupazione e i diritti dei lavoratori oggi lancia l’ennesimo allarme: oltre la situazione drammatica dei lavoratori Alitalia e dell’indotto collegato ad Alitalia, nel settore commercio, in continua crescita di spazi, nel mese di giugno si verificheranno un centinaio di licenziamenti dove il lavoro c’è. Il sistema delle gare per le concessioni adottato da Aeroporti di Roma non prevede nessuna regola di tutela occupazionale.
La protesta ha visto la partecipazione del Sindaco di Fiumicino, Montino, oltre che dell’assessora Anselmi impegnati a livello istituzionale all’avvio di un tavolo alla Regione Lazio che metta al centro il problema occupazionale dell’aeroporto di Fiumicino.
La società Aeroporti di Roma vista l’iniziativa dei lavoratori ha convocato USB insieme ad una delegazione di lavoratori e l’Assessora Anselmi. Nella riunione Aeroporti di Roma si è impegnata a trovare una soluzione al problema occupazionale e a proseguire il confronto con le istituzioni in merito alla creazione di un bacino di ricollocazione dei lavoratori aeroportuali. USB continuerà a sostenere la battaglia dei lavoratori per l’occupazione e i diritti e a chiedere alle istituzioni di aprire una discussione sulle regole per evitare il susseguirsi continuo di vertenze ed espulsioni a fronte di nuova occupazione precaria e sfruttata.

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Trump: commercio, protezionismo e mercati

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

borsaNel bel libro Culture and Inflation in Weimar del professore del Mit Bernd Widding molte pagine sono dedicate al valore simbolico della carriola. L’autore ricorda di quando, da bambino, passeggiava per i boschi con il nonno. Tra i molti aneddoti che l’anziano signore raccontava al nipote, testimonianze dei molti drammi del Novecento, immancabile era la storia di quando, a causa dell’inflazione che raggiunse il suo picco nel 1923, i tedeschi si trovarono costretti ad andare a fare la spesa con carriole piene di banconote.Il fenomeno, conseguenza degli enormi debiti da cui la Germania di Weimar si trovava gravata dopo la Grande Guerra, contribuì a generare discredito nelle istituzioni repubblicane e aprì la strada allo spettro del nazional-socialismo. Questo “trauma” è rimasto così impresso nella memoria di un’intera generazione da essere tramandato a figli e nipoti entrando nel bagaglio di convinzioni che costituisce la cultura popolare del paese. A volte le storie raccontate dai “grandi” durante i pranzi di famiglia hanno molta più efficacia nel forgiare l’orizzonte ideale di un popolo che le testimonianze di giganti della letteratura come Thomas Mann o Hans Fallada.La carriola è diventata un simbolo potente che simboleggia la fatica quotidiana della povertà e la disintegrazione dell’ordine economico che furono il risultato di una gestione sconsiderata della politica monetaria. Questo vale, ovviamente, per tutti i tedeschi, compresi coloro che occupano le posizioni chiave del Governo e della Banca Centrale. Il ricordo della carriola ha contribuito non poco a condizionare le posizioni della Germania rispetto alla gestione dell’inflazione e di conseguenza al valore della moneta. Apparentemente ignaro di ciò, la scorsa settimana Peter Navarro – nominato da Trump alla guida del National Trade Council – ha accusato la Germania di manipolare l’Euro per favorire le sue esportazioni.La nuova amministrazione americana è molto concentrata sul commercio e sulle sue conseguenze per i lavoratori statunitensi. Se le merci provenienti dall’estero sono più economiche di quelle prodotte in patria i posti di lavoro rischiano di migrare nella direzione inversa. Gli Usa attualmente hanno un deficit commerciale rispetto alla Germania: le famiglie americane comprano più prodotti tedeschi di quanto le famiglie tedesche comprino beni americani.Ovviamente il valore delle varie valute ha un peso importantissimo per definire il prezzo delle merci quando si parla di commercio internazionale. Più una valuta è debole più le merci provenienti da quel paese sono economiche. Se guardate oltreoceano, noterete che in questo momento il dollaro è forte per via dell’aspettativa di un incremento della spesa pubblica e di un’economia già molto robusta.
richard-flaxOra si potrebbe argomentare che la Germania stia godendo i benefici di un Euro debole. C’è sicuramente del merito in questa visione, condivisa da molti nostri connazionali. Se la Germania tornasse al marco si troverebbe probabilmente ad avere una moneta fortissima esportando di meno. La politica dell’eurozona ha certamente contribuito, tra molti altri fattori, al surplus commerciale della Germania.
Da qui, però, a sostenere che la Germania stia manipolando la valuta ce ne vuole. Se la Bundesbank potesse decidere da sola le politiche monetaria dell’Eurozona certamente opterebbe per una strada meno espansiva. Ignorare questo fatto vuol dire non conoscere nulla della cultura tedesca e della storia recente della politica monetaria europea.L’Euro è forse svalutato se ci si focalizza solo sulla Germania ma è invece troppo forte quando si considera l’economia di altri paesi dell’area Euro, compresa l’Italia. Gli Usa hanno ancora difficoltà a valutare la politica monetaria europea, che già di per sé si basa su compromessi ed equilibri difficilissimi, nel suo insieme. Immaginate se pretendessimo un dollaro californiano. Che effetto avrebbe sulle esportazioni di quel singolo stato?Nell’attesa che questa nuova disputa commerciale si sbrogli, consiglio a tutti di munirsi di una carriola. Gli investitori invece stiano attenti: la retorica sul commercio e il focus sul deficit da parte di Trump potrebbe portare burrasca sul mercato delle valute, aspettate volatilità. (A cura di Richard Flax, Chief investment Officer di Moneyfarm) (foto: Richard Flax)

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Trump: commercio, protezionismo e mercati

Posted by fidest press agency su sabato, 21 gennaio 2017

trump

A cura di Richard Flax, Chief investment Office di Moneyfarm. Perché ne stiamo parlando? Gli Stati Uniti hanno un nuovo presidente – la cui visione sul commercio internazionale (essenzialmente, il libero scambio è sbagliato) sono opposte a quelle prevalenti del pensiero economico. Alzare le tariffe commerciali negli USA, potrebbe portare ad una controreazione simile da parte delle controparti estere, con ovvie conseguenze negative per la crescita globale.
Accadrà veramente? Alcuni spunti sono motivo di preoccupazione. Per prima cosa, il presidente ha già fatto sapere a numerose imprese (note case automobilistiche) che i loro investimenti dovrebbero essere in suolo americano e non in Messico (ottenendo spesso il risultato sperato).
Secondo, il presidente ha generalmente un buon grado di discrezionalità sulle politiche di scambio – molto più che sulla tassazione, ad esempio, dove necessita invece del supporto del Congresso.
Terzo, le sue maggiori nomine in materia di scambi sono della sua stessa visione, come Robert Lightizer, nuovo rappresentante degli scambi USA, e Peter Navarro, il neo direttore del Consiglio Nazionale sugli Scambi (autore del libro “Death By China: Confronting the Dragon – A Global Call to Action”).
Quarto, rimane l’impatto che potrebbe avere. Le opinioni variano ma gli economisti di Morgan Stanley hanno pubblicato un grafico molto interessante. Secondo le loro stime, l’istituzione di una tariffa commerciale porterebbe ad un generale aumento della crescita nel breve termine per gli USA, per poi crollare drasticamente nel lungo.
Infine, va sempre ricordato che gli Stati Uniti non sono mai stati un’economia particolarmente aperta, e quindi i cittadini si interessano relativamente meno agli scambi. Solitamente si definisce l’apertura di un paese come scambi totali (import+export) in percentuale del PIL. Guardando i numeri per il 2015, vediamo come gli USA siano infatti una delle economie più chiuse secondo questo parametro. Gli scambi in % al PIL sono stati intorno al 28% nel 2015, rispetto a paesi più aperti come la Gran Bretagna al 56% o l’Italia al 57%. L’economia più chiusa del 2015 (fra quelle di cui abbiamo dati disponibili) è stata quella del Sudan con un bassissimo 19%.
Cosa significa per i portafogli? La reazione potrebbe essere mista. Da un lato, le preoccupazioni in materia di scambi internazionali circolano ormai da qualche tempo. Il pesos messicano vi ha purtroppo dovuto fare i conti e ne ha chiaramente sofferto. Si potrebbe quindi dire che questi timori sono già stati prezzati dai mercati.
Ad ogni modo, guardando alle valutazioni stellari degli asset rischiosi, è difficile dire che essi stiano realmente prezzando uno sfavorevole scenario di guerra sulle tariffe – visti anche i prezzi dell’azionario globale.
In conclusione, il ragionamento di fondo è che le conseguenze potrebbero appartenere a due opposti scenari, ma la vendita di titoli sui Mercati Emergenti, ad esempio, potrebbe costituire una buona occasione per gli investitori nel lungo termine.

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Il Comitato per i medicinali ad uso umano (CHMP) ha emesso parere positivo per Truxima®, biosimilare di rituximab

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2017

Interno farmacia

Mundipharma annuncia che il Comitato per i medicinali ad uso umano (CHMP) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) si è espresso positivamente, raccomandando che a Truxima®, biosimilare di rituximab, venga concessa l’autorizzazione all’immissione in commercio in UE per tutte le indicazioni del biologico di riferimento1. Il parere del CHMP verrà ora sottoposto al vaglio della Commissione Europea e, se confermato, Truxima® sarebbe il primo biosimilare di rituximab ad essere approvato dalla Commissione. Mundipharma ha anche annunciato di aver ottenuto per Truxima® una licenza di distribuzione da Celltrion Sanità Hungary Kft. Se Truxima® venisse approvato, Mundipharma e la sua rete di consociate indipendenti avranno diritto esclusivo di commercializzare e distribuire il prodotto in Regno Unito, Germania, Italia, Irlanda, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi. In attesa di approvazione, Truxima® si candida ad essere il secondo anticorpo monoclonale biosimilare commercializzato e distribuito dalla rete Mundipharma, che conferma così la sua leadership nella commercializzazione di biosimilari in Europa. Truxima® è un medicinale contenente un anticorpo monoclonale immunoglobulina G1-kappa chiamato rituximab. In quanto biosimilare del farmaco biologico MabThera®, si prevede che Truxima® ottenga l’approvazione per tutte le indicazioni del medicinale di riferimento: il linfoma non-Hodgkin, la leucemia linfatica cronica, l’artrite reumatoide, la granulomatosi di poliangite e la poliangite microscopica.Truxima® è stato testato in studi clinici e preclinici, al fine di dimostrare la sua biosimilarità rispetto al farmaco di riferimento rituximab1. Gli studi clinici condotti su pazienti con artrite reumatoide e linfoma follicolare in stadio avanzato hanno dimostrato che Truxima® ha un profilo di sicurezza, immunogenicità e farmacocinetica comparabili a quelli del rituximab originatore2-6. Un’efficacia simile al rituximab di riferimento è stata dimostrata anche in studi pubblicati sull’artrite reumatoide4-6. Truxima® sarà disponibile nei mercati europei dopo l’approvazione da parte della CE e a seguito delle necessarie scadenze brevettuali.
Biosimilare è un termine utilizzato per descrivere diverse versioni di un prodotto bio-farmaceutico che sono state rese disponibili sul mercato da diverse aziende, dopo che il brevetto di esclusività del prodotto originator è scaduto. I biosimilari sono considerati farmaci biologici, il che significa che contengono una sostanza attiva derivante da un organismo vivente. I biosimilari sono strettamente regolati e devono necessariamente dimostrare di essere comparabili al prodotto di riferimento attraverso programmi di sviluppo che includono la qualità e dati clinici e non.

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Presentato il libro Cciaa “Aria” dedicato all’artigianato

Posted by fidest press agency su sabato, 17 dicembre 2016

udine economiaUdine. Il mondo dell’artigianato è un mondo trasversale, che si muove disinvoltamente fra settori distinti, ma che ha un tratto comune importantissimo: l’attenzione e la cura per ogni fase del processo e l’amore per la qualità del prodotto, riassunti nella creatività, capacità innovativa e unicità con cui l’attività d’impresa si sviluppa. In Italia ci sono circa 1,4 milioni di imprese artigiane; nella nostra regione sono circa 30 mila, di cui la metà in provincia di Udine. A loro è ispirata la nuova collana di libri della Camera di Commercio, coedita insieme a Vinibuoni Biblioteca, che li racconta attraverso i cinque elementi della tradizione classica, fuoco, aria, acqua e terra, partendo da ciò che costituisce lo “strumento” essenziale della loro attività.
Dopo Fuoco, del 2015, «ispiriamo dunque all’aria questo secondo volume», ha spiegato il presidente camerale Giovanni Da Pozzo, che oggi in Sala Valduga l’ha presentato assieme all’autore, Walter Filiputti, nonché al rettore dell’Università di Udine Alberto Felice De Toni, e a Euro Beinat, docente in prestigiose Università internazionali ed esperto di innovazione, che ha curato la relazione introduttiva al libro.
Il viaggio friulano di Walter Filiputti, narratore attento ed entusiasta di questa pubblicazione, tocca una serie di tappe che mettono in connessione fortissima l’artigianato all’arte e all’innovazione. In questo volume è raccontato un mondo variegato e ricco di suggestioni: fotografi, grafici, operatori della comunicazione, creatori di app o di alta tecnologia per satelliti, di parapendii e alianti, elicotteri, produttori artigianali di strumenti musicali, fino ad attori e musicisti di strumenti a fiato e creatori di profumi. Ognuno di loro ha una propria definizione dello speciale rapporto che ha con l’aria.
«In un’economia sempre più globalizzata – ha detto il presidente –, in cui la “dimensione” diventa sempre più preponderante e questa preponderanza sempre più condizionante per l’attività di impresa, dobbiamo ricordarci che abbiamo un comparto produttivo formato per la stragrande maggioranza da piccole e micro imprese. Spesso, sono specializzate in piccole nicchie. Ancora più spesso, sono di grande eccellenza e di grande successo, nonostante (o proprio “grazie a”) la minuscola dimensione. Sono esse espressione imprenditoriale autentica di quel made in Italy che ci è connaturato, che in tutto il mondo piace, è desiderato, è richiesto».
Ai quasi 70 artigiani raccontati, Filiputti accompagna la narrazione fotografica, curata da Laura Tessaro. «Questo libro – ha spiegato l’autore – diventa anche un racconto che incoraggia e dà speranza, dà una prospettiva nuova e vera di sviluppo all’economia e al lavoro: ho scoperto infatti un Friuli vivace, proiettato nel futuro. Qui sono raccontate aziende che o sono leader mondiali nel loro settore o stanno tra le primissime. Spesso mi capitato di scoprire che queste aziende, mediamente non grandi, la fanno in barba a colossi con centinaia di dipendenti». In questa collana, ogni elemento conduce a un artigianato differente, a tecniche differenti di lavorazione. Il percorso di ogni volume incomincia sempre dalla montagna, per arrivare alla Bassa. Percorso che fa “soste culturali”, per collegare gli artigiani alle bellezze del loro territorio, arricchendo le storie a impressioni su paesaggio, architettura, pittura. «Questo volume parla di lavori tutti ad alto tasso di conoscenza e sapere – ha evidenziato il rettore De Toni -, potenzialità connaturata al nostro Paese. Ed è proprio lì che l’Italia potrebbe giocarsi la sua vera chance di crescita». Come ha aggiunto, infatti, Beinat parliamo di educazione e competenze “al tempo delle macchine”. «In un mondo dove la volatilità tecnologica, sociale e culturale sono la norma – dice –, la capacità generativa diventa parte integrante delle professioni e della leadership. Chiamiamole competenze perché non sono frutto del caso o della propensione genetica. Si possono sviluppare, facilitare, favorire deliberatamente. L’invenzione e la creazione sono il risultato di interazioni, collaborazioni, flessibilità organizzativa, diversità, sperimentazioni e feedback rapidi». (foto: aria)

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I deputati chiedono il divieto di commercio di avorio e sanzioni contro il traffico di fauna selvatica

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

strasburgoStrasburgo parlamento europeo. In una risoluzione votata giovedì, i deputati sostengono un divieto comunitario totale e immediato per il commercio di avorio e di corno di rinoceronte e chiedono sanzioni comuni a livello UE contro la il traffico illegale della fauna selvatica. Il traffico di fauna selvatica ha un valore stimato di 20 miliardi di euro all’anno e recentemente è cresciuto, diventando una delle più grandi e redditizie forme di criminalità organizzata transfrontaliera.La relatrice Catherine Bearder (ALDE, UK) ha dichiarato: “Il traffico di fauna selvatica è la quarta maggiore attività criminale organizzata sul pianeta. E’ davvero giunto il momento di agire seriamente”.”Le sanzioni contro il traffico della fauna selvatica devono essere molto severe per riflettere la gravità di questo reato e devono essere uguali in tutta l’UE”, ha aggiunto. La sua relazione illustra la risposta del Parlamento al piano d’azione UE presentato dalla Commissione europea. I deputati chiedono il divieto totale e immediato a livello europeo del commercio, dell’esportazione o della riesportazione dell’avorio e delle corna di rinoceronte. Esortano, quindi, gli Stati membri a definire gli opportuni livelli di sanzioni per i reati contro le specie selvatiche e invitano la Commissione ad attivarsi per l’adozione di norme comuni relative alla definizione dei reati e delle sanzioni riguardanti il traffico di specie selvatiche.L’UE dovrebbe inoltre riesaminare il quadro normativo vigente per integrarlo con il divieto di mettere a disposizione, immettere sul mercato, trasportare, acquisire e possedere specie selvatiche ottenute o scambiate illegalmente in Paesi terzi Poiché la caccia da trofeo ha contribuito a un declino di numerosi specie, i deputati chiedono all’UE di definire un approccio precauzionale all’importazione di trofei di caccia ottenuti da specie protette, ai sensi del regolamento sul commercio di animali selvatici.
Nel documento si osservano i nessi tra i reati contro le specie selvatiche e altre forme di criminalità organizzata, ivi compresi il riciclaggio di denaro e il finanziamento di milizie e gruppi terroristici. Si chiede quindi con insistenza all’UE e ai suoi Stati membri di utilizzare tutti gli strumenti pertinenti, compresa la cooperazione con il settore finanziario, per rilevare tali legami.I deputati chiedono ai leader dell’UE a dialogare con gli operatori delle piattaforme dei media sociali, i motori di ricerca e le piattaforme di commercio elettronico e di intensificare i controlli per fermare il commercio illegale di fauna selvatica su internet.
La risoluzione è stata approvata con 567 voti in favore, 5 voti contrari e 39 astensioni.

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Unione Naz. Consumatori su Istat commercio

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2016

istatSecondo i dati Istat resi noti oggi, a giugno le vendite al dettaglio salgono su base annua sia in valore (+0,8%), sia in volume (+0,2%). “Bene! I dati migliorano rispetto a maggio, quando si era registrato un disastroso calo generalizzato. Ma è troppo presto per parlare di una inversione di tendenza. Le vendite alimentari in volume, ad esempio, sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile, sia in valore che in volume (-0,1%). Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 (-0,3%) e non si intravede alcuna uscita dal tunnel per i piccoli negozi di alimentari” dichiara Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Gli unici a registrare un andamento positivo sono i discount. E questo perché le famiglie, avendo finito i soldi, vanno a caccia dei prezzi più convenienti e bassi, anche se questo li obbliga a rinunciare a marche più conosciute e famose” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su Istat commercio: Non si salva nessuno

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

confcommercio consumiSecondo i dati Istat resi noti oggi, a maggio le vendite al dettaglio diminuiscono su base annua sia in valore (-1,3%), sia in volume (-1,8%), sia per gli alimentari (-1,8% in valore, -2% in volume) sia per i non alimentari (rispettivamente -1% e -1,6%).
“Non si salva nessuno! La cosa più preoccupante è che nessuna forma distributiva registra valori positivi, né gli ipermercati (-2,5%) né, men che meno, i piccoli negozi. Persino i discount, gli unici a salvarsi durante la crisi, segnano una battuta d’arresto, registrando un -0,2% su base tendenziale” dichiara Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Questo indica che non bastano più offerte, sconti e prezzi bassi. E questo perché le famiglie hanno finito i soldi!” conclude Dona.

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Istat: commercio e calo esportazioni beni di consumo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2016

istatSecondo i dati resi noti dall’Istat, a marzo si riducono i flussi commerciali verso i paesi Extra Ue. In particolare, le esportazioni scendono dello 0,3% su base mensile e del 5,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2016, precipitano le vendite dei beni di consumo (-6,1%), calate su base tendenziale del 2,6%.
“Dati preoccupanti, che confermano le stime al ribasso sulla crescita mondiale. Un sintomo allarmante. La domanda estera, infatti, ha sorretto in questi anni di crisi le nostre industrie. Mentre i consumi delle famiglie italiane precipitavano, le esportazioni sostenevano la nostra economia. Il rischio, ora, è che l’Italia cresca meno di quanto previsto nel Def proprio a causa del rallentamento dell’economia globale, ossia per fattori esogeni, gli stessi che ci avevano consentito fino ad ora di contenere i danni” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

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TTIPxTE? Parliamone!

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2015

Napoli, lnapoliunedì 30 novembre 2015 ore 9,30 Via Partenope 36 Centro Congressi dell’Università Federico II Confronto strutturato sul Partenariato transatlantico su commercio e investimenti tra UE e USA (#TTIP) Dialogo tra opinione pubblica e eurodeputati con la partecipazione di Luca de Carli, negoziatore TTIP per la Direzione generale per il Commercio alla Commissione europea.

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Trattato transatlantico sul commercio e sugli investimenti (TTIP)

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2015

europa-261011-cE’ davvero surreale e incomprensibile il silenzio della comunicazione sul Trattato transatlantico sul commercio e sugli investimenti (TTIP). Infatti – dichiara il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – appare davvero illogico come l’Unione Europea e il governo italiano non sentano l’esigenza di spiegare nei dettagli le finalità e le modalità di questo accordo e come tutto si stia svolgendo in gran segreto. Ancora una volta – continua Tiso – si è scelta la strada dell’arroganza e della presunzione, e ovviamente gli effetti non potranno che essere quelli del salire della tensione e dell’avvicinarsi di un possibile scontro.
Gli operatori del settore agroalimentare saranno i primi ad essere coinvolti dall’eventuale approvazione del TTIP, ma ad oggi non hanno ancora nemmeno una vaga idea di cosa questo significhi. E tutto questo non può che essere responsabilità di un sistema politico, comunitario e nazionale, molto più interessato a nascondere che a svelare. Come Confeuro – conclude Tiso – non ci stancheremo mai di evidenziarlo: il primo elemento che manca per la rinascita economica, sociale e culturale del vecchio continente è la serietà, la trasparenza e l’onestà.

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L’Europa approva Holoclar

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 febbraio 2015

chiesiLa Commissione Europea ha notificato a Chiesi Farmaceutici S.p.A. l’autorizzazione condizionata (Regulation EC No 726/2004) per l’immissione in commercio di Holoclar®, una terapia avanzata a base di cellule staminali autologhe in grado di restituire la vista a pazienti con gravi ustioni della cornea, prodotta nei laboratori di Holostem Terapie Avanzate s.r.l., spin off dell’Università di Modena e Reggio Emilia, presso il Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari” (CMR) dell’ateneo modenese.
“Holoclar® è in assoluto il primo prodotto di terapie avanzate a base di cellule staminali approvato e formalmente registrato nel mondo occidentale” – dichiara Andrea Chiesi, Direttore R&D Portfolio Management di Chiesi Farmaceutici S.p.A. e Amministratore Delegato di Holostem Terapie Avanzate. “Questo primato – continua Andrea Chiesi – ci dimostra che la partnership tra pubblico e privato non solo è possibile, ma è anche la sola vincente in un campo complesso come quello delle cellule staminali, in particolare autologhe, e della medicina rigenerativa. Holostem si pone ora come business model internazionale per portare in clinica i risultati della ricerca scientifica in questo campo”.Alla base di Holoclar® ci sono più di vent’anni di ricerca d’eccellenza, condotta da un team di scienziati di fama internazionale nel campo della biologia delle cellule staminali epiteliali. La direttiva europea 1394/2007 equipara sostanzialmente le terapie avanzate cellulari ai farmaci e prevede, tra le altre cose, che le terapie cellulari possano essere prodotte solo in officine farmaceutiche certificate GMP (Good Manufacturing Practice). Grazie agli investimenti di Chiesi Farmaceutici è stato quindi possibile certificare il Centro di Medicina Rigenerativa di Modena dove Holostem lavora, e procedere nel cammino di registrazione del farmaco.
“L’iter autorizzativo, in cui siamo stati veri e propri pionieri, è stato lungo e complesso ma il risultato ottenuto oggi ci dimostra che le cellule si possono coltivare secondo standard farmaceutici in grado di garantire ai pazienti sicurezza ed efficacia – aggiunge Michele De Luca, Direttore scientifico e cofondatore di Holostem oltre che Direttore del CMR dell’ateneo modenese – e, in un periodo di grande confusione sulle reali possibilità terapeutiche delle cellule staminali come quello che stiamo vivendo, poter dimostrare che curano davvero e senza rischi per la salute è più importante che mai”.
A spiegare come funziona Holoclar® è la professoressa Graziella Pellegrini, Coordinatrice della terapia cellulare al CMR nonché direttrice R&D e cofondatrice di Holostem, che ha ideato, insieme al professor De Luca, tutte le fasi di sviluppo del prodotto: “Dopo aver messo a punto colture cellulari a base di cellule staminali epiteliali per la cura di diverse patologie a carico degli epiteli di rivestimento, dalla pelle per i grandi ustionati alla ricostruzione dell’uretra, abbiamo scoperto che le cellule staminali che consentono la rigenerazione della cornea risiedono in una piccola area al confine tra la cornea (la parte trasparente al centro dell’occhio) e la congiuntiva (la parte bianca attigua) che si chiama limbus. Quando ustioni termiche o chimiche della superficie oculare danneggiano irreversibilmente questa riserva di staminali la superficie corneale, che in un occhio sano si rinnova completamente ogni sei/nove mesi, smette di rigenerarsi e la congiuntiva a poco a poco comincia a ricoprire la cornea con una patina bianca che rende impossibile la visione e provoca dolore e infiammazione cronici. Se almeno in uno dei due occhi del paziente è rimasto anche un residuo piccolissimo di limbus non danneggiato, siamo in grado di ricostruire in laboratorio l’epitelio che ricopre la superficie corneale, grazie alle cellule staminali raccolte da una biopsia di 1-2 mm2. Questo lembo di epitelio, Holoclar® appunto, che assomiglia ad una sorta di lente contatto, viene poi trapiantato nel paziente e consente di ottenere una cornea trasparente stabile nel tempo e un pieno recupero della capacità visiva, senza provocare nessuna reazione di rigetto perché costituito dalle cellule del paziente stesso”.
La terapia, applicata per la prima volta sull’uomo in via sperimentale negli anni Novanta e riconosciuta come farmaco orfano nel 2008, grazie alla registrazione ottenuta oggi potrà essere in un prossimo futuro disponibile per tutti i pazienti europei che abbiano subito incidenti sul lavoro (causati per esempio da calce viva, da solventi o da acidi), incidenti domestici (per esempio ustioni oculari provocate da detersivi o agenti abrasivi in adulti e bambini) o, come tristemente registrato nella cronaca degli ultimi mesi, nei casi di aggressione con agenti chimici.Intanto la ricerca d’eccellenza a Modena non si ferma. Il prossimo obiettivo del team di ricercatori e imprenditori emiliani è quello di sviluppare nuovi prodotti di terapie avanzate, come la terapia genica per la cura dell’Epidermolisi Bollosa o “Sindrome dei Bambini Farfalla”, applicata fino ad ora con successo sui primi due pazienti al mondo. E sviluppare nuovi protocolli sperimentali e clinici con altre cellule staminali degli epiteli di rivestimento come congiuntiva, uretra, mucosa orale ed epiteli respiratori.

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Immissione in commercio dell’antibiotico SIVEXTRO

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 gennaio 2015

farmaciMerck Sharp & Dohme informa che il Comitato Europeo per i Prodotti Farmaceutici per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA – European Medicines Agency), ha espresso opinione positiva in merito all’immissione in commercio dell’antibiotico SIVEXTRO® (tedizolid fosfato) per il trattamento di infezioni batteriche cutanee acute e dei tessuti sottocutanei (acute bacterial skin and skin structure infection – ABSSSI) nell’adulto. Se la Commissione Europea confermerà il parere positivo del CHMP, la commercializzazione del prodotto sarà autorizzata con un labeling unico per i 28 paesi appartenenti all’Unione Europea e nei paesi membri dello Spazio Economico Europeo (SEE): Islanda, Liechtenstein e Norvegia.
Le infezioni batteriche cutanee acute e dei tessuti sottocutanei (ABSSSI) sono causate da batteri Gram-positivi, incluso lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (Methicillin-Resistant Staphylococcus Aureus – MRSA). Secondo il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC), lo Staphylococcus aureus è infatti l’agente patogeno resistente agli antibiotici più diffuso negli ospedali di tutto il mondo, con oltre 150.000 pazienti all’anno colpiti nell’Unione Europea (dati pubblicati sulla rivista Eurosurveillance). Come forse saprà, Merck Sharp & Dohme ha recentemente acquisito Cubist, che è ora una società sussidiaria, interamente di proprietà di Merck Sharp & Dohme; SIVEXTRO è stato acquisito durante tale transazione. SIVEXTRO è stato approvato negli Stati Uniti dall’FDA (Food and Drug Administration) il 20 giugno 2014.

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Dieci stage in azienda per studenti universitari, al via le candidature (entro il 30 settembre)

Posted by fidest press agency su martedì, 24 settembre 2013

L’iniziativa sarà sostenuta dalla Cciaa di Udine, tramite la sua Azienda Speciale Ricerca&Formazione, in collaborazione con l’Università di Udine (Servizio tirocini e job placement) Dieci percorsi di stage in imprese del territorio regionale operanti sui mercati esteri, riservati a studenti iscritti all’Università di Udine. Li sostiene la Camera di Commercio, tramite la sua Azienda speciale Ricerca&Formazione, in collaborazione con l’Ateneo udinese (Servizio tirocini e job placamento). Gli studenti universitari interessati – residenti sul territorio regionale e iscritti ai Corsi di laurea di ingegneria, economia, relazioni pubbliche, lingue – potranno candidarsi a partecipare a questa esperienza entro il 30 settembre.
Lo stage avrà una durata minima di 3 settimane, da svolgersi nel periodo ottobre-novembre. L’iniziativa è possibile grazie il nuovo progetto Filo, che propone un nuovo modello di servizi e una rete di sportelli del sistema camerale per il mercato del lavoro, la transizione formazione-impresa e la nuova imprenditorialità. Le attività dello stage prevedono il rafforzamento delle competenze nell’ambito dei rapporti con i clienti esteri e dell’internazionalizzazione delle imprese attraverso l’applicazione della normativa che regola il commercio e il diritto internazionale, gli aspetti doganali, i trasporti, i pagamenti e le assicurazioni, l’analisi dei mercati esteri…
La Cciaa offre ai partecipanti la copertura delle spese di trasporto, di vitto e una indennità di frequenza, oltre alla certificazione delle competenze e dei crediti formativi da parte dell’Università di Udine.
La candidatura dovrà essere effettuata attraverso una mail di presentazione con allegato il curriculum vitae e dovrà essere inviata all’indirizzo daniela.morgante@ud.camcom.it, come detto entro il 30 settembre.

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Cresce la squadra ZoomarineTour

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

A poche settimane dal suo debutto sul mercato, il tour operator ufficiale di Zoomarine dà il benvenuto a Cristiano Carrarese, che entra a far parte dello staff come nuovo Direttore commerciale. “La sfida di lavorare per un’impresa all’inizio della sua avventura mi entusiasma – commenta Cristiano Carrarese, neo Direttore Commerciale ZoomarineTour – Ho messo a disposizione del nuovo marchio ZoomarineTour la professionalità e le competenze maturate in anni di direzione commerciale all’interno di importanti realtà turistiche nazionali, strutturando un piano d’azione che vede tra i primi step l’organizzazione di una squadra di sales plurimandatari su tutto il territorio nazionale, nuovi accordi con le agenzie di viaggi e azioni marketing mirate per la promozione dei nostri pacchetti di viaggio”. Prima di approdare a ZoomarineTour, Cristiano Carrarese ha ricoperto incarichi di dirigenza commerciale nell’area vendite Centro e Sud Italia di grandi tour operator italiani, tra cui Eurotravel e Futura Vacanze.
Insieme alla new entry nel suo staff, ZoomarineTour festeggia anche il battesimo ufficiale del nuovo sito http://www.zoomarinetour.it, vetrina promozionale per tutte le offerte e le idee di viaggio dedicate alla visita del parco divertimenti a tema marino più amato d’Italia, che offre anche una sezione dedicata alle adv per il servizio di booking on line.(cristiano)

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Il 5,5% del valore aggiunto nazionale è prodotto dalle imprese straniere

Posted by fidest press agency su sabato, 7 aprile 2012

Le 454mila imprese gestite da stranieri producono quasi 76 miliardi di €, pari al 5,5% dell’intera ricchezza prodotta a livello nazionale. L’edilizia è il settore che tra tutti mostra un maggior peso della componente straniera nella creazione del valore aggiunto (il 13,8%) e la Toscana è la prima regione in cui il valore aggiunto prodotto da aziende gestite da stranieri è più elevato che da altre parti (7,7%). Questi alcune stime realizzate dalla Fondazione Leone Moressa sull’apporto economico delle attività imprenditoriali condotte dagli stranieri in Italia.
Per regione
In Italia le 454mila imprese condotte da stranieri contribuiscono alla creazione del 5,5% del valore aggiunto nazionale. A livello territoriale si possono identificare delle regioni che più di altre mostrano un “contributo straniero” alla ricchezza prodotta più elevato: si tratta della Toscana con il 7,7% del valore aggiunto prodotto da imprese a conduzione straniera, seguita da Emilia Romagna (6,7%) e Friuli Venezia Giulia (6,4%). Ad eccezione dell’Abruzzo che si colloca in questa classifica al quarto posto a livello nazionale, l’Italia si divide in due: al Centro e al Nord dove il contributo degli immigrati si fa più forte, e al Sud dove l’incidenza del lavoro straniero si arriva appena al 2,5% in regioni quali la Campania e la Basilicata.
Complessivamente le imprese condotte da stranieri concorrono alla creazione di un valore aggiunto che si aggira attorno al 76 miliardi di €. Tra tutte le regioni la Lombardia è quella in cui la componente straniera produce in assoluto la maggiore ricchezza in termini di valore aggiunto superando i 18 miliardi di € (quasi un quarto del totale del valore aggiunto prodotto in Italia dalle imprese condotte da stranieri). Segue a ruota il Lazio (con 9 miliardi di €), il Veneto (10,8%) e l’Emilia Romagna (10,7%).
Per settore di attività
Tra i diversi settori di attività, quello delle costruzioni mostra un maggior contributo degli immigrati alla produzione di valore aggiunto: si tratta del 13,8% di tutta la ricchezza creata dal settore. Segue a ruota il comparto del commercio (con il 10,1% della produzione complessiva), la manifattura (6,6%) e i servizi alle persone (6,3%). Ma sono le aziende che operano nei servizi alle imprese che nel complesso concorrono alla creazione della maggiore ricchezza in termini assoluti: infatti si tratta di quasi 21 miliardi di € (il 27,6% del totale), seguito dai servizi alle persone con 19,7 miliardi di € (26,1%).
Per settore di attività e regione
L’apporto delle imprese condotte da stranieri in termini di creazione di valore aggiunto si differenziano tra regione e regione e tra settore e settore. Si può osservare come nelle aree del Nord gli stranieri siano più attivi nel comparto delle costruzioni, mentre nelle aree meridionali si tratta del commercio.
Nello specifico le regioni che mostrano il maggior contributo straniero alla creazione di valore aggiunto nell’edilizia sono la Liguria (21,5%), la Toscana (21,3%) e l’Emilia Romagna (21,1%). Per quel che riguarda il commercio è la Calabria la regione in cui il contributo straniero si fa più evidente seguito dalla Sardegna (12,5%). La Toscana si differenzia inoltre per la maggiore partecipazione straniera nella manifattura (15,2%), mentre la Lombardia per i servizi alle imprese (5,9%) e alle persone (9,3%).(fonte fondazione leone Moressa)

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Lazio: modificare la legge regionale sul commercio

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2012

010212 C Colombo Regione Lazio

010212 C Colombo Regione Lazio (Photo credit: Wikipedia)

“Dal momento che sarei scarsamente documentato sulla vicenda dei camion bar che seguo da oltre quindici anni, rivolgo all’amico e assessore Di Paolo, che stimo e rispetto, i seguenti interrogativi: perché la Regione Lazio non ha ancora avviato la riforma complessiva della legge regionale n. 33 del 1999 sul commercio, compreso quello ambulante, facendo solo e d’urgenza, nel 2011, la modifica dei due articoli relativi ai saldi? Non poteva essere quella la sede in cui aggiungerne un altro, che avrebbe consentito lo spostamento dei camion bar in zone meno centrali e più utili, considerando il fatto che dove ci sono i camion bar ci sono accanto anche i bar? Non poteva essere l’occasione per rivedere il principio della ‘ricollocazione equivalente’, citata anche dall’Assessore Bordoni come elemento ostativo allo spostamento dei camion bar? Perché il tavolo tecnico delle Soprintendenze, istituito nel 2007, ha smesso di lavorare e non si è applicata la Legge Galasso? Dobbiamo sperare nella Direttiva Bolkestein per liberare il nostro patrimonio archeologico e culturale dall’orrendo urbano dei camion bar?”. Così il presidente della Commissione Cultura di Roma Capitale, Federico Mollicone (PdL), replica alle dichiarazioni dell’Assessore alle Attività Produttive della Regione Lazio, Pietro Di Paolo.
“Se la responsabilità di questo situazione ricadeva, fino a qualche anno fa, sulle Giunte Marrazzo e Veltroni, credo che oggi, dopo quattro anni al governo di Roma Capitale e due anni alla Regione Lazio, non ci siano più attenuanti sulla nostra inattività nei confronti di un problema che riguarda, non solo i 120 mila residenti del centro storico, ma l’immagine di Roma nel mondo e i milioni di turisti, costretti a tornare a casa con indimenticabili foto del Colosseo e dei Fori Imperiali sullo sfondo dei camion bar”, ha concluso Mollicone.

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Liberalizzazioni commercio

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2012

Nella stagione delle liberalizzazioni va inserita, ad avviso di Adiconsum, anche la liberalizzazione delle promozioni dei prodotti no-food. Siamo convinti – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – che il commercio vada liberalizzato non solo nel settore dei prodotti food, ma anche di quelli no-food, dove ad oggi la concorrenza è limitata al solo periodo dei saldi. Ciò porterebbe – prosegue Giordano – ad un risparmio significativo sugli acquisti giornalieri dei consumatori e favorirebbe una vera concorrenza fra gli operatori commerciali che potrebbero misurarsi fra loro in termini di professionalità, assistenza ai clienti e vendita di merci e prodotti ad un sempre migliore rapporto qualità-prezzo, con indubbi benefici per l’economia dell’intero Paese.

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Immissione in commercio di rilpivirina

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2011

HIV-1CPE

Image via Wikipedia

Beerse, Belgio, 28 Novembre 2011 – Janssen, ha annunciato che la Commissione Europea ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio di rilpivirina per il trattamento, in monosomministrazione giornaliera associata ad altri farmaci antiretrovirali (ARVs), dell’infezione da HIV-1 in pazienti adulti mai sottoposti a trattamento con antiretrovirali, con una carica virale ≤ 100,000 copie/ml.

Rilpivirina, inibitore non nucleosidico della transcrittasi inversa (NNRTI), ha dimostrato efficacia comparabile rispetto alla terapia standard (efavirenz)1-2 e presenta un profilo di tollerabilità più favorevole relativamente agli effetti collaterali sul sistema nervoso centrale (che includono insonnia, depressione e vertigini). Il suo dosaggio – compresse da 25 mg in monosomministrazione giornaliera – è il più basso attualmente disponibile.3
“Le persone affette da HIV vivono molto più a lungo che in passato. Perciò, oggi, risulta indispensabile sviluppare terapie maggiormente tollerabili, con modalità di assunzione semplificate, che possano essere personalizzate a seconda dei bisogni del paziente” afferma Jean-Michel Molina, MD, Professore in Malattie Infettive all’ Università Diderot di Parigi e ricercatore negli studi ECHO e THRIVE. Secondo il professor Molina, quindi, “l’approvazione di rilpivirina rappresenta una grande passo in avanti per i pazienti mai sottoposti a precedenti trattamenti, in quanto, oltre ad offrire un’ulteriore opzione terapeutica, è un trattamento che può migliorare le loro condizioni grazie ad un profilo di tollerabilità migliore rispetto all’attuale terapia standard”. L’autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco si basa sui risultati a 48 settimane di due studi clinici internazionali di Fase III, ECHO e THRIVE, randomizzati, in doppio cieco con controllo verso farmaco attivo, che hanno valutato l’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di rilpivirina rispetto a efavirenz in più di 1.350 pazienti adulti naïve con infezione da HIV – 1 in oltre 20 Paesi. 1,2
Sulla totalità della popolazione esaminata, alla 48esima settimana l’84,3% dei pazienti trattati con rilpivirina ha raggiunto una carica virale non rilevabile (<50 copie/ml) rispetto all’82,3% dei pazienti trattati con efavirenz.1 Nella popolazione di riferimento (pazienti con una carica virale di base ≤ 100,000 copie/ml), alla 48esima settimana il 90,2% dei pazienti trattati con rilpivirina ha ottenuto una carica virale non rilevabile, rispetto all’83,6% dei pazienti trattatati con efavirenz. Inoltre, il fallimento terapeutico, è stato simile in entrambi i gruppi, rispettivamente del 3,8% e del 3,3%.4 Rilpivirina ha dimostrato di essere meglio tollerata rispetto a efavirenz.1-2 Nella metà dei pazienti è stata rilevata, approssimativamente, un’incidenza complessiva degli eventi avversi di grado 2-4 nel trattamento con rilpivirina vs efavirenz (16% vs. 31%), che include una significativa minore incidenza di rash, vertigini, insonnia e una minore incidenza di grado 3-4 di anomalie lipidiche. 5 Gli eventi avversi riportati più di frequente nei pazienti trattati con rilpivirina (incidenza ≥ 2%), fino a intensità di grado moderata, sono stati: depressione (3.5%), insonnia (2.9%), mal di testa (2.6%) e rash (2.2%).
Rilpivirina è il secondo inibitore non nucleosidico della transcrittasi inversa (NNRTI) e il terzo farmaco antiretrovirale che Janssen ha lanciato in 5 anni, per il trattamento delle persone affette da HIV. Oggi la Commissione Europea ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio anche per etravirina in compresse, con una formulazione che permette di passare dall’assunzione di due compresse due volte al giorno, ad una sola compressa due volte al giorno, dimezzando così la posologia. Il dosaggio raccomandato per etravirina è di 200 mg due volte al giorno, in combinazione con un inibitore della proteasi potenziato e altri farmaci antiretrovirali (ARVs). Tale regime terapeutico risulta molto più semplice per i pazienti pretrattati con antiretrovirali. “Rilpivirina è il farmaco antiretrovirale più recente del portfolio HIV di Janssen. Siamo in grado di offrire molteplici opzioni terapeutiche alla maggior parte delle persone affette da HIV per ogni stadio della patologia” commenta Wim Parys, Global Head Infectious Diseases di Janssen, e aggiunge “Le minori dimensioni della compressa, il singolo dosaggio giornaliero e il migliore profilo di tollerabilità rispetto a efavirenz per alcuni effetti collaterali, forniscono ai pazienti un’altra importante opzione terapeutica per la gestione dell’HIV nel lungo periodo. L’approvazione di rilpivirina e quella di etravirina 200 mg in compresse, sono ulteriori esempi del nostro impegno per migliorare la vita dei pazienti che convivono con questa patologia cronica”.

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Guida all’acquisto del “kit scuola”

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2011

zaino tattico

Image by Geomangio via Flickr

Il nuovo anno scolastico è ormai alle porte, dichiara Pietro Giordano Segretario Generale di Adiconsum, e le famiglie, oltre alla già consistente spesa per l’acquisto dei libri di testo, si trovano a dover affrontare l’ulteriore costo del “kit scuola”. Per un set di base composto di zaino (trolley, estensibile o americano), astuccio “triplo” (completo di penne, matita, temperamatite, gomma, pastelli e pennarelli), diario, due maxi quaderni a quadretti e due a righe, quest’anno la spesa può arrivare a sfiorare i 200 €. Tuttavia Gdo e commercio elettronico permettono di confezionare pacchetti alternativi, non griffati, con budget contenuti tra i 35 ed i 65 €. Ecco pertanto di seguito alcuni suggerimenti per la scelta di uno zaino sufficientemente solido e comodo.
• Dimensioni. La taglia deve essere giusta: uno zaino troppo grande non garantisce una buona distribuzione del carico sulla schiena. La base, una volta regolate le bretelle, non dovrebbe scendere al di sotto delle anche.
• Schienale. Preferibili i modelli con base rinforzata e schienale rigido, che permettono di disporre il peso più vicino alla colonna vertebrale, migliorando il baricentro e la distribuzione del carico sulle spalle. Meglio ancora se lo schienale è anatomico e realizzato in materiale traspirante.
• Scomparti. Lo scomparto di separazione interno permette di mantenere il carico più aderente alla schiena anche quando lo zaino non è pieno. Evita inoltre che i libri, muovendosi eccessivamente, possano rovinarsi.
• Bretelle. Le bretelle devono essere larghe e imbottite, in modo da rendere più confortevole il trasporto e distribuendo meglio la pressione sulle spalle.
• Cintura. La cintura addominale è un accessorio utilissimo che, se allacciata correttamente, permette di mantenere lo schienale aderente alla colonna vertebrale e di scaricare parte del peso sul bacino.
• Tessuto. Il tessuto deve essere resistente e a prova di strappo. Meglio se impermeabile, per proteggere i libri in caso di pioggia.
• Maniglia. La maniglia deve essere robusta, facile da impugnare e fissata in maniera di non causare strappi nel tessuto sotto il peso dei libri.
• Trolley. Lo zaino-trolley offre il vantaggio di trasportare il carico trascinandolo. Tuttavia il carrello rende questo tipo di zaino più pesante degli altri, ed è bene quindi utilizzarlo esclusivamente come trolley, evitando il trasporto a spalla.

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