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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

Posts Tagged ‘commercio’

ゲームオンがライムライト・ネットワークスのCDNサービスを採用し、マルチCDNを稼働

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 novembre 2017

pechino世界最大規模のプライベート・ネットワーク経由で配信されるコンテンツ・デリバリー・ネットワーク(CDN)を提供するライムライト・ネットワークスの日本法人であるライムライト・ネットワークス・ジャパン株式会社(本社:東京都港区、代表:田所 隆幸)は、この度、株式会社ゲームオン(以下、ゲームオン)がライムライト・ネットワークスのCDNサービスを採用し、運用していることを発表しました。オンラインゲームを提供するゲームオンは、ライムライトのCDNを導入したマルチCDN化で、さらに安定したサービスを供給し続けるインフラを構築しました。
PC、スマートフォン、タブレット向けのオンラインゲームを提供・運営するゲームオンは、『BLESS』『黒い砂漠』『Alliance of Valiant Arms(AVA)』など人気ゲームを数多くリリースしている業界大手企業です。ユーザーが常に快適にゲームを楽しめるよう、安定した配信を常時、維持することが必須となっています。
オンラインゲームの普及に伴い、よりリアリティを追求したグラフィックや映像効果が求められるようになり、ユーザーがダウンロードして利用するゲームクライアントのファイルサイズは年々拡大しています。現在、ゲームクライアントのファイル容量は50GB程度に達しており、6、7年前と比較して約10倍に拡大しています。今後ますます大容量化が予測されるファイルを安定且つ効率的に配信するために、ゲームオンは複数のCDNを併用するマルチCDNの採用を検討することとなりました。
CDNベンダーの選定に関しては、安定性、性能、トラフィックの分散機能などが評価項目となりました。大容量ファイルを配信する十分な基盤を整えている点に加えて、手厚いサポート体制が高く評価され複数のCDNベンダー候補からライムライト・ネットワークスが選ばれました。また世界各国の著名なゲーム会社による採用実績も採用の後押しとなりました。ゲームオンが求めていた、DNSを基にトラフィックを振り分けるトラフィックダイレクターなどの基本機能を備えている点も重要視されました。
ゲームオン 技術部インフラグループネットワークチーム チーム長の新山源樹氏は下記のように選定理由を語りました。
「CDNサービスとしての機能や性能に加え、上級エンジニアによるサポート力や信頼性、即時対応性などを総合的に評価し、マルチCDNを実現するためのベンダーとしてライムライト・ネットワークスを選択しました」
ライムライト・ネットワークスのCDNサービスは、ゲームオンの期待通りの性能を発揮し、安定して稼働しています。ライムライト・ネットワークスの導入により、ゲームオンは様々な利便性を享受し、その結果、運用管理者の負荷軽減にもつながりました。シンプルで使いやすい管理用Webコンソールにより、CDNサービスに熟知していない技術者でも操作できるため、業務の一部を運用チームに任せられるようになりました。例えば、古いコンテンツのキャッシュの削除は、リアルタイムでキャッシュの削除(パージ)が可能な機能を利用して数秒で削除できるようになりました。ゲームオンは、マルチCDN化を今後、段階的に他のサービスでも取り入れていく予定です。全社的なマルチCDN化を進めていく際にも、ライムライト・ネットワークスからのサポートを期待しています。 実際の事例はこちらから

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Il Made in Italy arriva in Ghana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 ottobre 2017

ghanaCon il supporto di SACE, che insieme a SIMEST costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, l’azienda Macchi – leader nella produzione di impianti per la lavorazione della plastica – ha esportato nel Paese africano i suoi prodotti per un valore di 1 milione e 300mila euro. L’intervento di SACE – che in Lombardia è presente con gli uffici di Milano, Monza e Brescia – ha consentito all’azienda di offrire al cliente ghanese soluzioni di pagamento competitive, assicurandosi contro il mancato incasso della fornitura di macchinari.
Attraverso questa operazione SACE e SIMEST confermano il proprio sostegno a tutte quelle imprese che rappresentano un’eccellenza del tessuto industriale italiano e che, giorno dopo giorno, operano in mercati emergenti, dove diventa fondamentale avvalersi dell’esperienza e delle soluzioni messe a disposizione da un partner affidabile come il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP. Dal 2007 ad oggi Macchi, infatti, si è avvalsa in diverse occasioni degli strumenti messi a disposizione da SACE-SIMEST a supporto dei piani di crescita in vari mercati ad alto potenziale per l’export nel settore della plastica.

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La base per un ordine politico ed economico mondiale

Posted by fidest press agency su martedì, 10 ottobre 2017

moneteDal XX secolo a oggi vi è stato un crescendo di eventi tecnologicamente importanti che hanno, in pratica, accorciato le distanze dal punto di vista del trasporto di merci e di persone sia per quanto concerne, le comunicazioni di natura pubblica e informativa sia privata, con la possibilità di stabilire transazioni commerciali e finanziarie praticamente in tempo reale. Siffatta evoluzione non ha, purtroppo, fatto il paio con il diritto internazionale favorendo, di conseguenza, la presenza di “isole di privilegio” e incoraggiando l’instaurarsi di sistemi speculativi di varia natura ivi compresa quella criminale, dal riciclaggio al “denaro sporco”. Vi è stato anche qualcosa di peggio se si pensa che “questo vuoto normativo” sia stato colto con un interesse speculativo dagli stessi Stati per ragioni di convenienza politica ed anche per avvantaggiare le esportazioni dei propri prodotti e le penetrazioni commerciali a danno dei concorrenti in aree solitamente poco permissive. Il tutto ci rende più consapevoli del fatto che sia oramai giunto il momento di fare un discorso serio, in proposito, e porre le basi non tanto e non solo con la regolamentazione parziale di alcune attività, vedesi il commercio estero, ma di affrontarle nel loro insieme mettendo le basi per una normativa comune che eviti, come già accaduto e continua a verificarsi, che le maglie del diritto internazionale si sfilaccino, persino vistosamente, a fronte delle tante legislazioni nazionali.
Quest’organizzazione generale delle funzioni ha una sua chiara ragione d’essere e per la quale siamo convinti abbiamo dei forti oppositori che non mancheranno di insinuare timori di ogni genere dai più generali con la perdita della sovranità nazionale per talune questioni di natura economica, finanziaria e giudiziaria, a quelli più spicce derivanti dal sospetto che si vogliono mettere legacci e legacciuli ai piccoli commerci. Dobbiamo convincerci che non è solo una questione che può riguardare le multinazionali ma che con esse o senza la loro presenza l’esercizio di una tutela sovranazionale non solo è utile ma spesso necessaria per evitare abusi grandi e piccoli.

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L’UE lancerà un’Alleanza globale per un commercio libero da tortura

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 settembre 2017

bruxelles-1Bruxelles. La Commissaria UE per il Commercio Cecilia Malmström ha annunciato oggi che l’UE lancerà un’Alleanza internazionale per un commercio libero da tortura. L’iniziativa, frutto di uno sforzo congiunto con Argentina e Mongolia, mira a porre fine agli scambi di merci utilizzate per la pena di morte e la tortura e sarà lanciata ufficialmente il 18 settembre nel corso della settimana dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. L’Alleanza per un commercio libero da tortura è un’iniziativa congiunta di paesi di tutto il mondo intesa ad arrestare gli scambi di merci utilizzate per la tortura e la pena di morte. Nonostante il diritto internazionale vieti la tortura in qualsiasi circostanza, gli strumenti utilizzati per infliggere dolore e morte sono tuttora commercializzati in tutto il pianeta. Tra questi figurano manganelli chiodati, cinture a scarica elettrica e aste che tengono bloccata la vita o un arto infliggendo shock elettrici, nonché sostanze chimiche e sistemi di iniezione automatici utilizzati per l’esecuzione di sentenze capitali.
“L’unico fine di questi prodotti è infliggere dolori atroci e uccidere esseri umani. Non possiamo permettere che siano commercializzati come fossero merci qualsiasi. È giunto il momento di intraprendere azioni concrete per dire una volta per tutte ‘basta’ a questo commercio esecrabile”, ha dichiarato la Commissaria Malmström. “Le norme dell’UE in questo campo hanno ottenuto risultati positivi, ma i produttori di queste merci cercano di eludere la legislazione. Più paesi aderiscono, più la nostra cooperazione sarà efficace. Nella mia carriera di Commissaria e deputata al Parlamento europeo, ho incontrato in varie occasioni vittime di tortura: rifugiati, detenuti politici, condannati a morte. Credo fermamente che la politica commerciale possa contribuire a rafforzare i diritti umani in tutto il mondo”, ha aggiunto la Commissaria Malmström.
In occasione del lancio dell’iniziativa, che si terrà il 18 settembre presso il quartier generale delle Nazioni Unite ed è frutto dello sforzo congiunto di UE, Argentina e Mongolia, i paesi aderenti firmeranno una dichiarazione politica comune (il sito web dell’Alleanza – http://www.torturefreetrade.org – è già online). Nella giornata inaugurale è attesa complessivamente l’adesione di circa 50 paesi membri delle Nazioni Unite in tutto il mondo (Africa, America, Asia ed Europa). L’Alleanza potrebbe costituire una base per ampliare la cooperazione a livello dell’ONU in questo campo.

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Commercio online business-to-business

Posted by fidest press agency su domenica, 3 settembre 2017

londraLondra. E’ sull’orlo di grandi cambiamenti poiché la crescita della tecnologia, dei clienti e dei modelli di business utilizzati pongono una sfida ai paradigmi di commercio online esistenti. Per restare competitivi, aumentare la visibilità tra gli altri soggetti interessati e creare servizi software e infrastrutture forti, i venditori devono dare priorità alle strategie mobili e omnichannel. Devono inoltre investire in modo aggressivo nell’esperienza dei clienti B2B, offrendo servizi personalizzati concentrandosi su ipermercati, vendite assistite e presenza omnichannel.
L’analisi di Frost & Sullivan intitolata “Future of B2B Online Retailing” prevede che le transazioni B2B online dei produttori raggiungeranno quota 3,68 trilioni di dollari in economie chiave come Stati Uniti, Cina, Regno Unito, Germania e Giappone entro il 2025, guidate da funzionalità esclusivamente online tra cui piattaforme digitali di vendita, possibilità di raggiungere istantaneamente i clienti, accessibilità transfrontaliera, capacità di adempimento innovativa e compatibilità dei siti web (per dispositivi mobili e altre piattaforme). Oltre a ciò, lo studio esamina le vendite online nel settore manifatturiero e classifica le relazioni B2B e i modelli di lavoro. Si focalizza sulle tecniche necessarie a migliorare l’efficienza delle operazioni online e dei servizi clienti per migliorare le future opportunità di crescita. Fornisce inoltre profili di casi di successo in ambito B2B.“Il mercato dell’eCommerce B2B sta diventando più complesso nel vasto ambiente online ora che la velocità di fornitura e l’esperienza degli utenti emergono come fattori critici. Infatti, l’utilizzo di tecnologie innovative e di soluzioni uniche e personalizzate sono ora fattori chiave di differenziazione dei servizi”, spiega Vidhya L. Ved, ricercatore del gruppo per l’Innovazione Visionaria di Frost & Sullivan. “Le aziende devono ripensare le proprie strategie e definire modelli più agili che sfruttano le economie di scala rispondendo alle richieste dei consumatori.” Dal punto di vista regionale, la Cina diventerà il leader mondiale del mercato dell’eCommerce B2B raggiungendo quota 1,25 trilioni di dollari di vendite entro il 2025. Il tasso di adozione sopra la media registrato in Cina può essere attribuito al superamento delle difficoltà associate con i sistemi e le tecnologie legacy e al successo di marketplace B2B locali come Alibaba e JD.com che hanno automatizzato il processo per molte piccole e medie imprese. Altri sviluppi regionali notevoli sono:
Forte crescita degli Stati Uniti, l’attuale leader del mercato con vendite per 0,75 trilioni di dollari
Priorità allo sviluppo di un marketplace di eCommerce B2B negli Stati Uniti
Impegno verso le nuove tecnologie e adozione di soluzioni open-source da parte delle aziende europee, specialmente in Germania
Integrazione con venditori di terze parti, come il leader locale – Rakuten – in Giappone “Le strategie di crescita B2B devono chiaramente incorporare le innovazioni dei modelli business-to-consumer (B2C) nei propri siti web per rispondere adeguatamente alle crescenti richieste e aspettative e degli acquirenti business”, osserva Ved. “I giganti come Alibaba e Amazon forniscono servizi quali il miglioramento del percorso di acquisto attraverso le proprie piattaforme cloud, fornendo una differenziazione unica dei prodotti attraverso l’innovazione, aumentando le scelte di prodotti e offrendo prezzi competitivi. Queste strategie sono destinate a plasmare il futuro dell’eCommerce B2B.”
Lo studio “Future of B2B Online Retailing” fa parte del programma Visionary Innovation (Mega Trends) Growth Partnership Service di Frost & Sullivan.

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L’UE risponde all’ascesa del protezionismo contrastando con successo gli ostacoli agli scambi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

confcommercio consumiBruxelles. In tutto il mondo si registrano 372 ostacoli agli scambi, con un aumento del 10% nel 2016 Gli esportatori europei hanno segnalato un aumento del 10% nel solo 2016 del numero degli ostacoli agli scambi incontrati nella loro attività. Alla fine dello scorso anno si registravano 372 ostacoli agli scambi in oltre 50 destinazioni commerciali nel mondo. I 36 ostacoli introdotti nel 2016 potrebbero avere ripercussioni su esportazioni dell’UE il cui valore ammonta attualmente a circa 27 miliardi di EURO.
La relazione sugli ostacoli al commercio e agli investimenti pubblicata oggi dalla Commissione europea evidenzia che quest’ultima, grazie alla sua efficace strategia di accesso ai mercati, è riuscita lo scorso anno a eliminare ben 20 diversi ostacoli che frenavano le esportazioni europee. Cecilia Malmström, Commissaria europea responsabile per il Commercio, ha dichiarato a proposito della relazione: “Assistiamo al diffondersi del flagello del protezionismo, che colpisce le imprese europee e i loro lavoratori. È preoccupante che siano i paesi del G20 ad applicare il maggior numero di ostacoli agli scambi. Nel prossimo vertice del G20 ad Amburgo l’UE solleciterà i leader a uniformare i comportamenti alle dichiarazioni e a opporsi al protezionismo. L’Europa non resterà a guardare e non esiterà a impiegare gli strumenti disponibili nei confronti dei paesi che non rispetteranno le regole.”
La relazione sugli ostacoli al commercio e agli investimenti è pubblicata ogni anno dall’inizio della crisi economica del 2008. L’edizione di quest’anno è totalmente incentrata sulle denunce effettivamente presentate alla Commissione da imprese europee. Le denunce riguardano un’ampia gamma di prodotti in tutti i settori, dalle industrie agroalimentari alla cantieristica. Tra i paesi che hanno istituito il maggior numero di ostacoli all’importazione spiccano alcuni membri del G20: Russia, Brasile, Cina e India guidano la classifica. Russia e India sono anche i paesi che hanno introdotto la maggior parte delle nuove misure protezionistiche segnalate nel 2016; seguono Svizzera, Cina, Algeria ed Egitto. La Commissione difende con vigore le imprese europee dall’intensificarsi delle tendenze protezionistiche. Nel 2016 il suo impegno si è tradotto in risultati tangibili. La Commissione è riuscita a ripristinare condizioni commerciali normali in 20 diversi casi che interessavano esportazioni UE del valore di 4,2 miliardi di EUR. Corea del Sud, Cina, Israele e Ucraina guidano la classifica dei paesi di cui l’UE ha contrastato con successo gli ostacoli agli scambi.Ad aver tratto il maggior beneficio dai recenti interventi dell’UE sono stati l’industria alimentare e delle bevande e i settori automobilistico e dei cosmetici. Ad esempio, a seguito dell’azione dell’UE, la Cina ha sospeso gli obblighi in materia di etichettatura che altrimenti si ripercuoterebbero negativamente sulle esportazioni di prodotti cosmetici dell’UE il cui valore ammonta a 680 milioni di EUR; la Corea ha accettato di allineare le sue norme relative alle dimensioni dei sedili delle automobili a quelle internazionali e Israele ha consentito a imprese di tutta l’Unione di chiedere l’autorizzazione a immettere in commercio e a esportare i loro prodotti farmaceutici. Tutto ciò è stato possibile grazie all’efficace cooperazione tra la Commissione, gli Stati membri dell’UE e i rappresentanti delle imprese europee nel quadro della strategia di accesso ai mercati dell’UE e grazie al miglioramento delle relazioni con i partner commerciali nell’ambito degli accordi di commerciali recentemente conclusi dall’UE. La strategia di accesso ai mercati costituisce un elemento essenziale dell’impegno con il quale l’UE punta a creare le migliori condizioni possibili per le esportazioni delle imprese europee in tutto il mondo e a garantire un’applicazione efficace delle norme del commercio internazionale. Le misure di cui si occupa la relazione non sono le misure di difesa commerciale. I dazi antidumping e antisovvenzioni, istituiti sulla base di disposizioni dell’OMC, sono strumenti che servono a ripristinare condizioni di scambio eque. L’UE e molti dei suoi partner commerciali se ne avvalgono per garantire condizioni di parità.

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Dati Istat e commercio tradizionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

istat“I dati Istat sul commercio sono preoccupanti e mostrano come a soffrire siano, ancora una volta, i piccoli negozi del commercio tradizionale. Il segnale lievemente positivo di aprile è illusorio perché alterato dall’effetto Pasqua. Non siamo di fronte ad un incremento dei consumi da parte della famiglie, ma semmai ad una
domanda interna che non riesce a consolidarsi.Tra tasse nazionali e locali, concorrenza della grande distribuzione e, diciamocelo, concorrenza sleale da parte di piccole attività commerciali gestite da stranieri che eludono fisco e norme amministrative con piccoli escamotage, gli esercizi commerciali di piccole dimensioni sono destinati a scomparire dai nostri centri storici e dalle nostre città, aumentando quella sensazione di abbandono e di degrado in cui troppo spesso moltissimi italiani sono costretti a vivere. Finché non si interverrà con incisive politiche che rafforzino la crescita del potere d’acquisto delle famiglie, la ripresa del nostro Paese rimarrà,
purtroppo, una pia illusione.” Così Mariastella Gelmini, vice capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera e coordinatrice lombarda.

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Campidoglio: approvato il nuovo Regolamento del Commercio su Aree Pubbliche

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 giugno 2017

campidoglioRoma. “Approvata oggi in Assemblea Capitolina la proposta di deliberazione 23/2017 del M5S che regolamenta il commercio su aree pubbliche. Abbiamo riportato il decoro nella Capitale sconfiggendo il più becero degli ostruzionismi. L’opposizione ha presentato 210 emendamenti con il solo scopo di ritardare i lavori dell’Aula. Mezzucci inutili che puntavano a ritardare il nostro lavoro al massimo di una settimana senza che nessuna delle parti ne traesse vantaggio. Noi abbiamo resistito assistendo a un teatrino in cui gli esponenti di Fdi sostenevano addirittura i discutibili emendamenti presentati da Fassina e dal Partito Democratico rappresentati durante la notte solo dal consigliere Palumbo. Al termine della scorsa seduta, che è durata circa 18 ore, le opposizioni hanno deposto le armi e ritirato 130 emendamenti permettendoci di sospendere e di terminare oggi la discussione dei pochi emendamenti residui per arrivare finalmente all’approvazione. Hanno tentato come al solito di cambiare la versione dei fatti sostenendo che siamo stati noi a costringere l’Assemblea ad un assurdo ‘tour de force’ con costi ingenti di personale e vigilanza. Noi abbiamo invece ringraziato gli uffici, che ci hanno affiancato e supportato nella lunga notte di martedì e che ci hanno consentito di non piegarci al loro gioco”. E’ quanto dichiara in una nota il Gruppo M5S del Campidoglio.

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Coia (M5S), facciamo chiarezza sul nuovo Regolamento del Commercio su Aree Pubbliche

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 giugno 2017

campidoglioRoma. “Il regolamento del Commercio su Aree Pubbliche del M5S introdurrà molte novità che vanno dai progetti di partecipazione attiva per il rilancio dei mercati alla limitazione del numero delle licenze per un medesimo soggetto giuridico anche nell’ambito della stessa famiglia anagrafica. Un medesimo soggetto, infatti, non potrà essere titolare o possessore di più di 4 posteggi (2 nel settore alimentare e 2 nel settore non alimentare) nelle aree mercatali con un numero complessivo di posteggi inferiore o pari a cento, oppure 6 (3+3) nelle aree con più di 100 posteggi mentre nell’ambito della medesima famiglia anagrafica il numero delle concessioni non potrà essere superiore a 10 (5 nel settore alimentare e 5 nel settore non alimentare). L’obiettivo del regolamento è innanzitutto quello di ripristinare il decoro nella Capitale attraverso bandi finalizzati a preservarne la qualità con criteri di dettaglio, fideiussioni a garanzia del pagamento delle sanzioni e mediante il divieto di uso di gruppi elettrogeni a combustibile fossile ed eccessiva illuminazione per la tutela ambientale.Sul regime sanzionatorio occorre dire che, con la regolamentazione attuale, se ci sono degli operatori che lavorano con una residenza fittizia, la multa viene inviata al finto domicilio e, di conseguenza, il sistema sanzionatorio non è efficace. Invece la presenza delle fideiussioni permetterà la decurtazione della sanzione direttamente alla fonte. Questo sicuramente dà fastidio a molte associazioni di categoria che forse hanno usato questo metodo per eludere le sanzioni. Sono previsti inoltre criteri di decadenza più stringenti ed efficaci e la possibilità di revocare i posteggi per motivi di pubblico interesse. Abbiamo realizzato il programma del M5S rilanciando i mercati, estendendo la somministrazione e richiamando i progetti di partecipazione attiva: un’apertura alla cittadinanza che può presentare le proprie proposte, perché, a parer nostro, il mercato oggi deve cambiare, non deve essere più solo una realtà commerciale ma anche una realtà sociale. Per quanto riguarda la somministrazione, partendo da una percentuale minima del 10 per cento, diamo la possibilità ai Municipi di scegliere la percentuale di consumo sul posto.Le autorizzazioni cosiddette anomale decadono secondo quanto previsto dal D. Lgs n. 59/2010 e riportato nella conferenza Stato-Regioni del 5/7/2012. Le stesse se giudicata legittime verranno trasformate in altrettanti posteggi fissi da identificare con una conferenza di servizi entro 90 giorni. Tra le altre novità introdotte vi sono il divieto di attività di vendita in forma itinerante su aree estese dei municipi e la lotta ai ‘falsi itineranti’ ovvero ai furbetti dei banchi a rotelle. Il controllo degli itineranti avverrà con verifica preliminare presso gli uffici del comune”.E’ quanto dichiara in una nota Andrea Coia, Presidente della Commissione Commercio di Roma Capitale.

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I lavoratori del commercio aeroportuale protestano contro i licenziamenti

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

aeroporto-romaI lavoratori Dufry Italia del settore commercio dell’aeroporto di Fiumicino hanno manifestato contro i licenziamenti per cambio di concessione. Un settore in continua crescita in cui i lavoratori sono perennemente precari perché legati al tempo di durata delle concessioni. USB da sempre impegnata nella richiesta di un sistema di regole che preservi l’occupazione e i diritti dei lavoratori oggi lancia l’ennesimo allarme: oltre la situazione drammatica dei lavoratori Alitalia e dell’indotto collegato ad Alitalia, nel settore commercio, in continua crescita di spazi, nel mese di giugno si verificheranno un centinaio di licenziamenti dove il lavoro c’è. Il sistema delle gare per le concessioni adottato da Aeroporti di Roma non prevede nessuna regola di tutela occupazionale.
La protesta ha visto la partecipazione del Sindaco di Fiumicino, Montino, oltre che dell’assessora Anselmi impegnati a livello istituzionale all’avvio di un tavolo alla Regione Lazio che metta al centro il problema occupazionale dell’aeroporto di Fiumicino.
La società Aeroporti di Roma vista l’iniziativa dei lavoratori ha convocato USB insieme ad una delegazione di lavoratori e l’Assessora Anselmi. Nella riunione Aeroporti di Roma si è impegnata a trovare una soluzione al problema occupazionale e a proseguire il confronto con le istituzioni in merito alla creazione di un bacino di ricollocazione dei lavoratori aeroportuali. USB continuerà a sostenere la battaglia dei lavoratori per l’occupazione e i diritti e a chiedere alle istituzioni di aprire una discussione sulle regole per evitare il susseguirsi continuo di vertenze ed espulsioni a fronte di nuova occupazione precaria e sfruttata.

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Trump: commercio, protezionismo e mercati

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

borsaNel bel libro Culture and Inflation in Weimar del professore del Mit Bernd Widding molte pagine sono dedicate al valore simbolico della carriola. L’autore ricorda di quando, da bambino, passeggiava per i boschi con il nonno. Tra i molti aneddoti che l’anziano signore raccontava al nipote, testimonianze dei molti drammi del Novecento, immancabile era la storia di quando, a causa dell’inflazione che raggiunse il suo picco nel 1923, i tedeschi si trovarono costretti ad andare a fare la spesa con carriole piene di banconote.Il fenomeno, conseguenza degli enormi debiti da cui la Germania di Weimar si trovava gravata dopo la Grande Guerra, contribuì a generare discredito nelle istituzioni repubblicane e aprì la strada allo spettro del nazional-socialismo. Questo “trauma” è rimasto così impresso nella memoria di un’intera generazione da essere tramandato a figli e nipoti entrando nel bagaglio di convinzioni che costituisce la cultura popolare del paese. A volte le storie raccontate dai “grandi” durante i pranzi di famiglia hanno molta più efficacia nel forgiare l’orizzonte ideale di un popolo che le testimonianze di giganti della letteratura come Thomas Mann o Hans Fallada.La carriola è diventata un simbolo potente che simboleggia la fatica quotidiana della povertà e la disintegrazione dell’ordine economico che furono il risultato di una gestione sconsiderata della politica monetaria. Questo vale, ovviamente, per tutti i tedeschi, compresi coloro che occupano le posizioni chiave del Governo e della Banca Centrale. Il ricordo della carriola ha contribuito non poco a condizionare le posizioni della Germania rispetto alla gestione dell’inflazione e di conseguenza al valore della moneta. Apparentemente ignaro di ciò, la scorsa settimana Peter Navarro – nominato da Trump alla guida del National Trade Council – ha accusato la Germania di manipolare l’Euro per favorire le sue esportazioni.La nuova amministrazione americana è molto concentrata sul commercio e sulle sue conseguenze per i lavoratori statunitensi. Se le merci provenienti dall’estero sono più economiche di quelle prodotte in patria i posti di lavoro rischiano di migrare nella direzione inversa. Gli Usa attualmente hanno un deficit commerciale rispetto alla Germania: le famiglie americane comprano più prodotti tedeschi di quanto le famiglie tedesche comprino beni americani.Ovviamente il valore delle varie valute ha un peso importantissimo per definire il prezzo delle merci quando si parla di commercio internazionale. Più una valuta è debole più le merci provenienti da quel paese sono economiche. Se guardate oltreoceano, noterete che in questo momento il dollaro è forte per via dell’aspettativa di un incremento della spesa pubblica e di un’economia già molto robusta.
richard-flaxOra si potrebbe argomentare che la Germania stia godendo i benefici di un Euro debole. C’è sicuramente del merito in questa visione, condivisa da molti nostri connazionali. Se la Germania tornasse al marco si troverebbe probabilmente ad avere una moneta fortissima esportando di meno. La politica dell’eurozona ha certamente contribuito, tra molti altri fattori, al surplus commerciale della Germania.
Da qui, però, a sostenere che la Germania stia manipolando la valuta ce ne vuole. Se la Bundesbank potesse decidere da sola le politiche monetaria dell’Eurozona certamente opterebbe per una strada meno espansiva. Ignorare questo fatto vuol dire non conoscere nulla della cultura tedesca e della storia recente della politica monetaria europea.L’Euro è forse svalutato se ci si focalizza solo sulla Germania ma è invece troppo forte quando si considera l’economia di altri paesi dell’area Euro, compresa l’Italia. Gli Usa hanno ancora difficoltà a valutare la politica monetaria europea, che già di per sé si basa su compromessi ed equilibri difficilissimi, nel suo insieme. Immaginate se pretendessimo un dollaro californiano. Che effetto avrebbe sulle esportazioni di quel singolo stato?Nell’attesa che questa nuova disputa commerciale si sbrogli, consiglio a tutti di munirsi di una carriola. Gli investitori invece stiano attenti: la retorica sul commercio e il focus sul deficit da parte di Trump potrebbe portare burrasca sul mercato delle valute, aspettate volatilità. (A cura di Richard Flax, Chief investment Officer di Moneyfarm) (foto: Richard Flax)

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Trump: commercio, protezionismo e mercati

Posted by fidest press agency su sabato, 21 gennaio 2017

trump

A cura di Richard Flax, Chief investment Office di Moneyfarm. Perché ne stiamo parlando? Gli Stati Uniti hanno un nuovo presidente – la cui visione sul commercio internazionale (essenzialmente, il libero scambio è sbagliato) sono opposte a quelle prevalenti del pensiero economico. Alzare le tariffe commerciali negli USA, potrebbe portare ad una controreazione simile da parte delle controparti estere, con ovvie conseguenze negative per la crescita globale.
Accadrà veramente? Alcuni spunti sono motivo di preoccupazione. Per prima cosa, il presidente ha già fatto sapere a numerose imprese (note case automobilistiche) che i loro investimenti dovrebbero essere in suolo americano e non in Messico (ottenendo spesso il risultato sperato).
Secondo, il presidente ha generalmente un buon grado di discrezionalità sulle politiche di scambio – molto più che sulla tassazione, ad esempio, dove necessita invece del supporto del Congresso.
Terzo, le sue maggiori nomine in materia di scambi sono della sua stessa visione, come Robert Lightizer, nuovo rappresentante degli scambi USA, e Peter Navarro, il neo direttore del Consiglio Nazionale sugli Scambi (autore del libro “Death By China: Confronting the Dragon – A Global Call to Action”).
Quarto, rimane l’impatto che potrebbe avere. Le opinioni variano ma gli economisti di Morgan Stanley hanno pubblicato un grafico molto interessante. Secondo le loro stime, l’istituzione di una tariffa commerciale porterebbe ad un generale aumento della crescita nel breve termine per gli USA, per poi crollare drasticamente nel lungo.
Infine, va sempre ricordato che gli Stati Uniti non sono mai stati un’economia particolarmente aperta, e quindi i cittadini si interessano relativamente meno agli scambi. Solitamente si definisce l’apertura di un paese come scambi totali (import+export) in percentuale del PIL. Guardando i numeri per il 2015, vediamo come gli USA siano infatti una delle economie più chiuse secondo questo parametro. Gli scambi in % al PIL sono stati intorno al 28% nel 2015, rispetto a paesi più aperti come la Gran Bretagna al 56% o l’Italia al 57%. L’economia più chiusa del 2015 (fra quelle di cui abbiamo dati disponibili) è stata quella del Sudan con un bassissimo 19%.
Cosa significa per i portafogli? La reazione potrebbe essere mista. Da un lato, le preoccupazioni in materia di scambi internazionali circolano ormai da qualche tempo. Il pesos messicano vi ha purtroppo dovuto fare i conti e ne ha chiaramente sofferto. Si potrebbe quindi dire che questi timori sono già stati prezzati dai mercati.
Ad ogni modo, guardando alle valutazioni stellari degli asset rischiosi, è difficile dire che essi stiano realmente prezzando uno sfavorevole scenario di guerra sulle tariffe – visti anche i prezzi dell’azionario globale.
In conclusione, il ragionamento di fondo è che le conseguenze potrebbero appartenere a due opposti scenari, ma la vendita di titoli sui Mercati Emergenti, ad esempio, potrebbe costituire una buona occasione per gli investitori nel lungo termine.

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Il Comitato per i medicinali ad uso umano (CHMP) ha emesso parere positivo per Truxima®, biosimilare di rituximab

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2017

Interno farmacia

Mundipharma annuncia che il Comitato per i medicinali ad uso umano (CHMP) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) si è espresso positivamente, raccomandando che a Truxima®, biosimilare di rituximab, venga concessa l’autorizzazione all’immissione in commercio in UE per tutte le indicazioni del biologico di riferimento1. Il parere del CHMP verrà ora sottoposto al vaglio della Commissione Europea e, se confermato, Truxima® sarebbe il primo biosimilare di rituximab ad essere approvato dalla Commissione. Mundipharma ha anche annunciato di aver ottenuto per Truxima® una licenza di distribuzione da Celltrion Sanità Hungary Kft. Se Truxima® venisse approvato, Mundipharma e la sua rete di consociate indipendenti avranno diritto esclusivo di commercializzare e distribuire il prodotto in Regno Unito, Germania, Italia, Irlanda, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi. In attesa di approvazione, Truxima® si candida ad essere il secondo anticorpo monoclonale biosimilare commercializzato e distribuito dalla rete Mundipharma, che conferma così la sua leadership nella commercializzazione di biosimilari in Europa. Truxima® è un medicinale contenente un anticorpo monoclonale immunoglobulina G1-kappa chiamato rituximab. In quanto biosimilare del farmaco biologico MabThera®, si prevede che Truxima® ottenga l’approvazione per tutte le indicazioni del medicinale di riferimento: il linfoma non-Hodgkin, la leucemia linfatica cronica, l’artrite reumatoide, la granulomatosi di poliangite e la poliangite microscopica.Truxima® è stato testato in studi clinici e preclinici, al fine di dimostrare la sua biosimilarità rispetto al farmaco di riferimento rituximab1. Gli studi clinici condotti su pazienti con artrite reumatoide e linfoma follicolare in stadio avanzato hanno dimostrato che Truxima® ha un profilo di sicurezza, immunogenicità e farmacocinetica comparabili a quelli del rituximab originatore2-6. Un’efficacia simile al rituximab di riferimento è stata dimostrata anche in studi pubblicati sull’artrite reumatoide4-6. Truxima® sarà disponibile nei mercati europei dopo l’approvazione da parte della CE e a seguito delle necessarie scadenze brevettuali.
Biosimilare è un termine utilizzato per descrivere diverse versioni di un prodotto bio-farmaceutico che sono state rese disponibili sul mercato da diverse aziende, dopo che il brevetto di esclusività del prodotto originator è scaduto. I biosimilari sono considerati farmaci biologici, il che significa che contengono una sostanza attiva derivante da un organismo vivente. I biosimilari sono strettamente regolati e devono necessariamente dimostrare di essere comparabili al prodotto di riferimento attraverso programmi di sviluppo che includono la qualità e dati clinici e non.

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Presentato il libro Cciaa “Aria” dedicato all’artigianato

Posted by fidest press agency su sabato, 17 dicembre 2016

udine economiaUdine. Il mondo dell’artigianato è un mondo trasversale, che si muove disinvoltamente fra settori distinti, ma che ha un tratto comune importantissimo: l’attenzione e la cura per ogni fase del processo e l’amore per la qualità del prodotto, riassunti nella creatività, capacità innovativa e unicità con cui l’attività d’impresa si sviluppa. In Italia ci sono circa 1,4 milioni di imprese artigiane; nella nostra regione sono circa 30 mila, di cui la metà in provincia di Udine. A loro è ispirata la nuova collana di libri della Camera di Commercio, coedita insieme a Vinibuoni Biblioteca, che li racconta attraverso i cinque elementi della tradizione classica, fuoco, aria, acqua e terra, partendo da ciò che costituisce lo “strumento” essenziale della loro attività.
Dopo Fuoco, del 2015, «ispiriamo dunque all’aria questo secondo volume», ha spiegato il presidente camerale Giovanni Da Pozzo, che oggi in Sala Valduga l’ha presentato assieme all’autore, Walter Filiputti, nonché al rettore dell’Università di Udine Alberto Felice De Toni, e a Euro Beinat, docente in prestigiose Università internazionali ed esperto di innovazione, che ha curato la relazione introduttiva al libro.
Il viaggio friulano di Walter Filiputti, narratore attento ed entusiasta di questa pubblicazione, tocca una serie di tappe che mettono in connessione fortissima l’artigianato all’arte e all’innovazione. In questo volume è raccontato un mondo variegato e ricco di suggestioni: fotografi, grafici, operatori della comunicazione, creatori di app o di alta tecnologia per satelliti, di parapendii e alianti, elicotteri, produttori artigianali di strumenti musicali, fino ad attori e musicisti di strumenti a fiato e creatori di profumi. Ognuno di loro ha una propria definizione dello speciale rapporto che ha con l’aria.
«In un’economia sempre più globalizzata – ha detto il presidente –, in cui la “dimensione” diventa sempre più preponderante e questa preponderanza sempre più condizionante per l’attività di impresa, dobbiamo ricordarci che abbiamo un comparto produttivo formato per la stragrande maggioranza da piccole e micro imprese. Spesso, sono specializzate in piccole nicchie. Ancora più spesso, sono di grande eccellenza e di grande successo, nonostante (o proprio “grazie a”) la minuscola dimensione. Sono esse espressione imprenditoriale autentica di quel made in Italy che ci è connaturato, che in tutto il mondo piace, è desiderato, è richiesto».
Ai quasi 70 artigiani raccontati, Filiputti accompagna la narrazione fotografica, curata da Laura Tessaro. «Questo libro – ha spiegato l’autore – diventa anche un racconto che incoraggia e dà speranza, dà una prospettiva nuova e vera di sviluppo all’economia e al lavoro: ho scoperto infatti un Friuli vivace, proiettato nel futuro. Qui sono raccontate aziende che o sono leader mondiali nel loro settore o stanno tra le primissime. Spesso mi capitato di scoprire che queste aziende, mediamente non grandi, la fanno in barba a colossi con centinaia di dipendenti». In questa collana, ogni elemento conduce a un artigianato differente, a tecniche differenti di lavorazione. Il percorso di ogni volume incomincia sempre dalla montagna, per arrivare alla Bassa. Percorso che fa “soste culturali”, per collegare gli artigiani alle bellezze del loro territorio, arricchendo le storie a impressioni su paesaggio, architettura, pittura. «Questo volume parla di lavori tutti ad alto tasso di conoscenza e sapere – ha evidenziato il rettore De Toni -, potenzialità connaturata al nostro Paese. Ed è proprio lì che l’Italia potrebbe giocarsi la sua vera chance di crescita». Come ha aggiunto, infatti, Beinat parliamo di educazione e competenze “al tempo delle macchine”. «In un mondo dove la volatilità tecnologica, sociale e culturale sono la norma – dice –, la capacità generativa diventa parte integrante delle professioni e della leadership. Chiamiamole competenze perché non sono frutto del caso o della propensione genetica. Si possono sviluppare, facilitare, favorire deliberatamente. L’invenzione e la creazione sono il risultato di interazioni, collaborazioni, flessibilità organizzativa, diversità, sperimentazioni e feedback rapidi». (foto: aria)

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I deputati chiedono il divieto di commercio di avorio e sanzioni contro il traffico di fauna selvatica

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

strasburgoStrasburgo parlamento europeo. In una risoluzione votata giovedì, i deputati sostengono un divieto comunitario totale e immediato per il commercio di avorio e di corno di rinoceronte e chiedono sanzioni comuni a livello UE contro la il traffico illegale della fauna selvatica. Il traffico di fauna selvatica ha un valore stimato di 20 miliardi di euro all’anno e recentemente è cresciuto, diventando una delle più grandi e redditizie forme di criminalità organizzata transfrontaliera.La relatrice Catherine Bearder (ALDE, UK) ha dichiarato: “Il traffico di fauna selvatica è la quarta maggiore attività criminale organizzata sul pianeta. E’ davvero giunto il momento di agire seriamente”.”Le sanzioni contro il traffico della fauna selvatica devono essere molto severe per riflettere la gravità di questo reato e devono essere uguali in tutta l’UE”, ha aggiunto. La sua relazione illustra la risposta del Parlamento al piano d’azione UE presentato dalla Commissione europea. I deputati chiedono il divieto totale e immediato a livello europeo del commercio, dell’esportazione o della riesportazione dell’avorio e delle corna di rinoceronte. Esortano, quindi, gli Stati membri a definire gli opportuni livelli di sanzioni per i reati contro le specie selvatiche e invitano la Commissione ad attivarsi per l’adozione di norme comuni relative alla definizione dei reati e delle sanzioni riguardanti il traffico di specie selvatiche.L’UE dovrebbe inoltre riesaminare il quadro normativo vigente per integrarlo con il divieto di mettere a disposizione, immettere sul mercato, trasportare, acquisire e possedere specie selvatiche ottenute o scambiate illegalmente in Paesi terzi Poiché la caccia da trofeo ha contribuito a un declino di numerosi specie, i deputati chiedono all’UE di definire un approccio precauzionale all’importazione di trofei di caccia ottenuti da specie protette, ai sensi del regolamento sul commercio di animali selvatici.
Nel documento si osservano i nessi tra i reati contro le specie selvatiche e altre forme di criminalità organizzata, ivi compresi il riciclaggio di denaro e il finanziamento di milizie e gruppi terroristici. Si chiede quindi con insistenza all’UE e ai suoi Stati membri di utilizzare tutti gli strumenti pertinenti, compresa la cooperazione con il settore finanziario, per rilevare tali legami.I deputati chiedono ai leader dell’UE a dialogare con gli operatori delle piattaforme dei media sociali, i motori di ricerca e le piattaforme di commercio elettronico e di intensificare i controlli per fermare il commercio illegale di fauna selvatica su internet.
La risoluzione è stata approvata con 567 voti in favore, 5 voti contrari e 39 astensioni.

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Unione Naz. Consumatori su Istat commercio

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2016

istatSecondo i dati Istat resi noti oggi, a giugno le vendite al dettaglio salgono su base annua sia in valore (+0,8%), sia in volume (+0,2%). “Bene! I dati migliorano rispetto a maggio, quando si era registrato un disastroso calo generalizzato. Ma è troppo presto per parlare di una inversione di tendenza. Le vendite alimentari in volume, ad esempio, sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile, sia in valore che in volume (-0,1%). Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 (-0,3%) e non si intravede alcuna uscita dal tunnel per i piccoli negozi di alimentari” dichiara Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Gli unici a registrare un andamento positivo sono i discount. E questo perché le famiglie, avendo finito i soldi, vanno a caccia dei prezzi più convenienti e bassi, anche se questo li obbliga a rinunciare a marche più conosciute e famose” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su Istat commercio: Non si salva nessuno

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

confcommercio consumiSecondo i dati Istat resi noti oggi, a maggio le vendite al dettaglio diminuiscono su base annua sia in valore (-1,3%), sia in volume (-1,8%), sia per gli alimentari (-1,8% in valore, -2% in volume) sia per i non alimentari (rispettivamente -1% e -1,6%).
“Non si salva nessuno! La cosa più preoccupante è che nessuna forma distributiva registra valori positivi, né gli ipermercati (-2,5%) né, men che meno, i piccoli negozi. Persino i discount, gli unici a salvarsi durante la crisi, segnano una battuta d’arresto, registrando un -0,2% su base tendenziale” dichiara Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Questo indica che non bastano più offerte, sconti e prezzi bassi. E questo perché le famiglie hanno finito i soldi!” conclude Dona.

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Istat: commercio e calo esportazioni beni di consumo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2016

istatSecondo i dati resi noti dall’Istat, a marzo si riducono i flussi commerciali verso i paesi Extra Ue. In particolare, le esportazioni scendono dello 0,3% su base mensile e del 5,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2016, precipitano le vendite dei beni di consumo (-6,1%), calate su base tendenziale del 2,6%.
“Dati preoccupanti, che confermano le stime al ribasso sulla crescita mondiale. Un sintomo allarmante. La domanda estera, infatti, ha sorretto in questi anni di crisi le nostre industrie. Mentre i consumi delle famiglie italiane precipitavano, le esportazioni sostenevano la nostra economia. Il rischio, ora, è che l’Italia cresca meno di quanto previsto nel Def proprio a causa del rallentamento dell’economia globale, ossia per fattori esogeni, gli stessi che ci avevano consentito fino ad ora di contenere i danni” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

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TTIPxTE? Parliamone!

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2015

Napoli, lnapoliunedì 30 novembre 2015 ore 9,30 Via Partenope 36 Centro Congressi dell’Università Federico II Confronto strutturato sul Partenariato transatlantico su commercio e investimenti tra UE e USA (#TTIP) Dialogo tra opinione pubblica e eurodeputati con la partecipazione di Luca de Carli, negoziatore TTIP per la Direzione generale per il Commercio alla Commissione europea.

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Trattato transatlantico sul commercio e sugli investimenti (TTIP)

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2015

europa-261011-cE’ davvero surreale e incomprensibile il silenzio della comunicazione sul Trattato transatlantico sul commercio e sugli investimenti (TTIP). Infatti – dichiara il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – appare davvero illogico come l’Unione Europea e il governo italiano non sentano l’esigenza di spiegare nei dettagli le finalità e le modalità di questo accordo e come tutto si stia svolgendo in gran segreto. Ancora una volta – continua Tiso – si è scelta la strada dell’arroganza e della presunzione, e ovviamente gli effetti non potranno che essere quelli del salire della tensione e dell’avvicinarsi di un possibile scontro.
Gli operatori del settore agroalimentare saranno i primi ad essere coinvolti dall’eventuale approvazione del TTIP, ma ad oggi non hanno ancora nemmeno una vaga idea di cosa questo significhi. E tutto questo non può che essere responsabilità di un sistema politico, comunitario e nazionale, molto più interessato a nascondere che a svelare. Come Confeuro – conclude Tiso – non ci stancheremo mai di evidenziarlo: il primo elemento che manca per la rinascita economica, sociale e culturale del vecchio continente è la serietà, la trasparenza e l’onestà.

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