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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Posts Tagged ‘commercio’

Covid-19: Mettere in in sicurezza i lavoratori del commercio

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2020

Roma. Nei supermercati, nei negozi e nei centri commerciali saltate tutte le regole, mentre negli ultimi giorni l’aumento di casi di positività a Roma e provincia desta forte preoccupazione. L’abbassamento dell’età dei contagiati, misto a un evidente abbassamento del livello di attenzione, come richiamato più volte dall’Assessore alla Salute della Regione Lazio, Alessio D’amato, rischiano di diventare una miscela esplosiva che può far esplodere la pandemia fuori controllo. E i lavoratori del commercio sarebbero tra i primi a farne le spese, visto il continuo contatto con il pubblico.«Ormai sembrano saltate tutte le regole, dal contingentamento agli ingressi al distanziamento sociale, fino al corretto uso delle mascherine – dichiara Francesco Iacovone, del Cobas nazionale – i lavoratori del commercio vivono in luoghi di lavoro che potenzialmente possono trasformarsi in veri e propri focolai. E mentre la Regione Lazio traccia con pervicacia il cittadino del Bangladesh salito sul bus Cotral positivo al Covid-19 rendendo noti tutti i suoi spostamenti, giustamente, non da nessuna indicazione sull’attività commerciale, impedendo di fatto a chi è stato in quel negozio a fare acquisti o semplicemente a “dare un’occhiata” di potersi sottoporre al test.» «Richiamiamo, ancora una volta, con forza l’assessore alla Salute D’Amato e la Sindaca Virginia Raggi prosegue il rappresentante sindacale – entrambi responsabili della salute dei cittadini di Roma e provincia, a vigilare, attraverso gli enti preposti, sul rispetto di quelle regole che sono a salvaguardia dei lavoratori e dei consumatori.»«Il lassismo di molti, che vedo tutti i giorni nei luoghi di lavoro del commercio, accompagnato dall’arroganza di clienti che si sentono al di sopra della legge e del buonsenso, non può avere la meglio sulla salute di chi lavora e sulle istituzioni. Che Raggi e D’amato intervengano celermente e con decisione» – conclude Iacovone ( fonte: Cobas Lavoro Privato)

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USB Commercio lancia la campagna di rivendicazione dei diritti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

Usb Commercio lancia la campagna nazionale di lotta per riprenderci i nostri diritti, a partire da un’organizzazione del lavoro completamente diversa da quella attuale, perché da questa dipendono il riconoscimento del giusto salario, la possibilità di nuove assunzioni e il rispetto delle norme su salute e sicurezza.Rifiutiamo turni spezzati e flessibilità che destrutturano la vita quotidiana dei lavoratori, andando ben oltre le otto, sei o quattro ore ufficialmente registrate.L’orario è talmente frammentato che in molti casi i part time vengono spalmati su tutta la giornata, obbligando i dipendenti a vivere sul posto di lavoro. I luoghi di lavoro si allontanano sempre più sia per le cessioni continue da parte delle aziende, che vendono lavoratori come scatolette di tonno. Sia per l’inadeguatezza dei salari che non permettono più di scegliere liberamente la propria abitazione, costringendo i lavoratori a lunghi viaggi da pendolari.Non possiamo più accettare un continuo ricorso a varie forme di straordinario, per lo più non riconosciute e non pagate come tali per coprire la cronica mancanza di personale. I lavoratori devono essere tutti internalizzati e stabilizzati e dove necessario, procedere con nuove assunzioni.In questo mese di zone rosse e contingentamenti, le sporadiche e, ancora insufficienti, chiusure giornaliere anticipate, così come il fermo delle attività durante la domenica o i festivi, mostrano come la vendita non sia un’attività essenziale. I consumatori, informati delle chiusure, riescono ad organizzarsi senza resse o allarmismi, come Usb sostiene da anni, nessun vertiginoso calo degli acquisti si è verificato.Ad oggi, i lavoratori, oltre ai rischi specifici alle proprie mansioni, mai monitorati in modo sufficiente dalle aziende e dagli enti preposti, devono fare i conti anche con il rischio di contagio da Coronavirus e lo stress da lavoro correlato che ne consegue. Sono già centinaia i dipendenti ammalatisi nello svolgimento delle loro mansioni e non potranno che aumentare se non vengono attuate tutte le misure di prevenzione e protezione.Proprio l’attuale organizzazione del lavoro, che Usb si propone di smantellare, con turnazioni sempre più pressanti, carichi di lavoro estenuanti e mancanza di adeguati DPI e formazione porta il settore al 5 posto fra i lavori più a rischio con più di cento lavoratori uccisi ogni anno. Non chiediamo favori, vogliamo i nostri diritti.

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Commercio ambulante: Il governo l’ha abbandonato?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

“Un altro comparto economico abbandonato dal governo e che è stato fortemente penalizzato dall’emergenza Covid è il commercio ambulante. Parliamo di un settore rappresentato in gran parte da lavoratori autonomi e da piccole e medie imprese, complessivamente circa 200mila in Italia, che oggi rischiano il fallimento. Chiusi da due mesi e mezzo lontani da piazze e mercati,
nonostante svolgano un lavoro esposto all’aria aperta e quindi sottoposto a minori rischi rispetto ad altri settori, ancora non hanno nessuna certezza su tempi e regole per una possibile riapertura.Partecipando alla videoconferenza organizzata dall’Ana, Associazione Nazionale Ambulanti, abbiamo raccolto le criticità emerse e non faremo mancare il sostegno di Fdi anche per questa battaglia, come accaduto in passato quando abbiamo difeso i loro diritti dalla sciagurata Bolkestein.Il commercio ambulante è scomparso dai radar del governo, una categoria che va rimessa in pista nell’immediato con interventi mirati per evitare perdite sull’economia locale e nazionale e forti ricadute occupazionali.C’è stata comunicata la volontà di svolgere una manifestazione il 3 giugno per sensibilizzare il Presidente della Repubblica, in assenza di risposte convincenti da parte del governo se sarà confermata non faremo mancare il nostro sostegno”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Commercio, USB: le aziende che non effettuano tamponi devono chiudere

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

I lavoratori del Commercio e della Grande Distribuzione non si sono mai fermati, hanno garantito alla cittadinanza gli approvvigionamenti primari, perfino nelle zone focolaio del Coronavirus. Ad oggi, però il Governo non ha ancora predisposto un monitoraggio uniforme nel settore per verificare la salute dei lavoratori e agire tempestivamente in caso di risultati positivi.
Usb, che fin dallo scoppio dell’epidemia, denuncia la forte esposizione a rischio dell’intero settore, prende atto con piacere della delibera della Regione Toscana. Questa ha imposto alle aziende di effettuare gli screening su tutti i dipendenti per verificarne le reali condizioni di salute.Tale passo, se pur in ritardo, è fondamentale per ridurre il rischio di contagio sia per i lavoratori sia per i consumatori che quotidianamente frequentano i punti vendita alla ricerca di beni essenziali e non. Usb ha inviato a tutte le Regioni la richiesta di prendere provvedimenti simili se non più stringenti. Ricordiamo come sia ormai dimostrato che il virus si diffonda per via area, ben oltre il metro di distanza.Ad oggi, sono molte le catene commerciali che non hanno fornito neanche le mascherine previste dalla normativa, le uniche effettivamente protettive. La sanificazione a fondo rimane per lo più inapplicata, la maggior parte dei negozi si limita ad una pulizia ordinaria che nulla ha a che vedere con il rischio biologico costituito dal Coronavirus. Il risvolto sono centinaia di lavoratori ammalati senza alcun tipo di controllo istituzionale. In alcuni casi, addirittura, la catene commerciali hanno omesso di segnalare alla Asl presunti casi positivi, sostituendoli con dipendenti fuori sede o richiamati forzatamente dalle ferie. Tutto è stato lasciato nelle mani delle singole Regioni.Usb, pertanto, le esorta a tutelare davvero lavoratori e consumatori, prendendo provvedimenti univoci e concreti.Proprio adesso che si parla di fase due, con una maggior platea di lavoratori coinvolti e persone in strada, devono essere chiusi, o non riaperti, quei punti vendita che non garantiscono le misure minime di prevenzione e protezione. A partire proprio dal monitoraggio dei lavoratori che si trovano durante tutto il loro turno a contatto diretto con il pubblico e con potenziali soggetti positivi. Non accetteremo nessuna misura più leggera, pronti alla mobilitazione fino all’astensione dal lavoro, visto il grave rischio per la salute in atto.

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Commercio: Coia (M5S), rilancio delle attività con giusta fruizione degli spazi

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

‘Nella fase due – dichiara Andrea Coia, Presidente della Commissione Commercio di Roma Capitale – sarà fondamentale la giusta fruizione sociale degli spazi della nostra città per garantire un adeguato distanziamento tra le persone e, nello stesso momento, fornire un aiuto concreto alle attività produttive e ricettive attraverso la revisione dei Piani di Massima Occupabilità. Questa settimana abbiamo approvato in Giulio Cesare una mozione con cui abbiamo chiesto che vengano applicate misure straordinarie per il rilancio del settore commerciale e turistico. Dobbiamo partire dal riesame immediato dei Piani di Massima Occupabilità ed il ripristino delle occupazioni di suolo pubblico che non sono in contrasto con il pubblico interesse.’ ‘Gli arredi previsti dalla normativa – continua Andrea Coia – devono permettere la collocazione di pedane sulla viabilità locale e prevedere idonee protezioni per i clienti. Abbiamo anche chiesto supporto ai lavori della Commissione Commercio che si occuperanno della modifica dei regolamenti di competenza e dell’impulso alla ripartenza del settore attraverso una task force che rivisiti le occupazioni.’‘Dovrà essere data – conclude – priorità alla concessione delle occupazioni che potrebbero garantire l’esistenza delle attività produttive. Per facilitare la ripresa del settore si dovrà procedere prontamente all’esame e alla valutazione dei progetti di riqualificazione che includano anche la rivisitazione delle occupazioni di suolo pubblico’.

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A Roma la sicurezza nel commercio ancora non c’è

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2020

A pochi giorni da Pasqua e a più di un mese dall’inizio dell’emergenza dovuta al contagio Covid-19 ci troviamo ancora a dover segnalare la mancanza della sicurezza all’interno di supermercati e negozi in attività.Le indicazioni dei decreti governativi parlano molto chiaro: ai lavoratori devono essere messi a disposizione i dispositivi di protezione individuale. La regola del distanziamento sociale è granitica: ci deve essere un metro di distanza fra le persone.Eppure ancora ci troviamo costretti a denunciare carenza di guanti e mascherine, mancanza di contingentamento degli ingressi nei negozi, carenza di pannelli in plexiglass protettivi. Ogni giorno i media raccontano della rete capillare di controlli messi in atto dal comune di Roma per scongiurare gli assembramenti in strada e le uscite non essenziali dei cittadini e vediamo posti di blocco delle forze dell’ordine e agenti che erogano multe ai trasgressori. Non ci arrivano però notizie in merito ai controlli che andrebbero effettuati in negozi e supermercati. La gestione dell’emergenza va fatta non solo nelle strade, ma anche e soprattutto nei luoghi di lavoro, dove permangono situazioni di illegittimità che danneggiano lavoratrici e lavoratori di un comparto che tanto sta dando alla popolazione in questo momento, in termini di lavoro. La sindaca di Torino Chiara Appendino ha predisposto dei controlli presso imprese e unità produttive attualmente in attività al fine di verificare che le norme di sicurezza vengano rispettate.Esortiamo pertanto la sindaca Raggi a vigilare allo stesso modo sui luoghi di lavoro, di visitare i negozi e di rendersi conto in prima persona di quali siano le condizioni in cui operano migliaia di addetti dei supermercati.Riteniamo inconcepibile che la sindaca si spenda in continue raccomandazioni per evitare assembramenti dovuti a gite pasquali e che si occupi dei lavori sulla tangenziale Est nonché della rimozione dei sampietrini in un momento emergenziale come questo, anziché organizzare e coordinare un intervento di verifica e controllo presso i supermercati.Non accettiamo che venga tralasciata, per superficialità, la sicurezza di operatori ed utenti dei negozi. Preservare la salute delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio significa preservare la sicurezza di tutte e tutti.

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Coronavirus: per Concommercio le misure sono devastanti per il settore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

300mila imprese e un milione di lavoratori del settore, come purtroppo molti altri della nostra economia, sono messi in grave crisi da una situazione preoccupante affrontata con provvedimenti che non hanno precedenti nella storia repubblicana.Le perdite stanno mettendo in ginocchio intere categorie e il mondo dei Pubblici Esercizi risulta particolarmente colpito da una gestione altalenante delle disposizioni che li riguardano direttamente e da una comunicazione che ha contribuito a generare confusione, incertezza e panico.Gli imprenditori che FIPE – Confcommercio rappresenta – quelli delle zone chiuse come quelli di tutta Italia –rispetteranno i provvedimenti annunciati nella notte dal Governo e in tanti si stanno impegnando in queste ore per garantire vivibilità e servizio alle comunità in cui operano, ben consapevoli del ruolo sociale svolto e dei rischi sanitari in cui incorrono.È un dovere per la tutela della salute pubblica, prima ancora che delle stesse attività economiche, far presente che alcune disposizioni appaiono incoerenti e altre risultano di difficile applicazione, come la regola che riversa sulle imprese l’onere di tenere i clienti alla distanza di un metro. FIPE riceve oggi centinaia di telefonate e appelli che chiedono la chiusura temporanea delle attività di Pubblico Esercizio, nella comprensibile preoccupazione – da imprenditori e da cittadini – per la salute di clienti, dei propri dipendenti e delle relative famiglie, come reazione alla difficoltà di gestione delle attuali disposizioni e nella speranza che questo sacrificio possa almeno servire ad accelerare il ripristino della normalità.Comprensione e solidarietà vanno a tutti gli imprenditori che in questo momento sono messi di fronte a scelte dolorose e difficili, un ringraziamento non di forma va rivolto a coloro che stanno cercando con senso civico di fare la propria parte a servizio della salute e della capacità di ripresa del territorio.È una situazione drammatica per migliaia e migliaia di imprenditori e lavoratori, che insieme alla Presidenza della Federazione, riunitasi oggi in seduta permanente, chiede con forza un “Piano economico straordinario”, da approvarsi con risorse ingenti subito, già con il Decreto Legge in approvazione la settimana prossima.Vanno estese le misure previste per le zone chiuse a tutto il territorio nazionale, aprire la cassa in deroga per almeno 6 mesi a tutte le imprese di tutte le Regioni, far slittare tutte le scadenze fiscali a fine anno, fermare gli sfratti per morosità, individuare un meccanismo di credito di imposta che sostenga, almeno parzialmente, le perdite documentabili delle imprese. Ci sarà modo per riflettere e discutere su quanto è accaduto, soprattutto nelle ultime ore, ma questo è il momento della responsabilità e dello stare uniti come cittadini e come imprenditori.

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Commercio al dettaglio nel mese di gennaio

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

L’Istat ha appena pubblicato i dati relativi al commercio a dettaglio nel mese di gennaio: per le vendite al dettaglio si stima una variazione nulla in valore e un impercettibile incremento (+0,1%) in termini di volume rispetto a dicembre 2019, mentre su base tendenziale l’aumento è del +1,4% in valore e del +1,3% in volume. Da segnalare l’aumento, già registrato nelle precedenti rilevazioni, del commercio elettronico, che fa registrare una crescita del +15,8% su base tendenziale e che si conferma una modalità di acquisto sempre più popolare tra gli utenti. Ancora una volta però risultano in flessione (-0,2%) le vendite dei piccoli negozi: si tratta di un segnale particolarmente allarmante, che dimostra come la crisi dei piccoli esercizi, purtroppo, non sia in via di risoluzione.“I segnali positivi sono ancora troppo timidi e confermano una condizione di instabilità della nostra economia. I dati sono altalenanti e subiscono variazioni, anche significative, con grande facilità: si tratta di un andamento che dimostra che la strada per una ripresa stabile, purtroppo, è ancora lunga” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori. Inoltre l’intero sistema economico e produttivo inizia a fare i conti con la diffusione del coronavirus e quindi a pagare le conseguenze di questa grave situazione. In un momento tanto difficile per il Paese Governo e parti sociali devono impegnarsi in uno sforzo congiunto per superare questa fase, limitando le ripercussioni sul piano produttivo e occupazionale. Oltre al rispetto delle misure di contenimento del rischio sanitario, è fondamentale mettere in atto forme di sostegno al sistema economico, attraverso un rilancio degli investimenti per ricerca, sviluppo e innovazione.

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La rivoluzione del commercio al dettaglio

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2020

Secondo i dati Istat dello scorso novembre1, la vendita al dettaglio registra in Italia un andamento positivo principalmente per il commercio elettronico e la grande distribuzione. Rispetto all’anno precedente il commercio elettronico è cresciuto del 4,1% e le vendite al dettaglio per la grande distribuzione del 3,3%, mentre le imprese operanti su piccole superfici hanno registrato una diminuzione dell’1,4%. In quest’ottica si rivela sempre più necessario attrarre i consumatori verso il negozio fisico attraverso nuove forme di coinvolgimento.Per rispondere a questa esigenza, una nuova ricerca ha scoperto che rendere partecipi gli acquirenti in esperienze dirette sul punto vendita è cruciale per cambiare il comportamento dei consumatori, e potrebbe anche favorire un maggior numero di acquisti in negozio a spese dei giganti online e degli acquisti sul web. L’indagine ha rilevato che ben oltre i tre quarti degli intervistati (84%) cambierebbero il loro comportamento d’acquisto se un maggior numero di negozi proponesse attività con elementi esperienziali, una percentuale che si colloca fra il 90% dei Millennial (nati fra il 1980 e il 1993) e l’83% della Generazione Z (nati fra il 1994 e il 2003).La nuova ricerca europea, commissionata da Epson e intitolata “The Experiential Future”, evidenzia quanto gli elementi immersivi ed esperienziali siano il futuro dei punti vendita, soprattutto quando si tratta di giovani acquirenti. Quasi otto Millennial su dieci (77%) sarebbero più propensi a fare acquisti in negozio se ci fossero attività di tipo esperienziale, seguito dal 70% di coloro che appartengono alla Generazione Z, dal 69% delle persone che fanno parte della Generazione X (nati fra il 1965 e il 1979) e dal 58% dei Baby Boomer (nati fra il 1946 e il 1964).Questi risultati mostrano che per le aziende del commercio al dettaglio è il momento di iniziare a sfruttare le potenzialità offerte da attività con contenuti esperienziali: dalla mappatura delle proiezioni agli ologrammi, dal controllo dei gesti e del movimento fino al tracciamento del viso, le tecnologie immersive possono e devono essere utilizzate dai marchi per fornire esperienze uniche capaci di stupire il cliente e approfondirne il rapporto con il brand.Neil Colquhoun, Vice Presidente CISMEA e Professional Displays di Epson Europe commenta: “Le nuove tecnologie stanno cambiando drasticamente il modo in cui i retailer comunicano con il loro pubblico – ma la tecnologia esperienziale non è più un “nice to have”, bensì una opportunità utile ed efficace per i retailer in difficoltà. I marchi devono utilizzare nuovi strumenti che potrebbero aiutarli a creare e mantenere un vantaggio competitivo. Soprattutto, devono sfruttare le potenzialità offerte dalle esperienze di shopping immersivo ed esperienziale per far rivivere i loro negozi.”

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Commercio: lieve crescita delle vendite nel 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 febbraio 2020

Sono stati appena pubblicati dall’Istat i dati relativi al commercio al dettaglio nel 2019, che crescono del +0,8%, in accelerazione rispetto all’anno precedente.Risultano in flessione, però, per il terzo anno consecutivo, le vendite nei piccoli negozi, incrementando una crisi che si fa sempre più profonda.Aumentano significativamente, invece, le vendite online, che segnano una crescita del +18,4%.Da notare anche che, riporta l’Istat: “Tra gli esercizi non specializzati a prevalenza alimentare della grande distribuzione, sono ancora i Discount a registrare la variazione più rilevante (+4,5%).”Un dato che fa emergere chiaramente la tendenza al risparmio, la “caccia all’occasione”, sintomo di una attenzione ancora spiccata delle famiglie alla riduzione del proprio budget. Da una ricerca della Federconsumatori emerge infatti che, la forbice esistente tra il costo della spesa presso un discount ed un supermercato ammonta a circa il 29,7%.Nel complesso il dato sulle vendite nel 2019 accenna segnali positivi, ma ancora timidi, che confermano la situazione instabile in cui versa la nostra economia. Se da una parte le famiglie hanno accolto con sollievo la notizia dei benefici che giungeranno dal taglio del cuneo fiscale, i dati ancora altalenanti e contenuti sull’andamento economico del nostro Paese dimostrano che è ancora lunga la strada che porta alla ripresa.“È evidente che bisogna fare di più e presto. Il primo passo per gettare le basi stabili per la crescita è dare nuovo slancio all’occupazione e, per questa via, alla domanda interna.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori. Per fare ciò è urgente stanziare gli opportuni investimenti per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione.

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“Il commercio non è il solo ostacolo alla crescita”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 febbraio 2020

A cura di Adrian Hilton, Responsabile tassi e valute globali. All’inizio del 2019, il nostro scenario di base prevedeva il rallentamento della crescita, l’allentamento della politica monetaria su scala globale e rendimenti obbligazionari costantemente sotto pressione. Nel complesso, l’anno si è svolto in linea con le nostre previsioni, ma non sono mancate le sorprese.Fin dall’inizio eravamo convinti che le tensioni commerciali avrebbero gettato un’ombra sulla produzione mondiale nel 2019. Tuttavia, i danni economici reali si sono manifestati molto più rapidamente di quanto non avessimo previsto, a causa del rapido aumento dei dazi imposti dagli Stati Uniti, soprattutto dopo il fallimento dei colloqui bilaterali a maggio. Da allora, il deterioramento del contesto commerciale è accelerato, spingendo la produzione mondiale sull’orlo della recessione.La seconda importante sorpresa è giunta dall’economia statunitense, rivelatasi molto più robusta di quanto pensassimo, soprattutto rispetto ad altre economie avanzate. Ci attendevamo che la crescente debolezza della produzione si ripercuotesse sul settore dei consumi tramite il calo dell’occupazione, facendo aumentare i rischi di recessione. I consumi statunitensi hanno invece evidenziato una sorprendente tenuta, sostenuti dalla continua crescita dell’occupazione e dall’allentamento delle condizioni finanziarie.Per quanto riguarda i mercati finanziari, avevamo giustamente previsto il calo dei rendimenti obbligazionari (da gennaio ad agosto, il rendimento del Treasury decennale è sceso dal 2,6% a un minimo dell’1,5% circa) e l’appiattimento della curva dei rendimenti statunitense ed europea.Tuttavia, la nostra previsione che il lungo periodo di vigore del dollaro sarebbe terminato nel 2019 si è rivelata prematura.La guerra commerciale e la sua escalation hanno esercitato senza dubbio il maggiore impatto sull’attività globale nel 2019. Prima di poter formulare qualsiasi previsione per il 2020 è necessario esprimere un giudizio sulla futura evoluzione delle tensioni commerciali. Va tuttavia detto che il commercio globale aveva raggiunto il picco all’inizio del 2018 e mostrava già un rallentamento sei mesi prima che cominciassero a emergere le discussioni sui dazi. La flessione degli investimenti non dipende a nostro avviso solo dalla disputa commerciale in atto, e riteniamo che la ripresa potrebbe continuare a stentare anche in caso di distensione tra Stati Uniti e Cina.Tra i fattori che impediscono la ripresa figura il rallentamento cinese, dovuto in parte a elementi interni. Sin da quando si sono adoperate con successo per trainare l’economia mondiale implementando manovre di stimolo nel 2016, le autorità cinesi hanno tentato di ridurre l’indebitamento dell’economia domestica concentrando i propri sforzi su sacche di attività in cui è probabile che emergano pericolosi squilibri. Il paese intende mantenere l’avanzo commerciale; l’enfasi posta sulla sostituzione delle importazioni e il rallentamento della crescita dei consumi interni fa salire la domanda proveniente dal resto del mondo. È inoltre in atto un possibile mutamento strutturale della domanda globale di automobili, soprattutto in Cina. La produzione automobilistica è un importante catalizzatore dell’attività industriale globale, e una gamma di fattori, tra cui l’evoluzione dei modelli di proprietà e la crescita del car-sharing, la diffusione di veicoli elettrici e le recenti modifiche delle imposte in Cina e del regime normativo sulle emissioni in Europa, indicano che in futuro diminuirà il fabbisogno di automobili e che l’offerta dovrà adeguarsi alle diverse esigenze.

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Riscaldamento globale, collasso del commercio globale e cyber warfare

Posted by fidest press agency su martedì, 17 dicembre 2019

E’ questo è il podio degli eventi rari che potrebbero avere il maggiore impatto sulla crescita economica globale e sui rendimenti degli asset secondo gli investitori. Lo rivela l’Extreme risks 2019 report and ranking del Thinking Ahead Institute (TAI) di Willis Towers Watson.
La classifica dei rischi estremi del 2019 ha visto salire al primo posto un tema di grandissima attualità: il riscaldamento globale, con la conseguente progressiva inabitabilità del nostro pianeta. Al secondo posto il potenziale collasso del commercio globale, spinto dall’aumento del protezionismo causato principalmente dagli sviluppi politici mondiali negli ultimi sei anni. Al terzo posto si trova il cyber warfare, una new entry assoluta che si posiziona ai vertici della classifica, dimostrando come, in un mondo sempre più connesso, sia aumentato anche il rischio dell’utilizzo di Internet come arma.Tra le altre novità della classifica di quest’anno, rispetto all’ultima edizione del 2013: l’ingresso di nuovi rischi come il collasso della biodiversità e la dismissione della moneta legale, a favore di quella virtuale, e l’uscita di rischi “storici” come deflazione, crisi assicurativa e terrorismo. Cresce la preoccupazione per il fallimento delle infrastrutture, in salita di otto posizioni, e per il collasso del commercio globale e la crisi valutaria, che guadagnano tre posti. Scende invece la stagnazione, in calo di otto posti, e la scarsità di risorse, primo rischio ne 2013, ora in quarta posizione.Gianmarco Tosti, Country Manager per l’Italia di Willis Towers Watson, ha detto: “Dalla classifica dei rischi estremi emerge un trend generale in cui i rischi finanziari perdono posizioni mentre i rischi estremi non finanziari diventano sempre più rilevanti. Il riscaldamento globale è diventato il rischio più temuto nella nostra analisi che abbina la probabilità che un fenomeno si verifichi all’importanza del suo impatto”.“Riteniamo che il mondo stia attraversando cambiamenti cruciali, sia ambientali sia politici, in grado di modificare gli equilibri di potere. Un mondo così complesso può generare conseguenze estreme difficili da immaginare quando si lavora con una modello distributivo dei rischi ’tradizionale’. Ciò significa che gli eventi estremi sono molto più probabili di quanto si pensasse in precedenza. Per muoversi in questo mondo complesso, suggeriamo che gli investitori adottino una mentalità aperta, evitino concentrazioni di rischi, siano attenti ai segnali di allarme e adattino costantemente la loro politica per essere pronti ad affrontare anche le congiunture negative”.

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Commercio: i dati delle vendite al dettaglio tornano a valori negativi

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

Sono stati appena pubblicati dall’Istat i dati relativi al commercio al dettaglio, che ad ottobre risulta in diminuzione del -0,2%. L’Istituto di Statistica sottolinea in oltre come la flessione sia stata rilevata sia in termine di valore che in termine di volume. Considerando che il mese scorso è stato registrato un timido aumento delle vendite ma nei mesi precedenti il trend è stato negativo, i dati odierni rappresentano l’ennesima dimostrazione delle condizioni critiche e instabili in cui continua a versare la nostra economia. Anche il Censis, nella presentazione del Rapporto, ha sottolineato quanto la sensazione di costante incertezza sia presente nella società e nell’opinione pubblica e di quanto lo stress derivante da questo stesso sentimento influisca negativamente nella vita degli individui. Se da una parte le famiglie hanno accolto con sollievo il fatto che sia stato scongelato l’aumento dell’IVA, dall’altro attendono di ricevere concreti benefici da altre misure in via di attuazione, come il taglio del cuneo fiscale. “È evidente che bisogna fare di più al più presto. Il Paese ha bisogno che venga dato nuovo slancio al mercato occupazionale, investimenti per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione. Una strategia, questa, da cui non si può prescindere per dare avvio ad una nuova e stabile crescita.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori.

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Cittadini Ue e percezione del commercio internazionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 novembre 2019

L’indagine ha rivelato che il 71% degli intervistati considera che gli interessi commerciali dei rispettivi paesi siano difesi più efficacemente dall’UE che non dai singoli paesi quando agiscono ognuno per proprio conto.La relazione odierna prende in esame tutta una serie di aspetti relativi alla consapevolezza, alla percezione e agli atteggiamenti dei cittadini europei nei confronti del commercio internazionale, alcuni dei quali sono presentati qui di seguito.Obiettivi e priorità della politica commerciale dell’UE: il 54% degli intervistati ritiene che la principale priorità della politica commerciale dell’UE dovrebbe essere la creazione di posti di lavoro nell’Unione. Anche la difesa dell’ambiente e degli standard sanitari dell’UE ha assunto importanza per gli europei: la metà degli intervistati la considera una priorità, con un incremento di 20 punti percentuali rispetto al 2010. Oltre la metà degli europei riconosce al contempo che la politica commerciale dell’UE tiene già in considerazione gli effetti sociali, ambientali e sui diritti umani all’interno dell’UE e a livello mondiale.Necessità di regole commerciali internazionali: i tre quarti degli europei concordano sul fatto che sono necessarie regole commerciali internazionali.Fiducia e trasparenza: secondo sei cittadini su dieci l’UE conduce la sua politica commerciale in modo aperto e trasparente.
Vantaggi degli scambi: tra coloro che ritengono di trarre vantaggio dal commercio internazionale, il 54% afferma di beneficiare in tal modo di una scelta più ampia di prodotti, mentre il 36% considera che il vantaggio più importante è rappresentato dalla riduzione dei prezzi. Questi vantaggi sembrano essere più concreti per gli intervistati più giovani e per quelli con un più elevato livello di reddito e di istruzione.
Equità negli scambi internazionali: un terzo degli intervistati ritiene che sia ingenuo contare sul rispetto delle regole commerciali da parte di altri paesi. Più della metà dei rispondenti sostiene che l’UE dovrebbe aumentare i dazi all’importazione nei confronti dei paesi terzi o delle imprese che non rispettano le regole commerciali internazionali.
I risultati dell’indagine confermano quindi una buona corrispondenza tra le priorità indicate dai cittadini dell’UE e quelle contenute nella strategia dell’UE “Commercio per tutti” seguita negli ultimi cinque anni. Nel corso di tale periodo, l’UE ha visto entrare in vigore 16 nuovi accordi commerciali, tra cui alcuni molto importanti con il Canada e il Giappone. Dal commercio internazionale dipendono oggi 36 milioni di posti di lavoro nell’UE, 5 milioni in più rispetto al 2014. È aumentata l’attenzione nei confronti della trasparenza e dello sviluppo sostenibile, mentre l’ambiente e i diritti dei lavoratori sono diventati una pietra angolare della politica commerciale dell’UE. Le misure protezionistiche unilaterali hanno accresciuto la necessità per l’UE di intervenire per difendere gli europei da misure commerciali sleali e illegali da parte di terzi. Attualmente sono in vigore oltre 130 misure di difesa commerciale dell’UE, che contribuiscono a proteggere 343 000 posti di lavoro in Europa.I dati presentati nella relazione costituiranno anche una base importante per la definizione degli obiettivi e delle prassi in materia di politica commerciale nei prossimi anni.

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Commercio: preoccupa il calo delle vendite nel settore alimentare

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 ottobre 2019

I dati relativi alle vendite al dettaglio ad Agosto, rilevati dall’Istat, delineano un quadro ancora incerto per l’andamento della nostra economia. Seppure si registrino segnali incoraggianti su altri versanti, l’andamento del commercio segna invece una diminuzione del -0,6% in valore e in volume rispetto al mese precedente.Particolarmente allarmante il calo delle vendite relativo al settore alimentare, pari al -0,9% in valore ed al-1% in volume su Luglio 2019. È opportuno ricordare, in tal senso, che il settore alimentare è tradizionalmente considerato come quello che per ultimo viene intaccato in situazioni di crisi.Tale andamento rileva ancora la difficoltà delle famiglie che, seppure ottimiste vista la scampata minaccia dell’aumento dell’IVA, ancora attendono misure che possano incidere positivamente sul loro potere di acquisto.Il taglio del cuneo fiscale, unitamente al bonus per i figli prospettato negli ultimi giorni, sicuramente rappresentano dei segnali positivi in tal senso, che devono essere resi operativi al più presto, destinando le opportune risorse a queste misure.Al fianco di tali operazioni è necessario, inoltre, avviare un piano capace di dare nuovo slancio al mercato occupazionale con lo stanziamento di investimenti per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione, fondamentali per dare un forte segnale improntato alla crescita. Segnale più che mai urgente in questa fase di crisi economica in campo internazionale e di politiche protezionistiche.

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Huawei: Inserimento nella black list del Dipartimento del Commercio statunitense

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 agosto 2019

“L’inserimento di Huawei Italia e del suo laboratorio di ricerca milanese nella black list del Dipartimento del Commercio statunitense, così come descritto da formiche.net, è un chiaro segnale che l’Italia deve valutare attentamente per la propria sicurezza. FdI, prima fra le forze politiche, denunciò la reticenza di Huawei Italia: durante l’audizione dei vertici aziendali in commissione Trasporti, chiedemmo di specificare gli ambiti d’applicazione della legge cinese sull’intelligence, che impone alle compagnie cinesi di condividere le informazioni con le autorità militari e politici. Abbiamo ricevuto risposte elusive e omissive, sia su questo dossier che sulle richieste di chiarezza sulla catena di comando fra Huawei e il suo ramo italiano.
 Ci chiediamo chi custodisca i dati, dato che Huawei Italia ha dichiarato di non occuparsene. 
Invitiamo l’azienda a spiegare questi aspetti, garantendo i consumatori e i cittadini nei loro diritti. Troviamo, a fronte della mancata conversione in legge del dl sul golden power, urgente e necessario un rafforzamento della legislazione in merito per garantire la nostra sicurezza nazionale.” È quanto dichiara il deputato capogruppo di FDI in commissione Cultura, componente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, componente dell’Intergruppo Innovazione e responsabile Innovazione del partito, Federico Mollicone.

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Commercio: approvate in Giunta modifiche convenzione Associazione Gestione Servizi

Posted by fidest press agency su domenica, 9 giugno 2019

Roma Approvate in Giunta modifiche allo schema di convenzione tra Roma Capitale e le AGS, Associazioni Gestione Servizi Mercati, che hanno in affido circa l’80% del totale dei mercati rionali coperti e plateatici. Considerata l’importanza delle realtà di vendita diretta nel tessuto cittadino, sia in termini economici che socio-culturali, si è ritenuto opportuno procedere a dei correttivi al fine di accogliere le istanze degli operatori con i quali il confronto in questi mesi si è dimostrato proficuo e collaborativo.
L’attuale convenzione, per andare incontro alle criticità emerse, va a migliorare il meccanismo per la determinazione delle fasce previste per il pagamento del canone. Oltre al controllo contabile dei bilanci, tutte le attività saranno valutate nel merito da una commissione apposita affinché gli operatori più virtuosi possano godere di un abbattimento dei costi dovuti all’Amministrazione.Inoltre, le attuali modifiche vanno a rideterminare l’importo inizialmente previsto a garanzia della gestione dei servizi, ritenendo congruo un trimestre del canone di posteggio annuale.“I mercati rionali costituiscono l’anima pulsante della nostra città. Lavorare per individuare gli interventi necessari alla riqualificazione di tutte le realtà, in primis di quelle maggiormente in sofferenza, è un impegno che questa Amministrazione sta portando avanti con serietà e coerenza. A tal proposito, ritengo fondamentale il percorso di confronto avviato con gli operatori perché solo insieme si può raggiungere l’obiettivo comune di offrire un servizio di qualità ai cittadini e di premiare il merito, nel rispetto delle regole e della legalità”, dichiara Carlo Cafarotti, Assessore allo Sviluppo economico, Commercio e Lavoro di Roma Capitale.
A breve il Dipartimento Sviluppo economico e Attività Produttive inizierà le convocazioni di ciascuna AGS per procedere alla sottoscrizione della convenzione.

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Commercio: vendite ferme rispetto a marzo

Posted by fidest press agency su sabato, 8 giugno 2019

“Ad aprile si registra una sostanziale stazionarietà delle vendite al dettaglio”: questo il bollettino dell’Istat sull’andamento del commercio nel nostro Paese.Rispetto a marzo la variazione registrata è nulla, su base annua si registra invece un aumento del 4,2% in valore e del 4,6% in volume, incremento avvenuto sulla spinta delle vendite legate alle festività pasquali.Forte impennata per l’e-commerce, che segna un aumento del +17,2%.
Nonostante le spinte positive è importante notare come l’andamento delle vendite si stia attestando su livelli invariati rispetto al mese precedente. Segnale che indica il clima di preoccupazione e incertezza in cui vivono molte famiglie, sicuramente destinato ad aggravarsi alla luce di alcuni importanti fattori sul piano economico.
Il primo in termini di incidenza è sicuramente l’allarme relativo all’aumento dell’IVA dal prossimo anno: misura che avrà un impatto catastrofico sulle condizioni delle famiglie e sull’intero sistema economico, con la prospettiva di ricadute di 831 Euro annui a famiglia.Altro elemento di preoccupazione è senz’altro lo stato di salute della nostra economia, con il PIL a “crescita zero”, una manovra correttiva in vista e le minacce di speculazione sui mercati internazionali sempre più vicine (Moody’s ieri è stata molto chiara in proposito n.d.r.).“Di fronte a questa situazione l’atteggiamento arrogante assunto del Governo, che ottusamente intende proseguire sulla strada delle misure ‘fabbrica consensi’ non aiuta il Paese.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori. – “Per questo rinnoviamo il nostro invito alla responsabilità, rivendicando un piano straordinario per il lavoro e per la crescita. Un piano capace di rilanciare lo sviluppo e determinare una ripresa del potere di acquisto e della domanda interna su basi stabili e durature, senza limitarsi a provvedimenti di carattere assistenzialistico e demagogico.”

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Crif: Programma potenziamento organici

Posted by fidest press agency su sabato, 23 febbraio 2019

CRIF – società globale specializzata in sistemi di informazioni creditizie e commerciali e soluzioni per la gestione del credito, con headquarter a Bologna e oltre 4.400 professionisti che operano in sedi dislocate in più di 30 paesi di 4 continenti – prosegue anche nel 2019 i piani di potenziamento dell’organico per sostenere progetti di sviluppo globale dell’azienda.A conclusione del biennio 2017-2018, che per le sole società italiane ha visto l’inserimento in organico di circa 350 dipendenti e più di 300 tirocinanti, per l’anno in corso sono infatti previste 150 nuove assunzioni, al netto delle sostituzioni e degli inserimenti legati all’avviamento di nuovi progetti. I nuovi inserimenti sono previsti principalmente per le sedi di Bologna e Milano ma 30 dei nuovi assunti avranno come sede di lavoro il CRIF Campus di Varignana, nel comune di Castel San Pietro alle porte di Bologna, dove nel 2018 è stato inaugurato un nuovo polo operativo che già oggi ospita un centinaio di dipendenti che stanno sperimentando un’esperienza di smart work di riferimento per l’intera community aziendale, italiana ed internazionale.Per le nuove assunzioni CRIF focalizzerà la ricerca principalmente su profili di Business Analyst, Data Analyst, Data Scientist, Consultant, Software Developer tecnologia .net e java, System Engineer, Network Engineer e Project Manager che verranno inseriti nelle aree:
– BUSINESS ANALYSIS: chi lavora in quest’area si occupa di gestire il ciclo di vita dei prodotti/servizi CRIF. Dallo studio di fattibilità fino all’analisi funzionale, interfacciandosi sia con il mercato per coglierne le esigenze che con i colleghi dell’Information Technologies per lo sviluppo SW.
– CONSULTING: chi lavora in quest’area si occupa di gestire progetti di consulenza riguardanti l’implementazione di strategie/policy di analisi e valutazione del credito, di pianificazione commerciale e di marketing presso banche, istituti finanziari e imprese.
– SALES: chi lavora in quest’area si occupa di promuovere i prodotti/servizi CRIF presso la clientela, assicurando una elevata soddisfazione del cliente.
– INFORMATION TECHNOLOGY: chi lavora in quest’area si occupa dello sviluppo informatico dei progetti/prodotti, nel rispetto dei tempi/costi pianificati e delle specifiche di sicurezza definite a livello aziendale.
In linea generale i candidati ideali sono in possesso di una laurea triennale o magistrale in finance, ingengeria gestionale, ingegneria infomatica, data science e business informatics, matematica e fisica. Completano il profilo una buona conoscenza della lingua inglese, un approccio smart, innovativo e proattivo al lavoro, oltre alla capacità di pensare fuori dagli schemi e di essere goal oriented.

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Commercio su Area Pubblica, approvata delibera per istituzione Osservatorio

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2019

Roma Semaforo verde dell’Assemblea Capitolina alla delibera attuativa dell’istituzione dell’Osservatorio del Commercio su Area Pubblica, come già previsto dall’art. 49 del Regolamento di settore.Al via quindi la costituzione di un organismo di natura consultiva partecipato dalle associazioni di categoria e dei cittadini più rappresentative, dai Municipi per il tramite delle rispettive consulte territoriali e naturalmente dall’Amministrazione.
Scopo dell’Osservatorio, il confronto costruttivo sulle tematiche del commercio: uno strumento prezioso a supporto dei processi decisionali che verranno attuati nei luoghi preposti – ovvero Assemblea Capitolina, Commissione Commercio e Assessorato – che potranno valersi di pareri utili ma non vincolanti. Ma anche un importante canale di comunicazione a duplice valenza: se da un lato l’Amministrazione potrà contare su considerazioni e approfondimenti da parte di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti, dall’altro questi ultimi potranno spontaneamente proporre argomenti d’interesse, alternative e soluzioni.
“L’Osservatorio del Commercio su Area Pubblica è molto importante: un terreno di confronto strategico tra associazioni di categoria, associazioni dei cittadini e istituzioni. Tutti attori della dimensione commercio, che partecipano alla discussione dei diversi temi e cooperano per l’elaborazione di nuove soluzioni. Un’estensione sistemica della vision, cui i cittadini conferiscono valore aggiunto sia in rapporto alla qualità dell’analisi, sia in fatto di decoro cittadino”, dichiara Carlo Cafarotti, Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale.“Finalmente Roma avrà un organismo di supporto agli organi decisionali in materia di Commercio su area pubblica. La delibera approvata oggi ne disciplina il ruolo, le finalità e le funzioni attraverso un Regolamento ad hoc. L’obiettivo principale è quello di aumentare la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali anche in questo settore. E’ prevista infatti l’elezione di un rappresentante dei cittadini o dei comitati di quartiere. E’ importante sottolineare che tutti i membri dell’Osservatorio, sia interni che esterni all’organizzazione, non riceveranno alcun compenso, né rimborso, né spese di collaborazione o gettoni per le presenze alle riunioni. I rappresentanti saranno nominati entro 60 giorni dalla data di pubblicazione della delibera e resteranno in carica fino allo scioglimento dell’Assemblea Capitolina”, spiega Andrea Coia, Presidente Commissione Commercio Roma Capitale.

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