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Non si arresta la crescita di Thermokey

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2015

thermokeyRivarotta di Teor (UD), – Non si arresta la crescita di Thermokey, azienda della Bassa friulana produttrice di scambiatori di calore che dal momento dell’acquisto della nuova proprietà, nel 2014, ha intrapreso un profondo processo di ristrutturazione e rilancio commerciale. Uno degli ultimi risultati del nuovo corso arriva direttamente da uno stato dall’Europa del Nord, ancora top secret: una nuova commessa del valore di mezzo milione di euro nel settore dei data center. “E’ un ordine molto importante che ci siamo aggiudicati per l’estrema l’affidabilità dei nostri apparecchi e perché abbiamo ormai sviluppato molte importanti referenze in questa specifica applicazione – racconta Pierluigi Fulgenzio, responsabile commerciale ThermoKey per i Paesi del Nord Europa -. Si tratta di 18 Dry Coolers Adiabatici (raffreddatori di liquido) in grado di dissipare oltre 6 megawatt termici in free cooling, ovvero senza l’utilizzo del circuito frigorifero, consentendo quindi una significativa riduzione dei costi di raffreddamento, delle emissioni di CO2 e rispettando anche le strette specifiche tecniche in termini di consumi elettrici e silenziosità.” “Raffreddare i data center in modo efficace e ecologicamente rispettoso è una sfida globale – specifica Giuseppe Visentini, direttore generale dell’azienda – Ormai il traffico su internet e la mole di dati che bisogna conservare raddoppia di volume ogni due anni. Nel mondo ci sono 3 milioni di server e il mercato del loro raffreddamento raggiungerà nel 2020 un valore di oltre 11 miliardi di dollari con un tasso di crescita annuo di oltre il 13%”. Un raffreddamento che però costa: il 2% dell’energia elettrica globale viene “succhiata” dai data center, la cui metà viene utilizzata solo e unicamente per attenuare le temperature dei processori. Rispondere a questa esigenza guardando al risparmio energetico diventa fondamentale. “Quello dei data center è per noi un ambito strategicamente molto interessante” – continua Massimo De Marco, direttore commerciale dal 2014 che con il suo team vuole puntare ad aggredire nuovi mercati potenzialmente interessanti. “Accanto all’innovazione di prodotto (di recente è stata lanciata una nuova linea di condensatori TKSmart, riciclabili al 100%, più leggeri e funzionali di quelli dei competitors) ThermoKey affronta il rinnovamento anche su altri piani, come quello commerciale” continua. “Non possiamo fermarci al nostro portafoglio clienti storico e dobbiamo uscire dai nostri confini. L’obiettivo è ambizioso: consolidare la nostra presenza in Europa, fornendo un prodotto di altissima qualità, attento alle nuove norme “green” imposte a livello mondiale, anticipando le necessità dei mercati più in crescita, come quello dei data center”. ThermoKey, nel suo processo di espansione in ottica export può comunque contare su una sede in Germania e su due consociate, in Turchia e in Brasile.
ThermoKey Spa Fondata nel 1991, ThermoKey produce da oltre 20 anni scambiatori di calore di varie tipologie ed è attualmente riconosciuta nel mercato internazionale quale partner ideale di costruttori di macchine frigorifere nell’ambito del condizionamento dell’aria, della refrigerazione e del raffreddamento di processo.
L’azienda dal 2014 ha una nuova proprietà ed è stata ricapitalizzata, il nuovo Amministratore Delegato è Giorgio Visentini. La gamma di scambiatori ThermoKey si è andata arricchendo anno dopo anno e si compone attualmente di scambiatori a pacco alettato tradizionali e microcanale, condensatori ad aria, raffreddatori di liquido e aeroevaporatori.
Tutti i prodotti ThermoKey possono essere scelti in completa autonomia direttamente dal cliente grazie a specifici software di selezione rapida e vengono progettati, sviluppati e costruiti all’interno dell’azienda in collaborazione con enti di certificazione internazionali. 
All’ampia gamma di scambiatori presente a catalogo, si affiancano anche scambiatori personalizzati progettati dall’area R&D ThermoKey in base alle specifiche esigenze dei clienti.
Gli stabilimenti produttivi dislocati a Rivarotta di Teor (Udine – Italia), Curitiba (Paranà – Brasile) e Istanbul (Turchia) occupano una superficie coperta totale di oltre 45.000 metri quadrati ed impiegano complessivamente 250 persone.
L’organizzazione commerciale, oltre all’headquarters di Rivarotta di Teor, si avvale di società dislocate in Germania, Francia, Polonia, e di una rete capillare di agenzie e distributori in Europa, Medio Oriente, Estremo Oriente e America Latina. (foto: thermokey)

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All’italiana Sgi il progetto risorse idriche dell’iraq

Posted by fidest press agency su sabato, 1 maggio 2010

Il progetto che pianificherà  fino al 2030 l’uso delle risorse idriche dell’Iraq ed in particolare del Tigri e dell’Eufrate, i suoi principali corsi d’acqua, è stato affidato alla SGI Studio Galli Ingegneria Spa di Sarmeola di Rubano (Pd) capogruppo di un consorzio italo-giordano con Med Ingeneria e El Concorde. L’accordo è stato siglato ieri a Bagdad alla presenza del Vice Ambasciatore d’Italia Renato di Porcia, del Primo Segretario Nicola Bazzani e del Ministro delle Risorse Idriche dell’Iraq Latif Raschid. La SGI si è aggiudicata un appalto del valore di oltre 35 milioni di dollari concorrendo in una gara alla quale sono invitate  le 14 maggiori società internazionali di consulenza.Nei prossimi anni la realizzazione di alcuni progetti di dighe in Turchia, Siria e Iran, stando ai risultati di alcuni modelli previsionali, potrebbero portare a un dimezzamento della portata d’acqua disponibile per l’Iraq. Nella zona e in altre parti del mondo la disputa sull’utilizzo delle risorse idriche sta alimentando conflitti sempre più gravi e pericolosamente espandibili.  È proprio per questi motivi che il progetto di pianificazione affidato a SGI è strategico anche per la pacificazione e lo sviluppo dell’area.  Questa iniziativa avvia la fase II della SWRLI – Strategy for water and land resources in Iraq del Ministero delle Risorse Idriche iracheno. Entro il 2013 sarà presentato il progetto definitivo della pianificazione delle risorse, l’archivio completo delle risorse disponibili, la presentazione degli strumenti di valutazione con l’elaborazione di modelli idrogeologici e di qualità delle acque su scala nazionale, lo sviluppo dei progetti per la realizzazione delle opere. Sarà inoltre messo a punto con i tecnici del Ministero Iracheno un sistema avanzato di supporto alle decisioni e di ottimizzazione della gestione,  per fronteggiare le siccità e le piene nel Paese.

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Fondo garanzia per Eutelia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2009

“La presentazione di un emendamento a firma del Segretario nazionale Pierluigi Bersani, per istituire un Fondo di garanzia, dimostra l’attenzione politica che il PD ha nei confronti dell’Eutelia. Una vicenda che possiamo definire come delinquenziale, dove delle imprese sono sparite e sono stati venduti libri contabili e persone. Il PD, inoltre, chiederà al Governo di varare quelle deroghe che si costruiscono per le situazioni di emergenza e di assicurare il mantenimento delle commesse pubbliche”: così ha dichiarato l’On. Francesco Boccia, Portavoce Gruppo Parlamentare PD per le questioni economiche, durante la conferenza stampa promossa dalla Delegazione piemontese dei Parlamentari del PD per illustrare l’emendamento (primo firmatario il Segretario Nazionale Pierluigi Bersani) che sarà presentato al Decreto Mille-proroghe.  La Rai ha disdetto il contratto e tra pochi giorni scade quello con la Camera dei Deputati: che fine ha fatto l’impegno preso dal Sottosegretario Gianni Letta per garantire il mantenimento delle commesse ed evitare di svuotare l’azienda?”, ha affermato l’On. Stefano Esposito, presente alla conferenza stampa insieme ai colleghi Antonio Boccuzzi, Mario Lovelli, Mimmo Luca’, Giorgio Merlo, Magda Negri, Anna Rossomando, al Segretario regionale Gianfranco Morgando ed al Segretario Gioacchino Cuntrò. Nel pomeriggio il Vice Presidente della Commissione Lavoro, l’On. Luigi Bobba, ha organizzato un’analoga iniziativa presso la tenda che ospita il presidio dei lavoratori Phonemedia a Trino (Vercelli).   Non ci sono ancora le condizioni giuridiche per poter attivare strumenti come la cassa integrazione o l’anticipo del tfr. C’è un vuoto normativo che non consente di intervenire a sostegno dei lavoratori e l’emendamento Bersani va in questa direzione costituendo un fondo di garanzia presso il Ministero del lavoro per anticipare i crediti maturati dai lavoratori in caso di insolvenza dell’impresa nel pagamento delle retribuzioni. Potranno accedervi coloro che non percepiscono stipendi da almeno 4 mesi e che non godono di alcun beneficio. Il Fondo ha carattere rotativo, in quanto l’amministrazione si sostituisce al lavoratore nel rapporto di credito con l’impresa”.

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Togliere punti patente ai ciclisti

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2009

In merito alla norma introdotta in via legislativa con il pacchetto “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica” – approvato il 2 luglio dal Parlamento –  che prevede la possibilità di decurtare i punti della patente di guida anche nel caso di infrazioni commesse in bicicletta, il Presidente della FIAB, Antonio Dalla Venezia, dichiara: Sottrarre punti alla patente auto per violazioni del codice della strada commesse alla guida di veicoli che non prevedono una specifica abilitazione (le bici, appunto) appare contraddittorio e immotivato. Non solo: anche condizionare l’applicazione della sanzione al possesso della patente è un ulteriore elemento di incomprensibile discriminazione, risultando sfavorito, a fronte di una medesima violazione, chi possiede la patente. Se due ciclisti commettono la stessa contravvenzione, ma uno ha la patente e l’altro no, solo al patentato si applica la decurtazione dei punti. Aggiungiamo peraltro che, proseguendo questa linea di ragionamento, pure il pedone che attraversa con il semaforo rosso dovrebbe subire la decurtazione dei punti della patente di cui egli sia eventualmente in possesso. Per tutti questi motivi, questa norma ci sembra un parto giuridicamente insensato. Per questo la FIAB farà ricorso al giudice di pace per chiedere l’intervento della Corte costituzionale. In Italia il problema della endemica insicurezza delle nostre strade, anche urbane, è certamente serio e grave, e non da oggi: ma non ci risulta che esso sia causato dai ciclisti i quali semmai, insieme ai pedoni, sono tra le vittime più numerose. Rispetto alla norma commentata, sfugge dunque persino quale sia l’obiettivo perseguito dal Legislatore. Nel nostro Paese manca da sempre una politica di attenzione nei confronti della mobilità ciclistica: inutile proporre impietosi quanto inevitabili confronti con ciò che avviene negli altri Paesi europei che stanno appena a pochi chilometri da qui. E i pochi impegni assunti dal nostro Governo (ad esempio quello, risalente al novembre 2007, di istituire un Servizio Nazionale per la Mobilità Ciclistica) spesso restano sulla carta. Come sollecitato da governi e istituzioni europee e ben sintetizzato dalle parole del Commissario ai Trasporti della Comunità europea Antonio Tajani, attendiamo anche dal Parlamento italiano provvedimenti per promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto urbano a emissione zero”.

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Reinserimento lavorativo per i detenuti

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 maggio 2009

L’iniziativa, lanciata dal ministero della Giustizia, dal ministero del Lavoro e dalla Provincia di Forlì-Cesena, vede l’importante collaborazione del consorzio Ecolight, insieme al Centro Servizi Raee, alla cooperativa sociale Gulliver, al Gruppo Hera Spa e Techne Scpa, CCLG spa, Confederazione Nazionale Artigianato Forlì Cesena, oltre all’amministrazione penitenziaria della Casa circondariale di Forlì.  Il progetto prevede la realizzazione di un laboratorio dove, attraverso lo smontaggio dei rifiuti elettrici ed elettronici, si arriva alla separazione dei diversi materiali per il recupero di materie prime seconde. Alla cooperativa Gulliver saranno affidate le commesse e la gestione del laboratorio; al consorzio Ecolight invece, il conferimento e il ritiro dei raee, nonché il pagamento per la lavorazione dei rifiuti. Secondo l’accordo di cooperazione che è stato firmato, nel laboratorio è previsto l’impiego di due o tre persone, con impegno di 25 ore settimanali ciascuna, per smaltire circa 300 tonnellate all’anno, in grado di permettere un flusso di lavoro costante e, nel tempo, l’impiego di un numero crescente di lavoratori. L’obiettivo dichiarato è formare persone con «competenze professionali e trasversali adeguate per raggiungere un’occupazione stabile nelle imprese profit del territorio», spiega Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight, sistema collettivo in grado di trattare tutte le tipologie di raee.
Ecolight – Costituito nel 2004, è uno dei maggiori sistemi collettivi per la gestione dei raee. Il consorzio Ecolight, che raccoglie oltre mille aziende, è il terzo a livello nazionale per quantità di immesso e il primo per numero di consorziati. È stato inoltre il primo sistema collettivo in Italia ad avere le certificazioni di qualità ISO 9001 e ISO 14001. Rappresentando più del 90 per cento del settore, è punto di riferimento per la grande distribuzione (Gdo) e per i produttori di apparecchi di illuminazione. Tratta tutte le tipologie di raee. http://www.ecolightitaly.it.

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