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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘commissione europea’

Servizi finanziari: La Commissione definisce la sua politica in materia di equivalenza con i paesi terzi

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 agosto 2019

Negli ultimi anni il sistema di equivalenza dell’UE è diventato un importante strumento di promozione dell’integrazione dei mercati finanziari globali e della cooperazione con le autorità dei paesi terzi. L’UE valuta il contesto politico generale e la misura in cui i regimi normativi di un determinato paese terzo producono risultati equivalenti a quelli delle proprie norme. Le decisioni positive in materia di equivalenza sono misure unilaterali della Commissione che consentono alle autorità dell’UE di fare affidamento sulle norme e sulla vigilanza dei paesi terzi, dando la possibilità ai partecipanti al mercato provenienti da paesi terzi che operano nell’UE di conformarsi ad un unico insieme di norme. La comunicazione odierna illustra anche il modo in cui i recenti aggiornamenti della legislazione UE garantiranno un’efficacia ancora maggiore del codice unico, della vigilanza e del monitoraggio dell’UE, promuovendo nel contempo le attività commerciali transfrontaliere nei mercati globali. La Commissione ha finora adottato oltre 280 decisioni di equivalenza riguardanti oltre 30 paesi.
Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per l’Euro e il dialogo sociale e competente per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: “Il sistema di equivalenza è uno dei principali strumenti a nostra disposizione per interagire con i paesi terzi nel settore dei servizi finanziari. È vantaggioso per entrambe le parti perché permette all’UE di intrattenere una solida cooperazione con i partner e di aprire i mercati agli operatori non UE, potendo a nostra volta avere accesso ai mercati di paesi terzi. La nostra politica in materia di equivalenza si è finora dimostrata efficace e ora abbiamo stabilito norme ancora migliori per realizzare i nostri obiettivi finalizzati alla salvaguardia della stabilità finanziaria, promuovendo al contempo l’integrazione internazionale dei mercati finanziari dell’UE.”La comunicazione illustra l’approccio globale e i recenti miglioramenti legislativi dell’UE riguardanti le modalità con cui la Commissione concede l’equivalenza ai paesi terzi. Descrive, altresì, il modo in cui la Commissione e le autorità europee di vigilanza monitorano la situazione in detti paesi dopo l’adozione delle decisioni di equivalenza, per accertarsi che essi continuino a conseguire gli obiettivi UE e a preservare la stabilità finanziaria, la protezione degli investitori, l’integrità del mercato e la parità di condizioni nell’UE. Il documento della Commissione fornisce anche una panoramica di come le recenti modifiche al diritto dell’Unione abbiano rafforzato il quadro di equivalenza dell’UE, sia in termini di valutazioni iniziali che di monitoraggio ex post, in particolare attraverso il rafforzamento del ruolo delle autorità europee di vigilanza. Queste recenti modifiche legislative, come nel caso dei regolamenti modificati sulle autorità europee di vigilanza, rafforzano il ruolo di dette autorità per quanto riguarda il monitoraggio dei paesi terzi equivalenti.

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Ursula von der Leyen presenta il suo programma ai deputati

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Strasburgo. Stamani in un dibattito al Parlamento europeo, Ursula von der Leyen ha esposto la sua visione per la presidenza della Commissione. I deputati voteranno a scrutinio segreto sulla sua elezione alle 18.00. Ecco una selezione degli argomenti citati durante il suo discorso.
Ursula von der Leyen ha proposto degli obiettivi più audaci sulle emissioni, con una riduzione dal 50% al 55% entro il 2030. Si è impegnata a presentare, nei suoi primi 100 giorni di mandato, un piano per un “accordo verde per l’Europa” e una legge europea sul clima. Ha inoltre annunciato dei piani per investimenti europei sostenibili al fine di fornire 1.000 miliardi di euro di investimenti in un decennio.La candidata alla presidenza della CE ha detto che quei giganti della tecnologia che conducono (e dovrebbero continuare a farlo) la loro attività in Europa ma non ripagano i cittadini europei per il loro accesso al capitale umano e sociale dell’UE, dovrebbero iniziare a farlo.Nel ribadire il suo impegno a favore di una Commissione equilibrata dal punto di vista di genere, ha detto che cercherà di rendere la violenza contro le donne un crimine iscritto nei trattati europei, parallelamente al completamento dell’adesione dell’UE alla Convenzione di Istanbul.Ha poi dichiarato il suo impegno a favore dello Stato di diritto come valore europeo, annunciando l’intenzione di istituire un meccanismo di monitoraggio a livello UE, parallelo alle misure esistenti. Ha dichiarato il suo sostegno a un “nuovo patto sulla migrazione e l’asilo” e alla riforma del regolamento di Dublino, aggiungendo che intende garantire che il personale di FRONTEX sia di 10.000 persone entro il 2024 e non entro il 2027, e che tutti i paesi si debbano far carico della loro parte equa di oneri basata sul principio di solidarietà europea.Per quanto riguarda la democrazia europea, von der Leyen ha sottolineato la necessità di rafforzare il sistema degli “Spitzenkandidaten” (candidati principali) e di riconsiderare l’introduzione di liste transnazionali nelle future elezioni europee. Ha infine dichiarato il suo pieno sostegno a un diritto di iniziativa legislativa del Parlamento europeo.Interventi dei leader dei gruppi politici
Manfred WEBER (PPE, DE) conferma il sostegno del suo gruppo a favore di von der Leyen. “Siamo a favore di un’Europa equa, moderna e innovativa, sicura, aperta ed ecologica. Realizzeremo questi impegni insieme a lei”. Ha accolto con favore le sue proposte sul diritto di iniziativa per il Parlamento europeo e per migliorare il processo dei candidati principali, affermando che “gli accordi sottobanco devono appartenere al passato”.
Iratxe GARCÍA PÉREZ (S&D, ES) ha affermato che “la democrazia europea procede troppo lentamente”, sottolineando che von der Leyen deve fornire ulteriori dettagli su come intende rispondere alle richieste dei cittadini, in particolare dei giovani, prima che il gruppo S&D decida se appoggiarla o meno. Il sostegno alla crescita sostenibile, un’azione più forte per la lotta alla povertà e una strategia vincolante per l’uguaglianza di genere sono essenziali, ha aggiunto García.
Dacian CIOLOȘ (Renew Europe, RO) ha dichiarato: “Non possiamo più deludere i milioni di europei che hanno detto SÌ all’Europa. Si aspettano che l’UE difenda lo Stato di diritto senza esitazioni”. Il suo gruppo è pronto a sostenerla, con un obiettivo: il rinnovamento dell’Europa. “Ma, soprattutto, ci aspettiamo da lei una vera leadership europeista. L’Europa non è un’amministrazione, ma un’ambizione politica”, ha aggiunto.
Philippe LAMBERTS (Verdi/ALE, BE) ha dichiarato che il suo gruppo non è pronto a consegnare il timone dell’UE a Ursula von der Leyen, in un momento in cui “la nostra casa comune sta bruciando, il clima si sta deteriorando, ci sono disuguaglianze sempre più profonde con un contraccolpo per le libertà fondamentali e lo Stato di diritto”. Tuttavia, se eletta, il suo gruppo sarebbe pronto a fornire il suo sostegno “ogniqualvolta le proposte saranno all’altezza delle sfide esistenziali che ci troviamo ad affrontare”.
Jörg MEUTHEN (ID, DE) ha annunciato che il suo gruppo voterà contro la candidatura, dichiarando che von der Leyen non è adatta al lavoro e che non ha una visione convincente per l’Europa. L’ha inoltre criticata per aver promesso troppe cose diverse e contraddittorie ai gruppi per assicurarsi il sostegno, ad esempio per quanto riguarda lo Stato di diritto o la migrazione.
Raffaele FITTO (ECR, IT) ha chiesto alla candidata Presidente “dei chiarimenti sul meccanismo sullo Stato di diritto, sul quale noi siamo in contrasto” con la politica portata avanti fino ad ora dalla Commissione. Sulla lotta al cambiamento climatico, ha detto: “bene le proposte come il fondo di transizione, la banca per gli investimenti sostenibili, ma si discute di target, sempre più ambiziosi, senza dire come realizzarli”. “Si parla con entusiasmo del salario minimo europeo: ma con quale risorse?”, ha aggiunto.
Martin SCHIRDEWAN (GUE/NGL, DE) ha dichiarato che il suo gruppo non voterà a favore della candidatura di von der Leyen, aggiungendo che gli elettori si aspettano un candidato principale come Presidente della Commissione, non un ministro della Difesa, segnale della “continua militarizzazione e isolamento dell’UE”. Ha poi invitato a porre fine alle politiche di austerità e a investire nella sicurezza sociale, nell’istruzione, nell’assistenza sanitaria e nella lotta ai cambiamenti climatici.
Interventi dei deputati europei italiani (un intervento per gruppo politico)
Roberto GUALTIERI (S&D, IT), rivolgendosi alla candidata, ha detto: “Apprezziamo gli impegni che lei ha preso e ci batteremo con determinazione per la loro piena attuazione”. “Dal dibattito risulta evidente che gli interlocutori della nuova Commissione sono e saranno le forze pro europee”, ha aggiunto, concludendo: “Se gli impegni verranno rispettati le daremo il nostro sostegno leale”.
Marco ZANNI (ID, IT), ha commentato l’intervento di von der Layen dicendo che: “è pieno di promesse che non potrà mantenere”, aggiungendo che la nuova Commissione dovrà “decidere se vorrà cedere al ricatto della sinistra o se vorrà, come emerso in molti punti del suo discorso odierno, (…) far uscire l’Europa da una crisi senza fine”. “Non crediamo che lei potrà rappresentare il cambiamento necessario”, ha concluso.
Tiziana BEGHIN (NI, IT), deputata eletta col Movimento Cinque Stelle, ha detto: “Sono lieta di vedere una donna destinata a presiedere l’esecutivo europeo, ma io mi auguro che il cambiamento non si fermi qui”. Ha poi affermato che la candidata Presidente ha “fatto suoi i punti del nostro programma, fra cui salario minimo, un patto chiaro sull’immigrazione e il diritto di iniziativa del Parlamento”, concludendo che “il Movimento Cinque Stelle la sosterrà ma monitorerà costantemente il suo mandato e sarà, se necessario, molto duro con lei”.
Antonio TAJANI (PPE, IT) ha affermato che la visione per il futuro dell’Europa presentata all’Aula è “in gran parte condivisibile”.

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La Commissione europea avvia la procedura di reclutamento del personale

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

La Commissione europea ha aperto il sito Internet dell’Autorità europea del lavoro (ELA) e ha avviato la procedura di reclutamento del personale.
Considerato che oltre 17 milioni di europei vivono o lavorano in uno Stato membro diverso da quello di origine, l’Autorità aiuterà i singoli, le imprese e le amministrazioni nazionali a beneficiare delle opportunità offerte dalla libera circolazione delle persone e sarà uno strumento utile per garantire una mobilità del lavoro equa.
Lo scorso 13 giugno, gli Stati membri hanno scelto Bratislava come sede dell’ELA, ma nella fase di lancio, l’Autorità sarà ospitata dalla Commissione a Bruxelles, fino al completamento del quartier generale in Slovacchia. La nuova Autorità sarà istituita il 31 luglio e le sue attività avranno inizio a metà ottobre, con la prima riunione del comitato direttivo e la presentazione del programma di lavoro.L’ELA dovrebbe raggiungere la piena capacità operativa entro il 2024, con uno staff di circa 140 persone, alcune delle quali saranno distaccate dagli Stati membri e ricopriranno il ruolo di funzionari nazionali di collegamento. La Commissione ha appena pubblicato i primi avvisi di posto vacante dell’Autorità nella sezione posti vacanti.

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Oggi le stime di crescita ed inflazione della Commissione europea

Posted by fidest press agency su martedì, 7 maggio 2019

La commissione potrebbe rivedere marginalmente le già basse attese per il 2019 (da +0,2% a +0,1%) ma la mossa avrebbe un significato simbolico di non poco conto, soprattutto se accompagnata dalla richiesta di delucidazioni sulle ragioni rilevanti che stanno facendo deviare dal processo di rientro del debito. In altri termini, una decisione in tal senso della Commissione aprirebbe le porte per raccomandazioni più cogenti il 5 giugno (ossia dopo le elezioni europee del 26 maggio), quando sarà presentato il country report sull’Italia.
L’ipotesi di base rimane sempre quella di possibili prese di profitto tra maggio e giugno, indotte prevalentemente dalla percezione di minore possibilità a breve di ulteriore supporto delle banche centrali, soprattutto alla luce del recente incontro FED dell’1 maggio e del miglioramento dei dati macro Euro che rendono potenzialmente più ostico il processo di costruzione di una TLTRO robusta, capace di dissipare i timori legati all’incertezza in vista del passaggio di consegne alla presidenza BCE (il mandato di Draghi termina ad ottobre).In area Euro, la stagionalità sfavorevole potrebbe colpire principalmente il comparto delle materie prime, oltre a quello Oil&Gas, insieme ai due comparti maggiormente collegati alla TLTRO, ossia banche ed auto.
Il tutto però potrebbe rivelarsi temporaneo e tale anzi da creare la base per ulteriori misure/aperture delle banche centrali già a giugno: il 6 giugno sono attesi i dettagli della TLTRO ed il 19 giugno la FED è attesa aprire in modo più forte sul tema taglio tassi.
Riguardo l’andamento dei prezzi del petrolio si tratta di una variabile importante che impatta molto sulle percezioni e quindi sul clima generale. Dopo aver scontato fino a fine aprile una forte carenza di greggio, la situazione potrebbe drasticamente mutare alla luce di 3 considerazioni:
Incertezza sulla proroga dei tagli Opec+ alla seconda parte del 2019, a causa dell’opposizione soprattutto della Russia, intenzionata a non favorire troppo lo shale oil USA (la cui produzione è in forte aumento) in un contesto di innumerevoli colli di bottiglia dal lato offerta (Libia, Venezuela, Iran ecc). Importante sarà la riunione preliminare Opec+ a Jeddah in Arabia Saudita (formalmente è atteso l’incontro del JMMC, ossia il Joint Ministerial Monitoring Committee dove sono inclusi due paesi non Opec: Russia ed Oman) del 19 maggio, prima della riunione formale del 25/26 giugno a Vienna
Ridimensionamento della domanda stimata per l’anno in vista di tempi lunghi sul fronte negoziazioni sui dazi. Posizioni nette lunghe degli speculatori già relativamente elevate (anche se non elevatissime) tale da indurre rapide prese di profitto.

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Progetto sociale INSPIRE di Roma Capitale inserito tra le best practice dalla Commissione Europea

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

La Commissione Europea ha incluso il progetto INSPIRE, concluso da Roma Capitale nel 2017, nel Rapporto EU Programme for Employment and Social Innovation (EaSI) 2019. INSPIRE, recita la premessa alla descrizione del progetto, ha dato il via ad un sistema integrato di servizi sociali “contribuendo ad una risposta efficiente da parte della comunità locale a nuovi bisogni sociali”. Inoltre “può anche essere considerato un laboratorio per sperimentare un nuovo modello di governo locale del welfare”.Il Rapporto evidenzia i risultati: le Linee Guida per il Riuso degli Spazi Pubblici, la mappatura degli edifici in disuso, la condivisione di un sistema digitale per individuare e monitorare i soggetti fragili, la sperimentazione di servizi innovativi in 5 Municipi (V, VII, IX, XII, XIV) ed il miglioramento sensibile nell’erogazione di servizi preesistenti. Ancora, inclusione sociale, formazione sulle buone pratiche, personalizzazione dei servizi.Vengono descritti in particolare tre servizi sperimentali. Il condominio sociale (un lavoratore prende in carico più soggetti fragili residenti nella stessa zona) che ha contribuito alla creazione e consolidamento di reti di prossimità inclusive di associazioni, volontari, parrocchie, negozianti. Il tutoring, programma di sostegno per informare e formare a competenze sociali e relazionali. Infine i laboratori socio-occupazionali, dedicati alla riabilitazione sociale di adulti affetti da gravi disabilità e disagi mentali.INSPIRE è stato co-finanziato con fondi europei. L’EaSI (European Programme for Employment and Social Innovation) è, infatti, strumento di finanziamento, per il periodo 2014-2020, gestito direttamente dalla Commissione per combattere, tra l’altro, esclusione sociale e povertà. Il IX Rapporto presenta i 23 progetti e le organizzazioni sostenute dal programma.
L’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre ricorda che grazie a questo progetto si innescano percorsi di formazione e soprattutto la personalizzazione dei servizi, oltre che l’inclusione di tanti attori in sinergia. Questa progettualità e tutte le azioni di sistema prodotte in materia dall’Amministrazione confluiranno e verranno articolate all’interno del Piano Sociale Cittadino.

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L’accesso transfrontaliero sicuro ai dati sanitari è più facile per i cittadini grazie alla Commissione europea

Posted by fidest press agency su sabato, 9 febbraio 2019

Attualmente la possibilità dei cittadini europei di accedere alla documentazione clinica elettronica in tutta l’UE varia notevolmente da un paese all’altro. Mentre alcuni cittadini possono accedere a parte delle proprie cartelle cliniche elettroniche a livello nazionale o transfrontaliero, per molti altri l’accesso digitale a questi dati è nullo o limitato. Per questo motivo la Commissione formula oggi alcune raccomandazioni che ne agevoleranno l’accesso transfrontaliero sicuro, nel pieno rispetto del regolamento generale sulla protezione dei dati.Andrus Ansip, Vicepresidente responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: “Le persone chiedono di poter accedere online ai propri dati sanitari in modo sicuro e completo, ovunque si trovino. I professionisti sanitari necessitano di cartelle cliniche affidabili per poter prestare cure migliori e in modo più tempestivo. I nostri sistemi sanitari necessitano delle migliori risorse per poter offrire la migliore assistenza personalizzata. Insieme dobbiamo accelerare il passo e sviluppare uno scambio sicuro delle cartelle cliniche elettroniche in tutta l’UE. Ciò migliorerà la vita dei cittadini e aiuterà gli innovatori a ideare la prossima generazione di soluzioni digitali e cure mediche.” Gli Stati membri hanno già iniziato a rendere accessibili e scambiabili a livello transfrontaliero alcune parti delle cartelle cliniche elettroniche. Dal 21 gennaio 2019 i cittadini finlandesi possono acquistare medicinali in Estonia utilizzando le proprie prescrizioni elettronicheCerca le traduzioni disponibili del link precedenteEN••• e i medici lussemburghesi saranno presto in grado di consultare i profili sanitari sintetici dei pazienti cechi.Le raccomandazioni di oggi propongono che gli Stati membri estendano questo lavoro ad altre tre sezioni della cartella clinica, nello specifico analisi di laboratorio, lettere di dimissione ospedaliera e diagnostica per immagini e referti. L’iniziativa getta al contempo le basi per lo sviluppo di specifiche tecniche da utilizzare nello scambio delle cartelle elettroniche caso per caso.

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Emendare l’Articolo 14 della proposta della Commissione Europea per Horizon Europe?

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 dicembre 2018

Bruxelles In vista del voto al Parlamento europeo previsto per la prossima settimana, Science for Democracy, la piattaforma trans-nazionale lanciata dall’Associazione Luca Coscioni, ha contattato i parlamentari europei invitandoli ad emendare l’Articolo 14 della proposta della Commissione Europea per Horizon Europe. Sosteniamo in particolare che la correzione terapeutica della linea germinale vada finanziata in caso di malattie genetiche gravi, e che il finanziamento debba anche essere permesso per attività che intendono crescere embrioni umani, anche con il solo fine della ricerca e per la produzione di cellule staminali.Tra le personalità che hanno aderito all’appello di Science for Democracy anche il premio Nobel per la medicina Sir Richard J. Roberts, biochimico ed esperto di biologia molecolare britannico.Richard Roberts ha ricevuto il premio Nobel nel 1993, insieme a Phillip Sharp, per la scoperta dello splicing dei geni, ovvero la possibilità che i geni siano suddivisi in vari segmenti.
Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, e Marco Perduca, che dirige le attività internazionali dell’Associazione, concordano “Dopo l’annuncio dell’esperimento che ha fatto nascere in Cina due sorelline geneticamente modificate, su questo tema è necessaria un’alternativa sia al proibizionismo sia all’assenza di regole. L’Unione Europea può giocare un ruolo positivo, ed è urgente che lo faccia rimuovendo il divieto ai finanziamenti”.

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Ddl Bilancio: Scholz vede Tria e Di Maio

Posted by fidest press agency su martedì, 27 novembre 2018

(Fonte: Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) Roma. ‘La Commissione europea sta compiendola sua missione, sta facendo quello che e’ previsto. E’ giusto e suscita un dibattito costruttivo. Questo e’ positivo’. E’ il messaggio, riferisce un portavoce del Ministero delle finanze della Germania contattato da Radiocor, che il vicecancelliere e ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, ha espresso, parlando della Legge di bilancio italiana, nel corso degli incontri che ha avuto oggi a Roma con i suoi omologhi italiani: il ministro dell’Economia, Giovanni Tria e il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio. Nel corso degli incontri, riferisce il portavoce del Ministero, sono stati affrontati diversi temi bilaterali. Inoltre, ‘in vista dell’Ecofin della settimana prossima il vicecancelliere
Scholz ha ribadito l’importanza della riforma delle istituzioni europee, che devono essere forti e attrezzate’ per affrontare un’eventuale prossima crisi.

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Trattative tra governo italiano e Commissione Europea

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

(By Richard Lawrence, Senior Vice President di Brandywine Global (gruppo Legg Mason) L’Italia è un paese che si trova in una situazione piuttosto complicata: con un debito pubblico elevato e una crescita debole, deve ora affrontare un difficile faccia a faccia con l’Europa riguardo i suoi piani di bilancio. Cosa devono aspettarsi dunque gli investitori? Innanzitutto, è bene ribadire che l’Italia ha oggettivamente un problema di debito: il rapporto tra debito pubblico e PIL è oltre il 131%, vicino dunque ai massimi da 90 anni a questa parte. I rendimenti dei titoli di stato italiani a 10 anni, tuttavia, non sono schizzati alle stelle, pur essendo aumentati di circa 160 punti base da aprile e avendo portato lo spread col Bund ad un livello che non si vedeva da 5 anni.
Per quale motivo i rendimenti dei BTP non sono cresciuti ulteriormente durante il recente stallo tra governo italiano e Commissione Europea? A nostro parere ci sono due ragioni che hanno contribuito a contenere i rendimenti:Il quantitative easing (QE) della Banca Centrale Europea, che ha mitigato i rialzi dei rendimenti in tutta l’Eurozona;
Il fatto che oltre il 50% del debito sovrano italiano sia posseduto da banche italiane: ciò ha fatto sì che i rendimenti non si siano alzati ulteriormente nel tentativo di attirare capitali dall’estero. Tuttavia, il fatto che una percentuale così alta del debito pesi sulle banche italiane è un motivo di debolezza, essendo il sistema bancario italiano ancora in uno stato di salute incerto. La percentuale di NPL (crediti deteriorati) è migliorata negli ultimi 3 anni, ma rimane comunque a livelli preoccupanti, soprattutto tenendo in considerazione le difficoltà strutturali e l’incertezza politica che grava sull’economia italiana.I potenziali problemi creati dagli NPL si riflettono nell’allargarsi dei differenziali sui credit default swap (CDS) delle banche. Mentre i differenziali dei CDS restano ben al di sotto dei massimi raggiunti durante la crisi del debito sovrano europeo del 2011-2013, i mercati appaiono sempre più preoccupati per l’aumento del rischio di solvibilità delle banche italiane.Moody’s, recentemente, ha mantenuto il profilo macro delle banche italiane su “Moderate+”, nonostante il 19 ottobre abbia declassato il debito sovrano italiano da Baa3 a Baa2. Tuttavia, ulteriori declassamenti dei BTP potrebbero spingere verso l’alto i rendimenti e innescare un ciclo di feedback negativo per le banche detentrici di BTP.Certo, tutte queste preoccupazioni svanirebbero se le prospettive di crescita suggerissero l’arrivo di tempi migliori per l’economia italiana. Ma l’Italia ha appena registrato per il terzo trimestre 2018 una crescita zero. Ciò ha ridotto a 0.8% l’attuale tasso di crescita reale annualizzato. È un fatto significativo, che potrebbe indurre l’Unione Europea ad essere ancora più dura nel confronto sulla manovra finanziaria, potenzialmente facendo alzare ulteriormente i rendimenti dei Btp e aumentando la pressione sulle banche italiane.
Al momento, per quanto riguarda lo scontro sulla legge di bilancio, non c’è una strada evidente per una risoluzione. L’insolita coalizione destra-sinistra è guidata spiritualmente da Matteo Salvini, che non sembra orientato a fare passi indietro. Ma è altrettanto difficile immaginare un passo indietro da parte dell’Unione Europea: come abbiamo visto nei difficili negoziati per la Brexit, non è il caso di sottovalutare la volontà politica di mantenere l’Unione Europea integra. Al momento, inoltre, l’euro non sembra prezzare la possibilità di un’uscita dell’Italia. Pochi giorni fa Bruxelles si è mostrata intransigente con Roma, costringendo il governo italiano a rivedere i suoi piani di bilancio. Mai prima d’ora la Commissione Europea aveva respinto la legge di bilancio di un paese membro. Crediamo che le due parti troveranno un modo di venirne fuori, di fatto rinviando – secondo un modus operandi consueto in Europa – una presa di posizione concreta sulle questioni più difficili. A nostro parere entrambe le parti accetteranno un compromesso, che servirà più che altro a guadagnare tempo. Le questioni più complicate dovrebbero dunque essere rinviate a data da destinarsi, ma nel frattempo un accordo potrebbe comunque rappresentare un’opportunità per acquistare titoli di stato italiani – anche se è ancora presto per dirlo.Il prossimo appuntamento chiave sarà il 13 novembre, quando l’Italia presenterà nuovamente la sua legge di bilancio. Fino a quella data c’è da aspettarsi che i rendimenti dei Btp restino abbastanza volatili e si muovano reagendo di volta in volta alle notizie del momento. La questione più importante e spinosa, ossia a che livello saranno i rendimenti dei Btp tra un anno, resta per ora senza risposta.

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Genova, Benifei: “Governo chieda la ZES, Commissione Europea pronta”

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

Bruxelles. “Per l’ennesima volta, reiteriamo la nostra richiesta al Ministro Toninelli, alla Regione e al neo-insediato Commissario Bucci: si apra immediatamente un tavolo per istituire una Zona Economica Speciale (ZES) per la città metropolitana di Genova e per il Porto”. È quanto dichiara l’eurodeputato PD ligure Brando Benifei in occasione della visita della Commissaria europea ai Trasporti Violeta Bulč. “La richiesta – prosegue – non viene soltanto dal Partito Democratico, ma dalle parti sociali, dai rappresentanti dalle categorie produttive genovesi e dal settore portuale. La Commissione europea, grazie all’impegno dichiarato della Commissaria Bulč, si farà trovare pronta ad accogliere un piano di ZES per il rilancio dell’economia del nostro territorio. Un’iniziativa di Governo e Regione su questo fronte è quanto mai urgente”. La Commissaria ha elencato le molte opportunità di finanziamento per infrastrutture del nostro territorio, tra cui il bando Connecting Europe, il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici e i fondi strutturali. “Le parole di supporto alla città di Genova da parte della Commissaria Violeta Bulč sono certamente benvenute. È essenziale – aggiunge Benifei – che la Commissione fornisca tutto il sostegno possibile alle autorità locali, regionali e nazionali per uscire dalla situazione di emergenza creatasi con il crollo del Ponte Morandi. Ministero e Regione devono mostrarsi all’altezza e saper utilizzare al massimo ogni risorsa europea messa a disposizione per il nostro territorio, anche facendo lo sforzo di modificare i programmi operativi esistenti per far fronte alle nuove necessità. Allo stesso tempo, la Commissione deve saper cogliere appieno la natura gravissima e straordinaria della situazione che investe la Valpolcevera e le ingenti ricadute dei tragici eventi di agosto sul tessuto sociale e produttivo della nostra città. Servono dunque interventi straordinari e urgenti, ben oltre l’ordinaria gestione dei fondi UE, ma anche di misure di intervento sul medio termine”.

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Scuola – Precariato: la Commissione UE indaga sulla correttezza della normativa nazionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

Il nostro Paese sotto la lente della Commissione di Bruxelles: sotto inchiesta, in particolare, sono finite la Legge 107/2015 e i suoi decreti attuativi sui concorsi riservati. Con tutto ciò che ne consegue a livello di giurisprudenza scolastica, già nel mirino della Cassazione. Il tutto si formalizza proprio mentre il Decreto Dignità in discussione presso la Camera potrebbe portare al licenziamento di 50 mila insegnanti, senza risolvere il problema della precarietà ed essere dichiarato illegittimo. Sotto l’analisi della Commissione UE, c’è innanzitutto il mancato risarcimento dovuto al personale di ruolo per l’abuso dei contratti a termine del personale scolastico durante le supplenze, ma anche le soluzioni disposte dalla legge 107/2017 in merito ai nuovi concorsi banditi per le sole scuole superiori, in assenza di ragione oggettive per evitare la reiterazione dei contratti a termine. L’art. 4 come innovato al Decreto Dignità estende il sistema dei concorsi riservati dalle superiori alla primaria, senza però dare una risposta chiara e immediata sugli organici, sul mantenimento in servizio del personale che ha superato l’anno di prova o di chi è stato chiamato a fare il supplente da anni attraverso lo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento. Il sindacato Anief, pertanto, rinnova il suo appello ai parlamentari: occorre riaprire le graduatorie ad esaurimento per tutto il personale abilitato. Altrimenti a settembre la Corte di Giustizia europea potrebbe dichiarare illegittimi anche i nuovi interventi delle nostre Camere nelle cause Motter e Rossato.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il decreto dignità, per non avere problemi rispetto all’Adunanza plenaria di fine 2017, riesce a scontentare chi non era inserito in graduatoria, perché laureato in Scienze della formazione primaria o abilitato con il TFA o il PAS o all’estero dopo il 2012 ed è stato escluso dal 50% delle immissioni in ruolo che hanno visto 230 mila insegnanti assunti a costo zero, con il raffreddamento della carriera, negli ultimi sei anni. Ma ha dell’incredibile la decisione presa, sempre per decreto, del cambio di cattedra annuale di 100 mila insegnanti che, invece di essere stabilizzati oggi, potrebbero essere licenziati a breve. Nelle prossime ore si voterà non un emendamento, ma il riconoscimento della dignità di chi ha servito lo Stato per anni e che ora vorrebbe rientrare nelle nostre classi con dignità. Al Parlamento italiano la possibilità di non essere ripreso ancora una volta dall’Europa.

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La Commissione propone nuove norme per l’OLAF quale importante partner della Procura europea

Posted by fidest press agency su sabato, 26 maggio 2018

La Commissione europea ha proposto oggi di modificare il regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 relativo alle indagini svolte dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF). La modifica intende garantire che l’OLAF disponga dei mezzi necessari per operare in stretta collaborazione con la Procura europea al fine di individuare le frodi perpetrate in tutta l’Unione europea e di svolgere indagini al riguardo. Le modifiche proposte chiariranno inoltre gli strumenti di cui l’OLAF dispone per svolgere indagini amministrative al fine di garantirne l’efficacia. Ciò riguarda in particolare i controlli e le verifiche, l’accesso alle informazioni sui conti bancari e gli strumenti per combattere le frodi nel settore dell’IVA.
La Procura europea avrà il potere di svolgere indagini e di perseguire i reati a danno del bilancio dell’UE, quali la corruzione o le frodi perpetrate con fondi dell’UE, oppure le frodi transfrontaliere nel settore dell’IVA. La proposta odierna di modificare il regolamento n. 883/2013 vuole garantire che l’OLAF diventi un partner prossimo e affidabile della Procura europea e che continui a svolgere indagini amministrative per integrare l’operato di quest’ultima. L’OLAF continuerà così a svolgere un ruolo essenziale nella tutela degli interessi finanziari dell’Unione. La Procura europea e l’OLAF lavoreranno in stretta collaborazione per garantire, attraverso i loro mandati distinti ma complementari, che tutti i mezzi disponibili siano utilizzati per contrastare la frode e proteggere il denaro dei contribuenti.Negli Stati membri che partecipano alla Procura europea, le indagini dell’OLAF saranno tese in primo luogo ad agevolare il recupero amministrativo e a evitare un ulteriore pregiudizio alle finanze dell’UE attraverso misure amministrative. Verrà integrata in tal modo l’impostazione della Procura fondata sul diritto penale, se del caso in stretta consultazione con la Procura stessa. Quando scoprirà eventuali reati, l’OLAF li comunicherà senza indugio alla Procura europea e ne sosterrà le indagini su sua richiesta.
A tal fine, la proposta introduce nel quadro giuridico dell’OLAF le disposizioni necessarie per disciplinare lo scambio di informazioni con la Procura europea, offrire sostegno alle indagini di quest’ultima, garantire la complementarità delle azioni ed evitare la sovrapposizione delle attività d’indagine. La modifica prevede inoltre alcuni chiarimenti, limitati ma importanti, che rafforzeranno l’efficacia delle indagini amministrative dell’OLAF, sulla base della recente valutazione effettuata dalla Commissione. Viene posto l’accento su settori concreti nei quali, attualmente, la mancanza di chiarezza del regolamento in vigore crea ostacoli all’efficacia delle indagini dell’Ufficio.
La proposta odierna rappresenta un’altra tappa dell’impegno della Commissione a rafforzare la tutela degli interessi finanziari dell’Unione, dopo l’adozione di due importanti atti legislativi nel 2017: il regolamento relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata sull’istituzione della Procura europea (EPPO) e la direttiva relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione mediante il diritto penale.

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Pacchetto di primavera 2018 del semestre europeo

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 maggio 2018

Bruxelles. L’economia europea sta crescendo al ritmo più rapido degli ultimi dieci anni, con livelli di occupazione record, investimenti in ripresa e migliori finanze pubbliche. Secondo le previsioni di primavera 2018 della Commissione, la crescita nei prossimi due anni, pur restando solida, subirà un leggero rallentamento. Le attuali condizioni favorevoli dovrebbero essere valorizzate per rendere le economie e le società europee più forti e più resilienti. Le proposte oggi si basano sui progressi già compiuti negli ultimi anni e mirano a valorizzare le buone prospettive economiche per orientare gli Stati membri nell’adozione di ulteriori iniziative.
Quest’anno le raccomandazioni dedicano particolare attenzione alle questioni sociali, sotto l’egida del pilastro europeo dei diritti sociali proclamato nel novembre 2017. Una speciale enfasi è posta sulla necessità di garantire la disponibilità di competenze adeguate, l’efficacia e l’adeguatezza delle reti di sicurezza sociale e di migliorare il dialogo sociale.
Ai paesi è stato anche raccomandato di intraprendere riforme in grado di preparare la forza lavoro per il futuro, con particolare riguardo alle future forme di lavoro e alla crescente digitalizzazione, di ridurre le disparità di reddito e di creare opportunità di occupazione, in particolare per i giovani.
La correzione degli squilibri macroeconomici continua, ma alcune fonti di squilibrio rimangono irrisolte e sono emersi nuovi rischi. Sebbene i disavanzi delle partite correnti siano stati corretti in molti paesi, il persistere di eccedenze in altri Stati membri resta in linea di massima invariato. La riduzione dell’indebitamento sta avvenendo a ritmo irregolare, con livelli di debito privato, pubblico ed estero ancora elevati in alcuni Stati membri. Mantenere saldamente il debito su un percorso discendente è fondamentale per ridurre le vulnerabilità in questi paesi. In un numero crescente di Stati membri i problemi connessi al forte aumento dei prezzi delle abitazioni richiedono un attento monitoraggio.
Sulla base della valutazione dei programmi di stabilità e di convergenza le raccomandazioni specifiche per paese forniscono orientamenti per le politiche di bilancio degli Stati membri nel 2019. La Commissione ha inoltre preso una serie di misure nell’ambito del patto di stabilità e crescita. La Commissione raccomanda di chiudere la procedura per i disavanzi eccessivi per la Francia, il che lascerebbe solo uno Stato membro (la Spagna) nel braccio correttivo del patto, rispetto ai 24 paesi che vi erano soggetti nel 2011.
Ai sensi dell’articolo 126, paragrafo 3, TFUE la Commissione ha adottato nei confronti di Belgio e Italia una relazione in cui riesamina la conformità di questi paesi al criterio del debito previsto dal trattato. Nel caso dell’Italia, l’analisi suggerisce che il criterio del debito al momento vada ritenuto soddisfatto, in particolare in conseguenza del fatto che l’Italia è risultata sostanzialmente conforme al braccio preventivo del patto nel 2017. Per il Belgio, poiché non sussistono elementi sufficientemente solidi per concludere che il paese non ha rispettato i requisiti del braccio preventivo, la relazione non ha potuto stabilire se il criterio del debito sia o non sia soddisfatto. La Commissione riesaminerà il prossimo anno i due paesi per quanto riguarda il rispetto del patto di stabilità e crescita sulla base dei dati ex post per il 2018, che saranno comunicati nella primavera del 2019.
La Commissione chiede al Consiglio di adottare le raccomandazioni specifiche per paese, e chiede agli Stati membri di attuarle appieno e tempestivamente. I ministri dell’UE dovranno discutere le raccomandazioni specifiche per paese prima che i capi di Stato o di governo dell’UE le approvino. Spetterà poi agli Stati membri attuarle tramite misure inserite nelle rispettive politiche economiche e di bilancio nazionali nel periodo 2018-2019. (abstract)

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“I giovani e le scienze 2018” della Commissione europea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

Tre studenti di Torino e tre studenti di Rimini sono stati selezionati come migliori per rappresentare l’Italia alla finale europea: molte le invenzioni utili e particolari premiate a Milano il 26 marzo alla Selezione italiana del concorso europeo “I giovani e le scienze” della Commissione europea presso la Fast- Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche. “Sono ragazzi e ragazze di età compresa tra i 14 e i 21 anni provenienti da tutta Italia”, dice Alberto Pieri, segretario generale della FAST, che organizza ogni anno per la Direzione Generale Ricerca della Commissione europea la selezione italiana,” i giovani neoArchimede spesso partono da problemi concreti della vita quotidiana, realizzano prototipi utili al prossimo e vengono premiati per le loro invenzioni e studi di qualità con borse di studio e viaggi, oltre a partecipare i migliori alla selezione europea che si svolgerà a Dublino dal 14 al19 settembre 2018 e a vincere 7mila euro”. Tra le invenzioni 2018 ci sono ad esempio una innovativa applicazione per gli ipovedenti, una app per ridurre lo spreco alimentare; un particolare sistema con sensori per la schiena che sostituisce il busto rigido per consentire ad un compagno di scuola di vivere meglio; un sistema di alimentatore mobile ecosostenibile per creare aule di informatica più sicure e attrezzate; uno studio su uno stent pericardico auto-espandibile che riduce i problemi post-operatori; un sistema per monitorare la salute delle nostre piante, un metodo per segnalare on line chi parcheggia in modo inappropriato nelle aree per disabili, un nuovo sistema per ridurre l’impatto del pesticida glicosolfato, un programma open-source di grafica 3D, che permette di costruire ed eseguire flow chart innovative; ma anche un nuovo modello sperimentale per monitorare nel tempo lo stato di conservazione dell’olio di oliva; ed un gessetto che purifica le acque; e tanto altro ancora.
Si tratta del concorso più prestigioso a livello europeo in quanto voluto sia dal Parlamento europeo, dalla Commissione europea e dal Consiglio europeo. I progetti riguardano tutte le materie: da quelle umanistiche a quelle scientifiche e tecniche e anche quest’anno sono estremamente interessanti. Nei suoi 30 anni di edizioni, ha raggiunto in totale ben 2401 progetti presentati da 5412 ragazze e ragazzi italiani partecipanti con ben 867 lavori selezionati per le finali, realizzati da 1827 studenti. Si tratta dell’Italia che cresce; rappresentano i veri talenti e molti di loro negli anni hanno anche brevettato le loro invenzioni e avviato delle start up estremamente innovative. “Per l’edizione 2018 sono arrivati contributi proposti da studenti di molte Regioni italiane,” spiega il Presidente della FAST Roberto Cusolito. “La mostra aperta al pubblico ha incluso anche 6 lavori ospitati per la mostra, provenienti da Belgio, Brasile, Messico, Olanda, Russia e Spagna. Le Regioni rimaste in gara per la selezione italiana 2018 sono state 10 con capofila il Piemonte con 10 proposte; seguono Emilia Romagna e Lombardia con 3 progetti; il Friuli V.G., le Marche e la Sardegna partecipano con 2 lavori; sono stati selezionati per qualità anche un progetto per le seguenti regioni Trentino Alto Adige, Toscana, Puglia e Campania. La manifestazione si onora del Premio di rappresentanza del Presidente della Repubblica”.
Quest’anno è stato lanciato, in collaborazione con Salvetti Foundation, anche il “Forum Giovani Scienziati”, ovvero una realtà di sinergia tra i nuovi partecipanti al concorso e quelli delle edizioni precedenti che formano una vera community di cervelli di qualità che collaborano tra loro e rappresentano la vera Italia del presente e del futuro della ricerca e dell’innovazione.

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Shopping online: più trasparenza sui costi delle spedizioni intra UE

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 marzo 2018

Le nuove norme fanno parte del pacchetto per il commercio elettronico e sono state approvate dal Parlamento europeo con 604 voti in favore, 80 contrari e 12 astensioni.Le imprese di spedizione dovranno fornire i prezzi per i servizi più utilizzati dai cittadini. La Commissione europea pubblicherà tali informazioni su un sito dedicato per consentire ai consumatori e alle imprese di comparare più facilmente prezzi nazionali e transfrontalieri e scegliere l’opzione migliore. Promuovendo una sana concorrenza, il nuovo regolamento dovrebbe contribuire a ridurre le differenze irragionevoli tra prezzi.Secondo una consultazione pubblica della Commissione del 2015, è emerso che oltre i due terzi dei consumatori avevano rinunciato a effettuare un acquisto online perché ritenevano che i costi di spedizione transfrontalieri fossero troppo elevati. Un altro studio del 2015 affermava che i prezzi di spedizione transfrontaliera di pacchi sono in media da 3 a 5 volte più elevati dei prezzi nazionali per lo stesso servizio.Se sono le aree urbane densamente popolate e le imprese con grossi volumi di affari a attirare forme di concorrenza nel settore della spedizione dei pacchi, le PMI e i consumatori che risiedono in aree remote hanno poca possibilità di scelta e sono soggetti a prezzi più elevati.Le norme inoltre permetteranno alle autorità di vigilare sui prezzi dei servizi di consegna transfrontalieri che sembrano irragionevolmente elevati.Le nuove disposizioni insistono particolarmente sull’aspetto di fornire il maggior numero di informazioni ai consumatori che effettuano acquisti transfrontalieri, sulle opzioni di consegna e sulle politiche di gestione dei reclami.
Gli operatori saranno tenuti inoltre a comunicare alle autorità nazionali il fatturato, il numero di pacchi consegnati, il numero e lo status dei dipendenti, le informazioni sui subappaltatori e le procedure di trattamento dei reclami per dare un quadro più chiaro sullo sviluppo del settore e per individuare eventuali carenze del mercato. I servizi di spedizione con meno di 50 dipendenti e che operano in un solo Paese sono esentati dalle nuove misure.

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Parlamento europeo: Settimana dal 26 febbraio al 4 marzo 2018

Posted by fidest press agency su sabato, 24 febbraio 2018

Plenaria
Vertice UE. I deputati discuteranno l’esito dell’incontro informale dei capi di Stato e di governo dell’UE del 23 febbraio. Gli argomenti trattati saranno, fra gli altri: il processo di selezione del prossimo presidente della Commissione europea attraverso il meccanismo dei cosiddetti Spitzenkandidaten (candidati di punta), la composizione del Parlamento europeo dopo le elezioni del 2019 e il bilancio a lungo termine dell’UE dopo il 2020. (Mercoledì).
Polonia / Articolo 7. La plenaria è pronta a sostenere l’appello della Commissione europea ai governi dell’UE per determinare se la Polonia sia o meno esposta a un chiaro rischio di violazione grave dei valori dell’UE. I deputati esprimeranno le loro preoccupazioni in merito allo stato di diritto in Polonia, alla separazione dei poteri, all’indipendenza della magistratura e ai diritti fondamentali. Una risoluzione sulla decisione della Commissione di attivare l’articolo 7, paragrafo 1, del trattato UE sarà messa ai voti (Giovedì).
Miele e api. Mercoledì i deputati discuteranno su come proteggere meglio la salute delle api, intensificare la lotta contro la contraffazione del miele, aumentare il sostegno agli apicoltori dell’UE e promuovere i benefici del consumo di miele (una risoluzione in tal senso sarà votata giovedì).
Evasione fiscale. Nel tentativo di reprimere la pianificazione fiscale transfrontaliera aggressiva che è emersa dai dossier Panama e Paradise Papers, il Parlamento discuterà e voterà una legge per la segnalazione automatica dei meccanismi transfrontalieri utilizzati da alcuni fornitori di servizi a individui e imprese per favorire l’elusione fiscale. (Giovedì)
Commissione fiscale speciale. A seguito delle rivelazioni emerse dai Paradise Papers e del lavoro della commissione PANA del Parlamento europeo, i deputati voteranno l’istituzione di un comitato speciale che esaminerà i crimini finanziari, l’evasione fiscale e l’elusione fiscale. (Giovedì)
Commissioni
Pacchetto rifiuti. L’accordo con il Consiglio dei ministri dell’Unione Europea su una legislazione che fissa obiettivi di riciclaggio più ambiziosi per i rifiuti urbani e per gli imballaggi e per tagliare la quantità di rifiuti che finisce in discarica sarà sottoposto a votazione in commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare. I dossier fanno parte del cosiddetto pacchetto “economia circolare”. (Martedì)
Dialogo monetario con Mario Draghi. La commissione per i problemi economici e monetari discuterà gli ultimi sviluppi dell’economia europea con Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea (Lunedì).
Voto sulla nomina di Luis de Guindos. La commissione per i problemi economici e monetari terrà uno scambio di opinioni con Luis de Guindos, candidato alla vicepresidenza della BCE lunedì pomeriggio. Il voto sulla sua nomina è previsto per martedì.
Agenda del Presidente: Mercoledì a mezzogiorno, il presidente Tajani firmerà le nuove norme sulla fine dei blocchi geografici con il ministro bulgaro Lilyana Pavlova (area stampa “Back drop press, PHS 9° piano). Alle 16.00 firmerà il memorandum d’intesa con l’EP-UNWTO (Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite), insieme al segretario generale dell’UNTO, Zurab Pololikashvili, prima di parlare all’inaugurazione della Giornata parlamentare dell’Anno del turismo UE-CINA alle 16.40.

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Erasmus: valutazione intermedia e sviluppi futuri

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 febbraio 2018

foto_giovaniLa Commissione europea ha adottato la valutazione intermedia di Erasmus+, il programma faro dell’UE per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport (2014-2020). La relazione evidenzia che il programma è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di sostenere 4 milioni di studenti, insegnanti e formatori entro il 2020 e che contribuisce in modo sostanziale alla transizione dei partecipanti verso il mondo del lavoro e allo sviluppo di un’identità europea fra i cittadini dell’UE.Ne sottolinea inoltre il grande valore aggiunto rispetto a quanto potrebbero ottenere i singoli paesi partecipanti, in termini di impulso alla mobilità a fini di apprendimento e alla cooperazione transnazionale fra istituti di apprendimento.Il Commissario per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport Tibor Navracsics ha dichiarato: “Questa valutazione così incoraggiante non fa che ribadire che Erasmus+ è un successo. Aiuta le persone a diventare membri attivi della società e ci permette di stimolare la crescita economica e di costruire comunità inclusive ed eque. La relazione dimostra anche che dobbiamo aumentare i finanziamenti a favore del programma nel prossimo periodo finanziario. Abbiamo l’ambizione di creare uno spazio europeo dell’istruzione, e in questo quadro vogliamo aumentare la mobilità a fini di apprendimento, in particolare fra gli studenti della secondaria e dell’istruzione e della formazione professionali e tra i giovani, fornendo loro le competenze necessarie in una società mobile e sempre più digitale. Dobbiamo inoltre rendere il programma che succederà all’Erasmus+ ancora più inclusivo, raggiungendo gli studenti più vulnerabili e le organizzazioni più piccole.”(foto: giovani)

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La Commissione europea pubblica orientamenti sulle nuove norme in materia di protezione dei dati

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 gennaio 2018

european commissionA poco più di 100 giorni dalla data di applicazione della nuova normativa, il documento illustra quali sono i provvedimenti che la Commissione europea, le autorità nazionali di protezione dei dati e le amministrazioni nazionali devono ancora adottare in vista di una completa preparazione.
Il nuovo regolamento prevede un’unica serie di norme direttamente applicabili in tutti gli Stati membri, ma saranno necessari ancora notevoli adeguamenti per determinati aspetti, come la modifica delle leggi esistenti da parte degli Stati membri o l’istituzione del Comitato europeo per la protezione dei dati da parte delle autorità di protezione dei dati. Gli orientamenti ricordano le principali innovazioni e le opportunità offerte dalle nuove norme, fanno il punto dei lavori preparatori già intrapresi e indicano quali misure la Commissione europea, le autorità nazionali di protezione dei dati e le amministrazioni nazionali dovrebbero ancora intraprendere.La Commissione esorta i governi degli Stati membri dell’UE e le autorità di protezione dei dati a tenersi pronti e a fornire il loro sostegno. Il lavoro preparatorio progredisce a ritmi diversi nei vari Stati membri; ad oggi, solo due hanno già adottato la normativa nazionale pertinente. Gli Stati membri dovrebbero accelerare l’adozione della legislazione nazionale e fare in modo che queste misure siano conformi al regolamento. Essi dovrebbero anche dotare le autorità nazionali delle necessarie risorse finanziarie e umane al fine di garantirne l’indipendenza e l’efficienza.La Commissione intende destinare 1,7 milioni di euro al finanziamento delle autorità di protezione dei dati e alla formazione dei professionisti in materia di protezione dei dati. Altri 2 milioni di euro sono disponibili per sostenere le autorità nazionali nell’opera di sensibilizzazione rivolta alle imprese, in particolare alle PMI.
Il regolamento generale sulla protezione dei dati consente la libera circolazione dei dati nel mercato unico digitale. Esso proteggerà meglio la vita privata dei cittadini europei e rafforzerà la fiducia dei consumatori e la loro sicurezza, creando nel contempo nuove opportunità per le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni.Gli orientamenti ricordano gli elementi principali delle nuove norme in materia di protezione dei dati:
un’unica serie di norme in tutto il continente, per garantire la certezza giuridica per le imprese e lo stesso livello di protezione dei dati in tutta l’UE per i cittadini;
applicazione delle stesse norme a tutte le imprese che offrono servizi nell’UE, anche se aventi la propria sede al di fuori dell’UE;
diritti nuovi e più forti per i cittadini: il diritto all’informazione, il diritto di accesso e il diritto all’oblio sono rafforzati. Il nuovo diritto alla portabilità dei dati consente ai cittadini di trasferire i propri dati da un’impresa all’altra. Ciò offrirà alle imprese nuove opportunità commerciali;
maggiore protezione contro le violazioni dei dati: le imprese sono tenute a notificare entro 72 ore all’autorità di protezione dei dati le violazioni dei dati che mettono a rischio le persone;
norme rigorose e multe dissuasive: tutte le autorità di protezione dei dati avranno il potere di infliggere multe fino a un massimo di 20 milioni di euro o, nel caso di un’impresa, fino al 4% del fatturato annuo a livello mondiale.
Da oggi al 25 maggio la Commissione continuerà a sostenere attivamente gli Stati membri, le autorità di protezione dei dati e le imprese per aiutarli a prepararsi all’attuazione della riforma. A partire da maggio 2018, essa monitorerà le modalità di applicazione delle nuove norme da parte degli Stati membri e prenderà gli eventuali provvedimenti necessari. Un anno dopo l’entrata in vigore del regolamento (2019), la Commissione organizzerà un evento per fare un bilancio delle esperienze dei diversi portatori di interessi in merito all’attuazione del regolamento. I dati raccolti confluiranno nella relazione sulla valutazione e sul riesame del regolamento, che la Commissione dovrà presentare entro maggio 2020.

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Commissione europea: Priorità istituzionali per il 2018

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 gennaio 2018

european commissionNella prima riunione del 2018 il Collegio dei Commissari ha discusso le priorità istituzionali per quest’anno, un anno in cui realizzare la riforma dell’Unione economica e monetaria, garantire la sicurezza delle frontiere dell’UE, rivedere il sistema di asilo dell’UE, ripristinare Schengen, completare il Mercato unico digitale e avvicinare i Balcani occidentali all’Unione. Degli 89 fascicoli prioritari in lavorazione, 29 sono già stati chiusi e il Collegio ha discusso le modalità per garantire che gli altri siano finalizzati prima di maggio 2019.
Nel dibattito orientativo si sono anche passate in rassegna le principali nuove proposte previste per il 2018, che integreranno la tabella di marcia per un’Unione più unita, più forte e più democratica. La Commissione si concentrerà sull’equità, garantendo che l’Europa sia in grado di rispondere in modo più rapido e incisivo, utilizzando al massimo i trattati, e che sia all’avanguardia nel cogliere le nuove opportunità e nel fronteggiare le nuove sfide. L’approccio della Commissione sarà però anche equilibrato, e proprio per questo lo scorso 14 novembre il Presidente Juncker ha istituito una nuova task force per la sussidiarietà, la proporzionalità e “per fare meno in modo più efficiente”, per dar seguito al Libro bianco sul futuro dell’Europa e al discorso sullo stato dell’Unione. Il Primo Vicepresidente Timmermans ha informato il Collegio sullo stato di avanzamento dei lavori. La task force sarà composta da membri del Parlamento europeo e del Comitato delle regioni e da parlamentari nazionali e formulerà raccomandazioni sul modo migliore per applicare i principi di sussidiarietà e proporzionalità, individuando i settori per i quali la competenza potrebbe essere nuovamente delegata o ritornare in via definitiva agli Stati membri, nonché modalità per coinvolgere maggiormente gli enti locali e regionali nella definizione e nell’attuazione delle politiche dell’UE.

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È ora di mandare in pensione governo, Cgil, Cisl, Uil e Unione Europea

Posted by fidest press agency su sabato, 25 novembre 2017

european commissionPuntuale come nel 2011 è arrivata la lettera della Commissione Europea che lancia l’allarme per i conti pubblici e raccomanda di non toccare la riforma Fornero minacciando una procedura di infrazione per la primavera. A differenza del 2011 il tono è più gentile, ma il contenuto è sempre lo stesso: distruggere lo stato sociale a cominciare da pensioni e sanità. Il tono è più gentile per le problematiche interne all’UE in fase di precrisi e perché il governo si sostituisce alla troika. La strategia rincorre nella sostanza il modello greco. Il governo fa l’illusionista e autoproduce un documento sostitutivo dell’accordo sindacale che, obiettivamente, si potrebbe definire patetico se non riguardasse milioni di lavoratori. CGIL CISL UIL recitano la parte dei sudditi regalandoci una varietà di atteggiamenti: Cisl consenziente, Uil titubante, Cgil barricadera dimenticando che contro la legge Fornero hanno indetto 3 ore di sciopero e che il governo ha fatto carta straccia del tanto sbandierato accordo di un anno fa. Viene il sospetto che la lettera sia stata concordata in modo da togliere le castagne dal fuoco al governo. Intanto i nostri oracoli si sbracciano per immobilizzare ogni possibile mini ritocco, perché di questo stiamo parlando. Boeri, ministro aggiunto al governo, prevede l’apocalisse, Cottarelli che casualmente ha lasciato il FMI (ma lo lasciano mai davvero?) con il suo osservatorio sulla spesa pubblica demolisce ogni impegno di spesa sociale (è una componente della spesa pubblica) come se il salvataggio delle banche o gli incentivi alle imprese non fossero spesa pubblica.
Ma quali sono i contenuti della proposta di ritocco? Esenzione dall’allungamento della età di pensionamento di alcuni lavori gravosi, una ritoccatina alla pensione delle donne e soprattutto le agevolazioni per i fondi integrativi per i dipendenti pubblici.
Il meccanismo dell’aspettativa di vita è veramente il modo più subdolo per innalzare l’età pensionabile all’infinito ed arrivare alla inconfessata soglia dei 70 anni. La modifica di tale meccanismo rischia di essere ulteriormente peggiorata per un nuovo calcolo biennale anziché triennale, significa che anziché ogni tre anni, l’età pensionabile aumenterà ogni due. Sono esentati dall’attuale incremento di 5 mesi i lavoratori che fanno attività usuranti aggiungendone alle 11 già previste altre 4 per una platea di 16 mila lavoratori secondo il governo. Di fronte a milioni di lavoratori è un gran successo. Se poi vediamo i requisiti per la pensione dei lavoratori usuranti nel 2017 è di 35 anni di contributi ed un’età anagrafica di 61 anni con un’attività usurante svolta per almeno 7 anni negli ultimi dieci, prevedendo per il 2018 lo svolgimento delle mansioni usuranti per la metà almeno della vita lavorativa. Il ritocco per il 2019 consente di usufruire di uno sconto di 5 mesi sui 67 anni per le pensioni di vecchiaia, di fatto non si ha una riduzione dell’età pensionabile che corrisponderebbe ad una riduzione di esposizione ai rischi di una attività gravosa, ma si rimane sui criteri attuali. Una vera e propria beffa.
Ci sono poi ritocchini per l’ape sociale con i soldi risparmiati e diventa di fatto un altro sgravio alle imprese. Ulteriore ritocchino per le donne per le quali con i soldi risparmiati si concede uno sgravio di età pensionabile di un anno per ogni figlio anziché sei mesi ma con il tetto di due anni.
Ma il vero piatto forte per CGIL CISL UIL sono le agevolazioni fiscali per i fondi integrativi pubblici adeguando al privato il prelievo fiscale. Questo accompagnato alla reintroduzione del silenzio assenso come meccanismo di esproprio del tfs. Una modalità che sostituisce la possibilità di scelta con la necessità di rifiuto di un’imposizione di fatto.
Che fine hanno fatto l’assegno di garanzia per i giovani, il riconoscimento del lavoro di cura e così via? Una debacle sindacale che rivela il vero ruolo di comprimari di CGIL CISL UIL. La mobilitazione della CGIL ha carattere strumentale e si limita a riproporre come un mantra le sue proposte che non affrontano il problema nella sua essenza. Non esistono proposte correttive se si accettano le compatibilità finanziarie imposte da UE e governo, il problema è strutturale e impone un processo di redistribuzione della ricchezza sociale prodotta. Se si accetta di subordinare gli interessi di lavoratori, giovani, pensionati alle direttive europee e alle scelte liberiste del governo non esistono soluzioni al problema sociale della previdenza. Questo vale per lo stato sociale tutto e per i servizi che esso eroga, ma vale per i contratti dei lavoratori e per le nefandezze del mercato del lavoro che ormai viaggia su direttrici neoschiavistiche. Senza incremento dei salari, dei posti di lavoro, dei servizi e degli investimenti non solo produttivi, ma anche nello stato sociale, non è possibile ridistribuire ricchezza e dignità alle persone. Tutto questo è possibile invertendo le politiche neoliberiste e rompendo la gabbia dell’UE che rastrella la ricchezza sociale in sostegno a multinazionali e banche. Rifiutando iniziative spot come quelle della CGIL, riteniamo indispensabile costruire una campagna di demistificazione delle politiche previdenziali di governo e cgil cisl uil in difesa dei diritti universali come pensione, sanità, scuola, servizi territoriali, casa.

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