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UE, la Commissione si pronuncia sui Diritti dei Consumatori e propone una class action all’europea

Posted by fidest press agency su domenica, 15 aprile 2018

Il modello di azione giudiziaria proposto da Bruxelles affida un ruolo chiave alle Associazioni dei consumatori e prevede l’introduzione di un’azione di classe europea, avviabile solo da un’Associazione di consumatori, per chiedere un risarcimento, come anche una compensazione, una sostituzione o una riparazione, per conto di un gruppo di consumatori che sono stati danneggiati da una pratica commerciale illegale.Un passo avanti verso il ricorso collettivo, la nuova proposta di modifica della legislazione comunitaria avanzata dal commissario per la Giustizia, Vera Jourova. “Introdurremo un diritto di ricorso collettivo europeo per i gruppi di consumatori che hanno subito un danno, con adeguate garanzie per evitare gli abusi”.La proposta viene definita un “new deal” per i consumatori, in direzione di una norma che assicuri la riduzione delle disparità tra imprese e cittadini. E’ da tempo che CODICI attende che in Europa venga stabilita una norma sulla class-action.La Commissione europea prova a compiere il grande passo con le proposte di modifica delle direttive sui diritti e la tutela del consumatori in senso più ampio per i cittadini Ue. La principale modifica alle regole esistenti che l’esecutivo comunitario chiede agli Stati membri, che dovranno ora esprimersi su queste proposte, è la creazione di un quadro europeo per le azioni collettive.L’esecutivo comunitario vuole rendere possibile, “per un soggetto riconosciuto” quale ad esempio un’organizzazione dei consumatori o un’associazione senza fini di lucro, presentare ricorso a nome e per conto di un gruppo di consumatori che sono stati lesi da pratiche commerciali illecite. Una pratica che esiste già in alcuni Stati membri, ma non in tutti.Si vuole quindi europeizzare l’istituto della class-action e CODICI, che da anni si batte a difesa della tutela dei diritti dei consumatori e ha presentato anche in Senato la richiesta di una norma organica in materia, non può che appoggiare questa decisione. La proposta della Commissione europea potrebbe ridelineare i tratti della battaglia a difesa dei consumatori. Arrivare ad avere una class-action europea comporterebbe un radicale cambiamento.
In casi come quello scandaloso del Dieselgate, responsabile della morte di 35 mila persone, le vittime di pratiche commerciali sleali, come la pubblicità ingannevole da parte di costruttori di automobili non conformi al quadro normativo dell’UE per l’omologazione dei veicoli o alla legislazione ambientale, potranno ottenere riparazione collettivamente attraverso un’azione rappresentativa ai sensi della nuova direttiva.Nello specifico si intende aggiornare la direttiva del Consiglio concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, la direttiva relativa alla protezione dei consumatori in materia di indicazione dei prezzi dei prodotti offerti ai consumatori, la direttiva relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno e la direttiva sui diritti dei consumatori.Tra le più importanti novità, c’è l’aggiornamento delle norme del web. Nel settore e-commerce i consumatori dovranno essere informati in modo chiaro se l’acquisto deriva da un professionista o da un privato, in tal modo saranno consapevoli di potersi avvalere dei diritti che li proteggono in caso di problemi. Oltre a questo, la novità sarà che i diritti di informazione e recesso già previsti in caso di pagamento per servizi on-line, si estenderà ai servizi di archiviazione su cloud, social media o posta elettronica. (fonte: http://www.codici.org)

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Conti pubblici: Brunetta, ogni giorno arriva nuovo rimprovero da Commissione Ue

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 novembre 2017

ministero-finanzeDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Ormai non passa giorno senza che dall’Europa non arrivi un rimprovero al Governo Gentiloni e al suo ministro dell’economia Padoan su come i due gestiscono (malissimo) i conti pubblici italiani.Gli ultimi sono chiari inviti all’Italia da parte della Commissione Europea ad effettuare una manovra correttiva sui conti pubblici entro il prossimo maggio. Intervento che, in un primo momento, era stato quantificato in 3,5 miliardi ma che, con l’andare del tempo, è lievitato ad oltre 5 miliardi, in quanto la Commissione ha stimato che per raggiungere gli obiettivi concordati con Bruxelles all’Italia mancano 1,7 miliardi per il 2017 e 3,5 per il 2018.Da qui, l’invito dei funzionari europei a prendere tutte le misure necessarie per poter rispettare le regole del Patto di Stabilità e Crescita, con una correzione che vale almeno lo 0,3% del Pil. Questo l’inappellabile giudizio dell’Europa sulla Legge di Bilancio 2018, attualmente in discussione in Parlamento.Il problema è che i disastri lasciati dall’attuale Governo dovranno essere riparati dal prossimo. L’eredità che i governi di centro-sinistra lasciano in dote al futuro esecutivo è, quindi, pesantissima.
Una irresponsabilità aggravata dalle continue bugie raccontate agli italiani dal duo Padoan-Gentiloni, che hanno fatto sempre credere che il deficit e il debito fossero assolutamente sotto controllo. Invece, se gli interventi correttivi non verranno fatti la prossima primavera, è quasi certo che l’Italia verrà commissariata dalle autorità europee, con conseguente perdita di ogni sovranità nell’effettuare scelte politiche ed economiche.Ieri, un’altra stoccata al governo Gentiloni era arrivata dal vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombroskis, che ha dichiarato senza mezze misure che “il debito dell’Italia è fonte di instabilità e un grande costo per l’economia italiana” e ha fatto capire come le circostanze estremamente favorevoli di cui gli ultimi governi di centro-sinistra hanno goduto durante la loro permanenza al potere, in primis quella dei bassissimi tassi di interesse fissati dalla Banca Centrale Europea, potrebbero presto finire, e che la somma di un cambiamento della politica monetaria in ottica restrittiva e di un ritorno dell’inflazione potrebbe essere causa di instabilità per il paese.
Da qui, l’ennesimo suggerimento al governo Gentiloni di muoversi a fare le riforme richieste e a ridurre l’enorme stock di debito pubblico, prima che il costo del denaro torni a salire. Il Commissario Dombroskis ha anche ricordato come la crescita italiana sia inferiore alla media degli altri paesi europei, mentre la disoccupazione si attesta su livelli più alti della media.L’ennesimo rimprovero di Bruxelles è arrivato appena dopo che il presidente del consiglio Gentiloni e il ministro Padoan si sono lanciati, ancora una volta, in dichiarazioni trionfali sullo stato dell’economia italiana.Solo pochi giorni fa, lo ricordiamo, l’altro vice-presidente della Commissione, Jyrki Katainen, aveva invitato il governo a dire la verità agli italiani sullo stato dei conti pubblici. Un suggerimento che non è purtroppo servito a nulla, visto la coppia Gentiloni-Padoan ha subito dopo ricominciato a raccontare le solite bufale”.

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