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Il Parlamento europeo avvia un procedimento legale contro la Commissione sul meccanismo dello stato di diritto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 ottobre 2021

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. Il Presidente David Sassoli ha chiesto oggi al servizio giuridico del Parlamento europeo di intentare una causa contro la Commissione europea per la mancata applicazione del Regolamento sulla Condizionalità dello Stato di Diritto. Il Regolamento, che è stato adottato lo scorso dicembre, permette all’UE di sospendere i pagamenti provenienti dal bilancio comunitario agli Stati membri in cui lo stato di diritto è minacciato.La lettera del Presidente al servizio giuridico del Parlamento arriva dopo il voto che si è tenuto nella Commissione Affari Giuridici del Parlamento e che ha suggerito di portare la causa davanti alla Corte di Giustizia. Durante la Conferenza dei Presidenti di oggi, la maggioranza dei capigruppo politici ha sostenuto la proposta.Nella lettera si chiarisce che se la Commissione adotterà le misure necessarie, il Parlamento ritirerà la procedura legale.A conclusione dell’incontro, il Presidente Sassoli ha affermato:“Gli Stati dell’UE che violano lo stato di diritto non dovrebbero ricevere i fondi comunitari. L’anno scorso il Parlamento ha lottato duramente per la creazione di un meccanismo che garantisca questo principio. Tuttavia, finora la Commissione europea è stata riluttante a metterlo in pratica”.“L’Unione europea è una comunità fondata sui principi della democrazia e dello stato di diritto. Se questi sono minacciati in uno stato membro, l’UE deve agire per proteggerli. Ho quindi chiesto ai nostri servizi legali di preparare una causa contro la Commissione per garantire che le regole dell’UE siano applicate correttamente”.

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La Commissione pubblica uno studio relativo all’impatto del software “open source” sull’economia europea

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 settembre 2021

Bruxelles. La Commissione ha pubblicato i risultati di uno studio che analizza l’impatto economico del software e dell’hardware “open source” sull’economia europea. Si stima che nel 2018 le imprese con sede nell’UE abbiano investito circa 1 miliardo di € in software “open source”, con un impatto positivo sull’economia europea compreso tra 65 e 95 miliardi di €. Lo studio prevede che un aumento del 10 % dei contributi al software “open source” genererebbe ogni anno un aumento del PIL compreso tra lo 0,4 % e lo 0,6 % e permetterebbe la nascita di oltre 600 nuove start-up nel settore delle TIC nell’UE. Gli studi di casi rivelano che, acquistando software con codice sorgente aperto anziché software proprietario, il settore pubblico potrebbe ridurre il costo totale della proprietà, evitare effetti di dipendenza dal fornitore (“vendor lock-in”) e di conseguenza rafforzare la propria autonomia digitale. Lo studio formula una serie di raccomandazioni specifiche di politica pubblica per fare sì che il settore pubblico diventi autonomo sotto il profilo digitale, la ricerca e l’innovazione abbiano carattere aperto e favoriscano la crescita europea e l’industria sia digitalizzata e competitiva a livello interno. A lungo termine, i risultati dello studio potrebbero essere utilizzati per rafforzare la dimensione “open source” nello sviluppo di future politiche in materia di software e hardware per l’industria dell’UE. Maggiori informazioni sullo studio sono disponibili qui. Inoltre, dal ottobre 2020 la Commissione dispone di una propria nuova strategia per il software “open source” 2020-2023, che incoraggia e sfrutta ulteriormente il potenziale trasformativo, innovativo e collaborativo dell’open source, al fine di conseguire gli obiettivi della strategia digitale globale della Commissione e contribuire al programma Europa digitale. La strategia della Commissione pone un accento particolare sulla condivisione e sul riutilizzo di soluzioni, conoscenze e competenze in materia di software, nonché sull’aumento dell’uso dell’open source nelle tecnologie dell’informazione e in altri settori strategici.

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La commissione sugli assalti al Campidoglio spaventa i repubblicani

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2021

By Domenico Maceri. “Prego ancora che continuiamo ad avere 10 solidi patrioti”. Così Joe Manchin, senatore democratico del West Virginia, il quale spera di potere contare su 60 senatori (50 democratici e 10 patrioti repubblicani) per approvare la legge sulla Commissione che indaghi gli assalti al Campidoglio del 6 gennaio scorso. Come si sa, le leggi al Senato sono soggette al filibuster, la regola che dà alla minoranza di 40 senatori il potere di bloccare la votazione sui disegni di legge. Si tratta di una regola antidemocratica che mira a proteggere misure potenzialmente esagerate dal divenire leggi. In realtà, il filibuster è stato abusato per fermare leggi importanti, specialmente nell’area di giustizia sociale. La legge sulla Commissione del 6 gennaio è stata già approvata dalla Camera recentemente in maniera leggermente bipartisan con 35 voti repubblicani schierati coi democratici (252 sì, 175 no). Spicca fra i voti negativi quello di Greg Pence, parlamentare dell’Indiana e fratello di Mike Pence, ex vicepresidente, il quale era stato una delle potenziali vittime degli assalti. Le grida di “Impicchiamo Pence” furono lanciate da alcuni assalitori del Campidoglio e l’allora vicepresidente fu salvato dalle sue guardie del corpo.La politica per Greg Pence è più importante della famiglia. Ma non solo per lui. La Commissione per fare chiarezza sulle ragioni degli assalti al Campidoglio spaventa i repubblicani i quali vogliono dimenticare gli eventi poiché si sa che buona parte delle responsabilità per gli assalti ricadono su Donald Trump. L’ex presidente rimane tuttora leader e quasi padrone incontestato del Partito Repubblicano nonostante le recenti sconfitte del Gop. Al livello federale i repubblicani hanno perso la Casa Bianca e sono in minoranza nelle due Camere legislative. Da parte loro, i democratici vedono la Commissione come totalmente legittima anche se con ogni probabilità ci guadagnerebbero per le elezioni del 2022. Ci guadagnerebbe anche il Paese vista la fragilità della democrazia il 6 gennaio.La legge sulla Commissione è stata negoziata da rappresentanti democratici e repubblicani alla Camera. John Katko, il rappresentante repubblicano, parlamentare di New York, nominato dal leader Kevin McCarthy, ha detto di sentirsi tradito da suo capo. Katko è uno dei 35 repubblicani che ha votato per l’approvazione della Commissione la quale includerebbe 5 individui nominati da democratici e 5 da repubblicani. Il presidente sarebbe scelto da Nancy Pelosi, speaker della Camera, e il vice sarebbe nominato da McCarthy e Mitch McConnell, leader della minoranza al Senato. Si tratta di un accordo molto simile a quello della Commissione sugli attacchi terroristici venuti dall’esterno l’undici settembre 2001. Dopo le sue indagini il gruppo redasse un rapporto convincente che condusse a un riordinamento della sicurezza nazionale.Questa volta però gli attacchi sono venuti dall’interno e il Partito Repubblicano è in grande misura responsabile. Quindi ci vuole patriottismo, come ha detto Manchin, per convincere i repubblicani a investigare e alla fine raccomandare misure che rafforzino il sistema democratico americano. Non sorprende dunque la riluttanza della leadership repubblicana. McCarthy e McConnell si sono dichiarati contrari anche se subito dopo il sei gennaio ambedue avevano addossato la colpa per gli attacchi all’allora presidente Trump.Nonostante i cinque morti e centinaia di feriti e 400 arresti i repubblicani hanno cambiato la narrativa, cercando di addossare la colpa degli assalti al gruppo dei Black Lives Matter e altri gruppi di sinistra. Alcuni hanno persino indicato che non si tratta di nulla di serio. Se McCarthy e McConnell hanno cambiato idea, però, lo si capisce solo in chiave politica ma anche a livello personale. La Commissione indipendente avrebbe il potere di chiamare a testimoniare sotto giuramento parecchi parlamentari repubblicani, incluso persino McCarthy. Il leader della minoranza repubblicana avrebbe telefonato a Trump durante gli assalti pregandolo di fermare gli attacchi già in corso al Campidoglio. Secondo la parlamentare Jaime Herrera Beutler, terzo distretto, Washington, la conversazione fra i due sarebbe stata accesa e Trump avrebbe detto che “gli assaltatori si preoccupano più dell’elezione” di McCarthy.Non c’è dubbio che McCarthy vorrebbe evitare di essere chiamato a testimoniare ma il pericolo per il suo partito verte però sulle conseguenze politiche. Le eventuali testimonianze e sequenze televisive delle procedure metterebbero in cattiva luce il suo partito erodendo le buone possibilità di vittorie nell’elezione di midterm del 2022.L’incapacità di trovare il coraggio di affrontare gli eventi del 6 gennaio continua a dimostrare che quando c’è da scegliere fra il partito e il Paese la maggior parte dei repubblicani opta per la strada che li conduce a mantenere il potere. In buona parte ciò si deve alla paura causata da Trump sui suoi “nemici”. Ne sa qualcosa Liz Cheney, fino a qualche settimana fa, numero 3 nella leadership repubblicana alla Camera, ma fatta fuori per le sue dichiarazioni anti-Trump. La Cheney ha anche spiegato che molti altri repubblicani avrebbero votato per l’impeachment a Trump all’inizio del 2021 eccetto per il clima di paura imposto da Trump al suo partito. Cheney, in un’intervista televisiva, ha dichiarato che alcuni parlamentari le hanno confessato di “temere per la loro vita” a causa dei feroci potenziali attacchi da parte di sostenitori dell’ex presidente. La realtà alternativa di essere il legittimo presidente è continuata da Trump ed è creduta da una maggioranza di elettori repubblicani. L’insistenza di Trump sulla “big lie” (la grande menzogna) dell’elezione rubata, continua a dominare l’ambiente politico dei repubblicani. In effetti, il tentativo di dimenticare gli eventi del 6 gennaio, fa parte della strategia di continuare a contestare qualunque risultato elettorale futuro. Trump e la stragrande maggioranza del Partito Repubblicano hanno abbracciato il concetto che la realtà non è affatto obiettiva ma si può creare, a seconda dei propri desideri. Ci vuole coraggio per combattere Trump e quelli come Cheney sono pochissimi.La strategia di un partito perdente è sempre di cambiare la piattaforma per conquistarsi altri elettori. I repubblicani non lo stanno facendo e continuano a rifugiarsi dietro di Trump. Sembra però che il controllo dell’ex presidente sia in calo. Ce lo conferma un sondaggio condotto dalla Nbc e Wall Street Journal secondo cui il numero dei fedeli nella base di Trump è sceso dal 94 al 75 percento. Una Commissione approvata dal Senato con udienze e testimoni eroderebbe le chance dei repubblicani, non solo di Trump, ma anche sulle possibilità della loro conquista di maggioranza alle camere legislative. Da aggiungere anche che i più recenti sondaggi sorridono a Biden. Il 62 percento degli americani lo vede in termini positivi fino a questo mese. Da comparare che Trump nel mese di maggio del 2017 riceveva solo il 45 percento di gradimento.L’approvazione della Commissione al Senato sembra essere in salita anche se una mezza dozzina di repubblicani ha suggerito il suo supporto. McConnell, secondo Politico, un giornale online, avrebbe detto ai suoi colleghi di opporsi alla formazione della commissione perché “danneggerebbe il messaggio politico del partito” alle prossime elezioni. Manchin, reagendo con delusione a queste affermazioni, ha dichiarato che questa situazione richiede di mettere “il Paese prima della politica”. Sarà questa la situazione a convincerlo che il filibuster meriti l’eliminazione? Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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La Commissione eroga 14,1 miliardi di € a 12 Stati membri nell’ambito di SURE

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 Maggio 2021

La Commissione europea ha erogato oggi 14,137 miliardi di € a 12 Stati membri dell’UE nella settima tranche di sostegno finanziario a titolo dello strumento SURE. Nell’ambito delle operazioni odierne, il Belgio ha ricevuto 2 miliardi di €, la Bulgaria 511 milioni di €, Cipro 124 milioni di €, la Grecia 2,54 miliardi di €, la Spagna 3,37 miliardi di €, l’Italia 751 milioni di €, la Lituania 355 milioni di €, la Lettonia 113 milioni di €, Malta 177 milioni di €, la Polonia 1,56 miliardi di €, il Portogallo 2,41 miliardi di € e l’Estonia 230 milioni di €. È la prima volta che la Bulgaria e l’Estonia ricevono finanziamenti nell’ambito di questo strumento. Gli altri dieci paesi dell’UE hanno già beneficiato di prestiti nel quadro di SURE.I prestiti SURE aiuteranno gli Stati membri ad affrontare aumenti repentini della spesa pubblica per il mantenimento dell’occupazione a seguito della pandemia di coronavirus. Nello specifico, li aiuteranno a coprire i costi direttamente connessi al finanziamento dei regimi nazionali di riduzione dell’orario lavorativo e di altre misure analoghe, anche rivolte ai lavoratori autonomi, introdotte in risposta alla pandemia di coronavirus. Le erogazioni odierne sono state precedute dalla settima emissione di obbligazioni sociali nell’ambito dello strumento SURE dell’UE, che nei giorni scorsi ha riscontrato un notevole interesse da parte degli investitori sullo sfondo delle difficili condizioni del mercato.Con questa erogazione nell’ambito di SURE l’UE ha messo a disposizione quasi 90 miliardi di € sotto forma di prestiti back-to-back. Tutti gli Stati membri dell’UE che hanno chiesto di beneficiare del regime hanno ricevuto una parte o la totalità dell’importo richiesto. Una panoramica degli importi erogati finora è disponibile online, così come gli importi totali per Stato membro. Complessivamente 19 Stati membri dell’UE riceveranno un sostegno finanziario totale pari a 94,3 miliardi di € nell’ambito di SURE, previa approvazione del Consiglio dell’Unione europea sulla base di una proposta della Commissione. I paesi possono ancora presentare richieste di sostegno finanziario nell’ambito di SURE, la cui dotazione complessiva arriva fino a 100 miliardi di euro.

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Il caso Moro e la proposta di una commissione d’inchiesta

Posted by fidest press agency su martedì, 11 Maggio 2021

“Bisogna fare luce sui fatti insoluti collegati allo scenario internazionale, come il caso Moro, occorsi nel secondo dopoguerra italiano. Per far luce anche sulla vicenda Moro è necessario costituire una Commissione d’inchiesta monocamerale o bicamerale in base alle indicazioni parlamentari, come abbiamo richiesto. Così da scoprire la verità, e non una verità. Lo dobbiamo alle vittime e ai famigliari. Moro nelle sue lettere di fine aprile, poco prima della barbara uccisione, dimostra l’esistenza del Lodo Moro, che era la via per fare lo scambio di prigionieri e liberarlo. Ne chiese l’attivazione come in passato per altri scambi di terroristi: chi non volle attuarlo? Per questo si rivolge a Piccoli, agli altri maggiori esponenti della DC e a Giovannone – che poteva vantare rapporti con i palestinesi – e ne invoca l’attivazione per fare lo scambio. Rimane la nuda realtà dei fatti che vedono le Brigate Rosse comuniste combattenti essere gli autori materiali del sequestro e dell’uccisione, con alla presenza, accertata, dei terroristi tedeschi della RAF ma nello scenario dei rapporti e delle relazioni internazionali tra terrorismo brigatista, palestinese e delle altre formazioni terroristiche europee dei Paesi dell’Est.” Così il fondatore dell’Intergruppo parlamentare “La verità oltre il segreto”, deputato Federico Mollicone.

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La Commissione europea fa marcia indietro e apre la porta ai nuovi OGM

Posted by fidest press agency su martedì, 4 Maggio 2021

Slow Food è seriamente preoccupata dalle conclusioni dello studio commissionato alla Commissione europea sulle “nuove tecniche genomiche” (NGT), che di fatto apre le porte alla deregolamentazione di nuovi OGM, ignorando il principio di precauzione.«Con il Green Deal e la strategia Farm to Fork, la Commissione europea si è impegnata ad accelerare la transizione verso un sistema alimentare veramente sostenibile. Proponendo adesso di rivedere le regole in materia di OGM, la Commissione decide di non investire in sistemi agroecologici che portano benefici agli agricoltori, alle comunità locali e all’ambiente», afferma Marta Messa, direttore di Slow Food Europa. Ancora una volta, quindi, vediamo prevalere gli interessi dell’agroindustria a discapito di un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e della libertà dei contadini di piccola scala di decidere in materia di sementi. Nel 2018, la Corte di giustizia europea aveva stabilito che l’esclusione dei nuovi OGM dalla direttiva Ue sugli OGM “comprometterebbe l’obiettivo di protezione perseguito dalla direttiva e non rispetterebbe il principio di precauzione che essa cerca di attuare”. La Commissione europea sta ora pericolosamente contestando la sentenza. Se i nuovi OGM non saranno sottoposti a test di sicurezza, si determinerà un vuoto nella tracciabilità ed etichettatura, e questa è una notizia preoccupante per i cittadini europei, che potrebbero ritrovarsi nel piatto i nuovi OGM senza informazioni in etichetta e senza esercitare il proprio diritto a scegliere, e per gli agricoltori e gli allevatori, per i quali garantire nuovi alimenti senza OGM diventerà sempre più difficile e costoso.I nuovi OGM potrebbero essere potenzialmente dannosi per l’ambiente e la sovranità alimentare dei piccoli agricoltori. Senza una regolamentazione rigorosa potrebbero verificarsi gravi danni agli ecosistemi e alla biodiversità, poiché non si potrebbero prendere misure contro la diffusione incontrollata di nuovi organismi OGM nell’ambiente. L’agricoltura e la produzione alimentare che si basano su fonti prive di OGM non potrebbero più essere protette. La tecnologia dell’ingegneria genetica si è evoluta dall’introduzione delle prime colture geneticamente modificate (GM) più di 20 anni fa. È emerso un insieme di nuove tecniche GM che gli scienziati chiamano collettivamente “editing genetico”. Il gene editing permette agli ingegneri genetici di modificare i geni esistenti piuttosto che aggiungere geni da altre specie. Queste nuove tecnologie sono anche chiamate “new breeding techniques” dall’industria agro biotecnologica, “innovative tecniche genomiche” dal Consiglio dell’Ue o “nuove tecniche genomiche” dalla Commissione europea. Slow Food chiama queste nuove tecniche di ingegneria genetica “nuovi OGM” poiché, secondo la sentenza della Corte di giustizia europea, si tratta legalmente e tecnicamente di tecniche di modificazione genetica, e quindi presentano gli stessi rischi.Nel 2018, la Corte di giustizia europea (CGUE) ha stabilito che i nuovi OGM devono essere regolamentati come OGM secondo i regolamenti dell’Ue, quindi seguendo il principio di precauzione. La sentenza della Corte di giustizia europea significa che la nuova generazione di colture e semi GM deve passare attraverso controlli di sicurezza, un processo di autorizzazione ed essere etichettata prima di essere immessa sul mercato, per garantire agli agricoltori, ai produttori di cibo e ai consumatori il diritto di sapere se un prodotto alimentare contiene organismi GM o meno. L’Ue deve attuare pienamente la sentenza della Corte di giustizia europea del 2018 e garantire che i nuovi OGM siano soggetti ai controlli di sicurezza di base e ai requisiti di autorizzazione. Il 30 marzo 2021 è stata inviata una lettera al vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans nella quale si mette in guardia dai rischi della deregolamentazione dei nuovi OGM. Lo studio della Commissione conclude che è necessaria una nuova politica che regoli i nuovi OGM. Questo è profondamente preoccupante in quanto implica che la Commissione sta cercando di indebolire i principi che attualmente regolano gli OGM e l’editing genetico. Il commissario Stella Kyriakides, capo del dipartimento Salute dell’Ue, afferma che “le nuove tecniche genomiche possono promuovere la sostenibilità della produzione agricola, in linea con gli obiettivi della nostra strategia Farm to Fork”.

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Scuola: la Commissione presenta un kit pedagogico per aiutare gli studenti a individuare e combattere la disinformazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2021

La Commissione europea lancia un kit di strumenti ad uso degli insegnanti delle scuole secondarie per aiutare i loro studenti a individuare e combattere la disinformazione. Il kit – disponibile in tutte le lingue dell’UE – mira a sensibilizzare i giovani in merito al fenomeno della disinformazione e alle trappole che tende ai ragazzi, spiegando loro come proteggersene e offrendo l’opportunità di studiare il fenomeno sulla base di esempi concreti. Lo strumento contiene una presentazione personalizzabile e un opuscolo esplicativo con una guida ad uso dei docenti per strutturare una o più lezioni e una serie di risorse supplementari. Věra Jourová, Vicepresidente responsabile per i Valori e la trasparenza, ha dichiarato: “La disinformazione è e rimarrà una minaccia per le nostre società democratiche. Sono convinta che grazie a questo strumento gli insegnanti saranno meglio attrezzati per aiutare i loro studenti a individuare e reagire adeguatamente alla disinformazione, contribuendo alla creazione di una società più resiliente a questo tipo di minacce.” Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha aggiunto: “Iniziative come questa integrano il nostro approccio olistico alla lotta alla disinformazione. Puntiamo a ridurre l’impatto della disinformazione online sulla società, e a tal scopo dobbiamo utilizzare tutti i mezzi a nostra disposizione.” Insegnare agli studenti a esplorare le opportunità e i pericoli di un panorama dell’informazione in continua evoluzione è una delle sfide da affrontare al fine di rafforzare la resilienza della società. Questo kit di strumenti fornisce agli insegnanti delle scuole secondarie le risorse necessarie per avviare discussioni con i loro studenti sulle conseguenze delle notizie false in una serie di settori, quali la salute, la democrazia, le norme culturali e giuridiche che sono alla base delle nostre società. L’obiettivo è sostenere gli sforzi della Commissione per contrastare la disinformazione online, indicato nel piano d’azione sulla disinformazione adottato nel 2018 e ribadito dalla comunicazione congiunta del giugno 2020. Il kit è uno strumento a sostegno di uno degli obiettivi previsti da questi testi: responsabilizzare i giovani cittadini, sensibilizzarli e rafforzarne lo spirito critico. È disponibile qui in tutte le lingue dell’UE.

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Istituire Commissione d’inchiesta sul caso Palamara. Presentato disegno di legge

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2021

“Fratelli d’Italia ha presentato un disegno di legge per istituire una Commissione parlamentare di inchiesta affinchè sia fatta luce riguardo la vicenda e i fatti denunciati da Luca Palamara. Riteniamo, infatti, che lo strumento più idoneo per fare chiarezza sia il pieno coinvolgimento del Parlamento e quindi il ricorso a una Commissione apposita d’inchiesta”.
Lo dichiarano il senatore di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni, primo firmatario del ddl e vicepresidente della Commissione Giustizia, e il capogruppo di Fratelli d’Italia in Senato, Luca Ciriani.”L’inchiesta giudiziaria che nel 2019 ha coinvolto il magistrato Luca Palamara – osservano Balboni e Ciriani – e che ha portato alla luce gravi e reiterati casi di commistione tra il potere giudiziario e quello politico, in spregio al fondamentale principio di separazione degli stessi, rappresenta una delle pagine più buie della storia della nostra Repubblica. Non vi è alcun dubbio che quanto emerso nel corso dell’inchiesta a carico di Palamara rappresenti una grave violazione etica e deontologica che ha provocato un’inammissibile interferenza nel corretto funzionamento dell’autogoverno della Magistratura, suscitando indignazione e sconcerto. Il potere delle correnti dei magistrati è stato strumentalizzato al punto tale da interferire in scelte politiche, addirittura per attaccare rappresentanti politici che negli anni si sono susseguiti, con lo scopo di condizionare e manipolare le indagini, i processi e magari anche gli esiti delle stesse sentenze”.”La Commissione – concludono Balboni e Ciriani – dovrà avere lo specifico compito di indagare e di individuare eventuali responsabilità in chi abbia assunto e influenzato le decisioni delle nomine dei vertici giudiziari, alimentando il ruolo politico delle correnti della magistratura e inficiando gravemente la nostra democrazia”.

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Recovery: al via l’esame in commissione

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2021

“Nonostante la complicata situazione, come parlamentari continuiamo il nostro lavoro al servizio del Paese perché occorre essere pronti per poter partire subito non appena ci sarà un nuovo Governo” Così il presidente della commissione Bilancio alla Camera dei Deputati Fabio Melilli annuncia la convocazione della propria commissione e delle commissioni Attività produttive e Lavoro per l’avvio delle audizioni riguardanti il Piano nazionale Ripresa e Resilienza. “Il lavoro – aggiunge Melilli – inizierà con audizioni dei rappresentanti del mondo economico e del lavoro. In questa modo saremo in grado di fornire ai parlamentari le osservazioni e le indicazioni di merito delle varie categorie sui progetti necessari per rilanciare l’economia del nostro Paese attraverso l’uso dei fondi Ue. E’ importante in questo momento far capire al Paese che nonostante le oggettive difficoltà, le istituzioni continuano a operare per l’interesse nazionale.”

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COVID-19: la Commissione autorizza il primo vaccino sicuro ed efficace

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 dicembre 2020

La Commissione europea ha rilasciato oggi un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata per il vaccino anti COVID-19 messo a punto da BioNTech e Pfizer, che diventa così il primo vaccino anti COVID-19 autorizzato nell’UE. L’autorizzazione, avallata dagli Stati membri, fa seguito a una raccomandazione scientifica positiva basata su una valutazione approfondita della sicurezza, dell’efficacia e della qualità del vaccino in questione condotta dall’agenzia europea per i medicinali (EMA).La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: “Oggi aggiungiamo un importante tassello al successo della strategia europea per affrontare la pandemia. Abbiamo approvato il primo vaccino sicuro ed efficace contro la COVID-19 e presto ve ne saranno altri. Le dosi del vaccino approvato oggi saranno disponibili in tutti i paesi dell’UE, contemporaneamente e alle stesse condizioni. Anche le imminenti giornate europee della vaccinazione segneranno un momento di grande unità: siamo tutti sulla stessa barca. Non poteva esserci modo migliore per concludere questo anno difficile e cominciare a lasciarci la pandemia alle spalle.”BioNTech e Pfizer hanno presentato una domanda formale di autorizzazione all’immissione in commercio condizionata il 1º dicembre, facendo seguito all’analisi progressiva dei loro dati avviata già dal 6 ottobre dall’EMA. In tal modo è stato possibile valutare la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio condizionata in tempi molto brevi. Tale procedura, elaborata specificamente per le situazioni di emergenza, consente una valutazione quanto più rapida possibile, garantendo al contempo un esame completo e minuzioso di tutti i requisiti di sicurezza, efficacia e qualità del vaccino.Sulla base del parere positivo dell’EMA, la Commissione ha verificato tutti gli elementi a sostegno dell’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata e ha consultato gli Stati membri prima di rilasciarla.Il vaccino BioNTech-Pfizer è basato sulla tecnologia dell’RNA messaggero (mRNA), che permette alle cellule di produrre frammenti innocui delle proteine virali che il corpo umano utilizza per mettere in atto una risposta immunitaria al fine di prevenire o combattere una successiva infezione naturale. Quando viene somministrato il vaccino, le cellule leggono le istruzioni genetiche e producono frammenti della “proteina spike”, cioè una proteina che si trova sulla superficie esterna del virus attraverso la quale quest’ultimo entra nelle cellule e si replica, causando la malattia. Il sistema immunitario riconosce quindi tale proteina come estranea e produce difese naturali per contrastarla, vale a dire anticorpi e cellule T.La Commissione, gli Stati membri e l’azienda farmaceutica stanno lavorando per consegnare le prime dosi il 26 dicembre, in modo da poter dare inizio alle giornate europee della vaccinazione (27, 28 e 29 dicembre).Le consegne proseguiranno fino alla fine di dicembre e con cadenza settimanale costante nei mesi successivi. Entro settembre 2021 dovrebbe essere completata la distribuzione di 200 milioni di dosi. La Commissione e gli Stati membri si stanno già attivando per disporre di 100 milioni di dosi supplementari.

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Commissione europea: Per una ripresa verde

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

Bruxelles. Nella riunione del Consiglio europeo di questa settimana, i leader dei 27 Stati membri dell’UE cercheranno un accordo su un nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni dell’UE entro il 2030. La Commissione europea propone di ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, una posizione sostenuta dal Comitato europeo delle regioni (CdR). Nel corso del dibattito durante la sessione plenaria virtuale del CdR, i leader regionali e locali dell’UE hanno sottolineato che l’emergenza COVID non deve impedire all’UE di onorare l’impegno di affrontare le crisi in materia di clima e biodiversità, e di stabilire un nuovo obiettivo più ambizioso per il 2030. L’efficace attuazione del Green Deal europeo (la nuova strategia dell’UE per la crescita) deve tradursi in progetti concreti a livello locale e basarsi su un approccio decentrato.A dimostrazione dell’impegno del governo tedesco a favore di un forte coinvolgimento locale e regionale nella politica climatica, l’attuale presidenza del Consiglio (il semestre di presidenza tedesca termina il 31 dicembre), ha richiesto due pareri al CdR. Il primo parere valuta le opportunità di adattamento precauzionale ai cambiamenti climatici ed esorta la Commissione europea a sviluppare una nuova strategia di adattamento dell’UE con obiettivi e indicatori chiari, in linea con i principi di sussidiarietà attiva e di proporzionalità. Nella riunione del Consiglio europeo della scorsa settimana (10-11 dicembre), i leader dei 27 Stati membri dell’UE cercheranno un accordo su un nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni dell’UE per il 2030. In questo modo l’Unione potrà presentare il suo contributo aggiornato determinato a livello nazionale alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici prima della fine del 2020. Il piano degli obiettivi climatici 2030 della Commissione europea propone di ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, una posizione sostenuta dal Comitato europeo delle regioni.

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Manovra, Melilli: “In Commissione lavoreremo tutti insieme per migliorarla”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2020

“Naturalmente attendiamo che il testo arrivi formalmente al Parlamento ma mi pare che la manovra dia risposte importanti alle emergenze dei prossimi mesi, caratterizzati dalla seconda ondata del virus. Il lavoro della Camera e della Commissione bilancio sarà caratterizzato da una analisi approfondita con l’obiettivo di migliorarla, anche utilizzando le risorse a disposizione con scelte rilevanti e non certo con interventi localistici, come qualcuno teme. Vorrei ricordare che grazie al lavoro dei Parlamentari nel decreto rilancio è stato possibile dare risposte importanti come gli incentivi alla rottamazione, gli aiuti alle scuole paritarie ed il miglioramento delle norme sull’ ecobonus. Così’ il Presidente della Commissione Bilancio della Camera, Fabio Melilli, sulla legge di Bilancio approvata dal Governo che inizierà il suo iter parlamentare. E a questo proposito il Presidente Melilli spiega che lavorerà affinché fin dall’inizio nella Commissione vi sia un clima di collaborazione fra le diverse forze parlamentari. “La situazione è complicata – spiega il Presidente Melilli – e i cittadini, le famiglie, le imprese e i lavoratori, si attendono dalle istituzioni comportamenti e atti responsabili. Sono certo che nella Commissione Bilancio il clima sarà positivo come lo è stato in occasione della individuazione delle linee guida per il Recovery Fund. Ritengo che non solo ci sarà spazio per migliorare la manovra, ma sono certo che il Parlamento saprà svolgere il suo ruolo al fine di fornire al Paese tutti gli strumenti finanziari ed economici per sostenere la ripresa. Del resto vanno proprio in questa direzione tutte le sollecitazioni che ho ricevuto dalle forze politiche”.

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La Commissione eroga 14 miliardi di € a 9 paesi nell’ambito di SURE

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2020

La Commissione europea ha erogato 14 miliardi di € a 9 paesi dell’UE nella seconda tranche di sostegno finanziario agli Stati membri a titolo dello strumento SURE. Nell’ambito del sostegno finanziario erogato oggi la Croazia ha ricevuto 510 milioni di €, Cipro 250 milioni di €, la Grecia 2 miliardi di €, l’Italia ulteriori 6,5 miliardi di €, la Lettonia 120 milioni di €, la Lituania 300 milioni di €, Malta 120 milioni di €, la Slovenia 200 milioni di € e la Spagna ulteriori 4 miliardi di €.Questo sostegno, sotto forma di prestiti concessi a condizioni favorevoli, aiuterà tali Stati membri ad affrontare l’improvviso aumento della spesa pubblica volta a preservare l’occupazione. Nello specifico, concorrerà a coprire i costi direttamente connessi al finanziamento dei regimi nazionali di riduzione dell’orario lavorativo e di altre misure analoghe, anche rivolte ai lavoratori autonomi, introdotte in risposta alla pandemia di coronavirus.A fine ottobre l’Italia, la Spagna e la Polonia avevano già ricevuto un totale di 17 miliardi di € a titolo dello strumento SURE dell’UE. Una volta completate tutte le erogazioni nell’ambito di SURE ai 9 paesi beneficiari del sostegno finanziario odierno, la Croazia avrà ricevuto 1 miliardo di €, Cipro 479 milioni di €, la Grecia 2,7 miliardi di €, l’Italia 27,4 miliardi di €, la Lettonia 192 milioni di €, la Lituania 602 milioni di €, Malta 244 milioni di €, la Slovenia 1,1 miliardi di € e la Spagna 21,3 miliardi di €.L’erogazione odierna segue la seconda emissione di obbligazioni sociali nell’ambito dello strumento SURE dell’UE, caratterizzata da un forte interesse da parte degli investitori. Lo strumento SURE può fornire fino a 100 miliardi di € di sostegno finanziario a tutti gli Stati membri. Finora la Commissione ha proposto di mettere 90,3 miliardi di € di sostegno finanziario a disposizione di 18 Stati membri. Le prossime erogazioni saranno effettuate nel corso dei prossimi mesi, in seguito alle rispettive emissioni obbligazionarie. Il 10 novembre la Commissione europea ha emesso per la seconda volta obbligazioni sociali nell’ambito dello strumento SURE dell’UE, per un valore totale di 14 miliardi di €. L’emissione comprendeva due obbligazioni, una da 8 miliardi di € con scadenza a novembre 2025 e una da 6 miliardi di € con scadenza a novembre 2050. L’operazione ha suscitato un interesse straordinario sui mercati dei capitali e la domanda di obbligazioni ha superato di 13 e 11,5 volte l’offerta disponibile rispettivamente per la tranche a 5 e a 30 anni, il che ha portato a condizioni di prezzo favorevoli per entrambe le obbligazioni. Le condizioni alle quali la Commissione prende a prestito vengono trasferite direttamente agli Stati membri beneficiari.Le obbligazioni emesse dall’UE a titolo dello strumento SURE ricevono l’etichetta di “obbligazioni sociali”. Ciò garantisce agli investitori che i fondi così mobilitati saranno realmente destinati a scopi sociali.

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Commissione Europea: €175 milioni a sostegno delle imprese dei settori del turismo e delle cure termali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2020

Bruxelles. La Commissione europea ha approvato un regime italiano da €175 milioni a sostegno delle imprese operanti nei settori del turismo e delle cure termali colpite dalla pandemia di coronavirus. Il regime è stato approvato ai sensi del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato.Il sostegno assumerà la forma di un’esenzione dall’obbligo di versamento di determinati contributi previdenziali. Il regime mira a ridurre il costo del lavoro a carico dei datori di lavoro privati attivi nei settori del turismo e delle cure termali, al fine di preservare i livelli occupazionali nel contesto della pandemia di coronavirus. La misura prevede un’esenzione totale dal pagamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro (esclusi i contributi relativi all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro), per un periodo massimo di tre mesi. La misura si applica ai datori di lavoro attivi nei settori del turismo e delle cure termali che assumono lavoratori con nuovi contratti di lavoro a tempo determinato o stagionali per il periodo dal 15 agosto al 31 dicembre 2020.La Commissione ha constatato che il regime italiano è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare: i) l’aiuto non supererà gli €800 000 per impresa; e ii) il regime è limitato nel tempo, fino al 31 dicembre 2020. La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, opportuna e proporzionata a quanto necessario per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b) del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. Su queste basi la Commissione ha approvato le misure in conformità alle norme UE sugli aiuti di Stato.Maggiori informazioni sul quadro temporaneo e sulle altre misure prese dalla Commissione per fronteggiare l’impatto economico della pandemia di coronavirus sono disponibili qui. La versione non riservata della decisione sarà consultabile con il numero SA.59295 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza.

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Aiuti di Stato: la Commissione approva il regime italiano di aiuti alla ristrutturazione destinati alle PMI

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

Ai sensi delle norme UE sugli aiuti di Stato, la Commissione europea ha approvato un regime italiano di sostegno alle operazioni di ristrutturazione delle piccole e medie imprese (PMI) tramite equity, quasi-equity e sovvenzioni per un importo massimo di €10 milioni per impresa.Il sostegno nel quadro del regime può essere concesso solo alle PMI in difficoltà, quali definite nelle norme sugli aiuti di Stato, titolari di marchi storici di interesse nazionale o che svolgono attività economiche di importanza strategica. Il regime riguarda in particolare l’attuazione delle disposizioni dell’articolo 43 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 “Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa” per le PMI. La decisione non copre il sostegno sotto forma di aiuti alla ristrutturazione a favore delle grandi imprese.La Commissione ha valutato la misura alla luce degli orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese non finanziarie in difficoltà del 2014. Su queste basi, la Commissione ha concluso che il regime italiano è conforme alle norme UE in materia di aiuti di Stato, in particolare all’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE). Maggiori informazioni saranno disponibili sul sito web della DG Concorrenza della Commissione, nel registro pubblico dei casi, con il numero SA.58790.

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Le scuse della presidente della Commissione Europea

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2020

“Le parole della presidente della Commissione europea sulla gestione dell’emergenza Covid suonano come una seconda ammissione di colpa dopo le scuse date all’Italia a marzo scorso. Ha dichiarato che “le misure sono state allentate troppo presto”. Bruxelles ha dunque sottovalutato l’emergenza pandemica e non c’è dubbio che anche l’Italia sulla seconda ondata si sia fatta trovare drammaticamente impreparata. Il Governo Conte in 8 mesi non ha prodotto nulla, a parte un profluvio di Dpcm caotici e, anziché incrementare posti letto e terapie intensive, ha avviato la gara conseguente solo il 2 ottobre, senza ancora assegnarla. Ma grande responsabilità ha anche l’Europa, la Von der Leyen si è rivelata incapace di fornire indirizzi e rimedi, per non parlare della lentezza nelle procedure di erogazione del Recovery Fund. Se ci atteniamo all’iter di presentazione, valutazione, decisione, erogazione, il Coronavirus avrà fatto in tempo a distruggere non tutta l’Italia ma tutto l’Occidente”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Programma di lavoro della Commissione per il 2021: dal piano all’azione

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

La Commissione europea ha adottato il programma di lavoro per il 2021, che punta a rendere l’Europa più sana, più equa e più prospera, accelerando nel contempo la sua trasformazione a lungo termine verso un’economia più verde, pronta per l’era digitale. Prevede nuove iniziative legislative per quanto riguarda i sei obiettivi ambiziosi degli orientamenti politici della presidente von der Leyen e dà seguito al suo primo discorso sullo stato dell’Unione. Nel realizzare le priorità fissate in tale programma di lavoro, la Commissione continuerà a prodigarsi al massimo per gestire la crisi e rendere le economie e le società europee più resilienti. Il programma di lavoro della Commissione per il 2021 prevede un passaggio dal piano all’azione per tutte e sei le priorità politiche. Conferma la volontà della Commissione di guidare la duplice transizione verde e digitale, un’opportunità senza precedenti per uscire dalla situazione fragile della crisi e creare una nuova vitalità per l’Unione. Per realizzare un’Europa climaticamente neutra entro il 2050, la Commissione presenterà il pacchetto di misure”pronte per il 55 %” per ridurre le emissioni di almeno il 55 % entro il 2030″. Per il “decennio digitale” dell’Europa, la Commissione presenterà una tabella di marcia con obiettivi digitali per il 2030 chiaramente definiti in ambiti come la connettività, le competenze e i servizi pubblici digitali. Per garantire che la crisi sanitaria ed economica non si trasformi in una crisi sociale, la Commissione presenterà un ambizioso piano d’azione per attuare pienamente il pilastro europeo dei diritti sociali, che farà sì che nessuno sia lasciato indietro nella ripresa dell’Europa. La Commissione farà in modo che l’Europa svolga il suo ruolo vitale in questo fragile mondo, anche guidando la risposta mondiale per garantire un vaccino sicuro e accessibile a tutti. Di fronte alla pandemia di COVID-19, la Commissione proporrà di costruire un’Unione sanitaria europea più forte, in particolare consolidando il ruolo delle agenzie esistenti e istituendo una nuova agenzia biomedica di ricerca e sviluppo avanzati. Per preservarne e migliorarne il funzionamento, sarà presentata una nuova strategia per il futuro di Schengen. Sarà dato seguito al nuovo patto sulla migrazione e l’asilo mediante una serie di proposte di misure in materia di migrazione legale, tra cui un pacchetto “talenti e competenze”. Tra gli altri elementi figurano un piano d’azione contro il traffico di migranti e una strategia sostenibile per il rimpatrio volontario e la reintegrazione. La Commissione continuerà a rafforzare l’Unione della sicurezza mediante la lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata e alle minacce ibride. Presenterà inoltre una strategia globale di lotta contro l’antisemitismo. Per costruire un’Unione dell’uguaglianza, la Commissione presenterà nuove strategie sui diritti dei minori e delle persone con disabilità, nonché una proposta per combattere la violenza di genere. La Commissione proporrà norme più chiare sul finanziamento dei partiti politici europei e adotterà misure per proteggere i giornalisti e la società civile dall’abuso del contenzioso. Una visione a lungo termine per le zone rurali proporrà azioni volte a sfruttare appieno il potenziale di queste regioni. Dal momento che le iniziative pianificate sono di natura trasformativa e a lungo termine, è più importante che mai che vi siano leggi di grande impatto e rivolte al futuro. La prossima Comunicazione sul tema Legiferare meglio lo ribadirà. Il programma di lavoro della Commissione per il 2021 è il risultato di una stretta cooperazione con il Parlamento europeo, gli Stati membri e gli organi consultivi dell’UE. La Commissione avvierà ora le discussioni con il Parlamento e il Consiglio per stabilire un elenco di priorità comuni su cui i colegislatori convengono di intervenire rapidamente.

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Nuovo portale della Commissione per sostenere gli scambi commerciali delle piccole imprese

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Bruxelles. Il portale, che si rivolge sia alle imprese che operano già a livello internazionale che a quelle che si affacciano ai mercati esteri, è stato presentato in occasione di un evento virtuale ad alto livello dal titolo “La strada verso la ripresa – dare alle piccole imprese gli strumenti per commerciare su scala internazionale”, ospitato dal Vicepresidente esecutivo Dombrovskis e a cui hanno partecipato circa 600 rappresentanti delle piccole e medie imprese.Il Vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis ha dichiarato: “Dobbiamo aiutare le nostre imprese, in particolare le PMI, a trarre il massimo vantaggio dagli accordi commerciali. Ecco perché abbiamo creato questo nuovo portale, per aiutare le piccole imprese a destreggiarsi nel mondo del commercio internazionale. Questo sportello unico aiuterà le imprese europee a sfruttare al meglio la rete di accordi commerciali dell’UE e a ottenere il miglior accesso ai mercati, ai prodotti e ai fattori di produzione di cui hanno bisogno per crescere e restare competitive.” Il portale consente alle imprese di consultare in qualche clic tariffe, imposte, norme di origine, requisiti dei prodotti, procedure doganali, ostacoli agli scambi e statistiche sui flussi commerciali relativi a un prodotto che intendono importare o esportare.

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Aiuti di Stato: approvato dalla Commissione un regime italiano da 1,5 miliardi di €

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Bruxelles. La Commissione europea ha approvato un regime italiano da 1,5 miliardi di € destinato ad aiutare le imprese che operano nelle regioni del Sud Italia colpite dall’emergenza coronavirus, riducendone il costo del lavoro e aiutandole a mantenere il livello occupazionale in questo difficile momento. Il regime è stato approvato ai sensi del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato.L’Italia ha notificato alla Commissione, nell’ambito del quadro temporaneo, un regime di agevolazioni fiscali (che prevede la riduzione dei contributi previdenziali) per il periodo compreso tra il 1º ottobre 2020 e il 31 dicembre 2020 destinato ai datori di lavoro privati attivi nel Sud Italia.La misura prevede una riduzione del 30 % dei contributi previdenziali che i beneficiari devono versare nel quadro di contratti di lavoro che contemplano una sede di lavoro nelle regioni del Sud Italia. La misura si applica alle regioni del Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), dove il PIL regionale è inferiore al 90 % della media UE e il tasso di occupazione è inferiore alla media nazionale. Del regime potranno beneficiare le imprese di tutte le dimensioni e attive in tutti i settori, ad eccezione dei settori finanziario, agricolo e del lavoro domestico.La Commissione ha concluso che la misura del governo italiano contribuirà alla gestione dell’impatto economico del coronavirus nelle regioni del Sud Italia. La misura è necessaria, opportuna e proporzionata a quanto necessario per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b) del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo.La Commissione ha adottato un quadro temporaneo per consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’emergenza del coronavirus. Il quadro temporaneo, modificato il 3 aprile, l’8 maggio e il 29 giugno 2020, prevede che gli Stati membri possano concedere i seguenti tipi di aiuti: i) sovvenzioni dirette, conferimenti di capitale, agevolazioni fiscali selettive e anticipi fino a 100 000 € a un’impresa operante nel settore dell’agricoltura primaria, 120 000 € a un’impresa operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura e 800 000 € a un’impresa operante in qualsiasi altro settore che deve far fronte a urgenti esigenze di liquidità. ii) garanzie di Stato per prestiti contratti dalle imprese per assicurare che le banche continuino a erogare prestiti ai clienti che ne hanno bisogno. Queste garanzie di Stato possono coprire fino al 90 % del rischio sui prestiti per aiutare le imprese a coprire il fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti; iii) prestiti pubblici agevolati alle imprese (debito privilegiato o debito subordinato) con tassi di interesse agevolati alle imprese. Questi prestiti possono aiutare le imprese a coprire il fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti; iv) garanzie per le banche che veicolano gli aiuti di Stato all’economia reale. Tali aiuti sono considerati aiuti diretti a favore dei clienti delle banche e non delle banche stesse; sono forniti orientamenti per ridurre al minimo la distorsione della concorrenza tra le banche; v) assicurazione pubblica del credito all’esportazione a breve termine per tutti i paesi, senza che lo Stato membro in questione debba dimostrare che il paese interessato è temporaneamente “non assicurabile sul mercato”; vi) sostegno per le attività di ricerca e sviluppo (R&S) connesse al coronavirus al fine di far fronte all’attuale crisi sanitaria con sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali. Un sostegno supplementare può essere concesso a progetti transfrontalieri di cooperazione tra Stati membri; vii) sostegno alla costruzione e all’ammodernamento di impianti di prova per elaborare e testare prodotti (compresi i vaccini, i ventilatori meccanici e gli indumenti di protezione) utili a fronteggiare l’emergenza coronavirus fino alla prima applicazione industriale. viii) sostegno alla produzione di prodotti per far fronte alla pandemia di coronavirus sotto forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali, anticipi rimborsabili e garanzie a copertura di perdite. ix) sostegno mirato sotto forma di differimento del pagamento delle imposte e/o di sospensione del versamento dei contributi previdenziali per i settori, le regioni o i tipi di imprese particolarmente colpiti dalla pandemia; x) sostegno mirato sotto forma di integrazioni salariali per i dipendenti alle imprese in settori o regioni che hanno maggiormente sofferto a causa dell’emergenza Coronavirus e che altrimenti avrebbero dovuto licenziare del personale; xi) aiuto mirato alla ricapitalizzazione per le società non finanziarie, se non è disponibile un’altra soluzione adeguata. Il quadro temporaneo permette agli Stati membri di combinare tra loro tutte le misure di sostegno ad eccezione dei prestiti e delle garanzie sullo stesso prestito, sempre nel rispetto dei massimali fissati nel quadro temporaneo. Il quadro temporaneo integra inoltre le numerose altre possibilità di cui gli Stati membri già dispongono per attenuare l’impatto socioeconomico dell’emergenza coronavirus, in linea con le norme dell’UE sugli aiuti di Stato. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione relativa a una risposta economica coordinata all’emergenza COVID-19 che illustra queste possibilità. Il quadro temporaneo rimarrà in vigore fino alla fine di dicembre 2020. Esclusivamente per le misure di ricapitalizzazione la Commissione ha prorogato tale periodo fino alla fine di giugno 2021, poiché i problemi di solvibilità potrebbero manifestarsi solo in una fase successiva con l’evolversi della crisi. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tali date se il quadro debba essere prorogato.

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La Commissione europea si appresta ad emettere obbligazioni a titolo del fondo SURE

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Bruxelles. La Commissione europea ha annunciato l’emissione, prevista a breve, delle obbligazioni SURE: fino a 100 miliardi di € di obbligazioni sociali. A tal fine la Commissione ha adottato un quadro per le obbligazioni sociali sottoposto a valutazione indipendente. Il quadro è inteso a garantire agli investitori in tali obbligazioni che i fondi così mobilitati saranno realmente destinati a scopi sociali. L’annuncio fa seguito all’approvazione da parte del Consiglio della concessione di un sostegno finanziario a 16 Stati membri nell’ambito dello strumento SURE per contribuire alla protezione dei posti di lavoro e dei lavoratori.I fondi raccolti saranno trasferiti agli Stati membri beneficiari sotto forma di prestiti che consentiranno loro di coprire i costi direttamente connessi al finanziamento di regimi nazionali di riduzione dell’orario lavorativo e di misure analoghe adottate in risposta alla pandemia.Il quadro adottato assicura alla comunità degli investitori che i fondi raccolti tramite l’emissione delle obbligazioni SURE saranno usati per perseguire un obiettivo chiaramente definito: attenuare l’impatto sociale della pandemia di coronavirus e le relative conseguenze in tutta l’UE. Gli investitori possono quindi essere certi che gli investimenti in tali obbligazioni concorreranno al finanziamento di misure sociali mirate. Contemporaneamente il quadro per le obbligazioni sociali della Commissione contribuirà all’ulteriore sviluppo del mercato delle obbligazioni sociali, che costituisce uno dei pilastri del mercato europeo della “finanza sostenibile”.Per attestare che i fondi sono investiti per scopi di interesse sociale, nell’ambito del quadro sulle obbligazioni sociali, che si basa sul regolamento SURE, gli Stati membri sono tenuti a rendicontare l’impiego dei prestiti, nonché a redigere relazioni in merito agli effetti prodotti sul piano sociale dalle obbligazioni SURE. Sulla base delle informazioni contenute in tali relazioni, la Commissione europea potrà dimostrare agli investitori che le obbligazioni SURE sono state utilizzate per finanziare programmi aventi un impatto sociale positivo.Con la preparazione e la presentazione del quadro per le obbligazioni sociali, la Commissione intende attrarre investitori desiderosi di impiegare i propri capitali per scopi di interesse ambientale, sociale e di governance societaria. Il quadro per le obbligazioni sociali della Commissione è stato istituito nel pieno rispetto dei principi delle obbligazioni sociali pubblicati dall’International Capital Market Association (ICMA) ed è stato sottoposto a valutazione indipendente dall’agenzia esterna Sustainalytics.Con l’annuncio odierno, la Commissione compie un ulteriore passo verso l’emissione delle prime obbligazioni SURE. La prima transazione seguirà nella seconda metà di ottobre. Gli investitori e i partecipanti al mercato otterranno presto maggiori informazioni tramite un invito rivolto agli investitori mondiali.I prestiti concorreranno a coprire i costi direttamente connessi al finanziamento di regimi nazionali di riduzione dell’orario lavorativo e di altre misure analoghe, rivolte in particolare ai lavoratori autonomi, introdotte in risposta alla pandemia. SURE potrebbe anche finanziare alcune misure sanitarie, in particolare sul posto di lavoro, volte a garantire una ripresa sicura delle normali attività economiche.Gli Stati membri possono ancora presentare richieste formali di sostegno nell’ambito di SURE, la cui dotazione complessiva arriva fino 100 miliardi di € per contribuire alla protezione dei posti di lavoro e dei lavoratori colpiti dalla pandemia.

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