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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

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Sempre più dinamico il comparto agroalimentare in Sicilia

Posted by fidest press agency su sabato, 2 novembre 2019

È quanto emerge dal Rapporto sulla Competitività dell’Agroalimentare nel Mezzogiorno, presentato oggi da ISMEA, Fiere di Parma e Federalimentare presso l’Università degli Studi di Salerno.Lo studio evidenzia come i recenti mutamenti dello scenario globale abbiano sostenuto una crescita senza precedenti delle esportazioni del Made in Italy alimentare, grazie a una ritrovata coerenza del modello di specializzazione agroalimentare italiano con le tendenze della domanda mondiale, che ha spinto l’export agroalimentare del Sud a toccare la cifra di 7 miliardi di euro nel 2018.Nel Mezzogiorno, nonostante il consistente e duraturo impatto della crisi economica iniziata nel 2008, il permanere di un tessuto imprenditoriale caratterizzato da imprese medio-piccole e, più in generale, la conferma di alcuni storici limiti allo sviluppo economico, il settore agroalimentare è cresciuto, nell’ultimo triennio, in termini di valore aggiunto – che supera i 19 miliardi di euro -, di numero di imprese – 344 mila imprese agricole e 34 mila imprese dell’industria alimentare – e di occupati, che si attestano a circa 668 mila unità, pari al 10% del totale occupati al Sud.Anche il confronto con il Centro-Nord mette in evidenza come, nello stesso periodo, il fatturato dell’industria alimentare sia cresciuto più al Sud (+5,4%) che nel resto del Paese (+4,4%).La specifica composizione settoriale, l’elevata incidenza delle medie imprese – che si sono rivelate quelle più dinamiche e in grado di adattarsi ai mutati scenari – oltre che il determinante contributo delle imprese di più recente costituzione, hanno consentito all’agroalimentare del Mezzogiorno di ottenere performance di tutto rispetto e, in taluni casi, superiori a quelle dei corrispondenti settori del Centro-Nord.Performance positive hanno riguardato soprattutto alcune filiere come caffè, cioccolato e confetteria (+14%), prodotti da forno (+18%), olio (+21%); in generale, un rinnovamento generazionale e la presenza di imprese più giovani hanno determinato maggiore dinamicità e capacità di rispondere alle esigenze del mercato.Tra gli elementi più critici, soprattutto pensando alla necessità di agganciare il treno dell’innovazione, preoccupano i bassi livelli di immobilizzazioni nelle imprese del Mezzogiorno e il fatto che esse siano sostanzialmente tecniche con poca attenzione a quelle immateriali.
“L’agroalimentare nel Mezzogiorno riveste un ruolo sempre più rilevante, con primati in molti settori e una buona tenuta economica, segnali positivi che vanno letti con attenzione – ha dichiarato Fabio Del Bravo; occorre rafforzare adeguatamente la fase agricola e la sua integrazione con la parte a valle della filiera, favorire gli investimenti – soprattutto in innovazione – e prendere atto dei limiti, per esempio strutturali, individuando percorsi che già nel breve possano portare benefici: una maglia produttiva di dimensioni piccole è certamente un problema su molti fronti, ma lo è molto di più per le produzioni standardizzate che fronteggiano concorrenza di prezzo, piuttosto che per i prodotti differenziati del made in Italy. Incentivare forme di aggregazione e l’orientamento a produzioni tipiche che in quest’area hanno ancora molte potenzialità inespresse, può rivelarsi una leva strategica importante e può avviare un percorso di successo realmente attuabile”.

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“Le libere professioni rappresentano un comparto fondamentale per la nostra economia”

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

“Con 2,3 milioni di unità si concentra in Italia la maggiore percentuale dei professionisti censiti nei 18 Paesi dell’Unione europea, una platea pari al 26% del lavoro indipendente, capace a sua volta di occupare circa 900 mila persone. Secondo il rapporto 2018 di Confprofessioni, i liberi professionisti più di altri hanno retto alla crisi economica ed alla seguente stagnazione, tuttavia il contributo al Pil dal 2011 al 2016 è calato dal 12,8% al 12,4%. Difendere le libere professioni significa difendere un modello sociale nel quale crediamo. I liberi professionisti necessitano di risposte urgenti ed indifferibili da parte del Governo, in termini di difesa della propria specificità ed identità, di riduzione della pressione fiscale, di semplificazione delle incombenze burocratiche, di tutela della meritocrazia anche a difesa di un modello che funziona e che è tipicamente italiano”. Così Marcello Gemmato, deputato di Fratelli d’Italia intervenendo in aula alla discussione generale sulla mozione concernente iniziative a sostegno delle libere professioni.

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Primo semestre 2019 con segno positivo per la IV Gamma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2019

Il settore della IV Gamma continua a macinare numeri positivi e dopo un 2018 chiuso con soddisfazione anche i primi sei mesi del 2019 sono con il segno più. Secondo rilevazioni Nielsen, rispetto al primo semestre 2018 la IV Gamma fa registrare una crescita del +6,8% a volume e del + 4,4% a valore.A trainare la crescita del comparto l’ampliamento della platea degli acquirenti: i prodotti di IV gamma raggiungono ormai le tavole di 20 milioni di famiglie. Parallelamente crescono anche la frequenza d’acquisto e la spesa media per famiglia.“Siamo molto felici di questo risultato, raggiunto nonostante una primavera climaticamente anomala che ci ha creato qualche difficoltà.” Commenta Andrea Montagna, nuovo Presidente del settore IV Gamma di Unione Italiana Food: “Questo testimonia un settore vivace e in salute, in grado di attrarre sempre di più la scelta del consumatore che riconosce e apprezza la sicurezza e il valore aggiunto dei prodotti di IV Gamma. Dobbiamo continuare su questa strada fatta di innovazione, ampliamento dell’offerta, sicurezza e trasparenza per confermare la fiducia che il consumatore ha verso i prodotti di IV Gamma.”

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Legge di Stabilità: tutti i tagli al Comparto Sicurezza

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2015

polizia“La Legge di Stabilità di avvia ad infliggere tagli devastanti al Comparto Sicurezza nel giro dei prossimi tre anni. Sono numeri impressionanti che i cittadini neppure immaginano e che, invece, devono conoscere in dettaglio soprattutto in questo momento storico, in cui il bisogno di sicurezza non è mai stato così insoddisfatto, in cui la percezione della sicurezza non è mai stata così bassa, in cui i pericoli vecchi e nuovi per la vita di tutti noi e per la ripresa di questo Paese non sono mai stati così incombenti. Al sempre più incalzante proliferare della corruzione, all’arroganza della criminalità organizzata, al centuplicarsi delle minacce delinquenziali ‘comuni’ che assillano le singole famiglie, alle sfide criminali e terroristiche che provengono dall’estero, al disagio crescente e schiacciante degli Operatori della Sicurezza si risponde così, con una manovra che penalizza più di tutto, in assoluto, il Comparto più indispensabile alla vita civile e democratica del Paese”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta i paventati effetti della Legge di Stabilità che priverà il Comparto di risorse in un numero enorme.
Più in dettaglio, sono stati concepiti i seguenti specifici tagli: 12 milioni e 758 mila euro al fondo straordinario del Personale della Polizia di Stato; 87 milioni e 697 mila euro per la lotta alla delinquenza organizzata; 317 milioni e 67mila euro all’Arma dei Carabinieri ed alla tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica; 190 milioni e 343 mila euro alla pianificazione ed al coordinamento delle Forze dell’Ordine, al programma contrasto al crimine, alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica; 1 milione e 895 mila euro per spese di funzionamento della Direzione Investigativa Antimafia; 138 milioni e 909 mila euro alla prevenzione e soccorso pubblico.
“Il Governo dimostra così di ritenere in pratica assolutamente sacrificabile il servizio reso da tutti coloro i quali operano nei settori citati – insiste Maccari – riducendo al lumicino i fondi destinati alle Forze dell’Ordine ed al Comparto per la Sicurezza nazionale e l’Ordine pubblico, già esposto a precedenti continui tagli e a 6 anni di blocco dei contratti. La cosa equivale ad una chiara valutazione: quel che i cittadini chiedono in maniera più pressante non ha alcuna importanza; quel che le Forze dell’Ordine hanno sempre garantito fino a qui non ha abbastanza valore da consentire loro di continuare a farlo”.

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Imprese dell’Ict, missione nella Silicon Valley

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2015

??????????????????????????????Udine Lunedì 9 marzo alle 18 in Cciaa il seminario preparatorio, in vista del viaggio d’affari espressamente realizzato su misura di azienda Ict, programmato per fine maggio Con quasi 2 mila 500 imprese attive nel settore delle tecnologie digitali, “schedate” nel 2014 dal Centro Studi della Camera di Commercio di Udine, il Fvg dimostra buona vocazione all’innovazione. Nel solo Distretto delle tecnologie digitali le realtà imprenditoriali del comparto sono la metà di tutta la provincia – che ne conta 1.188 – e rappresentano il 22% del totale regionale, dando impiego a circa 1.700 addetti. Nei tre comuni del Ditedi, rispetto al marzo 2009, le imprese attive nelle “tecnologie digitali” sono aumentare del 5,4% e le unità produttive dell’ 8%. Numeri importanti anche in relazione all’internazionalizzazione. Per questo comparto, lunedì 9 marzo sarà una giornata importante. Dopo l’appuntamento del mattino in Sala Valduga (alle 10), questo destinato a tutte le imprese, per la formazione sulle novità della fatturazione elettronica, nel pomeriggio, alle 18, ci sarà un appuntamento specifico per le aziende dell’Ict. Un seminario dedicato alle opportunità offerte dal mercato della California, dove dal 25 al 30 maggio è prevista la missione imprenditoriale vera e propria. L’iniziativa è organizzata dalla Camera di Commercio di Udine in collaborazione con il Distretto delle tecnologie digitali (progetto Unioncamere Fvg cofinanziato dalla Regione “Fvg Vs Global Competition”) e mira proprio a realizzare occasioni specializzate di business per il settore Ict, sulla scia del successo della prima missione dedicata, in Florida e in Texas, nel 2014. Questa volta si va proprio nella patria delle tecnologie. Dai dati raccolti dall’associazione Tech America Foundation nell’analisi Cyberstates 2013, risulta che in tutto il territorio statunitense il settore Ict dà lavoro a circa 5,95 milioni di persone, in crescita, e la California detiene il primato nell’high-tech come numero di addetti, e con circa 41.900 aziende It sul territorio si conferma lo Stato che di gran lunga ha il più alto numero di imprese del settore. La Silicon Valley, nell’area di San Josè, è il fulcro del sistema tecnologico con migliaia di start-up e decine di grandi corporations come Google, Facebook, Yahoo!, Helwett-Packard, Symantec. Il luogo ideale quindi, anche per le imprese Fvg, per moltiplicare i contatti e sviluppare partnership su base regionale.

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Bioplastiche Hybrid 101 valutate “Superiori a ogni plastica convenzionale”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2012

El Segundu, Calif.,CEST (GLOBE NEWSWIRE) — Cereplast Italia SPA (Nasdaq:CERP), produttore leader di bioplastiche sostenibili a base biologica proprietarie, ha sostenuto un’analisi LCA (Life Cycle Assessment) che valuta gli impatti ambientali di diverse plastiche convenzionali e rinnovabili, dalla nascita fino all’immissione sul mercato (dall’estrazione della materia prima alla produzione del prodotto in plastica) che ha determinato il prodotto Hybrid 101 Cereplast come superiore a tutti i prodotti plastici valutati in termini di impatto ambientale complessivo. Lo studio è stato condotto da Sustainmetrics e ha visto il confronto della bioplastica Cereplast Hybrid 101 con quattro diverse plastiche convenzionali tra cui LDPE (Low Density Polyethylene, polietilene a bassa densità), PET (Polyethylene Terephthalate, polietilene tereftalato), HIPS (High Impact Polystyrene, polistirene ad alto impatto) e PP (Polypropylene, polipropilene). L’esame LCA è ancora in fase di revisione da parte di terze parti e verrà completato entro le prossime due settimane. L’obiettivo dello studio era valutare gli impatti ambientali complessivi, dalla nascita fino all’immissione sul mercato, tramite un metodo LCA che quantifica l’impatto ambientale dell’energia e dei materiali utilizzati, gli sprechi generati e le emissioni rilasciate. L’analisi LCA ha fornito una valutazione sull’impatto ambientale cumulativo per ogni prodotto, inclusi cambiamento climatico, nocività per lo strato di ozono ed eco-tossicità, tutti fattori sommati in un unico eco-punteggio ReCiPe. Le valutazioni dell’impatto sono state condotte per l’impronta di carbonio (Global Warming Potential, potenziale di riscaldamento globale) sfruttando la metodologia ufficiale IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), per il consumo delle risorse abiotiche con la metodologia CML relativa all’uso di materiali non rinnovabili come oli e metalli e l’impatto globale complessivo sfruttando la metodologia di classificazione a singolo punteggio ReCiPe più recente, standard per la creazione di una classificazione unica. La riduzione del GWP, ovvero del potenziale di riscaldamento globale, per la resina Hybrid 101 rispetto al convenzionale polipropilene corrisponde al 32% tenendo conto del carbone biogenico. Sostituendo 453.592 chili di convenzionale polipropilene con Hybrid 101, la riduzione dell’impatto ambientale corrisponde a 362.873 chili di CO2, equivalente a percorrere 1.179.327 chilometri con un veicolo passeggeri medio o fare il giro del mondo ventinove volte. Se lo 0,1% della domanda globale di polipropilene fosse sostituito da Hybrid 101, è come se dalle strade dell’America venissero tolte 5.100 automobili o come se si piantassero 1.200.000 di alberi, evitando milioni di chili di biossido di carbonio all’anno.
Cereplast, Inc. (Nasdaq: CERP) progetta e realizza plastiche proprietarie a base biologica e rinnovabili, utilizzate come sostituti delle plastiche a base di petrolio in tutti i principali processi di trasformazione, come ad esempio lo stampaggio a iniezione, la termoformatura, la formatura per soffiatura e l’estrusione, a un prezzo competitivo rispetto a quello delle plastiche a base di petrolio. Cereplast sviluppa materiali bioplastici innovativi con formulazioni studiate appositamente per rispondere alle esigenze dei clienti. Le resine Cereplast Compostables(R) sono adatte per articoli monouso che richiedono biodegradabilità e compostabilità, specialmente nel comparto alimentare. Le resine Cereplast Sustainables(R) sono basate su materiali biologici e offrono caratteristiche di resistenza e durata analoghe alla plastica tradizionale, di cui sono un ottimo sostituto per applicazioni nell’industria automobilistica e nei settori dell’elettronica di consumo e degli imballaggi. Ulteriori informazioni su http://www.cereplast.com o http://www.cereplastitalia.com. Vistate anche la pagina social network di Cereplast su Facebook.com/Cereplast, Twitter.com/Cereplast e Youtube.com/Cereplastinc.

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Il 5,5% del valore aggiunto nazionale è prodotto dalle imprese straniere

Posted by fidest press agency su sabato, 7 aprile 2012

Le 454mila imprese gestite da stranieri producono quasi 76 miliardi di €, pari al 5,5% dell’intera ricchezza prodotta a livello nazionale. L’edilizia è il settore che tra tutti mostra un maggior peso della componente straniera nella creazione del valore aggiunto (il 13,8%) e la Toscana è la prima regione in cui il valore aggiunto prodotto da aziende gestite da stranieri è più elevato che da altre parti (7,7%). Questi alcune stime realizzate dalla Fondazione Leone Moressa sull’apporto economico delle attività imprenditoriali condotte dagli stranieri in Italia.
Per regione
In Italia le 454mila imprese condotte da stranieri contribuiscono alla creazione del 5,5% del valore aggiunto nazionale. A livello territoriale si possono identificare delle regioni che più di altre mostrano un “contributo straniero” alla ricchezza prodotta più elevato: si tratta della Toscana con il 7,7% del valore aggiunto prodotto da imprese a conduzione straniera, seguita da Emilia Romagna (6,7%) e Friuli Venezia Giulia (6,4%). Ad eccezione dell’Abruzzo che si colloca in questa classifica al quarto posto a livello nazionale, l’Italia si divide in due: al Centro e al Nord dove il contributo degli immigrati si fa più forte, e al Sud dove l’incidenza del lavoro straniero si arriva appena al 2,5% in regioni quali la Campania e la Basilicata.
Complessivamente le imprese condotte da stranieri concorrono alla creazione di un valore aggiunto che si aggira attorno al 76 miliardi di €. Tra tutte le regioni la Lombardia è quella in cui la componente straniera produce in assoluto la maggiore ricchezza in termini di valore aggiunto superando i 18 miliardi di € (quasi un quarto del totale del valore aggiunto prodotto in Italia dalle imprese condotte da stranieri). Segue a ruota il Lazio (con 9 miliardi di €), il Veneto (10,8%) e l’Emilia Romagna (10,7%).
Per settore di attività
Tra i diversi settori di attività, quello delle costruzioni mostra un maggior contributo degli immigrati alla produzione di valore aggiunto: si tratta del 13,8% di tutta la ricchezza creata dal settore. Segue a ruota il comparto del commercio (con il 10,1% della produzione complessiva), la manifattura (6,6%) e i servizi alle persone (6,3%). Ma sono le aziende che operano nei servizi alle imprese che nel complesso concorrono alla creazione della maggiore ricchezza in termini assoluti: infatti si tratta di quasi 21 miliardi di € (il 27,6% del totale), seguito dai servizi alle persone con 19,7 miliardi di € (26,1%).
Per settore di attività e regione
L’apporto delle imprese condotte da stranieri in termini di creazione di valore aggiunto si differenziano tra regione e regione e tra settore e settore. Si può osservare come nelle aree del Nord gli stranieri siano più attivi nel comparto delle costruzioni, mentre nelle aree meridionali si tratta del commercio.
Nello specifico le regioni che mostrano il maggior contributo straniero alla creazione di valore aggiunto nell’edilizia sono la Liguria (21,5%), la Toscana (21,3%) e l’Emilia Romagna (21,1%). Per quel che riguarda il commercio è la Calabria la regione in cui il contributo straniero si fa più evidente seguito dalla Sardegna (12,5%). La Toscana si differenzia inoltre per la maggiore partecipazione straniera nella manifattura (15,2%), mentre la Lombardia per i servizi alle imprese (5,9%) e alle persone (9,3%).(fonte fondazione leone Moressa)

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Pensioni operatori comparto sicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 marzo 2012

Registriamo positivamente la disponibilità manifestata in data odierna dal Ministro Fornero ad incontrare i sindacati delle Forze di Polizia e le rappresentanze dei militari in merito ai provvedimenti concernenti le pensioni degli operatori del Comparto Sicurezza e Difesa. La decisione è il frutto della nostra pressione sul Governo per un necessario con le rappresentanze sindacali degli operatori sul tema delle pensioni, manifestata con forza già in sede di incontro con il Ministro dell’Interno a gennaio scorso e confermata con l’apertura della mobilitazione la scorsa settimana. Il confronto è necessario, tenuto conto che le scelte che verranno operate oltre che ad incidere sugli operatori di Polizia possono avere anche riflessi sulla sicurezza dei cittadini. Pensiamo che questo confronto debba avvenire in tempi rapidi.
Difenderemo negli incontri con il Governo la specificità degli operatori di Polizia, ancor di più su una materia come quella pensionistica. In attesa di ulteriori sviluppi, data l’importanza dei temi trattati, resta confermato lo stato di mobilitazione.(fonte comunicato Coisp, sindacato polizia)

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Il 78% del comparto nautico italiano non crede nella ripresa

Posted by fidest press agency su domenica, 26 febbraio 2012

Presentata al Big Blu la ricerca di Mannheimer sull impatto della Tassa di Stazionamento prevista nel decreto Salva Italia 78 imprese su 100 non credono nella ripresa del comparto nautico. E quanto emerge dalla ricerca condotta dalla ISPO di Renato Mannheimer che ha indagato il settore per capire l incidenza della tassa di stazionamento, introdotta dal Governo Monti e attiva da maggio 2012, che sta portando al pessimismo le aziende che operano nel Mare. La ricerca, commissionata da Unioncamere Lazio e dall Unione delle Camere di Commercio di Caserta, Latina, Napoli, Roma, Salerno e Viterbo, è stata presentata stamattina al Big Blu ed evidenzia come la maggioranza delle aziende del settore (54%) riconosca l utilità della manovra nel ridurre la spesa pubblica e come poco meno della metà (45%) resti tuttavia di avviso contrario e auspichi un passo indietro del Governo affinchè ritiri del tutto il decreto (lo pensa il 51%). Quando si parla di crisi, infatti, le aziende del settore pensano che molte attività non sopravviveranno a questi tempi (76%) mentre solo il 15% è convinto che l economia del Mare ne uscirà rafforzata. Tutto questo pessimismo deriva dalla nefaste previsioni sull incidenza della tassa di stazionamento che per il 58% degli intervistati provocherà dei danni all economia del Mare mentre solo il 34% vede in questa gabella degli effetti sì negativi per il settore ma che contribuiranno al risanamento delle casse dello Stato. La tassa, indipendentemente se considerata giusta o ingiusta, porterà secondo le imprese del settore (76%) alla fuga dei diportisti italiani e stranieri verso le coste croate o francesi e in generale ad un calo del diportismo con conseguenze negative sulle attività industriali, commerciali e turistiche correlate (83%). Non solo critiche ma anche suggerimenti emergono dalle interviste realizzate per la ricerca. L 80% degli intervistati auspica una riduzione del peso delle aliquote in base all anzianità della barca e il 67% vorrebbe la sostituzione della tassa di stazionamento con una sulla proprietà mentre il 29% chiede invece di escludere totalmente le società di charter dal nuovo regime fiscale. Per un Paese come l Italia, posizionato al centro del Mediterraneo e che ha 7.468 Km di coste, l economia del mare rappresenta una inestimabile risorsa economica. Introdurre una tassazione per il mero utilizzo del posto barca significa colpire il lavoro di tutte le imprese dei vari comparti ha commentato Giancarlo Cremonesi Presidente Unioncamenre Lazio, che conclude – il danno stimato per l economia del mare, a regime, è enorme: intorno ai 2 miliardi di euro a livello nazionale, con un calo occupazionale del 20% e un crollo degli investimenti del 50% .
In un momento così difficile per le imprese, il sistema camerale ha il dovere di individuare gli strumenti più efficaci e di mettere in campo le azioni più incisive per sostenerle e per evitare loro un crollo che rappresenterebbe il fallimento dell intero sistema Paese ha dichiarato in conclusione Vincenzo Zottola Presidente Camera di Commercio di Latina e Vicepresidente Unioncamere Lazio con delega all economia del mare

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Comparto energetico italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 18 febbraio 2012

“Abbiamo inviato, insieme a Confindustria Energia, una lettera al premier Mario Monti e al ministro Corrado Passera, per chiedere di riprendere al più presto il confronto, già avviato nell’autunno della scorso anno sia con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, sia con il ministero della Sviluppo Economico, per affrontare la situazione sempre più preoccupante del comparto energetico italiano”. Lo rende noto il segretario nazionale Ugl Chimici, Luigi Ulgiati.
“La scelta dell’abbandono del nucleare – si legge nel testo della lettera -, rende ancora più necessario una serie di interventi che consentano al nostro Paese una diversificazione negli approvvigionamenti e nelle produzioni energetiche, fattore indispensabile per la ripresa ed il rilancio economico”. “Il nostro paese dispone di importanti riserve di gas e petrolio – è scritto – che rischiano di non entrare in produzione per scelte non chiare e per la lungaggine nell’ottenimento delle necessarie autorizzazioni. Riteniamo a nostro avviso necessario, rivedere l’approccio legislativo sui biocarburanti e favorire la produzione e la trasformazione della materia prima non di importazione. Inoltre e opportuno che il governo operi anche in sede europea affinché si giunga alla tracciabilità della provenienza del raffinato per ridurre il gap di costo con quei prodotti provenienti al di fuori della UE con costi ridotti e al di fuori delle norme ambientali presenti nella UE”. Ancora “se il sistematico ricorso all’inasprimento delle accise risponde ad esigenze imprescindibili di bilancio, preoccupa il fatto che parte delle risorse reperite non sia utilizzata per finanziare iniziative volte al rilancio dell’intero sistema industriale dell’energia. Non si può prescindere da un sistema competitivo per la vendita dei carburanti in mancanza di una forte struttura industriale e logistica, e in questo contesto non e comprensibile come l’esproprio della proprietà della rete distributiva dei carburanti possa considerarsi un’iniziativa volta a favore del consumatore e ridurre i costi del carburante alla pompa”.
“Negli impianti di raffinazione oggi presenti in Italia, sono occupati fra diretti, indiretti, operatori alla logistica ed alla commercializzazione del prodotto, circa 27.000 addetti. L’assenza di norme legislative a sostegno del rilancio degli investimenti produttivi potrebbe provocare impatti drammatici sull’occupazione”. L’Ugl Chimici e Confindustria Energia “sono disponibili a dare tutto il loro sostegno – è scritto al termine della missiva – affinché il Consiglio dei Ministri e il Ministero dello Sviluppo Economico siano messi nelle condizioni di poter invertire una deriva drammatica, presupposto indispensabile per poter continuare a parlare di sistema energetico in Italia”.

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Il disagio del comparto Difesa-Sicurezza

Posted by fidest press agency su domenica, 22 Mag 2011

“Peggio delle ingiustizie e del mancato rispetto degli impegni c’è solo la presunzione di chi pensa che gli altri siano tutti ingenui, nonché l’irresponsabilità di chi senza remore non tiene fede all’impegno assunto con i cittadini nello svolgimento di un compito nobile ed altissimo quale è quello di rappresentarli. E noi di questo abbiamo esempi in Italia, compreso nel nostro Parlamento. Uno su tutti? Il senatore Filippo Saltamartini, naturalmente! Chi altri avrebbe potuto essere più sconcertante di lui, che conosce bene le necessità degli Operatori della sicurezza, e che manifesta addirittura soddisfazione per l’osceno trattamento riservatoci dal Governo, mentre tutti, e dico tutti i rappresentanti del Comparto, da ultimo anche il Cocer dell’Aeronautica militare, non fanno che manifestare il più cupo malcontento! E’ qualcosa che fa davvero cadere le braccia..”. Questa la riflessione di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, in seguito agli ultimi sviluppi dell’iter del decreto legge sui trattamenti delle Forze Armate, di Polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che ha scatenato le ire dei rappresentanti di militari e Forze di Polizia. Ultimo intervento in ordine di tempo quello del Cocer dell’Aeronautica Militare, che in una nota stampa ha sottolineato a chiare note come “nei fatti, si è assistito al mancato rispetto degli impegni assunti dal Governo per lenire gli effetti degli ingiustificati e discriminanti tagli alle retribuzioni dei militari. Le misure una tantum – è detto ancora nel comunicato -, alla stregua di una social card per i militari, rischiano di essere percepite dal personale per quello che sono: l’ennesimo segnale di disattenzione verso la tanto sbandierata specificità del Comparto Difesa e Sicurezza”. “Quest’ultimo intervento – aggiunge Maccari – è solo l’ennesimo urlo contro un Governo che sta toccando livelli di bassezze inimmaginabili nei confronti dei suoi Servitori più fedeli, giungendo addirittura a prevedere somministrazioni una tantum come si fa con gli accattoni per la strada. E’ un oltraggio intollerabile, e quando leggiamo che Saltamartini parla di ‘applicazione del principio di specificità retributiva precedentemente introdotto dal Governo Berlusconi’, ci viene in mente solo una cosa: è vero! E’ la menzognera applicazione di una menzogna, è la clamorosa concretizzazione del nulla più assoluto, è la giusta evoluzione dell’oltraggio che da anni ormai viene perpetrato nei confronti di chi quattro soldi pulciosi se li guadagna a costo di buttare il sangue. Siamo indignati e schifati che un rappresentante del popolo italiano che intasca ogni mese migliaia e migliaia di euro dei contribuenti non riesca neppure ad ammettere la verità, e cioè – conclude Maccari – che il diritto alla sicurezza dei cittadini rischia di essere messo in discussione grazie a rappresentanti politici irresponsabili e menefreghisti che pensano unicamente al proprio orticello”.

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Il fotovoltaico in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Mag 2011

Fiera Milano Rho Mercoledì 18 maggio 2011 convegno dedicato a Il fotovoltaico in Italia: quale futuro dopo il Quarto Conto Energia?” Dopo mesi di attesa è stato approvato, nei giorni scorsi, il Quarto Conto Energia che determina una nuova disciplina delle modalità di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici con l’obiettivo di porre le basi per lo sviluppo di medio-lungo periodo del comparto nel nostro paese. Quale sarà il futuro delle rinnovabili in Italia? Sono sufficienti gli incentivi? Gli operatori, i professionisti e le Associazioni hanno bisogno di chiarezza e di forti spinte per il futuro. La discussione è ancora accesa e coinvolge tutta la filiera delle energie rinnovabili.
Aprirà il convegno Massimiliano Pierini, Exhibition Director di MCE – Mostra Convegno Expocomfort, la manifestazione biennale leder mondiale nell’impiantistica civile e industriale, nella climatizzazione e nelle energie rinnovabili che dedicherà nell’edizione 2012 un focus speciale al settore fotovoltaico, fra i comparti industriali da sempre presenti alla manifestazione. A Vittorio Chiesa, Direttore Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, l’apertura dei lavori del convegno, per proseguire con un ricco parterre di relatori volto ad offrire un quadro completo sulle opportunità per il mondo del fotovoltaico e per il suo indotto.
La prima parte del convegno sarà dedicata ad analizzare il settore, partendo dai risultati del Terzo Conto Energia e dai quelli del Solar Energy Report per poi entrare nei dettagli e illustrare gli aspetti più rilevanti introdotti dalla nuova normativa.
In particolare, sul podio si avvicenderanno Reinhold Buttgereit, Segretario Generale EPIA, European Photovoltaic Industry Association, che presenterà un’analisi sulle politiche di incentivazione adottate dagli altri paesi europei, Gerardo Montanino, Direttore Generale GSE, Gestore Servizi Energetici, che illustrerà i risultati del Terzo Conto Energia, Vittorio Chiesa, Direttore Energy & Strategy Group, che esporrà un’analisi critica della nuova normativa e i conseguenti possibili sviluppi del mercato italiano aprendo così il dibattito che andrà ad animare la tavola rotonda con APER, ASSISTAL, ASSOSOLARE, GIFI. (dem)

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La filiera del comparto vitivinicolo

Posted by fidest press agency su martedì, 29 marzo 2011

Istituire una doc regionale Friuli Venezia Giulia, superare la frammentazione del comparto vitivinicolo e riorganizzare la filiera. Sono gli obiettivi del nuovo progetto di Confcooperative Fvg, presentati oggi da Nicola Galluà (segretario generale dell’organizzazione cooperativa) e Giorgio Giacomello (presidente di Fedagri Fvg), all’assessore alle risorse rurali, Claudio Violino, in chiusura della riunione del Tavolo verde svoltasi presso la sede della Regione. «Una riflessione sull’organizzazione del settore vitivinicolo è doverosa: il superamento dell’attuale condizione di frammentazione nella filiera è condizione indispensabile per valorizzare la nuova doc Friuli Venezia Giulia e, con essa, rafforzare la capacità della produzione vinicola regionale di essere competitiva nel mercato interno ed estero», afferma Giacomello che ricorda come le cantine cooperative aggreghino il 40% delle uve lavorate in regione e rappresentino un sistema agroalimentare con oltre 2.500 viticoltori associati e una crescita a due cifre dell’export, nel 2010 (+11,7%).

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Fondi al comparto difesa-sicurezza?

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

“Chi oggi canta vittoria per l’approvazione del decreto per lo stanziamento dei fondi per il comparto Sicurezza e Difesa si sta rendendo complice del Governo in questa clamorosa truffa ai danni degli Appartenenti alle Forze dell’Ordine”. Ad affermarlo è Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia. “Il decreto – spiega Maccari -, per tentare di aggiustare i danni prodotti dalla manovra finanziaria, non prevede altro che l’utilizzo dei fondi già accantonati e destinati al riordino delle carriere. Insomma: non ci sono nuovi fondi destinati al Comparto, ma ci tolgono i soldi da una tasca per metterceli nell’altra! E’ il solito gioco delle tre carte, ma ciò che è più grave è il fatto che alcuni sedicenti rappresentanti sindacali si prestano a fare da compari a un Governo imbroglione. Noi non ci facciamo ingannare da giochi di prestigio di un esecutivo che, soltanto dopo la protesta di Arcore e la manifestazione di oggi a Roma, ha deciso di varare un provvedimento che rappresenta poco più di una nuvola di fumo. Per questo continuiamo la nostra protesta, nonostante qualche sindacato abbia deciso di cantare vittoria senza avere ottenuto nulla, e di restare a casa in preda a una sorta di ‘sindrome di Scilipoti’: fino a ieri era fortemente critico nei confronti del governo, mentre oggi, evidentemente richiamato all’ordine, si aggrega alla pittoresca area dei ‘responsabili’. Peccato che questo sia un atteggiamento da veri ‘irresponsabili’ nei confronti del Comparto Sicurezza!”.

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“Fotovoltaico in agricoltura”

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

Latina 25 marzo 2011 Ore 09:00-17:00 IPSAA “San Benedetto” Via M. Siciliano 4 B.go Piave   Fotovoltaico, una opportunità anche per l’Agricoltura. Il convegno dedicato a tutti i soggetti coinvolti nel comparto si pone l’obiettivo di esaminare, alla luce del recente Decreto Legislativo, l’utilizzo  degli impianti fotovoltaici nell’azienda agricola sotto il profilo autorizzativo, tecnico, economico, normativo e fiscale. Il convegno “Fotovoltaico in agricoltura Opportunità di Integrazione del Reddito Agricolo”, è dedicato a tutti i soggetti coinvolti nel comparto  e si pone l’obiettivo di esaminare, alla luce del recente Decreto Legislativo,  l’utilizzo degli impianti fotovoltaici nell’azienda agricola sotto il profilo autorizzativo, tecnico, economico, normativo (terzo conto energia) e fiscale.  Temi fondamentali del convegno sono i sistemi di conversione fotovoltaica, usati nel pieno rispetto dell’ambiente, del paesaggio e dei terreni agricoli, quale nuovo e interessantissimo capitolo per la “generazione” di elettricità abbinata alle normali attività rurali. “Produzione” utile a integrare il reddito del comparto, compromesso dal quotidiano confronto con il mercato globalizzato.  Il fotovoltaico sarà, quindi, analizzato come possibilità di integrazione del reddito agricolo utilizzando le superfici dei tetti degli edifici rurali, delle coperture delle serre, degli ombrai e di eventuali aree marginali, in modo da costituire per l’agricoltore una nuova attività e, per noi tutti, una occasione per la difesa dell’ambiente e del territorio rurale.  La “produzione” di energia elettrica, da fonte fotovoltaica, sarà esaminata anche nell’ambito del concetto di multifunzionalità dell’agricoltura, settore capace di fornire beni e servizi derivanti da  attività culturali, agrituristiche, di tutela ambientale, artigianali e sociali, che non alterano l’originale vocazione del comparto. Fotovoltaico esaminato, infine, anche sotto il profilo di resa degli investimenti e di concreta opportunità di integrazione del reddito agricolo che non è assolutamente secondaria, se si considera che un impianto di 200 Kw, che occupa una superficie di appena 1350 mq, alle attuali tariffazioni può produrre un reddito annuale di circa €40.000,00 al netto delle spese di manutenzione, assicurazione e della rata del mutuo dell’investimento iniziale (€ 550mila circa). Un’azienda agricola, al fine di conseguire un simile risultato, dovrebbe coltivare: 260 ettari di frumento, o 220 ettari di girasole, oppure ancora  40 ettari di pomodoro da industria, investendo circa 200 mila euro all’anno.   (ADAF-Latina Associazione Dottori in Scienze Agrarie e Forestali)

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79 milioni per il Comparto sicurezza?

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

“Nessuna sfiducia preventiva e nessun intento recriminatorio, ma non possiamo nascondere i nostri timori per la possibile ennesima delusione nascosta dietro l’angolo. Se infatti i soldi che ci sono dovuti per il 2011 per il finanziamento di misure perequative venissero stornati dai fondi per il riordino delle carriere, è chiaro che sarebbe un’operazione truffaldina bella e buona. ‘ULTERIORI’ fondi può significare solo una cosa: che quelli destinati ad altro non si toccano! E noi vigileremo su questo”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo le dichiarazioni del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che nel corso del question-time alla Camera ha parlato di “…un provvedimento d’urgenza da portare al prossimo Consiglio dei ministri per uno stanziamento di ULTERIORI 79 milioni di euro destinato a polizia, vigili del fuoco e rappresentanti delle forze armate”. Maroni ha poi annunciato che “…prima del Cdm si terrà a Palazzo Chigi un incontro con le Associazioni Sindacali del Comparto sicurezza voluto dal Presidente del Consiglio, il quale ne ha anticipato i contenuti lunedì scorso ai rappresentanti delle Forze dell’ordine che sono andati a fargli visita ad Arcore”. “A parte la piccola ma doverosa ennesima precisazione – aggiunge il leader del Coisp – che quel giorno, per quanto riguarda i Sindacati della sola Polizia di Stato, fuori dalla residenza ed all’incontro con il Premier c’erano il Coisp, il Siap-Anfp ed il Silp per la Cgil (giusto per evitare facili strumentalizzazioni), siamo indotti dalle brutte esperienze vissute in passato, soprattutto con questo Governo, a sottolineare l’ovvio, e cioè che queste ‘ulteriori’ risorse non devono provenire dalla ‘distrazione’ di quelle già destinate ad altro. Sarebbe come l’ennesima manche del gioco delle tre carte, e chi dovesse appoggiare una cosa simile sarebbe solo un vigliacco truffatore dei colleghi. “Ci scuseranno il Ministro e l’intero Governo – conclude Maccari – se sembriamo scettici e malfidati, ma dopo il disastroso trattamento riservatoci in questi mesi, sentire Maroni dire che ‘…sono giuste le rivendicazioni dei Sindacati…’, e che ‘…c’è l’esigenza di dare la necessaria valorizzazione economica a comparti che hanno acquisito negli anni una forte dignità dal punto di vista giuridico, non sempre accompagnata dal dovuto riconoscimento economico…’, e che ‘…la Polizia, Forze armate e Vigili del fuoco che si stanno spendendo con straordinari risultati anche nelle emergenze, non possiamo non riconoscere un migliore trattamento economico…’, ci è sembrato quasi un triste sfottò! Ai nostri governanti il compito di farci cambiare idea… con i fatti però!”.

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Pulizie scuole

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2011

“Siamo preoccupati per le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione Gelmini, relative alla situazione degli appalti nelle pulizie delle scuole italiane: “Ci sono circa 200 mila bidelli ma si spendono 600 milioni per le imprese di pulizie e le scuole sono sporche”. Così le Associazioni datoriali Federlavoro e Servizi Confcooperative, FiseAnip/Confindustria, Legacoopservizi e le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori del comparto Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e Uiltrasporti-UIL, in merito alle dichiarazioni rilasciate ieri dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini durante la trasmissione Rai “Che tempo che fa”. “Dopo le affermazioni del ministro Gelmini, temiamo che tutti siano a rischio  – concludono le Organizzazioni – nonostante il Miur in una riunione dello scorso 3 marzo, presieduta dal Sottosegretario On. le Pizza, in una ottica di concertazione, abbia chiesto a organizzazioni datoriali e sindacali di portare delle proposte da discutere in una riunione già programmata per il 22 marzo, per raggiungere dei risultati di ottimizzazione e per programmare una metodologia di gare di appalto che garantiscano la qualità dei servizi, la capacità organizzativa e finanziaria delle imprese utile a far fronte ai costanti ritardi di pagamento del Ministero, e siano coerente con le direttive europee in materia di bandi ad evidenza Europea e clausola sociale di salvaguardia dell’occupazione e dei redditi, scongiurando le procedure di licenziamento. Sarebbe un un’azione irresponsabile da parte del ministro buttare a mare un lavoro serio che le parti stanno concertando. Per parte nostra non ci lasceremo trascinare in questa irresponsabilità, questi sono tempi nei quali ognuno è chiamato a dare il proprio apporto costruttivo e non a distruggere le altrui posizioni.

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Saldi invernali

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 gennaio 2011

Da oggi prende il via ufficiale la stagione dei saldi invernali. Con la firma, da parte dell’assessore alle Attività Produttive Davide Bordoni, della deroga alla chiusura festiva dei negozi prevista dall’ordinanza comunale, gli esercizi commerciali potranno tenere le saracinesche alzate nel giorno dell’Epifania.«Con la Befana inizia un lungo week end di shopping che mi auguro sia di buon auspicio per rilanciare il comparto commerciale capitolino – dichiara Bordoni. Le aspettative degli esercenti sembrano positive anche perché i saldi muovono oltre il 30% del giro d’affari di un’attività. Purtroppo, nei giorni scorsi abbiamo riscontrato e verificato alcune irregolarità legate all’anticipo delle vendite promozionali. I vigili urbani, soprattutto nelle zone del centro storico, hanno multato alcuni negozi e spero che con l’inizio dei saldi non siano costretti a rilevare nuove anomalie. Ricordo infatti che i prodotti esposti per la vendita devono indicare in modo chiaro e ben leggibile il  prezzo di vendita al pubblico: il cartellino del saldo deve riportare il prezzo prima del saldo, la percentuale di sconto e il prezzo scontato. Invito i consumatori a conservare sempre lo scontrino: in caso di articolo difettoso il negoziante è obbligato ad effettuare una sostituzione anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare». Come prevede l’ordinanza comunale del marzo 2009, i negozi potranno restare aperti anche nelle due domeniche successive la data di inizio dei saldi, domenica 9 e 16 gennaio.

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22 dicembre: manifestazione studenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 dicembre 2010

Roma. “Serve un atto di coscienza da parte di tutti per evitare che Roma diventi un campo di battaglia. Isolare i violenti  appare quindi un gesto di responsabilità civile e morale che non può essere disatteso” – lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, Presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale alla vigilia delle probabili manifestazioni previste per domani. “Abbiamo chiesto di predisporre le massime misure di sicurezza per evitare incidenti, ma di fronte alle nuove intimidazioni è evidente che serve la collaborazione delle famiglie, degli insegnanti, del comparto socio – educativo tutto e di quegli studenti che scendono in piazza spinti solo dalla forza delle loro idee per condannare ogni sorta di azione  illegale e distruttiva. Appare quanto mai pleonastico rivolgerci alla responsabilità di quelle forze politiche che, pur di strumentalizzare la battaglia politica, fomentano, giustificano o addirittura osannano chi vuole trasformare la città in uno scenario di guerra, causando per giunta ingenti danni  economici che gravano sulle spalle dei cittadini e dei commercianti. Chi non prenderà le distanze da coloro che, nascondendosi dietro il pacifico e democratico diritto a manifestare, hanno come obiettivo quello di mettere a ferro e fuoco la città, ledendone l’immagine anche a livello internazionale, si deve ritenere responsabile anche di eventuali tragedie che, fortunatamente, la scorsa volta sono state scongiurate – conclude Santori”.

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Crisi Fincantieri

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2010

“Finmeccanica deve dire parole chiare e definitive sui destini della fincantieri. La cantieristica italiana e’ minacciata dalla leggerezza con cui si sta definendo la strategia di razionalizzazione e rilancio di un comparto che puo’ dare tanto al Paese. L’assenza ai tavoli nazionali ed europei del ministro titolare dello sviluppo economico rischia di essere la falla che portera’ ad affondare l’industria navale italiana. Oggi assistiamo ad una manifestazione straordinaria, tantissimi operai di tutta Italia sfilano per difendere il futuro della fincantieri tanti gonfaloni tante fasce tricolori. Una dimostrazione di forza e di compattezza che richiede un sussulto di responsabilità a Finmeccanica e al governo”. Lo dichiara Guglielmo Vaccaro, deputato del PD e tra i fondatori di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta.

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