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Il comparto dell’alluminio torna a incontrarsi per la nuova edizione di METEF

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 Maggio 2022

BolognaFiere dal 9 all’11 giugno 2022, in contemporanea a MECSPE, il più importante appuntamento dedicato alle innovazioni per l’industria manifatturiera. La nuova edizione organizzata da Senaf si svilupperà in due padiglioni in un contesto altamente professionale e concentrato sullo sviluppo del business. Con tutte le difficoltà che in questo momento molte imprese si ritrovano ad affrontare, tra caro energia, scarsità di materie prime e aumento dei prezzi alla produzione dell’industria (schizzati al +4% su base mensile, fonte Istat), appare più che mai importante per le aziende del comparto cercare soluzioni condivise e di respiro internazionale. Un appuntamento imprescindibile per gli addetti ai lavori della filiera industriale dell’alluminio e dei metalli speciali che, grazie anche alla collaborazione con le principali associazioni nazionali e internazionali di settore, pone al centro dell’attenzione lo sviluppo dell’industria metallurgica attraverso l’innovazione sostenibile. Una vera e propria piazza per favorire l’incontro tra i professionisti del settore. Questo sarà METEF 2022, grazie anche a un significativo programma di convegni, eventi e iniziative speciali. Grande ritorno del Premio Innovazione METEF, un’iniziativa di carattere internazionale, consolidata da oltre un decennio, che si propone di premiare le case history più innovative candidate dalle aziende, relative all’innovazione in impianti, tecnologie, prodotti ed applicazioni in alluminio e sue leghe. Il premio ai vincitori sarà conferito il primo giorno di fiera da una giuria di specialisti, che valuterà le candidature in base al grado di originalità e ai vantaggi competitivi che le innovazioni proposte sono in grado di offrire, privilegiando gli aspetti di risparmio energetico, ecosostenibilità e salvaguardia delle risorse. Un premio speciale sarà inoltre assegnato ai progetti di decarbonizzazione del sistema azienda nel suo complesso. Tra le principali novità del 2022 spicca poi la prima edizione del Premio Pressocolata Italia, promosso per la prima volta in maniera congiunta dalle associazioni AIM, Amafond e Assofond, che valorizzerà i getti pressocolati caratterizzati da un livello alto di innovazione anche dal punto di vista della sostenibilità. Ulteriori contenuti riguardanti il comparto dei trattamenti superficiali verranno trattati nel Villaggio Aital, uno spazio curato da Aital, l’associazione Italiana trattamenti superficiali Alluminio, con un puntuale programma di eventi e iniziative. Altri temi riguardanti il comparto della fonderia verranno trattati nell’Area dedicata alla rete innovativa regionale Sinfonet nella quale saranno anche presenti alcune delle aziende partner. Infine, Amafond, l’Associazione Italiana Fornitori Fonderie, sarà presente a METEF attraverso diverse delle sue aziende associate che da sempre hanno sostenuto e sostengono la manifestazione.

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Il comparto calzaturiero italiano in ripresa nel 2021

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

L’anno scorso infatti ha registrato un incremento del fatturato del +18,7% sul 2020 attestandosi a 12,7 miliardi di euro. Un valore però ancora inferiore all’epoca pre-covid (-11% rispetto al 2019). È la fotografia scattata dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici su un settore dove le griffe trainano l’export, con le aziende che viaggiano a velocità differente (solo una su tre ha recuperato i livelli ante pandemia) e su cui c’è l’ombra gettata dallo scenario geopolitico in continua evoluzione in Ucraina. I dati sono stati illustrati oggi, a Milano, nella conferenza stampa di presentazione della manifestazione internazionale Micam in programma dal 13 al 15 marzo 2022 a Fiera Miano Rho. Nel dettaglio, l’export ha raggiunto in valore (10,3 miliardi di euro a consuntivo) il secondo miglior risultato di sempre, anche al netto dell’inflazione. Bene, in particolare, le prime due destinazioni, ovvero Svizzera (+16,2% in valore sul 2020, nei primi 11 mesi) e Francia (+24%), tradizionalmente legate al terzismo; ma anche USA (+42%) e Cina (+37,5%) che ha già abbondantemente superato i livelli 2019. Tra i primi 20 mercati di sbocco, solo 3 hanno registrato nel 2021 un segno negativo: Regno Unito, Giappone e Corea del Sud (che ha così interrotto la forte e costante crescita degli anni precedenti). Infine si guarda con preoccupazione alla crisi russo Ucraina che inevitabilmente frenerà la ripresa appena descritta data l’importanza strategica dei due mercati per la calzatura italiana. Risale l’attivo del saldo commerciale (+22% da gennaio a novembre), atteso a poco meno di 5,2 miliardi nei 12 mesi. Sul fronte interno, invece, gli acquisti delle famiglie (pur in crescita del +15,6% in valore, con un +12,1% in volume) restano ancora al di sotto dell’11,1% rispetto alla situazione già largamente insoddisfacente di due anni addietro. L’analisi per merceologia evidenzia incrementi attorno al +16% in spesa sul 2020 per le calzature classiche per uomo e del +18% per quelle per donna; entrambe le voci, duramente colpite nel 2020 dal venir meno di molte occasioni d’uso, restano però al di sotto di circa il -20% rispetto al pre-crisi; +14% per le scarpe da bambino; +16,3% per le sportive e le sneakers (con un gap del -4% sul 2019). Aumento contenuto, infine, per la pantofoleria (+6%), ma sufficiente ad appianare il divario con la situazione pre-Covid (+0,3%), visto il diffuso utilizzo durante la permanenza forzata nelle case nel 2020 e quindi la minor flessione negli acquisti subìta. Permane inoltre in forte sofferenza lo shopping legato al turismo straniero, sempre molto penalizzato. Dal punto di vista occupazionale, nel 2021 si contano in Italia 3.981 calzaturifici attivi, con un saldo negativo di -171 unità rispetto a dicembre 2020. La forza lavoro settoriale è scesa a 70.586 addetti, -1.296 sul 2020 (-1,8%). Considerando anche i produttori di componentistica, i saldi precedenti salgono a -312 aziende e -2.067 addetti rispetto al 2020, tra industria e artigianato. Il numero di imprese attive cala in tutte le regioni. Con riferimento agli addetti, Campania e Puglia risultano le uniche in controtendenza (+95 e +148 unità). Nelle Marche e in Toscana le riduzioni più elevate in termini assoluti sia nelle imprese attive (-114 e -65 unità rispettivamente) che nel numero di addetti (-1.269 e -624). Infine, dopo il picco del 2020 raggiunto a seguito dell’interruzione delle attività lavorative durante il lockdown (83 milioni di ore), nel 2021 le autorizzazioni rilasciate da INPS per la filiera pelle sono scese a 68,2 milioni (-17,8%), restando però su livelli più di 8 volte superiori a quelli del 2019 (+722%), a testimonianza di uno scenario ancora decisamente complesso in cui l’aumento dei prezzi delle materie prime (che ha caratterizzato tutto il 2021) e quello dei costi energetici erodono i margini delle imprese, mettendo a rischio la ripartenza stessa del settore.

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Anche il comparto olivicolo-oleario nazionale potrà beneficiare del ‘Pegno Rotativo’

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 gennaio 2022

È stato, infatti, implementato anche per l’olio extravergine d’oliva Dop e Igp il portale informatico del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali dove sarà possibile registrare telematicamente le operazioni. Lo strumento di accesso al credito è già attivo per il comparto vitivinicolo e ha permesso di immettere, in pochi mesi dalla sua attivazione, oltre 30 milioni di euro di liquidità nelle imprese agricole con un costo pari a zero per le casse dello Stato”. Lo dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate, esponente M5S in commissione Agricoltura, che avviò il ‘Progetto Credito’ quando ricopriva il ruolo di sottosegretario al Mipaaf. “Il Pegno rotativo – aggiunge – è stato introdotto con il Dl Cura Italia grazie a un emendamento fortemente voluto dal collega Alberto Manca. Si tratta di uno strumento tecnico gradito dalle banche in quanto si può ritenere il credito garantito ai fini delle regole di Basilea e, quindi, possono essere accordate delle condizioni migliori. Un’opportunità importante e concreta per poter dare liquidità alle imprese olivicole-olearie, soprattutto in questo periodo in cui si registra un forte aumento dei costi che devono sopportare”.

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Il comparto calzaturiero italiano resiste alla crisi

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2022

Nei primi nove mesi del 2021 segna – per il campione di Associati intervistati – un recupero a doppia cifra del fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+19,5%). È la fotografia scattata dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici che stima anche, secondo le prime proiezioni, una chiusura del fatturato a +16,2% nei dodici mesi ma con un gap compreso tra il -10 e il -15% rispetto ai livelli 2019 antecedenti l’emergenza sanitaria.Se la maggioranza delle imprese ha segnalato almeno un avvio di recupero, registrando un incremento sui livelli fortemente penalizzanti dei primi 9 mesi 2020, il vigore della ripresa non è stato uniforme e, soprattutto, in molti casi non è stato sufficiente a ripianare le perdite subìte l’anno precedente. Solo 1/3 delle aziende ha infatti dichiarato di aver superato, o almeno eguagliato, i livelli di fatturato di gennaio-settembre 2019 pre-Covid. Bene l’export settoriale (+17,6% in valore nel complesso e +16,3% in quantità): con la sola eccezione di Regno Unito, Giappone e Corea del Sud (che registra un primo rallentamento dopo nove anni di crescita ininterrotta), tutte le prime 20 destinazioni mostrano un trend positivo sul 2020 (quasi sempre con recuperi a due cifre, almeno in valore).Per quanto riguarda gli acquisti delle famiglie, la disaggregazione per segmento merceologico evidenzia nei primi 9 mesi incrementi attorno al +6% in spesa per le calzature classiche per uomo e del +10% per quelle per donna (entrambe le voci restano però al di sotto di oltre il -20% rispetto al pre-crisi); +7,6% le scarpe da bambino; +14,2% per le sportive e le sneakers (con un gap del -7% sul 2019); aumento contenuto per la pantofoleria (+4,2%), la tipologia più utilizzata durante il lungo lockdown e conseguentemente la più vicina ora alla situazione pre-Covid (-2,8%). L’analisi condotta evidenzia come alcuni fattori possano ostacolare la ripresa e il ritorno alla normalità, tra cui – oltre ad una nuova ondata di contagi – gli aumenti nei prezzi delle materie prime e dell’energia.

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Legge bilancio rilancia comparto primario

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2022

“Con l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio, agricoltura e pesca beneficiano di oltre 2 miliardi di euro, risorse mai stanziate in precedenza in maniera così ingente. Il comparto primario, del resto, ha dimostrato tutta la sua rilevanza durante la pandemia e continua a trainare l’export del made in Italy. Il consistente impegno era, dunque, doveroso ed è stato supportato da ulteriori novità normative, durante la conversione in legge in Senato. Ulteriori fondi sono stati stanziati per il comparto brassicolo, apistico, della frutta a guscio e del sughero nonché è stata preservata la qualifica di imprenditore agricolo per coloro che subiscono calamità naturali o fitopatie che mettano a repentaglio il criterio di prevalenza agricola delle proprie attività”. Lo dichiara la deputata Chiara Gagnarli, capogruppo M5S in commissione Agricoltura.“È proprio sul fronte della gestione del rischio climatico che la Manovra prevede le maggiori novità con la creazione del Fondo mutualistico nazionale (690 milioni di euro) e con 250 milioni di euro per le assicurazioni agevolate – aggiunge – Proseguono gli sgravi fiscali con l’esenzione Irpef dei redditi agricoli (237 mln) e la proroga della decontribuzione per gli under40 (8,3 mln). Per il rilancio del comparto primario vengono poi stanziati 160 milioni per il Fondo per lo sviluppo delle filiere, 10 milioni per la competitività, 10 per la filiera grano-pasta, 120 milioni per i distretti del cibo, ulteriori 74,5 milioni per le compensazioni IVA in zootecnia nonché 80,5 milioni per le misure di credito e finanziamento di Ismea”. “La pesca potrà contare su 16 milioni di euro per il piano triennale e il fondo di solidarietà nazionale – prosegue Gagnarli -. Viene, inoltre, rinnovato il fermo pesca ed estesa la Cassa Integrazione Salariale Operai Agricoli (CISOA) ai pescatori che potranno finalmente godere di un ammortizzatore sociale strutturale mentre con 4 milioni di euro vengono rafforzate le Capitanerie di Porto. Esteso, poi, il Bonus Verde per i prossimi tre anni al 36%, stanziati 30 milioni di euro per la Strategia Forestale e, infine, 50 milioni di euro alle Regioni per coprire gli anticipi a valere sul credito di soccorso”.“Rimangono aperte le questioni relative al potenziamento degli organici dell’Ispettorato Repressione Frodi per il contrasto alle Pratiche commerciali sleali, la stabilizzazione degli operai agricoli del Crea su cui abbiamo comunque previsto il relativo stanziamento economico nonché il potenziamento del Servizio Fitosanitario Nazionale così da dare concretezza alla riforma approvata per meglio fronteggiare le fitopatie. L’auspicio – conclude – è che si raggiungano presto questi obiettivi in prossimi provvedimenti”.

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Sostegno al comparto brassicolo nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2021

“Approvato al Senato l’emendamento alla Legge di Bilancio per il sostegno al comparto brassicolo nazionale. Per i piccoli birrifici artigianali con una produzione sino a 10mila ettolitri prevediamo che lo sconto sulle accise salga sino al 50 per cento; per chi produce sino a 30mila ettolitri sarà pari al 30 per cento mentre, per le imprese sino a 60mila ettolitri lo sconto arriva al 20 per cento. Si tratta di una misura che segue il lavoro fatto con la Legge di Bilancio 2019 dove inserimmo, per la prima volta, uno sconto sulle accise così da sostenere le produzioni nazionali emergenti. Al contempo, l’emendamento prevede anche una graduale riduzione d’accisa, sino a scendere a 2,90 euro per ettolitro e per grado Plato nel 2023”. Lo rende noto la deputata Chiara Gagnarli, capogruppo M5S in commissione Agricoltura alla Camera. “Si conclude così un lungo lavoro di concerto con le associazioni Unionbirrai, Assobirra e Coldiretti, che ringrazio insieme ai colleghi senatori che hanno depositato e sostenuto l’emendamento – aggiunge – Rimaniamo in attesa, infine, dal Ministero dello Sviluppo economico del decreto attuativo del fondo di ristoro che abbiamo fortemente voluto inserire nel Dl Sostegni-bis, così da supportare le produzioni artigianali italiane, uno dei settori più in crescita degli ultimi anni e che, a causa delle restrizioni legate alla pandemia, ha subito crolli di fatturato pari anche al 90 per cento” conclude.

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Condogreen sceglie “La Scala” come Advisor legale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2021

La Scala è stato scelto come advisor legale da Condogreen – general contractor indipendente attivo nel settore edilizio interessato dal “Superbonus 110%” e dalle altre agevolazioni al comparto, nonché dalla intermediazione del relativo credito d’imposta – per tutte le attività relative alla contrattualistica con la clientela, alla consulenza e alla gestione stragiudiziale e giudiziale delle questioni inerenti i singoli rapporti e cantieri.Condogreen, che opera coordinando una filiera integrata, sarà assistita da un team di La Scala dedicato e guidato da Pierluigi Giammaria, responsabile della practice di Diritto Pubblico dell’Economia.Oltre a La Scala, saranno partner di Condogreen anche EY (già Ernst and Young), per gli aspetti fiscali e di rilascio visti di conformità , e Cattolica Assicurazioni per gli aspetti relativi all’emissione delle polizze assicurative.Pierluigi Giammaria ha al riguardo dichiarato: “la nostra collaborazione con Condogreen è un ennesimo passo dello Studio nel presidio di un’area di interesse sempre crescente per gli imprenditori italiani: quella dell’economia che ha a che fare con l’ intervento e la regolazione pubblica. È un trend importante e ricco di problematiche giuridiche e operative: la nostra offerta al riguardo sarà accurata e articolata”.Davide Pracchi, A.D. di Condogreen, ha dichiarato: “ La mission di Condogreen è di rendere tutto il paese Compliant con gli obiettivi del Green Deal del Nextgen europeo. Contiamo molto sull’appoggio dello Studio La Scala in virtù della grande attitudine al problem solving”.
Fondato nel 1991, La Scala offre ai propri clienti, da oltre venticinque anni, una gamma completa e integrata di servizi legali. Tra i primi studi legali nel contenzioso bancario e fallimentare, è oggi leader riconosciuto nei servizi di recupero crediti giudiziale. E’ inoltre attivo nei servizi professionali dedicati alle imprese, nonché nel diritto civile e di famiglia.Dopo la sede principale di Milano, nel corso degli anni sono state aperte le altre sedi di Roma, Torino, Bologna, Vicenza, Padova, Ancona e una seconda sede a Milano.
Oggi La Scala comprende 214 professionisti e uno staff di 101 persone, e assiste stabilmente tutti i principali gruppi bancari italiani, numerose imprese industriali e commerciali, importanti istituzioni finanziarie. All’inizio del 2018 La Scala si è trasformato in Società tra Avvocati per azioni.Nell’estate del 2018, La Scala è stata la prima Società tra Avvocati a siglare un’alleanza strategica con un partner industriale per la creazione di La Scala Cerved Società tra Avvocati.All’inizio del 2020, con Nctm Studio Legale e Unicredit ha costituito UniQLegal, primo studio legale partecipato da una Banca e da un altro primario studio legale.Dal 2000 pubblica IUSLETTER che, nata come rivista bimestrale, nel 2012 è diventata un vero e proprio portale web di informazione giuridica, quotidianamente aggiornato.

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Nuovo programma di sostegno al comparto olivicolo-oleario

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2021

“È il momento di unire le forze per sfruttare al meglio le risorse messe a disposizione dal Mipaaf in questo settore. In particolare, è necessario investire sul miglioramento dell’impatto ambientale dell’olivicoltura che vede finanziamenti per tutte le operazioni di mantenimento di oliveti ad alto valore ambientale e paesaggistico a rischio abbandono. È l’occasione per lanciare un Piano nazionale Recupero Oliveti Abbandonati, che oltre al dramma colturale e produttivo unisce il problema ambientale di erosione del suolo. Le Città dell’Olio da tempo sono impegnate in progetti che uniscono il fenomeno dell’abbandono olivicolo a politiche di agricoltura sociale. Bisogna unire le forze tra gli Enti locali che hanno la responsabilità di governo del territorio, e le associazioni di produttori affinché il patrimonio olivicolo italiano con la sua biodiversità unica al mondo, diventi una risorsa strategica per vedere le nostre “comunità” riprendere vita anche grazie all’olivicoltura, unendo le attività di recupero (valore ambientale, sociale ed identitario) con l’innovazione.” Con queste parole Michele Sonnessa, Presidente dell’Associazione nazionale Città dell’Olio, commenta la firma del decreto “Disposizioni nazionali concernenti i programmi di sostegno al settore dell’olio di oliva e delle olive da tavola”. I nuovi programmi di sostegno al comparto olivico-oleario partiranno il prossimo 1° aprile e si concluderanno entro il 31 dicembre 2022 e potranno contare su una dotazione complessiva pari a 69,2 milioni di euro di cui 34,59 milioni quale contributo comunitario. Di tale plafond almeno il 20% potrà essere utilizzato per interventi sul miglioramento dell’impatto ambientale dell’olivicoltura, almeno il 30% destinato al miglioramento della qualità della produzione e almeno il 15% per interventi sul sistema della tracciabilità, della certificazione e della tutela della qualità dell’olio di oliva e delle olive da tavola, in particolare il controllo degli olii venduti ai consumatori finali.

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Pictet AM: al via il nuovo comparto tematico Pictet-Human

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2020

Pictet Asset Management – la divisione di asset management del Gruppo Pictet – aggiunge una nuova strategia tematica con il lancio del Comparto Pictet-Human, un nuovo fondo azionario globale, nell’ambito dell’offerta da USD 53 miliardi di strategie tematiche a gestione attiva di Pictet AM.Il fondo si prefigge di catturare il potenziale di crescita dei servizi focalizzati sulle persone e di ottenere benefici sociali positivi che migliorino il benessere degli individui e delle comunità, investendo in attività che ci aiutano ad adattarci ai mutamenti demografici e tecnologici che hanno cambiato in profondità le nostre vite (ad es. la minore stabilità del lavoro; la formazione della famiglia più avanti negli anni e le aspettative di vita più lunghe; l’intrattenimento, l’esercizio fisico e lo svago nel tempo libero). Le imprese comprese nell’universo d’investimento del comparto sono riconducibili ai tre seguenti driver incentrati sui bisogni dell’uomo:apprendimento: a supporto del ciclo educativo lungo tutto l’arco della vita, dall’istruzione primaria allo sviluppo della carriera e all’ed-tech cura delle persone: a supporto delle famiglie, di chi si prende cura delle persone, degli animali da compagnia e delle comunità divertimento: per fornire esperienze di intrattenimento, di viaggio, relative al cibo e culturali.Si tratta di aziende con modelli di business difensivi, ma ad elevato potenziale in quanto intercettano una domanda in costante crescita. Inoltre, queste aziende contribuiscono a compensare le carenze di governi sempre più indebitati che negli ultimi anni hanno costantemente tagliato la spesa in servizi sociali come l’istruzione e il welfare. In media i Paesi OCSE spendono solo il 7-8% del PIL per l’assistenza agli anziani, nonostante il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione renda tale servizi sempre più necessari.Il Comparto è gestito dal team con sede a Ginevra, guidato da Alice de Lamaze, CFA, lead manager del fondo, supportata da Marien-Baptiste Pouyat, Investment Manager e Gillian Diesen, Product Specialist.

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Didattica a distanza: le sue ricadute nel comparto scuola

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

È stato il DPCM del 4.3.2020 a decretare la sospensione didattica, in presenza, in tutte le istituzioni scolastiche del territorio nazionale per attuare il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019. Da allora dirigenti scolastici, personale ATA, insegnanti e alunni sono stati catapultati in una realtà sconosciuta o quasi. Il Ministero dell’Istruzione ha avviato la procedura della didattica a distanza (DaD): il remote learning è così diventato la quotidianità.
AlmaDiploma, con la collaborazione del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea e degli Istituti associati al sistema AlmaDiploma nell’a.s. 2019/20, ha condotto una rilevazione ad hoc via web (CAWI-Computer Assisted Web Interviewing) per comprendere meglio l’esperienza di didattica a distanza vissuta dagli studenti delle classi quarte e quinte degli Istituti superiori. L’indagine è stata avviata durante le ultime settimane dell’a.s. 2019/20, precisamente a partire dal 29 maggio 2020. Ne emerge un quadro tutto sommato positivo per quanto riguarda la capacità di adattamento e di riorganizzazione, dimostrata sia dalla scuola sia dagli insegnanti nell’affrontare la crisi pandemica e nel garantire la continuità didattica con la modalità a distanza. Tuttavia si evidenziano criticità legate ai limiti dell’apprendimento a distanza e alle relazioni interpersonali, oltre alle preoccupazioni relative al futuro occupazionale.246 gli Istituti coinvolti, con 73.286 studenti di quarta e quinta, in prevalenza liceali (57,0%), seguiti dai tecnici (33,8%) e dai professionali (9,2%). A compilare il questionario relativo alla DaD, 23.305 alunni per un tasso di compilazione pari al 31,8%.I macro esiti più significativi, qui sintetizzati, riguardano vari aspetti (per gli approfondimenti si rimanda al Report allegato “Indagine sulla Didattica a Distanza”). Uno fra tutti la disponibilità delle attrezzature informatiche (pc, tablet, portatili o smartphone) e la connessione per seguire le lezioni: quasi la totalità dei rispondenti (93,6%) dichiara di non aver ricevuto alcun tipo di supporto da parte della scuola e ha, dunque, fatto affidamento sulle sole risorse disponibili in famiglia. Così come per gli effetti della DaD in termini di carico di studio, capacità di concentrazione e efficacia dello studio. Il 79,6% degli studenti dichiara che durante la didattica a distanza i compiti sono aumentati rispetto alle lezioni tradizionali: per il 24,7% il carico degli studi non è stato sostenibile, mentre per il 54,8%, sebbene aumentato, il carico è stato comunque sostenibile. Altro importante dato le opinioni degli studenti rispetto agli insegnanti. Circa i due terzi degli studenti (67,4%) sostengono che durante il periodo di didattica a distanza gli insegnanti abbiano valutato con equità le prove e i compiti svolti. Come ci si poteva attendere, durante il periodo di didattica a distanza si sono, invece, emotivamente intensificati i rapporti con i componenti della famiglia o i conviventi: lo dichiara il 73,3% degli studenti. Guardando al futuro poco meno di un terzo degli studenti (31,6%) ritiene che sarebbe utile continuare a usare la didattica a distanza, insieme alle lezioni in aula, anche dopo l’emergenza del Covid-19. Anche se poi il 72,1% degli studenti pensa che la preparazione raggiunta attraverso le lezioni a distanza sia inferiore a quella che avrebbero avuto andando a scuola; tant’è che il 42,8% degli studenti ritiene di non avere una preparazione adeguata per affrontare il prossimo anno scolastico o l’Esame di Stato per gli studenti di quinta. Timori che si riverberano anche sul futuro occupazionale di chi li circonda: infatti il 59,7% ritiene che molte persone vicine siano preoccupate di non trovare lavoro o diventare disoccupate a causa della difficile situazione economica dovuta al Covid-19.

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Digitalizzazione come chiave di sviluppo per il comparto calzaturiero

Posted by fidest press agency su domenica, 17 Maggio 2020

Lo è sia sotto il profilo della produzione che nel rapporto con i consumatori. È entrato nel vivo Road2Digital, il calendario di incontri online dedicati al tema digitale. I Giovani Imprenditori di Assocalzaturifici hanno fortemente voluto e supportato la creazione di un programma ad hoc per le aziende che toccasse i temi delle nuove tecnologie, partendo da un approccio strategico sugli scenari a breve, medio e lungo termine e sui requisiti per poter attuare una trasformazione digitale.Il professor Aldo Monti, specialista in Web Marketing, Marketing Strategico e Comunicazione Aziendale, fornirà la sua visione su come digitalizzare l’ufficio commerciale, le opportunità offerte dagli show room virtuali e illustrerà case histories di aziende del mondo della moda che sono esempi virtuosi di corretto utilizzo del digitale.Il nuovo modo di vedere e concepire la realtà, che anche questa emergenza sanitaria ci ha imposto, deve spingere verso un radicale cambiamento verso la tecnologia e l’innovazione.“In questa situazione così difficile l’Associazione cerca di essere più vicina possibile agli imprenditori calzaturieri offrendo una formazione all’avanguardia proiettata verso il futuro e verso l’innovazione” dice Elisa Lanciotti, Presidente dei Giovani di Assocalzaturifici.La seconda parte della formazione analizzerà in profondità gli strumenti digitali per implementare nuove strategie per la vendita e la relazione con il cliente. Tali attività saranno sviluppate con una delle società leader nella trasformazione digitale.Un percorso di formazione articolato che si rivelerà fondamentale per le aziende che necessitano del cambiamento per uscire dagli schemi di marketing e vendita convenzionale ed aprirsi a nuovi canali e opportunità.Il programma proseguirà fino alla metà del mese di giugno.

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Sempre più dinamico il comparto agroalimentare in Sicilia

Posted by fidest press agency su sabato, 2 novembre 2019

È quanto emerge dal Rapporto sulla Competitività dell’Agroalimentare nel Mezzogiorno, presentato oggi da ISMEA, Fiere di Parma e Federalimentare presso l’Università degli Studi di Salerno.Lo studio evidenzia come i recenti mutamenti dello scenario globale abbiano sostenuto una crescita senza precedenti delle esportazioni del Made in Italy alimentare, grazie a una ritrovata coerenza del modello di specializzazione agroalimentare italiano con le tendenze della domanda mondiale, che ha spinto l’export agroalimentare del Sud a toccare la cifra di 7 miliardi di euro nel 2018.Nel Mezzogiorno, nonostante il consistente e duraturo impatto della crisi economica iniziata nel 2008, il permanere di un tessuto imprenditoriale caratterizzato da imprese medio-piccole e, più in generale, la conferma di alcuni storici limiti allo sviluppo economico, il settore agroalimentare è cresciuto, nell’ultimo triennio, in termini di valore aggiunto – che supera i 19 miliardi di euro -, di numero di imprese – 344 mila imprese agricole e 34 mila imprese dell’industria alimentare – e di occupati, che si attestano a circa 668 mila unità, pari al 10% del totale occupati al Sud.Anche il confronto con il Centro-Nord mette in evidenza come, nello stesso periodo, il fatturato dell’industria alimentare sia cresciuto più al Sud (+5,4%) che nel resto del Paese (+4,4%).La specifica composizione settoriale, l’elevata incidenza delle medie imprese – che si sono rivelate quelle più dinamiche e in grado di adattarsi ai mutati scenari – oltre che il determinante contributo delle imprese di più recente costituzione, hanno consentito all’agroalimentare del Mezzogiorno di ottenere performance di tutto rispetto e, in taluni casi, superiori a quelle dei corrispondenti settori del Centro-Nord.Performance positive hanno riguardato soprattutto alcune filiere come caffè, cioccolato e confetteria (+14%), prodotti da forno (+18%), olio (+21%); in generale, un rinnovamento generazionale e la presenza di imprese più giovani hanno determinato maggiore dinamicità e capacità di rispondere alle esigenze del mercato.Tra gli elementi più critici, soprattutto pensando alla necessità di agganciare il treno dell’innovazione, preoccupano i bassi livelli di immobilizzazioni nelle imprese del Mezzogiorno e il fatto che esse siano sostanzialmente tecniche con poca attenzione a quelle immateriali.
“L’agroalimentare nel Mezzogiorno riveste un ruolo sempre più rilevante, con primati in molti settori e una buona tenuta economica, segnali positivi che vanno letti con attenzione – ha dichiarato Fabio Del Bravo; occorre rafforzare adeguatamente la fase agricola e la sua integrazione con la parte a valle della filiera, favorire gli investimenti – soprattutto in innovazione – e prendere atto dei limiti, per esempio strutturali, individuando percorsi che già nel breve possano portare benefici: una maglia produttiva di dimensioni piccole è certamente un problema su molti fronti, ma lo è molto di più per le produzioni standardizzate che fronteggiano concorrenza di prezzo, piuttosto che per i prodotti differenziati del made in Italy. Incentivare forme di aggregazione e l’orientamento a produzioni tipiche che in quest’area hanno ancora molte potenzialità inespresse, può rivelarsi una leva strategica importante e può avviare un percorso di successo realmente attuabile”.

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“Le libere professioni rappresentano un comparto fondamentale per la nostra economia”

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

“Con 2,3 milioni di unità si concentra in Italia la maggiore percentuale dei professionisti censiti nei 18 Paesi dell’Unione europea, una platea pari al 26% del lavoro indipendente, capace a sua volta di occupare circa 900 mila persone. Secondo il rapporto 2018 di Confprofessioni, i liberi professionisti più di altri hanno retto alla crisi economica ed alla seguente stagnazione, tuttavia il contributo al Pil dal 2011 al 2016 è calato dal 12,8% al 12,4%. Difendere le libere professioni significa difendere un modello sociale nel quale crediamo. I liberi professionisti necessitano di risposte urgenti ed indifferibili da parte del Governo, in termini di difesa della propria specificità ed identità, di riduzione della pressione fiscale, di semplificazione delle incombenze burocratiche, di tutela della meritocrazia anche a difesa di un modello che funziona e che è tipicamente italiano”. Così Marcello Gemmato, deputato di Fratelli d’Italia intervenendo in aula alla discussione generale sulla mozione concernente iniziative a sostegno delle libere professioni.

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Primo semestre 2019 con segno positivo per la IV Gamma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2019

Il settore della IV Gamma continua a macinare numeri positivi e dopo un 2018 chiuso con soddisfazione anche i primi sei mesi del 2019 sono con il segno più. Secondo rilevazioni Nielsen, rispetto al primo semestre 2018 la IV Gamma fa registrare una crescita del +6,8% a volume e del + 4,4% a valore.A trainare la crescita del comparto l’ampliamento della platea degli acquirenti: i prodotti di IV gamma raggiungono ormai le tavole di 20 milioni di famiglie. Parallelamente crescono anche la frequenza d’acquisto e la spesa media per famiglia.“Siamo molto felici di questo risultato, raggiunto nonostante una primavera climaticamente anomala che ci ha creato qualche difficoltà.” Commenta Andrea Montagna, nuovo Presidente del settore IV Gamma di Unione Italiana Food: “Questo testimonia un settore vivace e in salute, in grado di attrarre sempre di più la scelta del consumatore che riconosce e apprezza la sicurezza e il valore aggiunto dei prodotti di IV Gamma. Dobbiamo continuare su questa strada fatta di innovazione, ampliamento dell’offerta, sicurezza e trasparenza per confermare la fiducia che il consumatore ha verso i prodotti di IV Gamma.”

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Legge di Stabilità: tutti i tagli al Comparto Sicurezza

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2015

polizia“La Legge di Stabilità di avvia ad infliggere tagli devastanti al Comparto Sicurezza nel giro dei prossimi tre anni. Sono numeri impressionanti che i cittadini neppure immaginano e che, invece, devono conoscere in dettaglio soprattutto in questo momento storico, in cui il bisogno di sicurezza non è mai stato così insoddisfatto, in cui la percezione della sicurezza non è mai stata così bassa, in cui i pericoli vecchi e nuovi per la vita di tutti noi e per la ripresa di questo Paese non sono mai stati così incombenti. Al sempre più incalzante proliferare della corruzione, all’arroganza della criminalità organizzata, al centuplicarsi delle minacce delinquenziali ‘comuni’ che assillano le singole famiglie, alle sfide criminali e terroristiche che provengono dall’estero, al disagio crescente e schiacciante degli Operatori della Sicurezza si risponde così, con una manovra che penalizza più di tutto, in assoluto, il Comparto più indispensabile alla vita civile e democratica del Paese”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta i paventati effetti della Legge di Stabilità che priverà il Comparto di risorse in un numero enorme.
Più in dettaglio, sono stati concepiti i seguenti specifici tagli: 12 milioni e 758 mila euro al fondo straordinario del Personale della Polizia di Stato; 87 milioni e 697 mila euro per la lotta alla delinquenza organizzata; 317 milioni e 67mila euro all’Arma dei Carabinieri ed alla tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica; 190 milioni e 343 mila euro alla pianificazione ed al coordinamento delle Forze dell’Ordine, al programma contrasto al crimine, alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica; 1 milione e 895 mila euro per spese di funzionamento della Direzione Investigativa Antimafia; 138 milioni e 909 mila euro alla prevenzione e soccorso pubblico.
“Il Governo dimostra così di ritenere in pratica assolutamente sacrificabile il servizio reso da tutti coloro i quali operano nei settori citati – insiste Maccari – riducendo al lumicino i fondi destinati alle Forze dell’Ordine ed al Comparto per la Sicurezza nazionale e l’Ordine pubblico, già esposto a precedenti continui tagli e a 6 anni di blocco dei contratti. La cosa equivale ad una chiara valutazione: quel che i cittadini chiedono in maniera più pressante non ha alcuna importanza; quel che le Forze dell’Ordine hanno sempre garantito fino a qui non ha abbastanza valore da consentire loro di continuare a farlo”.

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Imprese dell’Ict, missione nella Silicon Valley

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2015

??????????????????????????????Udine Lunedì 9 marzo alle 18 in Cciaa il seminario preparatorio, in vista del viaggio d’affari espressamente realizzato su misura di azienda Ict, programmato per fine maggio Con quasi 2 mila 500 imprese attive nel settore delle tecnologie digitali, “schedate” nel 2014 dal Centro Studi della Camera di Commercio di Udine, il Fvg dimostra buona vocazione all’innovazione. Nel solo Distretto delle tecnologie digitali le realtà imprenditoriali del comparto sono la metà di tutta la provincia – che ne conta 1.188 – e rappresentano il 22% del totale regionale, dando impiego a circa 1.700 addetti. Nei tre comuni del Ditedi, rispetto al marzo 2009, le imprese attive nelle “tecnologie digitali” sono aumentare del 5,4% e le unità produttive dell’ 8%. Numeri importanti anche in relazione all’internazionalizzazione. Per questo comparto, lunedì 9 marzo sarà una giornata importante. Dopo l’appuntamento del mattino in Sala Valduga (alle 10), questo destinato a tutte le imprese, per la formazione sulle novità della fatturazione elettronica, nel pomeriggio, alle 18, ci sarà un appuntamento specifico per le aziende dell’Ict. Un seminario dedicato alle opportunità offerte dal mercato della California, dove dal 25 al 30 maggio è prevista la missione imprenditoriale vera e propria. L’iniziativa è organizzata dalla Camera di Commercio di Udine in collaborazione con il Distretto delle tecnologie digitali (progetto Unioncamere Fvg cofinanziato dalla Regione “Fvg Vs Global Competition”) e mira proprio a realizzare occasioni specializzate di business per il settore Ict, sulla scia del successo della prima missione dedicata, in Florida e in Texas, nel 2014. Questa volta si va proprio nella patria delle tecnologie. Dai dati raccolti dall’associazione Tech America Foundation nell’analisi Cyberstates 2013, risulta che in tutto il territorio statunitense il settore Ict dà lavoro a circa 5,95 milioni di persone, in crescita, e la California detiene il primato nell’high-tech come numero di addetti, e con circa 41.900 aziende It sul territorio si conferma lo Stato che di gran lunga ha il più alto numero di imprese del settore. La Silicon Valley, nell’area di San Josè, è il fulcro del sistema tecnologico con migliaia di start-up e decine di grandi corporations come Google, Facebook, Yahoo!, Helwett-Packard, Symantec. Il luogo ideale quindi, anche per le imprese Fvg, per moltiplicare i contatti e sviluppare partnership su base regionale.

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Bioplastiche Hybrid 101 valutate “Superiori a ogni plastica convenzionale”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2012

El Segundu, Calif.,CEST (GLOBE NEWSWIRE) — Cereplast Italia SPA (Nasdaq:CERP), produttore leader di bioplastiche sostenibili a base biologica proprietarie, ha sostenuto un’analisi LCA (Life Cycle Assessment) che valuta gli impatti ambientali di diverse plastiche convenzionali e rinnovabili, dalla nascita fino all’immissione sul mercato (dall’estrazione della materia prima alla produzione del prodotto in plastica) che ha determinato il prodotto Hybrid 101 Cereplast come superiore a tutti i prodotti plastici valutati in termini di impatto ambientale complessivo. Lo studio è stato condotto da Sustainmetrics e ha visto il confronto della bioplastica Cereplast Hybrid 101 con quattro diverse plastiche convenzionali tra cui LDPE (Low Density Polyethylene, polietilene a bassa densità), PET (Polyethylene Terephthalate, polietilene tereftalato), HIPS (High Impact Polystyrene, polistirene ad alto impatto) e PP (Polypropylene, polipropilene). L’esame LCA è ancora in fase di revisione da parte di terze parti e verrà completato entro le prossime due settimane. L’obiettivo dello studio era valutare gli impatti ambientali complessivi, dalla nascita fino all’immissione sul mercato, tramite un metodo LCA che quantifica l’impatto ambientale dell’energia e dei materiali utilizzati, gli sprechi generati e le emissioni rilasciate. L’analisi LCA ha fornito una valutazione sull’impatto ambientale cumulativo per ogni prodotto, inclusi cambiamento climatico, nocività per lo strato di ozono ed eco-tossicità, tutti fattori sommati in un unico eco-punteggio ReCiPe. Le valutazioni dell’impatto sono state condotte per l’impronta di carbonio (Global Warming Potential, potenziale di riscaldamento globale) sfruttando la metodologia ufficiale IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), per il consumo delle risorse abiotiche con la metodologia CML relativa all’uso di materiali non rinnovabili come oli e metalli e l’impatto globale complessivo sfruttando la metodologia di classificazione a singolo punteggio ReCiPe più recente, standard per la creazione di una classificazione unica. La riduzione del GWP, ovvero del potenziale di riscaldamento globale, per la resina Hybrid 101 rispetto al convenzionale polipropilene corrisponde al 32% tenendo conto del carbone biogenico. Sostituendo 453.592 chili di convenzionale polipropilene con Hybrid 101, la riduzione dell’impatto ambientale corrisponde a 362.873 chili di CO2, equivalente a percorrere 1.179.327 chilometri con un veicolo passeggeri medio o fare il giro del mondo ventinove volte. Se lo 0,1% della domanda globale di polipropilene fosse sostituito da Hybrid 101, è come se dalle strade dell’America venissero tolte 5.100 automobili o come se si piantassero 1.200.000 di alberi, evitando milioni di chili di biossido di carbonio all’anno.
Cereplast, Inc. (Nasdaq: CERP) progetta e realizza plastiche proprietarie a base biologica e rinnovabili, utilizzate come sostituti delle plastiche a base di petrolio in tutti i principali processi di trasformazione, come ad esempio lo stampaggio a iniezione, la termoformatura, la formatura per soffiatura e l’estrusione, a un prezzo competitivo rispetto a quello delle plastiche a base di petrolio. Cereplast sviluppa materiali bioplastici innovativi con formulazioni studiate appositamente per rispondere alle esigenze dei clienti. Le resine Cereplast Compostables(R) sono adatte per articoli monouso che richiedono biodegradabilità e compostabilità, specialmente nel comparto alimentare. Le resine Cereplast Sustainables(R) sono basate su materiali biologici e offrono caratteristiche di resistenza e durata analoghe alla plastica tradizionale, di cui sono un ottimo sostituto per applicazioni nell’industria automobilistica e nei settori dell’elettronica di consumo e degli imballaggi. Ulteriori informazioni su http://www.cereplast.com o http://www.cereplastitalia.com. Vistate anche la pagina social network di Cereplast su Facebook.com/Cereplast, Twitter.com/Cereplast e Youtube.com/Cereplastinc.

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Il 5,5% del valore aggiunto nazionale è prodotto dalle imprese straniere

Posted by fidest press agency su sabato, 7 aprile 2012

Le 454mila imprese gestite da stranieri producono quasi 76 miliardi di €, pari al 5,5% dell’intera ricchezza prodotta a livello nazionale. L’edilizia è il settore che tra tutti mostra un maggior peso della componente straniera nella creazione del valore aggiunto (il 13,8%) e la Toscana è la prima regione in cui il valore aggiunto prodotto da aziende gestite da stranieri è più elevato che da altre parti (7,7%). Questi alcune stime realizzate dalla Fondazione Leone Moressa sull’apporto economico delle attività imprenditoriali condotte dagli stranieri in Italia.
Per regione
In Italia le 454mila imprese condotte da stranieri contribuiscono alla creazione del 5,5% del valore aggiunto nazionale. A livello territoriale si possono identificare delle regioni che più di altre mostrano un “contributo straniero” alla ricchezza prodotta più elevato: si tratta della Toscana con il 7,7% del valore aggiunto prodotto da imprese a conduzione straniera, seguita da Emilia Romagna (6,7%) e Friuli Venezia Giulia (6,4%). Ad eccezione dell’Abruzzo che si colloca in questa classifica al quarto posto a livello nazionale, l’Italia si divide in due: al Centro e al Nord dove il contributo degli immigrati si fa più forte, e al Sud dove l’incidenza del lavoro straniero si arriva appena al 2,5% in regioni quali la Campania e la Basilicata.
Complessivamente le imprese condotte da stranieri concorrono alla creazione di un valore aggiunto che si aggira attorno al 76 miliardi di €. Tra tutte le regioni la Lombardia è quella in cui la componente straniera produce in assoluto la maggiore ricchezza in termini di valore aggiunto superando i 18 miliardi di € (quasi un quarto del totale del valore aggiunto prodotto in Italia dalle imprese condotte da stranieri). Segue a ruota il Lazio (con 9 miliardi di €), il Veneto (10,8%) e l’Emilia Romagna (10,7%).
Per settore di attività
Tra i diversi settori di attività, quello delle costruzioni mostra un maggior contributo degli immigrati alla produzione di valore aggiunto: si tratta del 13,8% di tutta la ricchezza creata dal settore. Segue a ruota il comparto del commercio (con il 10,1% della produzione complessiva), la manifattura (6,6%) e i servizi alle persone (6,3%). Ma sono le aziende che operano nei servizi alle imprese che nel complesso concorrono alla creazione della maggiore ricchezza in termini assoluti: infatti si tratta di quasi 21 miliardi di € (il 27,6% del totale), seguito dai servizi alle persone con 19,7 miliardi di € (26,1%).
Per settore di attività e regione
L’apporto delle imprese condotte da stranieri in termini di creazione di valore aggiunto si differenziano tra regione e regione e tra settore e settore. Si può osservare come nelle aree del Nord gli stranieri siano più attivi nel comparto delle costruzioni, mentre nelle aree meridionali si tratta del commercio.
Nello specifico le regioni che mostrano il maggior contributo straniero alla creazione di valore aggiunto nell’edilizia sono la Liguria (21,5%), la Toscana (21,3%) e l’Emilia Romagna (21,1%). Per quel che riguarda il commercio è la Calabria la regione in cui il contributo straniero si fa più evidente seguito dalla Sardegna (12,5%). La Toscana si differenzia inoltre per la maggiore partecipazione straniera nella manifattura (15,2%), mentre la Lombardia per i servizi alle imprese (5,9%) e alle persone (9,3%).(fonte fondazione leone Moressa)

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Pensioni operatori comparto sicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 marzo 2012

Registriamo positivamente la disponibilità manifestata in data odierna dal Ministro Fornero ad incontrare i sindacati delle Forze di Polizia e le rappresentanze dei militari in merito ai provvedimenti concernenti le pensioni degli operatori del Comparto Sicurezza e Difesa. La decisione è il frutto della nostra pressione sul Governo per un necessario con le rappresentanze sindacali degli operatori sul tema delle pensioni, manifestata con forza già in sede di incontro con il Ministro dell’Interno a gennaio scorso e confermata con l’apertura della mobilitazione la scorsa settimana. Il confronto è necessario, tenuto conto che le scelte che verranno operate oltre che ad incidere sugli operatori di Polizia possono avere anche riflessi sulla sicurezza dei cittadini. Pensiamo che questo confronto debba avvenire in tempi rapidi.
Difenderemo negli incontri con il Governo la specificità degli operatori di Polizia, ancor di più su una materia come quella pensionistica. In attesa di ulteriori sviluppi, data l’importanza dei temi trattati, resta confermato lo stato di mobilitazione.(fonte comunicato Coisp, sindacato polizia)

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Il 78% del comparto nautico italiano non crede nella ripresa

Posted by fidest press agency su domenica, 26 febbraio 2012

Presentata al Big Blu la ricerca di Mannheimer sull impatto della Tassa di Stazionamento prevista nel decreto Salva Italia 78 imprese su 100 non credono nella ripresa del comparto nautico. E quanto emerge dalla ricerca condotta dalla ISPO di Renato Mannheimer che ha indagato il settore per capire l incidenza della tassa di stazionamento, introdotta dal Governo Monti e attiva da maggio 2012, che sta portando al pessimismo le aziende che operano nel Mare. La ricerca, commissionata da Unioncamere Lazio e dall Unione delle Camere di Commercio di Caserta, Latina, Napoli, Roma, Salerno e Viterbo, è stata presentata stamattina al Big Blu ed evidenzia come la maggioranza delle aziende del settore (54%) riconosca l utilità della manovra nel ridurre la spesa pubblica e come poco meno della metà (45%) resti tuttavia di avviso contrario e auspichi un passo indietro del Governo affinchè ritiri del tutto il decreto (lo pensa il 51%). Quando si parla di crisi, infatti, le aziende del settore pensano che molte attività non sopravviveranno a questi tempi (76%) mentre solo il 15% è convinto che l economia del Mare ne uscirà rafforzata. Tutto questo pessimismo deriva dalla nefaste previsioni sull incidenza della tassa di stazionamento che per il 58% degli intervistati provocherà dei danni all economia del Mare mentre solo il 34% vede in questa gabella degli effetti sì negativi per il settore ma che contribuiranno al risanamento delle casse dello Stato. La tassa, indipendentemente se considerata giusta o ingiusta, porterà secondo le imprese del settore (76%) alla fuga dei diportisti italiani e stranieri verso le coste croate o francesi e in generale ad un calo del diportismo con conseguenze negative sulle attività industriali, commerciali e turistiche correlate (83%). Non solo critiche ma anche suggerimenti emergono dalle interviste realizzate per la ricerca. L 80% degli intervistati auspica una riduzione del peso delle aliquote in base all anzianità della barca e il 67% vorrebbe la sostituzione della tassa di stazionamento con una sulla proprietà mentre il 29% chiede invece di escludere totalmente le società di charter dal nuovo regime fiscale. Per un Paese come l Italia, posizionato al centro del Mediterraneo e che ha 7.468 Km di coste, l economia del mare rappresenta una inestimabile risorsa economica. Introdurre una tassazione per il mero utilizzo del posto barca significa colpire il lavoro di tutte le imprese dei vari comparti ha commentato Giancarlo Cremonesi Presidente Unioncamenre Lazio, che conclude – il danno stimato per l economia del mare, a regime, è enorme: intorno ai 2 miliardi di euro a livello nazionale, con un calo occupazionale del 20% e un crollo degli investimenti del 50% .
In un momento così difficile per le imprese, il sistema camerale ha il dovere di individuare gli strumenti più efficaci e di mettere in campo le azioni più incisive per sostenerle e per evitare loro un crollo che rappresenterebbe il fallimento dell intero sistema Paese ha dichiarato in conclusione Vincenzo Zottola Presidente Camera di Commercio di Latina e Vicepresidente Unioncamere Lazio con delega all economia del mare

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