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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘competenze’

Competenze trasversali, come svilupparle

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

Udine, in Sala Valduga, martedì 25 giugno dalle 14.30 alle 17.30.Saranno illustrate le modalità attraverso cui avviene il processo di sviluppo di una competenza e come questa possa essere messa in pratica. Il modulo consentirà ai partecipanti di comprendere la metodologia sottostante al processo e come si può valutare e sviluppare le soft skills.
Il seminario è dedicato al personale che nelle aziende ha svolto o vorrà svolgere il ruolo di tutor esterno nei percorsi di alternanza (ora denominati, appunto, percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento).È previsto l’Intervento a cura di Anpal Servizi di Anna Cragnolini. Il corso è gratuito.

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Shaurli: “Editto Salvini se va bene non serve a niente”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 aprile 2019

“Ancora una volta è arrivato dall’inquilino del Viminale l’editto che serve solo ad alzare onde mediatiche, creare divisioni e se va bene, non serve a niente. Salvini funziona così, per questo è pericoloso. Nel merito per fortuna ci hanno pensato i prefetti a spiegare che ‘il possibile intervento prefettizio sarà di supporto, dunque in nessun modo sostitutivo, alle politiche dell’ente locale in contrasto a degrado e illegalità’. Nei modi e nell’idea che lo guida, quello di Salvini invece è un atto destabilizzante” Lo afferma il segretario regionale del Pd Fvg Cristiano Shaurli, commentando la direttiva emanata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha come oggetto la previsione di “indirizzi operativi antidegrado e contro le illegalità”.“Intanto rilevo che l’autonomia e la competenza primaria sugli Enti locali – osserva Shaurli – non va davvero più di moda nel Friuli Venezia Giulia ‘normalizzato’ dalla Lega e dalla Giunta Fedriga. Mi sarei aspettato di sentire una reazione del presidente della Regione, dato che egli è l’interlocutore del Governo, che qui ha un Commissario nella persona del prefetto di Trieste. Ma forse non c’è consapevolezza o interesse perché è molto più comodo applaudire quando arriva qualsiasi ordine da Roma”.“Stupisce non poco – aggiunge Shaurli – anche lo scatto di reni dei sindaci di centrodestra, autonomi quando fa comodo e contenti di sentirsi definire ‘distratti’. Visto poi che Dipiazza concorda sul fatto che l’ordine pubblico non è competenza del Comune, informi il suo vicesindaco, che non pare altrettanto convinto. Fontanini invece, ormai da tempo ha ripudiato il suo passato di autonomista del nord, convertendosi al neocentralismo della Lega che peraltro oggi – conclude – pare aver messo una pietra sopra anche al regionalismo”.

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Bangladesh: a Cox’s Bazar un progetto per fornire nuove competenze a donne locali e rifugiate

Posted by fidest press agency su domenica, 21 aprile 2019

Un nuovo progetto formativo nel Bangladesh sudorientale volto a promuovere l’autonomia sia delle donne delle comunità che accolgono rifugiati sia delle donne rifugiate Rohingya è finalmente divenuto operativo a Cox’s Bazar. Il progetto, che potenzialmente può segnare una svolta per le donne di queste comunità, è sostenuto dall’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. L’UNHCR ha collaborato con la Ayesha Abed Foundation (AAF) – braccio umanitario della ONG nostra partner BRAC – per sostenere un programma che mira a creare opportunità lavorative attraverso lo sviluppo di competenze nella produzione di manufatti.Il progetto è formalmente cominciato a febbraio e attualmente è in fase di ampliamento. Presso il principale centro di formazione, inaugurato da poco a Ukhiya, le donne del posto apprendono la serigrafia, la xilografia e la sartoria. Diciotto sedi distaccate stanno per essere inaugurate in altre aree di Cox’s Bazar nonché nei campi in cui le donne rifugiate produrranno diversi disegni ricamati a mano.Entro la fine del primo anno, l’obiettivo è quello di formare 500 donne, la metà delle quali rifugiate. Se il progetto avrà successo, l’ambizione è quella di estenderlo alla partecipazione di altre centinaia di donne. Le partecipanti ricevono un piccolo compenso durante i sei mesi di formazione. Attualmente l’UNHCR sta finanziando il programma, ma la speranza è quella di vedere il progetto riproposto anche in futuro. Fra i manufatti che saranno prodotti vi sono tessuti ricamati a mano da rifugiati, indumenti per bambini, donne e uomini e articoli per la casa. I prodotti finiti saranno venduti in uno degli outlet più conosciuti del Bangladesh – Aarong – un’impresa sociale lanciata da BRAC oltre quarant’anni fa per offrire fonti di reddito alle donne che vivono nelle campagne.Nell’ambito di questo progetto, Aarong fornisce le materie prime e i disegni da sviluppare alla Ayesha Abed Foundation. La metà dei profitti è destinata a BRAC per i propri progetti dedicati allo sviluppo, mentre l’altra metà viene investita per incrementare le opportunità di impiego. Questo progetto pilota è considerato un modello di sostegno a queste comunità attraverso la formazione e lo sviluppo di competenze. Cox’s Bazar è una delle aree più povere e sottosviluppate del Bangladesh, con poche opportunità di lavoro al di fuori del settore agricolo. Le comunità bangladesi di Cox’s Bazar sono state le prime a rispondere alla crisi di rifugiati iniziata ad agosto 2017 e ad accogliere generosamente centinaia di migliaia di Rohingya fuggiti dalle violenze e dalle persecuzioni in atto in Myanmar.La maggior parte delle donne rifugiate Rohingya beneficiarie della formazione in ricamo è costituita da vedove o madri di famiglia sole e di età compresa fra i 18 e i 40 anni, senza alcuna esperienza pregressa nel lavoro di cucito.

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Osservatorio delle Competenze Digitali 2018

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 novembre 2018

Milano, 3 dicembre 2018 – ore 9.30 Assolombarda, via Pantano, 9 – Auditorium Gio Ponti. Innovazione tecnologica e digitalizzazione vanno ben oltre alla creazione di nuove professioni: modificano e trasformano le professioni di sempre, caratterizzandole per un crescente contenuto di conoscenze e competenze digitali.
La quarta edizione dell’Osservatorio delle Competenze Digitali (2018) estende il quadro dell’analisi dalle professioni ICT a tutte le professioni proprio per capire lo stato di digitalizzazione delle competenze richieste a tutti i livelli e in tutte le aree funzionali di un’organizzazione (non solo in quella dei sistemi informativi).
Le maggiori associazioni dell’ICT, insieme all’Agenzia per l’Italia Digitale e al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca hanno collaborato fianco a fianco per estendere, nella continuità, il campo di analisi e le proposte di policy associati a questo progetto unitario, che pone al centro della riflessione il tema della Cultura Digitale e il suo ruolo nel sistema formativo e imprenditoriale italiano.Programma
Ore 10:00 Apertura dei lavori Franco Patini, Comitato scientifico osservatorio competenze digitali
Ore 10:10 Competenze, professioni e formazione ICT Mario Mezzanzanica, Università Milano Bicocca Marco Ferretti, Università di Pavia, CINI
Ore 10:40 Formazione e competenze come asset strategico Confronto fra domanda e offerta delle skill nel mondo ICT. Laureati ICT: come attrarre e preparare un maggior numero di esperti ICT Stefano Brandinali, CIO Prysmian Group Marco Gay, Presidente Anitec-Assinform
Percorsi di studio ICT: come rinnovarli e migliorarne la qualità Alessandro Bertoli, CIO SorgeniaGiuseppe Mastronardi, Presidente AICA
Mercato del lavoro ICT: come avvicinare domanda e offerta di esperti ICT Fabio Degli Esposti, CIO Sea Milano Giorgio Rapari, Presidente Assintel
Aggiornamento permanente: come agevolare la conversione di competenze ICT Michela Bambara, CIO Falck Renewables Simone Puksic, Presidente Assinter
Ore 11:50 Intervento Carlo Bonomi, Presidente Assolombarda
Ore 12:05 Progetto Fondirigenti-DREAMY Digital REadiness Assessment MaturitY model
Sergio Terzi, Mip Politecnico di Milano
Ore 12:10 Intervento Teresa Alvaro, Direttore Generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale*
Ore 12:25 Intervento Luca Attias, Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale
Ore 12:40 Fine lavori

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Claranet accelera sulle competenze in ambito sicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 ottobre 2018

Claranet, leader europeo nei servizi di hosting e di gestione delle applicazioni critiche ha annunciato il lancio ufficiale della nuova divisione dedicata alla Cyber ​​Security. Una nuova Unit progettata per offrire ai clienti l’accesso ai più importanti servizi di sicurezza delle informazioni attualmente sul mercato. L’annuncio si inserisce in una strategia che punta su un forte consolidamento delle attuali offerte di sicurezza informatica di Claranet. Proprio il Gruppo Claranet infatti, nel corso dell’ultimo anno, ha portato a termine l’acquisizione e l’integrazione di Sec-1 e NotSoSecure, oltre a considerevoli investimenti in servizi di sicurezza all’interno del Gruppo, in particolare in Francia e in Portogallo.Grazie al nuovo “ombrello” di Claranet Cyber ​​Security, i clienti saranno in grado di avvalersi e di fare riferimento al contributo di esperti di elevato livello sulle più importanti tematiche di sicurezza informatica.
Il nuovo ecosistema “security” di Claranet ora infatti comprende le attività di penetration test di ultima generazione e le funzionalità dei servizi gestiti di sicurezza di Sec-1 e NotSoSecure, oltre alle competenze e al training di NotSoSecure. Proprio NotSoSecure è infatti il più grande fornitore di corsi di formazione in tema di Ethical Hacking all’interno degli eventi “Black Hat”. La nuova Divisione avrà il compito di garantire l’integrazione e l’allineamento perfetto delle offerte e delle competenze di entrambe le società in modo da mettere a disposizione dei clienti la migliore gamma di servizi di security sul mercato. Il tutto all’interno dell’ecosistema multinazionale di Claranet.
La necessità e la richiesta di servizi di sicurezza informatica più completi e di maggior valore emerge con chiarezza in una recente ricerca condotta da Claranet. Secondo la survey il 69% dei responsabili IT intervistati non è in grado di proteggere i dati dei clienti in modo efficace. Quasi la metà del campione poi (45%) incontra problemi soprattutto a livello di protezione del cliente nel momento in cui cerca di introdurre un maggior livello di servizi e strumenti digitali nel suo modo di lavorare.

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Le Competenze innovative per il Lavoro di domani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

Roma, a Trastevere, lunedì 16 luglio alle 9.30 fino al pomeriggio aula magna Regina della John Cabot University (JCU) Che tipo di competenze dovranno possedere i nostri giovani per trovare occupazione domani? Come attrezzarli di fronte a innovazioni tanto repentine? Qual è il ruolo dell’università? Il modello anglosassone rimane quello vincente? Di tutto questo si parlerà nel corso del dibattito “Competenze innovative: il lavoro che ti aspetta”. Manager ed esperti apriranno una finestra sulle future innovazioni nel campo aziendale e si confronteranno con studenti, ricercatori e addetti ai lavori. In particolare, saranno presenti Angela Paladini, direttrice Risorse umane Emea della Johnson & Johnson; Michele Riela, vicepresidente Vertical Solutions di Olivetti; Iliana Totaro, Head of People Development di Enel Group; Pietro Paganini, professore di Business Administration e fondatore di COMPETERE. Modererà Antonella Salvatore, docente di Marketing e direttore del Career Services della JCU.«Il lavoro si trova e si crea quando si hanno le competenze, le conoscenze e l’esperienza che risponde alle esigenze del mercato. Si trova, quando si hanno le cosiddette soft skills, ma soprattutto la capacità di comprendere il cambiamento e di adattarsi a esso, un fattore che va al di là del puro sapere. In questo senso, l’università, oltre a un luogo di specializzazione, deve essere un ambiente aperto, dove sperimentare e capire i processi, in modo da anticiparli», ha spiegato il professor Pietro Paganini.«Secondo la nostra ultima statistica, nei primi sei mesi del 2018 il 30% degli studenti e dei laureati JCU, percentuale che costituisce la maggioranza, ha trovato collocazione nei settori Comunicazione, Marketing e Digitale. Il dato per ora conferma il trend del 2017», ha dichiarato la professoressa Antonella Salvatore.

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Indagine FPA sulle competenze nel lavoro pubblico presentata a FORUM PA 2018

Posted by fidest press agency su sabato, 26 maggio 2018

Roma. Alla PA servono competenze organizzative, manageriali e tecnologiche per gestire i cambiamenti in atto, pianificare, programmare, lavorare per progetti, utilizzare le opportunità d’innovazione offerte dal digitale. Tuttavia, i dipendenti pubblici che nell’ultimo anno hanno ricevuto formazione (6 su 10) dichiarano di essere stati aggiornati prevalentemente su temi giuridico-normativi (32,2%), informatica e telematica (12%), materie tecnico-specialistiche (11,8%), quasi nulla sulle lingue straniere (4%), i temi manageriali (5,3%), la comunicazione (8,4%), l’organizzazione (9,4%). Sono i risultati dell’indagine condotta da FPA, società del gruppo Digital360, sulle competenze dei dipendenti pubblici che ha coinvolto un panel di circa 1350 persone (di cui l’81,5%% dipendenti pubblici), presentata a FORUM PA 2018, in apertura dell’ultimo giorno di manifestazione in corso al Roma Convention Center “La Nuvola”. “L’indagine sulle competenze dei lavoratori pubblici rivela che siamo sulla strada sbagliata per cambiare la PA – commenta Carlo Mochi Sismondi, Presidente di FPA -: con una formazione scarsa, per lo più su materie o specialistiche o giuridiche, il settore pubblico può al massimo fare un po’ meno errori nei compiti che già svolge e migliorare l’efficienza di procedure spesso inutili o assurdamente complicate. La formazione invece dovrebbe trasferire ai lavoratori le competenze in grado di accelerare l’evoluzione della PA per consentirle di aprirsi ai cittadini, alle imprese, al contesto internazionale”. Ma cosa ne pensano i dipendenti pubblici? Il 43,6% dei lavoratori dei diversi comparti della PA dichiara di avere “molte più competenze” di quelle che servono nel proprio lavoro quotidiano e il 34,5% ritiene le sue competenze, comunque, “adeguate”. La formazione ricevuta nell’ultimo anno, è giudicata utile dall’80% di chi ne ha beneficiato, anche se i lavoratori sostengono che il principale motivo di crescita delle proprie competenze siano stati l’autoformazione (48,5%) e l’esercizio stesso del proprio ruolo (31,2%) piuttosto che la formazione ricevuta (9,5%).
In sostanza, chi lavora nel pubblico oggi non sente alcun bisogno di acquisire competenze manageriali o abilità relazionali, comunicative e gestionali. E questo per un semplice motivo: non le usa. Quasi il 50% degli intervistati fa lo stesso lavoro da oltre 10 anni e, rispetto alle mansioni da svolgere nel quotidiano, l’aggiornamento sentito come necessario è prevalentemente legato a conoscenze specialistiche riferite al proprio settore professionale (29,4%), conoscenze normative (27,2%) e competenze tecnologiche (20,5%). Solo il 12,8% reclama competenze relazionali e l’8,6% di competenze manageriali.“Non siamo di fronte a personale iper-qualificato, ma a lavori semplici, svolti per anni, senza alcun meccanismo di job rotation, in cui le uniche variazioni su cui c’è da aggiornarsi riguardano norme, procedure e aspetti tecnici – sottolinea Gianni Dominici, Direttore generale di FPA -. Se la PA resta ripiegata sui suoi stessi processi, piuttosto che formare i propri dipendenti ai nuovi compiti che le spettano, andiamo nel futuro con una PA del passato”.Questa situazione, che non sembra essere percepita come critica dai dipendenti pubblici, appare invece chiara a chi si trova a interagire con la PA: secondo cittadini e imprese coinvolti nel Panel di FPA i gap da colmare prioritariamente nella Pubblica Amministrazione sono proprio le competenze organizzative (30,6%) e manageriali (23,4), quelle su cui i dipendenti pubblici non credono di avere bisogno di aggiornamento e quelle su cui minore è la formazione erogata.

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Progetto “Ri-Generation Lab”

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 maggio 2018

Torino Lunedì 21 maggio 2018, alle ore 18.00 presso i locali della Parrocchia Santi Pietro e Paolo, in Via Saluzzo, 39 angolo Via Giacosa si terrà L’inaugurazione del progetto “Ri-Generation Lab”. L’Associazione Cnos-Fap, la Pastorale Giovanile Salesiana, la Parrocchia Santi Pietro e Paolo di Torino, in collaborazione con l’impresa Astelav Srl, avvieranno la sperimentazione di un nuovo format educativo-formativo rivolto a minori e adolescenti in situazioni di svantaggio e con maggiori difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro. Si chiama “Ri-Generation Lab” e vuole offrire l’opportunità, mediante un corso per “Riparazioni e rigenerazione di elettrodomestici”, di “mettere in pratica valori che si basano sull’economia circolare: creare lavoro per chi è in difficoltà e rimettere sul mercato elettrodomestici che erano destinati alla rottamazione, quindi salvaguardare le persone e l’ambiente. Astelav, forte di una pluriennale esperienza maturata nel campo degli elettrodomestici e dei ricambi, mette a disposizione i propri tecnici, le proprie competenze e capacità per insegnare ai ragazzi le prime buone pratiche per effettuare la riparazione di elettrodomestici e dare così a loro una prospettiva di inserimento sociale e di futuro lavorativo”, come sottolinea Giorgio Bertolino, amministratore delegato di Astelav Srl.
Per l’occasione, oltre ai rappresentanti dei diversi Enti coinvolti, sarà presente il Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime, X successore di Don Bosco, che presiederà la cerimonia del taglio del nastro, perchè per i salesiani “la prima preoccupazione è che i giovani, in particolare i più poveri e bisognosi, possano avere delle opportunità per dare dignità alla propria vita. Papa Francesco dice: “Il lavoro è una priorità umana. E, pertanto, è una priorità cristiana”. Così con questo nuovo progetto vogliamo continuare a ripercorrere le orme del nostro fondatore San Giovanni Bosco” afferma don Enrico Stasi, ispettore dei Salesiani del Piemonte e della Valle d’Aosta. Tale iniziativa, anche alla luce dell’eterogeneità degli enti attuatori, si propone di realizzare nuove pratiche inclusive, concorrendo alla sperimentazione di spazi di welfare comunitario, coniugando lavoro, formazione, educazione.

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Nuove misure per dare impulso alle competenze chiave, alle competenze digitali e alla dimensione europea dell’istruzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 gennaio 2018

european commissionBruxelles. Dando seguito al vertice di Göteborg, la Commissione europea ha adottato oggi nuove iniziative per migliorare le competenze chiave e le competenze digitali dei cittadini europei, per promuovere valori comuni e la conoscenza del funzionamento dell’Unione europea nelle scuole.
Le nuove proposte giungono appena due mesi dopo che i capi di Stato e di governo europei hanno parlato di istruzione, formazione e cultura al vertice di Göteborg del novembre 2017 e mirano a ridurre le disuguaglianze socioeconomiche, sostenendo nel contempo la competitività, al fine di costruire un’Europa più unita, più forte e più democratica.Jyrki Katainen, Vicepresidente della Commissione e Commissario responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: “Le iniziative odierne mirano a fornire alle persone gli strumenti affinché possano vivere pienamente e per costruire economie e società caratterizzate da equità e resilienza. Dobbiamo garantire che l’istruzione porti frutti a tutti nell’intera Europa e che ognuno sia in grado di adattarsi ai cambiamenti e trarne vantaggio: si tratta di un aspetto di importanza vitale per la crescita sostenibile e la competitività dell’Europa e lo sarà sempre più in futuro. Siamo pronti a sostenere gli Stati membri e collaborare con loro affinché tutto ciò diventi realtà.”Tibor Navracsics, Commissario per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, ha dichiarato: “I sistemi di istruzione e formazione europei devono trasmettere a persone provenienti dai contesti più diversi le competenze giuste per progredire e prosperare nella vita professionale, ma anche per metterle in grado di svolgere attivamente il proprio ruolo di cittadini attivi. Dobbiamo saper convogliare il potenziale dell’istruzione per promuovere la coesione sociale e il senso di appartenenza. A tal fine dobbiamo partire dai nostri valori comuni e garantire che l’istruzione permetta agli studenti di vivere l’identità europea in tutta la sua diversità e di conoscere meglio l’Europa, gli altri paesi europei e sé stessi.” Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l’Economia e la società digitali, ha dichiarato: “L’era digitale sta permeando tutti gli aspetti delle nostre vite: la necessità di fare attenzione alla trasformazione digitale non si limita a coloro che lavorano nelle tecnologie dell’informazione. La carenza di competenze digitali è un fenomeno reale. Mentre il 90% dei lavori del futuro richiedono determinate competenze in campo digitale, il 44% degli europei non possiede neanche le abilità di base. Il piano d’azione per l’istruzione digitale che proponiamo oggi aiuterà gli europei, gli istituti e i sistemi di istruzione a prepararsi meglio a vivere e lavorare in società sempre più digitali.” Le nuove proposte saranno anche discusse al primo Vertice europeo dell’istruzione che il commissario Navracsics ospiterà il 25 gennaio a Bruxelles, dedicato al tema “Porre le basi dello spazio europeo dell’istruzione – Per un’istruzione innovativa, inclusiva e basata sui valori”. Le tre iniziative proposte dalla Commissione sono:
1. Una raccomandazione del Consiglio relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente: prendendo le mosse dalla raccomandazione relativa alle competenze chiave adottata nel 2006, la nuova proposta contiene aggiornamenti importanti che riflettono la rapida evoluzione verificatasi nel frattempo nell’insegnamento e nell’apprendimento. Essa mira a un migliore sviluppo delle competenze chiave delle persone di qualsiasi età durante tutto l’arco della vita e a fornire orientamento agli Stati membri su come pervenire allo scopo. Si sottolinea in particolare la promozione dello spirito imprenditoriale e della mentalità orientata all’innovazione, al fine di liberare il potenziale personale, la creatività e lo spirito di iniziativa. La Commissione raccomanda inoltre misure volte a promuovere le competenze in scienze, tecnologie, ingegneria e matematica (gli ambiti STEM) e a motivare un maggior numero di giovani a intraprendere carriere in tali ambiti. Le proposte avanzate oggi rientrano nella risposta all’esigenza di migliorare urgentemente i sistemi di istruzione europei per far fronte alle numerose sfide rivelate dalla più recente indagine PISA. Più in generale, le misure aiuteranno gli Stati membri a preparare meglio i discenti ai cambiamenti dei mercati del lavoro e alla cittadinanza attiva in società globali più differenziate, mobili e digitali.
2. Un piano d’azione per l’istruzione digitale che delinea in quali modi l’UE può aiutare cittadini, istituti e sistemi di istruzione a prepararsi meglio a vivere e lavorare in un’era di rapidi cambiamenti digitali mediante:un migliore impiego delle tecnologie digitali per l’insegnamento e l’apprendimento; lo sviluppo delle competenze e delle abilità digitali necessarie per vivere e lavorare in un’era di trasformazioni digitali e il miglioramento dell’istruzione mediante una previsione e un’analisi dei dati più attente.
3. Una raccomandazione del Consiglio sui valori comuni, l’istruzione inclusiva e la dimensione europea dell’insegnamento: tale iniziativa propone modi in cui l’istruzione può aiutare i giovani a comprendere l’importanza dei valori comuni sanciti dall’articolo 2 del trattato sull’Unione europea e a farli propri. Gli obiettivi perseguiti sono rafforzare la coesione sociale e contribuire a contrastare l’avanzata del populismo, della xenofobia, del nazionalismo fonte di divisioni e della diffusione di notizie false. Tale proposta potenzia inoltre l’istruzione inclusiva per promuovere l’istruzione di qualità per tutti gli studenti insieme alla dimensione europea dell’insegnamento, in modo che a scuola si possano conoscere anche il patrimonio comune e la diversità dell’Europa, oltre a comprendere il funzionamento dell’UE. A sostegno di tali obiettivi la Commissione adotterà misure per aumentare gli scambi virtuali tra le scuole, in particolare tramite la riuscita rete e-Twinning, e per stimolare la mobilità nell’ambito del programma Erasmus+.

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Nuova edizione nazionale di FarmaMagazine

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 novembre 2017

farmamagazineÈ stata presentata a Roma l’edizione nazionale di FarmaMagazine, la rivista con la più elevata tiratura (1,7 milioni di copie) e la più alta diffusione in Italia, distribuita ai cittadini gratuitamente in farmacia. Il periodico, prodotto da Edra, editore specializzato nell’ambito della salute e della medicina, e Federfarma, che rappresenta le oltre 17mila farmacie private, è un esempio concreto del valore strategico che la comunicazione riveste nell’ambito della Salute. Proprio a questo tema è stato dedicato l’evento “Educare alla Salute per curare l’Italia”, un’occasione per illustrare la nuova iniziativa, durante la quale i rappresentanti del mondo farmaceutico e gli esponenti politici si sono confrontati sul nuovo modo di educare alla Salute in un’epoca di innovazione e cambiamenti continui. FarmaMagazine, con stile informale e linguaggio colloquiale, intende offrire al lettore informazioni utili sulla salute, sottolineando il ruolo sociale e sanitario che la farmacia italiana svolge sul territorio. Consegnata gratuitamente dal farmacista in farmacia, la rivista entrerà nelle famiglie raggiungendo presumibilmente quasi 5 milioni di lettori di tutte le età.
“FarmaMagazine è uno straordinario strumento attraverso il quale le farmacie veicolano messaggi di salute scientificamente corretti. Non solo. La rivista è anche un canale al quale le istituzioni possono affidare la comunicazione di notizie socialmente utili alla collettività.”. “Fare educazione sanitaria e promuovere la prevenzione primaria permette alla farmacia di contribuire, oltre che a alla salute, anche alla sostenibilità della sanità, con interventi tempestivi e meno costosi per il SSN – dichiara Marco Cossolo, presidente Federfarma – Con l’obiettivo di dare ai cittadini una sanità migliore, Federfarma sta proseguendo nello sviluppo di piattaforme per la realizzazione e la gestione dei nuovi ruoli/servizi della farmacia, quali telemedicina, prestazioni infermieristiche e fisioterapiche. Si sta inoltre muovendo per coinvolgere maggiormente le farmacie nell’assistenza ai malati cronici”.FarmaMagazine non è solo una rivista cartacea, ma anche un sistema multicanale. La “voce del farmacista” è comodamente scaricabile anche tramite App, disponibile su Google Play e App Store, su web e sui social, consentendo di accedere rapidamente e con facilità a tutti i contenuti presenti sul cartaceo.

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Vaccini: Caos per incompetenza Ministeri e Regione

Posted by fidest press agency su domenica, 3 settembre 2017

vaccini“Ribadiamo che sui vaccini ci vuole informazione ampia e corretta e non coercizione. L’enorme caos di questi giorni è generato dall’incompetenza di due Ministeri e dalla posizione incerta di Regione Lombardia. Il governo ha avuto una fretta del tutto ingiustificata nel trattare il tema scegliendo l’assurda via dell’imposizione, scaricando sulle scuole il peso di verifica senza valutare il caos che si sarebbe scatenato. E’ ovvio che su questo tema le linee guida del 18 agosto non potevamo trovare immediata applicazione per il 4 settembre. La Lombardia cerca di accontentare il governo e i genitori che chiedono di essere prima informati correttamente per poi decidere se far vaccinare i propri figli scontentando tutti e creando ulteriore confusione. La ciliegina sulla torta è arrivata oggi dal Ministro Fedeli che annuncia che arriveranno nuove linea guida. E’ una presa in giro, Governo e Regione hanno gettato le famiglie nel caos a pochi giorni dall’inizio delle scuole”, così Dario Violi e Paola Macchi, consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle della Lombardia. “Con una question time, che sarà presentata nel prossimo Consiglio regionale utile, chiederemo alla Lombardia di comportarsi come le Marche e il Trentino applicando la norma transitoria per avere un tempo adeguato per informare con calma le famiglie e permettere intanto alle famiglie di mandare i propri bimbi a scuola, invochiamo un metodo degno di un paese civile”, concludono i consiglieri regionali.

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Invalsi: la forbice Nord-Sud su competenze Italiano e Matematica si accentua alle medie

Posted by fidest press agency su sabato, 8 luglio 2017

scuola-montagna-pianoLa tendenza giunge dalle Rilevazioni nazionali degli apprendimenti 2016-17, incluse nel Rapporto Invalsi, presentate stamane al Miur: tra le regioni con le migliori performance, sia per la matematica sia per l’italiano, figurano Friuli, Veneto, Lombardia e provincia di Trento. ‘Particolarmente buoni’, nel caso della primaria, i risultati di Molise e Basilicata. Mentre ‘nettamente al di sotto della media nazionale’ in tutti i livelli scolastici, risultano Calabria e Sicilia. Gli esiti della comprensione della lettura e per la grammatica confermano che gli studenti mostrano maggiori difficoltà a confrontarsi coi testi non affrontati o approfonditi a scuola, come quelli espositivi, argomentativi e discontinui: pertanto, laddove le famiglie e gli agenti esterni alla scuola non supportano gli alunni, è chiaro che questi rimangano indietro. Lo stesso Istituto Invalsi ha ammesso che occorrono politiche scolastiche differenziate in base alle esigenze del territorio e alle tipologie di istituti.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il fatto che le differenze sono minime sino alla scuola primaria, dove comunque sarebbe bene introdurre il tempo pieno e reinserire le compresenze, è indicativo. Se il gap comincia a farsi sentire nella secondaria, significa che occorre un potenziamento all’interno di quei corsi. Potenziando tecniche e strategie d’insegnamento di tipo attivo: è un rinforzo non può che avvenire solo potenziando gli organici, proprio in quelle scuole logisticamente malcollocate e culturalmente deprivate. Il mancato sviluppo del territorio diventa, purtroppo, la condanna per i giovani del posto. Poiché il cambiamento strutturale, almeno nel breve periodo, è impossibile da attuare; solo una scuola con la ‘S’ maiuscola può salvarli.

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La “monnezza” di Roma approda in Senato

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

senato“Quelle di Virginia Raggi contro Renzi sono davvero parole in libertà. Da sindaca della Capitale ha il preciso dovere di trovare una soluzione, di indicare nuovi impianti se li ritiene necessari e di varare il piano di gestione dei rifiuti. Fare a scaricabarile, dopo un anno di governo di Roma, non è concesso. Ciò che emerge è purtroppo la palese incompetenza delle persone da lei designate ad occuparsi di un problema spinoso: la gestione dei rifiuti in una città con più di 3 milioni di abitanti, che raddoppiano nelle stagioni del turismo, non si improvvisa. Nei prossimi giorni chiederò un sopralluogo a Roma della Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, il timore che con il caldo e il proliferare dei topi la situazione igienico sanitaria degeneri è purtroppo, del tutto fondato”. Lo dice la senatrice Laura Puppato, capogruppo del Pd nella Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti.

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Campidoglio: ampliate competenze Consulta cittadina della Sicurezza stradale

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 febbraio 2017

stradeRoma. La giunta capitolina ha ampliato le competenze della Consulta cittadina della Sicurezza Stradale rispetto ai temi della sostenibilità, inclusività e accessibilità urbana. Per effetto di tale modifica la Consulta prende la nuova denominazione “Consulta Cittadina Sicurezza Stradale, Mobilità Dolce e Sostenibilità”. Inoltre sono stati delineati i nuovi principi per la predisposizione del Regolamento interno.La Consulta è un organismo di confronto e concertazione che coinvolge tutti i settori istituzionali e i soggetti pubblici e privati operanti nei campi della sicurezza stradale, della mobilità dolce e della sostenibilità, dell’inclusività e dell’accessibilità urbana. I suoi organi saranno: il Presidente, il Vice Presidente, l’Assemblea e la Commissione di coordinamento.
Obiettivo primario della Consulta è quello di costruire una rete di relazioni fra i soggetti delle istituzioni e le rappresentanze sociali al fine sia di favorire la conoscenza delle condizioni di specificità del territorio comunale e le linee di programmazione dell’Amministrazione, sia di consentire la partecipazione attiva e propositiva di tutti i soggetti allo sviluppo delle politiche istituzionali.Oltre che come organismo consultivo, la Consulta si configura come tavolo tecnico-operativo per la condivisione delle specifiche linee di programmazione, attuazione e gestione degli interventi, all’interno di un quadro organico di attività avente il fine di definire le azioni specifiche, ottimizzare le risorse disponibili, valorizzare le singole e specifiche esperienze, sfruttare le eventuali sinergie che possono derivare dall’aggregazione delle diverse esperienze e competenze.“Serviva un approccio più ampio al tema della sicurezza stradale – commenta l’Assessore alla Città in Movimento Linda Meleo – Il nostro obiettivo è diminuire il numero delle vittime nella nostra città offrendo sistemi di trasporto sicuri, accessibili e sostenibili, favorendo sempre di più gli spostamenti attraverso il trasporto pubblico e garantendo la massima attenzione agli utenti vulnerabili, bambini, anziani e disabili”.“La Consulta sarà un luogo di confronto con operatori pubblici e privati e potrà fare anche proposte agli Assessori e alle Commissioni. La Commissione di coordinamento predisporrà annualmente una relazione sulle attività svolte, sullo stato della sicurezza stradale e della sostenibilità nella città di Roma da trasmettere alla III Commissione Mobilità e Trasporti. Ovviamente la partecipazione degli organi ai lavori della Consulta avviene a titolo gratuito” aggiunge. “La delibera, dopo il passaggio in Giunta, dovrà essere approvata in Assemblea capitolina – spiega il presidente della commissione capitolina Mobilità Enrico Stefano – Pensiamo ad una seduta straordinaria del consiglio comunale dedicata alla sicurezza stradale da tenersi i primi giorni di marzo. Sarà un’occasione utilissima alla città per confrontarsi sul tema anche alla presenza di Jean Todt, inviato speciale dell’ONU per la Sicurezza Stradale”.

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“Smart Working: Nuove Skill e competenze”

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 gennaio 2017

università roma treRoma. A cura di Giuditta Alessandrini. Il nuovo volume della collana “Quaderni di Pedagogia del Lavoro e delle Organizzazioni”, edito dalla Pensa Multimedia, apre una finestra sul mondo dello Smart Working, detto anche “Lavoro Agile”.
Il testo raccoglie contributi da parte di diversi studiosi, ricercatori e testimoni di questo innovativo fenomeno sociale, prendendo spunto da una ricerca svolta presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Roma Tre.
Nel volume, alcuni autori riferiscono su recenti esperienze di applicazione di questo nuovo approccio organizzativo, come ad esempio il caso American Express, che vede circa 50 lavoratori coinvolti in una sperimentazione in cui l’Italia è la prima sede in Europa a implementare questa modalità, e quello del gruppo Impresa Sanpaolo, dove la popolazione interessata è di circa 5.000 dipendenti.
Secondo alcune rilevazioni dell’Osservatorio sullo Smart Working del Politecnico di Milano, un complessivo 50% delle grandi imprese in Italia ha già attuato (17%), si propone di avviare (14%) policy aziendali di smart working o ha in programma l’attuazione di una flessibilità organizzativa limitata a particolari posizioni (17%), mentre per le piccole e medie imprese queste percentuali scendono rispettivamente al 5% tra le aziende che hanno già in corso progetti strutturati e al 9% per quelle che stanno applicando forme di flessibilità e di autonomia più contenute.
Altri autori si soffermano a commentare le implicazioni pedagogiche, legali, antropologiche e sindacali o tentano di prefigurare le prospettive del suo impatto sulla vita degli attori coinvolti.
Si delinea così il quadro di “una nuova utopia, liquida e interstiziale”, in cui il lavoratore è realmente posto al centro del processo produttivo e il valore della prestazione scaturisce direttamente dalla sua capacità di engagement e di condivisione degli obiettivi dell’organizzazione, pur mantenendo, anzi arricchendo, la sua umana esperienza nell’ambito del privato.

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Tavola rotonda sulle competenze psicologiche nel sistema educativo integrato zero-sei anni

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2017

parma universitàParma mercoledì 11 gennaio 2017 dalle ore 10 alle ore 13 nell’Aula Magna del Polo Didattico dell’Università di Parma di via Del Prato 3, si svolgerà la tavola rotonda “Le competenze psicologiche nella prospettiva del sistema educativo integrato zero-sei”. L’incontro sarà introdotto da Diego Saglia, Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali, Carlo Quintelli, Pro Rettore per l’Area Edilizia, Paola Corsano, Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Psicologia dell’Intervento Clinico e Sociale, e Nicoletta Paci, Vice Sindaco con delega alla Scuola e ai Servizi Educativi del Comune di Parma.
Sono previsti interventi di:
Ada Cigala (Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali, Università di Parma)
Le motivazioni di una tavola rotonda
Nice Terzi (psicologa e pedagogista, Presidente Gruppo Nazionale Nidi e Scuole d’Infanzia)
Le competenze psicologiche nei servizi educativi zero-sei nel contesto italiano
Marco Papotti (Responsabile Linea Educativa, Proges scrl Parma)
Il Coordinatore Pedagogico nei servizi per l’infanzia: quale spazio per le competenze psicologiche?
Enrica Ciucci (Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia, Università di Firenze)
Il Coordinatore pedagogico di Nidi e Servizi per l’infanzia: la formazione di I livello
Cristian Fabbi (psicologo, Early Childhood Care and Education International Consultant, UNESCO and Save The Children)
Le competenze psicologiche e l’approccio sistemico all’educazione e allo sviluppo nella prima infanzia
Paola Perucchini (AIP, Associazione Italiana Psicologi, Sezione di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione, Dipartimento di Scienze dalla Formazione, Università Roma Tre)
La ricerca psicologica sullo sviluppo nel periodo zero-sei e le ricadute educative e formative
Fulvio Giardina (presidente CNOP Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi)
Dal riconoscimento delle specifiche competenze all’integrazione delle diverse professionalità
Susanna Mantovani (Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università di Milano Bicocca)
Prospettive dei servizi 0-6 e interazioni necessarie tra i saperi delle scienze umane.
Coordinerà la tavola rotonda Luisa Molinari del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali dell’Università di Parma.

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Tirocinio in Medicina Generale dalla competenza Regionale alla “Scuola di Specializzazione in medicina generale e cure primarie”

Posted by fidest press agency su martedì, 8 novembre 2016

medicinadifensivaCon riferimento ad un emendamento proposto in sede Parlamentare contenente la proposta di un completo trasferimento del Tirocinio in Medicina Generale dalla competenza Regionale alla “Scuola di Specializzazione in medicina generale e cure primarie”, la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, SIMG, valuta con attenzione ed interesse il processo da tempo delineato dell’insegnamento universitario disciplinare della Medicina Generale e delle Cure primarie. Dichiara la propria disponibilità A CONTRIBUIRE fattivamente alla realizzazione di tale percorso. Invita a voler immediatamente discutere i contenuti di tale proposta, coinvolgendo le Associazioni Scientifiche della Medicina Generale e tutte le istanze professionali della Medicina del Territorio.
Invita il Ministero della Università, il Ministero della Salute, gli estensori dell’emendamento, il Responsabile Sanità del PD on Federico Gelli, i Rappresentanti del CUN e delle Scuole di Specializzazione ad aprire una immediata consultazione con tutte le parti rappresentative della Professione della Medicina Generale del nostro Paese inclusa la scrivente Associazione allo scopo di apportare ragionevoli e documentate osservazioni al merito della materia in oggetto.
Formula immediate osservazioni e proposte che saranno presentate in un documento ad hoc nel Corso del XXXIII Congresso Nazionale del 24-26 Novembre 2016. Auspica la più ampia condivisione di questo delicato e complesso percorso da parte di tutte le componenti della professione che consenta di configurare soluzioni armoniche, equilibrate e rispettose del patrimonio prezioso costituito dalla Medicina Generale e dai medici delle Cure Primarie Paese del nostro Paese.

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Educare al futuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2015

Educare i giovani alla cittadinanza mondiale è legato in maniera imprescindibile all’educare i giovani al futuro, perché – al di là delle differenze locali e nazionali – siamo uniti dallo stesso destino e le nostre scelte hanno ripercussioni gli uni sugli altri. È sufficiente parlare di migrazioni, sviluppo e diritti umani a scuola per educare al futuro? Basta adottare un’unità didattica sull’intercultura per risolvere la questione? “Parlez-vous global?”, sin dalla fase di disegno progettuale, sa che la risposta a questa domanda è “no”; per questo ha inserito nel piano progettuale una fase dedicata alla maturazione delle competenze rispettivamente degli insegnanti e degli studenti ed una fase dedicata alla valutazione delle competenze di cittadinanza mondiale.Questi argomenti sono stati affrontati durante il Seminario nazionale di “Parlez-vous global?”, che si è tenuto a Milano il 10 ottobre e che ha visto riuniti 70 professori di scuola secondaria provenienti dalle regioni maggiormente coinvolte (Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana). Durante la prima parte del Seminario, il prof. Roberto Trinchero, docente di Pedagogia sperimentale all’Università di Torino, ha tenuto una sessione intitolata “Formare per competenze” (slide disponibili su http://www.edurete.org).C’è un motivo per cui gli studenti italiani (inclusi i migliori) si qualificano ripetutamente sotto la media mondiale delle prove Invalsi (indagine Ocse-Pisa 2009). Il problema è che si trovano ad affrontare problemi nuovi, a cui i professori non li preparano.Gli studenti non superano le prove Invalsi perché non sono abituati ad usare la loro testa, quanto ad applicare nozioni impartite su problemi astratti e tipizzati.Le prove Invalsi invece sono costruite sul nuovo paradigma basato sull’educare al futuro, un futuro caratterizzato dalla cifra del cambiamento.Per preparare gli studenti a lavori che non sono stati creati, a tecnologie che non sono state inventate, a problemi che non possiamo anticipare oggi, dobbiamo suscitare competenze.
Ma cosa significa “competenza”? Secondo il quadro di riferimento europeo, adottato anche dalla scuola italiana, la competenza è la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro, studio e sviluppo professionale e/o personale.In passato, i docenti hanno creduto che gli studenti potessero passare automaticamente dall’abilità alla competenza, dal sapere al saper fare e saper essere. Questo passaggio invece non è scontato ed è il motivo di insuccesso della didattica.Trinchero ha infine illustrato il modello di costruzione e di valutazione delle competenze contenuto nel Manuale didattico “Migrazioni e cittadinanza mondiale a scuola”, prodotto dal progetto “Parlez-vous global?” e disponibile gratuitamente sul sito http://www.parlezvousglobal.org
Questo metodo – valido per ogni tematica e disciplina – ha dimostrato di suscitare interesse e apprendimento negli allievi, ma soprattutto autonomia, competenza e responsabilità, elementi indispensabili per preparare alle sfide mondiali.

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Test nazionale sulle competenze dei laureandi

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2015

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma nei giorni 25 e 28 maggio, 8, 9 e 17 giugno, 1296 studenti dell’Università in possesso di precisi criteri curriculari, definiti dall’Agenzia nazionale di valutazione dell’Università (ANVUR), parteciperanno al Test nazionale sulle Competenze dei laureandi (TeCo), che coinvolge, in questa fase, venticinque Atenei tra cui l’Università di Parma.
Il test misura le competenze generaliste e trasversali, di problem solving, di ragionamento critico, analitico e di giudizio, di comprensione testuale, di comunicazione efficace degli studenti, con riferimento anche ad ambiti non direttamente legati ai loro specifici percorsi formativi, e non richiede alcuna preparazione specifica, essendo identico per gli studenti di tutti i corsi e gli indirizzi. Gli esiti non avranno alcuna incidenza sulla carriera universitaria.
Il test verrà somministrato attraverso una postazione informatica allestita in una sede dell’Università nelle date sopra indicate e avrà la durata di 90 minuti.
Allo studente che aderirà al test verrà rilasciato da parte dell’Università uno specifico attestato di partecipazione. Inoltre è previsto che l’ANVUR stesso possa rilasciare un ulteriore certificato indicante il risultato ottenuto rispetto anche al dato medio nazionale. Entrambi potranno essere presentati, insieme ad altri elementi del curriculum, ai potenziali datori di lavoro.
Si tratta di un’occasione estremamente importante per gli studenti coinvolti che avranno l’opportunità di misurarsi con un tipo di test già in uso in altri paesi, incentrato su competenze aventi un ruolo sempre più fondamentale nei processi di selezione aziendale; molte aziende hanno già manifestato il loro interesse e si sono rese disponibili ad offrire colloqui agli studenti che hanno superato il test al fine di migliorare la corrispondenza nel mercato del lavoro tra domanda e offerta di capitale umano.

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Competenze Professioni Sanitarie

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 febbraio 2015

istituto superiore sanitàSull’implementazione delle competenze delle professioni sanitarie e, più in generale sul comma 566 della legge di stabilità, è difficile intervenire senza correre il rischio di alimentare le derive particolaristiche in cui ci pare si stia articolando la discussione. Per questo ce ne siamo tenuti volutamente a margine. Ma l’escalation dei temi e, in alcuni casi, dei toni è così forte da suscitare preoccupazione e perplessità, oltre a qualche sospetto di gattopardiana memoria. Non vorremmo che l’aggiunta di “tanta carne al fuoco” abbia alla fine l’unico effetto di tenere tutto fermo così com’è. Non è un caso che la prima bozza di accordo, che riguarda l’implementazione delle competenze per la professione infermieristica, pronta e “bollinata” da tutti i soggetti competenti è ferma al palo da due anni. Lo dichiara in una nota il Segretario Generale della Uil Fpl Giovanni Torluccio. Con tutto il rispetto per le analisi scientifiche e teoriche – che hanno certamente un loro perché, prosegue Torluccio – vorremmo riportare l’attenzione su uno degli obiettivi centrali di questo accordo che è riconoscere, promuovere e regolamentare quanto su molti territori già accade. Quanto a molti colleghi viene già richiesto al di fuori di una cornice complessiva che garantisca e tuteli tutti gli operatori coinvolti, oltre che la qualità e sicurezza dei servizi ovviamente.E con buona pace dei più strenui oppositori dell’accordo che paventano rischi per i cittadini e un inaccettabile depauperamento della proprio ruolo e della propria professionalità, ci risulta che nella realtà le cose siano ben diverse. Nei reparti i professionisti sanitari, a partire dai medici, sono consapevoli della necessità di una maggiore integrazione professionale e di una piena valorizzazione delle competenze emergenti per fronteggiare le sfide della quotidianità. E i cittadini sono ben contenti di poter fruire, di conseguenza, di servizi di maggiore accessibilità e qualità.La nostra preoccupazione è che il comma 566 e tutta la partita della valorizzazione delle professioni sanitarie stiano diventando il pretesto per dispute politiche e filosofiche che più proficuamente dovrebbero essere ricondotte ai loro campi propri.Quello di cui c’è bisogno, secondo noi – continua il Segretario Generale Uil Fpl -, è invece ricentrare l’impegno sul merito delle cose, sui problemi concreti cominciando a dare gambe ad uno strumento in grado di portare maggiore qualità delle prestazioni, migliori condizioni di lavoro per tutti e un uso più efficace delle risorse umane e strumentali. Senza con questo voler pregiudicare gli ulteriori percorsi per la specializzazione, ovviamente.Il nostro invito quindi è prima di tutto al Ministero della Salute, perché dopo tanti annunci dia finalmente il via libera al provvedimento.Dopo di che il nostro auspicio è che si prendano le distanze dalle sterili posizioni di contrapposizione per affrontare la gestione dell’accordo in una logica di sinergia.Lo abbiamo detto e lo ripetiamo – conclude Torluccio -: il percorso di riconoscimento dell’evoluzione delle professioni sanitarie, che è comunque inarrestabile, può diventare un’opportunità per i professionisti della dirigenza e per quelli del comparto, un’occasione per confrontarsi e condividere i principi ed i criteri di una maggiore integrazione professionale, ma anche uno strumento per aprire la strada a nuove e più significative relazioni aziendali in grado di incidere sulla qualità delle prestazioni e sulla valorizzazione di tutti gli operatori.

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