Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘competenze’

Consorzi di bonifica e competenze tecniche

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

“Le caratteristiche fisiche dell’Italia rappresentano grandi opportunità, specie in termini di biodiversità, ma anche elementi di fragilità idrogeologica del territorio”: ad evidenziarlo è Roberto Morassut, Sottosegretario all’Ambiente, intervenuto alla prima giornata dell’Assemblea ANBI 2020 on web. “In tale contesto si inserisce l’attività dei Consorzi di bonifica, tratto italiano di un Paese speciale – sottolinea Morassut – Importanti, perché esprimono una notevole capacità tecnica nella realizzazione di opere pubbliche.”Se il Decreto Semplificazioni darà una mano a rendere più spediti i procedimenti legati alle gare di appalto, per Morassut tuttavia “c’è un punto limite: occorre innanzitutto far bene le cose e per questo c’è bisogno di rilanciare le capacità tecniche in un Paese, dove i Consorzi di bonifica ed irrigazione sono peraltro comunque un concentrato di competenze.”
Sul tema del dissesto idrogeologico, Morassut ricorda, infine, come resta fondamentale l’analisi delle emergenze da parte delle Autorità di Distretto Idrografico, ma che l’attuazione dei Piani resta ad altri livelli istituzionali. Su questo, Morassut rimarca come ancora oggi manchi il coordinamento tra enti, che va invece ricercato anche grazie al Decreto Semplificazione.“Il tema della difesa suolo – conclude il Sottosegretario all’Ambiente – è fondamentale per le prospettive economiche ed occupazionali anche nell’ottica del Green New Deal”.

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Cittadini UE chiedono più competenze per l’UE per affrontare crisi come COVID-19

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 maggio 2020

Secondo il sondaggio condotto alla fine di aprile 2020, l’UE dovrebbe avere maggiori competenze per affrontare crisi come la pandemia del Coronavirus. Quasi sette intervistati su dieci (69%) vogliono un ruolo più forte dell’UE nella lotta contro questa crisi. Parallelamente, quasi sei intervistati su dieci si dicono insoddisfatti della solidarietà dimostrata tra gli Stati membri dell’UE durante la pandemia. Mentre il 74% degli intervistati ha sentito parlare di misure o azioni avviate dall’UE per rispondere alla pandemia, solo il 42% di loro è soddisfatto, al momento, di queste misure.Per circa due terzi degli intervistati (69%), l’UE dovrebbe avere maggiori competenze per affrontare crisi come la pandemia del Coronavirus. Meno di un quarto degli intervistati (22%) non è d’accordo con questa affermazione. I paesi che più concordano con questa affermazione sono il Portogallo e l’Irlanda, mentre Cechia e Svezia quelli che esprimono maggior d’accordo.
Nella risposta alla pandemia, i cittadini europei avrebbero voluto che l’UE si concentrasse principalmente sul garantire forniture mediche sufficienti per tutti gli Stati membri dell’UE, sull’assegnazione di fondi per la ricerca per lo sviluppo di un vaccino, sul sostegno finanziario diretto agli Stati membri e sul miglioramento della cooperazione scientifica tra i paesi.Questa forte richiesta di maggiori competenze e di una risposta UE più coordinata va di pari passo con l’insoddisfazione espressa dalla maggioranza degli intervistati per quanto riguarda la solidarietà tra gli Stati membri dell’UE nella lotta contro la pandemia del Coronavirus: il 57% è insoddisfatto dell’attuale stato di solidarietà, tra questi il 22% “non è affatto” soddisfatto. Solo un terzo degli intervistati (34%) è soddisfatto, soprattutto in Irlanda, Danimarca, Paesi Bassi e Portogallo. Gli intervistati di Italia, Spagna e Grecia sono tra i più insoddisfatti, seguiti dai cittadini di Austria, Belgio e Svezia.Tre intervistati su quattro, in tutti i Paesi in cui è stato condotto il sondaggio, dicono di aver sentito, visto o letto delle misure di risposta dell’UE alla pandemia del Coronavirus, e un terzo degli intervistati (33%) conosce queste misure. Allo stesso tempo, circa la metà (52%) di coloro che conoscono l’azione dell’UE in questa crisi si dichiarano insoddisfatti delle misure adottate finora. Solo il 42% è soddisfatto, soprattutto in Irlanda, Paesi Bassi, Danimarca e Finlandia. Il grado di insoddisfazione è più alto in Italia, Spagna e Grecia, e piuttosto elevato in Austria e Bulgaria.Una netta maggioranza degli intervistati (58%) ha dichiarato nel sondaggio di aver incontrato difficoltà finanziarie dall’inizio della pandemia di Coronavirus. Tra i problemi riscontrati figurano perdita di reddito (30%), disoccupazione totale o parziale (23%), utilizzo di risparmi personali prima del previsto (21%), difficoltà a pagare l’affitto, le bollette o i prestiti bancari (14%), nonché difficoltà ad avere pasti adeguati e di buona qualità (9%). Un intervistato su dieci ha dichiarato di dover chiedere aiuto finanziario a famiglia o amici, mentre il 3% degli intervistati ha dovuto affrontare un fallimento. Nel complesso, gli intervistati di Ungheria, Bulgaria, Grecia, Italia e Spagna sono quelli che hanno avuto i maggiori problemi finanziari, mentre quelli in Danimarca, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia e Austria sono i meno propensi a segnalare problemi. In questi ultimi paesi, infatti, più della metà degli intervistati non ha avuto problemi finanziari: il 66% in Danimarca, il 57% nei Paesi Bassi, il 54% in Finlandia e il 53% in Svezia.Il sondaggio è stato condotto online da Kantar tra il 23 aprile e il 1° maggio 2020, con 21.804 intervistati in 21 Stati membri dell’UE (paesi non coperti dal sondaggio: Lituania, Estonia, Lettonia, Cipro, Malta e Lussemburgo). Il sondaggio è stato limitato agli intervistati di età compresa tra i 16 e i 64 anni (16-54 in Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Grecia, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia). La rappresentatività a livello nazionale è garantita da quote su genere, età e regione. I risultati medi totali sono ponderati in base alle dimensioni della popolazione di ciascun paese intervistato.I risultati completi dell’indagine, comprese le tabelle dei dati nazionali e sociodemografici, saranno pubblicati dal Parlamento europeo all’inizio di giugno.

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Aton IT continua ad investire sulle competenze

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 maggio 2020

Aton IT, azienda italiana specializzata in consulenza, sviluppo e applicazione di soluzioni IT full service, continua il processo di crescita inserendo nuove figure professionali nel proprio organico, che conta attualmente 170 professionisti di cui il 70% laureati in discipline scientifiche o economiche. In un momento economicamente difficile come quello che stiamo vivendo, l’azienda continua ad investire sulle competenze, aspetto da sempre centrale per Aton IT.“Gli specialisti presenti in azienda sono l’asset più importante – spiega Fulvio Duse Direttore Generale del Gruppo Aton – per questo ricerchiamo costantemente professionisti qualificati, nell’ottica dello spirito di innovazione che ci contraddistingue, per soddisfare le richieste di un mercato in forte evoluzione. Chi sceglierà di entrare a far parte della nostra azienda intraprenderà un percorso professionale e di formazione, teso a valorizzare le competenze acquisite, coerentemente con la domanda di mercato ed il business di riferimento”.In particolare per le sedi di Roma, Milano e Torino l’esigenza attuale e costante concerne Software Developers, Engineers ed Analisti Programmatori di diverse seniority, su piattaforma Java, Microsoft, mobile (IOS e Android) aggiornate alle ultime versioni e con conoscenza dei framework più innovativi sul mercato. Le figure sono IT Specialist dinamici e fortemente motivati da inserire nei team del Gruppo, in grado di contribuire attivamente alla progettazione e sviluppo di soluzioni innovative.Le offerte sono rivolte a IT Specialist dinamici e motivati, in grado di contribuire attivamente alla progettazione e sviluppo di soluzioni innovative che Aton IT sta intraprendendo in ambito Sicurezza.In questo contesto la ricerca verte su figure da formare o professionisti con esperienza consolidata e strategica nell’ambito della Cybersecurity, Ethical Hacking, Indentity & Access Management, Cloud Security, Cyber Threat Hunting & Incident Response, Web Application & Network Security.

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Premio Impresa 4.0: gli studenti imparano le competenze del futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 maggio 2020

Junior Achievement Italia, la più vasta organizzazione non profit al mondo dedicata all’educazione economico-imprenditoriale nelle scuole, e ABB Italia, multinazionale leader nelle tecnologie per l’energia e l’automazione, presentano la terza edizione del Premio Impresa 4.0, per formare i lavoratori del futuro nell’ambito dell’impresa digitale. Un obiettivo oggi più importante che mai, a fronte della crescente diffusione della digitalizzazione dei processi e dei flussi produttivi e dell’applicazione di IoT e intelligenza artificiale, che porta sempre più aziende a cercare candidati con competenze tecniche specialistiche, capaci di innovare e in grado di svolgere professioni ad alto contenuto tecnologico. In Italia, gli studenti con una formazione in questi ambiti rappresentano un numero notevolmente inferiore rispetto alle richieste del mercato del lavoro, tanto da creare un vero e proprio mismatch di preparazione.Per ridurre questo gap, Junior Achievement Italia e ABB Italia lanciano agli studenti una sfida: creare un progetto creativo e imprenditorialmente sostenibile nell’ambito dell’Impresa 4.0 e delle sue svariate applicazioni, concentrandosi in particolare sull’utilizzo di tecnologie connesse al web, sull’analisi dei dati ricavati dalla rete e sulla gestione più flessibile e sostenibile del ciclo produttivo.Un percorso didattico innovativo che aiuta i ragazzi a calarsi e comprendere lo scenario in evoluzione e il sempre più importante ruolo ricoperto dalle competenze in ambito Smart Manufacturing, mostrando loro le opportunità offerte da un percorso formativo e professionale in questo settore.Il Premio Impresa 4.0 si inserisce nel contesto di “Impresa in azione”, il programma di educazione imprenditoriale di Junior Achievement più diffuso in Italia, riconosciuto dal MIUR come PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento, ex Alternanza Scuola-Lavoro), dando così agli studenti la possibilità di non interrompere, nonostante l’emergenza in corso, i percorsi volti all’acquisizione delle soft skills, fondamentali nell’orientamento per il proprio percorso scolastico e lavorativo.“Il Premio Impresa 4.0 non si ferma, anzi si arricchisce dell’esperienza digitale, attraverso i nostri canali e strumenti di e-learning già attivi e consolidati, testimoniando l’impegno e l’importanza che Junior Achievement Italia e ABB Italia attribuiscono al trasmettere agli studenti competenze trasversali che ricopriranno un ruolo fondamentale nelle professioni di domani”, dichiara Antonio Perdichizzi, Presidente di Junior Achievement Italia. “L’attuale scenario delinea un futuro sempre più incerto per i ragazzi, per questo motivo oggi è ancora più necessario restare al loro fianco e aiutarli a orientarsi tra i molteplici possibili percorsi che possono intraprendere”.Gli studenti potranno candidare le proprie idee attraverso progetti elaborati in italiano o in inglese fino al 15 maggio e saranno valutati per aderenza al tema, innovazione, sostenibilità economica, potenziale di business e risultati già conseguiti. Il progetto che supererà le selezioni della giuria, composta da esperti e professionisti dei diversi settori tematici attinenti al Premio, sarà premiato a BIZ Factory, finale nazionale conclusiva di Impresa in azione, e avrà la possibilità di competere in qualità di mini-impresa finalista nazionale per il titolo di Migliore Impresa JA 2020.Per facilitare il lavoro delle mini imprese, gli studenti avranno a disposizione un business kit dedicato all’interno della piattaforma di progetto http://www.impresainazione.it che affronta da diverse angolazioni i temi della digitalizzazione, tutti argomenti sui quali ABB costituisce un punto di riferimento in Italia, riconosciuta quale azienda “faro” del Piano Impresa 4.0 per l’implementazione della trasformazione digitale al suo interno.La scorsa edizione del premio ha visto la vittoria del progetto BeeSafe, un sistema di monitoraggio per arnie, che rileva giornalmente i dati relativi a temperatura, umidità e peso del miele, ed un sistema di geolocalizzazione in caso di furto, che viene notificato immediatamente con un SMS. BeeSafe è stato premiato per l’intraprendenza, l’innovazione tecnologica supportata dal digitale e la capacità di rispondere a un’esigenza di mercato. In seguito, il progetto ha ricevuto diversi riconoscimenti che hanno portato i ragazzi ad essere invitati anche al Wwworkers Camp 2019-2020, tenutosi presso la Camera dei Deputati.

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In azienda mancano le competenze? Ci pensa l’intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

In azienda mancano le competenze? Nessun problema, da oggi ti viene in aiuto l’intelligenza artificiale. Grazie ad una giovane startup di Milano, Beyond the box, trovare le competenze specifiche per una impresa sarà più facile che mai.
La startup infatti nasce per aiutare e supportare manager e imprenditori nelle loro decisioni e sfide quotidiane.Ben il 30% del tempo passato in ufficio viene usato per cercare su internet “come si fa” un certo tipo di attività per un’azienda: un importante costo sommerso, che comporta una grande inefficienza.Chi lavora nelle oltre 5 milioni di Piccole Medie Imprese (PMI) in Italia è costretto infatti ad affrontare ogni giorno nuove attività per le quali c’è bisogno di competenze sempre più specifiche.BeyondTheBox, una giovane startup nata nel 2019 a Milano, ha però trovato la soluzione a questo problema creando il primo servizio che utilizza l’intelligenza artificiale per mettere in contatto manager e imprenditori con le competenze specifiche delle persone, con l’obiettivo di aiutare le imprese nelle loro sfide quotidiane.Come? Basta cercare nel sistema una frase specifica, che identifica l’attività che si ha bisogno di portare a termine, e ci pensa l’intelligenza artificiale a fare i match tra l’impresa e le competenze dei professionisti disponibili.L’impresa e il professionista prescelto poi si incontreranno in una videochiamata di 20 o 40 minuti ospitata dalla piattaforma per la massima confidenzialità, durante la quale il manager potrà rivolgere tutte le domande e dubbi a cui non trova risposta, per poter poi continuare a svolgere la sua attività focalizzandosi sulle sue competenze chiave. L’idea del servizio nasce da due manager che le PMI le conoscono bene: Aleksandra Maravic, di origini croate ma cresciuta in Italia che ha avuto una brillante carriera come export manager viaggiando per il mondo. Ogni volta però che Aleksandra cambiava azienda le venivano fatte domande private e discriminatorie come “Ha intenzione di avere figli nei prossimi due anni?” o “Come mai ha cambiato azienda così spesso? È decisamente sintomo di inaffidabilità”.“Nessuno sembrava considerare le mie vere competenze, il fatto che parlassi 6 lingue o avessi diverse lettere di referenze. Non riuscivo a spiegare che io non avevo mai cambiato lavoro negli ultimi 10 anni, avevo solo cambiato azienda” ci racconta Aleksandra.“I manager affrontano nuove attività per le quali non hanno le competenze, si demotivano e il risultato è sempre mediocre. In quel momento si passa a chiedere consulenze esterne che, anche a causa dell’urgenza, costano tanto e non sempre portano i risultati sperati” dice Massimo Ciccarone, che essendo dirigente, amministratore e CFO nelle PMI, ha potuto misurarne le tipiche inefficienze.A pochi mesi dal lancio la piattaforma conta già più di 400 utenti che condividono e accedono alle competenze della rete.Ed è già possibile trovare risposte su tematiche legali, amministrative, marketing, software e molto altro: tutte competenze di alto livello capaci dj soddisfare al meglio le esigenze dei manager.La società sta per lanciare una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma BackToWork24 aprendo così agli investitori che potranno offrire il proprio supporto per rendere il modello di condivisione competenze – sharing competencies – disponibile a tutti.Ulteriori informazioni sul servizio si possono trovare sul sito della società http://www.beyondthebox.it. (fonte: ComunicatiStampa.net)

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Nuove competenze e skills richieste nel settore dell’Energia

Posted by fidest press agency su sabato, 25 gennaio 2020

Roma. L’evento è in programma giovedì 30 gennaio dalle ore 10:30 presso Villa Blanc sede Luiss Business School, in Via Nomentana 216, Aula Carlo Azeglio Ciampi.
10.30 Registrazione Ospiti e Welcome Coffee
11.00 Introduzione ai lavori. Paolo Boccardelli, Direttore Luiss Business School Riccardo Barberis, Amministratore Delegato ManpowerGroup
11.20 Presentazione Ricerca
11.40 Tavola Rotonda Federica Brunetta, Assistant Professor Luiss e coordinatrice ricerca, Massimiliano Bianco, AD Iren, Stefano Donnarumma, AD Acea, Giuseppe Zappalà, AD Kuwait Petroleum Italia Seguiranno alcune domande e commenti degli HR Director che hanno partecipato alla genesi della ricerca: Silvia Marinari, Human Resources, Organisation and General Affairs Director di Terna, Antonio Andreotti, Direttore Personale, Organizzazione e Sistemi Informativi di Iren, Alessandro Camilleri, Head of Learning & Organizational Development di Hera, Alessandro Pistella, Head Of Development, Compensation and ATO Staff di Enel.
Modera: Janina Landau, Giornalista Class CNBC
12:30 Q&A Session e chiusura dei lavori
13:00 Light lunch di Networking

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LUISS Business School Energy: Ricerca sulle nuove competenze

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

Roma giovedì 30 gennaio dalle ore 10:30 presso Villa Blanc sede Luiss Business School, in Via Nomentana 216, Roma, Aula Carlo Azeglio Ciampi Ricerca promossa da ManpowerGroup e Luiss Business School sulle nuove competenze e skills richieste nel settore dell’Energia, come effetto delle nuove traiettorie evolutive, a cui partecipano CEO e HR Director del comparto.

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Competenze trasversali, come svilupparle

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

Udine, in Sala Valduga, martedì 25 giugno dalle 14.30 alle 17.30.Saranno illustrate le modalità attraverso cui avviene il processo di sviluppo di una competenza e come questa possa essere messa in pratica. Il modulo consentirà ai partecipanti di comprendere la metodologia sottostante al processo e come si può valutare e sviluppare le soft skills.
Il seminario è dedicato al personale che nelle aziende ha svolto o vorrà svolgere il ruolo di tutor esterno nei percorsi di alternanza (ora denominati, appunto, percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento).È previsto l’Intervento a cura di Anpal Servizi di Anna Cragnolini. Il corso è gratuito.

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Shaurli: “Editto Salvini se va bene non serve a niente”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 aprile 2019

“Ancora una volta è arrivato dall’inquilino del Viminale l’editto che serve solo ad alzare onde mediatiche, creare divisioni e se va bene, non serve a niente. Salvini funziona così, per questo è pericoloso. Nel merito per fortuna ci hanno pensato i prefetti a spiegare che ‘il possibile intervento prefettizio sarà di supporto, dunque in nessun modo sostitutivo, alle politiche dell’ente locale in contrasto a degrado e illegalità’. Nei modi e nell’idea che lo guida, quello di Salvini invece è un atto destabilizzante” Lo afferma il segretario regionale del Pd Fvg Cristiano Shaurli, commentando la direttiva emanata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha come oggetto la previsione di “indirizzi operativi antidegrado e contro le illegalità”.“Intanto rilevo che l’autonomia e la competenza primaria sugli Enti locali – osserva Shaurli – non va davvero più di moda nel Friuli Venezia Giulia ‘normalizzato’ dalla Lega e dalla Giunta Fedriga. Mi sarei aspettato di sentire una reazione del presidente della Regione, dato che egli è l’interlocutore del Governo, che qui ha un Commissario nella persona del prefetto di Trieste. Ma forse non c’è consapevolezza o interesse perché è molto più comodo applaudire quando arriva qualsiasi ordine da Roma”.“Stupisce non poco – aggiunge Shaurli – anche lo scatto di reni dei sindaci di centrodestra, autonomi quando fa comodo e contenti di sentirsi definire ‘distratti’. Visto poi che Dipiazza concorda sul fatto che l’ordine pubblico non è competenza del Comune, informi il suo vicesindaco, che non pare altrettanto convinto. Fontanini invece, ormai da tempo ha ripudiato il suo passato di autonomista del nord, convertendosi al neocentralismo della Lega che peraltro oggi – conclude – pare aver messo una pietra sopra anche al regionalismo”.

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Bangladesh: a Cox’s Bazar un progetto per fornire nuove competenze a donne locali e rifugiate

Posted by fidest press agency su domenica, 21 aprile 2019

Un nuovo progetto formativo nel Bangladesh sudorientale volto a promuovere l’autonomia sia delle donne delle comunità che accolgono rifugiati sia delle donne rifugiate Rohingya è finalmente divenuto operativo a Cox’s Bazar. Il progetto, che potenzialmente può segnare una svolta per le donne di queste comunità, è sostenuto dall’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. L’UNHCR ha collaborato con la Ayesha Abed Foundation (AAF) – braccio umanitario della ONG nostra partner BRAC – per sostenere un programma che mira a creare opportunità lavorative attraverso lo sviluppo di competenze nella produzione di manufatti.Il progetto è formalmente cominciato a febbraio e attualmente è in fase di ampliamento. Presso il principale centro di formazione, inaugurato da poco a Ukhiya, le donne del posto apprendono la serigrafia, la xilografia e la sartoria. Diciotto sedi distaccate stanno per essere inaugurate in altre aree di Cox’s Bazar nonché nei campi in cui le donne rifugiate produrranno diversi disegni ricamati a mano.Entro la fine del primo anno, l’obiettivo è quello di formare 500 donne, la metà delle quali rifugiate. Se il progetto avrà successo, l’ambizione è quella di estenderlo alla partecipazione di altre centinaia di donne. Le partecipanti ricevono un piccolo compenso durante i sei mesi di formazione. Attualmente l’UNHCR sta finanziando il programma, ma la speranza è quella di vedere il progetto riproposto anche in futuro. Fra i manufatti che saranno prodotti vi sono tessuti ricamati a mano da rifugiati, indumenti per bambini, donne e uomini e articoli per la casa. I prodotti finiti saranno venduti in uno degli outlet più conosciuti del Bangladesh – Aarong – un’impresa sociale lanciata da BRAC oltre quarant’anni fa per offrire fonti di reddito alle donne che vivono nelle campagne.Nell’ambito di questo progetto, Aarong fornisce le materie prime e i disegni da sviluppare alla Ayesha Abed Foundation. La metà dei profitti è destinata a BRAC per i propri progetti dedicati allo sviluppo, mentre l’altra metà viene investita per incrementare le opportunità di impiego. Questo progetto pilota è considerato un modello di sostegno a queste comunità attraverso la formazione e lo sviluppo di competenze. Cox’s Bazar è una delle aree più povere e sottosviluppate del Bangladesh, con poche opportunità di lavoro al di fuori del settore agricolo. Le comunità bangladesi di Cox’s Bazar sono state le prime a rispondere alla crisi di rifugiati iniziata ad agosto 2017 e ad accogliere generosamente centinaia di migliaia di Rohingya fuggiti dalle violenze e dalle persecuzioni in atto in Myanmar.La maggior parte delle donne rifugiate Rohingya beneficiarie della formazione in ricamo è costituita da vedove o madri di famiglia sole e di età compresa fra i 18 e i 40 anni, senza alcuna esperienza pregressa nel lavoro di cucito.

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Osservatorio delle Competenze Digitali 2018

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 novembre 2018

Milano, 3 dicembre 2018 – ore 9.30 Assolombarda, via Pantano, 9 – Auditorium Gio Ponti. Innovazione tecnologica e digitalizzazione vanno ben oltre alla creazione di nuove professioni: modificano e trasformano le professioni di sempre, caratterizzandole per un crescente contenuto di conoscenze e competenze digitali.
La quarta edizione dell’Osservatorio delle Competenze Digitali (2018) estende il quadro dell’analisi dalle professioni ICT a tutte le professioni proprio per capire lo stato di digitalizzazione delle competenze richieste a tutti i livelli e in tutte le aree funzionali di un’organizzazione (non solo in quella dei sistemi informativi).
Le maggiori associazioni dell’ICT, insieme all’Agenzia per l’Italia Digitale e al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca hanno collaborato fianco a fianco per estendere, nella continuità, il campo di analisi e le proposte di policy associati a questo progetto unitario, che pone al centro della riflessione il tema della Cultura Digitale e il suo ruolo nel sistema formativo e imprenditoriale italiano.Programma
Ore 10:00 Apertura dei lavori Franco Patini, Comitato scientifico osservatorio competenze digitali
Ore 10:10 Competenze, professioni e formazione ICT Mario Mezzanzanica, Università Milano Bicocca Marco Ferretti, Università di Pavia, CINI
Ore 10:40 Formazione e competenze come asset strategico Confronto fra domanda e offerta delle skill nel mondo ICT. Laureati ICT: come attrarre e preparare un maggior numero di esperti ICT Stefano Brandinali, CIO Prysmian Group Marco Gay, Presidente Anitec-Assinform
Percorsi di studio ICT: come rinnovarli e migliorarne la qualità Alessandro Bertoli, CIO SorgeniaGiuseppe Mastronardi, Presidente AICA
Mercato del lavoro ICT: come avvicinare domanda e offerta di esperti ICT Fabio Degli Esposti, CIO Sea Milano Giorgio Rapari, Presidente Assintel
Aggiornamento permanente: come agevolare la conversione di competenze ICT Michela Bambara, CIO Falck Renewables Simone Puksic, Presidente Assinter
Ore 11:50 Intervento Carlo Bonomi, Presidente Assolombarda
Ore 12:05 Progetto Fondirigenti-DREAMY Digital REadiness Assessment MaturitY model
Sergio Terzi, Mip Politecnico di Milano
Ore 12:10 Intervento Teresa Alvaro, Direttore Generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale*
Ore 12:25 Intervento Luca Attias, Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale
Ore 12:40 Fine lavori

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Claranet accelera sulle competenze in ambito sicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 ottobre 2018

Claranet, leader europeo nei servizi di hosting e di gestione delle applicazioni critiche ha annunciato il lancio ufficiale della nuova divisione dedicata alla Cyber ​​Security. Una nuova Unit progettata per offrire ai clienti l’accesso ai più importanti servizi di sicurezza delle informazioni attualmente sul mercato. L’annuncio si inserisce in una strategia che punta su un forte consolidamento delle attuali offerte di sicurezza informatica di Claranet. Proprio il Gruppo Claranet infatti, nel corso dell’ultimo anno, ha portato a termine l’acquisizione e l’integrazione di Sec-1 e NotSoSecure, oltre a considerevoli investimenti in servizi di sicurezza all’interno del Gruppo, in particolare in Francia e in Portogallo.Grazie al nuovo “ombrello” di Claranet Cyber ​​Security, i clienti saranno in grado di avvalersi e di fare riferimento al contributo di esperti di elevato livello sulle più importanti tematiche di sicurezza informatica.
Il nuovo ecosistema “security” di Claranet ora infatti comprende le attività di penetration test di ultima generazione e le funzionalità dei servizi gestiti di sicurezza di Sec-1 e NotSoSecure, oltre alle competenze e al training di NotSoSecure. Proprio NotSoSecure è infatti il più grande fornitore di corsi di formazione in tema di Ethical Hacking all’interno degli eventi “Black Hat”. La nuova Divisione avrà il compito di garantire l’integrazione e l’allineamento perfetto delle offerte e delle competenze di entrambe le società in modo da mettere a disposizione dei clienti la migliore gamma di servizi di security sul mercato. Il tutto all’interno dell’ecosistema multinazionale di Claranet.
La necessità e la richiesta di servizi di sicurezza informatica più completi e di maggior valore emerge con chiarezza in una recente ricerca condotta da Claranet. Secondo la survey il 69% dei responsabili IT intervistati non è in grado di proteggere i dati dei clienti in modo efficace. Quasi la metà del campione poi (45%) incontra problemi soprattutto a livello di protezione del cliente nel momento in cui cerca di introdurre un maggior livello di servizi e strumenti digitali nel suo modo di lavorare.

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Le Competenze innovative per il Lavoro di domani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

Roma, a Trastevere, lunedì 16 luglio alle 9.30 fino al pomeriggio aula magna Regina della John Cabot University (JCU) Che tipo di competenze dovranno possedere i nostri giovani per trovare occupazione domani? Come attrezzarli di fronte a innovazioni tanto repentine? Qual è il ruolo dell’università? Il modello anglosassone rimane quello vincente? Di tutto questo si parlerà nel corso del dibattito “Competenze innovative: il lavoro che ti aspetta”. Manager ed esperti apriranno una finestra sulle future innovazioni nel campo aziendale e si confronteranno con studenti, ricercatori e addetti ai lavori. In particolare, saranno presenti Angela Paladini, direttrice Risorse umane Emea della Johnson & Johnson; Michele Riela, vicepresidente Vertical Solutions di Olivetti; Iliana Totaro, Head of People Development di Enel Group; Pietro Paganini, professore di Business Administration e fondatore di COMPETERE. Modererà Antonella Salvatore, docente di Marketing e direttore del Career Services della JCU.«Il lavoro si trova e si crea quando si hanno le competenze, le conoscenze e l’esperienza che risponde alle esigenze del mercato. Si trova, quando si hanno le cosiddette soft skills, ma soprattutto la capacità di comprendere il cambiamento e di adattarsi a esso, un fattore che va al di là del puro sapere. In questo senso, l’università, oltre a un luogo di specializzazione, deve essere un ambiente aperto, dove sperimentare e capire i processi, in modo da anticiparli», ha spiegato il professor Pietro Paganini.«Secondo la nostra ultima statistica, nei primi sei mesi del 2018 il 30% degli studenti e dei laureati JCU, percentuale che costituisce la maggioranza, ha trovato collocazione nei settori Comunicazione, Marketing e Digitale. Il dato per ora conferma il trend del 2017», ha dichiarato la professoressa Antonella Salvatore.

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Indagine FPA sulle competenze nel lavoro pubblico presentata a FORUM PA 2018

Posted by fidest press agency su sabato, 26 maggio 2018

Roma. Alla PA servono competenze organizzative, manageriali e tecnologiche per gestire i cambiamenti in atto, pianificare, programmare, lavorare per progetti, utilizzare le opportunità d’innovazione offerte dal digitale. Tuttavia, i dipendenti pubblici che nell’ultimo anno hanno ricevuto formazione (6 su 10) dichiarano di essere stati aggiornati prevalentemente su temi giuridico-normativi (32,2%), informatica e telematica (12%), materie tecnico-specialistiche (11,8%), quasi nulla sulle lingue straniere (4%), i temi manageriali (5,3%), la comunicazione (8,4%), l’organizzazione (9,4%). Sono i risultati dell’indagine condotta da FPA, società del gruppo Digital360, sulle competenze dei dipendenti pubblici che ha coinvolto un panel di circa 1350 persone (di cui l’81,5%% dipendenti pubblici), presentata a FORUM PA 2018, in apertura dell’ultimo giorno di manifestazione in corso al Roma Convention Center “La Nuvola”. “L’indagine sulle competenze dei lavoratori pubblici rivela che siamo sulla strada sbagliata per cambiare la PA – commenta Carlo Mochi Sismondi, Presidente di FPA -: con una formazione scarsa, per lo più su materie o specialistiche o giuridiche, il settore pubblico può al massimo fare un po’ meno errori nei compiti che già svolge e migliorare l’efficienza di procedure spesso inutili o assurdamente complicate. La formazione invece dovrebbe trasferire ai lavoratori le competenze in grado di accelerare l’evoluzione della PA per consentirle di aprirsi ai cittadini, alle imprese, al contesto internazionale”. Ma cosa ne pensano i dipendenti pubblici? Il 43,6% dei lavoratori dei diversi comparti della PA dichiara di avere “molte più competenze” di quelle che servono nel proprio lavoro quotidiano e il 34,5% ritiene le sue competenze, comunque, “adeguate”. La formazione ricevuta nell’ultimo anno, è giudicata utile dall’80% di chi ne ha beneficiato, anche se i lavoratori sostengono che il principale motivo di crescita delle proprie competenze siano stati l’autoformazione (48,5%) e l’esercizio stesso del proprio ruolo (31,2%) piuttosto che la formazione ricevuta (9,5%).
In sostanza, chi lavora nel pubblico oggi non sente alcun bisogno di acquisire competenze manageriali o abilità relazionali, comunicative e gestionali. E questo per un semplice motivo: non le usa. Quasi il 50% degli intervistati fa lo stesso lavoro da oltre 10 anni e, rispetto alle mansioni da svolgere nel quotidiano, l’aggiornamento sentito come necessario è prevalentemente legato a conoscenze specialistiche riferite al proprio settore professionale (29,4%), conoscenze normative (27,2%) e competenze tecnologiche (20,5%). Solo il 12,8% reclama competenze relazionali e l’8,6% di competenze manageriali.“Non siamo di fronte a personale iper-qualificato, ma a lavori semplici, svolti per anni, senza alcun meccanismo di job rotation, in cui le uniche variazioni su cui c’è da aggiornarsi riguardano norme, procedure e aspetti tecnici – sottolinea Gianni Dominici, Direttore generale di FPA -. Se la PA resta ripiegata sui suoi stessi processi, piuttosto che formare i propri dipendenti ai nuovi compiti che le spettano, andiamo nel futuro con una PA del passato”.Questa situazione, che non sembra essere percepita come critica dai dipendenti pubblici, appare invece chiara a chi si trova a interagire con la PA: secondo cittadini e imprese coinvolti nel Panel di FPA i gap da colmare prioritariamente nella Pubblica Amministrazione sono proprio le competenze organizzative (30,6%) e manageriali (23,4), quelle su cui i dipendenti pubblici non credono di avere bisogno di aggiornamento e quelle su cui minore è la formazione erogata.

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Progetto “Ri-Generation Lab”

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 maggio 2018

Torino Lunedì 21 maggio 2018, alle ore 18.00 presso i locali della Parrocchia Santi Pietro e Paolo, in Via Saluzzo, 39 angolo Via Giacosa si terrà L’inaugurazione del progetto “Ri-Generation Lab”. L’Associazione Cnos-Fap, la Pastorale Giovanile Salesiana, la Parrocchia Santi Pietro e Paolo di Torino, in collaborazione con l’impresa Astelav Srl, avvieranno la sperimentazione di un nuovo format educativo-formativo rivolto a minori e adolescenti in situazioni di svantaggio e con maggiori difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro. Si chiama “Ri-Generation Lab” e vuole offrire l’opportunità, mediante un corso per “Riparazioni e rigenerazione di elettrodomestici”, di “mettere in pratica valori che si basano sull’economia circolare: creare lavoro per chi è in difficoltà e rimettere sul mercato elettrodomestici che erano destinati alla rottamazione, quindi salvaguardare le persone e l’ambiente. Astelav, forte di una pluriennale esperienza maturata nel campo degli elettrodomestici e dei ricambi, mette a disposizione i propri tecnici, le proprie competenze e capacità per insegnare ai ragazzi le prime buone pratiche per effettuare la riparazione di elettrodomestici e dare così a loro una prospettiva di inserimento sociale e di futuro lavorativo”, come sottolinea Giorgio Bertolino, amministratore delegato di Astelav Srl.
Per l’occasione, oltre ai rappresentanti dei diversi Enti coinvolti, sarà presente il Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime, X successore di Don Bosco, che presiederà la cerimonia del taglio del nastro, perchè per i salesiani “la prima preoccupazione è che i giovani, in particolare i più poveri e bisognosi, possano avere delle opportunità per dare dignità alla propria vita. Papa Francesco dice: “Il lavoro è una priorità umana. E, pertanto, è una priorità cristiana”. Così con questo nuovo progetto vogliamo continuare a ripercorrere le orme del nostro fondatore San Giovanni Bosco” afferma don Enrico Stasi, ispettore dei Salesiani del Piemonte e della Valle d’Aosta. Tale iniziativa, anche alla luce dell’eterogeneità degli enti attuatori, si propone di realizzare nuove pratiche inclusive, concorrendo alla sperimentazione di spazi di welfare comunitario, coniugando lavoro, formazione, educazione.

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Nuove misure per dare impulso alle competenze chiave, alle competenze digitali e alla dimensione europea dell’istruzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 gennaio 2018

european commissionBruxelles. Dando seguito al vertice di Göteborg, la Commissione europea ha adottato oggi nuove iniziative per migliorare le competenze chiave e le competenze digitali dei cittadini europei, per promuovere valori comuni e la conoscenza del funzionamento dell’Unione europea nelle scuole.
Le nuove proposte giungono appena due mesi dopo che i capi di Stato e di governo europei hanno parlato di istruzione, formazione e cultura al vertice di Göteborg del novembre 2017 e mirano a ridurre le disuguaglianze socioeconomiche, sostenendo nel contempo la competitività, al fine di costruire un’Europa più unita, più forte e più democratica.Jyrki Katainen, Vicepresidente della Commissione e Commissario responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: “Le iniziative odierne mirano a fornire alle persone gli strumenti affinché possano vivere pienamente e per costruire economie e società caratterizzate da equità e resilienza. Dobbiamo garantire che l’istruzione porti frutti a tutti nell’intera Europa e che ognuno sia in grado di adattarsi ai cambiamenti e trarne vantaggio: si tratta di un aspetto di importanza vitale per la crescita sostenibile e la competitività dell’Europa e lo sarà sempre più in futuro. Siamo pronti a sostenere gli Stati membri e collaborare con loro affinché tutto ciò diventi realtà.”Tibor Navracsics, Commissario per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, ha dichiarato: “I sistemi di istruzione e formazione europei devono trasmettere a persone provenienti dai contesti più diversi le competenze giuste per progredire e prosperare nella vita professionale, ma anche per metterle in grado di svolgere attivamente il proprio ruolo di cittadini attivi. Dobbiamo saper convogliare il potenziale dell’istruzione per promuovere la coesione sociale e il senso di appartenenza. A tal fine dobbiamo partire dai nostri valori comuni e garantire che l’istruzione permetta agli studenti di vivere l’identità europea in tutta la sua diversità e di conoscere meglio l’Europa, gli altri paesi europei e sé stessi.” Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l’Economia e la società digitali, ha dichiarato: “L’era digitale sta permeando tutti gli aspetti delle nostre vite: la necessità di fare attenzione alla trasformazione digitale non si limita a coloro che lavorano nelle tecnologie dell’informazione. La carenza di competenze digitali è un fenomeno reale. Mentre il 90% dei lavori del futuro richiedono determinate competenze in campo digitale, il 44% degli europei non possiede neanche le abilità di base. Il piano d’azione per l’istruzione digitale che proponiamo oggi aiuterà gli europei, gli istituti e i sistemi di istruzione a prepararsi meglio a vivere e lavorare in società sempre più digitali.” Le nuove proposte saranno anche discusse al primo Vertice europeo dell’istruzione che il commissario Navracsics ospiterà il 25 gennaio a Bruxelles, dedicato al tema “Porre le basi dello spazio europeo dell’istruzione – Per un’istruzione innovativa, inclusiva e basata sui valori”. Le tre iniziative proposte dalla Commissione sono:
1. Una raccomandazione del Consiglio relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente: prendendo le mosse dalla raccomandazione relativa alle competenze chiave adottata nel 2006, la nuova proposta contiene aggiornamenti importanti che riflettono la rapida evoluzione verificatasi nel frattempo nell’insegnamento e nell’apprendimento. Essa mira a un migliore sviluppo delle competenze chiave delle persone di qualsiasi età durante tutto l’arco della vita e a fornire orientamento agli Stati membri su come pervenire allo scopo. Si sottolinea in particolare la promozione dello spirito imprenditoriale e della mentalità orientata all’innovazione, al fine di liberare il potenziale personale, la creatività e lo spirito di iniziativa. La Commissione raccomanda inoltre misure volte a promuovere le competenze in scienze, tecnologie, ingegneria e matematica (gli ambiti STEM) e a motivare un maggior numero di giovani a intraprendere carriere in tali ambiti. Le proposte avanzate oggi rientrano nella risposta all’esigenza di migliorare urgentemente i sistemi di istruzione europei per far fronte alle numerose sfide rivelate dalla più recente indagine PISA. Più in generale, le misure aiuteranno gli Stati membri a preparare meglio i discenti ai cambiamenti dei mercati del lavoro e alla cittadinanza attiva in società globali più differenziate, mobili e digitali.
2. Un piano d’azione per l’istruzione digitale che delinea in quali modi l’UE può aiutare cittadini, istituti e sistemi di istruzione a prepararsi meglio a vivere e lavorare in un’era di rapidi cambiamenti digitali mediante:un migliore impiego delle tecnologie digitali per l’insegnamento e l’apprendimento; lo sviluppo delle competenze e delle abilità digitali necessarie per vivere e lavorare in un’era di trasformazioni digitali e il miglioramento dell’istruzione mediante una previsione e un’analisi dei dati più attente.
3. Una raccomandazione del Consiglio sui valori comuni, l’istruzione inclusiva e la dimensione europea dell’insegnamento: tale iniziativa propone modi in cui l’istruzione può aiutare i giovani a comprendere l’importanza dei valori comuni sanciti dall’articolo 2 del trattato sull’Unione europea e a farli propri. Gli obiettivi perseguiti sono rafforzare la coesione sociale e contribuire a contrastare l’avanzata del populismo, della xenofobia, del nazionalismo fonte di divisioni e della diffusione di notizie false. Tale proposta potenzia inoltre l’istruzione inclusiva per promuovere l’istruzione di qualità per tutti gli studenti insieme alla dimensione europea dell’insegnamento, in modo che a scuola si possano conoscere anche il patrimonio comune e la diversità dell’Europa, oltre a comprendere il funzionamento dell’UE. A sostegno di tali obiettivi la Commissione adotterà misure per aumentare gli scambi virtuali tra le scuole, in particolare tramite la riuscita rete e-Twinning, e per stimolare la mobilità nell’ambito del programma Erasmus+.

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Nuova edizione nazionale di FarmaMagazine

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 novembre 2017

farmamagazineÈ stata presentata a Roma l’edizione nazionale di FarmaMagazine, la rivista con la più elevata tiratura (1,7 milioni di copie) e la più alta diffusione in Italia, distribuita ai cittadini gratuitamente in farmacia. Il periodico, prodotto da Edra, editore specializzato nell’ambito della salute e della medicina, e Federfarma, che rappresenta le oltre 17mila farmacie private, è un esempio concreto del valore strategico che la comunicazione riveste nell’ambito della Salute. Proprio a questo tema è stato dedicato l’evento “Educare alla Salute per curare l’Italia”, un’occasione per illustrare la nuova iniziativa, durante la quale i rappresentanti del mondo farmaceutico e gli esponenti politici si sono confrontati sul nuovo modo di educare alla Salute in un’epoca di innovazione e cambiamenti continui. FarmaMagazine, con stile informale e linguaggio colloquiale, intende offrire al lettore informazioni utili sulla salute, sottolineando il ruolo sociale e sanitario che la farmacia italiana svolge sul territorio. Consegnata gratuitamente dal farmacista in farmacia, la rivista entrerà nelle famiglie raggiungendo presumibilmente quasi 5 milioni di lettori di tutte le età.
“FarmaMagazine è uno straordinario strumento attraverso il quale le farmacie veicolano messaggi di salute scientificamente corretti. Non solo. La rivista è anche un canale al quale le istituzioni possono affidare la comunicazione di notizie socialmente utili alla collettività.”. “Fare educazione sanitaria e promuovere la prevenzione primaria permette alla farmacia di contribuire, oltre che a alla salute, anche alla sostenibilità della sanità, con interventi tempestivi e meno costosi per il SSN – dichiara Marco Cossolo, presidente Federfarma – Con l’obiettivo di dare ai cittadini una sanità migliore, Federfarma sta proseguendo nello sviluppo di piattaforme per la realizzazione e la gestione dei nuovi ruoli/servizi della farmacia, quali telemedicina, prestazioni infermieristiche e fisioterapiche. Si sta inoltre muovendo per coinvolgere maggiormente le farmacie nell’assistenza ai malati cronici”.FarmaMagazine non è solo una rivista cartacea, ma anche un sistema multicanale. La “voce del farmacista” è comodamente scaricabile anche tramite App, disponibile su Google Play e App Store, su web e sui social, consentendo di accedere rapidamente e con facilità a tutti i contenuti presenti sul cartaceo.

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Vaccini: Caos per incompetenza Ministeri e Regione

Posted by fidest press agency su domenica, 3 settembre 2017

vaccini“Ribadiamo che sui vaccini ci vuole informazione ampia e corretta e non coercizione. L’enorme caos di questi giorni è generato dall’incompetenza di due Ministeri e dalla posizione incerta di Regione Lombardia. Il governo ha avuto una fretta del tutto ingiustificata nel trattare il tema scegliendo l’assurda via dell’imposizione, scaricando sulle scuole il peso di verifica senza valutare il caos che si sarebbe scatenato. E’ ovvio che su questo tema le linee guida del 18 agosto non potevamo trovare immediata applicazione per il 4 settembre. La Lombardia cerca di accontentare il governo e i genitori che chiedono di essere prima informati correttamente per poi decidere se far vaccinare i propri figli scontentando tutti e creando ulteriore confusione. La ciliegina sulla torta è arrivata oggi dal Ministro Fedeli che annuncia che arriveranno nuove linea guida. E’ una presa in giro, Governo e Regione hanno gettato le famiglie nel caos a pochi giorni dall’inizio delle scuole”, così Dario Violi e Paola Macchi, consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle della Lombardia. “Con una question time, che sarà presentata nel prossimo Consiglio regionale utile, chiederemo alla Lombardia di comportarsi come le Marche e il Trentino applicando la norma transitoria per avere un tempo adeguato per informare con calma le famiglie e permettere intanto alle famiglie di mandare i propri bimbi a scuola, invochiamo un metodo degno di un paese civile”, concludono i consiglieri regionali.

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Invalsi: la forbice Nord-Sud su competenze Italiano e Matematica si accentua alle medie

Posted by fidest press agency su sabato, 8 luglio 2017

scuola-montagna-pianoLa tendenza giunge dalle Rilevazioni nazionali degli apprendimenti 2016-17, incluse nel Rapporto Invalsi, presentate stamane al Miur: tra le regioni con le migliori performance, sia per la matematica sia per l’italiano, figurano Friuli, Veneto, Lombardia e provincia di Trento. ‘Particolarmente buoni’, nel caso della primaria, i risultati di Molise e Basilicata. Mentre ‘nettamente al di sotto della media nazionale’ in tutti i livelli scolastici, risultano Calabria e Sicilia. Gli esiti della comprensione della lettura e per la grammatica confermano che gli studenti mostrano maggiori difficoltà a confrontarsi coi testi non affrontati o approfonditi a scuola, come quelli espositivi, argomentativi e discontinui: pertanto, laddove le famiglie e gli agenti esterni alla scuola non supportano gli alunni, è chiaro che questi rimangano indietro. Lo stesso Istituto Invalsi ha ammesso che occorrono politiche scolastiche differenziate in base alle esigenze del territorio e alle tipologie di istituti.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il fatto che le differenze sono minime sino alla scuola primaria, dove comunque sarebbe bene introdurre il tempo pieno e reinserire le compresenze, è indicativo. Se il gap comincia a farsi sentire nella secondaria, significa che occorre un potenziamento all’interno di quei corsi. Potenziando tecniche e strategie d’insegnamento di tipo attivo: è un rinforzo non può che avvenire solo potenziando gli organici, proprio in quelle scuole logisticamente malcollocate e culturalmente deprivate. Il mancato sviluppo del territorio diventa, purtroppo, la condanna per i giovani del posto. Poiché il cambiamento strutturale, almeno nel breve periodo, è impossibile da attuare; solo una scuola con la ‘S’ maiuscola può salvarli.

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La “monnezza” di Roma approda in Senato

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

senato“Quelle di Virginia Raggi contro Renzi sono davvero parole in libertà. Da sindaca della Capitale ha il preciso dovere di trovare una soluzione, di indicare nuovi impianti se li ritiene necessari e di varare il piano di gestione dei rifiuti. Fare a scaricabarile, dopo un anno di governo di Roma, non è concesso. Ciò che emerge è purtroppo la palese incompetenza delle persone da lei designate ad occuparsi di un problema spinoso: la gestione dei rifiuti in una città con più di 3 milioni di abitanti, che raddoppiano nelle stagioni del turismo, non si improvvisa. Nei prossimi giorni chiederò un sopralluogo a Roma della Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, il timore che con il caldo e il proliferare dei topi la situazione igienico sanitaria degeneri è purtroppo, del tutto fondato”. Lo dice la senatrice Laura Puppato, capogruppo del Pd nella Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti.

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