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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘compiti’

Scuola: Bussetti chiede meno compiti per le vacanze

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Moderazione nell’assegnare i compiti per le vacanze estive in vista della fine dell’anno scolastico: a chiederlo ai docenti è stato il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, nel corso di una visita alla scuola media statale “Nuccia Casula” di Jerago, istituto dove iniziò la sua carriera di docente. Secondo il presidente Anief, Marcello Pacifico, come consiglio generale quello del ministro può andare bene, ma a due condizioni: la prima è che studi tanto lui durante l’estate, perché la scuola così com’è andrà sempre peggio; la seconda è che si ricordi una volta per tutte che se un insegnante decide di destinare a degli alunni più o meno compiti, lo fa con cognizione di causa e sempre per il loro bene.
Il ministro dell’Istruzione torna a rivolgersi ai docenti, chiedendo loro di ridurre la quantità di compiti assegnati agli alunni in vista delle vacanze estive. Il consiglio è arrivato, probabilmente, a seguito dalla pubblicazione, in questi giorni, dell’analisi del Pirls 2016, secondo la quale gli alunni più carichi di compiti sono poi quelli che rendono meno nell’andamento scolastico. In realtà, commenta Orizzonte Scuola, ogni docente sa qual è la giusta dose di “compiti”, di attività, di spunti da proporre ai propri alunni e agisce sicuramente per il raggiungimento di obiettivi e non per “il semplice gusto” di assegnare dei compiti. Non è la prima volta che il ministro dell’Istruzione si preoccupa dell’eccessivo carico di lavoro che viene richiesto agli alunni fuori scuola: a dicembre, aveva chiesto ai docenti che “in un momento di riposo degli studenti e delle famiglie, vengano diminuiti i compiti durante le vacanze natalizie”, annunciando anche l’invio di una Circolare che avrebbe fornito la posizione ufficiale del Miur sulla quantità di compiti da assegnare nei periodi di sospensione di attività didattica. Quella Circolare non è mai arrivata, molto probabilmente a seguito delle tante lamentele del corpo docente per via dell’invasione di campo su un ambito che appartiene indiscutibilmente agli insegnanti. Ora, la nuova sortita. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “certi tipi di dichiarazioni sorprendono per la loro assoluta banalità. Certo, potrebbero anche essere fatte per il bene dei ragazzi, che a volte si ritrovano a svolgere una quantità eccessiva di esercitazioni, letture, elaborati, problemi e quant’altro. Resta da capire, però, il motivo per il quale un ministro dell’Istruzione debba saperne di più di un insegnante che conosce uno per uno i propri studenti. Anche queste dichiarazioni, quindi, suonano come dei messaggi, se non delle ingerenze, che vanno in qualche modo ad invadere la libertà di insegnamento”.

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Scuola: Bussetti chiede ai docenti meno compiti per le vacanze

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Il Ministro dell’Istruzione incontra il Garante per l’infanzia. Poi si rivolge al corpo docente e alle scuole, preannunciando una posizione ufficiale sull’eccesso di carico di lavoro che viene richiesto agli alunni fuori scuola, perché “in un momento di riposo degli studenti e delle famiglie, vengano diminuiti i compiti durante le vacanze natalizie”. La circolare arriverà dopo i numeri impietosi sul basso investimento degli ultimi Governi italiani, di ogni colore, nel settore della Conoscenza che abbraccia Università, Istruzione e Ricerca. Replica di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Certo si potrebbe anche abolire il valore legale del titolo di studio e perché no interrogazioni e verifiche. Magari si potrebbe fare tutto da casa? Ma allora perché non si comincia ad abolire l’Invalsi? Il Ministro farebbe bene a risolvere i problemi della scuola a partire dal precariato e dalla continuità didattica, dal rispetto per una professione che sembra non avere più il diritto di dover persino assegnare dei compiti per esercitare e valutare i suoi studenti, senza parlare della libertà di insegnamento che vede un’ingerenza dal forte sapore di propaganda politica che fatta da un dirigente scolastico, ex provveditore, suona pure amara”.

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Scuola: Servono i compiti a casa?

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

Hörsaalzentrum der TU Dresden an der BergstraßeConsultare il vocabolario, risolvere equazioni, studiare poesie: dopo la scuola ci sono i compiti da fare a casa. Servono? Non molto per come sono concepiti, sostengono alcuni ricercatori e direttori d’istituto. Il loro giudizio e’ che rendono piu’ deboli gli alunni in difficolta’ e non e’ detto che migliorino i piu’ bravi. Gli esperti dell’Universita’ Tecnica di Dresda (Germania) hanno interpellato 1.300 alunni e 500 insegnanti delle scuole a tempo pieno della Sassonia. Un terzo (33%) dei maestri riconosce di non saper valutare se i compiti abbiano qualche effetto. In generale, i maestri non hanno rilevato benefici particolari per i tre quarti (75%) dei loro alunni. Anche gli scolari hanno molti dubbi sui meriti dei compiti a casa (questo e’ comprensibile); solo un terzo pensa d’aver migliorato i voti grazie a loro.
I ricercatori vedrebbero di buon occhio quest’alternativa: lezioni di sostegno a scuola per alunni in difficolta’, anche perche’ sono proprio quelli che in famiglia non trovano l’aiuto necessario o comunque una diversa articolazione della programmazione didattica. Questa soluzione comporterebbe nuovi aggravi di spesa pubblica. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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La riforma della polizia locale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2010

“Ancora una volta la Polizia Municipale dimostra quanto sia diventata importante nel controllo del territorio  per questo ci meraviglia che il Governo, dopo aver caricato i Sindaci con due leggi di compiti in tema di sicurezza urbana, non trasmetta alla I Commissione affari istituzionali del Senato la relazione alla legge di riforma della polizia locale bloccandola di fatto ed impedendo cosi ai Sindaci di poter avere, ad esempio, deroghe in tema di assunzioni o ai Vigili Urbani gli strumenti idonei per potersi difendere, in questo caso, visto che il romeno aveva una mazza chiodata, agli Agenti sarebbe potuto servire il bastone distanziometro ed invece hanno dovuto rischiare la loro vita bloccandolo con le mani, in quanto in tale caso certamente non gli si poteva sparare per fermarlo.” ha dichiarato Alessandro Marchetti, Segretario generale Aggiunto Sulpm commentando la notizia del rumeno che ad Ostia ha aggredito moglie, connazionali e vigili con una mazza chiodata. “Il nostro è un grido d’allarme e una supplica al tempo stesso al Governo e al Sindaco Alemanno di aiutarci” ha concluso Marchetti ” non aspettate che muoia qualcuno di noi per accorgervi che facciamo sicurezza, dateci la possibilita’ di portare la pelle a casa, approvate subito la Riforma sulla Polizia Locale, prima del 14 dicembre.”

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I commissari di maturità non vogliono lavorare gratis

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2010

Dichiarano i commissari: “Abbiamo fatto il nostro lavoro: ora chiediamo di essere pagati. Siamo stati nominati commissari d’esame al liceo Segré di Torino, abbiamo corretto i temi, la seconda prova di matematica e i vari quesiti della terza prova; ci siamo scrupolosamente attenuti alle precise minuzie della verbalizzazione burocratica, abbiamo ascoltato le tesine degli studenti – alcune nate da una reale motivazione personale, molte stereotipate e raccogliticce -, abbiamo fatto domande e ascoltato le risposte nel colloquio orale, e infine abbiamo firmato due volte griglie e compiti, chiuso i pacchi e sigillato il tutto con la rituale ceralacca e il timbro a secco. Il tutto quantificabile – a occhio – per un totale di circa 80-100 ore.  A un elettricista o a un idraulico si pagano circa 50 euro all’ora, ma a noi –  che siamo qualificati professionalmente e laureati, non è previsto che si dia una cifra superiore a qualche centinaio di euro. Sic eunt res mundi, almeno in questo mondo di calciatori, veline e imprenditori. Questi sono i presupposti nella mentalità e nella prassi della società contemporanea: non stiamo a discuterli qui ed ora, anche se discuterli prima o poi si dovrà. Un altro presupposto della nostra attuale società – ovvio e consolidato – sembra essere quello in base al quale si paga il lavoro compiuto. Al mercato dopo aver comprato un kg di patate o al ristorante dopo aver pranzato a nessuno verrebbe in mente di andarsene dicendo semplicemente: quando avrò i soldi – e se li avrò – pagherò. Ma, insomma, brevemente e in sintesi, che cosa chiediamo? Che ci paghino, che ci si dia il dovuto, e subito. Se il Ministero, la scuola ecc. non ha i soldi, aveva solo da comunicarlo prima con un po’ di trasparenza: non ci sono soldi; volete venire a lavorare gratis? Dopodiché, ci saremmo comportati di conseguenza e a ragion veduta. Quello che vogliamo allora non sono semplicemente i nostri quattro soldi, che potremmo sempre devolvere a calciatori, veline e imprenditori bisognosi…  Il senso del nostro discorso è che si metta un punto fermo a una situazione in rapida degenerazione, si acquisisca consapevolezza di quanto accade e si agisca di conseguenza.E se anche noi, quando ci si chiede di pagare le tasse, o la bolletta della luce, del gas ecc., rispondessimo che pagheremo quando avremo i soldi, se li avremo e comunque non molto presto?”

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“Stalking, l’incidenza nei municipi di Roma”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 giugno 2010

Roma 16 giugno, ore 12, presso il comando della polizia municipale di, via della consolazione 4,  sala Cola di  Rienzo  conferenza stampa presentazione seminario: “Stalking,  l’incidenza nei municipi  di  Roma”   All’incontro prenderanno parte anche rappresentanti delle Forze dell’Ordine e delle istituzioni locali e nazionali. Dalle ore 15 alle 18  è previsto un seminario di approfondimento sui dati rilevati nel corso dell’indagine.   “Aumenteremo i controlli e il monitoraggio per prevenire e reprimere l’assalto di coloro che si macchiano di azioni di stalking. Le norme ci sono e devono essere rispettate. Quasi il 60% delle vittime che decidono di non denunciare rinuncia perché teme di non essere creduto o di non poter essere tutelato. Invece bisogna reagire, rivolgersi alle istituzioni che hanno precisi compiti da svolgere”. Lo dichiara in una nota il presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma Fabrizio Santori, che interverrà mercoledì 16 giugno al seminario “Stalking, l’incidenza nei municipi di Roma”, che verrà presentato presso la sala Cola di Rienzo del Comando della Polizia Municipale in Via della Consolazione 4,  alle ore 12,00.  In tale occasione saranno presentati gli interessanti dati emersi da uno studio promosso dall’Aipc (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia) e dall’Ons (Osservatorio nazionale Stalking). L’Aipc si batte da anni per fronteggiare le complesse e vaste urgenze connesse alla violenza e al disagio in forte collaborazione con l’ Ons, che si occupa di promuovere corsi e seminari per operatori socio sanitari e della sicurezza monitorando il fenomeno dello stalking in tutti i contesti e offrendo supporto alle vittime, ai loro familiari e ai presunti autori delle molestie.  “Da un campione formato di donne e di uomini che vivono in dieci Municipi romani è emerso, tra l’altro, che la maggior parte delle molestie da parte degli stalkers, pari all’88,4% dei casi, avviene attraverso l’uso del telefono. Approfondire e dibattere questi temi, affrontandoli nella loro complessità, è un momento fondamentale nel cammino che deve portarci a sconfiggere lo stalking”, conclude Santori. A Roma, come in altre sei città d’Italia, è attivo uno sportello antistalking a cura di Aipc e Ons, che risponde al numero telefonico: 06 44246573

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Roma bloccata dai cantieri

Posted by fidest press agency su sabato, 22 maggio 2010

“È all’ordine del giorno che tanti automobilisti si trovino imbottigliati per ore a causa dei cantieri che flagellano diverse zone di Roma. Dove sono coloro che dovrebbero supervisionare la nostra città?  Noi cittadini esigiamo e meritiamo rispetto”. Con queste parole Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, commenta la notizia che vede i vigili urbani della Capitale poco presenti nelle strade. Questa situazione, fa sì che coloro che non rispettano il codice della strada parcheggino accanto alle transenne, in doppia fila o addirittura in tripla. Inoltre, a peggiorare questo stato di cose, vi è la mancata sorveglianza della polizia municipale nei cantieri, che creano pesanti ingorghi e interminabili code, specialmente nelle ore di punta. Un esempio, sono quelli sulla tangenziale Est in direzione Salaria, sul lungotevere Castello, zona Prati, dove ieri gli automobilisti hanno subìto grossi rallentamenti. Infine, vi sono i lavori in via Gioberti, che procedono da settimane nei paraggi della stazione Termini, dove i furgoni parcheggiati vicino a recinzioni e transenne occupano la metà della carreggiata, ostacolando il passaggio delle vetture. “L’Italia dei Valori persegue la legalità e la garanzia del rispetto delle regole – conclude l’esponente laziale del partito presieduto da Antonio Di Pietro – pertanto rivolgo un appello al sindaco, all’assessore di competenza e al capo dei vigili urbani affinché venga risolto al più presto questo stato di totale abbandono e di incuria per le vie della nostra città”.

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Il Ddl lavoro è stato approvato alla Camera

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2010

E’ un provvedimento che stravolge la certezza del diritto” lo ha dichiarato l’on. Giovanni Paladini, capogruppo IDV in Commissione Lavoro alla Camera, durante le dichiarazioni di voto finali in Aula. “Sono molti i punti controversi di questo provvedimento, a cominciare dall’introduzione dell’arbitrato obbligatorio, ammantato da volontario. Il breve spostamento temporale non fa venire meno il dubbio che il lavoratore si trovi in una situazione di debolezza, in particolare in tutte le ipotesi di contratti non a tempo indeterminato” ha spiegato Paladini. “Altro punto critico è il ruolo che viene attribuito alle commissioni di certificazione, i cui compiti vengono accresciuti a dismisura, arrivando a sostituirsi addirittura ai magistrati e alle commissioni provinciali del lavoro. A questa moltiplicazione di compiti e funzioni, non corrisponde, di contro, una verifica sulla loro consistenza e capacità organizzativa e sulle attività che effettivamente sono state svolte fino ad oggi” ha aggiunto il capogruppo di IDV in Commissione Lavoro alla Camera. “Permane, nonostante i giusti rilievi del presidente della Repubblica Napolitano, la volontà del Governo e della maggioranza di deregolamentare la materia del lavoro, limitando la possibilità che il lavoratore si rivolga al giudice, nonostante siano diritti costituzionalmente garantiti o indisponibili. Per queste ragioni, Italia dei Valori ha votato contro un provvedimento ingiusto che stravolge la certezza del diritto, già messa a serio rischio in questo Paese” ha concluso l’on. Paladini

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Rai: violazione sui compensi e consulenze

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2009

Intervento della senatrice Donatella Poretti, Radicali – Pd: “Mentre si discute se la Rai deve essere un po’ piu’ di destra o un po’ piu’ di sinistra, come se la perfetta applicazione del manuale Cencelli corrispondesse al compito del servizio pubblico, l’occasione puo’ essere quella giusta per portare alla luce e chiarire perche’ la Rai non rispetta la legge che la obbliga a rendere pubblici i rapporti di consulenza esterna, nomi e cifre. Si leggono sui giornali i compensi dei personaggi tv piu’ famosi, ma la legge obbliga la Rai a farlo per tutti i contratti. Sapere come funziona il canone, dove finiscono le tasse dei cittadini e’ un dovere che la Rai non rispetta, nonostante glielo imponga la legge. Dopo piu’ di due anni dalla sua creazione, sul sito apposito (www.contrattidiconsulenza.rai.it) predisposto dalla Rai per conoscere i nomi e i relativi importi percepiti dai consulenti e professionisti esterni, cosi’ come stabilito per legge, l’unica cosa che appare e’ la scritta “Lavori in corso”. La legge 244/2007 (art. 3, comma 44) e’ chiara: “Nessun atto comportante spesa […] puo’ ricevere attuazione, se non sia stato previamente reso noto, con l’indicazione nominativa dei destinatari e dell’ammontare del compenso, attraverso la pubblicazione sul sito web dell’amministrazione o del soggetto interessato, nonche’ comunicato al Governo e al Parlamento”. In caso di violazione la Rai e gli stessi consulenti sono tenuti al rimborso, a titolo di danno erariale, di una somma pari a dieci volte l’ammontare della somma illegittimamente erogata.Di fronte alla palese violazione della legge da parte dell’azienda radiotelevisiva e ad una interrogazione depositata nel giugno dello scorso anno, nessuna risposta (Atto n. 3-00082: http://blog.donatellaporetti.it/?p=108). Come del resto nessuna risposta (se non quella che effettivamente la cosa e’ complessa e va chiarita) su chi deve pagare il canone: possessori di pc e di videotelefonini che sono apparecchi atti a ricevere trasmissioni radiotelevisive, ad esempio, evadono le tasse se non pagano il canone Rai? Questa e’ la televisione di Stato? Il problema non si porrebbe se fosse stato rispettato quanto richiesto dagli italiani con un referendum, la privatizzazione. Ma, fintanto che la Rai e’ un soggetto pubblico, si deve comportare come tale, rispettando quelle leggi che oggi invece viola con disinvoltura.”

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Pubblica sicurezza o insicurezza?

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2009

Il giornalista Riccardo Bocca ha condotto un’accurata indagine conoscitiva riportata in questi giorni su Repubblica e che si può consultare in versione integrale su  sullo stato della polizia in Italia collegandosi con la video inchiesta: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/pubblica-insicurezza/2106876. Per gli addetti ai lavori, ovviamente, non è una novità. Forse lo è per il grosso pubblico. Lo denunciano, da tempo, i responsabili delle varie sigle sindacali quali, ad esempio, il Siulp e il Coisp. Dichiara Felice Romano del Siulp:  “La polizia è costretta a operare in condizioni allucinanti. Di più: emergenziali. Siamo a un passo dal collasso, e il tutto avviene nell’indifferenza generale…”. Parola di Felice Romano, segretario generale del Siulp: il Sindacato italiano unitario lavoratori di Polizia (circa 30 mila iscritti). “Ormai”, dice Romano, “il funzionamento della sicurezza è affidato ai sacrifici degli agenti, sia sul piano economico – anticipando spesso le spese delle missioni – sia su quello fisico, con turni massacranti”. Insomma, sostiene il leader del Siulp, “il settore della sicurezza è un cumulo di carenze: uno spettacolo triste che non onora il Paese”. Eppure, osserva Bocca, rispetto all’Europa il rapporto agenti abitanti (571 ogni centomila abitanti) è il più alto d’Europa sommando Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia penitenziaria, Forestale e polizie locali. Ma, risponde Romano, “All’estero per queste statistiche si considerano solo le Forze che hanno competenza generale sul territorio (come da noi Polizia di Stato e Carabinieri). Dunque il discorso non regge…”. Eppure, incalza Bocca, nell’Ue l’Italia risulta essere il Paese che investe di più in sicurezza (2,1% del Pil). Anche qui, ovviamente vi è una spiegazione e che potremmo sintetizzare in una sola parola: sprechi. Lo sono sia per la mancanza di un coordinamento tra le varie forze di polizia sia per quei servizi, come le scorte, che assorbono notevoli risorse e impieghi di personale. Da queste poche note estratte dalla lunga inchiesta di Bocca già possiamo avere un quadro desolante della situazione. A nostro avviso occorre rivedere per intero tutto il comparto sicurezza per razionalizzare le risorse, che pure ci sono, e assicurare sul territorio una presenza meno legata a logiche settoriali o da contenuti demagogici. I militari in servizio d’ordine pubblico non sono una risposta adeguata così come non lo sono le ronde nella versione Lega e del ministro Maroni. Il controllo del territorio oggi rappresenta il punto nodale del ruolo della polizia e può essere svolto al meglio incominciando a definire le competenze, funzioni e presenze, evitando doppioni. Se poi vogliamo parlare di “ronde” perché non affianchiamo al poliziotto di quartiere un extracomunitario con il compito di stabilire un rapporto più diretto e di natura informativa per i tanti immigrati che non hanno idee chiare sui compiti della polizia in Italia e forse sono ancora troppo condizionati da quella del loro paese d’origine che è, in molti casi, tutt’altra cosa? Vi è poi l’apporto non indifferente che può darci la tecnologia con le video camere di sorveglianza dove possono essere impiegati per la visione delle immagini a personale non in divisa, ma appartenenti a ruoli amministrativi. Lo stesso discorso varrebbe per i poliziotti e i carabinieri che svolgono incarichi amministrativi negli uffici giudiziari, nelle questure e nei commissariati. (A.R.)

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Carenza organico carceri Lazio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2009

“Quali contromisure le istituzioni intendono assumere per aumentare la dotazione organica degli Istituti Penitenziari del Lazio? – Lo chiede Vladimiro Rinaldi, capogruppo della Lista Storace alla Regione Lazio, nell’interrogazione presentata oggi al Presidente della Giunta Piero Marrazzo –  “In questi mesi abbiamo rilanciato a più riprese le istanze dei Direttori degli Istituti raccolte dal  mio collaboratore Dottor Daniele Belli”. “La dotazione organica di agenti di polizia penitenziaria nella maggior parte delle carceri del Lazio è carente nella percentuale del 30% rispetto al D.M. – afferma Belli -,  senza contare che il numero dei detenuti è in continuo aumento, che il personale è spesso impegnato per visite e ricoveri esterni di detenuti o comandato per altri compiti in uffici esterni alle strutture carcerarie”. “Speriamo poi – aggiunge Rinaldi – che prima o poi vengano attivati sia l’Istituto Penitenziario di Rieti che i nuovi  padiglioni dell’Istituto di Velletri ma, anche per questi dovrà essere previsto l’impiego di ulteriori numerose unità operative. Ad oggi – conclude Rinaldi – le istituzioni non sono andate oltre le dichiarazioni di intenti, lasciando i Direttori dei Penitenziari a fare da cuscinetto tra le diverse istanze e le fiamme azzurre a sostenere un sovraccarico di lavoro in condizioni impossibili senza una prospettiva di miglioramento. A questo punto ci attendiamo che la Giunta possa fornirci a breve un riscontro positivo concreto.”

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Eletti i cinque questori del Parlamento europeo

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2009

L’Aula ha eletto i cinque nuovi questori del Parlamento europeo che svolgeranno tale funzione fino al termine della legislatura. Due di questi appartengono al PPE, uno al gruppo S&D, uno all’ALDE e uno alla GUE/NGL. I questori sono principalmente incaricati di compiti amministrativi e finanziari concernenti direttamente i deputati.  I cinque questori eletti sono:  Lidia Geringer De Oedenberg (S&D, PL), con 398 voti, Jim Higgins (PPE, IRL), con 352 voti, Astrid Lulling (PPE, LU), con 306 voti, Jiri Mastalka (GUE/NGL, PL), con 293 voti, Bill Newton Dunn (ALDE, UK), con 208 voti Non sono stati eletti i seguenti candidati: Francesco Enrico Speroni (EFD, IT), James Nicholson (ECR, UK) e Ria Oomen-Ruijten (PPE, NL). I questori sono incaricati di compiti amministrativi e finanziari concernenti direttamente i deputati in base alle direttive fissate dall’Ufficio di presidenza, di cui sono membri con funzioni consultive.  I Questori tengono un registro in cui il deputato dichiara personalmente e con precisione le attività professionali da lui svolte e qualsiasi altra funzione o attività retribuita, nonché i sostegni tanto finanziari, quanto in personale e in materiale, che si aggiungono ai mezzi forniti dal Parlamento e che sono conferiti al deputato nell’ambito delle sue attività politiche da parte di terzi, con indicazione dell’identità di questi ultimi. Il Collegio dei Questori, inoltre, cura il registro dei rappresentanti dei gruppi di interesse accreditati presso il Parlamento.

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