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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘complotto’

Il complotto Toscanini

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2018

Roma Sabato 7 Aprile – ore 11.00 Biblioteca Vaccheria Nardi – Via Grotta di Gregna, 37 Il complotto Toscanini di Filippo Iannarone. Con l’Autore interviene Giovanni Fasanella, giornalista e scrittore. Interventi musicali di Alvarez Guitar Quartet: Sandro Lazzeri, Stefano Falleri,
Paolo Saltalippi, Alessandro Zucchetti. Piazze, provincia di Siena, 1935. È notte quando la quiete immobile della cittadina toscana viene squarciata da un grido. Di fronte alla folla riversatasi in pochi istanti tra le vie, il corpo inerme di un uomo ucciso da una serie di violente percosse: si tratta di Alberto Rinaldi, solo all’apparenza un comune medico di provincia. In realtà, un luminare della medicina del tempo. Grazie alle sue cure miracolose, infatti, tra i suoi pazienti si annoverano personalità di spicco in Italia e in Europa, fino in America. Malgrado l’attenzione dei giornali e della famiglia della vittima, però, le indagini e il processo si rivelano una farsa, nulla viene chiarito dalla giustizia e tutto scivola nell’oblio. Quattordici anni dopo, nel 1949, il presidente della repubblica Luigi Einaudi vuole conferire la nomina di senatore a vita al grande compositore e direttore d’orchestra Arturo Toscanini. Sul passato del maestro, però, c’è un’unica ombra: il suo nome compare tra i documenti dell’indagine per l’omicidio di Rinaldi, e in quella delicata fase storica di transizione repubblicana è necessario che nessun personaggio pubblico abbia scheletri nell’armadio.
Ma perché la morte di Rinaldi ha a che fare con Arturo Toscanini? Che cosa legava lo scienziato e il maestro? E perché una nuova indagine potrebbe far emergere un coinvolgimento di Toscanini in quella morte spaventosa?Il colonnello Luigi Mari, figura eroica dell’antifascismo liberale, affiancato dal giovane tenente Barbetti, viene incaricato di far luce su un mistero che dura ormai da troppo tempo. Tra depistaggi, colpi di scena e congetture fruttuose, Mari cercherà di scoprire una verità che in molti hanno voluto celare. Il legame tra un genio della direzione musicale e un genio della scienza medica sono l’occasione per narrare del coraggio, dell’audacia e dell’Italia della ricostruzione dopo la tragedia della guerra e del fascismo.
Filippo Iannarone, È nato a Roma nel 1954. Laureatosi in Giurisprudenza, ha proseguito gli studi sulla giurisdizione criminale nel XVI secolo presso l’Archivio Vaticano e presso la Scuola di Paleografia, Diplomatica e Codicologia. Ha lavorato nel gruppo Eni, creato un proprio studio legale, è poi diventato imprenditore nel settore alberghiero. Attualmente vive in Germania. Il complotto Toscanini, il suo primo romanzo, è il frutto di studi, letture e un grande amore per la musica. Il suo sito: http://www.filippoiannarone.it Pagine 400 – Euro 19,90.

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Roma Capitale: Tra i poteri forti, lasciatela lavorare e il complotto

Posted by fidest press agency su domenica, 11 settembre 2016

campidoglioDialogando, sulle vicende romane, con simpatizzanti ed elettori del Movimento5Stelle, emergono tre tesi per giustificare l’attuale situazione, diremmo problematica, della sindaca Virginia Raggi.
La sindaca Raggi ha vinto le elezioni con il 67% dei voti e ha la maggioranza assoluta in Consiglio Comunale. Ottimo punto di partenza per iniziare a governare la Capitale d’Italia. A giugno nomina capo di Gabinetto il pentastellato Daniele Frongia, che pero’ e’ incompatibile, ripiega sulla giudice Daniela Morgante che rinuncia, viene nominata la giudice Carla Rainieri che si dimette (la sindaca Raggi dichiara, invece, che ha annullato la nomina dopo aver sentito l’Anac).
Ci fermiamo qui, ai soli capi di Gabinetto, e non affrontiamo l’argomento relativo alle nomine e dimissioni dei vice capo di Gabinetto, del capo della Segreteria, degli assessori e dei vertici Atac (trasporti) e Ama (rifiuti).
La domanda che ho rivolto ai miei interlocutori e’ stata: cosa c’azzeccano i poteri forti con le nomine dei capi di Gabinetto della sindaca Raggi, che e’ una manifestazione di volonta’ autocratica? La risposta, ovviamente, non c’e’ e lo scambio di vedute si sposta sulla giustificazione dell’impasse attuale dovuta all’inesperienza della sindaca Raggi. Lasciatela lavorare, dicono. Governera’ meglio dei suoi predecessori che erano tutti dei ladroni, affermano. Domando a ciascuno: chi avete votato nel passato? Non ottengo risposta (probabilmente hanno votato quelli che ora definiscono ladroni). Non si capisce chi impedisca alla sindaca Raggi di lavorare: i vertici amministrativi li nomina lei, gli assessori li sceglie lei e in Consiglio c’e’ la maggioranza assoluta dei pentastellati. Cosa vogliono di più? Nella conversazione si affaccia l’ipotesi di un complotto. Mi viene voglia di chiamare il 112, servizio psichiatrico. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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“Michael Jackson – Il complotto”

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2010

di Aphrodite Jones autrice bestseller del New York Times  giornalista di Discovery Channel e Fox News Dal 24 giugno arriva nelle librerie italiane edito da Alacrán A un anno dalla scomparsa arriva la definitiva riabilitazione del Re del Pop:  attraverso una ricostruzione meticolosa e documentata del clamoroso processo per molestie sessuali, un libro che fa definitivamente luce sul complotto mediatico-giudiziario che tentò di distruggere un mito dei nostri tempi.Quando nel 2005 Michael Jackson fu accusato di molestie a un minore il mondo si divise tra colpevolisti e innocentisti.  L’obiettivo di Aphrodite Jones è dichiarato: riabilitare la figura di quello che definisce “il più grande intrattenitore della storia”, distrutto e “ucciso” da una campagna mediatica fondata su accuse non veritiere, offrendo al pubblico un inedito sguardo sull’uomo che è stato al centro di tanto successo e altrettante polemiche. L’autrice ricostruisce l’intero processo in modo circolare, partendo dalla sentenza di assoluzione e ritornandovi nel finale, dopo aver esposto l’intero iter processuale, smontando una a una le malignità e le false accuse riportate dai mezzi di comunicazione su Jackson, svelando un vero e proprio complotto tra i media e l’accusa nei confronti del Re del Pop.  Il libro ci mostra Michael Jackson da una prospettiva insolita, quella della vulnerabilità.

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Il trauma della violenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2009

Editoriale fidest Le luci della ribalta per Silvio Berlusconi dovevano spegnersi dal momento in cui lasciava il palco che lo aveva ospitato per il suo comizio pomeridiano a Milano del 13 dicembre scorso ed invece si sono riaccese improvvisamente colpite da un gesto insulso. Si è già scritto. ad abundantiam, in queste ultime ore tanto sia da parte di chi ha voluto, dai vertici delle istituzioni, esprimergli la sua esecrazione per il vile gesto, sia per chi ha voluto “intingervi il pane” su un supposto complotto politico o terroristico. Resta ora la riflessione calcolata a “freddo”. Dopo 15 anni che il “berlusconismo” ha calcato le scene della politica non solo domestica ma internazionale, si incomincia a parlare del “dopo” e ad immaginare canovacci futuri e possibili eredi o delfini che si voglia. Ma questo “futuro”, per una società sempre più caratterizzata dalla bramosia della velocità, comincia ad avere un senso se prende corpo già nel nostro presente. Ma la politica, purtroppo, appare l’ultima ad avvedersene. Così si è perso tempo con aggregazioni sbagliate sia in casa del Pdl sia in quella del Pd tanto che oggi usciamo con una nuova proposta politica, che potrebbe già essere vecchia, animata da Francesco Rutelli con la sua “Alleanza per l’Italia” e supportata, sia pure a livello di principio, da Pierferdinando Casini, da Fini, da Bruno Tabacci e dallo stesso Bersani. Cosa può significare in pratica? Dovrebbero essere le sirene per attrarre, con il loro canto armonioso, per certi uditi, chi trova scomoda la propria sedia nei rispettivi partiti di appartenenza e non vorrebbe ritrovarsi nelle ultime fine nel banchetto finale che si tiene altrove. Si dice che vi sia anche uno sponsor di tutto rispetto nel mondo industriale e il che non guasta di certo. Si dice, persino, che questa sorta di rivoluzione copernicana che manderebbe in pensione Berlusconi abbia il tacito assenso dello stesso potenziale “trombato” ma con certe garanzie come quella dell’immunità penale. Ma nel frattempo esita. Ma nel frattempo dimostra di essere in buona salute e d’avere dalla sua chi teme un salto nel buio e vi scrive la fatidica frase latina, scrutando l’orizzonte: hic sunt leones. In altre parole chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non quello che trova. Ora questo gesto di violenza rischia di trasformarsi in ciò che non è ovvero nella classica goccia che fa traboccare il vaso. Sono certo, infatti, che i promotori della nuova stagione politica cercheranno di far capire al cavaliere quanto è insito nella logica gattopardesca del tutto cambiare per nulla cambiare solo con un maquillage di facciata, ovvero il cambio del fantino. Resta il popolo sovrano, ma che sovrano è se il regno lo ha da tempo perso? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Obama rischia la presidenza su Afghanistan

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2009

“L’ Afghanistan metterà a dura prova la presidenza Obama. Se invece di leggere saggi sull’ecologia e romanzi, Obama avesse letto durante le vacanze qualcosa sul generale De Gaulle e l’Algeria, ci sentiremmo tutti un po’ meglio” – dichiara Pino Arlacchi, eurodeputato di Italia dei Valori e membro della Commissione esteri del Parlamento europeo. “De Gaulle pose fine alla sanguinosa insurrezione in Algeria che lo aveva riportato al potere nel 1958. E l’Algeria era allora parte della Francia, possedeva risorse energetiche in grado di rendere la Francia autosufficiente, ed ospitava sul suo territorio un milione di coloni che l’avrebbero voluta per sempre francese. La pensava così anche una parte dell’ esercito francese, ed un complotto di ufficiali tentò di assassinare De Gaulle e rovesciare il suo governo. De Gaulle – continua Arlacchi – ordinò i negoziati di pace, fermò la guerra, riportò a casa l’ esercito e i coloni, e si dedicò a ricostruire la Francia dopo decenni di crisi”. “Per favore, presidente Obama. Dimostra di essere uno statista e un uomo sensibile ai diritti umani. Non mandare a morte altre migliaia di persone ostinandoti a cercare un’ altra inutile vittoria americana destinata a finire in sconfitta e a rovinare la tua presidenza”.

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Gheddafi contro Israele

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2009

“Le dichiarazioni del dittatore libico Muammar Gheddafi contro Israele rappresentano un fatto grave ed è sbagliato sottovalutarle” lo affermano i co-presidenti del Gruppo EveryOne, organizzazione internazionale per i Diritti Umani, Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. Durante l’apertura del vertice dell’Unione Africana a Tripoli, il leader della Libia ha dichiarato che “lo stato di Israele è dietro a tutti in conflitti in Africa: alimenta le crisi in Darfur, Sud Sudan, Ciad, per sfruttare le ricchezze di quelle aree; per questo chiediamo che siano chiuse tutte le ambasciate di Israele in Africa”. “Quella che si prospetta con le parole di Gheddafi è un teoria pericolosa: quella del ‘complotto ebraico’, che fu alla base delle più feroci persecuzioni antisemite, dai pogrom nella regione del Reno a quelli, terribili, nella Russia zarista” continuano gli attivisti. “La diceria secondo cui gli ebrei tramassero per dominare il mondo venne diffusa in Occidente attraverso i famigerati Protocolli dei Savi di Sion ed ossessionò Hitler ponendosi fra le cause che innescarono le leggi razziali e l’Olocausto. Successivamente” proseguono Malini, Pegoraro e Picciau, “la teoria del ‘complotto ebraico’ attecchì nei paesi arabi, fu ripresa dai gruppi neonazisti ed è ancora una delle cause scatenanti dei fenomeni di antisemitismo. Ci auguriamo pertanto” concludono i Co-presidenti di  EveryOne, “che le forze politiche democratiche e soprattutto gli Stati europei stigmatizzino pesantemente queste dichiarazioni, compresa l’Italia, che non deve anteporre ai valori civili e democratici e all’amicizia con Israele l’accordo anti-immigrazione sottoscritto con Gheddafi, che è alla base di continue violazioni della Convenzione di Ginevra, nonché di trattamenti inumani, torture e omicidi nei centri per migranti in Libia”.

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