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Comportamenti “extra-lavorativi” dei lavoratori

Posted by fidest press agency su martedì, 21 maggio 2019

Parma mercoledì 22 maggio alle 17 nell’Aula dei Filosofi della Sede centrale dell’Ateneo (via Università, 12). Relatore dell’incontro, intitolato Adempimento dell’obbligazione di lavoro e libertà della persona: i cosiddetti comportamenti “extra-lavorativi” del prestatore di opere, sarà Fabio Pantano, docente di Diritto del lavoro al Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali.
«La dottrina e la giurisprudenza – spiega il prof Pantano – definiscono come “extra-lavorativi” comportamenti posti in essere al di fuori dell’orario di lavoro, ma che sarebbero comunque idonei a influire sul rapporto, giustificando l’adozione di provvedimenti disciplinari da parte dell’imprenditore, incluso il licenziamento. Spesso si tratta di comportamenti che attengono a scelte esistenziali dell’individuo, legate a orientamenti etici, politici, morali o religiosi e che possono implicare un coinvolgimento di caratteristiche proprie della persona tutelate dal diritto antidiscriminatorio. Si pensi all’ampia discussione suscitata da recenti pronunce delle corti nazionali ed europee sull’uso del cosiddetto “velo” da parte di lavoratrici di religione islamica o da licenziamenti irrogati in ragione delle scelte sessuali o familiari del lavoratore. In alcuni casi, invece, ci si riferisce a condotte di rilevanza penale o alle quali si attribuisce un certo “disvalore morale”, ma che non presentano ricadute dirette sull’esecuzione della prestazione lavorativa, quali il commercio o il semplice utilizzo di sostanze stupefacenti. Il rilievo di questo tema è destinato ad aumentare in ragione delle più recenti trasformazioni sociali, che propongono un più intenso conflitto tra contrapposte visioni ideologiche, legato anche alla manifestazione pubblica delle diverse scelte di vita e convinzioni di ogni individuo e alle contrapposizioni di questo diritto con l’interesse economico dell’impresa.Per queste ragioni, il potere del datore di lavoro di sanzionare o licenziare il lavoratore in ragione di simili comportamenti implica un’attenta ricostruzione del contenuto dell’obbligazione lavorativa, rispettosa del rilievo attribuito dalla Costituzione alla tutela della dignità della persona e della sua libertà.Nell’ambito del seminario, saranno ricostruiti gli orientamenti più recenti della giurisprudenza italiana ed europea, evidenziandone le criticità denunciate dalla dottrina. In particolare, sarà dato risalto al rilievo del principio costituzionale di tutela della persona e alle sue immediate ricadute sul potere sanzionatorio dell’impresa».

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Trump dopo Trump

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

by Un’analisi di Angelo Baracca sul fenomeno Trump. È completamente sbagliato a mio parere considerare semplicemente Trump come un problema – certo gravissimo – da quale dobbiamo liberarci per raddrizzare il corso della Storia. Bisogna che cominciamo a porci questo problema. Certamente prima ce ne liberemo meglio sarà, ma the Donald sta introducendo cambiamenti che in qualsiasi caso trasformeranno in modi duraturi, che lo vogliamo o no (lo vogliano o no gli americani), la mentalità della gente, i comportamenti, le dinamiche sociali, la giustizia, l’economia degli Stati Uniti, e la situazione mondiale.Il ragionamento che voglio fare è altamente ipotetico, e senza dubbio opinabile da molti punti di vista, perché nessuno ha la sfera di cristallo per vedere il futuro.Tutti gli eventi storici lasciano un segno irreversibile, perché sono generati da processi estremamente complessi, da problemi che evolvono, da nodi che vengono al pettine, da contraddizioni che si aggravano, da comportamenti di masse di persone (sulla dinamica delle masse hanno scritto studiosi autorevoli), da cambiamenti di mentalità, e via discorrendo.Per fare un esempio, il fascismo in Italia non è stata una parentesi, ha avuto complesse radici economiche e sociali, e ha lasciato un segno indelebile, ci ha lasciato comunque un’eredità che pesa ancora. Oggi ci stupiamo che negli anni ’20 e ’30 in Italia “tutti” fossero fascisti; come ci stupiamo che in Germania “nessuno” vedesse i delitti di Hitler e del nazismo. Sperando di non venire frainteso, direi che il fascismo ha cambiato l’Italia nel male e nel bene. Non è necessario che mi dilunghi sul male. Ma il fascismo anticipò quell’intervento dello Sato nell’economia che sarebbe poi diventato una caratteristica generale dello Sato moderno: per fare solo un esempio, l’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) fu istituito nel 1933 per salvare le prime 3 banche italiane, due mesi dopo Roosvelt copiò l’idea, poi giocò un ruolo fondamentale nella ricostruzione postbellica, ed è stato sciolto solo nel 2002. Il fascismo creò il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). In ogni caso, non ci siamo mai veramente “liberati” dal fascismo, basti pensare che la burocrazia italiana è rimasta quella e ha continuato (e continua) a condizionare pesantemente il nostro Paese.
Veniamo a Trump. Tutti sappiamo che per lui ha votato metà degli elettori degli Stati Uniti (per quanto nella “più grande democrazia del mondo” viga un sistema elettorale arcaico, è normale un astensionismo del 60%! Hillary aveva riscosso la maggioranza dei voti. E poi Trump denuncia la “dittatura” in Venezuela!). E dobbiamo constatare che a due anni dal suo insediamento le sue posizioni, che denunciamo come folli, raccolgono l’appoggio di una fetta molto grande della popolazione. Insomma, la trasformazione radicale era già in atto, la spaccatura della società statunitense è stata solo sancita dal voto (in realtà le spaccature sono molteplici, basti pensare a quella razziale che è riflessa molto parzialmente dal voto, poiché non sono molti gli afroamericani che possono esercitarlo, nella sostanza sono esclusi dalle scelte politiche).
Da un lato quindi Trump sta dando voce a una parte della società americana, e se pure non avesse vinto questa spaccatura avrebbe agito, anche se in modo diverso: ma il fatto che abbia avuto voce radicherà molte delle trasformazioni che Trump sta introducendo. In questi giorni egli sta sostituendo un giudice della Corte Suprema, che così virerà decisamente a destra per un tempo lunghissimo (i giudici della Corte Suprema rimangono a vita): saranno a rischio l’aborto e altri diritti civili. Se Trump non fosse stato Presidente è presumibile che il nuovo giudice sarebbe stato un altro e le cose avrebbero avuto parzialmente un altro corso.
The Donald sta cambiando in modo radicale la questione – la percezione stessa – dell’immigrazione: sono convinto che qualsiasi sarà il suo successore difficilmente potrà ripristinare la situazione precedente (ammesso che lo voglia: spesso fa comodo che qualcun altro faccia il lavoro sporco). In questi due anni anche la mentalità della popolazione degli Stati Uniti sta cambiando profondamente (come da noi Salvini sta esasperando strumentalmente problemi che si erano esacerbati ben prima di lui, basti pensare come Minniti un anno fa cambiò la mentalità e la sensibilità degli italiani con la montatura delle accuse alle ONG).Mi fermo a questi cenni perché non ho le conoscenze della società statunitense sufficienti per analizzare altri cambiamenti interni introdotti da the Donald.Ma veniamo alla situazione internazionale, che noi percepiamo più direttamente dei problemi interni agli USA. Che segni lascerà la guerra commerciale sferrata da Trump? Come cambieranno i rapporti geopolitici? Ovviamente sarà difficile discernere in futuro le mosse di Trump dalle reazioni che avranno gli altri Stati, ma il dado è tratto, e le cose non potranno comunque tornare “come prima”. Si pensi del resto che la politica della NATO di espansione, accerchiamento della Russia, e intervento militare in teatri extra europei era stata promossa dal suo predecessore, il Nobel per la Pace (!) Obama. La politica di Trump sta portando a conseguenze estreme contraddizioni con gli “alleati” che covavano da tempo, risalenti in sostanza alla subalternità accettata dal dopoguerra dagli europei, che dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale era mascherata dalla difesa contro la “minaccia comunista”, ma dopo la scomparsa dell’Unione Sovietica ha messo a nudo in modo sempre più grave la mancanza di una vera politica estera da parte dei Paesi europei! Questo è vero anche per quanto poi riguarda gli armamenti nucleari, per i quali Trump ha solo esasperato un tendenza che si era già sviluppata in modo estremamente minaccioso ad opera del … Nobel per la pace Obama, il quale aveva varato un mega-programma di modernizzazione: la famigerata bomba termonucleare B-61-12 e l’F-35 sono precedenti alla presidenza Trump.Insomma, sia l’esasperazione di scelte che Trump ha ereditato dalle amministrazioni precedenti, sia le sue virate originali lasceranno un segno sulla situazione degli Stati Uniti, e del Mondo. (fonte: Pressenza international press agency)

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Le “pecore nere” dei carabinieri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 settembre 2017

Paolo RomaniDichiarazione congiunta dei capigruppo di Forza Italia di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani: “I fatti di Firenze, che coinvolgono due carabinieri e due studentesse americane, sono di una gravità inaudita. Coloro che dovevano in ogni momento, anche fuori dal servizio, onorare la loro divisa e la loro Arma di appartenenza, hanno avuto comportamenti inaccettabili, inqualificabili, da condannare senza se e senza ma. Sarà compito della magistratura quello di accertare le dinamiche di quanto accaduto, stabilendo la reale ricostruzione dei fatti. Ma quello che sappiamo è già tanto, e i due colpevoli vanno puniti in modo esemplare. Un altro dovere che, però, abbiamo nei confronti delle istituzioni e della collettività, è quello di difendere, senza tentennamenti, l’Arma dei carabinieri: centinaia di migliaia di appartenenti alle forze dell’ordine che quotidianamente presidiano i nostri territori, lavorano con senso dello Stato e abnegazione per garantire sempre la sicurezza di tutti noi, difendono la cittadinanza in ogni delicata situazione a rischio della loro stessa vita. Questo è il nostro appello. Nessun passo indietro nell’accertare la verità e nel punire chi ha sbagliato, ma rispetto e totale gratitudine nei confronti dei carabinieri tutti. Nessuno si permetta di utilizzare una disdicevole vicenda per colpire l’Arma. Non lo permetteremo”. (n.r. Abbiamo evitato di parlarne alla notizia del “fattaccio”. Volevamo avere delle certezze e soprattutto dei riscontri obiettivi di là dei clamori. La verità è che restavamo increduli e dubbiosi sulla dinamica dei fatti. Volevamo a tutti i costi pensare che fosse una montatura creata ad arte per screditare l’arma. Solo dopo ci siamo resi conto che la realtà superava l’immaginazione e allora abbiamo compreso la severità degli accadimenti e concordiamo con Brunetta nel tenere separati i due aspetti del problema. I colpevoli di là delle verifiche e delle risultanze degli organi inquirenti hanno per noi commesso un atto di gran lunga superiore all’abuso sessuale compiuto. E’ nell’aver screditato il buon nome dell’arma ed esposta ad un indebolimento delle istituzioni come garanti di ordine, onestà e difesa dei diritti dei cittadini ad essere tutelati. E’ un vulnus che peserà a lungo sulla storia dell’arma e ciò ci addolora profondamente.)

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La follia: Il male che sconvolge la mente

Posted by fidest press agency su martedì, 29 agosto 2017

la follia(SCIENZA E VITA Vol. 1) (Italian Edition) Kindle Edition. Nel momento in cui mi accingo ad affrontare quest’aspetto della vita umana non intendo trattarlo dal punto vista medico-scientifico o analizzandola sotto la lente d’ingrandimento del psicologo. Mi limito ad una riflessione tipica del cronista che nel riportare un certo evento si trova nelle stesse condizioni del suo lettore davanti a comportamenti incomprensibili se non di ardua lettura.
Penso, ad esempio, a una madre che uccide il figlio salvo poi davanti all’inquirente dichiararsi innocente e lo afferma con tanta sincerità, a dispetto delle prove schiaccianti che provano il contrario, da lasciarci perplessi tanto da ingenerare interrogativi più inquietanti sullo stesso delitto che le risultanze investigative hanno fatto emergere.
In un mio libro “Il pendolo” ho affrontato il tema del serial killer e constatato che i suoi atti criminali si compiono con freddezza e determinazione come se il concetto di morale si fosse capovolto e concepisse il male come un bene. Ma è propio così?
In un altro, ancora, mi sono soffermato sulla figura de “L’Antropofago” analizzandone il comportamento e cercando di darvi una motivazione scatenante.
In altri miei lavori, infine, mi sono dilungato a tratteggiare la figura di taluni personaggi della storia che è più vicina ai miei tempi cercando di capire cosa possa frullare nella mente di un dittatore come ad esempio Hitler e lo stesso Stalin che mandarono a morte sicura milioni di persone in quei mattatoi che conosciamo meglio come lager e gulag. Benché questi campi fossero stati pensati per la generalità dei criminali, Il Gulag è noto soprattutto come mezzo di repressione degli oppositori politici in quella che fu l’Unione Sovietica.
E poi che genere di spiegazione può essere data di fronte a un inspiegabile delitto di un marito anziano che dopo 30-40 anni di convivenza uccide improvvisamente la moglie? Di solito è classificato come un raptus. Ma cosa lo ha scatenato? Lo stesso riguarda un delitto dove la violenza si trasforma in barbaria e non si capisce il perchè chi delinque non si limita a rubare o a scippare la sua vittima ma l’aggredisce con brutalità e continua anche dopo che è entrato in possesso del denaro o dei gioielli. Spesso si tratta di una forma di violenza che genera nelle vittime, e anche in chi viene a conoscenza di tali fatti, timori e reazioni sovente eccessivi e irrazionali. Sul fondo resta sempre un perché inappagato che ora nel mio libro cerco di darne una spiegazione.

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Rischio clinico

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2015

cataniaCatania. Un manuale per prevenire i possibili errori di terapia e per dare ai farmacisti ospedalieri le ‘regole d’oro’ per gestire nel modo corretto i farmaci ad alto rischio (FAR). Ma allo stesso tempo un testo che per la prima volta sia d’aiuto per districarsi tra simboli e sigle presenti nelle prescrizioni, perchè capita spesso che i farmacisti ospedalieri, oltre che con calligrafie illeggibili, si trovino a fare i conti con acronimi e abbreviazioni latine di dubbia interpretazione. L’idea è di SIFO, la Società dei farmacisti ospedalieri e dei servizi territoriali, che attraverso la propria Area rischio clinico ha realizzato questo manuale e ha deciso di presentarlo e distribuirlo in questi giorni a Catania, dove si sta svolgendo il XXXVI congresso nazionale SIFO. Ne verranno distribuite un migliaio di copie, poi il testo in futuro verrà pubblicato anche sul sito SIFO.Di errori ne esistono di ogni tipo, da quelli di dosaggio a quelli di miscelazione, da quelli di prescrizione non appropriata a quelli di interpretazione, fino all’errore di somministrazione. Il manuale li affronta tutti, proponendo comportamenti e strategie che aiutino a prevenirli. Il testo, un’ottantina di pagine, si compone di due parti: nella prima si affrontano i principali rischi legati ai farmaci ad alto rischio (in tutte le fasi, dalla preparazione alla distribuzione alla somministrazione), mentre nella seconda parte del volume si tratta la questione di acronimi e sigle, una ‘giungla’ che ancora troppo spesso costella le prescrizioni dei medici e può indurre in errore. Secondo alcuni studi, proprio dall’utilizzo di queste abbreviazioni dipende un’importante percentuale di errori, nonostante siano state vietate a livello internazionale da JCI, Joint Commission International, da oltre dieci anni.Il problema degli acronimi, già preso in considerazione negli anni dal ministero della Salute, finora non era stato però affrontato in modo così specifico e mirato. E il lavoro di SIFO non è passato inosservato: arriverà presto, infatti, una raccomandazione del ministero della Salute (la numero 18) proprio sul tema degli acronimi. Sarà elaborata dagli esperti del ministero in collaborazione con SIFO e con le Regioni prendendo spunto dal manuale messo a punto dai farmacisti ospedalieri. Sul tema degli errori esistono già raccomandazione numero 7, e poi a seguire la 12 e la 14 (che si sono focalizzate sui farmaci Lasa e antineoplastici), oltre alle linee di indirizzo diffuse dal ministero, che ha inserito la problematica anche tra le verifiche LEA. Ora arriverà anche la raccomandazione numero 18, sul tema della prevenzione degli errori in corso di terapia farmacologica dovuti all’uso di acronimi, per elaborare la quale il ministero si avvarrà della collaborazione di SIFO, già consulente del ministero anche per le precedenti.
Ma cosa sono questi acronimi? Si va da QD (quam die, cioè una volta al giorno) a BID (due volte al giorno), da TID (tre volte al giorno) a QID (quattro volte al giorno). Di sigle, poi, ne esistono molte altre, così come esistono molte altre diciture che possono risultare poco comprensibili o generare errori. Abusare della ‘U’ per indicare ‘unità’, ad esempio, può portare a fraintedimenti gravi, perchè ‘6U’ può facilmente ‘diventare’ 60. Ma anche i numeri romani, le sigle e le frazioni possono essere lette in modo equivoco. “L’uso di abbreviazioni e acronimi nel settore sanitario è diventato un problema preoccupante per la sicurezza dei pazienti”, afferma Piera Polidori, direttore scientifico SIFO e coordinatrice del Comitato scientifico SIFO. “I problemi più comuni sono causati da sigle ambigue, poco conosciute e simili tra loro, abbreviazioni e acronimi che conducono ad interpretazioni errate e ad errori medici. L’utilizzo di abbreviazioni, poi, simboli e acronimi- prosegue Polidori-, s eppur consolidati nella pratica clinica, aumentano il rischio di confusione tra farmaci con nomi o pronuncia simili o il rischio di confusione tra unità di misura e dosaggi”.Per quanto riguarda invece i farmaci ad alto rischio, nel manuale SIFO c’è l’elenco dei principali medicinali così catalogati, i rischi presenti in letteratura e un focus sulle principali categorie di pazienti (pediatrici, geriatrici, oncologici o diabetici) nei confronti dei quali più spesso si verificano gli “eventi avversi”. Tra i consigli di SIFO c’è quello di standardizzare e semplificare il processo di gestione del farmaco nelle aree a maggior rischio, produrre e condividere una lista dei farmaci FAR e monitorarne l’uso; monitorare la risposta dei pazienti a tali farmaci e prevedere sistemi di doppi controllo, oltre che lavorare alla formazione continua del personale.“Il problema degli errori in terapia è di eccezionale rilevanza da un punto di vista clinico ed economico. Molta strada è stata fatta nella prevenzione, soprattutto nei paesi anglosassoni, ma molta strada rimane da fare in Italia, dove, a parte alcune situazioni sporadiche, i sistemi di prescrizione e distribuzione sono assolutamente inadeguati ed è necessario che tutte le parti in causa (direzioni aziendali, medici, farmacisti, infermieri e tecnici) si confrontino per costruire insieme un nuovo modello compatibile con le realtà locali e nazionali”, afferma Polidori. L’auspicio è che “tutte le realtà ospedaliere possano, in tempi ragionevolmente brevi, predisporre una propria procedura per la corretta gestione dei farmaci, con particolare attenzione per quelli considerati ad alto rischio, tenendo conto delle risorse economiche disponibili, delle prestazioni erogate e del livello di efficienza a cui mira la propria organizzazione”, conclude il direttore scientifico SIFO.

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Tumore al pancreas

Posted by fidest press agency su martedì, 23 settembre 2014

pancreas-01Il tumore del pancreas colpisce ogni anno oltre 750 persone in Toscana, 12mila in Italia. È una forma di cancro aggressiva e molto diffusa: eppure i cittadini non sembrano esserne informati. Il 77% non conosce i sintomi, l’88% non ha mai letto nulla in merito e il 97% non ne ha mai parlato con il proprio medico di famiglia. Ma l’81% sarebbe interessato a saperne di più. Sono i dati del sondaggio promosso dalla campagna nazionale di sensibilizzazione “PanCrea: creiamo informazione”, che tocca oggi Pisa, voluta dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e dalla Fondazione “Insieme contro il cancro” in sette Regioni e unica nel suo genere. “Il nostro è un centro di riferimento, ogni anno trattiamo circa 150 nuovi casi – afferma il prof. Alfredo Falcone, Direttore U.O. Oncologia Medica 2 Universitaria, dell’AOU Pisana –. Il tour è fondamentale perché punta a informare la popolazione, soprattutto sulla prevenzione, particolarmente importante quando si tratta di un tumore molto difficile da curare. Seguire uno stile di vita sano è necessario per ridurre il rischio di cancro, anche del pancreas. Ma, secondo il 49% delle persone che hanno risposto al sondaggio (oltre 1.500), una condotta equilibrata serve a poco. Forse non sanno, ad esempio, che uno dei pericoli più grandi è la sigaretta: infatti il 23% di loro fuma. Ma non solo. Il 55% non pratica esercizio fisico con regolarità e solo uno su dieci mangia le porzioni di frutta e verdure raccomandate. Comportamenti non corretti, su cui dobbiamo intervenire”. Nell’ambito della campagna “PanCrea”, resa possibile grazie al contributo incondizionato di Celgene, sono stati realizzati due opuscoli informativi, uno dedicato alla prevenzione e uno ai pazienti, oltre a un ulteriore questionario per gli oncologi. “Il nostro centro ha due aspetti caratterizzanti: la chirurgia robotica, con cui abbiamo operato circa 200 pazienti, risultando leader in Europa e nei primi tre al mondo – afferma il prof. Ugo Boggi, Direttore U.O. di Chirurgia Generale e Trapianti nell’Uremico e nel Diabetico, AOU Pisana –. Inoltre, abbiamo la maggior esperienza internazionale (500 casi) di resezioni del pancreas associate a resezione vascolare (porta, vena mesenterica, arteria epatica, arteria mesenterica, tripode celiaco). Ma se vogliamo aumentare le diagnosi precoci e provare a cambiare la storia di questo tumore, dobbiamo rafforzare innanzitutto la collaborazione con altri specialisti: l’approccio multidisciplinare per le forme metastatiche risulta invece essere ‘poco frequente’ per il 43% degli oncologi. Dobbiamo rivolgerci anche al nostro esterno, in modo particolare ai medici del territorio: solo loro conoscono perfettamente la storia dell’assistito e possono individuare le situazioni a rischio, attuando strategie di prevenzione”. Creare informazione e dibattito è fondamentale per rafforzare il collegamento tra specialista e ‘camice bianco’, soprattutto ora che i tumori, grazie anche alle nuove terapie, fanno sempre meno paura. “Secondo questo sondaggio, per il 58% dei cittadini il cancro non è più un ‘male incurabile’ – aggiunge il dott. Andrea Salvetti, Presidente SIMG Grosseto –. Ma l’operazione culturale non si può fermare: il 100% degli abitanti della Penisola deve sapere che oggi le neoplasie si possono sconfiggere. È un processo che coinvolge anche i medici di famiglia, perché ricevono quotidianamente pazienti oncologici. Si deve riuscire a cogliere i primi segnali di malattia, per indirizzare precocemente gli assistiti al centro di riferimento, distribuendo sul territorio il management delle persone in carico. Con ‘PanCrea’ torniamo finalmente a occuparci di una patologia praticamente misconosciuta”. “FAVO, AIMaC e la Fondazione ‘Insieme contro il cancro’ affrontano questi temi a 360° – sottolinea il dott. Angelo Pomicino, dell’Associazione Oncologica Pisana ‘P. Trivella’ – e la nostra Associazione si è sempre impegnata nel campo della prevenzione e dell’informazione attiva e mirata al sano stile di vita. Questa è l’occasione per una vera e propria chiamata alle armi, in stretta collaborazione con le Istituzioni, le altre Associazioni ed il mondo medico”. “La ricerca scientifica sta finalmente segnando importanti passi avanti contro le neoplasie del pancreas, finora molto difficili da affrontare – spiega il dott. Enrico Vasile, U.O. Oncologia Medica 2 Universitaria, AOU Pisana –. È stato infatti approvato in Europa, anche per questa patologia, il nab-paclitaxel (paclitaxel legato all’albumina in nanoparticelle): un farmaco già disponibile nel trattamento del cancro della mammella metastatico, che sfrutta le più recenti scoperte in ambito di nanotecnologia”. “La nanomedicina rappresenta una nuova arma contro il tumore pancreatico – conclude il prof. Falcone –, consentendo di prolungare la sopravvivenza di pazienti con metastasi diffuse. Ci auguriamo quindi che il nab-paclitaxel possa essere presto rimborsato dal SSN, anche per questa nuova indicazione”. (foto fonte: medicitalia)

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Cinque linee guide dell’Associazione Chirurghi Plastici Estetici Aicpe

Posted by fidest press agency su sabato, 4 febbraio 2012

«Ci sembra importante fare chiarezza sulla questione delle protesi Pip, onde evitare inutili allarmismi». Aicpe, associazione scientifica che riunisce oltre un centinaio di chirurghi plastici estetici, ha studiato a fondo la questione ed è giunta ad alcune conclusioni che sono le più coerenti in base alle informazioni scientifiche di cui oggi si dispone. Sono necessarie due premesse: «La prima è che non esistono evidenze scientifiche sul fatto che ci siano legami tra le protesi e il cancro – afferma il vice presidente di Aicpe, Mario Pelle Ceravolo -. Anzi, l’incidenza di tale patologia è inferiore a quella che si riscontra tra le donne senza protesi. Anche i dati sulla rottura delle protesi sono incerti, in quanto gli studi esistenti sono stati effettuati con metodologie differenti e quindi non comparabili. Proprio per questo, come associazione, ci stiamo attivando per realizzare un nostro studio relativo alle protesi Pip in Italia. La seconda premessa è che i rischi di una seconda operazione sono invece conosciuti. Ogni intervento chirurgico presenta dei rischi, inoltre molte pazienti sono soddisfatte del loro seno: non c’è certezza che, rioperando senza indicazioni, si avrà un risultato altrettanto buono, senza considerare l’alto rischio di complicazioni». Aicpe suggerisce quindi alcune semplici ma chiare linee guida di comportamento, che dovrebbero essere adottate da tutti i medici, a cui è richiesto un atteggiamento responsabile e meticoloso, valutando attentamente ogni singolo caso. «Primo,- spiega Pelle Ceravolo – è raccomandabile una visita di controllo semestrale per tutte le pazienti. Secondo, riteniamo necessario che a tutti i pazienti che presentino da un punto di vista clinico o strumentale non solo evidenza, ma anche semplice sospetto di importante contrattura capsulare, sieroma, infiammazioni loco-regionali, adenopatie, lesioni evidenti o rottura franca, siano espiantate le protesi e, se non esistono controindicazioni, sostituite. Terzo, i pazienti con sindrome ansiosa o condizioni psicologiche labili, ma con impianti integri, dovrebbero essere valutati attentamente, se necessario con l’ausilio di colleghi specialisti, e dovrebbe essere data loro la possibilità di sostituzione dell’impianto. Quarto: alla FDA di ogni paese dovrebbe essere inoltre chiesto di valutare e certificare tutti gli impianti che vengono utilizzati sul suo territorio per evitare altre situazioni di altro tipo per altri dispositivi. Quinto, è necessario un registro degli impianti, per avere un rapido follow up di tutte le protesi impiantate, in modo da poter gestire al meglio situazioni di questo tipo».
AICPE: L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica, la prima in Italia dedicata esclusivamente all’aspetto estetico della chirurgia, è nata con l’obiettivo di dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Pur essendo una novità per il nostro Paese, non lo è affatto in molte altre nazioni europee e non, dove esistono da tempo associazioni che raccolgono tutti coloro che si interessano di chirurgia estetica. Ad Aicpe al momento hanno aderito oltre un centinaio di chirurghi in tutta Italia, tra cui si annoverano professionisti di fama e docenti universitari. Caratteristiche dell’associazione sono avere come associati solo professionisti, specialisti in chirurgia plastica, che hanno come attività principale la chirurgia a fine estetico e la rigida adesione a un codice etico e di comportamento da seguire non solo quando si indossa il camice, ma in tutti i momenti della vita. Scopo di Aicpe è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l’attività professionale sia per l’attività sanitaria sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica; elaborando linee guida condivise. Tra gli obiettivi c’è anche l’istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.(Silvia Perfetti)

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Mediazione civile: avvii e comportamenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2012

Giovanni Pecoraro, presidente dell’associazione nazionale per l’arbitrato e la conciliazione (ANPAR), in merito all’intervista rilasciata dal ministro di giustizia, Paola Severino sul Corriere della Sera di fine anno, nel confermare fiducia e appoggio per l’allargamento ad altre materie dell’obbligatorietà del tentativo di conciliazione e del suo suo impegno a favore dell’arbitrato obbligatorio, che evitano l’intasamento dei tribunali con causa dai tempi lunghi, dagli effetti disastrosi e dagli alti costi, manifesta perplessità per le sconsiderate affermazioni apparse su qualche organo di informazione in merito alla mediazione, che hanno tutta l’intenzione di tirare per la giacca il ministro Severino, affinchè non rafforzi oltre i metodi di A.D.R. (Alternative Dispute Resolution).
C’è qualcuno che, ancora non sa quello che dice, affermando che le cifre della mediazione sono aride e che i numeri ingannano perchè buon parte della mediazione obbligatoria è un fallimento. Un fallimento c’è ed è per quegli avvocati che hanno dato ascolto alle chiacchiere piuttosto che ai fatti. I fatti dicono una sola cosa confermata dal Ministro, ci sono stati 36.000 avvii di procedura di mediazione in meno di nove mesi, come avvio non è male, considerato che molti mediazioni non sono giunte sul tavolo degli organismi perchè le controparti sono stete consigliate a “non aderire” per iniziare una causa. Aspettiamo le determinazione dei magistrati chiamati a giudicare su queste “mancate adesioni” “consigliate da consulenti senza scrupoli e senza etica professionale. Si può anche essere non d’accordo su una legge ma se c’&egra! ve; deve essere fatta rispettare. A noi, tanto per essere chiari, dice Pecoraro, risultano numeri diversi da quelli divulgati dall’O.U.A. (organismo “politico” dell’avvocatura)
E’ chiesto al ministro Paola Severino, che bene conosce la categoria di appartenenza, di impegnarsi contro la corruzione. Ma chi sono i corrotti? Chi sono gli evasori fiscali? Da quanto mi risulta la mediazione civile e i sistemi A.D.R. in generale sono una sana medicina per combattere il cancro dell’evasione e della corruzione.
Pecoraro chiede al Ministro di verificare da dove provengono questi ” pseudo fallimenti”? Secondo me il grosso delle mancate adesioni provengono da alcuni ordini provinciale dell’avvocatura e dalla mancata partecipazione di moltissime istituzioni pubbliche chiamate a conciliare, dove forte è la presenza di uffici legali, che vorrebbero continuare a mantenere quei margini di “accordi” interpersonali, spesso corruttivi, piuttosto che risolvere la controversia con un mediatore altamente professionalizzato ed imparziale. Questi sì che sono comportamenti che il Ministro, in questi tempi di sacrifici, ha da tener presente. Da tempo afferma Pecoraro, ho chiesto al Ministero di Giustizia, l’istituzione di una commissione mista – senza oneri aggiuntivi per lo Stato – che verifichi e controlli l’operato degli organismi di mediazione pubblici e privati e di rendere pubblici i “flussi statistici” che mensilmente vengono inviati al ministero distinti per organismi e zone di provenienze. Scopriremmo belle sorprese in proposito. Non è forse vero che il 90% delle mediazioni “fallite” provengono da alcuni degli organismi “iscritti a semplice domanda” nel registro? Questa sì che è una norma anticostituzionale. Per quale motivo gli ordini professionali degli avvocati possono costituirsi in organismi senza essere sottoposti al vaglio ed al controllo del Ministero? Belle parole quelle sulla Costituzione: “salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali”, ma di chi? Dei cittadini? NO! Sono solo diritti e libertà di chi vuol mantenere le proprie specifiche posizioni di privilegio, acquisite nel corso degli anni a sfavore di quei cittadini che al 99 per cento sono pienamente soddisfatti del nuovo ist! ituto giuridico della mediazione, lo dimostra il fatto che nei tanti incontri avvenuti le sale sono sempre stracolme di persone e fra queste sono sempre di più quelle che si rivolgono direttamente agli organismi piuttosto che affidarsi a consulenti pre-mediazione. Dai faccia a faccia a distanza l’O.U. A. ne esce sempre sconfitta. C’è un solo soggetto che si è data la patente di “medio-conciliatore”, che dopo anni di ordinaria follia cerca di mantenere a tutti i costi privilegi personali, che forse, hanno contribuito “unitamente a i suoi “amici di merenda” all’attuale crisi economica perchè hanno ignorato da sempre le esigenze dei cittadini,lavoratori, famiglia ed imprese.
E’ forse Etica con la E maiuscola quella di invitare il Governo a privilegiare gli interessi di pochi, dove a capo, c’è chi intende fare tutto di testa sua allontanando dalle istituzioni e dai cittadini la democrazia e l’equità? Questo Governo presieduto dal prof. Monti e quelli che l’hanno preceduto l’Etica con la E maiuscola sanno bene qual’è e sanno bene anche che non è possibile chiedere sacrifici ai cittadini, privilegiando pochi a sfavore di tanti.
La verità è che chi si è servito da tempo di professionalità per creare una lobby è oggi in grossissime difficoltà e questo – purtroppo per qualcuno – l’hanno capito tutti.

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Occhio per occhio, sentimenti e ragione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 maggio 2011

Lettera al direttore. Nella rubrica lettere del Corriere della Sera del 17 maggio, leggo: “In Iran un criminale getta l’acido sul volto di una ragazza, deturpandola e accecandola; la sentenza ha stabilito che anche lui subisca la stessa sorte. Le belle anime di Amnesty si indignano, ma in certi casi la norma «occhio per occhio» rappresenta l’unica riparazione per un gran torto subito; le rieducazione viene dopo”. Se ascoltassi i miei sentimenti, per me quell’uomo meriterebbe non solo di subire la stessa sorte, ma anche d’essere torturato e magari fatto a pezzettini. Ma la ragione mi dice altro. Uno stato non può basare le sue leggi sui sentimenti. Se riteniamo orribile un’azione, non possiamo commettere la stessa azione. Lo stato non può comportarsi da criminale con i criminali. In qualche modo si rende l’azione nefanda meno nefanda, giacché qualcuno può ripeterla, sebbene con uno scopo diverso. Lo stesso discorso vale per la pena di morte. Lo stato non può comportarsi da assassino con gli assassini, anche se diverse sono le ragioni del suo omicidio. (Elisa Merlo)

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La famiglia e i disabili

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2011

Secondo una ricerca dell’Istat diffusa a metà 2010 e intitolata “La disabilità in Italia”, nel nostro Paese si contano quasi 3 milioni di persone con disabilità, pari a circa il 5 per cento di tutta la popolazione. L’Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori (ISFOL) è leader del progetto “Disability and Social Exclusion” (DSE), che nasce per promuovere, con iniziative a livello territoriale, una cultura che porti al superamento di comportamenti discriminatori ancora molto diffusi nei confronti delle persone con disabilità. Il progetto ha evidenziato come, in Italiane persone con maggiori problemi legati alla disabilità siano soprattutto donne, bambini, anziani e immigrati, e come il luogo in cui essi trovano maggior supporto sia la famiglia, che dovrebbe essere aiutata al massimo dal momento che il lavoro di cura grava quasi esclusivamente sui familiari. Il progetto DSE ha individuato le “migliori pratiche” che sono state attuate recentemente in Italia per favorire sostegno e inclusione sociale delle persone con disabilità. Il trasferimento e la diffusione su tutto il territorio nazionale delle best practices individuate consentirà di livellare le forti diversità in termini di assistenza ed aiutare a costituire un sistema di servizi più omogeneo a livello nazionale.

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Fiducia premier: applausi e fischi

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

“Anche i sondaggi delle ultime settimane tendono ad evidenziare che il Pdl nel suo complesso mostra segni di affaticamento. E’ ovvio che esiste una parte dell’elettorato che tende a contestare Berlusconi. Di là dei comportamenti personali del premier, che possono essere piu’ o meno criticabili, credo che in questo momento ci sia la necessità di richiedere al Governo un cambio di passo. Resta il fatto che, nonostante tutti questi problemi privati, Berlusconi mantiene il ruolo di leader che ispira piu’ fiducia negli italiani”. Lo ha dichiarato il sondaggista Fabrizio Masia al giornale online Clandestinoweb sulla fiducia nel premier.

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Rivolte popolari: il Nord Africa in fiamme

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2011

Tunisia Egitto e Libia hanno la loro rivolta popolare contro il regime in carica. Tre momenti e due diversi comportamenti dei loro dittatori. In Egitto Mubarak lascia il potere. Lo stesso fa Ben Alì in Tunisia e il prezzo, in vite umane, delle rivolte di piazza, resta contenuto. Diverso è l’atteggiamento di Gheddafi. Contro la marea umana che si riversa nelle piazze delle maggiori città libiche il rais non trova di meglio che scatenare l’aviazione e, non fidandosi dell’esercito, recluta centinaia di mercenari tra i quali pare vi siano anche degli italiani. Il risultato è un bagno di sangue. E’, praticamente, impossibile quantificare il numero delle vittime. Si sa per certo che è altissimo. Si parla già di 15mila morti e di ottantamila feriti. Gheddafi non esita, nel suo primo proclama televisivo ai libici nell’accusare l’Italia di aver fornito armi alle opposizioni e nel dichiarare che schiaccerà la rivolta con ogni mezzo. Il governo italiano esita. Frattini si limita a smentire le affermazioni di Gheddafi sulle forniture di armi ai manifestanti. Berlusconi dichiara di non voler disturbare il rais in queste ore fatali per il suo paese. Si è attendisti e forse il tutto si può giustificare con i forti interessi economici italiani nell’area e il rischio che si possa interrompere definitivamente il flusso di gas e di petrolio libico. Nel frattempo La Russa dispone lo spostamento di alcuni reparti militari e di squadre aeree dal Nord Italia al Sud e qualcuno avanza l’ipotesi che vi possa essere, in qualche modo, il coinvolgimento dell’esercito italiano nel quadro di operazioni congiunte con la Nato se non con l’Onu o sotto il paravento di una “missione umanitaria”. E’ solo un si dice ma sufficiente alla Russia per deplorare tale eventualità. Le ultime notizie danno l’impressione che la forte repressione messa in atto da Gheddafi stia avendo ragione sui rivoltosi senza una guida carismatica e disarmati. A parte talune defezioni l’esercito resta fedele al rais e ora si devono solo contare i danni e le vittime, frutto di questo genocidio che ha scosso il mondo, ma non tanto da indurlo ad una condanna senza appello a chi ha avuto ragione al prezzo di tanti morti e di tante macerie. In questa tragedia umanitaria l’Unione Europea mostra tutta la sua incapacità d’avere una politica estera coesa e la determinazione di volersi dissociare senza tentennamenti da un leader sanguinario e senza scrupoli e per non continuare ad essergli servile. L’unica risposta che la Commissioen europea sa dare è che le eventuali misure sono “allo studio” e noi potremmo rispondere chiosando l’antica saggezza: “Dum Europa consulitur, Tripoli expugnatur Ora a complicare il quadro medio orientale ci pensano le due navi da guerra iraniane che paiono intenzionate a raggiungere la Palestina per armare quella popolazione in chiave anti-israele. Si dice anche che Gheddafi sia disposto ad ospitarle per i rifornimenti, nei suoi porti, e ad approvvigionarle di armi. Armi che nella maggior parte dei casi provengono dall’Italia. A questo punto come si comporterà il governo italiano considerato che ha un trattato d’amicizia pure con Israele? E tra i si dice c’è chi paventa una regia Russa su tutte queste trame all’ombra compiacente di Berlusconi e dei suoi amici e dei lucrosi affari che si stanno materializzando in quell’area. Per ora sono solo dei si dice e spero sinceramente che rimangano solo dei chiacchierii di comari. E’ un auspicio di certo largamente condiviso tra chi fonda i rapporti tra nazioni in un contesto di pacifiche relazioni. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Comportamenti su falsi valori

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 gennaio 2011

Lettera al direttore. Saverio Romano (Pid) nella trasmissione Ottoemezzo del 26 gennaio. Bella fronte spaziosa, eloquio facile. Peccato però che la profondità dei ragionamenti fosse inversamente proporzionale all’altezza della fronte. Ha affermato,  a un dipresso, che lui non vede nulla di male nel comportamento del suo Cavaliere, giacché non reca danno a nessuno, e che solo i comportamenti che nuocciono a qualcuno sono riprovevoli. Evidentemente Romano dalla bella fronte non ha mai sentito parlare di decoro, convenienza, dignità, senso della misura, sobrietà. E se si comportasse alla stessa maniera il Presidente della Repubblica? Ma a parte ciò, in realtà, le vicende del Cavaliere e delle sue donzelle (si noti la mia delicatezza!) nuocciono eccome alla società, e soprattutto ai giovani ai quali trasmettono modelli di comportamento basati su falsi valori. (Elisa Merlo)

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In certis fidelitas, in dubiis libertas

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Editoriale. Questa frase latina richiamata da un autore nel contesto di un suo saggio mi conforta nella mia scelta di dare spazio alle diverse voci critiche che mi giungono da taluni ambienti cattolici e laici che giudicano criticamente l’atteggiamento del Vaticano in favore dell’attuale governo e del suo Presidente del Consiglio. Mi sono messo nei panni di un cattolico praticante e mi sono chiesto se questa sorta di licenza nel vagliare la posizione di talune eminenze vaticane e di sottolinearne i comportamenti poco chiari fosse eticamente corretta o sarebbe stato più opportuno, per lo meno, tacere e alla fine ho convenuto che non è l’abito che fa il monaco e che in tutti noi vi può essere un monaco, sia pure in abiti civili. D’altra parte la fede, nella sua più ampia accezione, ci consente di valutare le cose con un metro di giudizio aperto al ragionamento, alla riflessione, alla critica e all’autocritica perché la formazione stessa di una linea di comportamento, di un rapporto con i nostri simili e la natura sottintende una continua revisione di tale prassi per costruire un mondo migliore fatto, di certo, non con gli annunci e i proclami ma con un impegno costante volto alla concretezza e alla consapevolezza che esiste un’area del disagio che va mondata, se vogliamo essere coerenti con la nostra etica, la nostra cultura, il rispetto che dobbiamo ai nostri simili ovunque si trovino e qualsiasi sia la loro condizione fisica, il loro colore della pelle o la professione religiosa e quanto altro. Lo dobbiamo perché in fondo al nostro animo sentiamo di essere costruttori di pace. Sentiamo il bisogno di crescere nelle opere virtuose e che tutti noi abbiamo un forte bisogno che chi ci guida possa identificarsi in un modello da seguire non solo per ciò che dice ma, soprattutto, per il modo come si identifica. Abbiamo seguito nelle alterne vicende della storia l’insegnamento dei grandi maestri della fede sia essa espressa laicamente o religiosamente e tutte le volte esse, per la forza che hanno espresso e la capacità di penetrare nel nostro animo per purificarlo, hanno travalicato la sfera temperale e hanno inondato lo spirito di intere generazioni senza soluzione di continuità e hanno reso possibile il superamento di terribili eventi e di grandi calamità naturali. Oggi il nostro grande travaglio sta nella caduta dei valori, nel bisogno di porre mano alle grandi riforme, ad una riflessione più accentuata sui temi dell’essere e dell’avere e se in tutto questo non ci sorregge il buon pastore a chi mai dovremmo rivolgerci? Ecco perché l’invito che ci facciamo è di non guardare le convenienze e i tatticismi ed essere capaci di affrontare la realtà con la forza delle nostre idee che scaturiscono dal profondo. E se il maestro sbaglia vuol dire che è sceso a valle e non riesce più a scrutare il mondo dalla cima del monte in cui era assiso. E’ tempo di riportarlo in vetta. Lo vogliamo sempre lì perché lui è e deve restare la nostra guida. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Roma: parentopoli e risanamento

Posted by fidest press agency su domenica, 12 dicembre 2010

Dichiarazione di Riccardo Magi e Valerio Carboni, Segretario e Tesoriere di Radicali Roma Il sindaco Alemanno ieri ha finalmente ammesso di non aver saputo creare discontinuità rispetto alle pratiche clientelari delle passate amministrazioni ma dire “forse avremmo dovuto dare una svolta prima ma ci siamo dovuti dedicare al risanamento”, è un’ammissione di responsabilità davvero imbarazzante. Il risanamento infatti non c’è stato e non può esserci risanamento finanziario che non passi attraverso comportamenti trasparenti e costumi totalmente alternativi a quelli che stanno emergendo in questi giorni. Del resto nessuna trasparenza c’è neanche nella gestione del cosiddetto risanamento che il sindaco si attribuisce. Insieme alla verità sulle assunzioni Atac, Ama e Acea Alemanno e il Commissario al piano di rientro, prof. Varazzani, tirino fuori anche tutti i conti del commissariamento straordinario per il debito di Roma. Il diritto dei cittadini di conoscere cosa hanno prodotto le amministrazioni cittadine dei decenni scorsi (compresi gli ultimi due anni e mezzo) non può essere negato solo perchè  c’è un dissesto finanziario di fatto ma “non esplicito”, come ha affermato la Corte dei Conti. Proprio perchè la città si trova in una situazione straordinaria e di emergenza anche la trasparenza sulla gestione finanziaria dovrebe essere straordinaria. Al contrario i romani non hanno la possibilità di conoscere alcun documento ufficiale sul colossale debito del comune di Roma. Come Radicali Roma abbiamo chiesto tutta la documentazione ralativa alla ricognizione del debito e all’attuazione del piano di rientro senza ricevere risposta.  Per di più negli ultimi giorni l’attuale commissario di governo Varazzani è stato anche nominato alla guida della Stt, la holding che riunisce le società controllate dal comune di Parma. Appare a tutti evidente l’incompatibilità e la non oppurtinità di questo doppio incarico, relativo a due situazioni di estrema delicatezza per indebitamento e difficoltà di gestione. Cosa dicono Alemanno e il governo? Forse sono impegnati in qualcos’altro”.

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Malattie sessualmente trasmissibili

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2010

Roma 29 novembre, alle ore 12, nella sala dell’Arazzo, in Campidoglio, il sindaco Gianni Alemanno, l’assessore alle politiche sociali Sveva Belviso, il presidente della Commissione Politiche Sanitarie di Roma Capitale  Fernando Aiuti, e il presidente dell’ANLAIDS Lazio Massimo Ghenzer, parteciperà ad una conferenza stampa sul tema “Malattie Sessualmente Trasmissibili: quali conoscenze sul tema e quali i comportamenti dei giovani?”. Verranno presentati i risultati ottenuti dall’elaborazione di oltre 1000 questionari sullo studio dei comportamenti sessuali dei giovani: l’indagine è stata condotta sui primi 12 istituti superiori romani che hanno volontariamente aderito al progetto iniziato in ottobre  che terminerà, coinvolgendo altre 40 scuole superiori, alla fine di maggio 2011. Sarà  quindi presentato  il convegno, che si svolgerà il 1 dicembre p.v. in Campidoglio nella sala Pietro da Cortona, in occasione della Giornata Mondiale per la lotta contro l’AIDS.

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Meravigliosambiente

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 novembre 2010

Brescia 5 Novembre 2010, ore 11,30Piazza del Vescovato, 3 – presso la sede della Fondazione ASM, per la presentazione del progetto Meravigliosambiente. Verrà proposto il nuovo percorso didattico dedicato ai bambini delle scuole primarie: 7 fascicoli illustrati, distribuiti in oltre 500 istituti della Lombardia, per trasmettere conoscenze, stimolare riflessioni e suggerire comportamenti semplici ma efficaci per vivere sempre meglio il nostro ambiente quotidiano.Interverranno: Alberta Marniga  Presidente Fondazione ASM Marcello Di Capua Presidente Fondazione AEM Fabrizio Piccarolo Direttore Fondazione Lombardia per l’Ambiente Antonio Ballarin Denti Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia Maria Rosa Raimondi Dirigente Ufficio Scolastico Provinciale

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Usura: la situazione in Umbria

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2010

“Il fenomeno devastante delle vessazioni bancarie ha già assunto caratteri di rilevanza sociale”. Così l’On. Scilipoti (IDV), Presidente del Forum Nazionale Antiusura Bancaria,  in riferimento al suo viaggio itinerante che lo sta portando in tutte le regioni d’Italia a tutela dei consumatori e contribuenti. Approdato in Umbria, in compagnia di Emidio Orsini e dei responsabili regionali e provinciali del Forum, il deputato ha incontrato giornalisti, amministratori e magistrati, tra i quali il Presidente della Corte d’Appello, Dott. Vladimiro De Nunzio, ribadendo, tra i numerosi argomenti sull’usura, sui comportamenti poco etici di quelle Banche, numerose, che hanno applicato e che applicano tassi usurari nei crediti e che hanno distrutto e stanno distruggendo migliaia di piccole aziende e di famiglie. “Quando le Banche vogliono recuperare un credito apparentemente non liquidabile, richiedono al giudice l’emissione di un decreto ingiuntivo sui beni dei debitori. Voglio mettere in particolare evidenza quelle dichiarazioni sottoscritte dai dirigenti bancari, che attestano la certezza del credito, per ottenere Decreti Ingiuntivi facilmente esecutivi – afferma il deputato di Italia dei Valori – e che, nella maggior parte dei casi, potrebbero risultare  non vere”. “Gli accertamenti dei Giudici, purtroppo, giungono dopo lunghe e costose azioni civili; nel frattempo – prosegue l’On. Scilipoti (IDV) –  le Banche che hanno ottenuto le provvisorie esecuzioni per somme che potrebbero essere non vere, hanno tutto l’agio di svendere alle aste pubbliche il patrimonio delle vittime bancarie”. Gli incontri istituzionali si sono conclusi con la conferenza stampa dell’On. Domenico Scilipoti nella “Sala Partecipazione” della Regione Umbria, alla quale hanno preso parte, tra gli altri, l’Assessore Provinciale Donatella Porzi e Mons. Luigi Filippucci, responsabile della Fondazione Umbria Antiusura, aderente alla Caritas. “Diciamo basta a questi soprusi – conclude l’On. Scilipoti (IDV) – tuteliamo la legalità e la gente che lavora: uniti, possiamo vincere”.   (Dott. Giuseppe Cuschera)

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Guai ad innamorarsi di un islamico

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2010

Lettera al direttore. La Stampa oggi pubblica come prima lettera, e senza un rigo di commento, la seguente: “Non ho alcuna compassione per la ragazza di Colognola picchiata e pugnalata all’addome dal fidanzato marocchino, che a suon di botte le ha fatto perdere il bambino che portava in grembo. Sono decenni che va avanti questa storia di ragazze italiane che si mettono con gli islamici, i quali pretendono da loro che portino il velo e altri comportamenti totalmente avulsi dalla nostra cultura e dalle nostre abitudini. Se poi succede qualcosa oppure i figli vengono portati nei Paesi dei loro mariti, ecco visi lacrimosi e disperati con appelli alle autorità”. Del resto, il commento, che di norma è dato dal giornale, è nel titolo: “Moglie e buoi dei paesi tuoi”. E come non dar ragione all’autore della lettera, e al giornalista che pubblica ed evidentemente approva? Le donne italiane devono sottomettersi solo agli uomini italiani, prendere botte e bastonate, e magari essere uccise, solo da mani italiane, e il velo, metaforico, pure deve essere italiano. Vogliamo scherzare? Come viene loro in mente d’innamorarsi di un islamico? Nessuna compassione. Sono loro che vanno in cerca di guai. (Miriam Della Croce)

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Garanzia di vendita

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2010

Sembra proprio che l’Antitrust, Autorità garante della concorrenza e del mercato, abbia deciso di caratterizzare i propri interventi non piu’ per sanzionare i comportamenti che hanno creato danni a chi si rivolge loro con specifiche e circostanziate denunce, ma per ricordare ai chi viola le norme quale sia la legge, strappando impegni perchè ciò non accada più. E’ cosi’ anche il provvedimento diffuso oggi dall’Autorita’ per “tirare le orecchie” a Mediaworld, Unieuro, MarcoPoloExpert, Euronics, Trony, Gre ed Estendo. Un”indagine avviata a gennaio perche’ questi esercizi commerciali facevano storie o applicavano male (a vantaggio loro, ovviamente) la garanzie di legge dei due anni che deve coprire i difetti di produzione e/o conformita’. E questo  nonostante sul campo ci siano stati migliaia di consumatori beffati, presi in giro, esasperati e coi propri diritti maltrattati. L’unico passaggio nella delibera in cui si parla di soldi, e’ alla fine delle stessa:
“Ai sensi dell’art. 27, comma 12, del Codice del Consumo, in caso di inottemperanza alla presente delibera, l’Autorità applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 150.000 euro. Nei casi di reiterata inottemperanza l’Autorità può disporre la sospensione dell’attività di impresa per un periodo non superiore a trenta giorni”. In materia abbiamo maturato esperienza grazie a decine di migliaia di richieste di consigli e mai ci e’ capitato che un esercizio commerciale, beccato perche’ in malafede applicava male o non applicava questa garanzia, una volta informato decidesse per proprio conto di essere in futuro ligio alla legge, ma solo quando dal comportamento lesivo ne traeva un danno economico. Non vediamo perche’ possa essere cosi’ anche in questo caso: certo, c’e’ la minaccia della futura sanzione se ribeccato o la sospensione se beccato ancora un’altra volta, ma non ci sembra che funzioni cosi’ il diritto civile e penale: infatti, se io vado a rubare in uno di questi negozi e vengo beccato, non mi vengono “tirate le orecchie” e strappato un mio impegno a non farlo piu’ altrimenti mi mettono in galera, ma in quest’ultima ci finisco diritto. Una situazione in cui alimentiamo sempre di piu’ la certezza che nel nostro Paese esistano due codici e due procedure, cioe’ due giustizie: quella di chi non conta nulla e quella di chi conta. (fonte Aduc)

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