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Rifiuti e acque reflue

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

rifiuti lazioI rigidi standard governativi per gli effluenti, il boom della popolazione, la crescente industrializzazione in luoghi isolati e gli eccessivi volumi di rifiuti e acque reflue prodotti hanno evidenziato la necessità di tecnologie sostenibili, affidabili e convenienti per il trattamento dei rifiuti e delle acque reflue. Le tecnologie di trattamento decentralizzato di rifiuti e acque reflue si stanno prendendo in considerazione a causa della bassa manutenzione associata, dei vantaggi economici e ambientali, nonché della capacità di consentire la riduzione delle emissioni di gas serra, ridurre il carico delle discariche, produrre ammendanti del suolo e preservare gli ecosistemi acquatici.La ricerca di Frost & Sullivan, intitolata “Decentralized Wastewater and Solid Waste Treatment Technologies”, identifica le tecnologie chiave, i fattori trainanti e le sfide del mercato, le tendenze globali e regionali, gli innovatori e le innovazioni nell’ambito delle tecnologie di trattamento dei rifiuti che consentono pratiche sostenibili, tra cui: impianti di recupero dei materiali, sistemi aerobici, anaerobici, rapidi e di vermicompostaggio; reattori batch sequenziali, sistemi UASB (Upflow Anaerobic Sludge Blanket) per il trattamento anaerobico delle acque reflue, filtri a gocciolamento e impianti di biometanazione.Alcune delle aziende innovative attive nell’ambito del trattamento decentralizzato dei rifiuti compostabili e delle acque reflue sono:
Ecoganix – Un’azienda di compostaggio aerobico che attualmente gestisce circa 30.000 tonnellate di rifiuti verdi e alimentari all’anno, attraverso il compostaggio all’aperto o in vaso.
Ecobin – Un fornitore di soluzioni di gestione dei rifiuti che fornisce soluzioni per la separazione dei rifiuti, compostiere anaerobiche Bokashi su misura e soluzioni di compostaggio comunitario che possono essere implementate in appartamenti, scuole e ristoranti.
The Urbanworm – Un’azienda specializzata nella fornitura di vermi tigre, che sono efficaci nei sistemi di vermicompostaggio e sono ottimi per la scomposizione della materia organica. Il vermicast ottenuto dalla degradazione è un ammendante del suolo di qualità superiore e ricco di nutrienti che può migliorare la fertilità dei terreni e aumentare la resa delle colture.
Ecoteam’s Constructed Wetland– Ecosistemi intensivi a bassa energia progettati per trattare i liquami, l’acqua piovana e gli scarichi agricoli. Ecoteam è specializzato nella progettazione, costruzione e manutenzione delle aree umide.
Worms Downunder – Azienda che produce sistemi di vermicoltura e vermicompostaggio conosciuti con il nome di Worm Habitat Junior. Worms Downunder opera estensivamente in tutto il territorio australiano e ha distributori in diversi stati dell’Australia. L’azienda produce inoltre una gamma di apparecchiature di compostaggio chiamate OSCA (On-Site Composting Apparatus).
“L’adozione di tecnologie decentralizzate per le acque reflue e i rifiuti solidi è limitata dalla mancanza di sostegno finanziario e incentivi”, osserva Thirumalai. “Inoltre, i governi dei paesi in via di sviluppo non stanno collaborando attivamente con le organizzazioni non governative per formare partenariati pubblico-privato né stanno educando le persone nelle aree rurali e semi-urbane riguardo all’importanza dei sistemi di trattamento decentralizzati.” Lo studio “Decentralized Wastewater and Solid Waste Treatment Technologies” fa parte del programma in abbonamento TechVision (Clean and Green Environment) di Frost & Sullivan.

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Rifiuti Roma: Montanari, “Obiettivo stop ai camion e alla trasferenza”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2017

rifiutiRoma. “Nell’ambito della relazione illustrata oggi in Commissione Bicamerale Ecomafie ho riferito riguardo il potenziamento del trattamento dell’organico che dovrà svilupparsi tramite il compostaggio domestico, il compostaggio di comunità e l’impiantistica appositamente dedicata. Nel complesso si prevede un aumento delle potenzialità al 2021 pari al 500%. Per la valutazione della tipologia di impiantistica e della sua localizzazione ci atterremo allo studio ora in fase di elaborazione da parte della ‘Scuola Agraria Parco di Monza’, che rappresenta la massima autorità europea in materia, senza mancare di dialogare con i cittadini e con le amministrazioni coinvolte. Il nostro impegno è verso la diminuzione dell’inquinamento da trasporto su gomma e per la fine della trasferenza”. Lo precisa, in una nota, l’assessora alla Sostenibilità ambientale di Roma Capitale Pinuccia Montanari.

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Forum sul compostaggio

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

milanoMilano. C’è molta attesa per le linee guida sugli incentivi al biometano che saranno pubblicate il prossimo 31 ottobre. A ridosso di questa scadenza, è stato fatto il punto della situazione in occasione del 6° “Forum sul compostaggio e il biogas” organizzato dal CIC, Consorzio Italiano Compostatori, che si è svolto a Milano. Dallo scorso dicembre, questa nuova fonte di energia ha trovato pieno riconoscimento anche in Italia, con un decreto ministeriale che ne incentiva la produzione a seconda dell’utilizzo: immesso in rete, usato per la cogenerazione o commercializzato per il settore trasporti. In quest’ultimo caso, il decreto offre degli incentivi maggiori qualora il biometano derivi da specifiche “matrici” come, ad esempio, la parte organica dei rifiuti urbani. Nel corso del suo intervento, il GSE ha comunicato le novità rispetto alle recenti normative in materia di biometano contenute nella Legge 116/2014 “Competitività”, che riguardano due scadenze fissate al prossimo 31 ottobre: specifiche semplificazioni per il procedimento di autorizzazione da parte delle Regioni e, soprattutto, l’emanazione di apposite direttive sulle condizioni tecniche ed economiche per l’erogazione del servizio di connessione degli impianti di produzione di biometano da parte dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico.
I casi di ricerca e sperimentazione sul biometano aprono scenari avvincenti in particolar modo per il suo utilizzo per autotrazione. Un progetto di Centro Ricerche Fiat sta studiando lo sviluppo di un motore bicilindrico a biometano, in parallelo ad un processo innovativo in grado di generare biometano da scarti biodegradabili, in collaborazione con ACEA Pinerolese, Environment Park di Torino e Hysytech.
Grazie a questo motore si stima di risparmiare l’emissione del 45% di CO2 rispetto a un motore tradizionale. Secondo i calcoli, con 540 milioni di m3/anno potrebbero essere alimentate 1.200.000 vetture utilitarie in un anno.Un altro progetto innovativo arriva dall’Emilia Romagna, dove ASTER, CRPA, SAFE, HERA, IREN e Regione stanno lavorando ad un progetto per la realizzazione di due impianti di upgrading per la produzione di biometano da scarti organici, quindi proveniente da fonte rinnovabile.
Al centro del convegno, tuttavia, non c’è stato solamente il biometano. Altro importante tema trattato è l’impatto economico della buona raccolta dell’organico. I dati diffusi dal CIC parlano di un grado di impurezza medio del 5,1% sul materiale raccolto tra il 2008 e il 2014. Un risultato positivo che però ha ampi margini di miglioramento, come dimostra l’azione di comunicazione condotta da ETRA in Veneto nel 2009, che aveva come obiettivo quello di aumentare la sensibilità rispetto alla qualità dell’umido. Da una percentuale di impurezza del 7-8%, grazie alla campagna informativa si è passati al 2-3%, con un abbattimento significativo dei costi di smaltimento degli scarti. A tal proposito, il CIC ha calcolato che la presenza di plastica tradizionale nell’umido costa ancora annualmente tra i 10 e 12 milioni di euro, necessari per separare le frazioni estranee da quelle organiche.Nel corso del Forum c’è stato anche spazio per un approfondimento sul recupero di sfalci e potature provenienti dal verde pubblico e privato, oggetto dii tentativi di declassamento. “Sfalci e potature fanno gola ad alcuni operatori del settore delle biomasse, che vorrebbero usare questi materiali a scopo energetico” ha dichiarato Massimo Centemero, direttore del CIC. “Assieme al presidente Canovai abbiamo provato a cercare la ratio, ma non l’abbiamo trovata. Vediamo solo una sottrazione netta al nostro settore di un rifiuto fondamentale per il processo di compostaggio. Il CIC considera inammissibile e tecnicamente dannosa per il settore del recupero della materia organica – e per tutta la filiera della gestione dei rifiuti urbani – qualsiasi proposta di modifica delle leggi in materia di sfalci e potature”.
Il CIC (Consorzio Italiano Compostatori) è l’associazione italiana per la produzione di compost e biogas. Il Consorzio, che conta più di 130 soci, riunisce imprese e enti pubblici e privati produttori di fertilizzanti organici e altre organizzazioni che, pur non essendo produttori di compost, sono comunque interessate alle attività di compostaggio (produttori di macchine e attrezzature, di fertilizzanti, enti di ricerca, ecc.). Il CIC promuove la produzione di materiali compostati, tutelando e controllando le corrette metodologie e procedure. Promuove le iniziative per la commercializzazione e la corretta destinazione dei prodotti ottenuti dal compostaggio e svolge attività di ricerca, studio e divulgazione relative a metodologie e tecniche per la produzione e utilizzazione dei prodotti compostati.

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