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Posts Tagged ‘compravendite’

Compravendite di immobili non residenziali in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 dicembre 2019

In particolare, nel 2018, gli immobili destinati alle attività economiche hanno originato oltre 51 mila transazioni immobiliari per un fatturato immobiliare, prodotto del numero di compravendite per il loro valore, di 15,6 miliardi di euro, ovvero un sesto di quanto registrato per il comparto residenziale (pari a 94,3 miliardi di euro). Il peso effettivo del comparto, pur essendo caratterizzato da un volume di scambi relativamente contenuto, in realtà determini un valore commerciale ben più consistente e pari al 14% del mercato immobiliare italiano nel suo complesso, da cui si ha conferma del fatto che i valori medi per unità compravenduta risultano significativamente più elevati rispetto a quelli rilevati per il residenziale.Nello specifico, delle 51.571 compravendite di immobili non residenziali, il 57% è costituito da negozi (circa 30 mila transazioni), il 24% da capannoni e il restante 19% da uffici. Complessivamente il volume delle compravendite è cresciuto del +1,9% rispetto all’anno precedente, dato che sintetizza andamenti diversificati: crescita del +4,6% per il comparto commerciale, flessione del -3,7% per quello direzionale, sostanziale stabilità per quello produttivo. Se però parliamo di fatturato immobiliare, i rapporti di forza si presentano diversamente in quanto i capannoni costituiscono ben il 42% del totale, poco al di sopra del settore commerciale che, a sua volta, costituisce il doppio di quello direzionale. Inoltre, a fronte di una sostanziale invarianza del fatturato generato da questi tre mercati (-0,4% nel 2018), si osserva una crescita del +2,9% del mercato dei negozi e una contestuale diminuzione dei capannoni, mentre gli uffici restano pressoché sui livelli dell’anno precedente.

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Aste: in cinque anni raddoppiate le ricerche ma non decollano le compravendite

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Nonostante gli anni peggiori dell’ultima crisi economica siano stati archiviati, quello delle aste immobiliari è un mercato che racconta ancora la difficoltà che ha vissuto il nostro Paese: in cinque anni infatti l’offerta è cresciuta del 23%. Ma cosa è successo alla domanda? Secondo un’analisi di Immobiliare.it, le ricerche di immobili all’asta sono raddoppiate negli ultimi cinque anni ma stentano a tradursi in compravendite effettive, lasciando così quello delle aste un mercato dalle opportunità mancate.
L’utente vive quello delle aste come un mercato difficilmente accessibile da cittadino privato. Lo dimostrano i risultati di una recente indagine di Immobiliare.it su oltre 2.000 utenti, che nel 34% dei casi hanno dichiarato di percepire questo segmento come appannaggio degli operatori professionali. La preoccupazione del 31% dei rispondenti, poi, riguarda le tempistiche di sgombero dell’immobile, nonostante la recente normativa abbia fissato il limite dei sei mesi.La casa tipo all’asta in Italia ha una superficie media di 102 metri quadrati e un costo pari a 192.000 euro. Se a livello nazionale comprare con questa formula consente di tagliare il 31% del prezzo medio, ci sono città dove il potenziale risparmio è ancora maggiore. Si tratta di Milano e Bologna, dove lo sconto arriva al 44% rispetto al prezzo al metro quadro degli immobili residenziali in città. Supera il 30% di sconto quello che è possibile ottenere a Bari e Firenze.Guardando invece alle regioni, le prime tre in cui si rilevano sconti maggiori sul prezzo medio sono Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna, con tagli medi che arrivano al 40% dei costi al metro quadro.

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Compravendite online: boom di truffe anche per chi vende

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Non è solo quando si acquista un qualsiasi prodotto o servizio online che si rischia di essere truffati. Anche chi vende deve prestare la massima attenzione, perché nel momento in cui si avvia un’interlocuzione con un soggetto sconosciuto che chiede informazioni o si mostra interessato all’acquisto, c’è sempre un contatto o un approccio che può essere in realtà uno strumento per poter apprendere illecitamente nostre informazioni personali, dati bancari o documenti. A sottolinearlo lo “Sportello dei Diritti” – associazione che tra le sue molteplici attività continua ad informare e tutelare gli utenti dai rischi della rete – che rilancia l’allarme della Polizia Postale. Allerta che è del tutto evidente in un post sulla pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia” che ha reso pubblico lo screenshot di uno dei messaggi che possono pervenire sui nostri account con i quali un sedicente acquirente ci richiede tutta una serie d’informazioni quali IBAN, BIC, nome e cognome, indirizzo completo della banca e del nostro domicilio. Nulla di più pericoloso. Ecco perché Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ritiene utile riportare integralmente la comunicazione della Polizia Postale e i consigli da seguire per evitare una triste sorpresa: “Alcuni utenti che hanno messo in vendita oggetti su piattaforme di compra/vendita ci segnalano aver ricevuto questo tipo di messaggio. Accertiamo sempre con chi iniziamo la trattativa. Sicuramente farlo prima di comunicare i nostri dati o fornire copia di documenti di riconoscimento. Diffidare maggiormente di acquirenti stranieri o mezzi di pagamento non tracciabili. Nella trattativa rimanere all’interno della piattaforma che ci ha fatto incontrare il potenziale acquirente per consentire alla stessa di avvertirci, attraverso algoritmi dedicati, se qualcosa non va. Nel dubbio è meglio perdere la vendita che rischiare di essere truffati.”

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Italia: Compravendite in aumento

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

potenziale QE della BCESecondo i dati presentati dall’Agenzia delle entrate contenuti nel rapporto dell’Osservatorio del mercato immobiliare, le compravendite, dopo 7 anni in negativo, tornano a crescere dell’1,8%, mentre si abbassano, rispetto all’anno precedente, sia la rata media mensile che i tassi di interesse. “L’aumento delle compravendite è sicuramente un dato positivo. Non deve, invece, indurre in errore il dato sull’abbassamento dei tassi di interesse e della rata media” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “I tassi di riferimento, infatti, sono al minimo, grazie agli interventi della Bce e lo resteranno ancora nel 2015, considerando l’imminente Quantitative Easing. Ma le rate ed i tassi non possono che aumentare nei prossimi anni. Chi ha contratto un mutuo a tassi variabili, il 77,5%, non potrà che vedere aumentare la rata nel corso dei prossimi 22 anni. Il rischio, quindi, è che il mutuo diventi insostenibile, considerati gli spread attualmente praticati” ha proseguito Dona.
“Anche se nel 2015 alcune banche hanno annunciato riduzioni dello spread, questo è decisamente troppo alto, ben superiore rispetto ai livelli pre-crisi. L’inevitabile futuro aumento dei tassi di riferimento, quindi, renderà il taeg esageratamente alto. Per questo mettiamo in guardia il consumatore a non farsi trarre in inganno e indurre in tentazione. La rata, in caso di mutuo a tasso variabile, è meglio che non superi il 23% del reddito familiare, così da poter sostenere anche aumenti pari al 30%” ha concluso l’avv. Dona

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Immobiliare: crisi o ripresa?

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2010

Il peggio è davvero passato oppure dobbiamo attenderci una crisi ancora più nera? Impossibile non chiederselo di fronte alle notizie che si rincorrono in questi giorni sul mercato immobiliare. I dati ISTAT della scorsa settimana e il Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni pubblicato da Bankitalia nei giorni scorsi, mostrano per l’Italia segni incoraggianti di ripresa, con mutui e compravendite in crescita nel primo trimestre del 2010 ed un rallentamento della svalutazione dei prezzi nel secondo trimestre dell’anno. Un cauto ottimismo che tuttavia si scontra con le voci sempre più insistenti che giungono dai Media americani, dal Time al New York Times, secondo cui i prezzi delle case sono destinati a calare e a restare talmente bassi da rendere insensato l’investimento nel mattone negli States. Un pessimismo che potrebbe arrivare fino in Europa.
Ovviamente la ripresa economica in Italia – e di conseguenza l’andamento dei livelli di occupazione – non può prescindere totalmente dalla situazione d’oltreoceano, così come il fatto che anche in Europa la ripresa stenti a decollare, contribuisce al mantenimento di una situazione di incertezza per il mercato. Il pensiero espresso da RE/MAX risulta oggi essere condiviso anche oltreoceano, dove diversi opinion leader del settore immobiliare stanno smentendo la visione pessimistica espressa anche dal New York Times, con una più positiva legata alla lenta ma prossima ripresa del mercato come sostiene nella sua replica Brett Arends su sito del WSJ dal titolo “10 reasons to buy a Home”.

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