Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘computer’

“Il tuo computer è bloccato”

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

Una tipica frode online che si ripete ciclicamente è quella del falso ricatto che non presenta alcun elemento di verità. Tuttavia, come più volte abbiamo sottolineato noi dello “Sportello dei Diritti” sono tantissimi ancora coloro che presi dal panico si fanno fregare dai truffatori online come sta accadendo per come segnalato dalla Polizia Postale con una nuova allerta sulla pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia”. Questa volta è la stessa Polizia di Stato che viene “utilizzata” quale strumento inconsapevole per il falso ricatto così come riportato in un nuovo post con tanto di screenshot del tipico messaggio truffaldino: “Alcuni utenti hanno segnalato che durante la navigazione online, si sono aperte delle finestre con una schermata riproducente il sito della Polizia di Stato, nella quale l’utente viene avvisato di avere 12 ore per pagare una multa di 610 euro per evitare l’arresto per aver visitato siti pedopornografici. Nella pagina appare una sezione nella quale inserire i propri dati anagrafici e quelli della carta di credito, dalla quale i criminali preleveranno la somma richiesta.Si tratta di un tentativo di estorsione per il quale vi invitiamo a segnalarcelo attraverso il nostro portale http://www.commissariatodips.it. Ricordiamo inoltre che le Forze di Polizia per riscuotere multe o altri pagamenti si avvalgono dei comuni sistemi di riscossione e non minacciano gli utenti. Qualora foste vittime di questo tentativo di estorsione, mantenete la calma: spegnete il device e alla riaccensione fate una scansione con un aggiornamento dell’antivirus.”. I truffatori ne sanno una più del diavolo e hanno la consapevolezza che la gente si fa ingannare da questo tipo di comunicazioni, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. Come al solito, il modo migliore per difendersi, è quello di mantenere la calma e seguire le indicazioni della Polizia.

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Su Nature Communications studio dell’Ateneo sui “quantum computer”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

Parma. I computer e l’informatica quantistica non sono più un binomio confinato al lontano futuro. I primi prototipi di quantum computer sono già in azione e gli sforzi dei ricercatori sono ora rivolti alla ricerca di nuovi e sempre più performanti dispositivi per realizzare qubit. Il termine qubit è la contrazione di “quantum bit”, l’unità d’informazione dei quantum computer. Proprio in questo solco si inserisce lo studio del team internazionale di ricercatori guidato dal gruppo di Magnetismo Molecolare del Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche ed Informatiche dell’Università di Parma che da poco è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Communications.Dal gruppo dei proff. Elena Garlatti, Paolo Santini e Stefano Carretta arriva dunque un’importante pubblicazione: i ricercatori dell’Ateneo hanno misurato sperimentalmente con i neutroni le vibrazioni cristalline e molecolari che “disturbano” i quantum bit, come detto, equivalente quantistico dei bit classici dei nostri computer e unità fondamentali dei quantum computer.
Come il suo analogo classico, il qubit può trovarsi in due stati possibili, lo stato “0” e lo stato “1”, nei quali codificare l’informazione in codice binario. L’eccezionalità di un qubit deriva dalla sua natura quantistica: un qubit può infatti trovarsi anche in uno stato sovrapposizione ed essere contemporaneamente sia nello stato “0” che nello stato “1”. La natura quantistica dei qubit apre dunque alla possibilità di ampliare enormemente le capacità computazionali dei futuri computer.I nanomagneti molecolari, molecole che contengono ioni metallici legati a molecole organiche e che si comportano come nano-calamite, sono tra i candidati più promettenti per implementare algoritmi di computazione quantistica: tra questi spiccano molecole contenenti ioni vanadile, che possiedono lunghi tempi di coerenza anche a temperatura ambiente.Un fattore rilevante nella perdita di coerenza di un qubit molecolare è rappresentato dalla presenza di vibrazioni molecolari e cristalline indotte dalla temperatura, dette fononi, che causano distorsioni della struttura molecolare. Queste vibrazioni “disturbano” lo stato quantistico del qubit, causando la perdita dell’informazione e compromettendo il calcolo quantistico. Nel lavoro appena pubblicato su Nature Communications, i ricercatori del gruppo di Magnetismo Molecolare hanno misurato per la prima volta i fononi di un qubit molecolare. I dati ottenuti rappresentano anche l’imprescindibile punto di partenza per lo studio dei meccanismi che causano la perdita di coerenza dei qubit. È stato inoltre possibile stimare i parametri che quantificano l’efficacia di ciascun modo vibrazionale nell’indurre la de-coerenza del qubit molecolare.Un risultato, questo, che apre nuove prospettive per lo studio della coerenza e per il design di nuovi qubit più performanti. Ma nanomagneti molecolari non significa solamente qubit. Alcune molecole possono infatti avere le caratteristiche tipiche dei bit classici e permettere la realizzazione di memorie magnetiche ad alta densità grazie alle loro dimensioni nanoscopiche. Anche in questo caso, l’interazione degli spin molecolari con i fononi rappresenta la fonte principale di “disturbo” del bit, che deve essere in grado di mantenere a lungo l’informazione codificata.Questa importante ricerca sui fononi in qubit molecolari nasce nell’ambito dei progetti “SUMO – Scaling Up quantum computation with MOlecular spins” della call europea Quantera e del Progetto PRIN 2015 “QCNaMos – Quantum Coherence in Nanostructures of Molecular Spin Qubits”, che hanno unito le forze dei ricercatori di Parma con quelle dei chimici guidati dalla prof.ssa Roberta Sessoli del LAMM dell’Università di Firenze. Il risultato ottenuto è anche frutto della collaborazione con la dott.ssa Tatiana Guidi dell’ISIS facility del Rutherford Appleton Laboratory di Oxford (nel quale la prof.ssa Garlatti ha lavorato come visiting scientist grazie ad una borsa della Fondazione “Angelo della Riccia”) e con il Dipartimento di Fisica del Trinity College di Dublino. Il link allo studio: https://www.nature.com/articles/s41467-020-15475-7

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Cerebras Systems Unveils CS-1, the Industry’s Fastest Artificial Intelligence Computer

Posted by fidest press agency su sabato, 23 novembre 2019

Cerebras Systems, a company dedicated to accelerating Artificial Intelligence (AI) compute, today unveiled its CS-1 system, the world’s fastest AI computer. With every component optimized for AI work, the CS-1 delivers more compute performance at less space and less power than any other system. At only 26 inches tall, the CS-1 fits in one-third of a standard data center rack, but replaces clusters of hundreds or thousands of graphics processing units (GPUs) that consume dozens of racks and use hundreds of kilowatts of power.
In August, Cerebras delivered the Wafer Scale Engine (WSE), the only trillion transistor wafer scale processor in existence. The Cerebras WSE is 56.7 times larger and contains 78 times more compute cores than the largest GPU, setting a new bar for AI processors. The CS-1 system design and Cerebras software platform combine to extract every ounce of processing power from the 400,000 compute cores and 18 Gigabytes of high performance on-chip memory on the WSE. In AI compute, chip size is profoundly important. Big chips process information more quickly, producing answers in less time. However, exceptional processor performance is necessary but not sufficient to guarantee industry leading AI performance. Innovative, high performance processors, like the WSE, must be combined with dedicated hardware systems and extraordinary software to achieve record-breaking performance. For this reason, every aspect of the Cerebras CS-1 system and the Cerebras software platform was designed for accelerated AI compute.
Cerebras is the only company to undertake the ambitious task of building a dedicated system from the ground up. By optimizing every aspect of chip design, system design, and software, the CS-1 delivers unprecedented performance. With the CS-1, AI work that today takes months can now be done in minutes, and work that takes weeks now can be completed in seconds. Not only does the CS-1 radically reduce training time, but also it sets a new bar for latency in inference. For deep neural networks, single image classification can be accomplished in microseconds, thousands of times faster than alternative solutions. Early customer deployments include Argonne National Laboratory where the CS-1 is being used to accelerate neural networks in pathbreaking cancer studies, to better understand the properties of black holes, and to help understand and treat traumatic brain injuries. The sheer performance of the CS-1 makes it an exceptional solution for the largest and most complex problems in AI.

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Scuola – Docenti precari: supplenze gestite via computer e da scuole polo

Posted by fidest press agency su sabato, 24 agosto 2019

Si allarga a macchia d’olio la sperimentazione del Miur sull’attivazione di un numero limitato di istituti incaricati delle nomine del personale precario dalle graduatorie d’istituto tramite procedura informatizzata: dopo l’esperienza attivata a Pisa nei giorni scorsi, è la volta di Lecce e di altri del centro-nord Italia. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “pur di non riaprire le GaE e il doppio canale di reclutamento con la possibilità di attingere dalle graduatorie d’istituto, anche da terza fascia previo corso formativo abilitante obbligatorio, si decide di investire in modelli innovativi di convocazione di cui non si sentiva alcun bisogno. Le nomine del personale precario hanno bisogno, piuttosto, di un aggiornamento della normativa, mettendo fine ai tanti errori che hanno portato a una situazione di posti privi di titolare senza precedenti: no, di certo, introducendo procedure complesse e di difficile attuazione, con nuove spese aggiuntive a carico dello Stato”Invece di trovare il modo per stabilizzare il personale docente non di ruolo già abilitato e formato allo scopo, il Miur perde tempo su come snellire le nomine del personale supplente. Il progetto, riporta Orizzonte Scuola, “prevede di integrare le attuali funzionalità SIDI di convocazione dalle graduatorie di circolo e d′istituto con nuove funzionalità, al fine di individuare i supplenti annuali (31/08) o fino al termine delle attività didattiche (30/06), facendo in modo che non siano tutte le singole scuole ad operare bensì una rete di scuole”. Inoltre, il Miur ha fatto anche sapere di aver realizzato interventi per migliorare il sistema delle convocazioni per le supplenze brevi.
In questo modo, sostiene il Miur, “l′aspirante è convocato una sola volta o un numero di volte limitato, in funzione della definizione, nell′ambito di una provincia, di una o più reti di scuole. Tale fase precede quella di convocazione dei supplenti brevi e saltuari”. A questo scopo, all’interno di ogni provincia coinvolta vengono allestite alcune scuole, cui fanno capo tutte le altre, che fungono quindi da riferimento per tutti gli istituti interessati. Ad esempio a Lecce sono state individuate tre scuole polo, delle quali due per i docenti della scuola del primo ciclo di istruzione (infanzia, primaria e secondaria di I grado) e del secondo ciclo (scuola secondaria di II grado), la terza per il personale ATA. E gli Uffici Scolastici territoriali devono chiedere l’adesione ai dirigenti delle scuole della provincia.Per la gestione informatizzata delle convocazioni degli aspiranti supplenti, l’amministrazione ha inviato agli Uffici Scolastici Territoriali interessati una scheda illustrativa delle nuove modalità di convocazione per le supplenze annuali o al termine delle attività didattiche. In base alla nuova procedura, l’Ufficio provinciale definisce le reti di scuole; il dirigente scolastico completa/configura le disponibilità; convoca aspiranti da graduatoria per rete e graduatoria incrociata sostegno; stipula contratto; la rete di scuole propone posti disponibili; registra accettazione/rinunce; predispone proposta assunzione; l’aspirante supplente: sceglie i posti disponibili nelle sedi di preferenze (della rete); prende servizio dopo la stipula del contratto.

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Amazon and Seattle Public Schools Team Up to Bring Computer Science and Robotics to 30 Title I Schools

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 giugno 2019

Amazon (NASDAQ: AMZN) and Seattle Public Schools today announced a new partnership to bring computer science and robotics to up to 30 Title 1 Seattle Public Schools as part of the Amazon Future Engineer program. Amazon is providing each of the schools with an Amazon Future Engineer Robotics grant to inspire the next generation of computer scientists, with a focus on students from underrepresented and underserved communities. Each of the schools will receive support to launch FIRST robotics teams, including teacher professional development to learn about robotics, support from Amazon to expand access to computer science education in their school, and a private tour of an Amazon robotics fulfillment center in Kent, Washington.The mission of FIRST, curriculum provider for Amazon Future Engineer Robotics grants, is to inspire young people to be science and technology leaders and innovators by engaging them in exciting mentor-based programs that build science, engineering, and technology skills to students in grades K-12. Data from a 5-year longitudinal study of FIRST by Brandeis University shows competitive FIRST robotics programs works for all youth. Across all demographic groups (gender, race, economic status and geography), FIRST students show significant gains in STEM knowledge, STEM interest, STEM career interest, STEM identity, and STEM activity compared to their peers who don’t participate. FIRST students are more likely to major in tech-focused science fields in college; by their second year of college, over 50 percent declare majors in engineering or technology. The impact on young women in FIRST is particularly profound. By their first year of college, female alumnae of FIRST are 3.6 times more likely to take an engineering course, and 1.9 times more likely to take a computer science course than female comparison students.Seattle Public Schools is committed to creating opportunities for students who have historically been the furthest from educational justice; these students have also been underrepresented in STEM careers. They recognize the positive impact the partnership will have on educators, teachers and coaches to learn new skills and new ways of applying standards-based teaching in a new environment.The Bureau of Labor Statistics projects that by 2020 there will be 1.4 million computer-science-related jobs available and only 400,000 computer science graduates with the skills to apply for those jobs. Computer science is the fastest-growing profession within the Science, Technology, Engineering and Math (STEM) field, but only 8% of STEM graduates earn a computer science degree, with a tiny minority from underprivileged backgrounds. Students from underprivileged backgrounds are 8 to 10 times more likely to pursue college degrees in computer science if they have taken AP computer science in high school.More locally, the Washington Business Roundtable has reported that a large number of hundreds of thousands new jobs being generated in the Seattle area will be STEM-related. Moreover, the Puget Sound Business Journal stated in their January 6, 2016 edition that Washington isn’t producing enough qualified workers to supply talent-starved tech companies.Launched in November, 2018, Amazon Future Engineer is a four-part childhood-to-career program intended to inspire, educate, and prepare children and young adults from underrepresented and underserved communities to pursue careers in the fast-growing field of computer science. Each year, Amazon Future Engineer aims to inspire more than 10 million kids to explore computer science; provide over 100,000 young people in over 2,000 high schools access to Intro or AP Computer Science courses; award 100 students with four-year $10,000 scholarships, as well as offer guaranteed and paid Amazon internships to gain work experience. Amazon Future Engineer is part of Amazon’s $50 million investment in computer science/STEM education. In addition, Amazon Future Engineer has donated more than $10 million to organizations that promote computer science/STEM education across the country.

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Battelle-Led Team Wins DARPA Award to Develop Injectable, Bi-Directional Brain Computer Interface

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 maggio 2019

Battelle has for years successfully demonstrated brain-computer interface (BCI) projects—just look at NeuroLife®, which has enabled a quadriplegic man to move his hand again using his thoughts. Now, the government’s forward-thinking Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) has awarded a contract to a Battelle-led team that pushes researchers into the realm of what was once considered science fiction.
Imagine this: A soldier puts on a helmet and uses his or her thoughts alone to control multiple unmanned vehicles or a bomb disposal robot. That’s the basis for this effort for DARPA’s Next-Generation Non-Surgical Neurotechnology (N3) program. The N3 program seeks development of high-performance, bi-directional brain-machine interfaces for able-bodied service members. Most of the current BCI research, including Battelle’s NeuroLife technology, focuses on helping people with disabilities who must undergo invasive implant procedures, including brain surgery, to enable a BCI that can restore lost function. For the next BCI leap, in which the technology can be used by healthy military service members, it’s imperative to find lower-risk and less-invasive options.
It’s a path Battelle Senior Research Scientist Gaurav Sharma has already begun to navigate. Heavily involved for years with the NeuroLife project, Sharma began to develop ideas for non-surgical BCI options. The DARPA N3 program provides the opportunity to further develop them.Battelle’s N3 concept for a minimally invasive neural interface system, called BrainSTORMS (Brain System to Transmit Or Receive Magnetoelectric Signals), involves the development of a novel nanotransducer that could be temporarily introduced into the body via injection and then directed to a specific area of the brain to help complete a task through communication with a helmet-based transceiver. Upon completion, the nanotransducer will be magnetically guided out of the brain and into the bloodstream to be processed out of the body.The nanotransducer would use magnetoelectric nanoparticles to establish a bi-directional communication channel with the brain. Neurons in the brain operate through electrical signals. The magnetic core of the nanotransducers would convert the neural electrical signals into magnetic ones that would be sent through the skull to the helmet-based transceiver worn by the user. The helmet transceiver could also send magnetic signals back to the nanotransducers where they would be converted to electrical impulses capable of being processed by the neurons, enabling two-way communication to and from the brain.

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Scuola – Prove Invalsi terza media, solo un computer ogni 2-3 alunni

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 marzo 2018

Da quest’anno, in occasione degli esami di licenza media le verifiche si svolgeranno, tra il 4 e il 21 aprile avvalendosi, del personal computer. Ma ora si scopre, leggendo un comunicato emesso in queste ore dall’Invalsi, che non vi sono le condizioni tecnologiche per garantire ad ogni alunno di utilizzare un proprio computer: “gli studenti coinvolti sono 574.600 e – dal censimento delle strutture informatiche effettuato da INVALSI – le postazioni effettive risultano 216.000, il che significa che ogni scuola ha a disposizione un computer per ogni 2,5 studenti circa”. L’Invalsi parla di “un dato molto incoraggiante”, ma non è così: le prove dovranno infatti necessariamente essere somministrate in momenti diversi e, andando oltre alla mancata contemporaneità, preoccupa che la dotazione complessiva tecnologica in seno ai nostri istituti sia così povera.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Nelle scuole italiane il numero di postazioni digitali ‘vere’, in grado di essere connesse ad una rete internet moderna e reggere il peso di sistemi operativi e software aggiornati, risulta del tutto inadeguato rispetto alla quantità dei nostri alunni. Perché, se a dividersi una postazione sono tra i due e i tre alunni delle classi di terza media, come dice l’Invalsi, questo significa che, quando si considerano anche le prime e le seconde classi, ogni istituto può mettere a disposizione appena un computer ogni otto-nove alunni. Questo preoccupante dato conferma la lontananza dell’Italia dalle realtà scolastiche più avanzate, come i Paesi del Nord Europa, dove le dotazioni informatiche risultano in numero maggiore, garantendo in molti casi un computer per ogni allievo. A tale avvilente constatazione si aggiunge la logica distorta che c’è dietro all’imposizione delle prove Invalsi. L’eccesso di uniformità andrebbe sostituito con un investimento verso la formazione di tipo attivo, come giochi di simulazione, cooperative learning and serving, peer education e flipped classroom. Lasciando alle prove Invalsi il loro unico obiettivo, ovvero l’effettuazione di monitoraggi per indicazioni generali. Sul piatto va infine messo anche un altro dato: quello che i test Invalsi hanno ripercussioni dirette sul Rav, il rapporto di autovalutazione scolastico, e anche sulla valutazione diretta dei singoli insegnanti, senza che venga conferito un peso adeguato al tessuto sociale. Ad esprimere forti perplessità, recentemente, sono state anche decine di accademici di tutto il mondo.

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Io scrivo: Dal pennino alla tastiera del computer

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

io scrivoKindle Edition by Riccardo Alfonso. Scrive l’autore nella presentazione del libro: “La mia generazione è quella che ha vissuto, nella sua prima infanzia, il tempo dell’inchiostro riposto in un calamaio per intingervi il pennino sorretto da un’asticciola. E ricordo ancora con vividezza quando la bidella, alle elementari, passava ogni mattina per riempire il calamaio, là dove era necessario, che era inserito in un foro posto alla destra in alto del piano del banco. Con quel calamaio la tentazione era forte ora per rovesciarlo, coinvolgendo il compagno che sedeva nel banco avanti al mio, ora d’intingere il pennino un po’ troppo lasciando sul quaderno una vistosa macchia, delizia e tormento per la mia maestra e magari un rimbrotto da parte della mamma. Alle medie ci fu già un significativo passo in avanti perché avevo il privilegio, allora per pochi, di possedere una penna stilografica. Seguì la prima biro e fu una vera e propria rivoluzione per il modo di scrivere e la possibilità di variare il colore della scrittura: nero, rosso, blu, ecc. Ma la penna a sfera, ad onor del vero, fu fatale per la mia grafia. Mi resi conto di peggiorarla incominciando a perdere la chiarezza e la sinuosità dei caratteri per un inchiostro che non scendeva regolarmente e lasciava segni ora troppo marcati ora sfocati.
Per mesi, in prima elementare, mi sono esercitato a scrivere solo asticciole perché allora non si era adusi fare molti progressi nella scrittura e solo dopo un “duro” tirocinio si passava alle parole, partendo dalle vocali, e inseguendo le consonanti. Ricordo che il primo impatto serio e impegnativo fu il dettato. Dovevo ascoltare e riportare sul quaderno le parole pronunciate dalla maestra e stare attento a non commettere errori storpiando le frasi che articolava. Dopo i primi insuccessi incominciai a carburare e tutto filò liscio. Gli impegni, nel frattempo, si moltiplicarono e dal dettato si passò al tema, al riassunto e alla numerologia con problemi da risolvere e a cimentarmi con i calcoli algebrici. Vi era poi la parte orale dove il pezzo forte della didattica era costituito dal mandare a mente poesie e persino brani di prosa. A questo punto le materie s’infittirono: storia, geografia, calligrafia, letteratura, lingue, disegno, ecc. I libri scolastici alla fine mi andarono in uggia e cercai riparo con altre distrazioni. Mi diedi ai giochi, alle compagnie “birichine” con scherzi a volte poco graditi dagli adulti e divenni un problema serio per i miei genitori e nonna materna.
Non ancora avevo trovato riparo con le letture fuori dal giro scolastico. Per alcuni anni mi acculturavo con il sapere dei miei compagni più avanti negli anni e lascio immaginare dove andavano a finire le chiacchierate. Si parlava di sesso, in un ambiente dove vigeva la severa separazione tra ragazzi e ragazze, di calcio e anche di libri “proibiti” e di religione. Ricordo che l’unica eccezione era lo scorrere le pagine illustrate del mensile Topolino con le sue avventure insieme agli altri personaggi che lo contornavano e il Corriere dei piccoli che mio padre comprava con il Corriere della Sera. Quest’ultimo era il giornale che non mancava mai in casa ma venendo da Milano, per noi che abitavamo al Centro-Sud e in una cittadina fuori dai circuiti viari e ferroviari importanti, voleva dire leggere l’edizione del giorno prima”.

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Il linguaggio come una tecnologia

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 settembre 2017

computerCon l’avvento d’internet devo riconoscere il suo tratto distintivo che ci porta al cambiamento dei paradigmi di conoscenza e di relazione. Se sgrossiamo l’osservazione da quanti, da una parte, affermano si tratti solo di una questione di marketing per vendere qualche computer in più o fare qualche connessione in più e, dall’altra, di chi usa toni di mistica digitale celebrando quella che considera una vera e propria “rivoluzione” ci ritroviamo, più semplicemente, in una sorta di rivoluzione dentro un quadro antropologico che ha, tuttavia, una sua propria ragione d’essere nel modo di esprimersi che è andato maturandosi ancor prima di Internet. In altri termini Internet dobbiamo considerarlo solo un metodo di comunicazione, per altro già insito nella nostra natura. Noi disponiamo di una sorta di cornice mentale secondo la quale il modo con cui comunichiamo delimita anche l’orizzonte di quello che si sta pensando. Si tratta, se non altro, di capire entro quale cornice mentale intendiamo interagire e nella quale restiamo influenzati: la scrittura a mano è una tecnologia, scrivere o leggere in ebraico o in arabo, usare solo le consonanti e leggere da destra a sinistra o vice versa è anch’esso una tecnologia, usare i caratteri cirillici o altri caratteri di scrittura è ancora tecnologia e via di questo passo. Si tratta di un qualcosa di automatico. Semmai possiamo affermare, come la comunicazione, che ci permette Internet, di poter vivere l’esperienza mentale dell’altro che altrimenti rimarrebbe inaccessibile.
Tramite la comunicazione possiamo in un certo senso vivere più vite, perché parlando sappiamo cosa c’è nella mente dell’altro e oggi con Internet lo possiamo fare con più frequenza, di quanto non avveniva in passato, quando ciò si rendeva possibile solo se si prendeva un libro di un certo autore, antico o moderno che fosse, per capire cosa c’era nella sua mente. Era un processo più lento, una ricerca più articolata e soprattutto ci rendeva più astratti rispetto all’attualità del nostro presente. Oggi possiamo più agevolmente condividere o anche solo confrontare con gli amici, ma anche conoscenti e occasionali contatti i nostri passaggi mentali e di essere consapevoli che questa strada ci permette di fare una maggiore esperienza e di comprendere cosa vuol dire, a livello di processi conoscitivi, essere soggetti liberi e non schiavi. A questo punto non è escluso che si possa essere, contemporaneamente, computerizzati e analfabeti. (Riccardo Alfonso)

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Il tuo computer può aiutare gli scienziati a studiare la relazione tra batteri del corpo e malattie autoimmuni

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 agosto 2017

computerChiunque disponga di un computer e di un collegamento a internet può aderire al World Community Grid e iscriversi per sostenere il Microbiome Immunity Project.
Il Microbiome Immunity Project è un nuovo progetto di citizen science promosso da IBM, condotto da scienziati del Broad Institute del MIT e di Harvard, del Massachusetts General Hospital, dell’Università della California di San Diego e del Flatiron Institute della Simons Foundation. Il progetto sfrutterà la potenza di calcolo non utilizzata dei computer dei volontari per condurre milioni di esperimenti virtuali per conto dei ricercatori. Questi esperimenti hanno l’obiettivo di mappare i tre milioni di batteri riscontrati nel microbioma umano e prevedere la struttura delle proteine associate. Il progetto inizierà con l’analisi del microbioma nell’apparato digerente. Lo scopo di questo studio è aiutare gli scienziati a comprendere meglio l’interazione del microbioma con la biochimica umana e determinare in che modo detta interazione possa contribuire a malattie autoimmune, quali diabete di tipo 1, morbo di Crohn e colite ulcerosa, che colpiscono centinaia di milioni di persone nel mondo e che vengono diagnosticate sempre più di frequente. Una migliore comprensione permetterebbe agli scienziati di prevenire e curare queste malattie con maggiore facilità.
I dati ottenuti da milioni di esperimenti del genere saranno analizzati dal team di ricerca del progetto. I ricercatori metteranno questi dati a disposizione di altri scienziati, accelerando il progresso delle conoscenze scientifiche e, in definitiva, il miglioramento delle cure relative alle malattie autoimmuni.
Dalla sua costituzione nel 2004, World Community Grid ha sostenuto 29 progetti per la ricerca in ambiti quali cancro, HIV/AIDS, virus Zika, acque pulite, energie rinnovabili e altre sfide umanitarie. A oggi, World Community Grid, ospitato in IBM Cloud, ha collegato i ricercatori a una potenza di elaborazione gratuita del valore di $500 milioni di dollari USA. Più di 730.000 persone e 430 istituzioni di 80 Paesi hanno donato più di un milione di anni di tempo di calcolo da più di tre milioni di computer e dispositivi Android. La partecipazione volontaria ha aiutato i ricercatori a identificare potenziali cure per il cancro infantile, nonché celle solari e sistemi di filtrazione delle acque più efficienti.
Per maggiori informazioni su World Community Grid e per offrire le proprie risorse informatiche inutilizzate, visitare il sito https://www.worldcommunitygrid.org/

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How to manage the computer-security threat

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 aprile 2017

computer-securityCOMPUTER security is a contradiction in terms. Consider the past year alone: cyberthieves stole $81m from the central bank of Bangladesh; the $4.8bn takeover of Yahoo, an internet firm, by Verizon, a telecoms firm, was nearly derailed by two enormous data breaches; and Russian hackers interfered in the American presidential election.Away from the headlines, a black market in computerised extortion, hacking-for-hire and stolen digital goods is booming. The problem is about to get worse. Computers increasingly deal not just with abstract data like credit-card details and databases, but also with the real world of physical objects and vulnerable human bodies. A modern car is a computer on wheels; an aeroplane is a computer with wings. The arrival of the “Internet of Things” will see computers baked into everything from road signs and MRI scanners to prosthetics and insulin pumps. There is little evidence that these gadgets will be any more trustworthy than their desktop counterparts. Hackers have already proved that they can take remote control of connected cars and pacemakers.
It is tempting to believe that the security problem can be solved with yet more technical wizardry and a call for heightened vigilance. And it is certainly true that many firms still fail to take security seriously enough. That requires a kind of cultivated paranoia which does not come naturally to non-tech firms. Companies of all stripes should embrace initiatives like “bug bounty” programmes, whereby firms reward ethical hackers for discovering flaws so that they can be fixed before they are taken advantage of.
But there is no way to make computers completely safe. Software is hugely complex. Across its products, Google must manage around 2bn lines of source code—errors are inevitable. The average program has 14 separate vulnerabilities, each of them a potential point of illicit entry. Such weaknesses are compounded by the history of the internet, in which security was an afterthought (see article).This is not a counsel of despair. The risk from fraud, car accidents and the weather can never be eliminated completely either. But societies have developed ways of managing such risk—from government regulation to the use of legal liability and insurance to create incentives for safer behaviour.Start with regulation. Governments’ first priority is to refrain from making the situation worse. Terrorist attacks, like the recent ones in St Petersburg and London, often spark calls for encryption to be weakened so that the security services can better monitor what individuals are up to. But it is impossible to weaken encryption for terrorists alone. The same protection that guards messaging programs like WhatsApp also guards bank transactions and online identities. Computer security is best served by encryption that is strong for everyone.The next priority is setting basic product regulations. A lack of expertise will always hamper the ability of users of computers to protect themselves. So governments should promote “public health” for computing. They could insist that internet-connected gizmos be updated with fixes when flaws are found. They could force users to change default usernames and passwords. Reporting laws, already in force in some American states, can oblige companies to disclose when they or their products are hacked. That encourages them to fix a problem instead of burying it.
But setting minimum standards still gets you only so far. Users’ failure to protect themselves is just one instance of the general problem with computer security—that the incentives to take it seriously are too weak. Often, the harm from hackers is not to the owner of a compromised device. Think of botnets, networks of computers, from desktops to routers to “smart” light bulbs, that are infected with malware and attack other targets.
Most important, the software industry has for decades disclaimed liability for the harm when its products go wrong. Such an approach has its benefits. Silicon Valley’s fruitful “go fast and break things” style of innovation is possible only if firms have relatively free rein to put out new products while they still need perfecting. But this point will soon be moot. As computers spread to products covered by established liability arrangements, such as cars or domestic goods, the industry’s disclaimers will increasingly butt up against existing laws.Firms should recognise that, if the courts do not force the liability issue, public opinion will. Many computer-security experts draw comparisons to the American car industry in the 1960s, which had ignored safety for decades. In 1965 Ralph Nader published “Unsafe at Any Speed”, a bestselling book that exposed and excoriated the industry’s lax attitude. The following year the government came down hard with rules on seat belts, headrests and the like. Now imagine the clamour for legislation after the first child fatality involving self-driving cars.Fortunately, the small but growing market in cyber-security insurance offers a way to protect consumers while preserving the computing industry’s ability to innovate. A firm whose products do not work properly, or are repeatedly hacked, will find its premiums rising, prodding it to solve the problem. A firm that takes reasonable steps to make things safe, but which is compromised nevertheless, will have recourse to an insurance payout that will stop it from going bankrupt. It is here that some carve-outs from liability could perhaps be negotiated. Once again, there are precedents: when excessive claims against American light-aircraft firms threatened to bankrupt the industry in the 1980s, the government changed the law, limiting their liability for old products.
One reason computer security is so bad today is that few people were taking it seriously yesterday. When the internet was new, that was forgivable. Now that the consequences are known, and the risks posed by bugs and hacking are large and growing, there is no excuse for repeating the mistake. But changing attitudes and behaviour will require economic tools, not just technical ones.This article appeared in the Leaders section of the print edition under the headline “The myth of cyber-security” (photo: computer-security) (by The Economist)

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Vecchi tv e computer? Sono tesori da recuperare

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2015

Online Banking ComputerTelefonini, tv, computer, elettrodomestici, neon possono essere restituiti gratuitamente ai negozi autorizzati quando si sostituiscono con prodotti nuovi. E’ il cosiddetto ritiro «uno contro uno» obbligatorio in Italia, ma ancora poco conosciuto dai negozianti e ancora meno praticato dai consumatori. Per mostrarne i vantaggi parte oggi la campagna “Tesori da recuperare” con seminari e iniziative in tutta la Toscana.«Qualunque apparecchio elettrico ed elettronico che sia guasto o inutilizzato può servire per attivare la catena virtuosa del riciclo, ma tutti noi consumatori dobbiamo abituarci a non abbandonarlo in garage o in fondo a un cassetto e come imprenditori a smaltirlo nel modo giusto – ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio di Firenze, Leonardo Bassilichi -. Non dovrebbero essere tanto le sanzioni, che sono pesanti, a farci comportare così, quanto piuttosto la consapevolezza che questi rottami in realtà sono materiali preziosi da reimmettere nel ciclo economico e possono generare ricchezza».In base ai dati del Centro di coordinamento RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche o Elettroniche), ogni italiano produce annualmente 15 chili di rifiuti elettronici, di questi solo 4 chili sono correttamente raccolti e avviati al recupero. Eppure, si tratta di rifiuti potenzialmente pericolosi per l’ambiente che, se raccolti e trattati adeguatamente, potrebbero essere recuperati fino al 96 per cento.In Toscana sono 10mila i commercianti potenzialmente interessati allo smaltimento di questi apparecchi, ma solo 1.148 imprese, poco più del 10 per cento, sono iscritte all’apposito registro della Sezione toscana Albo gestori ambientali, che ha sede alla Camera di Commercio di Firenze. Eppure, l’Unione Europea, con la direttiva 19/2012, ha imposto una soglia di recupero crescente, che mira a triplicare l’attuale riciclo fino a raggiungere i 12 chili pro-capite entro il 2019. E la legge italiana prevede severe sanzioni per chi non si mette in regola.Per formare cittadini e imprese sui metodi corretti di smaltimento, la sezione toscana dell’Albo gestori ambientali, in collaborazione con le Camere di Commercio di Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca e Prato, ha attivato il progetto di legalità “Tesori da recuperare”, che ha come primo obiettivo quello di informare le imprese, le associazioni di categoria e dei consumatori, i consulenti, gli organi di controllo sugli obblighi normativi e sulla corretta gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.Il primo step del progetto prevede una serie di seminari informativi gratuiti rivolti direttamente alle imprese. Ecco le tappe: 27 aprile 2015 a Confindustria Firenze, 11 maggio alla Camera di Commercio di Livorno, 25 maggio alla Camera di Commercio di Prato, 8 giugno alla Camera di Commercio di Grosseto, 26 giugno alla Camera di Commercio di Lucca.

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IBM: entro cinque anni i computer leggeranno la mente

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2011

IBM desktop 2

Image by Jiri Brozovsky via Flickr

In futuro si dirà addio alle password. Presto si potrà andare al bancomat e prelevare denaro semplicemente dicendo il proprio nome o guardando una telecamera La lettura del pensiero non è più solo fantascienza: la IBM, ovvero il gigante informatico che ha dato vita a diverse rivoluzioni tecnologiche, ha in programma di progettare un computer in grado di leggere la mente umana. È quanto emerge dalla lista “5in5”, il rapporto che la IBM pubblica annualmente e che Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” riporta, per annunciare le grandi innovazioni tecnologiche che metterà in cantiere nei prossimi cinque anni. Da Houdini passando per Skywalker di Guerre Stellari a X-Men, la lettura del pensiero ha sempre affascinato intere generazioni e ora i ricercatori della IBM stanno studiando come collegare la mente di una persona a dispositivi come portatili o smartphone. Se si riuscirà nell’intento, basterà il solo pensiero per chiamare una persona, dicono alla IBM. Inoltre, secondo le previsioni dell’azienda, in futuro si dirà addio alle password, che saranno rimpiazzate da dati biometrici ottenuti tramite la scansione della retina ed il riconoscimento vocale. “La nostra mappatura biologica – dicono gli esperti della Ibm – è unica per ognuno di noi ed è la chiave per salvaguardare i nostri dati. Presto si potrà andare al bancomat e prelevare denaro semplicemente dicendo il proprio nome o guardando una telecamera”.

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C400 SED Offers Extreme Stability

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 settembre 2011

Boise, Idaho. Micron Technology, Inc. (Nasdaq:MU), introduced a new version of its popular RealSSD™ C400, featuring self encryption for unmatched data security. The C400 SED (Self-Encrypting Drive) is based on the Trusted Computing Group (TCG) Opal specifications and provides a hardware-based answer for the increasing wave of data breaches that continue to impact computer users and enterprises worldwide. Security breaches caused by malicious attacks are on the rise, according to the recent Verizon Data Breach Investigations Report. While it’s notable that the increase in small-scale external attacks doesn’t rely on highly sophisticated approaches, encryption is widely credited as the first choice for the most affordable security solution for deterring such intrusions.
The C400 SED’s encryption capabilities are delivered through a hardware-based, AES-256-bit encryption engine and advanced security firmware. Micron’s firmware is designed to comply with the TCG Opal specification. TCG Opal is an open industry standard that provides a verifiable path for companies who need to prove they’re compliant with tough data security regulations when devices or drives are lost or stolen.
Like all hardware-encryption, the drive works in conjunction with an encryption management system. Micron’s C400 SED solution was built in partnership with leading encryption management provider Wave Systems (Nasdaq:WAVX). Wave’s EMBASSY® management software provides policy-based access controls, comprehensive reporting, directory services integration and end-user access recovery that allows IT to cost-effectively implement and administer endpoint encryption. Importantly, Wave’s management software gives IT confidence that data is protected in the event that a computer—or the drive itself—is lost or stolen.
The security and reliability of Micron’s C400 SED was designed for large corporations, government systems and other multiple-user networks that require maximum security without cumbersome workflow interruptions or decreased performance.
The C400’s encryption key is protected within drive hardware—separate from the host. This is one reason why hardware-based encryption is superior to software encryption (an alternative solution that stores the encryption key in the computer’s memory, where it’s vulnerable to attack). Micron’s SED offers stronger security because the encryption key never leaves the drive. User authentication is performed by the drive prior to starting the operating system, ensuring independence from the operating system. Another disadvantage of software-based encryption is its dependence on the computer’s processor, which can degrade performance. In contrast, Micron’s C400 SED performs all encryption inside the SSD’s controller, ensuring no system performance degradation.
Micron Technology, Inc., is one of the world’s leading providers of advanced semiconductor solutions. Through its worldwide operations, Micron manufactures and markets a full range of DRAM, NAND and NOR flash memory, as well as other innovative memory technologies, packaging solutions and semiconductor systems for use in leading-edge computing, consumer, networking, embedded and mobile products. Micron’s common stock is traded on the NASDAQ under the MU symbol. To learn more about Micron Technology, Inc., visit http://www.micron.com. The Micron Technology, is available at http://www.globenewswire.com/newsroom/prs/?pkgid=6950

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Oltre lo schermo del computer

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

“Bisogna avere comprensione per i giovani che scelgono di costruirsi una vita parallela su internet, a volte anche indossando maschere, creando falsi profili sui social network o pseudo-identità nelle chat. E’ giusto combattere con forza chi fa tutto questo per scopi illegali o ingannevoli. Ma occorre anche distinguere chi ha cattive intenzioni dalle tante persone timide e fragili, che cercano ascolto ed hanno difficoltà ad esprimersi”. E’ il messaggio lanciato dallo scrittore Carlo Climati, autore di saggi sul mondo giovanile, nella sua conferenza nel corso “La suora nell’epoca digitale”, organizzato a Roma dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Carlo Climati, parlando del tema della gioventù nell’era digitale, ha spiegato che “sono tante le pressioni psicologiche che i giovani si ritrovano ad affrontare nel mondo di oggi. La fuga in una vita virtuale alternativa, tramite internet, può rappresentare un modo per riuscire a sopportare questo peso angosciante. E’ una facile medicina che può aiutare a guarire il senso di inadeguatezza che tormenta le nuove generazioni”. “I ragazzi del terzo millennio – ha spiegato Climati – sono spesso vittime dell’era dell’apparenza e dell’immagine, in cui tutto dovrebbe essere perfetto. Le edicole espongono riviste e calendari con le fotografie ritoccate al computer di modelle dalla bellezza irraggiungibile. Un cattivo uso della pubblicità, attraverso spot martellanti, spinge a credere che puoi essere felice soltanto se hai l’ultimo modello di automobile o di telefono di cellulare. Tanti ragazzi, che non riescono ad assomigliare a certi modelli di falsa perfezione, rischiano di sprofondare in una crisi senza fine. Si sentono limitati, incompleti o addirittura inferiori rispetto al resto del mondo. Per questa ragione finiscono per sostituire la realtà con l’ambiente protetto di una vita virtuale su internet, in cui è possibile nascondersi dietro una maschera e sfuggire al giudizio degli altri. Si tratta di una tendenza sicuramente negativa, in quanto priva di autenticità. Ma deve essere affrontata considerando anche il punto di vista di quei giovani che hanno semplicemente difficoltà ad esprimersi”. Nella sua conferenza al Regina Apostolorum, Climati ha sottolineato: “Bisogna combattere i fenomeni illegali di internet e, al tempo stesso, avere comprensione per chi sceglie di proteggersi nel guscio dei mondi virtuali, senza avere cattive intenzioni. In alcuni casi, dietro una falsa identità può nascondersi un disperato S.O.S., un bisogno di comunicare, di essere ascoltati senza essere giudicati”. “Per questa ragione – ha detto Climati – tutti siamo chiamati ad utilizzare bene il web, giungendo in soccorso di chi ha bisogno di una mano tesa, di un momento d’ascolto e di un gesto di solidarietà”. Nella sua conferenza Carlo Climati ha citato una preghiera di Sant’Ambrogio, che dice: “Vieni, Signore Gesù, ricerca la tua pecora spossata; vieni pastore: la tua pecora si è smarrita. Vieni senza cani, vieni senza cattivi guardiani, vieni senza il mercenario, vieni senza aiutanti e non inviare messaggeri: io aspetto ormai che venga tu in persona”. “Tanti ragazzi – ha detto Climati – attendono soltanto di essere amati da qualcuno. Qualcuno che li capisca, li ascolti e li abbracci. E che li venga a cercare senza cani e senza cattivi guardiani, anche sul web. Non riuscire a cogliere questo S.O.S. significa non accorgersi che le nuove generazioni hanno bisogno di una mano tesa. Una mano tesa che, inizialmente, può arrivare anche attraverso lo schermo di un computer. Poi, a poco a poco, attraverso il dialogo, si potranno aiutare i giovani ad abbandonare la trappola della vita virtuale, per ritrovare la gioia di un sorriso e di un abbraccio reale”.

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Che interfaccia tra cervello e computer?

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 maggio 2011

Ancona 13 maggio alle 18 nell’Aula del Rettorato con la conferenza (in italiano) dell’illustre neurobiologo tedesco Niels Birbaumer dell’Università di Tuebingen, all’avanguardia nello studio dei rapporti tra il cervello umano e il computer: illustrerà appunto le implicazioni cliniche della “Interfaccia cervello-computer”. La sua conferenza è una occasione irripetibile per ascoltare l’insigne studioso e sollecitarlo con domande provocatorie.
Il 20 maggio (stessa sede, stesso orario) sarà quindi la volta di Giulio Sandini, direttore di Ricerca presso l’Istituto Italiano di Tecnologia e professore di Bioingegneria all’Università di Genova, dove nel 1990 ha fondato il LIRA-Lab (Laboratorio per la Robotica Integrata Avanzata). Le sue attività di ricerca riguardano il campo della visione biologica e Artificiale, delle neuroscienze computazionali e cognitive, e della robotica, per studiare i meccanismi neurali del coordinamento senso-motorio umano e dello sviluppo cognitivo, sia da una prospettiva biologica che artificiale. Metterà a confronto per il pubblico di Ancona “Esseri umani e robot umanoidi”.
A chiudere il ciclo giovedì 26 maggio, un filosofo, Giulio Giorello, docente di Filosofia della Scienza all’Università di Milano, che dirige per l’editore Raffaello Cortina la collana Scienza e idee. Attraverso le sue parole, che più volte sono risuonate nelle aule dell’Università Politecnica delle Marche, dove ha tenuto conferenze e seminari, scopriremo cosa implica, sia dal punto di vista etico che filosofico, il binomio “Uomo e Macchina”. Birbaumer)

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Sviluppare la ricerca sul Question-Answering

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2011

IBM sta collaborando con otto università, tra cui Carnegie Mellon University, Massachusetts Institute of Technology, University of Texas di Austin, University of Southern California, Rensselaer Polytechnic Institute, SUNY Albany, Università di Trento e University of Massachusetts Amherst per promuovere la tecnologia di Question Answering (QA) che rappresenta la base del sistema di calcolo Watson di IBM. “IBM Watson è il primo passo verso un diverso modo di progettare e costruire i computer e con l’aiuto della Carnegie Mellon continueremo a promuovere lo sviluppo delle tecnologie di QA che costituiscono la struttura portante di questo sistema”, spiega David Ferrucci, project leader di IBM Watson. La collaborazione, nota come Open Advancement of Question-Answering Initiative, riguarda un’architettura software modulare e una serie comune di standard di misurazione, che consentiranno ai ricercatori di confrontare direttamente diversi tipi di software di QA. “Siamo felici di collaborare con università così prestigiose e con un grande pool di esperti che possono contribuire in maniera sostanziale al progresso delle tecnologie di QA”, spiega Ferrucci.

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Caffescienza a Firenze

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2010

Firenze 14/10/2010 ore 21:00 Rifredi, via Vittorio Emanuele II 303 L’uomo è più un genio o un computer? Curatore: Franco Bagnoli  con Andrea Guazzini, Institute for Informatics and Telematics (IIT – CNR Pisa) Emiliano Santarnecchi,  Dip. di Neuroscienze dell’Università di Siena Esistono molti concetti di uso comune che tutti noi frequentemente utilizziamo essendo certi del loro reale significato. Tra questi certamente concetti quali intelligenza e creatività sono tra i più inflazionati. Tutti sembriamo certi di sapere che cosa realmente siano, nonché capaci di stabilire un netto confine tra di loro: ‘Luigi è intelligente perché va bene a scuola’, ‘Francesco è creativo perché fa dei bei quadri’, ‘sicuramente Luigi e Francesco sono persone molto diverse’. La realtà come sempre è molto più complicata. Gli ultimi cento anni hanno visto proprio il tentativo di definire sperimentalmente che cosa fossero intelligenza e creatività; molto interessante è sapere che discipline quali la statistica hanno visto la luce proprio durante questo tentativo, evidenziando tuttavia ulteriormente la difficoltà di catturare la loro vera natura. L’approccio classico allo studio dell’intelligenza ha previsto l’isolamento di capacità specifiche e indipendenti, e la conseguente costruzione di particolari strumenti, chiamati reattivi mentali, atti a misurarne le prestazioni nei singoli individui. Tale approccio trattava di fatto la mente umana come una scatola nera, osservandone il comportamento senza indagarne i meccanismi fondamentali. Dopo essere arrivata ad identificare 150 diversi ‘fattori di intelligenza’ la psicologia ha rimesso in discussione tale paradigma cercando altre definizioni. Il settore della psicologia che principalmente ed operativamente si occupa della misurazione, classificazione e valutazione delle capacità intellettive è la neuropsicologia; terra di confine tra la tecnica della misurazione, la teoria della mente e gli aspetti evolutivi/patologici del cervello. Da un lato la messa a punto di strumenti che partono da diversi paradigmi teorici e dall’altro la verifica della loro applicabilità nella pratica clinica, hanno permesso alla neuropsicologia di individuare alcune definizioni largamente condivise dell’intelligenza ma anche di metterne in discussione molte altre. Infine, la creatività ha da sempre esercitato un fascino particolare nell’immaginario collettivo, ma sotto il microscopio della psicologia sperimentale appare tuttora indistinguibile da altre capacità cognitive di ordine superiore. Sebbene tale sfida sia tuttora aperta, è stato necessario sviluppare nuovi concetti teorici complessi, quali quello di sinestesia, al fine di individuare anche per questa grandezza una definizione operativa. Risulta a questo punto evidente, come l’effimera dicotomia tra uomo processatore di informazioni o genio creativo rischia di apparire molto più spinosa delle nostre più ingenue attese. http://www.caffescienza.it

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Pec per imprese

Posted by fidest press agency su sabato, 21 agosto 2010

Il numero di PEC attivate nel Paese è in costante progressione: a oggi i professionisti in regola sono più di 1 milione (oltre il 50% del totale) mentre più di 400mila sono le imprese che dispongono di almeno una casella di Posta Elettronica Certificata.  Il numero di imprese dotate di PEC è destinato a crescere anche grazie al Protocollo di intesa sottoscritto lo scorso 29 luglio con Rete Imprese Italia al fine di favorire  il processo di diffusione dello strumento di comunicazione informatica tra le oltre 2.500.000 aziende associate alle cinque Confederazioni imprenditoriali. Le P.A. centrali e locali dotate di PEC sono 11.000 (per un totale di 18.250 caselle attivate). Ad oggi oltre 340.000 cittadini hanno richiesto l’attivazione del servizio Postacertificat@ per comunicare in maniera gratuita e diretta con la P.A. Entro la fine dell’anno, l’obiettivo è di fornire ad almeno un milione di cittadini un indirizzo di Posta Elettronica Certificata. I numeri sono in costante crescita: la diffusione di PEC è un processo che si autoalimenta. Infatti, più cittadini, imprese, professionisti e amministrazioni pubbliche utilizzano il nuovo canale di comunicazione, più questo innescherà un circolo virtuoso, come è accaduto negli anni scorsi con i telefoni cellulari o con i computer.

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Metti la parola di Dio nel tuo lettore Mp3

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2009

Con questo slogan il sito delle Paoline lancia una proposta per l’Avvento: tempo che precede il Natale, tempo che insegna il valore dell’attesa. La nostra società veloce e immediata rischia di perdere il senso umano e, perché no?, terapeutico dell’attesa.  Il Vangelo, parola di sapienza – che ha attraversato i secoli senza nulla perdere della sua freschezza – indica percorsi di liberazione, di guarigione e di pace. Il sito http://www.paoline.it offre la possibilità di sintonizzarsi sulla Parola del giorno  attraverso un itinerario che inizia domenica 29 novembre e si conclude con la festività di Natale.  Bastano otto minuti per ascoltare Parola di Dio, musica e preghiera.  Ogni giorno e/o settimanalmente è possibile scaricare il file sul proprio lettore  MP3 e IPOD oppure ascoltare direttamente dal computer …Tutti i momenti della giornata possono essere momenti propizi per una pausa di ascolto e si potrebbe… correre il rischio di rimanere sorpresi!

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