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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘comuni’

Dl crescita: Capitale beffata, Roma salverà i comuni ma nessuno la salverà

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

“In questo Decreto definito crescita ci sono 110 articoli puntuali, dunque si tratta di un provvedimento con interventi a pioggia, nessuna crescita, nessuna inversione di rotta. Non sono state rilanciate industria e attività produttive, non sono stati fatti investimenti, non c’è stata nessuna scossa fiscale per dare impulso all’economia. La malattia contagiosa della prima Repubblica ha colpito anche il ‘Governo del cambiamento’. Sul Salvaroma abbiamo raggiunto il paradosso. Con la rinegoziazione dei mutui a tassi d’interessi inferiori, Roma non potrà godere di quei risparmi per l’abbassamento della tari o dell’irpef, tra le più alte d’Italia. Con i risparmi infatti si andrà ad alimentare un fondo per soccorrere altri Comuni d’Italia in stato di dissesto. Sarà dunque Roma a salvarli. Non siamo contrari ad affiancare le amministrazioni in difficoltà, del resto se lo Stato salva l’Ilva, il Monte Paschi, la Banca Etruria, Carige, Mercatone Uno, eccetera, non si capisce perché non dovrebbe salvare amministrazioni pubbliche gestite male dai sindaci, condannando le popolazioni a degrado urbano e super tasse.Ma è necessario che la Capitale abbia finalmente il suo ruolo, i suoi beni, le sue risorse, competendo non con gli altri comuni italiani, come ha lasciato intendere Salvini, ma con le altre Capitali europee. Si può parlare di nuove autonomie regionali solo se contestualmente si risolve il dilemma di una Capitale messa nelle condizioni di badare a se stessa, con la gestione dei suoi beni e un’autonoma capacità decisionale. Non è decoroso sentire il governo italiano dire che la Capitale è uguale a tutti i comuni, così come sarebbe una bugia affermare che molti capoluogo di Regione sono uguali alle piccole città. Ogni aggregato urbano ha una sua specificità e una sua conseguente vocazione”.È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati di Fdi Fabio Rampelli dopo il varo del Decreto crescita.

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Enti Locali. Calandrini (FdI): Toninelli sblocchi risorse a Comuni su sicurezza strutture pubbliche

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 maggio 2019

“Si faccia chiarezza sulle risorse destinate ai Comuni e ancora non sbloccate inerenti al ‘Fondo progettazione enti locali'”. Così il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, presentando un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli.
“Il Fondo – spiega il senatore di FdI – è nato con l’obiettivo di destinare risorse statali al cofinanziamento della redazione di progetti di fattibilità tecnica ed economica per la messa in sicurezza delle strutture pubbliche, con priorità per quelle scolastiche, prevedendo anche criteri, modalità di accesso e selezione dei progetti, nonché le modalità di recupero delle risorse. Dopo aver ottenuto il parere favorevole della Conferenza stato-città ed autonomie locali lo schema di decreto ministeriale è stato trasmesso dal Ministero e diffuso a fine dicembre. Sono così risultati beneficiari le 14 Città metropolitane, le 86 Province e i Comuni. Ad oggi però, a parte l’erogazione avvenuta per le Province e le Città metropolitane non risultano svincolate le risorse da assegnare ai Comuni, nè risulta pubblicato o emanato il decreto direttoriale con il quale si dovrebbe dar avvio all’ammissione del finanziamento da parte dei Comuni stessi”.
“E’ necessario, perciò, che il ministro Toninelli intervenga chiarendo quali iniziative serviranno per mettere a disposizione dei Comuni le risorse necessarie all’adeguamento in sicurezza degli edifici pubblici” conclude il senatore Calandrini.

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Poste Italiane Castelli: “Grande lavoro in favore dei piccoli Comuni”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

“Sono contenta del lavoro che Poste Italiane, un’importante azienda di Stato, sta facendo per i piccoli Comuni italiani. Impegni reali, investimenti e nuovi servizi, per la crescita del Paese. Una rinnovata sinergia, frutto anche del dialogo permanente di Poste con il territorio, di cui ci siamo fatti promotori.Da oggi un portale web misura lo stato di attuazione dei 10 impegni a favore delle comunità dei piccoli Comuni. Un sito che consiglio a tutti di visitare.L’Italia è un Paese pieno di energie, che vanno solo valorizzate. Ed in questo un grandissimo lavoro può essere fatto dalle partecipate di Stato. Andiamo avanti, abbiamo intrapreso la strada giusta”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, commenta la nascita del nuovo portale di Poste Italiane dedicato ai piccoli Comuni.

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Enti Locali, Comuni in crisi: Lettera aperta del Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Con la recentissima sentenza n. 18/2019, la Corte Costituzionale ha ritenuto fondata la questione di legittimità costituzionale in relazione al disposto normativo contenuto nella Legge di Stabilità 2016, che consentiva il ripiano trentennale del disavanzo nell’ambito dei piani di riequilibrio.
La Corte ha evidenziato, tra l’altro, che “la lunghissima dilazione temporale finisce per confliggere anche con elementari principi di equità intergenerazionale”. Non è possibile, in altre parole, trasferire il debito presente alle generazioni future.
Il limpido ragionamento della Corte deve ora, però, trovare la sua attuazione pratica, in modo tale da poter essere applicata ai Comuni italiani interessati da questa pronuncia, che può avere rilevanti effetti sull’approvazione dei bilanci per l’anno 2019, con potenziali rischi di dichiarazioni di dissesto.
Come Vice Ministro, ho più volte evidenziato come sia urgente ed improcrastinabile la riforma complessiva del Testo Unico dell’Ordinamento degli Enti Locali, ponendo un’attenzione particolare alla parte in cui sono contenute le norme afferenti la crisi dell’Ente locale.
In tal senso, ho molto apprezzato che la Corte dei Conti mi abbia fatto giungere tempestivamente una ampia e puntuale risoluzione sul riordino della disciplina della crisi finanziaria degli enti locali.
Sono lieta che si sia avviata una così positiva collaborazione su un tema delicato e rilevante come questo.
Auspico, allo stesso modo e nel rispetto dell’autonomia della magistratura contabile, che sia adottato un parere di orientamento da parte della Corte dei Conti, affinché si possa giungere ad una applicazione corretta e puntuale della sentenza n. 18/2019.
Gli interventi di orientamento generale, delle Sezioni Autonomie o Riunite, giungono spesso dopo un lasso di tempo che oggi diventa sempre più difficile da rendere compatibile con la velocità delle decisioni da assumere.
Pur comprendendo che spesso alla fonte dei contrasti interpretativi vi è una norma scritta male, si rende necessario, come in questo caso, che sia data vita ad una interpretazione di orientamento unitaria, attesi i rilevanti riflessi di natura finanziaria che una pluralità di pronunce regionali potrebbero determinare.
Si rende necessario, infatti, dare e garantire agli amministratori locali un indirizzo chiaro ed univoco, al fine di rispettare integralmente il sapiente dettato della Corte Costituzionale, senza dover attendere tempi lunghi o peggio incorrere in danni irreparabili.
Anche per questo, il Governo ritiene di proporre in Conferenza Stato-Città lo slittamento di un mese per l’approvazione dei bilanci da parte dei Comuni interessati, al fine di consentire a tutti i livelli Istituzionali di recepire il contenuto della già citata sentenza n. 18/2019 della Corte Costituzionale. (Laura Castelli Vice Ministro dell’’Economia e delle Finanze)

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I dati ISTAT mostrano una sanità e una spesa dei Comuni per i servizi sociali molto disomogenea tra le varie Regioni Italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 5 gennaio 2019

Lo dichiara in una nota il Seg.Gen. UIL FPL Michelangelo Librandi.Si evidenzia una ulteriore riduzione della dotazione dei posti letto ordinari negli anni 2014 -15 a 3,2 posti per mille abitanti rispetto alla normativa nazionale che ne prevede 3,7 ogni mille abitanti. In questo caso le differenze tra le varie regioni italiane sono importanti: si passa dal 2,8% al Sud al 3,5% ogni mille abitanti al Nord.Nell’ambito dell’assistenza territoriale, anche quella fornita presso le strutture per l’assistenza residenziale e semiresidenziale, che garantisce una risposta adeguata alla domanda sanitaria da parte di persone non autosufficienti o con gravi problemi di salute, nonostante nel periodo 2014-2016 sia stata potenziata con più posti letto passati da 240 mila nel 2014 a 250 mila nel 2016, presenta una significativa disparità fra Nord e Sud, con valori per le regioni settentrionali decisamente più elevati rispetto a quelli del Mezzogiorno.Infine nonostante l’ammontare delle risorse impiegate per il welfare locale sia in aumento, sul fronte della spesa dei Comuni per i servizi Sociali il divario tra le varie regioni Italiane è marcato; nel Sud in cui risiede il 23% della popolazione, si spende solo il 10% delle risorse destinate ai servizi socio-assistenziali. Per non parlare della spesa pro-capite per i servizi socio-assistenziali: si passa dai 22 euro della Calabria ai 517 della Provincia Autonoma di Bolzano.Una delle poche note positive di questi dati sono invece le risorse quasi raddoppiate destinate ai disabili. Tuttavia anche per l’assistenza rivolta ai disabili le differenze territoriali sono rilevanti: mediamente un disabile residente al Nord-est usufruisce di servizi e interventi per una spesa annua di oltre 5.150 euro mentre al Sud il costo dei servizi ricevuti è di quasi 865 euro pro-capite.Da troppo tempo – conclude Librandi – stiamo denunciando questo divario tra Nord e Sud sia in Sanità che nel Sociale senza tuttavia riscontrare alcun cenno di miglioramento.

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Stadio Roma: Comuni tornino a governare la materia urbanistica

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 giugno 2018

«La vicenda dello stadio della Roma, al di là degli aspetti giudiziari sui quali sta indagando la magistratura, deve indurre una profonda riflessione su come ormai viene governata la materia urbanistica nel nostro Paese. I Comuni, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno sostanzialmente derogato alla loro fondamentale funzione di pianificazione e indirizzo, lasciando eccessivo campo libero all’iniziativa privata e ritagliandosi un ruolo assolutamente marginale e di retroguardia. Una tendenza che si è affermata come pensiero egemone da almeno un paio di decenni e che ha di fatto trasformato l’urbanistica contrattata nello strumento più utilizzato di intervento».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«Nel caso specifico di un impianto sportivo di grandi dimensioni, deve necessariamente essere il Comune a individuare le aree più idonee, tenendo conto del Piano regolatore, delle caratteristiche idrogeologiche del territorio e della rete viaria e trasportistica a disposizione. Anche i paletti sull’ammontare delle cubature da realizzare e su quantità e qualità delle opere pubbliche da costruire a supporto dell’impianto vanno fissati dall’amministrazione, l’unica in grado di tenere realmente in considerazione l’interesse generale dei cittadini. Solo successivamente si può chiedere ai privati di manifestare un eventuale interesse alla realizzazione dell’opera, che deve avvenire in coerenza con il tracciato segnato dal Comune.Va anche detto che la posizione degli amministratori locali è stata ulteriormente indebolita dalla legge nazionale sugli stadi, che ha in pratica sdoganato il concetto tutto italiano che per invogliare a costruire un impianto sportivo si debba necessariamente consentire una speculazione immobiliare. Cosa che puntualmente è avvenuta nella vicenda di Tor di Valle, con un progetto che di fatto ritagliava per lo stadio della Roma un ruolo secondario rispetto al complessivo stravolgimento di un intero quadrante della città».

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Carte di identità: abbiamo tecnologia innovativa, applichiamola sia nei Comuni che nei Consolati

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2018

La Commissione Europea ha recentemente rilasciato il nuovo pacchetto sicurezza per garantire maggior controllo sul territorio dell’Unione e presso le frontiere. Il Commissario agli Affari Interni ha inoltre indicato l’Italia come il Paese meno in linea con i più avanzati sistemi di tutela dell’identità.“Seppur è di certo condivisibile l’indirizzo ad abbandonare quanto prima possibile i documenti di identità cartacei, evidente punto debole del sistema di tutela dell’identità – ha dichiarato l’on. Nissoli (FI) – voglio però confermare che l’Italia è, invece, tra i Paesi più avanzati nell’adozione di documenti di sicurezza biometrici quali il passaporto elettronico, il permesso di soggiorno elettronico e la nuova carta di identità elettronica. Ritengo quanto mai opportuno quindi proporre l’Italia come esempio da seguire anche da parte degli altri Paesi europei e confermo anche in questa Legislatura tutto il mio impegno per far sì che lo sviluppo digitale dello Stato progredisca con l’obiettivo di affermare la sicurezza, la razionalizzazione dei costi della pubblica amministrazione e il miglioramento dei servizi ai nostri connazionali, anche all’estero. La tecnologia, sicuramente, potrà aiutare anche a mettere in sicurezza il voto nella Circoscrizione Estero”.

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Diplomati magistrale: anche i Comuni scendono al loro fianco

Posted by fidest press agency su martedì, 20 febbraio 2018

A chiedere una soluzione favorevole, che non metta per strada decine di migliaia di docenti che insegnano con continuità nelle nostre scuole da diversi anni, sono stati prima il Comune di Genova e poi l’Associazione nazionale comuni italiani della Liguria. La Giunta del capoluogo ligure “auspica una soluzione rapida ed efficace per garantire stabilità e continuità al personale docente ed educativo di tutte le istituzioni scolastiche, comprese quelle sul territorio comunale, dove la presenza di maestre e maestri coinvolti in tale decisione è in rilevante percentuale”. Dello stesso parere è l’associazione dei comuni liguri: dopo il presidio dei precari, svolto davanti l’Ufficio Scolastico regionale, l’Anci Liguria rammenta che si vogliono mettere alla porta dei “precari che da anni permettono a un servizio di vitale importanza, quello scolastico, di funzionare. La continuità didattica e l’esperienza sono fattori determinanti per la crescita scolastica dei nostri alunni, e le competenze che fino a ieri permettevano di essere assunti in ruolo non possono oggi sparire nel nulla”.
Secondo l’Anief, il Miur e Governo che si andrà a costituire non possono rimanere inermi davanti a questo genere di richieste unanimi. A supporto delle richieste mosse dal giovane sindacato, ci sono forti motivazioni giuridiche. Dopo aver denunciato l’Italia al Consiglio d’Europa, l’Anief ha inviato un parere pro veritate al Miur e all’Avvocatura dello Stato, la cui posizione è prevista solo per la terza decade di marzo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Le lamentele dei Comuni appaiono più che pertinenti, considerando che per legge debbono anche mettere nelle condizioni gli insegnanti di garantire l’istruzione pubblica. Ed è chiaro che una struttura privata dell’elemento primario, l’insegnante selezionato e abilitato per farlo, rischia di non assicurare più un ‘servizio’ di qualità. Il nostro sindacato sta facendo il massimo: prima ha proclamato un riuscitissimo sciopero nazionale, lo scorso 8 gennaio, a cui sono seguiti quelli degli scrutini e programmato un terzo stop nazionale per il prossimo 23 marzo, nel giorno d’insediamento delle nuove Camere. Se un titolo di studio è valido per insegnare, la sua valenza non può scadere come se fosse un prodotto alimentare. Tutti quei maestri, in larga parte donne che svolgono supplenze anche da decenni, vanno fatti rientrare nella fase transitoria di reclutamento che sta prendendo il via proprio in questi giorni. La liceità della nostra proposta di adottare una soluzione urgente di tipo legislativo, che riapra le GaE a tutti gli abilitati e tuteli i maestri assunti a tempo indeterminato e determinato con diploma magistrale, va accolta, perché ne vanno di mezzo la continuità didattica dei nostri alunni e i diritti di tantissimi docenti, oltre 20mila dei quali difesi dal nostro sindacato. È bene che il Governo e i parlamentari che si insedieranno nei palazzi della politica con la nuova legislatura abbiano ben presente questo: oggi più che mai, visto l’alto numero di posti vacanti e i diversi anni di attesa per il compimento dei Fit previsti dal nuovo reclutamento della Legge 107/2015, occorre fare incontrare la domanda di posti vacanti con l’offerta di personale abilitato, stabilizzando anche gli altri precari con 36 mesi di servizio piuttosto che licenziarli. A partire dai diplomati magistrale.

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Vaccini e regioni senza regole comuni

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 settembre 2017

vaccini“Bisogna evitare che ogni Regione e ogni Asl procedano a ruota libera senza regole omogenee, occorre verificate (e garantite) le forniture rispetto al fabbisogno della popolazione di ciascuna Regione, l’obbligo di vaccinazione va esteso al personale scolastico e a quello sanitario. Questi tre punti, gli stessi su cui in sede di conversione del decreto sui vaccini avevamo messo in guardia il Governo, vanno immediatamente corretti. Invitiamo quindi il ministro della Sanità a prevedere un intervento normativo correttivo urgente onde evitare che equivoci, disorganizzazione, caos e impreparazione di molte strutture sanitarie vengano magari strumentalizzati da chi non condivide appieno la Legge, in danno della salute pubblica che, giova ripeterlo all’infinito, non è un bene o un diritto individuale, ma collettivo”.
Lo afferma in una nota il deputato di Forza Italia Rocco Palese, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera, che aggiunge: “Esattamente come abbiamo votato a favore delle norme sulla obbligatorietà dei vaccini, sosterremo anche ulteriori interventi normativi che dovessero rendersi necessari per dare direttive ed estendere il campo di applicazione della Legge, così come invitiamo il Governo, laddove si rendesse necessario, ad applicare l’art. 120 della Costituzione, esercitando i poteri sostitutivi nei confronti delle Regioni inadempienti. Perché bisogna ricordarsi che l’anno scorso ci sono stati tre morti per morbillo e lo Stato non può consentire che la salute pubblica non venga tutelata o venga messa a rischio da inadempienze e carenze organizzative dei singoli territori”.

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Comuni in dissesto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

borgoL’Italia è divisa in due: dei 556 Comuni in dissesto ( 7% del totale nazionale), ben oltre il 70% si trova nel Meridione. Nel NordEst la situazione attuale registra solo in Veneto due comuni in deficit (Arcugnano e Montegalda) mentre in Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige non vi è nessuna criticità. Questa la fotografia scattata dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti che ha pubblicato un documento sullo stato di crisi degli enti locali nato da un lavoro di ricerca basato su una complessiva ricognizione dei dati statistici riferiti alle diverse situazioni indicative di crisi finanziaria: condizione di deficitarietá strutturale, pre-dissesto e dissesto. Un’analisi che ha interessato un arco temporale dal 1989, data di entrata in vigore della normativa sul dissesto, all’anno scorso. I dati della ricerca, elaborati in base alle rilevazioni più recenti ottenute da varie fonti (Ministero dell’Interno, Corte dei Conti, Istituto per la Finanza e l’Economia locale), indicano una ripresa, negli ultimi anni dei fenomeni di crisi finanziaria, evidenziata in primo luogo dalla dinamica dei dissesti aumentati progressivamente dal 2000 ad oggi, con un picco di 24 nel 2014 e di 17 l’anno scorso. Un quadro preoccupante che vede annoverare tra gli enti dissestati anche capoluoghi di provincia quali Caserta, Potenza, Vibo Valentia e altre note città. Numerose le procedure ancora aperte: ben 325 le amministrazioni a rischio, di cui 67 deficitarie, 151 in pre-dissesto e 107 in dissesto. Fenomeni che appaiono particolarmente concentrati nelle regioni del Mezzogiorno e fra gli enti locali di piccole dimensioni, fino a rappresentare in alcune aree una condizione quasi endemica. Infatti il 60% degli enti che si trovano in situazioni di deficitarieta’ é concentrato nelle classi demografiche con popolazione inferiore a 5000 abitanti, dunque enti di piccole dimensioni di cui il 40% vede amministrazioni con popolazione fino a 2000 abitanti. Il restante 40% é concentrato nelle classi demografiche tra i 5000 e i 60.000 abitanti.“Per superare le criticità in atto è necessario far emergere in modo tempestivo le situazioni di squilibrio – spiega Massimo Miani, Presidente Fondazione Nazionale dei Commercialisti – introducendo pochi e semplici parametri che attestino la reale situazione economica delle amministrazioni. Inoltre bisogna rafforzare il monitoraggio dei comuni con meno di 15.000 abitanti che, secondo quanto emerso dal nostro studio, sono quelli più a rischio”.

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Incontro con i Comuni Italiani sui temi dell’innovazione digitale

Posted by fidest press agency su domenica, 19 marzo 2017

campidoglioRoma 20 marzo 2017 Aprire uno spazio di riflessione e di confronto operativo sui temi dell’innovazione digitale tra i Comuni italiani. Questo l’obiettivo di ComunInnovano, una giornata di lavoro organizzata dall’Assessorato Roma Semplice che si svolgerà lunedì 20 marzo, dalle ore 10.00 alle 17.00, in Campidoglio nella Sala della Piccola Protomoteca. L’incontro, rivolto a tutte le amministratrici e gli amministratori comunali che si occupano di innovazione e digitale, è dedicato al tema SPID e Casa digitale del Cittadino, con il coinvolgimento della Regione e delle Autorità centrali impegnate su questi temi.“Lo scorso dicembre Roma non solo ha aderito al Sistema Pubblico di Identità Digitale con un anno di anticipo rispetto alla scadenza normativa ma a livello nazionale è anche il Comune che offre ai cittadini il maggior numero di servizi online accessibili tramite SPID sul portale istituzionale, quasi 70 – dichiara l’assessora a Roma Semplice Flavia Marzano– Il nostro obiettivo ora è di progettare la Casa Digitale del cittadino, il canale unico attraverso il quale i cittadini avranno a disposizione in modo personalizzato tutte le comunicazioni dell’amministrazione che li riguardano e di cui SPID costituisce la chiave di accesso. Quella di lunedì prossimo vuole essere l’occasione per mettere in comune con le varie città italiane le esperienze sul tema, individuando insieme sfide, proposte e soluzioni”.
L’iniziativa, giunta al suo secondo appuntamento romano, è stata avviata dall’Assessorato Roma Semplice lo scorso ottobre in Campidoglio e nel corso dei mesi successivi è diventata periodica e itinerante facendo tappa su temi diversi a Bologna, Reggio Calabria, Milano.

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13milioni di italiani vivono in Comuni senza una libreria

Posted by fidest press agency su martedì, 13 dicembre 2016

amazon-libriEsistono oggi circa 13milioni di italiani che vivono in comuni senza una libreria. E’ quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) presentata oggi a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria che si conclude oggi al Palazzo dei Congressi dell’EUR a Roma.
L’indagine evidenzia come il 21,1% della popolazione residente in comuni con più di 10mila abitanti non ha una libreria vicino (sono esclusi i comuni dove possono esserci cartolibrerie, edicole-negozio, centro commerciale con librerie come bacino di attrazione del comune). Detta in altro modo esistono oggi in Italia 687 Comuni sopra i 10mila abitanti, l’8,6% del totale, che non hanno una libreria. Nelle Isole e nel Sud la percentuale di assenza di librerie si alza: il 15,1% dei Comuni delle Isole (+10mila ab.) delle Isole e ben il 33,3% di quelli del sud (+ di 1 su 3!) è senza librerie. Ma questo è vero anche per il Nord est, in cui il 20,5% (1 su 5!) è senza librerie”.
Non appare più rosea la situazione sul fronte delle biblioteche scolastiche: circa mezzo milione (486.928) di ragazzi frequenta scuole senza biblioteche scolastiche. Sono 262mila nella scuola primaria, 147mila nella secondaria di primo grado e 77mila nella secondaria di secondo grado. Circa 3,5milioni di studenti frequenta scuole con un patrimonio librario inferiore alla media, con conseguente e ridotta possibilità di scegliere cosa leggere. E stiamo parlando di medie di patrimoni bibliotecari che oscillano – a seconda degli ordini scolastici tra 1.500-3.500 volumi.
Esiste una correlazione tra assenza di librerie e indici di lettura? “A giudicare dai dati, sì – spiega il responsabile dell’Ufficio studi AIE, Giovanni Peresson – Nelle aree metropolitane e centri urbani maggiori (+50.000 abitanti) – dove il tessuto di librerie, ma anche di servizi bibliotecari, è più fitto e solido – gli abitanti residenti che si dichiarano lettori di libri sono, rispettivamente, il 51,1% e il 44,4%. Già nelle periferie delle aree urbane questo valore scende al 42,8% (nonostante la relativa facilità di spostamenti verso le aree centrali della città). Poi l’indice di lettura cala al calare della dimensione del centro urbano: 38,1% nei comuni tra 10-50mila abitanti; 39% in quelli da 2-10mila; fino al 35,4% nei comuni (e sono tanti) fino a 2mila residenti. E non è un caso che le perdite maggiori di lettori negli ultimi 5 anni sia avvenute nei piccoli centri (-15,3%, rispetto a una perdita media nazionale del -9,1%). Mentre nelle aree metropolitane questo calo si è arrestato al -3,1% ma per risalire al -5,1% nelle periferie”.

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Comuni, Minardo (Ap): “Bocciato emendamento contro dissesto, scarso interesse per territorio”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 luglio 2016

“L’appartenenza a un partito e a maggior ragione a una coalizione si determina quando la comunità politica, che esso rappresenta, interpreta i propri ideali, la propria idea di ‘Paese’ e soprattutto ti fa sentire parte di un progetto più grande che mira ad avere cura dei territori, soprattutto quelli più in difficoltà e delle comunità che ciascuno di noi rappresenta. Ecco perché la mancata approvazione in commissione Bilancio della Camera dell’emendamento che avrebbe consentito a tanti comuni italiani e soprattutto a Pozzallo, comune che si è distinto per le politiche di accoglienza del tragico fenomeno dell’immigrazione, di evitare il dissesto, va ben al di là come significato politico dell’effettiva valenza istituzionale del provvedimento”. E’ quanto dichiara il deputato di Area popolare Nino Minardo.
“Quanto accaduto è la chiara ed incontrovertibile dimostrazione che le esigenze del territorio, e nel caso specifico del territorio che rappresento, sono risultate di scarso interesse e mi è dispiaciuto che sia stato proprio il Pd, partito di maggioranza relativa della coalizione che sostiene il governo Renzi, a proporre il respingimento, attraverso il suo relatore e attraverso i suoi componenti, dell’emendamento. A poco serve poi – prosegue Minardo – che il governo abbia espresso parere favorevole ad un mio ordine del giorno dello stesso contenuto e che difficilmente si trasformerà in un provvedimento concreto da parte del governo. Tutto ciò mi conferma che è adesso il tempo di una riflessione profonda sul nostro futuro politico, che ognuno di noi dovrà affrontare nell’immediato insieme a quanti hanno condiviso questo percorso sul territorio ed agli amici che hanno seguito in questi anni le nostre scelte politiche, senza rinunciare a porre alla base del mio impegno, attuale e futuro, la gente della mia terra e le comunità che ho avuto modo di apprezzare in questi anni di esperienza parlamentare. A tal proposito – aggiunge il parlamentare di Ap -condivido in pieno quanto affermato ieri da Angelino Alfano sull’idea di dar presto vita ad un movimento politico moderato che non sia vassallo, ancillare o costola della sinistra e del Pd. Chi non rispetta il mio territorio non può essere oggetto del mio impegno e della mia coerente adesione; lo dico con coraggio e determinazione affinché sia chiara la mia posizione ed il mio lavorare costante per la mia terra”, conclude Minardo.

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Viaggio attraverso l’area dei 97 comuni della provincia di Reggio Calabria

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2016

JESSICA PISANINon una semplice guida, ma un progetto integrato finalizzato da un lato alla conservazione dell’identità territoriale e dall’altro alla sua massima fruizione. Parte da questo auspicio l’iniziativa “Tesori, segreti e mete turistiche – Viaggio attraverso l’area dei 97 comuni della provincia di Reggio Calabria”: una pubblicazione strutturata partendo dal semplice presupposto che ogni centro, grande o piccolo che sia, abbia una propria dignità che, se ben sostenuta, possa trasformarsi in motivo piacevole di soggiorno e di conoscenza. Un approccio certamente rispetto ad altre esperienze similari che hanno concentrato l’attenzione sulle aree più note e più strutturate.«Riteniamo – afferma Jessica Pisani, direttore amministrativo dell’azienda “Calabria’s” che ha sviluppato la pubblicazione – di aver portato a compimento un lavoro quanto mai importante, consentendo ai piccoli paesi di farsi apprezzare nella propria semplicità e alle grandi realtà di consolidare la propria posizione nel mercato turistico regionale. Ogni singolo comune è inserito in un itinerario specifico che mette in luce gli aspetti paesaggistici e monumentali, al pari delle risorse ambientali ed enogastronomiche. Ogni argomento è stato trattato per essere facilmente assimilabile e per favorire un ulteriore approfondimento. Come se tutto ciò non bastasse abbiamo rivolto la nostra attenzione anche a ciò che accade fuori dalla regione. Tutti gli itinerari sono stati tradotti in altre quattro lingue: inglese, francese, tedesco e russo. Anche da questo punto di vista si è trattato di una scelta precisa: adottata sullo studio dei flussi turistici “incoming” che caratterizzano la Calabria da alcuni anni a questa parte».
«Nel seguire la redazione del volume – prosegue la Pisani – abbiamo in qualche modo supplito ad una carenza informativa evidente che ha consentito ad altre regioni e ad altre aree distrettuali di farsi avanti e di svolgere un ruolo attivo nell’ambito del processo decisionale nel cosiddetto “destination management”. Siamo fermamente convinti che sia necessario far conoscere ogni singolo comune della regione nella sua interezza, mettendo in luce ciò che esso è in grado di offrire, tralasciando il concetto della dimensionalità a favore dell’approccio culturale e cognitivo. Per fare ciò bisogna partire dalle singole località: ogni città, paese o comunità può divenire meta turistica. A fare la differenza non sono soltanto i luoghi da visitare, ma anche il patrimonio immateriale, formato dalle tradizioni e dal costume e dalle produzioni di eccellenza. Nei prossimi giorni, in concomitanza del lancio della pubblicazione, provvederemo a consegnare ad ogni sindaco dei comuni che compongono la provincia di Reggio Calabria una copia della stessa, facendo loro comprendere la necessità di investire sulla comunicazione. Mi preme ringraziare tutti coloro che hanno creduto nell’attuazione di questo programma che rappresenta il primo passo di un entusiasmante cammino». (foto: JESSICA PISANI)

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Classifica dei comuni italiani con più migranti accolti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2015

immigrati a BudapestLa Fondazione Ismu, in base ai dati raccolti dal Ministero dell’Interno, ha scattato una fotografia del numero dei migranti accolti il giorno 6 agosto 2015 nei centri di primissima accoglienza (circa 10mila presenti nei Cara, Cda, Cpsa) e nelle strutture temporanee italiane (circa 61 mila presenti in centri d’accoglienza, associazioni, strutture della Caritas, oratori, alberghi, palestre, ex caserme, ecc., tutti centri che, in situazioni di emergenza, vengono destinati all’accoglienza dei migranti), sommandoli al numero degli stranieri ospitati nei centri della rete Sprar allo scorso 15 luglio (circa 21mila). In totale i migranti presenti in tali stutture nelle date indicate erano 91mila.
Tra le 100 città d’Italia più popolose, i comuni che ospitavano il maggior numero di migranti in valori assoluti sono Roma con 4.773 stranieri accolti (più ulteriori 222 posti Sprar assegnati in generale in provincia), seguita da Catania (3.303), Milano (1.459, più ulteriori 659 posti in strutture temporanee non convenzionate o ancora da collocare fra tutti i comuni della provincia), Bari (1.328), Bologna (908), Torino (814), Caltanissetta e Foggia (entrambi i comuni con 766 migranti accolti, ma Caltanissetta ha altri 50 migranti in rete Sprar assegnati in generale all’intera provincia), Marsala (761) e Bolzano (727).
Per quanto riguarda invece il rapporto tra migranti ospitati in strutture temporanee, centri Sprar e centri di primissima accoglienza e popolazione residente, in base alle elaborazioni della Fondazione Ismu su dati del Ministreo dell’Interno e dell’Istat, i comuni numericamente più “accoglienti” alle date sopra indicate erano Caltanissetta con un immigrato ogni 83 abitanti (uno ogni 78 se considerassimo associati al capoluogo quelli in generale riferibili all’intera provincia), Catania (un immigrato accolto ogni 96 abitanti), Marsala (uno ogni 109 abitanti), tutti in Sicilia. Seguono Bolzano (uno ogni 146), Como (uno ogni 156), Cremona (uno ogni 170), Trapani (uno ogni 171 abitanti), Foggia (uno ogni 199), Udine (uno ogni 223) e al decimo posto Bari (un migrante accolto ogni 247 abitanti).Tra i comuni maggiori (per le presenze a Catania e a Bari leggi il punto precedente), Bologna ospitava un migrante ogni 425 abitanti, Roma uno ogni 602 (o uno ogni 575 se considerassimo nel capoluogo quanti in rete Sprar assegnati alla provincia), Firenze un migrante ogni 726 abitante, Genova uno ogni 817, Milano uno ogni 916 (o uno ogni 631 considerando anche i migranti in strutture temporanee non definite tra i comuni della provincia), Torino uno ogni 1.102, Napoli uno ogni 2.718, infine Palermo con uno ogni 4.163. (Fonte: Elaborazioni Ismu su dati Ministero dell’Interno e Istat)

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Incentivi ai Comuni che accoglieranno migranti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2015

fuga migranti1Veramente strano il nostro Paese. Il Governo asserisce di non avere i soldi da restituire ai pensionati danneggiati dal blocco della perequazione automatica delle pensioni, ma poi promette incentivi a quei Comuni che ospiteranno i tanti,troppi, presunti profughi che ogni giorno, arrivano , sul nostro territorio – così ha dichiarato il segretario nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo – .Tanti italiani hanno perso la casa, vivono per strada,in macchina o sotto i ponti, milioni di italiani sono senza lavoro, i nostri giovani emigrano e il Governo italiano o, per meglio dire, i cittadini italiani, devono spendere 35 € al giorno – ha continuato Fatuzzo – poco meno o poco più, per ogni migrante accolto nei centri di assistenza, ovvero, oltre mille € al mese, mente il 64% dei pensionati italiani è costretto a vivere con meno di 750 € al mese e milioni di essi, con 500€ al mese o anche meno. Per agevolare l’accoglienza e la sistemazione di queste quotidiane ondate di persone, vi è una macchina che funziona, il Governo è rapido e decisionista. Il Partito Pensionati, auspica lo stesso decisionismo e la stessa determinazione,per risolvere i problemi, a volte drammatici, degli italiani. Questa accoglienza a “braccia aperte” – ha concluso Fatuzzo – ed ora anche con incentivi ai Comuni che ospiteranno profughi , avrà per milioni di persone, desiderose di lasciare il loro Paese, un effetto “calamita”.Questa situazione potrebbe avere conseguenze gravissime sulla nostra società e per la nostra fragile economia. E’ lecito chiedersi, fino a quando questa situazione sarà sostenibile?

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Comuni e patto stabilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2013

Susy De Martini, europarlamentare PDL, facente parte del gruppo europeo dei Conservatori che si richiamano a Cameron (ECR), interviene il giorno dopo l’incontro tra il premier italiano, Letta, e quello inglese. «Questa Europa delle banche, dei bilanci padroni della vita di tutti, dell’euro, sta strangolando i popoli e allontanando le persone da quel comune sentire europeo dei Padri Fondatori.Per questo mi trovo in piena sintonia con Cameron e per questo ho scelto di aderire al gruppo Ecr, pur restando fedele al mandato dei miei elettori Pdl» – dice De Martini.
Sul piano pratico questa adesione a valori che sono lontani dall’Europa della Merkel e dei banchieri, significa battersi per il cambiamento: «Il mio impegno nel Parlamento Europeo è rivolto a riuscire a modificare la rotta. A cominciare naturalmente dalla mia Italia e dai problemi che partono dal mio territorio. Penso prima di tutto al Patto di Stabilità, deciso dal Governo italiano per soddisfare le richieste capestro di un’Europa da cambiare. I nostri Comuni sono strangolati, hanno il cappio al collo, anche quando sono virtuosi. Hanno i soldi ma non li possono spendere, così le nostre scuole pubbliche non possono essere ristrutturate. In Lombardia si sta cercando di uscire dalla crisi con il Patto di stabilità regionale verticale per riuscire a sbloccare 212 milioni. Se non cambieremo con rapidità, i Comuni non potranno più rispondere alle richieste dei cittadini, perdendo il senso stesso del motivo per cui si fa politica. Non possiamo permetterlo.
Si consideri che per il 2013 è previsto che le misure del Patto di stabilità influiranno sui comuni e le province della Lombardia determinando una contrazione di più del 20% degli investimenti con conseguente blocco di pagamenti alle imprese e l’impossibilità di garantire alcuni servizi essenziali. Come dice il Presidente di Anci Lombardia, il Patto di Stabilità come era stato concepito non ha nessuna logica: basti considerare quanto Anci Lombardia ha verificato, cioè che i comuni lombardi, per la maggior parte virtuosi, hanno una spesa media per gli investimenti del 26,84% e che nel 2007, l’87,36% dei Comuni superiori a 5000 abitanti ha rispettato il Patto. Eppure sempre più Comuni non riusciranno a rispettare i vincoli del Patto di Stabilità nazionale. Pertanto l’intervento di Regione Lombardia è necessario così come lo sarebbe un provvedimento legislativo ad hoc del Ministro Delrio, ex presidente di Anci. Pensiamo a come provvedimenti di tal genere si dimostrerebbero utili all’impiego di tutte le risorse che oggi i Comuni non possono spendere, a titolo di esempio segnalo la piccola Magenta con sei milioni in cassa che non possono essere riversati nel mondo dell’impresa.»

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Amministratori locali: più giovani

Posted by fidest press agency su sabato, 26 maggio 2012

“I Comuni italiani si confermano le Istituzioni di riferimento dei giovani, sia per eletti che per partecipazione”, questo il primo commento di Giacomo D’Arrigo, Coordinatore Nazionale Anci Giovane e componente dell’ufficio di presidenza dell’Associazione dopo l’elaborazione dei dati, realizzata da Anci – Comunicare, relativi ai risultati delle recenti elezioni amministrative.
“In generale aumenta il numero degli under 35 eletti nei consigli comunali ed a sindaco – continua D’Arrigo – sono infatti 196 i nuovi primi cittadini nati dagli anni ’70 in poi e Sicilia e Calabria sono le regioni che ne vedono il più alto numero di eletti in questa tornata, mentre la Lombardia con ben 12 sindaci under 35 è la regione che nel complessivo ne esprime la maggioranza. L’alto numero di candidati e di eletti – conclude D’Arrigo – conferma gli enti locali come le istituzioni nella quali è più alta la partecipazione attiva dei più giovani, il livello dove ragazze e ragazzi scelgono di impegnarsi direttamente”.
Ieri questi dati, insieme a quelli della ricerca di Cittalia- Anci “I giovani tra partecipazione politica e governo locale” sono stati presentati alla giornata Guardo al Futuro, gli Stati generali delle politiche giovanili in Italia organizzati dal Forum Nazionale dei Giovani, a cui ha partecipato anche il premier Monti.
Molto positivo il ruolo dell’impegno sociale e civile dei più giovani: il 30 per cento nella fascia d’età tra i 18 e i 24 anni si dedicano al volontariato, mentre nella fascia d’età che va dai 25 ai 34 anni salgono al 34 per cento. Dallo studio emerge il ritratto di giovani attenti al miglioramento della propria città (il 68 per cento dei giovani si dichiara interessato a partecipare direttamente alla vita politica del proprio comune) ed una forte fiducia nei confronti dell’azione dei comuni, che è il livello amministrativo in cui si concentra maggiormente l’impegno dei più giovani in politica (oltre 26mila gli under 35 impegnati a livello locale, un valore in crescita costante con oltre il 21,2 per cento del totale degli amministratori).
“Mi rivolgo a tutti questi giovani – aggiunge D’Arrigo – impegnati nel sociale e nella politica, in particolare ai neo-eletti: l’Anci ha lanciato un bando di partecipazione per la Scuola Giovani amministratori, che scade il primo giugno. Mi auguro che possano aderire numerosi, poiché la scuola costituisce un’ulteriore iniziativa inserita nella mission di Anci Giovane e di tutta Anci, un’Associazione che si propone di non essere solo rappresentativa, ma anche ‘utile’ ai Comuni”. La Scuola per Giovani amministratori rivolta agli under 36 impegnati, o che intendono impegnarsi, nell’amministrazione delle città e dei Comuni italiani è gratuita.

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Nuove farmacie, le Regioni tendono a contenere e i comuni a spingere

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2012

È una scelta discrezionale dei comuni mettere o no in apertura le farmacie che scattano dall’eccedenza di abitanti prevista dal decreto liberalizzazioni. Questa almeno è l’interpretazione che con il passare delle settimane prende piede in un numero crescente di Regioni: la prima era stata la Lombardia, poi un paio di settimane fa si è aggiunto il Veneto (con una circolare che dà anche per «facoltativa» l’istituzione della prima farmacia nei paesi con meno di 3.300 abitanti), quindi il Lazio, l’Umbria e ora anche Piemonte.
Non sempre però i comuni rispettano le indicazioni. Anzi, i casi di sindaci che mettono in apertura pure le farmacie risultanti dai resti sono cons istenti anche dove le Regioni hanno fatto di tutto per “pilotare” le operazioni: nel Lazio, per esempio, gli uffici regionali hanno fatto i conti per i comuni e poi hanno trasmesso i totali (senza resti) per un riscontro; in diversi casi tuttavia le amministrazioni municipali hanno rifatto le somme e messo in apertura anche le farmacie risultanti dalle eccedenze. Anche in Umbria molti centri hanno fatto di testa propria, aiutati peraltro dalla Regione che ha comunicato solo nei giorni scorsi i criteri per il calcolo dei nuovi presidi.A giudicare da quanto raccontano i presidenti di ordine che a livello locale seguono lo svolgimento delle operazioni, questa “dissintonia” tra regioni e comuni non è frutto di capricci ma di preoccupazioni politiche divergenti: negli uffici di parecchi assessorati regionali si cerca in ogni modo di contenere il numero delle nuove aperture per gli oneri burocratici che ne deriveranno e i potenziali effetti sulla spesa farmaceutica regionale; tr a i sindaci, invece, l’apertura di nuove sedi è spesso un fiore all’occhiello da esibire alle prossime amministrative o comunque un segnale di attenzione nei confronti della comunità, quindi più ce ne sono e meglio è. Ed ecco allora spiegato perché altrove si preferisca temporeggiare: in Basilicata la Regione se ne rimarrà alla finestra fino alla scadenza del 26 aprile, quindi commissarierà per poi procedere ai conteggi secondo le proprie preferenze. Intanto procede anche l’applicazione del comma 17: lettere ai titolari over 65 in cui si chiede di indicare il nome del nuovo direttore (ma senza porre termini perentori) sono in distribuzione anche in Campania, con l’Asl di Avellino tra le più veloci a spedire. E qualche titolare a lamentarsi sui giornali per l’efficienza. «È l’unica azienda sanitaria della regione dove i ritardi si contano in giorni» commenta il presidente dell’Ordine provinciale, Ettore Novellino «l’effici enza non può essere a senso unico».(fonte farmacista33)

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Alemanno: manovra insostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2011

«Pieno appoggio alla posizione espressa oggi dal’Ufficio di Presidenza dell’Anci. La manovra presentata dal Governo non è sostenibile per i Comuni italiani ed è quindi necessario un profondo ripensamento che la modifichi sostanzialmente. L‘Anci ha tutto il dovere e il diritto di rappresentare la drammatica situazione in cui versano tutti i Comuni italiani e che mina in profondità qualsiasi effettiva applicazione dei principi del federalismo fiscale e istituzionale. Mi auguro che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, risponda alla presidenza dell’Anci convocando al più presto un incontro per individuare i necessari emendamenti alla manovra in corso di approvazione». Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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