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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘comunisti’

Dire d’essere un fascista o un comunista che senso ha ai giorni nostri?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 agosto 2019

Ancora oggi i nostri politici ricorrono alla parola “magica” del fascista o del comunista per screditare i propri avversari. Non dico che non vi siano ancora dei “nostalgici” ma sono per lo più persone che hanno un’idea confusa su cosa possa rappresentare questa specie di “patacca politica” da assegnare agli avversari o ritenuti tali. In questa congerie di opinioni si finisce con il fare confusione sino ad associare quella che veniva considerata la destra storica, del genere propugnato da Benedetto Croce, dal fascismo sia pure nato da una sua costola. Lo stesso dicasi per i comunisti che ebbero come loro profeta Carlo Marx ma che poi si divisero in tanti rivoli anche se il più robusto è stato il Leninismo e che assurse all’attenzione mondiale con la rivoluzione d’ottobre in Russia. Tutto questo appartiene alla storia con le sue drammatiche devianze che hanno portato il nazi-fascismo ad una guerra fratricida con 50 milioni di morti e con sei milioni di ebrei trucidati nei lager e a milioni di morti in Russia con le “purghe” staliniane. Oggi, sia pure a fatica, si cerca di superare questo steccato ideologico partendo dall’idea che l’umanità si trova al cospetto di una realtà diversa che fa della politica un luogo di scontro culturale tra chi ha e chi è. I miliardi di diseredati di tutto il mondo non sono né comunisti né fascisti. Sono il frutto dell’egoismo di pochi che li schiavizzano, che ostacolano l’dea che tutti noi abbiamo identico diritto a vivere con dignità a prescindere dei natali e dal luogo in cui siamo nati. E dire che è una storia antica se si pensa che già Prassagora, vissuto alla fine del quarto secolo avanti Cristo, aveva così sintetizzato nel suo dialogo con Blepiro: “voglio che tutti abbiano parte dei beni comuni e che la proprietà sia di tutti, da oggi in avanti non ci sarà più distinzione tra ricco e povero, non si ripeterà il caso di un uomo che possiede vaste estensioni di terreno mentre un altro non avrà neppure il sufficiente per scavare la propria sepoltura… E’ mia intenzione che vi sia un solo tenore di vita per tutti… Per cominciare farò in modo che tutta la proprietà privata divenga proprietà comune.” Al che Blepiro risponde: “Ma allora chi farà tutto il lavoro?” E Prassagora: “Per questo vi saranno gli schiavi”. E proprio quest’ultimo aspetto costituisce il punto cruciale sul quale è chiamata l’intera umanità per trovarne la soluzione: Si pensò alle macchine così come ora si pensa alle tecnologie. Sarà la svolta buona per non avere più schiavi? (Riccardo Alfonso)

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I diritti del popolo ariano, degli stalinisti e dei fascisti

Posted by fidest press agency su sabato, 18 agosto 2018

Per Hitler la libertà era un diritto del popolo ariano e per Stalin dei comunisti, ma non si poteva estenderla agli altri. La democrazia, a sua volta, stava nell’assecondare la volontà del dittatore come supremo maestro e arbitro e, a lui, spettava concedere o non accordare le libertà individuali lasciando cadere nel privato, nella concezione intimistica della vita vissuta da ciascuno di noi, i valori che altri rendevano corali. Lo stesso criterio era concepito da Stalin. Nel mezzo ci troviamo altre dittature di stampo europeo quali furono il fascismo e il franchismo in Spagna. Tutto incominciò anni prima, rispetto alla data dell’effettiva conquista del potere da parte dei rispettivi movimenti politici.
Il fascismo, ad esempio, trasse la sua origine il 23 marzo del 1919, in Piazza S. Sepolcro a Milano quando, alla presenza di una cinquantina di persone, Mussolini fondò il suo movimento che presto trasformò in partito fascista. Egli agiva da antimarxista, per compiacere i capitalisti, e da dittatore populista per tentare di catturare qualche frangia della sinistra. Nel 1921 il liberale Giovanni Giolitti accolse, nel suo listone, il partito fascista con la segreta speranza di indebolire gli altri partiti d’opposizione. In quell’occasione Mussolini conquistò solo 35 seggi, in altre parole il 7% dell’intera forza rappresentata in Parlamento, mentre i socialisti n’ebbero 122 e i “popolari” di Sturzo 107. Il 16 ottobre del 1922 i fascisti decisero di tentare una prova di forza incominciando a occupare, nella notte tra il 27 e il 28 ottobre, con le loro camicie nere, gli uffici governativi. Il governo rispose alla provocazione invitando il Re a mobilitare l’esercito. Fu così dichiarato lo stato d’assedio, ma non s’intervenne con l’esercito per evitare che si scatenasse una guerra civile.
Data la caoticità della situazione alla fine non si trovò di meglio che nominare primo ministro Mussolini. Gli toccò, in questo modo, il 29 ottobre a soli 39 anni, di prendere in mano le redini del governo del Paese.
Ma non ebbe fretta nell’assumersi l’incarico preferendo far marciare prima, su Roma, le sue camicie nere. In questo modo se da una parte si svelenì il clima politico trasformando le carovane fasciste in una semplice passeggiata, dall’altra Mussolini trasse un’indicativa dimostrazione di forza, spuntata dalle “piazze” italiane, e volta a rafforzare il prestigio popolare del Capo.
Subito dopo la maggioranza dei posti chiave del governo fu assegnata ai fascisti. Il Duce colse a volo l’occasione imponendo una legge elettorale che attribuiva i due terzi dei seggi alla lista che otteneva la maggioranza relativa. Le elezioni si svolsero il 6 aprile 1924. In quel periodo avvenne il delitto Matteotti. In questo modo Mussolini si vendicò del suo maggiore oppositore, tra i banchi del Parlamento, per il varo della sua legge elettorale. (Riccardo Alfonso)

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Bertinotti: Per chi voterei oggi?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 novembre 2017

bertinotti_presidente“Per fare una coalizione di sinistra ci vorrebbe una sinistra. Qui si può discutere di coalizione ma non di sinistra, almeno nel campo della rappresentanza politica”. Così Fausto Bertinotti oggi ai microfoni di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. Neanche Mdp, SI e Possibile sono di sinistra? “La sinistra conosciuta nel dopoguerra, il Movimento Operaio etc, è un mondo finito. La sinistra dovrebbe risorgere come un’araba fenice dalle ceneri di quella storia”. Grazie a chi potrebbe rinascere? “Dagli indignados spagnoli nasce Podemos, dalla lotta popolare in Grecia nasce Syriza e in Inghilterra c’è Corbyn…” In Italia, da questo punto di vista, non sembrano esserci molti segnali. “Un mese prima delle vicende di Barcellona nessuna immaginava quanto sarebbe accaduto…” Oggi Fausto Bertinotti per chi voterebbe? “Non so rispondere – ha detto a Rai Radio1 – è una domanda molto forte. A chi volesse far rinascere suggerirei di saltare un giro elettorale o almeno di prendere in considerazione fortemente l’idea, riparlandone tra cinque anni ed utilizzando questo tempo per provare a lavorare a ricostruirsi”. Questa potrebbe essere una soluzione? “Diciamo che non la butterei via”. Nel caso fosse costretto a scegliere, preferirebbe il M5S o il ritorno di Berlusconi? “Non si parla di solo di Berlusconi, ma anche delle destre sovraniste, delle componenti razziste. E allora – ha concluso a Un Giorno da Pecora – in questo senso, sono meno peggio i Cinquestelle”.

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Card. Schönborn: non conosciamo numero dei martiri sotto i regimi comunisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 marzo 2017

pontificia università gregorianaRoma Mercoledì 8° marzo 2017, ore 17:30 – Aula Magna Pontificia Università Gregoriana – Piazza della Pilotta, 4. Il volume, a cui hanno collaborato una cinquantina di autori, sarà presentato mercoledì 8 marzo alle ore 17:30 presso l’Aula Magna della Gregoriana dal Cardinale Angelo Amato SDB, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, e da Mons. Tomo Vukšić, Ordinario militare in Bosnia ed Erzegovina. Sarà presente il Curatore della collana e il Coro della Chiesa di San Girolamo dei Croati di Roma.
«Sul numero preciso dei martiri nei paesi comunisti nessuna indicazione può essere fornita dagli storici, potendo solo darsi una cifra approssimativa». A scriverlo è il Cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, nella prefazione Testimoni della fede (ed. Gabrielli), un poderoso volume di 1.250 pagine dedicato alle esperienze personali e collettive dei cattolici in Europa centro-orientale sotto il regime comunista.«Il concetto alla base dell’opera – spiega il prof. Jan Mikrut, curatore dell’opera e docente presso il Dipartimento di Storia della Pontificia Università Gregoriana – non è presentare una raccolta di storie, ma analizzare le forme della persecuzione messe in atto a danno dei cristiani seguendo il destino di singoli e di gruppi».
«Il libro è dedicato a molte, grandi e spesso sconosciute figure di cristiani del XX secolo: tra loro molti sacerdoti e religiosi, perseguitati come “pericolosi oppositori” dei sistemi totalitari. Ma anche innumerevoli, coraggiosi laici si contano dopo la fine della Seconda guerra mondiale tra gli oppositori dei regimi comunisti».

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Papa Francesco: “I comunisti ci hanno rubato la bandiera”

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 luglio 2014

papa francescoSi tratta della bandiera spirituale della Chiesa dei poveri, ma una affermazione che, con tutto il rispetto per Papa Francesco, non mi sento di condividere né di sforzarmi a capire.Nella bandiera comunista, quella che sventola nelle feste dell’Unità, c’è il rosso porpora della battaglia, ma non c’è Cristo, per una scelta laica che in troppi hanno interpretato in senso anticlericale.Le lotte comuniste, che proponevano maggiore uguaglianza tra le classi, furono inquinate, fin dall’inizio, da una dichiarata “lotta di classe” e non certo di concertazione tra le classi; ciò produsse solo ulteriori danni, spingendo avanti il liberismo in difesa di interessi corporativi, contro i quali le classi più deboli nulla avevano da contrastare per chiedere maggiori diritti. Ebbe il sopravvento la legge del più forte, specialmente dopo il 9 novembre del 1989 con la caduta del muro di Berlino che segnò la vittoria del capitalismo sul materialismo sociale. Il comunismo ortodosso ha fatto il suo tempo, scandito di occasioni mancate o perdute, diventando socialdemocrazia, tesa a rivalutare la presenza storica delle classi operaie nel teatro della politica nazionale e internazionale, esaltando la centralità sociale dell’uomo e di tutti gli uomini.Le parole di Papa Francesco non chiariscono nulla, anzi peggiorano la situazione proprio nelle contraddizioni che vediamo annunciarsi dall’altra parte del Tevere.La bandiera del Cristo dei poveri, Santità, è saldamente in mano a quei sacerdoti che combattono giorno dopo giorno  negli angusti anfratti del “mondo dei vinti” e garrisce alta sospinta dal vento della santità di Mons. Oscar Romero, per il quale Ella, Santo Padre, ha sbloccato il processo di beatificazione, dopo che il suo predecessore, oggi emerito, ne aveva bloccato l’iter.La Teologia della Liberazione rappresenta, oggi, ciò che in tempi passati rappresentarono il monachesimo e i giganti della santità, in quel periodo buio della Chiesa impegnata nelle lotte per le investiture, nella crociate, nel potere temporale e, infine, nell’Inquisizione, paradossalmente chiamata “santa”. Il suo predecessore confermò la condanna della Teologia della Liberazione, mentre, contestualmente, tornava ad abbracciare i negazionisti di Lefebvre, togliendo la scomunica che era stata comminata da Giovanni Paolo II; quella condanna, che ancora persiste insieme alla generica accusa di “comunismo”, rappresenta un gigantesco passo indietro nella storia, cancellando oltre un secolo del Magistero sociale della Chiesa. Anche Paolo VI venne accusato di essere un “Papa comunista” dai rappresentanti delle lobby americane dello sfruttamento, delle armi, delle guerre, mentre meriterebbe di essere il primo a ricoprire una nuova onorificenza “Dottore sociale della Chiesa”, avendo sviluppato il Magistero della Chiesa con l’enciclica Populorum Progressio.Nella bandiera issata dalla TdL, Cristo è presente, anche se si tratta di una immagine di Cristo lontana dalle icone dell’opulenza, mostrando un Cristo povero, mendico, straccione, affamato, assetato, negletto, sfruttato, umiliato nella persona e nell’anima, come sono i fedeli per i quali pregano i sacerdoti dell’America Latina, ispirati dal loro protettore Oscar Romero, ma un Cristo pronto a perdonare, ad amare, forte di quel “manifesto” dell’uguaglianza rappresentato dal Discorso della Montagna con le Beatitudini che rappresentarono la più grande rivoluzione sociale che mai il pianeta Terra abbia visto.Si tratta di valori che nessuno potrebbe mai rubare, perché messi a disposizione di tutti gli uomini di buona volontà. (Rosario Amico Roxas)

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ll prestigio di un Presidente

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 Mag 2011

Un ministro italiano in carica si indigna in quanto a suo dire il capo dell’opposizione on.le Bersani ha osato esprimere giudizi poco rispettosi nei riguardi del Presidente del Consiglio. Mi verrebbe da rispondergli con una sola battuta: chi è causa del suo mal pianga se stesso. A questo punto cosa dovrebbero dire i magistrati tacciati dal presidente del consiglio da brigatisti rossi avendo avuto la sola colpa di fare il loro dovere? Cosa dovrebbero dire i membri dell’opposizione accusati di non lavarsi e di non avere cervello, e poi ancora tutti quei cittadini che sono per definizione moderati ma che hanno la gravissima colpa di votare il centro sinistra, alias, comunisti? E non sono risparmiati né il parlamento né le istituzioni (pensiamo alla campagna denigratoria messa in piedi nei confronti del Presidente della Camera) dalla corte costituzionale al presidente della repubblica, né chi osa contraddire, giornalisti compresi, il dogma berlusconiano. Chiede rispetto il capo del governo. E’ giusto, è sacrosanto. Ma il rispetto non permette la libertà di offendere, e di aspettarsi una supina accettazione di chi è oggetto di tali tracotanti definizioni e accuse. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Pericolo imminente per i Milanesi

Posted by fidest press agency su domenica, 22 Mag 2011

Lettera al direttore. Sono preoccupata. Seriamente preoccupata per i bambini milanesi. No, non tanto per l’aria inquinata, che pure rappresenta un grave pericolo per la loro salute. In questo momento è ben altro che mi angoscia. Bronchiti, allergie, asma, son bazzecole in confronto al pericolo imminente. Pisapia, poffarbacco! Se vince Pisapia ai ballottaggi, Milano sarà in mano ai comunisti, e sono sin troppo note le loro abitudini mangerecce. Il premier non ci ha pensato ad avvertire le mamme milanesi? Perde colpi il Cavaliere? (Veronica Tussi)

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Essere comunisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Mag 2011

“il congresso nazionale di Roma della Federazione della Sinistra ha indicato una prospettiva importante, che ruota attorno ad alcuni cardini. Il primo: rilanciare a tutto campo un’offensiva unitaria – nelle forme prima ricordate – nei confronti delle forze democratiche. Il secondo: ricostruire il campo della sinistra d’alternativa in autonomia dalla socialdemocrazia a partire dai contenuti e dalle lotte comuni. Il terzo: rifondare, all’interno della sinistra, un soggetto politico organizzato comunista che ponga fine all’astrusa irrazionalità rappresentata dalla persistenza di due partiti comunisti entrambi votati, se divisi, alla mera testimonianza. Da questo punto di vista il congresso della Federazione ha registrato un passo avanti importante: non ha più alcun senso che dentro lo stesso soggetto politico (la Federazione non come cartello elettorale ma come soggetto federato a tutto tondo) esistano due distinti partiti comunisti”. Lo ha dichiarato Mauro Gemma.

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Fini a Perugia e la rivoluzione d’ottobre

Posted by fidest press agency su domenica, 7 novembre 2010

“Oggi, 7 novembre, è l’anniversario della Rivoluzione d’Ottobre del 1917 (la Russia degli Zar non aveva ancora condiviso la riforma del calendario). Questa ricorrenza, in tempi non certo lontani, era salutata come l’inizio di una Nuova Era destinata a riscrivere la storia dell’umanità. A Mosca si svolgeva un’imponente manifestazione sulla Piazza Rossa in presenza delle rappresentanze dei partiti comunisti di tutto il mondo. Di quell’evento si è persa completamente la memoria. Il 7 novembre, dunque, non è un giorno fortunato per compiere delle svolte, peraltro sicuramente destinate a durare meno del comunismo”. (On Giuliano Cazzola)

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E pensare che eravamo comunisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2010

Roma 7 – 19 settembre 2010 (Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì ore 21:00 II Mercoledì ore 17:00  Sabato ore 17:00 e 21:00  Domenica ore 17:30 Lunedì riposo) teatro Margherita Via della Mercede, 50. di Roberto D’Alessandro con Pia Engleberth Maria Lauria Claudia Campagnola  Romano Fortuna Simon Tagliaferri quadri di scena  Stefania Foresi Una Produzione CTM –   I PICARI Una piacevole, agrodolce commedia che narra le vicende di una famiglia storicamente comunista alle prese con la crisi degli ideali politici e sociali della sinistra che perdono terreno nei confronti delle nuove tendenze consumistico-liberiste delle nuove generazioni. Giulia e Rinaldo si sono conosciuti negli anni settanta, nel periodo delle lotte studentesche e delle manifestazioni di protesta contro il sistema. Giulia, dopo vent’anni è ancora politicamente impegnata e divide la sua esistenza tra la famiglia, i figli e la sezione di Rifondazione; Rinaldo invece è passato da Democrazia Proletaria via via fino al Partito Democratico, lavora nel suo studio professionale e vede, con rammarico, raffreddarsi il suo rapporto con la moglie sempre più lontana e distaccata. Nilde, la figlia ancora indecisa sul suo futuro, ha la passione per la pittura e riempie le pareti di casa di quadri multicolori che non riesce a vendere; Enrico, suo fratello, è fidanzato con la figlia di un avvocato di grido e guida macchine di grossa cilindrata. In famiglia c’egrave; anche Oba, il domestico di colore, ma laureato in filosofia, paziente e un po’ burlone e, infine a completare il quadretto familiare arriva anche la zia calabrese Maria con le sue piccanti specialità gastronomiche e le sue crisi matrimoniali. La notizia che Enrico, per compiacere il suocero ha deciso di candidarsi nelle liste del centro-destra manda su tutte le furie Giulia che caccia di casa il ragazzo. Solo un grave malore di Rinaldo ridimensionerà gli attriti riportando la pace e la comprensione in famiglia.  Uno spettacolo di amara attualità che fa riflettere e divertire come nella tradizione dei Picari. (roberto, e pensare)

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“Qualcuno era comunista”

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2009

Firenze 9 novembre Libreria Edison – ore 17,30  dibattito alla presenza dell’autore di  e del deputato Fabio Evangelisti La caduta del muro di Berlino ha segnato anche la storia della sinistra italiana, con la perdita di identità che ne è conseguita. “Nel ricordo di questa data che ha cambiato pacificamente l’assetto del mondo – ha dichiarato il vicecapogruppo di Italia dei Valori alla Camera, Fabio Evangelisti – abbiamo pensato di organizzare in Toscana due presentazioni del libro (la precedente il 5 novembre scorso) ‘Qualcuno era comunista’, scritto dal giornalista Luca Telese, interamente dedicato alla svolta del PCI del 1989-1991 e dell’eredità che questo partito ha lasciato, durante le sue numerose trasformazioni e divisioni che lo hanno contraddistinto fino ad oggi”.Il libro, in realtà, si inserisce in questo evento epocale della nostra storia contemporanea per raccontare anche la ‘commedia umana’, ancora prima che politica, che ha coinvolto la classe dirigente del Partito Comunista Italiano, che ha portato al vertice delle nuove formazioni politiche della sinistra gli allora quarantenni, che da venti anni ‘monopolizzano’ la scena e impediscono ogni rinnovamento generazionale, in un conflitto sempre più interno e sempre meno chiaro agli stessi simpatizzanti.

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