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Posts Tagged ‘comunità ebraica’

Roma: furto delle pietre di inciampo

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

La Comunità di Sant’Egidio esprime sdegno e ferma condanna per il grave atto razzista costituito del furto delle pietre di inciampo che, nel rione Monti, come in altre zone della Capitale, ricordano la persecuzione subita dagli ebrei durante la seconda guerra mondiale e l’occupazione nazista. Manifestando la sua vicinanza alle famiglie Di Castro e Di Consiglio – che hanno perso tanti dei loro cari sia nella deportazione del 16 ottobre 1943 che nella strage delle Fosse Ardeatine – e con loro a tutta la Comunità ebraica romana, Sant’Egidio continuerà a coltivare e a difendere una memoria che qualcuno vorrebbe cancellare, ma che oggi è ancora più preziosa di fronte al preoccupante insorgere di nuovi razzismi e discriminazioni.

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Roma: Comunità ebraica: offensivo intitolare parco ad Arafat

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 agosto 2017

arafatRoma. Dedicare un parco a Yasser Arafat sarebbe “una scelta offensiva e antistorica proprio nel momento in cui l’Europa è vittima di una serie di attentati terroristici di matrice islamista“. A sostenerlo è il presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello in una lettera aperta indirizzata alla Sindaca di Roma Virginia Raggi.
Nella missiva si sostiene, infatti, che proprio Arafat “del terrorismo odierno è stato il precursore, se non l’ideatore, e il premio Nobel per la Pace da lui ricevuto non è altro che il primo dei tanti premi Nobel assegnati con dubbio merito‘. Lo stesso leader palestinese, si ricorda, fu “il mandante morale dell’attentato antisemita alla Sinagoga del 9 ottobre 1982 in cui morì il piccolo Stefano Gay Tachè“. Anche per questo la scelta di dedicare a Arafat un parco “è inaccettabile, perché ricorda con merito colui che dovrebbe essere ricordato con disonore”, si legge nella lettera alla Raggi alla quale si chiede di scegliere se “ricordare i terroristi o le sue vittime“.
“Le chiediamo pertanto – si conclude – di non procedere con quella stessa delibera che vede l’intitolazione di una piazza al Rabbino Capo Emerito Elio Toaff. Vedere associato, nello stesso documento, il suo nome a Arafat è un’offesa alla sua memoria che non vogliamo tollerare”. (by Emanuel Baroz) (Fonte: askanews, 7 Giugno 2017)

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Visita di solidarietà e amicizia della Comunità di Sant’Egidio alla Comunità Ebraica romana

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 gennaio 2015

sinagoga romaUna delegazione di Sant’Egidio, composta dal fondatore della Comunità, Andrea Riccardi, il suo presidente Marco Impagliazzo e il vescovo di Frosinone monsignor Ambrogio Spreafico, si è recata oggi in visita alla Comunità ebraica romana per esprimere la sua solidarietà dopo gli attentati di Parigi che hanno colpito duramente anche gli ebrei e l’allarme terrorismo che è cresciuto in tutta Europa.
L’incontro si è svolto significativamente nella scuola ebraica “Vittorio Polacco”, dove la delegazione è stata accolta dal rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni, e dal presidente della comunità ebraica romana, Riccardo Pacifici. Dopo avere fatto un giro nelle classi e visitato la struttura che ospita alunni dalle elementari al liceo, si è svolto un pranzo nel segno di un’amicizia che dura da tanti anni e che – come ha ricordato lo stesso Pacifici – ogni 16 ottobre ha come suo momento forte la “marcia della memoria”, organizzata insieme per ricordare il giorno in cui, nel 1943, vennero deportati nei campi di sterminio oltre mille ebrei romani.
Alla fine dell’incontro Marco Impagliazzo ha espresso la sua solidarietà a nome di Sant’Egidio sottolineando “il valore del confronto e del dialogo per contrastare, in un tempo difficile, ogni sentimento di scontro e di contrapposizione in nome di una religione o di un’appartenenza: in particolare le scuole, come questa, e i luoghi di culto sono da considerare sacri e inviolabili”.
“Il quartiere ebraico – ha commentato il fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi – con i suoi centri di educazione e di cultura, è sempre stato e resterà anche in futuro un prezioso luogo di incontro e di scambio a cui Roma non può rinunciare. Un’occasione per costruire insieme un futuro di pace e di unità nella diversità, contro ogni violenza e intolleranza”.

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Attentati comunità ebraica

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 agosto 2011

64 - Israele

Image by Sergio & Gabriella via Flickr

Israele. «Nell’esprimere profondo cordoglio per le vittime degli attentati in Israele, turisti e cittadini inermi, vittime della follia terroristica, la mia vicinanza partecipe e la solidarietà della città va allo Stato d’Israele e anche alla nostra comunità ebraica, colpita da questa tragedia collettiva. Interpretando il sentire comune della Capitale verso il ripudio dell’uso della violenza, l’auspicio di tutti noi è che si possano riprendere i negoziati di pace israeliano-palestinesi per isolare i terroristi nel loro fanatismo e sconfiggere con la forza del dialogo quella delle armi». Lo dichiara il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Comunità ebraica romana: rielezioni Pacifici

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2011

Roma. Congratulazioni a Riccardo Pacifici, per la conferma dell’incarico di Presidente della comunità ebraica di Roma, arrivano dal vicesindaco di Roma, sen. Mauro Cutrufo. «Una personalità autorevole – commenta Cutrufo – che ha sempre promosso la via del dialogo e del confronto nella rappresentanza della comunità ebraica romana, la più antica del mondo occidentale e parte essenziale di questa città».

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Regard alla guida dell’Ugei

Posted by fidest press agency su martedì, 4 gennaio 2011

«Rivolgo le miei più sentite congratulazioni a Daniele Massimo Regard per il prestigioso incarico che da oggi lo vede alla guida del Consiglio Direttivo dell’Unione giovani ebrei d’Italia.
In un momento come questo in cui episodi di cristianofobia, antisemitismo e islamofobia occupano le cronache delle pagine mondiali, è importante far ripartite il dialogo interreligioso proprio dai giovani, che sono il nostro futuro. La comunità ebraica rappresenta per l’Italia e per Roma una ricchezza da preservare e trasmettere alle nuove generazioni e siamo orgogliosi che da oggi i giovani ebrei italiani saranno rappresentati da un romano». Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Prof. Tagliacozzo: Pio XII l’uomo e il papa al giudizio della storia

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2009

pio-xiiIl presidente dell’associazione amici di Totò, dr. Alberto De Marco in occasione della  presentazione del nuovo libro della suora Margherita Marchione che si svolgerà a Roma il 22 maggio presso  la sala conferenze di Palazzo Marini della camera dei deputati alle ore 16 ha intervistato, in collegamento telefonico, il prof. Michael Tagliacozzo, ritenuto uno dei più autorevoli storici viventi servendosi di una traduttrice d’eccezione: la Prof.ssa e poetessa Emilia Palmieri Collins. L’iniziativa ha inteso sgombrare il campo dai giudizi non del tutto positivi espressi in più occasione dalla comunità ebraica, e non solo, nei confronti di Pio XII in rapporto al supposto mancato intervento di condanna del Vaticano per le persecuzioni nazi-fasciste agli ebrei. L’intervista, quindi, a Michael Tagliacozzo, ora vivente in Israele, ebreo romano nato nel 1921, sopravvissuto alla Shoah e membro del Kibbutz Nir Etsiyon sul Carmelo, ha uno spessore storico-testimoniale di tutto rispetto. L’intervistato, infatti, è considerato uno dei massimi studiosi riguardo le vicende storiche della Comunità israelitica romana. Nonostante la veneranda età, grazie alla sua eccezionale memoria continua a lavorare alacremente, in particolare, per l’importante opera di ricostruzione storica delle vicende succedutesi nel periodo della seconda guerra mondiale. Attualmente dirige la sez. “Italia” del Beth Lohamè Haghettaot, uno dei principali musei e Centro Studi esistenti in Israele, rilevante per la vasta documentazione storica sulla Shoah e sulla seconda guerra mondiale. Le domande che gli sono state poste hanno inteso inquadrare la figura del papa attraverso una testimonianza al tempo autorevole e indiscussa nell’ambito della comunità ebraica e a sgomberare il terreno dal sospetto e dal dubbio. La prima domanda rivolta al prof. Michael  Tagliacozzo riguarda l’ambito riconoscimento di una medaglia d’argento della Presidenza della Repubblica che gli sarà consegnata nel mese di dicembre del 2009 presso la “Sala Conferenze” della Camera dei Deputati, quale Premio alla Carriera nella XII Edizione dei “Concorsi Internazionali Antonio de Curtis, Totò” per il contributo che ha offerto nella ricostruzione della verità storica nel XX secolo. L’intervistato ne trae un grato riconoscimento per la sua perseverante dedizione rivolta alla verità storica nei confronti di un papa vittima di un travisamento storico da mendare in qualche modo. Nello stesso tempo affida all’intervistatore un caro saluto a suor Marchione e a tutti coloro che parteciperanno  alla presentazione del libro “Papa Pio XII Un’antologia di testi nel 70° anniversario dell’incoronazione”. Si entra poi nel cuore dell’intervista di De Marco: Come uno degli ebrei sopravvissuto alla razzia del 16 ottobre nella Città eterna è riuscito a salvarsi?
La mia famiglia risiedeva a Monteverde Nuovo e quindi non fui testimone dell’impietoso assedio del Ghetto romano. Il 16 ottobre mi trovavo nella casa della mia fidanzata in via Adalberto al Nomentano. Alle 6 del mattino due SS. irruppero nell’appartamento. Riuscii a sottrarmi alla cattura calandomi, ancora in pigiama, da una finestra dell’appartamento situato al mezzanino. La fidanzata, un fratello e la loro mamma, furono catturati e uccisi a Auschwitz. Sono uno degli ebrei sopravvissuti al rastrellamento tedesco, ho trovato rifugio nel Seminario Maggiore Romano, nella zona extraterritoriale del Laterano. La disturba il fatto che il processo di beatificazione di Pio XII continua?
Assolutamente no. Non mi disturba in alcun modo. La beatificazione e la santificazione sono processi interni alla Chiesa e non vedo perchè noi ebrei ci dovremmo intromettere. La Chiesa ha le sue regole, i suoi rituali e proclama i suoi santi.
Le risulta che ci sia stata una raccomandazione o ordine dato da Pio XII per salvare ebrei?
Certo che ci fu un ordine dall’alto. Lo affermò l’allora Vicegerente, mons. Luigi Traglia, la notte del Natale 1943 nella Messa tenuta in una Cappella del Laterano.     I rifugiati politici e gli ebrei assistettero alla cerimonia. Alla fine pronunciò alcune parole d’incoraggiamento e ai ringraziamenti dei presenti rispose “ringraziate il Santo Padre che così ha voluto”. E’ certo che senza un ordine del Papa non si sarebbero aperte le porte dei conventi e non si sarebbe tolta la “Clausura” ai monasteri femminili che accolsero uomini, donne e bambini.  I bambini dell’orfanotrofio israelitico trovarono rifugio in uno dei conventi grazie all’interessamento della direttrice Margherita Di Cave.
Quanti ebrei hanno potuto beneficiare dell’ospitalità nei conventi con l’intervento dei sacerdoti e delle suore?
Secondo le statistiche studiate e riportate dal noto storico Renzo De Felice, circa  cinquemila furono accolti nelle istituzioni ecclesiastiche. Di queste 4238 nei conventi, monasteri ed altre istituzioni religiose, mentre 477 trovarono rifugio nel Vaticano e nelle zone extraterritoriali dipendenti dalla Santa Sede.
L’accoglienza a sostegno degli ebrei, degli oppositori al regime dittatoriale, dei numerosi perseguitati, è determinata soltanto dalla volontà di pochi rappresentanti della Chiesa cattolica?
L’organizzazione e la vastità delle accoglienze non possono non essere altro che una discreta direttiva scaturita dall’alto.
Come ritiene l’operato di Pio XII prima del 16 ottobre 1943 e successivamente a tale data?
Basterebbe rileggere l`Enciclica “Mystici Corporus Christi” del giugno 1943 e gli editoriali dell’Osservatore Romano, prima e durante la guerra, che non sarebbero stati pubblicati senza il tacito benestare di Pio XII.
I maggiori strumenti d’informazione del Vaticano: della Radio Vaticana e dell’Osservatore Romano sono stati utilizzati in modo adeguato?
Venivano diffusi adeguatamente con oculatezza. Chi era sorpreso nelle edicole ad acquistare l’Osservatore Romano, veniva malmenato da squadristi. I giornalai più accorti consegnavano il giornale insertato nelle pagine di un giornale fascista.
Nella settima sala dello Yad Vashem, c’è un pannello nel quale a fianco della foto di Eugenio Pacelli, Pontefice con il nome di Pio XII, è inserita una didascalia che lo apostrofa come responsabile del silenzio e dell’assenza di linee guida per denunciare la Shoah. A tal proposito sono eccessive le reazioni nel 2005 del Nunzio Apostolico in Israele, monsignor Pietro Sambi e nel 2007 del nuovo Nunzio Apostolico, monsignor Antonio Franco e “dulcis in fundo” quella recente nel 2009 di Papa Benedetto XVI ?
Il noto pannello altro non è che l’ennesimo attacco diffuso a beneficio della massa ignara. Il promotore dell’affissione del pannello ha però dimenticato di affiggerne un secondo che ricorda “Le responsabilità dei Governi americano ed inglese nella tragedia degli ebrei d’Europa”, denunciata nel 1942 dal ministro americano Morgenthau e pubblicata, nel giugno 1948 sulla “Rassegna mensile di Israel”, rivista edita dalla “Unione delle Comunità israelitiche italiane”.
Il Prof. Alberto Melloni  in un articolo sul “Corriere della Sera” del 28 dicembre del  2004  ha sostenuto che: “ …al Nunzio Roncalli in Francia, il Papa Pio XII avrebbe trasmesso, attraverso il Sant’Uffizio, ordini agghiaccianti” e cioè di non consegnare i bambini ebrei salvati se battezzati ad organizzazioni ebraiche oppure ai genitori sopravvissuti”. Nell’articolo si precisa inoltre che il futuro Pontefice Giovanni XXIII disattese l’ordine ricevuto. Questa affermazione del Prof. Melloni ha un fondamento storico?
Ha diffuso una circostanza senza citarne la provenienza e la relativa documentazione.
Nei  giorni  scorsi  in un teatro romano, è stato rappresentato il dramma: “Il Vicario” del drammaturgo tedesco Rolf Hochhuth, colui che per primo nel 1963, sollevò la questione del silenzio di Pio XII sulla Shoah, accusandolo e costruendo in tal modo nel tempo la sua immagine e notorietà. Hochhuth in queste valutazioni era spinto da qualcuno oppure da qualcosa?
Il fuorviante dramma “Il Vicario” ha, com’è noto, suscitato la “Leggenda nera” redatta con l’esposizione di fatti dettati dall’immaginazione tendenziosa di un autore in cerca di pubblicità.
Come molti ricordano, Rolf Hochhuth nel mese di febbraio 2005, si è schierato al fianco dello storico autodidatta antisemita inglese David Irving, autore di numerose opere sulla seconda guerra mondiale, che ha presentato positivamente Adolf Hitler. Irving criticato per le posizioni filonaziste, ha perso nel 2000 la causa per diffamazione intentata nei riguardi della studiosa ebrea Deborah Lipstadt, autrice del libro “Denying the Holocaust”, Free Press 1993, che lo aveva accusato di negazionismo. Questo atteggiamento di Hochhuth  per Irving in quale modo deve essere interpretato?
La sua ideologia è ampiamente dimostrata dai suoi estemporanei interventi scritti e orali. Non vale la pena di confutare le divagazioni di un inguaribile nostalgico.
Gli scrittori  Susan Zuccotti e John Cornwell sono soltanto detrattori?
Susan Zuccotti è un’ottima scrittrice ma non obiettiva. Cita ampiamente la documentazione di circostanze ed avvenimenti vicini al suo pensiero mentre concede uno spazio limitato alla documentazione della parte avversa. In effetti è prevenuta riguardo l’operato di Pio XII.
Del Cornwell non posso pronunciarmi. Non ho avuto occasione di leggere i suoi scritti e non ho seguito le polemiche suscitate
An interview to prof. Michael Tagliacozzo
from Alberto De Marco  Prof. Michael Tagliacozzo a Rome born jew born in 1921, survivor of the Shoah and a member of
Kibbutz Nir Etsiyon sul Carmelo, is known as one of the most prestigious persons regarding historical events within the Roman Jewish community. Despite his venerable age, thanks to his excellent memory, he works on vigourously particularly for the historical reconstruction of events that occurred during the Second World War.
At present, he supervises the (Italy) section of the Beth Lohamè Haghettaot, one of the most well known museums, and study centres in Israel, widely known for historical documentation on the Shoah and of the Second World War. During a telephone conversation to his home in Israel, we asked him some questions regarding all the suspicious rumours surrounding the person of His Holiness, Pope Pious XII, with a key testimony of an historian who really lived through those vicisitudes. In the past, politicians,journalists and men of culture gave great importance to this greatly loved Pope who was at the same time viturperated by detractors, and particularly by those who did not live that particular epoch. These people, are those who tried to change that part of history, divulgating false information and spreading spurious news.
Prof. Michael Tagliacozzo, how do you value the prize of a silver medal that will be bestowed on you from the Presidency of the Italian Republic in the month of December  2009  in the prestigious   “Conference Hall” of the Deputy of Chamber? It will be the prize for your career during the twelfth edition of the International Concorso Antonio de Curtis, known popularly as “Totò”, for your great effort in offering the historical truth in the twentieth century.
A recognition for my perseverant dedication directed to historical truth which was not in vain.
How do you wish to address the people who will be at the ceremony at the Deputy Chambers on 21st May, for the presentation of the new book regarding “Pope Pious XII An Anthology of various texts on the seventieth anniversary of his installation as Pope”, and there will be the presence of the writer, the American nun, whose name his Margherita Marchione?
I wish to give them all my brotherly welcome, in particular to Sister Margherita for her mutual work in order to repudiate any untruth sowed by various groups of people causing a “negative legend”.
How did you survive and face racial events occurring on 16th October 1943  in the Eternal City?
My family was living in the district of New Monteverde, so I could not be a witness of such a racial seige on the Rome ghetto. On 16th  October I was in my fiancee’s home at Adalberto Street, in the Nomentano district. At six a.m. two SS soldiers broke into the appartment and I escaped through a window located on an entresol, still wearing my pyjamas. Later, I learned that my fiancee, her brother and her mother were made prisoners and tacken to Aushwitz.
I am one of the few Jewish survivors from the nazi dragnet. Fortunately, I found shelter in a major seminary in Rome, located in the neutral territory of the Lateran.
Are you disturbed or do you agree that the beatification of Pope Pious XII is still being carried out today?
Absolutely not. Either beatification or santification are internal processes within the Roman Catholic Church and I do not see why we, Jewish people should interfere. The Roman Cathlic Church has its rules, its rituals and It proclaims its saints.
Do you think that there had been a recommendation or order made by Pope Pious XII to save Jews?
Of course. I believe there was an order coming from the top. It was confirmed by the vice regent Mons. Luigi Traglia, on Christmas night 1943, during Holy Mass in a Lateran chapel. The political refugees and the Jews were attending the celebration there. At the end of the function, he spoke some encouraging words, and when people attending the celebration thanked Mons. Traglia, he said to them: “Please, your thanks should be addressed not to me but to the Holy Father since it is his will”. It is obvious that without the Pope’s permission, convents and cloister doors would not have been opened to allow men, women and Israelite children inside. Jewish children, orphans of the Israelite orphanage found shelter in one of the convents thanks, to the help of Margherita De Cave a benefactress and head mistress.
How many Jews could be helped by priests and nuns finding shelter in the convents?
According to statistics studied and recorded by the well known historian Renzo De Felice, about 5.000 people were accepted by Ecclesiastic Institutions. Among these 4.238 people went into convents as well as monasteries and other religious institutions, while 477 people were accepted in the Vatican and in neutral areas belonging to the Holy See.
Was this acceptance of Jews and dissidents to the regime determined and implemented by a few representatives of the Cattolic Church?
Both, the organization and the vast acceptance had to be projected discreetly from above.
How do you value the work of Pope Pious XII before 16 October 1943 and in succession after the last mentioned date?
We must read the encyclical “Mistici Corporus Christi” dated June 1943, and the editorial articles of Osservatore Romano before and after the war, which would not have been published without the permission of the Pope.
Have main instruments of information, such as Vatican Radio and Osservatore Romano been used in a proper way?
Information was prudently put in circulation because the person who was found at a newspaper kiosk buying Osservatore Romano was beaten by groups of people called “squadristi”. The wise newspaper agents delivered the above newspaper hiding it inside a fascist newspaper of that time.
In the seventh hall of Yad Vashem, there is a panel, placed beside Eugenio Pacelli’s  photo as a Pope under the name of Pious XII, there we can read an inserted text that says “He is responsible for silence and absence, in regards to guide lines for denouncing the Shoah. Because of the statement the reaction of the year 2005 were excessive by the Nuncio Apostolico in Israel, Mons. Pietro Sambi and in the year 2007 by the new Nuncio Apostolico, Mons. Antonio Franco and finally the most recent reaction of Pope Benedict XVI?
This well known panel is only the latest attack divulgated to the uninformed masses. The organiser and promoter of this panel has forgotten a second point which brings to mind ”the responsibility of the American and British governments in the tragedy of the Jews in Europe”, denounced by the American minister Mongenthau in 1942, and published in June 1948,        “in a monthly journal of Israel”, edited by “The Italian Union of the Israelite Community”.
Prof. Alberto Melloni said in an article on “ Corriere della Sera” dated 28 December 2004, that     “…Pope Pious XII would send the Apostolic Nuncio Roncalli, who, at that time, was residing in France, through the Holy Office, terrible instructions, not to deliver saved Jewish children, already baptized, to Jewish organizations or to their survived parents”. In the above mentioned article is stressed that the future Pope, John XXIII did not even pay attention to such an instruction. Has this affirmation made by Prof. Melloni a historical foundation?
He divulged a circumstance without mentioning the origin and the relative documentation.
Recently, at a Rome theatre, there was a performance of a drama titled: “The Vicario”, by a German
dramatist called Rolf Hochhuth, the first person who showed clearly the matter regarding Pope Pious XII’s silence, covering the Shoah; accusing him and constructing in such a way his image and notoriety at the time. Was Hochhuth in his estimations forced by anyone or by something else?
The unfounded drama “The Vicario” as, everyone knows, has given birth to “The Negative Legend” written with an exposition of events produced by a tedious imagination by an author searching for publicity only.                    As many people may remember, Rolf Hochhuth, in the month of February 2005, sided with the self tought English anti Jewish historian David Irving, another of numerous works on the Second World War, who presented Adolf Hitler positively. Irving was criticised for his Nazi leanings, and lost in the year 2000, a law – suit for deformation against the Jewish scholar Deborah Lipstadt, author of the book “Denying the Holocaust”, Free Press 1993, who had accused him of negation. How can we interpret this attitude of  Hochhuth towards Irving?
His idealogy is widely shown through his oral and written works. It is not worth wasting time on a nostalgic and incurable person as he is.
Are the writers, Susan Zuccotti and John Cornwell only detractors?
Susan Zuccotti is a very clever writer but ambiguous and tendentious. She widely writes of documentations regarding events and circumstances near what she thought herself, while she only allows a limited space for her opponents documentations. In fact, she is prejudiced towards Pope Pious XII’s  work. Instead, I cannot say anything about Cornwell since I have not had the opportunity to read any of his writings, so I have not followed the polemics brought about by this person.   (Translator : Prof. and poet Emilia Palmieri Collins)

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