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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘comunità microbiche’

Pubblicato studio dell’Ateneo sulle comunità microbiche dei formaggi italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Parma. È stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Applied and Environmental Microbiology (https://aem.asm.org/content/86/12/e00139-20) una ricerca dell’Università di Parma rivolta a comprendere la composizione delle comunità microbiche che colonizzano i formaggi italiani, uno degli elementi che contribuisce allo sviluppo delle loro caratteristiche organolettiche. Lo studio ha dimostrato per la prima volta l’esistenza di comunità microbiche diversificate e specifiche per le varie tipologie di formaggio che sono responsabili delle caratteristiche qualitative del prodotto e quindi concorrono a definirne l’unicità e tipicità.Il lavoro è stato anche scelto dalla rivista Applied and Environmental Microbiology come immagine per la copertina dell’issue di giugno (https://aem.asm.org/content/86/12.cover-expansion).Si tratta del primo lavoro che, grazie all’impiego di tecniche metagenomiche, fornisce una immagine molto dettagliata della composizione delle comunità batteriche, definite nel loro complesso microbiota, che risiedono nel formaggio, mostrando l’esistenza sia di specie batteriche ubiquitarie sia di differenze legate al sito di produzione. Lo studio è stato condotto dal Laboratorio di Probiogenomica del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale e ha visto la partecipazione di un gruppo di ricerca interamente dell’Ateneo di Parma, coordinato dal prof. Marco Ventura. Nello staff anche i membri del Centro Interdipartimentale dell’Ateneo di Parma “Microbiome Research Hub” (https://www.microbiomeresearchhub.com/), da sempre interessato allo studio del microbiota e al legame di quest’ultimo con gli alimenti.La ricerca, a differenza dei lavori finora pubblicati per lo più basati sull’impiego di tecniche di microbiologia classica, ha permesso di ricostruire in modo molto preciso il microbiota del formaggio tramite l’impiego di approcci metagenomici. Lo studio ha visto quindi la collaborazione del team di sequenziamento e del team bioinformatico diretto dal prof. Christian Milani del Laboratorio di Probiogenomica, che da anni si occupano di analisi genomiche e metagenomiche applicate alle comunità microbiche.Lo studio conferma la trasversalità delle ricerche eseguite nell’Ateneo che, in questo caso, hanno coinvolto anche la prof.ssa Maria Cristina Ossiprandi del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie.

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Scoperti nuovi batteri

Posted by fidest press agency su sabato, 25 Maggio 2019

Parma. È stato pubblicato sulla rivista scientifica Genome Biology una ricerca dell’Università di Parma rivolta alla minuziosa caratterizzazione delle comunità microbiche intestinali dei mammiferi, fino ad ora largamente sconosciute, che costituiscono il cosiddetto “dark matter” microbico. Lo studio ha identificato per la prima volta l’esistenza di due nuovi microrganismi, appartenenti al genere Bifidobacterium, nell’ecosistema intestinale di alcune specie di mammifero.Lo studio è il primo lavoro che, grazie all’impiego di un approccio di tipo omico basato sia sull’utilizzo di tecniche metagenomiche che di coltivazione su terreni selettivi (culturomics approach), ha permesso di caratterizzare la biodiversità di quella larga parte della comunità microbica intestinale conosciuta come “non-coltivabile”. Ovvero quei microrganismi che fino ad ora sono sfuggiti ad ogni tentativo di isolamento svolto dalla microbiologia classica. Il lavoro è stato condotto dal Laboratorio di Probiogenomica, Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale e ha visto la partecipazione di un gruppo di ricerca composto interamente da membri dell’Ateneo di Parma, coordinato dal prof. Marco Ventura.Questa ricerca, a differenza dei lavori fino ad ora pubblicati per lo più basati unicamente sull’impiego di approcci puramente bioinformatici, ha permesso di scoprire nuove specie microbiche grazie alla disponibilità di sequenziatori di nuova generazione (MiSeq e NextSeq 500) presso lo Spin-Off accademico GenProbio s.r.l. diretto dal prof. Ventura. Lo studio è stato svolto grazie alla collaborazione tra il team di sequenziamento ed il team bioinformatico del Laboratorio di Probiogenomica, che da anni si occupano di analisi genomiche e metagenomiche applicate alle comunità microbiche.
Lo studio conferma la trasversalità delle ricerche che vengono eseguite in Ateneo, che in questo caso hanno coinvolto oltre al Laboratorio di Probiogenomica anche l’Unità di Microbiologia del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie coordinato dalla prof.ssa Maria Cristina Ossiprandi, docente del Dipartimento stesso e del Centro Interdipartimentale “Microbiome Research Hub”.Questo lavoro riprova l’impegno rivolto allo studio delle comunità batteriche profuso dal Laboratorio di Probiogenomica dell’Università di Parma e dal Centro Interdipartimentale “Microbiome Research Hub”. Quest’ultimo è stato recentemente costituito presso l’Ateneo al fine di integrare sforzi interdisciplinari rivolti allo studio del microbiota intestinale, come testimoniato dai diversi riconoscimenti internazionali ricevuti negli ultimi anni dai suoi membri, e rappresenta un primo importante passo verso la piena comprensione delle basi molecolari responsabili dell’interazione microrganismi-ospite ma anche delle possibili implicazioni positive o negative sulla salute dell’ospite.

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