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Posts Tagged ‘comunità sant’egidio’

Sostegno all’appello delle Nazioni Unite della Comunità Sant’Egidio

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2020

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha scritto una lettera al fondatore di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, in cui – ringraziando per il sostegno all’appello delle Nazioni Unite per giungere ad un cessate il fuoco globale nel tempo del coronavirus – incoraggia la Comunità a continuare il suo impegno a favore della pace in diverse aree del mondo, in particolare nel Sud Sudan:
“Vorrei ringraziarla per la sua lettera con la quale ha espresso il suo sostegno al mio appello per un ‘cessate il fuoco’ globale per combattere la pandemia COVID-19. Sono stato incoraggiato dalle risposte che l’appello ha ricevuto da parte di leader internazionali e di governi in varie parti del mondo, da autorità regionali, dalla società civile, così come da leader e organizzazioni religiose come la Comunità di Sant’Egidio. Considero particolarmente importante che l’appello abbia suscitato risposte positive da alcune parti attualmente in guerra.
Purtroppo i conflitti continuano sfidando il nostro impegno per contenere la pandemia COVID-19. Molti di coloro che avrebbero potuto ascoltare la chiamata al “cessate il fuoco”, cercano al contrario di avvantaggiarsi sul campo di battaglia. Sono sicuro che lei condivide le mie preoccupazioni per tutte quelle persone colpite in modo sproporzionato dai conflitti in corso e che sono ancor più vulnerabili a causa del COVID-19, in particolare le donne che sopportano il fardello della cura della famiglia, i bambini, i rifugiati, i profughi interni e tutti coloro che sono marginalizzati.
Le Nazioni Unite continueranno a impegnarsi insieme a tutti i soggetti in conflitto, i governi e le personalità influenti per aiutare le parti belligeranti perchè dalle dichiarazioni di buone intenzioni o dalle tregue provvisorie si arrivi alla fine delle guerre e a soluzioni politiche di pace duratura. Apprezzo molto la sollecitudine con cui la sua organizzazione coinvolge leader politici e religiosi, capi di comunità e di varie reti per progredire sulla via della pace, come è recentemente avvenuto per il Sud Sudan e per altre situazioni.

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Sant’Egidio si unisce alla giornata di digiuno e preghiera per il Congo

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 febbraio 2018

La Comunità di Sant’Egidio si unisce alla Giornata di digiuno e preghiera per la Pace, in particolare per le popolazioni della Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan, indetta da papa Francesco per venerdì 23 febbraio, con una veglia che si terrà alle 20 nella basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma e, contemporaneamente, in molte città italiane dove la Comunità è presente.
I due Paesi africani, per cui il Papa ha chiesto di pregare e digiunare, sono dominati da troppa violenza, povertà e divisioni politiche e etniche. Devono tornare al centro delle preoccupazioni della comunità internazionale e di tutti coloro che credono nella necessità e urgenza di costruire la pace.
Grave è la condizione dei rifugiati Sud Sudanesi, che a milioni hanno dovuto abbandonare le loro case a causa della guerra civile e vivono nei campi profughi in Uganda, Etiopia e Kenya. A Nyumanzi, nel Nord Uganda, la Comunità di Sant’Egidio ha aperto dal 2014 la “School of Peace”, che ha garantito l’istruzione a migliaia di bambini, a centinaia di donne, ma anche opportunità di lavoro a numerosi rifugiati Sud Sudanesi, che prima della guerra erano insegnanti. Assieme all’istruzione di base è fondamentale, nelle “School of Peace”, l’educazione alla pace.
La Repubblica Democratica del Congo, paese ricco di risorse naturali, è attraversato da conflitti e ingiustizie, che colpiscono le fasce più deboli della popolazione come gli anziani e i bambini. Il processo democratico è a rischio. Sant’Egidio, presente in Congo, sia nella capitale che nelle città dell’interno, realizza da anni le Scuole della Pace con i minori in difficoltà delle periferie ed è attenta alle difficili condizioni di vita dei bambini di strada per i quali sono attivi progetti di reinserimento sociale. Per i malati di Aids, malattia vissuta ancora come uno stigma, è attivo anche in Congo il programma DREAM di prevenzione e cura della malattia che ha reso possibile, in 11 Paesi africani, la nascita di oltre centomila bambini sani da madri sieropositive.

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Africa: firmato da Sant’Egidio e ospedale San Camillo un accordo per la sanità

Posted by fidest press agency su domenica, 8 ottobre 2017

africa7È stato firmato un accordo di cooperazione tra la Comunità di Sant’Egidio e l’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini, che prevede attività di formazione professionale specialistica, sia a Roma sia in diversi Paesi africani, ma anche assistenza tecnica, consulenza e ricerca. In particolare grazie al protocollo firmato da Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, e da Fabrizio d’Alba, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini, verrà sviluppata una piattaforma di telemedicina, che permetterà ai medici del polo ospedaliero romano di svolgere – gratuitamente e fuori dell’orario di servizio – consulenze diagnostiche, soprattutto per alcune specializzazioni: cardiologia, neurologia, chirurgia.
«L’accordo di oggi – del tutto gratuito per l’Ospedale San Camillo – è una buona notizia per migliaia di malati africani, perché consentirà loro l’accesso a consulenze mediche di alto livello anche in situazioni di estrema povertà o di scarsezza di mezzi diagnostici», ha osservato Marco Impagliazzo. «Oltre a favorire la formazione continua dei clinici africani, necessaria in Paesi dove i medici sono pochi e le specializzazioni rare, la collaborazione tra Sant’Egidio e l’ospedale San Camillo affronterà un aspetto problematico e finora ignorato, ossia la diffusione delle malattie croniche in Africa. Infatti, secondo l’OMS, patologie cardiovascolari, ipertensione e diabete – ha concluso il presidente di Sant’Egidio – sono in netto aumento in tutti i Paesi africani, al punto da divenire nei prossimi 10 anni la prima causa di morte nel continente».
Osservando che l’impegno del San Camillo in programmi di ricerca e cooperazione internazionale con istituzioni e strutture sanitarie di diversi Paesi africani è «stabile e duraturo», e ha già portato in tanti anni «medici ed infermieri in ogni angolo del mondo», Fabrizio d’Alba ha commentato: «La firma di oggi ci mette di fronte ad una nuova sfida perché in collegamento con una realtà “unica” come la Comunità di Sant’Egidio. La cooperazione sanitaria internazionale è un punto qualificante della “mission” del San Camillo, che riveste e non da oggi, un ruolo decisivo nella sfida rappresentata dalla cooperazione come contributo allo sviluppo dei Paesi più svantaggiati». «Sono certo che i nostri professionisti sapranno dare il sostegno necessario a questi progetti di cooperazione, e che questo lavoro “in tandem” saprà valorizzare non solo il loro impegno umanitario e professionale, ma quello di tutta l’Azienda», ha concluso il DG del San Camillo-Forlanini.
La Comunità di Sant’Egidio è presente con il programma DREAM (Disease Relief through Excellent and Advanced Means) in 11 Paesi dell’Africa Sub-Sahariana con 47 centri clinici e 25 laboratori. Oltre a garantire la cura a circa mezzo milione malati di AIDS, particolarmente donne e bambini, DREAM ha esteso il suo raggio d’azione alle malattie croniche e alla prevenzione dei tumori, offrendo cure gratuite complete a un livello di eccellenza dal punto di vista scientifico e tecnologico e formando decine di migliaia di professionisti della sanità: medici, infermieri, fisioterapisti.

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Bauman, Sant’Egidio: scompare un grande umanista

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2017

zygmunt-baumanLa Comunità di Sant’Egidio ricorda Zygmunt Bauman come un grande intellettuale che con profondità ha saputo interpretare i grandi cambiamenti della società contemporanea, ma anche come un fine umanista impegnato sulla frontiera del vivere insieme. Viva è la memoria della sua partecipazionie agli ultimi incontri internazionali, promossi da Sant’Egidio nello “spirito di Assisi”, in cui espresse con convinzione la visione di un dialogo necessario tra laici e credenti per la costruzione della pace e di una società più inclusiva. Come fece anche nel settembre scorso, quando, nell’ambito del trentesimo anniversario dell’incontro voluto nel 1986 da Giovanni Paolo II, ebbe anche un colloquio privato, proprio ad Assisi, con Papa Francesco. Con Bauman se ne va un visionario dei nostri tempi, capace di guardare al futuro dell’Europa e del mondo.

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Istanbul: la Comunità di Sant’Egidio è presente con il suo presidente al primo vertice mondiale umanitario promosso dall’ONU

Posted by fidest press agency su martedì, 24 maggio 2016

istanbulIstanbul. Alla presenza di capi di Stato e di governo, di rappresentanti del mondo religioso e della società civile, a Istanbul si discute delle grandi questioni umanitarie tra cui le conseguenze delle guerre, le migrazioni, l’accesso universale alle cure e i cambiamenti climatici. La Comunità di Sant’Egidio ha presentato la sua esperienza dei corridoi umanitari per i rifugiati e il dialogo politico e religioso per la soluzione dei conflitti. “È un incontro molto importante – ha sottolineato Marco Impagliazzo – che rivela una più forte volontà a livello internazionale di non lasciare nessuna persona da parte, specialmente chi soffre per le crisi umanitarie. Emerge come essenziale il ruolo della società civile in tanti campi per assicurare assistenza e aiuto a chi è nel bisogno. Sant’Egidio auspica altresì che nell’aiuto umanitario si tenga in conto il tema dell’integrazione, via maestra per vincere ogni tipo di esclusione e emarginazione”.

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Scomparsa del vescovo Gonçalves

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 aprile 2016

GonçalvesLa Comunità di Sant’Egidio esprime cordoglio e commozione per la scomparsa dell’arcivescovo emerito di Beira (Mozambico), monsignor Jaime Gonçalves. Uomo di pace, uno tra i protagonisti della Chiesa mozambicana dall’indipendenza a oggi, entrò in contatto con la Comunità, nella seconda metà degli anni Settanta, uno dei momenti più difficili per i cattolici in un Paese a guida marxista-leninista. Grazie ai contatti in Italia, con la Comunità e con istituzioni e personalità politiche, tra cui Giulio Andreotti (ministro degli Esteri) e Enrico Berlinguer (segretario del PCI), contribuì in modo decisivo al miglioramento della condizione dei cattolici in Mozambico.Da arcivescovo di Beira, all’inizio degli anni Novanta fu, con Andrea Riccardi, Mons. Matteo Zuppi e Mario Raffaelli, mediatore nelle trattative fra il governo marxista e la guerriglia della Renamo, che portarono il 4 ottobre 1992, a Roma, alla firma degli accordi di pace per il Mozambico ponendo fine a una lunga guerra civile che aveva provocato più di un milione di morti.E’ stato presidente della Conferenza episcopale mozambicana e protagonista nei due sinodi sull’Africa. Sant’Egidio lo ricorda con affetto per l’amicizia di tanti anni e gli innumerevoli incontri all’insegna del Vangelo e della pace. (foto: Gonçalves)

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Papa Francesco: Nuovo umanesimo

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2016

sant'egidio1La Comunità di Sant’Egidio saluta i tre anni di pontificato di Papa Francesco come un dono per la Chiesa e per il mondo. “In un tempo che ha visto alzarsi troppi muri tra i popoli – afferma il presidente Marco Impagliazzo – Francesco è stato un costruttore di ponti nel suo apostolato quotidiano e nello scenario internazionale ed ecclesiale, come dimostrano le nuove relazioni che si sono aperte tra Cuba e gli Stati Uniti e lo storico incontro con il patriarca russo Kirill”.
“E’ un Papa – sottolinea Impagliazzo – che, leggendo la realtà a partire dalle periferie, si è fatto voce dei poveri indicando a tutti la via per colmare le distanze e sanare le ferite delle nostre società, non ultima quella ambientale. Non a caso ha scelto di aprire la prima porta santa del Giubileo della Misericordia a Bangui, capitale del Centrafrica dilaniato dalla guerra. Francesco ha saputo dare un nuovo slancio missionario alla Chiesa proponendo di vivere la gioia del Vangelo: una forza “in uscita”, capace di offrire al mondo un nuovo umanesimo in anni attraversati da tanti conflitti e da una violenza diffusa che colpisce soprattutto i più deboli”.

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Frattini incontra Comunità Sant’Egidio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 gennaio 2011

Franco Frattini, Italian politician

Image via Wikipedia

Ieri alle ore 19 il ministro degli Esteri Franco Frattini si è recato in visita presso la sede della Comunità di Sant’Egidio ed è stato accolto dai rappresentanti della comunità cattolica di Trastevere, nota per il suo impegno per la pace, per i diritti civili e le tante attività umanitarie e di solidarietà internazionale, come la cura dell’Aids in Africa. Nel corso dell’incontro è stato firmato lo “Accordo relativo alle sedi e alle attività di carattere internazionale in Italia e all’estero della Comunità di Sant’Egidio”. Il Ministero degli Esteri – si legge nel testo dell’accordo – riconosce che Sant’Egidio “è un ente internazionale, autorevole ed indipendente da qualsiasi tendenza politica e particolarismo nazionale”. Il riconoscimento è dettagliatamente illustrato nella lunga enumerazione di azioni che caratterizzano da decenni l’impegno di Sant’Egidio nel mondo: “opera per la prevenzione delle crisi umanitarie e delle guerre interne ed esterne promuovendo colloqui e trattative per la pacificazione dei conflitti, come pure sperimentando la mediazione tra le parti intesa alla soluzione non contenziosa e comunque non violenta degli stati di belligeranza, dichiarati o di fatto che siano; svolge interventi di diplomazia riservata affinché specifici dossier trovino una soluzione adeguata al rispetto del principio di umanità, con particolare riguardo alla detenzione di singoli, alla esecuzione delle condanne ed alla cattura di ostaggi; è attivamente partecipe della lotta alla povertà ed è promotrice di vasti programmi di aiuto e di intervento nel campo della cooperazione, nonché in quello sanitario, sociale e dei diritti umani, in special modo nei Paesi in via di sviluppo”. Grazie all’accordo il Ministero si impegna a facilitare “le attività a vocazione internazionale della Comunità a favore della pace e della solidarietà da svolgersi in Italia o all’estero, con impegno formale a rispettare sempre la piena indipendenza, l’imparzialità e terzietà, nonché l’autonomia d’intervento della Comunità”. Il Ministro si è poi intrattenuto con la Comunità di Sant’Egidio conversando su argomenti di stretta attualità. E’ stato affrontato in particolare il tema della tutela e protezione dei cristiani in Medio Oriente, sottoposti a minacce ed intimidazioni. La Comunità di Sant’Egidio ribadisce con forza la sua preoccupazione per la situazione di molte comunità  cristiane in Oriente, che segue da tanto tempo con amicizia e viva partecipazione. Invita tutti ad una maggiore attenzione sulle loro condizioni di vita e sul loro disagio. Auspica che sia sollevato il velo di indifferenza che spesso le circonda.  Sente il dovere di richiamare ad uno sforzo di maggiore dialogo con il variegato mondo dell’Islam, perché prevalgano da tutte le parti le ragioni di una sempre più necessaria e doverosa coabitazione e collaborazione, in vista di un mondo più pacifico e sicuro. Si impegna a sostenere gli sforzi di chi comprende che in Medio Oriente il destino comune di cristiani e musulmani è vivere insieme.

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