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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘comunità’

In arrivo l’infermiere di famiglia e di comunità

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2020

Ultime fasi preparatorie in vista dell’attivazione dell’infermiere di famiglia e di comunità. Hanno avuto inizio martedì 6 ottobre i corsi di formazione all’Auditorium “L. Parenzan” dell’Ospedale di Bergamo. Questa nuova figura si occuperà innanzitutto di potenziare le azioni preventive al diffondersi del contagio da coronavirus. L’infermiere collaborerà al monitoraggio delle persone in isolamento domiciliare e favorirà il raccordo con i servizi di prevenzione e cure primarie dell’ATS, con i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, le unità speciali di continuità assistenziale (USCA), le Unità Territoriali per l’Emergenza Sociale Covid-19 (UTES). Tra le sue attività rientrano anche l’educazione alle famiglie in merito ai comportamenti per l’isolamento e la collaborazione alla campagna vaccinale antiinfluenzale. L’obiettivo dei corsi di formazione rivolti ai nuovi infermieri è quello di garantire l’orientamento, l’ambientamento e l’inserimento nei contesti territoriali in cui sarà attivato il servizio. I corsi, sotto il coordinamento di Monica Casati, responsabile della formazione per la Direzione delle professioni sanitarie e sociali, sono strutturati in tre fasi. La prima fase di orientamento, già conclusa, ha avuto l’obiettivo di approfondire gli elementi caratterizzanti la figura dell’infermiere di famiglia e comunità e la declinazione di tale modello assistenziale nel contesto della ASST Papa Giovanni XXIII. La seconda fase, di ambientamento, si articola in due settimane di formazione teorica ed esperienziale. Tra i temi approfonditi ci saranno la conoscenza dell’intero sistema di offerta dei servizi socio sanitari presenti sul territorio, la prevenzione delle infezioni e la sorveglianza sanitaria con particolare riferimento alle condizioni COVID-19, la rete di servizi e delle strutture con cui l’infermiere di famiglia e di comunità avrà una collaborazione costante. La terza fase di inserimento/attivazione consoliderà gli elementi del ruolo e di attivazione del servizio nella sua fase pilota. Al progetto hanno contribuito, per la Direzione delle professioni sanitarie e sociali, Cristina Caldara, Responsabile processi socio assistenziali territoriali e le Coordinatrici infermieristiche Anna Maria Lidani, Responsabile Coordinamento del Personale e Cinzia Prometti, Coordinatore Infermieristico del Servizio Infermieri di Famiglia e Comunità, PreSST Servizi Sanitari di continuità.

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Sudan: gravi inondazioni devastano le comunità sfollate e quelle di accoglienza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2020

Migliaia di persone tra sfollati interni, rifugiati e comunità di accoglienza sono state colpite dalle forti piogge stagionali in Sudan, che hanno causato inondazioni improvvise e spinto i fiumi a straripare, tra cui il Nilo nella capitale Khartoum e nella città gemella Omdurman.Le condizioni igienico-sanitarie sono drasticamente peggiorate a causa degli allagamenti delle latrine e delle contaminazioni dei canali di approvvigionamento idrico che hanno impedito alle persone di praticare le necessarie misure di prevenzione del COVID-19, come il frequente lavaggio delle mani. Alcune strutture sanitarie sono state danneggiate al punto da comprometterne le capacità di curare i pazienti, nel caso dovessero aumentare i casi di trasmissione di COVID-19 o di altri virus e malattie. Si stima che, in totale, abbiano subito danni 125.000 rifugiati e sfollati interni, in particolare nelle regioni del Sudan orientale, Nilo Bianco, Darfur e a Khartoum. Molti di loro hanno urgente bisogno di alloggio e di altri aiuti di emergenza. Le piogge sono state particolarmente abbondanti nel Darfur Settentrionale, dove circa 35.000 sfollati interni, residenti e rifugiati necessitano di assistenza, 15 persone hanno perso la vita e altre 23 risultano disperse.I danni alle infrastrutture sono stati devastanti. La strade sono state ricoperte da grandi quantità di fango che ostacola la circolazione del traffico, rendendo estremamente difficile, se non impossibile, consegnare gli aiuti umanitari ad alcune comunità, specialmente nel Blu Nilo, dove le agenzie umanitarie internazionali non riescono a raggiungere circa 5.700 persone bisognose di assistenza. L’UNHCR e i partner, in collaborazione col Governo del Sudan, stanno assicurando aiuti di emergenza alle popolazioni colpite nel Nilo Bianco, tra cui teli impermeabili a beneficio di 3.500 rifugiati nel campo di Al Jameya e di altri 65.000 sfollati e membri delle comunità di accoglienza. Per attenuare gli effetti degli allagamenti nel campo, l’UNHCR, in partenariato con comunità di accoglienza e rifugiati, ha pulito i canali di drenaggio con un trattore per ripristinare il flusso dell’acqua.Ulteriore assistenza d’emergenza sarà fornita alle comunità di Darfur Orientale, Khartoum, Kordofan Meridionale e Sudan orientale nei giorni e nelle settimane a venire.Anche prima che si verificassero le inondazioni, il livello dei finanziamenti era lontano da quello richiesto per assicurare alle persone l’assistenza di cui hanno bisogno. Quest’anno, l’UNHCR ha ricevuto solo il 38% dei 274,9 milioni di dollari necessari per le proprie operazioni in Sudan, ed esorta la comunità internazionale a contribuire con ulteriori finanziamenti per assicurare assistenza umanitaria alle comunità sfollate.

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Rafforzare le comunità locali: “Come dimostrato dalla pandemia di COVID-19, sono tra gli attori principali della risposta umanitaria”

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Nella Giornata internazionale dell’aiuto umanitario, Caritas Internationalis richiama l’attenzione sul ruolo essenziale delle comunità locali nell’assicurare risposte immediate in ambito umanitario e chiede che venga offerto un maggiore sostegno alle organizzazioni della società civile, specie quelle d’ispirazione religiosa come Caritas, che in tutto il mondo sostengono, aiutano e rafforzano le comunità locali.Ogni anno il 19 agosto – data in cui nel 2003 morirono in un attentato al Canal Hotel di Baghdad 22 persone, tra cui il direttore umanitario delle Nazioni Unite in Iraq Sergio Vieira de Mello – la Giornata internazionale dell’aiuto umanitario ricorda quanti in tutto il mondo lavorano in tale ambito.Nel 2020, la giornata viene celebrata in un contesto caratterizzato dalla pandemia di COVID-19 e con le esplosioni che hanno devastato Beirut ben impresse nella mente della comunità internazionale. In questo momento storico, il sistema umanitario internazionale è messo a dura prova come mai prima d’ora e sono una ogni 45 le persone che in tutto il mondo necessitano assistenza.Caritas sostiene pienamente la localizzazione degli aiuti umanitari ed è impegnata in tutto il mondo per fornire alle comunità locali il know-how e gli strumenti necessari a consentire loro di rispondere autonomamente alle emergenze umanitarie. “Questa Giornata e deve contribuire all’innovazione della risposta umanitaria ed a tal fine è essenziale che i governi e la comunità umanitaria internazionale si concentrino sull’empowerment delle organizzazioni della società civile, in particolare delle organizzazioni di ispirazione religiosa che sono al fianco delle comunità locali. È dunque fondamentale che siano assicurate a tali organizzazioni le risorse necessarie affinché possano preparare le comunità locali a rispondere autonomamente alle emergenze”, aggiunge Aloysius John.Caritas Internationalis, in occasione della Giornata internazionale dell’aiuto umanitario esorta i governi e la comunità umanitaria internazionale a:
– destinare fondi a livello locale al rafforzamento delle organizzazioni della società civile e delle loro strutture di base.
– stanziare fondi speciali per l’empowerment delle comunità locali e per consentire loro di intraprendere le azioni appropriate in caso di disastri.

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La Comunità Sant’Egidio: una perla all’occhiello del mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2020

Quanti comunicato nel corso del 2020, da gennaio ad oggi, abbiamo ricevuto dall’ufficio stampa della Comunità? Tantissimi perché grandissimi sono stati i suoi impegni nel mondo in favore della pace e della fraternità fra i popoli. Ora ci chiediamo se non è necessario risvegliare non solo le coscienze di chi ci governa ma anche quelle degli amministrati nel renderli consapevoli che in passato sicuramente abbiamo fatto poco a sostegno di uno dei due diritti fondamentali che dovrebbero guidare le nostre coscienze e il nostro agire in concreto. Il primo si sa è il diritto alla vita ma subito dopo viene l’altro che è il diritto a vivere. In questo caso abbiamo mostrato tutti i nostri limiti allorché milioni di bambini continuano a morire nel mondo per mancanza di un’assistenza sanitaria carente e per fame, che vi siano anche nelle città e nelle comunità dell’opulenza dei senza tetto e dei barboni che muoiono di fame e di freddo, che ci imbattiamo in milioni di migranti che fuggono da guerre e carestie, che tantissimi sono coloro che elemosinano un lavoro e se lo hanno continuano a vivere in miseria e poi vi sono i pensionati, i nuovi paria della società dei consumi. Tutti questi e molti altri ancora cosa mai potranno fare dover essere entrati nel mondo dei vivi se li ricacciamo indietro il giorno dopo privandoli della vita? (R.A.)

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Operatorio sociali di comunità: Corso di formazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Il corso partirà dal 10 settembre in collaborazione con l’AslTO4 ed i 4 Consorzi socio assistenziali territoriali, In.re.te di Ivrea, CISS38 di Cuorgné, CISSAC di Caluso, CIS di Cirié e del Corso di laurea in Infermieristica di Ivrea; si svolgerà prevalentemente on line per 300 ore. Al progetto SociaLab lavorano insieme a Città metropolitana di Torino anche la Federazione Provinciale Coldiretti di Torino, il Syndicat Mixte de l’Avant Pays Savoyard e la Comunità dei Comuni Arlysère.
Sono 23 le persone selezionate per partecipare al corso per operatori sociali di comunità in Canavese, promosso dal progetto SociaLab nell’ambito del piano integrato territoriale “GraiesLab – generazioni rurali attive innovanti e solidali” finanziato dal programma transfrontaliero ALCOTRA. Si erano candidati in 47, in prevalenza donne, e visto l’alto livello di professionalità dimostrato che testimonia una grande motivazione, la Città metropolitana di Torino ha deciso – potendo sfruttare un piccolo margine di risorse – di accogliere un numero maggiore di candidati.

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Pandemia e permafrost minacciano intere comunità

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2020

L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) è molto preoccupata per l’estrazione di materie prime nell’Artico, in Siberia e nell’Estremo Oriente della Russia, che sta aumentando rapidamente nonostante i pericoli del riscaldamento globale. I terreni caratterizzati un tempo da permafrost con lo scongelamento hanno reso l’infrastruttura di serbatoi e tubazioni un pericolo difficilmente controllabile. Inoltre, la forza lavoro che cambia frequentemente nei cantieri edili e negli impianti di produzione di petrolio e gas porterebbe il coronavirus nelle remote aree indigene. Per il governo russo, gli introiti da materie prime nella regione sono ovviamente più importanti della sopravvivenza delle persone sempre più impoverite. La situazione è estremamente pericolosa per le popolazioni indigene del luogo. L’assistenza medica è stata notevolmente ridotta negli ultimi anni. Non c’è praticamente nulla che possa ostacolare la diffusione del virus. Negli ospedali da campo costruiti in fretta e furia, gli operatori sanitari non protetti diffondono ulteriormente il virus. Gli indigeni riescono a malapena a nutrirsi perché le norme di quarantena impediscono loro di raggiungere le loro tradizionali zone di caccia e di pesca. Anche il baratto è impossibile a causa delle restrizioni alla mobilità.Il cambiamento climatico sta già portando a disastri ambientali, soprattutto perché gli standard ambientali e di sicurezza sono stati ovviamente trattati in modo superficiale. È stato solo il 29 maggio di quest’anno che un serbatoio di gasolio appartenente alla società di materie prime Norilsk Nickel è esploso e ha contaminato una vasta area di acque da cui dipendono i pescatori locali dei Nenci e Dolgani indigeni. Con il progressivo disgelo dei suoli permafrost, con l’avanzare dei cambiamenti climatici, ci si deve aspettare un numero sempre maggiore di incidenti di questo tipo. È stato un buon segnale che la Deutsche Bank ha recentemente annunciato che non finanzierà più progetti di produzione di petrolio e gas nell’Artico. A questo deve ora seguire la consapevolezza che lo sfruttamento delle materie prime in questo fragile ecosistema è sempre carico di rischi enormi. Questi rischi riguardano in particolare le popolazioni indigene, il cui stile di vita è orientato a questo ecosistema da migliaia di anni ed è altrettanto fragile.Nel frattempo, la rete indigena russa Aboriginal Forum, che riunisce 42 esperti indipendenti, leader e organizzazioni indigene di 21 regioni dell’Artico russo, della Siberia e dell’Estremo Oriente, ha riferito di un aumento delle epidemie di coronavirus intorno agli impianti di produzione di petrolio e gas. L’11 maggio, 2.045 persone sono state ufficialmente registrate come infette nel campo di lavoro di un impianto di gas liquefatto del gruppo Novatek vicino al villaggio di Belokamenka nel solo distretto di Murmansk, per un totale di 2.416 persone infette che vivono nel distretto. L’APM aveva già segnalato un’epidemia incipiente in un cantiere nella stessa regione in aprile. Novatek vi sta costruendo una fabbrica che produrrà piattaforme di perforazione per la produzione di gas naturale nell’Oceano Artico.

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ANCoDiS: l’unità della Comunità scolastica contro Covid-19

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

Da alcune settimane stiamo affrontando l’emergenza del coronavirus COVID 19 che sta mettendo a dura prova il potente Homo sapiens sapiens evidenziandone purtroppo tutte le sue fragilità. E tre pilastri della nostra Italia – il sistema sanitario, della sicurezza e quello scolastico – sono in “trincea” a tutela del diritto alla sicurezza, alla salute ed all’istruzione di ciascun cittadino. Oggi più che mai ci sentiamo una comunità solidale e responsabile, che deve avere fiducia nelle sue Istituzioni e che deve credere con cauto ottimismo che la dura prova sarà superata. Per quanto riguarda la scuola non possiamo non riconoscere che l’inaspettata sfida di Covid 19 è
stata accolta con determinazione e senza tentennamenti schierando sul campo entusiasmo, energie, passione e professionalità oltre ogni vincolo giuridico o norma contrattuale. E’ venuto fuori nella grande maggioranza degli operatori scolastici un impeto di orgoglio professionale che ha fatto emergere prepotentemente quello spirito di servizio e di affezione al lavoro che ciascuno svolge – nonostante le mille criticità – rispettando la funzione alla quale è stato chiamato. Tutto questo è l’evidente dimostrazione – lo dico ai tanti critici ed a chi in questi anni si è reso protagonista di attacchi spesso sostenuti da pregiudizi! – che nella scuola italiana c’è una comunità di uomini e donne che non hanno indugiato a scendere in campo, secondo specifiche competenze e professionalità, per onorare pienamente il diritto costituzionalmente garantito in favore degli alunni.
Sappiamo da quello che ci dicono eminenti scienziati che non sarà una battaglia né semplice né di breve durata e che dobbiamo tenerci pronti a qualsiasi sviluppo anche il più severo. E, dunque, non ci resta che avere la consapevolezza di tutto questo: rassicuriamo alunni piccoli e grandi e le loro famiglie sulla nostra presenza seppur virtuale e continuiamo a tenere quelle relazioni umane e professionali che rendono ogni scuola una COMUNITA’; ciascuno di noi non faccia un passo indietro ma due salti in avanti per raggiungere e sentirsi più vicino ai suoi allievi. Auspichiamo che questa esperienza serva da monito ai rappresentanti delle nostre Istituzioni a tutti i livelli per far comprendere loro che la scuola deve tornare ad essere nel bilancio dello Stato italiano non voce di spesa ma capitolo di investimento e che a TUTTI gli alunni – da Nord a Sud e dal centro alle periferie – dovranno essere date pari opportunità anche sul piano delle infrastrutture digitali e della relativa dotazione tecnologica. Ai genitori chiedo di fidarsi dell’organizzazione didattica cosiddetta “a distanza” proposta dalle Istituzioni scolastiche, di sostenere il lavoro anche se non in presenza fisica degli insegnanti; vi invito a sentirvi protagonisti nella realizzazione di questa “innovazione” che ci vede tutti impegnati a garantire – attraverso la progettazione, l’organizzazione e la realizzazione – il diritto allo studio, seppur in forma diversa ma ugualmente efficace, dei vostri figli. Agli alunni, una raccomandazione: accogliete con favore le attività che vi propongono nelle diverse forme i vostri insegnanti (di ripasso, di approfondimento, di ricerca e per rilassarci anche di gioco didattico). In questo modo, al rientro che speriamo presto, potete dire che anche voi siete stati protagonisti in questa battaglia! (Il Presidente ANCODIS – Palermo
Prof. Rosolino Cicero)

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Nissoli (FI): Congratulazioni alla Presidente Santelli. Presto in Nord America per incontrare le Comunità calabresi

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 gennaio 2020

“Esprimo le mie congratulazioni all’on. Jole Santelli, eletta a larga maggioranza Presidente della Regione Calabria! Sarà una grande Presidente in grado di rilanciare la Regione e creare sviluppo facendo il bene del territorio. Chi afferma il contrario non ha nessuna credibilità in materia.Presto, organizzeremo una visita della neo presidente in Nord America per incontrare la grande Comunità calabrese che vi risiede e fare sistema per lo sviluppo della terra di origine.” Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald (FI) eletta nella Circoscrizione Estera – Ripartizione Nord e Centro America.

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Elogio della città: Dal luogo delle paure alla comunità della gioia

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Roma mercoledì 22 gennaio 2020 – ore 17:00 Istituto della Enciclopedia Italiana – Piazza della Enciclopedia Italiana, 4. Con l’Autore Giovanni Maria Flick intervengono Luca Bergamo, Andrea Ferrazzi, Franco Purini, Salvatore Settis.Il crollo del ponte Morandi a Genova, l’incendio della guglia ottocentesca della Cattedrale di Notre-Dame, un rogo in una baraccopoli che provoca la morte di un lavoratore ghanese, migrante clandestino. Eventi e notizie da cui Giovanni Maria Flick, Presidente emerito della Corte Costituzionale, trae spunto per riflettere sulla città. Le sue riflessioni si sviluppano nel libro alla luce di due imperativi. Il primo, di natura biblica: rendere giustizia alla vedova, all’orfano, al povero, allo straniero…. Il secondo, tratto dalla Costituzione: la personalità dell’uomo si realizza nelle formazioni sociali che assicurano la pari dignità attraverso la garanzia dei diritti inviolabili e l’adempimento dei doveri inderogabili.
“Sono due indicazioni importanti – afferma l’Autore – frutto della saggezza della storia (la prima) e dell’impegno comune che nacque dalla guerra perduta e dalla Resistenza (la seconda). Sono vincolanti per tutti, ma in particolare per chi ha il compito di tradurre le idee e i desideri degli uomini nel linguaggio delle pietre, e per chi ha il compito di formulare le regole per quella traduzione. Per impedire che cadano le guglie e i ponti, ma anche per impedire che i diversi muoiano bruciati nelle baracche”.Tutela del patrimonio storico e tutela «dei diritti inviolabili dell’uomo lì dove svolge la sua personalità» – la città appunto – non possono contrapporsi. Devono integrarsi. La città può essere il luogo in cui scrivere il futuro delle generazioni. Le sue architetture, le sue periferie o centri storici, i suoi sviluppi possono segnare efficaci e concrete vie per costruire una società capace di vivere ed educare ai nostri valori costituzionali.
A differenza degli ultimi volumi dell’autore – Elogio della dignità (2015); Elogio del patrimonio (2016); Elogio della Costituzione (20184) – il titolo del nuovo libro ha, volutamente, un punto interrogativo. “Nell’alternarsi tra le maledizioni e le benedizioni della città – scrive ancora Flick – mi sembra giusto restare nel ragionevole dubbio di giuridica memoria, per non avallare soluzioni precostituite di ottimismo o piuttosto di pessimismo. Elogio della città? Lascio a chi legge valutare se questo dubbio – espresso dall’interrogativo – è in qualche modo giustificato ed è superabile”.

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Vogliamo essere guidati

Posted by fidest press agency su martedì, 31 dicembre 2019

Il destino dell’essere umano non sembra quello di agire da solo ma di farlo in comunità sotto la guida di un leader carismatico, a prescindere, che a un certo punto riconosciamo per tale. Se ci limitiamo al solo caso italiano, ma non siamo soli nel mondo, ovviamente, e limitiamo la riflessione agli eventi più recenti possiamo dire che Mussolini ha rappresentato tutto questo, nel bene e nel male, ma anche il coevo Hitler nella colta Germania non è stato da meno e Franco in Spagna e Stalin nell’URSS. Nel nostro paese è seguita, negli anni post-bellici, una ricerca spasmodica del leader. La stessa democrazia cristiana e il partito comunista ci hanno mostrato vari campioni da De Gasperi ad Andreotti, Moro e Fanfani, da Togliatti a Berlinguer. Ne avevano il carisma ma, ad eccezione di Andreotti, erano una specie di scirocco che durava tre giorni e poi spariva. Ci volle negli anni novanta lo choc imposto dai giudici di mani pulite per far emergere una figura di leader e l’impressione che fosse incrollabile sotto la scure dei processi che furono intentati a suo carico e degli intrighi di palazzo. Divenne per molti italiani l’uomo del destino e se ne fecero carico a dispetto di tutto e di tutti. Ma avere nel sangue la leadership non significa, necessariamente, essere un dittatore o un popolano del taglio di Masaniello. Significa rappresentare un disagio esistenziale reale e declamarlo con forza e convinzione. Questo è per me Grillo. E il popolo che lo segue è quello che è crollato subendo il peso di chi lo ha tradito con il sistema del pifferaio e chi crede di governare con un’ubriacatura di democrazia del consenso nella logica del tutto cambiare per nulla cambiare. (Riccardo Alfonso)

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Rapporti tra la comunità polacca e l’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 novembre 2019

Torino. Sabato 30 novembre alle 15 al Circolo della Stampa, a Palazzo Ceriana Mayneri in corso Stati Uniti 27, saranno celebrati il centenario del ripristino delle relazioni diplomatiche tra Polonia e Italia e il 70° della nascita della Comunità polacca di Torino-Ognisko Polskie w Turynie. È prevista la presenza di autorità polacche e italiane, tra cui l’ambasciatrice della Polonia a Roma, Anna Maria Anders, figlia del generale Wladyslaw Anders, comandante del II Corpo polacco che combatté i nazifascisti sul fronte italiano e liberò la Città di Bologna il 21 aprile 1945. Presenti anche il Direttore del Dipartimento del Ministero degli Esteri per la collaborazione con i polacchi all’estero Iwona Kozłowska e la Console generale di Polonia a Milano, Adrianna Siennicka.Dopo i saluti istituzionali è in programma una conferenza del professor Marco Brunazzi, dell’Istituto storico Gaetano Salvemini, sulle relazioni diplomatiche tra Polonia e Italia, seguita da una tavola rotonda sui 70 anni dell’attività di Ognisko Polskie w Turynie, introdotta dalla professoressa Krystyna Jaworska dell’Università di Torino. Interverranno il console onorario della Repubblica di Polonia a Torino, Ulrico Leiss de Leimburg, la Presidente della comunità polacca, Elżbieta Grzyb-Faragli, le ex presidenti Wanda Romer e Barbara Stasiowska. Seguirà la presentazione dell’album fotografico realizzato per celebrare i 70 anni di Ognisko Polskie w Turynie. L’evento, patrocinato dalla Città Metropolitana di Torino e cofinanziato dal Ministero degli Esteri della Repubblica di Polonia, si concluderà con un concerto della pianista Dominika Szlezynger, che proporrà pagine di Domenico Scarlatti, Fryderyk Chopin, Ruggero Leoncavallo e Ignacy Paderewski.

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Paesaggio e comunità. Come i ragazzi salveranno il mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 novembre 2019

Gioia Tauro (Reggio Calabria) 15 novembre 2019 – Ore 9.00 il Museo archeologico Mètauros che ha Sede a Gioia Tauro caratteristico centro del reggino partecipa a LIBRIAMOCI – Giornate di lettura nelle scuole realizzate nelle scuole italiane in Italia e all’estero, dall’infanzia alle superiori, con la presentazione del libro Il giardino di Drapia. Un progetto partecipato di paesaggio (Edizioni Librìa, 2011) di Michelangelo Pugliese (architetto paesaggista) e una conversazione sul tema Paesaggio e comunità. Come i ragazzi salveranno il mondo. La conversazione è focalizzata sull’importanza della valorizzazione del patrimonio paesaggistico e sulla sua componente culturale identitaria attraverso progetti di partecipazione attiva per la riappropriazione, tutela e valorizzazione ambientale partecipata nello spirito della Convenzione Europea del Paesaggio.
L’iniziativa LIBRIAMOCI è promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca attraverso la Direzione Generale per lo Studente e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo – attraverso il Centro per il libro e la lettura.
Il Museo archeologico Mètauros è afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello che ha assegnato alla dottoressa Simona Bruni le funzioni di referente.

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Anniversario alla comunità Narconon Alfiere

Posted by fidest press agency su domenica, 27 ottobre 2019

Pesaro. Il centro di riabilitazione Narconon di Pesaro compie 25 anni. Nell’ottobre del 1994, probabilmente, Stefano Colonna e Roberta Cascadan avevano un’idea fugace di come sarebbe stato il loro centro Narconon Alfiere di Pesaro, dopo un quarto di secolo. Ma in quei giorni del ’94 non c’era molto tempo per sognare. L’eroina mieteva le sue vittime quotidiane e bisognava mettere in campo un aiuto immediato per far fronte ad uno stato di emergenza nazionale. Stefano e Roberta, reduci dal programma Narconon a loro volta, decisero di agire per aiutare i loro compagni che ancora stavano lottando per uscire dalla droga e aprirono una comunità, dopo essersi formati nel metodo sviluppato dalle ricerche dell’educatore L. Ron Hubbard che non prevede psicofarmaci, metadone e porte sbarrate, ma amicizia, studio e comunicazione.Un quarto di secolo, per il centro Narconon Alfiere, significa centinaia di vite salvate, rapporti familiari riaggiustati e consolidati, una società più sana grazie alla piena riabilitazione del singolo individuo. Significa amore e responsabilità. Significa anche prevenzione: la verità sulla droga nelle scuole marchigiane.

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Reddito di residenza, forte interesse da parte delle comunità di immigrati

Posted by fidest press agency su sabato, 21 settembre 2019

Il reddito di residenza attiva, deliberato dalla Regione Molise, sta conquistando folte comunità di cittadini stranieri residenti in Italia. Videonotizie sui 700 euro al mese offerti dalla Regione Molise occupano in particolare i canali di riferimento delle comunità pakistane e indiane. Ed i numerosi commenti dimostrano l’interesse per l’iniziativa.Ad esempio, il popolare canale social “Ita Punjabi”, che soltanto su YouTube riunisce quasi 30mila iscritti per lo più originari della regione del Punjab tra Pakistan e India, ha rilanciato la notizia del reddito di 700 euro. L’audio-informazione trasmessa sulla propria pagina YouTube ha raggiunto settemila persone. Dai 265 “mi piace” e 68 commenti emerge il rilevante interesse per l’iniziativa.Analogamente il popolare canale Pixstube, presente anche su Facebook e su Twitter, diffonde su YouTube un filmato con il logo della Regione Molise, in cui il provvedimento dei 700 euro è definito “chance d’oro”. La videonotizia ha raccolto quasi 29mila visualizzazioni.
Il provvedimento della Regione Molise non poteva, insomma, lasciare indifferenti le dinamiche comunità di cittadini stranieri residenti soprattutto nelle regioni limitrofe al Molise, come il Lazio. Principalmente la comunità di pakistani e indiani residenti in Italia, composta complessivamente da quasi 300mila persone, manifesta interesse per la possibilità di collocare la residenza in Molise potendo però svolgere attività “mobili”, quelle più congeniali in particolare alle comunità induiste e musulmane. Un esempio è offerto dai venditori ambulanti, che nel caso del reddito di residenza potrebbero collocare la sede legale dell’attività in un comune molisano con meno di duemila residenti, ma continuerebbero a girovagare, legittimamente, per fiere e mercati.I pakistani in Italia sono circa 130mila (poco più di 400 in Molise), gli indiani circa 160mila (poco meno di 600 in Molise). I più sono braccianti agricoli, cuochi e ambulanti. Una folta comunità è presente nella provincia di Latina, mentre tutto il Lazio conta circa 30mila indiani e seimila pakistani.

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“In-Contro: Comunità, popoli, nazioni”

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2019

Assisi dal 19 al 22 settembre si terrà “In-Contro. Comunità, popoli, nazioni” nella quinta edizione del Cortile di Francesco. Personalità della società civile, del mondo della religione, dell’arte e del giornalismo, si confronteranno sui temi dell’economia, della comunicazione, dell’ambiente e dell’incontro tra culture e mondi lontani. L’apertura dell’evento sarà affidata al direttore dell’Earth Institute alla Columbia University, Jeffrey Sachs, con una lectio sul futuro dell’economia internazionale. A chiudere la quattro giorni il fotografo Sebastião Salgado e il Cardinale Gianfranco Ravasi in dialogo, tra parole e immagini, su popoli, comunità e ambiente tema, quest’ultimo, che ritroviamo nell’immagine ufficiale dell’evento rappresentata da uno scatto del maestro brasiliano in Amazzonia. Tra gli appuntamenti anche lo spettacolo teatrale di Giancarlo Giannini che reciterà alcuni passi del Cantico delle Creature, dell’Eneide e di Leopardi.
Saranno più di 70 i relatori e 42 gli incontri in programma, raggruppati in tre sezioni: Comunità stanziali e comunità in transito; Conoscenza e formazione, comunicazione e informazione; Economia Globale. Tra i partecipanti: il Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia; il filosofo Massimo Cacciari; lo storico Franco Cardini; il Presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri; gli economisti Carlo Cottarelli, Jean Paul Fitoussi e Mario Monti; i giornalisti Pietrangelo Buttafuoco, Marco Damilano, Corrado Formigli, Federico Fubini, Massimo Giannini e Federico Rampini; il Presidente della FNSI, Giuseppe Giulietti; l’Amministratore delegato RAI, Fabrizio Salini; il fotografo Oliviero Toscani; gli architetti Fuksas e Doriana Mandrelli; l’artista Emilio Isgrò; e il missionario Comboniano, padre Alex Zanotelli.“Il cuore del Cortile di Francesco di quest’anno batte già per quello che sarà uno degli appuntamenti più importanti del 2020 The Economy of Francesco – ha dichiarato il direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato -. Il tema centrale dell’evento è l’in-contro tra popoli e culture diverse. È quanto mai urgente porre una riflessione scevra da pregiudizi, paure e ideologie. Alcuni panel riguarderanno in modo significativo e concreto la possibilità di una economia circolare alla luce delle gravi difficoltà che sta vivendo l’uomo contemporaneo”.L’evento, organizzato dal Sacro Convento di Assisi, dal Pontificio Consiglio della cultura e dell’Associazione “Oicos riflessioni”, in collaborazione con la Conferenza Episcopale Umbra e la Regione Umbria, punta ad offrire uno spazio di in-contro fra mondi e culture diverse in dialogo.Al Cortile di Francesco sono previste video proiezioni ed eventi artistici: mostra di Mimmo Paladino e concerto di Giovanni Allevi. Il programma completo e le informazioni sull’evento http://www.cortiledifrancesco.it.

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Più di 1000 associazioni, comunità, moschee e centri culturali dedicano a Papa Francesco la festa del Eid

Posted by fidest press agency su domenica, 9 giugno 2019

Cosi le comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) , Confederazione Internazionale laica inter religiosa (Cili-italia),Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e il Movimento internazionale transculturale inter professionale “Uniti per Unire” e le associazioni e Comunità aderenti, comunicano con grande soddisfazione la grande adesione ottenuta, in questi 3 giorni di festeggiamenti ,per la dedica a Papa Francesco della festa dell’ Eid, compiuta da parte delle comunità arabe e musulmane. Oltre 1000 associazioni, comunità,moschee e centri culturali hanno aderito con convinzione. L’iniziativa è stata di altissimo valore, come sottolineato e ricordato da tutti i rappresentanti regionali,provinciali, comunali e presidenti di associazioni e comunità aderenti ad Uniti per Unire. Si è dato così seguito al riformismo religioso all’insegna della conoscenza, della convivenza e del rispetto reciproco interculturale e inter religioso. Da parte sua il Fondatore Co-mai e Amsi, Foad Aodi, in occasione della fine della festa, dichiara: “L’ iniziativa ha trovato ampia adesione,confermando che Papa Francesco è un idolo e un simbolo per chi crede e ama la vita ,il dialogo ,la diversità, l’identità forte , la solidarietà e la difesa dei diritti umani e della salute. Aodi ricorda come i discorsi di Papa Francesco siano stati la miglior terapia contro la paura, i pregiudizi e le discriminazioni. “Siamo dalla sua parte per difenderlo dai nemici interni ,esterni ed invisibili. Con questa nostra iniziativa, da tutti definita storica, ribadiamo il nostro sostegno al Pontefice e al suo riformismo religioso. Per questo invitiamo tutte le comunità ed associazioni musulmane ad unirsi in una unica voce e ad isolare ogni forma di individualismo, auto proclamazione, divisione, interpretazione personale , di estremismo e di dare voce sia ai laici quanto ai religiosi ”. Alle sue dichiarazioni fanno eco quelle di Kamel Belaitouche, Segretario Generale Co-Mai e rappresentante dell’associazione Algerini in Italia: “la Co-mai dedica con piacere questa festa di fine Ramadan ad un uomo di pace e di dialogo, impegnato a dare dignità e valore all’essere umano, qualunque sia la sua origine e appartenenza religiosa: Papa Francesco”. Ali Pagliara, Presidente della comunità islamica di Bari e coordinatore regionale in Puglia di Cili-Italia: “Anche quest’anno la Comunità Islamica di Bari si è unita a tutte le comunità italiane e del mondo islamico per festeggiare questa giornata condivisa anche da fratelli di altre fedi religiose, che adorano un unico Dio. Ringrazio tutti coloro che esprimono riconoscenza e affetto nei confronti dei musulmani italiani, intensificando cosi il dialogo e la conoscenza a favore di una convivenza sempre più proficua”. Nader Akkad , Imam della Moschea di Trieste Co-presidente Nazionale di Cili-Italia afferma compiaciuto: ” Abbiamo apprezzato molte iniziative di Papa Francesco, come il recente viaggio in terra araba , le sue dichiarazioni sulla fratellanza umana fatte durante l’incontro con il Re del Marocco e la lettera con cui ha ricordato l’incontro avvenuto nel 1219 tra San Francesco ed il Sultano d’Egitto. La stragrande maggioranza di tutte le moschee italiane è stata felice di dedicare al Papa la festa dell’ Eid. Al Papa chiediamo di continuare a percorrere la strada del dialogo inter-religioso”. Sami Salem , Imam della Moschea Al Fath di Roma Coordinatore Regionale di Cili -Italia nel Lazio, ha definito questa iniziativa “ un gesto simbolico altamente importante. Ricordiamo che tutte e tre le grandi religioni monoteiste hanno la stessa origine e lo stesso Dio. Bisogna dare peso a queste iniziative che rafforzano la pace ed la cooperazione tra i popoli”. Nicola Lofoco, portavoce del Movimento Uniti per Unire, afferma invece che “dedicare al Santo Padre una festa cosi importante per i musulmani è un chiaro esempio di come compiere fondamentali e coraggiosi passi in avanti sulla strada del dialogo tra le varie confessioni religiose. L’iniziativa è dunque molto costruttiva perchè va nella direzione giusta: quella di unire e non di dividere”.

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Conferenza “Partecipazione Culturale, Individui e Comunità Territoriali

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

Roma Lunedì 3 Giugno, ore 15 Palazzo delle Esposizioni – Sala Auditorium ingresso da via Milano 9/AConferenza “Partecipazione Culturale, Individui e Comunità Territoriali – un progetto sperimentale promosso da Roma Capitale e le pratiche internazionali per valutare la relazione tra cultura, sviluppo e benessere dei cittadini”Partecipano Luca Bergamo Vicesindaco di Roma,Enrico Giovannini Portavoce ASviS, Robert Manchin Direttore scientifico del progetto C (N) P O, Bruno Lepri della Fondazione Bruno Kessler, Ekaterina Travkina della Direzione economica e occupazione locale dell’OCSE, László Pinter dell’Università Centrale Europea, Valentina Montalto del Centro Ricerche della Commissione Europea, Cristina da Milano per Culture Action Europe, Nicholas Anastasopoulos della National Technical University of Athens.Introduce Vincenzo Vastola, Direttore del Dipartimento Attività culturali di Roma Capitale Modera Pier Luigi Sacco, Università IULM

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Elezioni europee: le proposte della comunità Papa Giovanni XXIII

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 aprile 2019

«Abbiamo preparato un breve compendio che illustra la nostra visione per un’Europa bella e solidale e portiamo a tutti, in particolare ai candidati per le elezioni europee del prossimo 26 maggio, le proposte articolate che abbiamo maturato nel nostro cammino di condivisione con le persone più fragili e vulnerabili della nostra società». Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, illustra le proposte politiche ai candidati alle prossime elezioni europee. Proposte che partono dalla condivisione diretta della vita con gli ultimi, secondo la vocazione ereditata da don Benzi, l’inventore della casa famiglia. La pace positiva come priorità con l’istituzione di un Commissario europeo per la pace. L’accoglienza dei minori e della persone disabili. L’eradicazione della povertà e delle diseguaglianze con politiche del lavoro a misura dei più deboli e con la tassazione delle grandi transazioni finanziarie. Incentivare e favorire canali legali di migrazione tramite corridoi umanitari. Promuovere e sostenere la difesa della vita umana, in particolare nelle sue fasi di sviluppo più vulnerabili, dal concepimento, infanzia, maternità, malattia, disabilità, vecchiaia e fine vita. Abbandonare ogni forma di legalizzazione delle droghe leggere e pesanti. Eradicare il traffico di esseri umani e sostenere l’adozione del modello nordico in tutti gli stati membri che preveda sanzioni agli sfruttatori/clienti. Abolire l’ergastolo ostativo, incentivare le misure alternative al carcere e non permettere che esistano mai più bambini in carcere. Infine promuovere un nuovo modello di economia.
«Il nostro modello di società cui ci ispiriamo è quella che don Benzi chiamava la Società del gratuito. – continua Ramonda – In essa, ognuno detiene il bene dell’altro. Nel bene di tutti c’è anche il bene individuale per una visione inclusiva di società nella quale il lavoro, l’economia e l’organizzazione sociale sono al servizio della persona umana, soprattutto quando la sua vita è indifesa, fragile, debole, da sostenere. Dobbiamo partire dagli ultimi. Il motivo è semplice: se si parte dagli ultimi, allora si possono abbracciare ed aiutare tutti».Le idee sono illustrate in un breve pamphlet, in cui partendo da una breve analisi dei problemi si arriva a proposte politiche concrete che i candidati al prossimo parlamento europeo dovrebbero far loro.Per approfondire, si può scaricare il pamphlet al link: L’Europa in cui crediamo.

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