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Quotidiano di informazione – Anno 30 n°108

Posts Tagged ‘concerto’

Concerto di Manuel Barrueco

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2018

Roma sabato 21 aprile alle 17.30 per la stagione della IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti Manuel Barrueco, il principe della chitarra, torna all’Aula Magna dell’Università “Sapienza”.
Barrueco è considerato uno dei più grandi virtuosi della chitarra di oggi in ambito classico, forse il più grande. “Un musicista superiore” (New York Times), “magico” (Los Angeles Times), “un musicista raffinato, un aristocratico della chitarra” (Dallas Times) sono solo alcune definizioni coniate per lui dalla stampa internazionale.
La sua intensa attività lo porta nelle più importanti capitali della musica, da New York a Los Angeles, da Londra a Berlino, da Hong Kong a Tokyo. Torna con regolarità a Roma, atteso da un pubblico affezionato che aumenta ogni anno. Suona con grandi orchestre sinfoniche e con illustri direttori (Seiji Ozawa, Esa-Pekka Salonen, Franz Welser-Möst) così come con musicisti jazz (il celebre chitarrista Al Di Meola) e rock (Steve Morse dei Deep Purple e Andy Summers dei Police). Il suo disco “Cuba!” è stato definito “uno straordinario risultato musicale” dal San Francisco Chronicle, mentre l’incisione del “Concierto de Aranjuez” di Rodrigo con Placido Domingo come direttore è stata definita “la migliore registrazione di quest’opera” da Classic CD Magazine. Ha vinto più volte il Grammy e il Latin Grammy.Nato a Santiago de Cuba, Barrueco iniziò a suonare ad orecchio la chitarra a otto anni e frequentò poi il Conservatorio della sua città natale. Trasferitosi negli USA nel 1967, continuò gli studi a Miami e a New York e li concluse al prestigioso Peabody Conservatory di Baltimora, dove oggi insegna a sua volta. In tale sua duplice formazione sta forse il segreto di questo musicista colto e popolare allo stesso tempo, che si fa amare per la naturalezza e l’immediata e spontanea comunicativa ma anche ammirare per il gusto, l’eleganza, lo stile.Tutte le sue qualità avranno modo di rifulgere in un programma che spazia attraverso cinque secoli, dal Cinquecento al primo Novecento – da Milán ad Albèniz passando per Sor e Bach – e si presenta dunque come una vetrina della più bella musica per chitarra, in originale o in trascrizioni dello stesso Barrueco. Mediapartner Instituto Cervantes di Roma

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Gli Audiodrama in concerto con due date da non perdere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

Roma. A grande richiesta tornano gli Audiodrama in concerto con due date da non perdere! Il 20 aprile ore 21:30 al Drefag di Roma sito in via delle Isole Curzolane, 75 e il 5 maggio al Dissesto Musicale sito in Via del Barco, 7 zona Villalba di Guidonia. Ingresso 5 euro.
Il gruppo nasce a Roma nel 2013 ed è composto da Enrico D’Angelosante (Voce e Chitarra), Luca Cerignoli (Batteria), Antonio Bonansigno (Basso e Cori). Enrico D’Angelosante, inoltre, ha ricevuto nel 2003 un MTV Music Awards, condividendo, insieme a Luca Cerignoli, il palco con band del calibro dei Placebo, Franz Ferdinand, Notwist, e Morcheeba.
Ad oggi festeggiano un anno dall’uscita dell’album “Il Limite”, album d’esordio della band romana, frutto delle molteplici esperienze musicali dei componenti della band, maturate in contesti nazionali e internazionali in diversi anni di concerti e ricerca.
Il disco è composto da 12 tracce e si muove su una linea di confine tra indie-rock e pop, tra sonorità internazionali e influenze tipicamente italiane, tra testi introspettivi ed una comunicazione diretta e consapevole.
L’album è ispirato al concetto di limite, inteso come equilibrio instabile sul quale tutti noi appariamo sospesi. Nel limite possono annidarsi paura, vuoto emozionale, l’inconscio. Sentimenti di smarrimento universali che, dall’esperienza personale degli autori, si riflettono nella società percepita come incapace di esprimersi, bloccata nella contemplazione del proprio riflesso, chiusa in se stessa.
In una simile ottica l’album consiste nella ricerca di un’apertura, sia da un punto di vista concettuale che sonoro. Le canzoni nascono da situazioni semplici e quotidiane, perché è proprio dietro quelle situazioni all’apparenza banali che si celano insicurezze, incomprensioni, frustrazioni. Nei brani, ogni frase corrisponde ad un flashback unico ed irripetibile di vissuto personale, condiviso con l’ascoltatore.
L’album viene anticipato dal videoclip del brano Fuoco Dentro, girato da Andrea Romano. Il video è espressione di una scelta comunicativa diretta, quella del live, attraverso la quale la band mostra la propria essenza, “nuda” ed immediata, immersa in atmosfere oniriche ed immagini evocative di luci ed ombre.

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Alessandra Mirabella in concerto

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Palermo mercoledì 18 aprile ore 21.30 Alessandra Mirabella al Blue Brass via dello Spasimo 15, nell’ambito della stagione concertistica della Fondazione The Brass Group. E’ una delle voci principali protagoniste del Jazz vocale siciliano, il suo è un modo classico ed elegante di porgere i brani, derivato dall’ascolto dei grandi crooner, filtrato attraverso una sensibilità spiccatamente mediterranea.
Fedele alla tradizione jazzistica, Alessandra Mirabella, intende la ricerca vocale come indagine di un suono intimo e profondo, “crooneristico”, uno stile vocale sussurrato. La cantante, facendo leva su tutte quelle qualità vocali vicine al parlato e al sentimento confidenziale interpreterà riarrangiamenti di brani di Cole Porter, Duke Ellington, Irving Berlin, Antonio Carlos Jobim e Pixinguinha. Una lady della voce, per un concerto incentrato sulle musiche dei grandi compositori del ventesimo secolo. Per il concerto a Palermo, l’artista ha scelto una ritmica tutta siciliana: oltre a Giuseppe Preiti al piano, saranno presenti Sergio Munafò alla chitarra, Giuseppe Costa al contrabbasso e Paolo Vicari alla batteria.
Biglietti a partire da euro 10,00 più i diritti di prevendita. Da quest’anno, inoltre, la Fondazione ha attivato, oltre all’acquisto online dei biglietti tramite il circuito http://www.ticksweb.com e i punti vendita autorizzati. http://www.thebrassgroup.it.

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Concerto per piano solo di Lorenzo Porta del Lungo: Musiche di Debussy e Ravel

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

Roma domenica 15 aprile 2018 alle ore 11.00 al Teatro Sala Umberto Via della Mercede 50 ultimo appuntamento di Domenica Classica con le musiche di Debussy e Ravel. Il ciclo di matinée dedicate alla musica classica. “Il suono del mare” esplora le opere dei compositori francesi per evocare e disegnare l’immagine del mare, vista come rappresentazione della realtà interiore dell’artista. Il concerto si propone di essere un omaggio all’idea stessa che il mare ha nell’immaginario di molti artisti, da Omero a Conrad, passando per Shakespeare. In Ibsen, in particolare, nell’opera teatrale “La donna del mare” del 1888, il mare è un personaggio fondamentale del dramma ambientato tra i fiordi norvegesi: diventa l’allegoria di un amore misterioso e sfuggente e proiezione dell’interiorità della protagonista.
Partendo da questa idea, il pianista Lorenzo Porta del Lungo dedica un concerto al mare nella sua accezione di figura femminile e sceglie di suonare composizioni che al mare si ispirano, scritte da Ravel e Debussy. Per Ravel e Debussy, il racconto del mare non è mai descrittivo, spiega Lorenzo Porta del Lungo, non è tanto l’elemento dell’acqua ad attrarli, quanto l’immagine femminile che vi intravedono. Quasi un’identità inconscia dell’essere artisti, per via di quel movimento continuo e quell’orizzonte lineare e infinito.
L’Associazione Suono e Immagine Onlus presenta il quinto e ultimo appuntamento di Domenica Classica, con la direzione artistica di Lorenzo Porta Del Lungo. Il ciclo di concerti che si propone di animare la domenica mattina romana, diffondere la cultura musicale classica a un pubblico eterogeneo e stimolare l’approfondimento della conoscenza della storia della musica.
Biglietti (con prevendita)Platea: 20,50 € (intero) – 16 € (ridotto)Galleria: 14,50 € (intero) – 10,00 € (ridotto)Scuola: 5 € (ogni 10 studenti uno gratis)Maestri e allievi dei Conservatori 5 €
Ridotto BIBLIOCARD – CRAL dopo lavoro – Over 65 Abbonati Sala Umberto sconto 30% Platea: 14 € Galleria: 10 €.

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Concerto Ginevra Stracci e Valentina con il loro Quartet al Blue Brass

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

Palermo mercoledì 11 aprile alle ore 21.30. Questa settimana, sul palco dello storico jazz club saliranno due giovani cantanti Ginevra Stracci e Valentina Migliore accompagnata dal loro Quartet. I mercoledì del Blue Brass si colorano con una grande novità concertistica sempre dedicata ai giovani che hanno fatto della musica jazz il loro leit-motiv. Grazie ad una collaborazione tra il Conservatorio di Palermo Vincenzo Bellini e la Fondazione The Brass Group, lo storico jazz club palermitano si riempirà di un sound di raffinato jazz con gli allievi del Dipartimento di Musica Jazz del Conservatorio palermitano. Ginevra Stracci, allieva di Canto Jazz presso il Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo, eseguirà un repertorio di standard tratti dalla tradizione del musical Hollywoodiano, con composizioni di Irving Berlin, Vincent Youmans, Cole Porter e altri. Valentina Migliore è una giovane cantante siciliana, allieva del Dipartimento di Musica Jazz del Conservatorio palermitano.
Il filo conduttore del concerto che si terrà al Brass sarà il ritmo, omaggiando alcuni dei grandi nomi del jazz con un repertorio latin swing e choro. I musicisti che le accompagneranno sono giovani e promettenti jazzisti della scena siciliana: Fabiano Petrullo (sax tenore), Angelo Battaglia (chitarra), Valerio Rizzo (pianoforte), Stefano India.
Il costo del biglietto è di euro 5,00 incluso i diritti di prevendita. Da quest’anno, inoltre, la Fondazione ha attivato, oltre all’acquisto online dei biglietti tramite il circuito http://www.ticksweb.com

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Concerto di musiche della Grecia

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Napoli Mercoledì 11 aprile 2018, ore 21.00 AvaNposto Numero Zero. Napoli, Via Sedile di Porto 55 (Corso Umberto-Via Mezzocannone). Un tuffo nel Mediterraneo, in quella “Terra di Mezzo” fatta di mare, viaggi, storie, umanità e culture che si sono incontrate per millenni, tanto da creare un’unica identità mediterranea. Middle Earth (Μέση γη) è anche il nome del progetto artistico fondato dai musicisti Michalis Papadakis (violino e voce) e Vangelis Giannitsoudakis (lauto cretese) che mercoledì 11 aprile 2018, alle ore 21.00 si esibirà all’AvaNposto Numero Zero in un concerto acustico di musiche della Grecia e del Mediterraneo, il primo in Italia, per il quale i due artisti hanno fortemente voluto Napoli, città che sentono vicina alle loro radici. Nati e cresciuti a Kissamos, cittadina sulla costa nord-occidentale dell’isola di Creta permeata da una forte tradizione musicale, il duo ha maturato le prime esperienze agli inizi degli anni ’90 arrivando a collaborare con artisti connazionali e stranieri lavorando per il teatro, la televisione e il cinema indipendente, questi ultimi ambiti per i quali hanno composto diverse colonne sonore. Propongono un viaggio culturale nel quale l’Oriente e l’Occidente si incontrano, rigenerandosi con le contaminazioni moderne. Un itinerario lungo un percorso storico che comincia con i veneziani e gli ottomani che a Creta hanno lasciato, rispettivamente, il violino e il lauto, continua con le gesta narrate nel poema cavalleresco “Erotokritos”, scritto da Vincenzo Cornaro all’inizio del XVII e prosegue in Tracia e Macedonia per ballare al ritmo della Baiduska, una danza diffusa in tutti i Balcani per spingersi fino a Rodi e all’Asia Minore perseguendo una contaminazione fra generi che trasforma le sonorità meno note al pubblico occidentale e le ritmiche più complesse, rendendole familiari, mediterranee.
Appassionato di musica fin da bambino, Vangelis Giannitsoudakis (1982) inizia a quattordici anni a suonare il violino nella maniera orientale, ma dopo un anno lascia per dedicarsi a bouzouki, chitarra, synth e percussioni avvicinandosi, al tempo stesso alle sonorità greche, al rebetiko e alla musica occidentale, in particolare fusion e jazz. A diciassette anni compra il suo primo lauto cretese. Dal 2001 al 2008, lavora con numerosi gruppi diversi. Michalis Papadakis (1981) ha cominciato da bambino a studiare il violino tradizionale con il maestro Alifieris Stelios e l’acclamato violinista Michalis Kounelaki e il violino classico presso il Conservatorio di Kissamos e Selinou classificandosi, per due anni di seguito secondo al Concorso Nazionale per studenti nella categoria “musica tradizionale” e vincendo, nel 1999, il primo premio al concorso per giovani musicisti PAGKRITIO. Ha imparato a cantare da autodidatta e nel 2009 ha fondato la band Nostodia.Contributo associativo 12€. Ingresso riservato ai soci.

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L’acusmonium, un’orchestra di altoparlanti

Posted by fidest press agency su sabato, 7 aprile 2018

Roma 11 aprile organizzato da Roma Sinfonietta presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” (Auditorium “Ennio Morricone”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) si terrà un seminario e un concerto con musiche eseguite ed interpretate con un particolare strumento creato in Francia negli anni ’70, chiamato acusmonium, che è stato accolto con straordinario interesse dai compositori di musica elettronica e si sta diffondendo enormemente.
Prima del concerto, dalle 15 alle 17.30 si svolgerà nell’aula “Sabatino Moscati” un seminario sull’esecuzione musicale con l’acusmonium.
L’acusmonium è un’orchestra di altoparlanti, costituita da un minimo di 20 fino a 50 altoparlanti e anche più, che ottiene la diffusione tridimensionale del suono ed il suo movimento nello spazio acustico della sala, consentendo di interpretare contemporaneamente sia le composizioni musicali che lo spazio stesso e rendendo in tal modo l’esecuzione viva e coinvolgente per il pubblico. Saranno eseguite musiche di compositori italiani, europei e sudamericani. Di Leo Cicala DIquadro (Dei sospiri), di Adolfo Núñez Huecograbado per clarinetto ed elettronica, di Giorgio Nottoli Ruota del tempo per tracce sonore sintetizzate con il microchip Orion, di Mario Mary Belgium Snob, di Giovanni Costantini Leggero instabile per viola ed elettronica e infine di Daniel Schachter Como un mar de hierro (a B.F.) in prima esecuzione assoluta. Partecipano al concerto Gianfranco Borrelli (viola) e Luca Cipriano (Clarinetto). La realizzazione dell’acusmonium e la regia sonora sono di Leo Cicala, Giovanni Costantini e Federico Scalas.Il concerto è realizzato da Roma Sinfonietta in collaborazione con il Master in Sonic Arts – Tecnologie e arti del suono dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e fa parte della quarta edizione dei Concerti di studio di primavera, con la direzione artistica di Giovanni Costantini e Giorgio Nottoli.

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L’Orchestra di Villa Pamphilj in concerto

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 aprile 2018

Roma sabato 7 aprile ore 11.30 Teatro Villa Pamphilj Villa Doria Pamphilj Via di San Pancrazio 10 – P.zza S. Pancrazio 9/a. L’Orchestra di Villa Pamphilj, nata nell’ambito delle attività di musica d’insieme della Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia e all’interno del progetto del Teatro di Villa Pamphilj nel gennaio 2015, è ormai giunta al quarto anno di attività musicale e concertistica.Lo speciale percorso della formazione avviato, promosso e coordinalo dalla Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia, ha visto via via avvicendarsi nell’organico dell’orchestra allievi ed ex allievi aprendosi contemporaneamente al contributo del territorio cittadino. L’organico comprende musicisti giovanissimi e strumentisti più maturi, studenti di conservatorio e ottimi dilettanti desiderosi di partecipare ad un progetto di musica d’insieme complesso e stimolante. Il repertorio dell’Orchestra di Villa Pamphili si configura nel segno dell’eclettismo e della contaminazione, comprendendo brani che vanno dalla classica al jazz, dal pop alla musica etnica all’interno di un continuum che tende a tenere insieme Kurt Weill e Frank Zappa, Henry Mancini e Nino Rota fino a Ravel e Bela Bartok.Ad armonizzare queste risorse c’è l’idea di un sound peculiare da raggiungere per mezzo degli arrangiamenti originali del M° Fabrizio Cardosa che ne è il direttore.
Fabrizio Cardosa ha compiuto i principali studi musicali presso il Conservatorio di S.Cecilia di Roma, diplomandosi in Composizione (1984), Musica corale e direzione di coro (1985), Musica elettronica (1984). Ha inoltre compiuto studi di Viola da gamba, strumento con il quale si dedica al repertorio dei secoli XVI e XVII. Ha composto brani di musica strumentale, vocale ed elettronica ed è autore degli spettacoli musical-teatrali: “Cronopios, famas e speranze”(per voci, strumenti ed attori, 1995); “L’Hospitale de’ pazzi incurabili” (per otto vocalisti ed attore, 1999); “Volatili Insetti e Pennuti” (per cori di ragazzi, commissionato dal Ministero P. Istruzione, 2000); “Le città invisibili” (per orchestra, vocalisti e attori, 2001); “TRE per OTTO” (per orchestra, soli e coro, 2004); “Rispettive Identità” (per soli e orchestra, 2011); “La vera fiaba” (per cori di adulti e bambini e strumenti 2012). Fabrizio Cardosa ha insegnato TEORIA E SOLFEGGIO presso i Conservatori di Frosinone e Pescara. Ha inoltre tenuto diversi seminari sia sulla musica vocale antica che sul jazz a cappella, in Italia oltre che ad Amsterdam e al Cairo presso gli istituti di Cultura Italiana. Ha insegnato nelle scuole musicali St. Louis, Università della musica, Percentomusica, Neuma e SPM Donna Olimpia. Come direttore Fabrizio Cardosa ha guidato l’”Orchestra e Coro regionale del Lazio”(ARCL), l’”Esti Dal” di Bracciano ed il “Chorton” di Roma. Ha fondato nel 1984 il “Kammerton vocal ensemble”, gruppo impegnato in un progetto personale di jazz vocale e attualmente dirige il coro polifonico della SPM Donna Olimpia. Ha fondato e dirige l’“Orchestra di Villa Pamphili” formata da giovani musicisti e patrocinata dalla SPM Donna Olimpia. Ha curato la direzione di musical quali “The Full Monty” (versione italiana per la regia di Gigi Proietti) che ha debuttato in prima nazionale nel dicembre 2001 e Vacanze Romane” (prima assoluta al Teatro Sistina di Roma nel febbraio 2004) con Serena Autieri e Massimo Ghini per la regia di Pietro Garinei. Dal 2011 al ’14 ha suonato e arrangiato le musiche dello spettacolo “Cantavamo, cantiamo e canteremo” di Moni Ovadia. Nel 2016 ha diretto l’orchestra nello spettacolo di inaugurazione per Roma dell’opera di W. Kentridge “Triumphs & laments”. http://www.donnaolimpia.it

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Eugenio Bennato in «Qualcuno sulla Terra»

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 aprile 2018

Napoli Martedì 3 aprile 2018, ore 21.00 AvaNposto Numero Zero Via Sedile di Porto 55 (Corso Umberto-Via Mezzocannone) torna ad esibirsi sul palco del teatro di Via Sedile di Porto Eugenio Bennato in una tappa del suo tour «Qualcuno sulla Terra»; un concerto di canzoni inedite sulla natività insieme con “Le Voci del Sud” l’ensemble canora composta da Letizia D’Angelo (soprano), Daniela Dentato (mezzosoprano), Laura Cuomo (contralto), Francesco Luongo (tenore), Angelo Plaitano (baritono) e Edoardo Cartolano (basso). Uno spettacolo diviso in due momenti distinti dedicati rispettivamente alla Creazione e all’Accoglienza, in cui ogni brano contribuisce allo sviluppo narrativo, tramite una formula compositiva che si ricollega alla struttura popolare del “canto cumulativo”, una tecnica in base alla quale ogni strofa si dilata man mano, per contenere tutte le precedenti. A cominciare dalle canzoni “L’amore che muove la Luna” e “Fiat Lux” l’una richiamo alla Genesi, l’alta alla sua favola poetica; dalla scintilla primigenia da cui sono scaturiti luce, movimento e soprattutto bellezza, valore assoluto e indefinibile che supera la ragione e gli sbandamenti dell’umanità, al racconto dell’umanità che, all’alba della civiltà, si guarda intorno e prende coscienza della grandezza e della perfezione dell’Universo e niente, più della Luna, possiede e conserva un più incontaminato segno di bellezza. Il pezzo “L’Arca di Noè” propone una riflessione sul genere umano e la responsabilità che deriva dal suo incontrastato dominio sugli altri esseri viventi. La narrazione prosegue con uno sguardo sul presente e sulla svolta epocale rappresenta dalla Primavera Araba che ha visto, per la prima volta, l’irruzione della volontà giovanile capace di scalzare pacificamente, alla parola d’ordine “Kifaya!” ovvero “Basta!” un potere che sembrava inamovibile; pur con tante incertezze e contraddizioni, è la trasposizione attualizzata della leggenda biblica del piccolo Davide che sconfigge il gigante Golìa. La forza dell’umanità è la sua ragione; così inizia il suo cammino e questo è anche il tema del brano corale dal titolo “Non c’è ragione”. La ballata finale dal titolo “Qualcuno sulla Terra” ripropone i temi attraversati e, in particolare, la responsabilità di ciascuno di fronte alla Storia fatta di guerre e incertezze. Contributo associativo 12€. Ingresso riservato ai soci.

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Italian pianist Beatrice Rana in concert

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 aprile 2018

Toronto (Canada) Sunday, April 08, 2018 At 3:00 pm Organized by: The Royal Conservatory In collaboration with : Istituto italiano di cultura Entrance : With fee.
Italian pianist Beatrice Rana has won three major awards in 2017: Edison Klassiek Award as “Discovery of the Year,” the BBC Music Magazine’s Newcomer of the Year Award, and the Gramophone Young Artist of the Year Award. These are part of a long list of major accolades.
Rana came to public attention in 2011 after winning First Prize and all special jury prizes at the Montreal International Competition. Her very promising career was brought to an even higher level in 2013 when she won the Silver Medal and the Audience Award at the 14th Van Cliburn International Piano Competition. In September 2015, she was named a BBC New Generation Artist and, in April 2016, she was awarded a fellowship from the Borletti-Buitoni Trust. She will perform works by Schumann, Ravel, and Stravinsky.

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Concerto della Banda della Città Metropolitana di Reggio Calabria

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2018

Locri (Reggio Calabria) Sabato 24 marzo 2018, alle ore 18.30, nell’incantevole cornice del Tempio di Marasà, il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri, diretto da Rossella Agostino, presenta un atteso Concerto della Banda della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Il concerto è parte integrante del progetto cofinanziato dalla Regione Calabria per la valorizzazione del sistema dei Beni Culturali per la qualificazione e il rafforzamento dell’attuale offerta culturale presente in Calabria dal titolo Alla riscoperta dell’identità culturale.La Banda della Città Metropolitana di Reggio Calabria, istituita dalla Reale Accademia Filarmonica di Gerace, è diretta dal M° Liliya Byelyera.La suggestione, la bellezza, la fascinazione di un luogo delizioso come il Tempio ionico di Marasà si presta mirabilmente ad un’esibizione di alto livello, prestigiosissima come quella che proporrà, per gli amanti dell’arte e del Bello, la Banda della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri, guidato da Rossella Agostino, afferisce al Polo Museale della Calabria, diretto da Angela Acordon.

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Elisa Tomellini in concerto

Posted by fidest press agency su sabato, 17 marzo 2018

Roma Ore 19.30, 23 marzo WeGIL – Largo Ascianghi 5 Elisa Tomellini annoverata dal quotidiano inglese The Guardian tra i più brillanti talenti di questa eccezionale generazione di giovani pianisti e definita dalla rivista Piano Time un promessa del pianismo italiano, sarà in concerto a WeGIL, nello scenografico spazio aperto da Regione Lazio con ArtBonus e gestito da LAZIOcrea.
Personaggio unico nella scena pianistica italiana e non solo, Elisa Tomellini lo scorso 8 luglio è stata al centro della cronaca nazionale e internazionale per aver conquistato il record del concerto per pianoforte più alto al mondo, suonando a 4460mt sul Monte Rosa dopo un’ascesa a piedi mentre il pianoforte a coda veniva calato da un elicottero, sul colle Gnifetti.
Solare, eclettica e con una grande dote comunicativa Elisa Tomellini ha la capacità magnetica di catturare l’attenzione di chi la ascolta ed è pronta a tornare sulle scene nel 2018 con un nuovo cd che la vede come unica donna al mondo a cimentarsi in un repertorio a detta dei più grandi musicisti “ineseguibile”: si confronterà infatti con gli “Studi di Esecuzione Trascendentale di Liszt da Paganini” (Études d’exécution transcendante d’après Paganini) S.140, prima versione, scritti nel 1838, dedicati a Clara Wieck (moglie di Robert Schumann) che né Liszt né Clara Wieck Schumann suonarono mai in pubblico; il cd, registrato presso la Radio Suisse Lugano RSI, sarà pubblicato nell’autunno del 2018 da Dynamic e distribuito a livello mondiale. Elisa è la prima donna al mondo ad aver suonato gli studi in questa versione.Vincitrice o premiata in numerosi concorsi internazionali, fra cui il Viotti Valsesia, il Concorso di Cantù, il Luciano Gante a Pordenone, il Luciano Luciani a Cosenza, il Concorso Città di Pavia, Elisa Tomellini si è esibita in recital e con orchestra in Italia e all’estero per numerose associazioni e teatri fra cui la Società dei Concerti di Milano, Le Serate Musicali a Milano, Amici di Paganini, L’Orchestra Sinfonica Siciliana (Palermo), l’Orchestra del Teatro Filarmonico di Verona, ed ha suonato in Slovenia, Ungheria, Romania, Croazia e Serbia. Alcuni dei suoi concerti sono stati trasmessi da Rai Radio 3, Rai Radio 2 e Rai Radio1.
Tra musica e impegno, in linea con la mission di WeGIL, la serata concerto del 23 marzo con Elisa Tomellini sarà un evento di sensibilizzazione a favore della prevenzione e di AIPonlus. La musica è da sempre una forte terapia energetica per l’uomo e per la CURA delle malattie. Elisa Tomellini in sinergia con l’AIP Onlus vuole trasformare la musica in un momento di stimolo alla vita sana, alla positività e alla PREVENZIONE delle malattie. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

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Concerto del Krulik Kvartett con la partecipazione del pianista Nicola Possenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 marzo 2018

Roma 16 marzo 2018, ore 20.30 Sala Liszt – Accademia d’Ungheria Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1 in occasione della Festa Nazionale indetta per il 170o anniversario della rivoluzione e della guerra d’indipendenza ungherese 1848-49 e dell’anno Kodály si terrà il concerto del Krulik Kvartett con la partecipazione del pianista Nicola Possenti.Il programma del concerto – preceduto alle ore 19.30 dall’inaugurazione della mostra I PRIMI PASSI, opere dei primi borsiti d’arte dell’Accademia d’Ungheria in Roma – prevede musiche di Zoltán Kodály, Béla Bartók e J.Brahms.
Il quartetto Krulik nasce nel 2011 dalla formazione dei dottorandi dell’Accademia di musica Ferenc Liszt di Budapest. Il loro repertorio include le opere per quartetti di arco di compositori ungheresi del XX secolo, tra cui Bartók, Kodály, Weiner, nonché le opere dei grandi classici e di numerosi compositori contemporanei. Tra i loro maestri ricordano Péter Csaba, Gábor Takács-Nagy, András Wilheim.Nel 2012 il quartetto vince il Premio Maurice Ravel presso l’Accademia Internazionale Ravel di Saint-Jean-de Luz. Nicola Possenti è nato a Roma nel 1996. Ha ricevuto le sue prime lezioni all’età di 3 anni ed a 9 anni è stato ammesso al Conservatorio di Musica “Ottorino Respighi” di Latina. Dopo che il pianista Sergio Perticaroli lo ebbe ascoltato, gli suggerì di continuare i suoi studi al Conservatorio di Santa Cecilia, a Roma, con il M° Francesco Martucci, dove ha conseguito il diploma di pianoforte all’età di 19 anni. Il 27 Ottobre 2016 ha suonato il Quintetto di Brahms per pianofortecon il Quartetto Krulik per la celebrazione dei 60 anni dallarivoluzione ungherese del 1956 in un concerto organizzato dall’Ambasciata Italiana e dall’Istituto Italiano di Cultura a Budapest.

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Giovanni Sollima due volte alla IUC

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2018

Roma Martedì 6 marzo il violoncellista e compositore Giovanni Sollima e il pianista Giuseppe Andaloro saranno ospiti due volte della IUC all’Aula Magna della Sapienza: la mattina alle 11 per una conferenza-concerto della serie “MusicaPourParler”, la sera alle 20.30 per un concerto in abbonamento.
Giovanni Sollima è estroverso e vulcanico, Giuseppe Andaloro è meno esuberante, ma non meno curioso di scoprire percorsi musicali poco battuti, e si intendono benissimo quando suonano insieme, non solo perché sono nati entrambi a Palermo. Su una solidissima base classica hanno innestato una viva attenzione per generi musicali molto diversi: Andaloro spazia dal Rinascimento a Gershwin e ai compositori contemporanei, mentre Sollima ha una passione particolare per il rock, il pop e la musica etnica. L’eclettico duo, seguendo un personale filo cronologico, proporrà un programma molto vario, che, partendo dall’inglese di epoca elisabettiana John Dowland, giungerà a brani originali di Sollima e trascinanti rivisitazioni di pezzi rock.Entrando nel dettaglio, Sollima e Andaloro inizieranno il concerto delle 20.30 con Flow my tears di John Dowland, originariamente per voce e liuto, cui seguirà la Sonata op. 40 di Shostakovich. La seconda parte alternerà pezzi rock degli anni ’70/’80 (Proclamation dei Gentle Giant, L’elefante bianco degli Area, Frame by Frame dei King Crimson e Bohemian Rhapsody dei Queen) con due brani originali dello stesso Sollima, Tema III da “Il Bell’Antonio” e Anphesibene da “il bestiario di Leonardo”, quest’ultimo in prima esecuzione a Roma.
La conferenza-concerto della mattina alle 11.00 proporrà ampi estratti del programma serale, preceduti da introduzioni all’ascolto corredate da esempi musicali da parte degli interpreti, che risponderanno anche alle domande del pubblico. Questi incontri sono pensati particolarmente per gli studenti ma sono aperti a tutti.Oltre che straordinario virtuoso del violoncello, Sollima è anche un compositore unico nel suo genere e, grazie all’empatia con cui trasmette emozioni e sensazioni, riesce a conquistare un pubblico variegato e trasversale, che va dagli appassionati del festival “La notte della taranta” di Melpignano ai giovani “metallari” appassionati di rock e agli abbonati della Scala, dove la sua musica è entrata con la benedizione dal podio di Riccardo Muti, che ha diretto la prima assoluta di Tempeste. Come violoncellista ha collaborato con grandi musicisti quali Claudio Abbado, Martha Argerich e Giuseppe Sinopoli. Come compositore è stato eseguito da Yo-Yo Ma, Riccardo Muti, Antonio Pappano Gidon Kremer, Mischa Maisky e tanti altri grandi interpreti. In altri ambiti la sua musica è stata interpretata a da Patti Smith, Larry Coryell, Mauro Pagani, Stefano Bollani, Giorgia ed Elisa. Ha scritto musiche anche per il teatro e per il cinema, collaborando con registi quali Peter Greenawy, Marco Tullio Giordana, Carlos Saura, Franco Battiato, John Turturro, Robert Wilson, Peter Stein.
Giuseppe Andaloro è uno dei pianisti più apprezzati della sua generazione e svolge un’appassionata e intensa attività concertistica ospite di importanti festival (Salisburgo, Spoleto Due Mondi, Enescu di Bucarest, Ravello, Arturo Benedetti Michelangeli di Brescia e Bergamo) e delle più prestigiose orchestre, quali London Philharmonic, NHK Symphony di Tokyo, Singapore Symphony, Hong Kong Philharmonic, Philharmonische Camerata Berlin e London Mozart Players.

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Il Quintetto Bottesini suona l’800 viennese

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 febbraio 2018

Quintetto BottesiniRoma Mercoledì 14 febbraio alle 18 la stagione concertistica di Roma Sinfonietta presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” (Auditorium “Ennio Morricone”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) ospita il Quintetto Bottesini, un gruppo dall’organico inconsueto, che gli permette di eseguire musiche rare, dall’Ottocento viennese ai nostri giorni. I cinque musicisti sono Alessandro Cervo (violino), Federico Stassi (viola), Amedeo Cicchese (violoncello), Roberto Della Vecchia (contrabbasso) e Linda Di Carlo (pianoforte).Aprono il loro concerto con il Quintetto op. 87 di Johann Nepomuk Hummel, personalità fondamentale della musica in Austria e Germania tra Settecento e Ottocento. Fu allievo di Mozart, Clementi e Haydn, compagno di studi di Beethoven, amico di Schubert e anche di grandi poeti come Schiller e Goethe. Ebbe grande influenza su Liszt, che avrebbe voluto studiare con lui, e soprattutto su Chopin, ma anche in pieno romanticismo la sua visione della musica rimase classicista e il suo moto era “godere del mondo dando gioia al mondo”.Segue una composizione contemporanea, Nessuna nuvola ancora, recentissimo lavoro del siciliano Marco Betta, autore di musiche da concerto, opere liriche, musiche di scena per il teatro e colonne sonore. La rivista Colonne Sonore ha scritto di lui: “È annoverato fra i maggiori compositori del panorama contemporaneo italiano ed europeo”.Tutta la seconda parte del concerto è occupata dal Quintetto in la maggiore op. 114 “La trota”, uno dei più noti e amati capolavori di Franz Schubert, che tuttavia si ascolta raramente in concerto proprio per il suo organico strumentale, che oggi è diventato inconsueto, mentre alla sua epoca era frequente. Si ritiene che Schubert lo abbia composto proprio sul modello del Quintetto op. 87 dell’amico Hummel. È un ampio lavoro, il cui carattere è ora cordiale e amabile, ora gioioso e scintillante: dunque una pagina fondamentalmente serena, rara nella produzione di Schubert. Deve il suo nome all’utilizzazione nel suo quarto movimento della melodia di un Lied per voce e pianoforte intitolato “La Trota”. Il Quintetto Bottesini è attivo dal 2006 e suona regolarmente in Europa e in America del Nord e del Sud. Ha preso il nome da Giovanni Bottesini, grande contrabbassista, compositore e direttore d’orchestra, vissuto nella seconda metà dell’Ottocento, autore di varie composizioni per quintetto, che ovviamente figurano nel repertorio dell’ensemble. Vari compositori contemporanei hanno scritto nuove opere espressamente dedicate a loro. Incide per Brilliant. Il suo più recente cd è dedicato a Louise Farrenc, compositrice francese dell’Ottocento.

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Concerto “Voci sacre: tre fedi, un solo dio”

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 gennaio 2018

patrizia-boviRoma sabato 27 gennaio alle 17.30 presso l’Aula Magna dell’Università La Sapienza il concerto “Voci sacre: tre fedi, un solo dio”. Questo progetto, che si ascolta per la prima volta a Roma, unisce la tradizione musicale sacra delle tre grandi religioni monoteiste, ebraismo, cristianesimo ed islamismo, ed è il punto di arrivo di un percorso di scoperta e approfondimento sulle tre religioni del libro e sui luoghi di pellegrinaggio, iniziato all’AMUZ di Anversa, uno dei più importanti centri europei per la musica antica. Patrizia Bovi – cantante e strumentista, nonché membro fondatore dell’ensemble Micrologus, specializzato nella musica del Medio Evo – ha invitato Fadia Tomb El Hage, libanese, e Françoise Atlan, di origini giudaico-berbere, per esplorare la musica della corrente mistica dell’Islam, la tradizione ebraica sefardita, i canti della chiesa maronita d’oriente e i canti del medioevo cristiano d’occidente.Diverse sono le tradizioni musicali e molteplici le lingue: ebraico, spagnolo, arabo, siriano, aramaico, greco. E anche dialetti di varie regioni. Alcuni brani vengono dalla tradizione sufi, come il canto iniziale del concerto Ayyhal Nas, un invito alla preghiera, e Tale’a a’alaynal. I canti della tradizione ebraica provengono dal Cantico dei Cantici o da repertori regionali, OLYMPUS DIGITAL CAMERAcome il giudaico provenzale Adonai be kol shofar e Ay madre e Cum mucha lecenzia, che vengono invece dai Balcani e dal Marocco, dove gli ebrei di Spagna avevano trovato rifugio dopo la diaspora del 1492. I canti cristiani sono preghiere e inni alla Vergine Maria della mistica Ildegarda di Bingen o conducti e mottetti tratti dal Codice Las Huelgas del XIII secolo, un manoscritto in uso nel monastero femminile di Santa Maria di Las Huelgas a Burgos, oltre ad alcuni brani di tradizione orale come E lu giovedì sante, canto per la Passione delle donne di Ischitella (Puglia), e lo Stabat Mater di Calenzana (Corsica).Le voci di Françoise Atlan, Patrizia Bovi e Fadia Tomb El Hage saranno accompagnate da vari strumenti: l’oud e il liuto di Peppe Frana, le percussioni e il salterio di Francesco Savoretti e l’arpa suonata dalla stessa Bovi. Patriza Bovi à anche la direttrice di questo progetto. Nel 1984 ha fondato l’Ensemble Micrologus, gruppo che lavora sulla ricerca e l’interpretazione della musica medievale, con il quale ha presentato il suo lavoro di interprete e ricercatrice in oltre 60 produzioni, 27 cd e innumerevoli concerti e spettacoli in Italia e all’estero. Nel 2011 ha fondato il «Medusa Project», dedicato all’esecuzione di repertori meno frequentati, tra cui «Lucrezia, la figlia del papa Borgia» e «Justiniane or l’aer veneziano», mentre ha presentato musiche veneziane quattrocentesche ai Festival «Oude Musiek» (Utrecht, 2011) e «Laus Polyphoniae» (Anversa, 2012). Collabora con le più importanti istituzioni europee nel campo della musica antica, come la Fondation Royaumont, il Centro Studi Europeo di Musica Medievale “Adolfo Broegg” e la Schola Cantorum di Basilea. Nel 2008 è stata insignita dell’onorificenza Chevalier des Arts et des Lettres dal Ministro della Cultura francese. (foto: patrizia bovi)

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Fazil Say in concerto a Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 20 gennaio 2018

fazil sayFazil Say suonerà martedì 23 gennaio alle 20.30 a Roma nell’Aula Magna della Sapienza per i concerti della IUC. Inizierà con tre dei brani più noti di Chopin (il Notturno in mi minore op. 72, e i due Notturni in do diesis minore e in do minore, pubblicati postumi) a cui seguirà la Sonata in fa minore op. 57 “Appassionata” di Beethoven, che ad oltre due secoli dalla sua composizione continua a emozionare con la sua forza espressiva e le sue idee musicali rivoluzionarie, esaltate dall’interpretazione di Say. La seconda parte del concerto si aprirà con Erik Satie, eccentrico protagonista della vita musicale parigina tra diciannovesimo e ventesimo secolo, di cui Say eseguirà sei Gnossiennes, piccoli brani all’apparenza semplicissimi e innocui, ma assolutamente originali per la fazilsay02-c-marcoborggreve ridottalibertà del ritmo, degli accordi e della forma.Say concluderà con due proprie composizioni, Black Earth e Yürüyen Köşk – Hommage à Atatürk, op. 72, quest’ultima è stata scritta nel 2017 ed è una novità per l’Italia. Black Earth si basa su una canzone di Aşık Veysel (1891-1973), famoso autore di ballate popolari turche e ultimo rappresentante di una tradizione millenaria finita con lui. Questa sua canzone parla di solitudine e perdita: alla fine tutto quel che rimane è la “terra nera” della sua regione natale di Sivas.Yürüyen Köşk – Hommage à Atatürk, op. 7 – il cui titolo significa “il palazzo che cammina” – è un ampio brano diviso in quatto movimenti (Illuminazione – Lotta contro l’oscurità – Credere nella vita – Il platano) ed esiste in due versioni, per pianoforte solo – che costituisce la quarta parte di The Art of the Piano – e per quintetto. È ispirato ad un episodio della vita di Atatürk, il padre della Turchia moderna, che in una sua proprietà fondò una “fattoria del popolo” per incoraggiare le pratiche agricole moderne. Quando un platano crebbe così tanto da rendere necessario tagliarne un ramo per non danneggiare un edificio che sorgeva lì vicino, Atatürk decise piuttosto di spostare il palazzo di qualche metro, con una complessa opera di ingegneria. Poi donò al popolo turco questa proprietà e tutti gli altri suoi beni. (foto: fazil say)

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Il pianista marsalese Giuseppe Lo Cicero in concerto per gli Amici della Musica

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 gennaio 2018

Giuseppe Lo CiceroTrapani Domenica 21 gennaio 2018 Ore 18.30 Chiesa di Sant’Alberto Via Garibaldi il pianista marsalese, Giuseppe Lo Cicero eseguirà in un concerto per pianoforte la Suite Goyescas di Enrique Granados. Un concerto in cui musica e pittura si fondono, “Goyescas” è infatti stata scritta dal compositore spagnolo Enrique Granados, ispirato dai dipinti di Francisco Goya, un repertorio raro che regalerà momenti di intensa espressione musicale.
Giuseppe Lo Cicero nella sua carriera musicale ha ottenuto premi e riconoscimenti in numerosi concorsi pianistici nazionali ed internazionali. Dal 1979 è titolare di una cattedra di pianoforte principale al Conservatorio “A. Scontrino” di Trapani, aggiungendo all’attività didattica una intensa attività concertistica, con all’attivo circa 500 concerti tenuti in tutte le Regioni d’Italia. All’estero ha suonato in Portogallo, Spagna, Madeira, Romania, Austria, Olanda, ricevendo sempre unanimi consensi di pubblico e dalla stampa nazionale ed internazionale.
Il concerto rientra nel cartellone della sessantacinquesima stagione degli “Amici della Musica”, realizzata con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Siciliana – Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo e con la collaborazione dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, della Fondazione Pasqua 2000, il Conservatorio di Musica “A. Scontrino” di Trapani, il Goethe Institut e l’Istituto di Cultura Italo Tedesco di Trapani.
I biglietti potranno essere acquistati presso la sede dell’evento a partire da un’ora prima dell’inizio spettacolo: intero euro 7,00, ridotto euro 5,00 (studenti fino a 24 anni, Soci Fondazione Pasqua 2000 per l’anno 2017, possessori Diamond Card, abbonati Ente Luglio Musicale Trapanese – Teatro di Tradizione). (foto: Giuseppe Lo Cicero)

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I «Living Word Gospel Project» in concerto

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 dicembre 2017

PrintNapoli Sabato 30 dicembre 2017, ore 20.30 AvaNposto Numero Zero. Napoli, Via Sedile di Porto, 55 (Via Mezzocannone) Torna la musica nera all’AvaNposto Numero Zero. Dopo Dean Bowman e Giò Cristiano si esibirà in concerto, diretto dalla Maestra Annita Vigilante, il Living Word Gospel Project dell’Associazione Teatrale Aisthesis, in collaborazione con l’AvaNposto e la Cooperativa en Kai Pan. Il gruppo, fondato a Napoli nel 2011 per promuovere il Gospel come stile di vita, propone un viaggio nella storia di questo genere musicale, dagli Spirituals alle esecuzioni contemporanee in un recital travolgente e gioioso, ultima tappa del Tour di Natale «Let’s move forward». Il coro, composto da quattro sezioni di voci e da una band formata da piano, basso e batteria, rappresenta un progetto in costante evoluzione, che fin dal suo esordio nell’Abbazia di San Magno a Fondi, ha ricevuto l’apprezzamento, di alcune delle figure di maggior rilievo del panorama Gospel internazionale, come Keith Moncrief predicatore Battista di Pittsburgh fondatore e Direttore Musicale di diverse formazioni di fama internazionale (Gospel Family, New Millennium Gospel Singers), Ron Hubbard di Cleveland, il Reverendo Kingsley Joice, il sacerdote Francesco Fiorillo e i Minister of Worship Trini Massie e Nicol Porter. Il gruppo ha anche partecipato a numerose occasioni di beneficenza e sui palcoscenici di importanti teatri e manifestazioni a Roma, Milano, Assisi e Napoli, nella prestigiosa Christ Church nella Chiesa Paleocristiana di San Gennaro Extramoenia. Dal 2016 è anche un’associazione no profit, che promuove la formazione musicale corale ed individuale, con l’organizzazione di corsi e seminari.Contributo associativo 12€. Ingresso riservato ai soci. (foto: avanposto)

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Roma: Concerto di Natale

Posted by fidest press agency su martedì, 19 dicembre 2017

Dilruba AgkunRoma mercoledì 20 dicembre alle 18 all’Auditorium “Ennio Morricone” ‘Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”(Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) Gabriele Bonolis dirige l’Orchestra Roma Sinfonietta e saluta il suo pubblico con i valzer di Strauss, ma anche con le danze ungheresi di Brahms e le arie più amate del melodramma italiano. Partecipa al concerto il soprano Dilruba Akgün.
Si inizierà con l’opera, precisamente con la Sinfonia della “Norma” di Vincenzo Bellini. Poi il soprano canterà tre arie: “Mercè dilette amiche” da “I Vespri siciliani” di Giuseppe Verdi, “O luce di quest’anima” da “Linda di Chamonix” di Gaetano Donizetti e Quando men vo’ soletta” da “La Bohème” di Giacomo Puccini. Alternandole alle arie, l’orchestra eseguirà tre colorate “Danze ungheresi” di Johannes Brahms.
Nella seconda parte arrivano i due Strauss, padre e figlio. Si ascolteranno tre dei più celebri valzer di Johann Strauss jr – “Vino, donna e canto”, “Rose del sud” e “Valzer dell’imperatore” – e due vivacissime polche, “Sangue leggero” e “Fra tuoni e fulmini”. Come nel “Concerto di capodanno” viennese si finisce con la trascinante “Marcia di Radetzky” di Johann Strauss padre. Valzer, polche e Gabriele Bonolismarce degli Strauss non invecchiano mai, perché facevano impazzire i nostri bisnonni e i loro bisnonni e continuano ad affascinare noi, così come, c’è da scommetterlo, affascineranno i nostri bisnipoti.
Sul podio di Roma Sinfonietta salirà uno dei direttori con cui l’orchestra collabora più frequentemente, Gabriele Bonolis, nel cui curriculum figurano l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, l’Orchestra Sinfonica “G. Verdi” di Milano, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, il Festival dei 2 Mondi di Spoleto, l’Accademia Filarmonica Romana, l’Orchestra Sinfonica Nazionale Ceca, l’Opera di Stato di Dresda, l’Opera Reale di Muscat (Oman) e altre importanti istituzioni musicali italiane e straniere.
Nata a Izmir, la giovane Dilruba Akgün ha già attenuto grandi successi in patria, esibendosi all’Opera di Stato di Istanbul e con le orchestre sinfoniche di Ankara, Izmir e Antalya. È stata premiata in concorsi nazionale e internazionale e attualmente frequenta l’Opera Laboratorio – Corso di Alto Perfezionamento Internazionale per giovani cantanti lirici, organizzato dall’Ass. Roma Sinfonietta, nella classe della Prof.ssa Anna Vandi.
Biglietti: E. 12,00. Ridotti E. 8,00. Studenti E. 5,00 Acquistabili anche prima del concerto nell’atrio dell’auditorium (foto: Dilruba Agkun, gabriele bonolis)

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