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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Posts Tagged ‘concessionarie’

Harley-Davidson riaccende i motori delle concessionarie

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 maggio 2020

Pronti, via, si riparte! L’avvio della fase 2 coincide anche con la riapertura delle concessionarie Harley-Davidson® in Italia, che avviene dopo quasi 2 mesi di stop nel rispetto dei protocolli di sicurezza previsti dal Governo italiano.Potenza dei propulsori, prestazioni mai provate prima e tecnologie avanzate: la riapertura delle concessionarie sarà l’occasione per tornare a testare dal vivo la gamma H-D 2020, ma anche per scoprire tutte le novità e le promozioni, il tutto sotto la storica egida Harley-Davidson®.Da non perdere anche gli oltre 10.000 articoli di parti e accessori disponibili sul catalogo Harley-Davidson® Genuine Parts & Accessories per rendere unica ogni moto, ma anche l’abbigliamento tecnico della rinnovata linea FXRG, capi di design confortevoli, efficienti e innovativi, che rispondono ai più elevati standard di sicurezza.Parlando di abbigliamento, Harley-Davidson offre anche altre quattro collezioni più orientate al lifestyle – Genuine, 1903, Garage, H-D Moto – ognuna delle quali caratterizzata da un proprio stile.

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Ricarichi 5 o 10 euro ma ti viene trattenuto 1 euro

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

E’ una pratica scorretta che Altroconsumo aveva segnalato alcuni mesi fa ad Agcom Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) che oggi diffida TIM, Vodafone e Wind Tre intimandogli il rispetto della Legge Bersani che aveva abolito i costi di ricarica. I tre operatori telefonici hanno 30 giorni per rimettersi in regola e cancellare i costi occulti di ricarica.La decisione di Agcom arriva dopo la decisione dell’Autorità Antitrust della scorsa settimana che, sempre su segnalazione di Altroconsumo, ha sanzionato Wind Tre e Vodafone per le pratiche commerciali scorrette nella promozione di offerte personalizzate su telefonia mobile rivolte a ex clienti (le cosiddette offerte winback), senza dare informazioni chiare sul prezzo o su ulteriori costi delle offerte. “Esprimiamo soddisfazione rispetto alla decisione dell’AGCOM: nei mesi scorsi avevamo segnalato le ricariche “col trucco” di Vodafone, Wind tre e Tim Telecom Italia. – dichiara Ivo Tarantino, Responsabile Relazioni Esterne Altroconsumo – Tagli da 5 e 10 euro, con soli 4 o 9 euro di vero traffico. Come Altroconsumo proseguiremo nel nostro impegno e stiamo già studiando i mezzi per ottenere giustizia per i consumatori. Dopo la vittoria sulle bollette a 28 giorni, un’altra sconfitta per i giochetti delle società di telefonia che a questo punto crediamo debbano recuperare la fiducia dei consumatori. Il primo passo potrebbe essere proprio quello di riconoscere subito il ristoro dei danni subiti”. (n.r. Non è la prima volta che la telefonia mobile, e non solo, ci prova a “truffare” gli utenti con indebiti prelievi. In tutto questo fa specie la lentezza con la quale le autorità preposte intervengono che consentano la reiterazione dell’indebito incasso e cercano in ogni caso di tenersi il maltolto con vari espedienti. E’ tempo che le autorità competenti intervengano con decisione per non lasciare la sensazione di una complicità che non ci meritiamo.)

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Governo aumenta Ires su redditi imprese concessionarie

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

“Il governo continua a penalizzare pesantemente le aziende che cercano di proseguire la loro attività. E’ infatti di poche ore fa la presentazione di un emendamento che aumenta del 3 per cento la tassa Ires sui redditi delle imprese concessionarie per le acque minerali. Insieme alla tassa sulla plastica, questo ulteriore balzello alla manovra creerà un binomio perfetto per dare un ulteriore mazzata alle tante società di questo settore. La cosa è ancora più grave per il fatto che queste aziende hanno la loro attività nelle zone montane e spesso rappresentano una delle poche, se non l’unica attività industriale locale. Tutto ciò, sommato anche all’idea di eliminare le agevolazioni sulle accise del gasolio per il trasporto, farà lievitare i costi, che inevitabilmente si riverbereranno sui consumatori, con la conseguenza di vedere diminuiti gli introiti e sancire la definitiva crisi di queste aziende e di questi territori. Fratelli D’Italia è fortemente contraria a tutto ciò che può indebolire il nostro tessuto economico, per questo chiediamo l’abolizione della tassa sulla plastica e dell’aumento delle tasse sulle concessioni delle acque minerali”. E’ quanto dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra.

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Concessionarie autostradali: come cambiare

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 agosto 2018

di Giorgio Ragazzi. La tragedia del ponte Morandi ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica sul ruolo delle concessionarie. Il Governo ha dichiarato l’intenzione di revocare la concessione all’ ASPI (Autostrade “per l‘Italia”).
L’istituto delle concessione si giustifica in teoria per l’idea che opere pubbliche possano essere finanziate con capitali privati, e poi devolute allo Stato a fine concessione, senza oneri per il bilancio pubblico. Ma questo non è storicamente mai avvenuto in Italia: il grosso della rete fu costruita, negli anni ’60 e ’70, tutta a debito, quasi sempre con garanzia dello Stato, mentre gli azionisti, IRI compresa, versavano solo pochi spiccioli in conto capitale. Rimborsati i debiti con il gettito dei pedaggi, invece di devolvere le infrastrutture allo Stato come previsto dai contratti, le concessioni sono state via via e spesso più volte prorogate “gratuitamente”: veri e propri regali grazie ai quali i concessionari hanno iniziato ad arricchirsi senza alcuna giustificazione.
La via delle proroghe gratuite fu iniziata per facilitare la privatizzazione della Autostrade e consentire quindi un rilevante incasso all’IRI, ma ne beneficiarono anche tutti gli altri concessionari, in primis il gruppo Gavio (per la storia delle proroghe e delle rivalutazioni monetarie rimando al mio libro “I Signori delle Autostrade”, il Mulino).
Gli unici che hanno pagato allo Stato (o meglio all’IRI) somme rilevanti per la concessione sono stati gli azionisti della Schemaventotto (controllata al 60% dai Benetton) che, a fine 1999, versarono 2,5 miliardi per il 30% della Autostrade. Nei cinque anni successivi i pedaggi aumentarono del 21%, con un incasso complessivo di oltre 11 miliardi, mentre gli investimenti venivano contenuti al minimo, appena il 16% di quanto previsto nella convenzione e nell’atto aggiuntivo. Si creava quindi un ampio polmone finanziario che consentiva alla Schemaventotto di lanciare un’OPA totalitaria sulla Autostrade che si concludeva, nel febbraio 2003, portando la quota di Schemaventotto all’84% circa. Questo acquisto, con un esborso di circa 6 miliardi (quanto incassato dall’IRI per la vendita di tutta la società), venne finanziato interamente a debito tramite una newco poi subito fusa nella Autostrade: così Schemaventotto passò dal 30 all’84% della Autostrade senza sborsare un euro, accollando alla società un debito che questa avrebbe ripagato coi pedaggi.
Successivamente Schemaventotto fece cassa cedendo le quote in esubero rispetto a quanto opportuno per mantenere il controllo e così, dopo appena tre anni, recuperò quasi interamente quanto pagato all’IRI, restando però al controllo di una società con ancora 30 anni di concessione e profitti attorno al miliardo l’anno.
Un affare davvero strepitoso per i Benetton e loro coazionisti, senza il minimo rischio! E pare che oggi, in caso di revoca della concessione, possano chiedere una penale indennizzo di 20 miliardi!
Tornando alle concessionarie, mentre non hanno storicamente svolto un ruolo socialmente utile, oggi sono divenute una palla al piede per l’economia, perchè investono in Italia solo una piccola parte del cospicuo flusso di cassa che deriva dai pedaggi: gran parte del resto viene investito all’estero o per diversificare in altri settori, mentre i pedaggi gravano sulla mobilità e riducono la competitività dell’economia. Nel 2017 ASPI ha avuto un margine operativo lordo di 2.450 milioni ma ne ha investiti nella rete solo 517. La holding Atlantia acquista invece quote del Tunnel sotto la Manica, il controllo della spagnola Abertis ed altri investimenti all’estero.
In sostanza lo Stato, a partire dall’infausta privatizzazione della società Autostrade, ha regalato quasi tutta la rete autostradale a soggetti che di soldi, all’origine, ne hanno investiti pochissimi, ma non si può reclamare oggi quanto donato, i contratti devono essere rispettati e i regali non possono essere revocati.
Per revocare la concessione all’ASPI il Governo dovrà dimostrare che vi sia stata grave inadempienza da parte della concessionaria; quand’anche riesca ad esibire prove in tal senso è scontato che la società farà opposizione sul piano legale, non solo in Italia, aprendo controversie forse assai lunghe e dagli esiti imprevedibili, anche per gli eventuali oneri a carico dello Stato. Esistono anche altri modi per eliminare gradualmente questo bubbone cresciuto nella nostra economia. Innanzi tutto occorrerebbe evitare qualunque nuova proroga e abrogare almeno qualcuna delle tante proroghe concesse dal ministro Delrio, quando sia possibile farlo senza violare contratti, come sembrerebbe possibile ad esempio per l’Autobrennero.
I profitti delle concessionarie potrebbero poi essere contenuti con una valutazione più rigorosa degli investimenti e riducendo l’oltremodo generoso tasso al quale vengono oggi remunerati.
Si dovrebbe infine stabilire il principio che quando una concessione scade l’opera venga devoluta allo Stato, come previsto dal contratto, senza essere né prorogata né rimessa in gara. Quando un’autostrada è stata ammortizzata il pedaggio diventa per lo più un’imposta e, se non si riduce il pedaggio, è meglio allora che la riscuota lo Stato piuttosto che un concessionario.
Lo Stato può ben gestire “in house” le nostre autostrade senza che per questo si debba parlare di “nazionalizzazione”. Lo Stato può facilmente appaltare in gara le due funzioni svolte dalle concessionarie, manutenzione ed esazione dei pedaggi, senza assumere alcun dipendente pubblico e con vantaggio per trasparenza e concorrenza. Il gettito dei pedaggi in genere copre ampiamente il costo di nuovi investimenti, che potrebbero essere appaltati con gare aperte invece che riservate a imprese controllate delle concessionarie.
Ci sono due casi in cui un tale cambiamento di politica potrebbe essere applicato da subito: quelli della Torino-Piacenza e dell’ATIVA, entrambe controllate dal gruppo Gavio, con concessioni già scadute ed opere già ammortizzate e che non necessitano di nuovi investimenti. Aspettiamo di vedere. (fonte: newsletter di Società Libera)

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Riciclaggio: 34 segnalazioni da casinò e sale online

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2011

Trentaquattro segnalazioni di operazioni sospette nell’ambito dei giochi nel 2010. E’ quanto riporta il bollettino annuale dell’Unità di Informazione Finanziaria (Uif) di Bankitalia, la struttura nazionale incaricata di prevenire e contrastare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo. Una goccia nel mare delle 36.800 segnalazioni ricevute complessivamente per il 2010. Il settore giochi, riporta Agipronews, si conferma però terzo in ordine di grandezza – con sedici casi segnalati da gestori di case da gioco (i quattro casinò italiani) e diciotto da concessionari online – nella categoria dei professionisti e operatori non finanziari che – seguendo le indicazioni della normativa sulle operazioni sospette – hanno inviato dati all’Ufficio di Bankitalia, alle spalle di notai (66 segnalazioni) e commercialisti (43 segnalazioni). Anche se “contenute nel numero, meritano di essere evidenziate le segnalazioni arrivate da parte di operatori del gioco (n. 34 complessivamente di cui 16 da casinò e 18 da case da gioco on line)”, si legge nel rapporto annuale dell’Uif. Le segnalazioni più frequenti, prosegue Agipronews, riguardano l’acquisto di fiches (nei casinò fisici) o la ricarica di conti di gioco (per gli operatori on line) “con successive richieste di rimborso senza aver giocato oppure con giocate nettamente inferiori all’ammontare del credito acquistato”. Un’attività “orientata a confondere l’origine dei fondi, simulando vincite realizzate a seguito di giochi o scommesse mai effettuati”. Nei casinò è poi frequente l’utilizzo di contante per l’acquisto o per il rimborso delle fiches. “In tali casi, si sono registrati numerosi tentativi di frazionamento delle richieste di rimborso, anche tramite terze persone presenti nella sala senza aver giocato – riporta ancora la relazione – Spesso i due comportamenti (acquisto/restituzione di fiches e utilizzo di contanti) risultano entrambi presenti nella condotta segnalata”. Fra le segnalazioni pervenute anche “una presumibile truffa posta in essere da alcuni soggetti tra loro collegati, che riuscivano a effettuare scommesse a evento già verificatosi”, grazie all’utilizzo di “strumenti informatici in grado di aggirare il divieto di giocata una volta verificatosi l’evento oggetto di scommessa”.

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Aumentano le tariffe autostradale gestite da Autovie Venete

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2009

Un aumento determinato dall’entrata in vigore della terza tranche del “sovraprezzo Anas” (calcolato in millesimi al chilometro), che era stato messo in stand by dal Governo, fino al 30 aprile. L’intero importo, dunque, andrà all’Anas e non alla Concessionaria. Resta invece ancora congelato l’aumento dell’1,45% che avrebbe dovuto scattare sempre dal primo maggio. A differenza delle altre concessionarie autostradali, infatti, Autovie attualmente sta lavorando in collaborazione con la struttura commissariale per rideterminare il piano finanziario, alla luce dei diversi oneri derivanti dall’accelerazione dei lavori per la realizzazione della terza corsia. I parametri per la determinazione delle tariffe, fra le numerose variabili, comprendono anche la voce investimenti, un capitolo che la Concessionaria sta definendo proprio in questo periodo.

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Lettera al direttore: emergenza Abruzzo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2009

Vi scrivo per suggerire un’azione in aiuto alle Famiglie delle Città colpite dal recente terremoto in Abruzzo, molte delle quali hanno perso tutto ciò che avevano ed, in alcuni casi, ben di più… Quelli che ancora possono, dormono in tende (poche) od ammassati nelle poche strutture pubbliche rimaste in piedi. A questo proposito, consiglierei all’Associazione di contattare la Protezione Civile Nazionale, Sede centrale, per suggerire l’acquisto delle migliaia di camper usati, giacenti invenduti nelle numerose concessionarie di vendita Italiane, nonchè dai Privati. Sicuramente gran parte degli Abruzzesi colpiti dal sisma, rimasti senza casa, è provvista di patente di guida; non dovrebbe volerci molto ad allestire delle aree “attrezzate” ove far sostare i mezzi, inoltre lo Stato potrebbe dar loro la possibilità di una vita decorosa, anche se in poco spazio, per il tempo necessario alla ricostruzione che, certamente, non sarà breve. Il tutto risparmiando, forse, soldi e risorse da impiegare nella ricostruzione stessa, a tutto vasntaggio della Comunità. Ringrazio per l’attenzione, con la speranza di essere stata, almeno per l’idea, utile. Cordialità, Mariella Rossi, Torino. (n.r. rigiriamo il suggerimento con la speranza che qualcuno ne vorrà fare tesoro per alleviare il disagio degli sfollati in specie tra coloro che intendo restare sul posto)

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