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Posts Tagged ‘concessioni demaniali’

La direttiva Bolkestein e gli interessi italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 settembre 2017

commissione europea“La direttiva Bolkestein reca oggettivamente danni significativi ad almeno due settori importanti della nostra economia nazionali: il commercio ambulante e le concessioni marittime demaniali. Il primo riguarda circa duecentomila imprese con un indotto di un milione di italiani, l’altro circa trentamila piccole e medie imprese con trecentomila occupati. Due settori che vedrebbero a grave rischio il proseguimento delle proprie attività in forza dell’applicazione di questa direttiva, perché la messa a gara delle concessioni demaniali e la procedura di selezione delle autorizzazioni del commercio ambulante metterebbero in crisi queste imprese, in quanto le porrebbero in concorrenza con le multinazionali del turismo o con le grandi imprese del settore”. Lo ha detto Pietro Laffranco, deputato di Forza Italia, intervenendo nell’Aula di Montecitorio, sulla direttiva Bolkestein. “E cioè – ha aggiunto – non ci sarebbe più la certezza degli investimenti e degli occupati. Insomma, bisognerebbe prendere atto che questa direttiva non può essere applicata a questi settori”, anche perché è del “2006 e da quell’anno a oggi ne è passata di acqua sotto i ponti. C’è stata, ad esempio, la più grande crisi finanziaria ed economica del secolo, insieme a quella del ’29. Le situazioni di concorrenza – ha continuato l’esponente azzurro – si sono completamente modificate. C’è, cioè, la necessità che i singoli Paesi portino le loro specificità in Europa affinché questa si riformi e non crolli definitivamente”. Proprio per questo, ha concluso Laffranco “il governo avrebbe dovuto dare risposte diverse, senza ulteriori rinvii e verifiche”.

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Pronuncia della Corte di giustizia europea sulla proroga delle concessioni demaniali

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2016

Venezia. “La sentenza della Corte di Giustizia europea, – evidenzia Matteo Zoppas Presidente di Confindustria Venezia-, che si pronuncia negativamente circa la proroga delle concessioni demaniali marittime al 2020 écorte di giustizia europea una notizia che ci aspettavamo, ma che andrà interpretata e letta in profondità nei prossimi giorni per vedere che spazi di manovra ci possono ancora essere. Il nostro Paese ha continuato a rimandare per anni su una questione strategica per il comparto turistico – balneare, a differenza di altri che hanno legiferato con un unico obiettivo, ovvero tutelare le imprese e l’indotto occupazionale. Ora é più’ che mai necessario che il Governo appronti una forte azione per evitare che questo importante patrimonio economico venga disperso con rilevanti cadute sociali. Noi non chiediamo di boicottare la sentenza, ma di rendere compatibile il rispetto della normativa con le attività di un settore rilevante della nostra economia, anche in termini di tutela ambientale, perché’ forse si dimentica talvolta questo aspetto. Spero che al più presto i concessionari delle nostre spiagge possano superare il gap rispetto a quelli di Paesi concorrenti che attualmente hanno un chiaro vantaggio derivante dalla certezza d’impresa acquisita con una proroga duratura che permette pianificazione, investimenti e miglioramento dell’offerta turistica”.
Sulla sentenza é intervenuto anche Angelo Macola, Presidente Assitai, Associazione delle imprese del turismo all’aria aperta: ” In attesa di verificare il dispositivo della sentenza, auspico che si lavori in modo da tutelare innanzitutto il tessuto socioeconomico litoraneo nazionale e la professionalità delle nostre aziende per non riservare alle spiagge italiane il destino degli aeroporti greci, ovvero che al demanio sia dato valore di urgenza e priorità, le gare inseriscano tra i requisiti di gara valutati, di alcuni fattori fondamentali quali la professionalità acquisita, l’avviamento, gli investimenti effettuati, gli ammortamenti, le migliorie apportate sulle infrastrutture e soprattutto una durata delle concessioni rapportata alla quantità e qualità degli investimenti. Solo così si potrà selezionare la proposta migliore non solo da un punto di vista economico, ma anche dal lato della tutela delle peculiarità sociali dei territori e delle imprese”.

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