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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘conciliazione’

Rimborsi Poste, Adoc chiede conciliazione per i casi più difficili e under 80

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 gennaio 2017

uffici postaliE’ stata presentata ai consumatori da Poste Italiane l’offerta di rimborso per gli investitori dei fondi immobiliari IRS. L’azienda ha offerto di rimborsare integralmente gli investitori che hanno compiuto 80 entro il 31 dicembre 2016, mentre per tutti gli altri soggetti che hanno acquistato i fondi immobiliari IRS venduti da Poste la proposta è di una polizza assicurativa della durata di 5 anni, tesa a coprire le perdite subite dagli investitori.“Abbiamo apprezzato in parte l’offerta di Poste – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – siamo soddisfatti, ad ogni modo, che l’azienda abbia accolto la nostra proposta di costituire una commissione paritetica che individui una griglia di criteri, dal reddito alle condizioni generali e patrimoniali dei sottoscrittori dei fondi immobiliari, al fine di riconoscere un rimborso immediato a tutti quei risparmiatori, under 80, che versano in situazioni di difficoltà. A tal fine crediamo sia opportuno prevedere e utilizzare lo strumento della conciliazione paritetica per la risoluzione di tali casi, in particolare per gli investitori che presentavano un profilo di rischio non adeguato all’offerta lanciata in questi anni da Poste Italiane.”

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Conciliazione obbligatoria per condominio e incidenti stradali

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2012

E’ scattata l’obbligatorieta’, per chi e’ coinvolto in liti condominiali o che riguardano i risarcimenti del danno derivante da incidenti stradali ed intende andare in causa, di tentare, prima di rivolgersi al giudice, di trovare un accordo “amichevole” con la controparte, tramite l’istituto della mediazione (conciliazione).
Esattamente un anno fa tale obbligatorieta’ scatto’ in molti ambiti civili (controversie bancarie, assicurative, di responsabilita’ medica, ereditarie, etc. etc.), grazie al D.lgs. 28/2010, ma per le liti condominiali e per quelle inerenti gli incidenti stradali il termine fu prorogato di un anno. La mediazione, o conciliazione, e’ un sistema con il quale le due parti, colloquiando tra loro anche senza bisogno di rappresentanza legale, cercano di raggiungere un accordo “amichevole” alla presenza del mediatore, un soggetto specializzato nella materia in discussione che fa da “paciere” e cerca di aiutare le parti a concludere positivamente l’incontro. La legge se n’e’ occupata piu’ volte, e con il D.lgs.28/2010 sono state fissate delle regole e procedure uniformi a garanzia degli interessi di ambedue le parti. Il verbale redatto in caso di accordo e’ pienamente vincolante per ambedue le parti ed assume valore di titolo esecutivo una volta omologato dal Tribunale.
Per svolgere la mediazione ci si puo’ rivolgere ad organismi pubblici (come le camere di commercio, classiche figure mediatrici per il consumatore), o privati, riconosciuti ed iscritti in un apposito registro tenuto presso il Ministero della Giustizia. In determinati ambiti, come quello bancario e di investimento finanziario, ci si puo’ rivolgere anche ad enti specifici come l’Arbitro Bancario finanziario (ABF) e la CONSOB.
Se ci si rivolge ad organismi pubblici i costi sono fissati dal Ministero della Giustizia. Gli organismi privati non sono vincolati da tali tariffe, con obbligo pero’ di prevedere una riduzione delle proprie indennita’ (di un terzo) se la mediazione svolta e’ tra quelle obbligatorie per legge.

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Le donne dicono no alla manovra finanziaria

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

Roma 14 luglio, dalle ore 17.30 davanti al parlamento. Le donne denunciano una manovra che sottrae al welfare per le donne la cifra record di 4 miliardi di euro. Questi soldi, per una legge approvata dal parlamento italiano qualche mese fa, dovevano essere impegnati per politiche di conciliazione, inclusione delle donne nel mercato del lavoro, assistenza e cura. Non investimenti a fondo perduto, ma un modo per ridare respiro al potenziale al femminile e per investire nella crescita del nostro paese. La manovra finanziaria ha cambiato destinazione a questo tesoretto, scippandolo letteralmente dalle borsette delle donne italiane, visto che è dall’aumento dell’età pensionabile nel pubblico impiego delle donne che si riscuotera’ la ragguardevole cifra di 4 miliardi. Non una sola parola del Governo su questo furto. Ne’ una spiegazione. Omissioni, anche durante il question time al Senato, dove il Ministro Sacconi interrogato su questo ha evitato di rispondere su che fine avesse fatto “il malloppo”. Silenzio o bugie da parte degli altri componenti del Governo, oltre che un certo imbarazzo presso la maggioranza. “Occorre non tacere, fare quanto piu’ rumore possibile, in modo che tutte sappiano quanto sta accadendo. Ce ne ricorderemo a tempo debito e lotteremo perché questo scippo non avvenga. E se dovesse accadere, continueremo a insistere perché si torni su questa sciagurata decisione. Sappiamo che sono tempi difficili e che tutti dobbiamo fare sacrifici, ma non è possibile che a fronte di tagli assenti o scarsi su voci come i costi della politica, le province e molto altro, venga chiesto alle donne l’ennesimo sacrificio – spiegano le promotrici– Vogliamo ricordare che le donne sono già chiamate a rispondere, con il loro lavoro volontario e non pagato ai tagli del welfare degli ultimi anni”. Per opporsi al provvedimento le donne dei due gruppi, diverse parlamentari (hanno già aderito Emma Bonino, Paola Concia, Francesca Marinaro, Flavia Perina) e tutte coloro che vorranno sostenerle, si daranno appuntamento a Piazza Montecitorio domani,giovedì 14 luglio, alle ore 17.30 in coincidenza con la discussione della manovra alla Camera. La data è stata scelta anche per sottolineare che nelle stesse ore sarà in corso a New York la presentazione del il rapporto ombra sulla disuguaglianza di genere in Italia, in margine alla sessione internazionale della Convenzione CEDAW(ONU, Committee on the Elimination of Discrimination against Women). Dal testo emerge, ancora una volta, il ruolo secondario a cui le donne sono condannate in Italia, nonostante gli impegni e le promesse presi dai governi che si sono succeduti negli ultimi anni.

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Rappresentante mediazione e conciliazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2011

Come è noto ormai a molti, a partire dal 21 marzo è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 28 del 4 marzo 2010 che ha introdotto in Italia un nuovo istituto di diritto, la “Mediazione Civile”, che ha lo scopo di far addivenire le parti ad una conciliazione attraverso l’opera di un mediatore, vale a dire un soggetto professionale, qualificato e terzo che aiuti le parti in conflitto a comporre una controversia in via extragiudiziale e che è già obbligatoria per determinate questioni in materia civile stabilite dall’articolo 5 del suddetto decreto legislativo. In data 7 luglio è stato nominato il consiglio di amministrazione nazionale di Assomediazioni, organizzazione che si prefige lo scopo di sostenere la mediazione civile e commerciale dinanzi alle Istituzioni.
Aprile Group S.r.l. è lieta comunicare che nella stessa sede l’unico organismo pugliese eletto a rappresentare a livello nazionale Assomediazioni, è l’ostunese Dr. Aldo Italo Pignatelli, 54 anni imprenditore nel settore della formazione nonché responsabile delle strutture esterne di Aprile Group S.r.l. L’Organismo che oltre a Lecce ha già sedi operative a Brindisi, Biella, Taranto, Tricase, Roma e Potenza ha avviato la creazione di sedi anche ad Altamura, Andria, Anzio, Barletta, Cagliari, Falconara Marittima, Maglie, Nettuno, Ostuni, Santeramo in Colle, Sassari, Trani, Ugento, e Venezia. Tutte le informazioni sul “Centro Nazionale di Mediazione e Conciliazione – Aprile Group S.r.l.” sono rintracciabili su http://www.cnmcaprilegroup.it/

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“Non farti scippare il futuro”

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2011

Roma 6 luglio, dalle ore 9.00 alle 10.00 davanti al Senato della Repubblica (corsia agonale, lato Piazza Navona), alcune parlamentari e donne lanceranno l’iniziativa “Non farti scippare il futuro” , contro lo scippo in atto nella manovra finanziaria del Governo che sottrae ben 4 miliardi che dovevano essere investiti in misure di welfare e conciliazione. Questi soldi sono a tutti gli effetti delle donne italiane: sono infatti i fondi derivanti dall’equiparazione dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego che il governo, con un precedente provvedimento, si era impegnato a investire per invertire la rotta su occupazione femminile e servizi. Hanno già aderito all’ iniziativa insieme all’Associazione Pari o Dispare la Vice Presidente del Senato Bonino, le deputate Concia e Mosca, le senatrici Ghedini, Poretti, Adamo, Incostante, Marinaro e il Senatore Ichino. Oltre 80 associazioni hanno lanciato l’appello “Quattro miliardi (erano?) tutti per noi” già dal mese di giugno proprio sullo stesso argomento. Mercoledì avrà dunque il via un mese di mobilitazione straordinaria tesa a sventare un furto inaccettabile certificato oggi dal testo della manovra finanziaria.

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Mediazione in materia tributaria

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2011

Dal 1° gennaio 2012, parte la mediazione anche in materia tributaria nel senso che un cittadino prima di adire il normale contenzioso, per le controversie inferiori ai 20.000 euro e relative ad atti emessi dall’agenzia delle Entrate, dovrà preventivamente presentare «avvio di procedura conciliativa». Dunque, tutela di diritti disponibili di un cittadino attraverso la mediazione nei confronti di un’amministrazione pubblica. Questi diritti – dice Pecoraro – debbono essere “mediati” da organismi di conciliazione iscritti nel registro del ministero di Giustizia con conciliatori altamente specializzati nel settore tributario. L’avvio di procedura conciliativa non può essere affidata o risolta da funzionario, anche se di ufficio diverso, appartenente comunque alla stessa direzione. L’attività di mediazione, così come concepita farebbe la stessa fi! ne di quello “dell’autotuitela”. E’ difficile da parte di una direzione che ha emesso l’atto ammettere di averlo emesso erroneamente. Il cittadino si troverebbe comunque e sempre in una posizione di debolezza nei confronti del fisco. Ecco perchè è necessario che la controversia amministrativa insorta, prima della proposizione del ricorso, debba essere risolta da un soggetto terzo, iimparzialle e neutrale designato da un organismo di conciliazione. L’Associazione Nazionale per l’Arbitrato & la Conciliazione (A.N.P.A.R.) –, senza scopo di lucro – l’unica ad aver acquisito il diritto ai sensi dell’art. 26 d.lgs. 26/2007 art 2 comma 2, di essere “sentita”, ai fini delle elaborazioni di piattaforme comuni, proposte da altri Stati membri, in materia di mediazione/conciliazione, ove partecipa il ministero di Giustizia, come sempre farà “sentire” la sua voce oltre che ai ministri interessati anche nelle sedi opportune U.E.

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Conciliazione vita e lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2011

I progetti di conciliazione tra famiglia e lavoro riceveranno, per il 2011, risorse finanziarie per 15 milioni di euro: lo prevede il nuovo bando di finanziamento presentato dal Sottosegretario alle politiche per la famiglia, Carlo Giovanardi, durante una conferenza stampa tenuta a Palazzo Chigi. Le richieste di finanziamento, redatte secondo le modalità previste dal nuovo avviso di finanziamento, potranno essere presentate entro il 13 luglio utilizzando l’apposita procedura informatica accessibile on line. Nel 2011 è prevista poi una seconda scadenza per il 28 ottobre. Con il nuovo bando, ha detto il Sottosegretario, sono stati stanziati 15 milioni di euro ed è stata ampliata la platea dei possibili beneficiari. Il 90% delle risorse è riservata al finanziamento del settore privato, purchè si tratti di datori di lavoro iscritti in un pubblico registro, il 10% è per il settore pubblico (aziende ospedaliere, universitarie, aziende sanitarie locali). Poter riaprire le procedure di selezione dei progetti consentirà a molti lavoratori con figli minori, disabili o anziani a carico, di conciliare meglio il loro tempo di lavoro con le responsabilità familiari, il che rappresenta per noi un grande successo nell’impegno continuo che dedichiamo a sostegno della famiglia. In base all’articolo 9 della legge 8 marzo 2000 n. 53, infatti, il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri eroga contributi in favore di aziende che intendano realizzare in favore dei propri dipendenti azioni positive orientate alla conciliazione tra vita professionale e vita familiare, con l’obiettivo di introdurre nuove modalità organizzative e gestionali dei tempi di lavoro.

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L’allarmismo degli organismi di conciliazione

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2011

La prima riflessione del presidente dell’organismo Internazionale di conciliazione & arbitrato dell’A.N.P.A.R, a seguito dell’incontro del Ministro della Giustizia, con il C.N.F (Consiglio Nazionale Forense) e le unioni regionali degli ordini degli avvocati è quella che il Ministro ha fatto finalmente intendere che bisogna dimenticare il passato, perché solo così si costruisce – una buona base di partenza della mediazione civile e commerciale – nel futuro. Purtroppo, per chi pretende che le radici del pensiero della mediazione civile sono nate certamente dal cervello di chi non ha mai avuto a che fare con i sistemi alternativi di risoluzioni extragiudiziali, l’incontro e quanto si è detto fra i convenuti è di una tendenza preoccupante per gli organismi.
Che cosa sono gli organismi di conciliazione? L’ente pubblico o privato, ovvero la sua articolazione, presso cui può svolgersi il procedimento di mediazione. L’organismo come definito dalla legge non è un “ente d’affari” è ben altro. E’ assunzione di responsabilità, disponibilità a creare lavoro per i mediatori professionali, competenza nei sistemi di A.D.R. , mediazione civile e commerciale compresa. E’ perfettamente vero che ognuno può esprimere un parere sull’incontro del ministro Angelino Alfano con il C.N.F e le unioni regionali degli ordini degli avvocati, ma ciò non significa screditare quanto stanno facendo di buono per i mediatori professionali ed in particolare per i giovani. Il comunicato stampa dell’esito dell’incontro, pubblicato sul sito del Ministero di Giustizia, e le dichiarazioni in esso contenute , fanno opinione sui cittadini e sui mediatori perché a leggerle bene spingono a condividere ed a dialogare e non a contestare. Non c’è nulla da contestare, afferma il presidente Pecoraro. Gli organismi di conciliazione non sono “centri affaristici” ma solo luoghi dove si svolge l’attività di mediazione a favore dei cittadini. La mediazione civile non s’impone si propone alle parti in lite da parte del mediatori e tutti i “chiacchiericci” al di fuori della legge 28/2010, trovano il tempo che trovano.
La mediazione civile non è una continua commedia e gli organismi di conciliazione non ne sono i protagonisti. I protagonisti sono i mediatori professionali e bene fa il Ministro ed il ministero ad intervenire a favore di questi. Di tutta questa storia continua Pecoraro, la cosa che più dispiace è il ritardo del rilascio da parte del ministero di un atto autorizzativo, da parte del Responsabile del Registro, atteso da oltre tre mesi che consente a chi è già mediatore di poter essere designato a dirimere le controversie ed inserirsi così nel modo del lavoro. (Ufficio stampa ANPAR)

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Cittadini e mediazione civile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 maggio 2011

E’ perfettamente vero che ognuno può esprimere un parere sulla mediazione civile ma ciò non significa discreditare il Ministro di Giustizia. Ancora veleni sulla mediazione civile da parte dell’O.U.A. mentre un avvocato su mille barerebbe con la mediazione – dice Pecoraro, presidente dell’ANPAR (Associazione Nazionale per l’arbitrato e la conciliazione). Ai cittadini non piace il comportamento all’insegna della polemica da parte di questi pochi avvocati, che lanciano veleni sul Ministro, solo perchè si è eretto a difesa dei cittadini contro la casta. Il Ministro e i funzionari del ministero fanno di tutto affinchè la legge venga rispettata. Non è vero che la circolare del 4 aprile c.a, “acuisce profili di anticostituzionalità, perchè il decreto legislativo non consente&n! bsp; di individuare criteri di qualità per la formazione dei mediatori e requisiti idonei di competenza”. Il mediatore, – là dove il regolamento lo prevede – “potrebbe ragionare con l’unica parte presente, sul ridimensionamento o sulla variazione della sua pretesa da comunicare all’altra parte che non si è presentata, come proposta dello stesso soggetto in lite e NON il mediatore”. Dunque, nessun diritto violato e nessuna mediazione unilaterale, solo il rispetto della volontà del cittadino. Mi interessa particolarmente sapere, continua Pecoraro, per quale motivo l’O.U.A. nulla dice in merito ad avvocati che ricoprono la carica di rappresentanti legali in società di capitali che si sono costituiti sia in enti formativi che in organismi di conciliazione. Il tutto in barba alla tanta invocata legge professionale che recita “l’esercizio del! le professioni di avvocato e di procuratore è incompatibile con l’esercizio di attività imprenditoriali in nome proprio o in nome altrui”. L’O.U.A. ha sempre detto che la mediazione è “arricchimento economico” per organismi ed enti formativi.Queste sì che sono situazioni anomale nella mediazione civile come mai fanno finta di non conoscerle? Da tutto quanto dice l’O.U.A. fino ad oggi non riesco a raccogliere nessun barlume di verità, ma solo azzardate previsioni di incompetenza e sollevamento di ansie nei confronti della categoria dei mediatori. Queste sono tendenze preoccupanti alle quali bisogna porre rimedio. L’ANPAR quale associazione regolamentata rappresentativa degli interessi legittimi dei mediatori se, non finisce lo stillicidio di false notizie sulla figura del conciliatore/mediatore, sugli enti di formazione e sugli organismi di conciliazione, da parte dell’O.U.A – assicura Pecoraro – è costretta a prendere una serie di provvedimenti a tutela delle citate categorie, magari attivando una richiesta di risarcimento danni attraverso l’avvio di una procedura conciliativa, anche perchè gli estremi ci sono tutti. (G. Pecoraro)

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Conciliazione & Arbitrato dell’A.N.P.A.R

Posted by fidest press agency su sabato, 7 maggio 2011

Non sappiamo i dati degli altri organismi certamente il nostro organismo è uno dei primi per numero di conciliazione e numero dei mediatori impiegati in trenta giorni. Il dato è a livello nazionale ed è quello comunicato al Ministero della Giustizia- Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi Direzione Generale di Statistica . Gli avvii sono pervenuti da quasi tutte le Regioni d’Italia: 59 le procedure e 30 i giovani mediatori altamente professionalizzati designati per competenza che hanno cominciato a lavorare . La previsione di definizione è buona e il grado di soddisfacimento dei cittadini nei confronti dell’organismo e dei mediatori designati è altissimo. Questi sono numeri, dice orgogliosamente il presidente dell’organismo dott. Giovanni Pecoraro, che stanno a significare il buon lavoro svolto, dall’A.N.P.A.R in 20 anni di esperienze, nei sistemi di risoluzioni di controversie extragiudiziali. Il numero continua Pecoraro, sarebbe stato a tre cifre e forse anche a quattro, se, il Ministero avesse provveduto al riconoscimento dei circa 700 mediatori iscritti al nostro organismo. http://www.anpar.ithttp://www.organismoconciliazione.it

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I primi guai per gli avvocati contrari alla mediazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2011

Avvocati nei guai per non aver ottemperato all’obbligatorietà dell’esperimento del tentativo di conciliazione per le materie entrate in vigore il 20 marzo 2011. Il presidente del tribunale di Prato, Dott. Francesco Antonio Genovese, ha alleggerito la posizione dell’avvocato che ha presentato direttamente un domanda giudiziale  per una materia obbligatoriamente conciliabile, risultato:  le parti sono state invitate  a trovarsi un organismo per il tentativo obbligatorio di conciliazione. Irrilevante è stata da parte dell’avvocato l’esibizione della “famosa informativa”  fattasi firmare del cliente, valida solo per le materie e per la tutela di diritti disponibili non rientrante fra quelle previste dall’art. 5 del D.Leg. 28/2010. Anche per queste “informative” quando verranno al “nodo” ed al vaglio del giudice nasceranno guai seri, staremo a vedere come l’avvocato giustificherà al proprio cliente  il mancato componimento conciliativo  che poteva essere fatto a costo zero. C’è da dire che il presidente del Tribunale, nei confronti di questo avvocato poco propenso alla mediazione, è stato molto benevole.  Secondo  il parere del presidente dell’A.N.P.A.R. (Associazione Nazionale per l’Arbitrato & la conciliazione), l’avvocato, forse,  ha commesso il reato di patrocinio infedele  delitto sanzionabile  ai sensi dell’articolo 380 n. 1 c.p. in quanto  ha tenuto una condotta del patrocinatore irrispettosa dei doveri professionali, stabiliti per fini di giustizia a tutela della parte assistita ed, in secondo luogo, un evento che implichi un nocumento agli interessi di quest’ultimo, inteso non necessariamente in senso civilistico di danno patrimoniale, ma anche nel senso di mancato conseguimento dei beni giuridici o dei benefici di ordine anche solo morale, che alla stessa p! arte sarebbero potuti derivare dal corretto e leale esercizio del patrocinio legale. Nella specie, continua Pecoraro, l’avvocato si  è reso responsabile di una condotta sicuramente irrispettosa dei doveri professionali, consistita nella consapevole omissione di non esperire il tentativo di conciliazione  obbligatorio per la materia trattata, così determinando nocumento alla parte assistita, correttamente individuato nella perdita da parte del patrocinato di ogni possibilità di far valere le proprie ragioni in conciliazione. In questa fase, continua Pecoraro, una cosa è certa, che  il cliente  può  già chiedere all’avvocato il risarcimento danni causato, c.d.,  per la mancata conciliazione, per la perdita di tempo e per li rimborso delle spese di giustizia anticipate oltre la revoca del mandato a suo tempo firmato.

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Toscana: riflessione sulla conciliazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 marzo 2011

Da pochi giorni è obbligatoria per un discreto numero di situazioni, ma vi si ricorre volontariamente già da una decina d’anni: è la mediazione-conciliazione. Oggi, a quattro giorni dalla data fatidica che la rende obbligatoria, la Camera di Commercio di Firenze ha celebrato un convegno per fare il punto sullo stato di attuazione di questo istituto in Toscana e in Italia. Dagli interventi al convegno, che ha avuto i saluti del Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e del Presidente della Camera di Commercio di Firenze, Vasco Galgani, appare chiaro che siamo di fronte a una svolta epocale.  Pur senza dimenticare la fondamentale e solida struttura giuridica, costruita da millenni di tradizione ed elaborazione del diritto, stiamo assistendo a una “mutazione antropologica”: una nuova mentalità, coi suoi riti, con le sue regole, con la sua praticità (quattro mesi al massimo per risolvere una controversia) vuole affiancarsi alla giurisdizione nella risoluzione dei conflitti. Dall’incontro è emerso che in Italia fino ad oggi la normativa aveva praticamente limitato a pochi ambiti le soluzioni alternative per i conflitti, che pure sono ordinarie nel mondo anglosassone. Anche da noi ora si apre un ventaglio più ampio: da un lato il giudizio, con i suoi riti, i suoi tempi, la sua coerenza interna; dall’altro la mediazione-conciliazione, che sollecita le parti stesse a raggiungere un accordo, attraverso un mediatore, che non giudica, ma che deve essere anche un po’ psicologo per convincere le parti, per quanto prevenute, a trovare un accordo. Si capisce bene come il nuovo istituto sia “sotto osservazione”: da chi teme che, rinunciando alla sentenza, si possa perdere l’oggettività del diritto, a chi ne fa solo un problema di tempi e carichi giudiziari nei tribunali, a chi su questi tempi dilatati contava per rimandare una soluzione contraria ai propri interessi. In realtà, questa svolta richiede un impegno anche educativo: la gente comune deve convincersi che non sempre il diritto sta da una parte sola; che il giudice, se non ha sufficienti elementi probatori, può anche non darti ragione; che spesso un compromesso accettabile riesce a salvaguardare non solo il proprio tornaconto, ma anche le relazioni umane tra le parti. Firenze e la Toscana, fortunatamente, si sono dimostrate particolarmente ricettive nei confronti della mediazione-conciliazione: nove Camere di Commercio su dieci hanno attivato la propria “Camera di Conciliazione”. Gli Ordini professionali sono quasi tutti attivi e ben disposti: la percezione di una nuova opportunità di interesse generale prevale sulla diffidenza. Anche i numeri della conciliazione volontaria, pur trattandosi di cifre limitate rispetto a quanto ci si aspetta ora dalla mediazione obbligatoria, sono sempre state al di sopra della media nazionale.

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Mediazione civile e lobby avvocati

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2011

Non ha fatto in tempo a partire la riforma della “mediazione civile” che la lobby degli avvocati si è messa in stato di agitazione dopo aver già bloccato dal 16 al 22 marzo le aule di giustizia. Come è noto ormai a molti, infatti, a partire dal 21 marzo è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 28 del 4 marzo 2010 che ha introdotto in Italia un nuovo istituto di diritto, per l’appunto la “mediazione civile”, che ha lo scopo di far addivenire le parti ad una conciliazione attraverso l’opera di un mediatore, vale a dire un soggetto professionale, qualificato e terzo che aiuti le parti in conflitto a comporre una controversia in via extragiudiziale e che sarà obbligatoria per determinate questioni in materia civile stabilite dall’articolo 5 del suddetto decreto legislativo. Senza entrare nel merito sulla bontà della riforma che comunque ha negli intenti quello di deflazionare il contenzioso giudiziario che vede l’Italia  tra i primi posti per numero di cause  e per la lentezza dei processi, Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV e fondatore dello “Sportello Dei Diritti” rileva un’anomalia tutta italiana che denota una forma di “cerchiobottismo” per non parlare d’incoerenza evidente: da una parte gli avvocati promettono battaglia contro il tentativo di riforma e dall’altra approntano gli organismi di mediazione sul territorio nazionale. Basta scorrere, infatti, il Registro degli Organismi accreditati presso il Ministero della giustizia che è rintracciabile al seguente link http://www.giustizia.it/ giustizia/it/ mg_1_10_1.wp?previsiousPage=mg_2_7_5_2per rendersi conto che gran parte degli ordini professionali degli avvocati si sono attrezzati per procedere già da subito alle mediazioni. La domanda nasce spontanea: che al di là di tutto si sia fiutato comunque l’affare?

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Organismo internazionale di Conciliazione

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2011

Giace da circa tre mesi sul tavolo del Presidente del tribunale di Salerno  la prima richiesta di omologa di un’avvenuta conciliazione  in materia di diritti reali a livello Nazionale. L’avvenuta conciliazione -portata a termine dal Dott. Marenco,  conciliatore della Liguria,  iscritto all’organismo dell’ANPAR – aveva per oggetto una controversia  sorta:  “in conseguenza della sentenza di divorzio R.G. …  il sig… sostiene che in merito alla spettanza della casa coniugale la stessa sentenza sopra menzionata si riferisce esclusivamente all’abitazione, sita in… Via… che secondo quanto stabilito dal Giudice sarebbe spettata alla ex  moglie sig.ra …. escludendo pertanto le pertinenze quali il sottotetto annesso all’unità immobiliare e il terrazzo pertinente alla stessa.  Al contrario la signora…. sostiene che la sentenza fa riferimento alla globalità dell’unità immobiliare ricomprendendo quindi sia il sottotetto che il terrazzo”.  Controversia davvero difficile, perchè  innescata su una causa passata in giudicato durata per più di 7 anni  e  risolta in due sedute di un’ora ciascuna.  Secondo, quanto affermato dal presidente dell’organismo che ha avviato la procedura conciliativa, il dott. Giovanni Pecoraro,  questa è la prova provate  che  il nuovo istituto giuridico della  mediazione civile obbligatoria così come concepito piace ai cittadini.  L’equivocità della sentenza,  avrebbe indotto le parti se, non ci fosse stata la mediazione a dare inizio a un nuova causa giudiziale,  per l’assegnazione e trascrizione dei beni secondo le rispettive volontà ed attendere  come minimo altri 7 anni.

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Mappa dei conflitti

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2011

Roma 28 marzo 2011, alle ore 12,00, a, presso la Sala del Carroccio del Campidoglio. La Mappa è stata elaborata dall’Osservatorio sui Conflitti e sulla Conciliazione, costituito nel luglio 2010 dai principali soggetti pubblici chiamati istituzionalmente a occuparsi di conflitti: Roma Capitale, Tribunale di Roma, Ordine degli Avvocati di Roma, Camera di Conciliazione di Roma, Ordine dei dottori Commercialisti ed Esperti contabili di Roma, Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma, O.R.ME.- Osservatorio sulla Responsabilità Medica. Il Rapporto raccoglie i dati relativi alle controversie giudiziali negli ultimi cinque anni, con particolare riferimento alle materie per le quali è stata prevista la mediazione obbligatoria, entrata in vigore lo scorso 21 marzo. A fronte di una complessiva riduzione di tutte le altre tipologie di contenziosi, dall’indagine emerge che l’unico incremento riguarda la responsabilità medica. Importante sarà quindi la convenzione tra l’Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma e la Camera di Conciliazione di Roma che sarà sottoscritta al termine della presentazione.Il Rapporto sarà illustrato dal Presidente dell’Osservatorio sui Conflitti e sulla Conciliazione, l’avv. Francesco Caroleo. Interverranno: Antonio Gazzellone (Consigliere Delegato Comunicazione istituzionale di Roma Capitale) e Rosaria Fattori (Responsabile Dipartimento Comunicazione-Tutela dei Diritti dei Cittadini di Roma Capitale),Paolo De Fiore (Presidente del Tribunale di Roma), Giuseppe Lepore (Presidente della Camera di Conciliazione di Roma), Antonio Conte (Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma), Mario Falconi (Presidente dell’Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma), Gerardo Longobardi (Presidente dell’Ordine dei dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Roma).

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Ministero giustizia: fallita conciliazione

Posted by fidest press agency su domenica, 31 ottobre 2010

Si è svolto al Ministero del Lavoro il tentativo di conciliazione tra Ministero della Giustizia ed RdB/USB Pubblico Impiego, la quale, sin dal 15 settembre scorso, aveva sollecitato l’Amministrazione a fornire risposte in merito all’applicazione del nuovo ordinamento professionale e del contratto integrativo, la cui applicazione ha generato un caos di competenze negli uffici giudiziari provocando ulteriori disagi a cittadini e lavoratori. La RdB/USB P.I. ha evidenziato come i lavoratori siano attualmente in balia di una sorta di “federalismo giudiziario” fai da te, con mansioni stabilite da ordini di servizio spesso discordanti tra loro e frutto di interpretazione dei capi dei diversi uffici, rimasti a loro volta abbandonati dal Ministero. L’Amministrazione ancora una volta non ha fornito alcun chiarimento sui nuovi profili, né ha definito quando e come provvederà ad emanare precise direttive, né ha dato indicazioni su come e quando inizieranno i corsi formativi per le nuove figure professionali. La RdB/USB P.I., considerando tale atteggiamento segno di palese disinteresse nei confronti del servizio e dei lavoratori, i quali in perfetta solitudine e senza essere stati adeguatamente istruiti sono chiamati ancora una volta a sostituirsi a chi dovrebbe far funzionare gli uffici giudiziari, ha ritenuto fallito il tentativo di conciliazione. Per questo proclamerà in tutti gli uffici giudiziari d’Italia l’astensione dalle prestazioni di lavoro straordinario, le cui modalità verranno presto rese note.

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La conciliazione e l’arbitrato in materia di lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 ottobre 2010

È stato definitivamente approvato  dalla Camera, il 19 ottobre 2010, il disegno di legge collegato sul lavoro. Tra i contenuti del ddl, in corso di pubblicazione nella GU,  norme sulla conciliazione e l’arbitrato; In particolare, la conciliazione può (non deve, ciò significa che  il lavoratore la può avviare  anche con organismi di conciliazione iscritti nel Registro presso il ministero di giustizia) essere proposta tramite l’associazione sindacale a cui l’interessato aderisce; la richiesta di espletamento del tentativo di conciliazione interrompe la prescrizione e sospende, per la durata del tentativo di conciliazione e per i 20 giorni successivi alla sua conclusione, il decorso di ogni termine di decadenza. Quanto all’arbitrato, la nuova disciplina contempla anche altre forme oltre a quello che può instaurarsi durante il tentativo di conciliazione, per es., la possibilità per il lavoratore all’atto dell’assunzione di decidere se ricorrere all’arbitrato in caso di future controversie, con esclusione del licenziamento. A tal fine, il lavoratore sottoscrive una clausola compromissoria valida per ogni lite, escluso il licenziamento, per il quale resta obbligatorio ricorrere al giudice ordinario. Dunque, obbligo di formazione in materia di conciliazione e arbitrato  anche per i consulenti del lavoro? Penso proprio di sì – afferma il presidente dell’A.n.p.a.r. Pecoraro, non solo, ma potrebbero essere chiamati, (oltre che designati dal responsabile di un organismo di conciliazione) in qualità di ausiliari del conciliatore, come CTU, periti ecc.

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Conciliazione lo strumento più diffuso

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Nel 2009, allo sportello della Camera di Commercio di Udine sono state depositate 109 domande di conciliazione. Di quelle attivate, 32 si sono concluse positivamente, il 70% con accordo tra le parti raggiunto con l’intervento del conciliatore chiamato, nel suo ruolo, ad aiutarle nella composizione delle divergenti posizioni. Nel 2010 (dati al 30 settembre), l’ufficio di Udine ha ricevuto 76 domande, di cui quasi il 60% tra imprese e consumatori, 6 delle quali svolte con la nuova normativa. Solo in questi giorni, durante quella che Unioncamere, da sette anni, indica come “Settimana Nazionale della Conciliazione”, sono arrivate in Cciaa una quindicina di domande, grazie anche all’agevolazione della gratuità proposta per stimolare il ricorso a questo importante strumento di composizione stragiudiziale delle controversie civili e commerciali. Sono alcune cifre, presentate dal segretario generale della Cciaa di Udine Fabiano Zuiani, che inquadrano un fenomeno su cui da anni le Cciaa italiane si stanno impegnando, istituto che l’Ente camerale udinese è stato tra i primi a sviluppare e su cui, questa mattina, ha organizzato un partecipatissimo convegno, in Sala Valduga, per fare il punto sul tema, proprio quest’anno disciplinato dal decreto legislativo 4 marzo n. 28. Una normativa che ha introdotto diverse novità, ma abbastanza controversa nei contenuti: proprio su questo, si sono confrontati studiosi, magistrati e conciliatori davanti a un pubblico numeroso e molto interessato, formato da rappresentanti delle categorie e da professionisti, avvocati, notai, commercialisti, giudici, ma anche periti, geometri e molti conciliatori. Il componente di giunta camerale Giuseppe Pavan, delegato dal presidente Giovanni Da Pozzo a introdurre l’appuntamento, ha sottolineato come «la Camera di commercio di Udine ponga estrema attenzione a questa attività, che si va affermando sempre più». A entrare nel dibattito, Mauro Bove (preside Facoltà di Giurisprudenza Università degli Studi di Perugia), Andrea Zuliani (magistrato presso il Tribunale di Udine), l’avvocato Mario Formaio e il geometra Michele Peloso, entrambi conciliatori della Camera di Commercio di Udine.

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Udine: settimana della conciliazione

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Udine 18 ottobre Settimana Nazionale della Conciliazione, l’evento promosso da Unioncamere che per il settimo anno vede coinvolte dal 18 al 24 ottobre le Cciaa di tutta l’Italia, per promuovere la cultura della conciliazione e avvicinare professionisti, imprese e consumatori a questo strumento di risoluzione stragiudiziale delle controversie civili e commerciali. Per l’occasione, anche quest’anno è riproposta la gratuità della conciliazione: aziende e privati potranno avviare a costo zero la procedura conciliativa, rivolgendosi all’apposito sportello camerale (tel. 0432.273263, fax 0432.509469; mail: conciliazione@ud.camcom.it). Saranno dunque gratuite tutte le domande di conciliazione presentate dal 18 al 24 ottobre tranne quelle di valore superiore ai 50mila euro, indipendentemente dall’esito finale e per tutte le parti coinvolte.  La conciliazione è un istituto che si sta affermando sempre di più. Stando ai dati 2010 (aggiornati al 30 settembre), sono 76 le domande di conciliazione ricevute dall’Ufficio in Cciaa a Udine, di cui quasi il 60% tra imprese e consumatori. Di queste, 28 si sono concluse positivamente (22 con seduta di conciliazione e 6 risolte dalle parti prima ancora di nominare un conciliatore). Sei di queste sono state gestite con la nuova normativa, il decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, che ha introdotto l’istituto della mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali. Quanto alla tipologia di casi, nel 2009 l’Ufficio di Udine ha registrato un incremento delle controversie in materia di servizi (trasporti, mediazione), seguite da quelle su commercio ed edilizia. Da sottolineare anche le liti con i gestori di telefonia, per le quali è previsto il tentativo obbligatorio di conciliazione. Riguardo ai consumatori, le controversie vertono normalmente sulla mancata sostituzione del prodotto difettoso o mancata restituzione del prezzo a fronte dell’esercizio del diritto di recesso. Nell’anno in corso, per il momento si conferma il dato delle controversie in materia di servizi e un sensibile aumento in materia di telefonia, specie per i contratti stipulati dalle imprese.
Sabato 23 ottobre, alle 10, a conclusione della Settimana, la Cciaa organizza un convegno dal titolo “La mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali. Dalla teoria alla pratica a cinque mesi dalla obbligatorietà”. L’incontro è stato studiato alla luce della nuova disciplina e sarà un momento per analizzare lo stato dell’arte e le opinioni sull’importante novità che è divenuta a pieno titolo istituto dell’ordinamento, sentendo la voce di studiosi e magistrati, e degli stessi mediatori-conciliato

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Nuovi assetti Unicredit

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2010

“Ad Alessandro Profumo va dato atto di essere stato uno dei primi, se non il primo banchiere italiano ed europeo a tenere conto delle esigenze dei cittadini clienti, a guardare non solo dentro casa sua ma alla società nel suo complesso. Non sempre con successo, perché il sistema bancario resta ancora lontano dall’essere incentrato sui bisogni dei consumatori, ma comunque ci ha provato, attraverso scelte di mercato finalizzate a ridurre il peso dei servizi sui cittadini, mediante un dialogo con le Associazioni dei Consumatori e decisioni non comode come l’introduzione della conciliazione per andare incontro alle vittime di crack finanziari”. Nelle parole del segretario generale, Teresa Petrangolini, il commento di Cittadinanzattiva in merito ai nuovi assetti in Unicredit. “Non entriamo nel merito delle considerazioni che hanno portato all’esclusione dell’amministratore delegato” continua la Petrangolini, “ci auguriamo solo che i nuovi vertici non decidano per un cambiamento di rotta nella considerazione da riservare ai consumatori, e che la banca non si limiti a rispondere solo agli interessi degli azionisti”. (Mariano Votta)

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