Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘concordato’

Roma: concordato multe

Posted by fidest press agency su martedì, 10 agosto 2010

La proposta di definizione agevolata, il cosiddetto “concordato”, per le vecchie multe elevate sino al 31 dicembre 2004 a seguito di infrazioni commesse al Codice della strada si è chiusa con un incasso di 27.778.998,81 milioni di euro. Il termine per aderire al concordato è scaduto il 30 giugno scorso e a quella data i cittadini romani paganti sono risultati 109.463 per un totale di 25.792.275,35 euro incassati a livello locale da Equitalia-Gerit.  A quest’ultima cifra si aggiungono 1.841.092,95 di euro pagati da cittadini multati a Roma ma residenti altrove, nel periodo preso in considerazione dal “concordato”. L’invito ad aderire alla definizione agevolata consentiva di chiudere le vecchie posizioni ancora aperte dai contribuenti con uno sconto in media, pari ai 2/3 dell’importo originariamente dovuto e che, tenendo conto dell’agevolazione, ammontava nel complesso 99.576.599,49 euro.  Il totale incassato dal Comune (pari al 25,9% del valore del ‘carico’ posto in agevolazione) sarà suddiviso tra la gestione commissariale e quella ordinaria. Le cartelle iscritte a ruolo prima del 28 aprile 2004 (il 74% circa) andranno alla gestione commissariale e serviranno a finanziare il piano di rientro del debito pregresso per 20 milioni e 420 mila euro. Quelle riferite al periodo successivo (il 26% circa), confluiranno invece nella gestione del bilancio ordinario, per 7 milioni e 358 mila euro. L’effettivo utilizzo delle risorse incassate sarà stabilito sulla base della disciplina contenuta Nuovo Codice della strada (Dlgs n. 285/1992) in materia di destinazione dei proventi delle contravvenzioni (art. 208). La norma prevede in particolare che una quota pari al 50% delle risorse incassate con il concordato venga destinata a interventi di sostituzione, ammodernamento e potenziamento oltre che messa a norma della segnaletica stradale, nonché all’attività di controllo e accertamento mediante l’acquisto di automezzi e attrezzature dei corpi e dei servizi di polizia municipale. Nel medesimo ambito rientra la finanziabilità degli interventi di rifacimento del manto stradale e di manutenzione della rete viaria di proprietà comunale oltre che la facoltà da parte dell’ente locale di utilizzare le somme incassate con le multe per il controllo della sicurezza urbana e stradale.

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Roma: concordato multe

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 marzo 2010

Mentre già sono oltre 125mila, su 235mila previste, le lettere inviate da Equitalia Gerit per l’adesione al cosiddetto “concordato” sulle multe, il Comune di Roma lancia un nuovo servizio on-line per i cittadini romani interessati alla definizione agevolata delle vecchie contravvenzioni mai pagate, relative a infrazioni al Codice della Strada commesse fino al 31 dicembre 2004. Dal portale del Comune (www.comune.roma.it) è possibile sapere subito, semplicemente attraverso il proprio codice fiscale oppure il numero di partita Iva nel caso di società, se si riceverà da Equitalia Gerit una comunicazione di pagamento. L’interrogazione è aperta a tutti, senza necessità di accreditamento ai servizi on-line del portale. Per utilizzare il servizio, basta entrare nell’Home Page, cliccare sulla destra “Concordato Multe” e, quindi, sul nuovo servizio “Verifica se stai per ricevere la comunicazione del concordato”. Il termine per aderire al concordato scadrà il prossimo 15 maggio. La definizione agevolata delle vecchie multe consente di ridurre mediamente di due terzi (in qualche caso anche di tre quarti) l’importo dovuto per mettersi in regola. Fino a oggi gli sportelli dedicati a fornire informazioni al pubblico non hanno registrato segnalazioni che evidenzino dubbi o criticità sull’andamento delle operazioni. L’elenco dei destinatari della comunicazione, ora consultabile anche in Rete, contiene, infatti, esclusivamente i nominativi di coloro che, dopo i controlli incrociati eseguiti tra la banca dati del Comune e quella dell’Agente per la riscossione, sono risultati intestatari di cartelle esattoriali non prescritte nel termine di 5 anni e 150 giorni dalla data dell’ultima notifica. Per evitare, tuttavia, possibili disagi connessi a una prevedibile intensificazione, in prossimità della scadenza, delle richieste di informazioni agli sportelli appositamente istituiti dall’Amministrazione, l’assessore al Bilancio e allo Sviluppo Economico, Maurizio Leo, invita i cittadini interessati a non attendere l’ultimo momento per eseguire eventuali verifiche sulla propria posizione.

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Chiesa vaticana e Stato

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2009

Il 20 settembre è stato l’anniversario della breccia di Porta Pia, quando storicamente cadde il potere temporale della Chiesa cattolica e si fece avanti lo Stato non confessionale. Ma nel 2009, all’ennesima ricorrenza di questo evento, la commistione di questo potere temporale è ancora una questione irrisolta con diverse sfaccettature di cui, quella economica, e’ solo la punta di un iceberg. Il “nuovo” Concordato del 1984 voluto dall’allora presidente del Consiglio dei ministri, Bettino Craxi, decise per un nuovo meccanismo di finanziamento, solo in apparenza più democratico e trasparente in quanto allargato alle altre religioni: lo Stato devolve l’8 per mille dell’intero gettito IRPEF alla Chiesa cattolica (per scopi religiosi o caritativi) o alle altre confessioni o allo Stato stesso (per scopi sociali o assistenziali), in base alle opzioni espresse dai contribuenti sulla dichiarazione dei redditi. La legge 222/1985, che norma il tutto, prevede però un meccanismo perverso che manda a ramengo tutte le buone intenzioni di democraticità:  anche se a specificare la scelta sia stata solo una parte dei contribuenti, questa scelta viene estesa a tutto l’8 per mille di tutti i contribuenti in base alle percentuali di chi si è espresso. Così al Vaticano arriva quasi il 90% dell’otto per mille nazionale. Per avere un quadro preciso di come funziona l’8 per mille e delle cifre che annualmente vengono distribuite ci sono solo i dati dell’Aduc (Associazione per Diritti degli Utenti e Consumatori) che sul proprio sito Internet, nella rubrica “La pulce nell’orecchio” di Annapaola Laldi segue da anni la materia.  Come primo contributo ad un dibattito sui rapporti Stato e Chiesa ho quindi presentato, con il senatore Marco Perduca, un disegno di legge per ricondurre l’8 per mille al principio della volontarieta’, abrogando il meccanismo della ripartizione delle scelte non espresse, pur consapevoli della necessità di revisione più complessiva o di abrogazione integrale. Altre forme e altre modalità di finanziamento possono essere studiate per le Chiese e le confessioni religiose, ispirandosi al modello tedesco di una tassazione ad hoc o prendendo spunto da modelli liberali di erogazioni volontarie, prevedendo in caso la possibilità di deducibilità dal reddito senza limiti come sono oggi di poco più di mille euro all’anno. (senatrice Donatella Poretti, Radicali – Pd)

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Il modello italiano di nazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2009

Editoriale fidest. Le grandi nazioni si sono costruite essenzialmente su due modelli, quello legittimistico basato sull’alleanza fra il “trono” e “l’altare” e quello giacobino della “nazione in armi”. Ma qual è il modello italiano? Se pensiamo al nostro Risorgimento ci pare impossibile inquadrare la sua evoluzione in uno dei due modelli citati. D’altra parte la nazione “legittimista” finì con il realizzarsi con il concordato del 1929 che chiudeva la questione romana, identificata da Antonio Gramsci come il problema principale (insieme a quella meridionale) per la realizzazione effettiva dell’unità nazionale. Ma il ritardo di settanta anni si giungeva a quell’esito aveva nel frattempo privato la nazione dell’apporto delle masse cattoliche e contadine, rendendone deboli le istituzioni liberali. E’ in quella fase che il nazionalismo diventa, proprio perché espressione di élite ristrette, antiparlamentare e potenzialmente eversivo. La rivincita dell’idea della nazione in armi venne con la Resistenza, in cui però le motivazioni patriottiche e quelle classiste non si fusero mai completamente, la lotta sociale si intrecciò con la guerra civile, e il risultato fu la costruzione di un nuovo Stato e di un nuovo patto costituzionale che prescindeva dall’idea di nazione. Un’altra significativa svolta l’abbiamo avuta nel 1948 dove i vincitori si raccolsero intorno alla figura di Alcide de Gasperi ed i perdenti si sentirono stranieri in patria. Ed ancora una volta il vento del cambiamento nelle relazioni internazionali dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989 riportò in Italia un sostanziale reinserimento delle forze di origine comunista ed il loro modo di riconciliarsi pienamente con l’idea di nazione. Oggi, probabilmente, siamo di fronte a nuove forme evolutive del nostro modello di nazione. Ma la sua evoluzione è in una fase iniziale per cui per il momento è arduo dare una definizione esaustiva. Staremo a vedere nei prossimi anni. Ciò che, tuttavia, ci appare significativo è che nell’attesa del nuovo corso ci siamo imbattuti in un risveglio dei localismi e delle tendenze separatiste mentre si stanno approntando i festeggiamenti per i 150 anni dall’unità. La verità è che abbiamo fatto poco per dare al sistema paese il suo assetto unitario lasciando che il meridione restasse indietro rispetto alle spinte innovative esercitate nel Nord. Ora questo nodo irrisolto giunge al pettine e potrebbe guastare la festa a quella parte di italiani che sente vivo il sentimento unitario. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Civiltà fiscale

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2009

“Le dichiarazioni del direttore, Attilio Befera sul Corriere della Sera, mettono in luce le riserve che esprime anche l’Agenzia delle Entrate sui contenuti del documento sulla lotta all’evasione fiscale adottato, a maggioranza, dalla Commissione Bicamerale di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria”. Lo afferma Franco Ceccuzzi, parlamentare del Pd e componente della Commissione Bicamerale di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria. “I rilievi del direttore Befera – afferma Ceccuzzi – sono gli stessi,  già stati argomentati dal Pd in dichiarazione di voto.  Gli studi di settore ed il redditometro non sono strumenti alternativi, ma di natura diversa. I primi sono utili per la stima del reddito, i secondi per la di accertamento da parte  dell’amministrazione tributaria. Le ipotesi avanzate nel documento quali il redditometro di massa ed il concordato preventivo rischiano di provocare una regressione sul piano dell’equità e della civiltà fiscale, che potrebbero produrre ulteriori perdite di gettito. La diminuzione delle entrate, già consistente nella prima parte di quest’anno, è tale da richiedere  provvedimenti ben diversi ed efficaci ed un maggiore impegno del governo nella lotta all’evasione fiscale. Esattamente il contrario dello scudo fiscale, che rappresenta un premio ed un condono per gli evasori.

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