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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘concorrenza’

Antitrust: avvia istruttoria su servizi di cloud computing

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2020

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato sei istruttorie nei confronti di alcuni dei principali operatori a livello globale dei servizi di cloud computing.”Bene, si faccia subito chiarezza!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“E’ evidente che il consumatore deve essere sempre libero di scegliere e di esprimere il suo consenso alla raccolta dei dati e non va indebitamente condizionato in alcun modo” prosegue Dona.”Inoltre, è un sacrosanto principio, ormai assodato, l’obbligo di dare all’utente, fin dal suo primo accesso, un’informazione chiara e completa, immediatamente accessibile, che dia evidente richiamo ad eventuali usi per fini commerciali dei dati forniti in fase di registrazione” conclude Dona.

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Trovare soluzioni alla concorrenza sleale dei paesi terzi

Posted by fidest press agency su domenica, 23 febbraio 2020

Roma dal 24 al 26 febbraio una delegazione della Commissione Mercato interno e protezione dei consumatori (IMCO) del Parlamento europeo sarà in visita per incontri con le istituzioni italiane e con i rappresentanti delle categorie produttive e dei consumatori con l’obiettivo di vagliare le possibili ulteriori azioni volte a garantire prodotti sicuri e a scongiurare pratiche sleali.Nei loro incontri, i membri della delegazione esamineranno la situazione del mercato dei beni e discuteranno degli effetti derivanti dalla concorrenza sleale dei produttori dei paesi terzi, i cui manufatti potrebbero non essere conformi a tutte le normative UE applicabili.Gli eurodeputati della Commissione IMCO incontreranno i rappresentanti di Confindustria (lunedì pomeriggio), quelli del Mise (martedì mattina) e quindi, sempre nella mattinata di martedì, parteciperanno ad una riunione congiunta della Commissione Politiche della UE e di quella Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei Deputati e della Commissione Politiche della UE e di quella Industria, commercio e turismo del Senato.La missione proseguirà mercoledì con un incontro con le associazioni dei consumatori e quindi con i rappresentanti di Unioncamere per concludersi nella mattinata di giovedì con una visita alla Mater-Biopolymer di Patrica in provincia di Frosinone.Lo scopo della missione è acquisire ulteriori indicazioni su come garantire la sicurezza dei prodotti che circolano nell’UE e su come assicurare ai consumatori informazioni corrette su di essi. Le prove raccolte saranno utili per qualsiasi futura proposta legislativa e regolamentare sui manufatti nel mercato interno.I membri della delegazione:
Petra De Sutter (Verdi, Belgio, Presidente della Commissione IMCO), Brando Benifei (S&D, Italia), Alessandra Basso (ID, Italia),
Vlad-Marius Botoş (Renew Europe, Romania), Salvatore De Meo (PPE, Italia), Carlo Fidanza (ECR, Italia), Stelios Kouloglou (GUE, Grecia), Maria Leitão Marques (S&D, Portogallo),Marco Zullo (NI, Italia)

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Mercato energia e concorrenza. Parole, parole e parole e il macigno del fisco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 dicembre 2019

Tranne ribaltoni dell’ultimo momento, l’abolizione del mercato tutelato dell’energia è rimandato al 2022. Un percorso che è partito da molto lontano (legge Bersani 1999) e che puntualmente, quando sta per arrivare la scadenza (la fine era prevista dal 1 gennaio 2020), slitta. Due anni, uno slittamento anomalo rispetto alla media di questi provvedimenti (qualche mese, 6 mesi, i più temerari 1 anno) forse perché hanno voluto risolvere in anticipo uno slittamento “breve” che avrebbe comportato un ulteriore rimando… sembra una battuta, ma se:
– pensiamo al fatto che la decisione viene presa a ridosso della scadenza del 1 gennaio 2020, quando si presume che tutti gli attori avrebbero dovuto essere già pronti,
– che la scadenza del prossimo 1 gennaio era frutto di un altro rimando,
– che della totale offerta energetica in un mercato libero i primi provvedimenti legislativi concreti sono del 1999,
– che l’Autorità preposta al passaggio dal mercato tutelato a quello libero è stata istituita nel 1995 (oggi si chiama Arera, ma si è chiamata AEEG fino al 2017),
…. farsi venire il dubbio che il problema più che tecnico sia politico…. sembra una trasparente lettura della realtà.
Politico per queste caratteristiche:
– sia per gas che per elettricità, percentuali intorno al 50% sono quelle di chi ha lasciato fino ad oggi il mercato tutelato a favore di quello libero: dati del Monitoraggio retail 2018 dell’Arera che confermano che siamo ancora in altissimo mare;
– per l’elettricità l’Enel fornisce il 70% dell’energia. Enel che è anche concorrente di coloro che acquistano l’energia da lei… e se viene il dubbio che ci possa essere una posizione dominate di mercato e un conflitto di interessi, non crediamo di essere fuori strada;
– gli operatori in entrambi i settori sono circa 400, un numero spropositato rispetto alle dimensioni del mercato;
– la legge prevedeva l’istituzione di un elenco dei soggetti abilitati alla vendita (in funzione anti-giungla) che al momento non c’è ancora;
– sempre nel Monitoraggio retail 2018 dell’Arera (2), è la stessa Autorità che dà numeri che fanno ben comprendere che siano necessari obblighi informativi più stringenti soprattutto per il mercato dei consumatori.Su tutte queste caratteristiche pesa come un macigno una realtà di fatto che non può che bloccare la concorrenza: il 60-70% del costo della materia prima, elettrica e gas, è costituito dalla componente fiscale. Il mercato, quindi, dovrebbe giocare ad esser tale sul restante 30-40%.
E non ci sembra un caso che questo mercatino oggi si sia essenzialmente espresso basandosi su “ricchi premi e cotillon” piuttosto che sui costi. E non si può escludere che le basse percentuali di passaggio al mercato libero siano frutto anche di questo limitato gioco concorrenziale sui costi. Così come non possiamo escludere che sia per lo stesso motivo che, per tipologia e metodologia marketing e post-vendita delle offerte, spesso siamo sul filo della legalità: come già accade per il mercato delle tlc, anche il mercato energetico punta molto su marketing intrusivi, violenti ed ingannevoli; oltre che illegali: i nominativi delle “vittime” sono reperiti e gestiti in totale mancanza di osservanza delle decisioni di riservatezza degli utenti quando firmano un contratto con un gestore.Ulteriore caratteristica dolente del mercato energetico è la gestione del contenzioso. Che oggi deve passare attraverso un tentativo di conciliazione che si svolge all’Arera, e solo in caso di mancanza di accordo l’utente può decidere di procedere col giudizio ordinario. A parte la tempistica che non è organizzata per far fronte alle urgenze (tagli di luce e gas sono un problema per qualunque tipologia di consumatore), quella ordinaria non prevede (come invece accade per le tlc) che gli importi contestati siano congelati e il servizio continui ad essere erogato fino alla soluzione del ricorso, per cui si sviluppa un braccio di ferro utente/gestore basato sul ricatto “paghi come dico io o taglio e poi, nel caso, ti rimborserò”.Per concludere, in modo particolare per le pratiche commerciali scorrette e la pubblicità ingannevole, l’Autorità preposta (Antitrust) ha tempi jurassici di intervento (anche nei provvedimenti di sospensione temporanea delle pratiche sotto accusa in attesa dei giudizi finali), e multe irrisorie per i gestori condannati. Multe che ai gestori “fanno il solletico”, cioè sono così irrisorie che gli stessi scelgono di mettere in bilancio queste multe pecuniarie che comportano meno esborsi rispetto agli introiti da pratiche scorrette. Debolezza dell’Antitrust che è tale sia per il mercato energetico che per quello tlc.Qualcuno crede che questa situazione (vista ovviamente dalla parte del consumatore essenzialmente domestico e pmi) possa essere risanata con questi due anni di proroga della fine del mercato tutelato? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Ue. FdI interroga la Commissione Europea su concorrenza e rischi occupazionali del caso Lactalis

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 dicembre 2019

“Lesione del principio di libera concorrenza e concreto rischio occupazionale per i lavoratori italiani”. Sono questi i forti dubbi sollevati dall’europarlamentare di FDI, Nicola Procaccini, in merito all’acquisizione dell’azienda italiana Nuova Castelli da parte del colosso francese Lactalis. Sulla vicenda Procaccini ha presentato una interrogazione, firmata da tutti gli eurodeputati del gruppo di FDI-ECR (Raffaele Fitto, Carlo Fidanza, Pietro Fiocchi, Raffaele Stancanelli) in cui vengono chiesti chiarimenti alla Commissione Europea.
“Non ci convincono le motivazioni con cui la Commissione Europea ha approvato questa acquisizione ritenuta non lesiva del principio di libera concorrenza, per questo abbiamo preteso la massima trasparenza considerata la posizione dominante di Lactalis nel settore lattiero-caseario. Siamo anche preoccupati per i risvolti occupazionali di questa operazione, a rischio ci sono molti lavoratori italiani e nella interrogazione chiediamo alla Commissione come intende agire concretamente per sostenere le nostre maestranze. Si sta configurando l’ennesima operazione a danno dell’Economia italiana: i francesi fanno spesa da noi e a rischio sono i nostri lavoratori e l’attività di tante altre aziende italiane che operano nel settore, schiacciate dal colosso francese”, specifica Procaccini.
Sulla stessa linea anche il senatore Patrizio La Pietra, capogruppo di FdI in commissione Agricoltura, secondo il quale “aver messo nelle mani dei francesi sia la produzione dei nostri formaggi tipici, come il Parmigiano Reggiano, sia la loro commercializzazione provocherà sicure conseguenze a produttori e trasformatori italiani dei prodotti d’eccellenza. Come Fratelli d’Italia attiveremo la commissione Agricoltura affinchè solleciti il ministro, Teresa Bellanova, ad intraprendere una forte azione di difesa dei nostri prodotti dalla Commissione europea palesemente a trazione franco-tedesca”

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Oltre la web-tax

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 novembre 2019

Roma. Ore 10,00 – Hotel Nazionale sala cristallo Piazza di Monte Citorio 131 Apertura dei lavori a cura di Carlo Sangalli, Presidente Confcommercio Imprese per l’Italia
10:40 – Presentazione della ricerca “LA CONCORRENZA ASIMMETRICA”, Marco Gambaro, Docente di Economia Università Statale di Milano
11:20 – Tavola rotonda con: Dario Bossi, Vice Presidente Vicario di Ancra Confcommercio, Senatore Gianni Pittella, Commissione Politiche dell’Unione Europea, Onorevole Andrea Dara, Commissione Attività Produttive, Onorevole Carla Ruocco, Commissione Finanze, Andrea Scozzoli, Presidente di Aires Confcommercio
12:30 – Conclusioni a cura dell’Onorevole Mirella Liuzzi, Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico
L’avvento delle piattaforme multinazionali di intermediazione commerciale online ha dato vita a nuove forme distributive e a nuove strutture di organizzazione del commercio. Affinché queste trasformazioni possano rappresentare una vera opportunità – non solo per i consumatori ma anche e soprattutto per il Paese – è necessario che tutti gli operatori usufruiscano di pari condizioni competitive o quantomeno – ove non sia oggettivamente possibile applicare le medesime norme – di regolamentazioni simmetriche. L’analisi dello scenario complessivo, promossa da Aires e Ancra Confcommercio con un focus particolare sul settore dell’elettronica di consumo, si propone di esplorare le aree in cui la mancanza di questa parità di condizioni sta creando distorsioni della concorrenza e danni per tutta la collettività.Il Mercato dell’Elettronica di Consumo è tra i settori che più subiscono questa situazione di concorrenza asimmetrica e per il quale il problema si pone in maniera particolarmente stringente. Ogni anno gli Italiani spendono in prodotti elettrici ed elettronici (compresi i giocattoli) – dato Gfk 2018 – quasi 18 miliardi di Euro, di cui circa il 18% venduti tramite canali online, pari a 3,2 miliardi di Euro. Di questi oltre 3 miliardi, circa il 60%, sono generati da vendite che transitano attraverso piattaforme multinazionali di intermediazione digitale, e ovviamente queste percentuali sono destinate a ampliarsi.Al netto della Web Tax, tema estremamente attuale e dibattuto quando si pensa alla vendita online, sono numerose le discrasie evidenti nel confronto non tra commercio tradizionale e commercio elettronico, ma tra moderni rivenditori omnicanale e piattaforme multinazionali di intermediazione online.La Web Tax dunque non esaurisce il tema della regolamentazione delle piattaforme multinazionali di intermediazione online, anzi è solo uno dei molti profili critici di una situazione per la quale è necessario intervenire non solo a livello fiscale ma anche e soprattutto dal punto di vista delle norme di sistema e di politica economica.

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Premio Intesa San Paolo per la concorrenza

Posted by fidest press agency su martedì, 22 gennaio 2019

Fino al 31 marzo 2019 giovani laureati dell’Unione Europea con una tesi in diritto della concorrenza possono candidarsi per il “Premio Intesa Sanpaolo per la Concorrenza”, iniziativa che si inserisce nell’ambito del sostegno della Banca alle attività dell’Osservatorio Permanente sull’applicazione delle regole di concorrenza in collaborazione con l’Università di Trento. Il candidato più meritevole si aggiudicherà la possibilità di partecipare alla V edizione della Trento Summer School on Advanced EU Competition Law and Economics organizzata annualmente dall’Osservatorio che si terrà a Moena (TN) dal 16 al 23 giugno 2019.Il programma del corso è incentrato sugli aspetti sostanziali e procedurali della EU Competition Law and Economics con workshops, dimostrazioni pratiche e simulazioni. I corsi, diretti da Michele Carpagnano e Gian Antonio Benacchio, sono tenuti da docenti di prestigio internazionale e sono rivolti a laureati, professionisti (avvocati, legali d’impresa, consulenti economici, manager, giornalisti), magistrati e funzionari delle Autorità di concorrenza e delle Organizzazioni internazionali.La proclamazione del vincitore avverrà in aprile, in occasione della Trento Antitrust Conference 2019 (11-13 aprile 2019), organizzata dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento e dall’Osservatorio Permanente sull’Applicazione delle Regole di Concorrenza Di seguito allegato il testo del regolamento con i requisiti e le modalità di partecipazione.

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Concorrenza, Antitrust: nuovo governo riprenda strada delle liberalizzazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 maggio 2018

L’auspicio è che la nuova legislatura riprenda il sentiero delle liberalizzazioni, aggiustando il tiro su alcune criticità e rispettando l’obbligo della legge annuale. Questo l’appello che l’Antitrust ha rivolto al Parlamento e al governo che si insedierà nella sua relazione annuale con riferimento all’anno 2017. Professioni, sanità, ma anche poste, concessioni, diritti d’autore, sono i settori su cui si concentrano le attenzioni dell’Antitrust nella segnalazione annuale dell’attività 2017 consegnata alle Camere: settori oggetto per altro della legge della Concorrenza ma su cui successivi interventi legislativi, tra cui la Legge Lorenzin, il Decreto Fiscale e la legge Bilancio, hanno riportato indietro in alcuni casi la situazione. E qui parte l’invito al prossimo Governo per riprendere un percorso verso le liberalizzazioni. Anche perché la legge Concorrenza (intervento che avrebbe dovuto essere annuale) nel lungo iter di approvazione ha perso per strada, secondo il punto di vista dell’Antitrust, molte delle spinte liberalizzatrici. E per altro, continua, mancano ancora molti decreti attuativi. Tra i punti presi in considerazione nella Relazione, stando a quanto emerge dalle Agenzie, ci sono anche le professioni: a non andare giù all’Antitrust sono la nuova disciplina sull’equo compenso, nonché il riordino delle professioni sanitarie contenuto nella legge Lorenzin, con la creazione di nuovi Ordini. Per quanto riguarda il settore farmacie, si apprende da voci interne alla categoria che, dopo l’approvazione della legge sulla concorrenza, sono continuate le audizioni delle varie componenti della professione e a emergere da questi incontri sarebbe anche l’intenzione da parte dell’Antitrust di riprendere alcune proposte pro liberalizzazione che non avevano trovato posto nella Legge Concorrenza di agosto 2017, intenzione confermata nella relazione. Insomma, «tra passi indietro e cambiamenti che non sono arrivati» scrive il Sole «sono troppi i settori coinvolti per non pensare a una cronica difficoltà a legiferare a favore del mercato». Da qui l’appello dell’Antitrust a Governo che si insedierà: riprendere la strada delle liberalizzazioni. (Francesca Giani – fonte: farmacista33)

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Un DDL senza concorrenza che penalizza l’agire professionale e apre la strada agli oligopoli

Posted by fidest press agency su sabato, 5 agosto 2017

Ministero saluteL’approvazione del Ddl Concorrenza, segna un passaggio molto negativo per la sanità italiana, perché si consegna alla pura logica di mercato un servizio, quello farmaceutico, che è da sempre una delle funzioni centrali del servizio sanitario, il cui scopo è garantire l’equo e uniforme accesso ai medicinali a tutta la popolazione. E’ grave che, a differenza di quanto avviene per le società di professionisti, nel caso delle società proprietarie di farmacie non sia prevista la riserva della maggioranza alla componente professionale e questo può determinare una minore tutela del cittadino, visto che il professionista della salute deve rispondere a una proprietà che segue solo regole di mercato. Con questo provvedimento si creano dunque le condizioni per sostituire una rete di presidi retti da professionisti con un oligopolio di società di capitali a vocazione puramente commerciale, in assenza di qualsiasi tutela per il professionista. Ed è facile osservare che con la creazione di cartelli e di posizioni dominanti – cinque soli soggetti potrebbero arrivare a controllare tutte le farmacie italiane – viene negato anche il principio stesso della concorrenza. Inoltre, va sottolineato che mentre le società che erogano prestazioni medico-specialistiche sono tenute a un contributo all’ente previdenziale dei medici, nulla del genere è stato previsto per quelle che detengono la proprietà delle farmacie. Per tutti questi motivi la Federazione degli Ordini ha fin dall’inizio denunciato la pericolosità di questo provvedimento, anche sulla base dei risultati che misure analoghe hanno avuto in altri paesi europei che, in alcuni casi, stanno ripensando completamente le loro scelte. Da oggi le condizioni in cui il farmacista svolge la sua attività professionale cambiano radicalmente, e tutta la professione è chiamata ad affrontare questa svolta puntando sull’aggregazione, sull’innovazione e su quelle prestazioni rivolte alla salute del paziente che soltanto il farmacista può assicurare. E’ il momento di far valere la capacità di evolvere che la nostra professione ha saputo dimostrare in tutte le fasi di cambiamento della società, restando protagonista della tutela della salute.

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L’Aula del Senato ha approvato il Ddl concorrenza, che ora diventa legge dello Stato

Posted by fidest press agency su sabato, 5 agosto 2017

senato“Un brutto giorno per i consumatori. Non facciamo mai dietrologia, sappiamo che certe cose sono più facili a dirsi che a farsi, ma che una legge finisca addirittura per peggiorare l’esistente, francamente è troppo!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “D’altronde se lo stesso presidente della commissione Industria del Senato si è dissociato, è evidente che c’è qualcosa che non quadra” prosegue Dona.
“Basterebbe la fine del mercato tutelato nel settore dell’energia, per esprimere un giudizio negativo, considerato che non vi può essere alcuna concorrenza fino a che, per la luce, i primi cinque operatori detengono l’87,8% del settore domestico e per il gas i primi tre gruppi controllano il 44,8% del mercato. Ma i punti dolenti sono veramente tanti, troppi: dal tetto regionale del 20% per le società di capitale che controllano le farmacie, troppo elevato, alla norma pro albergatori che, consentendo loro di praticare prezzi differenti rispetto a quelli offerti on line, impedirà al consumatore di poter confrontare i prezzi in modo trasparente sui siti comparatori, risparmiando sulle vacanze come avvenuto in questi anni” conclude Dona.

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Aiuti di Stato: la Commissione autorizza la ricapitalizzazione precauzionale del Monte dei Paschi di Siena

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 luglio 2017

monte dei paschi di sienaBruxelles. La Commissione europea ha approvato il piano dell’Italia a sostegno della ricapitalizzazione precauzionale del Monte dei Paschi di Siena in linea con le norme dell’UE, sulla base di un efficace piano di ristrutturazione. Questo contribuirà a garantire la redditività a lungo termine della banca, limitando nel contempo le distorsioni della concorrenza.La Commissione ha approvato aiuti di Stato per 5,4 miliardi di euro per la ricapitalizzazione precauzionale del Monte dei Paschi di Siena (MPS), a seguito dell’accordo dimassima sul piano di ristrutturazione di MPS raggiunto il 1° giugno 2017 dalla Commissaria Vestager e da Pier Carlo Padoan, Ministro dell’Economia e delle finanze italiano. Attualmente sussistono entrambe le condizioni per questo accordo: la Banca centrale europea, nella sua veste di autorità di vigilanza, ha confermato che MPS è solvibile e soddisfa i requisiti patrimoniali, e l’Italia ha ottenuto un impegno formale da parte di investitori privati ad acquistare il portafoglio di crediti deteriorati della banca.Il piano consente a MPS di soddisfare l’eventuale fabbisogno di capitale che si manifesterebbe in caso di peggioramento delle condizioni economiche (in via precauzionale). Per giungere all’approvazione di questo apporto statale, gli azionisti e i creditori subordinati di MPS hanno fornito un contributo pari a 4,3 miliardi di euro per limitare l’uso di denaro dei contribuenti, come previsto dalla normativa dell’UE in materia di aiuti di Stato. Inoltre i detentori di obbligazioni subordinate al dettaglio che sono state vendute in modo scorretto potranno richiedere un risarcimento alla banca. MPS sarà soggetto ad una profonda ristrutturazione volta a garantirne la redditività futura e ad assicurare che lo Stato italiano riceva una remunerazione sufficiente per il proprio investimentoMargrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza, ha dichiarato: “Abbiamo approvato l’apporto di capitale a favore di MPS da parte dell’Italia, in linea con le norme dell’UE, che aiuterà la banca a soddisfare il fabbisogno di capitale nel caso di un peggioramento inatteso delle condizioni economiche. Per garantire la sua redditività a lungo termine, MPS riorienterà il suo modello di business e ripulirà il suo bilancio da oltre 26 miliardi di euro di crediti deteriorati. Per l’approvazione di questo apporto di capitale è stato necessario il contributo ai costi della ristrutturazione da parte dei detentori di obbligazioni subordinate e degli azionisti, in linea con il requisito di “condivisione degli oneri” previsto dalla normativa sugli aiuti di Stato dell’UE.”Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per la Stabilità finanziaria, ha dichiarato: “In funzione delle circostanze specifiche, le norme dell’Unione bancaria prevedono diverse soluzioni per le banche che necessitano di nuovi capitali. In ogni caso, le soluzioni che sono state messe in atto dovrebbero proteggere la stabilità finanziaria in Europa e ridurre l’onere a carico dei contribuenti. Per quanto riguarda MPS, sussistono le condizioni per una ricapitalizzazione precauzionale. Ai costi hanno partecipato anche gli azionisti e i detentori di obbligazioni subordinate.”
La normativa dell’UE, in particolare la direttiva sul risanamento e la risoluzione degli enti creditizi (BRRD), offre allo Stato la possibilità di iniettare capitale in una banca solvibile, a condizione che vengano rispettati determinati criteri (la cosiddetta “ricapitalizzazione precauzionale”). In questo contesto gli aiuti di Stato possono essere concessi solo in previsione dell’eventuale fabbisogno di capitale che si manifesterebbe in caso di peggioramento delle condizioni economiche e non fanno scattare la procedura di risoluzione della banca. L’opzione della ricapitalizzazione precauzionale per le banche solvibili nel quadro della BRRD è stata concordata dal Parlamento europeo e dal Consiglio al momento dell’adozione della direttiva.
Il 23 dicembre 2016 MPS ha annunciato l’intenzione di richiedere una ricapitalizzazione precauzionale a seguito del fallimento del tentativo di ottenere per intero il capitale necessario da investitori privati. Questo tentativo era scaturito dai risultati ottenuti dalla banca nelle prove di stress condotte nel 2016 in tutta l’UE dall’Autorità bancaria europea e dalla Banca centrale europea, che avevano evidenziato una carenza di capitale nello “scenario sfavorevole”, che simula un ipotetico peggioramento delle condizioni economiche.

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Ddl concorrenza: pessimo testo, occasione perduta

Posted by fidest press agency su domenica, 2 luglio 2017

camera deputati“Il ddl concorrenza, approvato ora dalla Camera, è un testo pessimo, oltre che un’occasione perduta. Sarebbe bastato stare dalla parte dei consumatori invece che delle varie lobby, per ridurre, a costo zero per lo Stato, spese che mandano in rosso i bilanci delle famiglie” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Ma quello che è più inaccettabile, è che, in alcuni casi, si peggiori addirittura la normativa vigente, come è avvenuto eliminando il mercato tutelato nel settore dell’energia, nonostante, per la luce, i primi cinque operatori detengano l’87,8% del settore domestico e per il gas i primi tre gruppi controllino il 44,8% del mercato” prosegue Dona. “Quanto all’rc auto, la solita ipotesi di reintrodurre il rinnovo tacito per l’rc auto grida vendetta, considerato che l’averlo eliminato ha consentito in questi anni ai consumatori di risparmiare, cambiando velocemente compagnia. Il rinnovo tacito può essere ammissibile solo se all’assicurato viene concesso il diritto di poter recedere in qualunque momento dal contratto, a zero spese. Bene, invece, chiarire definitivamente che anche le assicurazioni sui rischi accessori non si rinnovano tacitamente e si risolvono automaticamente alla loro scadenza” conclude Dona.

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Tariffe RC-auto e nuove regole

Posted by fidest press agency su sabato, 1 luglio 2017

camera deputatiAlcune norme contenute nel DDL Concorrenza, in discussione in questi giorni alla Camera, possono seriamente compromettere il rigoroso procedimento scientifico che porta alla determinazione delle tariffe RC Auto, delicata funzione alla quale gli attuari, in virtù delle loro specifiche competenze professionali, sono preposti all’interno delle compagnie di assicurazioni. Anche i recenti emendamenti al disegno di legge non hanno modificato il punto di vista degli attuari: i costi per gli assicurati non sono destinati a scendere e alcune categorie di automobilisti rischiano di essere ingiustamente penalizzate.
Come accade per il prezzo di qualsiasi bene o servizio, anche quello delle polizze RCA dovrebbe infatti essere calcolato a partire dai costi sottostanti, nell’ambito del rispetto delle regole stabilite dal libero mercato. Il DDL Concorrenza prevede invece delle norme destinate a modificare aprioristicamente i prezzi delle polizze, il cui effettivo impatto sulla riduzione dei costi (che nel ramo RCA sono costituiti essenzialmente dai risarcimenti a chi subisce danni da incidenti stradali) non è stato oggetto di alcuna valutazione; nel contempo, il DDL introduce ulteriori voci di costo (si pensi per esempio ai costi per la gestione delle scatole nere e per l’ispezione dei veicoli) senza prevederne un’adeguata copertura. Dagli emendamenti tesi a favorire, secondo varie modalità, gli assicurati residenti nelle zone dove la sinistrosità è più elevata, e più in generale la mobilità degli assicurati tra le imprese, secondo gli attuari non c’è ragionevolmente da attendersi nessuna riduzione dei costi. I limiti imposti dal DDL alla libera determinazione delle tariffe (si pensi appunto alla residenza dell’assicurato e alla sua storia contrattuale, che oggi sono tra i fattori tariffari più rilevanti), non potranno comportare, in assenza di una riduzione dei costi, alcuna diminuzione del premio medio. Anzi, il divieto di valorizzare correttamente questi fattori di rischio, che oggi consentono un’adeguata differenziazione dei prezzi, tecnicamente del tutto giustificata perché basata su inequivocabili evidenze statistiche, comporterà invece soltanto un livellamento delle tariffe, con ingiustificati aggravi per gli assicurati che per meriti soggettivi (non aver causato sinistri) e/o oggettivi (residenza in zone a bassa sinistrosità) oggi a pieno diritto stanno pagando i premi più bassi.
La “tecnica” del calcolo tariffario non è un’alchimia finalizzata a promuovere improprie discriminazioni fra assicurati, ma un procedimento scientifico rigoroso condotto da professionisti specializzati – gli attuari – la cui funzione è definita dalle normative europee: proprio per tale motivo rappresenta una garanzia di correttezza ed equità erga omnes nel rispetto delle regole dettate dal mercato.

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Rischio aumenti per utenze elettriche?

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

energia-elettrica“Il Gruppo Forza Italia della Camera dei deputati ha presentato un emendamento al ddl concorrenza per a modificare le disposizioni approvate dal Senato che segnano la fine del mercato tutelato nel settore dell’energia elettrica a decorrere dal 1° luglio 2019”.
Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio.
“Il testo attuale dispone che i clienti del servizio di maggior tutela entro quella data dovranno passare a una delle offerte di mercato libero dei vari operatori, ma per tutti quei clienti che non eserciteranno l’opzione per inesperienza o semplice dimenticanza, sarà garantito un servizio di salvaguardia – che ha costi più cari – ‘attraverso procedure concorsuali per aree territoriali e a condizioni che incentivino il passaggio al mercato libero’: questo significa che, come denunciato da molteplici associazioni di consumatori, i prezzi per gli utenti (parliamo di 20 milioni di famiglie) aumenteranno.I consumatori che non hanno scelto un fornitore (anche perché magari non hanno gli strumenti tecnologici o culturali per sceglierne uno online al giusto prezzo) verranno quindi ‘impacchettati’ e messi all’asta, ad un prezzo comunque più alto di quello che si trova sul libero mercato (che, per inciso, già oggi ha prezzi più elevati).
Dato che il volume d’affari ipotizzato per i servizi elettrici forniti a coloro che non eserciteranno l’opzione per il mercato libero è pari almeno a 500 milioni di euro, sarebbe interessante comprendere dal governo la ratio di tale scelta, e quali idee abbia lo stesso esecutivo per la disciplina dello svolgimento delle aste e dei potenziali partecipanti.
Non vorremmo infatti che questa norma si trasformi in un’operazione di mercato che il governo mette in piedi solo a beneficio di alcune aziende (dato che – ad esempio – le utilities legate ai territori e la stessa Enel hanno espresso forti perplessità), procurando una redistribuzione di rendite che nulla a che vedere con la liberalizzazione, e che rischia di rivelarsi un vero e proprio boomerang per i cittadini consumatori, oltre che determinare esuberi non indifferenti tra gli occupati nelle aziende che oggi erogano il servizio di maggior tutela”.

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Lancio di una piattaforma e-commerce tra regolazione e concorrenza

Posted by fidest press agency su martedì, 13 giugno 2017

porta nuova milanoMilano Martedì 20 giugno 2017 – Via Pantano 9, 10:00 – 13:00 Sala Erba, Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza. L’e-commerce è senza dubbio uno dei canali che, più rapidamente, permette di approcciare i mercati esteri. Pur essendo essenziale per l’acquisizione di nuovi clienti, l’e-commerce a volte viene considerato un investimento non prioritario per il business dell’azienda perché giudicato troppo complesso da gestire internamente. Ma è un investimento che apre le porte a fatturati importanti.Durante l’incontro si parlerà dei fattori da valutare per la scelta della piattaforma di vendita, con una sintesi dei modelli di business e delle responsabilità dei diversi e-tailers e una analisi della normativa a tutela dei consumatori. Saranno inoltre esaminate le regole concorrenziali che disciplinano la selezione dei rivenditori e le limitazioni alla libertà di rivendita online. L’evento è organizzato da Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza.

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Concorrenza: Parlamento permerabile alle esigenze delle imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 maggio 2017

aula senatoL’approvazione del ddl Concorrenza avvenuto ieri in Senato, con 158 voti a favore, da il via libera al telemarketing selvaggio, provocando lo sconcerto del Garante della Privacy che si dice estremamente preoccupato per la norma contenuta nel testo.
Se la norma dovesse essere approvata anche alla Camera, non ci sarà più alcun limite alle telefonate commerciali moleste.Chiunque vorrà, in qualsiasi momento potrà telefonarci e proporci un contratto, una compravendita o un’offerta commerciale, anche in maniera insistente.L’unica forma di tutela alla quale potrà appellarsi l’utente è la possibilità di rifiutare le chiamate successive alla prima. Di fatto, non può intervenire preventivamente e, di conseguenza, difendersi dal telemarketing selvaggio che, in questo modo, viene “liberalizzato”. Eliminando il consenso preventivo per le chiamate promozionali diventa praticamente impossibile contrastare le violazioni in questo settore.
“Il nostro Parlamento – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI – si dimostra sempre più permeabile alle esigenze delle imprese, piuttosto che a quelle dei consumatori.”E’ evidente che l’approvazione di questa norma, contenuta nel Ddl Concorrenza, renda vane tutte le battaglie portate avante contro il telemarketing selvaggio dalla nostra Associazione. Gli utenti, già in balia di operatori telefonici insistentemente aggressivi, si ritroveranno totalmente disarmati dinanzi ad un fenomeno che negli anni ha assunto un peso negativamente rilevante e già estremamente difficile da contrastare. Ancora una volta, i consumatori, che dovrebbero essere il soggetto primo da salvaguardare, diventano gli ultimi in una scala di priorità fissata da chi dovrebbe rappresentarci, difenderci e tutelarci e invece pare sempre fare il gioco del più forte.

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Concorrenza: Come si affossano le riforme

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

senatoTutti sono concordi nel ritenere che il nostro Bel Paese e’ immobile a causa dei lacci e lacciuoli che impediscono passi avanti, che frenano le imprese, che schiacciano i cittadini che rendono onnipresente la burocrazia, ma quando si tratta di tagliare le corde che imbrigliano la nostra economia scattano le rivendicazioni corporative. Abbiamo assistito al colpo di mano, nel decreto Milleproroghe, della Confindustria nel settore di trasporti, ora assistiamo al balletto sul disegno di legge sulla concorrenza che, da circa 2 anni, viaggia tra Camera e Senato e che è oggetto di inserimenti per proteggere questa o quella categoria o impresa: nel settore energetico, in quello dei trasporti pubblici, in quello delle farmacie e in quello dei notai e avvocati.La legge Sviluppo del 2009 prevedeva l’adozione annuale di una legge per rimuovere gli ostacoli regolatori all’apertura dei mercati, promuovere lo sviluppo della concorrenza e garantire la tutela dei consumatori. Siamo nel 2017 e il disegno di legge concorrenza attuale è il primo in discussione in Parlamento, con “soli” 8 anni di ritardo, e non e’ stato ancora approvato. Il Fondo Monetario stima al ribasso la crescita dell’Italia: siamo ultimi in Europa. Purtroppo, scivoliamo lentamente verso la famosa “quarta sponda”: il Nord Africa. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Ddl concorrenza: Calenda, cosa da gestire non prudenza

Posted by fidest press agency su domenica, 16 aprile 2017

calenda-carloIl ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda ha dichiarato oggi, in risposta a Matteo Orfini, che la fine della maggior tutela nel mercato elettrico è una cosa da gestire con grandissima prudenza perché riguarda 23 milioni di consumatori e proprio per questo ha fatto inserire una nuova data di entrata in vigore.
“Non basta. Il punto va tolto. Anche se giugno 2019 è certo meglio del 2018, non è accettabile che il libero mercato si faccia sulle tasche e sulla pelle di 23 milioni di consumatori. L’articolo va soppresso definitivamente. E’ il principio che è sbagliato! Prima si creano le condizioni per un’effettiva concorrenza e poi si elimina il mercato tutelato, non viceversa!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Inoltre, va tolta la condizione capestro, secondo la quale chi non sceglierà nel frattempo il nuovo fornitore del mercato libero, finirà nel servizio di salvaguardia, pagando così il 20/30% in più rispetto a quanto paga finora. Un sopruso bello e buono!” conclude Dona.

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Unione Naz Consumatori su ddl concorrenza e Uber

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 luglio 2016

Palazzo chigi1Entro un anno dall’entrata vigore del ddl Concorrenza, il Governo è delegato ad adottare un decreto legislativo per la revisione della disciplina in materia di autoservizi pubblici non di linea, ossia Ncc e Uber. Lo prevede un emendamento al ddl Concorrenza, approvato dalla commissione Industria del Senato.
“Meglio tardi che mai, ma è evidente che si tratta di un ripiego. La materia andava disciplinata direttamente nel ddl concorrenza, ma per l’opposizione dei tassisti è stata stralciata. Ora se ne riparlerà tra un anno, nella migliore delle ipotesi” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori..
“Inoltre ci sono dubbi sull’esito finale. Non vorremmo, infatti, che invece di favorire queste nuove forme di trasporto innovativo e la sharing economy, si cogliesse l’occasione per considerare tutto abusivo, per poi sanzionare i responsabili. Non ci piace, infatti, l’emendamento che prevede di adeguare il sistema sanzionatorio, individuando sanzioni efficaci” prosegue Dona
L’Unione Nazionale Consumatori ricorda che tra le modifiche più volte condannate dall’Antitrust (AS277 del 3 marzo 2004 e AS683 del 27 marzo 2010) ci sono proprio le sanzioni esagerate già previste dall’art. 11 bis della legge n. 21/1992 per gli esercenti il servizio di noleggio con conducente che violano l’art. 3 e 11, ossia quegli articoli che prevedono l’assurdo obbligo di dover rientrare in rimessa dopo ogni singolo servizio. Attualmente è previsto un mese di sospensione dal ruolo alla prima inosservanza, due mesi alla seconda, 3 alla terza, cancellazione dal ruolo alla quarta inosservanza. “Ci pare fin troppo!” conclude Dona.

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Ddl concorrenza e capitale, Federfarma servizi dice no al tetto del 20%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 luglio 2016

federfarmaIn attesa dell’inizio ufficiale della discussione, ormai rimandato a settembre, continua a far discutere l’ipotesi del tetto al 20% per ogni società di capitale all’interno di una regione. Ai molti perplessi sulla questione, Fofi in primis, si aggiunge la voce della distribuzione intermedia e, in particolare, quella di Federfarma che esprime la preoccupazione per la recente approvazione dell’emendamento. La posizione dell’associazione si ritrova in un articolo che apre il numero odierno di F-online, quindicinale elettronico curato da Federfarma servizi. Così Luca Collareta, membro del direttivo dell’Associazione nazionale delle Società dei Servizi per le farmacie: «Federfarma servizi condivide la posizione e le preoccupazioni recentemente espresse dai titolari di farmacia e in particolare dalla Fofi.Detenere il 20% delle farmacie di una regione può significare possedere anche la maggior parte delle quote di mercato in quella regione: con il 10% delle farmacie si può arrivare a detenerne anche il 25%. Per la distribuzione intermedia controllata dai farmacisti che già oggi fatica a trovare spazi di marginalità, questo è un enorme problema perché significa andare a impoverire il bacino di utenza potenziale per questi attori della filiera: anche se i capitali hanno il limite al 20% come numero di concessioni che possono detenere, in realtà è facile immaginare che andranno a cercare di requisire le farmacie più interessanti da un punto di vista commerciale, quindi una distribuzione che già oggi, in qualche modo, fatica a stare in equilibrio perché ha margini molto risicati, un domani potrebbe trovarsi a dover affrontare un mercato con margini più piccoli o un mercato che si è ulteriormente ristretto». Per Collareta in questo modo i distributori «rischiano di trovarsi a fornire solo le farmacie più piccole e più disagiate sulle quali si guadagna di meno e che comportano costi di trasporto maggiori». (fonte: farmacista33)

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Concorrenza anche nel settore farmaceutico

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2015

european commission“Se con il DdL Concorrenza il Governo vuole giustamente mettersi al passo dell’Unione Europea in tema di liberalizzazioni, mi sembra evidente che il disegno di legge non può non tenere conto anche di un aspetto della normativa italiana più volte denunciato dalla Commissione europea: il patent linkage, cioè l’impossibilità di classificare in fascia A un generico prima della scadenza del brevetto del farmaco di marca corrispondente” dice Enrique Häusermann, presidente di AssoGenerici. Ieri ai richiami della Commissione si è unito anche quello del Garante della Concorrenza e del mercato, professor Giuseppe Pitruzzella, e non è la prima volta. “E’ venuto il momento di sanare questa contraddizione”. In nessun paese dell’Unione esiste questo meccanismo, che ha il solo effetto di rallentare l’arrivo degli equivalenti sul mercato, ragion per cui si verifica un mancato risparmio rispetto a quello che il SSN potrebbe realizzare se i generici, avendo già superato l’iter di registrazione, potessero essere rimborsati dal SSN, senza dover attendere la definizione di eventuali contenziosi di natura brevettuale. Solo l’anno scorso il SSN ha sopportato 18 milioni di euro di maggiore spesa. “Oltretutto l’Italia sconta, qui al pari di altri paesi, una certa vaghezza sulle date in cui vengono a scadere i Certificati di protezione, e anche questo è un aspetto sul quale la Commissione Europea è intervenuta pochi giorni fa con il suo nuovo documento strategico sul mercato interno” prosegue il presidente di AssoGenerici. “Ora sulla questione del patent linkage registriamo con viva soddisfazione l’impegno della Senatrice Paola Taverna del M5S a presentare un emendamento al DdL Concorrenza che cancelli questa norma ingiusta. Ci auguriamo che la Commissione Industria lo accolga e che tutte le forze politiche che hanno a cuore realmente la modernizzazione del paese lo sostengano, al di là delle logiche di schieramento: ne va anche della credibilità del paese”.

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