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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘concorso’

Scuola, su precari e concorso accordo mortificante tra Cgil, Cisl, Uil e Miur

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 ottobre 2019

Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno sbraitato per mesi che la soluzione al problema del precariato era vicina e sicura: come dimenticare le dirette video su Facebook, stile guerra del Golfo, per raccontarci minuto per minuto l’andamento delle trattative? Abbiamo ancora negli occhi le assemblee organizzate in tutta Italia dai sindacati collaborazionisti, in cui si promettevano azioni forti per difendere i diritti dei precari, si gridava all’affronto e allo scandalo, veniva indetto uno sciopero per poi ritirarlo. Questo lo spettacolo, una vera farsa, che si è chiuso ieri con un accordo vergognoso tra sindacati gialli e Miur, che possiamo sintetizzare in pochi semplici punti:
1) niente PAS e, quindi, niente abilitazione per accedere alla seconda fascia delle graduatorie d’istituto nel 2020;
2) concorso riservato selettivo in ingresso ed uscita per un numero di posti ridicolo (24000) ed altrettante briciole (24000) per il concorso ordinario quando le nostre scuole hanno bisogno di almeno 200.000 “precari fissi” ogni anno;
3) nessuna soluzione per i docenti vincitori di concorso ed idonei di infanzia, primaria, secondaria, che potranno solo scegliere nel 2020 di andarsene in una provincia del Nord, con un meccanismo simile a quello della 107, per non tornare mai più a casa e andare a rimpolpare le fila degli esiliati.
Ancora una volta i lavoratori possono vedere con i propri occhi a cosa porta la tanto decantata concertazione: un accordo a perdere che umilia i lavoratori precari – che da anni consentono il funzionamento della scuola pubblica statale – e prevede miseri 24000 posti per un concorso ordinario che vedrà la partecipazione di migliaia di aspiranti, mentre 200.000 supplenti stanno entrando anche quest’anno nelle scuole.
Nessun riferimento nell’accordo alla trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto, che da solo libererebbe più di 100.000 posti comuni e almeno 50.000 di sostegno, utilizzabili per le immissioni in ruolo dal 1 settembre 2020, garantendo anche i precari GaE infanzia e primaria, men che meno ci sono passaggi sull’aumento del tempo pieno al Sud ed interventi strutturali per garantire la continuità didattica e il ritorno dei docenti esiliati al Nord.Una Caporetto del sindacalismo giallo spacciato per grande accordo sindacale, il solito risultato che rivela l’assenza di un cambio di passo vero da parte del nuovo Ministro.Crediamo che per chi lavora nella scuola sia arrivato il momento di ritornare ad un vero protagonismo. Bisogna aprire una stagione di lotte per ottenere investimenti nella scuola e finalmente cambiare passo rispetto ai governi e alle politiche di smantellamento della scuola pubblica statale degli ultimi vent’anni.

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Scuola: Personale Ata, a novembre gli scritti del concorso Dsga

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 settembre 2019

Lo svolgimento della procedura è sicuramente importante, perché porterà, se va bene il prossimo anno scolastico, a coprire molti degli oltre 3 mila posti liberi da Dsga, visto che a oggi un posto su tre è in media assegnato in reggenza o a un assistente amministrativo facente funzione. Tuttavia, non si comprende per quale motivo lo Stato non abbia previsto di fare accedere alle prove scritte i 600 assistenti amministrativi facenti funzione con più di 36 mesi di servizio svolto o di indire il concorso per soli titoli previsto dalla legge sul 30% dei posti disponibili. E con loro anche altri lavoratori che avevano acquisito quel diritto sul campo.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “L’unica cosa che è stata fatta è stata la sottoscrizione, tra Miur e sindacati maggiori, di un accordo tampone senza prospettive: non si comprende, invece, perché non ci si è prodigati per stabilizzare come Dsga tutti quegli assistenti amministrativi che nell’ultimo ventennio hanno sopperito al problema dei posti vacanti, accettando l’incarico su ruolo superiore.”
Le prove scritte del concorso per Direttori dei servizi generali e amministrativi del personale Ata della Scuola, con 2.004 posti a bando, si svolgeranno il 5 e 6 novembre prossimi: lo si apprende dalla Gazzetta Ufficiale n. 75. La prova della procedura selettiva, organizzata su base regionale e nel rispetto di quanto stabilito dal decreto ministeriale 863 del 18 dicembre 2018, seguirà i test pre-selettivi svolti alcuni mesi fa e si svolgerà nell’arco temporale di 180 minuti. “L’elenco delle sedi con la loro esatta ubicazione, l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti in ordine alfabetico, nonchè l’orario di inizio delle operazioni di riconoscimento dei candidati e le ulteriori istruzioni operative – scrive Orizzonte Scuola -, saranno comunicate almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove tramite avviso pubblicato sul sito internet del Ministero (www.miur.gov.it) e degli USR competenti. Tale pubblicazione ha valore di notifica a tutti gli effetti”.
“Serviva una soluzione che – sottolinea Pacifico – dando anche seguito a quanto previsto dal Ccnl, che prevede di ricollocare coloro che ricoprono una funzione superiore, prevedendo lo sblocco immediato dei concorsi riservati sui passaggi verticali. Ci si è volutamente dimenticati di valorizzare i tanti che si sono prodigati in questi anni per gestire le scuole, affiancando i dirigenti scolastici, in cambio di somme risibili che hanno anche permesso di far risparmiare tantissimi soldi all’erario. La logica della loro esclusione è la stessa che ha portato quest’anno a 40 mila posti Ata da coprire con supplenze, senza prevedere la stabilizzazione del personale con 36 mesi, come chiede da tempo la Commissione europea”.

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Terza edizione del concorso giornalistico nazionale “Comunicare la gratuità”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Firenze. Il 7 dicembre si terrà la Cerimonia di premiazione nel corso della manifestazione “All’origine della gratuità”. Un premio alla storia che racconta meglio il lato più altruista e generoso della società. Dopo il successo di partecipazione della scorsa edizione, con il raddoppio degli iscritti, torna “Comunicare la gratuità”, il concorso giornalistico nazionale dedicato alle buone notizie, quelle che spesso non vediamo nelle prime pagine dei giornali, ma che meritano di essere raccontate. Protagoniste sono i gesti di solidarietà, le azioni fatte per aiutare l’altro o per rendere migliore la comunità in cui si vive.
Il concorso nazionale vuole promuovere e valorizzare il lavoro dei giornalisti impegnati a raccontare l’attualità. E’ sostenuto da Cesvot e promosso dall’associazione di volontariato Vol.To.NET. La premiazione è in programma il prossimo 7 dicembre a Firenze, a Palazzo Vecchio, in occasione della nuova edizione della manifestazione “All’Origine della Gratuità”, organizzata da Vol.To.NET insieme alla Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze e la Compagnia delle Opere Sociali, con la collaborazione di Cesvot e il sostegno della Fondazione CR Firenze. “All’origine della gratuità” è un appuntamento atteso per tutto il Terzo Settore, un’occasione per raccontare il mondo del volontariato e dare il giusto spazio ai suoi protagonisti, per confrontarsi e raccogliere le testimonianze di chi ogni giorno lavora per offrire un aiuto all’altro.
Al vincitore andrà un premio in denaro di mille euro (al lordo di oneri fiscali). Possono partecipare i giornalisti, senza limiti di età, che abbiano pubblicato o trasmesso articoli o servizi che comunichino al meglio la gratuità, sia a mezzo stampa, web, radio o tv, nel periodo compreso tra il 1 novembre 2018 e il 1 novembre 2019. I lavori, uno per ogni giornalista, dovranno essere consegnati entro e non oltre il 4 novembre 2019, pena esclusione dal concorso. Gli elaborati dovranno essere inviati via mail all’indirizzo comunicarelagratuita@gmail.com,

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Commissione europea: concorso di traduzione per le scuole

Posted by fidest press agency su sabato, 7 settembre 2019

Le scuole di tutti gli Stati membri dell’UE potranno registrarsi online per consentire ai propri studenti di competere con i loro coetanei di tutta Europa. Quest’anno gli studenti partecipanti dovranno tradurre un testo su come i giovani possono contribuire a plasmare il futuro dell’Europa.I partecipanti potranno scegliere da quale a quale delle 24 lingue ufficiali dell’UE desiderano tradurre (le combinazioni linguistiche possibili sono 552). Nell’edizione dello scorso anno gli studenti hanno scelto ben 154 combinazioni linguistiche diverse.L’iscrizione delle scuole — la prima parte della procedura in due fasi — è aperta fino al 20 ottobre 2019 alle ore 12.00. Il modulo di iscrizione può essere compilato in una delle 24 lingue ufficiali dell’UE.La Commissione europea inviterà 751 scuole a partecipare alla fase successiva. Il numero delle scuole partecipanti di ciascun paese corrisponde al numero di seggi del paese al Parlamento europeo. La procedura di selezione delle scuole è automatizzata e casuale.Le scuole selezionate dovranno scegliere 2-5 studenti che parteciperanno al concorso. Gli studenti possono essere di qualsiasi nazionalità, ma devono essere tutti nati nel 2002.Il concorso si svolgerà il 21 novembre 2019 contemporaneamente in tutte le scuole partecipanti. A partire da quest’anno il concorso sarà online.I vincitori, uno per paese, saranno annunciati all’inizio di febbraio 2020 e saranno premiati nella primavera del 2020 nel corso di una cerimonia speciale che si terrà a Bruxelles.Durante la visita alla capitale belga, gli studenti avranno l’opportunità di incontrare i traduttori del servizio di traduzione della Commissione europea, ossia i professionisti che hanno valutato le loro traduzioni, e di parlare della professione del linguista.

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Scuola – concorso Ds: pubblicata tabella assegnazione alle regioni dei vincitori

Posted by fidest press agency su domenica, 11 agosto 2019

È stata pubblicata l’assegnazione ai ruoli regionali dei vincitori del concorso per dirigenti scolastici; come riporta Orizzonte Scuola, i vincitori sono stati assegnati alle Regioni in base all’ordine di graduatoria e delle preferenze espresse, nel limite dei posti vacanti e disponibili in ciascun Ufficio Scolastico Regionale per l’anno scolastico 2019/2020. Infatti, “dei 1.984 vincitori assegnati, 1.147 sono stati destinati alla prima Regione scelta, 262 alla seconda e 146 alla terza”. I criteri proposti dal Miur per l’assegnazione della sede sono: posizione occupata nella graduatoria di merito; attitudini e capacità professionali che si possono desumere da esperienze e competenze pregresse, qualora legate all’incarico dirigenziale.Tra il 12 e il 13 agosto vi sarà l’interpello per la scelta delle sedi con l’invio di una e-mail a tutti i vincitori con accettazione/rinuncia e modello per indicare le scuole, secondo preferenza. L’assegnazione dovrebbe avvenire entro il 19 agosto. Durante le fasi di assegnazione, “i direttori degli Uffici Scolastici Regionali devono tener conto delle precedenze previste dalla legge 104/92, quindi si atterranno a quanto previsto dagli articoli 21 e 33, commi 5, 6 e 7, della citata legge, in base alla quale i beneficiari dei predetti articoli hanno la precedenza nella scelta della sede”.

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Concorso dirigenti scolastici: saranno 2.910. Anief avvia ricorso per gli idonei

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 agosto 2019

Il periodo di formazione e prova seguirà i decreti di cui all’articolo 28 del d. lgs. 165/01. Il giovane sindacato conferma la necessità di ricorrere per i 520 idonei entro 60 giorni dalla pubblicazione della graduatoria definitiva di merito, al fine di poter essere assunti nei ruoli di dirigenti scolastici negli anni successivi. Per preaderire, clicca qui.Dunque, con la conversione in Legge del DL n. 135 del 14 dicembre 2018 (decreto semplificazioni), è stato consentito l’incremento dei posti a disposizione per l’assunzione dei nuovi DS. Abolito il corso di formazione a cui doveva essere ammesso il 20% in più dei candidati rispetto ai posti disponibili: i vincitori saranno pertanto 2.910. Infatti, l’art. 10, comma 1, recita che “tutti i candidati ammessi al corso conclusivo del corso-concorso assumeranno servizio secondo l’ordine della graduatoria nel limite dei posti che si renderanno vacanti e disponibili”. Il giovane sindacato ribadisce la necessita di ricorrere per coloro che sono risultati idonei dal concorso DS; è possibile preaderire fino al 5 agosto. Il ricorso sarà presentato presso il Tar del Lazio per ottenere il superamento dello sbarramento del numero dei posti per i vincitori e per ottenere la possibilità, per tutti gli idonei, di essere individuati quali vincitori del concorso per scorrimento delle graduatorie. Si ricorda che il ricorso è riservato ai docenti che hanno superato tutte le prove del concorso DS.

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Scuola: Precari, concorso ordinario infanzia e primaria rimandato a dopo l’estate

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 agosto 2019

Il motivo sarebbe legato all’avvaloramento del concorso straordinario bis che prima di ottobre non potrà essere pubblicato. Secondo Marcello Pacifico (Anief) “i tanti problemi organizzativi sul reclutamento, sommati ai tempi notoriamente lunghi per la loro attuazione, sono sotto gli occhi di tutti. Tra l’altro si arriva ad attuare dei concorsi, riservati e ordinari, lasciando illegittimamente fuori delle categorie di candidati e continuando a produrre tabelle di valutazione errate”.Sarà rinviato in autunno il bando di concorso ordinario infanzia e primaria per 16.959 posti, dopo che solo alcuni giorni fa il ministro dell’Istruzione lo dava per prossimo alla pubblicazione. La rivista Orizzonte Scuola ritiene che lo slittamento sia dovuto al fatto che il concorso straordinario bis, riservato ai docenti con diploma magistrale conseguito entro a.s. 2001/02 e ai laureati in Scienze della formazione primaria con un anno di servizio nella scuola statale, paritaria o nelle sezioni primavera, “acquisterebbe valore se bandito prima o comunque contemporaneamente all’ordinario”. Sembra anche che a chiederlo siano state delle organizzazioni sindacali.
Rimane poi il problema delle esclusioni incomprensibili. Ad iniziare da quella degli educatori, gli stessi che nella selezione riservata i giudici hanno invece ammesso direttamente alle prove, visto che sono equiparati a tutti gli effetti ai maestri della scuola primaria. Dal testo del decreto, prologo del bando di concorso, risultano inoltre oggetto di ricorso la mancata valutazione del servizio tra i titoli, il calcolo errato degli ammessi agli scritti dopo l’eventuale preselettiva e il limite del 10% degli idonei già impugnato negli altri bandi. Per tutti i precari della scuola che puntano ad ottenere una preparazione esaustiva ai concorsi, Eurosofia, avvalendosi della collaborazione di formatori esperti, ha modulato differenti tipologie di corsi sintetici ed incisivi per affrontare la selezione.

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Concorso dirigenti scolastici: Miur apre ai 520 idonei

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2019

Ma serve un provvedimento normativo, pertanto, se non sarà inserito un articolo ad hoc nel prossimo decreto legge sulla scuola, il giovane sindacato conferma la necessità di ricorrere entro 60 giorni dalla pubblicazione della graduatoria definitiva di merito, come avvenuto per il concorso docenti 2016, al fine di poter essere assunti nei ruoli di dirigenti scolastici negli anni successivi oltre le prime 2.900 posizioni.
Anief dunque ricorre: è possibile preaderire fino al 5 agosto. Il ricorso sarà presentato presso il Tar del Lazio per ottenere il superamento dello sbarramento dei 2.900 posti per i vincitori e per ottenere la possibilità, per tutti gli idonei, di essere individuati quali vincitori del concorso per scorrimento delle graduatorie. Si ricorda che il ricorso è riservato ai docenti che hanno superato tutte le prove del concorso DS.

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Scuola: Il concorso ordinario infanzia e primaria slitta in autunno

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

Lo slittamento, qualunque sia il motivo, non fa altro che avvalorare la tesi portata avanti da Anief: i concorsi, ordinari e riservati, come da prassi, procedono con una lentezza tale che non possono di certo fronteggiare l’emergenza delle quasi 200 mila supplenze, di cui in gran parte vacanti. Marcello Pacifico (Anief): “Tutti questi problemi organizzativi sul reclutamento, sommati alla lentezza cronica della loro attuazione, all’esclusione illegittima dalle prove di alcune tipologie di candidati e ad errori organizzativi-valutativi, dovrebbero fare aprire gli occhi all’amministrazione scolastica. Perché questo modo di procedere sta portando ad assegnare una cattedra su quattro a supplenze, anche a precari con la sola messa a disposizione, e tutto il sistema scuola a dei livelli sempre più bassi”. L’affidabilità del ministero dell’Istruzione si dimostra sempre più scarsa: a poche ore di distanza dal taglio di 5 mila immissioni in ruolo, deciso dal Mef senza che il Miur avesse nulla da eccepire, giunge l’ancora più inaspettata notizia del rinvio in autunno del bando di concorso ordinario infanzia e primaria per 16.959 posti, dopo che ancora ieri il ministro dell’Istruzione lo dava per imminente. Tra le possibili motivazioni del rinvio, probabilmente ad ottobre, spiega la rivista Orizzonte Scuola, c’è quella che il concorso straordinario bis, riservato ai docenti con diploma magistrale conseguito entro a.s. 2001/02 e laureati in Scienze della formazione primaria con un anno di servizio nella scuola statale, paritaria o nelle sezioni primavera, “acquisterebbe valore se bandito prima o comunque contemporaneamente all’ordinario”. Tra l’altro, lo stesso concorso ordinario per docenti del primo ciclo di studi, alla luce del testo contenuto nel decreto pubblicato, si conferma pure discriminante rispetto a diversi lavoratori precari, ingiustamente esclusi: la più evidente di tali estromissioni è quella degli educatori, tanto è vero che per la selezione riservata i giudici non hanno avuto dubbi ad ammetterli alle prove. Inoltre, dal decreto risultano altre circostanze impugnabili, come la mancata valutazione del servizio tra i titoli, il calcolo errato degli ammessi agli scritti dopo l’eventuale preselettiva e il limite del 10% degli idonei già impugnato negli altri bandi.

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Docenti precari da 20 anni costretti a fare il concorso riservato

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Verso i tanti supplenti della scuola italiana si continua ad attuare una vessazione che non trova eguali in nessun altro comparto pubblico e privato. Le testimonianze di questo modo di procedere, in spregio alle limitazioni imposte da tempo dall’Unione Europea proprio per contrastare l’ostinata reiterazione dei contratti a termine, arrivano dai diretti interessati: i maestri precari della scuola dell’infanzia e primaria, i quali negli ultimi mesi si sono sottoposti al giudizio delle commissioni del concorso straordinario, comportante una prova orale non selettiva, la cui valutazione, unita a quella dei titoli, è andata a determinare il posizionamento nelle graduatorie regionali di merito da cui a breve scaturiranno anche le assunzioni a tempo indeterminato. “Viene da chiedersi – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – cosa risponderà a breve lo Stato italiano alla Commissiona Europea, che in settimana ha ufficialmente aperto una procedura d’infrazione per l’abuso di precariato, per giustificare certi casi così eclatanti di insensato ricorso alle supplenze e alla valutazione di docenti precari già ampiamente giudicati e formati. Questi insegnanti, ad iniziare dalle maestre con diploma magistrale per le quali la battaglia continua, non meritavano un trattamento del genere: vanno assunti in modo automatico, senza dimostrare nulla. Non serve, quindi, replicare i concorsi riservati se poi questo è il trattamento che si attua verso chi andrebbe solo ringraziato per avere permesso il regolare svolgimento delle lezioni per così tanto tempo e che oggi si ritrova con la carriera ancora in bilico per la cocciutaggine di chi ci governa”.

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Scuola: Concorso straordinario docenti secondaria, c’è la beffa del numero chiuso

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Stanno uscendo fuori i tanti limiti dei concorsi ordinari e riservati che il Miur sta goffamente organizzando per cercare di combattere il precariato scolastico: è notizia di oggi che il concorso straordinario secondaria di primo e secondo grado, il cui decreto dovrebbe essere all’attenzione del Consiglio dei Ministri la prossima settimana, prevede che l’abilitazione all’insegnamento per la classe di concorso considerata o la specializzazione su sostegno sarà conferita solo ai docenti che risulteranno “vincitori”, cioè coloro che rientreranno nel numero dei posti messi a bando, che dovrebbero essere circa 25.000. Considerando che la soglia di idoneità è stata ridotta a 6/10, si prevede un alto numero di precari reputati efficaci per l’insegnamento nella scuola media e superiore che rimarranno esclusi da tutto.
“Quella che sembrava un’apparente magnanimità – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – con il Miur che riduce la soglia di idoneità, alla resa dei conti va considerata una beffa. Perché tanti docenti precari verranno valutati positivamente, gli si dirà che hanno i crismi per insegnare, che sono più che sufficienti, per poi rifilargli la solita doccia fredda: per voi non c’è posto, riprovate e sarete più fortunati. Solo che è un copione già visto troppe volte. E noi, come i supplenti storici diretti interessati, siamo stufi di assistere ad artifizi concorsuali che servono a calmare la piazza, senza però risolvere il problema. Stando così le cose, chi si lamenta dei troppi ricorsi dei docenti danneggiati farebbe bene a tacere”.
I concorsi per entrare in ruolo come insegnante si rivelano sempre più pieni di insidie e regolamenti cervellotici. L’ultimo caso emerso è quella della selezione riservata ai docenti con almeno tre anni di servizio negli ultimi otto svolti nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

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Scuola: Concorso straordinario primaria, il Tar Lazio ammette anche gli educatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 luglio 2019

Ancora una volta le tesi sostenute dall’ufficio legale Anief trovano consenso presso il tribunale amministrativo. Il sindacato plaude alla nuova pronuncia dei giudici in un contenzioso seriale nel merito che vede impegnato da anni per far riconoscere il servizio svolto dagli educatori come quello dei docenti della scuola di primo grado, come del resto già scritto nel contratto in termini giuridici. Ecco perché il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, ha annunciato i prossimi ricorsi sul nuovo concorso: “Questa sentenza ci conferma che purtroppo il diritto in Italia troppe volte continua a passare per i tribunali, piuttosto che per le decisioni del legislatore e dell’amministrazione centrale. Ecco perché Anief ha deciso di impugnare l’imminente bando del concorso ordinario, per circa 17 mila posti, sempre per la scuola dell’infanzia e primaria, oltre che l’esiguità dei posti, anche per la mancata valutazione del servizio tra i titoli, per il calcolo errato degli ammessi agli scritti dopo l’eventuale preselettiva e per il limite del 10% degli idonei già impugnato negli altri bandi di concorso.Il personale educatore della scuola ha pieno diritto a partecipare al concorso per la scuola dell’infanzia e primaria, sia su posto comune che su sostegno: Anief lo sostiene da tempo. Ora lo dice anche il Tar del Lazio che con la sentenza n. 9474/2019 ha dato il via libera alla partecipazione degli educatori interessati di partecipare alle sessioni suppletive. Gli educatori, del resto, sono a tutti gli effetti dei maestri della scuola primaria e non si comprende il motivo per il quale, anche se già di ruolo, debbano essere esclusi dai pubblici concorsi che li interessano.

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Scuola: Concorso dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 luglio 2019

A seguito dell’incontro con i sindacati, il Miur ha confermato l’intenzione di lasciare fuori dal reclutamento un alto numero di candidati risultati idonei allo svolgimento della funzione di preside, in attesa di un possibile intervento legislativo: il giovane sindacato, che ha vinto molte battaglie giudiziarie sul concorso docenti relative proprio all’esclusione dei candidati che hanno superato le prove concorsuali, ha deciso di offrire la sua tutela legale per garantire i diritti di chi ha dimostrato di poter fare il Capo d’Istituto superando un test preselettivo, un esame scritto e il colloquio finale. Entro i primi giorni di agosto sono previste le assegnazioni regionali e le individuazioni delle sedi, per le quali i sindacati vorrebbero contrattare i criteri. E mentre rispunta il “fantasma” della chiamata diretta, si prevedono violazioni di legge anche sul rispetto delle precedenze per chi si avvale dei benefici della Legge 104/92. Marcello Pacifico (Anief): In attesa di capire per bene le intenzioni del Miur, al momento la certezza è che tutti i docenti risultati idonei vanno assolutamente inseriti nella graduatoria di merito. È un loro diritto, hanno dimostrato anche loro di potere assolvere al compito di dirigere un istituto scolastico. Siamo pronti a dare battaglia per fare rispettare questo principio, ancora di più perché la scuola ha bisogno di loro considerando che i posti presto vacanti saranno superiori ai 3.420 che hanno superato il concorso pubblico. A breve, forniremo istruzioni su come far ricorrere i 520 candidati presidi risultati idonei e clamorosamente esclusi dalle graduatorie che portano alla stabilizzazione su posti che in brevissimo tempo risulteranno vacanti e senza più aspiranti per andare a coprirli.
L’ultimo concorso per dirigenti scolastici continua ad essere caratterizzato da continui colpi di scena. L’ultimo riguarda l’incredibile decisione del ministero dell’Istruzione di lasciare fuori dal novero dei vincitori ben 520 aspiranti dirigenti risultati idonei al termine di tutte le prove sostenute. L’amministrazione scolastica, in particolare, ha informato i sindacati che il numero complessivo degli idonei è pari a 3.420: di questi saranno dichiarati vincitori 2.900 docenti, per cui 520 aspiranti dirigenti resteranno fuori.

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Scuola: Diplomati magistrale, per salvarli arriva il concorso infanzia e primaria bis

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2019

La rinnovata sessione riservata, cui parteciperebbero anche i laureati in Scienze della formazione primaria, prevede la riduzione del requisito di servizio d’accesso ad un anno, la possibilità di presentarlo nella scuola paritaria e nelle sezioni primavera, oltre che l’allargamento fino al 2007/08 del limite temporale entro il quale deve essere stato svolto. A presentare il piano è stato il senatore leghista Mario Pittoni, presidente della VII Commissione del Senato. La replica di Marcello Pacifico, presidente Anief: “Perché la Lega non propone di riaprire le GaE e di confermare nei ruoli le oltre 7 mila maestre assunte con riserva? Così sì che tutelerebbe la continuità didattica, oltre che rendere giustizia a tanti precari. Ricordiamo che il Consiglio di Stato, cambiando opinione, ha soltanto ritenuto la norma rispettata dal Miur. Basterebbe cambiarla per avvicinare la situazione di fatto alla ragione di diritto. L’anno scorso, però, la Lega fece di tutto per bocciare la riapertura delle GaE passata in Senato: speriamo che oggi, dopo che la supplentite è aumentata al punto di toccare il record di contratti a tempo determinato, 200 mila di cui 40 mila solo in Lombardia, si sia ravveduta. Nel frattempo, continua la nostra azione nei tribunali d’Italia e d’Europa.Sui 50 mila maestri con diploma magistrale il Governo cerca di porre rimedio alla linea autolesionista prodotta dal ministero dell’Istruzione: l’avvocatura del Miur ha fatto di tutto per tarpare le ali agli stessi docenti che da anni permettono il regolare svolgimento delle lezioni del primo ciclo e chiedono solo di fare il mestiere per il quale si sono formati e abilitati, impegnandosi allo stremo per arrivare alle due sentenze della plenaria del Consiglio di Stato, con coda di queste ore della Cassazione che non si è opposta, che hanno chiuso le porte delle GaE ai diplomati magistrale e compromesso la carriera dei 7 mila addirittura già immessi in ruolo. Ora, è la politica a venire in soccorso dei docenti esclusi dalla stabilizzazione: c’è infatti un nuovo testo, proposto dal senatore Mario Pittoni responsabile istruzione della Lega e Presidente della VII Commissione Istruzione al Senato, che apre alla “riduzione a una annualità nella scuola statale per accesso a concorso straordinario”. Il testo, pubblicato in anteprima da Orizzonte Scuola e già inviati ai sindacati, modifica l’art. 4 del cosiddetto Decreto Dignità, con il quale è stato avviato il concorso straordinario infanzia e primaria riservato ai docenti in possesso di laurea in Scienze della formazione primaria o diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02 con due anni di servizio nella scuola statale svolti negli ultimi otto.

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Scuola: Concorso ordinario primaria, in settimana esce il bando per 16.959 nuovi posti

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Sulla procedura selettiva in arrivo, il cui decreto è giunto in Gazzetta Ufficiale da pochi giorni, Anief contesta l’esclusione degli educatori, la mancata valutazione del servizio tra i titoli, il calcolo errato degli ammessi agli scritti dopo l’eventuale preselettiva e il limite del 10% degli idonei già impugnato negli altri bandi. Rimane l’amarezza di constatare che tra i posti messi a concorso ci sono quei 7 mila già dati in ruolo con riserva ai maestri con diploma magistrale che saranno licenziati pur avendo superato l’anno di prova. Le domande saranno presentate soltanto al Nord, in metà Paese, perché nell’altra metà ci sono ancora le graduatorie piene degli idonei.È in uscita il bando del concorso ordinario della scuola d’infanzia e primaria, per quasi 17 mila posti. Appena sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, sarà impugnato dal sindacato Anief: tra le varie ragioni, oltre che l’esiguità dei posti, vi è la mancata presenza degli educatori, esclusi sebbene siano maestri di scuola primaria a tutti gli effetti, la mancata valutazione del servizio tra i titoli, il calcolo errato degli ammessi agli scritti dopo l’eventuale preselettiva e il limite del 10% degli idonei già impugnato negli altri bandi di concorso. Inoltre, c’è da valutare la posizione di coloro che sono posti nella condizione di riserva perché hanno ottenuto i titoli all’estero. Inoltre, i 17 mila posti scarsi messi in palio, dei quali oltre 6mila per il 2020/21, sono molti meno di quelli che servivano. All’appello mancano, inoltre, tantissimi posti di sostegno, perché considerati illegittimamente in deroga. Come non è prevista la stabilizzazione delle sezioni Primavera che da due anni fanno parte a tutti gli effetti del sistema ordinamentale dello Stato. Anief, pertanto, intende impugnare il bando, appena sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. L’ammissione sarà riservata a chi è in possesso della laurea in Scienze della formazione primaria oppure del diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia. Il concorso si svilupperà su tre prove, una pre-selettiva (da svolgere però solo qualora il numero dei candidati superi di quattro volte i posti disponibili), una scritta e un orale, con valutazione titoli per coloro che saranno reputati idonei. I motivi del continuo rimandare dell’uscita del bando, annunciato assieme a un altro ordinario e uno riservato per la secondaria, secondo la rivista specializzata Tuttoscuola, vanno addebitati al Mef: “il ministro dell’Economia e Finanze, Giovanni Tria, in questi giorni ha ben altro a cui pensare e, per uscire dal capestro dell’Unione Europea, è sicuramente alla ricerca di risparmi e di tagli, anziché di nuovi impegni di spesa”. Quindi, “potrebbe essere questa la ragione vera del ritardo di pubblicazione del bando che trascinerebbe nelle spese altri 17 mila posti per il parallelo reclutamento (50%) degli iscritti alle graduatorie ad esaurimento”. La verità è che “i concorsi costano e di questi tempi di problematiche finanziarie quel costo potrebbe diventare un lusso per le esauste casse statali”.

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Scuola: Concorso infanzia e primaria, pubblicato il decreto in Gazzetta Ufficiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

Il decreto autorizzativo del Mef relativo al concorso ordinario dei maestri della scuola dell’infanzia e primaria per 16.959 posti complessivi è giunto in Gazzetta Ufficiale. Nel testo si specifica che le cattedre saranno così suddivise: “n. 10.624 per l’anno scolastico 2020/2021 e n. 6.335 per l’anno scolastico 2021/2022”. Secondo fonti ministeriali, il bando “potrebbe già “essere pubblicato la prossima settimana”. Si tratta di uno dei tre concorsi programmati dal ministero dell’Istruzione. Oltre a questo decreto, i docenti precari della scuola sono in attesa anche di un concorso straordinario per i docenti con 36 mesi di servizio e di uno ordinario. Entrambi per assumere docenti della secondaria di primo e secondo grado. Anief annuncia che quando il testo del concorso ordinario per quasi 17 mila posti verrà collocato nel bando ufficiale sarà immediatamente impugnato: tra le varie ragioni vi è la mancata presenza degli educatori, esclusi sebbene siano maestri di scuola primaria a tutti gli effetti, la discriminazione verso chi ha conseguito titoli all’estero e la scarsità di posti messi in palio, peraltro su due annualità. Sarà quindi operativo, con l’imminente uscita del bando, prevista oggi da Orizzonte Scuola, il concorso ordinario per i maestri della scuola dell’infanzia e della scuola primaria: la selezione sarà aperta a tutti i candidati che sono in possesso dei titoli richiesti, anche se non hanno mai svolto un giorno di supplenza o già avuto esperienze di alcun genere all’interno della scuola.
Il concorso ordinario per infanzia e primaria prevede tre prove d’esame: una pre-selettiva (da svolgere però solo qualora il numero dei candidati superi di quattro volte i posti disponibili), una scritta e un orale, con valutazione titoli per coloro che saranno reputati idonei. Le commissioni disporranno di 100 punti massimi: 40 si accrediteranno per la prova scritta; altri 40 per la prova orale; 20 per i titoli presentati dai candidati. L’ammissione al concorso sarà riservata a chi è in possesso della laurea in Scienze della formazione primaria oppure del diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002. In alternativa, sarà ritenuto utile un analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto dal Miur. Per i posti di sostegno sarà necessario essere in possesso, oltre ad uno dei titoli già detti, della specializzazione sul sostegno svolto in Italia o di analogo titolo di specializzazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente. Inoltre, saranno ammessi con riserva coloro che, avendo conseguito all’estero i titoli di cui alle lettere a) e b) del comma 1 e di cui al comma 2, abbiano comunque presentato la relativa domanda di riconoscimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici.

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Scuola: Concorsi straordinari docenti

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

Costringere decine di migliaia di docenti precari storici a sottoporsi all’ennesimo concorso, al termine del quale verranno collocati all’interno di ulteriori graduatorie. Nell’attesa, che per la gran parte sarà di diversi anni, continueranno a fare supplenze su posti vacanti e disponibili, sui quali sarebbe fondamentale nominare invece a tempo indeterminato. È l’ultima “genialata” che i nostri governanti della scuola hanno escogitato, nell’intento, evidentemente, di mostrare di essere attivi sul fronte del precariato cronico scolastico. Ma, alla resa dei conti, tutt’altro che efficaci.
“Al Miur si scandalizzano quando i precari si ribellano a questo sistema assurdo e burocratico – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ed alimentano il sistema delle impugnazioni in tribunale. Se però si voleva davvero ostacolare il “ricorsificio” bisognava usare la testa. E dare seguito a quello che Anief sostiene da anni: riaprire il vecchio doppio canale di reclutamento, esaurire le graduatorie dei vincitori degli attuali concorsi ordinari e straordinari e garantire a tutti gli abilitati l’inserimento dalle GaE o l’assunzione dalle graduatorie d’istituto, una volta che le prime risultano senza più candidati”. La dimostrazione dell’inutilità dei concorsi a raffica che il Governo ha deciso di organizzare, per gestire l’attuale fase transitoria di reclutamento, è nelle righe dell’articolo prodotto oggi da Orizzonte Scuola, nel quale si sottolinea che a seguito del Concorso straordinario infanzia e primaria, in via di conclusione, “anche chi ha preso zero alla prova sarà immesso in ruolo”. La procedura selettiva per infanzia e primaria, indetta con DDG n. 1456 del 7 novembre 2018, è infatti “alle battute finali in numerose regioni” e “per le immissioni in ruolo dell’a.s. 2019/20 potranno essere utilizzate esclusivamente le graduatorie pubblicate entro il 30 luglio nell’albo e sul sito internet dell’USR”. Ciascuna graduatoria – precisa il Miur – comprende tutti i soggetti ammessi alle procedure e sottoposti alla prova orale. Dunque, per stare in graduatoria bisogna aver svolto la prova orale non selettiva e avere avuto una valutazione, che in base alle griglie di valutazione, andava da zero a trenta su trenta. Alcuni Uffici Scolastici hanno già pubblicato le graduatorie o, come nel caso dell’USR Piemonte, l’elenco dei candidati con le relative valutazioni di prova + titoli. Spulciandole, è possibile evincere che le prove in linea generale sono state svolte in maniera coscienziosa dai candidati, che hanno colto l’occasione sia per dimostrare la propria professionalità che per assicurarsi una buona posizione in graduatoria. Sempre la rivista specializzata fa notare che “non mancano però voti bassi, ben al di sotto di quella che potrebbe essere considerata una soglia di sufficienza se la prova fosse stata selettiva.

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Dirigenti scuola: – Udir chiede al Consiglio di Stato la sospensione della sentenza di annullamento del concorso

Posted by fidest press agency su sabato, 6 luglio 2019

L’avvocato Sergio Galleano, per conto dei ricorrenti iscritti al sindacato, ha notificato il ricorso e ha chiesto oggi un decreto monocratico per sospendere gli effetti della provincia del Tar Lazio. Lunedì dopo le audizioni delle parti sarà presa la decisione dal Presidente. Marcello Pacifico (Udir): È a rischio il nuovo anno scolastico per un fumus che deve essere verificato in appello nel merito. Speriamo che non venga sconvolto l’anno scolastico per demeriti non ascrivibili ai tanti candidati che hanno superato la prova pre-selettiva. Abbiamo fatto di tutto per dare certezze alle famiglie e ai candidati. Ora aspettiamo serenamente la decisione della magistratura. Per questo confermiamo la Scuola Estiva per fornire ai nuovi dirigenti le chiavi di intervento per affrontare dal 1° settembre, nel migliore dei modi, il primo mese da dirigente scolastico.

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Scuola Concorso Dsga: Con la preselettiva non si misura il merito, pronti i ricorsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Anief ha deciso di tutelare i partecipanti alla preselettiva del Concorso Dsga che non sono stati ammessi agli scritti e rilancia i tre ricorsi al Tar del Lazio per permettere a loro di accedere alle prove successive. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ai microfoni di Italia Stampa, ha sottolineato come sia necessario dare agli esclusi la possibilità di affrontare le altre prove, a maggior ragione se hanno anche avuto esperienza come facente funzione. Per informazione sui ricorsi, clicca qui. Il presidente Anief, Marcello Pacifico, intervistato da Italia Stampa, ha parlato della questione del Concorso Dsga, affermando che “i risultati hanno dimostrato ancora una volta che le preselettive non funzionano così bene. In molti casi mettono da parte i candidati che svolgono già questo lavoro, come facente funzione. Non si capisce la loro esclusione, sorprende visto che magari per tanti anni hanno ricoperto questo ruolo. Con le preselettive non si misura il merito. Come Anief, riteniamo che chi abbia preso la sufficienza, svolto per almeno 36 mesi il ruolo di Dsga o si sia piazzato fra tre volte e quattro volte il numero dei posti banditi debba accedere gli scritti, perché il suo merito venga valutato. In tanti si stanno rivolgendo ai legali dell’Anief; sarà una settimana decisiva e poi presenteremo i ricorsi al Tar del Lazio”.

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Scuola: Concorso Dsga, due candidati su tre non si presentano al test d’accesso

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 giugno 2019

Solo 34 mila partecipanti su oltre 102 mila candidati: sono questi i numeri di presenze al concorso per Direttore dei servizi generali e amministrativi della scuola, le cui prove preselettive si sono svolte nel corso della settimana. La bassa adesione si spiegherebbe con l’imponenza del programma da studiare. Il fatto che il numero di partecipanti sia stato molto inferiore alle attese, con due aspiranti Dsga su tre che hanno preferito non presentarsi al test preselettivo, fa crescere l’interesse per l’accesso alle prove successive, sempre al fine di aggiudicarsi uno dei 2.004 posti del bando, estendibili a 2.800: a questo proposito, il giovane sindacato continua a raccogliere adesioni per tutelare le posizioni di candidati che dopo le prove preselettive si ritroveranno esclusi dalla prosecuzione del concorso, nonostante abbiano raggiunto la soglia della sufficienza.
Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “tirare via da un concorso atteso da vent’anni tanti candidati con questa leggerezza è un’ingiustizia colossale. Gli errori in diversi test, nel bando di concorso e nell’organizzazione della selezione, la dice lunga sull’attenzione che l’amministrazione centrale ha mostrato per selezionare i direttori dei servizi generali a amministrativi che nel 2020 dovrebbero prendere posto in migliaia di istituti oggi con sedi vacanti”. Anief continua a raccogliere adesioni per i candidati che dopo le prove preselettive si ritroveranno esclusi dalla prosecuzione del concorso, nonostante abbiano raggiunto la soglia della sufficienza e comunque rientreranno nel numero compreso tra tre a quattro volte i posti banditi in regione.Il concorso a Dsga ha visto una partecipazione molto bassa alle prove preselettive: ha partecipato infatti appena il 33% degli iscritti al concorso. I motivi della bassa adesione ai test d’accesso risalirebbero “alla difficoltà delle prove e l’ampiezza dei programmi”, spiega Orizzonte Scuola. A livello regionale, la percentuale di mancate presenze alle prove è abbastanza uniforme: “In Friuli Venezia Giulia ad esempio, su 1.500 iscritti al concorso, ha partecipato solo il 40%. A rinunciare, secondo i sindacati, sono anche laureati in giurisprudenza, che trovano impossibile essere preparati su tutto. Gli esiti delle prove saranno resi noti martedì 18 o mercoledì 19 giugno”.
Anief ha presentato ricorso avverso la previsione del bando di ammettere all’ammissione alla prova scritta un numero di candidati triplo rispetto ai posti disponibili e non di tutti i candidati che avranno superato la prova preselettiva con un punteggio finale pari o superiore a 60/100. Una richiesta che parte anche dalle diverse inesattezze e risposte errate presenti nella batteria dei 4mila test comunicati ai partecipanti al concorso.

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