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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘concorso’

Concorso DSGA: Oggi si parte, tantissimi i candidati giovani

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

Si entra nel clou, parte la selezione: 103 mila candidati si sfideranno in tre giorni – 11, 12 e 13 giugno – per affrontare i 100 quesiti della dura prova preselettiva concorso Dsga da cui soltanto 6 mila di loro passeranno alla prova successiva, quella scritta. Molti dei candidati sono giovanissimi. La partita si concluderà con la nomina dei 2.004 vincitori probabilmente dal 1° settembre 2020. Ma ecco l’altra faccia della medaglia, poiché sino a qui è stata tanta la confusione: infatti sono tante le inesattezze e le risposte errate nella batteria dei 4mila test. Inoltre il giovane sindacato lancia i ricorsi per tutelare i candidati che dopo le prove preselettive si ritroveranno esclusi dalla prosecuzione del concorso, nonostante abbiano raggiunto la soglia della sufficienza e comunque rientreranno nel numero compreso tra tre a quattro volte i posti banditi in regione.
Marcello Pacifico (Anief): Abbiamo proposto un ricorso avverso la previsione del bando di ammettere all’ammissione alla prova scritta un numero di candidati triplo rispetto ai posti disponibili e non di tutti i candidati che avranno superato la prova preselettiva con un punteggio finale pari o superiore a 60/100. Altresì, il bando commette una grave illegittimità nella parte in cui prevede che si proceda alla prova preselettiva se il numero dei candidati partecipanti in regione supera le 4 volte il numero dei posti banditi e poi specifica che ammetterà alle prove scritte coloro i quali supereranno la preselettiva e si collocheranno entro le 3 volte il numero dei posti banditi
Si entra nel clou, al via la selezione: 103 mila candidati si sfideranno oggi, domani e giovedì per affrontare i 100 quesiti della dura prova preselettiva concorso Dsga. Soltanto 6 mila di loro passeranno alla prova successiva, quella scritta. Come riporta la rivista specializzata Tutto Scuola, rappresentano una buona fetta di partecipanti i “giovani laureati di età compresa tra i 22 e i 35 anni: ben 47.300, pari al 45% di quell’esercito di candidati. In diverse regioni settentrionali la quota di quei giovani ha addirittura raggiunto o superato il 50% del totale, come, ad esempio, in Piemonte dove è stato raggiunto il 53,4%, o in Lombardia (50,4%) oppure in Emilia Romagna (50%)”. All’interno della porzione di giovani, è “di ulteriore interesse la quota di giovanissimi di età inferiore a 30 anni: sfiorano le 17 mila unità, per una percentuale superiore al 16% (un giovanissimo ogni sei candidati)”. I candidati concorso Dsga di età superiore ai 55 anni sono soltanto l’1,7%. Anief ha deciso di ricorrere per tutelare i candidati che dopo le prove preselettive si ritroveranno esclusi dalla prosecuzione del concorso, nonostante abbiano raggiunto la soglia della sufficienza e comunque rientreranno nel numero compreso tra tre a quattro volte i posti banditi in regione.

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Concorso DS: Il 2 luglio il Tar deciderà sulla richiesta di annullamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

A seguito della calendarizzazione presso il TAR del Lazio di uno dei tanti ricorsi volti ad “annullare” il concorso per Dirigenti Scolastici, il prossimo 2 luglio, e che potrebbe portare a una sentenza breve di accoglimento, l’Ufficio Legale Udir ritiene necessario tutelare i propri iscritti vincitori e promuovere azione legale “ad opponendum” per intervenire in giudizio e richiedere il rigetto del ricorso in modo da salvaguardare le posizioni dei tanti candidati che hanno superato le prove scritte e in questi giorni si sono sottoposti o si stanno sottoponendo alle prove orali. L’adesione entro il prossimo 11 giugno, al ricorso gratuito promosso da Udir, è necessaria per contestare le censure mosse e salvaguardare l’intera procedura.

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Scuola – Pacifico: “Concorso Infanzia e Primaria, i posti vanno triplicati”

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Nel mirino di Anief il Concorso per Infanzia e Primaria, che prevede 16 mila posti, 10 mila dei quali per l’anno scolastico 2020/21, 6mila per il successivo.
Sono numeri insufficienti, per varie ragioni, come spiega lo stesso presidente Marcello Pacifico: “Basti pensare – osserva il sindacalista autonomo a Italia Stampa – che solo tre anni fa erano stati banditi 26 mila posti. E poi sono tantissimi quelli di sostegno in deroga, che non diventano di ruolo, nonostante le tante esigenze certificate. Stesso discorso vale per la stabilizzazione delle sezioni Primavera che da due anni fanno parte del sistema ordinamentale dello Stato”.“Siamo pronti a impugnare il bando di concorso, perché siano raddoppiati o anche triplicati i posti. È un bando illegittimo, anche perché continua a escludere gli educatori e coloro che hanno preso l’abilitazione all’estero, abilitazione che – conclude Pacifico – lo Stato ora nemmeno riconosce”.

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Scuola – Concorso Dsga, si parte male: domande errate nel test iniziale

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 maggio 2019

Il centro studi di Radamante ha verificato e confermato le segnalazioni di refusi, inesattezze e imprecisioni nei quesiti preselettivi da svolgere a metà giugno: è bene che il ministro Marco Bussetti nomini subito una commissione per verificare e correggere, così da evitare il ripetersi di quanto successo già con i test del concorso per dirigenti scolastici del 2011. I candidati devono essere selezionati per il merito delle risposte date. Sono state verificate dagli esperti alcune segnalazioni da parte dei candidati sulla batteria dei 4.000 test pubblicata on line dal Miur, dai quali verranno scelti i 100 che saranno somministrati nelle prove preselettive di metà giugno: alcune domande sono risultate sbagliate o con risposte perlomeno dubbie. Marcello Pacifico (Anief): Ancora una volta, si organizza una prova selettiva con approssimazione e superficialità. E siccome è ormai una prassi, per quanto ci riguarda non staremo di certo a guardare: l’amministrazione si deve assumere le proprie responsabilità, per non incorrere in nuovi ricorsi. Nel frattempo, Anief continua a raccogliere adesioni per i candidati che dopo le prove preselettive si ritroveranno esclusi dalla prosecuzione del concorso, nonostante abbiano raggiunto la soglia della sufficienza e comunque rientreranno nel numero compreso tra tre a quattro volte i posti banditi in regione.Al ministero dell’Istruzione regna la confusione totale. E anche tra le società esterne a cui l’amministrazione affida l’organizzazione dei concorsi pubblici per accedere nei ruoli, con i servizi offerti che lasciano a dir poco a desiderare. L’ultima procedura concorsuale che rende perplessi è quella dei Direttori dei servizi generali e amministrativi, attesa peraltro da quasi 20 anni, introdotta con la Gazzetta Ufficiale n. 21 e alla quale hanno aderito oltre 100 mila candidati: stiamo parlando, in particolare, delle prova preselettiva, che si si svolgerà in contemporanea nei giorni 11, 12 e 13 giugno prossimi, la quale prevede un test computer based con 100 quesiti a risposta multipla, a cui i candidati dovranno rispondere nel tempo limite di 100 minuti. Tali domande, con quattro opzioni di risposta, una sola delle quali corretta, verranno estrapolate da una banca dati di 4.000 quesiti pubblicati alcuni giorni fa.

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Scuola: Concorso infanzia e primaria: Si confermino nei ruoli le 7 mila maestre assunte con riserva dalle GaE

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Il Decreto inviato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è autorizzato ad avviare, per il biennio scolastico 2020/2022, procedure concorsuali per il reclutamento del personale docente della scuola dell’infanzia e primaria”. Il provvedimento, scrive oggi Orizzonte Scuola, è stato inviato dalla Buongiorno al Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’autorizzazione economica delle prossime assunzioni.Anief ricorda che sono otto le censure di merito che l’ufficio legale del giovane sindacato denuncia rispetto al D.M. n. 327/19, dal numero dei posti banditi che non contempla i posti su sostegno in deroga e quelli in organico nelle sezioni primavera,all’esclusione di alcuni insegnanti (educatori, laureandi SFP, abilitati all’estero con titolo non riconosciuti dal Miur), dagli elenchi degli esclusi dopo le prove selettive (nonostante abbiano raggiunto la soglia della sufficienza e comunque rientrano nel numero compreso tra tre a quattro volte i posti banditi) a quelli degli idonei che non potranno essere inclusi nelle graduatorie di merito perché collocati oltre la soglia del 10%, per arrivare alla contestazione della mancata valutazione del servizio di insegnamento prestato a dispetto del concorso 2016. Per ulteriori informazioni e pre-aderire ai ricorsi, clicca qui.Prendono il via le attese procedure concorsuali per l’assunzione di quasi 1.700 nuove maestre e maestri: l’annuncio ufficiale è arrivato oggi dal ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Buongiorno, che ha anche firmato il decreto apposito. Il Decreto è stato già pubblicato in Gazzetta Ufficiale senza ancora l’indicazione dei posti. A poter accedere, per i posti comuni: laurea in Scienze della formazione primaria; diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002; analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto dal Miur. Per i docenti di sostegno, bisogna essere in possesso dell’abilitazione specifica in Italia o all’estero con riconoscimento secondo la normativa vigente. Il concorso prevede una prova preselettiva, una prova orale e uno scritto.Secondo Anief, concorso del 2016, il decreto Miur del 23 febbraio 2016 continua a minare fortemente la stabilizzazione di diverse migliaia i candidati docenti, vincitori dell’ultimo concorso a cattedra, quello del 2016, i quali pur avendo regolarmente partecipato e superato le prove, preselettive e selettive, scritte e orali, continuano a rimanere precari, con la prospettiva di uno o al massimo di anni di possibilità ulteriori di essere assunti. Considerando che moltissimi degli idonei del concorso 2016 sono anche precari storici, l’Italia seleziona docenti senza assumerli e nel contempo continua a calpestare la clausola 5 della 70/99 UE che prevede l’immissione in ruolo automatica per tutti coloro che hanno svolto oltre 36 mesi di servizio anche non continuativo.
A complicare le cose è stata anche la decisione di introdurre il concorso straordinario del primo ciclo, riservato allo stesso ciclo scolastico, con il DDG n. 1456 del 9 novembre 2018, che servirà solo a creare l’ennesima graduatoria. La svolta nel reclutamento si avrebbe invece con la riapertura della GaE, la stabilizzazione automatica di chi ha effettato già 36 mesi di supplenze e l’assegnazione di risarcimenti adeguati, in presenza dei tanti abusi nei confronti del personale precario o anche già di ruolo. Anief, infine, tutela anche chi è stato licenziato, anche se oggi di ruolo, avviando la più grande battaglia giudiziaria conosciuta dallo Stato per violazione della normativa comunitaria presso il tribunale di Roma con richieste di risarcimenti milionari”.

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Scuola: Superano il concorso, ma rimangono disoccupati o precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 maggio 2019

I docenti vincitori e idonei del Concorso 2016 dovrebbero essere assunti, a domanda, a livello nazionale, come è avvenuto per i loro colleghi del 2012, rispetto all’attuale grave vacanza di posti, al fine di non disperdere preziose risorse. Anief chiede un intervento urgente del Legislatore che garantisca a questi docenti la possibilità di essere assunti nei ruoli dello Stato anche in una regione diversa da quella indicata a suo tempo e prima della prossima procedura ordinaria. Marcello Pacifico (Anief) ricorda come anche loro siano precari, ma per merito perché hanno superato il concorso pubblico e si chiede perché Bussetti voglia selezionare altri docenti con un nuovo concorso quando fa decadere le graduatorie di migliaia di docenti selezionati dallo Stato per essere assunti nei ruoli. Nel frattempo, l’ufficio legale di Anief fornisce assistenza legale a tutti i vincitori dei precedenti concorsi non ancora assunti per rivendicarne il ruolo.
Mentre il ministro dell’Istruzione continua a ripetere il mantra dei nuovi concorsi in arrivo, ci sono decine di migliaia di vincitori dell’ultima selezione che rimangono al palo e rischiano di essere pure estromessi dalle graduatorie di merito pre-ruolo dove oggi sono collocati: sono gli idonei del concorso 2016 e potranno essere assunti sino alla validità delle graduatorie di merito, che è stata prorogata di un anno, dopo che Anief prima ha vinto la battaglia legale sul diritto degli idonei a essere inseriti nelle graduatorie di merito e poi ha convinto il Parlamento a eliminare il limite del 10% della quota di idonei stessi, salvo vedersela rispuntare nel nuovo bando. Anief, infatti, si è battuta per la proroga della scadenza delle graduatorie di merito disciplinata dai commi 113-114 articolo 1 della legge 107/ 2015, grazie all’approvazione del comma 603 dell’articolo 1 della legge 205/2017 e all’abolizione del limite del 10% degli idonei anche ai docenti che hanno vinto il concorso nella scuola dell’infanzia e primaria 2016, attraverso l’approvazione del comma 604 dell’articolo 1 della suddetta legge di stabilità 2018. A seguito della precedente procedura concorsuale, in presenza dell’alto numero di vincitori non assunti nel triennio di riferimento e dell’elevato numero della vacanza dei posti che portò il Miur a bandire ben 26 mila posti rispetto ai 16 mila attuali, il Parlamento decise di consentire a vincitori e idonei (rientrati grazie a una sentenza definitiva del Tar Lazio ottenuta dai legali Anief contro il bando voluto dal ministro Profumo) di essere assunti anche in regione diversa da quella dove avevano partecipato e dove erano scomparsi gli stessi posti messi a concorso.

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Scuola: Concorso infanzia e primaria, bando in arrivo e vincitori solo nel 2020

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 maggio 2019

Cresce l’attesa per l’uscita del bando del concorso ordinario per i maestri della scuola dell’infanzia e primaria, con 16.000 posti in palio, dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Secondo la rivista Orizzonte Scuola, “a breve il Miur pubblicherà il bando con l’indicazione del numero di posti per regione e le date di scadenza per la presentazione della domanda”. Il concorso sarà aperto a tutti coloro che sono in possesso del titolo di studio richiesto per l’accesso. I requisiti di accesso per i posti comuni saranno la laurea in Scienze della formazione primaria; il diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002; analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto dal Miur. Per i posti di sostegno è necessario essere in possesso, oltre ad uno dei titoli suddetti, del titolo di specializzazione sul sostegno conseguito ai sensi della normativa vigente o di analogo titolo di specializzazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente. Saranno ammessi con riserva coloro che, avendo conseguito all’estero i titoli di cui alle lettere a) e b) del comma 1 e di cui al comma 2, abbiano comunque presentato la relativa domanda di riconoscimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici. Non serviranno né i 24 CFU in discipline antro-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche (richiesti solo ai laureati per l’accesso al concorso della secondaria) né requisiti di servizio di insegnamento. Potranno partecipare anche i docenti di ruolo. Il concorso si articolerà in un eventuale prova pre-selettiva (qualora le domande di partecipazione siano superiori a quattro volte il numero dei posti); prova scritta; prova orale; valutazione titoli. Sarà possibile partecipare in un’unica regione per tutte le procedure per cui si ha titolo. Al massimo quattro: infanzia, primaria, sostegno infanzia e sostegno primaria.
I concorsi non saranno banditi in tutte le regioni, almeno in prima applicazione ossia per il primo dei concorsi che sarà bandito, ma soltanto in quelle regioni ove le graduatorie di merito 2016 risultino esaurite o con un numero di aspiranti non sufficiente a coprire il fabbisogno nel biennio di riferimento. Ricordiamo che gli idonei del concorso 2016 potranno essere assunti sino alla validità delle graduatorie di merito, mentre i vincitori manterranno il diritto all’immissione in ruolo. Sempre Orizzonte Scuola ricorda che la validità delle graduatorie di merito 2016 è stata prorogata di un anno, per cui saranno vigenti per 3 anni + 1. Alcune scadranno nel 2020, ma sono ancora piene di docenti idonei. Sono stati presentatati degli emendamenti al decreto legge Concretezza per prorogare di uno o due anni le attuali graduatorie, in modo da fornire ancora prospettive di assunzione agli idonei. Le immissioni avverranno per il 50% dalle GaE e per il 50% dalle graduatorie dei concorsi. Per i concorsi: a) con priorità da graduatoria di merito 2016 (limitatamente a coloro che hanno raggiunto il punteggio minimo previsto dal bando, sino al termine di validità delle graduatorie medesime, fermo restando il diritto all’immissione in ruolo per i vincitori del concorso); b) 25% da graduatoria di merito concorso straordinario DDG n. 1456 del 7 novembre 2018; c) 25% graduatoria di merito concorso ordinario (ossia quello che si svolgerà). Le prime assunzioni dalle graduatorie di merito del concorso ordinario si realizzeranno non prima del 2020. L’immissione in ruolo da una delle graduatorie di merito regionali comporterà la decadenza dalle graduatorie a esaurimento.

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Scuola: Concorso straordinario docenti 2018

Posted by fidest press agency su sabato, 11 maggio 2019

In 35 mila aspettano il prossimo 1° settembre per entrare nei ruoli, ma regna la confusione presso gli Uffici scolastici sulla tipologia del contratto. Per Anief la norma è chiara: il FIT non esiste più. Pertanto, invitiamo tutti a segnalarci alla mail dedicata exfit@anief.net il rapporto di lavoro proposto e/o sottoscritto al fine di far rispettare la legge, affrontare l’anno di prova con serenità e partecipare alle procedure di mobilità
Anief, nel frattempo, ha anche depositato un ricorso al Tar per chi tra i 7 mila ammessi al terzo anno del FIT nel corrente anno scolastico, nominato come supplente, possa presentare la domanda di mobilità. In caso di esito positivo, potrebbero partecipare anche alle operazioni di assegnazione provvisoria.“Non è possibile che ancora una volta, dopo le varie fasi del piano di straordinario di assunzioni voluto dalla Buona scuola e l’algoritmo impazzito, si assista a insegnanti di serie A e di serie B. La funzione docente è unica”, dichiara Marcello Pacifico.Come si evince da una tabella a cura del Coordinamento Nazionale Docenti Abilitati, i circa 36mila docenti che hanno partecipato al concorso 2018 bandito con DDG n. 85/2018 e riservato ai docenti in possesso di abilitazione all’insegnamento non vivono una situazione tranquilla. “La tabella contiene per classe di concorso e regione la situazione riguardo lo svolgimento delle prove, pubblicazione graduatorie, convocazioni”.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “il caos in cui si trovano gli Uffici Scolastici tra vecchie e nuove regole non fa che aumentare la confusione dei colleghi. Auspichiamo una soluzione celere; intanto invitiamo i docenti interessati a contattare la struttura Anief nazionale, scrivendo all’indirizzo e-mail exfit@anief.net”.
Nel frattempo Anief ha già inviato un’istanza d’interpello con richiesta di chiarimenti al MIUR. Inoltre il sindacato mette a disposizione due diffide, a seconda dei differenti casi, sia per chi è già stato convocato e ha firmato un contratto a tempo determinato che per chi sarà destinatario di convocazione a tempo determinato.Certamente non siamo davanti a un caso di estrema chiarezza: per quanto concerne le convocazioni, sono state riportate le modalità differenti di contratto proposte dagli Uffici Scolastici regionali; infatti, la legge di stabilità 2019 ha diviso contrattualmente coloro che hanno iniziato l’anno di prova durante il terzo anno del FIT con contratto a tempo determinato nell’a.s. 2018/19 e coloro che lo inizieranno a settembre 2019, ma a tempo indeterminato. Quelli che dovranno entrare il prossimo 1° settembre – se occuperanno un posto utile in graduatoria – sono circa 35mila e seguiranno le nuove regole contenute nella Legge 145/2018 o immissione in ruolo a tempo indeterminato. Si ricorda che il FIT è stato abolito, ma non, purtroppo e in maniera irragionevole, per chi lo sta facendo. Per i primi, vige l’impossibilità di partecipare alle attuali operazioni di mobilità e assegnazione provvisoria così come per il prossimo triennio, per gli altri, i nuovi, si prospetta, persino, un blocco quinquennale, se passerà la volontà della maggioranza a trazione Lega di aumentare il blocco dopo l’immissione in ruolo.Ad ogni modo, sembra che persino queste norme illogiche e irragionevoli siano disconosciute dai vari UU.SS.RR.: molti insegnanti chiamati dopo la pubblicazione delle graduatorie del concorso straordinario riservato al personale abilitato della scuola secondaria dopo il 31 agosto 2018 sono stati convocati per la scelta della provincia con la proposta di svolgere il terzo anno FIT – a tempo determinato – che è stato abolito, quando dovrebbero svolgere l’anno di prova a tempo indeterminato.

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Istruzione: Tutto pronto per il maxi concorso per maestri della scuola dell’Infanzia e Primaria

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

Ma il Miur ripete gli stessi errori del concorso riservato. Diversi risultano esclusi, pronti a ricorrere con Anief, a partire dagli educatori che chiedono accesso all’infanzia. Intanto, il sindacato fornisce assistenza legale per tutti i vincitori del precedente concorso non ancora assunti per rivendicare il ruolo e chiede che gli idonei delle vecchie graduatorie possano essere assunti almeno in altra regione. È in fase di decollo la procedura selettiva per i maestri della scuola statale del primo ciclo, con 16 mila posti a disposizione: “Per il bando sull’infanzia primaria siamo quasi pronti, avevamo pensato 10 mila posti e siamo riusciti ad averne 16 mila.” ha affermato il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, presente a L’Aquila per un convegno. Al concorso parteciperanno i diplomati magistrale espulsi dalle GaE dal Consiglio di Stato, i laureati in Scienze della Formazione e tutti i precari in possesso di un titolo analogo. Le immissioni in ruolo dei vincitori si realizzeranno dal mese di settembre 2020: verrà assegnato ai vincitori il 50% dei posti (l’altro 50% alle GaE). Di questo 50%, il 25% spetterà al concorso straordinario e l’altra parte al concorso ordinario. Si prevede una prova selettiva scritta ed una orale. La preselettiva ci sarà solo nel caso in cui le domande di partecipazione siano superiori di tre volte rispetto al numero dei posti: la sua attuazione, comunque, si dà praticamente per scontata. Così il numero di partecipanti toccherà numeri stratosferici. Per il concorso che porterà in cattedra forse 16 mila nuovi docenti si è in dirittura d’arrivo. Anche se “non si conosce ancora la distribuzione tra le regioni”, scrive Orizzonte Scuola, è chiaro il resto, a partire dai requisiti di accesso, riscontrabili nel Decreto Legislativo n. 59/2017, poi modificato dalla Legge di Bilancio 2019: diploma magistrale e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali entro l’a.s. 2001/02, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia; laurea in Scienze della Formazione Primaria o analogo titolo estero equipollente. Per i posti di insegnamento sul sostegno è richiesta la specializzazione. Per l’accesso al concorso non è richiesto, invece, alcun servizio di insegnamento.
A complicare le cose è stata anche la decisione di introdurre il concorso straordinario del primo ciclo, riservato allo stesso ciclo scolastico, con il DDG n. 1456 del 9 novembre 2018, che servirà solo a creare l’ennesima graduatoria. La svolta nel reclutamento si avrebbe invece con la riapertura della GaE, la stabilizzazione automatica di chi ha effettato già 36 mesi di supplenze e l’assegnazione di risarcimenti adeguati, in presenza dei tanti abusi nei confronti del personale precario o anche già di ruolo. Anief, infine, tutela anche chi è stato licenziato, anche se oggi di ruolo, avviando la più grande battaglia giudiziaria conosciuta dallo Stato per violazione della normativa comunitaria presso il tribunale di Roma con richieste di risarcimenti milionari”. Si ricorda che in occasione del concorso del 2016, “aperto solo ai docenti abilitati, bandito nel febbraio del 2016” e che “prevedeva prova scritta e orale”, sono state “poche le regioni che hanno concluso in tempo per le immissioni in ruolo 2016/17”. Basta dire che oggi vi sono ancora migliaia di docenti, vincitori di quel concorso, che ancora rischiano di non essere mai immessi in ruolo. Su questo punto, ha fatto bene il M5S a chiedere ed ottenere una proroga di quelle graduatorie per almeno un altro anno. Per accedere ai posti comuni del concorso del primo ciclo (le classi di concorso a cui dà accesso la propria laurea) bisognerà essere in possesso dell’abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure della laurea (magistrale o a ciclo unico, oppure diploma di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso) e 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.
Per i posti comuni, inoltre, potrà partecipare al concorso, senza conseguire i 24 CFU, chi si candiderà dopo avere acquisito un’abilitazione per un’altra classe di concorso o per un altro grado di istruzione, fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente. Per gli ITP, gli Insegnanti Tecnico Pratici collocati nella tabella B del DPR 19/2016 modificato dal Decreto n. 259/2017, ancora per alcuni anni continuerà a bastare il diploma di accesso alla classe della scuola secondaria.
Anche su questo ambito, per i posti di sostegno servirà il titolo di specializzazione sulla didattica “speciale”. Infine, i docenti con tre annualità di servizio (anche non continuativo, su posto comune o di sostegno, nel corso degli otto anni scolastici precedenti, entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione) potranno partecipare al concorso con la sola laurea, senza quindi i 24 CFU, per una delle classi per le quali hanno un anno di servizio svolto. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, l’allestimento della procedura concorsuale ordinaria doveva essere accompagnata da un processo di stabilizzazione dei precari storici, attraverso l’apertura delle GaE. La stragrande maggioranza dei maestri abilitati, con diploma magistrale e con laurea in Scienze della formazione primaria, parliamo di oltre 100 mila docenti, si ritroverà relegata nelle graduatorie d’istituto utili al conseguimento delle sole supplenze. Così facendo, con questo procedere, non si potrà fare altro che replicare quello che è accaduto la scorsa estate, quando 33 mila posti che dovevano andare alle immissioni in ruolo si sono persi nel nulla, per essere poi assegnati proprio a supplenza e agli stessi docenti che invece dovevano essere assunti da GaE”.

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Due università italiane tra i sei vincitori del concorso Win-a-Robot di Epson Europe

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Fra i sei vincitori del primo concorso di Epson Europe Win-A-Robot, creato per individuare e promuovere nuovi utilizzi nel campo della robotica e delle tecnologie di automazione, ben due sono i progetti italiani, presentati dalle università di Padova e di Pavia, che sono stati selezionati e si sono aggiudicati il riconoscimento accanto a quelli proposti da università e collegi inglesi, irlandesi, tedeschi e ungheresi.”Robotica e automazione svolgeranno un ruolo fondamentale nel sostenere la competitività e la crescita delle imprese europee”, ha dichiarato Volker Spanier, responsabile della divisione Robotics Solutions di Epson Europe, annunciando i vincitori del concorso. Garantire che gli studenti di oggi siano preparati con entusiasmo a questa sfida è di incredibile importanza ed Epson non vede l’ora di lavorare a fianco dei futuri talenti per far crescere e sviluppare competenze e progetti in quella direzione. Consideriamo questo annuncio come l’inizio di fruttuose relazioni a lungo termine con le università in tutta l’area EMEAR”.”Combinare un’industria tradizionale come quella della cottura – ha commentato il Professor Giulio Rosati, Ordinario di Meccanica Applicata alle Macchine, Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Padova – con soluzioni di automazione moderne e flessibili non è un compito facile. Con il progetto ‘ChocoBot – Decorazione personalizzata di torte celebrative ad alta efficienza energetica e prototipazione rapida di grandi strutture di cioccolato’ e con la domanda del mercato di prodotti personalizzati in rapida espansione, vediamo il potenziale per fornire soluzioni ad alta qualità per la personalizzazione delle torte sia come un’entusiasmante sfida di automazione sia come una soluzione industriale a lungo termine: i metodi di ottimizzazione sviluppati all’interno del progetto saranno generali e facilmente applicabili a diversi prodotti e settori industriali. Siamo fiduciosi di ciò che questa nuova opportunità può portare grazie al concorso Epson Win-A-Robot”.”Siamo onorati – ha dichiarato la Professoressa Antonella Ferrara, Ordinario di Automatica presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione dell’Università di Pavia – di aver ottenuto questo importante risultato alla prima competizione Win-A-Robot di Epson Europe e che il nostro progetto sia stato valutato così positivamente dalla giuria. La nostra ricerca ha già ottenuto risultati interessanti nell’addestramento di un braccio robotico con collision avoidance mediante tecniche di Deep Reinforcement Learning. Grazie al supporto di Epson, saremo in grado di validare sperimentalmente i nostri algoritmi e portare al livello successivo il nostro progetto, coinvolgendo nuovi studenti e ricercatori in un ambito di ricerca estremamente attuale e promettente”.Gli altri vincitori sono: Università di Pecs, Ungheria, con il progetto “Controllo robotico con visori di realtà aumentata”; Heinz-Nixdorf-Berufskolleg, Germania, con il progetto “Simulazione di commercio online con l’esempio di un impianto di riempimento di caramelle”; Institute of Technology di Tallaght, Irlanda, con il progetto “Robotica, produzione alimentare e raccolta”; Università di Plymouth, Regno Unito, con il progetto “Robot autoadattabile per la produzione assistita in cellule di lavoro sostenibili intelligenti”.
La selezione dei vincitori è stata effettuata da una giuria composta da cinque esperti di robotica, attivi in politica, nell’industria e nel mondo accademico che si sono incontrati a Meerbusch, in Germania, per deliberare e selezionare le candidature vincenti: il professor Darwin Caldwell, Istituto Italiano di Tecnologia; Eva Kaili, membro del Parlamento europeo; dottor Imre Paniti, Accademia delle scienze ungherese; Patrick Schwarzkopf, Amministratore delegato di VDMA Robotics + Automation e Yoshifumi Yoshida, Epson Executive Officer.

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Concorso per il poster ufficiale del Festival Internazionale di Troia

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

Dal 16 al 20 agosto a Çanakkale, la città turca gemellata con Pomezia, avrà luogo il Festival Internazionale di Troia. La kermesse, giunta quest’anno alla 56° edizione, sarà ricca di eventi: concerti, spettacoli teatrali, mostre, interviste, iniziative sportive, attività per bambini, etc. Per l’occasione, il Comune di Çanakkale organizza un concorso per la realizzazione dei poster ufficiali della manifestazione. La competizione è aperta a tutti gli interessati al di sopra dei 18 anni. Verranno premiate tre proposte: al manifesto vincitore andranno 10.000 Lire turche (circa 1.600 euro) mentre le due menzioni speciali riceveranno ciascuna la somma di 2.500 Lire turche (circa 400 euro). Per gli eventuali artisti vincitori provenienti dall’estero, le spese di trasporto, vitto e alloggio saranno a carico del Comune di Çanakkale.La cerimonia di premiazione avverrà il 17 agosto all’interno della suggestiva area archeologica di Troia, sito UNESCO dal 1998.L’amministrazione di Çanakkale ha chiesto all’Associazione Tyrrhenum di promuovere l’iniziativa anche a Pomezia e in Italia, per cementare i rapporti di amicizia condividendo idee e creatività. È possibile presentare il proprio progetto entro venerdì 31 maggio 2019.

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Concorso per ds, Eurosofia accompagna gli ammessi all’orale per il rush finale

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 aprile 2019

Sono 3.795 i docenti che hanno superato lo scritto e, dopo l’orale, solo 2.900 diventeranno presidi. Il percorso formativo di Eurosofia ha permesso a un corsista su tre di accedere alla prova finale. In vista del colloquio 60 incontri di Eurosofia in 15 città, entro il 5 aprile le iscrizioni. Il 3 aprile webinar gratuito.
“Facciamo le congratulazioni ai concorrenti che hanno superato il primo step di questo concorso”, sottolinea Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief, che invita anche ad affidarsi alla formazione di Eurosofia, in vista dell’esame finale; formazione fin qui vincente: un corsista su 3, infatti, ha superato la prova scritta, grazie alla competenza del team di formatori e alla modalità di svolgimento del corso (online + webinar e in presenza).L’iter degli orali inizierà a maggio e si protrarrà fino a giugno, così da non intralciare l’eventuale attività dei candidati legata agli Esami di Stato. Il colloquio consiste tra l’altro nello studio di un caso, in cui il candidato sarà messo alla prova circa la risoluzione di situazioni problematiche. La prova consisterà anche in una verifica della conoscenza degli strumenti informatici e delle tecnologie della comunicazione utilizzate nelle istituzioni scolastiche; una verifica della conoscenza della lingua straniera scelta tra francese, inglese, tedesco e spagnolo al livello B2 del CEF, con una conversazione nella lingua prescelta e la lettura e traduzione di un testo indicato dalla commissione.
Eurosofia, in collaborazione con Anief e Udir, avvalendosi del prezioso contributo del professore Rosario Leone, organizzerà un webinar gratuito “Concorso Dirigente prova orale. Per un colloquio di successo”, il 3 aprile, dalle ore 15 alle ore 17, nel corso del quale saranno analizzati alcuni casi-studio, tra i più comuni e maggiormente rilevanti per un DS e inoltre saranno fornite le risoluzioni più efficaci e le indicazioni per un colloquio di successo. Eurosofia ha poi programmato 60 incontri in 15 città italiane, due incontri a settimana, durante la seconda e la terza settimana di aprile, per un totale di 8 ore. I percorsi intensivi sono rivolti a gruppi ristretti di corsisti, in modo da consentire al formatore di supportare con particolare attenzione ogni candidato, nell’analisi e risoluzione dei casi, affinché siano acquisite le necessarie competenze tecnico-pratiche e strategie di problem solving per superare l’orale. Il percorso strutturato dal team di Eurosofia ha un costo di 250 euro; i soci Anief pagheranno invece 200 euro, ed è comunque prevista la possibilità di associarsi all’Anief al momento dell’iscrizione. È possibile iscriversi sul sito di Eurosofia ed è necessario farlo entro il 5 aprile. Da agosto i vincitori del concorso DS potranno partecipare gratuitamente al percorso di training “Io dirigente, i miei primi 30 giorni”, su tutti gli adempimenti funzionali all’attività.
Per una consulenza è possibile contattare la segreteria di Eurosofia ai numeri 091-7098311/357

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Scuola: Concorsi docenti, procedure lente e mancate assunzioni vincitori: lo dice la sequenza storica

Posted by fidest press agency su sabato, 23 marzo 2019

La lentezza dei concorsi per docenti e la mancata immissione in ruolo di tutti i vincitori e idonei sono caratteristiche della scuola pubblica italiana: la conferma arriva dalla serie storica delle procedure concorsuali degli ultimi anni. Questo significa che il concorso per la scuola secondaria che il Miur ha promesso di bandire entro il 2019, solo nella migliore delle ipotesi, porterà i vincitori in cattedra nell’estate del 2020. Intanto, ha del paradossale quanto accaduto in alcune regioni con i concorsi passati: per il concorso del 2016 migliaia i candidati docenti rischiano di rimanere al palo, pur avendo regolarmente partecipato e superato le prove, preselettive e selettive, scritte e orali. Il caso della Sicilia: alla primaria, a distanza di tre anni oltre 500 aspiranti maestri si sono ritrovati per “un errore dell’algoritmo” senza “un posto di lavoro”; per la scuola dell’infanzia rimangono da assumere oltre 300 docenti risultati vincitori e idonei. Se non subentreranno delle deroghe, considerando che in media ogni estate si procede a non oltre 20-30 immissioni in ruolo, dal 1° settembre 2019 decadrà la loro posizione. Marcello Pacifico (Anief): L’unica via d’uscita da questo ginepraio non può che essere la riapertura immediata delle GaE e il ritorno al doppio canale puro. Nella fattispecie, però, abbiamo anche attivato ricorsi al giudice del lavoro, in modo da ottenere le stabilizzazioni mancate. La serie storica degli ultimi concorsi non lascia spazio a dubbi: le procedure in Italia sono lente e non garantiscono le immissioni in ruolo di vincitori e idonei. L’ultimo esempio, scrive Orizzonte Scuola, è quello del “DL 59/2017 targato PD aperto solo ai docenti abilitati. Bandito con DDG del 1° febbraio 2018, consisteva in un’unica prova orale. Nonostante la semplicità della procedura, in alcune regioni non è ancora concluso”. Poi abbiamo il concorso del 2016, “anche questo aperto solo ai docenti abilitati, bandito nel febbraio del 2016. Prevedeva prova scritta e orale. Poche regioni hanno concluso in tempo per le immissioni in ruolo 2016/17, tantissime hanno rinviato la graduatoria all’anno successivo”. Per quel che riguarda il concorso del 2012, bandito con DDG n. 82 del 24 settembre 2012, questo “prevedeva la prova preselettiva (svolta a dicembre), prova scritta e prova orale. Solo in questo caso la maggior parte delle regioni concluse in tempo le operazioni in vista delle immissioni in ruolo”. Veniamo dunque ai nostri giorni, al concorso della scuola secondaria 2019: “al permanere delle medesime condizioni (i commissari non usufruiscono di alcun esonero) i tempi del prossimo concorso devono essere ampiamente calcolati se l’obiettivo è quello delle assunzioni del 2020/21”, rimarca la rivista specializzata. “E tuttavia a nostro parere solo dopo le immissioni in ruolo dell’estate 2019 si potrà avere una visione dettagliata dei posti vuoti per regione e classe di concorso. Nello stesso tempo bisognerà considerare che i corsi per acquisire la specializzazione sostegno in partenza nei prossimi mesi si concluderanno non prima di marzo 2020”. “Si dovrà dunque tenere conto – conclude Orizzonte Scuola – di bandire il concorso su posti effettivamente vacanti; organizzare la procedura in modo tale da completarla in tempo per le assunzioni 2020; prevedere la riserva per la partecipazione al concorso su posti di sostegno dei docenti impegnati nel corso di specializzazione TFA sostegno IV ciclo; prevedere eventuali intoppi nella procedura dovuti alla difficoltà di reperimento delle commissioni che non possono usufruire degli esoneri”.

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Scuola – Concorso DS: un candidato su 8 sceglie “Diventare dirigente”

Posted by fidest press agency su martedì, 19 marzo 2019

Grande successo per i seminari “Diventare dirigente” organizzati da Eurosofia, in collaborazione con Anief e Udir, alla presenza di dirigenti esperti qualificati dall’amministrazione scolastica. Una partecipazione massiccia ha travolto i formatori: un candidato su 8 ha infatti deciso di affidarsi a Eurosofia per superare il colloquio della prova orale. Domani l’incontro avrà luogo a Padova, mentre lunedì sarà la volta di Perugia e Roma. Per rimanere aggiornato e prendere visione del calendario con i prossimi eventi, clicca qui.Successo enorme per “Diventare dirigente”, il percorso di formazione riservato agli aspiranti dirigenti scolastici promosso da Eurosofia, ente di formazione accreditato al MIUR ai sensi della direttiva 170/2016, insieme con Anief ed Udir. I seminari toccheranno tutta l’Italia, attraverso incontri informativi gratuiti: “Diventare dirigenti. Dalla gestione del colloquio alla governance della scuola” ha lo scopo di supportare gli aspiranti DS che devono affrontare il colloquio e approfondisce i temi delle aree del concorso attraverso l’analisi di casi professionali. I workshop formativi gratuiti si stanno svolgendo nel mese di marzo, con una durata di 4 ore ciascuno, dalle ore 14.30 alle ore 18.30: clicca qui per conoscere le date e le città in cui giungeranno.
Gli argomenti che sono oggetto degli incontri sono: analisi e risoluzione di un caso per affrontare e superare il colloquio; normativa, regolamento di contabilità, CCNL dei dirigenti; spazio di confronto con i relatori; presentazione del corso “Il metodo dei casi – conquista il tuo successo” e presentazione del percorso gratuito training “Io Dirigente, i miei primi 30 giorni” (a partire da agosto 2019).Il programma e i materiali didattici sono stati predisposti da un team di formatori competenti e qualificati, composto da DS in servizio e quiescenza, DSGA, provveditori e funzionari dell’amministrazione. I seminari gratuiti hanno posti limitati ed è necessario prenotare la propria partecipazione inviando un’email a segreteria@eurosofia.it indicando: nome, cognome, numero telefonico, indirizzo mail, sede di preferenza.Durante ogni workshop, i soli partecipanti registrati riceveranno in omaggio il Manuale di preparazione al superamento della prova orale pubblicato da Simone Editore, curato dalla dott.ssa Annamaria Di Nocera già dirigente scolastico, attualmente componente del Nucleo USR Campania, contenente oltre 300 domande, casi risolti, lingua inglese e informatica.Inoltre, i vincitori del concorso DS potranno partecipare gratuitamente, ad agosto 2019, al percorso di trainingper i dirigenti neoassunti su tutti gli adempimenti “Io dirigente, i miei primi 30 giorni”. Per avere maggiori informazioni è sufficiente contattare 091-7098311/357

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Scuola – Concorso primaria 2016: in Sicilia 526 vincitori ad un passo dall’addio al posto fisso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 febbraio 2019

Ancora poche settimane per sperare: il tempo di definire i nuovi organici del personale. Poi, per 526 vincitori del concorso a cattedra in Sicilia per la scuola primaria, voluto dalla Buona Scuola renziana, non ci saranno più speranze: la loro immissione in ruolo svanirà nel nulla. La graduatoria delle procedure concorsuali per complessivi 17.299 posti nella scuola primaria, come previsto dal decreto Miur del 23 febbraio 2016, vale infatti solo per un triennio e dal 1° settembre 2019 verrà cancellata. Marcello Pacifico (Anief): Ecco come si allarga la rosa dei docenti-nonni dal precariato infinito. Questi docenti, dopo essersi abilitati all’insegnamento e aver superato più prove concorsuali, hanno pieno diritto all’assunzione a tempo indeterminato. Per questo abbiamo attivato specifici ricorsi al giudice del lavoro.

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Scuola: Concorso Dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 febbraio 2019

Accolte le richieste di Udir di semplificare la nuova procedura per chi supera le prove. Il giovane sindacato nei prossimi giorni pubblicherà le date degli incontri regionali gratuiti per superare l’orale e diventare dirigente. Sì della Camera alla legge di conversione del Decreto Legge semplificazioni, n. 135/2018, e approvazione in via definitiva del provvedimento nel testo licenziato con modificazioni dal Senato. Non ha subito modificazioni, rispetto al testo iniziale, l’art. 10, che prevede la conclusione del concorso per dirigenti scolastici con la prova orale, cassando la fase successiva della formazione e tirocinio, già prevista dal bando. Così facendo l’iter del concorso potrà arrestarsi in tempo utile per le nomine dei vincitori al 1° settembre 2019. Udir, che aveva presentato specifici emendamenti in audizione al Senato, plaude al testo della maggioranza giallo-verde.

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Scuola: Settimana decisiva in Senato per risolvere il contenzioso pendente presso la Consulta

Posted by fidest press agency su domenica, 27 gennaio 2019

Rispetto al testo approvato nell’emendamento presentato dai relatori sulla partecipazione al prossimo concorso di chi ha svolto la funzione di DS per due anni, l’opposizione (i senatori Roberto Berardi, Luigi Vitali, Antonio Iannone, Dario Damiani, Loredana De Petris, Vasco Errani, Pietro Grasso, Francesco Laforgia, Marco Marsilio, Alessandrina Lonardo) e la maggioranza (i senatori Alessandra Maiorino, Michela Montevecchi, Agnese Gallicchio, Marco Pellegrini) ripresentano in aula gli emendamenti Udir per la partecipazione dei ricorrenti 2011 a un nuovo corso riservato, e quelli per la semplificazione del lavoro delle segreterie sull’utilizzo delle risorse residue rimaste alle scuola, sulla sicurezza e la responsabilità dei dirigenti scolastici e sulla valutazione.
Prevista per domani 28 gennaio 2019, in seduta plenaria al Parlamento, la discussione per la conversione in legge del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione, Atto del Senato n. 989.
Il testo originario presenta una necessaria quanto importante, all’articolo 10 del DL 135/18, semplificazione amministrativa in materia di reclutamento dei dirigenti scolastici: dal corso-concorso si passa al concorso con l’assunzione di gran parte dei primi vincitori dal 1 settembre prossimo, con un certo risparmio determinato dalla soppressione del corso di formazione, originariamente previsto, e dal semiesonero per la formazione per i candidati ammessi. Inoltre, viene previsto anche l’aumento del numero dei vincitori, in quanto l’articolo 29 del Testo Unico del pubblico impiego dispone l’ammissione di un numero superiore del 20% rispetto ai posti in bando, ferme restando le facoltà assunzionali. Il risparmio ammonta a 8,26 milioni di euro previsti per il semiesonero per il biennio 2018-2019 che confluiscono nel fondo di cui all’art. 1, comma 202, legge 107/2015, rimanendo a disposizione per le assunzioni del personale della scuola.
ll modello del corso-concorso così delineato si sostanzia, secondo il Governo, di una procedura estremamente lunga e complessa, inidonea, in prima applicazione, a sopperire alle criticità organizzative delle istituzioni scolastiche. Nell’anno scolastico 2018/19 sono 1.536 i posti di dirigente scolastico vacanti e disponibili. Nel 2017/18, le reggenze assegnate sono state 1.748, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali.Nell’ottica di accelerare, in prima applicazione, lo svolgimento della procedura per il reclutamento dei dirigenti scolastici, che se svolta secondo quanto previsto renderebbe impossibile le immissioni in ruolo a decorrere dal 2019/2020, e dunque nel preminente interesse della funzionalità del sistema scolastico, si propone la modifica, per razionalizzare il procedimento.
Suscita perplessità per la difficile interpretazione la norma proposta nell’emendamento 10.500 sul nuovo concorso da bandire a conclusione della procedura in corso: “nell’ambito del primo concorso bandito successivamente al 1º gennaio 2019, è assicurato un punteggio aggiuntivo, in sede di valutazione dei titoli, a tutti i concorrenti cui sia stata conferita, per almeno due interi anni scolastici, la qualifica di dirigente scolastico, e che abbiano svolto le relative funzioni, senza essere mai stati valutati negativamente. I predetti soggetti sono ammessi direttamente alle prove scritte del concorso di cui al precedente periodo. A coloro tra i medesimi soggetti che abbiano, altresì, superato tutte le prove, sia scritte sia orali, di precedenti concorsi pubblici per dirigenti scolastici, è riservato il 50 per cento dei posti”. Sembrerebbe interessare i presidi incaricati o tutti quegli attuali presidi che potrebbero vedersi annullata la nomina per effetto della propria decisione della Consulta attesa dopo l’udienza del 2 aprile dopo la richiesta del Governo di rinvio della seduta di novembre in attesa delle modifiche che avrebbe apportato alla legge 107/15 scrutinate. A tal proposito niente è stato scritto se non diversi emendamenti dell’opposizione che sanerebbero il contenzioso se recepiti nel maxi emendamento con l’estensione della procedura riservata a tutti i ricorrenti avverso il bando del 2011.

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Dirigenti scolastici, a rischio una presidenza su dieci se non passa un emendamento al decreto semplificazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 gennaio 2019

E’ stato proposto dall’opposizione per via della prossima udienza della Consulta prevista il 2 aprile sulla legittimità del corso concorso che ha immesso in ruolo 500 ddss. Risulta necessario sanare la posizione dei ricorrenti contro le procedure concorsuali del 2011 per diventare capo d’istituto, nell’interesse di risolvere il contenzioso pendente presso il giudice delle leggi. L’unico modo per tutelare le immissioni in ruolo dei presidi assunti non è certo quello di pensare una nuova procedura riservata, magari con accesso diretto all’orale. A questo punto, rimane sempre più in bilico la posizione dei 500 nuovi dirigenti assunti a seguito delle procedure riservate disposte dal D. M. n. 499 del 20 luglio 2015. Marcello Pacifico (Anief-Udir): In questo modo si va a ledere l’uguaglianza di trattamento e si va a complicare ancora di più il già alto numero di istituti senza dirigente scolastico e assegnati in reggenza. Se si vuole evitare il rischio della bocciatura dalla Consulta, l’unica soluzione da attuare rimane l’approvazione degli emendamenti presentati dell’opposizione.
Il Parlamento potrebbe risolvere l’annosa vicenda dei ricorrenti al Concorso 2011 per Dirigente Scolastico, estendendo la procedura riservata, e facendo cadere le differenze di trattamento sancite dalla norma sotto scrutinio: i commi da 87 a 90, che hanno previsto la possibilità solo per alcune categorie di concorrenti delle procedure concorsuali 2004, 2006 e 2011, di partecipare a una procedura riservata. Si chiede, quindi, di non adottare decisioni pilastesche che possano compromettere pure l’assunzione di circa 500 nuovi dirigenti, disposta a seguito delle procedure riservate disposte dal D. M. n. 499 del 20 luglio 2015.Quella strada, decisa durante la precedente legislatura, ha infatti portato ad una palese disparità di trattamento nei confronti dei ricorrenti al bando del 2011 consentendo l’immissione nei ruoli dei dirigenti scolastici, previa procedura riservata, ai soli ricorrenti delle procedure concorsuali 2004 e 2006 e ai quei candidati che pure avevano ottenuto una sentenza favorevole almeno nel primo grado di giudizio alla data di entrata in vigore della legge 107/2015.È possibilista Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e Udir: “Ci aspettiamo che a dirimere la questione, anziché le aule di giustizia, sia il Parlamento, attraverso l’indizione di una soluzione di accesso ai corsi formativi analoga a quella già approvata per rispettare il principio di uguaglianza e salvaguardare realmente la posizione dei presidi già assunti. A questo punto, appare opportuno più che mai approvare gli emendamenti (10.4, 10.10, 10.11, 10.12), come già ribadito, presentati dai senatori dell’opposizione (Forza Italia, Liberi e Uguali, Fratelli d’Italia) Luigi Vitali, Roberto Berardi, Dario Damiani, Alessandrina Lonardo, Loredana De Petris, Vasco Errani, Pietro Grasso, Francesco Laforgia: la loro azione è atta a tutelare la nomina in ruolo dei 500 dirigenti scolastici che hanno superato l’iter concorsuale riservato di cui alla legge 107/2015 e la partecipazione di tutti gli altri ricorrenti avverso il bando del 2011 che si sono rivolti alla Consulta. La soluzione, che metterebbe un freno al potenziale contenzioso, passa per l’approvazione dell’emendamento che ripristinerebbe la giustizia prima del pronunciamento della Consulta tra qualche mese.

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Un bando di concorso per l’assegnazione del premio “Tesi di Laurea MdM Award”

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 gennaio 2019

NAPOLI. Un bando di concorso per premiare le due migliori tesi di laurea che hanno hanno come oggetto il tema della Cogenitorialità. L’iniziativa è stata lanciata da MdM – Mantinimento Diretto, Movimento per l’Uguaglianza Genitoriale, sigla impegnata su tutto il territorio nazionale nella promozione e sviluppo della cultura della bigenitorialità. «Lo spirito dell’iniziativa – spiega il professor Amedeo Paulucci, presidente e fondatore del Movimento – è quello di promuovere gli studi sulla cogenitorialità e sull’uguaglianza genitoriale, in un momento storico in cui si sente la necessità di rivedere gli assetti delle famiglie separate alla luce soprattutto delle mutate sensibilità sociali».
«Le separazioni, in Italia come in tutto l’Occidente, sono in continuo aumento – aggiunge Paulucci – Come si sa a pagare le maggiori spese sono i figli, che, stante l’attuale cultura e inclinazione degli operatori del settore (giudici, ctu, assistenti sociali) il giorno dopo la separazione vedono la scomparsa nella loro vita di un genitore che diventa improvvisamente un visitatore. Il concetto oggi dominante vede, dopo la separazione, l’eliminazione di uno dei due genitori dal nucleo familiare. Uno uscirà di casa, uno non potrà più dare cure ed affetto ai propri figli se non in modo sporadico e saltuario, con grave ed oggettivo danno per la crescita dei bambini». «In questi ultimi mesi – dichiara il presidente di Mdm – molto si discute sul disegno di legge che vuole riformare la normativa vigente in tema di affidamento condiviso.
La nostra sigla è attiva nel supportare tale progetto di legge, ma ritiene che sia indispensabile un cambio di cultura, una maturazione di tutta la società, sul tema della cogenitorialità dopo la separazione. Garantire ai figli di coppie separate la necessaria stabilità affettiva, molto più importante di quelle logistica»

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I nuovi manuali per il concorso a cattedra

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

Sono in libreria i primi tre manuali per i concorsi a cattedra 2019. Li pubblica Scholé, marchio dell’editrice Morcelliana dedicato alla didattica ed alla pedagogia e sempre più apprezzato nel mondo della scuola. I volumi (Scuola dell’infanzia, Scuola primaria, Sostegno), realizzati da noti specialisti, si contraddistinguono per la loro affidabilità e completezza, costituendo un valido aiuto nella preparazione alle prove. Paola Amarelli, Mario Falanga, Michele Falco, Alessandro Sacchella sono gli autori del Manuale per il concorso a cattedra 2019. Scuola primaria (pp. 304, euro 23) e del Manuale per il concorso a cattedra 2019. Scuola dell’Infanzia” (pp. 336, euro 23). Entrambi presentano tutti i temi previsti dal bando ed esercitazioni per la prova orale, nella quale il candidato dovrà presentare alla commissione la progettazione di un’attività didattica, illustrando e motivando le scelte compiute. I testi sono articolati in due parti, una più operativa e una più teorica. Nella prima: come prepararsi alla prova concorsuale; presentazione di attività didattiche con relative scelte contenutistiche e metodologiche; domande guida per costruire un’attività didattica. Nella seconda, per ogni argomento si forniscono: la definizione, una breve argomentazione, i riferimenti teorici e normativi; una mappa con i concetti chiave; una bibliografia ragionata. Diversi i temi affrontati dal manuale per la scuola primaria: le caratteristiche e dinamiche del contesto di sviluppo e apprendimento; l’autonomia scolastica; la governance e il funzionamento amministrativo; l’organizzazione della scuola primaria; l’ordinamento scolastico – la scuola primaria e indicazioni nazionali; la professionalità docente. Questi invece i nodi teorici del testo pensato per la prova concorsuale relativa alla scuola dell’infanzia: bambini, bambine, famiglie e contesti di sviluppo e apprendimento; autonomia scolastica; indicazioni nazionali: curricolo e progettazione; organizzazione della scuola dell’infanzia; le tecnologie nella didattica; la professionalità docente; le lingue comunitarie (inglese, francese e spagnolo).Completano i manuali agili esercitazioni nelle lingue comunitarie richieste. Luigi d’Alonzo è invece autore del Manuale concorso a cattedre 2019. Sostegno (euro 25, p. 288), uno strumento utilissimo per la preparazione alla prova, con una sintesi di legislazione e normativa scolastica, una presentazione del sistema educativo di istruzione e formazione, l’esame delle problematiche educative e didattiche più significative per la scuola di oggi. Il volume contiene anche una ricognizione sui nodi della didattica in aula e un quadro completo delle questioni che caratterizzano l’insegnamento con persone con disabilità: la pedagogia speciale, la didattica per gli allievi con Bisogni Educativi Speciali, la gestione del soggetto problematico, la didattica speciale inclusiva.

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