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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘concreti’

Ad Amatrice con aiuti concreti

Posted by fidest press agency su domenica, 27 agosto 2017

amatrice3WeWorld, Organizzazione non Governativa che da quasi vent’anni si occupa di difendere i diritti delle donne e dei bambini in Italia e nel mondo, a un anno dal terremoto che ha sconvolto il centro Italia e le cittadine di Amatrice e Accumoli, fa il punto della situazione.Nella città di Amatrice WeWorld Onlus ha dato vita al progetto “Aiuto diretto” per fornire un contributo in denaro che consentisse alle persone la ripresa di attività sociali ed economiche, in modo da accelerare, per quanto possibile, il ritorno alla normalità. Una forma di sostegno innovativa che dà fiducia e responsabilizza le persone.“260.000 euro di donazioni, 120 beneficiari diretti e 200 indiretti: sono questi i numeri dell’azione messa in campo da WeWorld già all’indomani del terremoto” – ha dichiarato Marco Chiesara, Presidente WeWorld Onlus – “chiunque sia stato colpito dal sisma vuole tornare nel minor tempo possibile a una vita normale; per questo abbiamo deciso di ascoltare e lavorare al fianco dei cittadini di Amatrice”. Un’auto, un pc, un telaio, una ricamatrice e corsi di perfezionamento: gli aiuti forniti da WeWorld Onlus sono risultati essenziali in un panorama ancora difficile per tutti i Comuni colpiti dal terremoto. Strumenti utili per ripartire e riprendere le attività economiche, sociali e lavorative.
“Sono ancora 2,3 milioni le tonnellate di macerie che invadono le strade di Amatrice e Accumuli – ha dichiarato Marco Chiesara – vi sono ritardi nell’assegnazione delle unità abitative, nella valutazione dello stato degli immobili, mentre i piani commerciali, che stentano a decollare, rallentano inevitabilmente la ricostruzione, ma nelle persone raggiunte dall’Aiuto Diretto di WeWorld Onlus abbiamo visto la voglia di tornare a progettare e sperare in un futuro più sereno”.

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La questione Fiat

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 settembre 2010

Maurizio Zipponi su Italia dei Valori scrive: “La questione Fiat è prepotentemente all’ordine del giorno in Italia. Dalla vicenda di Pomigliano (rinuncia ai diritti dei lavoratori in cambio di investimenti) a quella di Melfi (tre licenziati per aver svolto lo sciopero) all’uscita dal Gruppo Fiat di Iveco (camion) e CNH (macchina movimento erra), si pone una sola domanda: cosa sta accadendo davvero in Fiat? In Europa abbiamo un esempio di come si può rispondere alla crisi con risultati concreti ed è la Germania. Lì, il consenso dei lavoratori, del sindacato ed il valore determinante del voto dei lavoratori sui contratti nazionali e non certo la sola firma dei sindacalisti sono le carte vincenti. E’ da ultima la notizia dell’interesse della  Volkswagen per l’Alfa Romeo dopo aver acquisito la Porsche. La politica nel settore dell’auto tedesca ha permesso di non abbassare i salari e i diritti dei lavoratori. Esattamente il contrario di quanto sta accadendo in Italia, dove il Governo, invece di essere luogo di soluzione del conflitto si è trasformato nello zerbino della Fiat soffiando sul fuoco degli accordi separati e della divisione dei lavoratori con lo splendido risultato di mantenere l’Italia in uno stato di blocco economico sostanziale mentre altri Paesi stanno reagendo con più efficacia. Ecco che la Fiat in questa situazione di stallo decide la mossa: licenzia e reprime per ricontrattare con lo Stato italiano ed il nostro sistema bancario risorse e condizioni di cui ha impellente bisogno perché le difficoltà sono ben più grandi di quelle sin qui dichiarate. Sono 4 le questioni che cercano risposte:
1) La Fiat è azionista (25%) della Chrysler americana, la quale deve restituire al Governo Usa il prestito avuto per evitare il fallimento. La Fiat deve crescere (35%) la propria partecipazione
azionaria in Chrysler parallelamente alla restituzione del debito e può arrivare fino al 51%. La Chrysler non sta perdendo come nel passato ma non ha certo gli utili necessari per coprire il prestito, quindi agli azionisti servono soldi, alla Fiat serviranno soldi. Dove intende reperire questi soldi?
2) La Fiat Group ha un debito molto consistente che regge se il mercato tiene. Il precedente piano finanziario quinquennale prevedeva per il 2009 l’azzeramento del debito che invece è risalito a 4,4
miliardi e quest’anno il debito netto della attività industriali si avvicinerà ai 6 miliardi.
3) La Fiat ha comunicato che intende reperire risorse finanziarie creando una nuova società con Iveco e CNH. Dalle notizie apparse sul Sole 24 Ore recentemente, su questa società si caricherebbe il 60% dell’attuale debito del gruppo con la conseguenza che i risultati di Iveco dovrebbero coprire gli interessi sul debito riducendo le capacità di investimento. La questione è una sola: quanti danari la Fiat intende mettere a disposizione per l’Iveco e CNH?
4) La Fiat ha comunicato che la 500 elettrica verrà prodotta negli Usa, che nuovi modelli verranno prodotti in Serbia mantenendo lo stabilimento polacco. Quindi l’asse industriale sarà Usa-Brasile ed Europa dell’est, tanto è vero che ha deciso di chiudere nel 2011 lo stabilimento italiano di Termini Imerese senza porsi nemmeno il problema dell’alternativa. In Italia il mercato dell’auto vale oltre 2 milioni di auto vendute ogni anno, la Fiat produce in Italia 650mila auto mentre in Germania,
Francia e Giappone la produzione di auto è superiore al proprio mercato.
La novità di oggi è che si discute comunque di risorse nazionali, siano esse pubbliche o del sistema bancario, per progetti che non riguardano il nostro Paese mettendo a rischio anche quegli stabilimenti che vanno bene come l’Iveco e CNH. Il risultato sarebbe quello di drenare risorse per la Fiat a scapito della Piccola e Media Impresa che al contrario dovrebbe avere più accesso al credito e meno burocrazia. Ecco perché parlare di Fiat ancora una volta significa parlare del futuro del nostro Paese e cioè dell’impresa che non può essere assistita come nel passato e del lavoro per le nuove generazioni”. (in sintesi)

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Per il miglioramento del servizio taxi a Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2009

Il Campidoglio è in questi giorni impegnato nello studio delle nuove proposte dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del comune di Roma per il miglioramento del servizio taxi. Tra le ipotesi del progetto vi sono le tariffe fisse per percorsi prestabiliti sia per i classici siti turistici presenti all’interno del centro capitoli, sia per destinazioni di forte impatto sociale come l’università Tor Vergata; una maggiore trasparenza per i costi; e una migliore gestione dei turni di lavoro. “Ogni provvedimento preso per favorire il cittadino è ovviamente positivo, – commenta il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori Oscar Tortosa – ma già negli anni scorsi numerose proposte di simile stampo si sono accumulate senza diventare concreti rimedi per gli annosi problemi. Ritengo che tali iniziative siano interessanti, ma è doveroso vigilare – continua l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – sulle conseguenze che possono scaturire, come per esempio la consegna di ulteriori licenze per auto pubbliche in una realtà ormai satura”. E conclude: ”Ricordo che già Veltroni, durante i suoi mandati, concesse licenze speciali per mezzi che con il tempo sono diventati taxi comuni”.

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