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GreenVulcano: 2021 anno della mobilità condivisa

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2020

Con oltre 100 dipendenti, sedi a Roma, Milano, Napoli e Boston, ed un’esperienza consolidata in 20 anni di attività, GreenVulcano traccia ora un bilancio della situazione italiana, sottolineando come la rivoluzione della sharing mobility è in atto con numeri in linea con i migliori trend mondiali.«Oggi si contano 12 mila automobili, 3.000 scooter e 36 mila biciclette in sharing, per complessivi 50 milioni di spostamenti che saranno compiuti entro quest’anno —il 52% in più rispetto al 2018— con un’offerta che si fa sempre più verde, grazie all’aumento dei mezzi elettrici (oggi al 48% della flotta totale) e di veicoli sempre più leggeri e meno ingombranti» precisano gli esperti di GreenVulcano.«L’obiettivo è ora portare in tutte le città italiane una nuova mobilità altamente tecnologica, ecologica e conveniente, a misura di cittadino ed a basso impatto ambientale» puntualizza Ciro Romano, co-fondatore e ceo di GreenVulcano.E certo è che il modo di muoversi in città sta cambiando anche grazie alle tecnologie made in Italy. Tra i clienti di di GreenVulcano vi sono colossi mondiali come ALD Automotive, del Gruppo Société Générale, leader nel settore del noleggio a lungo termine in oltre 42 Paesi. E anche The Hurry, nella stessa nicchia di mercato.E poi ancora, in altri ambiti della mobilità, GreenVulcano collabora con i suoi algoritmi con società come Octo Telematics —attivo in Italia ma soprattutto negli Usa— i cui servizi, basati su tecnologie create ad hoc da GreenVulcano, vengono poi acquistati dalle grandi compagnie assicurative per la definizione del rischio associato al guidatore.«Ed aiutiamo anche i conducenti dei tir in ben 96 Paesi a tornare a casa sani e salvi ogni giorno» commentano i responsabili di GreenVulcano. Tra i clienti figura infatti anche eDrivingSM —società leader particolarmente negli Usa e nel Regno Unito— la cui mission è proprio quella di aiutare oltre un milione di autotrasportatori a ridurre le collisioni. Il cuore del sistema è l’Intelligenza Artificiale e si chiama «Gaia». È l’ultima evoluzione dell’«enterprise service bus» (ESB) open source ideato da GreenVulcano per andare oltre il tradizionale approccio su architettura SOA, interpretando in modo innovativo l’«enterprise application integration» (EAI).«Nella nostra ultima versione abbiamo lavorato sulla miniaturizzazione del prodotto per poterlo usare nei contesti cloud su architetture a microservizi. Ma c’è molto altro ancora nella roadmap di Gaia. Ad esempio la disponibilità del prodotto come “iPaaS”, con un modello di erogazione del servizio pay-per-use» conclude il co-fondatore e ceo di GreenVulcano. (www.greenvulcano.com)

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Migranti: Necessaria strategia condivisa

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 agosto 2016

fuga migranti2“L’immigrazione resta un problema che assume di volta in volta sfaccettature diverse, che ci chiedono di rimanere attenti nel cogliere i segni del cambiamento d un fenomeno che non accetta a diminuire. Ora tocca alla Lombardia stare sotto la lente di ingrandimento e la lotta al terrorismo ha richiesto ad Angelino Alfano misure decisamente eccezionali, a cui non eravamo abituati: la task force dedicata alla nostra sicurezza è stata di quasi 50.000 persone . Ha fatto impressione vedere i soldati sulla spiaggia per tutelare i bagnanti; arrivare in stazione, a me è capitato a Como, e vedere le forze dell’ordine impiegate per controllare arrivi e partenze dà nello stesso tempo sicurezza e timore; gli sbarchi sulle coste del sud hanno confermato che non solo sono in arrivo nuove ondate di profughi, ma che tra questi potrebbero nascondersi terroristi ed attivisti della guerra. Un clima indubbiamente complicato che ha fatto di questa vacanza un continuo alternarsi di stati d’animo diversi.”
Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare che continua: “ Ma se Alfano è apparso varie volte in tv per rassicurare e raccontare i risultati positivi ottenuti dalla stretta collaborazione tra i Servizi e le forze dell’Ordine, il ministro degli Esteri è stato assai più teso e drammatico nelle sue affermazioni, rivelando qualcosa che è tra i peggiori timori degli Italiani: l’Europa ci sta lasciando soli. Ancora una volta sembra che il problema dei rifugiati, con il rischio del terrorismo collegato, sia un fatto puramente nazionale, a cui ogni paese deve far fronte da solo. L’estate che volte al termine ripropone l’urgenza di una strategia condivisa,non solo per l’accoglienza dei migliaia di rifugiati, ma anche per la sicurezza di milioni di cittadini europei. Sono due facce di una stessa medaglia: l’umanità del farsi carico degli stranieri in condizioni desolate e la responsabilità di rispondere al proprio paese, che prevede un autunno caldo sotto fronti molto diversi, “conclude la Binetti.

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Giornata di preghiera condivisa tra cattolici e mussulmani

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 agosto 2016

vaticano“Sembra aver messo sotto gli occhi di tutti una verità fondamentale: è possibile pregare insieme ed è altrettanto possibile condividere i valori più alti, come la pace, il dialogo e la solidarietà. Si può convivere con le proprie specificità culturali, senza interferire con gli stili di vita degli altri, purchè però all’interno di ogni gruppo, di ogni etnia e religione ci sia una larga intesa su quali siano le condizioni necessarie per garantire il rispetto reciproco e assicurare a tutti qualità di vita e dignità personale. Oggi questa grande illusione è sembrata possibile: il terrorismo è apparso a tutti come la più grande debolezza dell’uomo, che ricorre alla violenza quando non ha argomenti per esprimere e difendere le proprie idee”. Lo dichiara l’on. di Area popolare Paola Binetti ”Il No al terrorismo è stato corale e ha attraversato tutta l’Europa, dalla Francia alla Polonia, dal Nord al Sud. Dal Papa al parroco delle chiese più piccole del Paese; dai personaggi pubblici che ricoprono cariche istituzionali di altissimo profilo ai giovani della GMG; dagli imam delle grandi moschee ai giovani mussulmani mescolati con la folla di coetanei che vivono in piccole e grandi città. E’ stata una gioia per gli occhi e un’occasione di ringraziamento per il servizio pubblico delle tante TV, compresa TV 2000, che hanno fatto sentire ininterrottamente una voce

la Moschea di Forte Antenne, Roma

la Moschea di Forte Antenne, Roma

di pace e di speranza almeno in questi giorni. La condanna del terrorismo – spiega Binetti – è stata netta e nessuna simpatia ha accompagnato i diversi servizi, nessuna compiacenza verso gesti di assoluta crudeltà umana. Nessun terrorista, reale o virtuale, può aver pensato che tra le tante persona in giro qualcuno avrebbe potuto schierarsi dalla sua parte e dargli il benché minimo aiuto. Tagliare l’erba sotto i piedi dei sedicenti rivoluzionari, staccare i collegamenti su cui fanno conto, a cominciare da quelli economico-finanziari, sottrarre loro la simpatia della gente, smontare il loro complesso di eroi da fumetto, di personaggi da film. Ricondurli ad uno schema di pura violenza che può essere solo stigmatizzato, condannato e severamente punito. Oggi – conclude Binetti – i servizi televisivi, la stampa, sono stati tutti sincronizzati su questa linea e sarà la nostra unità tra cattolici, tra cattolici e mussulmani, tra mussulmani stessi che ci permetterà di vincere la guerra a pezzetti di cui parla Papa Francesco. Domani sarà un altro giorno ma chissà che non abbiamo imparato tutti qualcosa di più e si possa continuare a sperare”.

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Papa Francesco (che Dio lo protegga) ultima spiaggia del cattolicesimo

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 agosto 2015

papa francescoDa più parti mi giunge l’eco di una affermazione che appare perentoria, che non offre alternative, ma indica una strada come la sola percorribile. Il riferimento è alla incoerenza che ha frustrato l’andazzo del Vaticano, lasciando il mondo dei fedeli abbandonato a se stesso, in nome e per conto di una prassi non condivisa. L’affermazione che oggi si ripete come una eco non più lontana , e, quindi, capace di restituire speranze perdute; l’affermazione riguarda Papa Francesco, identificato come l’ultima spiaggia per restituire al cattolicesimo cristiano i principi che Cristo santificò nel “Non praevalebunt”. Gli accadimenti di questi giorni hanno risvegliato sopite memorie, che si levano come montagne che hanno ostacolato l’agilità del cammino. In molti abbiamo scritto, senza riuscire e dire qualcosa di nuovo, aperto alla speranza. Il funerale del boss, mitico “re di Roma”, ha dimostrato tangibilmente l’impotenza del potere costituito, vuoi che sia potere laico o che sia potere confessionale. Si è aperta una silenziosa battaglia nella quale ha vinto l’impossibile, lasciando il possibile e il doveroso all’ombra delle incertezze.
Così ci è tornato in mente il funerale di De Pedis e la successiva sepoltura nella Basilica di Sant’Apollinare, come se si trattare di un principe della Chiesa o del sovrano unico e assoluto dello Stato Città del Vaticano. Ci siamo ricordati del respingimento della salma di Piergiorgio Guelby, a cui vennero si opposte le porte sbarrate,della Chiesa di Don Bosco, dove i familiari volevano celebrare il funerale, “per un ordine arrivato dall’alto” (così affermò il parroco di allora). Nelle incertezze accadute, non comprese dal mondo cattolico, emerse solo la figura di Ratzinger, che riuscì a farsi eleggere pontefice “cui sibi nomen imposuit Benedictus vigesimus sextus”. Già da cardinale Ratzinger anticipò i peggiori errori compiuti da un pontefice (in)felicemente regnante, al punto da diventare, allora solo cardinale, destinatario di una indagine penale da parte di una corte americana del Texas, per ostacolo alla giustizia, con quella lettera, “crimen sollicitationis”, rivolta ai vescovi americani, nella quale imponeva un silenzio omertoso nei casi di pedofilia, da considerarsi un peccato da trattare nel segreto delle sacrestie, eliminando il reato penale con vittime che dovevano accettare l’omertà, pena la scomunica.
Quando dovette affrontare una visita pastorale negli USA, Ratzinger, temendo i rigori della legge penale americana, incontrò il presidente G.W. Bush in Vaticano e nella riservatezza di quella “scampagnata” nei giradini vaticani, affrontarono il problema, che G.W Bush risolse con molta semplicioneria, riconoscendo a Bendetto XVI l’immunità, in quanto capo di Stato in carica, mortificando l’affermazione di Cristo “Il mio regno non è di questo mondo”.
Non fu che uno dei gesti e atti che lasciarono perplessi i cattolici cristiani, ma non fu il solo. Ebbe il sopravvento sulla modestia che dovrebbe illuminare i gesti del Vaticano, specialmente nei suoi vertici massimi, quel battesimo in mondo visione la notte che ricordava al mondo cattolico la Resurrezione di Cristo, con Magdi Allam primo attore e Benedetto XVI, spalla di secondo piano, e l’on. Lupi, parlamentare berlusconiano,testimone, padrino del catecumeno, nonchè trait-d’union tra il liberismo berlusconiano e la personalissima teologia di Ratzinger.
Quel battesimo doveva essere, come lo fu, uno schiaffo al mondo musulmano, essendo stato Magdi Allam un apostata, diventato il peggior denigratore e accusatore dell’Islam, come religione della violenza. Ora lo stesso apostata ha lasciato la religione di Cristo, perché non abbastanza nemico dell’Islam, con l’elevazione al trono di Pietro di Mario Bergoglio, “cui sibi nomen imposuit Franciscus”. E’ così che Papa Francesco è visto oggi come l’ultima spiaggia del cattolicesimo cristiano, dopo avere sfiorato, con Ratzinger, un nuovo e definitivo scisma, evitato con le doverose dimissioni di Benedetto XVI, che pure, da “papa emerito”, continua a remare contro, servendosi di quei cardinali da lui stesso elevati alla porpora e inseriti nel sacro Concistoro. Da molte parti mi viene scritto che la Teologia della Liberazione rappresenta il solo possibile futuro della Chiesa, e solo Papa Francesco dispone dell’autorità morale e canonica di operare questa scelta epocale. Noi aspettiamo.
Papa Francesco più volte ha invitato i fedeli a pregare per Lui, segno che comprende il difficile compito che lo attende; noi cattolici, seguaci di quel “manifesto” della più grande rivoluzione sociale cui il mondo abbia assistito con il Discorso della Montagna e le Beatitudini, preghiamo per questo pontefice che la Provvidenza ci ha mandato, ma alle preghiere aggiungiamo un consiglio:“Santità, eviti di sorbire qualsiasi bevanda le venga offerta senza accurate attenzioni… non si sa mai! (Rosario Amico Roxas)

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