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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘condivisione’

GraiesLab, un progetto europeo che nasce dalla condivisione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 novembre 2018

Torino Giovedì 15 novembre a partire dalle 15 a Torino nello spazio eventi Open Incet (2 piano, via Cigna 96\17d) prende il via il progetto GraiesLab, un piano territoriale integrato (Piter), finanziato nell’ambito dei progetti Interreg Alcotra 2014\2020.“GraiesLab” è l’acronimo di “generazioni rurali attive innovanti e solidali”: quattro sono infatti gli assi di progetto, ovvero innovazione, turismo, mobilità sostenibile e servizi socioassistenziali. Rivolto in particolare ai giovani, per offrire occasioni di sviluppo e lavoro a chi vive nei territori marginali del Canavaese, delle Valli di Lanzo, della Valle d’Aosta e della Savoia francese. La parte più innovativa di GraiesLab è il metodo di lavoro, il cosiddetto “living lab”, che parte dall’idea della massima condivisione attiva e costante di tutte le componenti del territorio, dai cittadini alle istituzioni pubbliche, dal mondo della ricerca a quello produttivo. Di come si applica il metodo del living lab al Piter Graies, si parlerà durante l’incontro di giovedì, con la partecipazione, per parte italiana, della consigliera delegata della Città metropolitana di Torino Anna Merlin, e di Csi Piemonte, Atl Turismo Torino e provincia, Confindustria Canavese, Uncem Piemonte; Comitato Unesco Ivrea, Associazione Morus onlusIl piano ha un finanziamento FEsr di oltre 7 milioni di euro e vede la partecipazione di sei soggetti italiani e 4 francesi, per l’esattezza Camera di Commercio di Torino; Federazione Provinciale Coldiretti di Torino; GAL Valli del Canavese; GAL Valli di Lanzo Ceronda Casternone; Unité des Communes valdôtaines Grand-Paradis; Conseil départemental de Savoie; Syndicat Mixte de l’Avant Pays Savoyard; Communauté de communes Coeur de Savoie; PETR Arlysère. Soprattutto coinvolge 146 comuni e per la prima volta, vede Canavese Eporediese e Valli di Lanzo lavorare insieme sui bandi europei.

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“La flat Tax è la nostra idea di sempre, e la Lega l’ha condivisa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

TasseL’obiettivo è di arrivare ad una aliquota unica, nell’arco della legislatura, tra il 15 e il 20%. Meno tasse, meno tasse, meno tasse”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a “Radio Anch’io”, su Radio Uno. “Con la Lega e con gli altri alleati stiamo scrivendo insieme il programma per il centrodestra, sarà un programma ovviamente unitario per una coalizione che si avvia a vincere le prossime elezioni. Meno tasse, più crescita. Da economista ho insegnato a tutti quelli che scrivono sui giornali cose di economia e posso dire che i programmi della mia parte politica, del centrodestra, hanno una certa credibilità. I posti di lavoro, quelli veri, si creano solo se c’è crescita e se la crescita va oltre il 2% del Pil. Sotto il 2% del Pil anche se si creano posti di lavoro non sono posti di lavoro veri, ma drogati da vari incentivi, come hanno fatto Renzi e Gentiloni con il sistema dei bonus, delle detrazioni, degli incentivi, appunto. Finiti gli incentivi finiscono anche i posti di lavoro, e questo è successo. Quindi la prima vera grande ricetta è avere più crescita. Più crescita si ha tagliando le tasse e facendo più investimenti pubblici e privati, questo è il meccanismo economico. Fuori da questa equazione, che noi chiamiamo equazione del benessere, non si va. Tutto il resto sono balle o sono promesse. Noi diciamo che ci vuole più crescita
stabile sopra il 2%, la si può raggiungere riducendo la pressione fiscale, tagliando il cattivo debito e la cattiva spesa pubblica, ed essendo, da questo punto di vista, più credibili in Europa”.

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Imposte sulle società: condivisione obbligatoria dei rendiconti fiscali tra i Paesi membri

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Mag 2016

evasione-fiscale-controlliParlamento europeo. La proposta della Commissione per lo scambio automatico delle informazioni fiscali sulle società tra le autorità fiscali nazionali è stata accolta dal Parlamento giovedì come “un passo positivo nella lotta contro la pianificazione fiscale aggressiva delle imprese”. I deputati chiedono che nel testo siano inserite ulteriori garanzie affinché la concorrenza nel mercato unico non sia falsata da accordi economici nazionali volti a favorire le multinazionali. La relazione redatta da Dariusz Rosati (PPE, PL) è stata approvata con 567 voti a favore, 30 contrari e 53 astenuti. Contiene le raccomandazioni del Parlamento agli Stati membri, che ora dovrebbero esprimersi in maniera unanime per approvare la proposta della Commissione. La proposta obbligherebbe le multinazionali con ricavi totali consolidati pari o superiori a 750 milioni di euro a presentare la rendicontazione Paese per Paese nello Stato membro in cui l’entità madre principale del gruppo è residente a fini fiscali. Tale Stato membro dovrebbe quindi condividere queste informazioni con gli altri Stati membri in cui la società opera. Le informazioni che le società devono fornire comprendono i ricavi, i profitti, le imposte pagate, il capitale, gli utili, i beni materiali e il numero dei dipendenti.”La prima proposta legislativa all’interno del pacchetto anti-evasione della Commissione rappresenta un passo importante nella lotta contro le pratiche fiscali sleali nell’UE. Dovrebbe inoltre migliorare la trasparenza e ridurre la concorrenza fiscale dannosa. Questi obiettivi non possono essere raggiunti individualmente dai singoli Stati membri, ma richiedono un’azione comune. Se ciò dovesse essere effettivamente approvato, la Commissione dovrebbe essere inclusa nello scambio delle informazioni Paese per Paese”, ha dichiarato Rosati.
I deputati sottolineano che la Commissione dovrebbe avere pieno accesso alle informazioni condivise tra le autorità fiscali nazionali, così da poter valutare se le pratiche fiscali siano conformi alle norme comunitarie in materia di aiuti di Stato. Ciò risulta particolarmente importante per le piccole e medie imprese che operano in un solo Paese, così come indicato anche nel testo: “Queste compagnie solitamente versano un’aliquota d’imposta effettiva molto più prossima alle aliquote previste per legge rispetto alle multinazionali. (…) Le imprese operanti su scala nazionali non dovrebbero subire svantaggi a causa delle loro dimensioni o dell’assenza di scambi commerciali transfrontalieri”.La direttiva fisserà scadenze di 12 mesi per la rendicontazione dopo la chiusura fiscale dell’esercizio e ulteriori tre mesi per lo scambio automatico delle informazioni. Al fine di garantire che l’obbligo di rendicontazione sia applicato, il Parlamento chiede che gli Stati membri introducano sanzioni da imporre alle multinazionali che non rispettano gli obblighi. Gli Stati membri hanno concordato la loro posizione in merito alla proposta l’8 marzo scorso, in attesa del parere del Parlamento e dello scioglimento delle riserve dei parlamenti nazionali. Il Consiglio dovrà approvare in modo formale la decisione in una delle sue prossime riunioni.

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La lotta al dolore ancora non è vinta

Posted by fidest press agency su sabato, 26 Mag 2012

L’appello e l’impegno di Gigi Ghirotti è diventato azione, ma molto resta ancora da fare per arrivare ad una cultura nazionale che si esprima in modo concreto e soprattutto omogeneo. Non in tutti gli ospedali il dolore viene misurato e trattato, non tutti gli hospice previsti dal piano nazionale sono operativi, non tutti i malati ricevono terapie adeguate contro il dolore. Perché? Perché il problema resta la cultura. La Giornata del Sollievo ha dunque una funzione fondamentale, perché da undici anni si impegna proprio nella diffusione di una cultura del non-dolore. Tra gli eventi che si svolgono in tutta Italia quest’anno mi fa piacere ci sia anche il concorso “Un ospedale con più sollievo”, per i ragazzi che hanno vissuto o vivono in prima persona una situazione di ospedalizzazione. Sono loro a proporre, a partire dalla loro esperienza personale, strategie per il sollievo dal dolore e dal disagio della vita in ospedale. È interessante che questo tema arrivi anche ai giovani e li coinvolga, perché è un problema sociale: l’atteggiamento di un Paese verso chi soffre è una questione di civiltà. Dobbiamo perseverare nel grande progetto culturale volto a cambiare l’approccio al dolore, a considerarlo un’inutile aggravante delle condizioni cliniche del malato che perciò deve essere evitata.
Il dolore va combattuto con ogni mezzo, dentro e fuori l’ospedale. E vanno sostenute e diffuse tutte le iniziative concrete di aiuto ai malati sofferenti: una di queste è il Centro di ascolto psico-oncologico della Fondazione Ghirotti, che assicura ogni giorno il sostegno e la presa in carico a persone colpite da tumore e ai loro familiari. Il servizio è gratuito e risponde al numero 800301510. È anche grazie a iniziative come queste che si sta instaurando una nuova idea di sanità, basata sulla solidarietà e sulla condivisione della sofferenza, dove il paziente è seguito anche nel percorso più difficile della sua malattia e riceve quell’umanità e disponibilità che lo fanno sentire una persona rispettata, amata e accompagnata in qualunque momento della vita.

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Immigrati: Aree per le tendopoli

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2011

“Contesto il metodo della Regione Piemonte nell’indicare al Ministero dell’Interno le aree per installare tendopoli ed ospitare una concentrazione di migliaia di profughi: un’emergenza umanitaria di questa portata non può essere risolta con scelte tecniche concordate unicamente con la Prefettura, senza nemmeno coinvolgere le otto Province piemontesi che hanno competenza di protezione civile. Serve maggiore serietà e condivisione”. Il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta  oggi ha riunito i capigruppo di maggioranza e minoranza di Palazzo Cisterna per lanciare l’allarme sulle decisioni che la Regione Piemonte sta assumendo “con modalità per nulla concordate o condivise né con le amministrazioni del territorio, nè con le associazioni locali di volontariato, da sempre in grado di gestire con professionalità i temi dell’accoglienza”. “Il presidente Cota  – dice Saitta – spieghi ai piemontesi perché i suoi uffici stanno cercando nel territorio della cintura torinese un’area per stipare 2mila profughi in una tendopoli, quasi fossero in vetrina. Spieghi perché, invece di segnalare al Ministero un’area attrezzata o demaniale meno esposta, ha indicato un vivaio di Grugliasco coltivato da cooperativa sociale davanti ad un centro commerciale. Se lo scopo è scaricare il problema, rischia solo di suscitare timori incontrollati e soprattutto di non trovare collaborazione”.

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L’Unione Africana dribbla incontro londinese

Posted by fidest press agency su martedì, 29 marzo 2011

Libya Baladiyat with former governorates.

Image via Wikipedia

“La posizione dell’Unione Africana non sorprenda: la totale assenza di quell’importantissimo organismo al vertice di Londra ratifica la grande distanza esistente tra Governi Occidentali e UA ed è la conseguenza della mancata condivisione, da parte dei Governi degli Stati d’Africa, della strategia d’attacco in Libia finora portato avanti dall’Occidente. Sia chiaro che la via d’uscita dalla crisi non può realizzarsi, e comunque non sarebbe completa, senza il ripristino delle buone relazioni internazionali tra il resto del mondo e gli Stati Africani”. L’ing. Alfredo Cestari, Presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale-Unioncamere (e Console in Italia della Repubblica Democratica del Congo) dice: “La scelta interventista, assunta tra l’altro ad un ristretto tavolo, trovò sin da subito la ferma opposizione dell’Unione Africana che, intanto, lavorava per una soluzione diplomatica, di natura quindi opposta. Estromettendo l’UA dal merito, l’occidente si avviò sulla tortuosa strada dell’uso delle armi in una vicenda interna ad uno Stato sovrano, azzerando ogni possibilità di costruzione di una alternativa di tipo diplomatico e recidendo ogni possibilità di dialogo mediato con Gheddafi. A conferma del ruolo invece decisivo attribuito e svolto dall’UA, oggi lo stesso leader libico chiaramente chiede all’Occidente di lasciare il campo delle decisioni all’Unione Africana dicendosi pronto a rispettarle, di qualsiasi natura esse dovessero essere”.   Cestari continua: “In costante contatto con i governi Africani e con i sempre più preoccupati imprenditori italiani impegnati in nord Africa e fascia sub sahariana, affermo che l’errore fu fatto a Parigi quando, in buona sostanza, i Governi occidentali chiesero alla Unione Africana se intendesse ratificare la decisione interventista e militarista in precedenza presa (ricordo che mentre il vertice era in corso gli aerei, già da ore, bombardavano in Libia); che l’errore fu fatto in quei giorni dal Governo italiano che non fermò questa deriva interventista assurgendo al ruolo che tutti in Libia gli attribuivano (e probabilmente si aspettavano realizzasse): mediatore tra insorti, governo di Gheddafi e Stati Occidentali. Di fronte ad assolute mancanze di garanzie e di considerazione proprie di un recentissimo passato perché, oggi, l’UA dovrebbe accettare di sedersi al tavolo di Londra?”.   Cestari vede una via d’uscita: “Nonostante gli eventi evolvano rapidamente credo esistano al momento  margini, seppur risicati, di ricucitura: ritengo ancora possibile e sempre più necessario un vertice a Roma tra Italia e Unione Africana, sia per trovare strade alternative alle bombe che per proteggere gli interessi di centinaia di aziende italiane impegnate in Africa ed in cerca di sicurezze. La Camera di Commercio ItalAfrica Centrale-Unioncamere è pronta a lavorare affinché i rappresentanti dei Governi dei 19 Stati africani su cui ha competenza accettino di incontrare a Roma il Governo Italiano”.

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Cocer Marina: governo ambiguo

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2011

“Il Cocer Marina, con condivisione unanime dei rappresentati delle basi, convocati nella sede di Roma, esprime profonda delusione per l’ambiguità del Governo nei confronti dei militari”. E’ quanto di legge in una nota del Consiglio centrale di Rappresentanza della Marina militare di concerto con i Comitati intermedi confluenti. “Le promesse e rassicurazioni formali e solenni che il Governo ha espresso ai militari e alle Forze di Polizia – prosegue la nota – riguardo l’applicazione della manovra economica estiva (legge 122/2010), sono ad oggi totalmente disattese. Anche la chiara promessa del Capo del Governo, a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico presso la Scuola Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri, dove ha dichiarato che ‘al 99,9% le richieste provenienti dal Comparto Difesa/Sicurezza saranno accolte’, non ha ancora avuto seguito”. “I militari sono educati al sacrificio per il bene della Nazione, perché ‘specifici’ e pagando anche con la vita. Da luglio scorso subiamo il blocco dei contratti e la sottrazione delle risorse già stanziate nel riordino delle carriere. Ulteriori tagli sulle voci stipendiali sono, quindi, inaccettabili. Quali rappresentanti della Marina riteniamo improcrastinabile un incontro urgente con il Governo, Ministero dell’Economia compreso, visto l’insostenibile stato di malessere del personale militare e delle loro famiglie. Quest’ultimo percepisce lo stato di indifferenza del sistema Paese verso le funzioni svolte e il sacrificio sostenuto. Tale stato di rabbia è ancor più acuito dal costante impegno delle  nostre navi e delle motovedette della Guardia Costiera, nel garantire gli obblighi per la stabilità internazionale e la difesa nazionale”. “Se non ci sarà un concreto e risolutivo intervento politico/legislativo – sottolinea il Cocer – non potremo che prendere atto della continua indifferenza verso il mondo militare e a trarre le dovute conseguenze politiche. I marinai non escludono di invocare la via giudiziaria per verificare la costituzionalità o meno dei tagli applicati ai loro stipendi. Infine, esprimiamo anche forti preoccupazioni per le azioni spontanee che si potrebbero manifestare a terra, a bordo e nei porti nazionali; comprensibili espressioni del malessere del mondo militare”. “Al nostro Ministro chiediamo  – concludono i marinai del Cocer – di continuare a battersi per tutti noi fino all’estrema conseguenza politica. Non vorremo che a queste condizioni il premier Silvio Berlusconi, nel compimento dei 150 anni dall’Unità d’Italia, sia ricordato come il primo Capo del Governo che ha realmente messo le mani in tasca ai militari”. (fonte grnet.it)

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Quel piccolo borghese che si chiama Gesù

Posted by fidest press agency su martedì, 4 gennaio 2011

Ho seguito più con curiosità che con interesse il “botta e risposta” ad una lettera pubblicata giorni fa dalla Fidest sul tema della povertà di Gesù e il dare da conto che non lo era affatto potendo avvalersi di un mestiere, quello del falegname, che per i tempi in cui viveva, lo rendeva in qualche modo un benestante. Da qui il confronto con un altro agiato oltre mille anni dopo, un certo Francesco da Assisi che buttò alle ortiche i suoi vestiti eleganti per indossare gli stracci e a ritrovarsi come tetto il cielo stellato. Due povertà ricercate per lanciare un messaggio eloquente a quanti fanno del denaro uno status symbol. Ma Francesco, per l’epoca in cui visse, divenne un imbarazzante personaggio agli occhi della curia romana dove, notoriamente, si rifuggiva dalla povertà. Qualcuno scrisse che la bellezza della cristianità stava proprio nel fatto che potessero convivere due anime così diverse senza generare forti contrasti e pretese scismatiche. Ma esse vi furono e in progressione: prima sussurrate e poi gridate nelle piazze e la risposta della “mondanità ecclesiastica” fu altrettanto forte con l’inquisizione e quanto altro. Questa è storia, checché si voglia dire o argomentare diversamente. Lo stesso potere temporale della chiesa cattolica si dimostrò un attaccamento alle cose terrene che non permetteva ai suoi prelati di avere chiara la loro missione evangelica e l’insegnamento cristiano volto alla fede dei semplici. Ma con la fine del potere temporale non cessò la propensione ad acquistare ricchezze che ben valevano la virtù de donatori se fossero state in ugual misura ridistribuite ai poveri, diciamo nella loro totalità e non taglieggiate lungo il percorso delle elargizioni per usi personali. Sta di fatto che la più grande forza che può provenire dalla saggezza umana si ripone nella consapevolezza d’essere tenutari di un magistrale insegnamento anche se le nostre debolezze, “the flesh is week”, cercano di  vanificarla e non bastano i santi come Francesco a farci rinsavire, se non in minima parte. Oggi l’insegnamento dei più umili e che pure per le loro virtù hanno ottenuto gli onori degli altari non ci impedisce di volgere lo sguardo a quella nostra parte che predica bene e razzola male. Oggi non possiamo andare oltre per ignorare i nostri egoismi, la nostra avidità, le nostre logiche consumistiche, l’odio che ci corrode, la violenza che ci pervade. Non possiamo al tempo stesso guardare il male e il bene e consolarci pensando che siamo stati messi alla prova e che il praticare il male è solo un puro saggio muscolare. La sofferenza, il sacrificio, il martirio, non sono frutti della redenzione ma della nostra sconfitta. Dove c’è dolore non c’è amore. Dove c’è dolore c’è sconfitta. Cristo, Francesco e molti altri come loro ci sono stati e continuano ad esserci finchè non saremo capaci di riscattarli nella via del bene, della fratellanza, dell’equa condivisione delle risorse. (R.A.)

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Ospedale nuovo e tecniche gestionali

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2010

Bergamo. Spendere meno, ma soprattutto spendere meglio: questo l’obiettivo del progetto che punta a rinnovare i sistemi di controllo di gestione dell’azienda ospedaliera cittadina, in vista dell’avvio del Papa Giovanni XXIII, avvalendosi della consulenza del Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università di Bergamo. Un’innovazione che consentirà di fornire rapidamente alla direzione aziendale e ai responsabili di Dipartimenti e Unità informazioni dettagliate, che possano supportare concretamente le decisioni strategiche e le linee guida delle varie attività. Un nuovo sistema di analisi dell’attività e della contabilità ospedaliera, favorito anche dalle novità che verranno introdotte con l’ospedale Papa Giovanni XXIII. «E’ l’organizzazione per intensità di cura, che comporta una maggiore condivisione di spazi e risorse tra le Unità, a richiedere questo cambio di mentalità. Una rivoluzione che non potrebbe però realizzarsi senza l’ingresso massiccio dell’informatica nell’attività clinica, con la diffusione del braccialetto e della cartella clinica elettronica», ha commentato Carlo Bonometti, direttore generale degli Ospedali Riuniti. «Vogliamo utilizzare al meglio le risorse, e al meglio significa razionalizzare costi e procedure per migliorare il servizio al cittadino: è questa la mission delle aziende del sistema sanitario regionale».

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Cartella clinica elettronica

Posted by fidest press agency su martedì, 15 giugno 2010

Londra Negli ultimi anni, le aziende ospedaliere e tutto il mondo della sanità si sono spesso trovati in prima linea nell’introduzione di nuove tecnologie e nella ricerca di applicazioni innovative che potessero da un lato migliorare la qualità del servizio per il paziente, dall’altro ridurre i costi e aumentare l’efficienza e l’efficacia dei processi. La cartella clinica elettronica permette alle aziende sanitarie di ridurre i costi e consente un migliore flusso delle informazioni, che diventano disponibili in modo piu’ sicuro, rapido e omogeneo. I consulenti e gli analisti di Frost & Sullivan sono d’accordo nell’affermare che le sfide piu’ grandi riguarderanno l’implementazione e la condivisione a diversi livelli nelle strutture ospedaliere. In Italia il valore del mercato della cartella clinica elettronica e’ di circa € 58 milioni, con un tasso di crescita medio del 14.9% nel periodo 2011-2016. L’Italia sembra quindi seguire piu’ di ogni altra nazione gli esempi virtuosi degli ultimi tre anni, rappresentati da Regno Unito, Germania e Francia. Grazie alle importanti iniziative governative e private che l’Italia sta portando avanti nel settore dell’e-Health, il mercato della cartella clinica elettronica raggiungera’ un valore pari a circa € 190 milioni nel 2016.
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, lavora in stretta collaborazione con i propri clienti per aiutarli ad accelerare la loro crescita e a raggiungere risultati di rilievo in termini di  crescita, innovazione e leadership di mercato. Il Growth Partnership Service di Frost & Sullivan offre ai manager e ai loro team una serie di strumenti quali ricerche e modelli di best practice che permettono l’identificazione, la valutazione e l’implementazione di significative strategie di crescita. Frost & Sullivan ha oltre 45 anni di esperienza maturata lavorando per conto e in collaborazione con importanti societa’ a livello globale fra cui le prime 1000, aziende emergenti e investitori e vanta una rete di  piu’ di 40 uffici in cinque continenti. Per far parte della nostra Growth Partnership, si prega di visitare il sito http://www.frost.com

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Biciclettata alla scoperta di Trecate

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2010

La manifestazione, svoltasi domenica scorsa, ha coinvolte decine di partecipanti, venuti dal novarese e dalla vicina Lombardia alla scoperta delle campagne trecatesi. La visita è  iniziata dal Bio-Parco della Roggia Moretta, con una breve introduzione a cura dell’Associazione di Storia e Cultura Locale e un’illustrazione di carattere naturalistico da parte di un esperto agronomo.  A seguire la visita guidata alle cascine Incasate, Massera e Soldagnina e, per finire, tappa al laghetto dell’Inglesa, sede dell’Associazione Pescatori, dove è stato allestito un punto-ristoro con salamelle e bibite. Un momento di svago e di condivisione, che ha consentito ai tanti iscritti di immortalare stupende immagini di scorci e paesaggi con macchine fotografiche e videocamere, complice il bel tempo. Prossimo appuntamento domenica 13 giugno, alle ore 15, per la visita alla “Tenuta Magazzeno”. Merenda per i partecipanti. (biciclettata)

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Pressing Calderoli su Napolitano

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2010

“Calderoli così facendo, probabilmente voleva fare il capopopolo delle riforme. Ma si è preso la rimbrottata di Berlusconi. Sarà dura arginare la Lega d’ora in poi.” E’ questo il commento del vice presidente dell’Italia dei Diritti, Roberto Soldà, alla notizia del rimprovero di Berlusconi a Calderoli circa la sua fuga in solitaria sul Colle, dove ha presentato a Napolitano le venti pagine della sua bozza sulle riforme. Il Cavaliere ha precisato che al momento opportuno al Quirinale ci andrà lui stesso.”Al di là del fatto specifico, quando i nostri governanti parlano di riforme lo dovrebbero fare in luoghi adatti e non sempre in casa dei leader. Questo potrebbe portare a una minor condivisione delle riforme sia con gli alleati che con l’opposizione. Il risultato elettorale delle ultime Regionali – continua Soldà – ha portato a una pressione sempre più importante della Lega sulla coalizione di governo.” L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro termina aggiungendo: “Il Premier Silvio Berlusconi e i suoi alleati più coscienziosi si dovrebbero mettere una mano sulla coscienza e capire che se vogliono essere il più corretti possibili dovrebbero condividere le decisioni circa le leggi riformiste in Parlamento, in modo tale da arrivare a una quanto più ampia e profonda condivisione dei provvedimenti.”

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Censura internet: non solo in Cina

Posted by fidest press agency su sabato, 27 marzo 2010

In Italia Google è condannata perché ha permesso l’immissione su YouTube (di proprietà del motore di ricerca) di un video, la magistratura ha chiuso un altro sito che rimandava a Pirate Bay, in Francia vige la regola del taglio della connessione a chi scarica contenuti protetti da diritto d’autore, sancito dalla legge Hodopi che il Regno Unito vuole copiare, in Cina la forte censura ha indotto Google ad abbandonare il paese con il più alto numero di internauti. Non è il riepilogo di quanto accaduto in un anno, ma è cronaca degli ultimi giorni o quasi che pare registrare una controtendenza nell’universo Internet; impallidendo il mito del mondo-villaggio globale. In controtendenza una sentenza spagnola che ha assolto un sito di indirizzamento tramite link alle reti peer to peer (che permettono la condivisione di file tra utenti). Elrincondejesus.com era accusata dalla Siae spagnola di favorire la violazione del diritto d’autore, chiedendo la chiusura di questo tipo di siti, anche in vista di una legge censoria in preparazione. Assolto, con un’argomentazione molto interessante, perchè mette al centro il ruolo che i motori di ricerca, come lo sono o lo erano Elrincondejesus o Pirate Bay. Per spiegare il concetto è utile procedere per gradi. Il caso Google-Video down in Italia ha levato il grido statunitense di allarme per la garanzia della libertà della rete nel nostro Paese. La vicenda attiene al caso delle molestie perpetrate ai danni di un ragazzo down da parte di compagni di scuola che le hanno filmate e postate in rete. Google, fornitore della piattaforma attraverso cui le immagini incriminate sono state veicolate nel web, è stato ritenuto responsabile di questi contenuti postati da terzi all’insaputa del provider.
La Cina in questi giorni è stata abbandonata dal motore di ricerca Google. Pensare al web senza questo intermediario risulta addirittura impossibile. L’infrastruttura tecnologica necessita di un interprete di senso (motore di ricerca) per assurgere a dimensione di utilità per l’internauta. In negativo si legge la mancanza di responsabilità dell’intermediario per i contenuti postati da terzi, salva l’ipotesi in cui l’evento pregiudizievole fosse stato preavvertito oppure fosse stato segnalato senza registrare cooperazione per la relativa espulsione dalla rete. In positivo si legge l’obbligo dell’intermediario di esimersi da operazioni di orientamento dei link tese a orientare i gusti e le scelte dei netizen. Nel meccanismo logico impostato nel motore di ricerca si gioca la partita tra libertà di espressione e copyright, tra libertà di espressione e diritto all’onore o alla riservatezza, tra libertà di informazione e libertà di impresa.In uno spazio globalizzato quale quello di Internet questi valori dovrebbero trovare applicazioni uniformi in tutti gli Stati.Proprio a tal fine si sono celebrati a turno in diverse capitali del mondo gli Internet Governance Forum tesi a individuare i punti di un possibile “Internet Bill of Rights” frutto della sinergia tra governi, istituzioni, imprese e semplici cittadini.I Governi dunque sono chiamati a individuare un equilibrio tra il diritto all’informazione e il diritto di impresa secondo una logica di tavoli di lavoro aperti ai protagonisti di questo scenario. Il motore di ricerca si colloca in posizione chiave nel rapporto tra libertà di impresa e libertà di informazione in quanto funge da intermediario tra i contenuti commercialmente accessibili e le richieste di informazione dei cittadini.

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Concerto di Mario Brunello

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2010

Bologna 1 marzo, alle ore 20.30 presso la Chiesa di Santa Cristina della Fondazza  (Piazzetta Morandi)  Johann Sebastian Bach: Suite n. 5 in do minore BWV 1011 eseguita e raccontata da  Mario Brunello  Bach nella lettura di Brunello: la quinta delle sei serate di Bach Suite, lunedì 1 marzo (alle 20.30) presso la Chiesa di Santa Cristina, accosterà appunto l’esecuzione della quinta Suite in do minore BWV 2011 alla personale riflessione di Mario Brunello sulla propria interpretazione dei capolavori bachiani. Nel pomeriggio dello stesso lunedì 1 marzo, Brunello tornerà a suonare, come già in passato, per i detenuti del carcere della Dozza, mettendo a disposizione la propria arte per condividere un intenso momento musicale e di dialogo; un atto di generosità e di condivisione che i detenuti hanno saputo apprezzare già in occasione del primo incontro, avvenuto tre anni fa. Nella sovrana simmetria e proporzione della suite, Bach inserisce sempre qualcosa di nuovo e unico: dall’invenzione musicale alla tecnica esecutiva, alla stessa accordatura dello strumento. Nella quinta Suite il violoncello è infatti “scordato”, ossia la sua quarta corda (la più acuta) suona un tono sotto la normale accordatura (un sol anziché un la), influendo in tal modo anche sul timbro dello strumento. Mario Brunello partirà dall’esecuzione della Suite n. 5 per raccontare la propria interpretazione bachiana, “scovando” quegli elementi fondamentali fra le note, quelle voci nascoste che ne costituiscono il mistero, e lo spazio speciale riservato alla magia dell’esecuzione. ingresso gratuito
Primo italiano, nel 1986, a vincere il Concorso “Cajkovskij” di Mosca, Mario Brunello è oggi uno dei nomi più significativi del panorama internazionale. Ospite di compagini quali la Philharmonia di Londra, l’Orchestre National de France, la Filarmonica della Scala, la London Philharmonic, è stato diretto da Gergiev, Mehta, Muti, Chailly, Ozawa, Gatti, Chung, Sinopoli. Nel 1994 Brunello fonda l’Orchestra d’Archi Italiana, con la quale anima un’intensa attività in Italia e all’estero. Bach Suite si svolge in contemporanea con la sua nuova incisione dell’integrale bachiana per Egea Records. L’ingresso al concerto, che non prevede intervallo, è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.   (mario brunello)

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Artfiera: Ripiglino

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2010

Bologna fino al 31/1/2010 Via Don G. Minzoni, 13, Associazione Culturale ION ART Progetto site specific di Scafisti Scafati nuovo progetto Ripiglino, realizzato in occasione di ARTEFIERA 2010 e inserito nel circuito OFF della prossima edizione della manifestazione. Ispirandosi al gioco del ripiglino, gli Scafisti Scafati hanno ideato un progetto sviluppato in due momenti successivi. Una prima azione performativa di gruppo avviene nel cortile interno dove gli inquilini legano assieme i panni, da loro stessi precedentemente donati agli artisti, fino a formare dei -cordoni-, il cui compito sarà quello di collegare le diverse abitazioni tra loro. La seconda fase del progetto fa invece, per cosi’ dire, un passo ulteriore nella prospettiva di -condivisione-, coinvolgendo non piu’ direttamente gli attori del -gioco-, ma lo spettatore: il pubblico che percorre via Don Minzoni e’ accolto dalle immagini realizzate durante l’azione performativa, proiettate senza audio su uno schermo visibile dalla strada. Nel corridoio e’ invece l’audio della performance che guida lo spettatore, il quale, giunto infine nel cortile, nello spazio interno e intimo del condominio, viene catturato visivamente  dall’installazione del cordone di panni che corre da una finestra all’altra degli appartamenti e dalle immagini fotografiche che ritraggono l’azione collettiva degli inquilini, proiettate sui muri dei condomini. http://www.ionart.it  (ripiglino)

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Polverini candidata regione Lazio

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2009

“La candidatura di Renata Polverini, Segretario Generale dell’Ugl alla presidenza della Regione Lazio, rappresenta una scelta strategica e vincente da parte del PdL, verso la quale esprimo la mia più sincera soddisfazione e condivisione”. Non ha dubbi Aldo Di Biagio, Responsabile Italiani nel Mondo del PdL.“Nella mia esperienza sindacale ho avuto modo di lavorare con lei e di sperimentarne il carattere combattivo ed il grosso spessore professionale – ha dichiarato – tutti ingredienti a mio avviso giusti per ricoprire un ruolo tanto  impegnativo e complesso”. Di Biagio ha concluso:“il coinvolgimento di un profilo femminile caratterizzato da una profonda sensibilità e apertura al dialogo e soprattutto da una capacità di coinvolgimento trasversale, che si colloca ben oltre le trincee ideologiche e partitiche, rappresenta un orientamento vincente per il Popolo della Libertà. Senza dubbio una persona giusta capace di lasciare alle spalle le criticità e le problematiche regionali sollevate dalla precedenti gestioni”.

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Fini dà fastidio agli elettori Pdl

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2009

Fini-story. Esternazioni, fuorionda, prese di posizione. Fini da settimane è al centro di un dialogo acceso con il co-fondatore del partito. La base elettorale non gradisce, anche se su molti temi non mancano gli accordi. Ne sono un esempio alcuni temi, come quello dell’onnipotenza berlusconiana. Concordano con il Presidente della Camera il 34% degli elettori di centrodestra e soprattutto il 52% di quanti arrivano da An. Così, in materia di voto agli immigrati, le opinioni finiane sono condivise dal 26% dell’elettorato di centrodestra, mentre salgono tra gli ex aennini (45%). Sull’indipendenza della magistratura e sulla sua difesa, infine, concordano con il presidente della Camera il 58% degli elettori del Pdl. Il maggior livello di condivisione delle opinioni del leader  ex An giunge quando dà degli “stronzi” ai razzisti. Condividono le sue parole il 76% degli italiani e il 62% degli elettori di centrodestra.   Il quadro delle esternazioni sembra aver allontanato un po’ il presidente della Camera dal suo partito.  Per il 43% dei pidiellini Fini dovrebbe restare in carica, ma riallinearsi. Solo il 21% pensa che dovrebbe lasciare il Pdl, mentre il 24% ritiene che debba rimanere al proprio posto esprimendo liberamente le proprie opinioni.  Nonostante i dolori di pancia presenti nel Pdl, Fini rimane un leader che potrebbe svolgere egregiamente l’incarico di capo del Governo. Lo vedono bene in quella carica il 47% degli elettori del Pdl e l’82% degli elettori del Pd.(Fonte e metodologia: Realizzazione: SWG srl. Indagine CATI (Computer Assistes Telephone Interview) e CAWI (Computer Assisted Web Interview) su un campione rappresentativo nazionale di 1000 cittadini. Date di rilevazione: 4-8 dicembre 2009)

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Il bello del master Emba?

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2009

Amici sorridenti in viaggio, una squadra di calcio a fine partita, la gara a chi mangia più velocemente. E in mezzo immagini di aule, banchi e professori, la consegna dell’attestato di fine corso, discussioni accese e scambi di appunti, incontri con manager internazionali. E’ l’Executive MBA del MIP Politecnico di Milano, il master of business administration rivolto a manager che già lavorano, visto con gli occhi di chi lo ha frequentato. Un video autoprodotto con musiche originali che si è aggiudicato il Silver Award al primo Video Contest internazionale organizzato dall’EMBA Council, l’organismo che riunisce le business school più prestigiose del mondo e che con questo spirito di condivisione ha indetto il concorso.

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Fuci: scuola di formazione nazionale

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2009

Trento dal 29 ottobre al 1° novembre Scuola di Formazione Nazionale della FUCI. “Cercando un fondamento per la ricostruzione. L’esempio di Alcide De Gasperi”. Saranno circa 150 gli studenti universitari che da tutta Italia saliranno a Trento per vivere quattro giorni di riflessione, di amicizia e di condivisione fraterna. Continuando nel solco della riscoperta di testimoni significativi del panorama civile ed ecclesiale – e dei luoghi ad essi legati – la FUCI quest’anno ha scelto di soffermarsi sullo statista trentino, dopo che in passato aveva approfondito personaggi quali Dossetti, La Pira, Don Sturzo e Lazzati. I lavori della Scuola di Formazione inizieranno nel tardo pomeriggio di giovedì 29 ottobre, nella Sala Deprero, presso il Palazzo della Provincia Autonoma di Trento quando, dopo la relazione introduttiva a cura della Presidenza Nazionale della FUCI e i saluti delle autorità, il prof. Paolo Pombeni, ordinario di Storia dei Sistemi politici europei presso l’Università di Bologna, terrà una prima conferenza introduttiva dal titolo “Biografia di un cattolico votato alla politica”. Due saranno i momenti che caratterizzeranno la giornata di venerdì 30 ottobre. Al mattino, presso l’aula magna della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi, si svolgerà un’ulteriore conferenza incentrata sulla figura dello statista, dal titolo “Contributo di De Gasperi alla ricostruzione morale e politica della nazione”. Interverranno il prof. Alfredo Canavero, ordinario di Storia Contemporanea presso l’Università di Milano, che affronterà gli aspetti interni all’Italia, mentre la prof. Daniela Preda, titolare della Cattedra Europea “Jean Monnet” presso l’Università degli Studi di Genova, si occuperà degli aspetti internazionali. Probabile la presenza di Maria Romana De Gasperi. Al pomeriggio, presso l’Aula B della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento si vuole attualizzare il messaggio e l’insegnamento di De Gasperi con la tavola rotonda dal titolo “Cattolici nella democrazia europea: una minoranza creativa?”. Interverranno il dott. Lorenzo Dellai, Presidente della Provincia Autonoma di Trento, l’on. Savino Pezzotta, il prof. Flavio Felice, docente di Dottrine economiche e Politiche presso la Pontifica Università Lateranese ed è attesa la presenza del prof. Dario Antiseri, ordinario di Metodologia delle scienze sociali presso la LUISS di Roma. Introdurrà e modererà i lavori il prof. Giuseppe Tognon, Presidente della Fondazione Trentina De Gasperi. Non mancheranno all’interno della Scuola di Formazione alcuni momenti spirituali.  Nella giornata di sabato i ragazzi avranno la possibilità di visitare i luoghi degasperiani e ammirare le bellezze paesaggistiche del Trentino. Durante la mattina ci sarà il trasferimento a Pieve Tesino, paese natale dello statista, dove sarà possibile ascoltare le testimonianze di quanti hanno conosciuto direttamente De Gasperi e accedere alla Casa Museo De Gasperi. Nel pomeriggio ci sarà poi il trasferimento a Sella Valsugana, dove trascorreva le vacanze e dove nel 1954 morì, con la visita al museo naturale di Arte Sella.

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Pensioni

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2009

“Sulle pensioni sono d’accordo con Fabrizio Cicchitto” lo dichiara in una nota l’on. Giuliano Cazzola, vice presidente della commissione lavoro della Camera e responsabile del Lavoro del PDL che aggiunge “Se il PdL vuole fare sul serio, basterebbe  sbloccare il progetto di legge di cui sono primo firmatario (che prevede, tra le altre cose, un innalzamento del requisito anagrafico in modo flessibile), presentato più di un anno fa alla Camera: un progetto che ha raccolto apprezzamenti e condivisioni anche da parte dei settori riformisti dell’opposizione. Il medesimo progetto è stato presentato anche a Palazzo Madama dalla senatrice Cinzia Bonfrisco. Del resto il tabù dell’età pensionabile è già stato incrinato, per iniziativa del Governo, dalla miniriforma del luglio scorso. Dal 2015 l’età di pensionamento di vecchiaia comincerà a salire automaticamente anche nel settore privato, fino ad arrivare, nel giro di cinque anni, a 62 anni per le donne e 67 per gli uomini. Se poi si volessero verificare gli effetti dell’innalzamento, basterebbe mandare avanti un altro progetto – di cui io sono primo firmatario alla Camera mentre  il sen. Ichino lo è al Senato (ambedue col trait d’unione delle pattuglie dei Radicali) – che prevede la sperimentazione volontaria e triennale della permanenza al lavoro dopo aver maturato i requisiti del trattamento di vecchiaia. Insomma, se la maggioranza volesse davvero alzare il livello di riformismo sul versante delle pensioni, ne avrebbe sicuramente la possibilità. Epotrebbe farlo con tutte le cautele e la gradualità che la situazione richiede”. (On. Giuliano Cazzola)

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