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Posts Tagged ‘condizioni’

Pino Masciari: Candidato alla Presidenza della Regione Calabria? No, grazie! Mancanza di condizioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 novembre 2019

Da diversi giorni leggo sulla stampa il mio nome quale possibile candidato alla Presidenza della Regione Calabria, e ciò soprattutto a seguito delle centinaia di manifestazioni di stima che mi giungono da attivisti M5S, Meet-up e parlamentari di ogni provincia della mia amata Regione (e non solo), i quali, assieme a gran parte della società civile, sostengono la mia candidatura.Ringrazio tutti per questo attestato di stima e apprezzamento, segno che in questi anni le mie battaglie per la legalità e la mia integrità contro il sistema criminale hanno lasciato il segno in molti cuori dei cittadini calabresi.Tuttavia il colpevole ritardo e l’immobilismo di una certa politica non fa il bene della Calabria e dei calabresi e non mi consente di prendere in considerazione il mio possibile contributo diretto come candidato a governatore.Mi rammarica solo il pensiero che la questione della Calabria non sia considerata con la determinazione che merita, quale questione basilare per il rilancio del nostro Paese.La Calabria ha bisogno di una rivoluzione culturale e di un ampio progetto pensato e condiviso nei dettagli, non raffazzonato in extremis in presenza di idee non chiare sino all’ultimo, sia in termini di coalizione che di candidati.Una sfida del genere richiede tempo, i calabresi meritano ascolto e tempo al fine di renderli tutti il più possibile partecipi del cambiamento.La Calabria e i calabresi meritano persone che con “amore e dedizione” lavorano per il bene del territorio e dei suoi cittadini.Continuerò a dare il mio contributo nella società civile come da anni con soddisfazione sto facendo e mi dichiaro sempre a fianco di tutti coloro, in particolare giovani ed imprenditori, che con onestà e sacrificio lottano ogni giorno contro il giogo del sistema mafioso.Del resto la legalità non ha colore politico, ma va professata ed attuata ogni giorno, nel vivere civile, in mezzo alla gente; se i futuri “governatori” capiranno questo, forse la Calabria avrà ancora speranza. (n.r. Le parole di Masciari fotografano un’amara situazione in quanto si deve prendere atto che la politica ancora più del passato non è in grado di fare l’apri pista per la rigenerazione del sistema paese. Ed è una “falla” che può diventare mortale alla stessa democrazia. E’ che la lotta alla legalità ha perso la sua naturale arma per avviare una necessaria stagione di cambiamenti. Gli uomini e le donne migliori stanno abbandonando il campo scoraggiati da tanta grettezza che sta inquinando ogni cosa. Siamo davvero giunti ad un punto di non ritorno?)

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Sono urgenti progressi concreti per migliorare le condizioni nello Stato di Rakhine in Myanmar

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

A due mesi dalla firma del Memorandum d’Intesa tripartito tra l’UNHCR, l’UNDP e il governo del Myanmar, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e l’Agenzia per lo Sviluppo dell’ONU (UNDP) sollecitano le autorità birmane a compiere progressi tangibili per migliorare le condizioni nello Stato di Rakhine. La volontà del governo del Myanmar di assumere un ruolo guida nell’attuazione di questo accordo è fondamentale per creare condizioni favorevoli al ritorno volontario, sicuro, dignitoso e sostenibile dei rifugiati rohingya.Il governo ha adottato alcune misure incoraggianti da quando il 6 giugno è stato firmato il Memorandum d’Intesa, tra cui la formazione di un gruppo di lavoro tecnico tripartito per sostenere l’attuazione dello stesso Memorandum; l’accettazione di un’importante visita di alti funzionari dell’UNHCR e dell’UNDP nella parte settentrionale dello Stato di Rakhine all’inizio di luglio e la facilitazione di una prima visita congiunta sul campo nello Stato di Rakhine da parte del gruppo di lavoro tecnico a metà luglio. Tuttavia, sono urgentemente necessari progressi sostanziali in tre settori chiave, inclusi nel Memorandum d’Intesa: garantire un accesso effettivo nello Stato di Rakhine; assicurare a tutte le comunità la libertà di movimento e affrontare le cause profonde della crisi.In primo luogo, un accesso effettivo degli attori umanitari rappresenta la possibilità di realizzare consultazioni in modo libero, indipendente e su base giornaliera, con le comunità dello Stato di Rakhine sulle loro esigenze. E’ inoltre necessaria una procedura prevedibile, flessibile e semplificata per approvare le autorizzazioni di viaggio entro un ragionevole periodo di tempo affinché i funzionari dell’UNHCR e dell’UNDP possano recarsi nelle aree in cui risiedono queste comunità. Questi sono i criteri fondamentali che consentono alle Agenzie di svolgere il proprio lavoro nelle zone dello Stato di Rakhine coperte dal Memorandum d’Intesa. Il 14 giugno, l’UNHCR e l’UNDP hanno inoltrato richieste di autorizzazione di viaggio per il personale internazionale di stanza a Maungdaw e per avviare il loro lavoro nella parte settentrionale dello Stato di Rakhine, ma sono ancora in attesa di una risposta da parte del governo.In secondo luogo, la libertà di movimento e l’aumento dei servizi pubblici sono cruciali per tutte le comunità dello Stato di Rakhine, indipendentemente dalla religione, dall’etnia o dalla cittadinanza. Durante la visita di alti funzionari dell’UNHCR e dell’UNDP a inizio luglio, è risultato evidente che le comunità che ancora vivevano nella parte settentrionale dello Stato di Rakhine continuavano a vivere in una condizione di reciproco timore. Tutte le comunità sono state colpite dalla violenza, ma le comunità rohingya che vivono ancora lì sono esposte a maggior pericolo. In particolare, le autorità locali limitano fortemente la loro libertà di movimento. Queste restrizioni impediscono alle comunità rohingya di poter lavorare, andare a scuola e accedere all’assistenza sanitaria. Inoltre, impediscono loro di interagire con amici, familiari e altre comunità presenti nello Stato di Rakhine. La libertà di movimento è una delle richieste che è stata più frequentemente espressa dalle comunità rohingya durante la visita dell’UNHCR e dell’UNDP.In terzo luogo, è fondamentale affrontare le cause profonde della crisi. Oggi le aree settentrionali dello Stato di Rakhine sono caratterizzate da grandi spazi aperti laddove prima c’erano villaggi ora distrutti. Le risaie inutilizzate e vuote sono un severo promemoria della popolazione scomparsa che le coltivava. La firma del Memorandum tripartito con il governo di Myanmar non consentirà, di per sé, ai rifugiati rohingya di tornare a casa in Myanmar. Conformemente con quanto previsto dal Memorandum d’Intesa, è necessario affrontare le cause profonde, mettendo in atto le raccomandazioni della Commissione consultiva dello Stato di Rakhine, che prevede anche una chiara, volontaria ed equa possibilità di accesso alla cittadinanza per tutte le persone che ne hanno diritto.È necessario che siano avviate e implementate le misure volte a potenziare la fiducia tra le comunità, a partire dall’agevolare l’accesso dell’UNHCR e dell’UNDP e dall’avvio delle visite di valutazione dei bisogni per individuare progetti ad impatto rapido in quelle parti dei villaggi alle quali le Agenzie e il governo hanno concordato di assegnare priorità.L’UNHCR e l’UNDP sono pronti a sostenere il Myanmar nel miglioramento delle condizioni nello Stato di Rakhine e nel dare piena attuazione al Memorandum d’Intesa.

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Più di due anni di vita persi a causa delle scarse condizioni socioeconomiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 febbraio 2017

saluteMilano/Bruxelles. Vivere in condizioni sociali ed economiche povere, per esempio avendo un basso profilo professionale, può privare una persona di 2,1 anni di vita, in media. Questa è la conclusione di uno studio appena pubblicato sulla rivista The Lancet da LIFEPATH, un progetto finanziato dalla Commissione Europea con lo scopo di individuare i meccanismi biologici che stanno alla base delle differenze sociali nella salute. Uno status socioeconomico basso può essere letale quanto fumare, avere il diabete o condurre una vita sedentaria. Il tabacco è associato alla perdita di 4,8 anni di vita, che diventano 3,9 per il diabete, 2,4 per l’inattività fisica e meno di uno per l’elevato consumo di alcol.Quello condotto da LIFEPATH è il primo studio che confronta l’aspettativa di vita fra persone appartenenti a diverse categorie socioeconomiche e correla queste differenze con quelle dovute a sei ben noti fattori di rischio per la salute, come il fumo o il diabete. Fattori considerati fra gli obiettivi principali della strategia di riduzione della mortalità globale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Che però non include lo status socioeconomico.“Ci siamo sorpresi quando abbiamo scoperto che vivere in condizioni sociali ed economiche povere può costare caro quanto altri potenti fattori di rischio come il fumo, l’obesità e l’ipertensione” afferma Silvia Stringhini, ricercatrice all’University Hospital di Losanna, in Svizzera, e coordinatrice dello studio. “Queste circostanze possono essere modificate con interventi politici e sociali mirati, per questo dovrebbero essere incluse fra i fattori di rischio su cui si concentrano le strategie globali di salute pubblica”.
I ricercatori del progetto LIFEPATH hanno raccolto e analizzato dati da 48 coorti indipendenti di Gran Bretagna, Italia, Portogallo, Stati Uniti, Australia, Svizzera e Francia, per un totale di più di 1,7 milioni di partecipanti. Lo status socioeconomico di queste persone è stato valutato sulla base dell’ultimo impiego lavorativo al momento dell’ingresso nello studio e i partecipanti sono stati seguiti per una media di tredici anni. I dati ottenuti da questa lunga fase di osservazione sono stati analizzati con appositi metodi statistici e confrontati con quelli relativi ad alcuni dei principali fattori di rischio inclusi nel piano strategico globale dell’OMS chiamato “25×25”.“È noto che educazione, reddito e lavoro possono influire sulla salute, ma pochi studi avevano cercato di valutare quale fosse il peso effettivo di questi fattori. Per questo abbiamo deciso di confrontare l’impatto dello status socioeconomico sulla salute mettendolo a confronto con quello di sei fra i principali fattori di rischio” dice Mika Kivimaki, professore all’University College London e co-autore dello studio.Un basso livello socioeconomico può quindi essere un efficace indicatore di un calo nell’aspettativa di vita. Ciò nonostante, i decisori politici spesso non lo considerano fra i fattori da prendere di mira con interventi specifici. Le condizioni socioeconomiche e le loro conseguenze sono modificabili tramite politiche a livello locale, nazionale e internazionale. Intervenire su fattori “a monte”, come il lavoro o l’educazione infantile, può avere una maggiore efficacia, in termini di miglioramento della salute, rispetto a interventi “a valle”, focalizzati su singoli fattori di rischio come l’assistenza per chi vuol smettere di fumare o i consigli alimentari. Che sono importanti, questo sì, ma tendono anche a favorire le fasce sociali più alte, che possono accedervi più facilmente e che hanno meno difficoltà nel correggere eventuali abitudini poco salutari.“Lo status socioeconomico è importante perché include l’esposizione a diverse circostanze e comportamenti potenzialmente dannosi, che non si limitano ai classici fattori di rischio come fumo o obesità, sui quali si concentrano le politiche sanitarie” conclude Paolo Vineis, professore all’Imperial College London e coordinatore di LIFEPATH. “L’obiettivo principale del nostro progetto è quello di capire attraverso quali processi biologici le disuguaglianze sociali si traducono in disuguaglianze per la salute. Così facendo potremo fornire accurate prove scientifiche a istituzioni sanitare e decisori politici, che a loro volta potranno migliorare l’efficacia delle loro strategie di intervento sulla salute pubblica”.

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Trasporti Sicilia: in condizioni inaccettabili

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2017

sicilia-regione-default-120718100156_big“È inaccettabile che l’autostrada Messina-Catania sia ridotta nelle condizioni nelle quali è ridotta; inaccettabile che si debba aspettare un G7 perché si intervenga, ma è addirittura vergognoso che lo si faccia solo nella tratta autostradale che verrà percorsa dai partecipanti al Vertice senza tenere conto dei comuni cittadini che pagano regolarmente un pedaggio per avere in cambio un servizio inadeguato”. Così il vicepresidente della Commissione trasporti della Camera dei deputati, Vincenzo Garofalo.
“Non solo. Trovo altresì inaccettabile che il presidente del Consorzio autostrade siciliane risponda alle numerose denunce sulle condizioni nelle quali versa la A18 dicendo che ‘verrà sistemata quando arriveranno i fondi del Patto per la Sicilia’, dal momento che il Consorzio incassa ogni anno 80 milioni di euro da cui dovrebbe attingere per i lavori di manutenzione ordinaria.
Ricordo a mezzo stampa al presidente – dal momento che le lettere di sollecitazione e denuncia che gli ho inviato fino a oggi non hanno prodotto alcun effetto concreto – che grava sul CAS, in qualità di soggetto che gestisce la rete autostradale, il dovere di garantire la sicurezza degli automobilisti e che i fondi del Patto possono servire per i nuovi svincoli o per l’ammodernamento tecnologico, ma certamente non per la sistemazione dell’asfalto, il ripristino del guard rail o la sistemazione del verde, che rientrano nei lavori di manutenzione ordinaria e per i quali siamo in attesa di un intervento, tanto nella A18 quanto nella A20.
Mi auguro che questa volta il Presidente – che di certo percorre le suddette tratte autostradali e si rende conto delle pessime condizioni nelle quali versano – intervenga in tempi brevi proponendo soluzioni concrete per porre rimedio ad una situazione divenuta intollerabile e da molto, troppo tempo, denunciata da più parti e, fino a oggi, inutilmente”.

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Scuola e guerra: Perchè i bambini sappiano

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2015

scuolatramat3L’Unicef, in un rapporto pubblicato oggi, ci fa sapere che piu’ di 13 milioni di bambini sono privati della scuola quest’anno grazie alle guerre che imperversano in diversi Paesi del Medio Oriente. “L’impatto distruttivo dei conflitti ha un riflesso sui bambini in tutta la regione”, dice il rapporto del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia.
Nello specifico siriano, con quasi 12 milioni di persone che sono fuggite dalle loro abitazioni, quattro milioni di esse hanno cercato rifugio all’estero, e sono numerosissimi i bambini che vediamo in questi giorni nei nostri Paesi europei mentre cercano ospitalità, come non ha potuto fare il bimbo trovato morto su una spiaggia in Turchia e che oggi e’ sulle pagine dei media di tutto il mondo.
Nei prossimi giorni aprono le scuole nel nostro Paese. Non dobbiamo dire nulla ai nostri figli (soprattutto delle scuole elementari) che varcheranno i portoni degli edifici? Non dobbiamo dire nulla sulla loro condizione di privilegiati e fortunati rispetto a questi altri bambini? E’ probabile che molti bambini in qualche modo siano a conoscenza di questo dramma in corso: la ricerca di un cartone o di un telefilm comporta anche di “incontrarsi” con qualche immagine di un tg in merito, o l’ascolto distratto di un programma visto dai “grandi” o i titoli di un giornale in famiglia. O qualche genitore che ne ha parlato con loro. Ma tutto questo e’ sufficiente? Non sarebbe meglio passare dalla casualita’ ad una informazione specifica per loro, nel luogo deputato all’apprendimento delle informazioni, la scuola? E’ questo un compito specifico della stessa scuola dell’obbligo?
Certo, e’ difficile. Anche perche’ in materia giocherebbero un ruolo non secondario le diverse opinioni in materia: accoglienza come, quanto, quando e perche’? Una difficolta’ che non dovrebbe dar spazio alla prevalenza di questa o quell’altra opinione, ma essere superata con l’informazione su come oggi si e’ bambini nel mondo e nella scuola, far sentire i bambini parte di una comunita’ mondiale (e molto vicina nella fattispecie) che e’ gia’ tale in economia, in culture e scambi delle stesse, giochi, passioni; una comunita’ dove 13 milioni di bambini, grazie alla violenza delle decisioni dei grandi che fanno le guerre, sono privati dei loro diritti.
Una proposta e una riflessone che giriamo al ministero dell’Istruzione, nonche’ a tutti i singoli istituti e insegnanti. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Nasce il Comitato Strategico pazienti-Società Scientifiche

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2015

federanzianiUn Comitato Strategico formato da dieci Società Scientifiche operanti nell’area delle principali patologie croniche e da FederAnziani Senior Italia, Federazione delle Associazioni della terza età, si è insediato oggi ufficialmente a Roma con l’obiettivo di far progredire ulteriormente l’alleanza tra pazienti e medici specialisti per migliorare la salute della popolazione e lavorare strategicamente a fianco delle Istituzioni nazionali e locali.“Il Comitato lavorerà per area specialistica al fine di fronteggiare il complesso scenario posto dall’invecchiamento demografico e dalle mutate condizioni economiche e finanziarie del Paese evidenziandosi, di fatto, il bisogno di elaborare proposte concrete che consentiranno di coniugare la sostenibilità del nostro sistema con efficaci risposte ai bisogni di salute dei cittadini – così sottolinea Roberto Messina, Presidente di FederAnziani Senior Italia -. FederAnziani intende, in tal modo, proseguire sulla base di solide premesse scientifiche e attraverso una crescente sinergia con i più autorevoli esponenti del mondo della medicina il dialogo proficuo già in essere con le Istituzioni che governano la Sanità del Paese”. Le Società Scientifiche coinvolte sono SID – Società italiana di diabetologia, rappresentata dal Presidente Enzo Bonora, sostituito dal Consigliere Nazionale Davide Lauro; AIAC – Associazione italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione, rappresentata dal Presidente Gian Luca Botto e dal Past President Luigi Padeletti; AIMAR – Associazione scientifica per lo studio delle malattie respiratorie, rappresentata dal Past Presidente Fernando De Benedetto; SIE – Società italiana di endocrinologia, rappresentata dal Presidente Andrea Lenzi; SIAMS – Società italiana di andrologia e medicina della sessualità, rappresentata dal Presidente Emmanuele Jannini; SIMeP – Società italiana di medicina personalizzata, rappresentata dal Presidente Paolo Marchetti; SOU – Società degli oftalmologi universitari, rappresentata dal Presidente Leonardo Mastropasqua; SIP – Società italiana di psichiatria, rappresentata dal Presidente Emilio Sacchetti e dal Past President Claudio Mencacci; SINPF – Società italiana di neuropsicofarmacologia, con l’adesione del Presidente Eugenio Aguglia; SIU – Società italiana di urologia, rappresentata dal Segretario Generale Vincenzo Mirone, sostituito dal responsabile regionale Lazio Antonio Rizzotto. Fa parte del Comitato Strategico anche Walter Santilli, Professore Ordinario di Medicina Fisica e Riabilitativa Università La Sapienza, Roma. E’ intervenuto all’incontro Sergio Pecorelli, Magnifico Rettore dell’Università di Brescia, per illustrare le linee guida del IV Congresso della Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute che si svolgerà a Rimini dal 20 al 22 novembre 2015.

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Andare insieme, andare lontano

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2015

enrico lettaComo giovedì 16 luglio, ore 18.00 Biblioteca Comunale, Enrico Letta presenterà il suo ultimo libro “Andare insieme, andare lontano” (Mondadori, 2015). Durante l’incontro, organizzato da Parolario e Centro Culturale De Gasperi in collaborazione con Libreria Feltrinelli di Como, l’autore dialogherà con Diego Minonzio, direttore del quotidiano La Provincia di Como. «Se vuoi correre veloce vai da solo, se vuoi andare lontano devi farlo insieme» recita un adagio africano. È a partire da questa suggestione essenziale, eppure così adatta a descrivere l’orizzonte che l’Italia e l’Europa hanno dinanzi a sé, che Enrico Letta torna a raccontarsi dopo oltre un anno di silenzio. Non una memoria dei suoi dieci mesi da presidente del Consiglio, né un espediente per cercare immediate rivincite personali. Ma una riflessione proiettata al futuro, che, anche passando attraverso quell’esperienza, si sofferma su un’idea di comunità molto distante, per contenuti e stile, dall’attuale conformismo.
Per Letta non esiste un solo momento positivo della nostra storia unitaria che non sia stato figlio di un progetto condiviso. E oggi più che mai l’Italia, per sfruttare al meglio le condizioni esterne positive createsi nel 2015, grazie in particolare all’azione svolta dalla Banca Centrale Europea di Mario Draghi, deve coinvolgere le migliori energie di cui dispone in un grande sforzo collettivo. Per favorire una ripresa attesa ormai da troppo tempo e, soprattutto, per alleviare le ferite ancora aperte della crisi e aggredire il più grave dei mali della società italiana: la mancanza di lavoro, specie per i giovani. Nessuno può riuscire ad affrontare impegni di questa portata da solo. Quel che invece il Paese deve concedersi è la chance di dimostrare al mondo di essere “nazione” e “comunità”, la capacità di unire virtù democratica e consenso, il coraggio di dire no alle scorciatoie. Il mondo non è mai stato così interconnesso. Molte sono le incognite e le ragioni di apprensione. Ma altrettante sono le opportunità di arricchimento reciproco e partecipazione. Per coglierle c’è bisogno di tutto il “pensiero pesante” di cui siamo capaci. Perché il sogno dell’Europa unita può realizzarsi solo recuperando l’afflato ideale di quanti, per primi, ne colsero la straordinaria valenza per le generazioni successive. E perché la democrazia italiana può rigenerarsi solo se accetta la sfida della politica competente. Una politica intesa come tensione etica e dedizione alla cosa pubblica, che vuole incidere sulla realtà, senza mai smarrire, però, la consapevolezza più importante: la differenza che passa tra governare e comandare.
Enrico Letta è nato a Pisa nel 1966. Nel 1998 è stato nominato ministro per le politiche comunitarie del governo D’Alema I, diventando il più giovane ministro, fino ad allora, della storia della Repubblica. È stato successivamente Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato nei Governi D’Alema II ed Amato II e poi sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri del governo Prodi II. È stato presidente del Consiglio dei ministri dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 e dall’aprile 2014 è professore presso la Scuola di affari internazionali dell’Istituto di studi politici di Parigi (Institut d’études politiques de Paris-Sciences Po).

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Migliori condizioni d’ingresso e soggiorno per studenti e ricercatori stranieri

Posted by fidest press agency su martedì, 25 febbraio 2014

parlamento europeoIn base alle norme votate dal Parlamento martedì, l’UE offrirebbe migliori condizioni di vita e di lavoro a studenti e ricercatori extracomunitari talentuosi, in moda da incoraggiare la competitività degli Stati membri nel lungo periodo. Tali norme inoltre renderebbero più chiare le condizioni d’ingresso e soggiorno dei tirocinanti stranieri, dei volontari, degli alunni e dei ragazzi “alla pari”.
Come afferma la Commissione europea, l’Europa spende lo 0,8 % in meno del PIL per la ricerca e lo sviluppo (R&S) rispetto agli Stati Uniti e l’1,5 % in meno rispetto al Giappone, spingendo molti fra i migliori ricercatori e innovatori di tutto il mondo a muoversi verso questi paesi.L’aggiornamento delle norme europee, approvato con 578 voti in favore, 79 voti contrari con 21 astensioni, creerebbe condizioni migliori per rendere l’Unione europea più attraente per i cittadini di paesi terzi che cercano opportunità per fare ricerca, per studio, per partecipare ad uno scambio di studenti, per effettuare un tirocinio retribuito o non retribuito, per servizi di volontariato o scambio alla pari.”Ci sono altri paesi nel mondo che attualmente stanno svolgendo un lavoro migliore rispetto al nostro per attrarre lavoratori competenti e qualificati. Ci sono spesso procedure burocratiche complicate (…) servono regole più chiare e semplici per rendere l’Europa più attraente. Una quantità maggiore di studenti stranieri e di scambi internazionali stimolerebbe la crescita economica, promuoverebbe l’innovazione, creerebbe più posti di lavoro nel lungo periodo e renderebbe più competitivi i nostri Stati membri”, ha affermato la relatrice Cecilia Wikström (ALDE, SE).

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Empoli: Condizioni di vita degli ultra sessantaquattrenni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2013

Come stanno le persone con più di 64 anni residenti sul nostro territorio? Ce lo mostrano i risultati emersi dalle interviste telefoniche effettuate nel 2012 dal personale dell’Unità operativa Igiene e sanità pubblica e da quattro laureande dell’Agenzia per la formazione dell’Asl 11 su 350 cittadini selezionati nell’ambito dello studio “Passi d’argento”, un sistema di monitoraggio promosso dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie del Ministero della Salute.
L’Educazione alla salute del Dipartimento prevenzione dell’Asl 11 ha analizzato i dati ottenuti a livello territoriale tracciando un profilo complesso. Per quanto riguarda la propria salute, la percezione di stare bene è una condizione più frequente tra i maschi (53,2% contro il 30,7% delle femmine). Anche l’insoddisfazione per la vita è più elevata nelle femmine: 26 femmine su cento dichiarano di essere insoddisfatte contro 17 maschi su cento. Le problematiche inerenti la propria salute fisica sono la ragione principale del non sentirsi bene che riguarda oltre un terzo del campione. Il malessere principale è l’ansia, seguito dalla depressione e dallo stress. In questo caso non ci sono differenze tra femmine e maschi. I risultati ottenuti analizzando le abitudini di vita mostrano che chi fa uso di alcolici ha un’età media più elevata tra le femmine e più bassa tra i maschi ovvero con il progredire dell’età i maschi tendono a bere meno e le femmine a bere un po’ di più. Le quantità sono modiche e in genere vanno da 1 a 2 bicchieri di vino al giorno. In generale hanno fumato più i maschi (64,7% contro il 22% delle femmine). Al momento dell’intervista, invece, tra gli ultra 64enni si rileva una percentuale maggiore di femmine che dichiarano attualmente di fumare. Tra le malattie l’ipertensione è quella più comune, presente in oltre un terzo del campione. Seguono la bronchite cronica, l’insufficienza respiratoria ed il diabete. Ogni soggetto ha in genere più di una malattia diagnosticata dal medico e sono state rilevate 88 combinazioni diverse di malattie. La metà dei soggetti (52%) è stata visitata dal medico di medicina generale negli ultimi 30 giorni che hanno preceduto l’intervista, oltre i 3 mesi è stato visitato circa il 22% di soggetti. Esiste una relaziona significativa tra il tempo trascorso dall’ultima visita e altre variabili come l’età, il peso delle malattie e il valore di abilità.
Il 60% dei soggetti totali si è vaccinato contro l’influenza ma tra gli ultra 80enni questo valore sale fino al 90% circa.
L’attività sociale più frequente è parlare al telefono o incontrarsi per fare “quattro chiacchiere” (occupazione spesso sedentaria), sono poche le occasioni di “formazione” (4,6%), buona la partecipazione all’associazionismo (seppur senza specificazione). Meno del 13% partecipa a gite o soggiorni organizzati.
L’anziano costituisce una risorsa per la famiglia. Infatti, il 40% circa dei soggetti accudisce persone che appartengono al nucleo familiare.
Si rileva che le attività svolte in totale autonomia sono telefonare (79,7%), prendere le medicine (79,0%), cucinare e riscaldare i cibi (70,7%). Le attività svolte con minore autonomia sono invece spostarsi fuori casa, la cura della casa, fare il bucato, pagare le bollette. In generale, si può dire che le capacità di base, messe in atto autonomamente per soddisfare i bisogni primari, sono alimentarsi (93,1%), andare in bagno (84,6%), vestirsi e spogliarsi (82,0%), spostarsi in casa (80,2%). Ovviamente le abilità che rendono autonomi dipendono dall’età e si rileva che in generale dopo gli 83-84 anni molte funzioni necessitano di un aiuto o possono essere effettuate soltanto da altre persone. Per i soggetti meno indipendenti l’aiuto viene prevalentemente dei familiari (circa nel 90% dei casi), a seguire da persone pagate per aiutare (23%). Il giudizio complessivo sull’aiuto ricevuto è stato valutato buono dal 70% dei soggetti.
Circa la metà dei soggetti (47,7%) vive con il coniuge (o compagno di vita), solo il 18% vive da solo. La convivenza con i figli si ritrova nel 23% circa del campione. Oltre la metà (63%) vive in una casa di proprietà (propria o del coniuge), il 22% è in usufrutto (5,9%) o in case di familiari o di amici (16,2%). Solo il 15% circa è in affitto. Il 68% del campione riceve una pensione. Il titolo di studio più frequente è quello elementare (63%), solo il 3,3% dichiara di non possedere alcun titolo di studio. Il 6% circa percepisce “poco sicuro” il quartiere dove vive. L’accessibilità ai servizi essenziali quali comune, farmacia, medico di famiglia, negozi di alimentari (o supermercati) è abbastanza buona: l’80% dei soggetti dichiara di accedere facilmente a questi servizi.

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Cub Piemonte al salone del libro di Torino

Posted by fidest press agency su domenica, 13 Mag 2012

La CUB del Piemonte sarà presente per ribadire la centralità della questione sociale e parteciperà al Comitato di Accoglienza per il Ministro Fornero.Mentre centinaia di aziende chiudono, molti lavoratori scoprono di essere “esodati”, i precari della scuola statale e comunale e delle altre amministrazioni pubbliche perdono il lavoro, i lavoratori delle cooperative non ricevono lo stipendio il clima che caratterizza il Salone del Libro ricorda la nota canzone “Tutto va ben, madama la marchesa…”.Il Ministro del lavoro parteciperà fra l’altro, proprio sabato, ad una discussione dal titolo vagamente surreale “La lotta di classe dopo la lotta di classe”.
Per quanto ne sappiamo noi, e nonostante le chiacchiere nel merito, la lotta di classe è sempre la stessa.
Casomai è tristemente vero che la conducono padroni, banchieri, tecnocrati contro i lavoratori, i pensionati, i disoccupati. Lo fanno, va da sé, in nome dell’”interesse generale”, al fine di salvarci dallo “spread”, promettendo che domani ci saranno sviluppo, occupazione, servizi. Peccato che da decenni ormai il peggioramento delle nostre condizioni di vita e di lavoro venga presentato come necessario a risanare la situazione e a porre le condizioni per magnifiche sorti e progressive.

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Dov’è il buon governo?

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 dicembre 2011

italia

Image by pynomoscato via Flickr

Da anni, oramai, l’Italia soffre di quel male oscuro che possiamo indicare nella mancanza di un governo che sappia essere virtuoso nell’esercizio del suo mandato. Si ha l’impressione che la stessa democrazia, che i nostri padri hanno costruito con tanta fatica e al prezzo di non poche vite immolate alla causa, oggi è messa in discussione. Si è voluta creare una condizione favorevole perché si possa favorire al meglio un rapporto tra la volontà popolare e chi è demandato ad amministrarla. Sulla carta tale condizione aveva tutte le premesse per funzionare al meglio. La fattispecie pratica non ha rilevato la validità di tale rapporto. Oggi abbiamo amministratori eletti in nome del popolo che si rivelano negatori del mandato ricevuto. Viene, praticamente, stabilito un nuovo primato che è quello di una riedizione, corretta e riveduta, ma fondamentalmente la stessa, di quando l’imperatore si serviva di vassalli, valvassori e valvassini per esercitare il suo potere e delegare le sue prepotenze ai servi della gleba. E quando gli umili si sono sentiti riscattati dalle rivoluzioni borghesi e hanno confidato su una cultura del consenso a più voci di fatto su sono rivisti respinti nel loro ghetto, sia pure con forme di trattamento più raffinate ma anche più sadiche, rispetto ai tempi passati.
Lo scoramento sta nella consapevolezza che non è la volontà di popolo che prevale ma è quella di una minoranza che si sente portatrice di un potere che va oltre il consenso democratico che pure sa imbrigliare volgendolo a proprio favore, per riconoscere che si può vivere solo in un modo che è quello dell’avere e non dell’essere.
E se vogliamo restare alla realtà odierna niente di più infausto è il governo che si è dato l’Italia dove l’esercizio del potere fa scempio della volontà popolare, la condiziona con martellanti messaggi mediatici, l’addormenta con una speranza di tempi migliori e umilia la politica rendendola uno strumento inutile e costoso.
Forse non ci rendiamo del tutto conto che stiamo perdendo del tutto la nostra libertà, che stiamo subendo l’attacco più proditorio e satanico dei poteri forti dove non domina la maggioranza di popolo ma una ristretta cerchia e che non esita a renderci consapevoli che non esiste libertà, giustizia e uguaglianza se non si appartiene alla schiera degli eletti, di quella minoranza che si rifà al 10% della popolazione mondiale. Gli altri sono tutti figli di una razza inferiore, a metà strada tra la scimmia e l’essere umano. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Roma maltempo: emergenza conclusa

Posted by fidest press agency su domenica, 6 novembre 2011

La Sala Operativa della Protezione civile del Capidoglio alle ore 12 di oggi, sabato 6 novembre, ha ufficializzato la conclusione dell’emergenza legata all’ondata di maltempo che questa notte ha interessato la Capitale. «Superata la fase di allerta, resta confermato lo stato di attenzione per tutte le nostre squadre che in questo momento sono impegnate nel monitoraggio del territorio, per verificare eventuali condizioni di rischio non segnalate» dichiara il direttore della Protezione civile di Roma Capitale, Tommaso Profeta. «I dati rilevati dai pluviometri del Centro Funzionale regionale confermano che le precipitazioni sono state contenute entro i 20 millimetri di cumulata, con punte massime registrate dai pluviometri di Ottavia e Ponte Galeria» spiega Profeta. «Grazie al pronto intervento del dispositivo di prevenzione, organizzazioni di volontariato, Servizio Giardini e Polizia Roma Capitale, sono state risolte in tempi brevi tutte le criticità legate al maltempo e minimizzato i disagi per la cittadinanza. Le strutture operative, coordinate dalla Protezione civile del Campidoglio, hanno eseguito 25 interventi legati alla risoluzione di allagamenti, in particolare a Roma Nord e Ostia». «Il Centro Funzionale centrale del Dipartimento Nazionale prevede per la giornata di domani, lunedì 7 novembre, condizioni meteorologiche di “spiccata variabilità con basso rischio di precipitazioni, temperature minime in diminuzione e venti da tesi a forti sud-orientali, fino a burrasca sui settori costieri” che diminuiranno d’intensità dal pomeriggio» conclude Tommaso Profeta.

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Somalia: Save the Children

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2011

Save the Children logo

Image via Wikipedia

Save the Children ha iniziato la distribuzione di aiuti salvavita ai bambini che si trovano in condizioni disperate nella capitale somala a seguito del continuo arrivo in città di centinaia di famiglie in fuga dalla fame. La metà circa dei bambini che si trovano a Mogadiscio soffrono di malnutrizione acuta e molti stanno morendo per mancanza di cibo. Gran parte delle famiglie appena arrivate vivono in condizioni tremende in rifugi di fortuna in mezzo alle rovine delle case distrutte dai combattimenti. I team medici di Save the Children sul campo in Somalia operano fornendo cibo, acqua e assistenza sanitaria ai bambini e alle loro famiglie anche nelle zone martoriate dalla guerra. L’intervento massiccio a Mogadiscio fa parte di un rafforzamento della presenza nel paese, con l’apertura di 10 nuovi centri di intervento sul territorio e più 1000 nuovi operatori, con l’obiettivo di scongiurare la morte dei bambini dell’area centro-meridionale e del Puntland, oltre che della capitale. L’organizzazione segnala che la situazione è destinata a peggiorare se bambini e famiglie non riceveranno subito più aiuti. L’arrivo delle piogge il prossimo mese può spazzare via i ripari di fortuna esponendo ancor più direttamente i bambini a malattie come morbillo, malaria, polmonite e diarrea che in questo contesto e se non curate immediatamente possono essere mortali. “Qui la situazione è disperata,” ha dichiarato da Mogadiscio Justin Forsyth, CEO di Save the Children UK “I bambini vivono sul baratro, senza cibo e senza riparo con il rischio di malattie letali. Quando le piogge arriveranno molti di loro moriranno se non riceveranno aiuto immediato.” “A Mogadiscio e in tutto il paese i bambini stanno morendo in condizioni orrende. Sappiamo come intervenire e siamo qui per farlo, ma abbiamo urgente bisogno di sostegno economico per poter moltiplicare rapidamente i nostri interventi.” Per sostenere l’intervento di Save the Children in Somalia e negli altri paesi del Corno d’Africa colpiti dalla crisi alimentare è possibile dare il proprio contributo attraverso il sito al link: http://www.savethechildren.it/fondoemergenze

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(fidest) Sistema economico in prospettiva

Posted by fidest press agency su sabato, 20 agosto 2011

Il secondo semestre di quest’anno non è nato con buoni auspici. Deve registrare una perdita di slancio, sia pure lieve, di crescita da parte delle economie principali. Ciò non di meno gli osservatori economici restano ottimisti. Il “roseo” è visto soprattutto osservando l’andamento delle economie emergenti nonostante l’inasprirsi delle politiche monetarie e fiscali in corso in tali paesi. Ciò non di meno gli effetti della crisi finanziaria continueranno a farsi sentire offuscando le prospettive di un rapido miglioramento delle condizioni nel mercato del lavoro. Questo potrebbe portare delle fibrillazioni con ricadute sociali non indifferenti e con possibili moti di piazza. (come è già accaduto in Gran Bretagna e si teme in Germania) Ciò che scuote l’opinione pubblica è che le principali economie avanzate non riescono ad uscire dal tunnel delle indecisioni e a trovare una ricetta adeguata che riesca a sanare non tanto il contingente quanto a farlo in via stabile. La posta in gioco è grave. Esiste in breve la possibilità di tensioni per lo meno in alcuni segmenti di mercati finanziari, di nuovi aumenti dei prezzi dei beni energetici, di spinte protezionistiche e di una correzione disordinata degli squilibri globali.
E se i mercati borsistici sono il termometro della situazione finanziaria e industriale delle economie mondiali non si tratta tanto dell’euro o del dollaro statunitense sotto attacco quanto del fatto che mancano regole condivise per combattere le due maggiori insidie e capaci di generare continue fibrillazioni. Sono la “finanza creativa” e i “paradisi fiscali”. Se i governi si mettessero d’accordo e non ascoltassero le “sirene” dei banchieri off shore e degli imprenditori speculatori si potrebbe colpire alla radice questo stato di disagio e gli effetti distorsivi che provocano nelle economie nazionali. Ci accorgeremo, se non altro, restando ai fatti di casa nostra, che i miliardi di euro esportati clandestinamente dall’Italia sono di gran lunga superiori alle stime ufficiali. Parliamo, per lo meno di 500 miliardi di euro. Una cifra ingente e che se la impiegassimo al 25% per sviluppare la nostra imprenditoria e renderla competitiva nel mondo potremmo dire che avremmo di sicuro un nuovo e più formidabile slancio economico che si possa registrare nel mondo. Di certo non è servito e non servirà lo scudo fiscale e l’anonimato degli evasori per determinare una svolta significativa. Ci vuole qualcosa di più credibile a livello non di singolo paese ma della comunità internazionale. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Chiusura Ice

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2011

“La riorganizzazione di servizi e funzioni dell’ICE non depotenzierà i processi di internazionalizzazione delle imprese nella vasta fascia dell’Africa subsahariana. In quell’area l’apporto dell’Ice è stato sempre minimo, quasi impercettibile. A creare le vere condizioni di investimento alle imprese sono sempre stati enti come la Camera di Commercio ItalAfrica Centrale che, con molto coraggio e mezzi propri hanno esplorato quei territori, si sono radicati, hanno lavorato sodo e solo quando le condizioni lo hanno permesso hanno presentato alle aziende le potenzialità di mercati che continuavano a restare sconosciuti all’Ice”. Le misure che in Finanziaria stravolgono presente e futuro dell’Istituto per il Commercio Estero trovano d’accordo l’ing. Alfredo Cestari, Presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale: “Le istituzioni riconosciute dal tessuto imprenditoriale sono quelle che producono risultati proporzionati all’investimento necessario per il loro mantenimento. L’Ice era sostanzialmente fuori da questo parametro, il Governo bene ha fatto a rivederne organizzazione e finalità per evitare di perseverare negli errori del passato. Con numeri diversi sarebbe stato molto difficile depotenziare un istituto invece funzionante, produttivo e fermo punto di riferimento per centinaia di imprese”. E proprio alle imprese il presidente di ItalAfrica si rivolge: “Le missioni imprenditoriali all’estero sono utili quando producono contratti ed economia. Esse sono il punto d’arrivo di un lavoro fatto di relazioni ed interlocuzioni durato anni e svolto nella continua ricerca dei giusti accreditamenti di natura diplomatica, istituzionale e imprenditoriale con il tessuto locale i cui attori riconoscano l’’ente proponente’ quale interlocutore valido ed affidabile. In Africa subsahariana ciò accade di sicuro con ItalAfrica. Per questo, per le nostre imprese, in Africa non cambierà nulla”.
La Camera di Commercio ItalAfrica Centrale-Unioncamere è Ente senza scopi di lucro. Fondata del 2004, iscritta registro delle Camere di Commercio italo-estere del Min. degli Affari Esteri. La Camera di Commercio ItalAfrica Centrale associa oltre 300 tra grandi e PMI nazionali interessate alla internazionalizzazione delle attività nei Paesi della fascia sub sahariana.

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Infrastrutture: investimenti al Sud

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2011

“Che il Meridione soffra di un ritardo infrastrutturale più marcato rispetto al resto dell’Italia è un dato certo ed inconfutabile. Ma il governo Berlusconi nei primi tre anni di legislatura ha destinato il 40 per cento delle risorse complessive proprio al Sud, fatto mai registratosi nella storia della Repubblica. E ciò nella consapevolezza che questa area decisiva del Paese debba recuperare al più presto il gap infrastrutturale per porsi nelle condizioni di crescere al pari del resto del Paese. Sull’alta velocità ferroviaria, lo sostengo da sempre, non vi è dubbio che il servizio debba arrivare fino a Palermo così come in Puglia ed, in tal senso, il Ministero che mi onoro di dirigere sta operando. Mi auguro che il presidente del Senato voglia leggere i programmi già approvati dal governo, quelli in fase di attuazione e quelli in corso di approvazione, tutti orientati al riequilibrio dell’infrastrutturazione dell’Italia”. Lo dichiara il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.

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Centrale del latte: testo dell’accordo

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2011

Roma. Il Sindaco Alemanno oggi ha incontrato Cgil, Cisl e Uil e le rispettive categorie che rappresentano i lavoratori della Centrale del Latte. Al termine dell’incontro è stato raggiunto un accordo secondo il quale “L’amministrazione capitolina intende proseguire in ogni utile iniziativa finalizzata ad un accordo transattivo con le parti interessate dalla vicenda, naturalmente improntato a condizioni su cui Roma Capitale possa convenire. In tale operazione l’Amministrazione non può non tenere conto sia della tempistica della complessiva vicenda e, in particolare, della prossima scadenza sia dell’Opa Lactalis, sia del periodo massimo di Cassa Integrazione Ordinaria. Il Sindaco Alemanno reputa che sussistano tutte le condizioni per un coinvolgimento del Governo nelle ipotesi risolutive della problematica. Un prossimo incontro sulla questione può essere calendarizzato entro la prima decina di luglio”. Lo comunica il Campidoglio.

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Infotraffico sui cellulari a Lignano

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 giugno 2011

Dieci info point con le informazioni in tempo reale e una serie di impianti wi-fi e bluetooth per far arrivare le notizie sul traffico direttamente sui cellulari di nuova generazione. 650 mila euro l’investimento complessivo Conoscere in anticipo le condizioni di viabilità, relativamente alla rete autostradale e alla Strada Regionale 354, per decidere quando partire, utilizzando il cellulare o seguendo gli aggiornamenti forniti dagli Infopoint. Da oggi, a Lignano, si può, grazie a un nuovo servizio informativo per i turisti e gli ospiti della località balneare. Dieci infopoint (schermi hi tech da 40 pollici, a led, con pc integrato) installati a Lignano Sabbiadoro alla Terrazza mare, negli uffici di Spiaggia 1 ter, 6,10,17, in piazza Fontana e in Municipio; a Lignano Riviera (ufficio spiaggia campeggio Pino Mare) e a Lignano Pineta (Tenda bar, Terme), affiancati a cinque impianti BlueTooth e Wi-Fi (a cui prossimamente se ne aggiungeranno altri) per diffondere tutte le informazioni sul traffico, gratuitamente e in tempo reale. Sono gli “strumenti” attraverso i quali Autovie Venete e Friuli Venezia Giulia Strade, Il servizio,unico in Italia, è stato presentato oggi (domenica 12 giuno) agli imprenditori, riuniti alla Terrazza Mare di Lignano dall’assessore regionale alla viabilità Riccardo Riccardo, affiancato dal presidente di Fvg Strade Giorgio Santuz, dal direttore operativo di Autovie Enrico Razzini, dal sindaco della località balneare Silvano del Zotto e dal consigliere regionale Daniele Galasso. Il collegamento stradale fra il casello di Ronchis (Latisana) e la località balneare, sarà monitorato utilizzando una rete di 18 telecamere e sensori, esattamente come avviene per l’autostrada. Questo permette di raccogliere e trasmettere i dati al Data Center e successivamente al Centro Radio Informativo di Autovie Venete da dove, “tradotti” in informazioni, sono pubblicati sui pannelli a messaggio variabile, sul sito di Friuli Venezia Giulia Strade, su quello di Autovie Venete, sui vari Infopoint, negli impianti Bluetooth – WI-FI e diffusi dal Centro informativo Viaggiando attivo ventiquattro ore su ventiquattro. A ciò si aggiunge il nuovo servizio di messaggistica (già in funzione anche nell’area di servizio di Gonars Nord dal febbraio di quest’anno), sviluppato in collaborazione con la società udinese “E-Moz”, alla base del quale c’è la tecnologia Bluetooth e WI-FI: sono modalità in grado di far dialogare e interagire fra loro dispositivi diversi (telefoni cellulari, notebook, computer portatili, smartphone) senza la necessità di collegamenti via cavo. Nelle aree coperte dal servizio, segnalate da apposite “paline” con le “istruzioni per l’uso”, l’utente riceve un messaggio sul suo cellulare (che, naturalmente, deve essere dotato del dispositivo bluetooth e/o WI-FI) con il quale gli viene chiesto se desidera ricevere informazioni. Un passaggio indispensabile per rispettare la legge sulla privacy. Alla riposta affermativa, il sistema provvede a inoltrare l’informazione. “Obiettivo del sistema che ha richiesto un investimento di circa 650 mila euro – ha detto Riccardi – è quello di aumentare la sicurezza dei viaggiatori, fornendo loro informazioni sempre più aggiornate a capillari sulle condizioni di viabilità”. “La strada regionale 354, essendo un’arteria strategica dal punto di vista turistico – ha sottolineato il presidente di Fvg Strade Giorgio Santuz – durante l’estate sopporta un carico di traffico molto elevato soprattutto durante i fine settimana. Poter diffondere le informazioni agli utenti sulla sua percorribilità, in tempo reale, significa consentire agli utenti di modificare il tragitto o di effettuare una sosta in attesa che il traffico cali, piuttosto che affrontare la coda”. Il progetto, in ogni caso è una sorta di “primo tassello di una collaborazione che potrà estendersi, in futuro, anche ad altre strade – ha sottolineato Riccardi – perché quando parliamo di viabilità e sicurezza, non possiamo ragionare per compartimenti stagni, ma dobbiamo prendere in considerazione tutto il territorio attraversato”.

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Riduzione dell’assegno in caso di seconde nozze

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 Mag 2011

È inutile sperare di recuperare immediatamente gli alimenti arretrati dopo l’emissione della sentenza che modifica le condizioni di divorzio. Così tanti coniugi sono e saranno costretti ad attendere a lungo anche dopo la decisione per vedersi attribuito quanto gli spetta se non interverrà il Parlamento a colmare questa grave lacuna normativa. Secondo la prima sezione civile della Corte di Cassazione con la sentenza 9373 del 2011 che Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” riporta, infatti, dev’essere esclusa l’esecutività immediata della sentenza modificativa delle condizioni di divorzio. Gli ermellini evidenziando il vuoto normativo che secondo la Corte dev’essere colmato dal legislatore in quanto “di fronte alla generalizzata esecutorietà delle sentenze di primo grado, tale carattere appare una sorta di residuo affatto eccezionale, in una materia come quella familiare che richiede tempestività e snellezza operativa” ha stabilito, quindi, la non immediata esecutività delle sentenze con le quali vengono modificate dal giudice le condizioni economiche del divorzio o della separazione. Secondo i giudici di legittimità occorre che nel provvedimento sia indicata un’apposita clausola di esecutorietà. Nella stessa decisione, i giudici di piazza Cavour hanno precisato come non necessaria la questione di legittimità costituzionale sulla norma procedurale che statuisce che le modifiche delle condizioni economiche fossero adottate in camera di consiglio, poiché “i Giudici della Consulta non potrebbero che richiamare la scelta discrezionale del legislatore di attribuire ai procedimenti di modifica delle condizioni di separazione e divorzio, le forme di quelli in camera di consiglio”. Spetterebbe, quindi, “al legislatore intervenire, secondo i voti di gran parte della dottrina”. La vicenda portata all’attenzione dalla Suprema Corte riguarda, in particolare una coppia di La Spezia che già nel 2003 si era separata con decisione omologata dal Tribunale. Successivamente lo stesso Tribunale aveva stabilito un assegno a carico del marito, in favore di figli e moglie che era stato ridotto in seguito all’esito di apposito ricorso di questi. Nonostante la modifica, il marito però era stato per lo più moroso e la ex aveva deciso d’impugnare la sentenza di modifica delle condizioni avviando il pignoramento dello stipendio di lui che nei due gradi di giudizio di merito non veniva accordato.
I giudici del Palazzaccio respingevano anche l’ultimo ricorso della donna stabilendo che il provvedimento, in assenza di una clausola espressa, non era immediatamente esecutivo.
L’epilogo della vicenda obbligherà, quindi, la moglie a riavviare un giudizio esecutivo nei confronti dell’ex per cercare di ottenere l’assegno e gli arretrati.

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La Russa: voli linea off limits

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2011

“L’uso dei voli di Stato e rigorosamente disciplinato dalla Direttiva presidente Consiglio dei ministri 25.7.2008 (G.U.  22.8.2008) e il Ministro della difesa sa perfettamente quali sono le condizioni per il  loro uso.  Mi sembra fuori luogo che il Ministro ieri abbia tentato di giustificarsi sollevando impedimenti dovuti alla presenza della sua scorta o che il volo in questione sarebbe dovuto tornare “vuoto” a Milano. Delle due una, o rinuncia alla scorta oppure si comporta come richiede la sua carica nel pieno rispetto della legge e in questo caso della Direttiva emanata dal suo capo .  In altri Paesi europei dei ministri si sono dimessi per molto meno, qui in Italia invece i cittadini devono continuare a dover assistere a queste continue espressioni di arroganza.”. Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

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