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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘conduttore’

Heart&Fashion

Posted by fidest press agency su martedì, 8 novembre 2011

Roma 14 novembre 2011 – ore 20,30 Hotel Westin Excelsior Via Vittorio Veneto n. 125, si svolgerà   la seconda edizione di “Heart&Fashion”, una nobile e importante iniziativa ideata e organizzata dalla consulente d’immagine Simona Travaglini in favore della Fondazione ASRALES Onlus, che fa riferimento alla Divisione di Reumatologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’evento, condotto da due protagonisti del fashion system italiano, Jonis Bascir e Valeria Oppenheimer, avrà come filo conduttore la promozione dell’Italian Style in stretta sinergia con un progetto di solidarietà finalizzato a supportare la ricerca medica. Grazie al ricavato della serata, infatti, verrà conferita una borsa di studio nel campo della ricerca sulla sclerodermia, una delle così dette “malattie rare”. Una patologia autoimmune che colpisce soprattutto le donne tra i 30 e i 50 anni ed è caratterizzata dalla sclerosi, dalla fibrosi e dall’indurimento della cute e degli organi interni. Non esistono cure in grado di modificare il decorso della malattia, ma negli ultimi anni la ricerca ha permesso di capire molti meccanismi legati al suo insorgere. A sostegno di “Heart&Fashion” scenderanno in campo il mondo della moda e i principali protagonisti del momento: per l’Alta Moda Italiana in passerella le preziose creazioni di Camillo Bona – quelle stile “Red Carpet” di Nino Lettieri – per l’Alta Moda Sposa le sartoriali idee di Mauro Gala – di prestigio la presenza della Maison Bertoletti neo eletta fra le Attività Storiche di Eccellenza della Capitale – di seguito il prêt-à-porter di lusso di Luigi Borbone; per il mondo dei preziosi i favolosi gioielli di Ariel Ortega ed infine l’installazione di Alessio Spinelli con le sue avveniristiche calzature.
“Heart&Fashion” non sarà una sfilata come tante altre – afferma l’ideatrice Simona Travaglini, sono convinta che la moda abbia la forza e la possibilità di trasmettere non solo messaggi glamour, di conseguenza può diventare un fondamentale e potenziale ponte per promuovere progetti legati alla solidarietà, sostenuti grazie alla generosità dei protagonisti della vita culturale e sociale del nostro Paese”.

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Morticine che non possono resuscitare

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2011

Lettera al direttore. Sarebbe interessante confrontare il numero di trasmissioni che il bravo conduttore Bruno Vespa ha dedicato alle morticine che non possono risuscitare, con il numero di trasmissioni dedicate ad una morta che potrebbe risuscitare. Eppure piangeva per la sua Aquila distrutta dal terremoto. Evidentemente lo spettacolo di una città distrutta della quale neppure è iniziato lo sgombero delle macerie, non fa ascolti televisivi. Ma forse un motivo più nobile spinge il simpatico giornalista a trascurare la sua città morta che potrebbe risuscitare: non vuole dare ulteriori preoccupazioni a chi è già sin troppo angosciato per le persone che perdono la vita in mare fuggendo dall’Africa, per l’emigrazione dei giovani italiani, per la disoccupazione, i morti sul lavoro, per la sempre maggiore povertà di tante famiglie italiane, e via di seguito. Questo lo spinge a trascurare la sua amata città natale. Ed ovviamente per lui il dramma interiore è profondo. A proposito di spettacolo: nell’ultima trasmissione dedicata alla sventurata ragazzina di Brembate di Sopra, il giornalista non ha resistito alla tentazione, e si è presentato con in mano un guanto simile a quello trovato in tasca alla vittima. (Veronica Tussi)

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Le due facce di Bruno Vespa

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2010

Lettera al direttore. Gentile dott. Bruno Vespa, giovedì sera non sono stato costretto, come altre volte, a cambiare immediatamente canale; non l’ho visto, infatti, languidamente abbracciato al plastico di una casa, né ho visto la fotografia di una minorenne uccisa, né qualche presunto strumento di morte tra le sue mani. Si parlava di un argomento serio, degno di un giornalista serio: il mistero sul silenzio di Pio XII nei riguardi dei crimini nazisti. Suppongo che gli ascolti siano stati inferiori a quelli delle serate precedenti, ed io capisco che gli ascolti siano importanti per un conduttore televisivo, ma vuol mettere la differenza tra il Vespa dell’altra sera e il Vespa di Cogne e di Avetrana?  Lei è persona ormai conosciutissima, scrive libri, riesce a  condurre anche trasmissioni serie, ad invitare Paolo Mieli, anziché i soliti “opinionisti” annoiati, che bisogno ha quindi di qualche ascolto in più? Perché insistere sui fattacci di cronaca nera? Conviene alla sua immagine? Magari, dimenticando la sua devozione a Berlusconi, su una tragedia converrebbe che lei, aquilano, ogni tanto tornasse: quella della sua città abbandonata. Calerebbe l’audience? Pazienza. Ne varrebbe la pena, giacché potrebbe derivarne un bene per gli aquilani. Ma le serate dedicate all’orrore a chi fanno bene? (Attilio Doni)

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Un “vaffan..” di troppo

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2010

Lettera al direttore. La Rai ha sanzionato Michele Santoro, se stessa, nonché i telespettatori, con una sospensione di 10 giorni della trasmissione “Anno Zero” e detrazione dello stipendio (solo a Santoro) dal 18 ottobre, a causa di un “Vaffan…bicchiere”, che il conduttore ha inviato pubblicamente al direttore generale Mauro Masi. E Maurizio Lupi ha commentato: ”In quale azienda un dipendente può permettersi di insultare il suo direttore generale senza subire conseguenze? L’insulto è libertà di stampa?”. Maurizio Lupi avrebbe ragione, e pure Mauro Masi avrebbe ragione, se mandare elegantemente scherzosamente simpaticamente al quel paese una persona, fosse un insulto. A mio parere un semplice richiamo sarebbe stato più che sufficiente. Io, al posto di Mauro Masi, avrei risposto con un “Vaffan…zero”. Ma il senso dell’umorismo, nonché il senso della misura (ahimè) sembrano essere svaniti.  E se fossi al posto di Santoro, senza commenti, nella prossima trasmissione manderei in onda la canzoncina di Alberto Sordi: “Te c’hanno mai mandato a quel paese, sapessi quanta gente che ce sta, er primo cittadino è amico mio, tu dije che te c’ho mannato io, e va e va…”. Me raccomanno, però, che non la canti Michele, come fece con “Bella ciao”,  ché è stonato come una campana! (Miriam Della Croce)

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Raffaele de Grada

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2009

de gradaCherasco (CN) fino al 27/9/2009 via Vittorio Emanuele II, Palazzo Salmatoris a cura di Maria Luisa Simone De Grada, Guido Folco e Cinzia Tesio  La mostra curata dalla famiglia De Grada con la collaborazione di noti critici e storici del settore, presenta una sessantina di opere del maestro lombardo selezionate a seconda delle varie fasi che hanno caratterizzato il percorso artistico di questo pittore, la cui opera e’ ormai entrata a far parte dell’arte italiana contemporanea. I quadri sono suddivisi tra il periodo svizzero, con opere come -Girasoli nella casa di Zurigo- o -Lago di Katzensee-, il periodo lombardo ed il periodo toscano con opere come -Campagna fiorentina o poggi toscani- o -Le torri di San Gimignano-. L’esposizione ha quale filo conduttore il rapporto tra Raffaele De Grada ed il paesaggio, valorizzando cosi’ il legame che ha sempre unito il pittore alla natura e che ne ha decretato, sin dagli anni Trenta, il grande successo nei confronti della critica e del pubblico.
Raffaele de Grada (Milano 1885-1957) Nato a Milano nel 1885, Raffaele De Grada si trasferisce nel 1898 con la famiglia a Buenos Aires per pochi mesi, per stabilirsi poi a Zurigo, dove compie gli studi artistici. Risale al 1913 la prima personale con ottanta opere alla Galerie Neupert di Zurigo, in gran parte paesaggi montani. Dal ’35 soggiorna nelle estati in Versilia, dove frequenta l’ambiente degli intellettuali e nelle stagioni primaverili e autunnali a San Gimignano. La sua casa milanese diventa luogo d’incontro dei giovani Manzu’, Treccani, Birolli, Guttuso, Borlotti, Sassu, Quasimodo. Nel ’42 presenta 23 opere alla XXXIII Biennale di Venezia. Nel ’56 compie l’ultimo viaggio a Aix-en-Provence, per visitare la mostra di Ce’zanne. Muore a Milano nel 1957. http://www.cherasco2000.com (De Grada)

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Incontro con Massimo Cirri

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2009

Matera, 27 luglio, (Via Ridola, 37 – inizio ore 20 – accesso libero Giovanni Moliterni della Libreria dell’Arco, in collaborazione con l’Associazione Culturale Energheia, propone un incontro letterario con Massimo Cirri, autore del libro “A colloquio. Tutte le mattine nel Centro di Salute Mentale”, edito da Feltrinelli. Massimo Cirri, psicologo, autore teatrale e televisivo, è il noto conduttore, insieme a Filippo Solibello, del programma radiofonico “Caterpillar” di Rai RadioDue. Interverrà il Dott. Edoardo de Ruggieri. Ecco la trama: Il signor L. ha una questione aperta con le donne. Negli ultimi tre mesi, sei appuntamenti con sei donne diverse. E non uno che abbia funzionato. Il signor K. è molto solo, e i suoi problemi sono cominciati con una frattura. Ma non esistenziale, una banale frattura al polso. Il signor F. ha qualche difficoltà a controllare l’aggressività, almeno così dice sua mamma. Il signor C. si sente la depressione appiccicata addosso e ha cambiato decine di specialisti, ma il dottor G. gli piaceva. La signorina D. pare di un altro secolo, lontanissima nel tempo perché è lontana da tutto. La signora A. logora i nervi. Questo fa, in estrema sintesi. Lo psicologo Massimo Cirri racconta i suoi incontri in un Centro di salute mentale. Vita vissuta all’interno del Servizio sanitario nazionale, persone, dolori, umanità. E infermiere sindacalizzate, colleghi pescecani, informatori farmaceutici avvoltoi e fascinose dottoresse con cui tuffarsi in un cappuccino tra una storia e l’altra. Quando si ascoltano le storie degli altri si ripassa la propria e viene voglia di raccontarle tutte da vicino. Perché da vicino nessuno è normale.

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Paolo Leonardo, Francesco Sena

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2009

Paolo LeonardoTorino dall’ 8 al 11 luglio 2009 Via dei Mille 40/A, Marena Rooms Gallery inaugura la mostra di Paolo Leonardo e Francesco Sena. La kermesse artistica inserita all’interno del programma, che coinvolge 5 gallerie e l’Accademia Albertina di Belle Arti, ha titolo Torino Reloaded (Art) ed ha come filo conduttore un periodo storico particolmente interessante dal punto di vista culturale. Affiorano allora gruppi musicali, cineasti, videomaker, scrittori e soprattutto artisti che andranno a comporre il paesaggio creativo di una metropoli sempre in movimento: esigenze non indotte o pilotate, ma che sorgono, indipendenti e spontanee, dal basso. Quest’anno la sezione arte di Traffic dedica uno sguardo retrospettivo ad alcuni dei protagonisti che hanno contribuito a definire il nuovo corso di Torino: una microgenerazione poco protetta dalle istituzioni, eppure portatrice d’idee consolidatesi nel tempo”. Per l’occasione Paolo Leonardo, (Torino, 1973) presenta tre interventi pittorici su manifesti, e un video, “Là dentro, qui fuori”, trasfigurazione pittorica di una Torino postindustriale, realizzato in collaborazione con il regista torinese Daniele Gaglianone, e con musiche di Massimo Miride. Leonardo chiama “disincarnazione della pubblicità” il suo modo di intervenire sui manifesti propagandistici per deformarne il senso in chiave neoespressionista. Vera arte di strada in cui la pittura s’impadronisce dei codici del marketing per brutalizzarli e renderli altro da sé. Francesco Sena, (Avellino, 1966) presenta due lavori realizzati con la tecnica che caratterizza da anni la sua poetica: dall’immagine fotografica l’artista passa al disegno della stessa su legno che ricopre poi con uno strato monocromo di cera colorata. Il risultato finale è una distorsione dello spazio e del tempo dell’immagine. La cera è  infatti il materiale della memoria, di un vivo immobilismo o di una lenta paralisi che ha il potere di trasformare il paesaggio in narrazione nostalgica. http://www.marenaroomsgallery.com (paolo leonardo)

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Giuseppe Cardoni: Frammenti Metropolitani

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2009

frammentiPalermo fino al 26 giugno Lanterna magica  via Goethe, 43 A cura di Vincenzo Mirisola  Tre, in sostanza, le linee portanti su cui poggia Frammenti Metropolitani, una ricerca intensa e raffinata: realizzare un reportage personale, intimo, in grado di dare spazio e visibilità alla propria sensibilità; raccontare una città, anche nei luoghi meno conosciuti o famosi; impossessarsi delle molteplici e diverse dimensioni che puo’ assumere in un particolare momento, una persona, un luogo, un’atmosfera, un contesto.  Giuseppe Cardoni, in totale libertà interpretativa, affidandosi alla estemporaneità delle circostanze e alla propria capacità percettiva, individua il probabile soggetto, immagina il possibile frammento e lo sintetizza, dopo averlo innervato della propria sensibilità. Frammenti di riflessioni collegati tra loro da un sottile ed invisibile filo conduttore – il tratteggio narrativo strutturale che connota l’indagine – che hanno una loro individualità iconica significante e nel contempo si fondono, in termini di linguaggio, in una trama stilistico-espressiva di raffinata valenza culturale e di stimolante gusto estetico.  L’autore umbro e’ affascinato dal rapporto tra la dimensione plurale del soggetto individuato – le persone, le cose, i luoghi, le atmosfere, i contesti – e dalla correlazione e/o contrapposizione con gli elementi grafici – segni, tracce, simboli, profili allegorici, richiami pubblicitari – della città stessa.  Frammenti Metropolitani e’ un lavoro in progress. In Cardoni fotografo e’ forte la speranza, anche per il suo modo di guardare e di vedere chi incontra (o cerca o trova), di riguardare e rivedere, nei luoghi già indagati, in tempi diversi, il riproporsi di approcci comunicativi simili e momenti percettivi comparabili, magari in dimensioni inedite, nuove, e una diversa intensità emotiva, ma con i segni del tempo trascorso. Un modo per tentare di misurare i passaggi intervenuti, stimare le memorie sedimentatesi, studiare le differenze e riflettere sulle ulteriori possibili dinamiche evolutive, previsualizzandone, al limite, forme e contenuti.  (Fausto Raschiatore) (foto frammenti)

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