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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘confini’

“Pace senza confini”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

Madrid dal 15 al 17 settembre 2019.In migliaia arriveranno da tutta Europa per assistere all’evento, che sarà di fatto una grande manifestazione per la pace. Il programma prevede l’inaugurazione nel pomeriggio di domenica 15 settembre al Palacio Municipal de Congresos de Madrid, lo svolgimento dei panel per tutta la giornata del 16 e la mattina del 17 (nel centro storico della Capitale) e la cerimonia finale nella Plaza de la Catedral de la Almudena.“Pace senza confini”, promosso insieme all’arcidiocesi della capitale spagnola, ha l’obiettivo di dare risposte concrete di pace e di dialogo non solo di fronte ai focolai di guerre esistenti ma anche ad un clima di conflitto permanente a cui si stanno abituando le nostre società, a partire dalla violenza del linguaggio verbale e dal risorgere di fenomeni di razzismo e xenofobia.Rinnovando lo “spirito di Assisi” – come fa ogni anno Sant’Egidio assumendo l’eredità della prima grande Preghiera per la Pace, voluta da Giovanni Paolo II nell’ottobre 1986 – si intende far crescere quella rete di dialogo, capace in passato di operare una “pace preventiva” in tanti angoli del mondo e di dissociare in modo fermo le religioni dalle guerre e da ogni forma di violenza e di terrorismo.Per tre giorni leader cristiani, ebrei, musulmani e delle religioni asiatiche interverranno, insieme a rappresentanti delle istituzioni e del mondo della cultura, in una trentina di tavole rotonde. Tanti gli argomenti al centro dell’attenzione, non solo il dialogo interreligioso e la prevenzione dei conflitti, ma anche la necessità del disarmo, l’emergenza ambientale, il futuro dell’Europa, il fenomeno delle migrazioni, i temi dello sviluppo e della giustizia sociale.Prevista la partecipazione di numerose personalità istituzionali, religiose e del mondo della cultura, per il momento oltre 300, provenienti da tutti i continenti, tra cui l’arcivescovo di Madrid, cardinale Carlos Osoro Sierra, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, l’economista statunitense Jeffrey Sachs, il presidente della Repubblica Centrafricana, Faustin-Archange Touadera, il rabbino capo di Tel Aviv, Israel Meir Lau, il rettore dell’università di Al-Azhar, Mohammad Al-Mahrasawi e il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi.https://preghieraperlapace.santegidio.org/

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I confini tra scienza, fantascienza ed eventi biblici

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

La recente notizia che un gruppo di scienziati ha acquisito la prova che il diluvio universale, descritto nelle sacre scritture, abbia veramente sconvolto il mondo intero circa diecimila anni fa, mi ripropone il discorso, in verità mai sopito, sul confronto/scontro più in generale tra scienza, fantascienza e scritture bibliche. Gli aspetti più eclatanti li ho avvertiti con i primi clamorosi studi e ricerche sull’ingegneria genetica.
Uno di questi fu divulgato nel 1984 quando il prof. Steve Gould dell’Harvard University rivelò che esista la possibilità tecnica di fecondare una femmina di scimpanzé con seme umano.
Come può essere realizzabile? In genere le cellule sono rivestite da un’unità organica con caratteristiche immunitarie che ne definiscono la specificità. Ciò significa che questa membrana “difensiva” è in grado di frapporre un ostacolo naturale al tentativo di collegarla con cellule di specie diverse. Lo stesso accade per gli spermatozoi. Hanno potere fecondante se mancano particolari sostanze e che sono invece presenti nel liquido vaginale della femmina della stessa specie. Ebbene questi ostacoli nella “fecondazione in vitro” sono stati superati. Ma non basta. Nello spermatozoo esiste un “codice” segreto che impedisce la fecondazione alla presenza di liquidi vaginali non appartenenti alla stessa specie. Ancora una volta la barriera è stata scavalcata in seguito all’esperimento del prof. Juri Yano dello Yekes Primate center of Atlanta in seguito all’adozione di una particolare tecnica enzimatica.
A questo punto non sembra vi siano ostacoli notevoli per realizzare un ibrido uomo-scimmia. In via del tutto naturale si sa della nascita, in cattività, di un piccolo da una femmina di Siamango (una specie di scimmie che vive nell’Asia meridionale) con un gibbone. In questo caso la distinzione genetica è maggiore rispetto a quella dell’uomo-scimmia. Infatti, mentre il rapporto con il gibbone è di 46 e 48 cromosomi quelli con il Siamango è di 50 e 44. Il piccolo ibrido nacque con 47 cromosomi di cui 22 ereditati dalla madre e 25 dal padre. Probabilmente avrà voluto dire qualcosa la circostanza che le due specie avessero avuto un’origine comune ben 4/5 milioni di anni fa. Ed è quasi la data alla quale si fa risalire il rapporto di parentela natale uomo-scimpanzé. A questo punto è proprio il caso di dire che la magia e la fantascienza non costituiscono già da qualche tempo una novità per la natura. Basti pensare all’ape cartaia. Diciamo più semplicemente che esiste già un nuovo mondo e che le sue scoperte continueranno a stupirci a dispetto dei progressi della scienza. Un tema in se affascinante ma che qui riporto solo come citazione rimandando il lettore ai miei libri, pubblicati su Amazon in versione e-book, e quelli degli altri, davvero numerosi, che oggi hanno saputo sviscerare in tutte le loro parti, i limiti, oramai non più insuperabili tra scienza e fantascienza. (Riccardo Alfonso)

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Eposizione di Lina Fucà “Tra le linee dei miei confini”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

Lina FucàMadrid 23 maggio – 22 dicembre 2017 (Da lunedì a venerdì dalle ore 10.00 alle 18.00 Agosto dalle ore 10 alle ore 14.00. Festivi chiuso) Ingresso gratuito Istituto Italiano di Cultura calle Mayor, 86 Eposizione di Lina Fucà “Tra le linee dei miei confini”
Lina Fucà è nata a Torino nel 1972. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Torino, diplomandosi in pittura. Negli stessi anni inizia a compiere performance di pittura dal vivo con il gruppo teatrale Il Barrito degli Angeli. Questa esperienza amplifica l’attitudine dell’artista a far dialogare la propria pratica figurativa con altre forme espressive quali teatro, musica e video. L’evoluzione naturale di questa dinamica relazione la porta ad occuparsi di scenografia e costumi con numerose realtà della scena teatrale e cinematografica indipendente. L’interazione fra diversi linguaggi è divenuta in questi ultimi anni la caratteristica della sua ricerca, che parte innanzitutto da una riflessione sulla percezione di sé in rapporto alla percezione “degli altri”. Ne sono testimonianza le opere presentate alla Galleria Giorgio Persano nell’aprile del 2016 dove sono state esposte, in una mostra personale, alcuni lavori che sono il risultato di un intreccio che prende corpo in forme e modalità visive poliedriche: dalla proiezione di un video dove l’artista e una ragazza egiziana si confrontano attraverso gesti simili e distanti, alla composizione di una scatola luminosa in cui l’autoritratto risulta dalla sovrapposizione di ritratti realizzati da altri; dalla ripresa della vestizione dell’artista compiuta da donne che la trasformano in una sembianza di sé (segno tangibile dell’incontrarsi), alla tenace e lieve ombra lasciata su grandi fogli bianchi che raccontano il viaggio interiore di una giovane donna sulla soglia della sparizione. Nell’estate del 2016 la Fondazione Merz offre a Lina Fucà una residenza artistica a Cuba. Da questa esperienza nasce l’opera Non bastano un milione di passi, riflessione sull’incontro con l’isola caraibica dove si intrecciano fotografia, video e forme arcaiche di costruzione. (foto: Lina Fucà)

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Militari italiani ai confini della Russia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 ottobre 2016

Putin Views Russian Arms On Display At Expodi Vincenzo Olita. In questi giorni governo e opposizioni si affannano a difendere o condannare l’invio in Lettonia di 140 militari che andranno a comporre il contingente Nato, circa 4000 uomini, che a primavera si schiererà nei Paesi baltici.
Si tratta di un’aggressione alla Russia o no? Per noi è solo l’ennesimo vuoto strategico dell’amministrazione Obama in cui si inserisce l’insipienza della nostra classe politica, particolarmente interessata a discutere se il Parlamento fosse stato messo al corrente o meno.
Gli equilibri geopolitici sul pianeta sono in profonda trasformazione, come evidenzia l’articolo che segue: la NATO con una presunta azione militare, fondamentalmente mediatica, si espone ad un inquietante ridicolo, l’Europa funge da rimorchio marcando la sua presenza con l’invio dei propri militari ad un soggiorno estivo. E l’Italia? In attesa di comprendere gli intendimenti della politica estera di Giappone, Cina, India, Russia, Australia, Corea del Sud ed altri, martedì porta una delegazione di otto ospiti a cena con Obama. Mercoledì le televisioni ed internet ci informeranno su mise in place ed abbigliamento, giovedì la stampa con interviste ad Armani, Cantone, Benigni, la sindaca di Lampedusa ecc. chiuderà il cerchio del politicamente corretto, in cui “la voglia d’Italia”sarà l’asse centrale. (fonte: http://www.societalibera.org)

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Israele: I confini del 1967 e il diritto internazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2016

territoriBy Emanuel Baroz “…Vi sarebbe una “occupazione” israeliana di “territori palestinesi” che violerebbe la “legalità internazionale” e pertanto andrebbe fermata al più presto. Tutto ciò però, sul piano strettamente giuridico, non è affatto vero. Israele è stato costruito sul territorio del mandato britannico sulla Palestina, deciso dopo la fine della prima guerra mondiale e il crollo dell’impero ottomano, dal trattato di pace di San Remo (un trattato accessorio di quello di Versailles, si trova in rete fra l’altro qui) e poi della deliberazione della Società delle nazioni (le cui decisioni sono state interamente confermate dall’Onu al momento della sua fondazione).La premessa del mandato è che “recognition has thereby been given to the historical connexion of the Jewish people with Palestine and to the grounds for reconstituting their national home in that country “, con il quale viene dato riconoscimento alla connessione storica del popolo ebraico con la Palestina come base per ricostituire in quale paese la loro nazione”. All’articolo 6 si impone al mandatario di “shall facilitate Jewish immigration […] and shall encourage […] close settlement by Jews on the land, including State lands and waste lands not required for public purposes“, cioè facilitare l’immigrazione ebraica e di incoraggiare il “fitto insediamento” (o “colonizzazione” la parola è sempre “to settle”) della terra, incluse le terre statali e quelle vuote non necessarie a scopi pubblici.Questo testo, che ha valore legale si riferisce a tutta la Palestina mandataria. La proposta di divisione dell’Assemblea generale dell’Onu, che fu respinta dai paesi arabi, gli accordi armistiziali e poi quelli di Oslo, che rimandano tutti al futuro non hanno cambiato la condizione giuridica del territorio, anche della parte che fu arbitrariamente occupata dalla Giordania nel ’49. Il mandato di Palestina tutto, anche il “west Bank”, come si iniziò a chiamarne un pezzo dopo il ’49, era destinato a patria del popolo ebraico e la sua “colonizzazione” era e resta perfettamente legale. La convenzione di Ginevra che spesso si cita come prova dell’illegalità israeliana non c’entra niente: sia perché si applica a territori occupati, come Giudea e Samaria non sono, sia perché riguarda trasferimenti forzati di popolazione e pulizia etnica, come in quella zona ha perpetrato la Giordania e vorrebbe commettere l’Anp, ma Israele non ha mai fatto. I fatti che ho esposto sono ben noti.
E’ quel che ha scritto il rapporto della commissione Levy (dal nome dell’ex giudice della corte suprema israeliana che l’ha presieduto) del 2012; è quel che è stato affermato di recente da un appello di giuristi contro la decisione, tutta politica, della Commissione Europea di proibire ogni suo finanziamento ad attività che hanno sede oltre la linea armistiziale del ’49: ” la definizione dell’UE della Giudea e Samaria come “territori palestinesi” o” territori occupati” è priva di qualsiasi valore legale o di fatto. L’area non è mai stata definita come tale [ai sensi del diritto internazionale] e quindi l’uso continuo dell’Unione europea di questa terminologia mina la negoziati per una pace permanente” La percezione di illegalità degli insediamenti israeliani da parte “dell’UE deriva da ragioni differenti dal diritto internazionale”. Inutile dire che queste analisi e altre consimili sono regolarmente ignorati dai giornali…” (foto: territori)

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Schengen conviene a tutti. Come l’Unione Europea. Fatti e ragionamenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2016

Uno studio della Cgia di Mestre ha valutato in oltre 10 miliardi di euro all’anno i costi che l’Italia dovrebbe sostenere se fossero ripristinati i controlli ai confini tra i Paesi (26 di cui 4 non Ue) che oggi partecipano a questo accordo di libera circolazione. Uno studio che ha preso spunto da altrettante valutazioni francese e tedesca. Studio che, per chi oggi non si accontenterebbe solo di abolire questo trattato, ma di praticschengenamente eliminare l’Unione magari con qualcosa di ibrido per alcuni scambi commerciali, non prende in considerazione tutti gli altri aspetti economici.
L’aria antieuropeista non è una cosa secondaria, visto l’avanzare dei vari movimenti e partiti contrari in alcuni Paesi dell’Ue e, soprattutto, le politiche di alcuni Paesi membri che pretendono di trarre dall’Unione solo quel che da’ loro un vantaggio tangibile e immediato: la politica di chi non va oltre il proprio naso non e’ una peculiarita’ solo delle politiche amministrative ed economiche del nostro Paese (che, invece, su Schengen, a nostro avviso, non si sta comportando male).
Scrivo quindi per fare l’elogio del nostro governo in merito e parlar male degli altri? Non mi interessa. Non sono una persona che si inquadra in schieramenti, ma ragiono solo a fatti specifici, valutandoli caso per caso: quello che dovrebbe essere la Politica (notare la “p” maiuscola).
E i fatti specifici sarebbero un elenco di dati positivi che non basterebbe tutta la mia vita residua per scriverne. Uno solo valga per tutti: i diritti che oggi in Italia abbiamo per gli utenti e i consumatori, per quanto siano molto sgangherati, inapplicati, violati e travisati, se non ci fosse stata l’Unione, oggi non li avremmo neanche sulla carta. E forse e’ teoricamente piu’ semplice fare battaglie per il rispetto della legge che non per l’introduzione di una nuova, perche’- per il rispetto- ci si puo’ sempre rivolgere ad altri poteri cosiddetti separati del nostro ordinamento (per esempio, la magistratura), mentre per l’introduzione di nuovi c’e’ solo la politica (che -in questo caso- e’ con la “p” minuscola). Ho scritto “forse”, perche’, non avendo buttato definitivamente la spugna (pur se la tentazione e’ umana e forte) mi do’ ancora qualche chance. In Aduc opero con questa logica.
Ma ora faccio un salto indietro, culturale, per significare cio’ che mi ha portato a concepire e mettere in pratica l’unica forma di politica ed economia che credo possa servirci per farci e per fare meno male, a noi umani e al nostro Pianeta nel suo complesso: il federalismo, come politica di riduzione del danno. Ci sono arrivato da giovane (avevo 12-14 anni, gli anni ’60 del secolo corso) quanto tutti i giovani che non badavano solo al calcio o a “rubare” un bacio a qualche compagna di classe, si cimentavano, oltre alla letteratura e alla musica tipica di quell’epoca e di quell’eta’, in letture come “Risorgimento liberale” di Piero Gobetti, il “Che fare” di Lenin, i vari testi di Bakunin o Cafiero o Gramsci o Engels, in una scuola che in storia non ti faceva mai arrivare a studiare le due guerre mondiali e in cui il fascismo non era storia, ma solo realta’ toccante e circolante dei tanti -per vari motivi- nostalgici di qualcosa. Mi incrociai casualmente con la lingua internazionale esperanto e cominciai -affascinato- a studiarla, per arrivare poi a scoprire -ancor piu’ affascinato- l’esistenza del “Manifesto di Ventotene”, quello scritto in quell’isola da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, li’ esiliati dal regime fascista dell’epoca, quell’isola che il nostro attuale capo del governo ha di recente visitato per significare la scelta sua e del suo governo in materia di Europa.
Questa nota autobiografica mi serve per meglio inquadrare la valutazione economica e cultural/politica che intendo fare per commentare i dati della Cgia di Mestre. Commento che, nella necessaria brevita’ di questo scritto esprimo in due modi:
– cultural/politico: si vuole tornare ad un’Europa dove spesso ci voleva il visto per spostarsi da un Paese ad un altro, un Europa in cui gli Stati si massacravano fra di loro per l’ardita volonta’ di supremazia del loro modello rispetto ad altri (forma estrema: il nazismo)?
– economico: basterebbero da soli i 10 miliardi all’anno della Cgia di Mestre… ma si possono semplicemente aggiungere tutti gli altri aspetti economici e finanziari del nostra quotidianita’: dal burro negli scaffali dei supermercati ai negozi di arredamento (tipo Ikea) che rendono piu’ vivibili le nostre case, dai voli aerei che con qualche decina di euro ci portano a Londra o Madrid al massiccio apporto di lavoratori dagli altri Paesi membri che qui stanno meglio loro e fanno stare meglio anche noi.
Questa, molto in sintesi, e’ la mia Europa che, per stare meglio, dovrebbe trasformarsi in Stari Uniti d’Europa, su modello istituzionale Usa. C’e’ un dato che manca, ed e’ quello che oggi sta mettendo in crisi l’Unione: l’arrivo dei rifugiati e degli immigrati. Dovrei aprire un altro capitolo, ma faccio una sola valutazione perche’, magari in momenti successivi a questo, ci sia un punto di partenza per ragionarci: siamo sicuri che l’arrivo di alcuni milioni di rifugiati ed immigrati possa mettere in crisi un territorio, un’economia e una cultura che coinvolge centinaia di milioni di persone (forse, in merito, gli Usa, il piu’ potente Stato del mondo, non ci hanno insegnato nulla?). Un’ottica che, ovviamente, deve andare di pari passo con la spasmodica voglia dei nostri imprenditori di investire in alcuni Paesi extra-Ue che non fanno altro che chiedercelo tutti i giorni? Un’ottica che deve confrontarsi anche con la necessita’ -su cui ognuno deve farci mente locale- se e’ il caso di continuare ad avere in casa quattro apparecchi tv e tre automobili, piuttosto che un paio di pc/tv e diverse biciclette che dovrebbero poter circolare dando salute a chi pedala e a chi le incrocia?

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Teatro: Incontri ai confini di un’era

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2015

alessandro haberRoma Lunedì 26 ottobre 2015 – ore 21,00 Teatro Parioli Peppino De Filippo – Via Giosuè Borsi, 20. Musica al Teatro Parioli Peppino De Filippo per una serata che chiama a rapporto alcuni significativi artisti dello spettacolo per accompagnare sul palco Alessio Bonomo, artista inafferrabile e innovativo dal percorso sorprendente, nella performance live tratta dal suo ultimo lavoro discografico “Tra i confini di un’era”. Lunedì 26 ottobre alle ore 21, Alessio proporrà infatti uno spettacolo di musica e parole che si allontana dal concerto tradizionale per approdare ad una messa in scena inedita, visionaria ed eclettica. Con il coinvolgimento di artisti quali Alessandro Haber, Neri Marcorè, Fausto Mesolella, Momo, Pilar e Ferruccio Spinetti, e altri compagni di viaggio del passato e del futuro, Bonomo vuole offrire la sua personalissima lettura dei tempi indecifrabili in cui stiamo vivendo, ponendosi e ponendoci degli interrogativi. E sarà proprio l’arte dell’incontro e del confronto umano e artistico, a rivelarsi, forse, la chiave che ci consentirà di scorgere qualche risposta all’orizzonte.
L’evento sarà quindi un viaggio ai confini della nostra era che permetterà allo spettatore di entrare in contatto con un artista che mette sempre l’emozione al centro della propria poetica.La serata è organizzata da Rapsodica, in collaborazione con Esordisco e Leavemusic. Media partner: Radio Città Futura. Biglietti in prevendita al botteghino del Teatro Parioli e su TicketOne (15€ + d.p.)
Alessio Bonomo esordisce al Festival di Sanremo nel 2000 con “La Croce”. L’anno successivo co-firma con Bob Dylan l’adattamento italiano del brano “Girl from the North Country”, è autore per Andrea Bocelli, Nastro d’Argento per la miglior canzone originale contenuta nel film “Se sei così ti dico di sì”. “Tra i confini di un’era” è il titolo del suo ultimo lavoro discografico che include il brano “L’impermeabile blu”, rilettura in italiano autorizzata di “Famous blue raincoat” di Leonard Cohen. (foto alessandro)

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Matta: Un surrealista a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 marzo 2012

Roma dal 16 marzo al 20 maggio Viale Pietro de Coubertin 30, inaugurazione giovedì 15 marzo ore 19AuditoriumArte e Foyer Sinopoli. Orari di apertura: tutti i giorni dalle 11.00 alle 18.00 Ingresso libero Dieci anni fa l’Auditorium di Roma, in occasione dell’apertura, ospitava una grande mostra di Roberto Sebastian Matta. Nato a Santiago del Cile l’11 novembre 1911, l’artista moriva a Civitavecchia il 23 novembre 2002, alcuni giorni prima dell’inaugurazione. Nel centenario della nascita, Matta torna all’Auditorium con un’esposizione di importanti opere storiche a cura diClaudia Salaris e realizzata in collaborazione con la Fondazione Echaurren Salaris, il cui fulcro è rappresentato da quelle realizzate a Roma tra il 1949 e il 1954. In quel periodo, mentre l’Italia rinasceva dopo la seconda guerra mondiale, Matta era la testimonianza vivente di ciò che accadeva nelle trincee più avanzate dell’arte in Europa e negli Stati Uniti.
Lasciato il Cile nella prima metà degli anni Trenta, Matta è approdato nel vecchio continente in cerca di fortuna. Giovane architetto si stabilisce a Parigi, dove lavora nello studio di Le Corbusier. Durante un viaggio a Madrid, conosce Federico Garcia Lorca, che lo mette in contatto con Salvador Dalí. Quest’ultimo gli suggerisce di andare a trovare il fondatore del surrealismo, André Breton. Nel 1937 Matta lo incontra, portandogli i suoi primi disegni, e viene presto cooptato nel gruppo. Nel 1938 partecipa all’Exposition Internationale du Surréalisme. Mette a punto la ricerca delle cosiddette “morfologie psicologiche”, in cui adotta la tecnica dell’automatismo che non abbandonerà mai: le macchie di colore steso sulla tela indirizzano il tracciato del pennello, le forme,la costruzione. Nel 1939 partecipa alla trasmigrazione dei surrealisti dall’Europa agli Stati Uniti, in una fuga morale e politica di fronte alle prime avvisaglie dell’espansionismo bellicista hitleriano. A New York è uno dei pochi surrealisti emigrati che parla inglese e con il suo temperamento comunicativo diventa un intermediario prezioso tra gli artisti europei e quelli americani. Conosce i giovani pittori d’avanguardia, tra cui Jackson Pollock, i futuri protagonisti dell’espressionismo astratto, dell’action painting, portando loro uno stimolo a creare e tentare vie nuove con la sua esplorazione visionaria dell’inconscio, in cui assume un ruolo centrale il gesto.
Matta è un nomade, un irregolare anche all’interno del movimento surrealista: a causa di comportamenti e scelte personali nel 1948 viene espulso dal gruppo di Breton (sarà riammesso solo dopo un decennio). Isolato e in crisi, torna dopo molti anni in Cile, dove pubblica un manifesto sul “ruolo dell’artista rivoluzionario”. Quando, nel 1949, arriva in Italia il suo stato d’animo è quello di chi cerca una rigenerazione. Roma nel dopoguerra è una città viva, che lancia segnali di risveglio anche a chi, come lui, ha seguito le principali rotte dell’arte. Lo attira la Roma povera ma originale degli artisti orbitanti tra le osterie del centro, via Margutta e piazza del Popolo, nelle cui interminabili discussioni i problemi dell’arte non sono disgiunti dalle idee di giustizia sociale. Ma lo attira anche la Hollywood sul Tevere che con un cinema fatto con poche lire, il neorealismo, si è imposta nel mondo. E proprio a Roma egli da un lato accentua la sua politicizzazione, dall’altro si fa coinvolgere dalla dolcezza del vivere e del paesaggio, con esiti che contribuiscono a rinnovare la sua pittura. Nella città eterna l’ulisside si ferma e (per la seconda e non ultima volta) mette su famiglia, sposando l’attrice Angela Faranda da cui ha il figlio Pablo.
Matta ha avuto una vita lunga, segnata dal successo e all’insegna del nomadismo in senso lato. Gran viaggiatore, ha avuto varie residenze da un capo all’altro del mondo. Nel corso del tempo ha avuto quattro mogli e altrettante famiglie, sei figli. Egli stesso si sentì come Ulisse per la febbre che lo portava a varcare sempre nuovi confini, non solo geografici ma anche esperienziali e culturali. Parlava molte lingue, spagnolo, francese, inglese, italiano, e spesso le mescolava, dando luogo a una lingua mista che era tutta sua. Di lui molto si sa, ma poco si conosce della stagione romana. Questa mostra vorrebbe fornire un contributo per far luce su quel periodo breve e intenso. Catalogo: Giunti Editore, Firenze. http://www.fondazioneechaurrensalaris.it

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Esposizione: Ai confini del segno

Posted by fidest press agency su martedì, 6 marzo 2012

Piazza della Loggia, located in the town of Br...

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Brescia dal 17 marzo al 14 aprile 2012, la Galleria ab/arte di Brescia (vicolo San Nicola 6), ospita l’esposizione AI CONFINI DEL SEGNO – Nuove incisioni di Vladimiro Elvieri e Maria Chiara Toni. La mostra (curata da Andrea Barretta, Art Director della Galleria in collaborazione con Riccardo Prevosti), che presenta opere di grande formato realizzate con tecniche calcografiche sperimentate dagli stessi autori e stampate su carte nere, sarà accompagnata da un catalogo contenente testi di presentazione di Renzo Margonari.
From March 17 to April 14, 2012, the Art Gallery ab/arte of Brescia (vicolo San Nicola 6), hosts the exhibition AI CONFINI DEL SEGNO – New engravings of Vladimiro Elvieri and Maria Chiara Toni. The Exhibition, curated by Andrea Barretta (Art Director of the Gallery) in collaboration with Riccardo Prevosti, that presents works of great format, realized with chalcographyc techniques experimented by the same authors and printed on black papers, will be accompanied by a catalog with texts of presentation of Renzo Margonari. | Galleria ab/arte, vicolo San Nicola 6, 25122 Brescia Ph. 030 3759779 http://www.abarte.it | Opening: Thursday 3.30 – 7.30 pm. Friday and Saturday 9.30 – 12.30 am. / 3.30 – 7.30 pm. (and appointments).

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Treni che ci interpellano

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2011

Gattatico (Re) 25 giugno alle ore 17, 00 Museo Cervi – Mostra d’arte di Attilio Braglia – Treni che ci interpellano. In questa sua originalissima mostra personale dedicata al Museo Cervi i Treni, raffigurati in estese composizioni figurative, sono il veicolo dal quale i volti diversi di una umanità variegata ci guardano. | I loro sguardi escono dai confini del quadro, ora ammiccanti ora assorti a contemplare un punto lontano, restituendoci tutta la complessità di una vita (la loro ma anche la nostra) che ci interpella sul viaggio della specie umana, sul senso di quel viaggiare, sulla memoria che ci costituisce. | Dietro ogni figura, che noi spettatori guardiamo, c’è come il sospetto di storie segrete, a volte inquietanti, soltanto vagamente intuibili. Figure, volti, corpi, posture che intrecciano momenti di sognati fatti di cronaca, citazioni da quadri barocchi, sorprendenti presenze mitologiche, poi anche elementi minerali, meccanismi, scorci urbani o geometrici che vi si sovrappongono per rispecchiamento. | Il Treno diventa così metafora, e l’occasione per guardare uno spaccato di contemporaneità e una condizione umana di cui solo all’apparenza siamo spettatori, essendo noi stessi parte di quella condizione e viaggiatori sul quel treno. E’ in quella situazione di assorta speranza che alla fine avvolge tutti, viaggiatori e spettatori, che si delinea la speranza di recupero di senso, di rinnovata attesa di futuro che emerga dalle contraddizioni del presente. La mostra sarà visitabile nelle mattine di martedì, martedì, mercoledì, giovedì dalle ore 9 alle ore 13; nei giorni di venerdì, sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 13; dalle ore 15 alle ore 19. Rimarrà chiusa tutti i lunedì feriali.
Attilio Braglia, artista reggiano assai noto, lavora improntando le sue opere al cosiddetto ‘realismo esistenziale’: scavando nella realtà ambientale ma anche interiore della vita delle persone esse si presentano come dei “diari di vita”.

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Prosciutto di Parma: record dell’export

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

Un prosciutto di Parma. E' visibile il marchio...

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E’ stato un anno record per l’export del Prosciutto di Parma che nel 2010 ha registrato un incremento del 9,5% ottenendo il miglior risultato di sempre. Sono stati infatti 2.256.000 – per un valore di 200 milioni di Euro – i prosciutti con la Corona che hanno varcato i confini nazionali raggiungendo le tavole di oltre 80 Paesi del Mondo; numeri che fanno della DOP di Parma il prodotto principe della salumeria italiana e una delle grandi  icone del Made in Italy. I mercati esteri assorbono oggi il 24% della produzione di Prosciutto di Parma e rappresentano uno sbocco imprescindibile per lo sviluppo del comparto e dell’economia locale.Da segnalare lo storico sorpasso degli Stati Uniti sulla Francia, che diventano così il primo mercato export, mentre al terzo posto la Germania è stata quasi raggiunta dalla Gran Bretagna, mercato che nell’ultimo decennio ha registrato la maggior crescita in assoluto; fra i nuovi Paesi spicca il dato dell’Australia, che cresce del 56%. Uno dei fattori determinanti per lo sviluppo dell’export del Parma è rappresentato dal prodotto preaffettato, che continua a crescere a ritmi elevatissimi; con un incremento del 10% sono state oltre 60 milioni le vaschette con la corona vendute nel 2010, di cui ben 43 milioni destinate all’estero, dalla vicina Europa fino ad arrivare alla lontanissima Nuova Caledonia che lo scorso anno ha importato 22.000 vaschette di Parma. Ricordiamo che la filiera del Prosciutto di Parma è composta da 5.500 allevamenti suinicoli, 120 macelli, 162 stagionatori e che il giro di affari al consumo del Re dei Prosciutti supera gli 1,7 miliardi di euro.

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“L’uomo che superò i confini del mondo”

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2011

monumento a Cristoforo Colombo a Cogoleto, Italy

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Il nuovo libro di Ruggero Marino, “L’uomo che superò i confini del mondo – vita e viaggi di Cristoforo Colombo l’eroe che dovrebbe essere santo” (Sperling & Kupfer), è l’ulteriore approfondimento di una ricerca che va avanti ormai da circa 20 anni, dopo “Cristoforo Colombo e il papa tradito” e “Cristoforo Colombo l’ultimo dei Templari” che Mauro Mazza, definì rigoroso, ma avvincente come il “Codice da Vinci” mentre Gianni Letta parlò del lavoro di Marino come del più importante caso di revisionismo degli ultimi decenni. Dei Templari”, ancora avvincenti vicende frutto di 20 anni di indagini. Bastano poche parole a sovvertire 500 anni di “storia” colombiana.Una frase come Non nobis, Domine, non nobis, sed Nomimi tuo da gloriam (“Non a noi, non a noi, Signore, ma al tuo nome dona la gloria”), il definitivo marchio templare dell’enigma.  Se in “Cristoforo Colombo. L’ultimo dei Templari” Ruggero Marino invitava a ripensare l’immagine del navigatore tramandata ai posteri, in questo nuovo libro, la sua tenace e anticonformista ricerca storica si spinge ancora oltre, regalandoci un’appassionante narrazione che smonta uno a uno i “miti” e le secolari e infondate accuse costruite sulla figura dell’ammiraglio cittadino genovese.  A partire proprio dalla grande bugia, quella che tutt’oggi si trova sui libri di scuola, secondo cui Colombo approda al Nuovo Mondo per errore. Niente di più falso: il navigatore è perfettamente consapevole del suo obiettivo ed è molto più di un semplice e fortunato marinaio. È un messaggero, incaricato direttamente da un Papa, quell’Innocenzo VIII che subirà come lui una damnatio memoriae a opera del successivo pontefice, lo spagnolo Rodrigo Borgia, Alessandro VI. E l’Ammiraglio, il Christo Ferens (come si firmava), subirà l’infamia di tornare in Spagna in catene, per poi essere liberato da quei re cattolici, Ferdinando e Isabella, cui si è devotamente affidato, ma che hanno più di una responsabilità tanto nell’accaduto quanto nella falsificazione storica che seguirà. Ancora una volta l’indagine appassionata di Ruggero Marino si muove lungo i percorsi di un’incredibile contro-storia. In relazione ai quattro avventurosi viaggi di Cristoforo Colombo, alle sue reali e misteriche conoscenze, alle sue qualità sciamaniche, alle “prescoperte”, alle mappe “impossibili”, alla situazione politica e religiosa, che accompagnò le imprese del “navigatore dei due mondi”, al suo ruolo di inviato della Chiesa di Roma e di cavaliere crociato, plausibilmente figlio di papa Innocenzo VIII. Erede di un sogno anche templare.Per secoli la figura di Colombo sarà dimenticata, e tuttora è in attesa di un’autentica riabilitazione. Per due volte è stato avviato un processo di beatificazione da parte di Pio IX e Leone XIII e regolarmente interrotto. Marino ne rivela l’incredibile documentazione. I mille volti di Colombo. http://www.ruggeromarino.it

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Traffico di esseri umani nel Sinai

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 gennaio 2011

Rafah. Sono passati più di due mesi da quando il mondo ha saputo del calvario di 250 profughi africani che, dopo aver subito respingimenti dall’Unione europea e aver scontato un periodo di detenzione durissima nelle carceri libiche, hanno deciso di avventurarsi entro i confini dell’Egitto, con destinazione Israele. Dopo essersi affidati a trafficanti beduini, pagando una somma di 2000 dollari a persona per essere aiutati a rifugiarsi nello stato ebraico, il gruppo di migranti africani è rimasto vittima di una trappola. Nel deserto del Sinai egiziano, i predoni hanno preteso altri 8000 dollari pro capite. Condotti nella parte meridionale della città di Rafah, al confine fra Egitto e Territori palestinesi, vicinissima al confine con Israele, i migranti furono incatenati e segregati all’interno di grandi container metallici interrati. Potevano respirare grazie a bocche per l’aerazione e mangiavano una pagnotta al giorno, alternata raramente a mezza scatola di sardine. E cominciavano le violenze, le torture, gli stupri nei confronti delle donne. Azioni sadiche finalizzate a soddisfare la bestialità dei rapitori e a fiaccare la volontà dei loro prigionieri, costretti a chiedere ai loro parenti all’estero di pagare il riscatto. A tal fine, i trafficanti consentivano agli africani di tenere i telefonini e, anzi, provvedevano a ricaricarli quando occorreva. Grazie ai telefonini, alcuni profughi si mettevano in contatto con il mondo civile e, grazie all’impegno del sacerdote eritreo don Mussiè Zerai e del Gruppo EveryOne, seguiti presto da altre Ong, la voce delle vittime raggiungeva ogni parte del mondo e veniva raccolta dal Papa, dalle Nazioni Unite, dal Parlamento europeo, dai governi dei paesi democratici, che stigmatizzavano il fenomeno del traffico di esseri umani e chiedevano all’Egitto di intervenire con urgenza.  “I trafficanti sono armati con moderni kalashnikov, mentre le forze di polizia sono costrette a operare con armamento leggero,” prosegue la lettera di EveryOne. “E’ un problema che risale agli accordi di Camp David, sottoscritti fra Egitto e Israele nel 1978. Gli accordi, firmati dal presidente egiziano Anwar Sadat e dal primo ministro israeliano Menachem Begin, demilitarizzarono le zone del Sinai vicine al confine. Quando l’Egitto ha chiesto a Israele di ottenere una deroga agli accordi di Camp David e potenziare le proprie forze di sicurezza, integrando i contingenti e migliorando gli armamenti e i mezzi di trasporto, ha sempre ottenuto un secco rifiuto. Questa impotenza da parte delle guardia di frontiera contro i trafficanti è alla base della pratica disumana del tiro a segno contro i migranti. Grazie ai contatti con le Ong locali e rappresentanti della comunità beduina di Rafah, I capi-clan Sawarka dispongono di denaro e potere. Quando vengono intervistati dai media locali o stranieri, si dichiarano orgogliosi delle loro attività. “Le forze di polizia non possono effettuare operazioni all’interno delle proprietà beduine,” prosegue la lettera di EveryOne, “a meno che non siano invitate dai padroni di casa. Se Egitto e Israele non sottoscrivono con urgenza una deroga agli accordi di Camp David sul Sinai, la tratta di migranti, di schiavi, di bambini e di organi umani proseguirà anche in futuro, gonfiando le casse della Muslim Brotherhood, di Hamas e di Al Qaeda.  Anche Ramy Raouf, portavoce della Ong Egyptian Initiative for Personal Rights (EIPR) afferma che “la posizione dell’Egitto è imbarazzante e solo se il governo decide di compiere passi concreti, esprimendo la propria autorità di stato di diritto, sarà possibile liberare i migranti africani e impedire che il traffico continui”. (beduini)

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Farmaci senza confini regionali

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2010

Addio alle disparità fra cittadini di regioni diverse: i farmaci innovativi approvati dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) verranno da subito resi disponibili in tutta Italia. Fino ad oggi non era così: la disponibilità automatica era garantita solo per il 30% dei malati italiani. “Siamo molto soddisfatti. Avevamo denunciato questa situazione con la Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) pochi giorni fa al nostro Congresso nazionale e le Istituzioni hanno risposto prontamente. Attendiamo ora di conoscere la definizione che verrà data di “innovativo” e di capire quali farmaci oncologici vi saranno inclusi. Si tratta comunque di una misura concreta per porre un freno alla migrazione sanitaria interregionale e per garantire pari diritti a tutti i cittadini”– afferma il prof. Carmelo Iacono, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) che oggi a Sant’Alessio Siculo celebra il primo Convegno Nazionale congiunto con la SIFO (Società Italiana Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie) in campo oncologico. Le commissioni per i prontuari regionali avranno, successivamente, un tempo di 60 giorni per valutare le nuove molecole ed esprimere, eventualmente, un parere diverso da quello di AIFA, che deve essere motivato.  “E’ questo un passo avanti – sostiene la SIFO -, in quanto si dà alle commissioni regionali un tempo definito per la valutazione, omogeneizzando le procedure. D’altro canto, per la prima volta AIFA terrà in considerazione eventuali controdeduzioni o motivazioni per un uso più ristretto e mirato dell’innovazione da parte delle Regioni, e questo a vantaggio della sanità complessiva italiana e, quindi, dei pazienti”. Grazie alla immediata disponibilità su tutto il territorio nazionale dei farmaci oncologici e a un tavolo tecnico permanente per monitorare eventuali disomogeneità, tutti i malati, da Bolzano a Ragusa avranno finalmente le stesse chance di battere i tumori, malattie che ogni anno nel nostro Paese colpiscono 255.000 persone. Chiuso positivamente il primo fronte dell’accesso alle cure più innovative, se ne apre uno altrettanto delicato. “Siamo preoccupati – spiega la prof.ssa Laura Fabrizio presidente della SIFO – perchè la recente determinazione AIFA sposta alcuni particolari farmaci oncologici orali, sino ad ora dispensati solo in ospedale o dalle Asl, anche nelle farmacie di comunità. I farmaci oncologici orali rappresentano un innegabile vantaggio per il paziente e per il  Servizio Sanitario Nazionale ma necessitano, proprio perché possono essere assunti a domicilio, di un monitoraggio più  attento e capillare. Il fatto che la somministrazione avvenga per via orale non incide sull’efficacia ma nemmeno sul pericolo di tossicità mantenendo necessario il costante controllo da parte di personale sanitario esperto”. La collaborazione fra le due società scientifiche si pone l’obiettivo di unire le competenze per una razionalizzazione della risorsa farmaco in ambito oncologico. Il Convegno che si tiene in Sicilia sancisce una valida alleanza tra AIOM e SIFO che in ambito ospedaliero coinvolge 1.000 reparti, oltre 1.500 specialisti e più di 500 farmacie che partecipano al Registro telematico dei Farmaci Oncologici sottoposti a Monitoraggio (RFOM) dell’AIFA per offrire cure più appropriate e sicure.

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Big Society: lo sviluppo riparte dalla società

Posted by fidest press agency su domenica, 31 ottobre 2010

Meno Stato più Società. E’ lo slogan della Big Society, l’interessante esperimento politico internazionale che mira a ridisegnare i confini fra pubblico e privato. In Inghilterra ha ispirato il programma di Cameron. La Big Society prevede una delega di responsabilità dal centro alla periferia e dalla pubblica amministrazione ai corpi intermedi della società, rilanciando con forza e concretezza il principio di sussidiarietà. Scuola, sanità, servizi sociali saranno il primo e più importante terreno di questa doppia rivoluzione che dà protagonismo ai territori nello sviluppo economico.
Se ne occupa Bari Economica, il bimestrale  della Camera di Commercio di Bari sul n. 4/2010 sfogliabile on line (http://issuu.com/bari_economica/docs/be4_2010) e in formato pdf sul sito  dell’ente camerale barese (http://www.ba.camcom.it/camcom/be4_2010.pdfE), con un’intervista al prof. Maurizio Ferrera – editorialista del Corriere della Sera e de “lavoceinfo” –  a cura di Antonio Barile. Gli altri articoli fanno il punto sulla riforma federale dello Stato (Cosimo Cafagna), su quella delle Camere di Commercio (Giuseppe Lorusso), su Basilea 3 (Franco Lella), sull’ambiente (Valentina Venticelli, Francesco Pasculli), sulla Politica agricola comunitaria (Franco Catapano) e hanno per filo conduttore una innovativa visione della società e del mercato in cui la fiducia (Rocco D’Ambrosio) e la legalità (Antonio Laudati) sono la guida per una nuova etica  degli affari.
Restando in tema dei territori protagonisti dello sviluppo il Fotoracconto “Tipici di Natura”, curato da Chicca Maralfa, caporedattore di Bari Economica con le foto di Cosmo Laera, è dedicato alle esclusive eccellenze gastronomiche baresi, con 11 storie ed altrettanti protagonisti.
E’ il prof. Maurizio Ferrera ad illustrare la nuova visione politica della Big Society: <<I territori  dovrebbero tornare ad essere i protagonisti dello sviluppo economico tramite una completa ri-organizzazione del sistema creditizio e degli incentivi pubblici al fine di  promuovere, fra l’altro, la “ricapitalizzazione dei poveri” e di sostenere i piccoli produttori locali contro il big business e i vari monopoli pubblici e privati. Le risorse locali dovrebbero essere usate primariamente per le esigenze di crescita del  territorio, scoraggiando ogni forma di impiego speculativo. La partecipazione agli utili delle imprese dovrebbe essere potenziata, così come ogni forma di iniziativa economica diretta da parte di cooperative di lavoratori. L’obiettivo generale di queste proposte (e di molte altre, la lista è lunga) è chiaro: promuovere un capitalismo incentrato sulla società piuttosto che sul binomio stato-mercato. Un capitalismo sostenuto da valori e legami comunitari e disciplinato da una morale civica basata sulla tradizione>>.Temi che da anni vedono impegnato il mondo delle associazioni di categoria a sostegno delle produzioni locali, anche nelle grandi catene distributive. Temi che tirano in ballo le Camere di Commercio, non solo con riguardo alle funzioni di tutela di interesse generale delle imprese che la legge attribuisce loro, ma anche per il riconoscimento di enti pubblici dotati di autonomia funzionale (D.Lgs. 25 febbraio 2010, n. 23) e cioè enti rappresentativi “esponenziali” di formazioni sociali parte di una comunità più ampia.

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L’Ambulatorio Antiusura Onlus

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 settembre 2010

Con l’apertura dello sportello di Grosseto, l’Ambulatorio Antiusura Onlus di Roma dà il via a un progetto di respiro nazionale: la creazione di una rete di ambulatori a presidio delle realtà locali più vessate dal fenomeno usura. L’inaugurazione dell’Ambulatorio di Grosseto è solo il primo passo verso la nascita di un punto di riferimento nazionale di prevenzione e contrasto all’usura. L’Ambulatorio Antiusura Onlus di Roma, dopo 14 anni di attività, è pronto ad ampliare la propria esperienza oltre i confini della Capitale per essere vicino al cittadino, dove ce n’è bisogno.”
L’Ambulatorio Antiusura onlus è un’associazione riconosciuta che opera dal 1996 fornendo assistenza e consulenza legale, psicologica e finanziaria alle vittime dell’usura e ai soggetti in condizioni di sovraindebitamento ed impegnandosi in iniziative volte a diffondere una cultura della legalità e dell’uso responsabile del denaro.

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Ingressi clandestini in Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2010

In Europa si immigra sempre meno irregolarmente. Secondo gli ultimi dati tratti dal rapporto dell’agenzia europea Frontex, pubblicati oggi da West, nel 2009 si sarebbe registrato un calo degli ingressi clandestini del 33% rispetto all’anno precedente. A livello nazionale, la Grecia si conferma il paese con le frontiere più “porose” dell’Ue, con il 75% del totale dei passaggi clandestini rilevate ai confini europei. Da segnalare la significativa diminuzione degli attraversamenti irregolari alle frontiere italiane e spagnole. Dal punto di vista generale il rallentamento del fenomeno ha riguardato più le frontiere terrestri (-43%) che quelle marittime (-23%). La maggior parte degli immigrati irregolari proviene dal Medio Oriente e dall’Africa. Secondo il rapporto dell’agenzia europea, inoltre, il calo è il risultato di due fattori: il disincentivo della crisi economica che ha spinto molti immigrati a rinviare o a rinunciare le partenze; e l’effetto di deterrenza prodotto dai controlli più rigidi e sistematici ai confini dell’ovest africano e delle Canarie e nel canale di mare tra la Libia e l’isola di Lampedusa.

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Viaggiare in Europa 2010

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 luglio 2010

In occasione delle vacanze estive, vi segnaliamo il sito “Viaggiare in Europa”, portale ufficiale per chi viaggia nei 27 Paesi dell’Unione europea. Che si tratti di una vacanza o di un viaggio d’affari, troverete consigli pratici e suggerimenti utili su una grande varietà di temi, dai documenti necessari, all’assistenza sanitaria, all’uso del telefono cellulare. Viaggiare è diventato davvero facile grazie all’unificazione europea: all’interno dell’UE è possibile attraversare molti confini senza subire controlli e la moneta unica agevola gli spostamenti da un paese all’altro. Gli itinerari culturali, spirituali e gastronomici che percorrono l’Europa sono infiniti e l’estate rappresenta una buona occasione per partire alla scoperta del vecchio continente. Attraversare la patria europea significa viaggiare alla scoperta dell’affascinante complesso di tradizioni, paesaggi e popolazioni eterogenee che, nel corso dei secoli, hanno prodotto un’unità culturalmente ricchissima.Dal sito “Viaggiare in Europa” potrete scaricare la versione PDF dell’opuscolo “Viaggiare in Europa 2010”. Presso gli uffici dell’Ue è disponibile la versione cartacea in italiano che può essere richiesta al Centro Documentazione. Vi segnaliamo anche il sito lanciato ieri sui diritti dei passeggeri nel settore dei trasporti aerei e ferroviari.

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I confini del tuo mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2010

Bologna 7 luglio alle ore 21.00 via degli Angeli 24/A una serata speciale I Sapori del Deserto e le note di Mozart Con la partecipazione di Habib uomo del deserto  che delizierà i presenti con le sue specialità,  del M° Maurizio Deoriti e del Soprano Mirella Golinelli  che si esibiranno in un breve concerto di musiche e Lieder di Mozart e di Wagner e con Rossana Garavini che leggerà alcuni brani da due testi sulla filosofia del camminare. L’iniziativa è dell’Associazione Un passo dopo l’altro e della Libreria  Ibisoterica

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Luigi Di Sarro: Confini e oltre

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2010

Gazoldo degli Ippoliti (MN) fino al 2/5/2010 Via Marconi 126, Museo d’arte moderna e contemporanea Personale nell’ambito della Biennale Fotografica Postumia a cura di Antonella GandiniLuigi Di Sarro nasce nel 1941 a Lamezia Terme. Nel -42 la famiglia si trasferisce a Roma dove Luigi e’ vissuto ed ha lavorato. Una precoce spiccata inclinazione artistica lo porta a frequentare dal ’56 lo studio di Carlo Alberto Petrucci e la Calcografia. Dopo gli studi classici coltiva sia gli interessi artistici che quelli scientifici. Si laurea in Medicina all’Università di Roma nel ’67. Muore improvvisamente a Roma il 24 febbraio 1979, ucciso per un fatale equivoco nel clima teso degli anni di piombo e dell’entrata in vigore della Legge Reale.  Le opere di Luigi Di Sarro sono presenti nelle collezioni di: Centre Pompidou, Parigi; Istituto Italiano di Cultura, Tokyo; Muse’e 2000, Lussemburgo; Calcografia Nazionale, Roma; Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; Galleria Comunale, Roma; MIFAV, Roma; Museo Palazzo Braschi, Roma; Buttafavarte, Cassano Magnago-VA; Centro L. Pecci, Prato; Civica Raccolta del Disegno, Salo’; Galleria Civica, Montedoro; Galleria Civica, Termoli; MAGa, Gallarate; MAGI -900, Pieve di Cento-BO; MAON, Rende-CS; Pinacoteca, Macerata; Pinacoteca, Trapani; collezioni private. Presentazione in catalogo di Renzo Margonari. (di sarro)

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