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I conflitti d’interessi di Sala e dei suoi assessori

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 agosto 2016

di Gianluca Corrado, consigliere comunale M5S Milano. Le selezioni dei componenti della giunta del sindaco Pd Giuseppe Sala a Milano non si sono basate su competenze ma su altri criteri: l’amicizia con il sindaco e la provenienza dal mondo bancario. Esempi ce ne sono parecchi, anche se i media sembrano non essere interessati. Partiamo dall’Assessore al Bilancio: Roberto Tasca si occuperà delle casse del Comune perchè socio in affari di Sala visto che entrambi sono fondatori di Medhelan Management & Finance e soci di Kenergy, impresa che produce energia fotovoltaica, è inoltre vicepresidente di Webank e di Bpm e presidente dell’organismo di vigilanza del Fondo Strategico Italiano e della Simest (entrambi di Cassa Depositi e Prestiti). A conferma che il mondo bancario è il bacino privilegiato da Sala arrivano le nomine per Arabella Caporello (Banca popolare di Milano) come direttore generale del Comune, Cesare Ferrero (ex Bnp Paribas) alla presidenza di SoGeMi, Giovanni Gorno Tempini (da Cassa Depositi e Prestiti) come presidente di Fondazione Fiera e il vicepresidente Dario Frigerio (Unicredit). Senza dimenticare il caso di Antonella Petrocelli, nominata dal sindaco renziano segretario generale del Comune, nonostante fosse indagata a Como per turbativa d’asta nell’indagine sulle paratie del lungolago e rinviata a giudizio poco prima della nomina e quindi costretta a dimettersi cinque giorni dopo.
D’altra parte, i conflitti d’interesse hanno caratterizzato l’operato di Sala fin dall’inizio: basti pensare alle cariche ricoperte come commissario di Expo e consigliere di Cassa Depositi e Prestiti mentre era candidato sindaco.
Adesso, però, Sala è il sindaco di Milano e deve rispondere delle sue scelte, ma soprattutto dell’operato dei suoi uomini a tutti i milanesi. Chi potrà garantire che le decisioni saranno prese per il bene della città e dei suoi cittadini e non a favore degli enti bancari di provenienza dei singoli dirigenti? Saranno ascoltate le esigenze e le richieste dei milanesi o solo quelle delle banche? Al futuro le risposte, noi intanto gli staremo con il fiato sul collo. Saremo gli occhi e le orecchie dei milanesi nelle istituzioni per difendere i loro interessi e portare avanti le loro istanze.

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Montezemolo: cresce la voglia di politica

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2011

Montezemolo2005

Image via Wikipedia

(da una notizia apparsa su Il Messaggero del 1° Aprile 2011) L’ipotesi di un ingresso in politica di Luca Cordero di Montezemolo potrebbe  rappresentare un segnale di novità per riaccendere la voglia di operare sul serio, lontano dai cucù, dai bunga bunga, dalle leggi ad personam, dalle menzogne e dalle promesse mai mantenute. Un rischio voglio palesarlo, quello di passare da un conflitto di interessi ad un altro conflitto di interessi. Un ricordo appanna l’immagine del presidente della Ferrari, quando venne intervistato a proposito dei gadget della Ferrari prodotti in Cina; in quell’occasione ebbe a sostenere che una “polo” con lo stemma Ferrari a 150 euro  era una sciocchezza, un prezzo vile…. Prima di decidere un suo  avvicinamento alla politica, farebbe bene a visitare le periferie delle grandi città, i mercati rionali dove pensionati al minimo giornalmente devono decidere quale dei due pasti quotidiani devono sopprimere.
• Scordi di essere un miliardario ed entri nei panni della stragrande maggioranza del paese che miliardaria non è;
• scordi di paragonare l’Italia ad una Ferrari nata per correre e vincere;
• scordi le retribuzioni da favola riconosciute ai piloti di F.1
• scordi i metodi padronali di Marchionne con i suoi ricatti sul bisogno di lavorare;
• scordi la famiglia Agnelli perchè non rappresenta la realtà economica nazionale, ma solo una famiglia che ha molto ricevuto dallo Stato e restituito molto poco, con il ricatto di vertice dei licenziamenti di massa;
• cerchi di diventare italiano medio… poi ne riparliamo. (rosario Amico Roxas)

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Consob: l’autorità di vigilanza… vigila!

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 Mag 2010

Dall’ultimo notiziario settimanale della Consob, l’Autorità di Vigilanza che ha come obiettivo istituzionale “la tutela degli investitori e l’efficienza, la trasparenza e lo sviluppo del mercato mobiliare” apprendiamo, con soddisfazione, che finalmente la Consob sta prendendo qualche decisa iniziativa preventiva.Vediamo cosa è successo. La Consob ha ordinato a cinque grandi banche (Intesa San Paolo, Unicredit Banca, Mps, Banca Popolare di Verona, Bnl)  di convocare gli organi amministrativi definendo i temi all’ordine del giorno che riguarderanno “i criteri di definizione delle politiche commerciali alla luce del dovere di assicurare la cura dell’interesse della clientela e di contenere e gestire i conflitti d’interesse; le modalità di prestazione dei servizi e di valutazione”. Questa iniziativa è stata assunta a seguito di una serie di accertamenti ispettivi durante i quali l’Autorità ha riscontrato la presenza di “campagne commerciali aventi ad oggetto specifiche categorie di prodotti finanziari con l’obiettivo di sostenerne la vendita e di favorire il raggiungimento degli specifici obiettivi di budget. La verifica dell’adeguatezza degli investimenti è risultata talvolta disattivata attraverso il ricorso ad una presunta ‘iniziativa del cliente’, difficile da dimostrare specie in presenza di una campagna di offerta ‘direzionale’ dell’intermediario. In alcuni casi le procedure preposte alla valorizzazione delle informazioni sul cliente e sui prodotti trattati ed alla conseguente valutazione di adeguatezza sono risultate carenti, specie sotto il profilo dell’autonoma valorizzazione del profilo di liquidità o illiquidità del titolo rispetto al cosiddetto holding period a tutela dell’investitore”.In altre parole, la Consob ha accertato quello che anche i muri sapevano: se vai in banca a chiedere un consiglio su come investire i tuoi soldi, ti rifilano i prodotti finanziari che devono vendere in base ai budget imposti dall’azienda.Questa pratica dei budget, conosciuta da anni ed anni, è certamente in contrasto con lo spirito (e la lettera) della normativa in materia d’investimenti finanziari che impone di operare “nell’interesse del cliente” e di verificare l’adeguatezza della proposta fatta dalla banca rispetto alle caratteristiche del cliente. E’ ovvio che se l’intermediario vuole “spingere” per vendere un certo prodotto, questo non può essere adeguato a tutti i clienti e solitamente non è nell’interesse del cliente. Se la Consob non ci avesse abituati a ben altri comportamenti, nei passati anni, questa iniziativa non avrebbe niente di speciale. Siamo invece favorevolmente colpiti, in particolare per l’iniziativa preventiva. Il compito principale di un’autorità di vigilanza, infatti, dovrebbe essere proprio quello di porre in essere comportamenti preventivi che orientino il modus operandi dei soggetti vigilati al fine di renderlo aderente con lo spirito delle norme in essere. Quando questa attività di vigilanza fallisce o non è sufficiente, allora dovrebbero intervenire le sanzioni. In questo caso, la Consob ha operato in modo encomiabile e ci piace sottolinearlo. Speriamo che possa essere l’inizio di un nuovo corso dall’Autorità di Vigilanza. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la tutela del risparmio)

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Agenzie di rating: ridare fiducia a mercati e investitori

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2009

Il Parlamento ha adottato un regolamento che introduce un quadro comune per migliorare l’integrità, la trasparenza, la responsabilità, la governance e l’affidabilità delle attività di rating del credito, contribuendo alla qualità dei rating e garantendo un’elevata protezione degli investitori. Fissa quindi le condizioni per l’emissione dei rating e disposizioni sull’organizzazione e l’esercizio delle attività delle agenzie, per promuoverne l’indipendenza e prevenire i conflitti di interesse.  Le agenzie di rating del credito non sono state capaci «di adeguare tempestivamente i loro rating al peggioramento delle condizioni del mercato … di adattare per tempo i loro rating dopo l’aggravarsi della crisi del mercato». Per riconquistare la fiducia dei mercati e garantire l’indipendenza dei rating, introduce miglioramenti in materia di requisiti organizzativi, controlli e conflitti di interesse e sancisce obblighi riguardo alla comunicazione e alla trasparenza. Visto che l’attività svolta da un’agenzia di rating del credito nell’Unione europea ha conseguenze per tutti i mercati dell’UE, prevede un coordinamento europeo per la registrazione e la vigilanza delle agenzie. Anche perché, attualmente, le agenzie di rating del credito sono soggette alla legislazione comunitaria solo in settori limitati (norme sull’insider trading e sui requisiti di capitale degli enti creditizi).  Con “agenzia di rating del credito”, si intende «una persona giuridica tra le cui occupazioni rientra l’emissione di rating a titolo professionale». Il “rating” è invece «un parere relativo al merito di credito di un’entità, di un debito o di un’obbligazione finanziaria, di titoli di debito, di azioni privilegiate e strumenti finanziari analoghi, o di un emittente di tale debito o di tali strumenti finanziari, emesso utilizzando un sistema di classificazione in categorie di rating stabilito e definito».

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