Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘conflittualità’

La conflittualità permanente tra ciò che appare e ciò che è

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 gennaio 2020

E i conflitti che l’uomo ha dovuto affrontare non sono stati solo quelli contingenti, ma anche di natura ideale come il desiderio di essere libero, di costruirsi la propria vita modellandola secondo i propri gusti e personali inclinazioni e di ricercare un modo, il meno cruento possibile, per poter coesistere con i propri simili accordando, in tal modo, le proprie inclinazioni con quelle degli altri. Ecco perché i comportamenti dell’uomo e di tutto il creato si somigliano e si integrano nel bene e nel male, hanno una loro logica spiegazione anche nella violenza, nell’arbitrio e nel suscitare sentimenti di avversione o di attrazione fatale. E non vi è cultura che possa soddisfarci e ricondurre ad un unicum queste emozioni, apparentemente scomposte, degli esseri viventi se non ritroviamo una nostra più autentica identità.Ed allora quando parliamo di uno scienziato o di un pecoraio noi dobbiamo pensare che prima di tutto dietro quella faccia e quel corpo vi è un essere umano e non il mestiere che esercita. Entrambi appartengono al comune esercito che si avvia sulla strada del futuro dando un contributo temporale alla sua costruzione e definizione per quanto fatiscente e superficiale possa apparire nelle loro soggettive funzioni. Ecco perché noi guardiamo con diffidenza chi si autodefinisce un saggio o un dotto ed esibisce i suoi titoli. Non è certo un pezzo di carta e certi studi a dare all’uomo una patente di onorabilità. Essa si conquista sul campo e sul modo come si mette a frutto la sua capacità all’apprendimento e le fortune che lo attraversano per metterle a frutto. Quel pastorello di nome Giotto non sarebbe andato molto al di là nel disegnare i suoi cerchi perfettamente rotondi se un giorno non si fosse imbattuto con l’uomo giusto che ne avrebbe esaltate le doti e….così potremmo dire di molti altri personaggi. Ma a questo proposito dovremmo fare una distinzione tra gli uomini cosiddetti di successo. Tra coloro che lo perseguono perché, senza di esso, hanno l’impressione di non essere nessuno e coloro che, raggiunti dal successo senza averlo cercato, ne possono fare tranquillamente a meno. I primi di gran lunga più numerosi si riducono con il tempo a dei poveri diavoli: sono condannati a spiare ossessivamente ogni oscillazione della fortuna, a trepidare davanti ad ogni tiepidissimo segno di sfavore.I secondi disdegnano qualsiasi rapporto di servitù e di dipendenza con gli altri simili in specie se costoro si sommano in opinione come in una sorta di tribunale che decide del valore altrui. E se ben consideriamo l’insieme di tali rapporti ci rendiamo conto che l’uomo sarà completo solo se riuscirà a valutare da solo i momenti cruciali della propria esistenza, anche se nel fare talune scelte sbaglia. Il confronto che può seguirne con i propri simili deve essere impostato in condizioni paritarie. Esso deve maturarsi ed evolversi attraverso una riflessione personale, una capacità di discernimento propria e non condizionata da fattori esterni privi di logica e di obiettività di giudizio. E sembra quasi una favola germinata da una creatura dalla mentalità troppo accesa che il principio antropico, dal greco “ciò che riguarda l’uomo”, abbia come presupposto un piccolo punto in un mondo quasi senza confini. Solo se usciamo da questi schemi convenzionali l’individuo sarà in grado di portarsi ad un livello più alto delle potenzialità insite nella propria specie. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Costruire l’unità a partire dal molteplice”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

Lo ha scritto Georges Burdeau nel definire il compito della politica nel segno della pluralità di idee, di interessi, di percezioni della realtà, e di ammortizzatore delle contese presenti nella società civile. A rappresentarla nelle sue diverse sfaccettature ci pensano i partiti che si vestono di caratteri ideologici per marcarne il ruolo e le finalità da perseguire nella collettività. D’altra parte è proprio nella logica dei rapporti insiti in una comunità composita che concepisce le corporazioni, le classi sociali, le associazioni, si possono determinare conflittualità non facilmente superabili.
In tale contesto sorge spontanea la consapevolezza che i partiti siano nati proprio per esercitare il ruolo di mediatori tra gli opposti interessi. Succede, invece, che da questa schedatura, dove non si sottraggono nemmeno i sistemi democratici a democrazia compiuta, i partiti corrono il rischio di perdere la loro caratura per un patto di dominio che esalti i loro privilegi e prestigio divenendo, in tal modo, facile preda di interessi partigiani anche se a farne le spese sono i valori intesi nell’assicurare la libertà, la sicurezza e la protezione di tutti i cittadini.
Questa perdita di identità lascia un vulnus molto profondo nel governo del Paese in quanto si riduce il consenso consapevole e s’introduce l’ambiguità nella logica della rappresentanza. Se partiamo dal fatto che la stragrande maggioranza della popolazione è costituita dai ceti medi con rendite medio-basse ne consegue che costoro si sentono meno tutelati da chi votano in quanto gli eletti e i partiti che li presentano si rivelano più propensi ad assecondare i voleri delle classi benestanti e ricche pur impinguando l’assenso da altre fonti.
Tutto questo si sta rendendo sempre più evidente in Italia da alcuni anni a questa parte. Se restiamo all’attualità, senza fare della dietrologia, osserviamo il modus operandi di taluni partiti. Partiamo dal PD nato dalla costola del partito comunista e da quelli che potremmo definire “democristiani progressisti”. Una sorta di “centro” che guarda a sinistra, ma in pratica ha in pochi anni smarrito il senso di marcia se si mostra sempre più propenso a curare altri interessi che non quelli del ceto medio-basso. Questa tendenza una volta avvertita dal popolo elettore ha portato ad una caduta verticale dei consensi che si sono riversati lungo due direttrici: il non voto e nel movimento pentastellato. Quest’ultimo, prima di trovare un posto nel governo del paese, aveva suscitato molte speranze, forse troppe per le sue esili ed acerbe spalle, in chi ha cercato quasi disperatamente un punto di riferimento che sapesse essere degnamente rappresentativo delle fasce sociali più deboli. Oggi, però, rischia d’essere surclassato da chi è capace di suscitare suggestioni forti ma costruite sulla sabbia. Questo abbraccio alla fine non provocherà solo nella massa degli elettori un’altra cocente delusione ma sempre più la consapevolezza che il mondo è fatto per chi ha e non per chi è. A questo punto stiamo portandoci verso un anomico disorientamento ideologico e pessimismo sociale che può rivelarsi un mortale virus per la democrazia compiuta distruggendo di fatto quei valori che hanno fatto parte del nostro bagaglio culturale e togliendo in tutti noi la speranza per un futuro migliore. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La conflittualità permanente tra ciò che appare e ciò che è

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 luglio 2018

E i conflitti che l’uomo ha dovuto affrontare non sono stati solo quelli contingenti, ma anche di natura ideale come il desiderio di essere libero, di costruirsi la propria vita modellandola secondo i propri gusti e personali inclinazioni e di ricercare un modo, il meno cruento possibile, per poter coesistere con i propri simili accordando, in tal modo, le proprie inclinazioni con quelle degli altri. Ecco perché i comportamenti dell’uomo e di tutto il creato si somigliano e si integrano nel bene e nel male, hanno una loro logica spiegazione anche nella violenza, nell’arbitrio e nel suscitare sentimenti di avversione o di attrazione fatale. E non vi è cultura che possa soddisfarci e ricondurre ad un unicum queste emozioni, apparentemente scomposte, degli esseri viventi se non ritroviamo una nostra più autentica identità.
Ed allora quando parliamo di uno scienziato o di un pecoraio noi dobbiamo pensare che prima di tutto dietro quella faccia e quel corpo vi è un essere umano e non il mestiere che esercita. Entrambi appartengono al comune esercito che si avvia sulla strada del futuro dando un contributo temporale alla sua costruzione e definizione per quanto fatiscente e superficiale possa apparire nelle loro soggettive funzioni. Ecco perché noi guardiamo con diffidenza chi si autodefinisce un saggio o un dotto ed esibisce i suoi titoli. Non è certo un pezzo di carta e certi studi a dare all’uomo una patente di onorabilità. Essa si conquista sul campo e sul modo come si mette a frutto la sua capacità all’apprendimento e le fortune che lo attraversano per metterle a frutto. Quel pastorello di nome Giotto non sarebbe andato molto al di là nel disegnare i suoi cerchi perfettamente rotondi se un giorno non si fosse imbattuto con l’uomo giusto che ne avrebbe esaltate le doti e….così potremmo dire di molti altri personaggi. Ma a questo proposito dovremmo fare una distinzione tra gli uomini cosiddetti di successo. Tra coloro che lo perseguono perché, senza di esso, hanno l’impressione di non essere nessuno e coloro che, raggiunti dal successo senza averlo cercato, ne possono fare tranquillamente a meno. I primi di gran lunga più numerosi si riducono con il tempo a dei poveri diavoli: sono condannati a spiare ossessivamente ogni oscillazione della fortuna, a trepidare davanti ad ogni tiepidissimo segno di sfavore.
I secondi disdegnano qualsiasi rapporto di servitù e di dipendenza con gli altri simili in specie se costoro si sommano in opinione come in una sorta di tribunale che decide del valore altrui. E se ben consideriamo l’insieme di tali rapporti ci rendiamo conto che l’uomo sarà completo solo se riuscirà a valutare da solo i momenti cruciali della propria esistenza, anche se nel fare talune scelte sbaglia. Il confronto che può seguirne con i propri simili deve essere impostato in condizioni paritarie. Esso deve maturarsi ed evolversi attraverso una riflessione personale, una capacità di discernimento propria e non condizionata da fattori esterni privi di logica e di obiettività di giudizio. E sembra quasi una favola germinata da una creatura dalla mentalità troppo accesa che il principio antropico, dal greco “ciò che riguarda l’uomo”, abbia come presupposto un piccolo punto in un mondo quasi senza confini. Solo se usciamo da questi schemi convenzionali l’individuo sarà in grado di portarsi ad un livello più alto delle potenzialità insite nella propria specie. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La logica della “conflittualità permanente”

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2018

In questi ultimi venti anni abbiamo imparato che non è sufficiente assistere al crollo di un sistema bipolare per ritrovare motivi di serenità collettiva e generalizzata. Abbiamo, semmai, pagato il prezzo nell’aver creduto a una società individualizzata di mercato per poi accorgerci di quanto ingenua fosse questa visione del mondo essendo priva di spessore culturale e sociale. Ha significato costruire un qualcosa a prescindere dalle persone, dalle culture, dai luoghi, dalle terre e dalle storie. Abbiamo, inoltre, subito, a tratti, il fascino di quelle manifestazioni, come il fondamentalismo islamico, il quale ci ha sospinto verso dei mondi chiusi dove, da una parte, si tende a esaltare la disgregazione, la frammentazione e l’individualizzazione e, dall’altra, a suscitare, negli opposti, risposte faziose e negative. Eppure noi sappiamo, e la nostra storia lo insegna, che queste strade sono assai pericolose e frequentarle significa pagare costi molti alti. L’unica risposta logica, che invece potremmo dare, è quella di accettare le trasformazioni in corso, in altre parole di non pensare che tutto resti sempre uguale, perché la storia cambia, ma al tempo stesso lavorare nella direzione di rafforzare la democrazia, ma non nel senso esclusivamente formale delle istituzioni democratiche. Qui si tratta di acquisire una consapevolezza. Occorre capire che è entrato in crisi il rapporto tra l’individuo e le istituzioni. Occorre quindi ripensare questo rapporto per dargli spessore rispetto al tempo presente. Le istituzioni non sono solo importanti perché ci sollevano dal rischio del caos oppure vanno necessariamente distinte dalla propria vita concreta con le sue passioni, speranze e affetti. Esse devono, invece, far parte della nostra stessa vita ed essere in grado di regolare i processi sociali, economici, umani e culturali della contemporaneità. Se le riconosciamo come tali saremo in grado di assicurare ai nostri nipoti una società genuinamente improntata ai valori della democrazia e della giustizia sociale e civile. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Fiat: il governo interviene

Posted by fidest press agency su martedì, 27 luglio 2010

Roma 27/7/2010. Dichiarazione di Giuliano Cazzola (PdL), vice presidente della Commissione Lavoro della Camera: “Il Governo non ha perso tempo ed incontrerà domani il management della Fiat per fare il punto su <Fabbrica Italia> dopo le esternazioni di Sergio Marchionne. Sono pertanto ingenerose e sterili le polemiche di queste ore. La Fiat è decisa a perseguire i suoi obiettivi con tutti i mezzi consentiti dall’ordinamento. E lo fa per difendere e promuovere le prospettive del gruppo sullo scenario internazionale, non certo per inseguire propositi di ritorsione. Sarebbe ora di capire che l’azienda è determinata a tirare diritto anche a costo di affrontare un periodo di forte conflittualità. Altre volte, nella lunga storia delle relazioni industriali, la Fiat ha deciso che era venuto il momento di porre fine ad un andazzo divenuto insostenibile per il futuro del gruppo. Quando i sindacati non compresero (come nell’autunno del 1980) che era venuto il momento della svolta, furono costretti a fare autocritica dopo la sconfitta. Ci auguriamo tutti che quella storia non si ripeta e che la responsabilità e la collaborazione finiscano per prevalere. Ma non sarà possibile evitare quel cambio di passo nelle relazioni industriali e nei modelli di contrattazione collettiva che la sfida della Fiat propone”.

Posted in Cronaca/News, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Errori del chirurgo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2010

Nell’ultimo decennio è costantemente diminuito il numero  degli iscritti alle branche chirurgiche, meno 30% dal 2007 al 2008. Questa tendenza contrasta con un dato incontrovertibile:  la chirurgia italiana è, per qualità e risultati, ai primissimi posti al mondo. Ma il progressivo aumento di cause, penali e civili, intimorisce: indagini svolte da varie Società o Associazioni dimostrano, oltre al calo di specializzandi, che 8 chirurghi su 10 potrebbero avere, nel corso della loro vita professionale, un contenzioso medico-legale. Pur risolvendosi positivamente nella stragrande maggioranza dei casi, sconvolgerà la loro vita professionale, personale e familiare per molti anni. “Siamo il Paese a più elevato tasso di conflittualità civile. La sanità e la chirurgia in particolare non solo non sfuggono a questa maledizione ma ne rappresentano un esempio paradigmatico. Ogni atto chirurgico può avere delle complicanze ineludibili di là delle capacità professionali: l’errore è quasi sempre non del singolo operatore ma il frutto di una catena di eventi”. Con una giurisdizione medica ferma al codice Rocco del 1930, l’Italia è l’unico paese al mondo con Polonia e Messico dove gli errori clinici sono perseguibili penalmente. “Un esempio nel campo in cui opero – spiega il prof. Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) – è quello dell’enorme ricorso al taglio cesareo: per 9 colleghi su 10 sono le complicazioni medico legali la prima causa del taglio cesareo, che in Italia  ha numeri record, 38 su 100, percentuali senza eguali in Europa (in Francia è il 20,2%, in Inghilterra il 23%). E la deriva più pericolosa è oggi rappresentata dal fenomeno della medicina difensiva: un aggravio di esami a volte inutili, che dilapidano risorse, allungano le liste d’attesa, mentre si insinua il dubbio che sulle reali necessità dei pazienti prevalga la minimizzazione dell’operato del medico, specie del chirurgo, che per  paura del ‘castigo’ non affronta la malattia con tutti i mezzi a sua disposizione. Eppure la chirurgia generale italiana ‘brilla’ in campo laparoscopico, robotico e dei trapianti. “Medici, pazienti, istituzioni, politica, industria e mezzi di informazione – afferma Forestieri – devono tutti assieme, e dalla stessa parte,  ricercare una nuova alleanza terapeutica per il fine ultimo e l’interesse convergente di tutti, cioè una sanità migliore, più uniforme, senza sprechi, di maggiore qualità, più sicura, più efficace ed efficiente.”

Posted in Diritti/Human rights, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Nasce l’istituto di ricerca mulieris dignitatem

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2009

Roma 2 aprile, alle ore 20.45 presso la sala biblioteca in via F.lli Reiss Romoli, 27 (zona Dalmata), apriranno i lavori del neo Istituto di ricerca la professoressa Laura Tortorella su “Il lavoro umano: aspetti antropologici” e la psicologa e psicoterapeuta Maria Beatrice Toro che parlerà di “Espressione delle qualità femminili e maschili nel lavoro”. L’iniziativa è voluta dall’Istituto Mulieris dignitatem per studi sulla unidualità uomo e donna, e dalla Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura-Seraphicum”. Sono in programma seminari e conferenze che a partire dalla prima conferenza in programma affronteranno le seguenti tematiche: La reciprocità uomo-donna, gli aspetti antropologici, la famiglia, la spiritualità, la dottrina sociale della Chiesa. “L’obiettivo principale di questo nuovo Istituto – spiega il direttore Laura Tortorella, docente del Seraphicum – è di contribuire al ripristino di una società in grado di riconoscere valori comuni di riferimento, il senso di Dio e quindi dell’uomo e della donna. In quanto istituzione cattolica di educazione superiore, l’istituto Mulieris dignitatem promuove la riflessione, lo studio, la ricerca e l’insegnamento sulla dignità dell’uomo e della donna, come singoli e nel loro essere chiamati a costruire insieme la storia, poiché il vero senso dell’umanità si può ritrovare solamente superando la subordinazione e la conflittualità”.

Posted in Cronaca/News, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »