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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘conforto’

“Il conforto” è il singolo più ascoltato in radio della settimana

Posted by fidest press agency su domenica, 5 febbraio 2017

radio mariaTiziano Ferro e Carmen Consoli si aggiudicano la prima posizione della classifica airplay dei singoli più ascoltati in radio della settimana.Secondo i dati rilevati da Radiomonitor (azienda britannica leader del settore che elabora classifiche airplay in tutti i territori del mondo adottando un algoritmo di monitoraggio riconosciuto dall’industria musicale internazionale), “Il Conforto” (Universal) ha raggiunto il maggior numero di contatti nei sette giorni di riferimento.“Shape of you” (Warner) di Ed Sheeran guadagna due gradini e si piazza in seconda posizione mentre The Weeknd, numero uno la scorsa settimana, scende fino alla terza posizione con “I feel it coming” (feat. Daft Punk).Posizone #58 per il nuovo singolo di James Blunt “Love me better” (Warner), che è anche la più alta nuova entrata della settimana seguito da Shakira feat. Maluma con “Chantaje” (Sony) in posizione #65 e “Run Up” (Warner) dei Major Lazer feat. Partynextdoor e Nicki Minaj alla 71. La novità più rilevante della settimana nella Top 100 è “Automaton” (Universal) il nuovo attesissimo singolo di Jamiroquai già in rotazione su 39 emittenti.Tra le tre major, Universal è la casa discografica con il market share più alto (31,46%), seguita da Sony (28%), Warner (27,08%) e dalle indipendenti Energy Production (3,43%), Carosello (1,84%) e Sugar (1,81%).

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Chiesa: il prete esorcista

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2010

Da vent’anni esegue esorcismi in una martoriata regione dell’Africa. Ogni giorno le persone più povere e sfortunate si rivolgono a lui per farsi “liberare dagli spiriti”, in cerca di conforto e sollievo per la propria anima.  A raccontare in esclusiva la storia di padre Riccardo Nardo, un missionario saveriano di origini friulane di 69 anni, è Geo, il mensile Gruner+Jahr/Mondadori diretto da Marco Casareto, che nel numero in edicola in questi giorni pubblica un ampio reportage dalla “Casa della Salvezza” di Bukavu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, dove padre Nardo riceve quotidianamente i tanti disperati che vanno a bussare alla sua porta in cerca di aiuto. Un campionario di storie dolenti e tragiche quello illustrato dal mensile, in una terra segnata da decenni di guerra e caos, violenza e degrado, ricca di risorse minerarie ma dove la popolazione è ridotta in miseria e cerca risposte nell’esorcismo. “Il mondo dell’occulto qui è estremamente reale – dice il missionario a Geo – e incide pesantemente sulla vita della gente. Tutto può essere interpretato in chiave mistica: una malattia, una disgrazia, un contrattempo”. Tanto che molti stregoni e santoni se ne approfittano e “legano a sé le persone con riti e magie, e usano la paura per renderle schiave. Il mio obiettivo è far si che tornino ad essere persone libere”. “È lo Spirito Santo che guida la mia missione – racconta ancora padre Riccardo Nardo – anche se in passato non avrei mai pensato di occuparmi di esorcismi. Non ho mai desiderato né chiesto questo ministero. È capitato attraverso avvenimenti straordinari, ed è qualcosa che, a un certo punto, mi sono trovato costretto a esercitare. In questi anni ho dovuto acquisire alcuni rudimenti di medicina e studiare un poco di psicologia. Soprattutto, però – conclude il missionario – è stato necessario approfondire la conoscenza della cultura, delle tradizioni e della religiosità africana, per poter entrare in sintonia con questo mondo e queste persone, comprendere il loro modo di esprimersi spesso evocativo e immaginifico, intuire la radice dei loro mali”.

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La terra dissacrata dalla fede e dalla ragione

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2010

Editoriale Fidest. Veniamo a conoscenza che “Terra santa libera” è stata fatta oggetto da parte di alcuni giornali di pesanti accuse, del resto contraddittorie se provengono da una stessa fonte dal momento che è tacciata d’essere filo-comunista e poi filo nazista. In effetti alcuni suoi articoli si presentano con una crudezza particolare ma ciò non ci ha impedito di leggere i suoi comunicati e, a volte, di rilanciarli nei nostri servizi d’agenzia. Non credo che valga la pena prendere in considerazione i detrattori poiché è nell’ordine delle cose avere una diversa visione dei rapporti umani, del modo come si rendono tra loro conflittuali e quelli che dovrebbero essere dei limiti non superabili allorchè trasbordano nella calunnia, nella violenza e quanto altro. La verità è che vi è tanta gente che soffre, che vive emarginata e per la quale si sta facendo poco o nulla. Tanto che ci chiediamo se siamo noi in errore nell’insistere a sottolineare queste aree del disagio e gli altri ad aver ragione nel non degnare d’attenzione, se non formale, questi tanti figli della gleba. Ma se ci limitiamo a considerare quanto avviene in Terra Santa non credo sia facile anche per le classiche tre scimmiette tenere la bocca chiusa, mettersi il tappo alle orecchie e le mani davanti agli occhi. Ma sia chiaro. Non sono un partigiano antisionista o antiebreo o quant’altro. Io credo che gli ebrei per primi dovrebbero avere la sensibilità di riconoscere la sofferenza di un popolo confinante, quello palestinese, e riconoscergli lo status di nazione sovrana e indipendente. Ricordo che tempo fa avevo scritto un breve racconto nel quale immaginavo un palazzo dove si trovavano affiancati i parlamenti dei due stati e divisi solo da una sottile parete. E le liti non erano il frutto di odio razziale, religioso, etnico ma semplicemente di delinquenza comune. Ma sempre questa benedetta “verità” che Terenzio faceva dire ai suoi guitti: veritas odium parit” e che mi appare oggi ancora più vera e profetica nella sua palese contraddizione che la vuole generatrice del bene e non un seme di ulteriore discordia, dovrebbe guidarci come una luce tra le tenebre per sconfiggere i nostri egoismi, i nostri interessi partigiani, la nostra sete di potere e di oppressioni per i più deboli. Ma alla fine ci rendiamo conto che non possiamo a lungo parlare senza scongiurare, al tempo stesso, la ragione dei fatti, dall’essere conseguente. Ma da uomo di pace, come mi ritengo, ho prefigurato la marcia di un milione di pellegrini che raggiungono per terra e per mare la Cisgiordania e la invadano pacificamente per scoraggiare l’uso delle armi, la violenza dei disperati e degli esagitati, per affermare con la forza dei numeri la consapevolezza e tangibilità per tutti che esiste un problema e che questo problema nel corso degli anni non solo non è stato portato a soluzione ma si sta sempre più incancrenendo e che se i politici non vi pongano mano spetta ai popoli rimediarvi. Poi farei il giro delle tre chiese. quella dei cristiani, della moschea e della sinagoga per invocare la benedizione del Dio comune a conforto della verità e della fede. Per gli altri guarda e passa: non son degni della nostra attenzione. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Fuci: “solidarietà alle vittime del sisma”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2009

La FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) si unisce al dolore e al ricordo delle tante vittime del tremendo sisma che ha dilaniato l’Abruzzo e in particolare la provincia di L’Aquila. Desideriamo esprimere la nostra vicinanza più sincera ai familiari delle vittime, unendoci alla loro preghiera perché, nel giorno della Passione e morte dell’Unigenito figlio, il Signore non faccia mancare a nessuno il suo amorevole conforto e possa accogliere nelle sue braccia misericordiose di Padre tutte le persone che in questi giorni hanno perso la vita a causa del sisma.  Al tempo stesso esprimiamo la nostra solidarietà alle tante famiglie distrutte, ai bambini e agli anziani, a chi ha perso ogni cosa, alle migliaia di sfollati e a tutti coloro che hanno vissuto e continuano a vivere momenti di paura e di enorme difficoltà. Unitamente ringraziamo coloro che con estrema competenza e straordinario coraggio stanno offrendo il loro aiuto nelle zone terremotate. La nostra solidarietà non si ferma all’immediato ma continuerà ad esprimersi e a concretizzarsi in tutte le forme possibili anche in futuro. Ricordiamo che è importante che gli aiuti siano razionalizzati e che facciano capo solo alle istituzioni e alle autorità competenti (Protezione civile, Croce rossa italiana, Caritas) e che si estendano sul lungo periodo, non solo nell’immediato. Per il momento rinnoviamo l’invito a sottoscrivere donazioni per gli interventi di Caritas Italiana (causale “Terremoto Abruzzo”) attraverso il C/C POSTALE N. 347013 o tramite Unicredit Banca di Roma S.P.A. IBAN IT38 K03002 05206 000401120727. Si ricorda inoltre la colletta nazionale indetta dalla Presidenza della CEI per Domenica 19 Aprile p.v., domenica in albis, da tenersi in tutte le chiese italiane.

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