Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘confronto’

Dal Piemonte a Londra a confronto sulle sfide del futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 ottobre 2019

Amministratori piemontesi a Londra per “The governance of urban regeneration: a programme for new civic leaders”, la conferenza organizzata da Publica – Scuola ANCI alla University College London. Occasione di incontro e di confronto sulle esperienze di governo locale in materia di rigenerazione urbana, la conferenza ha visto la partecipazione di 40 amministratori provenienti da tutta Italia. All’evento hanno partecipato il vicepresidente di ANCI Piemonte Michele Pianetta, il vicesindaco di Pinerolo Francesca Costarelli, il vicesindaco di Piossasco Federica Sanna e il vicesindaco di Ronco Canavese Lorenzo Giacomino.Soddisfatto il vicepresidente all’Innovazione di ANCI Piemonte, Michele Pianetta: “Abbiamo vissuto un’esperienza formativa di alto livello. Il Piemonte ha potuto toccare con mano gli effetti positivi dell’esperienza di rigenerazione urbana messa in atto dalla città di Londra, da Camden Town a Kings Cross. Iniziative come questa ci fanno riflettere sulle sfide del futuro. Torniamo da Londra con una sensazione molto positiva, più ricchi e al tempo stesso felici di aver potuto presentare anche le piccole esperienze virtuose attuate in Italia e in Piemonte”.Primissima esperienza di formazione per Federica Sanna, vicesindaco di Piossasco: “Un’ottima occasione per conoscersi e scambiarsi idee. Le esperienze londinesi, seppur difficilmente replicabili nei nostri piccoli Comuni, possono offrirci spunti e occasioni di riflessione molto utili e importanti per lo sviluppo dei nostri territori”. Concetto ribadito dal vicesindaco di Pinerolo; Francesca Costarelli: “Torniamo in Italia davvero carichi: anche se in contesti e con dimensioni diverse, le sfide del futuro sono le stesse. Torniamo a casa con uno straordinario bagaglio di idee, di energie e di best practices che ci consentiranno di riflettere in modo attento e consapevole sulle sfide che ci attendono”.L’appuntamento di Londra ha inaugurato un nuovo format didattico – le Conferenze Internazionali – pensato per offrire agli amministratori locali italiani la possibilità di studiare e confrontarsi con altri giovani amministratori europei.
Molte delle politiche cruciali su smart cities, rigenerazione urbana e innovazione sociale hanno preso avvio dalle esperienze di singole municipalità. Da qui l’idea della conferenza, organizzata in collaborazione con il British Council, con l’obiettivo di affrontare i temi della rigenerazione urbana, della governance locale e del coinvolgimento delle comunità partendo dall’esperienza dell’area londinese. Durante la due giorni, i 40 amministratori italiani hanno fatto visita alla nostra Ambasciata, accolti dall’ambasciatore Raffaele Trombetta.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Due icone del surrealismo per la prima volta a confronto

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Bruxelles 11 novembre 2019. La mostra “DalÍ & Magritte” sarà aperta dal martedì al venerdì dalle 10:00 alle 17:00 e nei weekend dalle 11:00 alle 18:00.Parallelamente, BELVUE ospita fino a gennaio 2020 “Dotremont and the surrealist”, una mostra che racconta la storia travagliata e anche poco conosciuta del movimento surrealista a Bruxelles, attraverso le opere, le fotografie, i film di Dotremont e di altri artisti del periodo.
Il Museo Magritte di Bruxelles celebra il suo decimo anniversario con la mostra evento “Dalí & Magritte”, che aprirà al pubblico dall’11 novembre al 9 febbraio 2020.Curata in prima persona da Michel Draguet, direttore generale dei Musei Reali delle Belle Arti del Belgio, l’esposizione sarà allestita presso la sede del Museo delle Belle Arti di Bruxelles adiacente al Museo Magritte, e sarà dedicata all’analisi e all’approfondimento delle similitudini e delle reciproche influenze nelle opere dei due artisti. Rivolta agli appassionati di arte, la mostra è perfetta anche per curiosi e famiglie: oltre a stimolare il pensiero laterale degli adulti, le opere surrealiste hanno infatti il pregio di entusiasmare anche i bambini, con i loro colori e la loro creatività. La rassegna raccoglie più di 80 pezzi tra dipinti, fotografie, sculture, filmati e disegni provenienti da oltre 40 musei, gallerie e collezioni private di tutto il mondo: Italia compresa. Alla realizzazione, hanno infatti partecipato la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto e il Museo del Territorio Biellese di Biella.Dalí e Magritte si sono incontrati a Parigi nella primavera del 1929, quando l’artista spagnolo irruppe nella Ville Lumière per unirsi al gruppo dei surrealisti di Montparnasse. Magritte si era trasferito in città due anni prima con la moglie Georgette, anch’egli affascinato dalla corrente surrealista parigina, e ci sarebbe rimasto fino al 1930, prima di tornare a Bruxelles. Nell’agosto del 1929 Dalí invitò il pittore belga nella sua casa di Cadaquès insieme ad altri artisti del calibro di Eluard, Mirò e Bunuel, dando vita ad uno dei momenti più importanti della storia del movimento.Nonostante le loro forti personalità li avrebbero inevitabilmente portati ad allontanarsi di lì a poco, Dalí e Magritte hanno condiviso la critica alla razionalità cosciente insita nel movimento surrealista, abbinata alla ricerca delle potenzialità espressive dell’inconscio. Magritte, in particolare, illustra gli oggetti reali decontestualizzandoli, deformandone le dimensioni per creare atmosfere ambigue e inquietanti, come quelle dei sogni, al punto da essere spesso definito “le saboteur tranquille”, per la sua capacità di insinuare dubbi sul reale attraverso la rappresentazione del reale stesso. Dalí trae ispirazione dal suo inconscio, secondo l’approccio “paranoico-critico”, termine da lui stesso coniato per descrivere il suo metodo finalizzato a “rendere tangibilmente creative le mie idee più ossessivamente pericolose”. L’attesissima mostra vede il coinvolgimento, oltre ai Musei Reali delle Belle Arti del Belgio, del celebre Museo Dalí di St. Petersburg (Florida), della Gala-Salvador Dalí Foundation e della Magritte Foundation e rappresenta l’evento di punta per celebrare il X anniversario del Museo Magritte, inaugurato nel 1989. Situato in Place Royale, custodisce la più grande collezione al mondo dedicata all’artista: dipinti, disegni, sculture, oggetti, poster pubblicitari, spartiti musicali, fotografie e filmati, compresa la più ampia raccolta del periodo “vache”. In totale, 234 opere distribuite in uno spazio di 2.500 m² su cinque piani. Aperto 7 giorni su 7, in 10 anni di attività ha ospitato più di tre milioni di visitatori, 65% dei quali provenienti dall’estero, ricevendo 8 riconoscimenti, quasi uno all’anno, tra premi e nomination.I festeggiamenti veri e propri del decennale avranno luogo domenica 24 novembre, giorno in cui si potrà accedere al museo gratuitamente, partecipando a visite guidate e workshop. Sempre nella stessa data, il museo ospiterà performance artistiche di grande suggestione, a cominciare da ECHO, uno spettacolo di son et lumière dedicato all’opera di Magritte. In programma anche conferenze, dibattiti e l’esibizione della Compagnie du Reverbère, un gruppo di attori del Royal Conservatory.

Posted in Estero/world news, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ancodis: nuovo confronto aperto sulla Scuola italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2019

“Leggiamo in queste ore dell’apertura di 6 tavoli tecnici nei quali il PD ed il Movimento 5 Stelle si confronteranno per realizzare una piattaforma programmatica finalizzata a far partire una possibile nuova esperienza di governo. Tra i temi, in particolare, quello della scuola suscita la nostra attenzione e, dunque, riteniamo di intervenire in merito alla tema della governance delle autonome Istituzioni Scolastiche.
Se l’Autonomia scolastica – ai sensi del DPR 275/1999 – resta nella visione comune alle due forze politiche allora non può non essere aperto il tema della VERA autonomia oggi ferita ed indebolita da scelte politiche di questo ventennio che di fatto hanno consentito soltanto una parziale attuazione. Ed, in particolare, ci riferiamo all’Autonomia organizzativa – l’art. 5 – (e finanziario-gestionale) che di fatto non ha messo i Dirigenti Scolastici nelle condizioni di attuare pienamente e coerentemente al PTOF quanto programmato e definito negli OO.CC.. Le scuole oggi sono BLOCCATE in una visione organizzativa e gestionale arcaica e INADATTA a rispondere pienamente ai bisogni ed agli obiettivi dell’autonomia scolastica.
O si prende atto che la qualità dell’Offerta Formativa di una scuola è strettamente dipendente dalla qualità della sua Governance oppure continuiamo a vivere una condizione spesso confliggente se non avversa a quanto si vuol realizzare per il bene dei nostri alunni. ANCODIS condivide l’importanza di investire in istruzione e cultura portando tutti i parametri agli standard europei.
Suscita “ovvio interesse” la volontà di adeguare gli stipendi dei docenti alla media europea: vogliamo però evidenziare alle due principali forze politiche in campo che guardare alla scuola europea significa anche guardare al funzionamento dei sistemi scolastici europei che tanta attenzione pongono alla governance ed all’autonomia, con presidi/dirigenti coadiuvati da figure intermedie (Middle management) che godono di un riconoscimento giuridico in una carriera autonoma o integrata.
Ecco, dunque, la posizione di ANCoDiS: se si guarda alla scuola italiana del prossimo decennio, non si può escludere dagli obiettivi prioritari una innovazione legislativa e contrattuale (in primis culturale!) che porti al riconoscimento dei Collaboratori dei DS in una nuova struttura organizzativa della scuola autonoma, con figure che abbiano specifiche competenze e funzioni riconducibili al middle management anglosassone (per favore smettiamola di parlare di aggravi di spesa perché si tratta di investire nelle professionalità presenti in ciascuna scuola!). Possiamo leggere ed ascoltare anche queste “novità” tra quelle che si vogliono portare avanti nella prossima esperienza di governo e che darebbero il segno di una volontà politica davvero innovativa e moderna?
ANCoDiS è pronta a dare il proprio concreto contributo con proposte che ritiene ragionevoli, moderne e sostenibili.”

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Economisti a confronto: faccia a faccia tra Scacciavillani e Cottarelli

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

Un’occasione offerta dagli Immoderati, sito di informazione politica ed economica, che ha messo di fronte il molisano Fabio Scacciavillani, a capo del Fondo sovrano dell’Oman e il lombardo Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani.Scacciavillani, nato a Campobasso ma cresciuto a Frosolone (Isernia), dopo la laurea in economia e commercio alla Luiss di Roma e il Ph.D a Chicago, ha lavorato al Fondo monetario internazionale a Washington, alla Banca centrale europea a Francoforte e a Goldman Sachs a Londra, per poi trasferirsi nella Penisola araba (in Qatar alla Gulf organization for industrial consulting, negli Emirati Arabi Uniti come direttore della ricerca macroeconomica e statistica al Centro finanziario internazionale di Dubai e infine a Muscat, in Oman).Cottarelli, nato a Cremona, dopo la laurea in scienze economiche e bancarie a Siena e il master in economia presso la London School of Economics, ha lavorato in Banca d’Italia ed Eni, approdando poi al Fondo monetario internazionale. Nel 2013 è stato nominato dal governo Letta commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica e dal 2017 è direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano.Cosa emerge dall’incontro tra i due economisti? Scacciavillani, nelle vesti di intervistatore, ha posizioni critiche sull’attuale esecutivo, ricordando in particolare le promesse disattese sulla mole di privatizzazioni per 18 miliardi di euro nel 2019. Cottarelli concorda, avvertendo che “vendere alla Cassa depositi e prestiti, che fa parte del settore pubblico, è un’operazione puramente contabile”.L’economista molisano provoca ricordando gli atteggiamento un po’ “guasconi” dell’esecutivo gialloverde sui temi economici. Il direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani, pur ammettendo le difficoltà nel fare previsioni sulla prossima manovra autunnale, si spinge a dire che Salvini voglia calcare la mano sul deficit, “ma pure arrivando al 2,9, si recuperano 13-14 miliardi”, ben poca cosa rispetto “ad una cifra tra i 35 e i 40 miliardi, risultato dei 23 miliardi per evitare l’aumento dell’Iva, più due miliardi di spese cosiddette ‘indifferibili’ ed altri 10-15 miliardi per la flat tax”.Cottarelli, pungolato da Scacciavillani, va nel dettaglio: “Pur scalando i miliardi della recente ‘manovrina’ per rimettere a posto i conti del 2019, beneficiando dei tassi d’interesse più bassi e della flebile spending review, restano da trovare una trentina di miliardi, una cifra enorme”. Secondo l’economista, quindi, si farà una flat tax non oltre i cinque miliardi e si spingerà in su il deficit, ma occorrerà valutare le reazioni della Commissione europea e dei mercati.La videointervista, di circa un quarto d’ora, si conclude con una linea saldamente comune tra i due economisti: la riduzione del debito dovrebbe costituire la vera priorità. “E’ l’unica strada per non trovarsi in balia dei mercati finanziari”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Confronto tra Fabio Rampelli di Fdi con Michele Gubitosa dei 5stelle

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Nel voto in Parlamento sulla Tav ci starebbe bene uno scherzetto: tutte le opposizioni che abbandonano Lega Nord e 5 Stelle al loro destino, affinché decidano autonomamente se affossarla o proseguirla. Stanno al governo insieme e dovrebbero trovare una quadra senza farsi risolvere i loro problemi all’opposizione.Restiamo tuttavia di stucco a pensare che le infrastrutture per i 5 Stelle siano raccordi, svincoli, tangenziali, spartitraffico… Per noi è fondamentale intercettare i mercati ricchi del nord Europa e del Mediterraneo. Dobbiamo portare la Tav da Lione a Palermo, fare il ponte sullo Stretto, consentire alle nostre eccellenze enogastronomiche, ai prodotti ortofrutticoli di Ragusa di arrivare in Francia in otto ore e in Ucraina in 16.
L’intenzione di Di Maio invece è quella di far approvare dal Parlamento la Tav senza sporcarsi le mani, perché così il governo può andare avanti e ciascuno mantenere le proprie poltrone. Il problema è che i grillini non sanno di cosa parlano: hanno avuto un mezzo ripensamento sulla Tav e un totale pentimento su Ilva e Tap perché non sanno di cosa parlano.Abbiamo votato no alla fiducia ma sì al decreto, ritenendolo un fatto tendenzialmente positivo, anche se migliorabile. Tra le misure importanti che già Fdi aveva presentato nel primo dl, la confisca immediata delle navi Ong che agiscono nell’illegalità e violano le acque territoriali italiane. Resta comunque da sottolineare ancora una volta l’incapacità della comunità internazionale nel contrastare questi fenomeni di disperazione gestiti da trafficanti di uomini e scafisti, gli uomini più ricchi dell’intera Africa. Questi migranti economici non vengono per istruirsi e svolgere un ruolo nella società che li ospita, né per essere soccorsi non essendo profughi e si trovano costretti a entrare nel circuito della criminalità organizzata o in quello del lavoro nero. La solidarietà verso i più deboli è doverosa, ma deve manifestarsi attraverso la cooperazione internazionale, realizzando infrastrutture e consentendo alle nazioni africane di liberarsi dal neocolonialismo di alcuni Stati europei e occidentali, meno evidente di quello ottocentesco ma più insidioso e cinico. L’Africa deve diventare autonoma.
È impensabile che in Italia esista qualcuno che ritiene possibile ospitare le decine di milioni di persone che dall’Africa vorrebbero trasferirsi qui domattina.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Solo attraverso il confronto con le parti sindacali possono risolversi i problemi del paese”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

Dopo le tante mobilitazioni portate avanti in questi ultimi mesi si è avuto finalmente un primo confronto tra Cgil, Cisl e Uil ed il Governo che, siamo convinti, sia la strada maestra per risolvere i reali problemi del paese.Lo dichiara in una nota il Segretario Generale della UIL FPL Michelangelo Librandi.Ringraziamo il nostro Segretario UIL Carmelo Barbagallo per aver affrontato con il Presidente Conte e con il Ministro Di Maio, tra i vari temi previsti dalla piattaforma, anche la questione dei rinnovi contrattuali che coinvolgono milioni di lavoratori del Pubblico Impiego e del Privato.Nella stessa giornata si è svolto anche un altro importante incontro con il Presidente della Conferenza della Regioni Bonaccini nel quale abbiamo ribadito che l’obiettivo centrale del Patto per la Salute è di ristabilire il rispetto del diritto alla salute e alle cure dei cittadini, messo in discussione da anni di tagli al Servizio Sanitario Nazionale. Anche in questa occasione è stata sottolineata la necessità, ormai improcrastinabile, di procedere al rinnovo del contratto nazionale della sanità privata vacante da più di 12 anni, immaginando a questo scopo l’introduzione nelle convenzioni di norme a salvaguardia del lavoro di qualità, della piena applicazione del contratto e della regolarità delle sue procedure, garantendo a tutti, indipendentemente dalla natura pubblica o privata del rapporto di lavoro, uguali retribuzioni e diritti. Auspichiamo – conclude Librandi – che nei successivi incontri messi in calendario, si possano individuare le giuste soluzioni ai problemi da noi indicati, ridando dignità ai lavoratori e garantendo servizi ottimali ai cittadini.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Noduli tiroidei, performance dei sistemi di classificazione ecografica a confronto

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 luglio 2019

Un recente lavoro del gruppo della Sapienza di Roma propone una valutazione comparata della performance dei cinque sistemi di classificazione ecografica dei noduli tiroidei maggiormente diffusi su scala internazionale (ATA, AACE/ACE/AME, K-TIRADS, ACR-TIRADS, EU-TIRADS) (rispettivamente: Haugen BR, et al. Thyroid, 2016; Gharib H, et al. Endocr Pract, 2016; Shin JH, et al. Korean J Radiol, 2016; Tessler FN, et al. J Am Coll Radiol, 2017; Russ G, et al. Eur Thyroid J, 2017) su un campione di oltre 470 pazienti. «Il disegno dello studio è prospettico» spiegano Andrea Frasoldati e Silvia Vezzani, SC Endocrinologia, Dipartimento Specialità Mediche, Arcispedale S. Maria Nuova IRCCS – ASL Reggio Emilia. «Gli esiti oggetto di valutazione sono: numero di agoaspirati (FNA) classificabili come “non necessari”, percentuale di falsi negativi, parametri di accuratezza diagnostica (sensibilità, specificità, valore predittivo positivo – VPP – e valore predittivo positivo – VPN). I risultati dello studio evidenziano come i cinque sistemi siano tutti efficaci nel ridurre il numero di FNA non necessari, di una quota compresa tra il 17 e il 53%». In particolare, riportano Frasoldati e Vezzani, la classificazione proposta dall’American College of Radiologists (ACR-TIRADS), la sola basata su una scala derivante dalla somma dei punteggi di sospetto attribuiti ai diversi caratteri ecografici, è quella che mostra la migliore capacità di selezionare i noduli non meritevoli di approfondimento citologico. Questo per due ordini di motivi: 1) si ha un’eccellente discriminazione dei noduli benigni in virtù di un’elevata specificità; 2) il cut-off dimensionale proposto per procedere a FNA in presenza di noduli a basso rischio di malignità è più elevato rispetto a quello proposto dalla maggior parte delle altre classificazioni (25 mm vs 15-20 mm), senza che ciò comporti, di fatto, una riduzione dell’accuratezza.
Il lavoro riveste un grande interesse, anche per il suo taglio estremamente pratico, commentano Frasoldati e Vezzani. In un periodo di risorse limitate, nel quale si è chiamati a contenere gli eccessi della diagnostica strumentale e a razionalizzare i programmi di sorveglianza di lungo periodo, appare, infatti, un esercizio molto utile quello di testare i sistemi di classificazione ecografica dei noduli tiroidei nella real life, anche sulla base della quota di FNA che si possono risparmiare. «Quanto si ricava dai risultati dello studio è che tra i cinque sistemi studiati, due (ATA e K-TIRADS) sono meno performanti, mentre i restanti tre mostrano una sovrapponibile capacità di discriminazione tra noduli benigni e maligni» proseguono gli specialisti. «Tra questi, la classificazione AACE/ACE/AME è quella meno selettiva nel porre indicazione all’esame citologico, essenzialmente per due ragioni: 1) i noduli a “basso” e “bassissimo” rischio di malignità – accorpati nella classe I AACE/ACE/AME – appartengono invece a due classi distinte nelle classificazioni ACR-TIRADS ed EU-TIRADS, e nella classe a rischio inferiore l’FNA non è mai da loro ritenuto indicato; 2) il cut-off dimensionale per eseguire FNA nei noduli della classe I AACE/AME/ACE corrisponde a 20 mm, in luogo dei 25 mm proposti da ACR-TIRADS. Detto in altri termini, qualora le linee guida AACE/AME/ACE innalzassero di qualche mm il cut-off dimensionale fissato per l’FNA dei noduli di aspetto benigno, la performance delle classificazioni diverrebbe con tutta probabilità sovrapponibile – un concetto esplicitato anche nel lavoro recentemente pubblicato dal gruppo di Albano Laziale» (Persichetti A, et al. J Clin Endocrinol Metab, 2018).È inoltre opportuno aggiungere alcune considerazioni che trovano giustamente spazio nella discussione del lavoro del gruppo della Sapienza, aggiungono Frasoldati e Vezzani: «in primo luogo, le caratteristiche distintive di un buon sistema di classificazione ecografica dei noduli tiroidei non hanno soltanto a che fare con la quota di FNA per noduli benigni che tale sistema è in grado di far risparmiare, ma anche con la riproducibilità inter-osservatore del sistema (anche connesso alla mancanza di ambiguità dei parametri proposti) e con la sua semplicità d’uso. In questa prospettiva, la classificazione ACR-TIRADS non è probabilmente quella di più facile e immediata applicazione. Inoltre, nello studio non sono stati compresi né i noduli con diametro massimo < 1 cm (n = 79), né quelli con citologia non diagnostica o indeterminata (n = 251). In quest’ultimo gruppo, la quota di casi per i quali non vi sarebbe stata indicazione a eseguire l’FNA secondo le diverse classificazioni presenta una distribuzione del tutto analoga a quella descritta nello studio, a suggerire l’assenza di un bias di selezione. Tuttavia, il fatto che la valutazione della performance dei diversi sistemi di classificazione non sia stata possibile in circa un terzo dei noduli inizialmente ammessi allo studio costituisce un indubbio fattore limitante». In conclusione, affermano Andrea Frasoldati e Silvia Vezzani, «lo studio indica che la performance diagnostica delle principali classificazioni ecografiche dei noduli tiroidei è complessivamente buona. L’impiego di tali classificazioni costituisce uno strumento affidabile per ridurre il numero di FNA “inutili”: in particolare, deve essere sottolineato l’eccellente risultato conseguito dalla classificazione ACR-TIRADS, anche in parte riconducibile all’adozione di un cut-off dimensionale più selettivo (25 mm) per l’indicazione all’FNA nei noduli a basso rischio di malignità». J Clin Endocrinol Metab, 2019;104:95-102. doi: 10.1210/jc.2018-01674. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30299457 fonte: doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Stipendi a confronto in Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

Con l’ennesimo mini-incremento del mese di giugno, erogato in questi giorni, il personale della scuola ha ricevuto una variazione dello 0,42%, sulla base della fascia stipendiale di anzianità in cui si è attualmente inseriti. Di conseguenza, per insegnanti e personale Ata, l’indennità di vacanza contrattuale potrà aumentare di pochi spiccioli: su uno stipendio di 1.500 euro, che è la media delle retribuzioni nella scuola, si applicherà un aumento di circa 6 euro. Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief: “Dopo gli aumenti del 3,48% e gli arretrati farsa del Governo Pd, i lavoratori della scuola si ritrovano a percepire cifre che si commentano da sole e delle vaghe promesse del premier Giuseppe Conte senza un minimo di finanziamenti nel Def, propedeutico alla Legge di Stabilità. I numeri parlano chiaro, ma noi non ci arrendiamo”. Gli stipendi di chi lavora nella scuola si muovono così poco da sembrare fermi: gli attuali 6 euro di media si sommano infatti a quelli dello scorso mese di aprile, quando furono aggiunti in busta paga dai 3,90 euro del collaboratore scolastico ai 5,60 euro di un docente delle superiori assieme ad un mini-conguaglio e all’elemento perequativo applicato a maggio. Poi, il prossimo mese di luglio, in attesa del rinnovo contrattuale, ha scritto Orizzonte Scuola, l’indennità di vacanza contrattuale aumenterà ulteriormente da 5,88 a 10,99 euro (la somma non si aggiunge a quella di aprile, ma la sostituisce). Tuttavia, ha fatto notare la rivista specializzata, “dal mese di marzo fino a novembre lo stipendio dei pubblici dipendenti” rimane gravato dalle “addizionali regionali e comunali”. Si tratta di cifre non altissime, ma che “purtroppo a volte superano la somma dell’indennità di vacanza contrattuale, che viene così annullata”. Quindi, i dipendenti della scuola nemmeno si accorgeranno di nulla. E continueranno ad essere pagati molto meno rispetto agli altri Paesi, dove in media si lavora anche meno ore. Senza dimenticare che uno dei pochi provvedimenti positivi del Governo, gli 80 euro applicati agli stipendi fino a circa 26 mila euro, che nella scuola riguarda oltre mezzo milione di dipendenti, potrebbe ora anche essere cancellato. La conferma è arrivata, di recente, da Country Report sull’Italia elaborato dalla Commissione europea dove risulta che “gli stipendi degli insegnanti italiani rimangono bassi rispetto agli standard internazionali e rispetto ai lavoratori con un titolo di istruzione terziaria. Anche la progressione salariale è notevolmente più lenta rispetto a quella degli omologhi internazionali”, con lo “stipendio massimo raggiunto dopo 35 anni in Italia, contro 25 anni nella media OCSE”. Dove, non a caso, si lascia il servizio anche dopo 27 anni di servizio, senza particolari decurtazioni. “Questi fattori – scrive ancora la Commissione europea – si sommano a prospettive di carriera limitate, basate su un percorso di carriera unico ed esclusivamente in funzione dell’anzianità” e al dato inequivocabile “che la professione di insegnante gode di scarso prestigio agli occhi sia dei cittadini che degli stessi insegnanti”.
Le considerazioni dell’Ue avevano avuto una quantificazione preoccupante già con l’ultimo rapporto Eurydice, dal quale risulta che solo i docenti di Slovacchia e Grecia percepiscono salari inferiori a quelli dei nostri docenti. Se si guarda poi alle progressioni di carriera, quelle che passando alle Regioni potrebbero pure perdere, i numeri diventano ancora più implacabili. In Francia, ad esempio, i maestri della primaria appena assunti percepiscono quanto i colleghi italiani (tra le 22mila e le 23mila euro lorde); peccato che quando vanno in pensione i francesi prendendo oltre 10mila euro in più (44.500 euro contro 33.700 euro). Un prof delle superiori può contare su stipendi massimi di 38.745 euro, mentre il collega docente tedesco arriva quasi a 64mila euro. E pure in Spagna arriva a 48mila euro, quindi 10mila in più. Molto avanti sono pure gli insegnanti belgi (63mila euro) e austriaci, che superano i 65mila euro. Per non parlare di chi insegna a Lussemburgo, dove si arriva a percepire 125mila euro medi.
Anief ha illustrato quali sono le ragioni che hanno portato a questo intollerabile gap retributivo: si va dall’invalidità finanziaria nelle assunzioni per via dell’abolizione del primo gradone stipendiale voluto dal CCNL del 4 agosto 2011 e coperto dalla Legge 128/12, alla disparità di trattamento negli scatti stipendiali tra personale a tempo determinato e indeterminato, contraria al diritto dell’Ue, come certificato dalla Cassazione; dal mancato adeguamento dell’organico di fatto all’organico di diritto, che continua ad essere attuato dallo Stato per contenere la spesa della scuola, alla chiusura delle graduatorie ex permanenti, errore strategico alla base dell’irragionevole reiterazione dei contratti a termine; fino al disallineamento degli stipendi dall’inflazione, misurabile in dieci punti percentuali dell’attuale stipendio rispetto al blocco decennale del contratto e agli aumenti dell’ultimo rinnovo per il 2016/18.

Posted in scuola/school, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Generazioni a confronto: i nonni di oggi sono più moderni e tecnologici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 giugno 2019

I nonni sono da sempre la colonna portante di molte famiglie, fonte di un welfare spesso irrinunciabile. Badano ai nipoti quando i genitori sono al lavoro, mandano avanti la casa, sbrigano faccende e commissioni, ma non “solo”: anche in estate, per più di un italiano su due (58%), di fronte ai tanti impegni di lavoro e alle incombenze della vita quotidiana, la soluzione migliore è affidare proprio a loro i figli, perché possano trascorrere un periodo di vacanza con persone fidate senza dovervi rinunciare per via degli impegni dei genitori.È il dato che emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio di Reale Mutua sul welfare.
Da sempre colonna portante di molte famiglie e fonte di un welfare spesso irrinunciabile, i nonni di oggi, rispetto al passato, sono anche, e sempre più, attivi e moderni: godono di buone condizioni di salute (41%), hanno maggiore dimestichezza con la tecnologia (40%) e un buon livello di istruzione (30%).Inoltre, vivono la terza età come una seconda giovinezza: sono più propensi a concedersi svaghi e piccoli piaceri (39%), come cene, viaggi e uscite culturali, e non rinunciano all’attenzione a loro stessi e al loro benessere (14%).Ma in che cosa consiste, soprattutto, il sostegno che i nonni danno alla famiglia? In primo luogo, nella cura dei nipoti (49%), badando a loro quando i genitori sono impegnati al lavoro.Per più di un italiano su tre (38%), inoltre, i nonni sono anche un’importante, e molte volte indispensabile, fonte di sostegno economico che integra il reddito familiare e mette a disposizione risorse necessarie alla vita di tutti i giorni.Un’altra sfera che li vede impegnati è quella della gestione della casa e del disbrigo di mansioni e commissioni che non potrebbero essere portate avanti in altro modo (13%).
Ma che cosa rende, in generale, tanto importante il ruolo dei nonni per figli e nipoti? L’aspetto che incide più di tutti, secondo gli italiani, è la difficoltà per molte famiglie di conciliare i tempi di lavoro con la cura dei figli e la gestione della casa (45%). A seguire, l’assenza o la carenza di servizi e strutture (31%) come centri ricreativi e asili nido che possano prendere in carico i figli durante la giornata.
Un altro aspetto segnalato dagli italiani è la progressiva inversione del trend del benessere: per quasi un connazionale su tre (28%), infatti, le nuove generazioni di genitori si trovano in una condizione economica e sociale molto più difficile di quelle che le hanno precedute. Vi sono poi la povertà delle famiglie (27%) e la difficoltà di raggiungere una stabilità lavorativa (24%).Ci sono però alcuni venti contrari che metteranno sempre più a dura prova il ruolo che i nonni oggi svolgono. In primis l’innalzamento dell’età pensionabile (36%), che riduce la disponibilità di tempo ed energie da dedicare alla famiglia, seguito dalle minori risorse economiche a disposizione (28%). A incidere saranno anche fattori come la presenza di nonni single o con nuovi partner (16%) e la lontananza da figli e nipoti (15%), magari trasferitisi altrove per motivi di lavoro.“La nostra ricerca ha evidenziato due aspetti di rilievo: da una parte, il ruolo assolutamente centrale dei nonni per la famiglia, nei diversi ambiti della quotidianità; dall’altra l’evoluzione della loro figura, differente sotto molti punti di vista dalle generazioni passate, e la percezione della terza età come una fase da vivere con pienezza” – commenta Michele Quaglia, Direttore Commerciale e Brand di Gruppo.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Elezioni enti locali: La politica è confronto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 Mag 2019

All’indomani del trionfo della destra populista, trovo singolare polemizzare contro i 5Stelle e la loro presunta identità politica. Distribuire patenti di destra e di sinistra, oltre a peccare di presunzione, potrebbe rivelarsi un esercizio sterile se non dannoso. Credo, invece, che in alcuni Comuni dove ci attende il ballottaggio sia scelta responsabile tentare di dialogare con i 5 Stelle, partendo da sensibilità e temi affini, a cominciare dall’ambiente e dalla difesa del territorio. Valori che mi paiono da sempre essere di sinistra. Ieri andavano bene i patti con Berlusconi e Verdini, mentre oggi si demonizzano i 5Stelle forse per affossare qualsiasi tentativo di confronto: la teoria delle due destre può avere solo una funzione, quella di alibi per le nostre sconfitte presenti e future. Compito della politica è costruire alleanze e progetti, non sostituirsi ai politologi. Chiudere la porta ad ogni dialogo con i 5Stelle significa una sola cosa: continuare a far vincere Salvini. Gli abbiamo consegnato il Paese, forse possiamo evitare di consegnargli anche molti Comuni. Altrimenti, da sconfitti e senza contare un bel niente, non ci resterà che stare a discettare tra chi è più di destra. (By Nino Boeti Presidente Consiglio regionale del Piemonte)

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Confronto su reddito di cittadinanza

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 febbraio 2019

Nel funzionamento del Reddito di cittadinanza sarà determinante il “Navigator”. Ma questa nuova figura professionale, per la quale sono già previste 6 mila assunzioni nei prossimi mesi, “rischia di fare un buco nell’acqua”, inserendosi in “un sistema che non funziona”. Così la senatrice PD, Annamaria Parente, Vicepresidente della Commissione Lavoro del Senato, ospite di “Punti di Vista”, il programma di approfondimento politico realizzato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. Secondo la senatrice per far funzionare efficacemente le politiche attive del lavoro è necessario creare una rete con i Consulenti del Lavoro, che come sottolinea “hanno esperienza con le aziende e con il lavoro”. La collaborazione con i professionisti è anche nell’idea della firmataria del primo Ddl sul reddito di cittadinanza, la senatrice pentastellata Nunzia Catalfo, Presidente della Commissione Lavoro del Senato. Certo è che “6 mila Navigator sono un numero importante, ma sono pochissimi rispetto a quello che, invece, è il numero delle forze che dovremo mettere in campo per attuare uno strumento di tipo universale”, sottolinea la Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

FIEG: confronto con gli edicolanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 gennaio 2019

Con riferimento alla iniziativa promossa dal Sinagi a Roma la Fieg precisa.Gli editori si sono impegnati in un confronto con le organizzazioni sindacali degli edicolanti per il rinnovo dell’Accordo nazionale della rete di vendita, perché convinti della sua fondamentale ed insostituibile funzione per avvicinare i cittadini alla lettura dei giornali.Nell’ultimo incontro del confronto era stata espressa da tutti i sindacati dei rivenditori, nessuno escluso, la disponibilità, poi anche confermata con un comunicato stampa unitario delle organizzazioni sindacali, a proseguire il confronto, anche in attesa di conoscere gli interventi di sostegno concreto alla rete delle edicole promessi da parte del Governo.
La Fieg ha, inoltre, con convinzione proseguito, dopo le proficue iniziative con il comune di Firenze e la firma dell’Accordo con l’Anci, una costante e continua attività di stimolo e di collaborazione con gli enti locali per favorire il rinnovamento del ruolo e della funzione delle edicole, promuovendo l’avvio di importanti iniziative per sostenere l’attività dei punti vendita e, con essa, una maggiore diffusione della stampa. Citiamo, per tutti, gli ultimi interventi del Comune di Cesena e quello di Forlì, in cui le amministrazioni comunali hanno riconosciuto ai punti vendita il beneficio dell’esenzione totale dal pagamento del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, e il lavoro con le città metropolitane, in particolare Milano e Bologna, che si concretizzeranno in ulteriori iniziative a vantaggio delle edicole.Nella legge di Bilancio, poi, anche con il convinto sostegno della Fieg, è stato varato un provvedimento di concreto sostegno alle edicole con il riconoscimento di un credito d’imposta di 30 milioni di euro nel biennio 2019/2020.La Fieg conferma la disponibilità alle organizzazioni degli edicolanti a continuare il confronto, a condizione che sia riconfermata la volontà a proseguirlo con serietà, nel rispetto delle regole e degli affidamenti dati, evitando iniziative che costituiscono unicamente un ostacolo alla soluzione dei problemi del settore.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Confronto tra infermieri e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

Nasce un tavolo di confronto permanente tra la Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri (FNOPI) – ente pubblico non economico sussidiario dello Stato – che rappresenta gli oltre 445mila infermieri presenti in Italia, di cui più di 384mila attivi e 270mila dipendenti del Servizio sanitario nazionale e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che hanno secondo la legge potestà legislativa concorrente in materia di “Tutela della Salute” e altre attribuzioni conferite dall’ordinamento.
Primo obiettivo: confrontarsi intanto – gli argomenti saranno via via ampliati – su cinque tematiche, anche attraverso tavoli permanenti regionali con gli Ordini provinciali:
1. sviluppo di nuovi modelli organizzativo-assistenziali e delle competenze esperte e specialistiche anche alla luce del nuovo CCNL del personale del comparto Sanità e delle responsabilità definite dalla legge 24/2017;
2. standard del personale infermieristico del SSR anche in considerazione della riduzione degli organici per il blocco del turn over;
3. sviluppo professionale e di carriera, formazione ed aggiornamento del personale infermieristico del SSR – formazione manageriale;
4. definizione del fabbisogno formativo degli infermieri e infermieri pediatrici;
5. avvio di percorsi per lo sviluppo del corpo docente universitario afferente ai settori scientifico-disciplinari dei corsi di laurea delle professioni sanitarie,
In questo senso è arrivato oggi il via libera dei presidenti delle Regioni a un protocollo di intesa che parte dalla necessità di dover rispondere nell’attuale fase di transizione demografica, epidemiologica, sociale ed economica alle nuove sfide che riguardano il settore sanitario, in cui infermieri e Regioni hanno la stessa esigenza di tutelare il diritto alla salute nel sistema sanitario pubblico, proprio come prevede la legge 833 del 1978.
Va quindi rafforzato il rapporto di “leale collaborazione istituzionale tra le Regioni e le Province autonome le professioni infermieristiche” che operano nel Servizio sanitario nazionale e con il protocollo si focalizzano i futuri ambiti di intervento comuni per interventi condivisi.Dal 2019 quindi – ma l’Emilia Romagna per prima ha già convocato il primo tavolo regionale – Fnopi e Regioni metteranno a punto una revisione delle disposizioni nazionali che interessano le professioni infermieristiche per garantire al Ssn un numero adeguato di professionisti legato ai fabbisogni del sistema – pubblico, ma anche privato – con una nuova programmazione del loro percorso formativo e professionale.A livello nazionale il tavolo è composto per la parte regionale e provinciale: dal Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, l’assessore del Piemonte Antonio Saitta e dal Presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, l’assessore dell’Emilia Romagna Sergio Venturi e per la Federazione nazionale delle Professioni Infermieristiche dalla Presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli e dalla Segretaria Nazionale FNOPI Beatrice Mazzoleni.Ma oltre al livello nazionale, il tavolo si riunirà anche sia a livello tecnico con i rappresentanti delegati dalle parti, sia con tavoli permanenti regionali con gli Ordini provinciali per l’esame delle tematiche indicate a livello locale.“È un risultato molto importante per la professione infermieristica – commenta Barbara Mangiacavalli, presidente FNOPI – perché il lavoro dell’infermiere è sul territorio accanto ai pazienti e al loro domicilio e le reali necessità, l’epidemiologia e l’organizzazione dei servizi per questo sono in capo alle Regioni. Inoltre – prosegue – le Regioni sono i veri ‘datori di lavoro’ dei circa 270mila infermieri che dipendono dalle strutture pubbliche, ma sono anche le istituzioni che conoscendo le necessità locali autorizzano e semmai implementano forme alternative di occupazione come quelle ad esempio della libera professione”.“Per noi – conclude Mangiacavalli – il confronto e l’accordo omogeneo con le Regioni è essenziale per poter disegnare in modo uniforme i nuovi modelli di assistenza e studiare insieme come contrastare in modo organico, non per una sola professione, le carenze che tagli e blocchi del turn over hanno generato. Dalle Regioni dipende il fabbisogno formativo e lo sviluppo di carriera, ma anche i rapporti con le Università che si fissano nei protocolli che queste sottoscrivono con gli Atenei”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Arte contemporanea e classica a confronto

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

Roma 18 dicembre 2018 – 6 gennaio 2019 Palazzo Doria Pamphilj, via del Corso 305 Memorie Confronti è la mostra itinerante nei luoghi significativi della famiglia Doria Pamphilj, che si basa sul confronto tra arte contemporanea e tradizione pittorica antica. Dopo la prima tappa a Genova (da marzo a luglio), la mostra è stata esposta a Finale Ligure, Dolceacqua e Torriglia (tra luglio e settembre), per poi approdare, in occasione di “Cultura nella Valle del Tevere” a Città di Castello, dal 2 al 18 novembre, nella Pinacoteca del rinascimentale Palazzo Vitelli alla Cannoniera e, infine, arrivare a Roma negli appartamenti Floridi Doria Pamphilj del Palazzo di via del Corso dal 18 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019.
La mostra Memorie#Confronti espone l’opera vincitrice della prima edizione del Premio “Memorie#”: Clavis Universalis di Jasmine Pignatelli, un confronto astratto e puro sul tema della memoria che risponde alla sfida, lanciata dal Premio agli artisti contemporanei, di cimentarsi con il passato per reinterpretare i temi con cui si declina, annualmente, la radice “Memorie#”. Il Premio vuole promuovere, ogni anno, la creazione di una nuova opera d’arte contemporanea su un tema legato alle opere della collezione, alla storia e ai luoghi delle famiglie Floridi Doria Pamphilj. Il tema del 2018, “Confronti”, trae ispirazione da esperienze di arte e mecenatismo, e viene affrontato anche dalle copie delle opere di arte antica in mostra che si riferiscono a tre episodi della tradizione storica e artistica delle tre famiglie.
Il confronto diventa connubio per Raffaello e Francesco Floridi il Tifernate, come dimostrano le pale d’altare che segnano l’inizio della scuola di Raffaello a Città di Castello: la “Crocifissione Mond o Gavari” di Raffaello e la “Pala Magalotti” del Tifernate, entrambe dipinte per la Chiesa di San Domenico. Il confronto diventa scontro tra Perino del Vaga e Girolamo da Treviso che si gioca sui disegni di un’opera d’arte andata perduta: la decorazione del Salone del Naufragio del Palazzo di Andrea Doria a Genova che causò la fuga di Girolamo, impegnato a dipingere la facciata meridionale della Villa. Il confronto, infine, diventa emulazione per Marco Benefial e Giuliano Bugiardini: nelle tele, rappresentanti le Muse e le Arti della Sala dei Velluti della Galleria Doria Pamphilj di Roma, è evidente lo sforzo di Benefial d’imitare lo stile di Bugiardini, precedente di quasi due secoli.
La mostra è ideata e curata da Don Massimiliano Floridi, in collaborazione con il Trust Floridi Doria Pamphilij e la Fondazione Santa Francesca Romana. Il Premio è sostenuto da Lucia Viscio e sponsorizzato da Viscio Trading, BCC di Roma e Rotary Club Roma Cassia nell’ambito dell’#100actsofgood.

Posted in Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Pa: Sorrentino (Fp Cgil), risorse per contratti non bastano, allargare confronto

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 novembre 2018

“Le risorse per il rinnovo dei contratti pubblici non bastano, mentre il confronto deve essere ampio e va allargato su tutti gli aspetti che riguardano il lavoro pubblico. Il ministro Bongiorno vuole limitarlo al tema del contratto ma così sarebbe solo una consultazione, non si tratterebbe di una negoziazione”. Così la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, in merito all’incontro con il ministro della Pubblica, Giulia Bongiorno, nel rilanciare le undici proposte del sindacato per un Pa migliore e ribadire le priorità della categoria: “Bisogna potenziare gli organici della Pa, andando oltre lo sblocco del turn over, mentre le risorse per i rinnovi contrattuali sono un primo segnale ma sono inadeguate, al di sotto di quelle stanziate dal passato governo”.”Abbiamo preso atto – osserva Sorrentino – che sulle assunzioni questo governo ha offerto una prima riposta ma per le condizioni nelle quali versano le pubbliche amministrazioni non serve il solo sblocco del turn over ma bisogna certificare la programmazione dei fabbisogni con l’obiettivo di potenziare gli organici e incrementare l’offerta dei servizi. Per queste ragioni serve lavorare sui provvedimenti normativi. Ad esempio bisogna intervenire lavorare sulle procedure concorsuali, garantendo temi certi e celeri sul reclutamento del personale. Nel frattempo vorremo sapere se è possibile attingere dalla graduatorie ancora attive e intervenire sulle norme per garantire l’attuazione del piano triennale di stabilizzazioni 18/20 e occuparsi di quelle tipologie di precari che ad oggi sono escluse dalle stabilizzazione”.Sul rinnovo contrattuale, aggiunge la segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil, “è evidente che siano state stanziate risorse che segnano una scelta del governo di non riproporre il blocco contrattuale. Ma se misuriamo l’entità di queste risorse, abbiamo letto infatti nella legge di bilancio di 1,7 miliardi stanziati nel triennio, queste sono al di sotto di quelle investite dal passato governo, che erano pari a 2,7 miliardi. Così come abbiamo sostenuto col passato governo, anche nella precedente trattativa, lo ripetiamo adesso: non ci accontenteremo del solo recupero dell’inflazione, vogliamo aumenti che garantiscano il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni dei dipendenti pubblici. Da qui la nostra valutazione: pur comprendendo il primo segnale di non riproporre il blocco, le risorse sono inadeguate e vanno implementate. Anche perché servono risorse per completare il percorso contrattuale 2016/2018 e finanziare il nuovo sistema di classificazione e dell’ordinamento professionale. Su questo punto ribadiamo l’esigenza di convocare le commissioni paritetiche e concludere la riscrittura in tempi brevi dei nuovi ordinamenti: i lavoratori non possono più aspettare”.Infine, aggiunge Sorrentino, “rimangono sul tappeto i rinnovi dei contratti della dirigenza delle Funzioni centrali, delle Funzioni locali e del contratto dei Medici e della dirigenza sanitaria che sciopereranno il prossimo 23 novembre, così come l’esigenza di liberare la contrattazione decentrata come strumento, attraverso interventi sulla produttività, per fare operazioni di valorizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori”. Ultima questione posta da Sorrentino: “Vorremmo sapere dal ministro Bongiorno se il percorso di confronto si esaurisce con oggi o se c’è modo e possibilità di continuare non solo sulla legge di bilancio ma su altre importanti partite. Come lo sono il tema della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e l’avvio del confronto sull’atto di indirizzo come primo passo verso la trattativa per i rinnovi contrattuali”.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Avviare confronto per rinnovo contratti pubblici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

A rivendicarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa in una lettera inviata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, insieme al presidente della Conferenza delle Regioni e Province Autonome, Stefano Bonaccini, al presidente dell’Anci, Antonio Decaro, e alla controparte, il presidente dell’Aran, Sergio Gasparrini. Le categorie del lavoro pubblico di Cgil, Cisl e Uil chiedono così l’avvio di un confronto sul rinnovo dei contratti nazionali relativi al prossimo triennio e avanzano, in un documento unitario approvato dagli esecutivi unitari dal titolo ‘Contrattiamo Diritti’, undici punti per una Pa migliore, mettendo al centro un maggiore investimento pubblico per la crescita e lo sviluppo del Paese, passando per più occupazione e più risorse. Proposte sulle quali le lavoratrici e i lavoratori pubblici si stanno esprimendo votandole sul sito http://www.contrattiamodiritti.it, così come raccogliendo firme in tutti i luoghi di lavoro pubblici, determinando il massimo del coinvolgimento e della partecipazione. Obiettivo di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, in vista dell’approvazione della legge di Bilancio, è mettere al centro, tra le altre cose, il tema delle risorse, del rinnovo del contratto e del varo di un piano straordinario di assunzioni nella Pa per rispondere all’emergenza occupazionale e contrastare le esternalizzazioni.A sostegno delle proposte, e della richiesta di avvio del confronto, le categorie del pubblico di Cgil, Cisl e Uil, promuoveranno nella giornata di giovedì 8 novembre tre grandi attivi interregionali. A Milano, alla presenza del segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli, e del segretario generale della Uil Fpl, Michelangelo Librandi, presso la Sala Valente del Tribunale Civile in via Freguglia 14 a partire dalle ore 10. A Roma, dove sarà presente la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, e il segretario generale della Cisl Fp, Maurizio Petriccioli, presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio in piazza del Campidoglio 55 dalle ore 10. E, infine, a Napoli, con il segretario confederale della Uil, Antonio Focciollo, e il segretario generale della Uil Pa, Nicola Turco, presso l’Auditorium Regione Campania al Centro Direzionale di Napoli, Isola C3, in viale della Costituzione 80, sempre dalle ore 10.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Diritti umani: confronto con l’Europa e il ruolo dei cattolici

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 settembre 2018

Perugia venerdì 28 settembre alle ore 16.30 nella sala della dottorato del chiostro della cattedrale di San Lorenzo nell’ambito della presentazione del numero del secondo trimestre della rivista dell’Azione cattolica Dialoghi, promossa dall’AINC, associazione italiana dei notai cattolici presieduta da Roberto Dante Cogliandro che introdurrà l’iniziativa.
Il dovere di pensare, Francesco e i diritti umani, un futuro incollato al presente sono solo alcuni dei temi trattati. “C’è un’Italia da ricucire, c’è una politica che ha bisogno di ritrovare la maiuscola, c’è un laicato cattolico che ha fatto la storia d’Italia chiamato oggi ad impegnarsi di più nella costruzione di ciò che chiamiamo bene comune”. Un’attenzione ben presente all’Azione Cattolica che attraverso la sua rivista culturale ripropone alcuni contenuti emersi in occasione del 18º convegno Bachelet. Occorre continuare la riflessione sul ruolo e la responsabilità storica che i cattolici hanno in quanto cittadini della Repubblica con l’intento di tenere accesa la luce del confronto culturale sul quadro politico nazionale ed europeo a volte dalle tinte preoccuparti che al di là delle apparenze rischia di essere poco attento ai problemi e alle persone. Dialoghi intende dunque rappresentare uno spazio per ricominciare a pensare, pensare criticamente, a pensare insieme. L’iniziativa, dopo l’introduzione di Roberto Dante Cogliandro vedrà gli interventi del giornalista Alessandro Campi, il notaio Elisabetta Carbonari, il presidente dell’Istituto Serafico di Assisi Francesca Di Maolo, il consigliere di Stato Stefano Fantini, il vescovo di Perugia Paolo Giulietti, la giornalista Donatella Miliani, il direttore di Rai Vaticano Massimo Milone e il professore per Giorgio Sensi.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

A Roma si confrontano i massimi esponenti delle nanotecnologie

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 agosto 2018

Roma dall’11 al 14 settembre ore 9,00 in Via Eudossiana 18 adiacente alla Chiesa di San Pietro in Vincoli, a pochi minuti a piedi dal Colosseo si confrontano i massimi esponenti delle nanotecnologie. Oggi le nanotecnologie rappresentano per la scienza e la tecnologia una disciplina in forte crescita attraverso processi innovativi che stanno influenzando radicalmente la quotidianità della nostra esistenza. La multidisciplinarietà e la trasversalità delle applicazioni nanotecnologiche sta raggiungendo livelli fino a qualche anno fa impensabili, grazie alla scoperta continua di fenomeni fisici alla nanoscala in settori come la chimica organica, la biologia molecolare e la fisica dei semiconduttori. La trasversalità applicativa di queste discipline, già ai massimi livelli, è in continua evoluzione, considerando che ormai tutti i settori tecnici-scientifici stanno traendo beneficio dalle stesse. Ma non è tutto. Le aspettative e le potenzialità future sono addirittura maggiori, grazie al continuo approfondimento e alle nuove conoscenze scientifiche affrontate da molteplici punti di vista.
“Nanoinnovation – precisa il Prof. Marco Rossi, coordinatore del Comitato Organizzatore – ha come obiettivo principale e caratterizzante quello di mettere in contatto accademia, ricerca e sistema imprenditoriale allo scopo di presentare idee innovative, trasferire know-how, permettendo l’integrazione di conoscenze ed esperienze tra i diversi settori di applicazione”.
“Il convegno – conclude Rossi – è quindi strutturato per favorire l’interazione e lo scambio di opinioni e aspettative con il duplice scopo di contribuire sia alla crescita di una coesa e connessa comunità scientifico-tecnologica nazionale, che al monitoraggio dell’evoluzione delle nanotecnologie e delle altre tecnologie abilitanti (KET) e del loro ruolo per una innovazione realmente sostenibile”.
The Tutorial Lectures held in the morning of Sept. 11th will introduce the scientific programme of NanoInnovation beginning in the afternoon of the same day with the plenary sessions and that will continue with the multi-track sessions scheduled on September 12th-13th and 14th, including:
KEYNOTE Sessions with distinguished and internationally recognized speakers;
SPECIAL Sessions and Workshops on specific and hot topics;
THEMATIC SYMPOSIA focused on the applications of nanotechnology and on the most recent findings of nanoscience, as driving and boosting forces for sustainable innovation.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il confronto pubblico sull’Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 luglio 2018

La sua identità e le sue culture, la storia e la memoria dei popoli d’Europa, e l’Unione Europea, la costruzione politico-istituzionale che si è, sin dall’inizio, dotata di meccanismi di funzionamento e di interazione politico-economici e politico-militari, è, oggi più di ieri, letteralmente soffocato dalla spessa coltre, da un lato, della retorica, dall’altro, della propaganda. L’Europa, nel suo dispositivo saliente, l’Unione Europea sembra avere imboccato, in modo pressoché irreversibile, la strada dell’integrazione, e tuttavia continua a trovarsi, persistentemente, davanti ad un bivio: arroccarsi come una «fortezza dell’opulenza», una versione riveduta e corretta dello «splendido isolamento», fino a trasformare le sue città in luoghi dell’esclusione e della separazione tra “abbondanza” e “rarefazione”; o determinare l’apertura, inedita, a un capitolo nuovo della geopolitica, che superi le vecchie separazioni tra luoghi e città e ridefinisca uno spazio di inter-connessioni e di reciproche aperture tra popoli e culture d’Europa.Anche quando parliamo di dispositivo, con riferimento alla Unione Europea, non abbiamo, ipso facto, “chiuso” la questione: non si tratta, per sua natura, di un dispositivo inamovibile, perché, appunto, è frutto di un processo storico e sociale, con le sue contraddizioni e le sue accelerazioni, e si sviluppa in parallelo con la dinamica dei rapporti di forza, tra le classi all’interno di ciascun Paese europeo, e tra configurazioni statuali delle singole formazioni economico-sociali, in termini di rapporti di forza tra Stati, singoli mercati nazionali, rispettive borghesie nazionali. Sviluppando, su questa falsariga, il punto di partenza: la Fortezza Europa e l’Europa dei Muri, l’ordoliberismo e le tecnocrazie, sono come le facce di un medesimo poliedro; e questo poliedro cristallizza la realtà odierna dell’Unione Europea, sulla quale diversi attori hanno impresso il proprio marchio, che è stata sin qui codificata nei Trattati, ma che non è data una volta per tutte.Molte delle crisi che attraversano l’Unione Europea e sfigurano il volto dell’Europa sono manifestazioni di questa matrice: la crisi dei rapporti ad Oriente, specie tra l’Unione Monetaria e la Grecia e tra l’Unione Europea e la Turchia, ma anche, più recentemente, nell’ostilità contro la Russia, che tracima persino, a più riprese, in vera e propria «russofobia» o «slavofobia» e nella stupefacente inerzia sullo scenario vicino-orientale, non una sola parola che sia tale rispetto alla escalation e al massacro delle forze israeliane contro il popolo palestinese, ha a che vedere con questo “bivio” e allude al modo con cui lo si individua e lo si riconosce, ci si mette in condizione di affrontarlo e superarlo. Focalizzare un punto di orizzonte strategico, riconoscere le diversità e le contraddizioni, costruire le relazioni adeguate e le misure necessarie per affrontarle e superarle, dotarsi degli strumenti per attraversarle e trasformarle, sono tutte parole del lessico della politica. Ecco: “questa” Europa ha abbandonato la centralità della politica come misura dell’agire.
Situarsi in un contesto, orientare l’asse. Di questo vi sarebbe bisogno: un contesto di relazioni utili al miglioramento della qualità della vita e al progresso economico e sociale; un asse di orientamento necessario a “rompere la gabbia” e “costruire apertura” al mondo. È lo schema di una Europa, traducibile nella realtà, capace di costruire rapporti paritari a Ovest, a Est, a Sud; orientata al Mediterraneo e non all’Atlantico; ricostruita a partire dai bisogni sociali e non dalla valorizzazione finanziaria, su un modello sociale fondato su lavoro e welfare, inclusione e cooperazione, e non sulle logiche del capitale e della frontiera. Far dialogare le sponde, a partire dal Mediterraneo: un rapporto che si caratterizzi per la vocazione al dialogo tra le culture, per ritrovare le ragioni della convivenza nel reciproco riconoscimento delle identità sociali e culturali. Il tema dell’identità, in questo scenario, è sempre problematico. La stessa identità mediterranea è caratterizzata degli apporti che l’hanno plasmata nel corso di una storia millenaria. Non avrebbe senso azzerarla per raggiungere una unità storicamente improponibile; occorre lavorare, piuttosto, perché tale patrimonio di diversità risulti nuovamente produttivo di civiltà e non di conflitti.Assumendo una prospettiva inter-nazionale e multi-nazionale. La politica, quando costruisce futuro, è sempre un ponte tra generazioni: trasferisce ideali e aspirazioni; rilegge e riconfigura le istanze e i bisogni; innesca lotte e rivendicazioni, per la trasformazione; rigenera i rapporti sociali, e la memoria collettiva. (Gianmarco Pisa fonte: Pressenza international press agency)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Palagiustizia Bari: Bonafede svilisce e mortifica il leale confronto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 giugno 2018

“Appena qualche giorno fa’ il Presidente del Tribunale di Bari ha dichiarato che ‘la sospensione dei processi lascia Bari senza giurisdizione penale’ ed il Procuratore della Repubblica ha addirittura annunciato di avere scritto al CSM per chiedere di aprire una pratica a tutela dei colleghi baresi definendo ‘uno spot’ il decreto legge che sospende sino al 30 settembre i termini processuali e di prescrizione ed i processi penale senza detenuti.Concordo appieno con quanto dichiarato dal Procuratore Volpe che sostiene che ‘per recuperare i tre mesi di sospensione del processi ci vorranno tre anni. Le cancelleria saranno costrette a fare almeno 60mila notifiche per convocare le nuove udienza e per i costi inutilmente sostenuti, come consulenze e intercettazioni per processi che non arriveranno a sentenza, bisognerebbe informare la Procura della Corte dei Conti’. A queste piu’ che corrette quanto pacifiche (per chi conosce e pratica il mondo giustizia) osservazioni, hanno fatto coro non solo i Presidenti delle sezioni penali di Bari ma anche la Camera Penale.Il Ministro Bonafede eviti di fare inutile polemica via Facebook e metta (nelle appropriate sedi istituzionali) urgentemente la parola fine a questa vicenda. La Giustizia non si amministra dai social e non si affida al web”. Lo afferma in una nota Giusi Bartolozzi, deputata di Forza Italia.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »