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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘confusione’

Scuola: Nuova maturità, altro che stare tranquilli regna la confusione

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

La portata innovatrice non è stata da poco. Si va dalla cancellazione della terza prova all’allargamento di contenuti della seconda prova, diventata mista; dalla trasversalità sostanziale del colloquio all’introduzione del cervellotico meccanismo delle buste contenenti gli argomenti sempre dell’esame orale. È cambiato anche il sistema dei crediti: fino a 40 punti (12 al terzo anno, 13 al quarto e 15 al quinto) si possono assegnare attraverso gli esiti del triennio finale, poi ci sono 20 punti al massimo per ogni prova della maturità. Anief ha cercato di saperne di più, andando ad ascoltare il parere di alcuni addetti ai lavori: un insegnante, uno studente e un sindacalista.
Per l’insegnante la riforma è arrivata in medias res catapultata dal legislatore sui docente e sugli studenti candidati. Tutto è iniziato nel 2017, col decreto Buona Scuola e successive modifiche e riadattamenti. Da un punto di vista del contenuto didattico non ho nulla da dire sulla Riforma, specie sulla somministrazione delle prove scritte, che quest’anno consisterà nell’analisi di un testo poetico e di uno narrativo. L’analisi è un plusvalore, una virtù, mette gli studenti nelle condizioni di porsi problemi, è prerogativa del nostro mondo culturale, complesso, con un ventaglio di tante possibilità. Più che scrivere il classico tema, si porranno domande, cercheranno di scavare in un testo per comprenderlo. È un’operazione sociale, non solo culturale. Ci sono poi le emergenze. È stata abolita la terza prova, che nella forma simulata veniva proposta ai ragazzi fin dal quarto anno. Le circolari del ministero per gli esami di Stato sono state orientative e non dispositive, hanno creato confusione, hanno messo i docenti in un limbo, ma non possiamo lavarcene le mani come Ponzio Pilato. Il ministero ha avviato corsi di formazione in itinere, con molti orientamenti e poche disposizioni, i docenti si sono dovuti confrontare fra loro, più che con gli organi istituzionali, col Miur. Il colloquio è la novità più evidente. Alle prove scritte, che saranno due, seguirà il colloquio. Prima gestito parzialmente dagli studenti, con un percorso interdisciplinare preparato da loro stessi, con mappe concettuali, tesine. Il nuovo colloquio è rovesciamento del vecchio, per accertare competenze in aree professionalizzanti e dal colloquio i docenti dovranno ricavare il quadro delle competenze. In moltissime scuole non sono state avviate le simulazioni per prepararlo, troppo poco il tempo. La prova orale sarà avviata dall’apertura di una busta, scelta fra tre e quella busta conterrà l’oggetto da cui prenderà avvio il colloquio. Collegare fra di loro i contenuti delle varie discipline, i nodi concettuali sull’argomento della busta è quello che viene richiesto. La commissione, da sei a sette membri e presidente, dovrà rielaborare contenuti in buste (pari al numero dei candidati più due). Un testo, un disegno, un componimento, un grafico, una tabella dovrebbero attivare un percorso interdisciplinare dell’alunno. Ma i nostri studenti sono abituati a strutturare de visu uno stimolo immediato? Il colloquio non dovrà superare i 50 minuti. È paradossale poi che gli alunni debbano esporre in un elaborato multimediale il proprio percorso personale di alternanza scuola-lavoro, quando questo è stato drasticamente ridotto in termini di ore e attività. Altra criticità riguarda Cittadinanza e costituzione. Nei programmi di storia questo modulo non è esaustivo, anche nei testi, perfino le case editrici e gli enti formativi non hanno formato adeguatamente i docenti. Molti colleghi non sono del tutto preparati ad affrontare l’esame di Stato nella sua totalità.
Per lo studente l’eliminazione della terza prova non dispiace, con le sue decine di domande su tutte le materie. Il contenuto dell’orale, avviato dalla scelta di una fra tre buste, è ancora molto vago: ci risulta che gli stessi docenti che hanno fatto corsi di formazione non comprendevano cosa mettere dentro le buste. Da quanto ci hanno spiegato i professori, potrebbe esservi una frase, un’immagine, un articolo di giornale, su qualcosa che abbiamo studiato, oppure fuori dal nostro percorso. È lo spunto, non necessariamente umanistico, per cominciare un discorso più ampio e interdisciplinare possibile e dovrebbe dimostrare la capacità dello studente nell’articolare per bene e collegare. Ci sono titubanze, cose che spiazzano. È un’incognita la parte del colloquio relativo all’Alternanza scuola/lavoro, ma anche a Cittadinanza e costituzione, una materia che risale al biennio. Fortunatamente alcune scuole, come la mia, hanno preventivamente strutturato un percorso affine anche nell’ultimo anno.
Per il sindacalista Anief è completamente innovativa. La prova orale desta perplessità. Non si capisce come e quali percorsi preparare, né chi debba farlo. L’articolo 19 dell’Ordinanza indica nei commissari la preparazione dei percorsi, però i ragazzi vivono con ansia questa novità. Partire dal percorso di alternanza scuola/lavoro non convince, sulla loro esperienza e soprattutto l’estrazione della prova, una busta fra tre. Una novità a stagione in corso. Non si capiscono bene le interpretazioni di questa ordinanza ministeriale per uniformare la valutazione.

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Vaccini: Ferrara (M5S), servirebbe un vaccino che protegga il Tar dalla confusione governativa

Posted by fidest press agency su sabato, 16 settembre 2017

tar lazioRoma “Una circolare che nessuno interpreta allo stesso modo perché è scritta male. Anche stavolta dovrà intervenire il Tar sui provvedimenti del governo. Il Tar ha dovuto lavorare di più negli ultimi 4 anni per correggere gli errori del governo Napolitano-Bersani-Letta-Renzi-Gentiloni che nelle precedenti dieci legislature. L’applicazione della nuova normativa è infatti lasciata al libero arbitrio interpretativo di Regioni e Comuni che stanno decidendo autonomamente. Ad esempio in una Regione non è previsto l’allontanamento dalle scuole dei bambini non vaccinati, in tutte le altre sì. Com’è possibile?
Si tratta di una legge delicata che ha preoccupato le famiglie e gli operatori scolastici; la superficialità della circolare non fa che alimentare le possibili tensioni e i problemi di ordine pubblico. Questo governo non ha a cuore le famiglie e non tutela i bambini. E’ vergognoso. Chiediamo chiarezza immediata, la circolare deve essere applicata in maniera uniforme e devono essere fornite indicazioni dettagliate che colmino le carenze del quadro normativo di riferimento”. Lo dichiara in una nota stampa Paolo Ferrara, capogruppo M5S del Campidoglio.

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Di nuovo a vuoto Cda di Atac

Posted by fidest press agency su sabato, 12 agosto 2017

atac trasporti roma“Ci è giunta notizia di un’ulteriore nulla di fatto della riunione del CdA di ATAC. E’ il segno evidente della confusione e dell’incapacità di governo che regna in città da quando si sono insediati i 5 Stelle. La città ha diritto di sapere oggi, non nel 2019, come intendete gestire il trasporto pubblico, cosa intendete fare della più grande azienda di trasporto pubblico locale d’Italia per dirla in parole povere, sapere se a settembre circoleranno ancora autobus nella nostra città. A pensar male a volte si indovina, diceva un politico di lungo corso. Viene infatti da pensare che ‘lor signori’, Grillo e Casaleggio, che governano Roma da remoto hanno intenzione di far galleggiare la capitale nel marasma generale fino alle prossime elezioni nazionali e regionali per esclusivo interesse elettorale. La nostra città non può permettersi questo. Chiedo al M5S di fare un bagno di umiltà e prendere atto di un fallimento su tutta la linea. Il movimento grillino, in oltre un anno di governo del Campidoglio, ha dimostrato di non essere pronto a governare situazioni importanti, non ha una classe dirigente che si possa definire tale e chi possiede competenze adeguate rifugge dalla giunta Raggi e dal suo assoluto immobilismo.” Così in una nota la consigliera del PD capitolino Ilaria Piccolo.

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Banche-governo: la confusione regna sovrana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 luglio 2017

Palazzo chigi1“La confusione del governo e della maggioranza sul decreto per il salvataggio delle banche venete regna sovrana. Doveva essere un provvedimento chiave per il sistema bancario ed economico del nostro Paese, invece siamo di fronte all’ennesimo pasticcio che, come è accaduto spesso in questi anni, creerà più danni che guadagni. Monte dei Paschi di Siena docet”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.
“Dopo il tira e molla della scorsa settimana – nel quale maggioranza e governo hanno mostrato tutta la loro superficialità e spregio delle regole della democrazia parlamentare, non consentendo di fatto alle opposizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro – domani il testo tornerà in Commissione Finanze per rimediare a dei problemi tecnici.Insomma, siamo ancora in mezzo al guado, nonostante si tratti di una questione seria, delicata, che investe diverse migliaia di famiglie e imprese. Padoan assente e inerte, il Mef complice di un disastro annunciato. E questa sera si attende, in merito al dl, una valutazione definitiva da parte dell’Ecofin. Nonostante tutto, il nostro atteggiamento non muterà, saremo seri, responsabili, ma allo stesso tempo inflessibili e mai conniventi con un esecutivo nel caos”, conclude Brunetta.

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Boeri in confusione mentale?

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 novembre 2015

tito-boeriDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Leggendo le ineffabili, fuorvianti e arroganti dichiarazioni rilasciate da Tito Boeri a ‘Mix24’ di Giovanni Minoli, possiamo affermare senza alcun timore di smentita che il presidente ‘pro tempore’ dell’Inps è in grande difficoltà e palesemente in confusione mentale. Ricordiamo a Boeri che le nostre critiche, espresse nelle scorse settimane, nei suoi confronti hanno sempre riguardato il suo travalicare sistematicamente il ruolo per il quale è stato chiamato a fine 2014 da Matteo Renzi, pare su indicazione di Carlo De Benedetti, suo editore a ‘Repubblica’. Il presidente dell’Inps è solo ed esclusivamente il presidente dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, non è né presidente del Consiglio, né ministro del Lavoro o del Welfare.
Forse questo non è ben chiaro a Boeri che, in più d’una occasione e in modo palese recentemente, ha preso iniziative unilaterali e non concordate, fuori dal suo raggio d’azione (un vero e proprio abuso di potere), mettendo con le sue smanie di protagonismo in forte imbarazzo il governo (che lo ha più volte clamorosamente smentito e messo in un angolo), e gettando nel contempo nel panico i pensionati italiani.
Il presidente dell’Inps continua ancora adesso, con le risibili e populiste dichiarazioni di questa mattina, a travalicare il suo ruolo attaccando immotivatamente parlamentari che hanno tutto il diritto/dovere di criticare, se sbagliati, i comportamenti di un presidente di un ente pubblico. Per quando riguarda l’allusione fatta da Boeri ai vitalizi, beh, con il sottoscritto sbaglia indirizzo. Io faccio parte di quella generazione di parlamentari che, dopo la riforma fatta dall’Ufficio di presidenza della Camera tra il 2011 e il 2012, ha deciso di rinunciare al vecchio vitalizio, a favore di un trattamento pensionistico contributivo (pro rata), in relazione agli anni trascorsi in Parlamento. Piuttosto Boeri, per amor di trasparenza, potrebbe parlarci del suo trattamento (notoriamente privilegiato) salariale, fiscale e pensionistico derivante dal lungo periodo (1987-1996) lavorativo all’Ocse di Parigi. Sarebbe interessante per i pensionati italiani e magari anche formativo (per chi volesse approfondire leggere il documento ‘Staff regulations, rules and instructions applicable to officials of the organisation – november 2015’, e in particolare l’’Annex X – Pension scheme rules’ – revision at 1st December 2002).
Boeri si informi prima di dire baggianate, faccia meno politica, pensi ai traballanti conti dell’Inps, e alle ingenti spese di ristrutturazione e rappresentanza dei suoi uffici, in centro a Roma di fronte a Palazzo Chigi. Con la stima di sempre”.

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Gestione malesseri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 ottobre 2014

psicofarmaciUna confusione diagnostica può portare a curare problematiche completamente diverse allo stesso modo, condizionando negativamente la vita dei bambini e delle loro famiglie. “Il mondo dell’infanzia è a rischio – afferma l’Istituto di Ortofonologia (IdO) – si continua a somministrare pilloline magiche, quali panacee per tutti i mali, invece di comprendere il reale disagio vissuto dal minore. I malesseri dei bambini vanno gestiti con più psicoterapia non con i psicofarmaci”. È quindi “fondamentale – precisa l’IdO – affrontare e non eludere il problema della diagnosi e rafforzare la formazione e la preparazione di quanti lavorano a contatto con la prima infanzia”. Un obiettivo fortemente perseguito della sua Scuola di specializzazione in Psicoterapia Psicodinamica dell’età evolutiva (riconosciuta con decreto Miur del 23.7.2001), che sabato si presenta in un Open-Day per affrontare ‘Le problematiche dell’età evolutiva e la formazione psicodinamica dello psicoterapeuta’, dal le ore 9.30 in via Al essandria 128/b.
L’intento della scuola di specializzazione dell’IdO è quindi formare figure professionali capaci di affrontare i disagi e le varie patologie nelle diverse fasi dello sviluppo e in riferimento ai differenti contesti in cui si esplicano (dal nido alle scuole superiori). Ciò significa offrire loro gli strumenti per comprendere e intervenire nelle situazioni traumatiche di abuso e abbandono, nelle difficoltà di relazione e comunicazione all’interno del nucleo familiare e nel contesto dei pari, nelle difficoltà scolastiche (dal rifiuto alle difficoltà di apprendimento), nei comportamenti a rischio e in tutte quelle patologie complesse, conseguenti o meno a danni organici che necessitano di interventi mirati.
Sono previste 15 borse di studio di 4.800 euro ognuna, attivate come in passato con l’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze e con la FTM-Federazione Tutela Minori. Le modalità per usufruirne verranno pubblicate a fine ottobre sul sito http://www.ortofonologia.it. Inoltre l’IdO chiede ai suoi corsisti chi può dare la disponibilità di partecipare ad eventuali attività lavorative retribuite nell’arco del quadriennio, consapevole dell’importanza che riveste come formazione anche l’inserimento nel mondo del lavoro professionale durante la specializzazione, oltre le ore di tirocinio previste.
Il corso quadriennale nasce dall’esperienza dell’IdO di oltre 40 anni di terapia con i bambini. È quindi una scuola di grande esperienza, attiva da 14 anni per una scrupolosa formazione di psicoterapeuti dell’età evolutiva. Dal settore pubblico a quello privato e associativo, gli ex studenti hanno sapientemente trovato collocazioni lavorative valide, negli ambiti dell’età evolutiva. “Dovunque ci sia un bambino/adolescente che ha bisogno di aiuto ci deve essere uno psicoterapeuta dell’età evolutiva pronto ad assisterlo e a sostenerlo nella sua crescita, per farlo diventare l’uomo che desidererà essere”. Nel corso della giornata verranno affrontati tanti temi: l’attualità dell’approccio psicodinamico; la conflittualità del bambino e dell’adolescente tra mondo interiore e ambiente esterno; il counseling genitoriale tra l’elaborazione dei bisogni e il ridimensionamento delle aspettative sul bambino; la corporeità come sede di scambi affettivi e veicolo di conoscenza nella relazione terapeutica; infine, l’approccio psicodinamico nelle patologie dell’età evolutiva, con particolare riferimento all’autismo, alla dislessia e ai disturbi post-tramautici. A concludere l’iniziativa sarà la presentazione di alcuni filmati esemplificativi e un dibattito con il pubblico.
Interverranno Magda Di Renzo, direttrice della Scuola dell’IdO; Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’Istituto; Bruno Tagliacozzi, coordinatore della Scuola e due docenti, Anna di Quirico e Paola Vichi.

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Riforma lavoro: confusione assicurata

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

Avvocato Dilonardo: “Congelamento assunzioni pericoloso e rischio di incremento di disoccupazione e lavoro nero” Nell’ultima settimana di marzo, Work in Progress – Centro di ricerche sociali sul lavoro e le nuove forme di occupazione ha avviato una rilevazione online sull’attuale riforma del mercato del lavoro. Dall’indagine è emerso che su 100 imprenditori che stavano prendendo in considerazione la possibilità di assunzioni o di avvio di nuove collaborazione nei prossimi 6 mesi (in qualunque forma contrattuale), 73 si sono fermati in attesa di capire meglio le modifiche che verranno apportate all’attuale normativa e per prendere in considerazione eventuali altre forme di contratto alternative. Inoltre, 19 di questi pensavano di avviare forme di collaborazione flessibile (co.co.pro. o altre forme) ma, temono che la riforma possa rendere questo tipo di contratto troppo complesso e costoso. Se ciò accadesse, 15 hanno dichiarato che rinunceranno all’avvio della collaborazione, mentre gli altri 4 preferirebbero aspettare e, eventualmente, valutare altre formule contrattuali. “Un primo risultato questo dibattito lo ha ottenuto: il mercato del lavoro è sostanzialmente fermo e lo resterà per parecchio, tempo visto che difficilmente la riforma vedrà la luce prima di settembre/ottobre. – Ha dichiarato l’Avvocato Tommaso Dilonardo, presidente e fondatore del centro Work in Progress ed esperto di diritto del lavoro. – Si tratta di un congelamento pericoloso in una fase recessiva come quella che stiamo vivendo, anche perché si rischia seriamente che alcuni dei posti congelati si perdano nell’attesa. Altro aspetto su cui penso si debba fare una seria riflessione è l’eventuale aumento dei costi per il contratto a tempo determinato e la riduzione del ricorso ai co.co.pro. In una fase difficile come questa, più che la trasformazione dei contratti atipici in posti di lavoro a tempo indeterminato, è probabile che vi sia una loro cancellazione, una riduzione dell’occupazione. Il rischio è, in sostanza, che si passi dal precariato alla disoccupazione o al lavoro nero.” L’indagine è stata effettuata dal 26 al 30 marzo 2012, con tecnica C.A.W.I. (Computer Assisted Web Interviewing). Numero totale degli intervistati: 172 soggetti con età maggiore di 18 anni.
Work In Progress – Centro di ricerche sociali sul lavoro e le nuove forme di occupazione si occupa di ricerche sociali su disoccupazione, in particolare giovanile, cercando di individuare buone prassi a livello europeo, mettere in rete ricercatori e esperti del settore per la produzione di paper e documenti con proposte ed indicazioni da sottoporre ai decisori ed ai media per ampliare il confronto.

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Dl sviluppo: maggioranza in confusione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2011

“A poche ore dal termine dell’attività della commissione, non si è ancora iniziato a votare a causa delle diatribe interne alla maggioranza. Su questioni fondamentali la maggioranza non ha ancora trovato l’accordo, dunque non c’è alcun testo da votare”. Lo dice in una nota il vice capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, Antonio Borghesi. “Comunque vada – aggiunge Borghesi – è un decreto che di sviluppo ha solo il nome. Poche risorse, pochi interventi degni di nota, salvo che Tremonti, che parla di riduzione dei costi della politica, nei fatti istituisce in modo centralista una fondazione per il diritto allo studio degli studenti universitari, che costerà non meno di 1 milione di euro l’anno, quando in ogni sede esistono già gli enti regionali per il diritto allo studio con gli stessi scopi e con costi molto più bassi”.

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L’insonnia negli anziani

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2011

(Centro Maderna) L’insonnia, come altri disturbi del sonno, può avere effetti devastanti sulla salute delle persone anziane, diventando spesso la causa di depressione e cadute con conseguenti fratture. Si stima inoltre che il tasso di mortalità sia maggiore tra le persone che ne soffrono che tra quelle che invece dormono bene. I medici prendono dunque il problema dell’insonnia molto seriamente, non esitando a prescrivere farmaci (di solito sedativi ipnotici) che aiutano i pazienti a riposare meglio ma che possono creare stati di confusione e disorientamento durante la veglia e portare anch’essi a cadute, come ha evidenziato uno studio pubblicato dal British Medical Journal nel 2005. Oggi, un’equipe di ricercatori dell’università di Pittsburgh, ha invece dimostrato, confermando i risultati di altri studi precedenti, come una breve terapia comportamentale possa essere molto più efficace e sicura di quella farmacologica. Lo studio, pubblicato lo scorso gennaio sul “The Archives of Internal Medicine”, ha coinvolto 79 di anziani di età media intorno ai 72 anni i quali hanno partecipato a due sessioni informative tenute da un’ infermiera specializzata. Durante gli incontri gli anziani sono stati “educati” sui principi base del sonno e sulle quattro regole fondamentali identificate dai ricercatori: ridurre il tempo che si passa a letto, alzarsi alla stessa ora tutti i giorni, non andare a letto finché non si ha effettivamente sonno e non rimanere a letto se non si dorme. Possono sembrare regole banali, ma l’atteggiamento più comune è esattamente l’opposto: si stima infatti che molti anziani rimangano a le tto 10-12 ore per dormirne soltanto 5. Oltre alle due sedute informative i partecipanti hanno ricevuto due telefonate da parte dell’infermiera responsabile del progetto nell’arco del mese e alcuni questionari e diari del sonno da compilare. Dopo sole 4 settimane i miglioramenti registrati dal gruppo sono stati notevoli, miglioramenti che si sono protratti fino ai primi 6 mesi successivi allo studio. (New York Times, 23 marzo 2011)

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Primarie: Quanti sono i candidati del pd?

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 gennaio 2011

Dichiarazione dell’On. Giorgio Merlo (PD) “Nonostante il PD abbia stabilito regole precise per le primarie la confusione regna sovrana. Pertanto mi permetto di chiedere: ma quanti sono i candidati del PD?  Infatti, accanto ai quattro esponenti democratici che, nel rispetto delle regole fissate, stanno raccogliendo le firme tra i tesserati, altri due iscritti al PD dichiarano di volersi candidare alle primarie seguendo, però, percorsi diversi da quelli stabiliti dal partito.  Ora un conto è un partito aperto e plurale, altro è una libera aggregazione di persone ognuna delle quali si ritiene legittimata a fare quello che meglio le aggrada. In questo secondo caso diventerebbe inutile convocare assemblee e direzioni per discutere ed approvare documenti che poi non vengono osservati. I nostri iscritti ed elettori meritano un po’ più  di serietà e di rispetto. Infine, stiamo lavorando tutti insieme per una bella affermazione del candidato di Sel o crediamo ancora in un esponente del PD senza ridurre il tutto a una demolizione reciproca e permanente?”

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Riflessioni al supermercato

Posted by fidest press agency su domenica, 31 ottobre 2010

Lettera al direttore. Caro direttore, una lettera questa, che non parla di politica e neppure di fango della politica, che non parla di disgrazie e neppure di quei pochi (grazie a Dio!) pessimi giornalisti per i quali le disgrazie sono grazie. Una lettera serena, insomma. Quasi allegra.  L’altro giorno, in un supermercato, trasmettevano a volume troppo alto, tanto per accrescere la confusione che già c’era, una canzoncina di Celentano di parecchio tempo fa. Il “supermolleggiato”  si chiedeva: “Io amo lei, soltanto lei, ma perche’ mai, l’avro’ tradita”. Ed io, nonostante  il chiasso, tra il vociare delle gente e la musica, e benché fossi concentrata nell’evitare d’acquistare le invitanti “offerte” inutili, così, quasi non volendo, ho risposto mentalmente al simpatico cantante: “In realtà, amico mio, non l’hai tradita. Tradire la persona amata, significa amare un’altra persona. Ma tu, con la sua amica, hai fatto solo sesso, nient’altro che sesso. Non è tradimento. Al più è stata una scorrettezza: avresti dovuto chiederle il permesso. Importante è che tu non ti senta tradito se lei, la tua amata consorte, fa sesso, solo sesso, col tuo amico”. (Elisa Merlo)

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Pena di morte

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2010

Lettera al direttore. Si fa l’abitudine a tutto,  compresa l’uccisione fredda e programmata di esseri umani. Hitler aveva creato strutture idonee per uccidere moltitudini d’innocenti. Gli stati in cui vige la pena di morte, hanno creato strutture idonee per uccidere persone colpevoli, ed ogni tanto, magari per errore, qualche innocente. C’è un’enorme differenza; però ci sono anche innegabili analogie. Ciò che sconcerta in coloro che sostengono ancora oggi la pena di morte, è la confusione tra sentimenti e ragione, nonché la rinuncia totale a quest’ultima. Chiedono, per mettere in imbarazzo chi non è d’accordo: «Saresti dello stesso parere, se avessero ucciso un tuo familiare?». E cadono così nella confusione tra sentimento e ragione. Calpestano quest’ultima, invece, quando di un principio assoluto – la sacralità della vita – fanno un principio relativo: inviolabile la vita dell’innocente; violabile la vita del colpevole. Il colmo della stoltezza è quando tale assurdo concetto del valore della vita viene tranquillamente attribuito al dio in cui si crede. Vale la pena ricordare che l’unico caso in cui l’omicidio diventa lecito, pur restando oggettivamente azione non buona, è la legittima difesa; solo però, ed unicamente, se l’azione è rivolta verso l’ingiusto aggressore e non esiste altra possiblità per fermarlo. Diventa lecito perché è la scelta obbligata, necessaria, del male minore. (Francesca Ribeiro)

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Movimento per il Sud rivendica la sua autonomia

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Il Presidente del Movimento per il Sud, Antonino Calì, sentiti anche i dirigenti più vicini a tale Ufficio, “afferma la volontà di non condividere e costituire, momentaneamente, alcuna federazione con altri movimenti e/o partiti di vocazione meridionalista e non. Tale decisione emerge dalla eccessiva confusione che si è venuta a creare sia attraverso la rete che per mezzo della stampa nazionale e, pertanto, non intende provocare ulteriori confusioni tra i propri associati ed/od elettori. In riferimento a tale volontà, si pregano i dirigenti delle compagini interessate a costituire tali unioni a non insistere a contattare il Movimento per il Sud per tali scopi, sarà nostra premura contattare chi di dovere quando sarà ritenuto opportuno intervenire. A partire da tale comunicato, oltre a concentrarsi prevalentemente sulla propria attività organizzativa interna, il Movimento per il Sud intratterrà i propri rapporti politici esterni solo per ragioni che non riguardino federazioni varie”.

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Troppa confusione sulla Fascia C

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2010

“Trattare un argomento delicato come l’uscita dalla farmacia dei farmaci di fascia C soggetti a prescrizione all’intermo di un ordine del giorno collegato alla Finanziaria che dovrebbe occuparsi di tutt’altra materia, cioè della finanza pubblica, è un’oggettiva leggerezza” dice Andrea Mandelli, Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani in merito all’ordine del giorno dell’opposizione, accolto ieri dal Governo, nel quale dopo aver stroncato la filosofia che ha ispirato la manovra finanziaria, e quindi l’opera del Governo, si introduce il discorso della vendita di questi farmaci anche nelle parafarmacie e nei supermercati per risolvere i problemi di bilancio dello stato italiano. “Ci sembra si possa quantomeno concludere che la confusione regna sovrana: a occuparsi della riforma del servizio farmaceutico è la XII Commissione Igiene e Sanità del Senato, dove si sta procedendo con serietà e competenza all’esame dei disegni di legge finora presentati. Quella è la sede del dibattito su questa complessa materia e non la seduta dedicata alla manovra finanziaria”. Nel merito, la Federazione tiene a sottolineare che gli elementi addotti nell’ordine del giorno  per motivare l’allargamento dei prodotti distribuiti fuori dalle farmacie sono pretestuose. Non esiste, per cominciare, tra i farmacisti un problema occupazionale da risolvere con l’apertura di corner ed esercizi di vicinato, come prova l’indagine annuale del consorzio universitario Almalaurea, per tacere del fatto che gli esercizi di vicinato sono stati aperti in prevalenza da società di capitali e da titolari di farmacia. Inoltre non è con gli esercizi commerciali che si migliora il servizio, visto che quelli attuali hanno aperto in maggioranza nei centri storici e nelle aree più frequentate a ridosso delle farmacie. A garantire l’assistenza farmaceutica sono, da decenni, le farmacie, come prova il gradimento espresso dai cittadini. “Non neghiamo che il sistema necessiti di un ammodernamento” conclude Andrea Mandelli. “Ed è questo l’obiettivo del lavoro della Commissione Igiene e Sanità del Senato, che la Federazione ha seguito e seguirà con la massima attenzione e al quale continuerà a fornire la sua collaborazione”.

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Polverini aumenta le tasse nel Lazio

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2010

“Lo tsunami fiscale sta per scaricarsi nelle tasche dei cittadini laziali”. È questo uno dei passaggi più forti della lettera scritta ieri da Esterino Montino, capogruppo del PD alla Regione Lazio, e indirizzata direttamente al premier Silvio Berlusconi. Infatti, se i decreti sulla sanità presentati dalla presidente laziale, Renata Polverini, non dovessero passare l’esame governativo, oltre al blocco dei Fas (Fondo Aree Sottoutilizzate), ci sarebbe l’inevitabile aumento di Irap e Irpef, che andrebbe ad aggiungersi ai tagli già apportati alle strutture ospedaliere. Di fronte all’incremento della pressione fiscale a danno dei contribuenti laziali le opposizioni della Pisana, come dimostra la decisa iniziativa di Montino, sono sul piede di guerra. “Nelle scelte politiche del governo regionale c’è una enorme confusione”. Ne è convinto Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, intervenuto per commentare la vicenda. Il rappresentante del partito nato per mano di Antonio Di Pietro ha inoltre ribadito: “Io non so quali esperienze amministrative abbia la Polverini , però so che di sicuro ha una concezione sindacale, come dimostra anche la scelta di alcuni suoi collaboratori in giunta provenienti dalle file del sindacato. Eppure proprio qui si cela un paradosso: o la governatrice manifesta una scarsa conoscenza delle regole democratiche o si è convertita totalmente alla filosofia del suo leader Berlusconi, a tal punto da aver abbandonato lo strumento della concertazione. Questo atteggiamento – insiste Tortosa – ci lascia perplessi, ma di certo le opposizioni saranno compatte e si batteranno per ottenere un confronto con tutte le forze politiche e le parti sociali su aspetti nodali che riguardano la collettività”. Quindi, l’esponente dipietrista ha svelato un retroscena che contribuisce non poco a intorbidire le acque intorno alla questione degli aumenti fiscali e di un presunto decreto della Pisana che ipotizzerebbe una impennata ulteriore delle imposte regionali da cui incassare circa 330 milioni di euro: “Il gruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale è venuto a conoscenza di un documento che rivedrebbe al rialzo le già elevate aliquote Irap e Irpef, proprio quelle che la Polverini diceva di non toccare dopo il taglio dei posti letto negli ospedali. Se così fosse – accusa Tortosa – la governatrice avrebbe nascosto di proposito l’aumento delle tasse regionali, commettendo un errore piuttosto grave”. Infine, il vicesegretario dell’IdV Lazio, schierandosi apertamente dalla parte dei residenti di questa regione, fa notare con tono sferzante: “Si parla ormai solo di tassazione supplementare, anche nel comune di Roma dove il sindaco Alemanno prospetta un rincaro delle tariffe dei taxi. E nei prossimi giorni aspettiamoci ancora nuovi aumenti. Mi chiedo se questi amministratori si rendano conto delle difficoltà attuali dei cittadini, ai quali continuano a mettere le mani in tasca, quando ormai queste tasche sono prosciugate fino alla mortificazione”.

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Intercettazioni e libertà informazione

Posted by fidest press agency su sabato, 22 Mag 2010

“Se dovesse essere approvato, il DDL sulle intercettazioni avrebbe ripercussioni negative sia sulla libertà di informazione sia sulla vita pubblica in generale”. Lo ha detto Andrea Melodia, presidente dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI) che associa oltre 3000 giornalisti in tutta Italia. “Non solo per la maggiore difficoltà oggettiva a dare notizie sugli scandali e le malversazioni, o per l’ulteriore calo di autonomia dei direttori dagli editori – ha sottolineato Melodia – ma anche perché si sprofonderebbe in un’altra stagione di confusione normativa, a seguito di ricorsi, controricorsi, richieste e pronunciamenti di illegittimità. Si aprirebbe un periodo di incertezze, incomprensibile per l’opinione pubblica, certo necessario ma comunque dannoso per la già compromessa credibilità del nostro universo mediale. Universo che, in ogni caso, vedrebbe l’Italia fare ulteriori passi indietro nella già precaria graduatoria tra i paesi capaci di gestire correttamente il proprio sistema informativo”.

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Il linguaggio della Chiesa e dei fedeli

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2010

Lettera al direttore. Caro Papa, posso osare di darti del tu come faccio con Gesù? Hai detto: “Viviamo in una grande confusione circa le scelte fondamentali della nostra vita”, e che il sacerdote “insegna in nome di Cristo presente, propone la verità che è Cristo”. Il problema è, caro Papa, che alle volte a noi poveri fedeli ignoranti, la confusione ce la crea proprio la Chiesa. Hai sentito con quale affermazione infelice se n’è uscito un tuo cardinale a proposito di omossessualità e pedofilia? Affermazione subito ritrattata? E ricordi di quel vescovo che scomunicò i medici che avevano fatto abortire una sventurata bimba brasiliana ripetutamente violentata dallo zio? Vescovo che meritò poi la critiche di mons. Fisichella, a sua volta subito criticato da alcuni membri della Pontificia Accademia per la Vita? Non è confusione questa? Cardinali e vescovi, caro Papa, parlano troppo. Parole, parole, parole, magari corrette o ritrattate dalla Santa Sede il giorno dopo. Non è confusione questa? Gesù disse: “Sia il vostro linguaggio: sì, sì; no, no; il superfluo procede dal maligno”. Non fa confusione la Chiesa quando mette sullo stesso piano il fratricidio di Caino (Evangelium vitae) e l’aborto? Oppure quando vuole la castità dei sacerdoti e la castità degli omosessuali (Catechismo n. 2359), come se fossero anch’essi sacerdoti? Devo continuare? Il problema è, caro Papa, che non sempre i fedeli riescono ad indentificare la verità (o le verità?) proposta dalla Chiesa con la “verità che è Cristo”. E grande, davvero grande, è la confusione. (Francesca Ribeiro)

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Lodo Alfano

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2009

“Non sapevamo che in virtù di una legge elettorale si potesse snaturare la forma di governo del nostro paese, che fino a prova contraria è ancora una Repubblica parlamentare” lo dichiara in una nota l’on. Americo Porfidia che aggiunge “ definire il nostro Presidente del Consiglio un primus super pares come ha fatto l’avvocato Pecorella denota una certa confusione in merito ai principi costituzionali vigenti, per non parlare delle affermazioni decisamente surreali dell’avvocato Ghedini, che con un iperbole degna del miglior trapezista ci dice che la legge è uguale per tutti, ma non sempre lo è la sua applicazione. Ricordiamo – specifica il deputato campano – che l’Italia non è una Repubblica presidenziale, e la richiamata legge elettorale ha lo scopo di veicolare un sistema dei partiti bipolare, eventualmente bipartitico, ma meno che mai istituire un sistema presidenziale, cosa che non potrebbe in quanto legge ordinaria. Il cuore pulsante del nostro sistema costituzionale è e rimane il Parlamento e per modificare tale principio è richiesta una legge costituzionale come disciplinato dall’articolo 138 previsto dai costituenti. La Consulta è quindi chiamata a giudicare della costituzionalità del cosiddetto lodo Alfano e della sua applicabilità ad un premier la cui posizione non è minimamente paragonabile a quello che Sarkozy e Putin ricoprono nei propri paesi, e ci auguriamo che lo faccia nella massima serenità possibile. Invocare la piazza o l’ira dei popoli da parte di uomini del governo – conclude l’on. Porfidia – è scorretto e lesivo della stessa sicurezza nazionale”

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Lo “Stato etico” confessionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2009

La confusione mentale che domina il panorama sociale in generale e politico da una parte e confessionale dall’altra, è alimentato da interpretazioni di parte che non possono condurre ad alcun risultato. Una medesima frase può mutare significato se “detta” e non scritta, in quanto interviene la teatralità dell’esposizione per cui il significato sta nella mimica più che nel contenuto.Ma quando una frase è scritta i margini di interpretazione rimangono legate al significato intrinseco delle parole. La Chiesa è maestra in ciò; quando viene predisposta un’enciclica vengono analizzate le parole singolarmente, cambiate, modificate; la punteggiatura segue una ingegneria espositiva minuziosa e attentissima, per cui nulla è lasciato al caso o all’improvvisazione interpretativa. Oggi il cardinale Bagnasco detta le condizioni per concedere una tregua d’armi a questo governo che ha improvvisato una scaramuccia, ritenendosi all’altezza di reggere lo scontro e, magari, tentarne anche altri, perché i personaggi che identificano e qualificano questo governo hanno moltissimo da farsi perdonare nella dimensione etica.  La Chiesa ha solo esibito le sue poderose armate, pur non movimentandole operativamente… mi sembra di rivedere fra Cristoforo, con l’indice alzato minacciare….guai a voi…!   La minaccia della Chiesa coinvolge il mondo cattolico, ma non come persone, bensì come elettori, e questo atterrisce la cavalleria governativa, che si sente disarcionata e con il sedere per terra. Bagnasco impone le sue condizioni, intimando che lo Stato etico” non si tocca. Qui sta il “busillis”, che tormenta la reciprocità della comprensione, proprio come quel “busillis” che tormentò i letterati medievali, fino a quando uno studentello non pensò di collegare la frase che iniziava con “busillis” con l’ultima parola del rigo precedente “indie”; bastò sillabare diversamente ciò che un amanuense aveva erroneamente scritto “  “indie busillis magnis plenæ” (di incomprensibile traduzione, diventando: “in India c’era abbondanza di grandi busillis),  in  “in diebus illis magnis plenæ” (in quei giorni vi era abbondanza di grandi cose); così, oggi, mi appare l’appello allo Stato etico di Bagnasco, che non chiarisce, se non a suo modo, il significato di “Stato etico”. Se fossimo in uno Stato teocratico, oppure nei medievali possedimenti del Vaticano, con l’Inquisizione molto attiva, troppo attiva, allora l’eticità dello Stato sarebbe in mano al dettato confessionale, pena il rogo “purificatore”; ma siamo in uno Stato laico che rispetta e deve rispettare indistintamente tutti i cittadini e fornire a tutti quella mole di diritti e di doveri che pareggiano i conti con le differenze. L’appello di Bagnasco crea solo confusione tra il concetto di “reato” di pertinenza dello Stato, con quello di “peccato” di pertinenza della Chiesa.Non può esserci interscambio tra i due concetti, perché preposti a dominare ognuno il proprio ambito. L’imposizione di Bagnasco interferisce nei rapporti dei diritti e dei doveri, imponendo che il “peccato” considerato tale dalla Chiesa, venga inteso dallo Stato Etico, come reato, negando la parità dei diritti e dei doveri a tutti i cittadini. La Chiesa può e deve indicare ciò che, dal suo punto di vista, va inteso come peccato e proibirlo ai fedeli, ai credenti, e basta, deve fermarsi lì, perché oltre c’è l’intromissione nelle decisioni responsabili di uno Stato laico che interpreta l’eticità come rispetto delle legge, le quali leggi devono rispettare tutti i cittadini, senza creare distinzioni confessionali. Il peccato che diventa reato non sancisce l’eticità di uno Stato, bensì codifica l’alterazione dei rapporti tra lo Stato e i cittadini, ivi compresi quelli di altre religioni, gli atei, i miscredenti. La religione musulmana, ormai in poche nazioni, permette la poligamia; è giusto che lo Stato lo proibisca, ma non in obbedienza al dettato religioso, bensì in ossequio alle sue stesse leggi che la poligamia puniscono.  Lo Stato può e deve intervenire quando una scelta contrasta con il diritto sancito dalle leggi, governate da una Costituzione.  Il diritto canonico non è legge dello Stato e non c’è Concordato che tenga, le due sfere non devono e non possono sovrapporsi; i limiti di ciascuno terminano lì dove iniziano i limiti dell’altro, altrimenti emerge solo la confusione. L’altro esempio che emerge riguarda la pretesa inversa, cioè del reato che tale non dovrebbe essere considerato, per essere  ridotto a semplice peccato che la Chiesa stessa amministra e assolve, come è capitato con la pedofilia dei preti americani e la lettera “crimen sollicitationis” reiterata da Ratzinger, e per questo  inquisito penalmente da un tribunale americano per intralcio alla giustizia. Quindi la Chiesa vorrebbe che il peccato (coppie di fatto, divorzio, pillola abortiva, cellule staminali etc.etc.) sia inteso come reato, mentre il reato dovrebbe essere ricondotto nell’alveo del confessionale, proprio esattamente come nella Chiesa medievale, con la minacciosa presenza dell’Inquisizione. (Rosario Amico Roxas)

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Il cattolicesimo e le nuove sfide

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2009

Editoriale fidest. I temi ricorrenti, e non sono solo di questi giorni, sono quelli che più di frequente appaiono anche sui quotidiani di tutto il mondo e si riferiscono alle coppie di fatto, a matrimoni omosessuali, alla riproduzione sessuale in vitro, ai divorzi e più in generale alle nuove sfide di “frontiera” della genetica. La risposta che oggi abbiamo, sia pure articolata in modo diverso, è quella di generale chiusura per il diverso che si prospetta e con un certo irrigidimento delle posizioni in specie in casa del Vaticano. Non diciamo, a questo punto, che sia un errore fissare dei paletti oltre i quali presumere che si possa giungere a creare confusione di ruoli e perdita di valori etici e religiosi. Tutt’altro. Vi è, in ogni caso, un margine entro il quale occorre ragionare con più ponderazione. Il timore è pienamente giustificato da parte di chi pensa che concedendo qualcosa si finisca con far franare il castello che si è costruito in secoli di professioni di fede e di dogmi accertati e riconosciuti validi e sperimentati con successo nel tempo a dispetto degli eventi e della loro mutabilità legata, si ritiene, alle mode e non alle certezze alle quali sembravano ancorarsi. Ma è anche vero che una revisione delle “certezze” va fatta sgombrando il campo dall’idea che taluni si sono fatta che la religione è sinonimo di “conservazione”, di “tradizione” e che, in considerazione di ciò, non accetta il nuovo per partito preso e non per intimo convincimento. Di certo un grande passo l’attuale Papa ed in una certa misura i suoi predecessori l’hanno compiuto sul fronte del riconoscimento dei propri errori nei confronti delle altre professioni cristiane, ma è ancora poco se vogliamo dare una nuova visione di una Fede che sappia riconoscere i suoi limiti temporali mentre ci parla del trascendente. Non diciamo, quindi, le cose che dovrebbero essere cambiate o i rigori della dottrina che andrebbero smussati, ma suggeriamo che se ne parli sia pure a porte chiuse, ma se ne parli anche nei “palazzi” del potere ecclesiastico perché qualcosa è cambiato tra la gente e quel qualcosa merita la dovuta attenzione ed anche riconoscimento. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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